Le cornici portafoto in argento – Silver photo frames

Dopo una lunghissima pausa ecco un nuovo post sul blog. Qui di seguito vi spiegherò come ho realizzato le cornici d’argento che vedete nella foto e naturalmente vi racconterò qualche cenno storico e curiosità legate alla fotografia.

Nell’epoca vittoriana non si possedeva la stessa quantità di foto che abbiamo oggi. Questi rari scatti così curati, che fermavano nel tempo ricordi cari e persone lontane, venivano conservati in album fotografici o incorniciati ed esposti in casa appesi al muro o posizionandoli su console, sul pianoforte, su un tavolinetto o su delle mensole. Per questo ho pensato che anche nella mia casetta non dovessero mancare.

After a very long break I’m writing a new post on my blog again. Below I will explain how I made the silver frames you see in the picture and of course I will tell you some historical information and curiosities related to photography.

In the Victorian era, people did not own the same amount of photos as we do today. These rare, carefully studied shots, which captured cherished memories and distant relatives, were kept in photo albums or framed and displayed on the wall, on consoles, on the piano, on a side table or on shelves. That’s why I decided to make some also for my dollhouse.

Quando ho dovuto scegliere un progetto da abbinare al Calendrier de l’Avent francese, che ogni anno Joc organizza e propone a tutti i miniaturisti che amano creare con le proprie mani, ho pensato che delle belle fotografie incorniciate in preziose cornici sarebbero potute essere un’ottima idea. Probabilmente anche nell’ottocento erano un regalo apprezzato per Natale.

When I had to choose a project for the French Calendrier de l’Avent organized by Joc for all the miniaturists who love to create with their hands, I thought that beautiful photographs framed in precious frames would be a a great idea. Probably even in the nineteenth century they were an appreciated gift for Christmas. 

An English photographer in his studio, in the 1850s – via wikipedia

Il desiderio di poter conservare il ricordo di una persona per mezzo di un ritratto ha origini molto antiche, ma fino al diciannovesimo secolo era appannaggio esclusivo dell’aristocrazia o delle persone ricche e potenti.

Intorno al 1840 venne inventata la dagherrotipia, il primo procedimento fotografico che permetteva di fissare un’immagine catturata tramite una fotocamera su una lastra di rame ricoperta di ioduro d’argento. Questa tecnica ebbe un rapido sviluppo. L’apparecchio stesso divenne più efficiente e potente. La fabbricazione di vetri ottici ed il design di nuove lenti, con maggiore luminosità, permisero di accorciare i tempi di posa e di modificare le distanze dei soggetti fotografati. Anche i procedimenti chimici per la realizzazione delle lastre e delle stampe vennero migliorati e si svilupparono nuove tecniche che permisero di realizzare negativi e così anche più copie della stessa immagine.

Se siete interessati all’argomento, vi segnalo questo interessante documento dell’Università di Roma redatto da Federico D’Alessandro intitolato Riconoscimento delle tecniche fotografiche antiche

For centuries aristocracy and rich and powerful people were immortalized to preserve their memory. So portraits have very ancient origins, but until the nineteenth century they were an exclusive prerogative of an elite.

The first photographic process was invented around 1840. The daguerreotype allowed to fix an image captured by a camera on a copper plate covered with silver iodide. This technique developed rapidly. The device itself became more efficient and powerful. The optical glass manufacturing and new lenses design with higher brightness allowed to shorten the shutter speeds and to change the distances of the photographed. subjects The chemical processes for the production of plates and prints were also improved and new techniques were developed that made it possible to make negatives and multiple copies of the same image.

If you are interested in this topic, I found an interesting paper from the University of Rome written by Federico D’Alessandro entitled Riconoscimento delle tecniche fotografiche antiche – Identification of ancient photographic techniques. Unfortunately the text is in Italian.

via thegraphicsfairy.com

Il grande successo della fotografia coincise con l’affermazione della borghesia. Nell’ottocento anche la gente comune iniziò a farsi ritrarre. Ci si recava nello studio del fotografo per immortalare eventi importanti come le nozze o per far realizzare una foto ricordo, magari da spedire a parenti lontani. I tempi di posa erano piuttosto lunghi, inizialmente anche 8 minuti durante i quali il soggetto doveva rimanere perfettamente immobile. Per questo motivo l’atteggiamento e la postura apparivano innaturali e gli occhi dei bambini risultavano spesso chiusi e le loro teste sfocate.

Gli scatti ritraevano principalmente persone singole, ma anche coppie, genitori e figli, famiglie o gruppi. Accomunava queste diverse fotografie l’atteggiamento compito e lo sguardo dignitoso.

The great success of photography coincided with the rise of the bourgeoisie. In the nineteenth century, even ordinary people began to have their portraits taken. People went to the photographer’s studio to immortalize important events such as weddings or to have a souvenir photo taken, perhaps to send to distant relatives. Pose times were rather long, initially even 8 minutes. During that time the subject had to stay perfectly still. For this reason their attitude and posture appear unnatural and the eyes of children were often closed and their heads blurred.

The shots portrayed mainly single people, but also couples, parents and children, families or groups. Common to these different photographs was the composed attitude and the dignified look.

via thegraphicsfairy.com

La fotografia divenne il proseguimento della pittura ritrattistica – un modo di dipingere con la luce – e ne assunse inizialmente anche le caratteristiche stilistiche. I soggetti erano vestiti di tutto punto con gli abiti migliori, i gioielli e qualche accessorio come guanti, cappello, bastone da passeggio a testimonianza dello status sociale raggiunto. In mano potevano tenere un libro, la bibbia, un sigaro, un mazzo di fiori, tutti oggetti che facevano riferimento alla ricorrenza immortalata o al carattere della persona.

La figura era ritratta seduta oppure in piedi, magari con una mano appoggiata ad un tavolino. Lo sguardo poteva essere diretto verso il fotografo o verso un lato. Il soggetto era sempre serio con le labbra chiuse, distaccato e non tradiva sentimenti. La posa delle donne comunicava dignità, mentre gli uomini erano impettiti. Marito e moglie non si sfioravano quasi mai, al massimo l’uno appoggiava la mano sulla spalla dell’altro, molto raramente si facevano ritrarre a braccetto. Nelle foto le famiglie si disponevano in modo studiato, creando una composizione che rispettasse la gerarchia, l’età e l’altezza. I genitori erano quasi sempre seduti, al centro venivano posizionati i più piccoli, mentre i più grandi si sistemavano attorno al gruppo.

Solo all’inizio del novecento si iniziarono a vedere pose più naturali, espressioni sorridenti ed a volte anche scherzose. La foto da semplice raffigurazione di una persona, che ne fissava l’aspetto nel tempo, si trasformò nella celebrazione di essa. I fotografi divennero veri e propri artisti che creavano immagini d’autore.

Photography became the continuation of portrait painting – a way to paint with light – and initially it assumed the same stylistic characteristics. The subjects were fully dressed with the best clothes, jewels and some accessories such as gloves, hat, walking stick as evidence of the social status achieved. In their hands they could hold a book, the Bible, a cigar, a flower bouquet, all objects that referred to the occasion immortalized or to the person’s character.

The figure was portrayed sitting or standing, perhaps with one hand resting on a small table. The gaze could be directed towards the photographer or to the side. The subject was always serious with closed lips, detached and did not betray feelings. The pose of the women communicated dignity, while the men stand stiffly. Husbands and wives almost never touched, eventually one rested his hand on the other’s shoulder and very rarely they were portrayed arm in arm. In pictures families were arranged in a studied way, creating a composition that respected hierarchy, age and height. Parents were almost always seated, the youngest were placed in the center, while the older children were arranged around the group.

Only at the beginning of the twentieth century we see more smiling expressions, natural and sometimes even funny poses. Photos were no longer the simple depiction of a person or the representation of a frozen moment. They communicated the celebration of individuals and some photographers became true artists who created artistic images.

studio fotografico di Andrea Taramelli – via archivio.museodellestorie.bergamo.it

Le foto, soprattutto inizialmente, erano realizzate all’interno di studi fotografici. Questi spazi avevano il soffitto di vetro e possibilmente almeno una grande vetrata laterale per permettere alla luce naturale d’illuminare la scena da fotografare. I raggi solari venivano attenuatati da grandi teli bianchi, creando un’illuminazione morbida e soffusa.

Lo sfondo dei ritratti in primo piano, ovvero con solo la testa ed al massimo il busto, era quasi sempre di un colore chiaro e neutro. Mentre nelle foto con persone in piedi o sedute si intravedevano spesso sul fondo una finestra o una tenda drappeggiata o venivano poste delle coulisse con dei trompe l’oeil raffiguranti in modo quasi solo accennato scorci di giardini o elementi architettonici. Qualche oggetto d’arredamento poteva completare la scena; una poltrona, un tavolino con un vaso, una colonna bassa, dei tappeti. Tutti questi elementi erano utilizzati con parsimonia per aggiungere un tocco d’intimità, senza però distogliere l’attenzione dal soggetto al centro dell’immagine.

Inizialmente le foto ritraevano la figura intera. Solo più avanti con l’introduzione di lenti ottiche diverse, che accorciavano la distanza tra il soggetto e l’apparecchio, si riuscì a portare il viso ed i lineamenti in primo piano.

La Humboldt-Universität di Berlino custodisce una raccolta di ritratti che documentano i vari tipi d’inquadrature tipiche dell’ottocento: figura intera, figura a tre quarti, figura al ginocchio, mezza figura, busto o solo la testa.

Photographs, especially initially, were taken inside photographic studios. These spaces had glass ceilings and possibly at least one large side window to allow natural light to illuminate the scene to be photographed. The sun’s rays were attenuated by large white sheets, creating a soft and suffused lighting.

The background of close-up portraits, i.e. showing only the head and at most the bust, was mainly in light, neutral color. While behind standing or seated people the photographer often arranged a fake window or a draped curtain. Sometimes he set up a coulisse with a trompe l’oeil depicting a garden view or architectural elements. A few pieces of furniture could complete the scene: an armchair, a small table with a vase, a low column, carpets. All these elements were used sparingly to add a touch of intimacy, but without distracting attention from the subject in the center of the image.

Initially the photos portrayed the entire figure. Only later, with the introduction of different optical lenses, which shortened the distance between the subject and the camera, was it possible to bring the face and features into the foreground.

The Humboldt-Universität in Berlin has a collection of portraits that document the various types of poses typical of the 19th century: full figure, three-quarter figure, knee-length figure, half figure, bust or just the head.

Ivy Close by Elwin Neame, 1910s – via wikipedia

L’esigenza di rendere le foto più realistiche e vicine alla realtà fece sì che si iniziò a colorarle. Si passò poi a ritoccarle per migliorarle ed eliminare eventuali difetti. Era un lavoro artigianale eseguito a mano. Il colore veniva applicato direttamente con il pennello sul dagherrotipo e più tardi sulla fotografia stampata. 

La foto a colori come la conosciamo oggi fu inventata solamente nel 1935 quando la ditta statunitense Kodak mise sul mercato la prima pellicola a colori, la Kodachrome.  

To make the photos look more realistic and close to reality they later began to color and retouch them. The image was even improved by eliminating possible defects. It was an artisan work done by hand. The color was applied directly with the brush on the daguerreotype and later on the printed picture. 

The color photo, as we know it today, was invented only in 1935 when the American company Kodak put on the market the first color film, the Kodachrome.  

Ma ora basta divagare…. ecco come ho realizzato le mie cornici in miniatura. Ho iniziato il lavoro ricercando fotografie in bianco e nero dell’ottocento. Poi le ho scaricate, ridimensionate e poi stampate.

In internet ci sono molti siti che offrono immagini da utilizzare gratuitamente, come The Graphics Fairy, The Old Design Shop, The Met Museum e molti altri. Ho raccolto diversi link che ho trovato in rete nella pagina del mio blog, Materiale da stampare dal web – Printies from the web.

La stessa lista è riportata anche nella banda laterale visibile solo nella versione desktop del mio sito, sotto il titolo Materiale da stampare e Printies. Passando con il cursore sopra i nomi dei siti appare l’elenco del tipo di materiale che è offerto. È da parecchio che non controllo l’attualità dei link. Mi scuso pertanto già da ora se alcuni non dovessero funzionare più.

Un altro sito dove cercare ritratti retrò è Daguerreobase. Qui alcune immagini sono protette dal copyright, ma altre sono disponibili per un uso personale.

Si possono utilizzare anche foto ritagliate da riviste, purché delle dimensioni giuste. Quando sfoglio le riviste, raccolgo sempre il materiale che potrei riutilizzare nei miei progetti. Così nel tempo ho messo insieme una discreta raccolta di immagini, che conservo in buste divise per argomento: quadri, foto, materiali, tappezzerie, porcellane, bordi etc. 

But now enough wandering…. here is how I made my miniature frames. I started the work by researching black and white photographs taken in the nineteenth century to download, resize and print.

There are many websites on the internet that offer images to use for free like The Graphics Fairy The Old Design Shop, The Met Museum and many more. I’ve collected several links I found on the web on my blog page. Materiale da stampare dal web – Printies from the web.

The same list is also shown in the sidebar visible only in the desktop version of my site, under the title Printable Materials and Printies. Hovering the cursor over the site names it appears a list of the type of material that is offered. I heaven’t checked the links for a long time. So I apologize if some of them don’t work anymore.

Another site to search for old portraits is Daguerreobase. Some images here are copyrighted, but others are available for personal use.

You can also use photos cut out of publications, as long as they have the right size. When I flip through magazines, I collect all the material that I could reuse in my projects. So over time I have put together a collection of images, which I keep in envelopes divided by topic: paintings, photos, materials, wallpapers, porcelain, borders, etc..

Per chi non avesse voglia o tempo di fare la ricerca e di manipolare le foto, ho preparato un pdf con una selezione di foto pronte all’uso e che potete scaricare cliccando sull’immagine qui sopra.

(nota del 6 Dic 2021: Ho scoperto che per scaricare il file bisogna avere un account gmail. Proverò a modificare l’impostazione. Nel frattempo chi avesse un altro provider può scrivermi direttamente a

dadasdollhouse @ gmail.com           scritto tutto vicino senza spazi

Provvederò ad inviare il pdf via mail)

Ho evitato di salvare ritratti di regine, imperatori e personaggi pubblici famosi. Sarebbe non realistico trovare in una casa borghese le immagini di personaggi estranei al nucleo famigliare. Anche se immagino che tra le tante foto esposte, ci potrebbe essere quella del re, in segno di ossequio verso il monarca regnante.

Le dimensioni delle foto in scala 1:12 che trovate nel pdf sono varie. Mi sembra che i diversi formati creino un bell’insieme una volta incorniciati. La piccola misura 1,5 cm x 1 cm, mentre la più grande 3,4 cm x 2, 2 cm.

For those who don’t want or don’t have time to research and manipulate pictures, I’ve prepared a pdf in English with a selection of ready-to-use photos that you can download by clicking on the image above.

(note 6 Dec. 2021: I discovered that to download the file you need to have a gmail account. I’ll try to change the setting. In the meantime, anyone who has another provider can write to me directly at

dadasdollhouse @ gmail.com          written all together with no spaces

I will send the pdf by email)

I haven’t saved portraits of queens, emperors and famous public figures. It would be unrealistic to find in a middle-class home pictures of people who aren’t part of the family. Although I imagine that among the photos on display, there could be one of the king, as a sign of deference to the reigning monarch.

The sizes of the 1:12 photos you find in the pdf are varied. I like to have different sizes, as they will create a nice set when framed and displayed together. So the smallest is 1.5 cm x 1 cm and the largest is 3.4 cm x 2.2 cm.

Alcune foto le ho plastificate con del nastro adesivo trasparente, per dare loro un aspetto più rifinito. Già nella seconda metà dell’ottocento si trovano stampe con la superficie lucida, dovuta alla presenza di albumina.

Il nastro adesivo non solo rende la stampa della mia inkjet più brillante, ma mi permette di evitare di utilizzare il foglio di acetato come vetro nelle cornici portafoto più piccole, che altrimenti risulterebbero troppo spesse.

To give the portraits a more finished look, I laminated some of them by applying clear adhesive tape. Already in the second half of the nineteenth century prints could have a glossy finish, due to the presence of albumin.

The clear tape not only makes the print of my inkjet look brighter, but also allows me to avoid using the acetate sheet as glass for small photo frames, which would otherwise make them too thick.

Quando si srotola il nastro adesivo, bisogna tirarlo con un unico movimento per evitare quelle antiestetiche righe che si formano sul lato della colla quando si smette di tirare il nastro.

Una volta appoggiato la foto con la parte della l’immagine contro la parte appiccicosa del nastro, l’ho fatta ben aderire e le ho rifilate, eliminando l’adesivo che sbordava sui lati.

When unrolling the adhesive tape, you have to pull it in one motion to avoid those ugly marks that form when you stop pulling the tape.

Once I placed the photo with the print towards the sticky side of the tape, I pressed it well to make it adhere. Then I trimmed the exceeding tape on sides.

Il portafotografie è composto da 3 elementi: la cornice, il fondo ed il sostegno.

Per ogni portafoto servono 2 rettangoli identici, uno per la cornice ed uno per il fondo. Sulla cornice vanno poi incollati dei listelli modanati e più avanti spiegherò come crearli. Il  sostegno posteriore è composto invece da 4 strati di cartoncino, che poi va tagliato come mostra la linea tratteggiata nell’immagine qui sopra.

The photo frame is made of 3 elements: the frame, the backing board and the back stand.

Each photo frame requires 2 identical rectangles, one for the frame and one for the bottom. On the frame I glued molded strips. Later I will explain how I created them. The easel back is made of 4 layers of cardboard, which must then be cut as shown by the dotted line in the image above.

Ho scelto di realizzare cornici portafoto di diverse dimensioni e con modanature differenti per creare una certa varietà. Naturalmente dovrò costruirne molte altre, perché in una casa le foto vengono esposte non solo in salotto, ma anche in camera da letto sul comodino e sul comò e nello studio sulla scrivania, nella libreria e sulla mensola del camino.

I chose to make photo frames in different sizes and with various moldings to create some variety. Of course I’ll have to make many more frames, because in a house photos are displayed not only in the living room, but also in the bedroom on the nightstand and chest of drawers and in the study on the desk, in the bookcase and on the mantelpiece.

Qui un breve riassunto di tutte le misure dei cinque portafoto che ho costruito per la mia casa delle bambole.

Here a short recap of all measurements of the five photo frames I built for my dollhouse.

Le mie cornici sono fatte di cartone riciclato, quello delle scatole dei cereali, uno dei miei materiali preferiti. Vanno bene quelle che non hanno scritte a rilievo, perché le superfici non perfettamente lisce sono inutilizzabili. Anche la finitura della stampa è importante, che deve essere opaca e non lucida, altrimenti la colla farebbe fatica a fare presa. 

Una volta aperta la scatola, si nota in corrispondenza degli angoli un rigonfiamento, che corre lungo la piega. Questo elemento in rilievo diventerà parte della modanatura della cornice ed è quello che ci serve per questo progetto.

My frames are made with recycled cardboard from cereal boxes, one of my favorite materials. I discard  those with embossed lettering, because surfaces aren’t perfectly smooth. The finish of the print has to be matte and not glossy, otherwise the glue would barely set. 

Once the box is opened, you will notice a bulge at the corners, along the crease. This embossed element will become part of the frame molding and is what we need for this project. 

Per prima cosa ho chiuso la piega e l’ho pressata bene per marcare ancora di più il rigonfiamento.

First, I closed the fold and pressed it well to mark the bulge even more.

Con una riga di metallo ed un cutter ben affilato ho ricavato delle stiscioline larghe circa 0,4 cm, 0,5 cm e 0,6 cm. Bisogna praticare il taglio abbastanza vicino alla piega, avendo cura di non appoggiare la riga sopra al rigonfiamento per non schiacciarlo e rovinarlo.

With a metal ruler and a sharp utility knife, I cut out some strips about 0.4 cm, 0.5 cm and 0.6 cm wide. You have to cut quite close to the fold, taking care not to place the ruler over the bulge, otherwise you will flatten and ruin it.

La distanza del taglio dalla piega determina il “motivo”, ovvero il tipo di profilo che avrà la cornice.

Qui ad esempio ho lasciato 0,1 cm su un lato della piega e quasi nulla sull’altro.

The molding pattern is determined by the distance of the cut from the fold. Depending on the width of the flat part along the bulge, the profile of the frame will change.

Here, for example, I left 0.1 cm on one side of the fold and almost nothing on the other.

Mentre per quest’altra cornice ho lasciato su un lato 0,2 cm di distanza dalla piega e nulla sull’altro lato.

While here I left 0.2 cm on one side of the fold and nothing on the other side.

Usando il taglia-listelli che avevo acquistato da Bibian Angelique Miltkau  durante una passata edizione di Miniaturitalia, ho praticato i tagli a 45°. Questo attrezzo permette tagli facili, veloci e precisi senza rovinare o schiacciare il rigonfiamento della piega di cartone.

Using a chopper that I had purchased from Bibian Angelique Miltkau during a past edition of Miniaturitalia, I made the cuts with a 45 degree angle. This tool provides easy, quick, and precise cutting without ruining or crushing the cardboard fold bulge.

Ogni estremità dei listelli della cornice deve essere tagliata a 45° ed i tagli obliqui devono essere orientati nelle direzioni opposte. Pertanto bisogna posizionare il listello e la guida per il taglio angolato una volta alla destra della lama della taglierina e poi alla sinistra, o viceversa, come si vede nelle foto qui sopra.

Il lato esterno del listello è lungo quanto il rispettivo lato del rettangolo che funge da fondo della cornice.

Each end of the four laths must be cut at 45 degree angle and the angled cuts must be oriented in opposite directions. Therefore, the strip and the angled mitre guide must be placed once to the right of the blade and subsequently to the left, or vice versa, as shown in the photos above.

The outer side of the lath is as long as the respective side of the rectangle used for the backing board.

Nelle cornici rettangolari i listelli paralleli sono lunghi uguali. Un modo semplice per riportare l’esatta lunghezza sull’altro listello è quello di appoggiarli uno contro l’altro, con i lati interni uno contro l’altro, e di segnare con una matita la lunghezza esatta.

È importante che la mina sia ben appuntita, così che il segno sia il più preciso possibile. La punta della matita ha infatti un certo spessore ed uno scostamento di un solo millimetro può fare una grande differenza, soprattutto considerando le dimensioni delle nostre miniature.

In rectangular frames, the parallel laths are the same length. An easy way to mark the exact length on the other lath is to lay them one against each other, with the inner parts touching, and mark the exact length with a pencil.

It is important to use a very sharp pencil, so the mark is as precise as possible. In fact, the pencil tip has a certain thickness and a deviation of only one millimeter can make a big difference, especially considering the size of our miniatures.

La cornice deve sovrapporsi alla foto per circa 0,1 cm circa su ogni lato, così da nascondere i margini. Pertanto i lati interni dei listelli devono misurare circa 0,2 cm meno che la foto da incorniciare. Questa informazione è importante se dovete calcolare le dimensioni delle cornici partendo da foto di misure diverse da quelle che trovate nel mio pdf.

The frame should overlap the photo by about 0.1 cm on each side, in orders to hide the margins. Therefore the inner sides of the frames should measure about 0.2 cm less than the photo. This information is important if you need to calculate the size of the frames for photos that aren’t in my pdf.

Una volta ricavati i listelli con i tagli a 45°, ho preso uno dei due rettangoli che avevo tagliato all’inizio ed ho preparato la cornice che fungerà da loro base. Infatti sarebbe impossibile incollare i listelli tra loro senza una struttura sottostante di sostengo.

Once the laths were cut at 45 degrees, I took one of the two rectangles I cut previously and prepared the frame that will serve as the base for the laths. In fact, it would be impossible to glue the four stripes together without an underlying structure. 

Ho misurato la larghezza dei listelli ed l’ho segnata su ogni lato del rettangolo. Poi con la matita ho tirato delle linee parallele ai bordi esterni.

I measured the width of the laths and marked it on each side of the rectangle. Then with the pencil I traced lines parallel to the outer edges.

Ho praticato delle incisioni negli angoli dove le linee si incrociano, affondando bene la lama nel cartoncino e senza oltrepassare la lunghezza del segno a matita (fig. 1). Questo accorgimento evita che si tagli oltre il punto d’intersezione, lasciando angoli perfetti.

Con l’aiuto del Geodreick (ma qualsiasi riga trasparente, va bene) ed un cutter ho tagliato con attenzione lungo le linee tracciate precedentemente con la matita, fermandomi in prossimità dei segni agli angoli (fig. 2). Abitualmente non uso righelli di plastica ed in particolare il mio amato Geodreick per tagliare, perché la lama potrebbe intaccarne il profilo e rovinarlo. Ma in questo caso avevo la necessità di usare uno strumento trasparente che mi permettesse di vedere il limite della linea sottostante.

L’aver delimitato gli angoli con le incisioni, mi ha permesso di praticare tagli che terminano precisamente nell’angolo, senza oltrepassare la lunghezza effettiva della linea tracciata a matita (fig. 3).

Prima di staccare il rettangolo centrale, ho verificato sul retro che la lama avesse inciso perfettamente tutte le linee, trapassando il cartoncino (fig. 4).

Con una leggera pressione la parte centrale dovrebbe staccarsi facilmente (fig. 5). Nel caso ciò non accada ed il cartone sia ancora bloccato in qualche punto, bisogna evitare di tirare per non strapparlo, ma ripassare con pazienza tutti tagli con la lama fino a quando tutti i lati si saranno staccati dalla cornice esterna.

Ora la struttura di base sulla quale incollare i listelli è pronta (fig. 6). 

I made incisions precisely in the corners were the pencil lines cross, sinking deeply the blade into the cardboard and without overstep the length of the pencil mark (fig. 1). This prevents cutting beyond the point of intersection, leaving perfect corners.

With the help of the Geodreick (but any transparent ruler, is fine) and a utility knife I carefully cut along the pencil lines, stopping near the marks at the corners (fig. 2). Usually I don’t use plastic rulers and particularly my beloved Geodreick to cut, because the blade might nick the plastic and ruin the edge. But in this case I needed a transparent tool to see the limit of the pencil line underneath.

Marking out the corners with incisions allowed me to make cuts that end precisely in the corner, without exceeding the actual length of the pencil line (fig. 3).

Before detaching the central rectangle, I checked on the back that the blade had perfectly cut all the lines, piercing the cardboard (fig. 4).

With light pressure the core should come off easily (fig. 5). If this doesn’t happen and the cardboard is still stuck in some point, you must avoid pulling in order not to tear it. Patiently repeat all the cuts until all sides will be detached from the outer frame.

Now the frame structure was ready and I could glue the laths on it (fig.6). 

Per assemblare la cornice ho usato il Vinavil (fig. 1) che ho steso omogeneamente usando uno stuzzicadenti. Ho provato ad usare anche la Tacky Glue, ma essendo una colla più densa e che fa presa prima è più difficile spostare i listelli, facendoli scivolare per avvicinarli negli angoli.

È bene incollare un listello alla volta, allineandolo ai bordi esterni ed interni (fig. 2).

Se si ha lavorato con precisione, i rilievi della modanatura combaceranno perfettamente negli angoli (fig. 3).

Una volta asciugata la colla, ho eliminato tutte le asperità con il lato fine di una lima per unghie (fig. 4). Avendo una consistenza maggiore rispetto al foglio di carta vetrata e la forma stretta mi ha permesso di lavorare in spazi ristretti come l’interno della cornice.

To assemble the frame I used Vinavil, a PVA glue (fig. 1). I spread it evenly on the frame structure using a toothpick. I also tried Tacky Glue. But since it’s thicker it dries faster and it’s more difficult to move the strips around and push them closer by sliding them together in the corners.

It’s best to glue one lath at a time, lining up the outside and inside edges (fig. 2).

If you have worked precisely, the molding reliefs will match up perfectly in the corners (fig. 3).

Once the frame was dry, I removed all the roughness with a fine nail file (fig. 4). Its sturdiness and narrow shape allowed me to work in tight spaces as the inside of the frame.

Purtroppo è impossibile mettere la cornice ad asciugare sotto i pesi, perché i rilievi ed i rigonfiamenti verrebbero schiacciati ed appiattiti. Per questo è importante tenerla ben salda tra le dita e fare un leggera pressione in prossimità dei bordi interni ed esterni, così che i due strati di cartone si incollino senza lasciare fessure visibili. Bisogna insistere soprattutto lungo i bordi esterni, dove la piega naturale della scatola tende a far alzare il cartone.

Unfortunately it is impossible to put the frame to dry under weights, because the reliefs and bulges would be crushed and flattened. For this reason it is important to hold it firmly between the fingers and apply light pressure near the inner and outer edges, so that the two layers of cardboard stick together without leaving visible cracks. It is necessary to insist especially along the outer edges, where the natural fold of the box tends to raise the cardboard.

Poi ho preso il rettangolo per il fondo del portafoto ed ho incollato sul lato stampato la foto da incorniciare, centrandola. È importante lasciare la superficie grezza, neutra, all’esterno della cornice, perché deve essere dipinta in argento ed è più difficile coprire con il colore le superfici stampate.

Then I took the rectangle for the frame bottom and I glued the photo I wished to frame, centering it on the printed side.  It’s important to leave the plain unrefined surface on the outside of the frame, as it must be painted in silver and it’s very difficult to apply color on printed surfaces.

Dalla mia raccolta di fogli di acetato recuperati da scatole ed imballaggi, ho scelto un foglio abbastanza rigido (fig. 1). Usando il rettangolo del fondo come guida ho tagliato un rettangolo della stessa dimensione (fig. 2).  Ho verificato che il “vetro” fosse della misura giusta appoggiandolo sia sulla cornice (fig. 3) che sul fondo (fig. 4). La plastica non deve sporgere da nessun lato e le eventuali imperfezioni vanno rifilate.

From my stash of acetate sheets salvaged from boxes and packaging, I chose a fairly stiff sheet (fig. 1). Using the frame bottom as a guide, I cut a rectangle of the same size (fig. 2).  I checked the size of the “glass” also by placing it on the frame (fig. 3). The plastic should not stick out on any side and any imperfections should be trimmed (fig. 4).

La cornice per poter stare in piedi necessita di un sostegno da applicare sul retro e che abbia un’inclinazione che renda la foto visibile da diverse posizioni. Questa cornice non ha bisogno di un supporto che possa essere chiuso e non invertirò l’orientamento da orizzontale a verticale e viceversa, poiché la fotografia è incollata e rimarrà lì per sempre. Per questo motivo non ho realizzato il classico modello con la cerniera (fig. 1), ma ho preferito un sostegno fisso. 

Il sostegno deve essere leggermente più basso della cornice, così da restare nascosto alla vista sul davanti. Per le miei cornici medie e grandi ho calcolato circa 0,5 cm meno dell’altezza della cornice stessa (fig. 2). Per dare al sostegno una certa consistenza, ho incollato insieme 4 strati di cartoncino. La stampa va lasciata all’interno, così le superfici esterne hanno un colore neutro ed omogeneo, facile da coprire con il colore. 

I sostegni dei miei portafotografie medi una volta tagliati misurano in larghezza 0,9 cm alla base e 0,4 cm in alto. Prima ho tracciato a matita la linea di taglio poi con riga di metallo e cutter ho tagliato in diagonale partendo dall’angolo alla base (fig. 3).

Sul retro del fondo ho tracciato una riga per segnare la metà esatta, che corrisponde al punto esatto dove applicare il sostegno. Attenzione! Prima d’incollare il supporto al rettangolo bisogna verificare l’orientamento della foto applicata sull’altro lato, altrimenti si rischia di avere una foto che sta a testa in giù…. Ho quindi steso la colla lungo tutta la parte inclinata del supporto e l’ho appoggiato sulla riga, facendo attenzione ad allinearlo perfettamente al bordo inferiore del rettangolo del fondo. Una leggera sporgenza come nella foto (fig. 4) renderebbe il portafoto instabile. Il modo migliore per verificare che supporto e fondo del portafoto siano ben allineati è quello di appoggiare il tutto sul tavolo e controllare che la base sia completamente allineata con il piano.

Le sbavature di colla (fig. 5) vanno evitate ed eventualmente immediatamente eliminate. Per questo è bene applicare poca colla sul sostegno e pulire subito l’eccesso che dovesse fuoriuscire mentre si pressano i due pezzi insieme, usando uno stuzzicadenti pulito che arriva bene nell’angolo di giunzione.

Questo è l’aspetto del fondo della cornice con il suo sostegno (fig. 6).

The frame needs a support in order to stand upright. It is applied on the back of the backing board and has an inclination that makes the photo visible from different perspectives. This frame doesn’t need a stand that can be closed and I will not reverse the orientation from horizontal to vertical and vice versa, as the picture is glued and it will stay there for ever. So I didn’t built the classic leg with a hinge (fig. 1), but I preferred a fixed easel back.

The back stand must be slightly lower than the frame itself, so it will not be visible from the front. For my medium and large frames I calculated approximately 0,5 cm less than the height of the frame itself (fig. 2). To give the back stand some firmness, I glued 4 layers of cardboard together. The print must be left inside, so the external surfaces have a neutral and homogeneous color, easy to cover with color.

The back stand of my medium photo frames once cut is 0.9 cm wide at the base and 0.4 cm at the top. First I traced the line with a pencil starting from the corner at the base (fig. 3). Then I cut diagonally using a metal ruler and a utility knife .

On the back of the backing board I drew a line to mark the middle, where to apply the back stand. Attention! Before gluing the  back stand to the backing board verify the orientation of the photo applied on the other side, otherwise it could turn out the the picture is upside down…. I spread the glue along the entire sloped part of the easel back and placed it on the line, making sure to align it perfectly to the bottom edge of the backing board. A slight protrusion as in the photo (fig. 4) would make the photo frame unstable. Place the back stand with its stand on the table and check that the base is completely aligned with the counter.

Glue smears (fig. 5) must be avoided and eventually immediately removed. For this reason I applied  only a little amount of glue on the back stand and immediately cleaned the excess that come out while pressing the two pieces together. Using a clean toothpick I reached all corners.

And this is how the backing board with its back stand looks like (fig. 6).

Per far diventare il portafotografie d’argento, ho utilizzato del semplice smalto per unghie che avevo acquistato al mercato. Non deve essere di una marca costosa. L’importante è che non abbia pagliuzze o glitter e che la texture sia molto fine. Per ottenere una copertura soddisfacente ho dovuto applicate 4 mani, lasciando asciugare bene tra una mano e l’altra. La vernice va stesa non solo sulle superfici piane, ma anche sugli spessori laterali, sia esterni che interni. Naturalmente va dipinto d’argento anche il lato esterno del fondo ed il supporto. Purtroppo le immagini non rendono bene l’effetto metallizzato. È molto difficile fotografare oggetti lucidi.

To turn the photo frame into silver, I used nail polish I bought at the market. It’s not a fancy one, but it’s important that it has no specks or glitter. The texture must be very fine. To get a satisfactory coverage I had to apply 4 coats, letting it dry in between. Unfortunately the images don’t show the metallic effect well. It is very difficult to take pictures of shiny objects. The paint should be applied not only on flat surfaces, but also on both external and internal side edges and borders. Of course, the backing board and  easel back should be painted silver as well.

Queste sono tre delle cornici argentate. Il profilo delle modanature è simile con delle leggere differenze.

These are three of the silver frames. The profile of the moldings is similar with some slight differences.

Ho realizzato una variante molto carina utilizzando solo il rigonfiamento recuperato dalla piega della scatola. Tagliandolo a filo ho ottenuto una cornicetta sottile senza bordi laterali larga 0,2 cm. Ho praticato i tagli a 45° come per le stecche delle cornici precedenti e poi l’ho applicata sulla cornice di cartone, a filo del bordo interno.

I made this very cute variation using only the bulge of the box fold and cutting flush to make a thin 0.2 cm wide slat with no flat lateral edges. I cut the ends at 45 degrees as I did with the previous frames laths. Then I applied it to the cardboard frame, along the inner contour, flush to the edge.

Una volta dipinta d’argento l’effetto è molto gradevole e realistico.

Once painted with the silver varnish, the effect is very pleasing and realistic.

Con lo stesso tipo di cornicetta sottile ho realizzato anche un portafotografie piccolo.

Using the same thin lath, I also made a small photo frame. 

Ho realizzato la struttura della cornice (fig. 1) sulla quale ho poi incollato le mini cornicette (fig. 2). Ho tagliato il fondo ed il supporto (fig. 3) e li ho incollati insieme (fig. 4). Sul retro ho applicato la fotografia centrandola. Poi ho steso la colla sul tetro della cornice (fig. 5) e l’ho appoggiata direttamente sul rettangolo con la foto (fig. 6). Non ho utilizzato l’acetato, perché avrebbe creato uno spessore troppo grosso per una cornice così piccola. Ma il nastro adesivo sulla foto ha creato l’illusione del vetro.

I made the frame structure (fig. 1), then I glued the mini lathes onto it (fig. 2). I cut the backing board  and the back stand (fig. 3) and glued them together (fig. 4). I glued the photography on the other side, centering it. Then I spread the adhesive on the back of the frame (fig. 5) and I placed it directly on the backing board (fig. 6). I didn’t use acetate, because the small frame would be too thick. The clear adesive tape on the photo created the illusion of glass.

Ed ecco tutte e cinque le cornici con le foto in bianco e nero in bella mostra sul tavolo. La varietà di forme e di dimensioni creano un bel insieme.

And here are all five frames with the black and white photos on display on the table. The variety of shapes and sizes creates a nice ensemble.

Ho cercato in rete cornici portafoto per la casa delle bambole, ma non è stato facile trovare tutorial o oggetti pronti da acquistare. La maggior parte di cornici è per quadri da appendere al muro, oppure hanno dimensioni eccessive. È più facile trovare qualche cornice portafoto antica. Condivido qui di seguito quello che mi è sembrato più interessante.

Inizio con tre tutorial 

I’ve been searching the web for dollhouse photo frames, but it hasn’t been easy to find tutorials or ready-made items to purchase. Most frames are for pictures to hang on the wall or they are oversized. It’s easier to find antique photo frames. I share below what I found most interesting.

I start with three tutorials 

portafoto in metallo a rilievo / embossed tin picture frame – via miniaturasdecarmen.blogspot.com
adesivi di stagnola a rilievo / embossed foil stickers – via dollarstorecrafts.com
cornice antica / antique frame – via inchminisbykris.blogspot.com

Qui di seguito delle cornici da acquistare. Non conosco i venditori, ma è interessante vedere i prodotti. Alcuni sono oggetti antichi.

Below are some frames to purchase. I don’t know the sellers, but it’s interesting to see the products offered. Some are antiquities.

kit portafoto triplo in legno tagliato a laser / tri-fold frame kit with laser cut wood – via cynthiahoweminiatures.com
cornice in ottone dorato a sbalzo di Erhard & Söhne, Germania ca. 1900 / frame made of pressed Ormolu by Erhard & Söhne, Germany ca. 1900 – via rubylane.com
cornice trittico in metallo per casa delle bambole / dollhouse triptych metal frame, ca 1900 -via belle-epoque-dolls.com
portafoto retrò per casa delle bambole / retro dollhouse photo frame, via MaryaDollsBoutique on Etsy

Vi è poi la possibilità di acquistare materiale da utilizzae per realizzare delle cornici, come quello di Bindels Ornament o altri negozi che vendono minuteria per bigiotteria, bricolage e mercerie.

There is also the possibility of purchasing material to use to make frames, such as that of Bindels Ornament or other crafts stores or shops that sell jewelry findings and haberdashery products.

via bindelsornaments.nl
cornice a sbalzo /embossed picture frame by Island Crafts – via /factorydirectcraft.com

I profili di cartone ricavati dalle pieghe delle scatole dei cereali sono un ottimo elemento da utilizzare anche per altri progetti. Negli anni passati li avevo già impiegati per rifinire ed abbellire diversi oggetti.

The cardboard trims made from the folds of the cereal boxes are a great element to use also in other projects. In the past years I had already used them to finish and embellish various objects.

Con il profilo a rilievo avevo bordato la parte alta del pianoforte, che così aveva un aspetto più ricco e rifinito.

I applied the embossed profile to the upper part of the piano. So it had a richer, more finished look.

Alla base dello specchio da comò avevo applicato due striscioline più sottili rendendo la sua forma più interessante.

I applied two thinner strips to the base of the shaving mirror to make the shape more interesting.

Mentre con dei profili più larghi avevo rivestito la cornice ottagonale sempre dello specchio da comò.

While I covered with wider profiles the octagonal frame of the same shaving the mirror

Il pannello sul quale sono montate le campane per chiamare la servitù è invece una versione più semplice di come usare la piega a rilievo. Qui infatti non avevo applicato il profilo, ma avevo semplicemente tagliato il cartone assieme all’angolo in un pezzo unico.

The panel with the servants’ bells is a simpler version for the use of the embossed crease. Here in fact I didn’t glue the profile to the board. I just cut the cardboard with the fold in one single piece.

Bene ora non vi resta che andare a scoprire cosa si nasconde dietro alle prossime finestrelle del Calendario francese…. 

Grazie Joc per incluso per l’ottava volta un mio progetto!

Well now you just have to go and find out what is hidden behind the upcoming French Calendar doors…. 

Thank you Joc for including my project for the eighth time!

E non dimenticatevi di visitare anche la pagina del Calendario spagnolo, perché così ogni giorno è una doppia festa!

And don’t forget to visit the Spanish Calendar as well, so every day is a double celebration!

Tutti i diritti riservati. Questo progetto è solo per uso personale e non può essere riprodotto in nessuna forma, né per scopi commerciali, compresa la vendita di qualsiasi articolo composto da questo progetto senza l’autorizzazione scritta di Ersilia Fiorucci (dadasdollhouse(at)gmail.com). La riproduzione o la trasmissione di questo progetto con qualsiasi mezzo per qualsiasi scopo diverso dall’uso personale costituisce una violazione della legge sul copyright.
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© Ersilia Fiorucci 2021

Informazioni su dadasdollhouse

Le case delle bambole mi hanno sempre affascinata. A 5 anni disegnavo planimetrie e trasformavo le librerie in palazzi, utilizzando i libri come pareti divisorie. Forse per questo più tardi mi sono iscritta ad architettura... La mia grande passione è il punto croce, ma mi diverto anche con il bricolage ed il cartonaggio. Una certa abilità l’ho acquisita con l’esperienza, ma tante astuzie le ho imparate in internet. Ma la cosa più importante è poter condividere le mie passioni con mia figlia Dada!
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4 risposte a Le cornici portafoto in argento – Silver photo frames

  1. Matxalen ha detto:

    Ottimo tutorial Ersilia. Anche io ho usato molte volte questi profili in cartone e ovviamente usare il cartone per me è essenziale. È economico e facile da trovare. Un bacio

    Piace a 1 persona

    • dadasdollhouse ha detto:

      Grazie Matxalen! Il cartone è veramente un materiale magnifico e mi diverto sempre quando lo uso. Il prossimo progetto avrà qualcosa di cartone, ma non solo…
      Tra un po’ ci vedremo sul Calendario spagnolo 😉
      Un bacio anche a te

      "Mi piace"

  2. Pilar ha detto:

    Muchas gracias, un estupendo tutorial!! Nos vemos también en el calendario español!!
    Besos.

    Piace a 1 persona

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