Bugia e scatola di candele – Chamberstick and candle box – Palmatoria y caja de velas

Un giovane che legge a lume di candela / A Young Man Reading by Candlelight by Matthias Stom, ca 1630 – Nationalmuseum Stockholm via nationalmuseum.se

Domani da noi sarà il giorno più corto dell’anno ed a fatica mi riesco ad immaginare come potessero nei secoli passati leggere, ricamare, cucinare durante le lunghe notti invernali al solo lume di candela.

La luce di questa fiammella era comunque una fonte di luce preziosa. I candelieri erano quindi nel passato oggetti molto comuni e nelle case se ne trovavano diversi e di varie fogge e dimensioni.

Tomorrow will be the shortest day of the year for us and I can hardly imagine how in past centuries people could read, embroider, cook during the long winter nights by candlelight alone.

The light of this flame was however a precious source of light. Candlesticks were therefore very common objects in the past and in houses there were many of them in various shapes and sizes. 

Mañana será el día más corto del año para nosotros y apenas puedo imaginar cómo pudieron hacer en los siglos pasados ​​para leer, bordar, cocinar durante las largas noches de invierno solo a la luz de las velas.

Sin embargo, la luz de esta llama era una preciosa fuente de luz. Los candelabros eran, por tanto, objetos muy comunes en el pasado y en las casas había muchos de ellos en diversas formas y tamaños.

Ho pensato quindi di preparare dei piccoli candelieri, chiamati bugie, per il Calendario de Adviento organizzato da Matxalen, che ringrazio di cuore per avermi invitata a partecipare anche quest’anno al suo Calendario e che con grande pazienza traduce i miei lunghi post in spagnolo. Grazie!

So I thought to make small candlesticks, more precisely chamberstick, for the Calendario de Adviento organized by Matxalen. I sincerely thank her for inviting me to participate this year again and also for her great patience in translating my long posts into Spanish. Thank you!

Entonces pensé en preparar candelabros pequeños, llamados “palmatorias”, para el Calendario de Adviento organizado por Matxalen, a quien agradezco sinceramente por invitarme a participar nuevamente este año en su Calendario y que con mucha paciencia traduce mis largas publicaciones al español. ¡Gracias!

via olddesignshop.com

La bugia è un portacandele basso composto da una base circolare, simile ad un piattino, per raccogliere la cera fusa che sgocciola. Al centro c’è un piccola coppa, detta anche bocciolo, nella quale si inserisce la candela ed il tutto è provvisto di un piccolo manico, spesso a forma circolare, per portarla in giro per la casa agevolmente. 

Il nome deriva da Béjaïa, in italiano Bugia, la città algerina divenuta famosa nel Medioevo per la produzione di cera d’api di alta qualità. Inizialmente con il termine bugia si indicava la candela stessa. Con il tempo ci si riferì a questo tipo di candeliere.

The chamberstick is a short candleholder with a pan at the base, similar to a saucer, to catch the dripping wax. It has a socket to hold the candle and a small handle, more often a finger hole handle, to carry it around the house easily. 

In Italian it is called “bugia“. The name originates from Béjaïa, in Italian Bugia, the Algerian city which became famous in the Middle Ages for the production of high quality beeswax. Initially the term bugia was used to refer to the candle itself. Over time, it referred to this type of candlestick.

La palmatoria es un candelabro bajo compuesto por una base circular, similar a un platillo, para recoger la cera derretida que gotea. En el centro hay una pequeña taza, también llamada capullo, en el que se ajusta a la vela y el conjunto está provisto de un pequeño asa, a menudo de forma circular, para llevarlo fácilmente por la casa.

El nombre deriva de Béjaïa, en italiano Bugia, la ciudad argelina que se hizo famosa en la Edad Media por la producción de cera de abejas de alta calidad. Inicialmente, el término “bugia” indicaba la vela en sí. Con el tiempo, se hizo referencia a este tipo de velas.

via sothebys.com

La bugia era presente sia nelle casa più povere che nei palazzi. Le differenziavano le lavorazioni ed i materiali con i quali erano realizzate. Forme semplici o lavorate ed arzigogolate distinguevano i modelli  economici da quelli pregiati. I portacandele potevano essere di metallo – peltro, bronzo, ottone, argento, latta smaltata – oppure di terracotta o di ceramica o di porcellana.

La bugia nella foto qui sopra è in argento, proviene da Venezia ed è datata circa 1820.

The chamberstick was in use both in the poorest houses and in rich palaces. The finishing and materials with which they were made differentiated them. Simple or elaborate and intricate shapes distinguished the cheap models from the valuable ones. Candleholders could be made of metal – pewter, bronze, brass, silver, enameled tin – or of terracotta, ceramic or porcelain.

The candle holder in the photo above is in silver, it originates from Venice and is dated circa 1820.

La palmatoria se usaba tanto en las casas más pobres como en los palacios ricos. El acabado y los materiales con los que fueron elaborados los diferenciaron. Formas simples o elaboradas e intrincadas distinguió los modelos baratos de los valiosos. Los candelabros pueden estar hechos de metal – peltre, bronce, latón, plata, estaño esmaltado – o de terracota, cerámica o porcelana.

El candelabro de la foto de arriba es plateado, es originario de Venecia y está fechado alrededor de 1820.

via lombardiabeniculturali.it

Questa bugia datata tra il 1875 ed il 1899 e realizzata in rame argentato ed è munita anche di spegnimoccolo a cono, rimovibile. Dall’iscrizione all’interno del porta candela si evince che l’origine è inglese. Essa fa parte degli arredi custoditi a Villa Carlotta sul Lago di Como.

This candelholder dates between 1875 and 1899 and is made of silver-plated copper. It is also equipped with a conical snuffer. From the inscription inside the piece it is clear that the origin is English. This object is part of the furnishings kept at Villa Carlotta on Lake Como.

Este candelabro data de 1875 a 1899 y está fabricado en cobre plateado. Tambien está equipado con un apagador cónico. De la inscripción en el interior de la pieza se desprende que el origen es Inglés. Este objeto forma parte del mobiliario guardado en Villa Carlotta en el lago de Como.

 

via 1stdibs.co.uk

Questa coppia antica di bugie in ottone è del periodo Reggenza. Il manico ha la forma di un delfino.

This antique brass chambersticks is from the Regency Period. The handle has the shape of a dolphin.

Esta antigua pareja de candelabros de latón es del período Regencia. El mango tiene forma de delfín.

via rubylane.com

L’esemplare antico qui sopra è di porcellana. Fu disegnato da Haviland per Limoge. Il piattino è decorato da un delicato disegno floreale, mentre i bordi sono profilati in oro.

The antique candle holder above is made of porcelain. It was designed by Haviland for Limoge. The saucer is decorated with a delicate floral design, while the edges have a golden trim.

El candelabro antiguo de arriba está hecho de porcelana. Fue diseñado por Haviland para Limoge. El platillo está decorado con un delicado diseño floral, mientras que los bordes tienen un borde dorado.

via rubylane.com

La bugia in maiolica è stata realizzata nella Francia nord-occidentale e risale alla fine del XIX secolo.

La ceramica invetriata o terracotta smaltata ha origini molto antiche ed era principalmente utilizzata per la produzione di vasellame. Gli egizi furono i primi a rendere impermeabile la terracotta che essendo un materiala poroso lasciava filtrare i liquidi. Questa tecnica fu utilizzata in epoca romana e durante il Medioevo, ma il suo periodo di splendore fu durante il Rinascimento. All’estero è chiamato “Faience” e prende il nome dalla città di Faenza, che fu uno dei maggiori centri di produzione europea. In seguito la ceramica fu surclassata dalla porcellana, più fine e raffinata.

The French Faience candle holder was made in northwestern France and dates back in the late nineteenth century.

Glazed pottery or tin-glazed earthenware has very ancient origins and was mainly used for the production of tableware. Egyptians were the first to make terracotta waterproof which, being a porous material, let liquids filter. This technique was used in Roman times and during the Middle Ages, however Renaissance was its period of splendor. Abroad it is called “Faience” and takes its name from the Italian city of Faenza, which was one of the main European production centers. Later glazed pottery was outclassed by the finer and more refined porcelain.

El candelabro de loza francesa se fabricó en el noroeste de Francia y data de finales del siglo XIX. La cerámica vidriada o loza vidriada tiene orígenes muy antiguos y se utilizó principalmente para la producción de vajillas. Los egipcios fueron los primeros en fabricar terracota impermeable que, al ser un material poroso, permite que los líquidos se filtren. Esta técnica se utilizó en la época romana y durante la Edad Media, pero su apogeo fue durante el Renacimiento. En el extranjero se llama “Loza” y toma su nombre de la ciudad de Faenza, que fue uno de los principales centros de producción europea. Más tarde, la cerámica fue superada por la porcelana más fina y refinada.

via vintagedecorfrancais.com

Come ultimo esempio di portacandele in uso nell’ottocento, vi mostro questa bugia in metallo smaltato.

I primi oggetti di metallo smaltati risalgono al periodo miceneo. Il rivestimento veniva applicato su oro, argento, rame e bronzo. Solo intorno all’inizio dell’ottocento, in Germania, si iniziò a smaltare il ferro, rivestendo la superficie interna delle pentole da cucina con uno smalto vetroso. L’industrializzazione portò a una produzione di massa di pentole in ghisa smaltata. Il grande successo fu dovuto al basso costo, alla resistenza al calore, la facilità con la quale si potevano pulire ed il bell’aspetto. Questa tecnica fu usata inoltre per produrre vasche da bagno e altri articoli sanitari.

As a final example of candle holders in use in the 1800s, I show you this metal enamel chamberstick.

The first glass-like coated metal objects date back to the Mycenaean period. The coating was applied on gold, silver, copper and bronze. Only around the beginning of the nineteenth century, in Germany, the enameling of iron was introduced, when the inside of cooking pots was coated with a vitreous enamel. The industrialization led to a mass production of enameled cast iron cooking vessels. The great success was due to the low cost, the heat resistance, the ease of cleaning and they were good looking, too. This technique was also used to produce bathtubs and other sanitary ware.

Como último ejemplo de un candelabro en uso en el siglo XIX, les muestro este de metal esmaltado. Los primeros objetos de metal esmaltado se remontan al período micénico. El revestimiento se aplicó sobre oro, plata, cobre y bronce. Recién a principios del siglo XIX, en Alemania, comenzó el esmalte de hierro, cubriendo la superficie interna de las ollas de cocina con un esmalte vidrioso. La industrialización condujo a la producción en masa de utensilios de cocina de hierro fundido esmaltado. El gran éxito se debió al bajo costo, la resistencia al calor, la facilidad con la que se podían limpiar y el buen aspecto. Esta técnica también se utilizó para producir bañeras y otros artículos sanitarios.

Ragazza che mangia una mela / Girl Eating an Apple by Godfried Schalcken, 1675-80 – via wikipedia

Le prime candele risalgono all’epoca degli antichi romani. Erano realizzate immergendo dei cordoni di canapa nella pece oppure nel sego. L’uso dello stoppino, un intreccio di fili di cotone, appare nel Medioevo. All’epoca le candele avevano un uso principalmente liturgico. Con il tempo divennero una comune fonte d’illuminazione, fino dell’avvento dell’elettricità. Le candele erano molto diffuse, soprattutto nei paesi nordici, mentre intorno al mediterraneo venivano utilizzate anche le lampade ad olio.

The first candles date back to the time of the ancient Romans. They were made by dipping hemp strings in pitch or tallow. The use of the wick, twisted cotton threads, appeared in the Middle Ages. At that time, candles were mainly used for liturgical purposes. With time they became a common source of lighting, until the advent of electricity. Candles were very common, especially in the Nordic countries, while around the Mediterranean people used also oil lamps.

Las primeras velas se remontan a la época de los antiguos romanos. Fueron hechos sumergiendo cordones cáñamo en brea o sebo. El uso de la mecha, un entrelazamiento de hilos de algodón, aparece en el Edad media. En ese momento, las velas tenían un uso principalmente litúrgico. Con el tiempo se convirtieron una fuente común de iluminación, hasta la llegada de la electricidad. Las velas eran muy populares, especialmente en los países nórdicos, mientras que alrededor del Mediterráneo la gente también usaba lámparas de aceite.

“Chandelier,” Supplément à l’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, vol. 2 (plates). Paris, 1765 – Collaborative Translation Project. Ann Arbor: Michigan Publishing, University of Michigan Library, 2010 – via lib.umich.edu

Fino al 1700 il materiale più usato per produrre le candele erano il grasso animale, il sego, e la cera d’api ed il modo per produrle era pressoché identico. Il sego si otteneva dalla macellazione di animali come mucche e pecore. Le candele di sego erano molto comuni, ma avevano parecchi inconvenienti. Bruciavano velocemente producendo fumo e fuliggine. Sgocciolavano e rilasciavano un odore molto sgradevole. La luce della fiammella era poi poco luminosa. Con il calore si piegavano e questo in estate era un problema.

Le candele di cera d’api erano molto più costose, ma la qualità era superiore. Erano molto più luminose e duravano di più. La combustione era pulita ed erano inodore. Durante l’estate poi mantenevano la forma originale. Per questo motivo erano preferite dai nobili e dalla chiesa.

Until the 1700’s the most common material used to make candles was animal fat, tallow, and beeswax and both were produced in a similar way. Tallow was obtained from the slaughter of animals such as cows and sheep. Tallow candles were very common, but they had several drawbacks. They burned quickly, producing smoke and soot. They dripped and released a very unpleasant odor. The light from the flame was not very bright. With the heat they bent and this was a problem in summer.

Beeswax candles were much more expensive, but the quality was superior. They produced a higher brightness and they lasted longer. They burned clean and they were odorless. During the summer they kept their original shape. For this reason they were preferred by nobles and church.

Hasta 1700 los materiales más utilizados para producir velas eran la grasa animal, el sebo y la cera de abejas y la forma de producirlas era casi idéntica. El sebo se obtuvo de la matanza de animales como vacas y ovejas. Las velas de sebo eran muy comunes, pero tenían varios inconvenientes. Se quemaban rápidamente, producían humo y hollín, también goteaban y emitían un olor muy desagradable. La luz de la llama no era entonces muy brillante. Con el calor se doblaban y esto era un problema en el verano.

Las velas de cera de abejas eran mucho más caras, pero la calidad era superior. La luz era mucho mas brillante y duraba más. La combustión era limpia e inodora. Durante el verano mantenían su forma original. Por eso fueron preferidas por los nobles y la iglesia.

Stoppino per candela brevettato / Candle Wick. Patented Aug. 23, 1859 – via patents.google.com

Lo stoppino era realizzato in fibra di cotone o di lino. La sua preparazione era importante e da lei dipendeva il buon funzionamento della candela e la luminosità della fiamma. Le fibre venivano pretrattate con aceto o altri acidi.

Il diametro della candela deve essere nel giusto rapporto con le dimensioni dello stoppino. Se quest’ultimo è troppo sottile, la candela si spegne, affogando nella cera fusa. Mentre uno lucignolo troppo grosso, bruciando produce molto fumo e consuma rapidamente la cera.

The wick was made of cotton or linen fiber. Its preparation was important and the proper functioning of the candle and the brightness of the flame depended on it. Fibers were pretreated with vinegar or other acids.

The diameter of the candle must be in the proper ratio to the size of the wick. If the wick is too thin, the candle will go out, drowning in melted wax. On the other hand, a candle that is too large will produce a lot of smoke and will quickly consume the wax.

La mecha estaba hecha de fibra de algodón o lino. Su preparación era importante y el buen funcionamiento  y brillo de la llama dependía de ella. Las fibras vinieron pretratadas con vinagre u otros ácidos.

El diámetro de la vela debe estar en la relación correcta con las dimensiones de la mecha. Si este último es demasiado delgado, la vela se apaga, ahogándose en la cera derretida. Mientras que con una mecha demasiado grande, la combustión produce mucho humo y consume rápidamente la cera.

smoccolatoio – per accorciare lo stoppino delle candele / snuffer – for trimming a candle wick – via wikipedia

Prima del diciannovesimo secolo e dell’invenzione dello stoppino che si auto-consuma, i fili di cotone venivano ritorti come un cordone. Essi non bruciavano completamente, ma si carbonizzavano, alterando la combustione della fiamma. Il lucignolo doveva quindi essere smoccolato ad intervalli regolari, senza spegnere la candela. Con una forbice particolare si accorciava lo stoppino eliminando l’estremità bruciata, che cadeva dentro un contenitore apposito.

Le fibre dello stoppino auto-smoccolante sono intrecciate, anziché attorcigliate. Questa invenzione eliminò l’inconveniente di dover regolare in continuazione l’altezza dello stoppino. Infatti, il nuovo tipo di lucignolo bruciando si curva e viene completamente consumato dalla fiamma. L’immagine del brevetto del 1859, più sopra, mostra vari tipi di stoppini.

Before the nineteenth century and the invention of the self-consuming wick, cotton threads were twisted like a cord. They did not burn completely, but charred and altered the flame combustion. Therefore the wick had to be snuffed at regular intervals, without extinguishing the candle. With a special scissors, the snuffer, the wick was trimmed and the burnt end fell into a specific receptacle.

The wick’s fibers of snuffless candles are braided, rather than twisted. Thanks to this invention the wick didn’t need to be constantly adjusted, as the new type of wick curves while it burns and is completely consumed by the flame. The image above shows various types of wicks and the one patent in 1859.

Antes del siglo XIX y de la invención de la mecha autoconsumible, los hilos de algodón se Retorcían como una cuerda. No se quemaban por completo, pero se carbonizaban y alteranan la combustión de la llama. Por lo tanto, la mecha tenía que apagarse a intervalos regulares, sin apagar la vela. Con unas tijeras especiales, el apagador, se recortaba la mecha y el extremo quemado caìa en un receptáculo específico.

Las fibras de la mecha autoadhesiva están entrelazadas, en lugar de retorcidas. Gracias a esta invención la mecha no necesitaba ser ajustada constantemente, ya que el nuevo tipo de mecha se curva mientras se quema y la llama la consume completamente. La imagen de arriba muestra varios tipos de mechas y el una patente en 1859.

Moby Dick attacca una baleniera, illustrazione / Moby Dick attacking a whaling boat, illustration by Augustus Burnham Shute – via wikipedia

A partire dal XIX secolo si iniziarono ad utilizzare materiali nuovi per la produzione di candele: il bianco di balena, la paraffina ricavata dal petrolio e la stearina. 

Lo spermaceti, chiamato anche bianco di balena, è una sostanza cerosa che si trova nel capo dei capodogli. Le candele prodotte con questo materiale sono di un bianco semi-traslucido, fanno una bella fiamma, quasi inodore e rispetto alle candele di cera d’api sono più dure. Consumandosi però piuttosto rapidamente non erano economiche. 

La richiesta di spermaceti crebbe rapidamente. Non veniva utilizzato solo per la produzione di candele, ma anche come combustibile per le lampade ad olio. Inoltre l’olio di balena era molto richiesto dai produttori di saponi, creme ed unguenti. Nel diciottesimo e diciannovesimo secolo la caccia alle balene divenne quindi un’impresa in rapida crescita e redditizia. 

Lo scrittore Herman Melville si imbarcò su una baleniera e da questa esperienza trasse ispirazione per il suo famoso romanzo Moby Dick, pubblicato nel 1851. Come viene raccontato bene nel libro, il lavoro dei balenieri era molto pericoloso e spesso costava loro anche la vita.

Questa crudele pratica oggi è vietata a livello internazionale, anche se purtroppo ci sono ancora alcuni paesi che contravvengano a questa moratoria. 

In the 19th century, new materials began to be used for the production of candles: spermaceti, paraffin obtained from petroleum and stearin.

Spermaceti, is a waxy substance found in the head cavity of sperm whales. Candles made from this material are semi-translucent white, have a bright flame with little odor. Compared to beeswax candles they are harder. However, they are not cheap, as they burn out rather quickly.

The demand for spermaceti grew rapidly. It was not only used for the candle production, but also as fuel for oil lamps. In addition, whale oil was in high demand by soap, creams and ointments manufacturers. Thus, in the eighteenth and nineteenth centuries, whaling became a rapidly growing and profitable enterprise.

The writer Herman Melville embarked on a whaler and from this experience he drew inspiration for his famous novel Moby Dick, published in 1851. As it is well told in the book, the work of whalers was very dangerous and often cost them their lives.

This cruel practice is now banned internationally, although unfortunately there are still some countries that contravene this moratorium.

A partir del siglo XIX, se empezaron a utilizar nuevos materiales para la producción de velas: el blanco de ballena, parafina obtenida del petróleo y estearina.

El espermaceti, también llamado ballena blanca, es una sustancia cerosa que se encuentra en la cabeza de los cachalotes. Las velas fabricadas con este material son de color blanco semitranslúcido, hacen una hermosa llama, casi inodora y en comparación con las velas de cera de abejas son más duras. Consumiéndose a sí mismo aunque bastante rápido, no eran baratos.

La demanda de espermaceti creció rápidamente. No solo se utilizó para la producción de velas, sino también como combustible para lámparas de aceite. Además, el aceite de ballena era muy solicitado por los productores de jabones, cremas y ungüentos. En los siglos XVIII y XIX la caza de ballenas se convirtió entonces en una empresa rentable y de rápido crecimiento.

El escritor Herman Melville se embarcó en un barco ballenero y se inspiró en esta experiencia para su famosa novela Moby Dick, publicada en 1851. Como bien se cuenta en el libro, el trabajo de los balleneros era muy peligroso y con frecuencia les costaba incluso la vida.

Esta cruel práctica ahora está prohibida internacionalmente, aunque lamentablemente todavía existe, algunos países que contravienen esta moratoria.

Palmitine Candles – via wikipedia

Nel 1818 fu scoperta la stearina, una miscela di trigliceridi di origine animale o vegetale. Oltre che per la produzione di candele, essa veniva impiegata come appretto per tessuti o come base per unguenti. 

La Price’s Patent Candles Company, una ditta fondata nel 1830 in Inghilterra e che inizialmente importava e vendeva candele, passò alla produzione ed in concomitanza delle nozze della Regina Vittoria con il Principe Alberto lanciò sul mercato una nuova candela ottenuta dalla raffinazione del sego e dell’olio di cocco. Una volta miscelati si otteneva un grasso bianco opaco e duro, la stearina appunto, che bruciando diffondeva una luce brillante, senza fumo e senza odore.

Il successo fu grande e nel 1850 la Price’s Patent Candles Company ottenne il Royal Warrant of Appointment, l’onorificenza conferita dalla Famiglia Reale Brittanica ed ancora oggi è il fornitore esclusivo di candele per la Regina Elisabetta II.

In seguito utilizzarono l’olio di palma e lanciarono sul mercato le candele Palmitine Candles. La pianta olearia dalla quale si ricava è infatti molto produttiva ed occupa poco terreno. La materia prima era quindi abbondante ed avevaa basso costo.

A metà dell’ottocento svilupparono poi la candela di cera di paraffina, un derivato del petrolio, al quale veniva aggiunto dell’acido stearico per migliorarne la combustione, renderle più dure e poterle rimuovere più facilmente dallo stampo. La stearina infatti si restringe maggiormente quando si raffredda. La cera aveva un colore bianco bluastro e bruciava in modo pulito ed affidabile. Fu quindi possibile produrre candele economiche, ma di alta qualità.

Alla dine dell’ottocento la Price’s Candles era diventata il più grande produttore di candele al mondo.

In 1818 stearin was discovered. It’s a mixture of triglycerides of animal or vegetable origin. Besides being used for the production of candles, it was used as a fabric stiffener or as a base for ointments. 

Price’s Patent Candles Company, a British company founded in 1830 initially imported and sold candles. Then they became manufacturer and on the occasion of Queen Victoria’s wedding with Prince Albert they launched a new candle on the market. It was made from the refining of tallow and coconut oil. Once mixed together they obtained an opaque white, hard fat, called stearin. While burning it made a brilliant, smokeless and odorless light.

It was a great success and Price’s Patent Candles Company obtained the Royal Warrant of Appointment, a mark of recognition for those who supply goods or services to the British Royal Family. Price’s Candles is still the candlemaker to Queen Elizabeth II.

Later they began to use palm oil and invented the Palmitine Candles. The oil plant from which it is obtained is in fact very productive and occupies little land. The raw material was therefore abundant and had a low cost.

In the mid-nineteenth century they developed a candle made with paraffin wax, a petroleum derivative, with the addition of stearic acid. This improved the combustion, made them harder. Moreover, candles could be removed more easily from the mold, as stearin shrinks more when it cools. The wax had a bluish white color and made a clean and reliable flame. It was therefore possible to produce inexpensive high quality candles.

By the end of the nineteenth century, Price’s Candles had become the largest candle manufacturer in the world.

En 1818 apareció la estearina. Era una mezcla de triglicéridos de origen animal o vegetal. Además de usarse para la producción de velas, se usaba como refuerzo de telas o como base para ungüentos.

Price’s Patent Candles Company, una empresa británica fundada en 1830, inicialmente importaba y vendía velas, se convirtieron en fabricantes y con motivo de la boda de la reina Victoria con el príncipe Alberto lanzaron una nueva vela al mercado. Fue elaborada a partir de la refinación de sebo y aceite de coco. Una vez mezclados, obtuvieron una grasa dura, de color blanco opaco, llamada estearina que al quemarla hacía una luz brillante, sin humo e inodoro.

Fue un gran éxito y Price’s Patent Candles Company obtuvo la Royal Warrant of Appointment, una marca de reconocimiento para quienes suministran bienes o servicios a la Familia Real Británica. Price’s Candles sigue siendo el fabricante de velas de la Reina Isabel II.

Más tarde empezaron a utilizar aceite de palma e inventaron las velas Palmitine Candles. La planta de aceite de la que es obtenido es de hecho muy productivo y ocupa poca tierra. Por tanto, la materia prima era abundante y tuvo un bajo costo.

A mediados del siglo XIX desarrollaron una vela elaborada con cera de parafina, un derivado, con la adición de ácido esteárico. Esto mejoró la combustión, los hizo más duros. Además, las velas se pueden quitar más fácilmente del molde, ya que la estearina se encoge más cuando se enfría. La cera tenía un color blanco azulado e hizo una llama limpia y confiable. Por lo tanto, fue posible producir velas económicas de alta calidad.

A finales del siglo XIX, Price’s Candles se había convertido en el fabricante de velas más grande en el mundo.

Macchina medieval per fare candele / Medieval candle making machine – photo by Petr Kratochvi via publicdomainpictures.net

Un tempo le candele erano formate a mano. Si ammorbidiva la cera nell’acqua calda e si creavano delle strisce che poi venivano avvolte attorno al lucignolo. 

Un altro metodo di produzione era quello di immergere ripetutamente lo stoppino nella cera liquida. Tra un passaggio e l’altro la si lasciava solidificare appesa ad un telaio. Strato dopo strato la candela si ingrossava prendendo forma.

C’era poi il metodo detto a cucchiaio. In questo caso la cera fusa veniva raccolta con un apposito cucchiaio e la si versava poi sugli stoppini che erano appesi sopra al recipiente di cera fusa. Anche in questo caso l’operazione veniva ripetuta più volte. Ci volevano parecchi passaggi per ottenere una candela dallo spessore giusto.

Candles were once shaped by hand. The wax was softened in hot water and formed into stripes. Then these were wrapped around the wick.

Another method was to repeatedly dip the wick into the liquid wax. Between each step, the candles were left to solidify on a frame. Layer by layer the candle took shape.

Another method used a special spoon. The melted wax was collected with this spoon and then poured on the wicks which hung above the container with the melted wax. Also in this case the operation was repeated many times. It took a lot of steps to obtain a candle of the right thickness.

Las velas alguna vez fueron formadas a mano. La cera se ablandó en agua caliente y se le dio forma de rayas y después se envolvieron alrededor de la mecha.

Otro método consistía en sumergir repetidamente la mecha en la cera líquida. Entre cada paso, las velas se dejaban solidificar en un marco. Capa por capa, la vela fue tomando forma.

Otro método utilizó una cuchara especial. La cera derretida se recogió con esta cuchara y luego vertido sobre las mechas que colgaban sobre el recipiente con la cera derretida. También en este caso la operación se repitió muchas veces. Fueron necesarios muchos pasos para obtener una vela del grosor adecuado.

“Chandelier,” Supplément à l’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, vol. 2 (plates). Paris, 1765 – Collaborative Translation Project. Ann Arbor: Michigan Publishing, University of Michigan Library, 2010 – via lib.umich.edu

Le candele vennero poi prodotte anche per mezzo di stampi. Il primo stampo per candele apparve nel quindicesimo secolo a Parigi. Il contenitore cilindrico di metallo, delle dimensioni della candela, aveva una forma leggermente conica ed era svasato all’imboccatura. Nella parte inferiore, corrispondete alla sommità della candela, c’era un piccolo foro nel quale si faceva passare lo stoppino, che doveva sporgere per un paio di centimetri. Il lucignolo veniva teso e l’altra estremità veniva fissata alla bocca con un pezzetto di legno. I recipienti erano poi infilati nei fori di una tavola di legno. Si scioglieva il sego o la cera e la si versava per mezzo di un contenitore con un lungo beccuccio negli stampi dove si raffreddava tramite l’aria o l’acqua.

Later, candles were also made using molds. The first candle mold appeared in the fifteenth century in Paris. The cylindrical metal containers had the size of the candle. They had a slightly conical shape and were flared at the mouth. In the lower part, corresponding to the top of the candle, there was a small hole in which the wick was passed. It had to come out for a couple of centimeters. The wick was stretched and the other end was fixed to the mouth with a piece of wood. The vessels were then inserted in holes of a wooden plank. The tallow or wax was melted and poured into a container with a long spout used to fill the molds. The wax was cooled through air or water.

Posteriormente, también se fabricaron velas utilizando moldes. El primer molde de vela apareció en el siglo XV en París. Los recipientes de metal cilíndricos tenían el tamaño de una vela y una forma ligeramente cónica y se ensanchaban en la boca. En la parte inferior, correspondiente a la parte superior de la vela, había un pequeño orificio por el que se pasaba la mecha. Tenía que salir unos centímetros. Se estiraba la mecha y se fijaba el otro extremo a la boca con un trozo de madera. Luego, los contenedores se insertaban en los orificios de una mesa de madera. Se derritia sebo o cera y se vertia en un recipiente con uno largo pico en moldes donde se enfría por aire o agua.

via tallowchandlers.org

Le candele di sego potevano essere prodotte a casa quando gli animali venivano macellati. Ma erano i candelai che provvedevano alla produzione in più grande scala. I macellai avevano a disposizione abbondati quantità di grasso animale, quale scarto della macellazione, e spesso la produzione di candele o sapone era un loro secondo lavoro. L’odore che si sprigionava durante la lavorazione del sego era così sgradevole, che questa attività fu vietata in diverse città d’Europa.

Attorno al 1300 in Francia ed Inghilterra si formarono le corporazioni dei candelai di sego, che tutelavano e regolamentavano la loro attività.

Se volete leggere qualcosa sulle corporazioni dei candela di sego, vi segnalo la pagina della The Tallow Chandlers’ Company.

Tallow candles could be made at home when animals were slaughtered. But they were made in large quantities by chandlers. Butchers had abundant quantities of animal fat at their disposal, as a waste product of slaughtering, so the production of candles or soap became often a side business for them. The smell released during the processing of tallow was so unpleasant that this activity was banned in several cities of Europe.

Around 1300 in France and England the guilds of tallow candle makers were founded, which protected and regulated their activity.

If you’d like to read more about tallow candle guilds, I recommend the page The Tallow Chandlers’ Company.

Se podían fabricar velas de sebo en casa cuando se sacrificaban los animales. Pero fueron hechos en grandes cantidades por proveedores. Los carniceros tenían abundantes cantidades de grasa animal a su disposición, como desperdicio, producto de la matanza, por lo que la producción de velas o jabón se convirtió a menudo en un negocio secundario para ellos. El olor que se desprende durante el procesamiento del sebo fue tan desagradable que se prohibió esta actividad en varias ciudades de Europa.

Hacia 1300 en Francia e Inglaterra se fundaron los gremios de fabricantes de velas de sebo, que protegieron y regularon su actividad.

Si desea leer más sobre los gremios de velas de sebo, le recomiendo la página The Tallow Chandlers’ Company.

Macchina per la modellatura delle candele / Candle molding machine – via wikipedia

Per secoli la produzione di candele non aveva subito grandi innovazioni. Poi nei primi decenni del XIX secolo furono inventati nuovi materiali come la stearina e fu ideata anche la prima macchina per la produzione industriale delle candele. In una cassa di metallo erano posizionati fino ad 800 stampi, dei cilindri metallici al cui interno erano infilati gli stoppini e dentro i quali veniva colata cera. Nella cassa esterna si alternava acqua calda a quella fredda. La macchina espelleva poi automaticamente per mezzo di pistoni le candele solidificate ed infilava i nuovi stoppini negli stampi che erano così pronti per la colata successiva. Fu quindi possibile una produzione di massa ed a buon mercato. 

Nonostante tutti i progressi, l’invenzione della lampadina nel 1879, portò ad un rapido declino della produzione di candele.

For centuries, candle production had not undergone any major innovations. Then, in the first decades of the 19th century new materials were invented such as stearin and the first machine for the industrial production of candles was built. In a metal case were placed up to 800 molds. These were metal cylinders with wicks inside with were filled with wax. Hot and cold water alternated in the external case. Then the machine’s pistons automatically ejected the solidified candles and inserted the new wicks into the molds so they were ready for the next casting. This made cheap mass production possible. 

Despite all the progress, the invention of the light bulb in 1879, led to a rapid decline in candlemaking.

Durante siglos, la producción de velas no había experimentado grandes innovaciones. Luego, en las primeras décadas del siglo XIX se inventaron nuevos materiales como la estearina y también se inventó la primera máquina para la producción industrial de velas. En una caja de metal se colocaban 800 moldes, cilindros metálicos dentro de los cuales se insertaron las mechas y dentro de los cuales se echaba cera de fundición. En la carcasa exterior se alternaba agua fría y caliente. La máquina luego expulsaba automáticamente por medio de pistones, las bujías se solidificaban y enroscaban las nuevas mechas en los moldes que así estaban listos para la siguiente colada. Por tanto, la producción en masa era posible y barata.

A pesar de todos los avances, la invención de la bombilla en 1879 condujo a un rápido declive de la producción de velas.

Le candele sono state dunque un’importante fonte d’illuminazione per molti secoli. Ed anche se nel ventesimo secolo si usavano solo per decorare l’albero di Natale o per una cenetta romantica a lume di candela, ho ancora il ricordo di quand’ero piccola e nella casa di montagna si tenevano delle candele a portata di mando nel caso fosse saltata la corrente elettrica.

Alla fine del’ottocento, l’epoca nella quale vivono gli abitanti della mia casa delle bambole, le candele avevano ancora un ruolo importante. Ed ecco quindi le bugie che ho preparato per loro. 

Candles have been an important source of illumination for many centuries. And even though in the twentieth century they were only used to decorate the Christmas tree or for a romantic candlelight dinner, I still remember as a child when we kept candles on hand, in our house in the mountains, in case the electricity went out.

In the late 1800s, the era in which the people of my dollhouse lived, candles still played an important role. And so here are the chambersticks I prepared for them.

Por tanto, las velas han sido una importante fuente de iluminación durante muchos siglos. E incluso si en el siglo XX se usaban solo para decorar el árbol de Navidad o para una cena romántica ligera, todavía tengo el recuerdo de cuando era pequeña y en la casa de la montaña había velas al alcance en caso de que fallase la electricidad.

A finales del siglo XIX, época en la que viven los habitantes de mi casa de muñecas, las velas seguían desempeñando un papel importante. Y aquí están las palmatorias que he preparado para ellos.

Per questo progetto ho utilizzato un lumino, detto anche tealight e che ha il contenitore d’alluminio, e dei bastoncini per la pulizia delle orecchie, del tipo compostabile, composti quindi di sola carta e cotone.

For this project I used a tealight, those with an aluminum cup, and some compostable cotton swabs, which are made only of paper and cotton.

Para este proyecto utilicé una candelita, que viene en un recipiente de aluminio y unos hisopos de algodón compostables, que están hechos solo de papel y algodón.

Con la forbice ho tagliato in modo grossolano una striscia dal bordo del ciotolino di alluminio. Ho scelto questo punto, perché vi è una piega, che posso sfruttare come motivo decorativo del mio porta candela. Ho quindi rifilato il lato lungo usando cutter e riga di metallo e ricavando una striscia larga 4 mm.

Using scissors, I roughly cut a strip from the edge of the aluminum cup. I chose this portion because there is a crease, which I can use as a decorative motif for my candle holder. Then using a cutter and a metal ruler I trimmed the long side and cut out a 4 mm wide strip.

Con unas tijeras, corté aproximadamente una tira del borde de la taza de aluminio. Elegí esta porción porque hay un pliegue, que puedo usar como motivo decorativo para mi candelabro. Luego, usando un cortador y con una regla de metal, recorté el lado largo y corté una tira de 4 mm de ancho.

Ho tagliato un rettangolo lungo circa 2 cm. Per arrotondarlo l’ho prima appoggiato su un pezzo di gomma piuma e con l’aiuto di uno stuzzicadenti, che ho passato ripetutamente premendolo sul metallo, ho impresso la curvatura.

I cut a rectangle about 2 cm long. To round it, I first placed it on a piece of foam and used a toothpick to impress the curvature. I repeatedly passed the wooden stick pressing it on the metal strip.

Corté un rectángulo de unos 2 cm de largo. Para redondearlo, primero lo coloqué en un trozo de espuma y con la ayuda de un palillo, que pasé presionándolo repetidamente sobre metal, he impreso la curvatura.

Poi ho avvolto la striscia di alluminio attorno ad una forma cilindrica, che avesse il diametro desiderato per il bocciolo del portacandele. Io ho utilizzato lo strumento per embossing. Anche qui ho pressato bene.

Then I wrapped the aluminum strip around a cylindrical shape with the same diameter I wished to make the socket of my chamberstick. I used an embossing tool and I pressed well too.

Luego envolví la tira de aluminio alrededor de una forma cilíndrica, que tenía el diámetro deseado para el capullo del candelabro. Usé la herramienta de estampado. Presioné bien.

Al termine ho ottenuto una forma cilindrica come questa. L’alluminio, una volta impressa la forma, rimane in posizione e non serve utilizzare la colla.

At the end I got this cylindrical shape. Once the shape is impressed, the aluminum stays in place and no glue is needed.

Al final obtuve una forma cilíndrica como esta. El aluminio, una vez impresa la forma, permanece en su lugar y no es necesario utilizar pegamento.

Per il piattino della mia bugia ho utilizzato il disco di metallo al quale è fissato lo stoppino del lumino. Se necessario, l’ho ripulito dai residui di cera. È sufficiente farla saltare via e pulire il metallo con un pezzetto di stoffa e dell’alcol per sgrassarlo bene, altrimenti la colla non farebbe presa.

For the pan of my chamberstick, I used the metal disc of the tealight’s wick holder. If necessary, I cleaned out the wax residues. I simply made them fall off and then I cleaned the metal with a piece of cloth and alcohol in order to degrease the surface. Otherwise the glue won’t set.

Para la cacerola de mi baqueta, utilicé el disco de metal del portamechas de la candelita. Si es necesario, yo limpió los residuos de cera. Simplemente hice que se cayeran y luego limpié el metal con una pieza de paño y alcohol para desengrasar la superficie. De lo contrario, el pegamento no se fijará.

Con della colla a presa rapida ho fissato il bocciolo al piattino.

With some quick-setting glue I glued the socket to the pan.

Con pegamento de fraguado rápido fijé el cogollo al platillo.

Il manico che permette di prendere saldamente la bugia in mano è nella maggior parte dei modelli a forma di anello. Ho quindi creato un modello simile anche per il mio portacandele.

Ho tagliato una strisciolina di alluminio lunga circa 1,5 cm e larga 0,2 cm  (fig. 1). L’ho poi avvolta attorno allo strumento per embossing. Va bene qualsiasi altro oggetto cilindrico, purché il diametro sia di circa 0,2 cm (fig. 2). Ho lasciato una parte tesa e lunga quanto il bordo del piattino (fig. 3).

The handle that allows to firmly hold the chamberstick is in most models shaped like a ring. I therefore created something similar for my candlestick as well.

I cut a small strip of aluminum about 1.5 cm long and 0.2 cm wide (fig. 1). Then I wrapped it around an embossing tool. Any other cylindrical object will do, as long as it is about 0.2 cm in diameter (fig. 2). I left a part flat. This piece should be as long as the edge of the saucer (fig. 3).

El asa que permite sujetar firmemente la baqueta tiene en la mayoría de los modelos la forma de un anillo. Por lo tanto, también creé algo similar para mi candelabro.

Corté una pequeña tira de aluminio de unos 1,5 cm de largo y 0,2 cm de ancho (fig. 1). Luego lo envolví alrededor de una herramienta de estampado. Cualquier otro objeto cilíndrico servirá, siempre que tenga unos 0,2 cm de diámetro (fig. 2). Dejé una parte plana. Esta pieza debe ser tan larga como el borde del platillo (fig. 3).

Anche per incollare il manico ho utilizzato la colla a presa rapida. Ho steso una piccola quantità sul bordo del pattino, in corrispondenza del punto sul quale va posizionata la parte tesa del manico (fig. 1). Vi ho appoggiato la striscia con il ricciolo all’esterno ed ho lasciato asciugare (fig. 2). Importante è che il manico sia allineato idealmente sul raggio che va dal centro del piatto al bordo. Quando si sceglie il punto dove attaccare il manico, bisogna fare attenzione che la giuntura sul bocciolo capiti in un punto che sia meno visibile (fig. 3).

I used a quick-setting glue to glue the handle, too. I spread a small amount on the edge of the plate, where the flat part of the handle should be positioned (fig. 1). I placed the strip with the curl on the outside and let it dry (fig. 2). It is important that the handle is ideally aligned on the radius from the center of the pan to the edge. When choosing where to attach the handle, you should consider to leave the joint on the socket where it’s less visible (fig. 3). 

También utilicé pegamento de fraguado rápido para pegar el mango. Esparcí una pequeña cantidad en el borde del patín, en el punto donde se colocará la parte tensa del mango (fig. 1). Coloqué la tira con el rizo por fuera y la dejé secar (fig. 2). Importante es que el mango está idealmente alineado en el radio que va desde el centro de la placa hasta el borde. Cuándo elige el punto donde colocar el mango, se debe tener cuidado de que la zona de la unión caiga en un punto menos visible (fig. 3).

La bugia è quindi pronta.

So the chamberstick is ready.

Entonces la palmatoria está lista.

Si può realizzare il manico anche usando un piccolo anellino da bigiotteria. 

You can also make the finger hole handle using jewelry findings, such as a small ring.

El asa también se puede hacer con un pequeño anillo de bisutería. 

In questo caso la bugia sarà un po’ più delicata, perché la superficie dell’anello che fa presa al piattino è piuttosto esigua. Ma il risultato è veramente piacevole.

In this case the chamberstick will be more delicate, because the surface of the ring glued to the saucer is rather small. But the result is really pleasing.

En este caso la pieza será un poco más delicada, porque la superficie del anillo que sujeta el platillo es bastante pequeña. Pero el resultado es realmente bueno.

Ci sono diversi modi per realizzare le candele in miniatura. In questo progetto ho utilizzato i bastoncini per la pulizia delle orecchie. Quelli che compro sono compostabili e lo stecco è di carta bianca pressata. Ho iniziato tranciando via le estremità con il cotone usando una tenaglia. Poi ho usato il cutter per fare tagli più precisi ed ho creato cilindri lunghi 1,8 cm per le candele nuove e cilindri più corti per quelle già un po’ consumate (fig. 1).

Con un ago ho praticato un foro al centro per inserirvi lo stoppino (fig. 2). Per lo stoppino della candela nuova ho scelto un filo da cucito color avorio ed un filo nero per lo stoppino della candela che era già stata accesa. Ho intinto l’estremità nella colla vinilica (fig. 3). Ho appoggiato il filo con la colla sopra il foro e con la punta dell’ago l’ho spinto dentro (fig. 4)

There are several ways to make miniature candles. In this project I used cotton swabs. Those I purchase are compostable and their stem is made of  pressed white paper. I started by shearing off the cotton wads at the ends. Then I used a utility knife to make more precise cuts and created 1.8 cm long cylinders for new candles and shorter cylinders for consumed candles. (fig. 1).

With a needle I pierced a hole in the center of the stem to insert the wick (fig. 2). For the wick of a new candle I chose an ivory sewing thread. For candles that had already been lit I used a black thread. I dipped one end in vinyl glue (fig. 3) and I placed it over the hole. With the tip of the needle I pushed it in place (fig. 4).

Hay varias formas de hacer velas en miniatura. En este proyecto usé bastoncillos de limpieza de oídos. Los que compro son compostables y el palo es papel prensado blanco. Comencé cortando los extremos con el algodón con una pinza. Luego uso el cortador para hacer cortes más precisos y creó cilindros de 1.8 cm de largo para las nuevas velas y cilindros más cortos para los que ya están ligeramente gastados (fig. 1).

Con una aguja hice un agujero en el centro para insertar la mecha (fig. 2). Para la mecha de la vela nueva elegí un hilo de coser de color marfil y un hilo negro para la mecha de la vela que ya se había encendido. Mojé el extremo en el pegamento de vinilo (fig. 3). Retrocedí el hilo con el pegamento sobre el agujero y lo metí con la punta de la aguja (fig.4)

Ecco le candele nuove. Lo stoppino va poi accorciato a circa 0,2 cm di lunghezza.

Here are the new candles. The wick should be trimmed to about 0.2 cm in length.

Aquí están las velas nuevas. La mecha debe recortarse a unos 0,2 cm de largo.

Una volta inserita la candela dentro il bocciolo delle bugia, l’ho fissata con un goccio di colla vinilica per evitare che traballasse.

Once the candle was inserted inside the chamberstick socket,  I fixed it with a dab of vinyl glue in order to prevent it from tottering.

Una vez que se insertó la vela dentro del casquillo de la palmatoria, la fijé con un poco de pegamento de vinilo para evitar que se tambalee.

Una vecchia candela che è stata accesa ha sicuramente della cera che è colata sui fianchi e nel piattino. Per rendere l’aspetto delle miei candele più realistico ho quindi aggiunto questo dettaglio, 

An old candle that has been lit, has dripped wax along the sides and in the pan. To make mine look more realistic, I added this detail.

Una vela vieja que ha sido encendida ciertamente tiene cera que se ha vertido en los laterales y en platillo. Para hacer que mis velas se vean más realistas, he agregado este detalle.

Ho provato a simulare la cera che cola con della colla vinilica, ma una volta asciutta era troppo trasparente. Così ho aggiunto un po’ di tempera bianca alla colla.

I tried simulating dripping wax with vinyl glue, but once dried it was too transparent. So I added some white paint to the glue.

Traté de simular el goteo de cera con pegamento de vinilo, pero una vez seco era demasiado transparente. Entonces agregué un poco de pintura blanca al pegamento.

E queste sono le candele pronte per essere distribuite nella mia casetta.

And these are my candles ready to be distributed in my dollhouse.

Y estas son las velas listas para distribuir en mi casita.

Poi ho preparato una manciata di candele nuove. Bisogna infatti sempre tenerne una scorta in casa.

Then I made a handful of new candles. In fact it is always good to keep a supply at home.

Luego hice algunas velas nuevas. De hecho, siempre es necesario tener un suministro en casa.

Le candele erano vendute dentro delle scatole di cartone. Con una grafica antica, trovata in internet, ho quindi realizzato una  scatola da scaricare, stampare ed assemblare. Cliccate qui per accedere al pdf.

Candles were sold in cardboard boxes. Using a vintage image, I found on the internet, I made a box to download, print and assemble. Click here to access the pdf file.

Las velas se vendían en cajas de cartón. Usando una imagen antigua que encontré en la red, hice una caja para descargar, imprimir y montar. Haga clic aquí para acceder al archivo pdf.

Bene, le bugie sono tutte sul tavolo della cucina, pronte per essere preparare per la sera. Le candele consumate verrano sostituite con delle nuove. Verranno poi sistemate all’ingresso e sui comodini, così quando ci si dovrà muovere per casa durante la notte, quando tutte le luci saranno spente, esse saranno a portata di mano.

Come sempre condivido con voi quanto ho trovato in rete. Le bugie in miniatura sono un tipo di candeliere non molto comune oggigiorno, mentre era molto diffuso nei secoli scorsi. Si trovano infatti ancora modelli in vendita presso le case d’aste. Inoltre è possibile trovare bugie nei negozi che vendono materiale per presepi.

Well, the chambersticks are all on the kitchen table, ready to be prepared for the evening. The worn out candles will be replaced with new ones. Then they will be placed in the entryway and on the bedside tables, so during the night when all the lights are off, they will be within reach.

As always I share with you what I found on the net. The chambersticks are a type of candlestick that isn’t very common nowadays, while it was very popular in past centuries. In fact, you can still find models for sale at auction houses. You can also find chambersticks in stores that sell products for nativity scenes.

Bueno, las palmatorias están todas encima la mesa de la cocina, listas para estar preparadas para la noche. Las velas gastadas serán reemplazadas por otras nuevas. Luego se colocarán en la entrada y sobre las mesitas, así que durante la noche, cuando todas las luces están apagadas, estarán al alcance de la mano.

Como siempre, les comparto lo que he encontrado en la red. Las palmatorias en miniatura son un tipo de candelabro que no es muy común hoy en día, mientras que fue muy popular en los siglos pasados. De hecho, todavía hay modelos a la venta en las casas de subastas. También puedes encontrarlas en las tiendas que venden material para belenes.

via nataliegayleminiatures.blogspot.com
candlestick / ろうそく立て – via ameblo.jp
candlestick in 1:144 scale – via btz.de

Inizio la carrellata con un paio di tutorial, che trovate qui sopra. A seguire invece le altre bugie. Purtroppo non conosco i negozi qui sotto riportati, fatta eccezione per Oiseau de Nim, e non ho avuto occasione di verificarne l’affidabilità. Se pensate quindi di fare acquisti presso di loro, procedete con la dovuta cautela.

I’m going to start with a couple of tutorials, that you find here above, followed below by the other chambersticks. Unfortunately I don’t know these stores, with the exception of Oiseau de Nim,  and I haven’t had the opportunity to verify their reliability. So if you plan to make purchases, proceed cautiously.

Empiezo el resumen con un par de tutoriales, que puede encontrar arriba. Para seguir en cambio las otras palmatorias. Lamentablemente, no conozco las tiendas que se enumeran a continuación, excepto Oiseau de Nim, y no tuve la oportunidad de verificar su confiabilidad. Entonces, si planeas comprar procede con la debida precaución.

via pinterest
via pixiedustminiatures.blogspot.com
Bugia con manico a testa di serpente in ottone dorato / Ormolu Chamberstick with Serpent’s Head Handle by Erhardt & Söhne – via thedollworks.net
bugie in argento in miniatura / miniature silver chamber candlesticks, Birmingham 1900, Chester 1891 – via invaluable.com
Bugia tedesca in ottone dorato / German Dollhouse Ormolu Chamberstick by Erhardt & Söhne, 1900 – via rubylane.com
Bugia / Chamberstick by Erhardt & Söhne – via carmeldollshop.com
Bugia in miniatura con spegnimoccolo / Miniature Chamberstick with Snuffer – via oiseaudenim.com
Antica bugia a forma di cuore per casa delle bambole in argento sterling / Antique Sterling Dollhouse Heart Chamberstick – via ebay
bugia per casa delle bambole in argento sterling / sterling silver dollhouse chamberstick – via ebay
Antica bugia tedesca in ottone dorato in miniatura / Antique German miniature ormolu Chamberstick by Erhard & Söhne – via rubylane.com
bug artigianale per la casa delle bambole / dollshouse artisan chamberstick by Liz Fothergill – via ebay
bugia d’ottone in miniatura / miniature brass chamberstick – via karoncunningham.com
bugie in miniatura / miniature chambersticks – via ebay
Bugia di vetro soffiato in miniatura / Blown glass chamberstick in miniature – etsy.com
Bugia con candela / Chamberstick with candle, 3 cm h – via mondopresepi.com
bugia con candela /chamberstick with candle 3 cm h – via il-presepio.com
bugia con candela / chamberstick with candle  3 cm h – via il-presepio.com
bugia con candela /chamberstick with candle 1,7 cm h – via filcos.com
bugia in ceramica con candela rossa/ ceramic chamberstick with red candle – via hobbypresepe.it
bugia con candela /chamberstick with candle, 3 cm h – via hobbypresepe.it
bugia funzionante / functioning chamberstick with 12 v – via mondopresepi.com
bugia funzionante / functioning chamberstick with 12 v, 7 mm h – via hobbypresepe.it
giveaway natalizio / Christmas giveaway by Oiseau deNim – oiseaudenim.com

Vi ringrazio per essere passati qui sul mio blog. Spero che abbiate trovato interessanti le informazioni storiche che ho raccolto ed utili le spiegazioni per realizzare delle bugie. Ringrazio nuovamente Matxalen per l’opportunità di partecipare al calendario spagnolo e per le sue traduzioni.

Non dimenticate di andare a curiosare quali altri tutorial verranno svelati nei prossimi giorni sul Calendario de Adviento.

Thank you for stopping by on my blog. I hope you found the historical information interesting and the chamberstick tutorial useful. Thanks again to Matxalen for the opportunity to participate in the Spanish calendar and for her translations.

Don’t forget to go to the page of the Calendario de Adviento and discover which other tutorials will be unveiled in the coming days.

Gracias por pasar por mi blog. Espero que hayas encontrado la información histórica que he recopilado y explicaciones útiles para hacer palmatorias.  Agradezco a Matxalen nuevamente por la oportunidad de participar en el calendario español y por sus traducciones.

No olvide consultar qué otros tutoriales se revelarán en los próximos días el Calendario de Adviento.

E naturalmente ci sono ancora delle finestrelle da aprire anche sul calendario francese. Non mancate quindi dal fare una visita al Calendrier de l’Avent, organizzato da Joc.

And of course, there are still some windows to open on the French calendar as well. So do not miss to visit the Calendrier de l’Avent organized by Joc.

Y, por supuesto, también quedan algunas ventanas por abrir en el calendario francés. No te pierdas  la visita al Calendrier de l’Avent, organizada por Joc.

Auguro a tutti voi ed alle vostre famiglie un sereno Natale ed un sereno 2022.

I wish all of you and your families a very Merry Christmas and a peaceful 2022.

Les deseo a todos ustedes y a sus familias una Feliz Navidad y un Feliz 2022.

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Le cornici portafoto in argento – Silver photo frames

Dopo una lunghissima pausa ecco un nuovo post sul blog. Qui di seguito vi spiegherò come ho realizzato le cornici d’argento che vedete nella foto e naturalmente vi racconterò qualche cenno storico e curiosità legate alla fotografia.

Nell’epoca vittoriana non si possedeva la stessa quantità di foto che abbiamo oggi. Questi rari scatti così curati, che fermavano nel tempo ricordi cari e persone lontane, venivano conservati in album fotografici o incorniciati ed esposti in casa appesi al muro o posizionandoli su console, sul pianoforte, su un tavolinetto o su delle mensole. Per questo ho pensato che anche nella mia casetta non dovessero mancare.

After a very long break I’m writing a new post on my blog again. Below I will explain how I made the silver frames you see in the picture and of course I will tell you some historical information and curiosities related to photography.

In the Victorian era, people did not own the same amount of photos as we do today. These rare, carefully studied shots, which captured cherished memories and distant relatives, were kept in photo albums or framed and displayed on the wall, on consoles, on the piano, on a side table or on shelves. That’s why I decided to make some also for my dollhouse.

Quando ho dovuto scegliere un progetto da abbinare al Calendrier de l’Avent francese, che ogni anno Joc organizza e propone a tutti i miniaturisti che amano creare con le proprie mani, ho pensato che delle belle fotografie incorniciate in preziose cornici sarebbero potute essere un’ottima idea. Probabilmente anche nell’ottocento erano un regalo apprezzato per Natale.

When I had to choose a project for the French Calendrier de l’Avent organized by Joc for all the miniaturists who love to create with their hands, I thought that beautiful photographs framed in precious frames would be a a great idea. Probably even in the nineteenth century they were an appreciated gift for Christmas. 

An English photographer in his studio, in the 1850s – via wikipedia

Il desiderio di poter conservare il ricordo di una persona per mezzo di un ritratto ha origini molto antiche, ma fino al diciannovesimo secolo era appannaggio esclusivo dell’aristocrazia o delle persone ricche e potenti.

Intorno al 1840 venne inventata la dagherrotipia, il primo procedimento fotografico che permetteva di fissare un’immagine catturata tramite una fotocamera su una lastra di rame ricoperta di ioduro d’argento. Questa tecnica ebbe un rapido sviluppo. L’apparecchio stesso divenne più efficiente e potente. La fabbricazione di vetri ottici ed il design di nuove lenti, con maggiore luminosità, permisero di accorciare i tempi di posa e di modificare le distanze dei soggetti fotografati. Anche i procedimenti chimici per la realizzazione delle lastre e delle stampe vennero migliorati e si svilupparono nuove tecniche che permisero di realizzare negativi e così anche più copie della stessa immagine.

Se siete interessati all’argomento, vi segnalo questo interessante documento dell’Università di Roma redatto da Federico D’Alessandro intitolato Riconoscimento delle tecniche fotografiche antiche

For centuries aristocracy and rich and powerful people were immortalized to preserve their memory. So portraits have very ancient origins, but until the nineteenth century they were an exclusive prerogative of an elite.

The first photographic process was invented around 1840. The daguerreotype allowed to fix an image captured by a camera on a copper plate covered with silver iodide. This technique developed rapidly. The device itself became more efficient and powerful. The optical glass manufacturing and new lenses design with higher brightness allowed to shorten the shutter speeds and to change the distances of the photographed. subjects The chemical processes for the production of plates and prints were also improved and new techniques were developed that made it possible to make negatives and multiple copies of the same image.

If you are interested in this topic, I found an interesting paper from the University of Rome written by Federico D’Alessandro entitled Riconoscimento delle tecniche fotografiche antiche – Identification of ancient photographic techniques. Unfortunately the text is in Italian.

via thegraphicsfairy.com

Il grande successo della fotografia coincise con l’affermazione della borghesia. Nell’ottocento anche la gente comune iniziò a farsi ritrarre. Ci si recava nello studio del fotografo per immortalare eventi importanti come le nozze o per far realizzare una foto ricordo, magari da spedire a parenti lontani. I tempi di posa erano piuttosto lunghi, inizialmente anche 8 minuti durante i quali il soggetto doveva rimanere perfettamente immobile. Per questo motivo l’atteggiamento e la postura apparivano innaturali e gli occhi dei bambini risultavano spesso chiusi e le loro teste sfocate.

Gli scatti ritraevano principalmente persone singole, ma anche coppie, genitori e figli, famiglie o gruppi. Accomunava queste diverse fotografie l’atteggiamento compito e lo sguardo dignitoso.

The great success of photography coincided with the rise of the bourgeoisie. In the nineteenth century, even ordinary people began to have their portraits taken. People went to the photographer’s studio to immortalize important events such as weddings or to have a souvenir photo taken, perhaps to send to distant relatives. Pose times were rather long, initially even 8 minutes. During that time the subject had to stay perfectly still. For this reason their attitude and posture appear unnatural and the eyes of children were often closed and their heads blurred.

The shots portrayed mainly single people, but also couples, parents and children, families or groups. Common to these different photographs was the composed attitude and the dignified look.

via thegraphicsfairy.com

La fotografia divenne il proseguimento della pittura ritrattistica – un modo di dipingere con la luce – e ne assunse inizialmente anche le caratteristiche stilistiche. I soggetti erano vestiti di tutto punto con gli abiti migliori, i gioielli e qualche accessorio come guanti, cappello, bastone da passeggio a testimonianza dello status sociale raggiunto. In mano potevano tenere un libro, la bibbia, un sigaro, un mazzo di fiori, tutti oggetti che facevano riferimento alla ricorrenza immortalata o al carattere della persona.

La figura era ritratta seduta oppure in piedi, magari con una mano appoggiata ad un tavolino. Lo sguardo poteva essere diretto verso il fotografo o verso un lato. Il soggetto era sempre serio con le labbra chiuse, distaccato e non tradiva sentimenti. La posa delle donne comunicava dignità, mentre gli uomini erano impettiti. Marito e moglie non si sfioravano quasi mai, al massimo l’uno appoggiava la mano sulla spalla dell’altro, molto raramente si facevano ritrarre a braccetto. Nelle foto le famiglie si disponevano in modo studiato, creando una composizione che rispettasse la gerarchia, l’età e l’altezza. I genitori erano quasi sempre seduti, al centro venivano posizionati i più piccoli, mentre i più grandi si sistemavano attorno al gruppo.

Solo all’inizio del novecento si iniziarono a vedere pose più naturali, espressioni sorridenti ed a volte anche scherzose. La foto da semplice raffigurazione di una persona, che ne fissava l’aspetto nel tempo, si trasformò nella celebrazione di essa. I fotografi divennero veri e propri artisti che creavano immagini d’autore.

Photography became the continuation of portrait painting – a way to paint with light – and initially it assumed the same stylistic characteristics. The subjects were fully dressed with the best clothes, jewels and some accessories such as gloves, hat, walking stick as evidence of the social status achieved. In their hands they could hold a book, the Bible, a cigar, a flower bouquet, all objects that referred to the occasion immortalized or to the person’s character.

The figure was portrayed sitting or standing, perhaps with one hand resting on a small table. The gaze could be directed towards the photographer or to the side. The subject was always serious with closed lips, detached and did not betray feelings. The pose of the women communicated dignity, while the men stand stiffly. Husbands and wives almost never touched, eventually one rested his hand on the other’s shoulder and very rarely they were portrayed arm in arm. In pictures families were arranged in a studied way, creating a composition that respected hierarchy, age and height. Parents were almost always seated, the youngest were placed in the center, while the older children were arranged around the group.

Only at the beginning of the twentieth century we see more smiling expressions, natural and sometimes even funny poses. Photos were no longer the simple depiction of a person or the representation of a frozen moment. They communicated the celebration of individuals and some photographers became true artists who created artistic images.

interno di uno studio fotografico della seconda metà dell’ottocento – via blog.oggitreviso.it

Le foto, soprattutto inizialmente, erano realizzate all’interno di studi fotografici. Questi spazi avevano il soffitto di vetro e possibilmente almeno una grande vetrata laterale per permettere alla luce naturale d’illuminare la scena da fotografare. I raggi solari venivano attenuatati da grandi teli bianchi, creando un’illuminazione morbida e soffusa.

Lo sfondo dei ritratti in primo piano, ovvero con solo la testa ed al massimo il busto, era quasi sempre di un colore chiaro e neutro. Mentre nelle foto con persone in piedi o sedute si intravedevano spesso sul fondo una finestra o una tenda drappeggiata o venivano poste delle coulisse con dei trompe l’oeil raffiguranti in modo quasi solo accennato scorci di giardini o elementi architettonici. Qualche oggetto d’arredamento poteva completare la scena; una poltrona, un tavolino con un vaso, una colonna bassa, dei tappeti. Tutti questi elementi erano utilizzati con parsimonia per aggiungere un tocco d’intimità, senza però distogliere l’attenzione dal soggetto al centro dell’immagine.

Inizialmente le foto ritraevano la figura intera. Solo più avanti con l’introduzione di lenti ottiche diverse, che accorciavano la distanza tra il soggetto e l’apparecchio, si riuscì a portare il viso ed i lineamenti in primo piano.

La Humboldt-Universität di Berlino custodisce una raccolta di ritratti che documentano i vari tipi d’inquadrature tipiche dell’ottocento: figura intera, figura a tre quarti, figura al ginocchio, mezza figura, busto o solo la testa.

Photographs, especially initially, were taken inside photographic studios. These spaces had glass ceilings and possibly at least one large side window to allow natural light to illuminate the scene to be photographed. The sun’s rays were attenuated by large white sheets, creating a soft and suffused lighting.

The background of close-up portraits, i.e. showing only the head and at most the bust, was mainly in light, neutral color. While behind standing or seated people the photographer often arranged a fake window or a draped curtain. Sometimes he set up a coulisse with a trompe l’oeil depicting a garden view or architectural elements. A few pieces of furniture could complete the scene: an armchair, a small table with a vase, a low column, carpets. All these elements were used sparingly to add a touch of intimacy, but without distracting attention from the subject in the center of the image.

Initially the photos portrayed the entire figure. Only later, with the introduction of different optical lenses, which shortened the distance between the subject and the camera, was it possible to bring the face and features into the foreground.

The Humboldt-Universität in Berlin has a collection of portraits that document the various types of poses typical of the 19th century: full figure, three-quarter figure, knee-length figure, half figure, bust or just the head.

Ivy Close by Elwin Neame, 1910s – via wikipedia

L’esigenza di rendere le foto più realistiche e vicine alla realtà fece sì che si iniziò a colorarle. Si passò poi a ritoccarle per migliorarle ed eliminare eventuali difetti. Era un lavoro artigianale eseguito a mano. Il colore veniva applicato direttamente con il pennello sul dagherrotipo e più tardi sulla fotografia stampata. 

La foto a colori come la conosciamo oggi fu inventata solamente nel 1935 quando la ditta statunitense Kodak mise sul mercato la prima pellicola a colori, la Kodachrome.  

To make the photos look more realistic and close to reality they later began to color and retouch them. The image was even improved by eliminating possible defects. It was an artisan work done by hand. The color was applied directly with the brush on the daguerreotype and later on the printed picture. 

The color photo, as we know it today, was invented only in 1935 when the American company Kodak put on the market the first color film, the Kodachrome.  

Ma ora basta divagare…. ecco come ho realizzato le mie cornici in miniatura. Ho iniziato il lavoro ricercando fotografie in bianco e nero dell’ottocento. Poi le ho scaricate, ridimensionate e poi stampate.

In internet ci sono molti siti che offrono immagini da utilizzare gratuitamente, come The Graphics Fairy, The Old Design Shop, The Met Museum e molti altri. Ho raccolto diversi link che ho trovato in rete nella pagina del mio blog, Materiale da stampare dal web – Printies from the web.

La stessa lista è riportata anche nella banda laterale visibile solo nella versione desktop del mio sito, sotto il titolo Materiale da stampare e Printies. Passando con il cursore sopra i nomi dei siti appare l’elenco del tipo di materiale che è offerto. È da parecchio che non controllo l’attualità dei link. Mi scuso pertanto già da ora se alcuni non dovessero funzionare più.

Un altro sito dove cercare ritratti retrò è Daguerreobase. Qui alcune immagini sono protette dal copyright, ma altre sono disponibili per un uso personale.

Si possono utilizzare anche foto ritagliate da riviste, purché delle dimensioni giuste. Quando sfoglio le riviste, raccolgo sempre il materiale che potrei riutilizzare nei miei progetti. Così nel tempo ho messo insieme una discreta raccolta di immagini, che conservo in buste divise per argomento: quadri, foto, materiali, tappezzerie, porcellane, bordi etc. 

But now enough wandering…. here is how I made my miniature frames. I started the work by researching black and white photographs taken in the nineteenth century to download, resize and print.

There are many websites on the internet that offer images to use for free like The Graphics Fairy The Old Design Shop, The Met Museum and many more. I’ve collected several links I found on the web on my blog page. Materiale da stampare dal web – Printies from the web.

The same list is also shown in the sidebar visible only in the desktop version of my site, under the title Printable Materials and Printies. Hovering the cursor over the site names it appears a list of the type of material that is offered. I heaven’t checked the links for a long time. So I apologize if some of them don’t work anymore.

Another site to search for old portraits is Daguerreobase. Some images here are copyrighted, but others are available for personal use.

You can also use photos cut out of publications, as long as they have the right size. When I flip through magazines, I collect all the material that I could reuse in my projects. So over time I have put together a collection of images, which I keep in envelopes divided by topic: paintings, photos, materials, wallpapers, porcelain, borders, etc..

Per chi non avesse voglia o tempo di fare la ricerca e di manipolare le foto, ho preparato un pdf con una selezione di foto pronte all’uso e che potete scaricare cliccando sull’immagine qui sopra.

(nota del 6 Dic 2021: Ho scoperto che per scaricare il file bisogna avere un account gmail. Proverò a modificare l’impostazione. Nel frattempo chi avesse un altro provider può scrivermi direttamente a

dadasdollhouse @ gmail.com           scritto tutto vicino senza spazi

Provvederò ad inviare il pdf via mail)

Ho evitato di salvare ritratti di regine, imperatori e personaggi pubblici famosi. Sarebbe non realistico trovare in una casa borghese le immagini di personaggi estranei al nucleo famigliare. Anche se immagino che tra le tante foto esposte, ci potrebbe essere quella del re, in segno di ossequio verso il monarca regnante.

Le dimensioni delle foto in scala 1:12 che trovate nel pdf sono varie. Mi sembra che i diversi formati creino un bell’insieme una volta incorniciati. La piccola misura 1,5 cm x 1 cm, mentre la più grande 3,4 cm x 2, 2 cm.

For those who don’t want or don’t have time to research and manipulate pictures, I’ve prepared a pdf in English with a selection of ready-to-use photos that you can download by clicking on the image above.

(note 6 Dec. 2021: I discovered that to download the file you need to have a gmail account. I’ll try to change the setting. In the meantime, anyone who has another provider can write to me directly at

dadasdollhouse @ gmail.com          written all together with no spaces

I will send the pdf by email)

I haven’t saved portraits of queens, emperors and famous public figures. It would be unrealistic to find in a middle-class home pictures of people who aren’t part of the family. Although I imagine that among the photos on display, there could be one of the king, as a sign of deference to the reigning monarch.

The sizes of the 1:12 photos you find in the pdf are varied. I like to have different sizes, as they will create a nice set when framed and displayed together. So the smallest is 1.5 cm x 1 cm and the largest is 3.4 cm x 2.2 cm.

Alcune foto le ho plastificate con del nastro adesivo trasparente, per dare loro un aspetto più rifinito. Già nella seconda metà dell’ottocento si trovano stampe con la superficie lucida, dovuta alla presenza di albumina.

Il nastro adesivo non solo rende la stampa della mia inkjet più brillante, ma mi permette di evitare di utilizzare il foglio di acetato come vetro nelle cornici portafoto più piccole, che altrimenti risulterebbero troppo spesse.

To give the portraits a more finished look, I laminated some of them by applying clear adhesive tape. Already in the second half of the nineteenth century prints could have a glossy finish, due to the presence of albumin.

The clear tape not only makes the print of my inkjet look brighter, but also allows me to avoid using the acetate sheet as glass for small photo frames, which would otherwise make them too thick.

Quando si srotola il nastro adesivo, bisogna tirarlo con un unico movimento per evitare quelle antiestetiche righe che si formano sul lato della colla quando si smette di tirare il nastro.

Una volta appoggiato la foto con la parte della l’immagine contro la parte appiccicosa del nastro, l’ho fatta ben aderire e le ho rifilate, eliminando l’adesivo che sbordava sui lati.

When unrolling the adhesive tape, you have to pull it in one motion to avoid those ugly marks that form when you stop pulling the tape.

Once I placed the photo with the print towards the sticky side of the tape, I pressed it well to make it adhere. Then I trimmed the exceeding tape on sides.

Il portafotografie è composto da 3 elementi: la cornice, il fondo ed il sostegno.

Per ogni portafoto servono 2 rettangoli identici, uno per la cornice ed uno per il fondo. Sulla cornice vanno poi incollati dei listelli modanati e più avanti spiegherò come crearli. Il  sostegno posteriore è composto invece da 4 strati di cartoncino, che poi va tagliato come mostra la linea tratteggiata nell’immagine qui sopra.

The photo frame is made of 3 elements: the frame, the backing board and the back stand.

Each photo frame requires 2 identical rectangles, one for the frame and one for the bottom. On the frame I glued molded strips. Later I will explain how I created them. The easel back is made of 4 layers of cardboard, which must then be cut as shown by the dotted line in the image above.

Ho scelto di realizzare cornici portafoto di diverse dimensioni e con modanature differenti per creare una certa varietà. Naturalmente dovrò costruirne molte altre, perché in una casa le foto vengono esposte non solo in salotto, ma anche in camera da letto sul comodino e sul comò e nello studio sulla scrivania, nella libreria e sulla mensola del camino.

I chose to make photo frames in different sizes and with various moldings to create some variety. Of course I’ll have to make many more frames, because in a house photos are displayed not only in the living room, but also in the bedroom on the nightstand and chest of drawers and in the study on the desk, in the bookcase and on the mantelpiece.

Qui un breve riassunto di tutte le misure dei cinque portafoto che ho costruito per la mia casa delle bambole.

Here a short recap of all measurements of the five photo frames I built for my dollhouse.

Le mie cornici sono fatte di cartone riciclato, quello delle scatole dei cereali, uno dei miei materiali preferiti. Vanno bene quelle che non hanno scritte a rilievo, perché le superfici non perfettamente lisce sono inutilizzabili. Anche la finitura della stampa è importante, che deve essere opaca e non lucida, altrimenti la colla farebbe fatica a fare presa. 

Una volta aperta la scatola, si nota in corrispondenza degli angoli un rigonfiamento, che corre lungo la piega. Questo elemento in rilievo diventerà parte della modanatura della cornice ed è quello che ci serve per questo progetto.

My frames are made with recycled cardboard from cereal boxes, one of my favorite materials. I discard  those with embossed lettering, because surfaces aren’t perfectly smooth. The finish of the print has to be matte and not glossy, otherwise the glue would barely set. 

Once the box is opened, you will notice a bulge at the corners, along the crease. This embossed element will become part of the frame molding and is what we need for this project. 

Per prima cosa ho chiuso la piega e l’ho pressata bene per marcare ancora di più il rigonfiamento.

First, I closed the fold and pressed it well to mark the bulge even more.

Con una riga di metallo ed un cutter ben affilato ho ricavato delle stiscioline larghe circa 0,4 cm, 0,5 cm e 0,6 cm. Bisogna praticare il taglio abbastanza vicino alla piega, avendo cura di non appoggiare la riga sopra al rigonfiamento per non schiacciarlo e rovinarlo.

With a metal ruler and a sharp utility knife, I cut out some strips about 0.4 cm, 0.5 cm and 0.6 cm wide. You have to cut quite close to the fold, taking care not to place the ruler over the bulge, otherwise you will flatten and ruin it.

La distanza del taglio dalla piega determina il “motivo”, ovvero il tipo di profilo che avrà la cornice.

Qui ad esempio ho lasciato 0,1 cm su un lato della piega e quasi nulla sull’altro.

The molding pattern is determined by the distance of the cut from the fold. Depending on the width of the flat part along the bulge, the profile of the frame will change.

Here, for example, I left 0.1 cm on one side of the fold and almost nothing on the other.

Mentre per quest’altra cornice ho lasciato su un lato 0,2 cm di distanza dalla piega e nulla sull’altro lato.

While here I left 0.2 cm on one side of the fold and nothing on the other side.

Usando il taglia-listelli che avevo acquistato da Bibian Angelique Miltkau  durante una passata edizione di Miniaturitalia, ho praticato i tagli a 45°. Questo attrezzo permette tagli facili, veloci e precisi senza rovinare o schiacciare il rigonfiamento della piega di cartone.

Using a chopper that I had purchased from Bibian Angelique Miltkau during a past edition of Miniaturitalia, I made the cuts with a 45 degree angle. This tool provides easy, quick, and precise cutting without ruining or crushing the cardboard fold bulge.

Ogni estremità dei listelli della cornice deve essere tagliata a 45° ed i tagli obliqui devono essere orientati nelle direzioni opposte. Pertanto bisogna posizionare il listello e la guida per il taglio angolato una volta alla destra della lama della taglierina e poi alla sinistra, o viceversa, come si vede nelle foto qui sopra.

Il lato esterno del listello è lungo quanto il rispettivo lato del rettangolo che funge da fondo della cornice.

Each end of the four laths must be cut at 45 degree angle and the angled cuts must be oriented in opposite directions. Therefore, the strip and the angled mitre guide must be placed once to the right of the blade and subsequently to the left, or vice versa, as shown in the photos above.

The outer side of the lath is as long as the respective side of the rectangle used for the backing board.

Nelle cornici rettangolari i listelli paralleli sono lunghi uguali. Un modo semplice per riportare l’esatta lunghezza sull’altro listello è quello di appoggiarli uno contro l’altro, con i lati interni uno contro l’altro, e di segnare con una matita la lunghezza esatta.

È importante che la mina sia ben appuntita, così che il segno sia il più preciso possibile. La punta della matita ha infatti un certo spessore ed uno scostamento di un solo millimetro può fare una grande differenza, soprattutto considerando le dimensioni delle nostre miniature.

In rectangular frames, the parallel laths are the same length. An easy way to mark the exact length on the other lath is to lay them one against each other, with the inner parts touching, and mark the exact length with a pencil.

It is important to use a very sharp pencil, so the mark is as precise as possible. In fact, the pencil tip has a certain thickness and a deviation of only one millimeter can make a big difference, especially considering the size of our miniatures.

La cornice deve sovrapporsi alla foto per circa 0,1 cm circa su ogni lato, così da nascondere i margini. Pertanto i lati interni dei listelli devono misurare circa 0,2 cm meno che la foto da incorniciare. Questa informazione è importante se dovete calcolare le dimensioni delle cornici partendo da foto di misure diverse da quelle che trovate nel mio pdf.

The frame should overlap the photo by about 0.1 cm on each side, in orders to hide the margins. Therefore the inner sides of the frames should measure about 0.2 cm less than the photo. This information is important if you need to calculate the size of the frames for photos that aren’t in my pdf.

Una volta ricavati i listelli con i tagli a 45°, ho preso uno dei due rettangoli che avevo tagliato all’inizio ed ho preparato la cornice che fungerà da loro base. Infatti sarebbe impossibile incollare i listelli tra loro senza una struttura sottostante di sostengo.

Once the laths were cut at 45 degrees, I took one of the two rectangles I cut previously and prepared the frame that will serve as the base for the laths. In fact, it would be impossible to glue the four stripes together without an underlying structure. 

Ho misurato la larghezza dei listelli ed l’ho segnata su ogni lato del rettangolo. Poi con la matita ho tirato delle linee parallele ai bordi esterni.

I measured the width of the laths and marked it on each side of the rectangle. Then with the pencil I traced lines parallel to the outer edges.

Ho praticato delle incisioni negli angoli dove le linee si incrociano, affondando bene la lama nel cartoncino e senza oltrepassare la lunghezza del segno a matita (fig. 1). Questo accorgimento evita che si tagli oltre il punto d’intersezione, lasciando angoli perfetti.

Con l’aiuto del Geodreick (ma qualsiasi riga trasparente, va bene) ed un cutter ho tagliato con attenzione lungo le linee tracciate precedentemente con la matita, fermandomi in prossimità dei segni agli angoli (fig. 2). Abitualmente non uso righelli di plastica ed in particolare il mio amato Geodreick per tagliare, perché la lama potrebbe intaccarne il profilo e rovinarlo. Ma in questo caso avevo la necessità di usare uno strumento trasparente che mi permettesse di vedere il limite della linea sottostante.

L’aver delimitato gli angoli con le incisioni, mi ha permesso di praticare tagli che terminano precisamente nell’angolo, senza oltrepassare la lunghezza effettiva della linea tracciata a matita (fig. 3).

Prima di staccare il rettangolo centrale, ho verificato sul retro che la lama avesse inciso perfettamente tutte le linee, trapassando il cartoncino (fig. 4).

Con una leggera pressione la parte centrale dovrebbe staccarsi facilmente (fig. 5). Nel caso ciò non accada ed il cartone sia ancora bloccato in qualche punto, bisogna evitare di tirare per non strapparlo, ma ripassare con pazienza tutti tagli con la lama fino a quando tutti i lati si saranno staccati dalla cornice esterna.

Ora la struttura di base sulla quale incollare i listelli è pronta (fig. 6). 

I made incisions precisely in the corners were the pencil lines cross, sinking deeply the blade into the cardboard and without overstep the length of the pencil mark (fig. 1). This prevents cutting beyond the point of intersection, leaving perfect corners.

With the help of the Geodreick (but any transparent ruler, is fine) and a utility knife I carefully cut along the pencil lines, stopping near the marks at the corners (fig. 2). Usually I don’t use plastic rulers and particularly my beloved Geodreick to cut, because the blade might nick the plastic and ruin the edge. But in this case I needed a transparent tool to see the limit of the pencil line underneath.

Marking out the corners with incisions allowed me to make cuts that end precisely in the corner, without exceeding the actual length of the pencil line (fig. 3).

Before detaching the central rectangle, I checked on the back that the blade had perfectly cut all the lines, piercing the cardboard (fig. 4).

With light pressure the core should come off easily (fig. 5). If this doesn’t happen and the cardboard is still stuck in some point, you must avoid pulling in order not to tear it. Patiently repeat all the cuts until all sides will be detached from the outer frame.

Now the frame structure was ready and I could glue the laths on it (fig.6). 

Per assemblare la cornice ho usato il Vinavil (fig. 1) che ho steso omogeneamente usando uno stuzzicadenti. Ho provato ad usare anche la Tacky Glue, ma essendo una colla più densa e che fa presa prima è più difficile spostare i listelli, facendoli scivolare per avvicinarli negli angoli.

È bene incollare un listello alla volta, allineandolo ai bordi esterni ed interni (fig. 2).

Se si ha lavorato con precisione, i rilievi della modanatura combaceranno perfettamente negli angoli (fig. 3).

Una volta asciugata la colla, ho eliminato tutte le asperità con il lato fine di una lima per unghie (fig. 4). Avendo una consistenza maggiore rispetto al foglio di carta vetrata e la forma stretta mi ha permesso di lavorare in spazi ristretti come l’interno della cornice.

To assemble the frame I used Vinavil, a PVA glue (fig. 1). I spread it evenly on the frame structure using a toothpick. I also tried Tacky Glue. But since it’s thicker it dries faster and it’s more difficult to move the strips around and push them closer by sliding them together in the corners.

It’s best to glue one lath at a time, lining up the outside and inside edges (fig. 2).

If you have worked precisely, the molding reliefs will match up perfectly in the corners (fig. 3).

Once the frame was dry, I removed all the roughness with a fine nail file (fig. 4). Its sturdiness and narrow shape allowed me to work in tight spaces as the inside of the frame.

Purtroppo è impossibile mettere la cornice ad asciugare sotto i pesi, perché i rilievi ed i rigonfiamenti verrebbero schiacciati ed appiattiti. Per questo è importante tenerla ben salda tra le dita e fare un leggera pressione in prossimità dei bordi interni ed esterni, così che i due strati di cartone si incollino senza lasciare fessure visibili. Bisogna insistere soprattutto lungo i bordi esterni, dove la piega naturale della scatola tende a far alzare il cartone.

Unfortunately it is impossible to put the frame to dry under weights, because the reliefs and bulges would be crushed and flattened. For this reason it is important to hold it firmly between the fingers and apply light pressure near the inner and outer edges, so that the two layers of cardboard stick together without leaving visible cracks. It is necessary to insist especially along the outer edges, where the natural fold of the box tends to raise the cardboard.

Poi ho preso il rettangolo per il fondo del portafoto ed ho incollato sul lato stampato la foto da incorniciare, centrandola. È importante lasciare la superficie grezza, neutra, all’esterno della cornice, perché deve essere dipinta in argento ed è più difficile coprire con il colore le superfici stampate.

Then I took the rectangle for the frame bottom and I glued the photo I wished to frame, centering it on the printed side.  It’s important to leave the plain unrefined surface on the outside of the frame, as it must be painted in silver and it’s very difficult to apply color on printed surfaces.

Dalla mia raccolta di fogli di acetato recuperati da scatole ed imballaggi, ho scelto un foglio abbastanza rigido (fig. 1). Usando il rettangolo del fondo come guida ho tagliato un rettangolo della stessa dimensione (fig. 2).  Ho verificato che il “vetro” fosse della misura giusta appoggiandolo sia sulla cornice (fig. 3) che sul fondo (fig. 4). La plastica non deve sporgere da nessun lato e le eventuali imperfezioni vanno rifilate.

From my stash of acetate sheets salvaged from boxes and packaging, I chose a fairly stiff sheet (fig. 1). Using the frame bottom as a guide, I cut a rectangle of the same size (fig. 2).  I checked the size of the “glass” also by placing it on the frame (fig. 3). The plastic should not stick out on any side and any imperfections should be trimmed (fig. 4).

La cornice per poter stare in piedi necessita di un sostegno da applicare sul retro e che abbia un’inclinazione che renda la foto visibile da diverse posizioni. Questa cornice non ha bisogno di un supporto che possa essere chiuso e non invertirò l’orientamento da orizzontale a verticale e viceversa, poiché la fotografia è incollata e rimarrà lì per sempre. Per questo motivo non ho realizzato il classico modello con la cerniera (fig. 1), ma ho preferito un sostegno fisso. 

Il sostegno deve essere leggermente più basso della cornice, così da restare nascosto alla vista sul davanti. Per le miei cornici medie e grandi ho calcolato circa 0,5 cm meno dell’altezza della cornice stessa (fig. 2). Per dare al sostegno una certa consistenza, ho incollato insieme 4 strati di cartoncino. La stampa va lasciata all’interno, così le superfici esterne hanno un colore neutro ed omogeneo, facile da coprire con il colore. 

I sostegni dei miei portafotografie medi una volta tagliati misurano in larghezza 0,9 cm alla base e 0,4 cm in alto. Prima ho tracciato a matita la linea di taglio poi con riga di metallo e cutter ho tagliato in diagonale partendo dall’angolo alla base (fig. 3).

Sul retro del fondo ho tracciato una riga per segnare la metà esatta, che corrisponde al punto esatto dove applicare il sostegno. Attenzione! Prima d’incollare il supporto al rettangolo bisogna verificare l’orientamento della foto applicata sull’altro lato, altrimenti si rischia di avere una foto che sta a testa in giù…. Ho quindi steso la colla lungo tutta la parte inclinata del supporto e l’ho appoggiato sulla riga, facendo attenzione ad allinearlo perfettamente al bordo inferiore del rettangolo del fondo. Una leggera sporgenza come nella foto (fig. 4) renderebbe il portafoto instabile. Il modo migliore per verificare che supporto e fondo del portafoto siano ben allineati è quello di appoggiare il tutto sul tavolo e controllare che la base sia completamente allineata con il piano.

Le sbavature di colla (fig. 5) vanno evitate ed eventualmente immediatamente eliminate. Per questo è bene applicare poca colla sul sostegno e pulire subito l’eccesso che dovesse fuoriuscire mentre si pressano i due pezzi insieme, usando uno stuzzicadenti pulito che arriva bene nell’angolo di giunzione.

Questo è l’aspetto del fondo della cornice con il suo sostegno (fig. 6).

The frame needs a support in order to stand upright. It is applied on the back of the backing board and has an inclination that makes the photo visible from different perspectives. This frame doesn’t need a stand that can be closed and I will not reverse the orientation from horizontal to vertical and vice versa, as the picture is glued and it will stay there for ever. So I didn’t built the classic leg with a hinge (fig. 1), but I preferred a fixed easel back.

The back stand must be slightly lower than the frame itself, so it will not be visible from the front. For my medium and large frames I calculated approximately 0,5 cm less than the height of the frame itself (fig. 2). To give the back stand some firmness, I glued 4 layers of cardboard together. The print must be left inside, so the external surfaces have a neutral and homogeneous color, easy to cover with color.

The back stand of my medium photo frames once cut is 0.9 cm wide at the base and 0.4 cm at the top. First I traced the line with a pencil starting from the corner at the base (fig. 3). Then I cut diagonally using a metal ruler and a utility knife .

On the back of the backing board I drew a line to mark the middle, where to apply the back stand. Attention! Before gluing the  back stand to the backing board verify the orientation of the photo applied on the other side, otherwise it could turn out the the picture is upside down…. I spread the glue along the entire sloped part of the easel back and placed it on the line, making sure to align it perfectly to the bottom edge of the backing board. A slight protrusion as in the photo (fig. 4) would make the photo frame unstable. Place the back stand with its stand on the table and check that the base is completely aligned with the counter.

Glue smears (fig. 5) must be avoided and eventually immediately removed. For this reason I applied  only a little amount of glue on the back stand and immediately cleaned the excess that come out while pressing the two pieces together. Using a clean toothpick I reached all corners.

And this is how the backing board with its back stand looks like (fig. 6).

Per far diventare il portafotografie d’argento, ho utilizzato del semplice smalto per unghie che avevo acquistato al mercato. Non deve essere di una marca costosa. L’importante è che non abbia pagliuzze o glitter e che la texture sia molto fine. Per ottenere una copertura soddisfacente ho dovuto applicate 4 mani, lasciando asciugare bene tra una mano e l’altra. La vernice va stesa non solo sulle superfici piane, ma anche sugli spessori laterali, sia esterni che interni. Naturalmente va dipinto d’argento anche il lato esterno del fondo ed il supporto. Purtroppo le immagini non rendono bene l’effetto metallizzato. È molto difficile fotografare oggetti lucidi.

To turn the photo frame into silver, I used nail polish I bought at the market. It’s not a fancy one, but it’s important that it has no specks or glitter. The texture must be very fine. To get a satisfactory coverage I had to apply 4 coats, letting it dry in between. Unfortunately the images don’t show the metallic effect well. It is very difficult to take pictures of shiny objects. The paint should be applied not only on flat surfaces, but also on both external and internal side edges and borders. Of course, the backing board and  easel back should be painted silver as well.

Queste sono tre delle cornici argentate. Il profilo delle modanature è simile con delle leggere differenze.

These are three of the silver frames. The profile of the moldings is similar with some slight differences.

Ho realizzato una variante molto carina utilizzando solo il rigonfiamento recuperato dalla piega della scatola. Tagliandolo a filo ho ottenuto una cornicetta sottile senza bordi laterali larga 0,2 cm. Ho praticato i tagli a 45° come per le stecche delle cornici precedenti e poi l’ho applicata sulla cornice di cartone, a filo del bordo interno.

I made this very cute variation using only the bulge of the box fold and cutting flush to make a thin 0.2 cm wide slat with no flat lateral edges. I cut the ends at 45 degrees as I did with the previous frames laths. Then I applied it to the cardboard frame, along the inner contour, flush to the edge.

Una volta dipinta d’argento l’effetto è molto gradevole e realistico.

Once painted with the silver varnish, the effect is very pleasing and realistic.

Con lo stesso tipo di cornicetta sottile ho realizzato anche un portafotografie piccolo.

Using the same thin lath, I also made a small photo frame. 

Ho realizzato la struttura della cornice (fig. 1) sulla quale ho poi incollato le mini cornicette (fig. 2). Ho tagliato il fondo ed il supporto (fig. 3) e li ho incollati insieme (fig. 4). Sul retro ho applicato la fotografia centrandola. Poi ho steso la colla sul tetro della cornice (fig. 5) e l’ho appoggiata direttamente sul rettangolo con la foto (fig. 6). Non ho utilizzato l’acetato, perché avrebbe creato uno spessore troppo grosso per una cornice così piccola. Ma il nastro adesivo sulla foto ha creato l’illusione del vetro.

I made the frame structure (fig. 1), then I glued the mini lathes onto it (fig. 2). I cut the backing board  and the back stand (fig. 3) and glued them together (fig. 4). I glued the photography on the other side, centering it. Then I spread the adhesive on the back of the frame (fig. 5) and I placed it directly on the backing board (fig. 6). I didn’t use acetate, because the small frame would be too thick. The clear adesive tape on the photo created the illusion of glass.

Ed ecco tutte e cinque le cornici con le foto in bianco e nero in bella mostra sul tavolo. La varietà di forme e di dimensioni creano un bel insieme.

And here are all five frames with the black and white photos on display on the table. The variety of shapes and sizes creates a nice ensemble.

Ho cercato in rete cornici portafoto per la casa delle bambole, ma non è stato facile trovare tutorial o oggetti pronti da acquistare. La maggior parte di cornici è per quadri da appendere al muro, oppure hanno dimensioni eccessive. È più facile trovare qualche cornice portafoto antica. Condivido qui di seguito quello che mi è sembrato più interessante.

Inizio con tre tutorial 

I’ve been searching the web for dollhouse photo frames, but it hasn’t been easy to find tutorials or ready-made items to purchase. Most frames are for pictures to hang on the wall or they are oversized. It’s easier to find antique photo frames. I share below what I found most interesting.

I start with three tutorials 

portafoto in metallo a rilievo / embossed tin picture frame – via miniaturasdecarmen.blogspot.com
adesivi di stagnola a rilievo / embossed foil stickers – via dollarstorecrafts.com
cornice antica / antique frame – via inchminisbykris.blogspot.com

Qui di seguito delle cornici da acquistare. Non conosco i venditori, ma è interessante vedere i prodotti. Alcuni sono oggetti antichi.

Below are some frames to purchase. I don’t know the sellers, but it’s interesting to see the products offered. Some are antiquities.

kit portafoto triplo in legno tagliato a laser / tri-fold frame kit with laser cut wood – via cynthiahoweminiatures.com
cornice in ottone dorato a sbalzo di Erhard & Söhne, Germania ca. 1900 / frame made of pressed Ormolu by Erhard & Söhne, Germany ca. 1900 – via rubylane.com
cornice trittico in metallo per casa delle bambole / dollhouse triptych metal frame, ca 1900 -via belle-epoque-dolls.com
portafoto retrò per casa delle bambole / retro dollhouse photo frame, via MaryaDollsBoutique on Etsy

Vi è poi la possibilità di acquistare materiale da utilizzae per realizzare delle cornici, come quello di Bindels Ornament o altri negozi che vendono minuteria per bigiotteria, bricolage e mercerie.

There is also the possibility of purchasing material to use to make frames, such as that of Bindels Ornament or other crafts stores or shops that sell jewelry findings and haberdashery products.

via bindelsornaments.nl
cornice a sbalzo /embossed picture frame by Island Crafts – via /factorydirectcraft.com

I profili di cartone ricavati dalle pieghe delle scatole dei cereali sono un ottimo elemento da utilizzare anche per altri progetti. Negli anni passati li avevo già impiegati per rifinire ed abbellire diversi oggetti.

The cardboard trims made from the folds of the cereal boxes are a great element to use also in other projects. In the past years I had already used them to finish and embellish various objects.

Con il profilo a rilievo avevo bordato la parte alta del pianoforte, che così aveva un aspetto più ricco e rifinito.

I applied the embossed profile to the upper part of the piano. So it had a richer, more finished look.

Alla base dello specchio da comò avevo applicato due striscioline più sottili rendendo la sua forma più interessante.

I applied two thinner strips to the base of the shaving mirror to make the shape more interesting.

Mentre con dei profili più larghi avevo rivestito la cornice ottagonale sempre dello specchio da comò.

While I covered with wider profiles the octagonal frame of the same shaving the mirror

Il pannello sul quale sono montate le campane per chiamare la servitù è invece una versione più semplice di come usare la piega a rilievo. Qui infatti non avevo applicato il profilo, ma avevo semplicemente tagliato il cartone assieme all’angolo in un pezzo unico.

The panel with the servants’ bells is a simpler version for the use of the embossed crease. Here in fact I didn’t glue the profile to the board. I just cut the cardboard with the fold in one single piece.

Bene ora non vi resta che andare a scoprire cosa si nasconde dietro alle prossime finestrelle del Calendario francese…. 

Grazie Joc per incluso per l’ottava volta un mio progetto!

Well now you just have to go and find out what is hidden behind the upcoming French Calendar doors…. 

Thank you Joc for including my project for the eighth time!

E non dimenticatevi di visitare anche la pagina del Calendario spagnolo, perché così ogni giorno è una doppia festa!

And don’t forget to visit the Spanish Calendar as well, so every day is a double celebration!

Tutti i diritti riservati. Questo progetto è solo per uso personale e non può essere riprodotto in nessuna forma, né per scopi commerciali, compresa la vendita di qualsiasi articolo composto da questo progetto senza l’autorizzazione scritta di Ersilia Fiorucci (dadasdollhouse(at)gmail.com). La riproduzione o la trasmissione di questo progetto con qualsiasi mezzo per qualsiasi scopo diverso dall’uso personale costituisce una violazione della legge sul copyright.
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© Ersilia Fiorucci 2021

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500.000 views!!!

Da poco il mio blog ha superato le 500.000 visualizzazioni, un traguardo che non immaginavo di poter raggiungere, soprattuto perché negli ultimi tempi non ho pubblicato molto.

Voglio quindi cogliere l’occasione per ringraziare di cuore tutti i lettori che mi seguono e che sono rimasti fedeli anche quando pubblicavo saltuariamente i post e tutti i visitatori assidui ed occasionali con i quali condivido la passione per le case delle bambole e la costruzione di miniature.

Tutti insieme avete contribuito a questo successo…. quindi un grazie di cuore a tutti voi!

Ma un grazie veramente speciale va a Dada, mia figlia, alla quale questo blog è intitolato. È stato per lei e con lei che ho iniziato la costruzione della casetta.

Festeggiamo!!!

My blog has recently exceeded 500,000 views, a milestone that I never imagined I could reach, especially because I haven’t published much in recent times.

Therefore I would like to take this opportunity to thank all my faithful followers who never quit even when the posts were sporadic and all the frequent and occasional visitors with whom I share the passion for dollhouses and miniature DIYs. All together you have contributed to this success…. so a heartfelt thanks to all of you!

But a very special thanks goes to Dada, my daughter, after whom this blog is named. It was for her and with her that I started the construction of the dollhouse.

Let’s celebrate!

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Buon compleanno Dada!

… ed un altro anno è volato….

Buon compleanno Dada!!!

Tanti baci ed abbracci dalla tua mamma

🌸  🌸  🌸

… and another year flew by….

Happy birthday Dada!!!

Hugs ‘n’ kisses from your mom

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L’Arca di Noè giocattolo – Noah’s Arks toy – Arca de Noé de juguete

Tra i vari giocattoli in uso nell’Ottocento, l’Arca di Noè era sicuramente tra i più amati. Ce n’era una in ogni famiglia vittoriana benestante. Per questo ne ho realizzata una  anche per il bambino che vive nella mia casetta.

Noah’s Ark was certainly among the most loved toys in the nineteenth century. Every wealthy Victorian family had one. For this reason I made one for the child who lives in my dollhouse.

Entre los diversos juguetes utilizados en el siglo XIX, el Arca de Noé fue sin duda uno de los más queridos. Había uno en cada familia victoriana adinerada. Por eso también hice uno para el niño que vive en mi casa.

3 arche di Noè giocattolo tedesche / 3 German Noah’s Ark play toys – via liveauctioneers.com

Il gioco si componeva di una barca, che il più delle volte aveva l’aspetto di una casa galleggiante, ed una serie di coppie di animali di diverse specie, dalle più comuni alle più esotiche. Completavano il gruppo Noè e la sua famiglia. 

L’Arca è un gioco classico che aveva una componente ludica ed al tempo stesso educativa. Aiutava i bambini a famigliarizzare con il mondo animale ed a scoprirne la varietà. Al tempo stesso li avvicinava al racconto religioso, spiegando il legame dell’uomo con dio ed il significato di moralità. La religione era infatti una tappa fondamentale nella formazione degli individui del XIX secolo.

The toy consisted of a boat, which mostly looked like a floating house, and a series of pairs of animals of different species, from the most common to the most exotic. Noah and his family completed the group.

The Ark is a classic toy that had a playful and at the same time educational component. It familiarized children with the animal world and helped them to discover its variety. At the same time it brought them closer to the religious story, explaining the link between man and god and the meaning of morality. Religion was in fact a fundamental stage in the formation of individuals in the nineteenth century.

El juego consistía en una barca, que la mayor parte del tiempo tenía la apariencia de una casa flotante, y una serie de parejas de animales de diferentes especies, desde los más comunes hasta los más exóticos. Noé y su familia completaron el grupo.

El Arca es un juego clásico que tuvo un componente lúdico y al mismo tiempo educativo. Ayudó a los niños a familiarizarse con el mundo animal y a descubrir su variedad. Al mismo tiempo, los acercó a la historia religiosa, explicando el vínculo entre el hombre y Dios y el significado de la moral. La religión fue de hecho una etapa fundamental en la formación de los individuos en el siglo XIX.

Arca di Noè, litografia colorata a mano / Noah’s Ark 1874–78, hand-colored lithograph, published by Currier & Ives (New York) – via metmuseum.org

La storia di Noè e dell’Arca è raccontata nel libro della Genesi, il primo libro della Torah del Tanakh ebraico e nel Vecchio Testamento della Bibbia cristiana. Dio non era soddisfatto di come gli uomini si stessero comportando. Affida quindi al Patriarca biblico, che era un uomo retto e pio, l’incarico di costruire una grande Arca e di mettere in salvo la sua famiglia ed una coppia di esemplari di ogni specie di animali terrestri, perché avrebbe inviato sulla terra il Diluvio Universale per sterminare l’umanità corrotta e malvagia.

Noè con la moglie, i figli e le nuore costruì una grande imbarcazione e vi si rifugiò con i suoi cari, gli animali e sufficiente cibo per tutti.

Il diluvio durò 40 giorni e 40 notti, sommergendo le terre ed uccidendo tutti gli uomini. Quando le acque si ritirano, tutti scesero dall’Arca e ripopolarono il mondo.

The story of Noah and the Ark is told in the book of Genesis, the first book of the Torah of the Hebrew Tanakh and in the Christian Old Testament. God was not satisfied with the men’s behavior. He therefore entrusts the biblical Patriarch, who was a righteous and pious man, to build the Ark and to save his family and two of every kind of terrestrial animal, because he would send a Flood on earth to exterminate corrupt and evil humanity.

Noah with his wife, sons and daughters-in-law built a large boat where they took refuge together with the animals and enough food for everyone.

The Flood lasted 40 days and 40 nights, covering the earth with water and killing all men. When the waters recede, Noah, his loved ones and the animals got off the Ark and repopulated the world.

La historia de Noé y el Arca se cuenta en el libro del Génesis, el primer libro de la Torá del Tanaj hebreo y en el Antiguo Testamento de la Biblia cristiana. Dios no estaba satisfecho con cómo se comportaban los hombres. Luego confía al Patriarca bíblico, que era un hombre justo y piadoso, la tarea de construir una gran Arca y salvar a su familia y un par de especímenes de todas las especies de animales terrestres, porque enviaría el Gran Diluvio a la tierra para exterminar a la humanidad corrupta y malvada.

Noé con su esposa, hijos y nueras construyeron un gran bote y se refugiaron allí con sus seres queridos, animales y comida suficiente para todos.

La inundación duró 40 días y 40 noches, sumergiendo las tierras y matando a todos los hombres. Cuando las aguas retrocedieron, todos salieron del Arca y repoblaron el mundo.

L’Arca di Noè, di Aurelio Luini – affresco della chiesa di San Maurizio, Milano / Noah’s Ark, by Aurelio Luini – fresco in the church of San Maurizio, Milan, Italy ca. 1560- 1965 – foto Ersilia Fiorucci

Sebbene io sia nata a Milano, sono entrata per la prima volta nella Chiesa di San Maurizio solo due anni fa! L’interno è spettacolare e lascia senza fiato per la sua bellezza. Tutte le pareti ed i soffitti sono completamente e riccamente affrescati in stile rinascimentale. Gli affreschi, di scuola lombarda, ritraggono storie di santi, parabole ed episodi biblici.

La Chiesa benedettina appartiene all’ex Monastero maggiore, il più grande cenobio femminile della città. La costruzione iniziò nell 1503  e durò solo 6 anni. Gli affreschi furono affidati a Bernardino Luini e poi proseguiti dai figli. Ed è proprio il più giovane, Aurelio, che eseguì nel Coro delle Monache i tre episodi tratti dalla storia dell’Arca di Noè. Io sono rimasta incantata ad ammirare ogni dettaglio che rende queste scene vive e movimentate. 

Quando potremo tornare a viaggiare, vi invito a venire a visitare questo gioiello dell’arte lombarda che è stato definito la “Cappella Sistina di Milano”. Intanto potete fare un giro virtuale con questo video. Al minuto 11:28 si vede anche il ciclo pittorico dedicato all’Arca di Noè.

Although I was born in Milan, I went inside the Church of San Maurizio for the first time only two years ago! The interior is spectacular and leaves you breathless for its beauty. All the walls and ceilings are completely and richly frescoed in Renaissance style. The frescoes, from the Lombard school, portray stories of saints, parables and biblical episodes.

The Benedictine Church belongs to the former major monastery, the largest female religious center in the city. Construction began in 1503 and lasted only 6 years. The frescoes were entrusted to Bernardino Luini and then continued by his sons. And it is precisely the youngest, Aurelio, who painted the three episodes taken from the story of Noah’s Ark in the Nuns’ Choir. I was enchanted by every detail that makes these scenes come alive.

When we will be able to travel again, I invite you to come and visit this jewel of Lombard art which has been called the “Milan’s Sistine Chapel”. Meanwhile, you can take a virtual tour with this video. At 11:28 minutes you can see the pictorial cycle dedicated to Noah’s Ark.

Aunque nací en Milán, entré por primera vez en la Iglesia de San Maurizio hace solo dos años. El interior es espectacular y te deja sin aliento con su belleza. Todas las paredes y techos están completa y ricamente pintados al fresco en estilo renacentista. Los frescos, de la escuela lombarda, retratan historias de santos, parábolas y episodios bíblicos.

La Iglesia Benedictina pertenece al antiguo monasterio mayor, el monasterio femenino más grande de la ciudad. La construcción comenzó en 1503 y duró solo 6 años. Los frescos fueron confiados a Bernardino Luini y luego sus hijos continuaron. Y es precisamente el más joven, Aurelio, quien interpretó los tres episodios extraídos de la historia del Arca de Noé en el Coro de Monjas. Me encantó admirar cada detalle que hace que estas escenas cobren vida y sean animadas.

Cuando podamos volver a viajar, les invito a que vengan a visitar esta joya del arte lombardo que ha sido llamada la “Capilla Sixtina de Milán”. Mientras tanto, puede realizar un recorrido virtual con este video. A las 11:28 minutos también se puede ver el ciclo pictórico dedicado al Arca de Noé.

xilografia dell’Arca di Noè – Bibbia tedesca di Anton Koberger / woodcut of Noah’s Ark – German Bible by Anton Koberger – © The University of Edinburgh

La parola “arca” deriva dal latino “arcére“, che significa proteggere, contenere. Arca è anche sinonimo di cassa di legno. Forse è proprio per questo l’imbarcazione di Noè è stata chiamata così. Infatti al suo interno sono stati portati in salvo i migliori esemplari di animali ed uomini.

All’inizio l’Arca di Noè veniva rappresentata proprio come un’enorme cassa di legno galleggiante. È soltanto attorno al XII secolo che la forma si modifica e viene raffigurata come una casa con tetto inclinato, che ricorda una nave.

The word “Ark” derives from the Latin “arcére“, which means to protect, to contain. Furthermore arca in Latin signifies chest. Maybe that’s why Noah’s boat was named Ark and in fact, the boat preserved Noah and the animals from the Flood.

In the beginning, Noah’s Ark was represented as a huge floating wooden chest. It was only around the 12th century that the shape changed and it was depicted as a house with a sloping roof, that resembled a ship.

La palabra “arca” proviene del latín “arcére“, que significa proteger, contener. Arca también es sinónimo de caja de madera. Quizás por eso el barco de Noé recibió su nombre. De hecho, los mejores ejemplares de animales y hombres han sido puestos a salvo en el interior.

Al principio, el Arca de Noé se representaba simplemente como un enorme cofre de madera flotante. Es solo alrededor del siglo XII cuando la forma cambia y se representa como una casa con un techo inclinado, que recuerda a un barco.

Arca di Noé tedesca di legno dipinto – German painted wood Noah’s Ark – via iveauctioneers.com

Nel mondo dei giocattoli le Arche potevano avere forme diverse tra loro. Molto diffuse erano quelle con il fondo piatto.

Le versioni più antiche avevano il tetto amovibile, che permetteva di mettere gli animali all’interno della barca.

In the toys’ world, Arks could have different shapes. Very popular were those with a flat bottom.

The older versions had a removable roof, which allowed to place the animals inside the boat.

En el mundo de los juguetes, las Arcas pueden tener diferentes formas. Muy populares fueron los de fondo plano.

Las versiones anteriores tenían un techo removible, lo que permitía colocar animales dentro de la barca.

Arca di Noè tedesca da tirare – German Noah’s Ark Pull Toy – via liveauctioneers.com

Altre potevano avere il fondo a forma di scafo ed erano più costose. In particolare quella nella foto qui sopra era montata su delle ruote, così da poter essere trainata con una corda. Alcune avevano il fondo chiuso e forse potevano galleggiare veramente.

Others might have hull-shaped bottoms and were more expensive. The one in the photo above had wheels, so that it could be pulled along with a grip rope. Some had closed bottoms and perhaps could really float.

Otros podían tener un fondo en forma de casco y eran más caros. En particular, el de la foto de arriba estaba montado sobre ruedas, para poder remolcarlo con una cuerda. Algunos tenían fondos cerrados y quizás realmente pudieran flotar.

Noah`s Ark, 1860 – 1870, Erzgebirge, Germany – liveauctioneers.com

Le pareti dell’Arca erano spesso dipinte. Potevano avere l’aspetto delle tipiche case a graticcio tedesche, “Fachwerkhäuser“, come quella nella foto precedente, oppure avevano dei decori a fantasia. A partire dalla seconda metà dell’800, iniziarono ad essere decorate con l’aggiunta di litografie, riducendo così i costi di produzione.

The Ark’s walls were often painted. They could look like the typical German half-timbered houses, the “Fachwerkhäuser“, – see the previous picture above – or they had fancy decorations. Starting from the second half of the 19th century, they began to be decorated with the addition of lithographs, thus reducing production costs.

Las paredes del Arca se pintaron a menudo. Podrían haber parecido las típicas casas de entramado de madera alemanas, “Fachwerkhäuser“, como la de la foto anterior, o tenían decoraciones elegantes. A partir de la segunda mitad del siglo XIX, comenzaron a decorarse con la adición de litografías, reduciendo así los costos de producción.

Arca di Noè del Erzgebirge / Erzgebirge Noah’s Ark – via bertoiaauctions.hibid.com

Spesso sui tetti veniva disegnata una colomba con un ramo d’ulivo nel becco. Ciò faceva riferimento al racconto biblico nel quale si diceva che era stato quest’uccello a segnalare a Noè che il diluvio era finalmente terminato e che stava per iniziare un periodo di pace tra Dio e l’uomo.

Often a dove with an olive branch in its beak was painted on the roofs. This referred to the biblical narrative where this bird gave Noah the signal that the Flood had finally receded and that a period of peace between God and man was about to begin.

A menudo, en los techos se dibujaba una paloma con una rama de olivo en el pico. Esto se refería al relato bíblico en el que se decía que fue este pájaro el que le indicó a Noé que el diluvio finalmente había terminado y que un período de paz entre Dios y el hombre estaba por comenzar.

Arca di Noè in legno intarsiato – Noah’s Ark is inlaid wood, ca. 1900 – via liveauctioneers.com

Le Arche più ricercate e preziose erano quelle realizzate con intarsi di legno colorato. Potevano avere anche superfici di paglia intrecciata. Alcune erano realizzate dai prigionieri e si dice che usassero la paglia del loro materasso. Se visitate la pagina di Vallejo Gallery potete vedere un esemplare realizzato nel 1800 da un prigioniero di guerra napoleonico.

The Arks made with colored wood inlays where the most sought after and precious. They could also have surfaces of woven straw. Some were made by prisoners and it is said that they used bedding straw. If you visit the Vallejo Gallery page you can see an example made in 1800 by a Napoleonic prisoner of war.

Las Arcas más buscadas y preciosas fueron las realizadas con incrustaciones de madera de colores. También podrían tener superficies de paja tejida. Algunos fueron hechos por prisioneros y se dice que usaron paja de su colchón. Si visitas la página de la Galería Vallejo puedes ver un ejemplo realizado en 1800 por un prisionero de la guerra napoleónica.

Arca di Noè dei Monti Metalliferi – ERZGEBIRGE Noah`s ark Noah, “Schiffsarche”, ca 1900 – via liveauctioneers.com

Quest’Arca è stata prodotta in Germania all’inizio del ‘900 ed è un modello più elaborato. Una parete laterale può essere rimossa per dare accesso alle 6 stalle disposte su 2 piani.

This Ark was made in Germany in the early 1900s and is a more elaborate model. A side wall can be removed to give access to the 6 stables over 2 floors.

Esta Arca se produjo en Alemania a principios del siglo XX y es un modelo más elaborado. Se puede quitar una pared lateral para dar acceso a los 6 establos repartidos en 2 plantas.

Erzgebirge Noah’s Ark 5 figures and numerous pairs of animals * A total of 50 parts * from at 1840/1850 – via antiktoystore.de

Il set comprendeva, oltre all’Arca ed ad un numero variabile di coppie di animali, anche 8 figure umane: Noè, la moglie, i tre figli e le rispettive consorti.

The set included, in addition to the ark and a variable number of pairs of animals, also 8 human figures: Noah, his wife, his three children and their respective spouses.

El conjunto incluía, además del Arca y un número variable de parejas de animales,  también 8 figuras humanas: Noé, su esposa, sus tres hijos y sus respectivos cónyuges.

Arca di Noè giocattolo a fondo piatto fine del XIX secolo / Late 19th Century Flat Bottom Toy Noah’s Ark  – via clivedevenishantiques.com

La maggior parte delle Arche di Noè giocattolo erano prodotte in Germania e provenivano in particolare dalla regione dei Monti Metalliferi, Erzgebirge in tedesco. Nel XVII secolo, quando il boom minerario terminò, la popolazione della Sassonia si rivolse ad altre forme di reddito come la produzione di merletti, passamaneria ed intaglio del legno, trasformando così attività svolte nel tempo libero in vere e proprie imprese artigianali a conduzione famigliare. 

La zona diventò un famoso centro di produzione di giochi in legno, che esportava in tutto il mondo. Per avere un’idea della varietà di giocattoli prodotti, che ancora oggi sono rinomati, potete visitare il sito del museo del giocattolo a Seiffen, Spielzeugmuseum Seiffen.

Most of the Noah’s Ark toys were made in Germany and more precisely in the Erzgebirge, the Ore Mountains. In the seventeenth century, when the mining boom ended, the population of Saxony switched to other forms of income such as the production of lace, trimmings and wood carving. So free-time activities turned into cottage industries.

The area became a famous production center of wooden toys and they were exported all over the world. To get an idea of the variety of products, that are still popular today, you can visit the site of the toy museum in Seiffen, Spielzeugmuseum Seiffen.

La mayoría de los juguetes Noah Arks se fabricaron en Alemania y provienen, en particular, de la región de Erzgebirge, los Montes Metálicos. En el siglo XVII, cuando terminó el boom minero, la población de Sajonia se volcó hacia otras formas de ingresos como la producción de encajes, pasamanería y talla de madera, transformando así las actividades que desarrollaban en su tiempo libre en verdaderos negocios artesanales familiares.

La zona se convirtió en un famoso centro de producción de juegos de madera, que exportaba a todo el mundo. Para hacerse una idea de la variedad de juguetes producidos, que todavía son populares hoy en día, puede visitar el sitio web del museo del juguete en Seiffen, Spielzeugmuseum Seiffen.

famiglia del Erzgebirge che produce animali di legno / family from the Erzgebirge producing wooden animals – © Bildarchiv Preußischer Kulturbesitz – via ghdi.ghi-dc.org

Anche i bambini contribuivano con il loro lavoro. Ogni famiglia era specializzata in un tipo di lavorazione. La produzione poteva avvenire per tipologia di animale. C’era chi realizzava solo leoni, chi solo giraffe, etc…. Oppure le famiglie eseguivano solo una parte della lavorazione. Così c’era chi, partendo da una tavola di legno grezzo, preparava un abbozzo degli animali, un’altra poi li intagliava a mano e li rifiniva ed infine altri ancora li dipingevano.

Gli animali a volte avevano forme morfologicamente non precise o colori fantasiosi. Trattandosi perlopiù di animali di altri continenti, essi erano sconosciuti alla maggior parte degli artigiani e questi non sapevano che aspetto avessero in realtà.

Gli esemplari della stessa coppia erano pressoché identici. Mi è capitato di vedere un leone ed una leonessa, tutte e due con la criniera. Solo raramente avevano pose differenti l’uno dall’altro.

Also children were employed. Each family specialized in a certain type of processing. Some produced only one sort of animal. There were those who made just lions, others giraffes, etc …. Or families made only one step of processing. There were those who, starting from a wooden board, prepared rough shaped animals, then others carved them and finally others painted them.

Animals sometimes were morphologically inaccurate and had fanciful shapes and colors. Most of them where from other continents and artisans didn’t know what they looked like in reality.

Couples were just duplicates of the same shape. I happened to see a lion and a lioness, both with mane. Only rarely they were represented in different poses.

Los niños también contribuyeron con su trabajo. Cada familia se especializó en un tipo de procesamiento. La producción puede realizarse por tipo de animal. Había quienes hacían solo leones, otros solo jirafas, etc … O las familias solo realizaban parte del procesamiento. Entonces hubo quienes, partiendo de una tabla de madera tosca, prepararon un boceto de los animales, otros luego los tallaron a mano y los terminaron y finalmente otros los pintaron.

Los animales a veces tenían formas morfológicamente inexactas o colores extravagantes. Siendo en su mayoría animales de otros continentes, eran desconocidos para la mayoría de los artesanos y no sabían cómo eran en realidad.

Los ejemplares del mismo par eran casi idénticos. Por casualidad vi un león y una leona, ambos con melena. Rara vez fueron representados en diferentes poses.

Arca di Noè / Noah’s Ark prodotta da R. Bliss Mfg. Co., ca.1900 – The Strong National Museum of Play – via artsandculture.google.com

Per la realizzazione degli animali della mia Arca mi sono ispirata al modello nella foto qui sopra, prodotto da R. Bliss Manufacturing Company. Questa ditta americana (1832 – 1935) era diventata famosa per la produzione di giocattoli, in particolare case delle bambole e barche, realizzate in legno e rivestite poi con carta litografata. Se siete interessati alle casette, potete leggere un breve storia in inglese su Cause a Frockus.

I loro macchinari tecnologicamente avanzati permettevano un taglio del legno accurato e preciso. Le litografie dai colori brillanti ed i disegni molto dettagliati “vestivano” poi i giochi conferendo un aspetto ricco a prodotti accessibili anche alle famiglie meno abbienti.

For the animals of my Ark I was inspired by the model in the picture above. This toy was produced by R. Bliss Manufacturing Company. This American firm (1832 – 1935), had become famous for making toys, in particular dollhouses and boats, made of wood and then covered with lithographed paper. If you are interested in these houses, you can read a short story on Cause a Frockus.

Their technologically advanced cutting machines allowed accurate and precise woodworking. The brightly colored lithographs and very detailed drawings “dressed up” the toys, giving a rich look to products that were so accessible even to less well-off families.

Para la realización de los animales de mi Arca me inspiré en el modelo de la foto de arriba, producido por R. Bliss Manufacturing Company. Esta empresa estadounidense (1832-1935) se había hecho famosa por fabricar juguetes, en particular casas de muñecas y barcos, hechos de madera y luego cubiertos con papel litografiado. Si está interesado en las casas, puede leer una historia  breve en ingles aquí Cause a Frockus.

Su maquinaria tecnológicamente avanzada permitió un corte de madera exacto y preciso. Las litografías de colores brillantes y los dibujos muy detallados “vistieron” los juegos, dando un aspecto rico a los productos accesibles incluso para las familias menos acomodadas.

La mia Arca di Noè giocattolo è un modello semplice. Ha la base della barca piatta. La casetta ha un bordo geometrico litografato che decora le facciate lunghe. Mentre su ognuna di quelle corte c’è un medaglione con all’interno la lettera “N”, l’iniziale del Patriarca. Completano la casa le finestre ed una porta.

Il tetto spiovente ha le tegole ed una parte si può aprire per dare accesso all’interno della barca.

Completano l’Arca 8 coppie di animali, fissati su dei piedistalli, provenienti da diverse parti del mondo: 5 dall’Africa, 1 dall’Artide e 2 domestici.

My Noah’s Ark toy is a simple model. It has a flat boat bottom. The house has a lithographed geometric border that decorates the long facades. While on each of the short ones there is a medallion with the letter “N”, the initial of the Patriarch. Windows and a door complete the house.

The sloping roof has tiles and a part can be opened to give access to the inside of the boat.

With the Ark come 8 pairs of animals on pedestals. They are from different parts of the world: 5 from Africa, 1 from the Arctic and 2 domestic.

Mi juguete el Arca de Noé es un modelo simple. Tiene una base de barco plana. La casa tiene una cenefa geométrica litografiada que decora las largas fachadas. Mientras que en cada uno de esos patios hay un medallón con la letra “N” en su interior, la inicial del Patriarca. Ventanas y puerta completan la casa.

El techo inclinado tiene tejas y una parte se puede abrir para dar acceso al interior del barco.

El Arca se completa con 8 parejas de animales, fijados en pedestales, procedentes de diferentes partes del mundo: 5 de África, 1 del Ártico y 2 domésticos.

Dopo aver creato le immagini degli animali e dell’esterno dell’Arca con il programma grafico gratuito GIMP, ho stampato il foglio in alta qualità. Per ottenere immagini con le dimensioni corrette, ho personalizzato le impostazioni di stampa della stampante mettendo il ridimensionamento al 100% e togliendo la spunta alla voce “adatta e centra”.

Potete scaricare il pdf qui.

First I designed the images of the animals and the exterior of the Ark with GIMP the free graphics editor. then I printed the sheet in high quality. To get images in the correct size, I customized the print settings of the printer by putting the resizing to 100% and unchecking “fit to page”.

You can download the pdf here.

Después de crear las imágenes de los animales y el exterior del Arca con el programa de gráficos gratis GIMP, imprimí la hoja en alta calidad. Para obtener imágenes con el tamaño correcto, personalicé la configuración de impresión de la impresora colocando el cambio de tamaño al 100% y desmarcando el elemento “ajustar y centrar”.

Puede descargar el pdf aquí.

Ho iniziato a lavorare all’Arca. Con cutter e riga di metallo ho tagliato lungo il contorno delle facciate e delle due falde del tetto di carta. Ho preferito tenere la riga sopra il disegno stesso.  È più difficile vedere il punto esatto dove eseguire il taglio, ma questo accorgimento evita che la lama inavvertitamente tagli la stampa, perché questa rimane protetta sotto la riga. 

I started working on the Ark. With a cutter and a metal ruler I cut along the contour of the facades and the two parts of the roof. I preferred to keep the ruler on the drawing itself. It is more difficult to see exactly where to cut, but this prevents the blade from accidentally cutting the print, because it remains protected under the ruler.

Empecé a trabajar en el Arca. Con un cúter y una regla de metal corté los contornos de las fachadas y los dos lados del techo de papel. Preferí mantener la línea por encima del dibujo. Es más difícil ver exactamente dónde cortar, pero esto evita que la cuchilla corte inadvertidamente la impresión, ya que permanece protegida debajo de la regla.

Dopo aver praticato l’apertura della porta, ho piegato la carta della facciate in corrispondenza di ogni angolo della casetta.

After cutting out the door, I folded the paper of the facade in correspondence of each corner of the house.

Después de haber practicado la apertura de la puerta, doblé el papel de la fachada en correspondencia de cada rincón de la casa.

Per fare la struttura ho utilizzato il cartoncino riciclato delle scatole di cereali. Essendo lo spessore del cartoncino un po’ leggero l’ho usato doppio. Ho quindi tagliato 2 pezzi identici per ogni elemento e poi li ho accoppiati, incollandoli insieme.

Ho tagliato i seguenti rettangoli:

Per il tetto:

2 pezzi per la falda A: 1,9 cm x 4,7 cm

2 pezzi per la falda B: 1,9 cm x 4,7 cm

per la struttura:

2 pezzi per la facciata lunga C: 3,7 cm x 2,1 cm

2 pezzi per la facciata lunga D: 3,7 cm x 2,1 cm

2 pezzi per la facciata corta E: 1,7 cm x 3,1 cm 

2 pezzi per la facciata corta F: 1,7 cm x 3,1 cm

For the structure I used recycled cardboard from cereal boxes. Since the thickness of the cardboard is a bit light, I used a double layer. So I cut 2 identical pieces for each element and then I glued them together.

I cut the following rectangles:

For the roof:

2 pieces for part A: 1.9cm x 4.7cm

2 pieces for part B: 1.9cm x 4.7cm

for the structure:

2 pieces for the long facade C: 3.7 cm x 2.1 cm

2 pieces for long facade D: 3.7 cm x 2.1 cm

2 pieces for short facade E: 1.7cm x 3.1cm

2 pieces for short facade F: 1.7cm x 3.1cm

Para hacer la estructura utilicé cartón reciclado de cajas de cereales. Como el grosor del cartón es un poco liviano, lo usé dos veces, así que corté 2 piezas idénticas para cada elemento y luego las acoplé, pegándolas.

Corté los siguientes rectángulos:

Para el techo:

2 piezas para la parte A: 1,9 cm x 4,7 cm

2 piezas para la parte B: 1,9 cm x 4,7 cm

 

para la estructura:

2 piezas para la fachada larga C: 3,7 cm x 2,1 cm

2 piezas para la fachada larga D: 3,7 cm x 2,1 cm

2 piezas para el fachada corta E: 1,7 cm x 3,1 cm

2 piezas para la fachada corta F: 1,7cm x 3,1cm

Prima di procedere al taglio dei pezzi di cartone, verificate che le vostre misure della stampa corrispondano alle mie. Misurate la dimensione delle facciate C e D e di ogni falda del tetto.

La larghezza dei cartoncini delle facciate corte è più piccola di quella della carta. Infatti ad essa bisogna sottrarre 2 volte lo spessore del cartoncino stesso. I mei misurano 1,9 cm – 0,2 cm = 1,7 cm.

Nel caso la vostra stampa abbia misure diverse, dovrete modificare quelle del cartone di conseguenza. 

Before cutting the cardboard pieces, check that your measurements of the paper print correspond to mine. Measure the size of facades C and D and each part of the roof.

The width of the cards of the short facades is smaller than that of the paper. In fact you have to subtract twice the thickness of the card itself. Mine measure 1.9 cm – 0.2 cm = 1.7 cm.

In case your print has different sizes, you will have to modify those of the cardboard accordingly.

Antes de cortar las piezas de cartón, compruebe que las medidas de su impresión coincidan con las mías. Mida el tamaño de las fachadas C y D y de cada parte del techo.

El ancho de las tarjetas de las fachadas cortas es menor que el del papel. De hecho hay que restar el doble del grosor del cartón. La mía mide 1,9 cm – 0,2 cm = 1,7 cm.

En caso de que su impresión tenga diferentes tamaños, deberá modificar los del cartón en consecuencia.

Lo spessore del cartoncino va raddoppiato, unendo due parti identiche. Ho lasciato la parte con la stampa all’interno, così da avere superfici grigie su ambo i lati. Con un pennello ho steso la colla vinilica, distribuendola in modo omogeneo, soprattutto lungo i margini. Poi ho pressato i due pezzi insieme ed ho eliminato l’eventuale eccesso di colla fuoriuscito lungo i bordi.

The thickness of the cardboard must be doubled by glueing two identical pieces together. I left the printed surface inside, so the grey surfaces were on the outside. With a brush I spread the vinyl glue evenly, especially along the edges. Then I pressed the two pieces together and wiped any excess glue that leaked along the borders.

El grosor del cartón debe duplicarse uniendo dos partes idénticas. Dejé la pieza con la impresión dentro, para tener superficies grises en ambos lados. Con una brocha esparzo el pegamento vinílico, distribuyéndolo uniformemente, sobre todo por los bordes. Luego presioné las dos piezas juntas y eliminé el exceso de pegamento que se escapó por los bordes.

Poi ho preparato le due facciate corte E e F, eliminando gli angoli in altro ai 4 cartoncini per creare le parti spioventi del tetto.

Ho incollato 2 cartoncini creando la facciata F. La stampa è rimasta all’interno dei due pezzi.

Prima di unire anche la seconda coppia, ho praticato il foro della porta in uno dei due cartoncini. L’apertura misura 0,7 cm x 1.7 cm ed è centrata. Su ogni lato del foro ci sono 0,5 cm. Ho steso la colla su una delle facciate con la stampa ed ho unito i due pezzi. Ho atteso che fossero asciutti e con cautela ho tagliato l’apertura anche nel cartoncino sottostante. Se si taglia prima che la colla sia asciutta, i pezzi potrebbero scivolare e staccarsi.

Infine ho dipinto lo spessore ed il contorno esterno della porta con un pennarello nero. Il colore chiaro del cartone sarebbe infatti risaltato troppo, mentre  il nero si accostava meglio al profilo verde scuro dell’infisso. E così anche la facciata E era pronta.

Then I prepared the two short facades E and F, by eliminating the corners at the top of the 4 cards to create the sloping parts of the roof.

I glued 2 cards to create facade F. The print remained inside the two pieces.

Before glueing the second pair together, I cut out the opening for the door in one of the two cardboards. The opening measures 0.7cm x 1.7cm and is centered. There are 0,5 cm on each side of the aperture. I spread the glue on the printed side of one of the two cardboards and joined the two pieces together. I waited until they were dry and carefully cut the opening in the cardboard below. If you cut before the glue has set, the pieces may slide and come apart.

Finally I painted the inner and outer outline of the door with a black marker. Otherwise the light color of the cardboard would have stood out too much, while the black color matched better the dark green door frame. And so facade E was ready too.

Luego preparé las dos fachadas cortas E y F, eliminando las esquinas en la parte superior de los cuatro cartones para crear las partes inclinadas del techo.

Pegué 2 cartones para crear la fachada F. La impresión quedó dentro de las dos piezas.

Antes de unir también al segundo par, perforé el agujero de la puerta en uno de los dos cartones. La abertura mide 0,7 cm x 1,7 cm y está centrada. A cada lado del agujero hay 0,5 cm. Esparcí el pegamento en uno de los lados con el estampado y uní las dos piezas. Esperé hasta que se secaron y corté con cuidado la abertura en el cartón de abajo. Si corta antes de que se seque el pegamento, las piezas pueden resbalar y desprenderse.

Finalmente pinté el grosor y el contorno exterior de la puerta con un rotulador negro. De hecho, el color claro del cartón destacaría demasiado, mientras que el negro coincidía mejor con el perfil verde oscuro del marco. Y entonces la fachada E también estaba lista.

Con la colla vinilica ho assemblato le 4 facciate della casa. Quelle lunghe C e D vanno incollate a fianco delle corte E e F. Questo vuol dire che guardando le facciate corte si vede lo spessore dei lati lunghi, vedi foto. 

Using the vinyl glue, I assembled the 4 facades of the house. The long ones C and D must be glued to the short facades E and F. This means that looking at the short facades you can see the thickness of the long sides, see photo.

Con cola vinílica monté las 4 fachadas de la casa. Los largos C y D están pegados al lado de los cortos E y F. Esto significa que mirando las fachadas cortas se puede ver el grosor de los lados largos, ver foto.

Ho iniziato ad incollare la carta partendo dalla facciata corta E, quella con la porta. Ho steso la colla vinilica sul cartoncino, per evitare d’inumidire la carta, che altrimenti si sarebbe leggermente allungata e le misure del disegno non avrebbero più combaciato con quelle della struttura di cartone.

Con la pressione del dito ho fatto aderire bene la carte, facendo particolare attenzione ai profili della porta ed a tutti i bordi. Bisogna tenere le dita pulite e senza residui di colla. Infatti dita appiccicose possono rovinare la stampa o lasciare impronte lucide sulla carta. Per questo tengo sempre vicino una spugnetta leggermente bagnata, sulla quale detergo ogni volta le dita tra un passaggio e l’altro.

I started by glueing the paper to the short facade E, the one with the door. I spread the vinyl glue on the cardboard and not on the back of the paper. Moist paper slightly swells and so the design would no longer match the cardboard structure.

With the pressure of my finger I pressed the paper against the facade, paying particular attention to the profiles of the door and to all edges. Keep your fingers clean and without glue residues. Sticky fingers can ruin the print or leave shiny imprints on the paper. For this reason I always keep a slightly wet sponge nearby to clean my fingers between one step and another.

Empecé a pegar la tarjeta empezando por el lado corto E, el que tiene la puerta. Extiendo el pegamento vinílico sobre el cartón, para no mojar el papel, que de lo contrario se habría estirado un poco y las medidas del diseño ya no coincidirían con las de la estructura del cartón.

Con la presión de mi dedo hice que la tarjeta se adhiriera bien, prestando especial atención a los perfiles de la puerta y a todos los bordes. Mantenga sus dedos limpios y libres de residuos de pegamento. De hecho, los dedos pegajosos pueden arruinar la impresión o dejar huellas brillantes en el papel. Por eso siempre tengo cerca una esponja ligeramente húmeda, en la que me limpio los dedos cada vez entre una pasada y otra.

Ho incollato allo stesso modo il lato lungo C.

I glued the long facade C the same way.

Pegué la fachada larga C de la misma forma.

Quindi ho proseguito con il lato lungo D.

Then I continued with the long facade D.

Luego continue con la fachada larga D.

Ed infine ho concluso incollando l’ultimo lato corto F. La struttura con le pareti è così pronta.

And finally I glued the last short facade F. So the structure with the walls is ready.

Y finalmente pegué la última fachada corta F. La estructura con las paredes ya está lista.

Il tetto è composto dalle 2 falde A e B, una delle quali è apribile, per permettere al bambino di mettere gli animali dentro l’Arca. La cerniera è costituita da un pezzo di nastro adesivo di carta, alta 2 cm.

The roof is made of 2 parts: A and B. One of them can be lifted and opened, to allow the child to put the animals inside the Ark. The hinge is made with a 2 cm wide adhesive paper tape.

El tejado está hecho en 2 partes: A y B. Una de ellas puede abrir, para que el niño pueda meter los animales dentro del Arca. La bisagra está hecha de un trozo de cinta adhesiva de papel de 2 cm de altura.

Per prima cosa ho realizzato la falda A. Ho incollato insieme i 2 cartoncini che lo compongono. Poi vi ho applicato la carta con la stampa delle tegole. Anche in questo caso ho preferito stendere la colla sul cartone, anziché sulla carta.

First I made the part A. I glued the 2 cardboards together. Then I applied the paper with the tile print. Also in this case I preferred to spread the glue on the cardboard, rather than on the paper.

Primero hice la parte A. Pegué los dos cartones que la componen. Luego apliqué el papel con la impresión de mosaico. También en este caso preferí extender el pegamento sobre el cartón, en lugar del papel.

Inizialmente ho tenuto i 2 cartoncini della falda B separati. Ho incollato un terzo del nastro adesivo di carta sulla parte con la stampa del cartoncino B2. Il nastro è largo quasi quanto il tetto.

Initially I kept the 2 cards of part B separate. I glued a third of the masking tape to the printed side of part B2. The tape is almost as wide as the roof.

Inicialmente mantuve los dos cartones  de la parte B separados. Pegué un tercio de la cinta adhesiva a la parte impresa del cartón B2. La cinta es casi tan ancha como el techo.

Ho preso il cartoncino B2, quello con attaccato il nastro adesivo, e l’ho unito alla falda A. Tra i 2 cartoni ci deve essere uno spazio sufficiente che permetta alle 2 falde di ribaltarsi completamente l’una sopra l’altra – tegole contro tegole.

Attenzione la cerniera è posizionata al colmo del tetto. Pertanto è importante controllare che le tegole siano orientate nel modo giusto: la parte stondata delle tegole è rivolta verso la linea di gronda.

Il modo più facile per non incorrere in errori è quello di mettere il cartone B2 sul piano di lavoro con la parte appiccicosa del nastro rivolta verso l’alto ed appoggiarvi sopra il cartone A con il lato con le tegole rivolto verso l’alto. Così facendo, l’orientamento delle tegole è bene visibile e si può verificare subito che la falda sia stata posizionata nel verso giusto.

Ho girato il tetto ed ho fatto pressione per far aderire bene il nastro di carta ai 2 cartoni.

Poi ho steso la colla sulla parte grigia del pezzo B1 e vi ho incollato sopra la carta con le tegole. Quindi ho incollato questo pezzo sulla parte con la stampa del cartone B2  controllando che le tegole fossero con le parti stondate rivolte verso la linea di gronda.

I took cardboard B2, the one with the adhesive tape attached, and joined it to part A. Between the two pieces there must be enough space to allow them to completely tip one over the other – tiles against tiles.

Attention the hinge is positioned at the ridge of the roof. Therefore it is important to check that the tiles are oriented in the right way: the rounded part of the tiles faces the eave line.

The easiest way to avoid making mistakes is to place cardboard B2 on the table with the sticky part of the tape facing up and to place cardboard A on the tape with the side with the tiles facing up. By doing so, the orientation of the tiles is clearly visible and you can immediately check that the shingles have the correct orientation.

I turned the roof and pressed the masking tape to make it adhere well to the two cardboards.

Then I spread the glue on the grey side of piece B1 and glued the shingles on top of it. Afterwards I glued this piece onto the printed side of piece B2, making sure the shingles were with the rounded parts facing the eave line.

Tomé el cartón B2, el que tiene la cinta adhesiva adherida, y lo uní a la parte A. Entre las 2 piezas debe haber suficiente espacio para permitir que se vuelquen completamente una sobre la otra: tejas contra tejas.

Atención, la bisagra está colocada en la cresta del techo. Por lo tanto, es importante comprobar que las tejas estén orientadas de la forma correcta: la parte redondeada de las tejas se enfrenta a la línea del alero.

La forma más sencilla de evitar cometer errores es colocar cartón B2 en la superficie de trabajo con la parte adhesiva de la cinta hacia arriba y colocar el cartón A encima con el lado con las tejas hacia arriba. Al hacerlo, la orientación de los mosaicos es claramente visible y puede verificar de inmediato que el campo se ha colocado en la dirección correcta.

Giré el techo y presioné para que la cinta de papel se adhiriera bien a las 2 cajas.

Luego esparcí el pegamento sobre la parte gris de la pieza B1 y pegué las tejas sobre ella. Entonces pegué esta pieza en la parte con la impresión de cartón B2, verificando que las tejas estuvieran con las partes redondeadas hacia la línea del alero.

Le due falde del tetto si devono ribaltare completamente una sull’altra.

The two roof parts must fold completely one over the other.

Las dos partes del tejado deben estar completamente dobladas una sobre la otra.

Con un pennarello arancione ho colorato tutti i bordi dei cartoncini e la cerniera.

Using an orange marker, I colored all the edges of the cardboards and the hinge.

Con un rotulador naranja coloreé todos los bordes los cartones y la bisagra.

Mentre le parti interne del tetto, che hanno superfici più grandi, li ho dipinti con l’acquerello color arancione. Ho tenuto il colore piuttosto asciutto per evitare di bagnare eccessivamente il cartone, che altrimenti si sarebbe gonfiato o addirittura scollato.

Ho lasciato quindi il tetto ad asciugare, prima all’aria e poi sotto dei pesi.

While I painted the inner parts of the roof, which have larger surfaces, with orange watercolor. I kept the color fairly dry to avoid over-wetting the cardboard, which would otherwise swell or even unglue.

I then left the roof to dry, first in the air and then under weights.

Mientras que las partes internas del techo, que tienen superficies más grandes, las pinté con acuarela naranja. Mantuve el color bastante seco para evitar mojar demasiado el cartón, que de otro modo se hincharía o incluso se despegaría.

Así que dejé secar el techo, primero al aire y luego bajo pesos.

Nel frattempo ho creato lo scafo dell’Arca. Ho tagliato 3 cartoni identici:

3 pezzi: 3,8 cm x 6,2 cm 

Ho eliminato gli angoli alle 4 estremità e poi ho incollato i tre pezzi insieme, facendo in modo che le parti con la stampa fossero all’interno, non visibili.

In the meantime, I created the hull of the Ark. I cut 3 identical cardboard pieces:

3 pieces: 3.8 cm x 6.2 cm 

I removed the corners at the 4 ends and then glued the three pieces together, making sure that the parts with the print were on the inside, not visible.

Mientras tanto, he creado el casco del Arca. Corté 3 cartones idénticos:

3 piezas: 3,8 cm x 6,2 cm

Quité las esquinas de los 4 extremos y luego pegué las tres piezas juntas, asegurándome de que las partes con la impresión estuvieran adentro, no visibles.

Ho passato tutti i lati sulla carta vetrata fine per pareggiare eventuali imperfezioni e rendere omogenei i bordi.

Con gli acquerelli ho dipinto tutto di nero.

I ran all borders over fine sandpaper to even out any imperfections and smooth out the edges.

With watercolors, I painted everything black.

Pasé todos los lados sobre el papel de lija fino para nivelar las imperfecciones y suavizar los bordes.

Con las acuarelas pinté todo de negro.

Ho steso la colla vinilica lungo tutto il perimetro, sotto la spessore dei muri, della casetta e l’ho incollata sullo scafo, centrandola. È bene non riposizionare la casetta una volta appoggiata sullo scafo per evitare di sporcare di colla la pittura nera. Per questo ho calcolato ad occhio la posizione esatta di dove sarebbe dovuta andare. Ho avvicinato la casa lentamente e l’ho posata sullo scafo solo quando ero sicura di essere nel punto giusto.

Non essendo molto grande la superficie che deve tenere barca e scafo uniti, ho aggiunto un ulteriore strato di colla dentro la casa, facendo in modo che coprisse sia il pavimento che i muri. Una volta asciutta, la colla diventa trasparente. Il fatto che sia anche lucida non ha importanza, perché si trova all’interno, in una zona buia.

I spread vinyl glue all the way around the perimeter of the house, under the four walls and stuck it on the hull, centering it. It’s better not to reposition the house once it’s on the hull to avoid getting glue stains on the black paint. So I calculated by eye the exact position of where it should go. I moved the house slowly towards the hull and only laid it on it when I was sure I was in the right spot.

Since the area that holds house and boat bottom together is really small, I added an additional layer of glue inside the house, making sure it covered both the floor and the walls. Once dry, the glue becomes transparent. The fact that it’s also shiny doesn’t matter because it’s inside in a dark area.

Esparcí el pegamento vinílico en todo el espesor del perímetro en la base de la casa y lo pegué en el casco, centrándolo. Es mejor no reposicionar la casa una vez colocada en el casco para evitar que se manche de pegamento la pintura negra. Para ello calculé visualmente la posición exacta de donde debería ir. Metí la casa lentamente y solo la coloqué en el casco cuando estuve segura de que estaba en el lugar correcto.

Como la superficie que mantiene la casa y el fondo del barco juntos no es muy grande, agregué una capa adicional de pegamento dentro de la casa, asegurándome de que cubriera tanto el piso como las paredes. Una vez seco, el pegamento se vuelve transparente. El hecho de que también sea brillante no importa, porque está adentro, en una zona oscura.

A questo punto ho unito il tetto alla casetta. Bisogna incollare solo la falda A. Perciò ho steso la colla solo su un lato dei muri spioventi e sullo spessore della parete lunga che li congiunge. Anche in questo caso ho aggiunto poi un abbondante strato di colla che coprisse sia il muro interno che il tetto confinante per creare un punto di “saldatura” più estesa.

Per posizionare il tetto perfettamente centrato sulla casetta, ho appoggiato ambedue le falde ai muri sottostanti, controllando che la cerniera capitasse proprio sul colmo del tetto. Ho ribaltato la falda B sulla A ed ho tenuto i pezzi saldamente tra le dita fino a quando la colla ha fatto presa. Con uno stecchino ho pulito la colla eccessiva che era fuoriuscita. Infine ho richiuso il tetto ed ho messo degli elastici per tenere il tetto ben premuto contro la casa ed ho lasciato asciugare.

At this point I attached the roof to the house. Only part A needs to be glued. For this reason I spread glue only on one side of the sloping walls and on the thickness of the long wall that joins them. Again, I added a generous layer of glue covering both the interior wall and the adjoining roof to create a more extensive “welding” point.

To get the roof perfectly centered on the house, I leaned both flaps against the walls, making sure the hinge ended up on the roof’s ridge. I flipped part B over A and held the pieces firmly between my fingers until the glue set. With a toothpick, I wiped off any excess glue that leaked out. Finally, I closed the roof and used rubber bands to hold the roof tightly against the house and let it dry.

En este punto uní el techo a la casa. Solo es necesario pegar el paso A. Para esto apliqué el pegamento solo en un lado de las paredes inclinadas y en el grosor de la pared larga que las une. También en este caso agregué una abundante capa de pegamento que cubría tanto la pared interna como el techo vecino para crear un punto de “soldadura” más extenso.

Para colocar el techo perfectamente centrado en la casa, apoyé ambas pendientes contra las paredes subyacentes, verificando que la bisagra estuviera justo en la parte superior del techo. Pasé la parte B sobre la A y sostuve las piezas firmemente entre mis dedos hasta que el pegamento se fijó. Con un palillo limpié el exceso de pegamento que salía. Finalmente cerré el techo y puse unas gomas elásticas para mantener el techo bien pegado a la casa y lo dejé secar.

L’Arca è così pronta per accogliere gli animali.

The Ark is thus ready to welcome the animals.

El Arca ya está lista para recibir animales.

Sono passata poi alla preparazione degli animali. Nella mia Arca ci sono le seguenti 8 coppie:

2 giraffe – 2 elefanti – 2 zebre – 2 orsi polari – 2 dromedari – 1 leone ed 1 leonessa – 1 toro ed 1 mucca – 1 montone ed 1 pecora

Ogni esemplare è composto da due immagini, una per il lato destro ed una per quello sinistro. All’interno ci sono due strati di cartoncino che rendono il corpo tridimensionale. Ho usato un cartoncino leggero, così che fosse facile tagliarlo con le forbicine, e che non avesse stampe. Nella mia scorta di cartoni riciclati ho scelto quei divisori che si trovano negli scatoloncini di vino e che evitano che le bottiglie sbattano le une contro le altre.

Ho ritagliato grossolanamente tutti i disegni degli animali e li ho poi incollati sul cartoncino sul quale avevo steso della colla vinilica leggermente diluita con acqua. Ho aspettato che fossero ben asciutti e poi sono passata alla fase successiva.

I moved on preparing the animals. In my Ark there are the following 8 pairs:

2 giraffes – 2 elephants – 2 zebras – 2 polar bears – 2 dromedaries – 1 lion and 1 lioness – 1 bull and 1 cow – 1 ram and 1 sheep

Each animal is made of two images, one for the right side and one for the left side. Inside there are two layers of cardstock that make the body three dimensional. I used lightweight cardboard, so that it was easy to cut it with scissors. In my stash of recycled material, I chose those dividers found in wine boxes, that keep bottles from banging. They are plain and have no prints.

I roughly cut out all the drawings of the animals. Then I glued them on the cardstock on which I had spread some vinyl glue slightly diluted with water. I waited for them to dry and then I moved on to the next step.

Luego pasé a preparar a los animales. En mi Arca hay los siguientes 8 pares:

2 jirafas – 2 elefantes – 2 cebras – 2 osos polares – 2 dromedarios – 1 león y 1 leona – 1 toro y 1 vaca – 1 carnero y 1 oveja

Cada muestra consta de dos imágenes, una para el lado derecho y otra para el lado izquierdo. En el interior hay dos capas de cartón que hacen que el cuerpo sea tridimensional. Usé cartulina liviana, por lo que era fácil de cortar con tijeras y no tenía impresión. En mi stock de cartones reciclados he elegido aquellos divisores que se encuentran en las cajas de vino y evitar que las botellas se golpeen entre sí.

Recorté toscamente todos los dibujos de los animales y luego los pegué sobre el cartón sobre el que había extendido un poco de pegamento vinílico ligeramente diluido en agua. Esperé hasta que estuvieron completamente secos y luego pasé al siguiente paso.

Devo ammettere che questa parte m’incuteva un po’ di timore. Gli animali sono piccoli ed alcuni hanno minuscoli dettagli, come la coda, la proboscide, le gambe sottili, che sembrano particolarmente difficili da ritagliare con precisione.

Se non vi sentite tanto sicuri, Vi suggerisco d’iniziare con l’orso e la zebra, che sono quelli con le sagome più semplici.

L’attrezzatura che ho usato per i tagli è: una forbice normale per sgrossare le figure, forbicine per unghie di due misure, anche se quella più piccola è forse la più utile tra le due, ed un bisturi.

I must admit, I was a little worried about this part. The animals are small and some have tiny details, such as tails, trunks and thin legs, that seemed particularly difficult to cut out accurately.

If you don’t feel so confident, I suggest you start with the bear and the zebra, which have the simplest silhouettes.

The tools I used for the cuts are: a regular scissors to rough-cut the figures, nail scissors of two sizes, although the smaller one is perhaps the most useful of the two, and an x-Acto knife.

Debo admitir que esta parte me asustó un poco. Los animales son pequeños y algunos tienen pequeños detalles, como la cola, el tronco, las delgadas patas, que parecen particularmente difíciles de cortar con precisión.

Si no te sientes tan seguro, te sugiero que comiences por el oso y la cebra, que son los que tienen las siluetas más simples.

El equipo que utilicé para los cortes es: unas tijeras normales para desbastar las figuras, unas tijeras para uñas de dos tamaños, aunque quizás la más pequeña sea la más útil de las dos, y un bisturí.

Dopo aver eliminato con la forbice normale il cartone in eccesso, ho ritagliato con precisione i contorni delle figure usando la forbicina per le unghie. La lama curva facilita il seguire i contorni arrotondati. Un errore da evitare è quello di cercare di fare un taglio continuo, soprattutto in prossimità dei cambi di direzione, perché si rischia di sforzare la carta e di strapparla. Meglio fare tanti tagli separati, cambiando l’orientamento dei tagli e delle lame.

Ad esempio per tagliare la parte superiore della giraffa sono partita dall’attaccatura della coda, tenendo la parte curva delle lame all’esterno ed ho tagliato il contorno della coscia. Poi ho girato la forbice ed ho lasciato la parte curva delle lame verso il dorso della giraffa. Ho proseguito fino al garrese. Ho ripreso il taglio partendo dalle orecchie dell’animale. Tenendo la forbicina con le lame curve verso l’esterno, ho tagliato lungo il collo fino alla piega. Qui mi sono interrotta, ho girato nuovamente la forbicina ed ho proseguito fino al garrese dove i tagli si sono incontrati. 

Purtroppo con la forbicina non si arriva agevolmente nei punti più difficili, come tra le gambe o sotto la pancia. In questo caso torna utile il bisturi o un accoppiata forbicina e bisturi.

Nell’esempio della pecora si vede che non avrei potuto fare un taglio che parte dalle zampe anteriori alla pancia e lo spazio per partire dalla zampe posteriori è troppo stretto ed avrei sicuramente stortato le zampe posteriori. Così ho praticato con la forbicina tanti tagliati verso la pancia e poi con il bisturi ho seguito il profilo della pancia eliminando la carta all’interno di questa zona difficile da raggiungere.

Lo stesso ho fatto all’interno della zampe della giraffa e di tutti gli altri animali che avevano gambe sottili o ravvicinate.

After removing the excess cardboard with the regular scissors, I cut out with precision the contours of the figures using the nail scissors. The curved blade makes it easy to follow the rounded shapes. One mistake to avoid is trying to make a continuous cut, especially near changes of direction, because you risk straining the paper and tearing it. Better to make many separate cuts, changing the orientation of the cuts and blade.

For example, to cut the back of the giraffe I started at the tail junction, keeping the curved part of the blades on the outside and I cut the outline of the thigh. Then I turned the scissors around and left the curved part of the blades towards the back of the giraffe. I continued up to the withers. I resumed cutting starting at the animal’s ears. Holding the scissors with the blades curved outward I cut along the neck to the turn. Here I stopped, turned the scissors around again and continued to the withers where the cuts met. 

Unfortunately, with the scissors you can not easily reach the most difficult parts, such as between the legs or under the belly. In this case the x-Acto knife comes in handy or a combination of scissors and x-Acto knife.

In the example of the sheep you can see that it’s impossible to cut from the front legs to the belly and there is not enough space to start to cut from the hind legs. Doing so I would have certainly crooked the rear legs. So I made with the scissors many cuts towards the belly and then with the x-Acto knife I followed the contour of the belly eliminating the paper inside this difficult area.

I did the same between the giraffe’s legs and all the other animals that had thin or close legs.

Después de quitar el cartón sobrante con unas tijeras normales, recorté con cuidado los contornos de las figuras usando las tijeras de uñas. La hoja curva facilita seguir los contornos redondeados. Un error a evitar es intentar hacer un corte continuo, especialmente cerca de cambios de dirección, porque corre el riesgo de tensar el papel y rasgarlo. Es mejor hacer muchos cortes separados, cambiando la orientación de los cortes y las cuchillas.

Por ejemplo, para cortar la parte superior de la jirafa, partí de la unión de la cola, manteniendo la parte curva de las cuchillas afuera y corté el contorno del muslo. Luego giré la tijera y dejé la parte curva de las hojas hacia el lomo de la jirafa. Seguí hasta la cruz. Reanudé el corte partiendo de las orejas del animal. Sosteniendo las tijeras con las hojas curvas hacia afuera, corté a lo largo del cuello hasta el pliegue. Aquí me detuve, volví a girar la tijereta y seguí hasta la cruz donde se juntaban los cortes.

Desafortunadamente, con la tijereta no es fácil llegar a los puntos más difíciles, como entre las piernas o debajo del vientre. En este caso son útiles el cutter o la combinación de unas tijeras y un bisturí.

En el ejemplo de la oveja se puede ver que no podría haber hecho un corte que comience desde las patas delanteras hasta el vientre y el espacio que empieza desde las patas traseras es demasiado estrecho y ciertamente habría torcido las patas traseras. Entonces practiqué con las tijeras muchos cortes hacia el vientre y luego con el bisturí seguí el perfil del vientre, eliminando el papel dentro de esta zona de difícil acceso.

Hice lo mismo dentro de las patas de la jirafa y de todos los demás animales que tenían patas delgadas o estrechas.

Dopo aver tagliato tutte le sagome ho incollato le due metà che compongono ogni animale. Ho steso la colla su uno dei lati grigi e poi li ho uniti, tenendoli ben pressati per qualche istante. Bisogna avere le dita pulite, perché residui di colla appiccicosa rischierebbero di strappare la stampa e rovinare la figura dell’animale.

Ricapitolando, ogni animale è quindi composto da due lati esterni con l’immagine stampata ed all’interno uno strato doppio di cartoncino.

After cutting out all the shapes, I glued the two halves that make up each animal together. I spread glue on one of the gray sides and then joined them, holding them tightly together for a few seconds. You need to have clean fingers, because sticky glue residues can tear the print and ruin the animal.

To recap, each animal is made of two outer sides with the printed image and inside a double layer of cardstock.

Después de cortar todas las formas, pegué las dos mitades que componen cada animal. Esparcí el pegamento en uno de los lados crudos y luego los uní, manteniéndolos bien presionados por unos momentos. Debes tener los dedos limpios, porque los residuos de pegamento podrían rasgar el estampado y arruinar la figura del animal.

Por tanto, cada animal está compuesto por dos caras externas con la imagen impresa y una doble capa de cartón en el interior.

Per rendere gli animali più realistici, ho dipinto tutti gli spessori usando gli acquerelli del colore adattato. Ho usato il marrone scuro per l’elefante. L’ho applicato su tutto il bordo, tranne che intorno alle zanne. Sebbene avessi usato un pennellino molto sottile, qualche sbavatura di colore ha sporcato la stampa. Con un bastoncino per la pulizia delle orecchie leggermente inumidito ho eliminato il colore dalla superficie della stampa.

Ricordate che l’acquerello non deve essere troppo acquoso, soprattutto se applicato sullo spessore del cartoncino, che è molto assorbente. Un eccesso di acqua farebbe gonfiare il cartone e la colla si allenterebbe. Meglio quindi usare poca acqua e dare più mani per avere una buona copertura.

To make the animals look more realistic, I painted all the borders using watercolors in the matching color. I used dark brown for the elephant. I applied it all over the edge except around the tusks. Despite the very fine brush, a few smudges of color smeared the print. With a slightly dampened cotton swab, I wiped the color off the printed surface.

Remember that watercolor should not be too watery, especially when applied to the cardboard’s border, which is very absorbent. An excess of water would make the cardboard swell and the glue would loosen. It is therefore better to use very little water and give more coats to get a good coverage.

Para hacer los animales más realistas, pinté todos los espesores utilizando las acuarelas de colores adaptadas. Usé marrón oscuro para el elefante. Lo apliqué por todo el borde, excepto alrededor de los colmillos. Aunque utilicé un pincel muy fino, algunas manchas de color han manchado la impresión. Con un bastoncillo de oídos ligeramente humedecido, limpié el color de la superficie de la impresión.

Recuerda que la acuarela no debe quedar demasiado aguada, sobre todo si se aplica sobre el grosor del cartón, que es muy absorbente. Un exceso de agua haría que el cartón se hinchara y el pegamento se soltaría. Por tanto, es mejor utilizar un poco de agua y dar más manos para tener una buena cobertura.

Non ho colorato i bordi degli animali con il pelo bianco – pecora, montone ed orsi -, perché il loro colore è molto vicino a quello del cartoncino. Mentre ho dipinto quelli della mucca, del toro, dei dromedari, del leone e della leonessa di marrone più o meno chiaro, cercando di avvicinarmi al colore del loro mantello.

Per quanto riguardava invece le giraffe e le zebre, ho preferito “sporcare” con un marrone leggero il fondo del bordo e fare poi delle macchie o delle righe più scure per imitare i motivi caratteristici.

I didn’t paint the borders of the animals with white fur – sheep, mutton and bears -, because their color is very close to that of the cardboard. While I painted those of the cow, bull, dromedaries, lion and lioness in more or less light brown, trying to get close to the color of their coats.

As for the giraffes and zebras, I preferred to “dirty” the borders with a light brown and then make spots or darker lines to imitate the characteristic patterns.

No coloreé los bordes de los animales con pelaje blanco – oveja, cordero y osos – porque su color es muy parecido al del cartón. Mientras pintaba los de la vaca, el toro, los dromedarios, el león y la leona de un marrón más o menos claro, intentando acercarme al color de su pelaje.

En cuanto a las jirafas y cebras, preferí “ensuciar” la parte inferior del borde con un marrón claro y luego hacer manchas o líneas más oscuras para imitar los motivos característicos.

Ispirandomi agli animali di certe Arche di Noè giocattolo dell’Ottocento, che avevano un piedistallo, ho realizzato una base, che permettesse a loro di stare in piedi facilmente.

Inspired by the animals of certain Noah’s Arks toys from the 19th century, which had a pedestal, I made a base, that would allow them to stand easily.

Inspirándome en los animales de ciertas Arcas de Noé de juguete del siglo XIX, que tenían un pedestal, hice una base que les permitía quedarse en pie fácilmente.

Ho tagliato due strisce di cartoncino larghe 5 mm e lunghe quanto la scatola di cereali e le ho incollate una sopra l’altra, lasciando la stampa all’interno. Attenzione la colla rende il cartone “impermeabile” all’acquerello. Pertanto bisogna evitare di sporcare di colla le superfici da dipingere, che altrimenti non prenderebbero il colore.

Usando gli animali come riferimento, ho determinato la lunghezza di ogni piedistallo. Davanti e dietro alle zampe ho lasciato circa 2 mm di sporgenza. Ho quindi tagliato i vari segmenti.

Li ho voluti colorare di verde per dare l’idea dell’erba. Per tenere fermi i piedistalli e poterli dipingere più agevolmente, li ho appiccicati su un nastro adesivo di carta che avevo fissato al piano di lavoro, lasciando la parte adesiva rivolta verso l’alto. Così ho potuto applicare l’acquerello su tutte le facciate visibili, tranne quella incollata al nastro. Una volta asciutto il colore, li ho girati ed ho dipinto anche l’ultima facciata. Inizialmente avevo scelto un verde troppo chiaro. In seguito li ho ridipinti di una tonalità più scura.

Le basi non sono tutte lunghe uguali. Per non confondere quale andasse con quale animale, li ho prima appoggiati tutti in modo ordinato su un foglio. Poi ho sistemato i piedistalli uno via l’altro – seguendo l’ordine degli animali sul foglio – sulla parte appiccicosa del nastro. Nelle stessa sequenza li ho poi accoppiati ai rispettivi animali.

I cut two strips of cardboard 5mm wide and as long as the cereal box. I glued them one on top of the other, leaving the print inside. Attention: glue makes the cardboard “resistant” to watercolor. Therefore it is necessary to avoid glue smears on the surfaces to be painted, which otherwise would not take the color.

Using the animals as a reference, I determined the length of each pedestal. In front of and behind the legs I left about 2mm. Then I cut out the various segments.

I painted them green to imitate grass. To hold the pedestals in place, so that I could paint them more easily, I sticked them to a piece of masking tape that I had attached to the table, leaving the adhesive side facing up. This way I was able to apply watercolor to all visible sides except the one stuck to the tape. Once the color was dry, I turned them over and painted the last side as well. Initially I had chosen a light green. Later I repainted them with a darker shade.

The pedestals are not all the same length. In order not to confuse which one went with which animal, I first laid them all out neatly on a sheet of paper. Then I arranged the pedestals one by one on the sticky side of the tape, following the order of the animals on the sheet. Then I paired them again with their respective animals in the same sequence.

Corté dos tiras de cartón de 5 mm de ancho y tan largas como la caja de cereal y las pegué una encima de la otra, dejando la impresión dentro. Atención, el pegamento hace que el cartón sea “impermeable” a la acuarela. Por ello es necesario evitar manchar las superficies a pintar con cola, que de otra forma no tomaría el color.

Usando los animales como referencia, determiné la longitud de cada pedestal. Delante y detrás de las patas me quedan unos 2 mm de saliente. Luego corté los distintos segmentos.

Quería colorearlos de verde para dar la idea de hierba. Para mantener los pedestales en su lugar y poder pintarlos más fácilmente, los pegué en una cinta adhesiva de papel que había fijado a la superficie de trabajo, dejando la cara adhesiva hacia arriba. Entonces pude aplicar la acuarela en todos los lados visibles, excepto en el pegado a la cinta. Una vez que el color estuvo seco, les di la vuelta y también pinté el último lado. Originalmente había elegido un verde demasiado claro. Más tarde los volví a pintar de un tono más oscuro.

Las bases no tienen todas la misma longitud. Para no confundir qué animal iba con cuál, primero los coloqué cuidadosamente en una sábana. Luego coloqué los pedestales uno tras otro, siguiendo el orden de los animales en la hoja, en la parte adhesiva de la cinta. En la misma secuencia, los emparejé con sus respectivos animales.

Per incollare gli animali alla base ho usato la colla Tacky Glue, che è più densa del Vinavil. Così ha bloccato subito le zampe sulla base. Ne ho messo un po’ in un tappo basso e vi ho “pucciato” dentro le zampe, facendo in modo che rimanesse attaccata al cartoncino una goccia consistente, tanto una volta asciutta la colla diventa trasparente.

To glue the animals to the pedestal I used Tacky Glue, which is thicker than Vinavil. So it locked the legs onto the base right away. I put some in a low cap and “dipped” the paws/hooves in it, making sure that a consistent drop remained attached to the cardboard. Once dry the glue becomes transparent.

Para pegar los animales a la base utilicé pegamento Tacky Glue, que es más denso que Vinavil. Así que inmediatamente metió las piernas en la base. Pongo un poco de pegamento en la base y la “sumerjo” las patas dentro, asegurándome de que quede una gota consistente adherida al cartón, por lo que una vez seco el pegamento se vuelve transparente.

Tenendo l’animale con la pinzetta l’ho appoggiato sul piedistallo, centrandolo e l’ho tenuto fermo in posizione diritta per qualche secondo, esercitando una leggera pressione con un dito. Una volta asciutta la colla, la tenuta è salda.

Ho ripetuto questi passaggi per ogni animale. Con mia grande soddisfazione tutti stanno in piedi diritti e sono stabili.

Holding the animal with the tweezers I placed it on the pedestal, centering it. I kept it upright in place for a few seconds, applying a light pressure with a finger. Once the glue dries, the bond is firm.

I repeated these steps for each animal. To my great satisfaction all can stand upright and are stable.

Sosteniendo al animal con unas pinzas, lo coloqué sobre el pedestal, lo centre y lo mantuve en posición recta durante unos segundos, ejerciendo una ligera presión con un dedo. Una vez que el pegamento está seco, se mantiene bien.

Repetí estos pasos para cada animal. Para mi satisfacción, todos se mantienen erguidos y estables.

Ed ecco qui tutti gli animali, pronti a salire sull’arca.

And here are all the animals, ready to get on the ark.

Y aquí están todos los animales, listos para subir al arca.

L’arca di Noè in miniatura è un progetto realizzato per il Calendario de Adviento e spero che vi sia piaciuto e che vorrete costruirne una anche voi.

Desidero ringraziare di cuore Matxalen che mi ha invitata a partecipare anche quest’anno. Un grande grazie anche per le traduzioni dei miei testi in spagnolo, che sono alquanto lunghi!

Noah’s ark in miniature is a project I made for the Calendario de Adviento and I hope you enjoyed it and you will like to build one too.

I would like to sincerely thank Matxalen who invited me to participate this year again. A big thank you also for the translations of my texts in Spanish, which are quite long!

El Arca de Noé en miniatura es un proyecto realizado para el Calendario de Adviento y espero que les haya gustado y quieran construir uno también.

Me gustaría agradecer a Matxalen que me invitó a participar nuevamente este año. Muchas gracias también por las traducciones de mis textos en español, que son bastante largos!

È un piacere partecipare a queste divertenti iniziative. Chi ama realizzare miniature, aspetta con trepidazione di svelare giorno dopo giorno tutti i tutorial originali.

Per questo vi invito a visitare anche il Calendrier de l’Avent organizzato da Joc..

It is a pleasure to participate in these fun initiatives. Those who love to make miniatures are thrilled to unveil day by day all the original tutorials..

That’s why I invite you to visit also the Calendrier de l’Avent organized by Joc….

Es un placer participar en estas divertidas iniciativas. Aquellos que aman hacer miniaturas esperan poder desvelar todos los tutoriales originales día tras día.

Por eso os invito a visitar también el Calendrier de l’Avent organizado por Joc ..

Con questo video vi do appuntamento all’anno prossimo con la speranza di riuscire a lavorare alla mia casa delle bambole con continuità.

Auguro a tutti voi ed alle vostre Famiglie un sereno Natale!

I leave you with this video and I look forward to seeing you next year, hoping I’ll be able to work on my dollhouse with continuity.

I wish you and your families a Merry Christmas!

Los dejo con este vídeo. Espero que el próximo año puede trabajar en mi casa de muñecas de forma constante.

¡Les deseo a todos ustedes y sus familias una Feliz Navidad!

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Il mini calendario dell’Avvento – The mini Advent Calendar

Dicembre è un mese che mi mette allegria. Mi piacciono l’atmosfera gioiosa e le molte tradizioni legate al Natale come l’abete addobbato, il calendario dell’Avvento ed il presepe. È vero, in questo periodo le giornate sono corte ed il buio arriva presto, ma è bello stare a casa al caldo e preparare le decorazioni, cuocere i biscotti e pregustare la festa che si passerà in famiglia.

Forse è anche per questo motivo che partecipo sempre volentieri con dei miei progetti in miniatura al calendario dell’Avvento digitale che ogni anno Joc organizza. Questa volta ho preparato due versioni di un mini calendario per i bambini della mia casa delle bambole, che spero vi piacciano.

When December arrives I feel happy. I like the joyful atmosphere and the traditions related to Christmas such as the decorated tree, the Advent calendar and the nativity scene. It’s true, days are short and the darkness comes early, but it’s nice to stay at home preparing the ornaments, baking cookies and looking forward to the party with the family.

Perhaps it’s also for this reason that I’m always pleased to participate with my miniature projects in the digital Advent calendar that Joc organizes every year. This time I have prepared two versions of a mini calendar for the children living in my dollhouse and I hope you will them.

Natività di Sandro Botticelli, circa 1473–1475 – via wikipedia

Ma iniziamo con un po’ di storia… Dal punto di vista religioso il Natale è per i Cristiani una delle feste più importanti e corrisponde all’inizio del nuovo anno liturgico. Il 25 Dicembre si celebra infatti la nascita di Gesù Cristo, che incarna Dio venuto in terra.

Il periodo che precede questa ricorrenza è denominato “Avvento” e deriva dalla parola latina “adventus” che significa “venuta”, da qui “adventus Domini”, ovvero venuta del Signore.

La durata varia a secondo del rito. Per quello romano dura circa 4 settimane ed ha 4 Domeniche, come stabilito da Papa Gregorio Magno, nel 7 secolo. Per altri riti come quello ambrosiano l’Avvento inizia prima e dura circa 6 settimane.

But let’s start with the origins of this religious festivity… Christmas is for Christians one of the most important feast days and corresponds to the beginning of the new liturgical year. On December 25th the birth of Jesus Christ is celebrated. He embodies God who came to earth.

The period preceding this commemoration is called “Advent” and it comes from the Latin word “adventus” which means “coming“, hence “adventus Domini“, or coming of the Lord.

The length varies. In the Roman Rite it lasts about 4 weeks and has 4 Sundays, as established by Pope Gregory I, in the 7th century. In the Ambrosian Rite Advent begins earlier and lasts about 6 weeks.

bambino che scrive la lettera a Babbo Natale / child writing a letter to Santa – via thegraphicsfairy.com

A partire dal Medioevo il periodo antecedente il Natale era vissuto dagli adulti come un momento di raccoglimento, di preghiera e digiuno in attesa della venuta del Messia.

I bambini aspettavano con trepidazione questa festa che portava loro i doni. Per aiutarli a misurare il tempo ed attendere con pazienza la data fatidica, vennero introdotti diversi usi, soprattutto nei paesi nordici e di lingua tedesca. Inizialmente si trattava ad esempio della lettura di brani tratti da racconti natalizi. Oppure si disegnavano con un gesso 24 righe su un muro o su una porta ed i bambini ne cancellavano una alla volta. In alcune case si appendevano all’albero 24 biscotti ed ogni giorno se ne poteva mangiare uno. Altri appendevano un’immagine natalizia al giorno alla parete fino a Natale. Altri ancora appoggiavano ogni giorno un filo di paglia nella mangiatoia del presepe.

Starting from the Middle Ages, adults lived the season before Christmas as a moment of meditation, prayer and fasting awaiting the coming of the Messiah.

Children looked forward to this feast especially for the gifts. Various practices were introduced to help them measuring the passage of time and waiting patiently for Christmas, especially in the Nordic and German-speaking countries. Some red every day a bit of a Christmas story. Or 24 chalk marks were drawn on a wall or door and the children wiped away one at a time. In some houses 24 biscuits hung in the Christmas tree and the little ones could eat one every day. Others put a festive picture a day on the wall until Christmas. Some others put in the nativity crib one straw for each day.

corona dell’Avvento / Advent wreath – via wikipedia

Nel 1839, per contare i giorni che mancavano a Natale, il teologo evangelico Johann Hinrich Wichern introdusse l’uso di un candeliere in legno con 24 candele: 20 piccole rosse per i giorni lavorativi e quattro grosse bianche per le domeniche. Ogni giorno si accendeva una candela e si diceva una preghiera. Il candeliere venne poi sostituito da una corona fatta di rami di pino con l’aggiunta di decorazioni. Dopo la prima guerra mondiale, la tradizione della corona dell’Avvento fu poi adottata anche dalla Chiesa cattolica.

In 1839, the Evangelical theologian Johann Hinrich Wichern introduced the use of 24 candles on a wooden ring to count the days until Christmas. It had 20 red tapers for the workdays and four large white candles for the Sundays. Every day a candle was lit and a prayer was said. Later the ring was replaced by am evergreen wreath with decorations. After the First World War, the tradition of the Advent wreath was adopted also by the Catholic Church.

Weihnachtsuhr für Kinder” – edito da Evangelischer Verlag Friedrich Trümpler, c. 1902 – via wikipedia

Anche la tradizione del calendario dell’Avvento ha origine dalla Germania e risale probabilmente alla metà dell’ottocento. Inizialmente era fatto a mano, in casa. Solo all’inizio del XX secolo comparvero i primi esemplari di cartone stampato.

Nel 1902 la casa editrice della libreria evangelica Friedrich Trümpler di Amburgo pubblicò un calendario sotto forma di un orologio destinato ai bambini.

L’orologio di Natale, in tedesco Weihnachtsuhr, era stampato su un cartone ed aveva una lancetta d’ottone fissata al centro del quadrante che si poteva muovere.  Inizialmente aveva solo 12 caselle, poi divennero 24. In ognuna di esse vi erano stampate le strofe di canti natalizi o versetti della Bibbia. Ogni giorno la lancetta veniva spostata su una nuova casella ed i bambini leggevano o cantavano i componimenti riportati fino ad arrivare all’ultima, quella della Vigilia.

Also the tradition of the Advent calendar originates from Germany and probably dates back to the mid-nineteenth century. Initially it was homemade. The first printed samples appeared only at the beginning of the twentieth century .

In 1902 the publishing house of the Evangelical bookshop Friedrich Trümpler in Hamburg published an Advent calendar for children. It had the form of a clock .

The Christmas clock, in German Weihnachtsuhr, was printed on cardboard and had a movable brass hand fixed in the center of the dial. Initially it had only 12 slots, later they became 24. In each of them there were printed verses of Christmas carols or from the Bible. Day after day the hand was moved to a new box and the children read or sang those poems until the Eve.

Im Lande des Christkinds” edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Richard Ernst Kepler, c. 1903 – via wikipedia

L’inventore del calendario dell’Avvento è considerato però essere Gerhard Lang, figlio di un pastore di Maulbronn nel Baden-Württemberg. Egli volle crearne uno stampato da vendere e ritagliare, ispirandosi al calendario fatto in casa da sua mamma, la quale cuciva su un cartone 24 Wibele, i tipici biscottini svevi che ricordano delle piccole meringhe .

La stampa venne eseguita nella tipografia della quale Lang era socio, che realizzava stampe litografiche d’arte, la Reichhold & Lang di Monaco di Baviera. La qualità era pertanto molto accurata.

Il primo esemplare venne pubblicato nel 1903 ed era intitolato ‘Im Lande des Christkinds’, che tradotto significa: nel paese di Gesù Bambino. Inizialmente il calendario non aveva le finestrelle e veniva chiamato Calendario di Natale.

La realizzazione dei disegni fu affidata a Richard Ernst Kepler, un pittore ed illustratore molto famoso dell’epoca. La collaborazione tra Lang e Kepler durò parecchi anni ed il successo del Calendario fu tale che la tipografia si specializzò in questo tipo di  calendari.

However, Gerhard Lang, son of a pastor from Maulbronn in Baden-Württemberg, Germany, is considered to be the inventor of the Advent calendar. He wanted to create a printed calendar to sell and cut out, remembering the homemade calendar made by his mother, who sewed 24 Wibele, the typical Swabian biscuits similar to small meringues, on a cardboard.

The printing was made by Reichhold & Lang in Munich. Lang was a partner of this publishing house, which produced lithographic art prints. Therefore the quality of the prints was very accurate.

The first model was published in 1903 with the title ‘Im Lande des Christkinds‘, which means: In the land of the Christ Child. Initially, the calendar had no windows and was called the Christmas Calendar.

The drawings were made by Richard Ernst Kepler, a very famous painter and illustrator of the time. The collaboration between Lang and Kepler lasted a long time. The Calendar was such a success that the publishing house specialized in this type of calendars. 

dalla mostra Adventskalenderasustellung der Staatliche Museen zu Berlin – via http://www.sbm.museum
© Staatliche Museen zu Berlin, Museum Europäischer Kulturen / Ute Franz-Scarciglia

Questa prima versione era costituita da due parti separate, un foglio di cartone ed un foglio di carta con due differenti stampe litografiche. Su quello di cartone c’erano 24 caselle, dentro le quali erano riportate delle brevi poesie scritte da Gerhard Lang. Nell’altro erano raffigurate altrettante immagini natalizie da ritagliare e incollare sopra le poesie. L’ultimo disegno corrispondeva al 24 Dicembre ed era dedicato a Gesù Bambino vestito di bianco.

Il successo fu tale che l’anno seguente un quotidiano di Stoccarda lo ripropose come allegato del giornale.

This first version consisted of two separate parts: a sheet of cardboard and a sheet of paper with two different lithographic prints. On the cardboard there were 24 slots, with short poems written by Gerhard Lang. On the paper sheet there were 24 Christmas images by Kepler to cut out and paste on the poems. The last drawing corresponded to December the 24th and showed Christ Child in a white dress.

The calendar was os successful that the following year a newspaper of Stuttgart inserted it as a supplement.

Im Lande des Christkind” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Richard Ernst Kepler, c. 1927 – via spielzeugauktion.de

Negli anni successivi Lang creò circa 30 tipi di calendari diversi in oltre 40 varianti. Ne realizzo anche uno per bambini ciechi. Collaborò con tanti artisti ed illustratori, scelti per la loro bravura e creatività. Le sue stampe colpiscono ancora oggi per la loro alta qualità ed l’attenzione ai dettagli. Questi calendari ed i bozzetti sono molto ricercati dai collezionisti e se in buone condizioni  posso valere anche oltre i 1.000 €.

Qui qualche esemplare, come il calendario con il blocco di fogli staccabili.

Over the next few years Lang created about 30 different types of calendars in over 40 variations. He also made one for blind children. He collaborated with many artists and illustrators, chosen for their skill and creativity. The prints are still striking for the high quality and attention to detail. Calendars and preliminary sketches are highly sought after by collectors and if in good condition they can be worth over € 1,000.

Here are some examples, such as the calendar with a block with detachable sheets.

Peter und Liesel” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Josef Mauder, c. 1920 – via spielzeugauktion.de

Le storie di Peter e Liesel da incollare poi in un album.

The stories of Peter and Liesel to be glued into an album.

Die Weihnachtsuhr” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Richard Ernst Kepler, c. 1920 – via mein-adventskalender.de

L’orologio di Natale, un calendario con dischi e figure che ruotano.

The Christmas clock, a calendar with rotating discs and figures.

Christkindleins Haus” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Dora Baum, c. 1920 – via mein-adventskalender.de

Nel 1920 Lang ideò il primo calendario dell’Avvento con le finestrelle apribili, il „Christkindleins Haus“, la casa di Gesù Bambino. Aveva 19 finestrelle, perché veniva regalato il 6 Dicembre, il giorno di San Nicola. Al termine delle feste esse venivano richiuse ed il calendario conservato per l’anno successivo.

I disegni erano dell’artista Dora Baum. Dietro ad ogni coppia di scuri si celavano tanti angioletti con in mano giocattoli o strumenti musicali e Knecht Ruprecht, l’aiutante del Santo.

In 1920 Lang invented the first Advent calendar with windows that could be opened, the “Christkindleins Haus“, Christ Child house. It had 19 windows, because it started on December 6, the day of St. Nicholas. At the end of the holidays they were closed and the calendar kept for the following year.

The drawings were by the artist Dora Baum. Behind each pair of shutters there were many little angels holding toys or musical instruments and Knecht Ruprecht, the Saint’s assistant.

Die Himmelsuhr” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Charlotte Knackfuß, c. 1925 – via spielzeugauktion.de

L’orologio del cielo con lancetta e finestrelle.

The sky clock with hand and doors.

Adventshäuschen” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Dora Baum, c. 1925 – via spielzeugauktion.de

La casetta dell’Avvento tridimensionale da assemblare.

The little three-dimensional Advent house to assemble.

Die Christrose” – edito da Reichhold & Lang, c. 1926, illustrazioni di Else Wenz-Viëtor – spielzeugauktion.de

Intorno al 1926 Gerhard Lang ideò il primo calendario dell’Avvento con delle sorprese di cioccolato. Si trattava di un edizione speciale realizzata in collaborazione con Stollwerck, un’antica fabbrica di cioccolato di Colonia. Il calendario era intitolato „Die Christrose“. Sul davanti aveva un blocco con immagini da staccare ed incollare in un album. Sul retro del calendario erano alloggiati 20 pezzetti di cioccolato. Ogni giorno, a partire dal 6 Dicembre, i bambini staccavano un foglietto e mangiavano un cioccolatino. Il giorno 24 c’erano due pezzi di cioccolato. Al termine l’album completato diventava un libretto illustrato con la storia di Fritz e Gretel che vanno da Gesù Bambino.

Around 1926 Gerhard Lang introduced the first Advent calendar with chocolate surprises. It was a special edition made in collaboration with Stollwerck, an ancient chocolate manufacturer in Cologne. The title of the calendar was “Die Christrose”. On the front there was a block with images to detach and to glue into an album. On the back there were 20 small pieces of chocolate. Every day, starting on December 6, the children took off a picture and eat a chocolate. On the 24th there were two pieces of chocolate! By the end they completed an illustrated booklet with the story of Fritz and Gretel going to Christ child.

Rotkäpchen” – edito da Petzold & Aulhorn, c. 1980 – via abebooks.de

Nel 1938 la ditta dolciaria di Dresda, C. C.a  Petzhold & Aulhorn, conosciuta anche come PEA, propose per la prima volta un calendario dell’Avvento dietro le cui finestrelle c’erano nascoste delle figure natalizie di cioccolato con forme a rilievo. Esso divenne un classico che è molto amato anche ai giorni nostri.

La tradizione del calendario dell’Avvento si diffuse molto velocemente ed altre case editrici iniziarono produzioni simili. La Reichhold & Lang che non aveva mai badato ai costi e non aveva risparmiato sullo sviluppo di nuovi modelli, non riuscì a competere con le aziende che proponevano prodotti più commerciali ed economici e nel 1940 dovette chiudere.

In 1938 the confectionery company, C. C.a Petzhold & Aulhorn, also known as PEA, from Dresden introduced for the first time an Advent calendar, behind which windows were hidden chocolate Christmas figures with shapes in relief. It became a classic that is very popular even today.

The tradition of the Advent calendar spread very quickly and other publishing houses started similar productions. Reichhold & Lang had never paid attention to costs and  hadn’t skimped on developing new models, couldn’t compete with companies that offered more commercial and cheaper products and they closed in 1940.

Franz Eher Verlag – via mein-adventskalender.de

Con l’inizio del secondo conflitto mondiale, in Germania la carta ed il cartone vennero contingentati e la stampa di calendari con immagini fu ritenuta non rilevante per la guerra. Nel 1941 fu poi proibita la stampa religiosa. Infatti il nazionalsocialismo era considerato  inconciliabile con il cristianesimo.

Fu comunque introdotto un calendario alternativo sotto forma di libricino edito dal Franz Eher Verlag, la casa editrice del partito. Il nome “Avvento” venne cambiato in Vorweihnachten, tradotto Prima del Natale. Gli elementi religiosi vennero sostituiti da quelli della nuova ideologia. Gesù Bambino divenne il bambino della luce. Favole tedesche sostituirono i versi della Bibbia. Sebbene fosse destinato ai bambini il contenuto serviva alla propaganda politica. Si enfatizzavano le origini germaniche e l’eroismo dei soldati al fronte. Conteneva fogli da ritagliare o colorare, materiale per realizzare decorazioni per l’albero, ricette per cucinare biscotti con i prodotti contingentati, canzoni e parole di ringraziamento alle forze armate.

With the onset of the Second World War, in Germany paper and cardboard were limited. The printing of calendars with images was deemed not relevant to the war. In 1941 religious printing was banned. In fact, National Socialism was considered irreconcilable with Christianity.

However, an alternative calendar was introduced in the form of a small book published by Franz Eher Verlag, the party publishing house. The name “Advent” was changed to Vorweihnachten, translated Before Christmas. The religious elements were replaced by those of the new ideology. Christ child became the child of light. German fables replaced the verses of the Bible. Although it was intended for children, the content was used for political propaganda. Germanic origins and heroism of the soldiers at the front were emphasized. Inside the booklet there were coloring pages, images to cut out, materials for making ornaments for the tree, recipes for cooking biscuits with quota products, songs and words of thanks to the armed forces.

illustrazione di Lore Hummel – soloillustratori.blogspot.com

Subito dopo la guerra la produzione di calendari tradizionali riprese con grande slancio e si diffuse rapidamente anche in Gran Bretagna e Stati Uniti. I motivi decorativi erano gli stessi in voga negli anni trenta. Nella Germania dell’Est si preferirono soggetti non religiosi, come Babbo Natale e l’abete al posto di Gesù Bambino ed il presepe.

Immediately after the war, the production of traditional calendars resumed with enthusiasm and quickly spread over to Great Britain and the United States. The decorative motifs were the same in vogue in the thirties. In East Germany non-religious subjects were preferred, such as Santa Claus and the Christmas tree instead of the Christ child and the nativity.

Die kleine Stadt” – Edito da Richard Sellmer Verlag, 1946 – via sellmer-verlag.de

La casa editrice Richard Sellmer Verlag di Stoccarda, specializzata nella produzione di calendari dell’avvento, fu fondata nel 1946 ed è tutt’ora in attività. Lo stesso anno della sua fondazione,  pubblicò il primo calendario del dopoguerra intitolato “Die kleine Stadt“, la piccola città. Mostra una serie di facciate in fila con al centro una chiesetta. Poteva essere appeso o appoggiato ad un piano, piegando leggermente le due parti laterali e formando una sorta di piazza. Man mano che si aprono le finestrelle, le facciate sia animano mostrando quello che succede dietro ad ogni  anta o portone.  Anche i nipotini del presidente americano Eisehnhower ne avevano uno, decretando così il successo di questo calendario anche negli Stati Uniti.

Qui sopra è raffigurata una riproduzione che è ancora in vendita oggi. Il Richard Sellmer Verlag ha prodotto oltre circa 140 soggetti ed ogni anno 30 di questi vengono riproposti. Pertanto se aveste nostalgia dei vecchi calendari dell’Avvento, potete visitare il loro sito. 

The Richard Sellmer Verlag publishing house in Stuttgart, specialized in the production of Advent calendars, was founded in 1946 and is still in business today. The same year it was founded, it published the first postwar calendar entitled “Die kleine Stadt“, the small town. It shows a series of facades in a row with a small church in the center. It can be hung or placed on a surface, slightly bending the two sides and forming a sort of square. As the windows are opened day by day, the facades are animated and show what is happening inside the houses. Even the grandchildren of the American President Eisehnhower had one. Their picture with the calendar led to success of this calendar also in the United States.

Above is a reproduction which is still in sale. The Richard Sellmer Verlag has produced about 140 subjects and every year 30 of these are reproposed. So if you feel nostalgic and miss the old Advent calendars, you can visit their site.

Wichtels Poststation” – edito da Korsch Verlag, illustrazioni di Fritz Baumgarten – via korsch-verlag.de

Ma ci sono anche altri editori, come Ars Sacra Josef Müller, oggi arsEdition, che portano avanti con successo la tradizione dei calendari dell’Avvento. Tra questi anche Korsch Verlag, leader nel settore. I suoi calendari sono impreziositi da porporina e fustellature.

Qui sopra uno dei primi esemplari, un classico ancora oggi in produzione, disegnato da Fritz Baumgarten, uno dei più prolifici illustratori di libri per bambini.

But there are also other publishers that successfully carry on the tradition of Advent calendars such Ars Sacra Josef Müller, today arsEdition and Korsch Verlag, a leader in this field and whose calendars are embellished with glitter and die cuts.

Above is one of the first examples, a classic still on sale today, designed by Fritz Baumgarten, one of the most prolific children’s book illustrator.

Il calendario esclusivo di Tiffany & Co. – via marieclaire.co.uk

Dal 2010 la popolarità del calendario dell’Avvento ha subito una nuova impennata. Molto amati dai bambini sono quelli che contengono piccoli giocattoli, ad esempio quelli della Playmobil o della Lego, per citarne solo alcuni.

Ultimamente però il pubblico al quale sono destinati si è ampliato. Oggi si trovano sul mercato calendari per adulti e che contengono prodotti di qualsiasi categoria, cosmetici, liquori, marmellate, candele profumate ed addirittura gioielli, come quello venduto l’anno scorso da Tiffany Canada, Ne sono stati prodotti solo 4 esemplari ed ognuno costava 120.000 USD. Conteneva 24 oggetti preziosi, tra cui braccialetti, spille, orecchini, ciondoli in oro e con diamanti, un orologio e ninnoli d’argento. Cliccando qui potrete leggere l’elenco completo di tutte le sorprese contenute.

Since 2010, Advent calendars have become very popular again. Children love especially those with small toys from Playmobil or Lego, just to name a few.

Lately, however, the audience they are intended for has expanded. Today there are calendars for adults on the market in all kinds of categories. They contain beauty products, liqueurs, jams, scented candles and even jewelry, like the one sold last year by Tiffany Canada. They produced only 4 pieces and each cost 120,000 USD. It has 24 precious objects, including bracelets, brooches, earrings and pendants in gold with diamonds, a watch and silver trinkets. If you click here you will find the list of all the surprises.

Grande successo riscuotono anche i calendari digitali o virtuali. Nel mondo delle miniature  ce ne sono 3, che seguo sempre.

Quello di Buttercup Miniatures che quest’anno offre a chi ama sferruzzare in scala 1:12 e 1:6 lo schema per realizzare un maglione da uomo.

C’è poi il Calendario de Adviento organizzato da Matxalen. 

E le Calendier de l’Avent organizzato da Joc.

È un gran divertimento scoprire giorno dopo giorno le sorprese che si nascondono dietro alle finestrelle virtuali e lo è ancora di più se si tratta di tutorial per realizzare miniature per le nostre case delle bambole. Questo mio post con le spiegazioni per realizzare due mini calendari dell’Avvento di carta è abbinato proprio al calendario francese.

Also digital or virtual calendars are booming. In the miniaturists’ world there are 3, that I always follow.

Buttercup Miniatures offers this year a knitting pattern for a man’s Aran jumper in 1:12th and 1:6th scale.

The Calendario de Adviento organized by Matxalen.

And the Calendier de l’Advent organized by Joc.

It’s so exciting to discover day after day the surprises that are hidden behind the virtual windows. It’s even more fun when you uncover tutorials to make miniatures for the dollhouse. This post of mine, with the step by step explanation for making two mini paper Advent calendars, is linked to the French calendar. 

Personalmente amo molto i calendari realizzati a mano. Per i miei figli ho ricamato a punto croce 25 sacchettini che appendo al corrimano della scala e che riempio ogni anno con cioccolatini, caramelle, frutta secca e piccoli regalini. Ed anche se ormai sono grandi, lo aspettano sempre con grande gioia.

Per i bambini della mia casetta ho realizzato un classico calendario di carta da appendere alla parete della loro cameretta, che misura 3,4 cm x 4,14 cm.

Personally, I love hand-made calendars. For my children I have cross-stitched 25 bags that I hang on the handrail of the staircase. Every year I fill them with chocolates, candies, dried fruit and small gifts. And even if they are now grown up, they always await it with great joy.

For the children in my dollhouse I made a classic paper calendar to hang on the wall of their bedroom. It measures 3,4 cm x 4,14 cm

Per la mia versione in miniatura, ho scelto due differenti immagini natalizie vintage trovate in rete. Volevo delle scene invernali che avessero dei soffici cumuli di neve o delle nuvole, per poterli abbellire con la porporina color argento, così come quelli della mia infanzia. 

For my miniature version, I chose two vintage Christmas images found on the net. I wanted winter scenes showing soft snowdrifts or clouds, that I could embellish with silver glitter, like those of my childhood.

Per non appesantire l’immagine, ho rinunciato a numerare le finestrelle. Un numero scritto troppo piccolo sarebbe stato illeggibile ed inutile. Uno più grande avrebbe rovinato il disegno.

Potete scaricare il soggetto che preferite cliccando sulla lettera corrispondente qui sotto

modello A

modello B

To keep the image clear and neat, I gave up on numbering the windows. Small numbers would have been illegible and useless. Tall numbers would have ruined the drawing.

You can download the subject you prefer by clicking on the related letter here below

model A

model B

Ho assemblato i due modelli di calendario con due tecniche differenti. Potete scegliere quella che vi è più congeniale. Una prevede l’aggiunta di un cartoncino, che rende il calendario più spesso e che permette un’apertura più facile delle finestrelle, perché dietro ognuna di loro c’è un piccolo spazio vuoto dentro il quale si infila facilmente la punta del cutter. Utilizzando un cartone un po’ più spesso, vi si potrebbero nascondere all’interno dei mini cioccolatini o piccole caramelle.

Mentre l’altro calendario è composto solo da due fogli di carta e risulta quindi più sottile, ma serve un po’ più di accuratezza quando li si incolla insieme.

I assembled the two calendar models in two different ways. You can choose the one that suits you best. One involves the addition of a cardboard, which makes the calendar thicker and allows easier opening of the windows, because behind each of them there is a small empty space in which the tip of the cutter can be easily inserted. Using a slightly thicker cardboard you could hide mini chocolates or small candies inside.

While the other is made up of only two sheets of paper and is therefore thinner and needs a little more of accuracy when gluing them together.

Ho iniziato stampando il pdf in alta qualità su normale “carta per fotocopie”. Per evitare che la stampante modificasse le dimensioni originali delle immagini, ho impostato il parametro del ridimensionamento a 100% ed ho levato la spunta alla voce “adatta alla pagina”.

Ho ritagliato i 3 elementi che compongono il calendario: l’immagine natalizia, le sorprese e la sagoma con le finestrelle. Quest’ultimo serve solo se si realizza la versione con il cartoncino.

Come sempre ho usato riga di metallo e cutter con una lama nuova per ottenere dei tagli perfetti e puliti. 

I started by printing the pdf in high quality on normal “photocopy paper”. To prevent the printer from changing the original size of the images, I set the resizing parameter to 100% and I unchecked the “fit to page” option.

I cut out the 3 elements that make up the calendar: the Christmas image, the surprises and the template with the windows. The latter is only needed if you make the version with cardboard.

As always, I used a metal ruler and a break-off hobby knife with a sharp blade to get the perfect and cleanest cuts.

Sono passata quindi al taglio delle finestrelle. Ho usato sempre il cutter, ma questa volta con un righello trasparente, che ha permesso una migliore visibilità delle righe sottostanti. Ho dovuto procedere lentamente per non intaccare la plastica con la lama.

Attenzione…. le finestre sono segnate sul foglio come dei quadretti, ma naturalmente vanno tagliati solo 3 lati su 4. Uno deve rimanere integro, perché funge da cerniera. 

Then I moved on and cut the windows. I used the hobby knife as usual, but this time I chose a transparent ruler. I had to be careful not to damage the plastic with the blade, but the transparency allowed a better visibility of the lines underneath.

Attention …. the windows are marked on the sheet as squares, but of course only 3 sides out of 4 must be cut. One must remain intact, because it acts as a hinge.

Alcune finestrelle sono veramente vicine e si rischia con tagli troppo lunghi di fare danni. Meglio quindi fermarsi un po’ prima di arrivare all’angolo e semmai riprendere il taglio sul retro, dove li si vede meglio.

Some windows are really close to each other and too long cuts may damage them. Therefore it’s better to stop cutting before arriving at the corner and to continue the cut on the back, where they are more visible.

Per una questione estetica, ho suddiviso idealmente le finestrelle in due parti, così che si aprano allo stesso modo: tutte quelle sul lato sinistro (1) hanno la “cerniera” a sinistra e tutte quelle sul lato destro (2) hanno la “cerniera” a destra. Per una questione di simmetria, le due finestrelle centrali nella metà superiore si aprono una verso destra e l’altra verso sinistra.

La finestrella più grande ed importante (3) ha due ante, sebbene non sia indicato nel disegno. Non ho tracciato sul foglio la linea corrispondente alla metà del portone perché avrebbe rovinato l’immagine. La si può però dedurre facilmente ad occhio e va tagliata di conseguenza.

Ho trovato invece difficile tagliare le due parti stondate delle finestre ad arco, perché ho dovuto procedere a mano libera. Ho usato un bisturi, che permette movimenti più fluidi della mano quando si fanno tagli sagomati, ma dovrò esercitarmi…. Nell’ingrandimento della foto si vede che gli archi non sono perfetti, ma ad occhio nudo i difetti sono però accettabili. 

For aesthetic reasons, I have ideally divided the windows into two parts, so that they open the same way: all those on the left have the “hinge” on the left hand side (1) and all those on the right have the “hinge” the right hand side (2). As a matter of symmetry, the two central windows, in the upper half, open one to the right and the other to the left.

The largest and most important window (3) has two wings, although it’s not indicated on the picture. I didn’t draw the central line corresponding to the middle of the door because it would ruin the image. However, it can be easily deduced by eye and should be cut accordingly.

I found it difficult to cut the two rounded parts of the two arched windows, because I had to proceed freehand. I used an X-Acto knife, that permits to cut twisted lines with fluid movements of the hand. However I’ll have to practice more…. In the enlargement of the photo you can see that the arches are not perfect, but to the naked eye they are acceptable.

Prima di procedere, ho verificato che tutte le finestrelle si aprissero perfettamente e che non ci fossero angoli ancora uniti. Per fare ciò, ho infilato in ogni finestrella la lama del cutter tenendola piatta, così da non sollevare eccessivamente la carta.

Questa verifica è importante, perché una volta incollata l’immagine natalizia sul foglio con le sorpresa, sarebbe impossibile aprire le finestrelle non completamente separate dalla superficie circostante e si strapperebbe irrimediabilmente la carta.

Before I carried on, I checked that all the windows opened perfectly and that there were no corners still joined. To do so, I slipped the cutter blade under each window, keeping it flat and avoidng to raise the paper too much.

This test is important, because once the picture is pasted onto the sheet with the surprises, it’s impossible to open those windows that are not completely separated from the surrounding paper. Trying to open them would irretrievably tear the paper.

Per la versione più spessa del calendario serve un cartoncino sottile. Io ho usato quello di una scatola di cereali. Su un lato ho steso uno strato omogeneo di colla stick. Non ha importanza quale lato, perché il cartoncino verrà comunque nascosto. Poi vi ho appoggiato sopra il foglio bianco, lasciando visibile la parte con il disegno delle finestrelle. 

For the thicker calendar I used a thin piece of cardboard from a cereal box. With a glue stick I spread a homogeneous layer on one side. It doesn’t matter on which one, because the cardboard will be hidden anyway. Then I pressed the white paper sheet, leaving the printed side with the design of the windows visible.

Con il cutter e la riga di metallo ho rifilato i bordi esterni, affinché il cartoncino fosse della stessa misura della sagoma con le finestre. Poi ho tagliato lungo i 4 lati di ogni finestrella, eliminando le parti interne. Essendo i tagli da fare molto corti, ho proceduto con pazienza, affondando la lama nel cartone, piuttosto che tirandola.

With the cutter and the metal ruler I trimmed the outer edges, so that the cardboard had the same size as the template with the windows. Then I cut along the 4 sides of each window, eliminating the internal parts. Since the cuts are very short, I proceeded with patience, sinking the blade into the cardboard, rather than pulling it.

Anche in questo caso ho completato i tagli sul retro del cartoncino, dove era ben visibile, se la lama avesse trapassato lo spessore e gli angoli fossero stati “liberati”.

Also in this case I completed the cuts on the back of the cardboard, where I could clearly see, if the blade had pierced the thickness and the corners had been “freed”.

Per rifinire i bordi e renderli lisci, ho eliminato le imperfezioni con una limetta stretta.

To finish the edges and make them smooth, I eliminated the imperfections with a narrow file.

Ho steso uno strato di colla in stick su tutto il retro, facendo attenzione a distribuirla bene soprattutto vicino ai bordi esterni.

Nei vuoti delle finestrelle si sono formati tanti fili di colla, che ho rimosso usando uno stuzzicadenti.

Using the glue stick I spread a layer of adhesive all over the back, being careful to distribute it especially near the outer edges.

My glue left many filaments in the windows’ openings, that I removed with a toothpick.

Ho appoggiato il cartoncino forato sul foglietto con le sorprese, facendo attenzione che si sovrapponessero perfettamente e li ho pressati bene insieme.

I placed the perforated cardboard on the sheet with the surprises, making sure that they overlapped perfectly. Then I pressed them together.

Per incollare il foglio con l’immagine natalizia a quello con le sorprese ho preferito utilizzare della colla vinilica diluita con dell’acqua che essendo più fluida, la si stende più facilmente. Usando un pennello a punta fine sono riuscita a distribuire la colla in modo più controllato e preciso. 

L’ho applicata su tutto il retro dell’immagine natalizia escludendo le finestrelle. Con pazienza l’ho stesa lungo i profili di ogni apertura, ma senza sbavare sulle finestre, altrimenti avrei rischiato di non poterle aprire più.

I preferred to use diluted vinyl glue to paste the Christmas image to the cardboard with the surprises. Being more fluid, it’s more easy to spread. Using a fine-tipped brush I was able to distribute it in a more controlled and precise way.

I applied it all over the back of the paper with the Christmas image, except for the windows. Patiently I followed the contours of each openings, without smudging on the windows themselves. Otherwise I would have risked that they would not open anymore.

Ho appoggiato l’immagine di Natale sulla sagoma di cartone, partendo da un bordo per essere sicura di centrarli perfettamente. Tutte e due hanno le stesse dimensioni, pertanto è sufficiente che i margini su un bordo siano esattamente sovrapposti, affinché ciascuna finestrella sia posizionata in corrispondenza della relativa sorpresa sottostante.

Anche se la colla vinilica potrebbe in teoria permettere un riposizionamento della carta, in questo caso è sconsigliabile per due motivi: la carta bagnata e con molti “fori” è molto fragile e si strapperebbe molto facilmente; nello spostare la carta si spalmerebbe la colla oltre i margini delle aperture ed imbratterebbero le finestrelle, impedendone poi l’apertura.

I placed the paper with on Christmas image on the cardboard, starting from one edge to be sure to center them perfectly. The dimensions of the two sheets are identical, therefore it’s enough that two margins are precisely overlaid, to position each window  over the related surprise underneath.

Although vinyl glue could theoretically allow repositioning, in this case it’s not recommended for two reasons: wet paper with many “holes” is quite fragile and would tear very easily;  moving the paper would spread the glue beyond the edges of the openings, smearing the windows and preventing them from opening,

Il calendario è così assemblato e può essere messo sotto dei pesi ad asciugare. Questo accorgimento permette di evitare che la carta inumidita dalla colla s’imbarchi o s’increspi. Io uso due piastrelle di marmo, avendo l’accortezza di lasciare le facciate lisce contro l’oggetto d’asciugare e quelle ruvide all’esterno. 

The calendar is now assembled and can be placed under weights to dry. This prevents wet paper from wrinkling. I use two marble tiles, leaving the smooth surface against the object to dry and the rough ones on the outside.

L’ultimo tocco, è stato una spolverata di porporina color argento. In commercio ne esistono con granelli di diverse dimensioni. Io ho scelto questa molto fine – la dicitura dice infatti “polvere” – e che mi pare sia più “in scala” per un progetto in miniatura.

The final touch was a sprinkle of silver glitter. It’s available in a range of different sizes. I chose a very fine one – on the label it says “glitter powder”, as it looks more “in scale” for a miniature project.

Utilizzando il pennello fine ho steso della colla vinilica diluita in corrispondenza dei contorni dei cumuli di neve e sui rami degli abeti, come se stessi dipingendo. Ho evitato i tagli delle finestrelle, per non rischiare di bloccarle.

Poi, prima che la colla fosse asciutta, ho appoggiato il calendario su un foglio di carta pulito e vi ho cosparso sopra la polvere argentata. 

Using a fine brush I spread diluted vinyl glue on the edges of the snowdrifts, of the snowy roof and on the branches of the fir trees, as if I were painting. I avoided the windows cut, preventing them from blocking.

Then, before the glue was dry, I placed the calendar on a clean sheet of paper and sprinkled the silver glitter on it.

Dopo aver atteso qualche attimo, ho fatto cadere sul foglio la polvere eccedente. Sul calendario sono rimasti i brillantini che avevano fatto presa sulla colla.

Non ho buttato via la polvere in eccesso, ma l’ho recuperata. Ho piegato un po’ il foglio bianco e l’ho utilizzato come una specie d’imbuto per versarla dentro al suo barattolo.

After a while, I dropped the excess powder on the sheet, while the glitter trapped in the hardened glue stuck to the calendar.

I didn’t throw away the excess glitter. I slightly curved the white sheet of paper and used it as a sort of funnel to pour the powder back into its jar.

Questo è il risultato che ho ottenuto. Sono sicura che il calendario piacerà tantissimo ai bambini della mia casa delle bambole.

Here is how the calendar turned out. I’m sure the children living in my dollhouse will love it.

Il secondo calendario, quello più sottile, si realizza allo stesso modo del precedente, tralasciando però la parte con il cartoncino. 

Ho praticato sul foglio con l’immagine natalizia tutti i tagli necessari per ogni finestrella, verificando che si aprissero. Sul retro ho steso la colla diluita, con esclusione delle finestre. Bisogna fare attenzione a non applicare  troppa colla vicino alle aperture, perché una volta unito questo foglio a quello con le sorprese, la pressione esercitata per farli aderire uno all’altro potrebbe spingere l’eccesso di colla dietro alla finestrella, appiccicandola al foglio sottostante ed impedendone poi l’apertura. Poi ho messo il calendario ad asciugare sotto dei pesi. Infine ho decorato la superficie con la porporina.

The second calendar is thinner and is done the same way as the previous one, aside the step regarding the cardboard.

On the sheet with the Christmas image I made all the cuts necessary for each window, checking that they could be opened. I spread the diluted glue on the back, excluding the windows. Care must be taken not to apply too much glue near the openings. Once the two paper sheets are pasted together, the pressure may push the excess glue behind the window, gluing it to the underlying sheet and preventing it from opening. Then I put the calendar to dry under weights. Finally I decorated the surface with glitter.

Per aprire le finestrelle, dei due tipi di calendario, serve la punta di una lama. La si infila con cautela sotto l’anta e la si solleva. Nel modello con il cartoncino c’è un po’ di spazio dietro alla finestrelle, pertanto è meno facile che la lama graffi il disegno sottostante.

Con il calendario più sottile ci vuole maggiore attenzione per non scalfire o bucare il fondo con le sorprese. La lama va quindi tenuta piatta. L’apertura delle finestrelle del calendario sottile può essere facilitata incurvando leggermente la carta. La parte con l’immagine va lasciata sulla parte convessa. Quando la superficie si flette, le finestrelle, che sono state tagliate, si sollevano leggermente. Infilando poi la lama sotto la carta che si è distaccata, si può aprire la finestra.

To open the windows of both calendars, you need the tip of a blade. Insert it carefully under the door and then raise it. In model with the cardboard there is some space behind the window, so it is less likely for the blade to scratch the underlying image.

Opening the windows of the thinner calendar is slightly more difficult, because the blade must be kept flat, otherwise you may scratch the paper underneath. If the windows of this calendar stuck, you can slightly bend it, leaving the side with the image on the convex part. When the surface flexes, the windows, that have been cut, rise slightly. Insert the blade under the lifted paper and open the window.

Dada ha  realizzato questo breve video per mostrarvi i calendari finiti ed un veloce riassunto delle spiegazioni passo dopo passo.

Spero che questo post vi sia piaciuto e che le spiegazioni siano state chiare. Se doveste avere delle domande, potete lasciare un commento qui sotto o mandarmi una mail all’indirizzo che trovate nella pagina dei contatti.

Dada made this short video to show you the finished calendars and a quick summary of the step by steps.

I hope you enjoyed this post and the explanation is clear. If you have any questions, leave a comment below or send me an email to the address you find on the contact page contatti.

Come sempre mi piace aggiungere in conclusione qualche foto e link a progetti simili al mio. Online ho trovato solo questo tutorial di Crisy Miniatures che spiega come realizzare un calendario con all’interno delle sorprese di cioccolata vera.

As always, I like to add some photos and links to projects similar to mine. Online I only found this tutorial by Crisy Miniatures that explains how to make a calendar with real chocolate surprises inside.

Christmas Miniature Advent Calendar Set – 4 printable to download by EverAfterMiniatures – via etsy.com
5 DIY printable advent calendars to download byEverAfterMiniatures – via etsy.com

Su Etsy si possono acquistare kit da scaricare ed assemblare, come quelli qui sopra di EverAfterMiniatures con diversi soggetti in stile classico.

On Etsy you can buy kits to download and assemble, like those above by EverAfterMiniatures with different classic-style subjects.

Calendario dell’avvento in legno con cassetti by MiniFanaberia – via etsy.com

Mini Fanaberia aveva in vendita nel suo negozio Etsy questo calendario realizzato in legno con 24 mini cassettini.

Mini Fanaberia had this wooden calendar with 24 mini drawers for sale on her Etsy shop.

Calendario dell’Avvento in miniatura by LDelaney – via etsy.com
Calendario dell’Avvento Città – by LittleHouseAtPriory – via etsy-.com
calendario dell’Avvento by GeniesMiniHouseShop – via etsy.com
calendario dell’Avvento by GeniesMiniHouseShop – via etsy.com
Advent calendar by LittleHouseAtPriory – via etsy.com
Calendario dell’Avvento 6 soggetti by BijouDollsHouseShop – via etsy.com

Qui sopra una serie di calendari di diversi formati, tutti acquistabili su Etsy.

Above a series of calendars in different formats, all available on Etsy.

Desidero ringraziare di cuore Joc per avermi inclusa anche quest’anno nel calendario francese. È sempre un piacere. Quest’anno non ho quasi lavorato alla mia casa delle bambole, ma non volevo mancare all’appuntamento con il calendario dell’Avvento.

Sono curiosa di scoprire tutte le sorprese che si nascondo ancora dietro alle finestrelle del calendrier de l’Avent 2020….

I would like to sincerely thank Joc for having me on board this year again. It’s always a pleasure to be part of the French calendar. In the last months I haven’t worked on my dollhouse, but I didn’t want to miss the appointment with the Advent calendar.

I’m curious to discover all the surprises that are still hidden behind the windows of the calendrier de l’Avent 2020 ….

….. e non dimenticate il calendario de Adviento ! A presto 😉

….. and don’t forget the calendario de Adviento ! See you soon 😉

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Buon compleanno Dada!

Buon compleanno Dada!!!

Sono felice di festeggiare insieme a te 🥰

Tanti baci

♡ ♡ ♡

 

Happy birthday Dada!!!

I’m happy to celebrate with you 🥰

Many kisses

♡ ♡ ♡

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Il settimanale Impero – The Empire weekly dresser

In queste giornate così surreali durante le quali si deve restare a casa, ho voluto riprendere i lavori alla casetta Del Prado. Per iniziare e “riscaldarmi” un po’, ho scelto qualcosa di facile e poco impegnativo come l’elaborazione di un mobiletto esistente.

During these surreal days we have to stay at home. So I resumed work on the Del Prado dollhouse. To start and “warm up” a little bit, I chose something easy and undemanding such as enhancing an existing cabinet.


Tempo fa mia mamma mi aveva portato dalla Francia questa semplice cassettiera ed una consolle. I mobili sono di legno dolce, la qualità delle finiture è piuttosto scarsa ed i cassetti sono finti e non si aprono, ma ambedue i pezzi si prestano ad essere modificati. 

Some time ago my mom brought me this simple chest of drawers and a console from France. The furniture pieces are made of tender wood and the finish is poor. The drawers are fake and don’t open. Both are suitable for alterations.

Dollar Tree dollhouse wooden furniture

Simili mobiletti super economici sono disponibili anche con il marchio Dollar Tree

Similar super cheap cabinets are also available with the brand Dollar Tree

semainier – via thesprucecrafts.com

La forma stretta, poco profonda ed alta, mi ha fatto pensare ai settimanali. Si tratta di cassettiere non particolarmente grandi, dotate perlopiù di 7 cassetti, uno per ogni giorno della settimana, nei quali si riponeva la biancheria. Per via delle dimensioni ridotte, erano molto diffusi nelle abitazioni borghesi, meno spaziose rispetto alle residenze nobiliari.

The tall and narrow shape made me think about the weekly dressers, also known as chiffonier or semainier (the name derives from the French word semaine, that means week). These smaller chest of drawers, equipped with mostly 7 drawers, one for each day of the week, were used to store the daily lingerie and stockings. Due to their small size, they were often found in bourgeois houses, which were less spacious than the noble residences.

weekly dresser – via 1stdibs.com

Il settimanale compare nel diciottesimo secolo ed è molto usato all’inizio dell’800, quando è in voga lo stile Impero. Così ho scelto di realizzare la mia cassettiera proprio in questo stile. Agli angoli esterni del frontale del mobiletto vi sono poi delle rientranze che mi sono sembrate perfette per alloggiarvi le tipiche colonnine che abbelliscono molti mobili di quell’epoca.

The weekly dresser appears in the eighteenth century and around the beginning of the 19th century it’s very popular. In this period the Empire style is in vogue. For this reason I chose this style for my chest of drawers. At the external corners of the furniture’s front there are two recesses which seemed perfect to house the typical columns that embellish many pieces of this period.

Lit du Cit. V. exécuté par Alex Regnier, p. Pl. 14 – Recueil de décorations intérieures, Cahier III par C. Percier et P.F.L. Fontaine, Paris: Hessling, 1801 http://digital.library.wisc.edu/1711.dl/DLDecArts.PercierIII

Lo stile Impero nasce in Francia ai primi dell’Ottocento ed influenza per un ventennio l’architettura, l’arredamento e le arti decorative e visive. Celebra l’ascesa al potere di Napoleone I e ne promuove il regime. Si diffonde in gran parte d’Europa, anche grazie alle campagne militari del Generale, e è pure adottato negli Stati Uniti ed in Russia. Il successo di questo stile è tale da proseguire anche dopo l’abdicazione dell’imperatore, fino al 1821. In Italia esso rimane in auge per tutta la prima metà dell’ottocento ed oltre.

Bonaparte nomina Charles PercierPierre-François-Léonard Fontaine “Architectes des Palais du Premier et Deuxième Consuls” ed in qualità di suoi architetti ufficiali, essi contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dello stile Impero ed alla realizzazione di opere come il Museo del Louvre, il Palazzo delle Tuileries, la chiesa della Madeleine e l’Arco di Trionfo, per citarne alcune.

The Empire style begins in France in the early nineteenth century and influences architecture, furniture and decorative and visual arts for almost twenty years. It celebrates Napoleon’s rise to power and promotes his regime. It spreads throughout most of Europe, also thanks to the General‘s military campaigns and it’s also adopted in the United States and Russia. The success of this style is so big that it continues even after the Emperor’s abdication and lasts until 1821. In Italy it’s in fashion for the entire first half of the nineteenth century and beyond.

Bonaparte appoints Charles Percier and Pierre-François-Léonard Fontaine “Architectes des Palais du Premier et Deuxième Consuls“, his personal architects, and they contribute significantly to the development of the Empire style and to the realization of works such as the Louvre Museum, the Tuileries Palace, the Madeleine church and the Arc de Triomphe, to name a few.

trono dell’incoronazione di Napoleone del 2.12.1804 – via Louvre

Di Percier e Fontaine è anche l’invenzione della “N” maiuscola racchiusa in una corona d’alloro. Questo emblema napoleonico compare non solo sui troni, ma anche su monete, arredi e tappeti imperiali, etc…

I due architetti francesi pubblicano nel 1802 e nel 1812 il manuale “Recueil des décorations intérieures“. Esso diventa una fonte d’ispirazione inesauribile per molti artigiani e decoratori. Se volete sfogliarne le pagine, potete consultare une versione online su Gallica.

Percier and Fontaine also create the capital “N” enclosed in a laurel wreath. This Napoleonic emblem appears not only on thrones, but also on coins, imperial furnishings and carpets, etc…

In 1802 and 1812 the two French architects publish the manual “Recueil des décorations intérieures“. It becomes an inexhaustible source of inspiration for many craftsmen and decorators. If you want to browse the pages, you can consult an online version on Gallica.

Cassettone Impero in piuma di mogano, Francia XIX secolo – via cambiaste.com

Nell’arredamento stile Impero si distinguono due tendenze: una eroica, celebrativa, ricca di simboli imperiali destinata agli ambienti di rappresentanza ed una più sobria, discreta ed elegante per gli spazi privati.

I mobili Impero si contraddistinguono per le forme solide e maestose, ma mai opprimenti, e si differenziano da quelle del secolo precedente più leggere, leziose ed eleganti degli stili Luigi XVI (da 1774 a 1792) e Direttorio (da 1792 a 1803).

Gli arredi esprimono solennità e grandiosità. Hanno forme essenziali, lineari e massicce, ma al tempo stesso armoniose. Alla semplicità delle linee si compensa con la preziosità dei materiali e la perfezione delle lavorazioni. I mobili sono realizzati principalmente in mogano, un legno a grana fine dal colore marrone scuro con venature rossicce. Le superfici lignee sono ampie, lisce e lucide. Non sono presenti intarsi. Risaltano invece le venature del legno con effetto marezzato o fiammato. Il mogano è un legno esotico e quando ne viene bloccata l’importazione, è sostituito da legni autoctoni quali acero, olmo, noce, platano, pioppo o ciliegio.

Gli angoli delle parti frontali sono spesso ornati da colonne cilindriche piene che ricordano le architetture greco-romane. Esse sono dello stesso legno del resto del mobile oppure sono colorate di nero. Più raramente esse sono di un altro materiale, come il marmo. Le estremità sono rifinite da anelli in ottone o sormontate da semplici capitelli dorati.

I piedi dei mobili sono sfere o tozzi cilindri o parallelepipedi, oppure hanno la forma di zampe di leone o artigli di grifoni. I basamenti sono importanti ed sono spesso costituiti da zoccoli pieni.

The Empire furnishings have two distinguished trends: a heroic, celebratory one, full of imperial symbols intended for the representative rooms and one more sober, discreet and elegant for private spaces.

Both are characterized by their solid, majestic, but never heavy, forms, and differ from those of the previous century, Louis XVI (from 1774 to 1792) and Directoire (from 1792 to 1803), which are fancy, light and plain.

The furnishings express solemnity and grandeur with their essential, linear and massive shapes. The simplicity of the lines is compensated by the use of precious materials and the perfection of workmanship. They are mainly made of mahogany, a fine-grained wood whose color is dark brown with reddish veins. The wooden surfaces are large, smooth and shiny. There are no inlays, while the wood’s grain stands out with its mottled or flamed effect. Mahogany is an exotic wood and when its import is banned, it’s replaced by native timbers such as maple, elm, walnut, plane tree, poplar or cherry.

Full cylindrical columns often ornate the corners of the furniture and recall the Greco-Roman architecture. They can be of the same wood as the rest of the cabinet or painted black. More rarely they can be of another material, such as marble. Their ends are finished with brass rings or simple gilded capitals.

The furniture’s feet are spheres or short cylinders or parallelepipeds, or they have the shape of lion’s paws or griffins’s claws. The bases often consists of solid plinths.

dettaglio del bureau del sindaco, Parigi – via wikipedia

Le forme geometriche e severe dei mobili sono alleggerite da sobrie decorazioni in bronzo dorato. Queste si limitano spesso alle sole bocchette delle serrature, ai pomoli ed alle maniglie, che a volte possono essere incorniciate da semplici corone d’alloro o foglie d’acanto.

Gli ornamenti sono realizzati in ottone dorato, sia opaco che lucido, tramite fusione a cera persa. Una variante più economica, diffusa soprattutto in Italia, è l’ottonella rifinita a sbalzo. Il rilievo si ottiene pressando un leggero foglio di metallo tra due calchi di legno. Esso è poi lavorato a mano con l’aggiunta di zigrinature o lumeggiature in oro.

The geometric and severe shapes of the furniture are lightened by sober gilded bronze decorations. Sometimes these are only limited to escutcheons, knobs and handles, which can be framed by simple laurel wreaths or acanthus leaves.

The ornaments are made in golden brass, both opaque and polished, by means of lost-wax casting. A cheaper and more widespread variant, used especially in Italy, is the cantilevered brass. The relief is obtained by pressing a light sheet of metal between two wooden casts. Then it’s worked by hand with the addition of knurling or gold highlights.

Empire console, gilt bronze friezes, circa 1805 – via lapendulerie.com

Il repertorio degli elementi decorativi si rifà all’antichità, in particolare all’Egitto ed alla Roma e Grecia classica. Le figure più ricorrenti sono le api (simbolo di laboriosità), i cigni (sinonimo di purezza), ma non mancano leoni alati, aquile, cariatidi (figure femminili scolpite che fungono da colonna), erme (piccoli pilastri quadrangolari sormontati da una testa scolpita), lire, archi con frecce, cornucopie, corone di alloro, stelle e foglie di palma. Vi è anche un filone con “egizianerie” con scarabei, sfingi, urne funerarie, obelischi ed altri simboli egizi.

The repertoire of decorative elements goes back to antiquity, in particular to Egypt and to classical Rome and Greece. The most recurring figures are bees (a symbol of industriousness), swans (synonymous with purity), but there are also winged lions, eagles, caryatids (carved column with female figures), herms (small quadrangular pillars surmounted by a carved head ), lire, bows with arrows, cornucopias, laurel wreaths, stars and palm leaves. There is also a current with Egyptian motives, such as scarab, sphinxes, funeral urns, obelisks and other Egyptian symbols.

French Empire armchair with swans heads – via 1stdibs.com

Alcuni elementi ornamentali sono scolpiti nel legno e lasciati del colore del resto del mobile oppure sono dorati con la foglia d’oro o realizzati in bronzo d’orato. I braccioli delle poltrone, gambe di tavoli ed oggetti decorativi, come le appliques, prendono così le forme di cigno, grifone o delfino.

Some ornamental elements are carved in wood and left in the color of the rest of the cabinet or they are gilded with gold leaf. They can also be made in gilded bronze. Armchairs’ armrests, tables’ legs and decorative objects, such as appliques, take so the shape of a swans, griffins or dolphins.

gueridon Impero, 1805 – 1810 – via lapendulerie.com

La maggior parte dei piani su cassettoni, secretaire, tavolini e tavoli sono di marmo. I colori più usati sono il grigio ed il nero, più raramente il rosso ed il verde.

In questo periodo nascono nuovi tipi di mobili come il letto en bateau, le cui spalliere sono ricurve e ricordano una barca e che abitualmente veniva accostato alla parete; la psiche, uno specchio basculante incorniciato e spesso a tutta altezza; l’armadio con l’anta a specchio; la dormeuse, un divano adatto al riposo diurno che ha una sola spalliera sul lato corto oppure un bracciolo più alto dell’altro; i comodini a forma di colonna; lo sgabello curule e la sedia curule (dal latino sella curulis) che si ispirano alla sella curule, il sedile dei magistrati dell’antica Roma, con le gambe incrociate a forma di “X”.

In quell’epoca è molto apprezzato anche il guéridon, un tavolino tondo, alto e stretto, che veniva posizionato liberamente in mezzo alla stanza.

Most of the tops on chests of drawers, secretaries and tables are made of marble. The most used colors are gray and black and more rarely red or green.

During this period appear new types of furniture such as the sleigh bed, headboard and footboard are curved and resemble a boat and it was placed against the wall; the psyche or cheval glass, a framed tilting mirror, mainly full height; the armoire with mirror door; the daybed, a sofa for daytime lounging that may have one single armrest or one higher than the other; column-shaped night stands; the curule stool and the curule chair with cross frame legs,  which are inspired by the Roman curule seatfrom the Latin sella curulis – the magistrate’s seat.

At that time the guéridon is also very popular. It’s a small and round table that was freely positioned in the middle of the room.

macchine à tailler le queues d’aronde – Les merveilles de l’Exposition de 1878 – via gallica.bnf

Nel diciannovesimo secolo la borghesia si sta affermando e diventa sempre più benestante. Cresce di conseguenza la domanda di mobilio alla moda. La lavorazione da artigianale diventa sempre più industriale e di serie.

I mobili Impero con le loro forme lineari si prestano bene a questo tipo di produzione. Con l’ausilio di macchinari, come le sfogliatrici, le piallatrici, le frese e le seghe a nastro e circolari, la lavorazione diventa più veloce e curata. Lo scheletro del mobile è più leggero. Gli schienali sono costituiti da assi verticali affiancate una all’altra. La struttura è realizzata con legni più economici, mentre le parti visibili vengono rivestite con lastre di legno pregiato. Grazie alle macchine, l’impiallacciatura può essere tagliata in fogli spessi anche solo 1 mm. Infine le superfici vengono lucidate a gommalacca stesa a tampone.

Nell’immagine qui sopra è raffigurato un macchinario che esegue i tagli per gli incastri a coda di rondine. In falegnameria si utilizza per unire due tavole ad angolo retto senza utilizzare colla, chiodi o spine, come ad esempio nella realizzazione di cassetti.  Le due estremità delle assi da unire vengono tagliate formando dei denti trapezoidali. I tagli sono identici su ambedue i pezzi, ma sfalsati, così che una volta uniti formino un tutt’uno con un’ottima tenuta. Questa tecnica viene utilizzata anche per la realizzazione di sedie e tavoli.

In the nineteenth century the middle class is establishing itself and becomes wealthier. Consequently, the demand for fashionable furniture grows. Craftsmanship becomes increasingly industrial and standardized.

Empire furniture have linear forms and are therefore well suited to this type of production. With the help of machinery, such as veneer clipper, planer, milling machine, band and circular saw, manufacturing gets faster and more accurate. The furniture skeleton becomes lighter. The back panel consists of vertical axes put side by side. The structure is made of cheaper woods, while the visible parts are covered with precious wood slabs or veneer. Thanks to machines, the expensive wood layer can be cut in 1 mm thin sheets. At last the surfaces are polished with shellac spread with a pad.

The image above shows a dovetail machine. In woodworking dovetail joins are the strongest. They hold two boards at right angles without glue, nails or pins. Therefore they are commonly used to build drawers. The two ends of the axes to be joined are cut forming trapezoidal teeth. The cuts are identical on both pieces, but staggered, so that once joined together they interlock. This technique is also used for making chairs and tables.

antique Empire commode in mahogany 19th – via http://www.anticswiss.com

Ritorno ora al mio settimanale stile Impero e vi spiego come l’ho modificato. Per iniziare ho cercato delle immagini che mi ispirassero.

Now I return to my Empire weekly dresser and I’ll explain you how I modified it. To start I searched for images that inspire me.

La metamorfosi è iniziata togliendo tutti i pomelli dei cassetti, aiutandomi con una pinza. Essi vengono via abbastanza facilmente.

The metamorphosis started by removing all the drawers’ knobs using my pliers. They come off quite easily.

Staccare la parte superiore della cassettiera è stato più laborioso. Prima ho provato ad ammorbidire la colla, mettendo il mobile dentro al forno a microonde, ma non è servito a nulla.

Così ho infilato con cautela la lama del cutter tra il mobile ed il piano e con pazienza l’ho passtata lungo tutto il perimetro fino a quando il pezzo di legno si è staccato.

Detaching the upper part of the chest of drawers was more challenging. First I tried to soften the glue by putting the piece of furniture in the microwave oven, but it didn’t work.

So I carefully inserted the utility knife’s blade under the top and passed it patiently along the entire perimeter until the piece of wood came off.

Il legno del mobile è piuttosto dolce, pertanto ho dovuto fare attenzione a non sforzare mai  e non strappare via la parte superiore, che altrimenti avrebbe potuto non separarsi lungo la linea di giunzione, ma creare dei bordi irregolari o addirittura spaccare il top di legno.

The wood is rather soft, therefore I had to avoid applying too much energy and tearing off the top. Otherwise it may not separate along the intersection and could have created irregular edges or even split the wood top.

Come scrivevo più sopra, i mobili Impero hanno spesso un piano di marmo. Così ho cercato nella mia raccolta di ritagli di giornale l’immagine di un marmo scuro da poter usare per rivestire il top di legno.

Si può anche utilizzare la stampa di un’immagine presa da internet. La carta di giornale è generalmente piuttosto sottile. Una volta bagnata di colla tende a strapparsi facilmente. Bisogna quindi fare attenzione quando la si manipola.

As I mentioned above, Empire furniture often have a marble top. So I searched in my collection of newspaper clippings for an image of dark marble that I could use to cover the wooden piece.

You can also download an image from the internet. Magazine’s paper is generally quite thin. Once wet with glue it tends to tear easily. Therefore, care should be taken when working with it.

Innanzitutto ho passato su tutte le superfici del pezzo la carta vetrata fine. Poi ho preso la carta con la stampa del marmo ed ho tagliato un rettangolo più grande del top di legno. La carta deve sporge su tutti i lati circa due volte lo spessore del legno. Ho steso la colla vinilica leggermente allungata con acqua sul retro della carta e vi ho appoggiato il legno al centro. Ho eliminato i due angoli (foto 1), lasciando in punta così tanta carta quanto poco più lo spessore del legno. Ho risvoltato la carta sul retro ed ho piegato la carta in punta facendola aderire (foto 2). Ho eliminato la carta in punta ai restanti due angoli (foto 3) ed ho risvoltato la carta dei lati corti facendola aderire al retro (foto 4). Infine ho ripiegato la carta in punta ed ho risvoltato l’ultimo lembo facendolo aderire al legno (foto 5).

Spiegazioni più dettagliate su come applicare la carta e realizzare un piano di marmo le trovate alla pagina delle “Tecniche e materiali” qui sul blog.

Una volta rivestito il piano di marmo, l’ho lucidato stendendo un paio di mani di Mod Podge super gloss.

First, I sanded all surfaces of the wooden top. Then I took the paper with the marble print and I cut a rectangle larger than the wooden top. The paper must protrude on all sides at least twice the thickness of the wood. I spread the slightly watered vinyl glue on the back of the paper and placed the wood in the center. I trimmed the two corners (photo 1), leaving at the tip as much paper as little more than the thickness of the wood. I turned the flap over and glued it on the back. I folded the paper on the tip and made it stick to the wood (photo 2). I cut off the paper at the tip of the remaining two corners (photo 3) and turned the flaps on the short sides on the back making it stick to the wood (photo 4). Finally I folded the paper at the last two tips and glued the last edge (photo 5).

You can find detailed information on how to apply paper and how to make a marble top  on my blog’s page “Techniques and materials“.

Once I coated the marble top, I polished it by applying a couple of coats of Mod Podge super gloss.

Sono passata poi alla lavorazione del corpo del mobile. Innanzitutto ho scartavetrato bene tutte le superfici. Il mobile è grezzo ed in molti punti ci sono schegge sollevate, soprattutto in prossimità dei  cassetti. Un’attenzione particolare l’ho dedicata alle parti attorno ai fori dei pomelli dove erano rimasti residui di colla.

Per cambiare colorazione del legno, lasciando trasparire le venature naturali, i restauratori utilizzano il mordente oppure l’anilina. Ambedue vanno diluiti. Sarebbe stato uno spreco creare una sospensione per colorare un solo piccolo mobile, così sono ricorsa agli acquerelli. Ho iniziato dando una mano di marrone scuro, ottenendo la tinta del rovere, che però non è adatta ai mobili Impero.

Then I moved on and worked on the body of the chest of drawers. First of all, I sanded all the surfaces. The furniture is rough and there are all over raised splinters, especially near the drawers. I paid particular attention to the parts around the knobs’ holes where there were glue residues.

Restorers use mordant or aniline to change the wood color, leaving the natural veins to shine through. Both must be diluted. It would have been too wasteful to create a suspension to color just a single small piece of furniture. So I used watercolors instead. I started by applying a coat of dark brown, obtaining the oak color. However this isn’t suitable for Empire furniture.

Ho lasciato asciugare, ho scartavetrato nuovamente per eliminare le fibre di legno che si erano sollevate con l’umidità dell’acquerello. Ho eliminato la polvere ed ho aggiunto una mano di marrone rossiccio.

I let it dry and sanded it again to remove the raised wood grain lifted by the humidity of the watercolor. Next I removed the dust and then I added a coat of reddish brown.

legno mogano – via wikipedia

La colorazione che volevo raggiungere è quella del mogano.

The coloring I wanted to achieve is mahogany.

È stata necessaria una seconda mano di marrone rossiccio per ottenere un colore più pieno e carico. Una volta asciutto, ho verniciato tutti i lati della cassettiera con Mod Podge super gloss. Non sono pienamente soddisfatta del risultato. Purtroppo lo strato lucido risulta disomogeneo, forse il prodotto non è più freschissimo. Penso che per i prossimi lavori tornerò ad usare la vernice spray lucida trasparente.

A second coat of reddish brown was necessary to obtain a richer and fuller color. Once dry I applyed Mod Podge super gloss on all sides of the chest of drawers. I’m not fully satisfied with the result. Unfortunately, the glossy layer is uneven. Perhaps the product is no longer fresh. I think that next time I’ll go back to using the transparent glossy spray paint.

Le colonnine laterali sono state ricavate dagli spiedini di legno che si usano abitualmente per il barbecue. I miei hanno un diametro di 3 mm. Ho utilizzato la parte non a punta, ho sistemato lo stecco nel punto esatto nel quale lo volevo ed ho segnato la misura per il taglio. La colonna deve essere a filo del bordo superiore e non deve sporgere oltre l’altezza della cassettiera.

Poi con il cutter ho tagliato lo spiedino, facendolo rotolare sotto la lama fino a quando il legno si è separato da solo. Bisogna evitare di spezzarlo a mano, perché il legno molto facilmente si scheggia. Al termine ho comunque passato l’estremità sulla carta vetrata per pareggiare perfettamente il taglio.

The side columns are made with those wooden skewers usually used for BBQs. Mine have a diameter of 3 mm. I used the non-pointed part. I placed the stick exactely where I wanted it and I marked the length for the cut. The columns must be flush with the upper edge and must not protrude beyond the height of the drawer unit.

Then I cut the skewer, rolling it under the blade of the utility knife until the wood separated by itself. You must avoid breaking it by hand, because the wood splinters very easily. At the end I passed the edge on the sandpaper to perfectly smooth the cut.

Per il mio mobile ho scelto di realizzare delle colonne ebanizzate. Così con un pennarello indelebile le ho colorate di nero su tutti i lati.

Ad ogni estremità delle colonne ho aggiunto delle finiture dorate realizzate con la stagnola dei cioccolatini Ferrero Rocher. L’ho lisciata, senza però appiattire la texture, che ben si presta come motivo decorativo dei capitelli ed imita la zigrinatura di certi bronzi dell’epoca.

Usando cutter e riga di metallo ho ricavato un paio di striscioline altre 3 mm. Ho applicato un goccio di colla Vinavil all’estremità dello stecco per fissare la striscia ed ho fatto girare la stagnola attorno al legno. Ho fatto solo due giri per non creare uno spessore eccessivo. I margini della striscia devono sovrapporsi perfettamente. Quindi ho fermato la stagnola con un altro po’ di colla.

Ho applicato la striscia dorata ad ambedue le estremità, facendo coincidere la fine delle due striscioline sullo stesso lato della colonnina, così da poterle poi facilmente nascondere, facendole capitare sulla parte che va incollata contro il mobile.

For my furniture I chose to create ebonized columns. So I colored them black on all sides with a permanent marker.

At either end of each column I added gilded finishes made with the Ferrero Rocher wrappers. I smoothed the foil without flattening the texture. The embossed decorative motif imitates the knurled capitals of that period.

Using a utility knife and a metal ruler, I cut a couple of strips, 3 mm wide. I applied a drop of vinyl glue to the end of the wooden stick to paste the foil and turned it around the skewer. I only made two laps in order to avoid an excessive thickness. The edges of the foil must perfectly overlap. I cut the strip and fixed the tip with another bit of glue.

The two golden strips must end on the same side of the column. So the final parts can be easily hidden on the backside that is glued against the furniture.

Per ritoccare il colore senza sporcarmi le dita ho usato una molletta, come si vede nella foto.

To touch up the color without getting my fingers dirty I used a clothespin, as shown in the photo.

Le maniglie più usate nello stile Impero sono i pomelli di bronzo dorato. Si trovano però anche maniglie con anello pendente ed è questo il modello che ho scelto per la mia cassettiera.

Sono composte da due parti, una placca fissata al mobile alla quale è agganciato un anello da tirare. La placca può essere circolare con dei fregi o avere la forma della testa di un leone.

The most used Empire handles are gilt bronze knobs, more rarely ring pulls. I chose the second type for my chest of drawers.

They consist of two parts, a plate fixed to the piece of furniture and a pendant ring. The plaque can be circular with friezes or have the shape of a lion’s head.

Per realizzare ogni maniglia serve della minuteria per bigiotteria di metallo dorato e più precisamente: un copriperla, un anellino ed una perlina forata.

Ho appiattito il copriperla picchiettandolo con un piccolo martello. Poi ho infilato ogni anello in una perlina. Esso deve potersi muovere e non deve rimanere bloccato.

For each handle you need gilded metal jewelry findings and more precisely: a bead cup, a ring and a golden bead.

I flattened the bead cup by hammering it with a small hammer. Then I inserted each ring into a bead. It must be able to move and must not stuck.

Questo è il modello di copriperla che ho scelto. Ha la forma compatta, ma essendo di metallo leggero, si riesce a schiacciare facilmente. Non sono adatti quelli con forme troppo frastagliate e traforate, perché una volta appiattite ricorderanno più un fiore che una maniglia antica.

This is the type of bead cup I used. It has a compact shape, but at the same time it’s made of light metal, so it’s easy to flatten. Those with too jagged shapes aren’t suitable, because once flattened they will remind more of a flower than an ancient handle.

I fori dei vecchi pomoli si erano chiusi, perché otturati dal Mod Podge. Mi sono comunque serviti come riferimento per la posizione delle nuove maniglie ed è stato anche più facile far entrare il nuovo chiodino nel materiale semi-morbido. Per fissare il copriperla appiattito, ho messo una goccia di colla Vinavil sul retro del metallo ed l’ho fissato poi con un chiodino d’ottone al cassettone.

The holes of the old knobs were plugged because filled with Mod Podge. However, they served as a reference for the position of the new handles. It was also easier pierce into the semi-soft material with the nail. To fix the flattened bead cup part, I put a drop of vinyl glue on the back of the metal and I pinned it with a brass nail to the chest of drawers.

Purtroppo non tutti i fori dei pomoli erano allineati. Con l’aiuto del Geodreieck ho segnato con una biro la posizione corretta delle maniglie.

Unfortunately, not all the knob holes were aligned. With my Geodreieck and a pen I marked the correct position of the ring pulls.

Utilizzando la punta del trapano di un diametro leggermente inferiore a quello del chiodo  ho fatto il nuovo foro alla giusta altezza. Il vecchio foro sarebbe stato comunque coperto dal copriperla appiattito.

Using the drill bit of a diameter slightly smaller than that of the nail, I made a new hole at the right height. The old hole would have been covered anyway by the flattened bead cup.

Per fissare gli anellini con la perlina (foto 1) al copriperla ho utilizzato della colla vinilica, ma va bene anche della colla istantanea. Importante è che l’anellino non si incolli alla perla ed esso possa muoversi liberamente, così da poter esser sollevato e preso tra le dita per poter tirare il cassetto. Naturalmente i cassetti sono finti e non potranno aprirsi, ma mi sembra bello che l’anello della maniglia rimanga mobile.

Per incollare la perlina con l’anello al copriperla, si può procedere in due modi differenti. Nel primo si intinge la pallina nella colla, facendo attenzione a non sporcare l’anello (foto 2). Tenendo l’anello con una pinzetta, si appoggia la pallina sul copriperla, nella parte alta del copriperla (foto 3). Infatti una volta messa in piedi la cassettiera, l’anello deve penzolare. Inoltre esso deve risultare centrato al copriperla (foto 4).

Il secondo metodo che personalmente ho trovato più facile, è quello di mettere un goccio di colla direttamente sul copriperla, nel punto dove va fissata la perlina (foto 5).

Prima di poter sollevare l’anellino, bisogna aspettare che la colla abbia fatto presa, altrimenti esso si stacca (foto 6). Se si usa la colla vinilica, il goccio di colla deve essere abbastanza consistente da bloccare la perla, ma non essere eccessivo da bloccare anche l’anello. La colla vinilica una volta asciutta diventa trasparente ed è quindi quasi invisibile.

To paste the rings with the bead (photo 1) to the bead cup, I used vinyl glue, but instant glue is also fine. Important is that the ring doesn’t stick to the pearl and it can move freely, so that it can be lifted and taken between the fingers in order to pull the drawer. Of course the drawers are fake and cannot open, but it seems nice to me that the handle ring remains mobile.

There are two different ways to glue the bead with the ring to the bead cover. In the first, the ball is dipped in glue, taking care not to smear the ring (photo 2). Holding the ring with a pair of tweezers, place the ball on the bead cup, at the top (photo 3). In fact, once the chest of drawers is set up, the ring must dangle. Furthermore, the ring must be centered on the bead cup (photo 4).

The second method that I personally prefer is to put a drop of glue directly on the bead cup, where the bead must be fixed (photo 5).

Before you can lift the ring, you must allow the glue to cure, otherwise it will come off (photo 6). If you use vinyl glue, the drop of glue must be consistent enough to block the pearl, but not too much to block the ring. Once dry, the vinyl glue becomes transparent and is therefore quite invisible.

Per fissare le colonnine ho utilizzato la colla vinilica. L’ho stesa nella scanalatura, a fianco dei cassetti. Ho appoggiato le colonna, lasciando la fine delle strisce di stagnola sul retro, contro il mobile. Ho verificato che appoggiasse perfettamente sullo zoccolo ed ho tenuto premuto per qualche istante. Con la punta di uno stuzzicadenti ho eliminato l’eccesso di colla che era fuoriuscito dai lati.

To fix the columns I used vinyl glue. I spread it in the groove next to the drawers. I leaned the columns, leaving the end of the foil strips on the back against the cabinet. I checked that it rested perfectly on the base and held it down for a while. Then I removed the excess glue that had leaked from the sides with the tip of a toothpick.

Questo è l’aspetto della cassettiera con le nuove maniglie ad anello e le due colonne ebanizzate ai lati.

This is the aspect of the chest of drawers with the new ring pulls and the two ebonized columns on both sides.

Per ultimo ho incollato il piano di marmo. Esso deve sbordare sul davanti e sui due lati, mentre sul retro deve essere a filo del mobile.

Finally I glued the marble top. It must protrude on the front and on both sides, while on the back it must be flush with the furniture.

Il settimanale è pronto e sono molto soddisfatta del cambiamento. Lo zoccolo con gli archi tradisce l’origine rustica del mobile e non è tipicamente Impero, ma nell’insieme l’effetto è piacevole.

The weekly dresser is ready and I am very happy with the result. The plinth with arches  is not typical Empire and reveals the rustic origin of the furniture, but the overall effect is pleasant.

La casetta è ancora in fase di costruzione, ma ho voluto fare una prova sistemando il settimanale nel salotto giusto per vedere l’effetto del mobile ambientato in un locale. Più avanti dovrà essere spostato in camera da letto, la stanza dove questo tipo di cassettiera abitualmente stava.

Spero di finire presto la casa, così da poterla arredare, ma in qualche modo mi ritrovo a realizzare piccoli oggetti, anziché procedere con la struttura….

My dollhouse is still under construction, but I wanted to see the semainier  in a miniature set. So I I took a picture of the weekly dresser in the living room, even if it’s not its correct location, as it should be placed in the bedroom. I hope to finish soon the house and to be able to furnish it.

I hope to finish the house soon, so that I can furnish it, but somehow I find myself making small objects, rather than proceeding with the structure ….

Questa cassettiera economica è stata rivisitata da diversi miniaturisti. Qui il tutorial di Ara di Bentley House Minis.

This cheap chest of drawers has been revisited by several miniaturists. Here the tutorial by Ara from Bentley House Minis.

Se siete alla ricerca di altri modelli di maniglie, in questi video Ara spiega come realizzare 7 modelli diversi, dal tipo industriale a quello antico.

Qui di seguito invece ho raccolto varie versioni dello stesso mobiletto, personalizzate secondo il gusto di ogni miniaturista. Se anche voi avete modificato questo stesso mobiletto, potete mandarmi una foto e l’aggiungerò a questo post.

If you are looking for other types of handles, Ara explains in these video how to make 7 different models, from an industrial to an antique one.

Below, I have collected various versions of the same cabinet, customized according to the taste of each miniaturist. If you have modified the same cabinet, too, you can send me a photo and I will add it to this post.

dollar store dollhouse furniture by Old Days – Old Ways

Lori Elizabetg – Facebook Group: A Miniature Learning Curve

 

Anne Munday – Facebook Group: Michael Guidry Miniatures

dollar tree doll furniture by Note Songs

"Dollar Store" mini furniture makeover!

Faye’s Mini project-“Dollar Store by Faylyne – via Flickr

E questo è il video che Dada ha creato per questo progetto. ❤️

And this is the video made by Dada for this project. ❤️

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Le costruzioni con carretto – Pull along building block set

A breve distanza dal precedente post, vi propongo un nuovo progetto in scala 1:12 da realizzare per la stanza dei bambini. Si tratta di un giocattolo classico, adatto sia ai maschi che alle femmine: il carretto da trainare con i blocchetti di legno per realizzare costruzioni.

Short after my previous post, I offer you a new 1:12 scale project for the nursery room. It’s a classic toy, suitable for both males and females: the pull along wagon with wooden blocks.

Ora di pranzo per lo spazzacamino, Aurelio Zingoni, 1881 – via wikipedia

L’infanzia nell’epoca Vittoriana era veramente difficile se si apparteneva a famiglie povere. I bambini venivano mandati a lavorare molto presto. Non c’era un limite di ore, non ‘erano orari e le paghe erano molto basse. Le bambine andavano a servizio presso le famiglie borghesi o ricche, oppure venivano mandate nelle lavanderie o nelle filande. I maschi venivano impiegati in lavori dove si poteva sfruttare le loro dimensioni ridette, come spazzacamino o nei cunicoli più angusti nelle miniere, oppure eseguivano lavorazioni pericolose per la salute, come la produzione del vetro. Non c’era un’età minima per lavorare ed alla fine del ‘700 i bambini rappresentavano due terzi della forza lavoro. Nel 1788 venne introdotto in Gran Bretagna per gli spazzacamini il limite di 8 anni d’età. In Italia il divieto di lavoro minorile fu elevato a 12 anni solo nel 1902. Ma in generale questi regolamenti furono a lungo poco rispettati.

Childhood in Victorian times was really difficult if you were born in a poor family. The children were sent to work at a very young age. There was no time limit, no schedule and salary was very low. Girls went to bourgeois or wealthy families as maids, or worked in laundries or spinning mills. Boys were employed in jobs where their small body size could be of any use, for example as chimney sweeps or inside the narrowest tunnels in mines, or they did works dangerous to health, such as the production of glass. There was no minimum age for employment and at the end of the 18th century children represented two thirds of the workforce. In 1788 Great Britain introduced the age limit of 8 years for chimney sweeps. In Italy the legal working age was raised to 12 years only in 1902. But in general these regulations were ignored for a long time.

Pastorelle, Francesco Paolo Michetti, 1851-1929

Leggermente più fortunati erano i bambini che vivevano in campagna. Dopo i lavori nei campi ed aver accudito agli animali, i piccoli potevano giocare all’aperto. Ma le famiglie che non potevano sfamare i loro figli, li cedevano e per questi bambini spesso la vita finiva in strada dove erano costretti a vivere di espedienti e di piccoli furti. Il romanziere Charles Dickens descrive bene l’infanzia e le misere condizioni di vita nell’epoca vittoriana, raccontando di bambini venduti e maltrattati.

Nel 1870 il primo ministro del Regno Unito, William Ewart Gladstone, introdusse l’obbligo scolastico per tutti i bambini dai 5 ai 12 anni e questo portò ad una graduale riduzione dello sfruttamento minorile.

Children living in rural areas were slightly luckier. After working in the fields and looking after the animals, the little ones were free to play outdoors. However families that could not feed their children, gave them up. These children’s life often ended up on the street where they were forced into begging and to commit petty theft. The novelist Charles Dickens depicts childhood and their poor living conditions in the Victorian era, telling of children sold and abused.

In 1870 the United Kingdom’s Prime Minister, William Ewart Gladstone, introduced compulsory schooling for all children aged 5 to 12 years and this led to a gradual reduction of child exploitation.

Solo i bambini di famiglie nobili o borghesi possedevano giocattoli prodotti da artigiani. I balocchi erano venduti sulle bancarelle del mercato da venditori ambulanti o in negozi che però trattavano anche altre merci.

Only children of noble or bourgeois families owned toys produced by artisans. These were sold on market stalls by street vendors or in shops alongside other types of goods.

Kind mit Bauklötzen, 1853 – via wikipedia

Tra i giochi più diffusi c’erano sicuramente le costruzioni. Si trattava di blocchetti di legno di diverse forme, principalmente cubi, parallelepipedi e cilindri. Una volta impilati ed allineati riproducevano edifici di fantasia o ispirati al mondo che circondava il bambino.

Construction sets were certainly one of the most popular toys. It consists of wooden blocks in different shapes, mainly cubes, parallelepipeds and cylinders. Once stacked and lined up they reproduced fantasy buildings or inspired by the child’s surrounding world.

girl with Froebel’s gift 2, 1877 – via wikipedia

Questo gioco origina dai Doni di Friedrich Fröbel (1782-1852), l’inventore dei Kindergarten, i giardini d’infanzia, del quale vi avevo raccontato nel post dedicato al puzzle a cubi, pubblicato un anno fa. Questo pedagogista tedesco aveva osservato che i bambini imparano per mezzo della loro esperienza diretta ed aveva intuito, ben 150 anni prima che studi scientifici lo dimostrassero, che il cervello si forma nei primi 7 anni di vita. Il gioco è quindi uno stimolo allo sviluppo ed all’educazione.

Fröbel, nella prima metà dell’ottocento aveva inventato un sistema d’apprendimento innovativo basato su canzoni, attività ludiche ed occupazioni con al centro il bambino A supporto del suo metodo aveva ideato le Spielgaben, i Doni, scatole contenenti giochi per rafforzare i 5 sensi e stimolare la creatività e l’apprendimento. Si trattava principalmente di forme geometriche realizzate in materiali come legno, cartone e sfere fatte a maglia. Fröbel non apprezzava molto i giocattoli troppo realistici, perché riteneva che limitassero l’immaginazione dei bambini.

Dedicò tutta la sua vita al suo progetto educativo con la convinzione che il miglioramento della condizione umana si ottenga attraverso uno sviluppo armonioso nell’infanzia e che essa porti alla formazione di cittadini migliori.

This toy originates from the Gifts invented by Friedrich Fröbel (1782-1852). He also  conceived the kindergarten. I already wrote about him in the post dedicated to the wooden blocks puzzle, published a year ago. This German pedagogue observed that children learn through their direct experience. He realized, 150 years before scientific studies could prove it, that the brain is formed in the first 7 years of life. Games are therefore a stimulus to growth and education.

In the first half of the nineteenth century Fröbel invented an innovative learning system based on songs, games and occupations. The child was always in the center. In support of his method he created the Spielgaben, Gifts, boxes containing games to strengthen the 5 senses and stimulate creativity and learning. They consisted mainly of geometric shapes made of materials such as wood and cardboard and knitted spheres. He argued that too realistic toys ruined children’s imagination.

He dedicated his whole life to his educational project with the conviction that the improvement of the human condition may be achieved through a harmonious development in childhood, which leads to better citizens.

I giochi modulari di Friedrich Fröbel che favoriscono l’astrazione influenzarono le generazioni future. Artisti come Paul Klee, Piet Mondrian e Wassily Kandinsky ed architetti come Le Corbusier, Walther Gropius e Frank Lloyd Wright beneficiarono di questo sistema educativo che stimola la creatività.

Quest’anno la fondazione Juan March di Madrid ha dedicato a questo tema una mostra intitolata “El juego del arte. Pedagogías, arte y diseño” (Il gioco dell’arte. Pedagogie, arte e design), mettendo appunto in relazione le opere degli artisti dell’avanguardia del XX secolo con il modello pedagogico del secolo precedente.

The modular toys by Friedrich Fröbel, favoring abstraction, influenced future generations. Artists like Paul Klee, Piet Mondrian and Wassily Kandinsky and architects like Le Corbusier, Walther Gropius and Frank Lloyd Wright benefited from this educational system that stimulates creativity.

This year, the Juan March Foundation in Madrid dedicated to this theme an exhibition entitled “El juego del arte. Pedagogías, arte y diseño” (The art game. Pedagogies, art and design) putting in relation the works of the avant-garde artists of the twentieth century with the pedagogical model of the previous century.

Frank Lloyd Wright vs F. Fröbel – via parasolmodular.com

Frank Lloyd Wright ha raccontato di aver giocato a lungo nella sua infanzia con i Doni di Fröbel e che molti edifici da lui progettati si basano sull’astrazione delle forme geometriche.

Frank Lloyd Wright remembered that he played for a long time during his childhood with Fröbel’s Gifts and many of the buildings he designed are based on the abstraction of geometric shapes.

Lincoln Logs by John Lloyd Wright, 1918 – via iconeye.com

Nel 1918, il suo secondogenito John, anche lui educato con lo stesso metodo pedagogico e divenuto pure lui architetto, brevettò un gioco di costruzioni chiamato Lincoln Logs che ancora oggi è in produzione e che decretò il suo successo come inventore di giocattoli.

In 1918, his second son John, also educated with the same pedagogical method and who became an architect as well, patented a building toy set called Lincoln Logs that is still in production. He begun so a successful career as a toy inventor.

Baby at Play by Thomas Eakins, 1976, National Gallery of Art Washington – via wikipedia

I Doni di Fröbel hanno diversi livelli di complessità e sono quindi destinati a diverse fasce d’età. Il sesto Dono è il più complesso ed è indicato per bambini dai 4 ai 5 anni. Contiene blocchi di diverse forme con i quali si realizzano costruzioni.

Il gioco che ho realizzato per questo post è un carretto da trainare contenente dei blocchetti di legno.

Fröbel Gifts are divided by complexity and therefore intended for different age groups. The sixth Gift is the most complex and is recommended for children aged 4 to 5 years. It contains blocks of different shapes to create buildings.

The toy I made for this post is a pull-along wagon with wooden blocks.

Il mio gioco ha 14 blocchetti di differenti forme geometriche. Essi consentono di realizzazione edifici semplici, portali, torri, colonne con arco e così via.

My toy has 14 blocks. They have basic shapes for making simple buildings, portals, towers, columns with arches and so on.

Ho acquistato in un normale negozio di bricolage 4 stecche di pino piallato, finitura naturale, con le seguenti sezioni:

quadrata – 5 mm x 5 mm

rettangolare – 5 mm x 10 mm

rotonda – ⦰ 5 mm

mezzo tondo – ⦰ 10 mm

In a normal craft  store I bought 4 pine dowels, smooth sanded, natural finish, with the following sections:

square – 5 mm x 5 mm

rectangular – 5 mm x 10 mm

round – ⦰ 5 mm

half round – ⦰ 10 mm

Innanzitutto ho eliminato la parte iniziale di ogni stecca, così da avere all’estremità un taglio diritto e pulito.

First of all, I removed the initial part of each dowel. So the cut at the end was straight and clean.

Ho passato la superficie sulla carta vetrata fine per renderla perfettamente liscia. Questo passaggio va ripetuto per ogni taglio.

I run the surface on fine sandpaper to make it perfectly smooth. This step must be repeated for each cut.

Ho tagliato tutti i pezzi usando la taglierina per listelli, perché una volta impostata la lunghezza, si possono eseguite innumerevoli tagli, tutti della stessa lunghezza, senza spostare nulla o rimisurare.

I cut the dowels using the wood chopper, because once the length is set, you can make countless cuts of the same length, without moving anything or remeasuring.

Il legno ha opposto una certa resistenza. Non so il motivo, ma la lama non ha tagliato completamente il legno.

Se dovesse capitare anche a voi, bisogna comunque evitare di piegare e spezzare a mano la stecca, perché il legno si scheggerebbe.

Ho quindi tagliato nuovamente la stecca con la taglierina, ma posizionandola questa volta con la parte tagliata rivolta verso il basso.

The wood opposed a certain resistance. The blade didn’t completely cut through the wood and I don’t know why.

If this should happen to you too, I advise against bending and breaking the dowel by hand, because the wood would chip.

So I cut the stick a second time with the wood chopper. But this time I placed the side with the cut facing down.

Ho realizzato 4 cubetti. Ognuno misura 5 mm x 5 mm x 5 mm.

I made 4 cubes. Each measures 5 mm x 5 mm x 5 mm.

Sempre dalla stecca con la sezione quadrata ho tagliato con la stessa tecnica 2 parallelepipedi che misurano ognuno 10 mm x 5 mm x 5 mm.

From the same dowel with the square section and using the same technique I cut 2 square cuboids measuring 10 mm x 5 mm x 5 mm each.

Dalla stecca con la sezione rotonda ho tagliato 2 cilindri alti 10 mm.

From the dowel with the round section I cut 2 cylinders, 10 mm high.

Sempre dalla stecca a sezione rotonda ho ricavato 4 cilindri più piccoli, alti 5 mm.

Again from the dowel with the round section I obtained 4 smaller cylinders, 5 mm high.

Poi ho preso la stecca con la sezione a mezzo tondo ed ho tagliato un pezzo largo 5 mm.

Then I took the dowel with the half-round section and cut a 5 mm wide piece.

Per ultimo ho realizzato l’arco usando la stecca con la sezione rettangolare. 

Finally I made the arch using the dowel with the rectangular section.

Innanzitutto ho tagliato un parallelepipedo che misura 20 mm x 10 mm x 5 mm.

Poi ho tracciato in posizione centrale l’arco. Con la matita ho disegnato sul legno il contorno del pezzo a semicerchio.

First of all, I cut a parallelepiped measuring 20 mm x 10 mm x 5 mm from.

Then I traced the arch in a central position. I draw with a pencil the outline of the semicircular piece.

Con il Dremel ho lentamente eliminato il legno nella parte centrale.

Se non possedete un utensile rotante elettrico, potete usare una raspa ed una lima per legno. Devono avere la forma rotonda per poter creare la rotondità dell’arco. Si inizia con la raspa. Con la sua dentatura asporta abbastanza facilmente il materiale. Poi con la lima a grana dolce si rifinisce il lavoro rendendo la superficie liscia.

Sopratutto con questi attrezzi è bene procedere lentamente e con cautela per evitare di farsi male. L’ideale sarebbe bloccare il pezzo di legno con una morsa, così da salvaguardare le dita.

With the Dremel I slowly removed the wood in the central part.

If you do not have an electric rotary tool, you can use a rasp and a wood file. They must be round in order to create the roundness of the arch. You have to start with the rasp. With its teeth it removes the material quite easily. Then the work is finished with the file with a soft grain.

Especially with these hand tools it’s better to proceed slowly and with caution in order to avoid getting hurt. The ideal would be to clamp the piece of wood with a vise to safeguard the fingers.

Ho continuato a limare fino a quando il pezzo a semicerchio è entrato perfettamente nella parte cava dell’arco.

Tutti pezzi vanno passati sulla carta vetrata fine per rendere tutte le superfici perfettamente lisce. Per lisciare anche l’interno della parte concava dell’arco, ho avvolto la carta vetrata attorno ad una matita con la sezione rotonda ed l’ho passata in questo punto altrimenti difficile da raggiungere.

I went on filing until the semicircle piece perfectly fitted into the hollow part of the arch.

All pieces must be sanded to smoothen the surfaces. To be able to reach inside the concave part of the arch, I wrapped the sandpaper around a round pencil, so I was able to reach also this difficult part.

I blocchi di legno, una volta accostati creano un rettangolo perfetto. 

Se volete realizzare un carretto partendo da un numero diverso di blocchi, dovete prendere le misure del rettangolo che essi formano. Per ottenere la dimensione della base del carro bisogna aggiungere poi alle misure del rettangolo 1 mm al lato lungo ed 1 mm al lato cortoLo spazio aggiunto serve a lasciare dell’aria attorno ai blocchi, così che si possano estrarre più facilmente dal carretto.

Once joined, the wooden blocks create a perfect rectangle.

If you want to make a cart starting from a different number of blocks, you must measure the rectangle formed by the pieces and add 1 mm to the long side and 1 mm to the short side. So you obtain the dimension of the wagon’s base. The space added serves to leave air around the blocks, so that they can come out of the wagon more easily.

Ed ecco qui sopra un paio di composizioni che si possono comporre con 14 blocchi ed anche meno.

And here above are a couple of compositions that can be made with 14 blocks and even less.

La seconda parte di questo progetto consiste nel costruire il carretto. Volendo si potrebbe utilizzarlo anche come gioco a sé.

The second part of this project consists of building the cart. The wagon may be also used as a separate toy.

Io ho usato il legno recuperato da una scatola di formaggio, ma si può usare anche il cartone riciclato delle scatole dei cereali. Nel mio caso lo spessore del legno è di 1 mm.

I used recovered wood from a cheese box, but you could also use recycled cardboard from cereal boxes. In my case the wood thickness is 1 mm.

L’ho tagliato con cutter e riga di metallo. Il taglio nel senso della venatura è molto facile, mentre quello attraverso la vena è leggermente più difficile. L’importante, come sempre, è non cercare di dividere i pezzi prima di aver trapassato completamente il materiale con la lama.

I cut the wood with a utility knife and a metal ruler. It’s really easy to cut in the grain direction, while across the vein it’s slightly more difficult. As always, you should never try to take the pieces apart before having completely pierced through the material with the blade.

via wikipedia

Legno, cartone e carta hanno una vena, essendo tutti questi materiali composti da fibre. La direzione nella quale sono allineate la maggior parte delle fibre determina l’orientamento della vena. Tenere conto della direzione della vena è molto importante quando si creano oggetti di dimensioni reali. Il legno può deformarsi più o meno a seconda che sia tagliato o meno lungo la venatura. La carta e il cartone si allungano e si piegano in modo diverso lungo e contro la vena. Nella rilegatura dei libri, ad esempio, questo influisce sul funzionano del dorso e su come i libri si aprono.

L’orientamento della vena non hanno un grande impatto su oggetti piccoli. Tuttavia, può essere utile tenerlo presente, soprattutto se si utilizza il legno ed il cartone per la costruzione della struttura della casa delle bambole. La venatura del legno si riconosce ad occhio nudo. Per determinare l’orientamento della vena del cartone, basta prendere il foglio tra le mani e sentire in quale direzione si piega più facilmente. Questa è la direzione della vena.

Ho trovato degli articoli interessanti in italiano dedicati al legno ed alle venature, che potete leggere qui, qui e qui. Mentre in inglese potete leggere “Determining grain direction“.

Per quanto riguarda invece la carta, essa si dilata maggiormente nel senso della venatura e questo potrebbe creare dei problemi quando si applicano tappezzerie di carta con dei disegni che devono combaciare perfettamente. Per poter identificare la direzione della vena e calcolare i millimetri di dilatazione bisogna fare delle prove su dei campioni.

There is a grain direction in wood, cardboard and paper, as all these materials are made of fibers. The grain orientation is the direction in which a greater number of fibers are aligned. It’s very important to determine the grain direction when you create objects in real size. Wood may warp more or less depending on whether it’s cut along the grain or not. Paper and cardboard stretch and bend differently along and against the grain. For example, in book binding it affects how spines work and even if open books lay flat or not.

These effects don’t have a too big impact on tiny objects. Nevertheless it may be useful to recognize the grain orientation, especially it you use wood or cardboard for the construction of the dollhouse’s structure.  The orientation on wood can be recognized by naked eye. To determine the grain orientation in cardboard, just take the sheet in your hands and feel in which direction it bends more easily. This is the grain direction.

If you would like to read more about wood and wood grain, I found this interesting article in English “Determining grain direction“.

Paper expands more in the direction of the grain and this could create problems while applying wallpaper with designs that must perfectly match. To determine the grain direction, we need to do tests on samples. So we will be able to calcolate the millimeters of expansion, too.

Per il fondo ed i lati del carretto ho tagliato 5 pezzi nelle seguenti misure:

A = fondo -> 1 pezzo da 21 mm x 31 mm

B = lati corti -> 2 pezzi da 21 mm x 8 mm

C = lati lunghi -> 2 pezzi da 33 mm x 8 mm

For the bottom and the sides of the wagon I cut 5 pieces in the following sizes:

A = bottom -> 1 piece 21 mm x 31 mm

B = short sides -> 2 pieces 21 mm x 8 mm

C = long sides -> 2 pieces 33 mm x 8 mm

I giocattoli un tempo erano realizzati principalmente in faggio, un legno omogeneo, pesante, resistente, e privo di elasticità ma che non si scheggia facilmente. È facile lavorarlo ed è ottimo per lavori di tornitura. Il faggio è ampiamente diffuso in tutta Europa e nel Nordamerica. Inizialmente è di colore bianco, poi con il tempo diventa rossastro.

Il legno della mia scatola di formaggio mi pareva troppo chiaro e avrebbe conferito al gioco un aspetto troppo nuovo. Così l’ho reso più caldo ed ambrato passando su tutta la superficie del lucido da scarpe color cuoio. Ho intinto una pezzuola nel barattolo ed ho steso la cera omogeneamente su tutti i lati, compresi gli spessori. Ho strofinato a lungo fino a quando la cera non era più appiccicosa.

Once toys were mainly made of beechwood. It’s a homogeneous, heavy, resistant wood that lacks of elasticity but it doesn’t splinter easily. It’s easy to work and is great for turning. Beech trees are widespread throughout Europe and North America. The wood is initially white, then over time it turns reddish.

I didn’t like the wood color of my cheese box. It seemed too light colored to me and the toy would have looked too new. So I darkened it by applying over the entire surface a mid-tan shoe polish. I dipped a cloth in the jar and spread the wax evenly over all sides, including the thickness. I rubbed it for a long time util it was no longer sticky .

Per creare l’asse delle ruote ho preso un fiammifero lungo, di quelli usati per l’accensione del camino. Ha la sezione 3 mm x 3 mm. Ho tagliato 2 pezzi lunghi 23 mm.

Ho applicato anche a questi due pezzi una patina di cera colorata.

To create the axle of the wheels I took a long match, one of those used for lighting the fire in a fireplace. Its section measures 3 mm x 3 mm. I cut 2 pieces 23 mm long.

I applied also to these two pieces a reddish wax patina.Per realizzare le ruote ho usato dei normali spilli da sarta in acciaio e due tipi di cartoncino: uno leggero rosso ed uno un po’ più spesso bianco. Con la perforatrice da ufficio ho tagliato per ogni ruota 1 disco rosso e 2 bianchi. Ho quindi incollato i tre dischi insieme ottenendo un disco spesso 2 mm scarsi.

Ho dovuto usare due strati di cartoncino bianco, perché la mia perforatrice non avrebbe tagliato con precisione spessori troppo alti. Se voi avete fustellatrici più performanti, potreste realizzare la ruota con solo due strati di cartoncino, uno sottile rosso ed uno spesso bianco.

Con un tronchese ho tranciato gli spilli a 8 mm dalla capocchia. Il metallo è piuttosto robusto ed ho dovuto usare la forza di ambedue le mani. Non potendo tenere l’altra estremità dello spillo e per evitare che la punta schizzasse quindi via e mi potesse ferire, ho completamente coperto la mano con l’attrezzo con uno straccio. La punta non è potuta quindi volare via, ma è stata fermata dal tessuto.

Al centro di ogni ruota ho praticato un foro con il mini trapano a mano e poi vi ho infilato lo spillo. Tenendo fermo lo spillo tra due dita, ho fatto girare ogni ruota, rendendo il foro liscio e leggermente più largo, così che la ruota potesse ruotare agevolmente.

The wheels are made with stainless steel dressmaker pins and two types of cardboard: a light one in red and a slightly thicker one in white. For each wheel I cut 1 red and 2 white discs using a two hole puncher. Then I glued the three disks together to obtain one disk, scarcely 2 mm thick.

I had to use two layers of white cardboard, because my hole puncher can’t afford to neatly cut thicker pieces. If you have a more powerful cutting tool, you could make the wheel with only two layers: a thin red slice and a thick white slice.

Then I cut the pins, 8 mm from their head. The metal is quite sturdy and I had to use both hands to operate the wire cutter. Not being able to hold one end of the pin and in order to prevent the tip from shattering off and possibly hurting me, I completely covered my hand and the tool with a cloth. So the pin tip couldn’t fly away, but it was stopped by the fabric.

Using the mini drill I pierced a hole in the center of each wheel and then I put the pin in it. Holding the pin firmly between two fingers, I turned each wheel, making the hole smoother and slightly wider, so that every wheel could rotate easily.

Ho praticato un foro anche al centro di ogni estremità dell’asse delle ruote. La punta del trapano dev’essere leggermente più sottile degli spilli, così che essi rimangano poi bloccati nel legno.

I also drilled a hole in the center of each end of the wheel axle. The drill bit must be slightly thinner than the pins, so that they remains stuck in the wood.

Il carretto è trainato con un cordino Per poterlo fissare, ho dovuto creare un aggancio usando un pezzo di legno della scatole del formaggio largo 5 mm. Ho arrotondato un’estremità, ho applicato il lucido da scarpe colorato ed ho praticato un foro per far passare il cordino. Poi ho tagliato il pezzo a 10 mm.

The wagon is pulled by a cord, In order to secure it to the vehicle, I created a piece with a hole using the wood of the cheese box. I cut a 5 mm wide strip, I rounded one end, I applied the colored shoe polish and I drilled a hole for the string. Then I cut the piece to 10 mm.

Ho infilato gli spilli con le ruote nei due stecchi di legno precedentemente forati, lasciando sufficientemente spazio alle ruote, affinché potessero girare liberamente.

Poi ho incollato i due assi a 6 mm dal bordo del fondo del carretto. Infine ho applicato l’aggancio per il cordino, centrandolo, e verificando che il foro risultasse libero.

I inserted the pins with the wheels into the holes I previously drilled in the two wooden sticks, leaving enough space for the wheels to turn freely.

Then I glued the two axles to the bottom of the wagon, 6 mm from the edge. I also pasted the hook for the cord, centering it, and checking that the hole was free.

Iniziando dai lati corti, ho incollato il bordo conto lo spessore della base. Essi non deve sporgere sui lati lunghi e deve essere a filo del fondo.

Starting from the short sides, I glued the border against the thickness of the base. It must not protrude and should be flush with the bottom.

Dopo aver incollato i due bordi corti ho incollato quelli lunghi. Il carretto è così assemblato.

After applying the two short borders, I glued the long ones. The cart is so assembled.

Ora può essere riempito con i blocchetti di legno.

Now it can be filled with the wooden blocks.

I bottoni automatici di metallo, detti anche bottoni a pressione, sono un’alternativa alle ruote realizzate con il cartone. Bisogna scegliere il tipo da cucire e non quello da rivettare, perché i fori intorno alla parte centrale, che servono a far passare ago e filo, li fanno assomigliare ai raggi della ruota. Gli automatici sono composti da due parti, una metà più leggera, il maschio, ed una più grossa, la femmina. Per creare le ruote io uso solo i maschi.

Con un tronchese da bigiotteria elimino la protuberanza. Rimane un foro al centro del bottone nel quale è possibile far passare lo spillo, che come nelle ruote di cartone, funge da perno e fissa la ruota all’asse.

The metal snap fastener are an alternative to the wheels made with cardboard. You have to choose the sew on type and not those to be riveted, because the holes around the central part, in which needle and thread pass, make them look like the spokes of the wheel. The snap fastener are composed of two parts: male and female. I use only the first part to create wheels.

I remove the protuberance with a wire cutter. A hole remains in the center of the button in which it’s possible to insert the pin, that acts as a pivot and fixes the wheel to the axis.

Per poter trainare il carretto ho aggiunto un cordino. Ho scelto un filo rosso, che si abbinasse al colore delle ruote ed un po’ spesso, di quelli che si usano per attaccare i bottoni ai cappotti.

Se non avete un filo adatto a disposizione, potete realizzarne uno con il filo da ricamo opportunamente attorcigliato, come facemmo per la paperella da trainare.

Poi ho fatto un grosso nodo ad un’estremità e con l’aiuto di un ago l’ho infilato nel foro dell’aggancio, passando dal sotto verso l’altro così il nodo è rimasto nascosto sotto il legno.

To be able to pull the wagon, I added a cord. I chose a red thread in the same color of the wheels. I used a thicker thread, that is usually used to attach buttons to coats.

If you don’t have a suitable thread to hand, you can make one yourself, as we did for the pull along duck.

I made a big knot at one end. With a needle I pulled the thread through the hole in the hookup, passing upwards so the knot stays hidden under the wood.

Per dare al cordino un aspetto più rifinito e per permettere una facile presa, ho aggiunto un pomolo realizzato con una perlina rossa di legno.

Prima ho infilato la perlina, poi ho fatto un nodo sufficiente mente grosso da bloccare la perla. Ho applicato della colla sul nodo ed ho tagliato il filo subito dopo il nodo. Infine ho tirato il filo fino a che il nodo si è bloccato all’interno della perlina, nascondendolo ed ho lasciato asciugare la colla. 

To give the cord a more refined look and to allow an easy grip, I added a knob made with a red wooden bead.

First I threaded the bead, then I made a knot sufficiently thick to prevent the pearl from slipping off. I applied glue on the knot and cut the thread immediately after the knot. Finally I pulled the thread until the knot got stuck inside the bead and I let the glue dry.

Il carretto da trainare con le costruzioni di legno è così pronto per essere messo nella casa delle bambole. Ho cercato in internet altri progetti simili, ma non ho trovato molto.

The pull along wagon with the wooden building blocks is now ready to be placed in the dollhouse. I searched other similar projects on the internet, but I found only the following links.

wilminidesign.blogspot.nl

L’unico tutorial che ho trovato è l’immagine qui sopra. Purtroppo il link al blog pare non funzionare.

The only tutorial I found is the image above. Unfortunately the link to the blog doesn’t seem to work.

MiniaturebyLena – Etsy

Su Etsy ho trovato questo carretto in vendita in due versioni: colorata e grezza.

On Etsy I found the wagon above. It’s sold in a colored version and in natural finish.

321-miniature – eBay

Anche su eBay c’è un carretto con le costruzioni in vendita.

Also on eBay there is a pull along wagon with building blocks for sale.

via pinterest

Su Pinterest ho trovato la foto di questo carretto, ma non c’è nessun link collegato.

On Pinterest I found the picture of this cart, but there is no working link.

Calendrier de l’Avent 2019

Questo progetto fa parte dei tutorial nascosti dietro alle porticine del Calendrier de l’Avent 2019 organizzato da Joc, che ringrazio veramente di cuore per aver inserito anche quest’anno un mio tutorial.

Ormai è la sesta volta che partecipo a questo Calendario. Qui di seguito gli altri 5 tutorial, che ho pubblicato negli anni scorsi.

This project is part of the tutorials hidden behind the doors of Calendrier de l’Avent 2019 organized by Joc, whom I thank very warmly for adding again my tutorial.

It’s now the sixth time that I participate in this Calendar. Here below the other 5 projects I posted the past few years.

2014

2014 – Le calze di Natale – The Christmas stockings

2015

2015 – Braciere da camino – Fire basket

2016

2016 – Il baule dei ricordi – The trunk of memories

2017

2017 – Scatola con i soldatini – Wooden soldier in the box

2018

2018 – Le calze di Natale ricamate – Embroidered Christmas stockings

Ormai mancano pochi giorni a Natale. Non dimenticate di aprire anche le ultime porticine del Calendario.

Vi auguro buone feste!

There are only a few days left for Christmas. Don’t forget to open the last doors of the Calendar.

I wish you happy holidays!

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Libri di Natale – Christmas books – Libros de Navidad

Ben ritrovati!!! Dopo una lunga assenza eccomi di nuovo qui sul blog con un nuovo progetto. Da molto tempo desideravo fare un post dedicato ai libri. Non solo mi piace molto leggere nella vita reale, ma mi piace anche il libro come oggetto, l’odore della cellulosa e dell’inchiostro.

I libri non possono quindi mancare nella mia casa delle bambole. Nel web non ho trovato molti esemplari dedicati al Natale in scala 1:12. Allora quale occasione migliore del Calendario de Adviento per realizzare dei libri natalizi in miniatura?

Nice to be back!!! After a long absence, I am here on the blog again. For a long time I wished to write a post about books. I love reading and I also like their smell of cellulose and ink.

Therefore books must also be in my dollhouse. I couldn’t find many mini Christmas versions online. So what better occasion than the Calendario de Adviento to make Christmas books in 1:12 scale?

¡Bienvenido de nuevo! Después de una larga ausencia, aquí estoy nuevamente en el blog con un nuevo proyecto. Durante mucho tiempo quise hacer una publicación dedicada a los libros. No solo me gusta leer mucho en la vida real, sino que también me gusta el libro como un objeto, el olor a celulosa y tinta.

Por lo tanto, no pueden faltar libros en mi casa de muñecas. En la web no he encontrado muchos ejemplares dedicados a la Navidad en escala 1:12. Entonces, ¿qué mejor momento que el Calendario de Adviento para hacer libros de Navidad en miniatura?

 

atelier di rilegatura del XVI secolo – via wikipedia

La parola italiana libro e quella spagnola derivano dal latino “liber”. In origine significava “corteccia” ed era uno dei materiali sui quali si scriveva. Analogamente la parola inglese book, legata a quella tedesca Buch potrebbero derivare da “Buche”, in italiano faggio, un legno sul quale le antiche popolazioni germaniche incidevano le loro scritture.

Con il termine libro si intende un insieme di pagine rilegate e protette da una copertina. Nei secoli le innovazioni tecnologiche ne hanno migliorato le qualità e modificato l’aspetto. Inizialmente i fogli erano di pergamena. Essa fu poi sostituita dalla carta, un materiale più fragile, ma meno costoso da produrre. Fu inventata in Cina e migliorata dagli artigiani arabi ed arrivò in Italia nel XIII secolo. La cittadina marchigiana Fabriano diventa il più importante centro di produzione d’Europa. 

The Italian word libro, like the Spanish one, comes from the Latin “liber”. Originally it meant “bark”. This was one of the materials on which Romans wrote. Similarly, the English word book, linked to the German word Buch, may derive from “Buche”, (in English beech) a type of wood used by Germanic peoples for their inscriptions.

The term book means a set of pages bound and protected by a cover. Over the centuries, technological innovations have improved its quality and changed its appearance. Initially the sheets were made of parchment. Later it was replaced by paper, a more fragile but less expensive material. It was invented in China and improved by Arab artisans and arrived in Italy in the 13th century. The small town of Marche Fabriano became the most important production center in Europe.

La palabra italiana libro, como la española, deriva del latín “liber”. Originalmente significaba “corteza” y era uno de los materiales en los que estaba escrito. Del mismo modo, la palabra inglesa book que está conectada a la palabra alemana Buch, podría derivarse de “Buche” (en español haya) una madera en la que los antiguos pueblos germánicos grabaron sus escritos.

El término libro significa un conjunto de páginas encuadernadas y protegidas por una portada. A través de los siglos, las innovaciones tecnológicas han mejorado su calidad y cambiado su apariencia. Inicialmente las hojas eran de pergamino. Más tarde fue reemplazado por papel, un material más frágil, pero menos costoso de producir. Fue inventado en China y mejorado por artesanos árabes y llegó a España en el siglo XII.

libri antichi  della Biblioteca del Merton College, Oxford – via wikipedia

Anche le copertine subirono una evoluzione nei secoli. I primi libri simili ai nostri risalgono al 200 d.C. Si trattava di una raccolta di fogli protetti da una leggera copertina di pergamena. Nel Medioevo le copertine erano realizzate in legno rivestito di pelle. Con il tempo furono impreziosite da lavorazioni di lusso di alto livello artistico e perfino decorazioni in oro. Si iniziarono a vendere libri senza copertina per consentire all’acquirente di far realizzare da un legatore di sua scelta una nuova legatura secondo il suo gusto e disponibilità economica.

Nel quattrocento l’invenzione del torchio tipografico e dei caratteri mobili di Johannes Gutenberg permise di passare dai libri manoscritti alla stampa di numerose copie identiche. La produzione divenne nel tempo sempre meno costosa e portò ad una maggiore diffusione del libro, dovuta anche alla crescente alfabetizzazione.

A partire dalla seconda metà del settecento iniziarono a circolare le legature editoriali. Si trattava di libri di formato più piccolo con copertine di cartone o carta, spesso marmorizzata, realizzate in serie. Con la produzione industriale dei libri si diffusero anche copertine rigide più economiche, rivestite di tela di cotone.

Over the centuries the covers underwent an evolution, too. The first books similar to ours date back to 200 AD. It was a collection of sheets protected by a light parchment cover. In the Middle Ages the covers were made of leather-covered wood. Later binders embellished them with intricate workmanship and even gold decorations. Sometimes books were sold without a cover. So the buyer was able to commission a binding of his choice.

In the fifteenth century, Johannes Gutenberg’s invention of the movable type printing press allowed the transition from manuscripts, handwritten books, to multiple identical printed copies. Over time the production became less and less expensive and led to a greater diffusion of books, also due to the increasing literacy.

Starting from the second half of the eighteenth century publishers and printers begun to produce cheaper books, called Edition Binding. They had a smaller format. Bookbinding was made in series. The covers were made out of light cardboard covered with marbled paper or cotton cloth.

Incluso las portadas experimentaron una evolución a lo largo de los siglos. Los primeros libros similares a los nuestros datan de 200 DC. Era una colección de hojas protegidas por una ligera cubierta de pergamino. En la Edad Media, las cubiertas estaban hechas de madera cubierta de cuero. Con el tiempo, fueron decorados con mano de obra de lujo de alta gama e incluso decoraciones doradas. Los libros sin tapa comenzaron a venderse para permitir que el comprador tuviera una nueva encuadernación realizada por una carpeta de su elección de acuerdo con su gusto y disponibilidad económica.

En el siglo XV, la invención de la imprenta y los caracteres móviles por Johannes Gutenberg permitió el paso de los libros de manuscritos a la impresión de numerosas copias idénticas. Con el tiempo, la producción se hizo cada vez menos costosa y condujo a un mayor uso del libro, también debido a la creciente alfabetización.

A partir de la segunda mitad del siglo, las impresoras comenzaron a producir libros más baratos. Tenían un formato más pequeño. La encuadernación se realizó en serie. Sus cubiertas estaban hechas de cartón ligero cubierto con papel veteado o tela de algodón.

Nr. 1 „Reclams Universal-Bibliothek“ (1867) – via wikipedia

Nell’ottocento compare un nuovo tipo di rilegatura, la brossura, molto utilizzata anche ai giorni nostri. Viene impiegata principalmente per la produzione di libri economici, romanzi d’appendice, almanacchi, cataloghi ed opuscoli. La copertina è leggera e tagliata a filo del corpo del libro. Le pagine possono essere unite in un unico fascicolo e cucite alla copertina con uno o più punti metallici.

In the nineteenth century a new type of binding enables the mass-production of cheap paper-bound books, like novels, almanacs, catalogues and pamphlets. The paperbacks   had an enormous diffusion and they are widely used up to the present day. The cover is light and is cut flush with the text block. The pages form a section which is attached to the cover with one or more wire staples.

En el siglo XIX aparece un nuevo tipo de encuadernación, el libro en rústica, muy utilizado incluso hoy en día. Se utiliza principalmente para la producción de libros baratos, novelas de apéndices, almanaques, catálogos y folletos. La cubierta es ligera y está al ras del cuerpo del libro. Las páginas se pueden combinar en un solo cuadernillo y coser a la cubierta con una o más grapas.

 

piegatura per costituire un fascicolo – via treccani.it

Le pagine sono ottenute anche mediante la piegatura di un unico grande foglio stampato fronte-retro. Esse sono poi tenute insieme da cuciture ed incollate al dorso, realizzato in tela di cotone. A volte, i bordi esterni non venivano nemmeno rifilati dallo stampatore, ma dovevano essere tagliati dal lettore che con il tagliacarte separava le pagine lungo le pieghe. Forse vi saranno capitate anche a voi tra le mani vecchie edizioni economiche della prima metà del 900 ed avrete sicuramente notato alcuni bordi delle pagine molto irregolari dovuti proprio ad un taglio non preciso.

L’immagine qui sopra non solo mostra le pieghe per ottenere le segnature, o fascicoli, ma indica anche come il testo va disposto sul foglio di stampa. Seguendo i numeri si comprende come e dove  posizionare le singole pagine del libro, così che una volta piegato il foglio esse siano tutte diritte e nella giusta sequenza. Con questo tipo di piegatura ogni fascicolo ha sempre un numero di pagine multiplo di quattro: 4, 8, 16, 32, 64, etc … 

Lo schema che serve da traccia per la disposizione dei testi e delle immagini si chiama menabò e deriva dal dialetto milanese “mena i buoi” ovvero “guida i buoi”, nel senso di guida per la stampa. È sicuramente uno strumento indispensabile per l’impaginazione.

The gathering can also be obtained by folding a double-sided printed sheet. Then the pages are sewn together and glued to the back, which is made of cotton cloth. Sometimes, the outer edges were not even trimmed by the printer. They had to be cut by the reader who separated the pages along the folds with a letter opener. Perhaps you come across old economic editions from the first half of the 20th century and you have certainly noticed some very irregular page edges due to an inaccurate cut.

The image above shows not only the folds needed to obtain the signatures, or gathering. The illustration indicates also how the text should be placed on the sheet. Following the numbers we can see how and where to place the individual pages of the book, so that once the sheet is folded they are straight and in the right sequence. With this type of folding each signature always has a multiple page number of four: 4, 8, 16, 32, 64 …

This scheme is necessary for the arrangement of texts and images and it’s called paste-up. The Italian word is “menbò” and derives from the Milanese dialect and means literally “guide the oxen”, in the sense of guide for the press.

Las páginas también se obtienen doblando una sola hoja grande impresa a doble cara. Luego se mantienen juntas mediante costuras y se pegan a la parte posterior, hechas de tela de algodón. A veces, los bordes exteriores ni siquiera fueron recortados por el impresor, pero tuvieron que ser cortados por el lector que con el abrecartas separó las páginas a lo largo de los pliegues. Quizás haya encontrado antiguas ediciones económicas de la primera mitad del siglo XX y ciertamente ha notado algunos bordes de las páginas muy irregulares debido a un corte inexacto.

La imagen de arriba no solo muestra los pliegues para obtener los cuadernillos, sino que también indica cómo se debe colocar el texto en la hoja de prensa. Siguiendo los números entendemos cómo y dónde colocar las páginas individuales del libro, de modo que una vez que se pliega la hoja, están en la secuencia correcta y todas aparecen en línea recta. Con este tipo de pliegues, cada cuadernillo siempre tiene un número de páginas múltiplo de cuatro: 4, 8, 16, 32, 64, etc…

El esquema que sirve como rastro para la disposición de textos e imágenes en italiano se llama menabò y deriva del dialecto milanés “mena i buoi” o “guía a los bueyes”, en el sentido de una guía para la prensa. Sin duda es una herramienta indispensable para el diseño.

Come vedrete più avanti, nella mia versione in miniatura, il corpo del libro non si ottiene da un foglio stampato su ambo i lati come avviene nella realtà. Le pagine  del mini libro sono stampate una di fianco all’altra, formando una striscia il cui retro rimane bianco. La piegatura è solo in una direzione e ricorda una fisarmonica. Ogni pagina si compone quindi di due pagine, una con il fronte e l’altra con il retro, che una volta incollate insieme, formano un tutt’uno.

Naturalmente un libro così composto non deve avere un numero di pagine troppo altro, altrimenti risulterebbe di uno spessore esagerato e sproporzionato per le piccole dimensioni del volume.

Da un punto di vista tecnico, il libro che si ottiene partendo da una striscia non è quindi realistico. Questa soluzione è però un utile escamotage che rende il lavoro più veloce, semplice ed anche divertente.

As you’ll see later, the text block of my miniature books is not obtained from a paper sheet printed on both sides, as it happens in reality. The pages of my mini books are printed side by side, forming a strip with a blank back. It’s folded in only one direction like an accordion. Each page is therefore made of two leaves, one with the front and the other with the back. Once glued together they become one.

Of course a book made like this shouldn’t have too many pages, otherwise it would turn out too thick, looking out of proportion.

From a technical point of view, books made from strips aren’t realistic. However, this solution is a useful trick that makes the work fast, simple and even fun.

Como verá más adelante, en mi versión en miniatura, el cuerpo del libro no se obtiene de una hoja impresa en ambos lados como en la realidad. Las páginas del mini libro se imprimen una al lado de la otra, formando una tira cuya parte posterior permanece blanca. El plegado es solo en una dirección y se parece a un acordeón. Por lo tanto, cada página está compuesta por dos páginas, una con el frente y la otra con el reverso, que una vez pegadas, forman un todo.

Naturalmente, un libro así compuesto no debe tener demasiadas páginas, de lo contrario se produciría un grosor exagerado y desproporcionado debido al pequeño tamaño del volumen.

Desde un punto de vista técnico, el libro que se obtiene a partir de una tira no es realista. Sin embargo, esta solución es un truco útil que hace que la realización sea más rápida, simple e incluso divertida.

I tre libri che vi propongo in questo post sono stati realizzati con due tipi diversi di rilegature:  due hanno la copertina rigida ed uno è in brossura.

Online esistono già molti tutorial che spiegano come realizzare dei libri, vedi ad esempio 1 inch minis o tiny crafter per citarne due che mostrano due diversi tipi di libri in miniatura.

Anche il materiale da stampare è abbastanza facile da trovare. Pinterest è sicuramente una fonte inesauribile. Io ne ho raccolti parecchi nella mia cartella Miniatures – books & magazines dedicata all’editoria in miniatura. Qui sul blog potete cercare nella mia raccolta di materiale da stampare che trovate nella colonna di destra, visibile da computer fisso. Passando con il mouse sul nome del sito appare quale tipo di printies vengono offerti da ognuno di loro. Oppure potete cercare nei post che ho pubblicato negli anni, dedicati al materiale da stampare che viene offerto gratuitamente online. Li ho raccolti qui per vostra comodità: Printies 1, Printies 2, Printies 3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 e Printies 7 .

The three books that I propose to you in this post have been made with two different types of bindings: two have a hard cover and one is a paperback.

Online there are already many tutorials that explain how to make books, see for example 1 inch minis or tiny crafter to name two that show two different types of miniature books.

Also printies are quite easy to find. Pinterest is certainly an inexhaustible source. I have collected several in my board Miniatures – books & magazines. Here on the blog you can search in my collection links to printies that you can find in the right sidebar in the desktop view. Moving the mouse over the site’s name the type of printies offered will show up. Otherwise you can search through the blog and look for the posts I’ve published over the years, dedicated to the printies offered online for free. I gathered them here for your convenience: Printies 1, Printies 2, Printies3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 and Printies 7 .

Los tres libros que le propongo en esta publicación se han hecho con dos tipos diferentes de encuadernaciones: dos tienen una tapa dura y uno es de bolsillo.

Ya existen muchos tutoriales en línea que explican cómo implementarlos, vea por ejemplo 1 inch minis o tiny crafter para nombrar dos que muestran dos tipos diferentes de libros en miniatura.

Incluso el material a imprimir es bastante fácil de encontrar. Pinterest es sin duda una fuente inagotable. He reunido varios en mi tablero Miniatures – books & magazines dedicado a la publicación en miniatura. Aquí, en el blog, puede buscar en mi colección de material para imprimir que encontrará en la columna derecha, visible desde un ordenador de sobremesa. Moviéndose con el mouse sobre el nombre del sitio, aparece el tipo de impresiones que cada uno de ellos realiza. O puede buscar en las publicaciones que he publicado a lo largo de los años, dedicadas al material que se imprimirá y que es gratuito en línea. Los reuní aquí para su comodidad: Printies 1, Printies 2, Printies3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 e Printies 7.

Cartonaggio – fabbrieditori.rizzolilibri.it

La tecnica che io utilizzo per creare i miei libri in miniatura, deriva da quella che si usa per i libri “veri”. La mia insegnante è stata Valeria Ferrari. Con lei scrissi poi il “Manuale di Cartonaggio” edito da Fabbri Editori, Rizzoli Editori. La prima stampa uscì nelle librerie nel 1995 e fu una vera novità per il mercato italiano, perché fino ad allora erano disponibili solo traduzioni di manuali scritti da autori stranieri.

All’interno spieghiamo le tecniche, i materiali e la realizzazione passo-passo di 15 progetti, tra scatole, cornici, cartellette, album ed agende. Per chi non conoscesse il termine cartonaggio, con esso si intende la lavorazione con la quale si producono contenitori di cartone rivestiti poi con carta o tela e la realizzazione ed applicazione di copertine nella rilegatura di libri.

The technique I use for my miniature books comes from the one used for “real” books. My teacher was Valeria Ferrari. Later I wrote with her the paper crafting handbook “Manuale di Cartonaggio” published by Fabbri Editori, Rizzoli Editori. The first print came out in 1995 and was a real novelty for the Italian market, because until then only translations of manuals written by foreign authors were available.

In the book we explain techniques, materials and we give the step-by-step explanations for making 15 projects, including boxes, frames, folders and book. We show how to make different containers using cardboard. How to cover them with paper or canvas and how to create covers and how to bind books.

La técnica que uso para crear mis libros en miniatura proviene de la que se usa para los libros “reales”. Mi maestra fue Valeria Ferrari. Con ella escribí el “Manual de Cartonage” publicado por Fabbri Editori, Rizzoli Editori. La primera impresión salió a la venta en las librerías en 1995 y fue una verdadera novedad para el mercado italiano, porque hasta entonces solo estaban disponibles traducciones de manuales escritos por autores extranjeros.

En el interior, explicamos las técnicas, los materiales y la realización paso a paso de 15 proyectos, incluidos cuadros, marcos, carpetas, álbumes y diarios. Para aquellos que no están familiarizados con el término cartonage, con él nos referimos al procesamiento con el que producimos recipientes de cartón que luego se cubren con papel o lienzo y la creación y aplicación de cubiertas en la encuadernación de libros.

via archive.org

Cartonaggio edizione inglese

Il nostro manuale è ricco di belle foto, ma la parte preponderante è dedicata alla tecnica, fornendo spiegazioni molto dettagliate. Forse proprio per questo ebbe un grande successo e vi furono numerose ristampe e diverse edizioni come il “Corso Rapido di Cartonaggio“, una versione ridotta rispetto a quella integrale di 160 pagine, ed anche un video corso. Fu tradotto in diverse lingue straniere. Il titolo di quella inglese è “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers & Frames“.

Ormai il libro è fuori catalogo, anche se online si trovano ancora delle copie in vendita. Se possedete la versione integrale in italiano o in inglese del nostro manuale, a pagina 72 potete seguire nel dettaglio come creare la copertina, preparare il corpo del libro e infine incassarlo nella copertina.

Our handbook has many beautiful photos, but the most important part is dedicated to the technique, providing very detailed explanations. Perhaps this is the reason why it was a big success. Numerous reprints were made and it came out in various editions like the “Speedy Paper Crafting Course”, a smaller version compared to the full 160 pages, and also a video course. It was translated into several foreign languages. The title of the English one is “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers & Frames”.

The book is now out of print, even if there are still copies on sale online. If you have the full version in Italian or English, you can follow in detail on page 72 how to create the cover, prepare the text block and finally attached it to the cover.

Nuestro manual está lleno de hermosas fotos, pero la parte preponderante está dedicada a la técnica y brinda explicaciones muy detalladas. Quizás por esta razón tuvo un gran éxito y hubo numerosas reimpresiones y varias ediciones como el “Curso Rápido de Crear con Papel y CartónCajas, Carpetas, Portarretratos, Agendas, Clasificadores“, una versión más pequeña en comparación con las 160 páginas completas, y también un curso de video. Fue traducido a varios idiomas extranjeros. El título del inglés es “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers Frames”.

El libro ahora está agotado, pero todavía hay copias a la venta en línea. Si tiene la versión completa en italiano o inglés de nuestro manual, en la página 72 puede seguir en detalle cómo crear la portada, preparar el cuerpo del libro y finalmente encajarlo en la portada.

 

Una aspetto per me importante nella costruzione della mia casa delle bambole è che l’architettura, l’arredamento e gli accessori siano il più realistici possibile e corrispondenti all’epoca. Per questo motivo cerco di documentarmi, di trovare fotografie antiche o materiale d’epoca da utilizzare direttamente o come fonte d’ispirazione.

I tre libri che ho preparato per il Calendario de Adviento 2019 sono ricavati da pubblicazioni originali della seconda metà dell’800 e dei primi del 900 trovate su web.archive.org e santaclaus.com.

Si tratta dei seguenti classici natalizi: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book e The Night Before Christmas. Mi sarebbe piaciuto recuperare dei libri antichi anche in altre lingue, ma mi sembra di capire che siano soprattutto i paesi anglosassoni a mettere a disposizione gratuitamente archivi di materiale storico. Comunque la mia ricerca prosegue ed in futuro potrei aggiungere altri titoli alla mia libreria in scala 1:12. Passate quindi ogni tanto qui sul blog….

In the construction of my dollhouse I try to stick to reality as much as possible. So architecture, furnishings and accessories are inspired by the existing objects of the chosen time period. For this reason I try to document myself, to find old photographs or vintage material to use directly or as a source of inspiration.

The three books I prepared for the Calendario de Adviento 2019 are obtained from original publications dating back to the second half of the nineteenth and early twentieth centuries. I found them on web.archive.org and santaclaus.com.

They are Christmas classics. The titles are: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book and The Night Before Christmas. I wish I could also find editions in other languages. But I have the impression that especially the archives in Anglo-Saxon countries collect and provide historical graphic material for free. I’ll continue my research and in the future I will possibly add other titles to my library in 1:12 scale. So stay tuned….

Un aspecto importante para mí en la construcción de mi casa de muñecas es que la arquitectura, el mobiliario y los accesorios sean lo más realistas posibles y correspondientes a la época. Por esta razón, trato de documentarme, para encontrar fotografías antiguas o material antiguo para usar directamente o como fuente de inspiración.

Los tres libros que preparé para el Calendario de Adviento 2019 están tomados de publicaciones originales de la segunda mitad del siglo XIX y principios del siglo XX que se encuentran en web.archive.org y santaclaus.com.

Estos son los siguientes clásicos navideños: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book and The Night Before Christmas. También me hubiera gustado recuperar libros antiguos en otros idiomas, pero entiendo que son sobre todo los países anglosajones los que proporcionan archivos de material histórico de forma gratuita. Sin embargo, mi investigación continúa y en el futuro podría agregar otros títulos a mi biblioteca en escala 1:12. Así que vuelve aquí de vez en cuando en el blog….

Utilizzando il programma di fotoritocco Gimp ho creato una versione in miniatura del corpo del libro e della copertina.

Se volete divertirvi a creare le vostre printies personali e siete alla ricerca di un software per manipolare le immagini, Gimp è un’ottima soluzione. Lo potete scaricare gratuitamente dal sito ufficiale gimp.org. Su Gimp Italia trovate poi assistenza ed informazioni in lingua italiana sull’uso del programma.

Using Gimp the image manipulation program, I created a miniature version of the book’s pages and the cover.

If you want to have fun creating your personal printies and are looking for software to manipulate images, Gimp is a great solution. You can download it for free from the official website gimp.org.

Usando el programa de edición de fotos Gimp, creé una versión en miniatura del cuerpo del libro y la portada.

Si quiere divertirse creando sus impresiones personales y está buscando un software para manipular imágenes, Gimp es una gran solución. Puede descargarlo gratis desde el sitio web oficial gimp.org. En Gimp – ES encontrará asistencia e información en español sobre el uso del programa.

 

componenti del libro - via gliartigianidellibro.it

Prima d’iniziare con la realizzazione del primo libro in miniatura, vi segnalo i seguenti siti dove potete trovare la spiegazione dei termini specifici usati in legatoria e che troverete più avanti nelle descrizioni delle foto.

In Italiano

Gli artigiani del libro – componenti del libro

Il RilegaLibro – glossario

AbeBooks – glossario

via wikipedia

Before starting with the making of the first book in miniature, I give you some links to sites where you can find the explanation of the specific terms used in bookbinding and that you may find later under the descriptions of the photos.

In English

Philobiblon.com – glossary of binding terms

Wikisource.org – The Art of Bookbinding / Glossary

Il RilegaLibro – glossary

Etherington & Roberts. Dictionary – bookbinding dictionary

via blogs.fad.unam.mx/asignatura/alicia_portillo

Antes de comenzar con la realización del primer libro en miniatura, señalamos los siguientes sitios donde puede encontrar la explicación de los términos específicos utilizados en la encuadernación de libros y que encontrará más adelante en las descripciones de las fotos

En español

Glosariografico.com – encuadernacion

Glosario Términos Encuadernación by marina mendez – issuu

Ministerio de Educatión, Cultura y Deporte – Glosario, Encuadernación Artística

Ho creato un file separato per ogni libro. Cliccate sull’immagine qui sopra per scaricare il pdf di “Visit from St Nicholas“.

Per prima cosa ho stampato in alta qualità il pdf. Per evitare che la stampate modificasse le dimensioni originali delle immagini, ho impostato il parametro del ridimensionamento a 100% ed ho levato la spunta alla voce “adatta e centra”.

Non avendo una stampante inkjet, ho utilizzato quella laser. Purtroppo, in questo caso, quando si piega il foglio di carta il colore della stampa tende a creparsi. Devo dire però che questo “difetto” crea un aspetto logoro sui bordi delle pagine del libro che bene si presta per un libro usato.

La carta che avevo a disposizione è quella comunemente chiamata “carta per fotocopie”. I fogli hanno una grammatura intorno ai 80 gr/m2 e sono andati bene. Infatti ogni singola pagina del libro è composte da due fogli incollati insieme. Non bisogna quindi scegliere una carta troppo spessa, perché altrimenti le pagine risulterebbero troppo rigide.

I created a separate file for each book. Click on the image above to download the pdf of “Visit from St Nicholas”.

First of all I printed the pdf. To get a print true to size, I set the options in my printer as follows: “print at 100%” or “print actual size” checked and “fit and center” or “fit fo page”  unchecked.

I don’t have an inkjet printer, so I used the laser one. Unfortunately, when the sheet of paper is folded, the color of the print tends to crack. However, this “flaw” turns out to be a plus in this project, because the page edges look worn out like in used books.

Every single page of the mini book is made with two sheets glued together. Therefore we have to choose a thin paper, otherwise the pages would be too stiff. I used normal copier paper. My sheets weight around 80 gsm.

Creé un archivo separado para cada libro. Haga clic en la imagen de arriba para descargar el pdf “Visit from St Nicholas”.

En primer lugar, imprimí en alta calidad el pdf. Para evitar que la impresora cambie el tamaño original de las imágenes, configuré el parámetro de cambio de tamaño al 100% y he eliminado la marca en el elemento “adecuado y central”.

Al no tener una impresora de inyección de tinta disponible, usé una de láser. Desafortunadamente, en este caso, cuando la hoja de papel está doblada, el color de la impresión tiende a agrietarse. Sin embargo, debo decir que este “defecto” crea una apariencia desgastada en los bordes de las páginas del libro que se presta bien a un libro usado.

El papel que tenía disponible es el comúnmente llamado “papel de fotocopia”. Las hojas tienen un peso de alrededor de 80 gr y han ido bien. De hecho, cada página del  libro se compone de dos hojas pegadas. Así que no elijas demasiado unas hojas mas gruesas, porque de lo contrario las páginas serían demasiado rígidas.

Con il cutter e la riga di metallo ho ritagliato la copertina e la striscia con le pagine interne. La prima va tagliata a filo dell’immagine, mentre alla seconda ho lasciato un margine bianco lungo i lati lunghi, mantenendo per il momento le tacche nere su ambo i lati.

Per ottenere tagli perfetti è meglio utilizzare cutter e riga di metallo. Ciò permette di tagliare parti lunghe in una sola passata. La forbice non è indicata soprattutto per i tagli lunghi e dritti. Il movimento “apri e chiudi” della mano crea quasi inevitabilmente dei dentini e spesso la linea di taglio risulta leggermente ondulata.

La lama del cutter deve essere ben affilata, meglio se nuova. Così si evita che essa si inceppi, strappando la carta o che il bordo della carta risulti sfilacciato. La lama deve poi sporgere poco dal corpo, così risulta più stabile.

La riga serve da guida per il cutter. Pertanto è bene sceglierne una di metallo, che difficilmente possa essere intaccata dalla lama. Il suo bordo così non si rovina e ci permette di fare a lungo tagli precisi e diritti. Il righello va appoggiato sopra l’immagine, lasciando libera la parte di carta da scartare. In questo modo l’asta di metallo protegge il disegno sottostante da tagli involontari.

I cut the book cover flush with the printed image. While I left a white margin along the long sides of the strip with the pages, keeping the black marks on both sides for now.

For perfect straight cuts it’s better to use a snap-off utility knife together with a metal ruler. This allows long clean cuts in one go. The scissors aren’t recommended in this case. The hand movement to “open and close” the blades can easily create tatty edges. In the  best outcome the cutting line turns out slightly curved.

The utility knife’s blade must be really sharp, preferably new. This prevents it to get stuck in the paper, tearing it. With dull blades the cutting edges result imprecise and frayed. The retractable blade should not stick out too much from the handle, so it’s more stable.

The ruler is used as a guide for the utility knife. Therefore it’s better to choose a metal one, so that it can’t be damaged by the blade and it can guarantee precise and straight cuts for a long time. The ruler should be placed over the image, leaving the unwanted paper exposed. In this way the metal body protects the underlying design from involuntary cuts.

Con el cúter y una regla de metal, corté la cubierta y la tira con las páginas interiores. La primera debe cortarse al ras de la imagen, mientras que en la segunda dejé un margen blanco a lo largo de los lados largos, manteniendo las marcas negras en ambos lados.

Para obtener cortes perfectos, es mejor usar un cúter y una regla de metal. Esto le permite cortar partes largas en una sola pasada. Las tijeras no están indicadas especialmente para cortes largos y rectos. El movimiento de “abrir y cerrar” de la mano casi inevitablemente crea dientes y, a menudo, la línea de corte es ligeramente ondulada.

La lama del cúter debe estar muy afilada, mejor si es nueva. Esto evita que se atasque, que rasgue el papel o que el borde del papel quede deshilachado. La cuchilla debe sobresalir ligeramente del cuerpo del cúter, para que sea más estable.

La regla sirve como guía para el cortador. Por lo tanto, es bueno elegir una de metal, que es difícil puede verse afectado por la cuchilla. Su borde no se estropea y nos permite hacer mejor cortes precisos y rectos. La regla debe colocarse sobre la imagen, dejando a la vista la parte del papel a descartar. De esta manera, la regla metálica protege el diseño subyacente de cortes involuntarios.

 

Le piccole tacche nere lungo i bordi lunghi della striscia delle pagine del libro marcano il punto in cui piegare le pagine. Questa piega corrisponde al margine esterno delle pagine.

Con la punta del cutter ho inciso ogni tacca (foto 1). Questi taglietti devono essere precisi e bisogna praticarli esattamente nel punto indicato. Essi fungono da “invito” per la piega. Se i tagli risultassero non allineati, si otterrebbero pagine di forma e dimensione diversa, che formerebbero poi un libro scompaginato con il taglio di piede, di testa e davanti, tutti disallineati.

Ho piegato e schiacciato leggermente la carta in prossimità delle prime due tacche, lasciando la stampa all’esterno ed il retro bianco all’interno. Senza l’ausilio di altri strumenti, la carta ha formato naturalmente una piega piuttosto diritta. Procedendo con cautela ho accompagnato la piega, fino alla completa sovrapposizione della carta, premendo infine bene il margine esterno della pagina del libro appena formatosi

Ho ripetuto questa operazione per ogni coppia di tacche e poi ho eliminato il bordo bianco tagliandolo via con cutter e riga (foto 2).

The small black marks along the edges of the paper strip indicate where to fold the book pages. The crease corresponds to the outer edge of the page.

With the tip of the blade I incised each mark (photo 1). These cuts must be precise and made exactly at the marked point. They function as “pilot cut” for the fold. If the incisions aren’t aligned, we get pages of different shapes and sizes. At the end the text block will show misaligned edges.

I slightly bent the paper near the first two marks, leaving the print on the outside and the white surface inside. Without using any tool, the paper naturally formed a rather straight fold. Proceeding with caution, I pressed the fold so that one part of the paper   completely overlapped the other. This is the first outer edge of the first page of the book.

I repeated for each pair of marks. At the end I removed the two white borders by cutting them off using the utility knife and the metal ruler (photo 2).

Los pequeños signos negras a lo largo de los bordes largos de la tira de páginas del libro marcan dónde doblar las páginas. Este pliegue corresponde al borde exterior de las páginas y marca el punto donde doblar la tira.

Con la punta del cúter grabé cada signo (foto 1). Estos cortes deben ser precisos y debes practicarlos exactamente en el punto indicado. Sirven como una “invitación” para el pliegue. Si los cortes no estuvieran alineados, se obtendrían páginas de diferentes formas y tamaños, que formarían luego un libro desordenado con el corte del pie, la cabecera y el frente, todos desalineados.

Presioné el papel ligeramente cerca de las dos primeras marcas, dejando la impresión por fuera y blanco por dentro. Sin la ayuda de otros instrumentos, el papel ha formado naturalmente un pliegue bastante recto. Continuando con precaución, acompañé el pliegue hasta la superposición completa del papel, finalmente presioné bien el borde exterior de la página del libro recién formada.

Repetí esta operación para cada par de marcas y luego eliminé el borde blanco cortándolo con el cúter y la regla (foto 2).

La piegatura nell’altro senso richiedere una maggiore attenzione, perché a questo punto si forma il corpo del libro.

Prendendo le prime due pieghe tra le dita (foto 1) le ho avvicinate, lasciando questa volta la stampa all’interno (foto 2). Ho appoggiato i bordi uno contro l’altro (foto 3). I margini esterni delle pagine devono essere allineati con precisione e gli angoli devono sovrapporsi perfettamente (foto 4). Ho schiacciato bene le pieghe solo quando ero soddisfatta della disposizione dei bordi (foto 5). Ho ripetuto questi passaggi per ogni pagina, facendo attenzione che tutte risultassero diritte e perfettamente sovrapposte.

Se si procede con calma, senza schiacciare subito completamente la piega della carta, si ha la possibilità di modificarla e spostarla, facendola capitare esattamente dove essa deve stare.

Folding in the other direction requires more attention, because at this point the text block is formed.

Taking the first two folds between the fingers (photo 1) I brought them together. This time I left the printed surface inside (photo 2). I placed the folds one against the other (photo 3). The outer edges of the pages must be precisely aligned and the corners must perfectly overlap (photo 4). I pressed well the folds only when I was satisfied with the arrangement of the edges (photo 5). I repeated these steps for each page, making sure that all of them were straight and perfectly overlapping.

By proceeding calmly, without pressing completely the fold too early, I had the possibility to change and move it, until the pages were all exactly lined up as they should be.

Doblar en la otra dirección requiere más atención, porque en este punto se forma el cuerpo del libro.

Tomando los primeros dos pliegues entre los dedos (foto 1) me acerqué a ellos, dejando esta vez el imprimir dentro (foto 2). Puse los bordes uno contra el otro (foto 3). Los bordes exteriores de las páginas deben estar alineados con precisión y las esquinas deben superponerse perfectamente (foto 4). Aplasté bien los pliegues solo cuando estaba satisfecho con la disposición de los bordes (foto 5). Repetí estos pasos para cada página, asegurándome de que todos salieran bien y perfectamente superpuestos.

Si procedes con calma, sin apretar el doblez del papel por completo, tienes la posibilidad de modificarlo y moverlo, haciendo que suceda exactamente como debe ser.

Ho protetto il piano di lavoro con un foglio di giornale ed ho steso la colla stick sul retro della striscia, evitando di applicarla sul retro delle controguardie. Le controguardie sono quei fogli non stampati all’inizio ed alla fine del libro che vanno incollati al piatto della copertina, e che tengono unito il corpo del libro al rivestimento esterno.

La colla stick deve essere del tipo permanente e non riposizionabile. È possibile utilizzare anche la colla vinilica diluita con acqua. La spiegazione di come procedere la trovate nella pagina del mio blog dedicata alle Tecniche e Materiali nel capitolo Rivestire con la carta. In questo caso la carta si allargherà leggermente e bisognerà aspettare più tempo fino a che le pagine siano ben asciutte. Con la colla stick il lavoro risulta quindi più veloce.

Qualsiasi sia la colla scelta, essa va stesa omogeneamente su tutto il retro delle pagine, escluse le controguardie. Affinché i margini delle pagine del libro risultino ben compatti e le due parti di carta che compongo il fronte ed il retro della pagina del libro formino un tutt’uno, bisogna stendere bene la colla anche sui margini della striscia, oltrepassando con il pennello o con lo stick i bordi superiori ed inferiori. Così facendo è inevitabile che il piano di lavoro si sporchi di colla. Per questo motivo è utile lavorare sul foglio di giornale. Infatti una volta sporcato di colla, si può eliminarlo, sostituendolo con uno pulito.

Sebbene certe marche di colla stick pubblicizzino l’assenza di grumi, alcune potrebbero comunque lasciare dei residui più spessi. Essi vanno eliminati, perché altrimenti formerebbero degli antiestetici rigonfiamenti sulle pagine.

I protected the table surface with a newspaper sheet and applied the glue stick on the back of the paper strip, avoiding the endpapers. The endpapers are the blank sheets at the beginning and at the end of the book. They are pasted to the cover boards and hold the text block together to the cover.

The glue stick must be permanent and not repositionable. You can use vinyl glue instead. I dedicated a chapter to Covering with paper on the page Techniques and Materials. There I explain how to dilute the glue with water and how to apply it. If you choose to use vinyl glue, the paper will slightly expand and you will have to wait longer until the pages are completely dry. With the glue stick the work is therefore faster.

Whatever glue you choose, you have to spread it evenly over the entire back of the paper strip, excluding the endpapers. In order to perfectly unite the two parts of paper with the front and the back of the book page and make a whole single page, it’s necessary to spread the glue also on the edges of the strip. Doing so it’s inevitable to spread the glue also on the table underneath. Therefore it’s useful to work on newspaper sheets. As soon as they get dirty, they can be easily replaced with a clean one.

Each book page is made of two papers, one with the front and one with the back printed on it, sticked together. In order to have united edges that the margins of the pages of the book are very compact and the two parts of paper that make up the front and the back of the book page form a whole, it is necessary to spread the glue well also on the edges of the strip, passing with the brush or with the stick the upper and lower edges. In doing so it is inevitable that the worktop becomes dirty with glue. For this reason it is useful to work on the newspaper sheet. In fact once soiled with glue, it can be eliminated, replacing it with a clean one.

Although some brands of glue sticks advertise that their product doesn’t leave clumps, some may still form lumps. These thicker leftovers must be eliminated, otherwise they will form unsightly bumps under the pages.

Protegí la superficie de trabajo con un periódico y extendí la barra de pegamento en la parte posterior de la tira, evitando aplicarlo en la parte posterior de los guardas. Los guardas son aquellas hojas que no se imprimen al principio y al final del libro, que deben pegarse a la placa de cubierta y que mantienen el cuerpo del libro junto con la cubierta externa.

El pegamento de barra debe ser del tipo permanente y no reposicionable. También puede usar pegamento de vinilo diluido con agua. La explicación de cómo proceder se puede encontrar en la página de mi blog dedicada a técnicas y materiales Tecniche e Materiali en el capítulo en italiano Rivestire con la carta y en inglés Covering with paperEn este caso, el papel se ensanchará un poco y tendrá que esperar más tiempo hasta que las páginas estén completamente secas. Con el pegamento de barra, el trabajo es por lo tanto más rápido.

Cualquiera que sea el pegamento elegido, debe extenderse de manera uniforme en todo el reverso de las páginas, excluyendo los guardas. Para que los márgenes de las páginas del libro sean muy compactos y las dos partes de papel que conforman el frente y el reverso de la página del libro formen un todo, es necesario extender bien el pegamento también en los bordes de la tira, pasando con el pincel o con el palillo los bordes superior e inferior. Al hacerlo, es inevitable que la encimera se ensucie con pegamento. Por esta razón, es útil trabajar en la hoja del periódico. De hecho, una vez manchado con pegamento, puede eliminarse, reemplazándolo por uno limpio.

Aunque algunas marcas de pegamentos en barra anuncian la ausencia de grumos, algunas pueden sin embargo, dejar residuos más gruesos. Deben ser eliminados, porque de lo contrario se formarían protuberancias antiestéticas en las páginas.

Partendo dalla prima piega e procedendo una pagina alla volta, ho accoppiato fronte e retro, lasciando la parte bianca all’interno ed ho così creato una alla volta le singole pagine del libro.

I margini superiori ed inferiori devono combaciare perfettamente. All’inizio la colla fresca permette degli aggiustamenti, ma bisogna procedere con cautela per non rischiare di stracciare la carta.

Starting from the first fold and proceeding one page at a time, I paired front and back, leaving the white part inside and I created the individual pages of the book one at a time.

The upper and lower margins must fit together perfectly. At the beginning the fresh glue allows adjustments, but you have to proceed with caution in order not to tear the paper.

Comenzando desde el primer pliegue y siguiendo una página a la vez, acoplé adelante y atrás, dejando la parte blanca adentro y así creé las páginas individuales del libro una cada la vez.

Los márgenes superior e inferior deben encajar perfectamente. Al principio, el pegamento nuevo permite ajustes, pero debe proceder con precaución para no arriesgarse a rasgar el papel.

Una volta ottenuto il corpo del libro, ho pressato bene tutte le pieghe con l’unghia, per appiattire il più sottile possibile lo spessore delle pagine.

Once I created the text block, I pressed all the folds with my fingernail to flatten the thickness of the pages as thin as possible.

Una vez que obtuve el cuerpo del libro, presioné bien todos los pliegues con la uña para aplanar el grosor de las páginas lo más fino posible.

La colla stick può lasciare dei residui filamentosi sul margine della carta, ma anche la pressione esercitata sul corpo del libro può far uscire dai bordi la colla in eccesso. Questi resti devono essere eliminati accuratamente, altrimenti le pagine si incollano tra loro ed una volta asciutta,  il libro non può più essere sfogliato.

The glue stick can leave filamentous residues on the edge of the paper. Also the pressure on the text block can make excess glue come out and smear the edges. These glue rests must be carefully removed, otherwise the pages stick together and once dry, the book can no longer be leafed through.

La barra de pegamento puede dejar residuos filamentosos en el borde del papel. También la presión ejercida sobre el cuerpo del libro puede hacer que el exceso de pegamento salga de los bordes. Estos restos deben eliminarse con cuidado, de lo contrario las páginas se pegarán y una vez secas, el libro ya no se podrá despegar.

Il corpo del libro è pronto. Sebbene le pagine non necessitassero di asciugare, perché avevo usato la colla stick, ho messo comunque il libro sotto dei pesi per renderlo ancora più sottile, in attesa che la colla facesse presa.

The text block is ready. Although the pages didn’t need to dry, because I used the glue stick, I still put the book under weights to make it even thinner, waiting for the glue to set.

El cuerpo del libro está listo. Aunque las páginas no necesitaban secarse, porque usé la barra de pegamento, todavía pongo el libro bajo pesos para hacerlo aún más delgado, mientras espero que se fije el pegamento.

Nel frattempo ho iniziato a lavorare alla copertina. Per prima cosa ho piegato tutti e 4 i lati. Non avendo le tacche-guida, ho praticato dei taglietti sul bordo, a 2 mm dagli angoli, su ogni lato. (foto 1).

Con l’aiuto di un oggetto diritto e sottile (nel mio caso ho utilizzato una lama di ricambio del cutter) ho appoggiato la carta nel punto dove volevo imprimere la piega, aiutandomi con i taglietti per trovare il punto esatto. Con cautela, per non tagliare il mio dito o la carta, ho impresso leggermente la piegatura (foto 2). Poi ho tolto la lama, ho appoggiato la carta sul piano di lavoro ed ho pressato bene la piega.

In the meantime, I started working on the cover. First I folded all 4 sides. Not having the marks printed, I made some cuts on the edge, at 2 mm from the corners, on each side. (photo 1).

With the help of a straight and thin object (in my case I used a spare utility knife’s blade) I placed the paper where I wanted to impress the fold, using the slits to find the exact point. Carefully I lightly impressed the fold, being careful not to cut my finger or the paper (photo 2). Then I removed the blade, placed the paper on the cutting mat and pressed the fold well.

Mientras tanto comencé a trabajar en la portada. Primero doblé los 4 lados. Al no tener las muescas de guía, hice pequeños cortes en el borde, a 2 mm de la esquina, a cada lado. (Foto 1).

Con la ayuda de un objeto recto y delgado (en mi caso utilicé una cuchilla de repuesto del cortador), coloqué el papel donde quería colocar el doblez, usando las ranuras para encontrar el lugar exacto. Con cuidado, para evitar cortarme el dedo o el papel, presioné ligeramente el pliegue (foto 2). Luego quité la cuchilla, coloqué el papel sobre la superficie de trabajo y presioné bien el doblez.

Per realizzare i piatti delle copertina ho utilizzato un cartoncino riciclato piuttosto leggero. Il mio era spesso circa 0,5 mm. Se si utilizzasse un cartoncino troppo sostenuto, la copertina risulterebbe troppo grossa e sproporzionata per un oggetto così piccolo.

Ogni piatto misura 16 mm x 19 mm; ne servono 2 pezzi.

For the cover boards I used a rather light recycled cardboard. Mine was about 0.5 mm thick. If you use a cardboard that is too tick, the cover would be too big and out of proportion for such a small object.

Each panel measures 16 mm x 19 mm; 2 pieces are needed.

Para hacer las cubiertas utilicé un cartón reciclado bastante ligero. El mío tenía aproximadamente 0,5 mm de espesor. Si utilizara un cartón demasiado grueso, la cubierta sería demasiado grande y desproporcionada para un objeto tan pequeño.

Cada placa mide 16 mm x 19 mm; se necesitan 2 piezas.

Ho incollato i rettangoli sul retro della copertina, allineando i bordi di cartone alle pieghe della carta. Il rettangolo che corrisponde al dorso rimane libero.

Di fronte ad ogni angolo esterno dei piatti ho eliminato un triangolo di carta, senza arrivare troppo vicino al cartoncino. Questa distanza deve essere leggermente maggiore allo spessore del piatto. Io ho lasciato 1 mm.

I pasted the rectangles on the back of the cover print, aligning the cardboard edges with the folds of the paper. The rectangle that corresponds to the spine remains free.

In front of each external corner of the plates I cut off a triangle of paper, without getting too close to the cardboard. This distance must be slightly greater than the thickness of the plate. I left 1 mm.

Pegué los rectángulos en la parte posterior de la cubierta, alineando los bordes de cartón con los pliegues de la tapa. El rectángulo que corresponde al lomo permanece libre.

Delante de cada esquina exterior de las placas eliminé un triángulo de papel, sin acercarme demasiado al lado de la tarjeta. Esta distancia debe ser ligeramente mayor que el grosor de la placa. Yo dejé 1 mm.

Ho risvoltato uno dei lembi di carta. Ho steso se necessario altra colla sul retro del rimbocchi e l’ho incollata al cartoncino del piatto. Ho ripetuto anche per il lembo di carta sul lato opposto, come nella foto.

I turned one paper flap on the back of the board. If necessary, I spread more glue on the back of the paper and glued it to the cardboard. I repeated for the flap on the opposite side, as in the photo.

Giré una solapa de papel en la parte posterior de la tapa. Si es necesario, extiende más pegamento al papel y lo pega al cartón. Repetí para la aleta en el lado opuesto, como en la foto.

Con l’estremità piatta di un bastoncino di legno d’arancio, di quelli che si usano per la manicure,  ho fatto aderire il rivolto contro il retro del dorso. L’ho utilizzato come se fosse una pieghetta. (bone folder in inglese)

Ho scelto questo tipo di bastoncino perché il legno ha la superficie morbida e le punte arrotondata e non graffiano il colore della superficie stampata.

With the flat end of an orange wood stick, one of those used for manicure, I pressed  the paper in order to make it better stick to the back of the spine. I used it as a bone folder.

I chose this type of stick because the wood has a soft surface and rounded tips and does not scratch the color of the printed surface.

Con el extremo plano de un palo de madera de naranjo, del tipo utilizado para la manicura, hice que el borde se pegue contra la parte posterior de del dorso. Lo usé como si fuera una plegadera de hueso.

Elegí este tipo de palo porque la madera tiene una superficie suave y puntas redondeadas, sin rayar el color de la superficie impresa.

Poi ho girato la copertina e con lo stesso bastoncino ho fatto aderire la carta del dorso contro lo spessore dei piatti, creando il canaletto.

Bisogna spingere la carta contro lo spigolo del cartoncino senza insistere troppo, per non rovinare il colore della stampa. Se necessario ho aggiunto prima un po’ di colla sullo spessore dei piatti.

Then I turned the cover and using the same wooden stick, I created an indentation along the spine by pasting the paper of the spine against the boards’ sides, called gusset or joint.

I pushed the paper against the edges of the cardboards. I didn’t insist too much, to prevent the color from coming off. If necessary, I added first a little bit of glue on the cardboard edge.

Luego volví la tapa y con el mismo palo hice que el papel de atrás se pegara al grosor de las cubiertas, creando las cañuelas.

Debemos empujar el papel contra el borde del cartón sin insistir demasiado, para no arruinar el color de la impresión. Si es necesario, se puede agregar un poco de pegamento al grosor de las cubiertas.

Prima di risvoltare gli ultimi due lembi, ho dovuto far girare la carta sugli angoli. Questo serve ad ottenere un angolo ben ordinato e poco spesso.

In punta all’angolo ho quindi schiacciato con l’unghia la carta contro lo spessore del piatto, come nel dettaglio ingrandito della foto. Ho ripetuto per l’angolo opposto ed ho risvoltato ed incollato il lembo di carta sul lato interno dei piatti. In corrispondenza degli angoli ho schiacciato bene la carta, così da appiattire le sovrapposizioni.

Infine ho ripetuto anche per l’ultimo lembo.

Before turning the last two flaps on the back, I had to fold the paper at the angles nicely in order to obtain tidy and flat corners.

At the tip of the corner I pressed the paper against the board’s edge (see the enlarged detail of the photo above) using my nail. I repeated for the opposite corner. Then I turned the paper flap over and glued on the inner side of the board. At the corners I pressed well the paper, so as to flatten the overlaps.

Finally I repeated these steps for the last flap.

Antes de poner los dos últimos bordes al revés, tuve que girar el papel sobre las esquinas. Esto sirve para obtener un ángulo bien ordenado y poco grueso.

En la punta de la esquina, presioné el papel contra el grosor de la cubierta con la uña, como en el detalle ampliado de la foto. Repetí hasta la esquina opuesta y me di vuelta y pegué la tira de papel en el lado interno de las cubiertas. En las esquinas apreté bien el papel para aplanar las superposiciones.

Finalmente también lo repetí por el ultimo borde.

L’arrotondamento del dorso è un passaggio facoltativo. Non va fatto per i libri sottili, ma per quelli più spessi questo dettaglio dona loro un aspetto più realistico.

Per imprimere la forma arrotondata al dorso si utilizza un oggetto cilindrico di misura adeguata. Per il volume “Visit from St Nicholas” ho usato lo stesso bastoncino d’arancio. Ho appoggiato l’interno del dorso del libro contro il bastoncino. Tenendo con una mano i due piatti della copertina, ho impresso la forma rotonda nella carta schiacciandola con le dita dell’altra mano contro il bastoncino.

The round spine is an optional step. Thin books don’t have one. But I think that this detail adds a more realistic look to thicker books in miniature.

To give the rounded shape to the spine, it’s necessary to use a cylindrical object with an adequate dimension. For the volume “Visit from St Nicholas” I used the same orange wood stick. I leaned the back of the book against it. Holding the two boards of the cover with one hand, I impressed the round shape into the paper, pushing it with the fingers of the other hand against the stick.

El redondeo del lomo es un paso opcional. No debe hacerse para libros delgados, pero para los más gruesos este detalle les da un aspecto más realista.

Para dar la forma redondeada a la parte posterior, se utiliza un objeto cilíndrico de tamaño adecuado. Para el volumen “Visita de San Nicolás” utilicé el mismo palo de naranja. Yo apoyé el interior de la parte posterior del libro contra el palo. Sosteniendo las dos cubiertas con una mano, daba la forma redondeada en el papel aplastándola con los dedos de la otra mano contra el palo.

L’ultimo passaggio consiste nell’incassatura, ovvero l’operazione con la quale il corpo del libro viene unito alla copertina.

Ho steso la colla sulla controguardia ed ho appoggiato il corpo del libro sul piatto, lasciando un margine di 1 mm sui tre lati liberi, detto unghiatura. Ho pressato bene per farlo aderire alla copertina.

Poi ho steso la colla sull’altra controguardia ed ho chiuso la copertina controllando che l’unghiatura avesse le stesse misure di quella delll’altro piatto.

The last step consists in joining the text block with the cover.

I spread the glue on one endpaper and pasted the text block on the board, leaving a margin of 1 mm on each of the three free edges. I pressed well to make it stick to the cover. The board’s edges extending beyond the text block are called squares.

Then I spread the glue on the other endpaper and closed the cover, checking that the squares had the same dimensions of those on the other side.

El último paso es encajarlo, o la operación con la que el cuerpo del libro se combina con la cubierta.

Extendí el pegamento sobre la contraguarda y coloqué el cuerpo del