Damigiane – Carboys and demijohns

In una cucina ottocentesca non possono mancare le damigiane per conservare vino, distillati, olio d’oliva o per la fermentazione e la preparazione casalinga di birra, sidro ed aceto.

In a kitchen from the nineteenth century you will always find carboys or demijohns to store wine, spirits, olive oil or for homemade fermentation and the making of beer, cider and vinegar.

dadasdollhouse_damigiane

La particolarità di questi recipienti di vetro è la forma panciuta, il collo stretto e corto e l’intreccio di vimini che li rivestite completamente. 

La damigiana senza vimini protettivo è detta “nuda”. Un tempo era realizzata in vetro verde soffiato a bocca. Per questo i boccioni presentano irregolarità ed imperfezioni come bolle d’aria imprigionate nel vetro e forme leggermente asimmetriche .

These glass containers have a round shape, a narrow, short neck and are completely wrapped in weaved  wicker.

Once, the bottle was made of hand blown green glass. It therefore shows irregularities and imperfections, such as air bubbles and slightly asymmetrical shapes.

L’impagliatura è realizzata in vimini, il materiale che si usa per realizzare i cesti. Si ottiene dai giovani getti dal salice (salix viminalis) che sono molto lunghi, diritti, resistenti e flessibili allo stesso tempo. Esistono diverse tipologie di vimini che vengono usate per l’intreccio: quello grezzo e quello semilavorato. Nel primo caso ai rami di salice viene lasciata la pelle. Sono leggermente più difficili da usare, ma hanno un bel aspetto rustico e profumano. Quelli semilavorati sono invece rami decorticati. I rami possono essere usati interi o spaccati e possono avere diverse colorazioni naturali.

Quelli bianchi si ottengono scortecciando i rami pieni di linfa, che poi vengono essiccati al sole. Questa lavorazione può esser fatta solo una volta all’anno, a Maggio quando la pianta è in piena germogliazione.

La lavorazione per ottenere rami rossi può essere eseguita tutto l’anno. Li si lascia seccare con la corteccia e li si spella solo dopo averli fatti bollire diverse ore.  Il tannino conferisce un bellissimo colore ramato.

The wicker covering the demijohn is the same used for baskets. It’s made from the young willow shoots (Salix viminalis), which are very long, straight, strong and flexible at the same time. There are different types of wicker that can be woven: the raw and the semi-finished rods. In the first case the willow branches have their skin. They are slightly more difficult to weave, but they have a nice rustic look and smell good. Semi-finished twigs are stripped branches. They come as whole or split rods and may have different natural colors.

The white ones are obtained from decorticated branches full of sap, which are let to dry in the sun. This process can be done only once a year, in May when the plant is in full germination.

Red branches can be produced throughout the year. The rods are dried with their bark and peeled only after they have been boiled for several hours. The tannin lends them a beautiful reddish color.

via bootlebooks.com

Nella produzione delle damigiane il vimini viene intrecciato direttamente attorno alla bottiglia, rivestendola completamente. I bottiglioni più grandi sono invece messi dentro a delle ceste con il fondo rinforzato da una tavola di legno. L’intreccio viene poi ripreso dal bordo e fatto proseguire fino al collo. A volte il rivestimento può essere fatto con  assicelle di legno di castagno.

A seconda della dimensione della damigiana i manici possono essere realizzati in vimini o legno o con una semplice corda e rendono facile lo spostamento ed il versare il liquido. 

La produzione di damigiane continua anche ai giorni nostri. Oggi il vetro è principalmente trasparente, la forma della bottiglia viene data meccanicamente per mezzo di stampi ed i cesti sono molto spesso di plastica.

In the production of carboys, wicker is woven directly around the bottle, wrapping it completely in. Larger flagons are put in baskets with a reinforced bottom made with a wooden board. The weaving continues then by hand up to the neck. Sometimes the demijohn can be completely covered with chestnut laths.

Depending on the carboy’s dimension, handles can be made of wicker or wood or rope. They make it easy to move, transport or pour the liquid.

The production of demijohns production continues also our days. Today the glass is mostly transparent, the shape is casted and the baskets are often made of plastic.

Caravaggio – particolare de’ Il riposo durante la fuga in Egitto (1595-1596), Galleria Doria Pamphilj, Roma – via wikipedia

Al termine damigiana vengono attribuite diverse origini, alcune curiose. L’etimologia tradizionale fa derivare la parola dal francese “dame-jeanne”. Tradotto letteralmente significa “signora Giovanna”, probabilmente alludendo scherzosamente alla forma tondeggiante della donna. Anche in altre lingue questo recipiente è chiamato in modo simile. Damajuana, in spagnolo, mentre in inglese la parola si è trasformata in “demijohn”, ovvero “mezzo Giovanni”.

Altri fanno risalire questo termine ad un aneddoto. Si racconta che nel ‘300 Giovanna I d’Angiò, regina di Napoli, mentre si trovava ad Avignone, in Provenza, fu sorpresa da un temporale e cercò riparo nel laboratorio di un vetraio. Lui per lo stupore soffiò con così tanta forza dentro alla bottiglia che stava preparando da creare un boccione enorme e panciuto. In onore della visita della sovrana l’artigiano volle dare al bottiglione il nome “Reine Jeanne“, Regina Giovanna appunto, ma la regina suggerì di chiamarla più modestamente “Dame Jeanne”.

 Ma il nome potrebbe derivare dall’arabo “damagan” o fare riferimento alla città persiana Damaghan, famosa per le sue vetrerie.

The Italian name for carboy is “damigiana“. This word may have different origins and some of them are peculiar. The traditional etymology traces it back to the French “dame-jeanne“. Literally translated it means “lady Jane“, probably referring to the rounded shape of the woman. In other languages like Spanish, the noun for this container has a similar sound and is called “damajuana”. In English the word has become “demijohn“.

Others trace the term back to an anecdote. In the 14th century  Giovanna I d’Angiò, Queen of Naples, was  staying  in Avignon, in Provence. One day the queen was surprised by a storm and she sought shelter in the workshop of a glassblower. He was caught by surprise and  blew with such a force in a bottle to create a huge round flask. In honor of the queen’s visit, the craftsman called the big bottle “Reine Jeanne“, namely Queen Joanne, but the sovereign modestly suggested the name “Dame Jeanne“.

However the name could derive from the Arabic word “damagan” or refer to the Persian city Damaghan, which was famous for its glassworks.

Ghirlandaio – particolare della Nascita di Giovanni Battista – Ciclo di affreschi (1485-1490), Cappella Tornabuoni Santa Maria Novella – Firenze – via wikipedia

Sebbene ci siano testimonianze di contenitori di vetro rivestiti di papiro usati dagli antichi egizi, le prime damigiane risalgono al ‘300. Durante il Medioevo si diffuse infatti l’uso di contenitori in vetro per conservare i liquidi. Malgrado il costo ancora abbastanza elevato, esse sostituirono in parte i recipienti di terracotta. Venivano prodotte in diverse dimensioni. Le più grandi erano utilizzate per spostare ed immagazzinare vini ed olii, mentre le più piccole erano destinate all’uso finale nelle case. Una damigiana di vino copriva il fabbisogno mensile di una famiglia. La capacità varia dai 5 a 54 litri.

Nell’Ottocento, con lo sviluppo dei trasporti via mare e via terra, la damigiana trovò un ampio impiego. La sua diffusione era dovuta al costo ragionevole del vetro. Questo materiale la rendeva poi un contenitore igienico, perché facilmente lavabile. L’impagliatura aveva una doppia funzione. Da un lato riparava dalla luce il vino e l’olio, che essendo liquidi sensibili avrebbero potuto deteriorarsi o irrancidire. Dall’altro proteggeva il bottiglione dagli urti.

Although there is evidence of glass containers covered with papyrus used by the ancient Egyptians, the first carboys date back to the 14th century. During the Middle Ages the usage of glass containers for storing liquids became more frequent. Despite the high costs, demijohns replaced in part the terracotta containers. They were produced in different sizes. The largest were intended for shipping and storage of wines and oils. While the smaller ones were destined to end user. A carboy of wine covered the monthly requirements of a family.  The capacity varies from 5 to 54 liters (1 to 16 gallons).

In the nineteenth century, with the development of ground and sea transportation, the carboy found a wide use. At that time glass had reached a reasonable cost. The container is hygienic and easy to clean. The wicker has a double function. On one side it protects the fragile bottle from impacts. On the other the weaved twigs insulate from light. Wine and olive oil are extremely sensitive liquids and can quickly deteriorate or turn rancid. For this reason the demijohn are complitely covered up to the collar.

via marie claire maison, francese

Negli anni ’60 in Italia, l’uso delle damigiane vede nuovamente una forte diffusione con la l’acquisto del vino sfuso direttamente dal contadino. E’ il periodo del boom economico e molte famiglie possiedono un’auto. In autunno ci si reca quindi in campagna per acquistare il vino dal produttore che lo vende appunto in damigiana. 

Ancora oggi le damigiane vengono utilizzate per la vendita del vino sfuso, soprattutto di quello biologico. Il boccione di vetro è invece molto ricercato come elemento decorativo e complemento d’arredo.

Ma ora passiamo alle nostre damigiane in miniatura.

In Italy during the 60s, the purchase of bulk wine directly from the farmer is very popular. The diffusion of carboys increases gain. It’s the economic boom period and many families own a car. In autumn they drive to the countryside to buy directly from the wine producer  who sells his wine in demijohns.

Today carboys are still used to sell bulk wine, especially organic. The glass flagons are used as decoration.

But now we go on with our carboys in miniature.

 

 

dadasdollhouse_3732

Per realizzare il bottiglione delle nostre damigiane abbiamo usato gli stantuffi dei dispenser di sapone liquido ed in particolare la parte che contiene la molla e che si trova subito sotto il tappo.

To make the bottle of our carboys we took the plunger of the liquid soap dispenser. In fact we made the flagon with the part containing the spring, located just below the cap.

dadasdollhouse_6164

Le forme di queste “bottiglie” possono leggermente variare da stantuffo a stantuffo.

The shapes of these “bottles” may slightly vary from plunger to plunger.

dadasdollhouse_-8092

Chi come noi crea miniature riutilizzando pezzetti e pezzettini è abituato a smontare e riciclare. Lo stantuffo ha diverse parti che si possono recuperare a partire dal tubicino di plastica. Questo lo si stacca molto facilmente, semplicemente sfilandolo.

Il passo successivo è tagliare il cilindro di plastica. Per questo abbiamo usato il coltello grosso del pane che ha un bel seghetto. (foto 1)

E’ importante segare stando molto vicino al tappo, così da non accorciare troppo la parte che fungerà da bottiglia. Bisogna anche fare attenzione a non rovinare la lama del coltello con la molla di metallo che si trova al centro del cilindro di plastica. Il taglio va quindi fatto incidendo con pazienza tutto attorno, facendo girare il pezzo (foto 2)

Si ottengono così diversi pezzi. Partendo da sinistra: la parte a forma di bottiglia, la pallina, la molla ed un pezzo che non sappiamo ancora come riutilizzare (foto 3).

Il pezzo che a noi interessa per questo progetto è quello nella foto 4.

Those of us who create miniatures with bits and pieces, are used to take objects apart and to recycle. The plunger has several parts that can be reused starting from the plastic tube. It very easy to detach it. Just pull it.

The next step is to cut the plastic cylinder. We used a large bread knife because it has a strong serrated blade. (Photo 1)

It’s important to cut very close to the cap, otherwise the bottle will be too short. Inside the pump there is a metal spring that could damage the blade.  So we carefully incised all around the plastic cylinder avoiding to go directly through it. (Photo 2)

We got several pieces. Starting from the left: the bottle-shaped part, the ball, the metal spring, and a piece that we don’t know jet how to use it. (Photo 3)

For our actual project we need the piece shown in picture 4.

dadasdollhouse_6167

Per prima cosa abbiamo pareggiato il taglio passando il fondo della “bottiglia” diverse volte sulla carta vetrata.

Per chiudere il fondo della bottiglione abbiamo usato un foglio di acetato trasparente, ricavato da qualche imballaggio. Abbiamo steso la colla vinilica sul bordo inferiore della bottiglia e l’abbiamo poi appoggiato sull’acetato. Non ha importanza se ci sono sbavature di colla, perché una volta asciutta diventa trasparente.

Dopo che la colla ha fatto presa, abbiamo rifilato il bordo con una forbice eliminando  l’acetato eccedente.  

First we made the bottom of the “bottle” even. For this reason we passed it several times on a piece of sandpaper.

To close the flagon we used a sheet of clear acetate from a packaging. We applied the glue on the edge of the bottom and we placed the bottle on the acetate. It doesn’t matter if the glue smudges, because once dry it becomes transparent.

When the glue had set, we eliminated the excess sheet with a scissors by cutting flush with the bottom.

dadasdollhouse_06885

Alcune “bottiglie” presentano delle protuberanze alla base del collo, che si possono facilmente eliminare con una lima.

Some “bottles” have bumps at the base of the neck. They can be easily removed with a file.

dadasdollhouse_6168

Quando la colla ed il fondo erano ben asciutti, abbiamo iniziato ad impagliare. Abbiamo usato del filo di lino acquistato l’anno scorso a Miniaturitalia. Può andare bene anche dello spago sottile.

When the glue and the bottom were dry, we started to cover the bottle with wicker. We used linen thread. We bought it last year at Miniaturitalia. A thin twine works as well.

dadasdollhouse_6074

Abbiamo iniziato ad avvolgere il filo formando un disco. Per tenerlo insieme abbiamo usato la Tacky glue, perché è un po’ più densa del Vinavil. L’abbiamo spalmata solo su un lato per lasciare pulito quello che rimane visibile. Bisogna procedere con pazienza, perché la colla non fa subito presa e se si lascia il disco troppo preso, si disfa.

We started to wind the thread forming a disk. To hold it together we used Tacky glue, because it is a bit more dense than Vinavil. We spread it only on one side. The other side  should stay clean, as it will be on the outside and will be visible. We had to procede with patience, because the glue doesn’t immediately set and the disk can easily go apart.

dadasdollhouse_6188

Ottenuto un disco quasi grande come il fondo della bottiglia, abbiamo applicato abbondante colla direttamente sul fondo di plastica.

When the disk was almost as big as the bottom of the bottle, we applied a generous amount of glue directly on the plastic bottom.

dadasdollhouse_6075

Abbiamo appoggiato il disco di filo sul fondo, centrandolo, ed abbiamo tenuto il tutto insieme fino a quando si sono incollati.

We pressed the disk made with the thread on the bottom, centering it. We held them until they stuck together.

dadasdollhouse_6189

Abbiamo continuato ad avvolgere il filo attorno al disco, facendolo ben aderire contro la plastica del contenitore.

We continued to wind the thread around the disk, making it stick to the plastic container.

dadasdollhouse_6076

Una volta riempito il fondo, abbiamo fatto svoltare il filo sulla parte verticale della bottiglia ed abbiamo proseguito giro dopo giro, tenendo il filo ben teso. Abbiamo proceduto con calma, applicando la colla sulla plastica e facendo attenzione a non lasciare fessure tra i vari giri di filo. Appena possibile eliminavamo la colla eccessiva che fuoriusciva tra i fili.

Once filled the bottom, we turned the thread on the vertical part of the bottle. We applied glue to the plastic and we proceeded slowly layering the thread up. We continued twisting it tightly around the bottle and taking care not to leave gaps between the various turns of the threads. As soon as possible we removed the excessive glue that passed through the cord.

dadasdollhouse_6077

Seguendo le forme della bottiglia, abbiamo proseguito e rivestito anche una parte del collo.

Per i manici abbiamo attorcigliato lo stesso filo ed ho ottenuto una cordicella. La tecnica per fare un cordoncino potete trovarla nel nostro post dedicato alla paperella da trainare.

We continued following the shape of the bottle until we covered also a portion of the neck.

For the handles we made a cord by twisting the same thread. You can find how to make it in our post dedicated to the pull along duck .

dadsdollhouse_3115

A questa damigiana abbiamo applicato un manico ad ansa, semplicemente incollando un giro di corda intorno alla base del collo e fissando l’altra estremità vicino alla base della bottiglia.

To this carboy we applied a single handle by simply pasting the rope around the base of the neck and gluing the other end near to the base of the bottle.

Ad un’altra damigiana abbiamo semplicemente incollato un giro di corda intorno alla base del collo, creando un occhiello come maniglia.

To another carboy we simply glued the rope around the base of the  neck and made a loop for the handle.

dadasdollhouse_6192

Per poter applicare due manici bisogna invece procedere in modo diverso con il rivestimento. Una volta arrivate a 3 mm sotto il collo della bottiglia ci siamo fermate. Per ogni manico abbiamo formato con la cordicella una “U” ed abbiamo incollato le due estremità dei manici alla plastica. Appena la colla ha fatto presa abbiamo  proseguito con i giri di corda attorno alla bottiglia passando sopra la base dei manici.

Arrivate  all’inizio del collo della bottiglia abbiamo passato il filo dall’altro lato dei manici ed abbiamo proseguito con i giri di corda attorno al collo della bottiglia, lasciando libera la parte superiore dei manici.

In order to apply two handles, we had to proceed in a different way. We covered the bottle with the thread. Once we reached 3 mm below the neck of the bottle, we stopped. We formed for each handle a “U” with the cord and we glued the two ends of the handles to the plastic. As soon as the glue had set, we continued with the rope wraps around the bottle passing over the base of the handles.

When we reached the beginning of the neck of the bottle, we passed the wire on the other side of the handles and we continued to wrap the rope around the neck of the bottle, leaving the upper part of the handles free.

dadasdollhouse_6899

Un’altro modo per rivestire le bottiglie è quello d’iniziare ad incollare il filo di lino partendo dal collo.

Another way to cover the bottle is to begin to glue the linen thread starting at the neck.

dadasdollhouse_6902

Dopo aver ricoperto il collo con il filo, abbiamo incollato i due manici alla plastica nella parte alta della bottiglia e li abbiamo poi bloccati con i seguenti giri di filo.

First we wrapped the thread around the neck with. Then we glued the two handles to the plastic at the upper sides of the bottle. We halted them with the following cord wraps.

Abbiamo proseguito con rivestimento fino a ricoprire completamente il fondo della bottiglia.

We continued to wrap the bottle until we coved completely the bottom of the bottle.

I manici di questa damigiana li abbiamo fatti con un filo semplice, mentre nel modello precedente avevamo usato il cordoncino.

The two handles of this second carboy ware made with a simple thread and not with a twisted cord, as we did for the first demijohn.

dadasdollhouse_6172

Naturalmente per poter conservare al meglio il prezioso contenuto, la damigiana deve essere provvista di un tappo. Noi abbiamo usato un vero tappo di sughero.  Ne abbiamo tagliato una fetta alta 3 mm.

In order to preserve the precious content, the carboy must have a cap. We used a real cork. We cut a 3 mm thick slice.

dadasdollhouse_6176

Con l’aiuto del cutter abbiamo sgrossato la forma e poi l’abbiamo arrotondata usando la carta vetrata.

With a cutter we rough-cut the form and then we rounded it with the sandpaper.

Per ora abbiamo realizzato 4 damigiane, ma sicuramente ne serviranno altre. Per identificare il contenuto o la data nella quale è stato preparato, abbiamo preparato delle etichette in bianco da scaricare, stampare ed appendere con un cordino al collo della damigiana. Le trovate qui.

Currently we have created four carboys, but definitely we will need more. To identify the contents or the date on which it has been prepared, we made some blank tags to download, print and tie to the neck of the carboys. You can find them here.

Qui di seguito abbiamo raccolto i link ai tutorials di altri miniaturisti che hanno realizzato damigiane. Cliccate sulle foto per accedere ai vari siti.

Below we have collected links to tutorials of other miniaturists who made carboys for the dollhouse. Click on the photos to access the various sites.

Soile Minit

Pequeñas cosas

via nacekomie.ru

Jicolin – Miniatures & doll’s houses

Jicolin – Miniatures & doll’s houses

pieni talo, suuri maailma

Le damigiane in miniatura che seguono non sono provviste di spiegazioni, ma sono molto particolari e possono magari servire come spunto.

The following carboys in miniature have no tutorials, but are really particular and perhaps can be taken as inspiration.

CDHM Artisan Cristina Minischetti, IGMA Fellow

Studio E Miniatures

via 1717mk miniatures and creatures

Se volete acquistare delle damigiane già pronte, qui sotto potete trovare alcuni pezzi in vendita.

In Italia l’arte del Presepe è molto diffusa ed è particolare quella napoletana. Le damigiane sono un oggetto tipico di queste ambientazioni. Per questo motivo molti dei pezzi sotto elencati sono venduti proprio dai negozi specializzati nella vendita di accessori per presepi.

If you would like to buy readymade carboys, below can you find some pieces for sale.

In Italy the making of Nativity scenes is really popular and it is a form of art, particularly in the Region of Naples. The carboys are a typical item that can be found in these displays. For this reason many of the pieces listed below are sold in shops specialized in accessories for Nativity scenes.

Cose di un altro mondo su Etsy

Cose di un a loro mondo su Etsy

TemptingMiniatures su Etsy

miniatureVictoriya su Etsy

Karon Cunningham Miniatures

Carlotta Rossi su Ebay

Campanile Presepi su Ebay

Campanile Presepi su Ebay

Campanlie Presepi su Ebay

holyart.it

holyart.it

Rose Wholesale

mondopresepi.com

misshobby.com

mondopresepi.com

Presepi Donato Forgetta su artesanum .com

10.4.2017 – aggiornamento del post con l’aggiunta delle foto di due damigiane realizzate da Cinzia Milella e Fabiola.

10.4.2017 – post update with the addition of the photos of two carboys made by Cinzia Milella and Fabiola.

Advertisements

Informazioni su dadasdollhouse

Le case delle bambole mi hanno sempre affascinata. A 5 anni disegnavo planimetrie e trasformavo le librerie in palazzi, utilizzando i libri come pareti divisorie. Forse per questo più tardi mi sono iscritta ad architettura... La mia grande passione è il punto croce, ma mi diverto anche con il bricolage ed il cartonaggio. Una certa abilità l’ho acquisita con l’esperienza, ma tante astuzie le ho imparate in internet. Ma la cosa più importante è poter condividere le mie passioni con mia figlia Dada!
Questa voce è stata pubblicata in Accessori, Zubehör, Accessoires, DIY - Tutorial e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

12 risposte a Damigiane – Carboys and demijohns

  1. elizabeth s ha detto:

    Wonderfully researched and extremely useful to my current building project, so many Thanks Ersilia! 😀

  2. Lea ha detto:

    Really cute winebottles ❤

  3. sidilbradipo1 ha detto:

    Affascinante! Eppoi le damigiane mi piacciono, con la loro storia di vino e passione 🙂
    Le tue mini-damigiane sono bellissime, e originali, infatti non avrei mai pensato all’erogatore, insomma: WOW ❤
    Bacio
    Sid

  4. Matxalen ha detto:

    Que bonitas, yo también hice alguna hace mucho tiempo. Un saludo,

  5. Joc ha detto:

    Merci pour le tuto et toutes les variétés de formes possibles.

  6. Elena Fusari ha detto:

    Accidenti! i tuoi post sono sempre delle vere e proprie ricerche. Le tue damigiane sono molto belle, ma anche l’inventiva che hanno avuto gli altri nel realizzarle non è da meno.
    Buona serata e buone creazioni! 🙂

Un Tuo commento ci fa piacere!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...