Il settimanale Impero – The Empire weekly dresser

In queste giornate così surreali durante le quali si deve restare a casa, ho voluto riprendere i lavori alla casetta Del Prado. Per iniziare e “riscaldarmi” un po’, ho scelto qualcosa di facile e poco impegnativo come l’elaborazione di un mobiletto esistente.

During these surreal days we have to stay at home. So I resumed work on the Del Prado dollhouse. To start and “warm up” a little bit, I chose something easy and undemanding such as enhancing an existing cabinet.


Tempo fa mia mamma mi aveva portato dalla Francia questa semplice cassettiera ed una consolle. I mobili sono di legno dolce, la qualità delle finiture è piuttosto scarsa ed i cassetti sono finti e non si aprono, ma ambedue i pezzi si prestano ad essere modificati. 

Some time ago my mom brought me this simple chest of drawers and a console from France. The furniture pieces are made of tender wood and the finish is poor. The drawers are fake and don’t open. Both are suitable for alterations.

Dollar Tree dollhouse wooden furniture

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semainier – via thesprucecrafts.com

La forma stretta, poco profonda ed alta, mi ha fatto pensare ai settimanali. Si tratta di cassettiere non particolarmente grandi, dotate perlopiù di 7 cassetti, uno per ogni giorno della settimana, nei quali si riponeva la biancheria. Per via delle dimensioni ridotte, erano molto diffusi nelle abitazioni borghesi, meno spaziose rispetto alle residenze nobiliari.

The tall and narrow shape made me think about the weekly dressers, also known as chiffonier or semainier (the name derives from the French word semaine, that means week). These smaller chest of drawers, equipped with mostly 7 drawers, one for each day of the week, were used to store the daily lingerie and stockings. Due to their small size, they were often found in bourgeois houses, which were less spacious than the noble residences.

weekly dresser – via 1stdibs.com

Il settimanale compare nel diciottesimo secolo ed è molto usato all’inizio dell’800, quando è in voga lo stile Impero. Così ho scelto di realizzare la mia cassettiera proprio in questo stile. Agli angoli esterni del frontale del mobiletto vi sono poi delle rientranze che mi sono sembrate perfette per alloggiarvi le tipiche colonnine che abbelliscono molti mobili di quell’epoca.

The weekly dresser appears in the eighteenth century and around the beginning of the 19th century it’s very popular. In this period the Empire style is in vogue. For this reason I chose this style for my chest of drawers. At the external corners of the furniture’s front there are two recesses which seemed perfect to house the typical columns that embellish many pieces of this period.

Lit du Cit. V. exécuté par Alex Regnier, p. Pl. 14 – Recueil de décorations intérieures, Cahier III par C. Percier et P.F.L. Fontaine, Paris: Hessling, 1801 http://digital.library.wisc.edu/1711.dl/DLDecArts.PercierIII

Lo stile Impero nasce in Francia ai primi dell’Ottocento ed influenza per un ventennio l’architettura, l’arredamento e le arti decorative e visive. Celebra l’ascesa al potere di Napoleone I e ne promuove il regime. Si diffonde in gran parte d’Europa, anche grazie alle campagne militari del Generale, e è pure adottato negli Stati Uniti ed in Russia. Il successo di questo stile è tale da proseguire anche dopo l’abdicazione dell’imperatore, fino al 1821. In Italia esso rimane in auge per tutta la prima metà dell’ottocento ed oltre.

Bonaparte nomina Charles PercierPierre-François-Léonard Fontaine “Architectes des Palais du Premier et Deuxième Consuls” ed in qualità di suoi architetti ufficiali, essi contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dello stile Impero ed alla realizzazione di opere come il Museo del Louvre, il Palazzo delle Tuileries, la chiesa della Madeleine e l’Arco di Trionfo, per citarne alcune.

The Empire style begins in France in the early nineteenth century and influences architecture, furniture and decorative and visual arts for almost twenty years. It celebrates Napoleon’s rise to power and promotes his regime. It spreads throughout most of Europe, also thanks to the General‘s military campaigns and it’s also adopted in the United States and Russia. The success of this style is so big that it continues even after the Emperor’s abdication and lasts until 1821. In Italy it’s in fashion for the entire first half of the nineteenth century and beyond.

Bonaparte appoints Charles Percier and Pierre-François-Léonard Fontaine “Architectes des Palais du Premier et Deuxième Consuls“, his personal architects, and they contribute significantly to the development of the Empire style and to the realization of works such as the Louvre Museum, the Tuileries Palace, the Madeleine church and the Arc de Triomphe, to name a few.

trono dell’incoronazione di Napoleone del 2.12.1804 – via Louvre

Di Percier e Fontaine è anche l’invenzione della “N” maiuscola racchiusa in una corona d’alloro. Questo emblema napoleonico compare non solo sui troni, ma anche su monete, arredi e tappeti imperiali, etc…

I due architetti francesi pubblicano nel 1802 e nel 1812 il manuale “Recueil des décorations intérieures“. Esso diventa una fonte d’ispirazione inesauribile per molti artigiani e decoratori. Se volete sfogliarne le pagine, potete consultare une versione online su Gallica.

Percier and Fontaine also create the capital “N” enclosed in a laurel wreath. This Napoleonic emblem appears not only on thrones, but also on coins, imperial furnishings and carpets, etc…

In 1802 and 1812 the two French architects publish the manual “Recueil des décorations intérieures“. It becomes an inexhaustible source of inspiration for many craftsmen and decorators. If you want to browse the pages, you can consult an online version on Gallica.

Cassettone Impero in piuma di mogano, Francia XIX secolo – via cambiaste.com

Nell’arredamento stile Impero si distinguono due tendenze: una eroica, celebrativa, ricca di simboli imperiali destinata agli ambienti di rappresentanza ed una più sobria, discreta ed elegante per gli spazi privati.

I mobili Impero si contraddistinguono per le forme solide e maestose, ma mai opprimenti, e si differenziano da quelle del secolo precedente più leggere, leziose ed eleganti degli stili Luigi XVI (da 1774 a 1792) e Direttorio (da 1792 a 1803).

Gli arredi esprimono solennità e grandiosità. Hanno forme essenziali, lineari e massicce, ma al tempo stesso armoniose. Alla semplicità delle linee si compensa con la preziosità dei materiali e la perfezione delle lavorazioni. I mobili sono realizzati principalmente in mogano, un legno a grana fine dal colore marrone scuro con venature rossicce. Le superfici lignee sono ampie, lisce e lucide. Non sono presenti intarsi. Risaltano invece le venature del legno con effetto marezzato o fiammato. Il mogano è un legno esotico e quando ne viene bloccata l’importazione, è sostituito da legni autoctoni quali acero, olmo, noce, platano, pioppo o ciliegio.

Gli angoli delle parti frontali sono spesso ornati da colonne cilindriche piene che ricordano le architetture greco-romane. Esse sono dello stesso legno del resto del mobile oppure sono colorate di nero. Più raramente esse sono di un altro materiale, come il marmo. Le estremità sono rifinite da anelli in ottone o sormontate da semplici capitelli dorati.

I piedi dei mobili sono sfere o tozzi cilindri o parallelepipedi, oppure hanno la forma di zampe di leone o artigli di grifoni. I basamenti sono importanti ed sono spesso costituiti da zoccoli pieni.

The Empire furnishings have two distinguished trends: a heroic, celebratory one, full of imperial symbols intended for the representative rooms and one more sober, discreet and elegant for private spaces.

Both are characterized by their solid, majestic, but never heavy, forms, and differ from those of the previous century, Louis XVI (from 1774 to 1792) and Directoire (from 1792 to 1803), which are fancy, light and plain.

The furnishings express solemnity and grandeur with their essential, linear and massive shapes. The simplicity of the lines is compensated by the use of precious materials and the perfection of workmanship. They are mainly made of mahogany, a fine-grained wood whose color is dark brown with reddish veins. The wooden surfaces are large, smooth and shiny. There are no inlays, while the wood’s grain stands out with its mottled or flamed effect. Mahogany is an exotic wood and when its import is banned, it’s replaced by native timbers such as maple, elm, walnut, plane tree, poplar or cherry.

Full cylindrical columns often ornate the corners of the furniture and recall the Greco-Roman architecture. They can be of the same wood as the rest of the cabinet or painted black. More rarely they can be of another material, such as marble. Their ends are finished with brass rings or simple gilded capitals.

The furniture’s feet are spheres or short cylinders or parallelepipeds, or they have the shape of lion’s paws or griffins’s claws. The bases often consists of solid plinths.

dettaglio del bureau del sindaco, Parigi – via wikipedia

Le forme geometriche e severe dei mobili sono alleggerite da sobrie decorazioni in bronzo dorato. Queste si limitano spesso alle sole bocchette delle serrature, ai pomoli ed alle maniglie, che a volte possono essere incorniciate da semplici corone d’alloro o foglie d’acanto.

Gli ornamenti sono realizzati in ottone dorato, sia opaco che lucido, tramite fusione a cera persa. Una variante più economica, diffusa soprattutto in Italia, è l’ottonella rifinita a sbalzo. Il rilievo si ottiene pressando un leggero foglio di metallo tra due calchi di legno. Esso è poi lavorato a mano con l’aggiunta di zigrinature o lumeggiature in oro.

The geometric and severe shapes of the furniture are lightened by sober gilded bronze decorations. Sometimes these are only limited to escutcheons, knobs and handles, which can be framed by simple laurel wreaths or acanthus leaves.

The ornaments are made in golden brass, both opaque and polished, by means of lost-wax casting. A cheaper and more widespread variant, used especially in Italy, is the cantilevered brass. The relief is obtained by pressing a light sheet of metal between two wooden casts. Then it’s worked by hand with the addition of knurling or gold highlights.

Empire console, gilt bronze friezes, circa 1805 – via lapendulerie.com

Il repertorio degli elementi decorativi si rifà all’antichità, in particolare all’Egitto ed alla Roma e Grecia classica. Le figure più ricorrenti sono le api (simbolo di laboriosità), i cigni (sinonimo di purezza), ma non mancano leoni alati, aquile, cariatidi (figure femminili scolpite che fungono da colonna), erme (piccoli pilastri quadrangolari sormontati da una testa scolpita), lire, archi con frecce, cornucopie, corone di alloro, stelle e foglie di palma. Vi è anche un filone con “egizianerie” con scarabei, sfingi, urne funerarie, obelischi ed altri simboli egizi.

The repertoire of decorative elements goes back to antiquity, in particular to Egypt and to classical Rome and Greece. The most recurring figures are bees (a symbol of industriousness), swans (synonymous with purity), but there are also winged lions, eagles, caryatids (carved column with female figures), herms (small quadrangular pillars surmounted by a carved head ), lire, bows with arrows, cornucopias, laurel wreaths, stars and palm leaves. There is also a current with Egyptian motives, such as scarab, sphinxes, funeral urns, obelisks and other Egyptian symbols.

French Empire armchair with swans heads – via 1stdibs.com

Alcuni elementi ornamentali sono scolpiti nel legno e lasciati del colore del resto del mobile oppure sono dorati con la foglia d’oro o realizzati in bronzo d’orato. I braccioli delle poltrone, gambe di tavoli ed oggetti decorativi, come le appliques, prendono così le forme di cigno, grifone o delfino.

Some ornamental elements are carved in wood and left in the color of the rest of the cabinet or they are gilded with gold leaf. They can also be made in gilded bronze. Armchairs’ armrests, tables’ legs and decorative objects, such as appliques, take so the shape of a swans, griffins or dolphins.

gueridon Impero, 1805 – 1810 – via lapendulerie.com

La maggior parte dei piani su cassettoni, secretaire, tavolini e tavoli sono di marmo. I colori più usati sono il grigio ed il nero, più raramente il rosso ed il verde.

In questo periodo nascono nuovi tipi di mobili come il letto en bateau, le cui spalliere sono ricurve e ricordano una barca e che abitualmente veniva accostato alla parete; la psiche, uno specchio basculante incorniciato e spesso a tutta altezza; l’armadio con l’anta a specchio; la dormeuse, un divano adatto al riposo diurno che ha una sola spalliera sul lato corto oppure un bracciolo più alto dell’altro; i comodini a forma di colonna; lo sgabello curule e la sedia curule (dal latino sella curulis) che si ispirano alla sella curule, il sedile dei magistrati dell’antica Roma, con le gambe incrociate a forma di “X”.

In quell’epoca è molto apprezzato anche il guéridon, un tavolino tondo, alto e stretto, che veniva posizionato liberamente in mezzo alla stanza.

Most of the tops on chests of drawers, secretaries and tables are made of marble. The most used colors are gray and black and more rarely red or green.

During this period appear new types of furniture such as the sleigh bed, headboard and footboard are curved and resemble a boat and it was placed against the wall; the psyche or cheval glass, a framed tilting mirror, mainly full height; the armoire with mirror door; the daybed, a sofa for daytime lounging that may have one single armrest or one higher than the other; column-shaped night stands; the curule stool and the curule chair with cross frame legs,  which are inspired by the Roman curule seatfrom the Latin sella curulis – the magistrate’s seat.

At that time the guéridon is also very popular. It’s a small and round table that was freely positioned in the middle of the room.

macchine à tailler le queues d’aronde – Les merveilles de l’Exposition de 1878 – via gallica.bnf

Nel diciannovesimo secolo la borghesia si sta affermando e diventa sempre più benestante. Cresce di conseguenza la domanda di mobilio alla moda. La lavorazione da artigianale diventa sempre più industriale e di serie.

I mobili Impero con le loro forme lineari si prestano bene a questo tipo di produzione. Con l’ausilio di macchinari, come le sfogliatrici, le piallatrici, le frese e le seghe a nastro e circolari, la lavorazione diventa più veloce e curata. Lo scheletro del mobile è più leggero. Gli schienali sono costituiti da assi verticali affiancate una all’altra. La struttura è realizzata con legni più economici, mentre le parti visibili vengono rivestite con lastre di legno pregiato. Grazie alle macchine, l’impiallacciatura può essere tagliata in fogli spessi anche solo 1 mm. Infine le superfici vengono lucidate a gommalacca stesa a tampone.

Nell’immagine qui sopra è raffigurato un macchinario che esegue i tagli per gli incastri a coda di rondine. In falegnameria si utilizza per unire due tavole ad angolo retto senza utilizzare colla, chiodi o spine, come ad esempio nella realizzazione di cassetti.  Le due estremità delle assi da unire vengono tagliate formando dei denti trapezoidali. I tagli sono identici su ambedue i pezzi, ma sfalsati, così che una volta uniti formino un tutt’uno con un’ottima tenuta. Questa tecnica viene utilizzata anche per la realizzazione di sedie e tavoli.

In the nineteenth century the middle class is establishing itself and becomes wealthier. Consequently, the demand for fashionable furniture grows. Craftsmanship becomes increasingly industrial and standardized.

Empire furniture have linear forms and are therefore well suited to this type of production. With the help of machinery, such as veneer clipper, planer, milling machine, band and circular saw, manufacturing gets faster and more accurate. The furniture skeleton becomes lighter. The back panel consists of vertical axes put side by side. The structure is made of cheaper woods, while the visible parts are covered with precious wood slabs or veneer. Thanks to machines, the expensive wood layer can be cut in 1 mm thin sheets. At last the surfaces are polished with shellac spread with a pad.

The image above shows a dovetail machine. In woodworking dovetail joins are the strongest. They hold two boards at right angles without glue, nails or pins. Therefore they are commonly used to build drawers. The two ends of the axes to be joined are cut forming trapezoidal teeth. The cuts are identical on both pieces, but staggered, so that once joined together they interlock. This technique is also used for making chairs and tables.

antique Empire commode in mahogany 19th – via http://www.anticswiss.com

Ritorno ora al mio settimanale stile Impero e vi spiego come l’ho modificato. Per iniziare ho cercato delle immagini che mi ispirassero.

Now I return to my Empire weekly dresser and I’ll explain you how I modified it. To start I searched for images that inspire me.

La metamorfosi è iniziata togliendo tutti i pomelli dei cassetti, aiutandomi con una pinza. Essi vengono via abbastanza facilmente.

The metamorphosis started by removing all the drawers’ knobs using my pliers. They come off quite easily.

Staccare la parte superiore della cassettiera è stato più laborioso. Prima ho provato ad ammorbidire la colla, mettendo il mobile dentro al forno a microonde, ma non è servito a nulla.

Così ho infilato con cautela la lama del cutter tra il mobile ed il piano e con pazienza l’ho passtata lungo tutto il perimetro fino a quando il pezzo di legno si è staccato.

Detaching the upper part of the chest of drawers was more challenging. First I tried to soften the glue by putting the piece of furniture in the microwave oven, but it didn’t work.

So I carefully inserted the utility knife’s blade under the top and passed it patiently along the entire perimeter until the piece of wood came off.

Il legno del mobile è piuttosto dolce, pertanto ho dovuto fare attenzione a non sforzare mai  e non strappare via la parte superiore, che altrimenti avrebbe potuto non separarsi lungo la linea di giunzione, ma creare dei bordi irregolari o addirittura spaccare il top di legno.

The wood is rather soft, therefore I had to avoid applying too much energy and tearing off the top. Otherwise it may not separate along the intersection and could have created irregular edges or even split the wood top.

Come scrivevo più sopra, i mobili Impero hanno spesso un piano di marmo. Così ho cercato nella mia raccolta di ritagli di giornale l’immagine di un marmo scuro da poter usare per rivestire il top di legno.

Si può anche utilizzare la stampa di un’immagine presa da internet. La carta di giornale è generalmente piuttosto sottile. Una volta bagnata di colla tende a strapparsi facilmente. Bisogna quindi fare attenzione quando la si manipola.

As I mentioned above, Empire furniture often have a marble top. So I searched in my collection of newspaper clippings for an image of dark marble that I could use to cover the wooden piece.

You can also download an image from the internet. Magazine’s paper is generally quite thin. Once wet with glue it tends to tear easily. Therefore, care should be taken when working with it.

Innanzitutto ho passato su tutte le superfici del pezzo la carta vetrata fine. Poi ho preso la carta con la stampa del marmo ed ho tagliato un rettangolo più grande del top di legno. La carta deve sporge su tutti i lati circa due volte lo spessore del legno. Ho steso la colla vinilica leggermente allungata con acqua sul retro della carta e vi ho appoggiato il legno al centro. Ho eliminato i due angoli (foto 1), lasciando in punta così tanta carta quanto poco più lo spessore del legno. Ho risvoltato la carta sul retro ed ho piegato la carta in punta facendola aderire (foto 2). Ho eliminato la carta in punta ai restanti due angoli (foto 3) ed ho risvoltato la carta dei lati corti facendola aderire al retro (foto 4). Infine ho ripiegato la carta in punta ed ho risvoltato l’ultimo lembo facendolo aderire al legno (foto 5).

Spiegazioni più dettagliate su come applicare la carta e realizzare un piano di marmo le trovate alla pagina delle “Tecniche e materiali” qui sul blog.

Una volta rivestito il piano di marmo, l’ho lucidato stendendo un paio di mani di Mod Podge super gloss.

First, I sanded all surfaces of the wooden top. Then I took the paper with the marble print and I cut a rectangle larger than the wooden top. The paper must protrude on all sides at least twice the thickness of the wood. I spread the slightly watered vinyl glue on the back of the paper and placed the wood in the center. I trimmed the two corners (photo 1), leaving at the tip as much paper as little more than the thickness of the wood. I turned the flap over and glued it on the back. I folded the paper on the tip and made it stick to the wood (photo 2). I cut off the paper at the tip of the remaining two corners (photo 3) and turned the flaps on the short sides on the back making it stick to the wood (photo 4). Finally I folded the paper at the last two tips and glued the last edge (photo 5).

You can find detailed information on how to apply paper and how to make a marble top  on my blog’s page “Techniques and materials“.

Once I coated the marble top, I polished it by applying a couple of coats of Mod Podge super gloss.

Sono passata poi alla lavorazione del corpo del mobile. Innanzitutto ho scartavetrato bene tutte le superfici. Il mobile è grezzo ed in molti punti ci sono schegge sollevate, soprattutto in prossimità dei  cassetti. Un’attenzione particolare l’ho dedicata alle parti attorno ai fori dei pomelli dove erano rimasti residui di colla.

Per cambiare colorazione del legno, lasciando trasparire le venature naturali, i restauratori utilizzano il mordente oppure l’anilina. Ambedue vanno diluiti. Sarebbe stato uno spreco creare una sospensione per colorare un solo piccolo mobile, così sono ricorsa agli acquerelli. Ho iniziato dando una mano di marrone scuro, ottenendo la tinta del rovere, che però non è adatta ai mobili Impero.

Then I moved on and worked on the body of the chest of drawers. First of all, I sanded all the surfaces. The furniture is rough and there are all over raised splinters, especially near the drawers. I paid particular attention to the parts around the knobs’ holes where there were glue residues.

Restorers use mordant or aniline to change the wood color, leaving the natural veins to shine through. Both must be diluted. It would have been too wasteful to create a suspension to color just a single small piece of furniture. So I used watercolors instead. I started by applying a coat of dark brown, obtaining the oak color. However this isn’t suitable for Empire furniture.

Ho lasciato asciugare, ho scartavetrato nuovamente per eliminare le fibre di legno che si erano sollevate con l’umidità dell’acquerello. Ho eliminato la polvere ed ho aggiunto una mano di marrone rossiccio.

I let it dry and sanded it again to remove the raised wood grain lifted by the humidity of the watercolor. Next I removed the dust and then I added a coat of reddish brown.

legno mogano – via wikipedia

La colorazione che volevo raggiungere è quella del mogano.

The coloring I wanted to achieve is mahogany.

È stata necessaria una seconda mano di marrone rossiccio per ottenere un colore più pieno e carico. Una volta asciutto, ho verniciato tutti i lati della cassettiera con Mod Podge super gloss. Non sono pienamente soddisfatta del risultato. Purtroppo lo strato lucido risulta disomogeneo, forse il prodotto non è più freschissimo. Penso che per i prossimi lavori tornerò ad usare la vernice spray lucida trasparente.

A second coat of reddish brown was necessary to obtain a richer and fuller color. Once dry I applyed Mod Podge super gloss on all sides of the chest of drawers. I’m not fully satisfied with the result. Unfortunately, the glossy layer is uneven. Perhaps the product is no longer fresh. I think that next time I’ll go back to using the transparent glossy spray paint.

Le colonnine laterali sono state ricavate dagli spiedini di legno che si usano abitualmente per il barbecue. I miei hanno un diametro di 3 mm. Ho utilizzato la parte non a punta, ho sistemato lo stecco nel punto esatto nel quale lo volevo ed ho segnato la misura per il taglio. La colonna deve essere a filo del bordo superiore e non deve sporgere oltre l’altezza della cassettiera.

Poi con il cutter ho tagliato lo spiedino, facendolo rotolare sotto la lama fino a quando il legno si è separato da solo. Bisogna evitare di spezzarlo a mano, perché il legno molto facilmente si scheggia. Al termine ho comunque passato l’estremità sulla carta vetrata per pareggiare perfettamente il taglio.

The side columns are made with those wooden skewers usually used for BBQs. Mine have a diameter of 3 mm. I used the non-pointed part. I placed the stick exactely where I wanted it and I marked the length for the cut. The columns must be flush with the upper edge and must not protrude beyond the height of the drawer unit.

Then I cut the skewer, rolling it under the blade of the utility knife until the wood separated by itself. You must avoid breaking it by hand, because the wood splinters very easily. At the end I passed the edge on the sandpaper to perfectly smooth the cut.

Per il mio mobile ho scelto di realizzare delle colonne ebanizzate. Così con un pennarello indelebile le ho colorate di nero su tutti i lati.

Ad ogni estremità delle colonne ho aggiunto delle finiture dorate realizzate con la stagnola dei cioccolatini Ferrero Rocher. L’ho lisciata, senza però appiattire la texture, che ben si presta come motivo decorativo dei capitelli ed imita la zigrinatura di certi bronzi dell’epoca.

Usando cutter e riga di metallo ho ricavato un paio di striscioline altre 3 mm. Ho applicato un goccio di colla Vinavil all’estremità dello stecco per fissare la striscia ed ho fatto girare la stagnola attorno al legno. Ho fatto solo due giri per non creare uno spessore eccessivo. I margini della striscia devono sovrapporsi perfettamente. Quindi ho fermato la stagnola con un altro po’ di colla.

Ho applicato la striscia dorata ad ambedue le estremità, facendo coincidere la fine delle due striscioline sullo stesso lato della colonnina, così da poterle poi facilmente nascondere, facendole capitare sulla parte che va incollata contro il mobile.

For my furniture I chose to create ebonized columns. So I colored them black on all sides with a permanent marker.

At either end of each column I added gilded finishes made with the Ferrero Rocher wrappers. I smoothed the foil without flattening the texture. The embossed decorative motif imitates the knurled capitals of that period.

Using a utility knife and a metal ruler, I cut a couple of strips, 3 mm wide. I applied a drop of vinyl glue to the end of the wooden stick to paste the foil and turned it around the skewer. I only made two laps in order to avoid an excessive thickness. The edges of the foil must perfectly overlap. I cut the strip and fixed the tip with another bit of glue.

The two golden strips must end on the same side of the column. So the final parts can be easily hidden on the backside that is glued against the furniture.

Per ritoccare il colore senza sporcarmi le dita ho usato una molletta, come si vede nella foto.

To touch up the color without getting my fingers dirty I used a clothespin, as shown in the photo.

Le maniglie più usate nello stile Impero sono i pomelli di bronzo dorato. Si trovano però anche maniglie con anello pendente ed è questo il modello che ho scelto per la mia cassettiera.

Sono composte da due parti, una placca fissata al mobile alla quale è agganciato un anello da tirare. La placca può essere circolare con dei fregi o avere la forma della testa di un leone.

The most used Empire handles are gilt bronze knobs, more rarely ring pulls. I chose the second type for my chest of drawers.

They consist of two parts, a plate fixed to the piece of furniture and a pendant ring. The plaque can be circular with friezes or have the shape of a lion’s head.

Per realizzare ogni maniglia serve della minuteria per bigiotteria di metallo dorato e più precisamente: un copriperla, un anellino ed una perlina forata.

Ho appiattito il copriperla picchiettandolo con un piccolo martello. Poi ho infilato ogni anello in una perlina. Esso deve potersi muovere e non deve rimanere bloccato.

For each handle you need gilded metal jewelry findings and more precisely: a bead cup, a ring and a golden bead.

I flattened the bead cup by hammering it with a small hammer. Then I inserted each ring into a bead. It must be able to move and must not stuck.

Questo è il modello di copriperla che ho scelto. Ha la forma compatta, ma essendo di metallo leggero, si riesce a schiacciare facilmente. Non sono adatti quelli con forme troppo frastagliate e traforate, perché una volta appiattite ricorderanno più un fiore che una maniglia antica.

This is the type of bead cup I used. It has a compact shape, but at the same time it’s made of light metal, so it’s easy to flatten. Those with too jagged shapes aren’t suitable, because once flattened they will remind more of a flower than an ancient handle.

I fori dei vecchi pomoli si erano chiusi, perché otturati dal Mod Podge. Mi sono comunque serviti come riferimento per la posizione delle nuove maniglie ed è stato anche più facile far entrare il nuovo chiodino nel materiale semi-morbido. Per fissare il copriperla appiattito, ho messo una goccia di colla Vinavil sul retro del metallo ed l’ho fissato poi con un chiodino d’ottone al cassettone.

The holes of the old knobs were plugged because filled with Mod Podge. However, they served as a reference for the position of the new handles. It was also easier pierce into the semi-soft material with the nail. To fix the flattened bead cup part, I put a drop of vinyl glue on the back of the metal and I pinned it with a brass nail to the chest of drawers.

Purtroppo non tutti i fori dei pomoli erano allineati. Con l’aiuto del Geodreieck ho segnato con una biro la posizione corretta delle maniglie.

Unfortunately, not all the knob holes were aligned. With my Geodreieck and a pen I marked the correct position of the ring pulls.

Utilizzando la punta del trapano di un diametro leggermente inferiore a quello del chiodo  ho fatto il nuovo foro alla giusta altezza. Il vecchio foro sarebbe stato comunque coperto dal copriperla appiattito.

Using the drill bit of a diameter slightly smaller than that of the nail, I made a new hole at the right height. The old hole would have been covered anyway by the flattened bead cup.

Per fissare gli anellini con la perlina (foto 1) al copriperla ho utilizzato della colla vinilica, ma va bene anche della colla istantanea. Importante è che l’anellino non si incolli alla perla ed esso possa muoversi liberamente, così da poter esser sollevato e preso tra le dita per poter tirare il cassetto. Naturalmente i cassetti sono finti e non potranno aprirsi, ma mi sembra bello che l’anello della maniglia rimanga mobile.

Per incollare la perlina con l’anello al copriperla, si può procedere in due modi differenti. Nel primo si intinge la pallina nella colla, facendo attenzione a non sporcare l’anello (foto 2). Tenendo l’anello con una pinzetta, si appoggia la pallina sul copriperla, nella parte alta del copriperla (foto 3). Infatti una volta messa in piedi la cassettiera, l’anello deve penzolare. Inoltre esso deve risultare centrato al copriperla (foto 4).

Il secondo metodo che personalmente ho trovato più facile, è quello di mettere un goccio di colla direttamente sul copriperla, nel punto dove va fissata la perlina (foto 5).

Prima di poter sollevare l’anellino, bisogna aspettare che la colla abbia fatto presa, altrimenti esso si stacca (foto 6). Se si usa la colla vinilica, il goccio di colla deve essere abbastanza consistente da bloccare la perla, ma non essere eccessivo da bloccare anche l’anello. La colla vinilica una volta asciutta diventa trasparente ed è quindi quasi invisibile.

To paste the rings with the bead (photo 1) to the bead cup, I used vinyl glue, but instant glue is also fine. Important is that the ring doesn’t stick to the pearl and it can move freely, so that it can be lifted and taken between the fingers in order to pull the drawer. Of course the drawers are fake and cannot open, but it seems nice to me that the handle ring remains mobile.

There are two different ways to glue the bead with the ring to the bead cover. In the first, the ball is dipped in glue, taking care not to smear the ring (photo 2). Holding the ring with a pair of tweezers, place the ball on the bead cup, at the top (photo 3). In fact, once the chest of drawers is set up, the ring must dangle. Furthermore, the ring must be centered on the bead cup (photo 4).

The second method that I personally prefer is to put a drop of glue directly on the bead cup, where the bead must be fixed (photo 5).

Before you can lift the ring, you must allow the glue to cure, otherwise it will come off (photo 6). If you use vinyl glue, the drop of glue must be consistent enough to block the pearl, but not too much to block the ring. Once dry, the vinyl glue becomes transparent and is therefore quite invisible.

Per fissare le colonnine ho utilizzato la colla vinilica. L’ho stesa nella scanalatura, a fianco dei cassetti. Ho appoggiato le colonna, lasciando la fine delle strisce di stagnola sul retro, contro il mobile. Ho verificato che appoggiasse perfettamente sullo zoccolo ed ho tenuto premuto per qualche istante. Con la punta di uno stuzzicadenti ho eliminato l’eccesso di colla che era fuoriuscito dai lati.

To fix the columns I used vinyl glue. I spread it in the groove next to the drawers. I leaned the columns, leaving the end of the foil strips on the back against the cabinet. I checked that it rested perfectly on the base and held it down for a while. Then I removed the excess glue that had leaked from the sides with the tip of a toothpick.

Questo è l’aspetto della cassettiera con le nuove maniglie ad anello e le due colonne ebanizzate ai lati.

This is the aspect of the chest of drawers with the new ring pulls and the two ebonized columns on both sides.

Per ultimo ho incollato il piano di marmo. Esso deve sbordare sul davanti e sui due lati, mentre sul retro deve essere a filo del mobile.

Finally I glued the marble top. It must protrude on the front and on both sides, while on the back it must be flush with the furniture.

Il settimanale è pronto e sono molto soddisfatta del cambiamento. Lo zoccolo con gli archi tradisce l’origine rustica del mobile e non è tipicamente Impero, ma nell’insieme l’effetto è piacevole.

The weekly dresser is ready and I am very happy with the result. The plinth with arches  is not typical Empire and reveals the rustic origin of the furniture, but the overall effect is pleasant.

La casetta è ancora in fase di costruzione, ma ho voluto fare una prova sistemando il settimanale nel salotto giusto per vedere l’effetto del mobile ambientato in un locale. Più avanti dovrà essere spostato in camera da letto, la stanza dove questo tipo di cassettiera abitualmente stava.

Spero di finire presto la casa, così da poterla arredare, ma in qualche modo mi ritrovo a realizzare piccoli oggetti, anziché procedere con la struttura….

My dollhouse is still under construction, but I wanted to see the semainier  in a miniature set. So I I took a picture of the weekly dresser in the living room, even if it’s not its correct location, as it should be placed in the bedroom. I hope to finish soon the house and to be able to furnish it.

I hope to finish the house soon, so that I can furnish it, but somehow I find myself making small objects, rather than proceeding with the structure ….

Questa cassettiera economica è stata rivisitata da diversi miniaturisti. Qui il tutorial di Ara di Bentley House Minis.

This cheap chest of drawers has been revisited by several miniaturists. Here the tutorial by Ara from Bentley House Minis.

Se siete alla ricerca di altri modelli di maniglie, in questi video Ara spiega come realizzare 7 modelli diversi, dal tipo industriale a quello antico.

Qui di seguito invece ho raccolto varie versioni dello stesso mobiletto, personalizzate secondo il gusto di ogni miniaturista. Se anche voi avete modificato questo stesso mobiletto, potete mandarmi una foto e l’aggiungerò a questo post.

If you are looking for other types of handles, Ara explains in these video how to make 7 different models, from an industrial to an antique one.

Below, I have collected various versions of the same cabinet, customized according to the taste of each miniaturist. If you have modified the same cabinet, too, you can send me a photo and I will add it to this post.

dollar store dollhouse furniture by Old Days – Old Ways

Lori Elizabetg – Facebook Group: A Miniature Learning Curve

 

Anne Munday – Facebook Group: Michael Guidry Miniatures

dollar tree doll furniture by Note Songs

"Dollar Store" mini furniture makeover!

Faye’s Mini project-“Dollar Store by Faylyne – via Flickr

E questo è il video che Dada ha creato per questo progetto. ❤️

And this is the video made by Dada for this project. ❤️

Informazioni su dadasdollhouse

Le case delle bambole mi hanno sempre affascinata. A 5 anni disegnavo planimetrie e trasformavo le librerie in palazzi, utilizzando i libri come pareti divisorie. Forse per questo più tardi mi sono iscritta ad architettura... La mia grande passione è il punto croce, ma mi diverto anche con il bricolage ed il cartonaggio. Una certa abilità l’ho acquisita con l’esperienza, ma tante astuzie le ho imparate in internet. Ma la cosa più importante è poter condividere le mie passioni con mia figlia Dada!
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4 risposte a Il settimanale Impero – The Empire weekly dresser

  1. Matxalen ha detto:

    Me encanta la lección de historia que nos das con cada entrada. El cambio es espectacular, gracias por compartirlo. Un beso

    Piace a 1 persona

  2. Megan Wallace ha detto:

    What a lot of research you put into this, Ersilia. Thank you, as always I learned a lot. I’m happy to see that you are working on your Del Prado house. This time last year I was just starting my adventure in Germany. In fact, it was the dollhouse show at Rheda. Today, I’m stuck in lockdown South Africa and heaven knows when we will be allowed to travel internationally again. Your dresser turned out stunning and I can see that you had lots of fun with it. Stay safe and look after your emotional health as well as your body in this difficult time!

    Piace a 1 persona

    • dadasdollhouse ha detto:

      Hallo Megan! Schön dich wieder zu hören 😉 I‘m happy to hear that you are fine. Here in Milan the situation starts timidly to change, but we must still be very careful. For me there will be no much difference. I’ll continue to stay home. I have so many things to do from gardening, to sewing, from cooking to stitching… You know for sure what I mean 😉
      What I really miss is traveling. But sooner or later that time will come… and then I hope to meet you in person 😊
      About the historic research I do, every time I make a miniature, I try to find out more about the use, the period etc because I believe that all this information will help me to achieve a result that is near to the real object. I always wonder, if this long excursus may be of interest also for my readers. So I’m really happy when I read comments like yours.
      Actually I’m preparing the tutorial for making an ice box from scratch. I hope to proceed rapidly, but there are many steps, so it will take time to finish it.
      You stay safe too! ❤️

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