Lo scolapiatti – The dish drainer rack

Se penso allo scolapiatti, mi torna in mente la mia bisnonna. Ho ancora vivo il ricordo di lei che lavava a mano piatti, pentole e bicchieri. Non voleva farlo fare a nessuno altro, perché aveva la sua tecnica. Dopo averli passati nella bacinella piena d’acqua e sapone ed averli strofinati ben bene, li sciacquava ad uno ad uno sotto l’acqua corrente. Poi li sistemava con cura sullo scolapiatti d’acciaio fissato sopra al lavello. Metteva i piatti allineati nelle rastrelliera superiore. Sul ripiano traforato inferiore sistemava i bicchieri capovolti, con l’apertura rivolta verso il basso. Al temine prendeva una pentola pulita, piena d’acqua bollente e la versava con cautela sulle stoviglie nello scolapiatti. Diceva che così si sarebbero asciugate prima e sarebbero state perfettamente pulite.

The dish drainer make me always think of my great-grandmother. I still vividly remember her washing dishes, pots and glasses by hand. She didn’t want to have anyone else do it, because she had her own technique. After having washed them in the basin full of soapy water and rubbing them well, she rinsed them one by one under running water. Then she placed them carefully on the steel dish drainer fixed above the sink. She put the plates aligned in the upper rack. On the lower perforated shelf, she placed the glasses upside down. At the end she took a clean pot full of boiling water and poured it carefully onto the dishes in the dish rack. She said that they would dry out earlier and would be perfectly clean.

Mark Lewis interior design

Ai giorni nostri lo scolapiatti si trova spesso nascosto dietro alle ante dei pensili o è del tutto scomparso, sostituito dalla lavastoviglie. Un tempo però faceva parte degli utensili da cucina ed era indispensabile quando si lavavano le stoviglie, perché permetteva di far sgocciolare ed asciugare piatti, bicchieri e tazze. Era quasi sempre fissato alla parete sopra il lavello, così l’acqua, sgocciolando, vi cadeva dentro, evitando di bagnare il pavimento. Era realizzato in legno ed era costituito da diversi ripiani con usi diversi: le rastrelliere per accogliere i piatti, tenendoli distanziati; i ripiani per i bicchieri e le ciotole realizzati con listelli leggermente distanziati, così da permettere all’acqua di non depositarsi. Infine completavano lo scolapiatti una serie di pomelli o ganci per appendere tazze, pentolini e bricchi e le spazzole per pulire i piatti.

Nowadays, the dish drainer is often hidden behind the doors of the wall units or disappeared completely, replaced by the dishwasher. Once, however, it was part of kitchen utensils and was essential when washing dishes, because it allowed to dry dishes, glasses and cups. It was mostly fixed to the wall above the sink, so the water, dripping, fell into it, avoiding to wet the floor. It was made of wood and consisted of different shelves with different uses: the racks to accommodate the dishes, keeping them spaced; shelves for glasses and bowls made with slightly spaced dowels, so as to allow the water not to settle. The drainer may also have a series of knobs or hooks to hang cups, pots, jugs and dish brushes.

stecchi ghiacciolo

Il mio scolapiatti è stato realizzato completamente in legno. Ho usato i bastoncini del gelato, le stecche abbassalingua, gli stuzzicadenti ed i fiammiferi lunghi.

In parte si tratta di materiale di recupero, come gli stecchi del gelato. Io ho raccolto quelli dei ghiaccioli o del gelato tipo Mottarello dell’Esselunga, perché il legno è di ottima qualità e non hanno impresse scritte.

My dish drainer is made of wood. I used popsicle sticks, tongue depressors, toothpicks and long matches.

Some if this materia is recycled, such as the ice-cream sticks. I collected those of popsicles and ice-cream Mottarello by Esselunga, because the wood is excellent and there is no brand logo marked on it.

Per costruire lo scolapiatti ho iniziato dallo schienale. Ho tagliato 4 bastoncini del gelato ad una lunghezza totale è di 5,3 cm, lasciando la parte tonda ad un’estremità.

Il legno di questi stecchi è piuttosto duro. Io ho usato una sega da traforo elettrica. Si può usare la sega a mano con la scatola di mitra. Se invece si usa il cutter e la riga di metallo, bisogna passare molte volte la lama con pazienza.

I 4 stecchi vanno poi incollati assieme. La superficie dove sono uniti corrisponde allo spessore, che oltretutto è stondato. Per questo l’ho scartavetrato, aumentando la superficie da incollare.

Infine ho steso la colla vinilica sui lati ed ho posizionato i 4 bastoncini uno a fianco all’altro sul piano di lavoro, con la parte alta, quella con il taglio diritto, tutta alla stessa altezza. Ho tenuto per un po’ gli stecchi ben pressati insieme. Prima che la colla si seccasse, ho eliminato con uno stuzzicadenti l’eccesso di colla vicino alle scanalature.

I started to build the back of the dish drainer. I cut 4 popsicle sticks keeping the round part at one end. The total length is 5.3 cm.

The wood of these sticks is rather hard. I used an electric fret saw. You can use the hand saw with the miter box. If you use cutter and metal ruler, you must be patient and pass the blade many times.

Then I glued 4 sticks together. The surface where they will be joined corresponds to the thickness, which moreover is rounded. So I increased this surface by sanding it.

I spread the vinyl glue on the sides and I placed the 4 sticks side by side on the work surface, with the upper part, the one with the straight cut, all at the same height. I kept them well-pressed together for a while. Before the glue was completely dry, I removed the excess from the grooves with a toothpick.

Ho preso i fiammiferi lunghi, quelli che vendono per l’accensione del camino o del barbecue. I miei hanno una sezione di 3mm x 3mm.

Ho ricavato 6 pezzi lunghi 4,7 cm cadauno. Devono essere larghi quanto lo schienale dello scolapiatti. Non so se gli stecchi del gelato abbiano tutti la stessa larghezza. Per questo vi suggerisco di verificare le dimensioni dei vostri bastoncini ed eventualmente adeguare le dimensioni dei pezzi di fiammiferi.

Ho incollato un pezzo in testa allo schienale, non sopra gli stecchi. Un altro pezzo l’ho incollato sul fondo ad 1 cm dalle estremità tonde. Un terzo pezzo l’ho incollato a 1,3 cm da quest’ultimo pezzo.

Then I took the long matches. They are sold for lighting fireplaces or BBQs. Mine have a section of 3mm x 3mm.

I cut 6 pieces. Each is 4.7 cm long. They must be as long as the width of the dish drainer’s back. I do not know if all the ice-cream sticks measure the same. For this reason I suggest you to check the dimensions of yours and eventually adjust accordingly the size of the match pieces.

I glued a piece to the top of the back, not on the sticks. I put another piece on the back, near the bottom at 1 cm from the round ends. I glued a third piece at 1.3 cm from this last piece.

Per realizzare i fianchi e la parte superiore dello scolapiatti ho utilizzato le stecche abbassalingua.

Per i fianchi servono 2 pezzi larghi 1,7 cm e lunghi 5,8 cm cadauno, tenendo su un lato la parte tonda. Li ho poi incollati ai lati dello schienale, allineando le parti superiori.

Queste stecche ora si trovano anche in  Italia in quasi tutti i negozi di bricolage e nelle profumerie, dove vengono vendute come spatole per stendere la ceretta. A suo tempo io le avevo acquistate durante una vacanza negli Stati Uniti da Jo-Ann, un negozio di cucito e materiali per hobbistica molto fornito. Quando viaggio amo molto visitare i supermercati, le cartolerie, i negozi di belle arti, le ferramenta ed i mercatini locali. Questo l’ho sicuramente ereditato da papà che era un instancabile viaggiatore curioso. Mi diverto a capire come le persone vivano e poi è una vera gioia scovare prodotti, materiali ed attrezzi inusuali ed “esotici”.

I used the tongue depressors to make the sides and the top of the dish drainer.

For the sides I cut 2 pieces 1.7 cm wide and 5.8 cm long, keeping the round part on one side. I then glued them to the sides of the back, aligning the upper parts.

These larger sticks are now easily found also in Italy, both in DIY stores and in perfumeries, as waxing spatula. I bought mine some time ago during a trip to the States from Jo-Ann, a shop with a  large assortment of sewing and craft materials. I never miss to visit supermarkets, hardware and craft stores, stationeries and local markets during my journeys. I learned this from my father who was a tireless curious traveler. I like to understand how people live and then it’s a real joy to find unusual, “exotic” products, materials and tools.

Ho preso altri 2 pezzi dei fiammiferi che avevo tagliato precedentemente e li ho incollati a filo sul davanti dei fianchi, alla stessa altezza di quelli incollati sullo schienale.

I took 2 more pieces of the matches I had previously cut. I glued them flush to the frontal edge of both sides, at the same height of those sticked on the back.

Infine per la parte superiore ho tagliato 1 pezzo della stecca abbassalingua. Essa misura 1,9 cm x 5,5 cm.

L’ho incollata mettendola a filo dello schienale e facendolo sporgere 2 mm su ambedue i fianchi e sul davanti.

Finally, I cut 1 piece of the tongue depressor for the top. It measures 1.9 cm x 5.5 cm.

I glued it onto the dish drainer, putting it flush to the back and making it sticking out 2 mm on both sides and on the front.

Con gli stuzzicadenti ho realizzato la griglia per i piatti. Ho tagliato 4 pezzi lunghi 2,2 cm, tenendo la parte appuntita.

Li ho poi incollati in corrispondenza delle fughe dello schienale, incastrando la punta sotto la stecca in alto sul fondo e fissando l’altra estremità sulla stecca sul davanti.

With the toothpicks I made the rack for the dishes. I cut 4 pieces 2.2 cm long, keeping the pointed tip.

I glued them in correspondence of the grooves on the back, inserting the tip under the stick at the top of the back and pasting the other end on the stick on the front.

Con l’ultima stecca che avevo ricavato dai fiammiferi ho completato il ripiano più basso dello scolapiatti. Qui le 3 stecche sono incollate alla stessa altezza e distanziate tra loro per permettere all’acqua di sgocciolare via.

With the last piece of matches I completed the lower shelf of the dish drainer. Here the 3 dowels are glued at the same height and spaced out to allow the water to drain away.

Infine ho aggiunto una serie di pomelli alla parte bassa dello scolapiatti, così da poter appendere le spazzole per i piatti e qualche utensile da cucina.

Finally, I added a series of knobs in the lower part of the dish drainer to hang kitchen brushes and some kitchen utensils .

I pomelli sono stati realizzati con gli stuzzicadenti e misurano 3 mm di lunghezza. Li ho fissati con la colla al centro della parte tonda di ogni stecco del gelato.

The knobs were made with toothpicks and are 3 mm long. I glued them in the center of the rounded part of each ice-cream stick.

Avrei potuto lasciare lo scolapiatti color legno, ma ho voluto abbinarlo al resto della cucina. Così l’ho dipinto con lo stesso colore acrilico bianco latte che avevo usato per la credenza, le sedie ed il tavolo.

I could have left the dish drainer unpainted, but I wanted to match it to the rest of the kitchen. So I panted it with the same milky white acrylic colorI had used for the cupboard, the chairs and the table.

Se vi piacciono i miei piatti che vedete nello scolapiatti, potete scaricarli cliccando qui. Una volta stampati, io ho seguito il tutorial di Christine di Hollyhock Cottage.

In un prossimo post Vi mostrerò come ho realizzato delle spazzole per i piatti.

Buon divertimento!

If you like my plates, that you see in the dish drain rack, you can download them here. Once printed, I followed Christine’s tutorial on Hollyhock Cottage.

In a coming post I will show you how I made a couple of kitchen brushes.

Have fun!

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Materiale da stampare – Printies – 7

free wallpaper by Debra – Greenleaf Miniature Community

Sono ormai oltre tre anni che non pubblico nuovi link per materiale da stampare. Era quindi tempo che aggiornassi l’elenco.

Ho suddiviso gli indirizzi in due elenchi separati. La prima lista è dedicata alle printies già in scala e quindi pronte da usare per le case delle bambole. 

It is almost over three years that I don’t publish new links related to printies. So this update is long overdue.

I divided the addresses into two separate lists. The first is dedicated to printies that are already in scale and ready to be used for the dollhouse.

A Lavender Dillylibri, buste, biglietti e lettere / books, envelopes, cards and letters

Bricolage & Compagnie – scatole, giocattoli, circo, giostra, menagierie, scuderia, annaffiatoi, scatole a cuore / boxes. toys, circus, carousel, menagerie, stable, watering can, heart shaped boxes

CDHMpiastrelle, scatole, libri, etichette, mobili, giocattoli, stoffe per divanetti, etc. / tiles, boxes, books, labels, furniture, toys, fabric for sofas, etc.

Creative Miniaturistcopertina libri, scatole, etc. / book covers, boxes, etc.

Debra on Greenleafdollhouses – carte da parati / wallpapers

Dollhousepaperelettrodomestici retrò, mobili, accessori, etc. / vintage appliances, furniture, accessories, etc.

Eusimakilibri, cibo, stampe, etichette, cartelli / books, food, prints, labels, signs

Jetpack Jasonscatole natalizie / Christmas boxes

Jetpack Jason

Jorgelina su google – libri, scatole, cibo, piatti, piastrelle, carte / books, boxes, food, plates, tiles, papers

Hanna Lewis – libri / books

La maison de Lauren – piastrelle, quadri, piatti, etc. / tiles, pictures, plates, etc.

Mi mundo de miniatura – brocche / pitchers

Michelle Blohm  – tappezzerie in diverse scale / wallpapers in different scales

Microjivvytappezzerie, tappeti, piastrelle in scala 1/144 / rugs, wallpapers, tiles in 1/144 scale

Minna’s Miniatures  – scatole, piatti, quadri, sacchetti / boxes, plates, paintings, shoppingbags

Mooghiscath – libri vintage/ vintage books

Nukkekoti Väinölä – Maria Malmstrom – vedi nella colonna sinistra “Printattavaa”: scatole, barattoli, libri, radio / see in the left column “Printattavaa”: boxes, cans, books, radio

Paperbrick – genera diversi tipi di muri di mattoni in differenti scale / generates custom brick walls in diffrent scales

R W’s (rwetzell) – tappezzerie, accessori, giardinaggio, mobili, pavimenti, vetro colorato, tappeti, foto, cancelleria, etichette, libri, etc. / wallpaper, accessories, yard & garden, furniture, flooring, tiles, stained glass, rugs, pub stuff, pictures, office, labels, books, etc.

Rick Kephart – copertine libri / book covers

The Spruce materiale vario da stampare / various printables

Tree Feathers – carta regalo, scatole, biglietti, musica, poster, foto attori, etc. / wrapping paper, boxes, cards, music, posters, movie stars’ photos, etc.

Un tout p’tit mondeetichette, buste / labels, envelopes

Non sono riuscita a controllare se tutti i vecchi link siano ancora validi, perché sono tanti. Ho però trovato un cambiamento d’indirizzo di Miniaturama e l’ho aggiornato:

I couldn’t check if all the old links are still working, because the list is really long. But I found a change of address for Miniaturama and I update it:

Miniaturama – tapezzerie, pavimenti, scatole vintage, libri, etc. / wallpapers, florine, vintage boxes, books, etc

 

The sum of all crafts

La lista che segue è dedicata ai siti che offrono immagini non in scala. Prima di poterle utilizzare per le case delle bambole, esse devono essere ridimensionate. Una volta scaricata, la si può facilmente rimpicciolire Si incolla il file jpg in un normale foglio di scrittura (come Word o Pages) e si trascinano gli angoli fino ad aver raggiunto la dimensione desiderata. Attenzione si può solo ridurre la grandezza dell’immagine, ma non la si può ingrandire.

In the following list the images are not in a dollhouse scale. They must therefore be resized before they can be used. Once you have downloaded the image, you can easily shrink it. Paste the jpg file in a normal page (for example in Word or Pages) and drag the corners until you have reached the desired size. Warning: you can only reduce the size of the image and not enlarge it.

Antique print clubstampe antiche porcellana, ma non solo / antique porcelain prints and more

Biodiversity Heritage Library – stampe antiche naturalistiche / nature related antique prints

Chantal stained glass – cappelli lampade e vetri colorati / stained glass lampshades and panels

Creative digi vintagecartoline, etichette, immagini vintage / vintage postcards, labels, images

Droledebx – etichette acqua minerale / mineral water labels

Emma Paperclip – etichette, un libretto da bambini, cartoline, immagini vintage / lables, a childrens book, postcards, vintage images 

Droledebx – etichette acqua minerale / mineral water labels

Images d’autrefois – varie immagini vintage / various vintage images

Kirin – utensili cucina, giocattoli, cibo / kitchen utensils, toys, food

Lost and taken – foto materiali: carta, metallo, legno, tappezzerie, libri / texture photos: paper, metal, wood, wallpapers, books

Panteekstampe antiche: botanica, arti decorative, architettura, araldica, astronomia, paesaggi, etc / antique prints, botany, decorative arts, architecture, heraldry, astronomy, landscapes, etc.

PaperStuff – etichette ed ephemera vintage / vintage labels and ephemera

Patricia M –  etichette bibite / beverages labels

Pillipat – materiale vintage di ogni genere / vintage images of all sorts

RavensBlightedifici, bare, veicoli / buidings, coffins, vehicles

Take a break with meimmagini vintage, copertine libri, mappe, soldi, etc. / vintage images, book covers, maps, money, etc.

The sum of all crafts  – etichette, foto, immagini vintage / vintage lebels, photos, images

Web Museum of Fine Art  – quadri d’arte in alta risoluzione / art masterpieces in high resolution

Wellcome collection – etichette e pubblicità medicinali / pharmaceutical labels and ads

Tutte od almeno una parte di immagini di questi siti sono offerte gratuitamente, se per un uso personale. Verificate comunque sempre le condizioni per il loro utilizzo ed attenetevi alle indicazioni fornite dai singoli blog o siti.

All or at least a part of the images of these sites are offered free of charge, if for personal use. Always check the conditions for their use and follow the instructions provided by each blog or site.

Infine un’annotazione relativa alla grandezza del file. Se l’immagine che volete scaricare è troppo piccola o non è di buona qualità, potete cercare nel web se ne esistono versioni migliori e di misure differenti. Si può cercare se vi siano immagini simili ed eventualmente trovare informazioni sulla proprietà, la fonte, ed in quali siti esse appaiano. Per fare ciò, è necessario fare una ricerca partendo dall’immagine.

Lo strumento che potete usare è il motore di ricerca Google Images. Recatevi sulla pagina e cliccate sull’icona della macchina fotografica. Ora potete fare la ricerca inserendo l’url (l’indirizzo/link) dell’immagine. Oppure, se avere già l’immagine sul vostro computer, potete fare la ricerca selezionandola dalla cartella dove si trova o trascinandola dal vostro computer direttamente sulla pagina web.

Si può fare una ricerca per immagine anche su TinEye, il cui funzionamento è simile.

Finally an annotation concerning the file size. If the image you want to download is too small or has poor quality, you can search the web for better versions and for different sizes. You can also search for similar images and you can possibly find also information on the owner, the source, and where the image appears. To do this, it is necessary to search by image.

The tool you can use is the search engine Google Images. Go to the page and click the camera icon. Now you can search by inserting the url (the address / link) of the image. If you have already the image on your computer, you can search by uploading it. You can select it from the folder, where it is located, or drag it from your computer directly to the web page.

You can search where images appear online also on TinEye. It works almost the same.

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Tutti i link che trovare in questo post e nei precedenti – Materiale da stampare – Printies, Materiale da stampare – Printies – 2,  Materiale da stampare – Printies – 3, Materiale da stampare – Printies – 4Materiale da stampare – Printies – 5 e Materiale da stampare – Printies – 6 – sono visibili in ordine alfabetico anche nella barra laterale del blog. Posizionando il cursore sul nome del sito, appaiono le parole chiave relative alle printies. Cliccando sul nome si viene indirizzati direttamente alla pagina che fornisce le immagini.

La barra laterale non è visibile nella versione mobile del blog. Per questo abbiamo creato una pagina dedicata alle printies nel web, che trovate nella barra/menù in alto sotto l’intestazione.

Buona navigazione!

 

All the links you find in this post and in the previous ones – Materiale da stampare – Printies, Materiale da stampare – Printies – 2,  Materiale da stampare – Printies – 3, Materiale da stampare – Printies – 4Materiale da stampare – Printies – 5 e Materiale da stampare – Printies – 6 – are visible in alphabetical order also in the sidebar of the blog. By placing the cursor on the site’s name, the keywords related to the printies appear. By clicking on the name you are directed directly to the page that provides the images.

The sidebar is not visible in the mobile version of the blog. For this reason we have created a page for all printies in the web. You can find it in the top bar / menu below the header.

Enjoy surfing!

 

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Buon 2018 – Happy 2018

Auguro a tutti un anno ricco di miniature!

I wish you all a year full of miniatures!

 

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Scatola con i soldatini – Wooden soldier in the box

Tempo di Natale, tempo di regali. Una scatola di soldatini sarebbe stata sicuramente un regalo molto apprezzato dai bambini vittoriani di ogni classe sociale.

In passato giocare alla guerra era un classico per i bambini. Gli adulti combattevano conflitti quasi permanenti (la guerra dei 7 anni, la rivoluzione, le guerre napoleoniche, i moti di riunificazione…). I più piccoli inscenavano con i loro soldatini le battaglie, le azioni eroiche oppure facevano rivivere le conquiste delle colonie. Questi giochi di guerra – jeux de guerre per i francesi e Kriegspiel per i tedeschi – formavano i ragazzi e coltivavano il loro patriottismo.

Christmas time is also time for presents. Victorian children of any social class would have loved to receive a box of toy soldiers as a present.

In the past, playing war was a classic for boys. Adults fought in almost continuous conflicts (the 7-year war, the revolution, the Napoleonic wars, the unification…). Children reenacted with their toy soldiers the battles, the heroic actions or the colonial conquests. These war games – “jeux de guerre” for the French, “Kriegspiel” for the Germans – educated  the boys and cultivated their patriotism.

soldatini di legno egiziani dell’Antico Regno – Egyptian wooden soldiers from the Old Kingdom – via theancientweb.com

Le prime riproduzioni in miniatura della figura umana risalgano all’antichità. Esse non hanno però uno scopo ludico, ma solo votivo o decorativo. Nell’antico Egitto le statuine di soldati vengono usate dai generali per simulare manovre militari.

I soldatini come giocattolo compaiono solo nel Medioevo. Sono pezzi unici realizzati dagli artigiani. Gli orafi creano figurine in argento o oro per i figli di reali e dell’alta nobiltà. Gli stagnini producono modelli in stagno che sono destinati ai meno abbienti.

Ma è solo nel ‘700 che i soldatini riscuotono grande successo come giocattolo.

The first miniatures of a human figure date back to antiquity. However, the small statues have only votive or decorative purpose and aren’t toys. In ancient Egypt small soldiers are used by generals to simulate military maneuvers.

Toy soldiers appear only in the Middle Ages. These are single pieces made by craftsmen. Goldsmiths create silver or gold figurines for the children of monarchs and aristocracy. Tinker produce tin models for the less wealthy.

But it’s only in the eighteenth century that tin soldiers toys become popular.

Friedrich II. von Preußen, Friedrich der Große, Zinnfigur – 1770 Deutsches Spielzeugmuseum Sonneberg

Nel XVIII secolo, Norimberga diventa la capitale dei soldatini di stagno, detti in tedesco Zinnfiguren (Zinn = stagno). All’inizio sono figure piatte, appena abbozzate, di varie dimensioni.

Nel 1760 i fratelli Hilpert e figlio aprono la loro attività in questa città. Per circa 100 anni producono figurine di stagno molto elaborate e raffinate. Oggi sono considerate vere opere d’arte e vengono ricercate dai collezionisti.

Lo stagno è un materiale molto utilizzato per la realizzazione dei giocattoli in quest’epoca. Si producono oltre ai pentolini, anche animali da fattoria ed esotici. Ma sono i soggetti militari che riscuotono il maggior successo. Vengono riprodotti non solo personaggi importanti, come re e condottieri, ma anche i loro eserciti e le milizie straniere.

La statuina di Federico il Grande, nella foto qui sopra, è alta 15 cm ed è firmata “J.H.,1777”. Oggi è conservata al Museo Nazionale Bavarese.

In the 18th century, Nuremberg becomes the production center of tin soldiers. In German they are called Zinnfiguren (Zinn = tin). At the beginning the figures are flat, with just  some details sketched. They come in different sizes.

In 1760, Hilpert brothers and son start their activity in this city. For about 100 years they produce very elaborate and sophisticated tin figurines. Today, they are considered real masterpieces and are sought after by collectors.

At that time, tin is wildly used for making toys. Beside pots, there are exotic and farm animals. But the military figurines are the most successful. All characters are produced: kings, warlords, their soldiers and the enemies’ troops.

The figurine of Frederick the Great, in the picture above, is 15 cm tall and is signed “J.H., 1777”. Today it is preserved at the Bavarian National Museum.

Kind mit Spielzeugsoldaten, 18. J, autore ignoto – via wikipedia

Iniziano a moltiplicarsi gli artigiani che producono soldatini. Nascono nuove figure professionali come i disegnatori, gli incisori specializzati ed i fonditori. I modelli creati da famosi artisti vengono realizzati con stampi e venduti a prezzi più alti. In Sassonia, ricca di miniere di stagno, inizia la produzione di massa.

The number of craftsmen who produce tin soldiers grows. New professional figures such as designers, specialized engraver and smelter arise. The models created by famous artists are reproduced with molds and sold at higher prices. In Saxony, where there are many tin mines, mass production begins.

Bambino con soldatini – XIX secolo – via wikipedia

Verso la fine del ‘700 le idee di libertà influenzano anche l’educazione dei bambini. Le nuove teorie pedagogiche di Jean Jacques Rousseau in Francia, di Johann Heinrich Pestalozzi in Svizzera, di Gottfried von Herder e Christian Gotthilf Salzmann in Germania,  s’ispirano a questi ideali. L’apprendimento deve avvenire anche tramite il gioco e le figure di stagno hanno un ruolo importante.

Towards the end of the 18th century, the ideal of freedom influences also children’s education. The new pedagogical theories of Jean Jacques Rousseau in France, Johann Heinrich Pestalozzi in Switzerland, Gottfried von Herder and Christian Gotthilf Salzmann in Germany are inspired by this ideal. Learning takes place through the game and tin figures have an important role.

Soldatini di stagno nella Battaglia di Waterloo – 1815 ca. – ditta Kieler

Il gioco non deve però solo educare, ma anche informare. In un’epoca dove le notizie circolano molto lentamente o per niente, l’interesse per l’attualità è grande. Così i produttori di soldatini cercano di battere la concorrenza offrendo giochi che facciano riferimento ad accadimenti del momento. I temi d’attualità che riscuotono grande interesse, oltre alle battaglie, sono le spedizioni, le  scoperte scientifiche e la conquista delle colonie.

The game should not only educate, but also inform. At that time news circulate very slowly or not at all. So the interest in current events is great. The tin soldiers’ producers try to beat the competition by offering sets that refer to the latests events. In addition to recent battles, actual topics, such as expeditions, scientific discoveries and the conquest of colonies, meet the interest of customers.

Figurines de bois polychromes par Jean-Baptiste Clémence (Paris; 1743-1801):dragons – Musée de la figurine historique à Compiègne

A fianco delle figure piatte, rappresentate di profilo, iniziano a circolare quelle più scultoree e rapidamente le statuine piene a tutto tondo le sostituiscono. Le dimensioni variano da 3 cm ai 20 cm, anche se quest’ultima è rara.

Queste nuove forme sono prodotte da ditte come Spenkuch, Haffner o Heinrich.  Oltre allo stagno compare anche il piombo, che intorno al 1871 diventa il materiale più utilizzato, soprattutto in Francia ed Austria.

Next to the flat figures, that show only the profile, fully rounded three-dimensional soldiers appear and quickly replace the flat-ones. The size varies from 3 cm to 20 cm, although the latter is rare.

This new type is produced by companies like Spenkuch, Haffner or Heinrich. In addition to the tin, lead appears. Around 1871 it becomes the most used material, especially in France and Austria.

Maison Lucotte

I soldatini si diffondo in tutta Europa. In Italia compaiono nel 1770. Nel 1830, l’artigiano Carlo Ortelli Dotti emigra a Barcellona e  inizia a realizzare con grande successo soldatini di piombo. La Spagna diventa un altro importante centro di produzione.

Toy soldiers spread throughout Europe. In Italy they appear in 1770. In 1830, the Italian craftsman, Carlo Ortelli Dotti, emigrates to Barcelona. Here he starts a successful production of lead soldiers. Spain becomes another important manufacturing site.

Napoléon avec des jeunes princes et princesses de sa famille – Louis Ducis – 1810 © Photo RMN-Grand Palais – G. Blot

In Europa altre ditte conosciute che producono soldatini sono Pfeiffer in Austria e CBG Mignot (prima Cuperly, Blondel e Gerbeau) e Lucotte.  in Francia.

In Europe other well known companies that manufacture toy soldiers are Pfeiffer in Austria and CBG Mignot (before Cuperly, Blondel and Gerbeau) and Lucotte in France.

Berthier (1753-1815) 1st Marshall 1804 – Lucotte

A partire dal 1840 le dimensioni vengono standardizzate a 3 cm, così da poter sistemare molte divisioni militari e ricostruire intere scene di battaglia.

Since 1840 dimensions are standardized to 3 cm. So it’s possible to arrange many military divisions and recreate entire battle scenes.

soldatino – W Britain Limited

Nel 1893 la ditta britannica William Britain Ltd rivoluziona la produzione dei soldatini introducendo la figura a tutto tondo, ma cava.  Il processo prevede che dopo aver versato il piombo fuso nello stampo, prima che il metallo si rapprenda completamente, si faccia fuoriuscire una parte del piombo. Si ottiene così una figura perfettamente formata all’esterno, ma vuota all’interno. Questo procedimento permette di risparmiare materiale di produzione ed abbassare i prezzi. I soldatini W. Britain sono quindi più leggeri e più economici di quelli delle concorrenza tedesca.

Il soldatino cavo diventa il più venduto nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America .

In 1893, the British toy company William Britain Ltd changes the way to produce toy soldiers by introducing hollow figures. After pouring the cast lead into the mold, before the metal becomes fully solid, a part of the lead is poured out. So the outside of the figure is perfectly formed, but inside is empty. This process saves production material and lowers the prices. Thanks to the method of hollow casting, the soldiers are lighter and cheaper than the German counterparts.

The hollow lead soldier becomes a best seller in the UK and the US.

Ragazzo con soldatini, by Antonio Mancini, 1876 circa philamuseum.org

A partire dalla metà del 19 secolo vengono prodotti eserciti di soldati di ogni paese con divise ed accessori ricchi di dettagli. Le figure sono in posizioni diverse: in ginocchio, in piedi, sdraiati a terra o a cavallo.

Nel 1871 la guerra tra Germania e Francia fa registrare un boom nella produzione dei soldatini. La vittoria contro i francesi e le tensioni  alla viglia della prima guerra mondiale portano al rialzo del mercato dei soldatini. Solo nella zona di Norimberga, sono centinaia le donne impiegate a dipingere i soldatini.

Since the middle of the 19th century, the toy soldiers are produced with uniforms of all nations and the clothes and accessories really detailed. The figures are in different positions: kneeling, standing,  on horseback or lying on the ground.

In 1871 the war between Germany and France marks a boom in the production of toy soldiers. The victory against the French army and the tensions before the outbreak of the First World War lead to growth of the soldiers’ market. At that tome, only in the Nuremberg area, there are hundreds of women employed to paint soldiers.

1906, by Georg Spenkuch

Questa scatola di soldatini contiene le figure che rievocano la guerra del 1904/1905 tra Giappone e Russia, la prima vinta da una potenza asiatica contro una europea. E’ stata prodotta in Germania nel 1906 da Georg Spenkuch. La sua ditta, la Nürnberger Zinn-Compositions-Figuren-Fabrik, fondata nel 1864,  ha vinto parecchie medaglie, come si vede dall’etichetta sul coperchio.

This box of tin soldiers contains figures recalling the 1904/1905 war between Japan and Russia. This was the first time that an Asian military force won over an European. It was produced in Germany in 1906 by Georg Spenkuch. His company, the Nürnberger Zinn-Compositions-Figuren-Fabrik, founded in 1864, won several medals, as you can seen from the label on the cover of the box.

mold casting – wikipedia

 

I soldatini di stagno vengono realizzati usando uno stampo di ghisa composto da due parti. Le due metà vengono serrate insieme e riscaldate. Si fa fondere lo stagno a 300 ° C  e poi lo si cola dentro l’apertura superiore dello stampo.

Una volta che il metallo si è raffreddato e solidificato, si apre lo stampo e si stacca la figurina. Si elimina l’eccedenza della colata, in corrispondenza dell’apertura e si ripuliscono i bordi delle figurina. Infatti in corrispondenza della giunzione delle due parti dello stampo si formano delle sbavature, che si eliminano con una lima.

I soldatini di piombo sono realizzati con una lega di piombo e antimonio. Oggi i giocattoli di piombo non possono essere dati ai bambini, per via della tossicità di questo metallo.

Tin soldiers are made using a cast iron mold made up of two parts. The two halves are clamped together and heated. The tin is melted at 300 ° C and then poured into the upper opening of the mold.

Once the metal has cooled down and solidified, the mold is opened and the figurine is removed. The excess of casting is eliminated at the opening. The edges of the figurine are cleansed with a file. This is necessary in order to eliminate the sprues left over in correspondence of the junction of the two mold halves.

Lead soldiers are made with an alloy of lead and antimony. Today, children are not allowed to play with lead toys because of the toxicity of this metal.

vecchio prospetto stampi – ditta “Gebrüder Schneider” – 1910

Alla fine dell’Ottocento fiorisce anche il mercato degli stampi per realizzare da se i propri soldatini di piombo o stagno. Famosa è la ditta Gebrüder Schneider di Lipsia che dal 1904 al 1940 riscuote grande successo.

Regolarmente pubblicano cataloghi con le illustrazioni dei soggetti disponibili. Qui sono raccolti in un elenco con le illustrazioni di alcuni dei prodotti finiti. La dimensione delle figure raffigurate corrisponde approssimativamente a quella dell’originale.

At the end of the nineteenth century, children start to make their own tin soldiers at home and the molds market flourishes, too. Gebrüder Schneider, is a famous mold company in Leipzig and  it is very successful from 1904 to 1940.

They regularly publish catalogs with illustrations of their products. Here are listed some illustrations of their finished items. The size of the figures on the catalogue corresponds roughly to that of the original.

serie soldati austriaci russi francesi – Remondini, prima metà XIX sec.

I materiali con i quali sono stati costruiti i soldatini sono i più vari e sono legati all’epoca alla quale appartengono: legno, carta, stagno, piombo, latta, carta, gesso, cartapesta, plastica e gomma.

Certamente la versione dei soldatini più semplice è quella di carta. In Italia il primo foglio di soldatini di carta è stato stampato da Remondini, nel 1772. Questa famiglia di stampatori di Bassano del Grappa era famosa in tutto il mondo per le stampe di Santi ed eroi, per i giochi, come ad esempio quello dell’oca, per le stampe con le vedute e bellissime carte speciali, come quelle marmorate, e le carte da parati. Essi stampano anche libri e pubblicano i primi romanzi popolari a puntate.

A partire dalla fine del XVIII secolo I Remondini producono un vasto assortimento di soldatini. I fogli rappresentano soldati prussiani, austriaci, inglesi, russi e francesi, a piedi o a cavallo.

Le figure sono impresse, con matrici di rame, su fogli di carta o cartoncino. Il colore è poi applicato dipingendo a mano, oppure con la stampa.

Data la delicatezza del materiale, non si sono purtroppo conservati gli esemplari più antichi, che così sono andati persi.

Toy soldiers could be made of various materials depending from the period they belong: wood, paper, tin, lead, paper, plaster, plastic and rubber.

The simpler version of toy soldiers is made of paper. In Italy, the first sheet of paper soldiers is printed by Remondini in 1772. This family of printers, based in Bassano del Grappa (Veneto), was famous all over the world for their prints of saints and heroes, for paper toys, like the game of the goose, for prints of vedute (landscape images), for their wallpapers and beautiful special papers, like the marbled ones. They also printed books and published serialized novels.

From the end of the 18th century Remondi produce a wide assortment of soldiers: Prussian, Austrian, English, Russian and French, on foot or on horseback.

The figures are printed on sheets of paper or cardboard with copper matrices. Color is then applied by hand or by print.

Unfortunately, the oldest samples have not been preserved until our days, as the material is extremely delicate.

soldatini di carta

I bambini, prima di ritagliare le figure con precisione, incollavano i fogli su carta o cartoncino per rinforzarle.

Con i soldatini più pesanti si giocava a lanciarli contro il muro. Chi colpiva di rimbalzo un’altra figurina, la poteva “catturare” e farla sua.

Mentre quelli più leggeri venivano lasciati cadere a terra. Vinceva chi possedeva il soldatino che era atterrato con l’immagine rivolta verso l’alto. Come premio poteva prendere i soldatini caduti capovolti.

The children glued the soldiers on paper or cardboard to reinforce them. Then they cut them out with precision.

They played different games with them. They threw the heavier soldiers against a wall. Those who struck another figurine with a bounce, could “capture” it.

While the lighter ones were dropped to the ground. The winner was the one who owned the soldier that had landed with the image facing up. As a prize he could take the other soldiers fallen face down.

“Piccoli patrioti” by Gioacchino Toma, 1862 – via wikipedia

Dopo la prima guerra mondiale, le battaglie perdono il loro fascino. Nessuno vuole più evocare combattimenti e sconfitte ed il mercato dei soldatini crolla drasticamente.

Nemmeno il boom dei giocattoli di latta degli anni ’50 e ’60 riporterà in auge i soldatini come gioco.

Oggi sono gli adulti e gli adolescenti a costruire modelli di soldati. Li ambientano in diorami oppure fanno giochi di simulazione. I soldatini di stagno non fanno più parte del mondo infantile, ma sono diventati pezzi da collezionismo. 

After the First World War, battles loose their charm. No one wants to evoke battles and defeats. The soldiers’ market collapses drastically.

Not even the boom of tin toys in the 1950s and 1960 brings the toy soldiers back to its previous popularity.

Today, adults and adolescents build soldiers’ models. They place them in dioramas or do simulation games. Tin soldiers are no longer part of the infant world and have become collectibles.

Quando ho visto per la prima volta gli stuzzicadenti con una parte intagliata, ho subito pensato a quanto questa assomigli a dei soldatini.

Questo modello di stuzzicadenti è chiamato Giapponese. Ho scoperto che la parte finale ha una funzione e non è prettamente decorativa. Le scanalature aiutano a spezzare il legno. Una volta staccata l’estremità, la si usa come supporto per lo stuzzicadenti, così che la punta non tocchi il tavolo. Trovo quest’idea orribile, così come l’uso in pubblico dello stuzzicadenti per l’igiene orale. Rimane però un versatile materiale per miniaturisti. 

When I saw for the first time toothpicks with one end carved, I immediately thought how much this part  looks like a toy soldier.

This toothpick model is called Japanese. I discovered that the final part has a function and it’s not just a decoration. The grooves enable to snap off the end. Once detached, it supports the toothpick so that the tip doesn’t touch the table. This is a horrible idea for me, as well as the use of toothpicks for oral care at the table. But toothpicks remain a versatile material for miniaturists.

Così ho pensato di farne un gioco per i bambini della casetta delle bambole. Li ho dipinti con il pennarello indelebile: rosso per la giubba e nero per i pantaloni ed il colbacco. Si possono realizzare diverse truppe con colori differenti.

So I thought I could use them to make a toy for the dollhouse. I painted them with the permanent marker: red for the jacket and black for the pants and the busby. But you could make different troops with different colors.

Staccare il soldatino dallo stuzzicadenti è abbastanza facile. Ho appoggiato la lama del cutter nella scannellatura sotto il piede della figurina ed ho fatto rotolare il legno sottostante fino a quando si è staccato. Ho poi scartavetrato la base per renderla perfettamente piana.

It’s quite easy to cut off the soldier from the toothpick. I put the blade of a cutter in the clipping under the foot of the figurine and rolled the wood underneath until it detached. Then I sanded the base to make it perfectly flat.

Ho preparato diversi soldatini.

I made several soldiers.

Per aggiungere qualche dettaglio, ho deciso di fare una bandoliera bianca. Non essendo molto brava con i pennelli, ho tagliato delle striscioline di carta abbastanza sottili. Ne ho incollato una parte dalla spalla al fianco opposto. Volendo si potrebbe darla girare anche sul retro.

To add some detail, I decided to make a white bandolier. I’m not very good at painting, so I cut thin strips of paper. I’ve glued a part starting from one shoulder to the opposite hip. If you wish, you can turn it also on the back.

Poi ho incollato una striscia di carta tutta attorno alla vita per fare la cintura.

Then I glued a strip of paper around the waist to make the belt.

I soldatini nella loro uniforme sono pronti. Allineati nella loro scatola fanno proprio una bella figura.

 The toy soldiers in their uniform are ready. Aligned in their box they look really good.

Per la realizzazione della scatola ho usato il legno di una confezione di un formaggio francese. Il legno è abbastanza sottile da essere in scala per i soldatini.

To make the box I used a wooden packaging of a French cheese. The wood is thin enough to be on scale for the soldiers.

Con cautela ho staccato il bordo usando un leva graffette.

Carefully I detached the border using a stapler remover.

Ne ho tagliato un pezzo ed ho appoggiato i soldatini sul legno per stabilire la misura della base della scatola. Poi l’ho tagliato usando il cutter ed un righello di metallo come guida.

La mia base misura 19 mm x 14 mm.

I cut a piece of wood and I put the soldiers on it to determine the size of the bottom of the box. Then I cut the piece using a cutter and a metal ruler as cutting guide.

The bottom of my box measures 19 mm x 14 mm.

Ho poi tagliato una striscia di legno alta 5 mm per il bordo della scatola. Ho ricavato i due lati corti, larghi come la base. I miei bordi corti misurano 14 mm x 5 mm.

Ho incollato i bordi al fianco della base e non sulla base, così i bordi della scatola sono puliti, senza giunture visibili.

Then I cut a 5mm high strip of wood for the border of the box. I made two for the short sides. They are as wide as the base. Mine measure 14 mm x 5 mm.

I glued the edges to the side of the base and not on the base. So the borders of the box are clean and there are no visible joints.

Il bordo più lungo è sulla parte frontale della scatola e copre lo spessore dei bordi laterali. Ogni mio bordo lungo misura 21 mm x 5 mm.

The long borders are on the front of the box and cover the thickness of the side borders. Each of my long side measures 21 mm x 5 mm.

Qui si vede bene che i bordi sono stati incollati a fianco della base e a filo del fondo.

Here you can see that the borders are glued to the sides of the base, flush to the bottom.

Per applicare la colla vinilica ho usato uno stuzzicadenti, che mi ha permesso di prenderne la giusta quantità e metterla esattamente dove volevo per coprire bene tutti i bordini, senza sbavare.

To apply the vinyl glue I used a toothpick. This allowed me to take the right amount of glue and to spread it only where I wanted, to cover all the sides of the border without smudging.

La scatola è quindi pronta.

So the box is ready.

Per il coperchio ho ritagliato un rettangolo dello stesso legno, grande come la scatola compresi i bordi.

For the lid I used the same wood. I cut a rectangle as big as the box, including the borders.

Il coperchio deve coprire completamente la scatola ed arrivare a filo del bordo.

The lid must completely cover the box and be flush to the border.

Per far sì che il coperchio si incastri nella scatola, ho ritagliato due piccole stecche, grandi come il coperchio meno due volte lo spessore del bordo. Ogni stecca misura 19 mm x 1 mm x 1 mm.

To make the lid stuck to the box, I cut two small sticks. They must be as large as the lid less two times the thickness of the boarder. Each stick measures 19 mm x 1 mm x 1 m.

Le ho incollate sull’interno del coperchio a 1 mm di distanza dei bordi.

I glued them to the inner side of the lid, leaving a gap from the borders of 1 mm.

Una volta calzato il coperchio sulla scatola, questo si incastra e non si muove, rimanendo serrato.

Once the lid is put on the box, it fits perfectly. It doesn’t move and stays closed.

Infine ho stampato l’etichetta, che troverete più avanti. L’ho ritagliata ed incollata sul coperchio. Ora la scatola è pronta per accogliere i soldatini. Poi potrà essere incartata in una bella carta e sistemata sotto l’albero di Natale.

Finally I printed the label. You will find it later. I glued the label on the lid. Now the box is ready for the toy soldiers. Then it can be wrapped in a nice paper and put under the Christmas tree.

Nel passato i giochi erano confezionati sia in scatole di legno che in cartone. Per questo ho creato anche una scatola per i soldatini di carta.

In the past, toys were packed in both wooden and cardboard boxes. So I also designed a paper box for the toy soldiers.

Potete scaricate il pdf qui insieme all’etichetta per la scatola di legno. Ho stampato e ritagliato la scatola ed il suo coperchio.

You can download the pdf here, together with the label for the wooden box. I printed and cut  out the box and its lid.

Ho piegato i bordi aiutandomi con una lama dritta (qui vi mostro come). Questo metodo permette di imprimere una piega diritta e pulita.

I bent the edges. To get a perfect and neat crease, I used a straight blade (here I show you how I do it). 

Poi ho steso la colla sulle linguette. Li ho pressati bene insieme, aiutandomi con la punta di uno stuzzicadenti pulito, così d’arrivare bene dentro agli angoli.

Then I applied the glue to the flaps and pressed them together. With the tip of a clean toothpick I reached inside the corners.

La scatola di carta è così pronta.

The paper box is now ready.

 

Augurandovi Buone feste a Voi ed alle Vostre famiglie, Vi lascio con Il soldatino di stagno, la fiaba che Hans Christian Andersen scrisse nel 1838 e che racconta le disavventure di un coraggioso soldatino con una gamba sola, innamorato di una ballerina di carta.

C’erano una volta venticinque soldati di stagno, tutti fratelli tra loro perché erano nati da un vecchio cucchiaio di stagno. Tenevano il fucile in mano, e lo sguardo fisso in avanti, nella bella uniforme rossa e blu. La prima cosa che sentirono in questo mondo, quando il coperchio della scatola in cui erano venne sollevata, fu l’esclamazione: «Soldatini di stagno!» gridata da un bambino che batteva le mani; li aveva ricevuti perché era il suo compleanno, e li allineò sul tavolo.
I soldatini si assomigliavano in ogni particolare, solo l’ultimo era un po’ diverso: aveva una gamba sola perché era stato fuso per ultimo e non c’era stato stagno a sufficienza! Comunque stava ben dritto sulla sua unica gamba come gli altri sulle loro due gambe e proprio lui ebbe una strana sorte.

Il resto della fiaba potete continuare a leggerlo qui

Wishing you Merry Christmas to you and your families, I leave you with The steadfast tin soldier, the fairy tale written by Hans Christian Andersen in 1838. It tells the misadventures of a brave soldier with only one leg, in love with a paper ballerina.

There were once twenty-five tin soldiers, who were all brothers, for they were cast out of one old tin spoon. They held their muskets, and their faces were turned to the enemy; red and blue, ever so fine, were the uniforms. The first thing they heard in this world, when the cover was taken from the box where they lay, were the words, “Tin soldiers!” A little boy shouted it, and clapped his hands. He had got them because it was his birthday, and now he set them up on the table. Each soldier was just like the other, only one was a little different. He had but one leg, for he had been cast last, and there was not enough tin. But he stood on his one leg just as firm as the others on two, so he was just the one to be famous.

You can read the rest of the story here

Calendrier de l’Avent 2017

Questo progetto fa parte del Calendrier de l’Avent 2017 organizzato da Joc, che ringrazio di cuore per aver inserito anche quest’anno un mio tutorial nel suo bellissimo calendario.

Se non l’avete ancora fatto, andate alla pagina del Calendario dell’Avvento e scoprite, giorno dopo giorno, tutte le sorprese che sono celate dietro alle finestrelle numerate.

This project is part of the Calendrier de l’Avent 2017 organized by Joc. Many thanks for including also this year my tutorial in her beautiful calendar.

If you haven’t done it yet, go to the Advent Calendar page and discover day after day all the surprises that are hidden behind the numbered doors.

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Le nuove Del Prado – The new Del Prado

Finalmente dopo una lunga pausa, posto di nuovo sul blog. Sono successe molte cose nella mia vita reale, che mi hanno tenuta lontana dalla casetta Del Prado. Dada nel frattempo è diventata grande e da qualche settimana ha iniziato a studiare storia dell’arte all’estero. Non avrò più una valida aiutante, ma so che lei sarà una mia fedele follower e sostenitrice.

Ora dovrei avere un po’ più di tempo e spero presto di pubblicare qualche nuovo progetto al quale ho lavorato. Ho fatto anche qualche cambiamento alla casetta, che vi mostrerò.

In questi mesi ho continuato a scrivere sulla pagina Facebook, a curiosare nei forum o gruppi ai quali sono iscritta, ad aggiungere pin su Pinterest ed ho aperto un account Dada’s dollhouse su Instagram. Così ho scoperto altre casette Del Prado che man mano ho aggiunto alla pagina a loro dedicata qui sul blog.

Ecco qui di seguito le nuove entrate. Per vedere le altre immagini e scoprire i nuovi blog, cliccate sulle foto.

Finally after a long silence, here’s a new post on the blog. Many things happened in my real life, which kept me away from the Del Prado house. Dada in the meantime grew up. A few weeks ago she started to study art history abroad. I will no longer have a good helper, but I know that she will be my faithful follower and supporter.

Now I should have a little more time and I hope to post soon some new projects I’ve worked on. I also made some changes to the dollhouse, which I will show you.

In these months I continued to write on the Facebook page, to browse through the forums or groups, where I’m a member, to add pins to Pinterest and I opened a Dada’s dollhouse account on Instagram. So I’ve found other Del Prado dollhouses, that I’ve added to the page on the blog.

Here are the new ones. To see other images and read the new blogs, click on the photos.

Paula's Mini's Poppenhuizen

Paula’s Mini’s poppenhuizen en knutsels

Tra le new entries c’è la bellissima casa di Paula. E’ una versione contemporanea e romantica al tempo stesso. Prevalgono il bianco ed i colori chiari polverosi. Il grigio, il salvia, l’azzurro danno un tocco fresco a questa versione molto personale del kit. I mobili sono in gran parte gli originali della casa Del Prado, ma sono stati personalizzati con aggiunte di carte fiorate, colori tenui o con qualche dettaglio retrò.

Among the new entries there is Paula‘s beautiful dollhouse. It’s contemporary and romantic at the same time. White and dusty light colors prevail. Gray, sage and light blue give a fresh touch to this very personal version of the kit. Many pieces of furniture are the original Del Prado ones. But they have been customized with the addition of flowery papers, faint colors or some retro details.

Gustaviaans Vintage Homestyle

Gustaviaans Vintage Homestyle

Anche la casa di Gustaviana mi piace molto. Pure lei ha scelto il bianco per la sua dollhouse. Solo qualche dettaglio come una piccola cassettiera, i cuscini sul divano e quelli delle sedie di cucina sono rosa. Il suo stile è shabby chic con mobili usurati e dettagli logori. Le pareti delle stanze sono quasi tutte nude. Non passano inosservati i letti con lenzuola di lino grezzo e pizzi antichi. 

I like also Gustaviana‘s house. She chose to make her dollhouse white, too. Only a few details such as a small chest of drawers, the throw pillows on the couch, and the kitchen chairs upholstery are pink. Her style is shabby chic. The furniture and house details are worn out. The walls of all rooms are mostly bare. The two beds with their raw linen sheets and antique laces stand out.

 

A Dollhouse on Betelgeuze

La mia preferita è però la casa di Mari Maciu. Lo stile liberty è tra quelli che amo di più. Lei ha portato molte modifiche alla struttura ed alle finiture: le porte vetrate, aperture nuove nelle pareti, un atrio più grande, scale nuove, stucchi… Un lavoro accurato ed il risultato è piacevole. Lei pubblica i suoi progressi della costruzione su Pinterest.

But my favorite is Mari Maciu’s house. Art Nouveau is one of my favorite styles. She has made a lot of changes to the structure and finishes: the glass doors, new openings in the walls, a larger atrium, new stairs, stucco … An accurate work and the result is pleasant. She publishes her work’s progress on Pinterest.

L’islôtrésor

La casetta del Prado di L’islôtrésor ricorda molto l’originale. L’arredamento dei primi due piani è quello del kit. Sono stati aggiunti solo gli accessori, come ad esempio i tappeti, i quadri, le piante, etc. Le pareti non sono state tappezzate e sono state dipinte di bianco. Quello che la caratterizza sono gli interventi di colore sui mobili. Il tutto è in uno stile personale e pulito.

The Del Prado house L’islôtrésor recalls the original. The furniture of the first two floors is exactly that of the kit. Only the accessories, such as carpets, paintings, plants, etc., have been added. The walls are not wallpapered and are painted white. What distinguishes this dollhouse is the colored details on furniture. Everything is in a personal and clean style.

Margreet's Hobby pPages

Margreet’s Hobby Pages

La casa di Margreet è in stile vittoriano. Qui prevalgono i colori scuri del legno. Le tappezzerie ed i pavimenti sono state cambiati con carte più belle e tipiche dell’epoca. Tutte le stanze hanno uno stile omogeneo ed è stato fatto un lavoro molto ordinato e preciso.

Margreet‘s house is Victorian. The dark colors of wood prevail here. Wallpapers and floorings have been changed with nice patterns, typical of that era. All rooms have an homogeneous style. She has done a tidy and accurate work.

Adrie Langendoen

Ho trovato questa casa su Pinterest e l’aspetto così particolare me l’ha fatta subito notare Purtroppo non ci sono altre foto e l‘unica informazione che ho è il nome del costruttore, Adrie Langendoen. Qualcuno di voi ha qualche informazione?

I found this house on Pinterest and I noticed it, because of it’s peculiar aspect. The only information I have, is the name of the builder, Adrie Langendoen. Unfortunately, there are no other pictures. Does any of you have any information?

Micromania di Anna

Tra le case nuove c’è anche questa Del Prado. Le foto sono su Facebook. Anna ha lavorato soprattutto sugli interni applicando stoffe preziose alle pareti e rifinendo con dettagli dorati i mobiletti del kit.

Among the new dollhouses, I found this Del Prado. The photos are on Facebook. Anna has worked especially on the interiors by applying precious fabrics to the walls and finishing with gilded details the furniture of the kit.

cutetinyhouse

Concludo con questa magnifica versione contemporanea di Carolien. Tutto è perfetto e pulito: i mobili semplici e moderni, i i fiori nei vasi, i pavimenti di legno chiaro o pietra. Potete vedere le altre foto su Instagram.

Vi saluti e vi do appuntamento al prossimo post. Grazie a tutti i lettori, che malgrado sia da tempo che non pubblico qualcosa di nuovo, continuano a passare e a curiosare nel blog. 273.909 visite è un bel numero.

I end this post with this magnificent contemporary version of Carolien. Everything is perfect and clean: simple and modern furniture, flowers in vases, light parquet or stone floors, etc… You can see the other photos on Instagram.

See you soon with the next post. Thanks to all the readers, who despite my long absence, came by and browsed the blog. 273,909 visits is a nice number.

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Buon compleanno Dada!

Buon compleanno Dada!!!

Tanti baci dalla tua mamma

♡ ♡ ♡

 

Happy birthday Dada!!!

Many kisses from your mom

♡ ♡ ♡

 

 

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Miniature del Polimi 2017 – Miniatures by Polimi 2017

Ad Aprile si sono svolti a Milano il Salone del Mobile, la più grande fiera del settore al mondo, ed il Fuorisalone, una serie di eventi dedicati all’arredamento, ai complementi d’arredo, all’illuminazione ed al design che animano diversi quartieri cittadini, diffondendo un’energia particolare in città.

Tutti gli anni visito varie esposizioni. Mi interessano soprattutto i giovani e le scuole di architettura e di design, perché le loro istallazioni sono sperimentali, creative e meno istituzionali.

In April, the world’s largest furniture  fair, Salone del Mobile, takes place in Milan. At the same time the Fuorisalone animates several districts with a series of events dedicated to furnishings and lighting, spreading a particular energy across the city.

Every year I visit various exhibitions. I’m particularly interested the installations made by young people and schools of architecture and design because they are experimental, creative and less institutional.

Gli eventi del Fuorisalone sono spesso ospitati in spazi particolari e visitabili solo in occasioni eccezionali, come Palazzo Litta. La sua facciata è uno degli esempi più significativi del barocco lombardo. Un imponente scalone di marmo porta al piano nobile. Qui sono ancora ben conservati saloni con tappezzerie settecentesche, camini in marmo, stucchi dorati, specchi, lampadari, i pavimenti in seminato e le maniglie d’ottone con lo stemma del casato.

The Fuorisalone events are often hosted in special places that can only be visited on exceptional occasions. This is the case of Palazzo Litta. Its facade is one of the most significant examples of Lombard baroque. An impressive marble staircase leads to the noble floor. Here the halls are well-preserved with eighteenth-century tapestries, marble fireplaces, gilded stuccoes, mirrors, chandeliers, Venetian mosaic floors and brass handles with the family crest.

Completa questo elegante e storico edificio nel centro di Milano un piccolo teatro. Recentemente è stato restaurato ed ora è il più antico in attività a Milano.

Quest’anno, in occasione del Salone, sul podio erano esposti degli ambienti in miniatura realizzati dagli studenti del primo anno della Laurea Magistrale della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

Part of this elegant and historic building is also a small theater. It has recently been restored and now it’s the oldest in Milan that is still working.

This year, during the Salone, the podium hosted an exhibition gathering miniature models made by the master students of the School of Design of the Politecnico di Milano.

via moscapartner.it

La piccola mostra, intitolata L’estetica del dramma, è il risultato di un workshop curato dai docenti Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Francesca Balena Arista .

I ragazzi in questo laboratorio concettuale si sono confrontati con un tema ideologico ed astratto, cosa inusitata per chi si occupa di design, ed hanno trasformato in progetto le loro considerazioni sulla realtà degli uomini e della società.

Guardare il mondo ed il presente, descriverlo con atteggiamento professionale e ricercare una nuova drammaturgia sono non solo un esercizio creativo, ma anche un modo nuovo di fare un progetto.  

Gli studenti hanno lavorato in gruppi ed hanno realizzato 13 modelli in scala 1:10, rappresentando con grandi  capacità scenografiche e narrative le contraddizioni profonde della nostra esistenza.

The small exhibition, entitled The Aesthetics of the drama, is the result of a workshop curated by the teachers Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Francesca Balena Arista.

During this conceptual workshop the students faced an ideological and abstract theme and turned their considerations on the reality of men and society into a project. This is unusual for the design sector.

Observing the world, describing it with a professional attitude and searching for a new dramaturgy is not just a creative exercise, but also a new way of making a project.

The students worked in groups and made 13 models in 1:10 scale, representing with great scenographic and narrative capabilities the deep contradictions of our existence.

Monumento ai caduti

di

Michela Funari, Viola Incerti, Giovanni Mastrangelo e Gabriele Milanese

“Sentirsi più vivi mettendo a rischio la propria vita, per vincere la noia quotidiana, la monotonia e l’indifferenza che ci circonda. Gli Icaro moderni di questa generazione attraverso pratiche estreme sfidano il fato e sprezzanti della propria superiorità saltano nel vuoto.

Monumento ai caduti è il progetto che celebra  ricorda questa volontà di sentirsi vivi, di lasciare il segno e a volte anche la vita stessa.”

Monument to the fallen

by

Michela Funari, Viola Incerti, Giovanni Mastrangelo e Gabriele Milanese

“Feeling more alive by putting your own life at risk, overcoming daily boredom, the monotony and the apathy that surround us. The modern Icaros of this generation challenge the fate through extreme practices and disliking their superiority, they leap in  the dark.

Monument to the fallen is the  project that celebrates reminds of this will to feel alive, to leave a mark and sometimes even the life itself.”

Mi passi Mario?

di

 Seda Ayvazyan, Alexia Gomez, Francesca Lo Coco, Aleksandra Stosic

“Il nostro caro defunto diventerà terra, che diventerà albero, che diventerà utensile di legno: avrà una seconda vita da oggetto.

Sarà semplice o complesso, scarno o decorato, dalle fattezze legate alla sua storia da vivo.

Il suo spirito animerà l’oggetto e rimarrà per sempre al nostro fianco.”

May I please speak to Mario?

by

 Seda Ayvazyan, Alexia Gomez, Francesca Lo Coco, Aleksandra Stosic

“Our dear deceased will become earth, which will become tree, which will become a wooden tool: it will have a second life as an object.

It will be simple or complex, bare or decorated, with features related to its history, when it was alive.

His spirit will animate the object and will stay forever at our side.”

Sovrumani silenzi

di

di Alberto Argento, Eleonora Teruzzi, Valentina Trentarossi, Jessica Vetere

“Un luogo sterminato e desolato, drammatico testimone del trionfo delle tenebre sulla vita. Tutto ciò che era è passato e l’uomo sembra non farne più parte. Un sentiero impercettibile, nell’oscurità della morte, risveglia l’individuo dal torpore quotidiano.

L’uomo è così costretto ad affrontare quei sentimenti e pensieri sulla fine ultima che è solito rifuggire. Ed è qui, nel territorio dei sovrumani silenzi, che comprende appieno l’essenza del vivere.”

Superhuman silences

by

di Alberto Argento, Eleonora Teruzzi, Valentina Trentarossi, Jessica Vetere

“An endless and desolate place, a dramatic witness to the triumph of darkness over life. Everything that was, now is past and the man seems to be no longer part of it. An imperceptible path, in the darkness of death, awakens the individual from the daily torpor.

The man is so compelled to deal with those feelings and thoughts on the ultimate end that he usually spurns. And it is here, in the territory of the superhuman silences, that he fully understands the essence of living.”

Memoria zero

di

Silvia Chiarolanza, Giulia Gavettini, Camilla Maffi, Erica Tugnoli

“Memoria zero. Memoria di un mai esistito, mai creato. Istante stesso in cui una possibilità si traduce in negazione, in cui il procinto della vita coincide con la fine stessa.

Potenziale e assenza si fondono, antipodi si incontrano.

Un luogo per commemorare ciò che c’era.”

Zero memory

by

Silvia Chiarolanza, Giulia Gavettini, Camilla Maffi, Erica Tugnoli

“Zero memory. The memory of a never existed, never created. The very same instant in which a possibility leads into negation, in which the beginning of life coincides with its end.

Potential and absence melt together, antipodes meet.

A place to commemorate what was there. “


L’ultimo tocco

di

Sara Consonni, Elisabetta Menghetti, Maria Josè Rivadeneira, Davide Rizzetto

“Il tempo scorre inesorabile e lascia la sua traccia su tutto ciò che tocca: lento, pelle, carta, senza alcuna differenza. Tutto si evolve, invecchia e muore, ma a volte è difficile confrontarsi con i cambiamenti.

Se è facile accettare che il tempo segni gli oggetti e li artefatti esaltandone la bellezza, non lo è altrettanto con il proprio aspetto. Così una fine drammatica diventa l’unico strumento per sfuggire alla bellezza che svanisce al corpo che decade. Scegliere il momento della propria fine è una manifestazione di libertà e di consapevolezza.”

The last touch

by

Sara Consonni, Elisabetta Menghetti, Maria Josè Rivadeneira, Davide Rizzetto

“Time runs inexorable and leaves its mark on everything it touches: slow, skin, paper, without any difference. Everything evolves, ages and dies, but sometimes it is difficult to face the changes.

If it’s easy to accept that time marks objects and artifact by exalting their beauty, it’s not the same as our own appearance. So a dramatic end becomes the only instrument to escape the vanishing beauty of the body that decays. Choosing the moment of our end is an expression of freedom and awareness. “

Aleph

di

Francesca Frea, Sophia Massarini, Margherita Sblano, Anna Sedino

“Aleph è la trasposizione verticale del labirinto di Borges, simbolo di un lungo e intricato percorso che porta al centro. L’uomo arriva al centro e realizza che principio e fine coincidono e coesistono.

Aleph racchiude coincidenze e contrasti, tra caos e ordine, tra pieno e vuoto, tra il dramma e la sua sospensione.”

Aleph

by

Francesca Frea, Sophia Massarini, Margherita Sblano, Anna Sedino

“Aleph is the vertical transposition of the Borges labyrinth, a symbol of a long and intricate path leading to the center. The man arrives at the center and realizes that beginning and end coincide and coexist.

Aleph encloses coincidences and contrasts, between chaos and order, between full and void, between drama and its suspension. “

 

Ultimo atto

di

Greta Gobbo, Claudia Lauretta, Ilaria Mazzetti, Valentina Zangari

“L’individuo nasce dotato di emozioni vere e sentite ma l’esperienza della vita porta a tramutarle in qualcosa di falso e distaccato.

E’ tutto dettato esclusivamente dal gesto della formalità che affonda le sue radici nella società in cui viviamo specchio di banchetto drammatico e opulento. L’evento diviene una vera e propria messinscena dove gli invitati al convivio sono gli attori principali dello spettacolo mentre il defunto passa in secondo piano confinato nel retroscena.”

Last act

by

Greta Gobbo, Claudia Lauretta, Ilaria Mazzetti, Valentina Zangari

“The individual is born with real and felt emotions, but the experience of life leads to transmuting them into something fake and detached.

It’s all dictated exclusively by the gesture of formality that is rooted in the society in which we live, mirror of a dramatic and opulent banquet . The event becomes a veritable mis-en-scene where the invited to the convivium are the main actors of the show while the deceased is overshadowed in the backstage. “

Effimero eterno

di

Léo Taiariol, Melania Vicentini, Emiliano Zito

“L’effimero eterno permane indefinitamente nel tempo.
È riconducibile al concetto di eternità o di continuità.
Rappresenta sia lo spazio costruito sia il rapporto che viene a crearsi tra questo e gli individui.
È uno spazio ambivalente che ingloba il centro commerciale e il cimitero.
Risulta un luogo di smarrimento in cui i prodotti sugli scaffali si confondono con le lapidi.
Oggi, una mondanità senza fine vive, l’effimero eterno.”

Eternal ephemeral

by

Léo Taiariol, Melania Vicentini, Emiliano Zito

“The eternal ephemeral remains indefinitely over time.
It can be traced back to the concept of eternity or continuity.
It represents both the built space and the relationship created between this and the individuals.
It’s an ambivalent space that combines the mall and the cemetery.
It’s a place of bewilderment where the products on the shelves are blended with the tombstones.
Today, an endless worldliness lives, the eternal ephemeral. “

Requiem

di

Elisa Bianca Bonomi, Giulia Calabretta, Vittoria Canapini, Elisa Fallani

” Requiem è un elogio alla bellezza di ciò che è stato distrutto.

E’ un progetto in cui si racconta di una quotidianità congelata nel suo ultimo respiro, fatta portavoce di memorie e morte. Una vetrina di vittime lascia intravederne il contenuto; lastre incise diventano un elemento di proseguimento di ciò che è rimasto del palazzo.

Spazio bianco, impronta di una catastrofica meraviglia, in grado di arrestare il tempo suscitando la più forte emozione che l’animo sia capace di provare:

il sublime.”

Requiem

by

Elisa Bianca Bonomi, Giulia Calabretta, Vittoria Canapini, Elisa Fallani

“Requiem is a praise to the beauty of what has been destroyed.

It’s a project that tells of a frozen daily life in his last breath, made up of memories and death. A showcase of victims lets you see the content; Engraved plates become an element of continuation of what remained of the palace.

White space, a catastrophic wonder, capable of stopping the time, generating the strongest emotion the soul can test:

The sublime. “

Thanatophobia

di

Caterina Betti, Ambra Borin, Linda Giusti

“Le giornate sembrano essere sempre terse quando non sorgono preoccupazioni; la mente è tranquilla e capace di ragionare. Poi qualcosa  cambia. Una notizia alla radio, una catastrofe. Un articolo sul giornale, un attentato. Il senno comincia a mancare e le ansie invadono la testa. Angosce che diventano paure. Paure che diventano fobie. Tutto cambia; muta la percezione delle cose che ci circondano. Tutto cambia in un attimo. E dal sentirsi liberi, ci si ritrova intrappolati nelle proprie paure.”

Thanatophobia

“The days seem to be always clear when no worries arise; the mind is quiet and capable of thinking. Then something changes. A radio news, a catastrophe. An article in the newspaper, an attack. The mind begins to fail and the anxieties invade the head. Distress becomes fear. Fears that become phobias. Everything changes; it changes the perception of things around us. Everything changes in a moment. And when you feel free, you find yourself  trapped in your own fears again. “

Implodo

di

Marco Zuccheri, Sivia Pannone

“Il declino di un individuo non rimane solo un fenomeno puramente fisico, ma spesso può essere anche un aspetto del proprio sentire.

L’implosione è la rappresentazione più vicina al malessere che si genera in un individuo, che lo logora dall’interno e lo porta a chiudersi sempre più in se stesso. Un vuoto, una voragine incolmabile che impedisce la vita e si spegne nel silenzio verso il cento della terra.”

Implode

“The downfall of an individual is not just a purely physical phenomenon, but it can often also be an aspect of one’s own feelings.

Implosion is the closest representation to the malaise that is generated in an individual, which wounds him from the inside and brings him closer to himself. A void, an unbridgeable abyss that prevents life and extinguishes in the silence towards the earth’s center. “

Anestètica

di

Geovanny Fernando Carignani, Davide Ceriani, Luca Cotini, Govanni Rossetti

“Il concetto di morte si è trasformato col tempo, e con esso il rapporto emozionale nei confronti della morte stessa: uno stato di ambivalenza fra una temporanea empatia ed una sorprendente indifferenza.

La tragedia viene esposta e spettacolarizzata dalla telecamera divenendo così un’esperienza mediatica, artificiale, distaccala ma allo stesso tempo quotidiana.

Sono nati nuovi luoghi di pellegrinaggio, nuovi santuari, e altrettanti contenuti mediatici accessibili a chiunque.”

Anesthetic

“The concept of death has changed over time, and with it the emotional relation to death itself: a state of ambivalence between a temporary empathy and a surprising indifference.

The tragedy is exposed and sensationalized by the video camera, and so it becomes a media experience, artificial, distant, but at the same time a routine.

New pilgrimage sites, new sanctuaries, are borne and as much media contents which are accessible to anyone. “

 

VIXI

di Michela Iacovelli , Fanny Mariette, Giulia Pozzi

“Al momento del decesso di una persona è come se tutto intorno a noi si bloccasse in quell’attimo eterno. Una traccia pesante e materica rimane e solca le nostre vite.

I calchi di gesso riproducono gli ambienti interni di una casa in cui l’uomo, ormai cumulo di ossa, giace per sempre avvolto da teli impolverati.

Qui fu un uomo.

Scrisse. Lesse. Disegnò. Parlò.

Si arrabbiò. Progettò.

Il suo ricordo resterà

impresso nelle pietra.

Qui visse. Qui giace.”

VIXI

“When a person dies, it’s as if everything around us is blocked in that eternal moment. A heavy and material trace remains and cuts through our lives.

Plaster casts reproduce the interior of a house in which the man, now a pile of bones, lies forever wrapped in dusty cloths.

Here was a man.

He wrote. He red. he draw. He spoke.

He got angry. He made projects.

His memory will remain

engraved in the stone.

Here he lived. Here he lies. “

Spero che questa mostra sia piaciuta anche a voi. Con le miniature si possono ricreare atmosfere diverse, ma anche esprimere pensieri e magari guardare dentro noi stessi.

Tradurre i testi che accompagnavano le opere non è stato facile. Vi chiedo quindi scusa per gli errori.

I hope you liked this show, too. With miniatures you can recreate different atmospheres, but also express thoughts and maybe look into yourself.

It wasn’t easy to translate the texts explaining the works. So I apologize for the mistakes.

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Damigiane – Carboys and demijohns

In una cucina ottocentesca non possono mancare le damigiane per conservare vino, distillati, olio d’oliva o per la fermentazione e la preparazione casalinga di birra, sidro ed aceto.

In a kitchen from the nineteenth century you will always find carboys or demijohns to store wine, spirits, olive oil or for homemade fermentation and the making of beer, cider and vinegar.

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La particolarità di questi recipienti di vetro è la forma panciuta, il collo stretto e corto e l’intreccio di vimini che li rivestite completamente. 

La damigiana senza vimini protettivo è detta “nuda”. Un tempo era realizzata in vetro verde soffiato a bocca. Per questo i boccioni presentano irregolarità ed imperfezioni come bolle d’aria imprigionate nel vetro e forme leggermente asimmetriche .

These glass containers have a round shape, a narrow, short neck and are completely wrapped in weaved  wicker.

Once, the bottle was made of hand blown green glass. It therefore shows irregularities and imperfections, such as air bubbles and slightly asymmetrical shapes.

L’impagliatura è realizzata in vimini, il materiale che si usa per realizzare i cesti. Si ottiene dai giovani getti dal salice (salix viminalis) che sono molto lunghi, diritti, resistenti e flessibili allo stesso tempo. Esistono diverse tipologie di vimini che vengono usate per l’intreccio: quello grezzo e quello semilavorato. Nel primo caso ai rami di salice viene lasciata la pelle. Sono leggermente più difficili da usare, ma hanno un bel aspetto rustico e profumano. Quelli semilavorati sono invece rami decorticati. I rami possono essere usati interi o spaccati e possono avere diverse colorazioni naturali.

Quelli bianchi si ottengono scortecciando i rami pieni di linfa, che poi vengono essiccati al sole. Questa lavorazione può esser fatta solo una volta all’anno, a Maggio quando la pianta è in piena germogliazione.

La lavorazione per ottenere rami rossi può essere eseguita tutto l’anno. Li si lascia seccare con la corteccia e li si spella solo dopo averli fatti bollire diverse ore.  Il tannino conferisce un bellissimo colore ramato.

The wicker covering the demijohn is the same used for baskets. It’s made from the young willow shoots (Salix viminalis), which are very long, straight, strong and flexible at the same time. There are different types of wicker that can be woven: the raw and the semi-finished rods. In the first case the willow branches have their skin. They are slightly more difficult to weave, but they have a nice rustic look and smell good. Semi-finished twigs are stripped branches. They come as whole or split rods and may have different natural colors.

The white ones are obtained from decorticated branches full of sap, which are let to dry in the sun. This process can be done only once a year, in May when the plant is in full germination.

Red branches can be produced throughout the year. The rods are dried with their bark and peeled only after they have been boiled for several hours. The tannin lends them a beautiful reddish color.

via bootlebooks.com

Nella produzione delle damigiane il vimini viene intrecciato direttamente attorno alla bottiglia, rivestendola completamente. I bottiglioni più grandi sono invece messi dentro a delle ceste con il fondo rinforzato da una tavola di legno. L’intreccio viene poi ripreso dal bordo e fatto proseguire fino al collo. A volte il rivestimento può essere fatto con  assicelle di legno di castagno.

A seconda della dimensione della damigiana i manici possono essere realizzati in vimini o legno o con una semplice corda e rendono facile lo spostamento ed il versare il liquido. 

La produzione di damigiane continua anche ai giorni nostri. Oggi il vetro è principalmente trasparente, la forma della bottiglia viene data meccanicamente per mezzo di stampi ed i cesti sono molto spesso di plastica.

In the production of carboys, wicker is woven directly around the bottle, wrapping it completely in. Larger flagons are put in baskets with a reinforced bottom made with a wooden board. The weaving continues then by hand up to the neck. Sometimes the demijohn can be completely covered with chestnut laths.

Depending on the carboy’s dimension, handles can be made of wicker or wood or rope. They make it easy to move, transport or pour the liquid.

The production of demijohns production continues also our days. Today the glass is mostly transparent, the shape is casted and the baskets are often made of plastic.

Caravaggio – particolare de’ Il riposo durante la fuga in Egitto (1595-1596), Galleria Doria Pamphilj, Roma – via wikipedia

Al termine damigiana vengono attribuite diverse origini, alcune curiose. L’etimologia tradizionale fa derivare la parola dal francese “dame-jeanne”. Tradotto letteralmente significa “signora Giovanna”, probabilmente alludendo scherzosamente alla forma tondeggiante della donna. Anche in altre lingue questo recipiente è chiamato in modo simile. Damajuana, in spagnolo, mentre in inglese la parola si è trasformata in “demijohn”, ovvero “mezzo Giovanni”.

Altri fanno risalire questo termine ad un aneddoto. Si racconta che nel ‘300 Giovanna I d’Angiò, regina di Napoli, mentre si trovava ad Avignone, in Provenza, fu sorpresa da un temporale e cercò riparo nel laboratorio di un vetraio. Lui per lo stupore soffiò con così tanta forza dentro alla bottiglia che stava preparando da creare un boccione enorme e panciuto. In onore della visita della sovrana l’artigiano volle dare al bottiglione il nome “Reine Jeanne“, Regina Giovanna appunto, ma la regina suggerì di chiamarla più modestamente “Dame Jeanne”.

 Ma il nome potrebbe derivare dall’arabo “damagan” o fare riferimento alla città persiana Damaghan, famosa per le sue vetrerie.

The Italian name for carboy is “damigiana“. This word may have different origins and some of them are peculiar. The traditional etymology traces it back to the French “dame-jeanne“. Literally translated it means “lady Jane“, probably referring to the rounded shape of the woman. In other languages like Spanish, the noun for this container has a similar sound and is called “damajuana”. In English the word has become “demijohn“.

Others trace the term back to an anecdote. In the 14th century  Giovanna I d’Angiò, Queen of Naples, was  staying  in Avignon, in Provence. One day the queen was surprised by a storm and she sought shelter in the workshop of a glassblower. He was caught by surprise and  blew with such a force in a bottle to create a huge round flask. In honor of the queen’s visit, the craftsman called the big bottle “Reine Jeanne“, namely Queen Joanne, but the sovereign modestly suggested the name “Dame Jeanne“.

However the name could derive from the Arabic word “damagan” or refer to the Persian city Damaghan, which was famous for its glassworks.

Ghirlandaio – particolare della Nascita di Giovanni Battista – Ciclo di affreschi (1485-1490), Cappella Tornabuoni Santa Maria Novella – Firenze – via wikipedia

Sebbene ci siano testimonianze di contenitori di vetro rivestiti di papiro usati dagli antichi egizi, le prime damigiane risalgono al ‘300. Durante il Medioevo si diffuse infatti l’uso di contenitori in vetro per conservare i liquidi. Malgrado il costo ancora abbastanza elevato, esse sostituirono in parte i recipienti di terracotta. Venivano prodotte in diverse dimensioni. Le più grandi erano utilizzate per spostare ed immagazzinare vini ed olii, mentre le più piccole erano destinate all’uso finale nelle case. Una damigiana di vino copriva il fabbisogno mensile di una famiglia. La capacità varia dai 5 a 54 litri.

Nell’Ottocento, con lo sviluppo dei trasporti via mare e via terra, la damigiana trovò un ampio impiego. La sua diffusione era dovuta al costo ragionevole del vetro. Questo materiale la rendeva poi un contenitore igienico, perché facilmente lavabile. L’impagliatura aveva una doppia funzione. Da un lato riparava dalla luce il vino e l’olio, che essendo liquidi sensibili avrebbero potuto deteriorarsi o irrancidire. Dall’altro proteggeva il bottiglione dagli urti.

Although there is evidence of glass containers covered with papyrus used by the ancient Egyptians, the first carboys date back to the 14th century. During the Middle Ages the usage of glass containers for storing liquids became more frequent. Despite the high costs, demijohns replaced in part the terracotta containers. They were produced in different sizes. The largest were intended for shipping and storage of wines and oils. While the smaller ones were destined to end user. A carboy of wine covered the monthly requirements of a family.  The capacity varies from 5 to 54 liters (1 to 16 gallons).

In the nineteenth century, with the development of ground and sea transportation, the carboy found a wide use. At that time glass had reached a reasonable cost. The container is hygienic and easy to clean. The wicker has a double function. On one side it protects the fragile bottle from impacts. On the other the weaved twigs insulate from light. Wine and olive oil are extremely sensitive liquids and can quickly deteriorate or turn rancid. For this reason the demijohn are complitely covered up to the collar.

via marie claire maison, francese

Negli anni ’60 in Italia, l’uso delle damigiane vede nuovamente una forte diffusione con la l’acquisto del vino sfuso direttamente dal contadino. E’ il periodo del boom economico e molte famiglie possiedono un’auto. In autunno ci si reca quindi in campagna per acquistare il vino dal produttore che lo vende appunto in damigiana. 

Ancora oggi le damigiane vengono utilizzate per la vendita del vino sfuso, soprattutto di quello biologico. Il boccione di vetro è invece molto ricercato come elemento decorativo e complemento d’arredo.

Ma ora passiamo alle nostre damigiane in miniatura.

In Italy during the 60s, the purchase of bulk wine directly from the farmer is very popular. The diffusion of carboys increases gain. It’s the economic boom period and many families own a car. In autumn they drive to the countryside to buy directly from the wine producer  who sells his wine in demijohns.

Today carboys are still used to sell bulk wine, especially organic. The glass flagons are used as decoration.

But now we go on with our carboys in miniature.

 

 

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Per realizzare il bottiglione delle nostre damigiane abbiamo usato gli stantuffi dei dispenser di sapone liquido ed in particolare la parte che contiene la molla e che si trova subito sotto il tappo.

To make the bottle of our carboys we took the plunger of the liquid soap dispenser. In fact we made the flagon with the part containing the spring, located just below the cap.

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Le forme di queste “bottiglie” possono leggermente variare da stantuffo a stantuffo.

The shapes of these “bottles” may slightly vary from plunger to plunger.

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Chi come noi crea miniature riutilizzando pezzetti e pezzettini è abituato a smontare e riciclare. Lo stantuffo ha diverse parti che si possono recuperare a partire dal tubicino di plastica. Questo lo si stacca molto facilmente, semplicemente sfilandolo.

Il passo successivo è tagliare il cilindro di plastica. Per questo abbiamo usato il coltello grosso del pane che ha un bel seghetto. (foto 1)

E’ importante segare stando molto vicino al tappo, così da non accorciare troppo la parte che fungerà da bottiglia. Bisogna anche fare attenzione a non rovinare la lama del coltello con la molla di metallo che si trova al centro del cilindro di plastica. Il taglio va quindi fatto incidendo con pazienza tutto attorno, facendo girare il pezzo (foto 2)

Si ottengono così diversi pezzi. Partendo da sinistra: la parte a forma di bottiglia, la pallina, la molla ed un pezzo che non sappiamo ancora come riutilizzare (foto 3).

Il pezzo che a noi interessa per questo progetto è quello nella foto 4.

Those of us who create miniatures with bits and pieces, are used to take objects apart and to recycle. The plunger has several parts that can be reused starting from the plastic tube. It very easy to detach it. Just pull it.

The next step is to cut the plastic cylinder. We used a large bread knife because it has a strong serrated blade. (Photo 1)

It’s important to cut very close to the cap, otherwise the bottle will be too short. Inside the pump there is a metal spring that could damage the blade.  So we carefully incised all around the plastic cylinder avoiding to go directly through it. (Photo 2)

We got several pieces. Starting from the left: the bottle-shaped part, the ball, the metal spring, and a piece that we don’t know jet how to use it. (Photo 3)

For our actual project we need the piece shown in picture 4.

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Per prima cosa abbiamo pareggiato il taglio passando il fondo della “bottiglia” diverse volte sulla carta vetrata.

Per chiudere il fondo della bottiglione abbiamo usato un foglio di acetato trasparente, ricavato da qualche imballaggio. Abbiamo steso la colla vinilica sul bordo inferiore della bottiglia e l’abbiamo poi appoggiato sull’acetato. Non ha importanza se ci sono sbavature di colla, perché una volta asciutta diventa trasparente.

Dopo che la colla ha fatto presa, abbiamo rifilato il bordo con una forbice eliminando  l’acetato eccedente.  

First we made the bottom of the “bottle” even. For this reason we passed it several times on a piece of sandpaper.

To close the flagon we used a sheet of clear acetate from a packaging. We applied the glue on the edge of the bottom and we placed the bottle on the acetate. It doesn’t matter if the glue smudges, because once dry it becomes transparent.

When the glue had set, we eliminated the excess sheet with a scissors by cutting flush with the bottom.

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Alcune “bottiglie” presentano delle protuberanze alla base del collo, che si possono facilmente eliminare con una lima.

Some “bottles” have bumps at the base of the neck. They can be easily removed with a file.

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Quando la colla ed il fondo erano ben asciutti, abbiamo iniziato ad impagliare. Abbiamo usato del filo di lino acquistato l’anno scorso a Miniaturitalia. Può andare bene anche dello spago sottile.

When the glue and the bottom were dry, we started to cover the bottle with wicker. We used linen thread. We bought it last year at Miniaturitalia. A thin twine works as well.

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Abbiamo iniziato ad avvolgere il filo formando un disco. Per tenerlo insieme abbiamo usato la Tacky glue, perché è un po’ più densa del Vinavil. L’abbiamo spalmata solo su un lato per lasciare pulito quello che rimane visibile. Bisogna procedere con pazienza, perché la colla non fa subito presa e se si lascia il disco troppo preso, si disfa.

We started to wind the thread forming a disk. To hold it together we used Tacky glue, because it is a bit more dense than Vinavil. We spread it only on one side. The other side  should stay clean, as it will be on the outside and will be visible. We had to procede with patience, because the glue doesn’t immediately set and the disk can easily go apart.

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Ottenuto un disco quasi grande come il fondo della bottiglia, abbiamo applicato abbondante colla direttamente sul fondo di plastica.

When the disk was almost as big as the bottom of the bottle, we applied a generous amount of glue directly on the plastic bottom.

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Abbiamo appoggiato il disco di filo sul fondo, centrandolo, ed abbiamo tenuto il tutto insieme fino a quando si sono incollati.

We pressed the disk made with the thread on the bottom, centering it. We held them until they stuck together.

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Abbiamo continuato ad avvolgere il filo attorno al disco, facendolo ben aderire contro la plastica del contenitore.

We continued to wind the thread around the disk, making it stick to the plastic container.

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Una volta riempito il fondo, abbiamo fatto svoltare il filo sulla parte verticale della bottiglia ed abbiamo proseguito giro dopo giro, tenendo il filo ben teso. Abbiamo proceduto con calma, applicando la colla sulla plastica e facendo attenzione a non lasciare fessure tra i vari giri di filo. Appena possibile eliminavamo la colla eccessiva che fuoriusciva tra i fili.

Once filled the bottom, we turned the thread on the vertical part of the bottle. We applied glue to the plastic and we proceeded slowly layering the thread up. We continued twisting it tightly around the bottle and taking care not to leave gaps between the various turns of the threads. As soon as possible we removed the excessive glue that passed through the cord.

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Seguendo le forme della bottiglia, abbiamo proseguito e rivestito anche una parte del collo.

Per i manici abbiamo attorcigliato lo stesso filo ed ho ottenuto una cordicella. La tecnica per fare un cordoncino potete trovarla nel nostro post dedicato alla paperella da trainare.

We continued following the shape of the bottle until we covered also a portion of the neck.

For the handles we made a cord by twisting the same thread. You can find how to make it in our post dedicated to the pull along duck .

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A questa damigiana abbiamo applicato un manico ad ansa, semplicemente incollando un giro di corda intorno alla base del collo e fissando l’altra estremità vicino alla base della bottiglia.

To this carboy we applied a single handle by simply pasting the rope around the base of the neck and gluing the other end near to the base of the bottle.

Ad un’altra damigiana abbiamo semplicemente incollato un giro di corda intorno alla base del collo, creando un occhiello come maniglia.

To another carboy we simply glued the rope around the base of the  neck and made a loop for the handle.

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Per poter applicare due manici bisogna invece procedere in modo diverso con il rivestimento. Una volta arrivate a 3 mm sotto il collo della bottiglia ci siamo fermate. Per ogni manico abbiamo formato con la cordicella una “U” ed abbiamo incollato le due estremità dei manici alla plastica. Appena la colla ha fatto presa abbiamo  proseguito con i giri di corda attorno alla bottiglia passando sopra la base dei manici.

Arrivate  all’inizio del collo della bottiglia abbiamo passato il filo dall’altro lato dei manici ed abbiamo proseguito con i giri di corda attorno al collo della bottiglia, lasciando libera la parte superiore dei manici.

In order to apply two handles, we had to proceed in a different way. We covered the bottle with the thread. Once we reached 3 mm below the neck of the bottle, we stopped. We formed for each handle a “U” with the cord and we glued the two ends of the handles to the plastic. As soon as the glue had set, we continued with the rope wraps around the bottle passing over the base of the handles.

When we reached the beginning of the neck of the bottle, we passed the wire on the other side of the handles and we continued to wrap the rope around the neck of the bottle, leaving the upper part of the handles free.

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Un’altro modo per rivestire le bottiglie è quello d’iniziare ad incollare il filo di lino partendo dal collo.

Another way to cover the bottle is to begin to glue the linen thread starting at the neck.

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Dopo aver ricoperto il collo con il filo, abbiamo incollato i due manici alla plastica nella parte alta della bottiglia e li abbiamo poi bloccati con i seguenti giri di filo.

First we wrapped the thread around the neck with. Then we glued the two handles to the plastic at the upper sides of the bottle. We halted them with the following cord wraps.

Abbiamo proseguito con rivestimento fino a ricoprire completamente il fondo della bottiglia.

We continued to wrap the bottle until we coved completely the bottom of the bottle.

I manici di questa damigiana li abbiamo fatti con un filo semplice, mentre nel modello precedente avevamo usato il cordoncino.

The two handles of this second carboy ware made with a simple thread and not with a twisted cord, as we did for the first demijohn.

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Naturalmente per poter conservare al meglio il prezioso contenuto, la damigiana deve essere provvista di un tappo. Noi abbiamo usato un vero tappo di sughero.  Ne abbiamo tagliato una fetta alta 3 mm.

In order to preserve the precious content, the carboy must have a cap. We used a real cork. We cut a 3 mm thick slice.

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Con l’aiuto del cutter abbiamo sgrossato la forma e poi l’abbiamo arrotondata usando la carta vetrata.

With a cutter we rough-cut the form and then we rounded it with the sandpaper.

Per ora abbiamo realizzato 4 damigiane, ma sicuramente ne serviranno altre. Per identificare il contenuto o la data nella quale è stato preparato, abbiamo preparato delle etichette in bianco da scaricare, stampare ed appendere con un cordino al collo della damigiana. Le trovate qui.

Currently we have created four carboys, but definitely we will need more. To identify the contents or the date on which it has been prepared, we made some blank tags to download, print and tie to the neck of the carboys. You can find them here.

Qui di seguito abbiamo raccolto i link ai tutorials di altri miniaturisti che hanno realizzato damigiane. Cliccate sulle foto per accedere ai vari siti.

Below we have collected links to tutorials of other miniaturists who made carboys for the dollhouse. Click on the photos to access the various sites.

Soile Minit

Pequeñas cosas

via nacekomie.ru

Jicolin – Miniatures & doll’s houses

Jicolin – Miniatures & doll’s houses

pieni talo, suuri maailma

Le damigiane in miniatura che seguono non sono provviste di spiegazioni, ma sono molto particolari e possono magari servire come spunto.

The following carboys in miniature have no tutorials, but are really particular and perhaps can be taken as inspiration.

CDHM Artisan Cristina Minischetti, IGMA Fellow

Studio E Miniatures

via 1717mk miniatures and creatures

Se volete acquistare delle damigiane già pronte, qui sotto potete trovare alcuni pezzi in vendita.

In Italia l’arte del Presepe è molto diffusa ed è particolare quella napoletana. Le damigiane sono un oggetto tipico di queste ambientazioni. Per questo motivo molti dei pezzi sotto elencati sono venduti proprio dai negozi specializzati nella vendita di accessori per presepi.

If you would like to buy readymade carboys, below can you find some pieces for sale.

In Italy the making of Nativity scenes is really popular and it is a form of art, particularly in the Region of Naples. The carboys are a typical item that can be found in these displays. For this reason many of the pieces listed below are sold in shops specialized in accessories for Nativity scenes.

Cose di un altro mondo su Etsy

Cose di un a loro mondo su Etsy

TemptingMiniatures su Etsy

miniatureVictoriya su Etsy

Karon Cunningham Miniatures

Carlotta Rossi su Ebay

Campanile Presepi su Ebay

Campanile Presepi su Ebay

Campanlie Presepi su Ebay

holyart.it

holyart.it

Rose Wholesale

mondopresepi.com

misshobby.com

mondopresepi.com

Presepi Donato Forgetta su artesanum .com

10.4.2017 – aggiornamento del post con l’aggiunta delle foto di due damigiane realizzate da Cinzia Milella e Fabiola.

10.4.2017 – post update with the addition of the photos of two carboys made by Cinzia Milella and Fabiola.

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Il pianoforte di Lea – Lea’s piano

Il piano realizzato da Lea

Il pianoforte realizzato da Lea – the piano made by Lea

Sicuramente tra tutti i tutorial che abbiamo condiviso, quello del pianoforte non è tra i più semplici. Per questo è un grande piacere vederlo realizzato da altri miniaturisti.

Ecco la versione di Lea, molto ben riuscita. Lei l’ha adattato alla sua casa moderna. Non ha quindi realizzato i candelieri. Il nostro tutorial è stato anche migliorato con l’aggiunta della rifinitura in “ottone” del foro della pedaliera.

Ora il suo pianoforte occupa una posizione centrale nel suo salotto. Ottimo lavoro!

Surely among all the tutorials that we shared, the piano is not the simplest. So it is a great pleasure to see it made by other miniaturists.

This is Lea’s version. It is well done. She adapted it to her modern house. So she didn’t add the candle sconces. She also improved our tutorial by adding a finishing touch to the opening for the pedals by adding a gilded frame.

Now her piano is in a central position in her living room. Good job!

willahelmiina.blogspot.it

willahelmiina.blogspot.it

Lea è molto creativa e nel suo blog condivide non solo le immagini della sua casa della bambole, dell’arredamento e degli accessori, ma anche tanti tutorial interessanti, ideati da lei.

Lea is very creative and on her blog she shares not only the pictures of her dollhouse, furniture and accessories, but also many interesting tutorials, designed by her.

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Ecco qui invece i link alle quattro parti del nostro tutorial, pubblicate nel 2013, che spiegano la realizzazione del pianoforte. Si inizia con la prima parte introduttiva.

Here you can find the links to all four parts of our tutorial for the piano that we published in 2013. We start with the first part, an introduction.

dadasdollhouse_3234La seconda parte con la realizzazione della cassa.

The second part with the making of the case.

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 La terza parte con la realizzazione della tastiera.

The third part with the making of the keyboard.

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La quarta ed ultima parte con la realizzazione dei candelabri, della pedaliera e della finitura.

The fourth and last part with the making of the candle sconces, the pedals and the finishing.

il pianoforte di Eemaiva - Eemaiva's piano

il pianoforte di Eemaiva – Eemaiva’s piano

Nel 2014 anche Eemaiva di Dollhouse Casablanca aveva realizzato una bellissima versione in bianco del nostro pianoforte per la sua casa delle bombole. Potete leggere il post qui

Se anche voi avete creato qualche oggetto seguendo i nostri tutorial e vi fa piacere mostrarcelo, potete inviarci una foto e noi la pubblicheremo sul nostro blog. 

Un caro saluto a Lea ed a tutti voi, cari amici!

In 2014 also Eemaiva showed on her blog Dollhouse Casablanca a beautiful white version of our piano that she made for her dollhouse. You can read the post here.

If you too have created some object by following our tutorials and would like to show them, please send us a picture and we will publish it on our blog.

Greetings to Lea and to all of you, dear friends!

OakBranchOrnaments-GraphicsFairy1

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Auguri! – Best wishes!

Dada ed io Vi auguriamo Buon Natale ed un Sereno 2017!

Dada and I wish you a Merry Christmas and a Happy 2017!

OakBranchOrnaments-GraphicsFairy1

 

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Il baule dei ricordi – The trunk of memories

dadasdollhouse_6904Ben ritrovati a questo speciale conto alla rovescia verso il Natale. Anche quest’anno partecipiamo con un nostro progetto al Calendario dell’Avvento organizzato da Joc, che è diventato un’allegra ricorrenza!

L’oggetto che abbiamo preparato, è il baule. Lo si può trovare nelle soffitte. Magari contiene vecchi ricordi di famiglia. Nella camera dei bambini può servire per tenere in ordine i giochi. Un tempo veniva usato anche come bagaglio. I viaggi erano lunghi ed avvenivano in carrozza o nave. Ci si trasferiva per lunghi periodi e si portava il proprio guardaroba con sé, che prevedeva diversi cambi d’abito e vestiti voluminosi.

Welcome back to this special countdown to Christmas. Also this year we are participating with a project in Joc’s Advent Calendar, which has become a cheerful recurring event!

We have prepared a trunk. It can be found in attics, storing old family memories. It  can be used to keep toys organized in the nursery. Formerly it was used as luggage. Trips were made by carriage or boat and people used to move for long periods. So they brought their wardrobe with them that provided many changes of clothes and bulky dresses.

Girl Inspecting Her Hope Chest - by Poul Friis Nybo, c. 1900 - via wikipedia

Girl Inspecting Her Hope Chest – by Poul Friis Nybo, c. 1900 – via wikipedia

La storia del baule risale all’antichità, quando fungeva da contenitore per la biancheria, i vestiti ed i documenti. Le future spose vi conservavano il corredo. Era una semplice cassa di legno con il coperchio piatto, o leggermente curvo, così da poter essere facilmente impilato durante i viaggi sul carro o in barca. Poteva essere decorato da pitture o intagli. Durante il medioevo venne usato anche come forziere per contenere denaro e preziosi.

The history of the trunk dates back to antiquity, when it served as a container for linen, clothes and documents or as hope chest with the bride’s quilts, embroidered table and bed linen and towels. At first it was a simple wooden box with a flat or slightly curved lid, so it could be easily stacked on cart or boat. It could be decorated with paintings, inlays or carvings. During Middle Ages it was also used as a treasure chest for money and valuables.

Legacy Trunks

Legacy Trunks

A partire dal Seicento venne principalmente usato come bagaglio. Un nobile a quell’epoca viaggiava con 30 fino a 40 bauli. L’esterno poteva essere rivestito di pelle, velluto o lamine metalliche ed essere ornato da ferri e borchie. Con lo sviluppo dei mezzi di trasporto, il baule divenne più semplice. La bombatura del coperchio si accentuò verso la fine dell’Ottocento. Si pensa che fosse richiesta da chi voleva far sistemare il proprio bagaglio sopra tutti gli altri, evitando così che si rovinasse.

Starting from the 17th century trunks were used primarily as baggage. An aristocrat at that time traveled with 30 up to 40 trunks. The exteriorwas covered with leather, velvet or metallic foils and adorned with irons and studs. With the development of transportation, the trunk became more simple. Towards the end of the 19th century the lid got more rounded. It’s believed that dome top trunks were more requested, as they had to be put on top of the luggage stacks, preventing them to get ruined.

Baule anni '20 - Fratelli Prada

Baule anni ’20 – Fratelli Prada

L’interno del baule da semplice contenitore, rivestito di carta, si trasformò con il tempo. Vennero inseriti, secondo necessità, divisori, cassetti, vassoi, scomparti e appenderie. Il baule divenne un vero guardaroba da viaggio. Quello fotografato qui sopra è datato anni ’20 e misura 137 cm x 55 cm x 55 cm. E’ stato realizzato in legno rivestito di tessuto impermeabile con rinforzi in ferro verniciato e chiusure d’ottone. La targhetta metallica riporta la scritta che identifica il produttore: “Fratelli Prada Milano via Manzoni 19 Valigerie – Oggetti di lusso”.

The interior of the trunk changed over time. From a simple paper coated container, it became an organized space with drawers, trays, compartments, hangers and racks; a veritable travel closet. The trunk in the picture above is dated 1920 and measures 137 cm x 55 cm x 55 cm. It’s made of wood, coated with waterproof fabric with painted iron reinforcements and brass fasteners. A metal plate identifies the producer: “Fratelli Prada Milano Via Manzoni 19 Leather factory – luxury items.”

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Il nostro baule è stato realizzato completamente in cartone. Per la cassa abbiamo usato quello delle scatole dei cereali. Lo spessore del nostro cartoncino è di 1,5 mm. Essendo troppo leggero, abbiamo quindi tagliato il doppio dei pezzi e li abbiamo poi accoppiati. Le misure dei 5 rettangoli, uno per il fondo e 4 per i lati, sono indicate nella foto. Qui trovate le spiegazioni di come lavorare il cartoncino riciclato.

Our trunk is entirely made of cardboard.  We used cereal boxes for the case. The thickness of our cardboard is 1.5 mm. As it is too light, we cut twice as many pieces and then we glued them paired together. The 5 rectangles are: one for the bottom and 4 for the sides. The sizes are indicated in the picture. Here you can find how to use recycled cardboard.

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Come i bauli veri, anche il nostro ha l’interno foderato di carta. Abbiamo scelto quella di Varese, con un disegno piccolo. Questa è la carta che si usa tipicamente per rivestire gli interni dei mobili o dei bauli veri.

Per rivestire più facilmente l’interno del baule, abbiamo applicato la carta al fondo, prima d’iniziare ad assemblare i pezzi.  Per incollare la carta abbiamo usato la colla vinilica. Qui spieghiamo come rivestire con la carta.

In seguito abbiamo incollato i primi due lati sopra la base, a filo del bordo.

The inside of our trunk is lined with paper as the real ones. We chose an original Varese paper with a small pattern. In fact, this kind of paper is typically used to coat the interior of furniture or chests.

The inside of the trunk is small, so we applied the paper to the bottom, before beginning to assemble the pieces. So we were able to work more easily. We pasted the paper with vinyl glue. Here we explained how to apply paper.

We glued the first two sides on the bottom, flush with the edges.