Miniature del Polimi 2017 – Miniatures by Polimi 2017

Ad Aprile si sono svolti a Milano il Salone del Mobile, la più grande fiera del settore al mondo, ed il Fuorisalone, una serie di eventi dedicati all’arredamento, ai complementi d’arredo, all’illuminazione ed al design che animano diversi quartieri cittadini, diffondendo un’energia particolare in città.

Tutti gli anni visito varie esposizioni. Mi interessano soprattutto i giovani e le scuole di architettura e di design, perché le loro istallazioni sono sperimentali, creative e meno istituzionali.

In April, the world’s largest furniture  fair, Salone del Mobile, takes place in Milan. At the same time the Fuorisalone animates several districts with a series of events dedicated to furnishings and lighting, spreading a particular energy across the city.

Every year I visit various exhibitions. I’m particularly interested the installations made by young people and schools of architecture and design because they are experimental, creative and less institutional.

Gli eventi del Fuorisalone sono spesso ospitati in spazi particolari e visitabili solo in occasioni eccezionali, come Palazzo Litta. La sua facciata è uno degli esempi più significativi del barocco lombardo. Un imponente scalone di marmo porta al piano nobile. Qui sono ancora ben conservati saloni con tappezzerie settecentesche, camini in marmo, stucchi dorati, specchi, lampadari, i pavimenti in seminato e le maniglie d’ottone con lo stemma del casato.

The Fuorisalone events are often hosted in special places that can only be visited on exceptional occasions. This is the case of Palazzo Litta. Its facade is one of the most significant examples of Lombard baroque. An impressive marble staircase leads to the noble floor. Here the halls are well-preserved with eighteenth-century tapestries, marble fireplaces, gilded stuccoes, mirrors, chandeliers, Venetian mosaic floors and brass handles with the family crest.

Completa questo elegante e storico edificio nel centro di Milano un piccolo teatro. Recentemente è stato restaurato ed ora è il più antico in attività a Milano.

Quest’anno, in occasione del Salone, sul podio erano esposti degli ambienti in miniatura realizzati dagli studenti del primo anno della Laurea Magistrale della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

Part of this elegant and historic building is also a small theater. It has recently been restored and now it’s the oldest in Milan that is still working.

This year, during the Salone, the podium hosted an exhibition gathering miniature models made by the master students of the School of Design of the Politecnico di Milano.

via moscapartner.it

La piccola mostra, intitolata L’estetica del dramma, è il risultato di un workshop curato dai docenti Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Francesca Balena Arista .

I ragazzi in questo laboratorio concettuale si sono confrontati con un tema ideologico ed astratto, cosa inusitata per chi si occupa di design, ed hanno trasformato in progetto le loro considerazioni sulla realtà degli uomini e della società.

Guardare il mondo ed il presente, descriverlo con atteggiamento professionale e ricercare una nuova drammaturgia sono non solo un esercizio creativo, ma anche un modo nuovo di fare un progetto.  

Gli studenti hanno lavorato in gruppi ed hanno realizzato 13 modelli in scala 1:10, rappresentando con grandi  capacità scenografiche e narrative le contraddizioni profonde della nostra esistenza.

The small exhibition, entitled The Aesthetics of the drama, is the result of a workshop curated by the teachers Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Francesca Balena Arista.

During this conceptual workshop the students faced an ideological and abstract theme and turned their considerations on the reality of men and society into a project. This is unusual for the design sector.

Observing the world, describing it with a professional attitude and searching for a new dramaturgy is not just a creative exercise, but also a new way of making a project.

The students worked in groups and made 13 models in 1:10 scale, representing with great scenographic and narrative capabilities the deep contradictions of our existence.

Monumento ai caduti

di

Michela Funari, Viola Incerti, Giovanni Mastrangelo e Gabriele Milanese

“Sentirsi più vivi mettendo a rischio la propria vita, per vincere la noia quotidiana, la monotonia e l’indifferenza che ci circonda. Gli Icaro moderni di questa generazione attraverso pratiche estreme sfidano il fato e sprezzanti della propria superiorità saltano nel vuoto.

Monumento ai caduti è il progetto che celebra  ricorda questa volontà di sentirsi vivi, di lasciare il segno e a volte anche la vita stessa.”

Monument to the fallen

by

Michela Funari, Viola Incerti, Giovanni Mastrangelo e Gabriele Milanese

“Feeling more alive by putting your own life at risk, overcoming daily boredom, the monotony and the apathy that surround us. The modern Icaros of this generation challenge the fate through extreme practices and disliking their superiority, they leap in  the dark.

Monument to the fallen is the  project that celebrates reminds of this will to feel alive, to leave a mark and sometimes even the life itself.”

Mi passi Mario?

di

 Seda Ayvazyan, Alexia Gomez, Francesca Lo Coco, Aleksandra Stosic

“Il nostro caro defunto diventerà terra, che diventerà albero, che diventerà utensile di legno: avrà una seconda vita da oggetto.

Sarà semplice o complesso, scarno o decorato, dalle fattezze legate alla sua storia da vivo.

Il suo spirito animerà l’oggetto e rimarrà per sempre al nostro fianco.”

May I please speak to Mario?

by

 Seda Ayvazyan, Alexia Gomez, Francesca Lo Coco, Aleksandra Stosic

“Our dear deceased will become earth, which will become tree, which will become a wooden tool: it will have a second life as an object.

It will be simple or complex, bare or decorated, with features related to its history, when it was alive.

His spirit will animate the object and will stay forever at our side.”

Sovrumani silenzi

di

di Alberto Argento, Eleonora Teruzzi, Valentina Trentarossi, Jessica Vetere

“Un luogo sterminato e desolato, drammatico testimone del trionfo delle tenebre sulla vita. Tutto ciò che era è passato e l’uomo sembra non farne più parte. Un sentiero impercettibile, nell’oscurità della morte, risveglia l’individuo dal torpore quotidiano.

L’uomo è così costretto ad affrontare quei sentimenti e pensieri sulla fine ultima che è solito rifuggire. Ed è qui, nel territorio dei sovrumani silenzi, che comprende appieno l’essenza del vivere.”

Superhuman silences

by

di Alberto Argento, Eleonora Teruzzi, Valentina Trentarossi, Jessica Vetere

“An endless and desolate place, a dramatic witness to the triumph of darkness over life. Everything that was, now is past and the man seems to be no longer part of it. An imperceptible path, in the darkness of death, awakens the individual from the daily torpor.

The man is so compelled to deal with those feelings and thoughts on the ultimate end that he usually spurns. And it is here, in the territory of the superhuman silences, that he fully understands the essence of living.”

Memoria zero

di

Silvia Chiarolanza, Giulia Gavettini, Camilla Maffi, Erica Tugnoli

“Memoria zero. Memoria di un mai esistito, mai creato. Istante stesso in cui una possibilità si traduce in negazione, in cui il procinto della vita coincide con la fine stessa.

Potenziale e assenza si fondono, antipodi si incontrano.

Un luogo per commemorare ciò che c’era.”

Zero memory

by

Silvia Chiarolanza, Giulia Gavettini, Camilla Maffi, Erica Tugnoli

“Zero memory. The memory of a never existed, never created. The very same instant in which a possibility leads into negation, in which the beginning of life coincides with its end.

Potential and absence melt together, antipodes meet.

A place to commemorate what was there. “


L’ultimo tocco

di

Sara Consonni, Elisabetta Menghetti, Maria Josè Rivadeneira, Davide Rizzetto

“Il tempo scorre inesorabile e lascia la sua traccia su tutto ciò che tocca: lento, pelle, carta, senza alcuna differenza. Tutto si evolve, invecchia e muore, ma a volte è difficile confrontarsi con i cambiamenti.

Se è facile accettare che il tempo segni gli oggetti e li artefatti esaltandone la bellezza, non lo è altrettanto con il proprio aspetto. Così una fine drammatica diventa l’unico strumento per sfuggire alla bellezza che svanisce al corpo che decade. Scegliere il momento della propria fine è una manifestazione di libertà e di consapevolezza.”

The last touch

by

Sara Consonni, Elisabetta Menghetti, Maria Josè Rivadeneira, Davide Rizzetto

“Time runs inexorable and leaves its mark on everything it touches: slow, skin, paper, without any difference. Everything evolves, ages and dies, but sometimes it is difficult to face the changes.

If it’s easy to accept that time marks objects and artifact by exalting their beauty, it’s not the same as our own appearance. So a dramatic end becomes the only instrument to escape the vanishing beauty of the body that decays. Choosing the moment of our end is an expression of freedom and awareness. “

Aleph

di

Francesca Frea, Sophia Massarini, Margherita Sblano, Anna Sedino

“Aleph è la trasposizione verticale del labirinto di Borges, simbolo di un lungo e intricato percorso che porta al centro. L’uomo arriva al centro e realizza che principio e fine coincidono e coesistono.

Aleph racchiude coincidenze e contrasti, tra caos e ordine, tra pieno e vuoto, tra il dramma e la sua sospensione.”

Aleph

by

Francesca Frea, Sophia Massarini, Margherita Sblano, Anna Sedino

“Aleph is the vertical transposition of the Borges labyrinth, a symbol of a long and intricate path leading to the center. The man arrives at the center and realizes that beginning and end coincide and coexist.

Aleph encloses coincidences and contrasts, between chaos and order, between full and void, between drama and its suspension. “

 

Ultimo atto

di

Greta Gobbo, Claudia Lauretta, Ilaria Mazzetti, Valentina Zangari

“L’individuo nasce dotato di emozioni vere e sentite ma l’esperienza della vita porta a tramutarle in qualcosa di falso e distaccato.

E’ tutto dettato esclusivamente dal gesto della formalità che affonda le sue radici nella società in cui viviamo specchio di banchetto drammatico e opulento. L’evento diviene una vera e propria messinscena dove gli invitati al convivio sono gli attori principali dello spettacolo mentre il defunto passa in secondo piano confinato nel retroscena.”

Last act

by

Greta Gobbo, Claudia Lauretta, Ilaria Mazzetti, Valentina Zangari

“The individual is born with real and felt emotions, but the experience of life leads to transmuting them into something fake and detached.

It’s all dictated exclusively by the gesture of formality that is rooted in the society in which we live, mirror of a dramatic and opulent banquet . The event becomes a veritable mis-en-scene where the invited to the convivium are the main actors of the show while the deceased is overshadowed in the backstage. “

Effimero eterno

di

Léo Taiariol, Melania Vicentini, Emiliano Zito

“L’effimero eterno permane indefinitamente nel tempo.
È riconducibile al concetto di eternità o di continuità.
Rappresenta sia lo spazio costruito sia il rapporto che viene a crearsi tra questo e gli individui.
È uno spazio ambivalente che ingloba il centro commerciale e il cimitero.
Risulta un luogo di smarrimento in cui i prodotti sugli scaffali si confondono con le lapidi.
Oggi, una mondanità senza fine vive, l’effimero eterno.”

Eternal ephemeral

by

Léo Taiariol, Melania Vicentini, Emiliano Zito

“The eternal ephemeral remains indefinitely over time.
It can be traced back to the concept of eternity or continuity.
It represents both the built space and the relationship created between this and the individuals.
It’s an ambivalent space that combines the mall and the cemetery.
It’s a place of bewilderment where the products on the shelves are blended with the tombstones.
Today, an endless worldliness lives, the eternal ephemeral. “

Requiem

di

Elisa Bianca Bonomi, Giulia Calabretta, Vittoria Canapini, Elisa Fallani

” Requiem è un elogio alla bellezza di ciò che è stato distrutto.

E’ un progetto in cui si racconta di una quotidianità congelata nel suo ultimo respiro, fatta portavoce di memorie e morte. Una vetrina di vittime lascia intravederne il contenuto; lastre incise diventano un elemento di proseguimento di ciò che è rimasto del palazzo.

Spazio bianco, impronta di una catastrofica meraviglia, in grado di arrestare il tempo suscitando la più forte emozione che l’animo sia capace di provare:

il sublime.”

Requiem

by

Elisa Bianca Bonomi, Giulia Calabretta, Vittoria Canapini, Elisa Fallani

“Requiem is a praise to the beauty of what has been destroyed.

It’s a project that tells of a frozen daily life in his last breath, made up of memories and death. A showcase of victims lets you see the content; Engraved plates become an element of continuation of what remained of the palace.

White space, a catastrophic wonder, capable of stopping the time, generating the strongest emotion the soul can test:

The sublime. “

Thanatophobia

di

Caterina Betti, Ambra Borin, Linda Giusti

“Le giornate sembrano essere sempre terse quando non sorgono preoccupazioni; la mente è tranquilla e capace di ragionare. Poi qualcosa  cambia. Una notizia alla radio, una catastrofe. Un articolo sul giornale, un attentato. Il senno comincia a mancare e le ansie invadono la testa. Angosce che diventano paure. Paure che diventano fobie. Tutto cambia; muta la percezione delle cose che ci circondano. Tutto cambia in un attimo. E dal sentirsi liberi, ci si ritrova intrappolati nelle proprie paure.”

Thanatophobia

“The days seem to be always clear when no worries arise; the mind is quiet and capable of thinking. Then something changes. A radio news, a catastrophe. An article in the newspaper, an attack. The mind begins to fail and the anxieties invade the head. Distress becomes fear. Fears that become phobias. Everything changes; it changes the perception of things around us. Everything changes in a moment. And when you feel free, you find yourself  trapped in your own fears again. “

Implodo

di

Marco Zuccheri, Sivia Pannone

“Il declino di un individuo non rimane solo un fenomeno puramente fisico, ma spesso può essere anche un aspetto del proprio sentire.

L’implosione è la rappresentazione più vicina al malessere che si genera in un individuo, che lo logora dall’interno e lo porta a chiudersi sempre più in se stesso. Un vuoto, una voragine incolmabile che impedisce la vita e si spegne nel silenzio verso il cento della terra.”

Implode

“The downfall of an individual is not just a purely physical phenomenon, but it can often also be an aspect of one’s own feelings.

Implosion is the closest representation to the malaise that is generated in an individual, which wounds him from the inside and brings him closer to himself. A void, an unbridgeable abyss that prevents life and extinguishes in the silence towards the earth’s center. “

Anestètica

di

Geovanny Fernando Carignani, Davide Ceriani, Luca Cotini, Govanni Rossetti

“Il concetto di morte si è trasformato col tempo, e con esso il rapporto emozionale nei confronti della morte stessa: uno stato di ambivalenza fra una temporanea empatia ed una sorprendente indifferenza.

La tragedia viene esposta e spettacolarizzata dalla telecamera divenendo così un’esperienza mediatica, artificiale, distaccala ma allo stesso tempo quotidiana.

Sono nati nuovi luoghi di pellegrinaggio, nuovi santuari, e altrettanti contenuti mediatici accessibili a chiunque.”

Anesthetic

“The concept of death has changed over time, and with it the emotional relation to death itself: a state of ambivalence between a temporary empathy and a surprising indifference.

The tragedy is exposed and sensationalized by the video camera, and so it becomes a media experience, artificial, distant, but at the same time a routine.

New pilgrimage sites, new sanctuaries, are borne and as much media contents which are accessible to anyone. “

 

VIXI

di Michela Iacovelli , Fanny Mariette, Giulia Pozzi

“Al momento del decesso di una persona è come se tutto intorno a noi si bloccasse in quell’attimo eterno. Una traccia pesante e materica rimane e solca le nostre vite.

I calchi di gesso riproducono gli ambienti interni di una casa in cui l’uomo, ormai cumulo di ossa, giace per sempre avvolto da teli impolverati.

Qui fu un uomo.

Scrisse. Lesse. Disegnò. Parlò.

Si arrabbiò. Progettò.

Il suo ricordo resterà

impresso nelle pietra.

Qui visse. Qui giace.”

VIXI

“When a person dies, it’s as if everything around us is blocked in that eternal moment. A heavy and material trace remains and cuts through our lives.

Plaster casts reproduce the interior of a house in which the man, now a pile of bones, lies forever wrapped in dusty cloths.

Here was a man.

He wrote. He red. he draw. He spoke.

He got angry. He made projects.

His memory will remain

engraved in the stone.

Here he lived. Here he lies. “

Spero che questa mostra sia piaciuta anche a voi. Con le miniature si possono ricreare atmosfere diverse, ma anche esprimere pensieri e magari guardare dentro noi stessi.

Tradurre i testi che accompagnavano le opere non è stato facile. Vi chiedo quindi scusa per gli errori.

I hope you liked this show, too. With miniatures you can recreate different atmospheres, but also express thoughts and maybe look into yourself.

It wasn’t easy to translate the texts explaining the works. So I apologize for the mistakes.

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Informazioni su dadasdollhouse

Le case delle bambole mi hanno sempre affascinata. A 5 anni disegnavo planimetrie e trasformavo le librerie in palazzi, utilizzando i libri come pareti divisorie. Forse per questo più tardi mi sono iscritta ad architettura... La mia grande passione è il punto croce, ma mi diverto anche con il bricolage ed il cartonaggio. Una certa abilità l’ho acquisita con l’esperienza, ma tante astuzie le ho imparate in internet. Ma la cosa più importante è poter condividere le mie passioni con mia figlia Dada!
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4 risposte a Miniature del Polimi 2017 – Miniatures by Polimi 2017

  1. josephpastore ha detto:

    Complimenti, un articolo eccezionale. Direi addirittura professionale, non oso pensare quanto tempo hai impiegato a compilarlo. In onore di tanto impegno e per mio particolare interesse, tornerò a leggerlo con più calma.

  2. sidilbradipo1 ha detto:

    Congratulazioni, straordinario! Opere incredibili!
    Bacio
    Sid

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