Buon compleanno Dada!

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Happy birthday Dada!!!

I’m happy to celebrate with you 🥰

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Il settimanale Impero – The Empire weekly dresser

In queste giornate così surreali durante le quali si deve restare a casa, ho voluto riprendere i lavori alla casetta Del Prado. Per iniziare e “riscaldarmi” un po’, ho scelto qualcosa di facile e poco impegnativo come l’elaborazione di un mobiletto esistente.

During these surreal days we have to stay at home. So I resumed work on the Del Prado dollhouse. To start and “warm up” a little bit, I chose something easy and undemanding such as enhancing an existing cabinet.


Tempo fa mia mamma mi aveva portato dalla Francia questa semplice cassettiera ed una consolle. I mobili sono di legno dolce, la qualità delle finiture è piuttosto scarsa ed i cassetti sono finti e non si aprono, ma ambedue i pezzi si prestano ad essere modificati. 

Some time ago my mom brought me this simple chest of drawers and a console from France. The furniture pieces are made of tender wood and the finish is poor. The drawers are fake and don’t open. Both are suitable for alterations.

Dollar Tree dollhouse wooden furniture

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semainier – via thesprucecrafts.com

La forma stretta, poco profonda ed alta, mi ha fatto pensare ai settimanali. Si tratta di cassettiere non particolarmente grandi, dotate perlopiù di 7 cassetti, uno per ogni giorno della settimana, nei quali si riponeva la biancheria. Per via delle dimensioni ridotte, erano molto diffusi nelle abitazioni borghesi, meno spaziose rispetto alle residenze nobiliari.

The tall and narrow shape made me think about the weekly dressers, also known as chiffonier or semainier (the name derives from the French word semaine, that means week). These smaller chest of drawers, equipped with mostly 7 drawers, one for each day of the week, were used to store the daily lingerie and stockings. Due to their small size, they were often found in bourgeois houses, which were less spacious than the noble residences.

weekly dresser – via 1stdibs.com

Il settimanale compare nel diciottesimo secolo ed è molto usato all’inizio dell’800, quando è in voga lo stile Impero. Così ho scelto di realizzare la mia cassettiera proprio in questo stile. Agli angoli esterni del frontale del mobiletto vi sono poi delle rientranze che mi sono sembrate perfette per alloggiarvi le tipiche colonnine che abbelliscono molti mobili di quell’epoca.

The weekly dresser appears in the eighteenth century and around the beginning of the 19th century it’s very popular. In this period the Empire style is in vogue. For this reason I chose this style for my chest of drawers. At the external corners of the furniture’s front there are two recesses which seemed perfect to house the typical columns that embellish many pieces of this period.

Lit du Cit. V. exécuté par Alex Regnier, p. Pl. 14 – Recueil de décorations intérieures, Cahier III par C. Percier et P.F.L. Fontaine, Paris: Hessling, 1801 http://digital.library.wisc.edu/1711.dl/DLDecArts.PercierIII

Lo stile Impero nasce in Francia ai primi dell’Ottocento ed influenza per un ventennio l’architettura, l’arredamento e le arti decorative e visive. Celebra l’ascesa al potere di Napoleone I e ne promuove il regime. Si diffonde in gran parte d’Europa, anche grazie alle campagne militari del Generale, e è pure adottato negli Stati Uniti ed in Russia. Il successo di questo stile è tale da proseguire anche dopo l’abdicazione dell’imperatore, fino al 1821. In Italia esso rimane in auge per tutta la prima metà dell’ottocento ed oltre.

Bonaparte nomina Charles PercierPierre-François-Léonard Fontaine “Architectes des Palais du Premier et Deuxième Consuls” ed in qualità di suoi architetti ufficiali, essi contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dello stile Impero ed alla realizzazione di opere come il Museo del Louvre, il Palazzo delle Tuileries, la chiesa della Madeleine e l’Arco di Trionfo, per citarne alcune.

The Empire style begins in France in the early nineteenth century and influences architecture, furniture and decorative and visual arts for almost twenty years. It celebrates Napoleon’s rise to power and promotes his regime. It spreads throughout most of Europe, also thanks to the General‘s military campaigns and it’s also adopted in the United States and Russia. The success of this style is so big that it continues even after the Emperor’s abdication and lasts until 1821. In Italy it’s in fashion for the entire first half of the nineteenth century and beyond.

Bonaparte appoints Charles Percier and Pierre-François-Léonard Fontaine “Architectes des Palais du Premier et Deuxième Consuls“, his personal architects, and they contribute significantly to the development of the Empire style and to the realization of works such as the Louvre Museum, the Tuileries Palace, the Madeleine church and the Arc de Triomphe, to name a few.

trono dell’incoronazione di Napoleone del 2.12.1804 – via Louvre

Di Percier e Fontaine è anche l’invenzione della “N” maiuscola racchiusa in una corona d’alloro. Questo emblema napoleonico compare non solo sui troni, ma anche su monete, arredi e tappeti imperiali, etc…

I due architetti francesi pubblicano nel 1802 e nel 1812 il manuale “Recueil des décorations intérieures“. Esso diventa una fonte d’ispirazione inesauribile per molti artigiani e decoratori. Se volete sfogliarne le pagine, potete consultare une versione online su Gallica.

Percier and Fontaine also create the capital “N” enclosed in a laurel wreath. This Napoleonic emblem appears not only on thrones, but also on coins, imperial furnishings and carpets, etc…

In 1802 and 1812 the two French architects publish the manual “Recueil des décorations intérieures“. It becomes an inexhaustible source of inspiration for many craftsmen and decorators. If you want to browse the pages, you can consult an online version on Gallica.

Cassettone Impero in piuma di mogano, Francia XIX secolo – via cambiaste.com

Nell’arredamento stile Impero si distinguono due tendenze: una eroica, celebrativa, ricca di simboli imperiali destinata agli ambienti di rappresentanza ed una più sobria, discreta ed elegante per gli spazi privati.

I mobili Impero si contraddistinguono per le forme solide e maestose, ma mai opprimenti, e si differenziano da quelle del secolo precedente più leggere, leziose ed eleganti degli stili Luigi XVI (da 1774 a 1792) e Direttorio (da 1792 a 1803).

Gli arredi esprimono solennità e grandiosità. Hanno forme essenziali, lineari e massicce, ma al tempo stesso armoniose. Alla semplicità delle linee si compensa con la preziosità dei materiali e la perfezione delle lavorazioni. I mobili sono realizzati principalmente in mogano, un legno a grana fine dal colore marrone scuro con venature rossicce. Le superfici lignee sono ampie, lisce e lucide. Non sono presenti intarsi. Risaltano invece le venature del legno con effetto marezzato o fiammato. Il mogano è un legno esotico e quando ne viene bloccata l’importazione, è sostituito da legni autoctoni quali acero, olmo, noce, platano, pioppo o ciliegio.

Gli angoli delle parti frontali sono spesso ornati da colonne cilindriche piene che ricordano le architetture greco-romane. Esse sono dello stesso legno del resto del mobile oppure sono colorate di nero. Più raramente esse sono di un altro materiale, come il marmo. Le estremità sono rifinite da anelli in ottone o sormontate da semplici capitelli dorati.

I piedi dei mobili sono sfere o tozzi cilindri o parallelepipedi, oppure hanno la forma di zampe di leone o artigli di grifoni. I basamenti sono importanti ed sono spesso costituiti da zoccoli pieni.

The Empire furnishings have two distinguished trends: a heroic, celebratory one, full of imperial symbols intended for the representative rooms and one more sober, discreet and elegant for private spaces.

Both are characterized by their solid, majestic, but never heavy, forms, and differ from those of the previous century, Louis XVI (from 1774 to 1792) and Directoire (from 1792 to 1803), which are fancy, light and plain.

The furnishings express solemnity and grandeur with their essential, linear and massive shapes. The simplicity of the lines is compensated by the use of precious materials and the perfection of workmanship. They are mainly made of mahogany, a fine-grained wood whose color is dark brown with reddish veins. The wooden surfaces are large, smooth and shiny. There are no inlays, while the wood’s grain stands out with its mottled or flamed effect. Mahogany is an exotic wood and when its import is banned, it’s replaced by native timbers such as maple, elm, walnut, plane tree, poplar or cherry.

Full cylindrical columns often ornate the corners of the furniture and recall the Greco-Roman architecture. They can be of the same wood as the rest of the cabinet or painted black. More rarely they can be of another material, such as marble. Their ends are finished with brass rings or simple gilded capitals.

The furniture’s feet are spheres or short cylinders or parallelepipeds, or they have the shape of lion’s paws or griffins’s claws. The bases often consists of solid plinths.

dettaglio del bureau del sindaco, Parigi – via wikipedia

Le forme geometriche e severe dei mobili sono alleggerite da sobrie decorazioni in bronzo dorato. Queste si limitano spesso alle sole bocchette delle serrature, ai pomoli ed alle maniglie, che a volte possono essere incorniciate da semplici corone d’alloro o foglie d’acanto.

Gli ornamenti sono realizzati in ottone dorato, sia opaco che lucido, tramite fusione a cera persa. Una variante più economica, diffusa soprattutto in Italia, è l’ottonella rifinita a sbalzo. Il rilievo si ottiene pressando un leggero foglio di metallo tra due calchi di legno. Esso è poi lavorato a mano con l’aggiunta di zigrinature o lumeggiature in oro.

The geometric and severe shapes of the furniture are lightened by sober gilded bronze decorations. Sometimes these are only limited to escutcheons, knobs and handles, which can be framed by simple laurel wreaths or acanthus leaves.

The ornaments are made in golden brass, both opaque and polished, by means of lost-wax casting. A cheaper and more widespread variant, used especially in Italy, is the cantilevered brass. The relief is obtained by pressing a light sheet of metal between two wooden casts. Then it’s worked by hand with the addition of knurling or gold highlights.

Empire console, gilt bronze friezes, circa 1805 – via lapendulerie.com

Il repertorio degli elementi decorativi si rifà all’antichità, in particolare all’Egitto ed alla Roma e Grecia classica. Le figure più ricorrenti sono le api (simbolo di laboriosità), i cigni (sinonimo di purezza), ma non mancano leoni alati, aquile, cariatidi (figure femminili scolpite che fungono da colonna), erme (piccoli pilastri quadrangolari sormontati da una testa scolpita), lire, archi con frecce, cornucopie, corone di alloro, stelle e foglie di palma. Vi è anche un filone con “egizianerie” con scarabei, sfingi, urne funerarie, obelischi ed altri simboli egizi.

The repertoire of decorative elements goes back to antiquity, in particular to Egypt and to classical Rome and Greece. The most recurring figures are bees (a symbol of industriousness), swans (synonymous with purity), but there are also winged lions, eagles, caryatids (carved column with female figures), herms (small quadrangular pillars surmounted by a carved head ), lire, bows with arrows, cornucopias, laurel wreaths, stars and palm leaves. There is also a current with Egyptian motives, such as scarab, sphinxes, funeral urns, obelisks and other Egyptian symbols.

French Empire armchair with swans heads – via 1stdibs.com

Alcuni elementi ornamentali sono scolpiti nel legno e lasciati del colore del resto del mobile oppure sono dorati con la foglia d’oro o realizzati in bronzo d’orato. I braccioli delle poltrone, gambe di tavoli ed oggetti decorativi, come le appliques, prendono così le forme di cigno, grifone o delfino.

Some ornamental elements are carved in wood and left in the color of the rest of the cabinet or they are gilded with gold leaf. They can also be made in gilded bronze. Armchairs’ armrests, tables’ legs and decorative objects, such as appliques, take so the shape of a swans, griffins or dolphins.

gueridon Impero, 1805 – 1810 – via lapendulerie.com

La maggior parte dei piani su cassettoni, secretaire, tavolini e tavoli sono di marmo. I colori più usati sono il grigio ed il nero, più raramente il rosso ed il verde.

In questo periodo nascono nuovi tipi di mobili come il letto en bateau, le cui spalliere sono ricurve e ricordano una barca e che abitualmente veniva accostato alla parete; la psiche, uno specchio basculante incorniciato e spesso a tutta altezza; l’armadio con l’anta a specchio; la dormeuse, un divano adatto al riposo diurno che ha una sola spalliera sul lato corto oppure un bracciolo più alto dell’altro; i comodini a forma di colonna; lo sgabello curule e la sedia curule (dal latino sella curulis) che si ispirano alla sella curule, il sedile dei magistrati dell’antica Roma, con le gambe incrociate a forma di “X”.

In quell’epoca è molto apprezzato anche il guéridon, un tavolino tondo, alto e stretto, che veniva posizionato liberamente in mezzo alla stanza.

Most of the tops on chests of drawers, secretaries and tables are made of marble. The most used colors are gray and black and more rarely red or green.

During this period appear new types of furniture such as the sleigh bed, headboard and footboard are curved and resemble a boat and it was placed against the wall; the psyche or cheval glass, a framed tilting mirror, mainly full height; the armoire with mirror door; the daybed, a sofa for daytime lounging that may have one single armrest or one higher than the other; column-shaped night stands; the curule stool and the curule chair with cross frame legs,  which are inspired by the Roman curule seatfrom the Latin sella curulis – the magistrate’s seat.

At that time the guéridon is also very popular. It’s a small and round table that was freely positioned in the middle of the room.

macchine à tailler le queues d’aronde – Les merveilles de l’Exposition de 1878 – via gallica.bnf

Nel diciannovesimo secolo la borghesia si sta affermando e diventa sempre più benestante. Cresce di conseguenza la domanda di mobilio alla moda. La lavorazione da artigianale diventa sempre più industriale e di serie.

I mobili Impero con le loro forme lineari si prestano bene a questo tipo di produzione. Con l’ausilio di macchinari, come le sfogliatrici, le piallatrici, le frese e le seghe a nastro e circolari, la lavorazione diventa più veloce e curata. Lo scheletro del mobile è più leggero. Gli schienali sono costituiti da assi verticali affiancate una all’altra. La struttura è realizzata con legni più economici, mentre le parti visibili vengono rivestite con lastre di legno pregiato. Grazie alle macchine, l’impiallacciatura può essere tagliata in fogli spessi anche solo 1 mm. Infine le superfici vengono lucidate a gommalacca stesa a tampone.

Nell’immagine qui sopra è raffigurato un macchinario che esegue i tagli per gli incastri a coda di rondine. In falegnameria si utilizza per unire due tavole ad angolo retto senza utilizzare colla, chiodi o spine, come ad esempio nella realizzazione di cassetti.  Le due estremità delle assi da unire vengono tagliate formando dei denti trapezoidali. I tagli sono identici su ambedue i pezzi, ma sfalsati, così che una volta uniti formino un tutt’uno con un’ottima tenuta. Questa tecnica viene utilizzata anche per la realizzazione di sedie e tavoli.

In the nineteenth century the middle class is establishing itself and becomes wealthier. Consequently, the demand for fashionable furniture grows. Craftsmanship becomes increasingly industrial and standardized.

Empire furniture have linear forms and are therefore well suited to this type of production. With the help of machinery, such as veneer clipper, planer, milling machine, band and circular saw, manufacturing gets faster and more accurate. The furniture skeleton becomes lighter. The back panel consists of vertical axes put side by side. The structure is made of cheaper woods, while the visible parts are covered with precious wood slabs or veneer. Thanks to machines, the expensive wood layer can be cut in 1 mm thin sheets. At last the surfaces are polished with shellac spread with a pad.

The image above shows a dovetail machine. In woodworking dovetail joins are the strongest. They hold two boards at right angles without glue, nails or pins. Therefore they are commonly used to build drawers. The two ends of the axes to be joined are cut forming trapezoidal teeth. The cuts are identical on both pieces, but staggered, so that once joined together they interlock. This technique is also used for making chairs and tables.

antique Empire commode in mahogany 19th – via http://www.anticswiss.com

Ritorno ora al mio settimanale stile Impero e vi spiego come l’ho modificato. Per iniziare ho cercato delle immagini che mi ispirassero.

Now I return to my Empire weekly dresser and I’ll explain you how I modified it. To start I searched for images that inspire me.

La metamorfosi è iniziata togliendo tutti i pomelli dei cassetti, aiutandomi con una pinza. Essi vengono via abbastanza facilmente.

The metamorphosis started by removing all the drawers’ knobs using my pliers. They come off quite easily.

Staccare la parte superiore della cassettiera è stato più laborioso. Prima ho provato ad ammorbidire la colla, mettendo il mobile dentro al forno a microonde, ma non è servito a nulla.

Così ho infilato con cautela la lama del cutter tra il mobile ed il piano e con pazienza l’ho passtata lungo tutto il perimetro fino a quando il pezzo di legno si è staccato.

Detaching the upper part of the chest of drawers was more challenging. First I tried to soften the glue by putting the piece of furniture in the microwave oven, but it didn’t work.

So I carefully inserted the utility knife’s blade under the top and passed it patiently along the entire perimeter until the piece of wood came off.

Il legno del mobile è piuttosto dolce, pertanto ho dovuto fare attenzione a non sforzare mai  e non strappare via la parte superiore, che altrimenti avrebbe potuto non separarsi lungo la linea di giunzione, ma creare dei bordi irregolari o addirittura spaccare il top di legno.

The wood is rather soft, therefore I had to avoid applying too much energy and tearing off the top. Otherwise it may not separate along the intersection and could have created irregular edges or even split the wood top.

Come scrivevo più sopra, i mobili Impero hanno spesso un piano di marmo. Così ho cercato nella mia raccolta di ritagli di giornale l’immagine di un marmo scuro da poter usare per rivestire il top di legno.

Si può anche utilizzare la stampa di un’immagine presa da internet. La carta di giornale è generalmente piuttosto sottile. Una volta bagnata di colla tende a strapparsi facilmente. Bisogna quindi fare attenzione quando la si manipola.

As I mentioned above, Empire furniture often have a marble top. So I searched in my collection of newspaper clippings for an image of dark marble that I could use to cover the wooden piece.

You can also download an image from the internet. Magazine’s paper is generally quite thin. Once wet with glue it tends to tear easily. Therefore, care should be taken when working with it.

Innanzitutto ho passato su tutte le superfici del pezzo la carta vetrata fine. Poi ho preso la carta con la stampa del marmo ed ho tagliato un rettangolo più grande del top di legno. La carta deve sporge su tutti i lati circa due volte lo spessore del legno. Ho steso la colla vinilica leggermente allungata con acqua sul retro della carta e vi ho appoggiato il legno al centro. Ho eliminato i due angoli (foto 1), lasciando in punta così tanta carta quanto poco più lo spessore del legno. Ho risvoltato la carta sul retro ed ho piegato la carta in punta facendola aderire (foto 2). Ho eliminato la carta in punta ai restanti due angoli (foto 3) ed ho risvoltato la carta dei lati corti facendola aderire al retro (foto 4). Infine ho ripiegato la carta in punta ed ho risvoltato l’ultimo lembo facendolo aderire al legno (foto 5).

Spiegazioni più dettagliate su come applicare la carta e realizzare un piano di marmo le trovate alla pagina delle “Tecniche e materiali” qui sul blog.

Una volta rivestito il piano di marmo, l’ho lucidato stendendo un paio di mani di Mod Podge super gloss.

First, I sanded all surfaces of the wooden top. Then I took the paper with the marble print and I cut a rectangle larger than the wooden top. The paper must protrude on all sides at least twice the thickness of the wood. I spread the slightly watered vinyl glue on the back of the paper and placed the wood in the center. I trimmed the two corners (photo 1), leaving at the tip as much paper as little more than the thickness of the wood. I turned the flap over and glued it on the back. I folded the paper on the tip and made it stick to the wood (photo 2). I cut off the paper at the tip of the remaining two corners (photo 3) and turned the flaps on the short sides on the back making it stick to the wood (photo 4). Finally I folded the paper at the last two tips and glued the last edge (photo 5).

You can find detailed information on how to apply paper and how to make a marble top  on my blog’s page “Techniques and materials“.

Once I coated the marble top, I polished it by applying a couple of coats of Mod Podge super gloss.

Sono passata poi alla lavorazione del corpo del mobile. Innanzitutto ho scartavetrato bene tutte le superfici. Il mobile è grezzo ed in molti punti ci sono schegge sollevate, soprattutto in prossimità dei  cassetti. Un’attenzione particolare l’ho dedicata alle parti attorno ai fori dei pomelli dove erano rimasti residui di colla.

Per cambiare colorazione del legno, lasciando trasparire le venature naturali, i restauratori utilizzano il mordente oppure l’anilina. Ambedue vanno diluiti. Sarebbe stato uno spreco creare una sospensione per colorare un solo piccolo mobile, così sono ricorsa agli acquerelli. Ho iniziato dando una mano di marrone scuro, ottenendo la tinta del rovere, che però non è adatta ai mobili Impero.

Then I moved on and worked on the body of the chest of drawers. First of all, I sanded all the surfaces. The furniture is rough and there are all over raised splinters, especially near the drawers. I paid particular attention to the parts around the knobs’ holes where there were glue residues.

Restorers use mordant or aniline to change the wood color, leaving the natural veins to shine through. Both must be diluted. It would have been too wasteful to create a suspension to color just a single small piece of furniture. So I used watercolors instead. I started by applying a coat of dark brown, obtaining the oak color. However this isn’t suitable for Empire furniture.

Ho lasciato asciugare, ho scartavetrato nuovamente per eliminare le fibre di legno che si erano sollevate con l’umidità dell’acquerello. Ho eliminato la polvere ed ho aggiunto una mano di marrone rossiccio.

I let it dry and sanded it again to remove the raised wood grain lifted by the humidity of the watercolor. Next I removed the dust and then I added a coat of reddish brown.

legno mogano – via wikipedia

La colorazione che volevo raggiungere è quella del mogano.

The coloring I wanted to achieve is mahogany.

È stata necessaria una seconda mano di marrone rossiccio per ottenere un colore più pieno e carico. Una volta asciutto, ho verniciato tutti i lati della cassettiera con Mod Podge super gloss. Non sono pienamente soddisfatta del risultato. Purtroppo lo strato lucido risulta disomogeneo, forse il prodotto non è più freschissimo. Penso che per i prossimi lavori tornerò ad usare la vernice spray lucida trasparente.

A second coat of reddish brown was necessary to obtain a richer and fuller color. Once dry I applyed Mod Podge super gloss on all sides of the chest of drawers. I’m not fully satisfied with the result. Unfortunately, the glossy layer is uneven. Perhaps the product is no longer fresh. I think that next time I’ll go back to using the transparent glossy spray paint.

Le colonnine laterali sono state ricavate dagli spiedini di legno che si usano abitualmente per il barbecue. I miei hanno un diametro di 3 mm. Ho utilizzato la parte non a punta, ho sistemato lo stecco nel punto esatto nel quale lo volevo ed ho segnato la misura per il taglio. La colonna deve essere a filo del bordo superiore e non deve sporgere oltre l’altezza della cassettiera.

Poi con il cutter ho tagliato lo spiedino, facendolo rotolare sotto la lama fino a quando il legno si è separato da solo. Bisogna evitare di spezzarlo a mano, perché il legno molto facilmente si scheggia. Al termine ho comunque passato l’estremità sulla carta vetrata per pareggiare perfettamente il taglio.

The side columns are made with those wooden skewers usually used for BBQs. Mine have a diameter of 3 mm. I used the non-pointed part. I placed the stick exactely where I wanted it and I marked the length for the cut. The columns must be flush with the upper edge and must not protrude beyond the height of the drawer unit.

Then I cut the skewer, rolling it under the blade of the utility knife until the wood separated by itself. You must avoid breaking it by hand, because the wood splinters very easily. At the end I passed the edge on the sandpaper to perfectly smooth the cut.

Per il mio mobile ho scelto di realizzare delle colonne ebanizzate. Così con un pennarello indelebile le ho colorate di nero su tutti i lati.

Ad ogni estremità delle colonne ho aggiunto delle finiture dorate realizzate con la stagnola dei cioccolatini Ferrero Rocher. L’ho lisciata, senza però appiattire la texture, che ben si presta come motivo decorativo dei capitelli ed imita la zigrinatura di certi bronzi dell’epoca.

Usando cutter e riga di metallo ho ricavato un paio di striscioline altre 3 mm. Ho applicato un goccio di colla Vinavil all’estremità dello stecco per fissare la striscia ed ho fatto girare la stagnola attorno al legno. Ho fatto solo due giri per non creare uno spessore eccessivo. I margini della striscia devono sovrapporsi perfettamente. Quindi ho fermato la stagnola con un altro po’ di colla.

Ho applicato la striscia dorata ad ambedue le estremità, facendo coincidere la fine delle due striscioline sullo stesso lato della colonnina, così da poterle poi facilmente nascondere, facendole capitare sulla parte che va incollata contro il mobile.

For my furniture I chose to create ebonized columns. So I colored them black on all sides with a permanent marker.

At either end of each column I added gilded finishes made with the Ferrero Rocher wrappers. I smoothed the foil without flattening the texture. The embossed decorative motif imitates the knurled capitals of that period.

Using a utility knife and a metal ruler, I cut a couple of strips, 3 mm wide. I applied a drop of vinyl glue to the end of the wooden stick to paste the foil and turned it around the skewer. I only made two laps in order to avoid an excessive thickness. The edges of the foil must perfectly overlap. I cut the strip and fixed the tip with another bit of glue.

The two golden strips must end on the same side of the column. So the final parts can be easily hidden on the backside that is glued against the furniture.

Per ritoccare il colore senza sporcarmi le dita ho usato una molletta, come si vede nella foto.

To touch up the color without getting my fingers dirty I used a clothespin, as shown in the photo.

Le maniglie più usate nello stile Impero sono i pomelli di bronzo dorato. Si trovano però anche maniglie con anello pendente ed è questo il modello che ho scelto per la mia cassettiera.

Sono composte da due parti, una placca fissata al mobile alla quale è agganciato un anello da tirare. La placca può essere circolare con dei fregi o avere la forma della testa di un leone.

The most used Empire handles are gilt bronze knobs, more rarely ring pulls. I chose the second type for my chest of drawers.

They consist of two parts, a plate fixed to the piece of furniture and a pendant ring. The plaque can be circular with friezes or have the shape of a lion’s head.

Per realizzare ogni maniglia serve della minuteria per bigiotteria di metallo dorato e più precisamente: un copriperla, un anellino ed una perlina forata.

Ho appiattito il copriperla picchiettandolo con un piccolo martello. Poi ho infilato ogni anello in una perlina. Esso deve potersi muovere e non deve rimanere bloccato.

For each handle you need gilded metal jewelry findings and more precisely: a bead cup, a ring and a golden bead.

I flattened the bead cup by hammering it with a small hammer. Then I inserted each ring into a bead. It must be able to move and must not stuck.

Questo è il modello di copriperla che ho scelto. Ha la forma compatta, ma essendo di metallo leggero, si riesce a schiacciare facilmente. Non sono adatti quelli con forme troppo frastagliate e traforate, perché una volta appiattite ricorderanno più un fiore che una maniglia antica.

This is the type of bead cup I used. It has a compact shape, but at the same time it’s made of light metal, so it’s easy to flatten. Those with too jagged shapes aren’t suitable, because once flattened they will remind more of a flower than an ancient handle.

I fori dei vecchi pomoli si erano chiusi, perché otturati dal Mod Podge. Mi sono comunque serviti come riferimento per la posizione delle nuove maniglie ed è stato anche più facile far entrare il nuovo chiodino nel materiale semi-morbido. Per fissare il copriperla appiattito, ho messo una goccia di colla Vinavil sul retro del metallo ed l’ho fissato poi con un chiodino d’ottone al cassettone.

The holes of the old knobs were plugged because filled with Mod Podge. However, they served as a reference for the position of the new handles. It was also easier pierce into the semi-soft material with the nail. To fix the flattened bead cup part, I put a drop of vinyl glue on the back of the metal and I pinned it with a brass nail to the chest of drawers.

Purtroppo non tutti i fori dei pomoli erano allineati. Con l’aiuto del Geodreieck ho segnato con una biro la posizione corretta delle maniglie.

Unfortunately, not all the knob holes were aligned. With my Geodreieck and a pen I marked the correct position of the ring pulls.

Utilizzando la punta del trapano di un diametro leggermente inferiore a quello del chiodo  ho fatto il nuovo foro alla giusta altezza. Il vecchio foro sarebbe stato comunque coperto dal copriperla appiattito.

Using the drill bit of a diameter slightly smaller than that of the nail, I made a new hole at the right height. The old hole would have been covered anyway by the flattened bead cup.

Per fissare gli anellini con la perlina (foto 1) al copriperla ho utilizzato della colla vinilica, ma va bene anche della colla istantanea. Importante è che l’anellino non si incolli alla perla ed esso possa muoversi liberamente, così da poter esser sollevato e preso tra le dita per poter tirare il cassetto. Naturalmente i cassetti sono finti e non potranno aprirsi, ma mi sembra bello che l’anello della maniglia rimanga mobile.

Per incollare la perlina con l’anello al copriperla, si può procedere in due modi differenti. Nel primo si intinge la pallina nella colla, facendo attenzione a non sporcare l’anello (foto 2). Tenendo l’anello con una pinzetta, si appoggia la pallina sul copriperla, nella parte alta del copriperla (foto 3). Infatti una volta messa in piedi la cassettiera, l’anello deve penzolare. Inoltre esso deve risultare centrato al copriperla (foto 4).

Il secondo metodo che personalmente ho trovato più facile, è quello di mettere un goccio di colla direttamente sul copriperla, nel punto dove va fissata la perlina (foto 5).

Prima di poter sollevare l’anellino, bisogna aspettare che la colla abbia fatto presa, altrimenti esso si stacca (foto 6). Se si usa la colla vinilica, il goccio di colla deve essere abbastanza consistente da bloccare la perla, ma non essere eccessivo da bloccare anche l’anello. La colla vinilica una volta asciutta diventa trasparente ed è quindi quasi invisibile.

To paste the rings with the bead (photo 1) to the bead cup, I used vinyl glue, but instant glue is also fine. Important is that the ring doesn’t stick to the pearl and it can move freely, so that it can be lifted and taken between the fingers in order to pull the drawer. Of course the drawers are fake and cannot open, but it seems nice to me that the handle ring remains mobile.

There are two different ways to glue the bead with the ring to the bead cover. In the first, the ball is dipped in glue, taking care not to smear the ring (photo 2). Holding the ring with a pair of tweezers, place the ball on the bead cup, at the top (photo 3). In fact, once the chest of drawers is set up, the ring must dangle. Furthermore, the ring must be centered on the bead cup (photo 4).

The second method that I personally prefer is to put a drop of glue directly on the bead cup, where the bead must be fixed (photo 5).

Before you can lift the ring, you must allow the glue to cure, otherwise it will come off (photo 6). If you use vinyl glue, the drop of glue must be consistent enough to block the pearl, but not too much to block the ring. Once dry, the vinyl glue becomes transparent and is therefore quite invisible.

Per fissare le colonnine ho utilizzato la colla vinilica. L’ho stesa nella scanalatura, a fianco dei cassetti. Ho appoggiato le colonna, lasciando la fine delle strisce di stagnola sul retro, contro il mobile. Ho verificato che appoggiasse perfettamente sullo zoccolo ed ho tenuto premuto per qualche istante. Con la punta di uno stuzzicadenti ho eliminato l’eccesso di colla che era fuoriuscito dai lati.

To fix the columns I used vinyl glue. I spread it in the groove next to the drawers. I leaned the columns, leaving the end of the foil strips on the back against the cabinet. I checked that it rested perfectly on the base and held it down for a while. Then I removed the excess glue that had leaked from the sides with the tip of a toothpick.

Questo è l’aspetto della cassettiera con le nuove maniglie ad anello e le due colonne ebanizzate ai lati.

This is the aspect of the chest of drawers with the new ring pulls and the two ebonized columns on both sides.

Per ultimo ho incollato il piano di marmo. Esso deve sbordare sul davanti e sui due lati, mentre sul retro deve essere a filo del mobile.

Finally I glued the marble top. It must protrude on the front and on both sides, while on the back it must be flush with the furniture.

Il settimanale è pronto e sono molto soddisfatta del cambiamento. Lo zoccolo con gli archi tradisce l’origine rustica del mobile e non è tipicamente Impero, ma nell’insieme l’effetto è piacevole.

The weekly dresser is ready and I am very happy with the result. The plinth with arches  is not typical Empire and reveals the rustic origin of the furniture, but the overall effect is pleasant.

La casetta è ancora in fase di costruzione, ma ho voluto fare una prova sistemando il settimanale nel salotto giusto per vedere l’effetto del mobile ambientato in un locale. Più avanti dovrà essere spostato in camera da letto, la stanza dove questo tipo di cassettiera abitualmente stava.

Spero di finire presto la casa, così da poterla arredare, ma in qualche modo mi ritrovo a realizzare piccoli oggetti, anziché procedere con la struttura….

My dollhouse is still under construction, but I wanted to see the semainier  in a miniature set. So I I took a picture of the weekly dresser in the living room, even if it’s not its correct location, as it should be placed in the bedroom. I hope to finish soon the house and to be able to furnish it.

I hope to finish the house soon, so that I can furnish it, but somehow I find myself making small objects, rather than proceeding with the structure ….

Questa cassettiera economica è stata rivisitata da diversi miniaturisti. Qui il tutorial di Ara di Bentley House Minis.

This cheap chest of drawers has been revisited by several miniaturists. Here the tutorial by Ara from Bentley House Minis.

Se siete alla ricerca di altri modelli di maniglie, in questi video Ara spiega come realizzare 7 modelli diversi, dal tipo industriale a quello antico.

Qui di seguito invece ho raccolto varie versioni dello stesso mobiletto, personalizzate secondo il gusto di ogni miniaturista. Se anche voi avete modificato questo stesso mobiletto, potete mandarmi una foto e l’aggiungerò a questo post.

If you are looking for other types of handles, Ara explains in these video how to make 7 different models, from an industrial to an antique one.

Below, I have collected various versions of the same cabinet, customized according to the taste of each miniaturist. If you have modified the same cabinet, too, you can send me a photo and I will add it to this post.

dollar store dollhouse furniture by Old Days – Old Ways

Lori Elizabetg – Facebook Group: A Miniature Learning Curve

 

Anne Munday – Facebook Group: Michael Guidry Miniatures

dollar tree doll furniture by Note Songs

"Dollar Store" mini furniture makeover!

Faye’s Mini project-“Dollar Store by Faylyne – via Flickr

E questo è il video che Dada ha creato per questo progetto. ❤️

And this is the video made by Dada for this project. ❤️

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Le costruzioni con carretto – Pull along building block set

A breve distanza dal precedente post, vi propongo un nuovo progetto in scala 1:12 da realizzare per la stanza dei bambini. Si tratta di un giocattolo classico, adatto sia ai maschi che alle femmine: il carretto da trainare con i blocchetti di legno per realizzare costruzioni.

Short after my previous post, I offer you a new 1:12 scale project for the nursery room. It’s a classic toy, suitable for both males and females: the pull along wagon with wooden blocks.

Ora di pranzo per lo spazzacamino, Aurelio Zingoni, 1881 – via wikipedia

L’infanzia nell’epoca Vittoriana era veramente difficile se si apparteneva a famiglie povere. I bambini venivano mandati a lavorare molto presto. Non c’era un limite di ore, non ‘erano orari e le paghe erano molto basse. Le bambine andavano a servizio presso le famiglie borghesi o ricche, oppure venivano mandate nelle lavanderie o nelle filande. I maschi venivano impiegati in lavori dove si poteva sfruttare le loro dimensioni ridette, come spazzacamino o nei cunicoli più angusti nelle miniere, oppure eseguivano lavorazioni pericolose per la salute, come la produzione del vetro. Non c’era un’età minima per lavorare ed alla fine del ‘700 i bambini rappresentavano due terzi della forza lavoro. Nel 1788 venne introdotto in Gran Bretagna per gli spazzacamini il limite di 8 anni d’età. In Italia il divieto di lavoro minorile fu elevato a 12 anni solo nel 1902. Ma in generale questi regolamenti furono a lungo poco rispettati.

Childhood in Victorian times was really difficult if you were born in a poor family. The children were sent to work at a very young age. There was no time limit, no schedule and salary was very low. Girls went to bourgeois or wealthy families as maids, or worked in laundries or spinning mills. Boys were employed in jobs where their small body size could be of any use, for example as chimney sweeps or inside the narrowest tunnels in mines, or they did works dangerous to health, such as the production of glass. There was no minimum age for employment and at the end of the 18th century children represented two thirds of the workforce. In 1788 Great Britain introduced the age limit of 8 years for chimney sweeps. In Italy the legal working age was raised to 12 years only in 1902. But in general these regulations were ignored for a long time.

Pastorelle, Francesco Paolo Michetti, 1851-1929

Leggermente più fortunati erano i bambini che vivevano in campagna. Dopo i lavori nei campi ed aver accudito agli animali, i piccoli potevano giocare all’aperto. Ma le famiglie che non potevano sfamare i loro figli, li cedevano e per questi bambini spesso la vita finiva in strada dove erano costretti a vivere di espedienti e di piccoli furti. Il romanziere Charles Dickens descrive bene l’infanzia e le misere condizioni di vita nell’epoca vittoriana, raccontando di bambini venduti e maltrattati.

Nel 1870 il primo ministro del Regno Unito, William Ewart Gladstone, introdusse l’obbligo scolastico per tutti i bambini dai 5 ai 12 anni e questo portò ad una graduale riduzione dello sfruttamento minorile.

Children living in rural areas were slightly luckier. After working in the fields and looking after the animals, the little ones were free to play outdoors. However families that could not feed their children, gave them up. These children’s life often ended up on the street where they were forced into begging and to commit petty theft. The novelist Charles Dickens depicts childhood and their poor living conditions in the Victorian era, telling of children sold and abused.

In 1870 the United Kingdom’s Prime Minister, William Ewart Gladstone, introduced compulsory schooling for all children aged 5 to 12 years and this led to a gradual reduction of child exploitation.

Solo i bambini di famiglie nobili o borghesi possedevano giocattoli prodotti da artigiani. I balocchi erano venduti sulle bancarelle del mercato da venditori ambulanti o in negozi che però trattavano anche altre merci.

Only children of noble or bourgeois families owned toys produced by artisans. These were sold on market stalls by street vendors or in shops alongside other types of goods.

Kind mit Bauklötzen, 1853 – via wikipedia

Tra i giochi più diffusi c’erano sicuramente le costruzioni. Si trattava di blocchetti di legno di diverse forme, principalmente cubi, parallelepipedi e cilindri. Una volta impilati ed allineati riproducevano edifici di fantasia o ispirati al mondo che circondava il bambino.

Construction sets were certainly one of the most popular toys. It consists of wooden blocks in different shapes, mainly cubes, parallelepipeds and cylinders. Once stacked and lined up they reproduced fantasy buildings or inspired by the child’s surrounding world.

girl with Froebel’s gift 2, 1877 – via wikipedia

Questo gioco origina dai Doni di Friedrich Fröbel (1782-1852), l’inventore dei Kindergarten, i giardini d’infanzia, del quale vi avevo raccontato nel post dedicato al puzzle a cubi, pubblicato un anno fa. Questo pedagogista tedesco aveva osservato che i bambini imparano per mezzo della loro esperienza diretta ed aveva intuito, ben 150 anni prima che studi scientifici lo dimostrassero, che il cervello si forma nei primi 7 anni di vita. Il gioco è quindi uno stimolo allo sviluppo ed all’educazione.

Fröbel, nella prima metà dell’ottocento aveva inventato un sistema d’apprendimento innovativo basato su canzoni, attività ludiche ed occupazioni con al centro il bambino A supporto del suo metodo aveva ideato le Spielgaben, i Doni, scatole contenenti giochi per rafforzare i 5 sensi e stimolare la creatività e l’apprendimento. Si trattava principalmente di forme geometriche realizzate in materiali come legno, cartone e sfere fatte a maglia. Fröbel non apprezzava molto i giocattoli troppo realistici, perché riteneva che limitassero l’immaginazione dei bambini.

Dedicò tutta la sua vita al suo progetto educativo con la convinzione che il miglioramento della condizione umana si ottenga attraverso uno sviluppo armonioso nell’infanzia e che essa porti alla formazione di cittadini migliori.

This toy originates from the Gifts invented by Friedrich Fröbel (1782-1852). He also  conceived the kindergarten. I already wrote about him in the post dedicated to the wooden blocks puzzle, published a year ago. This German pedagogue observed that children learn through their direct experience. He realized, 150 years before scientific studies could prove it, that the brain is formed in the first 7 years of life. Games are therefore a stimulus to growth and education.

In the first half of the nineteenth century Fröbel invented an innovative learning system based on songs, games and occupations. The child was always in the center. In support of his method he created the Spielgaben, Gifts, boxes containing games to strengthen the 5 senses and stimulate creativity and learning. They consisted mainly of geometric shapes made of materials such as wood and cardboard and knitted spheres. He argued that too realistic toys ruined children’s imagination.

He dedicated his whole life to his educational project with the conviction that the improvement of the human condition may be achieved through a harmonious development in childhood, which leads to better citizens.

I giochi modulari di Friedrich Fröbel che favoriscono l’astrazione influenzarono le generazioni future. Artisti come Paul Klee, Piet Mondrian e Wassily Kandinsky ed architetti come Le Corbusier, Walther Gropius e Frank Lloyd Wright beneficiarono di questo sistema educativo che stimola la creatività.

Quest’anno la fondazione Juan March di Madrid ha dedicato a questo tema una mostra intitolata “El juego del arte. Pedagogías, arte y diseño” (Il gioco dell’arte. Pedagogie, arte e design), mettendo appunto in relazione le opere degli artisti dell’avanguardia del XX secolo con il modello pedagogico del secolo precedente.

The modular toys by Friedrich Fröbel, favoring abstraction, influenced future generations. Artists like Paul Klee, Piet Mondrian and Wassily Kandinsky and architects like Le Corbusier, Walther Gropius and Frank Lloyd Wright benefited from this educational system that stimulates creativity.

This year, the Juan March Foundation in Madrid dedicated to this theme an exhibition entitled “El juego del arte. Pedagogías, arte y diseño” (The art game. Pedagogies, art and design) putting in relation the works of the avant-garde artists of the twentieth century with the pedagogical model of the previous century.

Frank Lloyd Wright vs F. Fröbel – via parasolmodular.com

Frank Lloyd Wright ha raccontato di aver giocato a lungo nella sua infanzia con i Doni di Fröbel e che molti edifici da lui progettati si basano sull’astrazione delle forme geometriche.

Frank Lloyd Wright remembered that he played for a long time during his childhood with Fröbel’s Gifts and many of the buildings he designed are based on the abstraction of geometric shapes.

Lincoln Logs by John Lloyd Wright, 1918 – via iconeye.com

Nel 1918, il suo secondogenito John, anche lui educato con lo stesso metodo pedagogico e divenuto pure lui architetto, brevettò un gioco di costruzioni chiamato Lincoln Logs che ancora oggi è in produzione e che decretò il suo successo come inventore di giocattoli.

In 1918, his second son John, also educated with the same pedagogical method and who became an architect as well, patented a building toy set called Lincoln Logs that is still in production. He begun so a successful career as a toy inventor.

Baby at Play by Thomas Eakins, 1976, National Gallery of Art Washington – via wikipedia

I Doni di Fröbel hanno diversi livelli di complessità e sono quindi destinati a diverse fasce d’età. Il sesto Dono è il più complesso ed è indicato per bambini dai 4 ai 5 anni. Contiene blocchi di diverse forme con i quali si realizzano costruzioni.

Il gioco che ho realizzato per questo post è un carretto da trainare contenente dei blocchetti di legno.

Fröbel Gifts are divided by complexity and therefore intended for different age groups. The sixth Gift is the most complex and is recommended for children aged 4 to 5 years. It contains blocks of different shapes to create buildings.

The toy I made for this post is a pull-along wagon with wooden blocks.

Il mio gioco ha 14 blocchetti di differenti forme geometriche. Essi consentono di realizzazione edifici semplici, portali, torri, colonne con arco e così via.

My toy has 14 blocks. They have basic shapes for making simple buildings, portals, towers, columns with arches and so on.

Ho acquistato in un normale negozio di bricolage 4 stecche di pino piallato, finitura naturale, con le seguenti sezioni:

quadrata – 5 mm x 5 mm

rettangolare – 5 mm x 10 mm

rotonda – ⦰ 5 mm

mezzo tondo – ⦰ 10 mm

In a normal craft  store I bought 4 pine dowels, smooth sanded, natural finish, with the following sections:

square – 5 mm x 5 mm

rectangular – 5 mm x 10 mm

round – ⦰ 5 mm

half round – ⦰ 10 mm

Innanzitutto ho eliminato la parte iniziale di ogni stecca, così da avere all’estremità un taglio diritto e pulito.

First of all, I removed the initial part of each dowel. So the cut at the end was straight and clean.

Ho passato la superficie sulla carta vetrata fine per renderla perfettamente liscia. Questo passaggio va ripetuto per ogni taglio.

I run the surface on fine sandpaper to make it perfectly smooth. This step must be repeated for each cut.

Ho tagliato tutti i pezzi usando la taglierina per listelli, perché una volta impostata la lunghezza, si possono eseguite innumerevoli tagli, tutti della stessa lunghezza, senza spostare nulla o rimisurare.

I cut the dowels using the wood chopper, because once the length is set, you can make countless cuts of the same length, without moving anything or remeasuring.

Il legno ha opposto una certa resistenza. Non so il motivo, ma la lama non ha tagliato completamente il legno.

Se dovesse capitare anche a voi, bisogna comunque evitare di piegare e spezzare a mano la stecca, perché il legno si scheggerebbe.

Ho quindi tagliato nuovamente la stecca con la taglierina, ma posizionandola questa volta con la parte tagliata rivolta verso il basso.

The wood opposed a certain resistance. The blade didn’t completely cut through the wood and I don’t know why.

If this should happen to you too, I advise against bending and breaking the dowel by hand, because the wood would chip.

So I cut the stick a second time with the wood chopper. But this time I placed the side with the cut facing down.

Ho realizzato 4 cubetti. Ognuno misura 5 mm x 5 mm x 5 mm.

I made 4 cubes. Each measures 5 mm x 5 mm x 5 mm.

Sempre dalla stecca con la sezione quadrata ho tagliato con la stessa tecnica 2 parallelepipedi che misurano ognuno 10 mm x 5 mm x 5 mm.

From the same dowel with the square section and using the same technique I cut 2 square cuboids measuring 10 mm x 5 mm x 5 mm each.

Dalla stecca con la sezione rotonda ho tagliato 2 cilindri alti 10 mm.

From the dowel with the round section I cut 2 cylinders, 10 mm high.

Sempre dalla stecca a sezione rotonda ho ricavato 4 cilindri più piccoli, alti 5 mm.

Again from the dowel with the round section I obtained 4 smaller cylinders, 5 mm high.

Poi ho preso la stecca con la sezione a mezzo tondo ed ho tagliato un pezzo largo 5 mm.

Then I took the dowel with the half-round section and cut a 5 mm wide piece.

Per ultimo ho realizzato l’arco usando la stecca con la sezione rettangolare. 

Finally I made the arch using the dowel with the rectangular section.

Innanzitutto ho tagliato un parallelepipedo che misura 20 mm x 10 mm x 5 mm.

Poi ho tracciato in posizione centrale l’arco. Con la matita ho disegnato sul legno il contorno del pezzo a semicerchio.

First of all, I cut a parallelepiped measuring 20 mm x 10 mm x 5 mm from.

Then I traced the arch in a central position. I draw with a pencil the outline of the semicircular piece.

Con il Dremel ho lentamente eliminato il legno nella parte centrale.

Se non possedete un utensile rotante elettrico, potete usare una raspa ed una lima per legno. Devono avere la forma rotonda per poter creare la rotondità dell’arco. Si inizia con la raspa. Con la sua dentatura asporta abbastanza facilmente il materiale. Poi con la lima a grana dolce si rifinisce il lavoro rendendo la superficie liscia.

Sopratutto con questi attrezzi è bene procedere lentamente e con cautela per evitare di farsi male. L’ideale sarebbe bloccare il pezzo di legno con una morsa, così da salvaguardare le dita.

With the Dremel I slowly removed the wood in the central part.

If you do not have an electric rotary tool, you can use a rasp and a wood file. They must be round in order to create the roundness of the arch. You have to start with the rasp. With its teeth it removes the material quite easily. Then the work is finished with the file with a soft grain.

Especially with these hand tools it’s better to proceed slowly and with caution in order to avoid getting hurt. The ideal would be to clamp the piece of wood with a vise to safeguard the fingers.

Ho continuato a limare fino a quando il pezzo a semicerchio è entrato perfettamente nella parte cava dell’arco.

Tutti pezzi vanno passati sulla carta vetrata fine per rendere tutte le superfici perfettamente lisce. Per lisciare anche l’interno della parte concava dell’arco, ho avvolto la carta vetrata attorno ad una matita con la sezione rotonda ed l’ho passata in questo punto altrimenti difficile da raggiungere.

I went on filing until the semicircle piece perfectly fitted into the hollow part of the arch.

All pieces must be sanded to smoothen the surfaces. To be able to reach inside the concave part of the arch, I wrapped the sandpaper around a round pencil, so I was able to reach also this difficult part.

I blocchi di legno, una volta accostati creano un rettangolo perfetto. 

Se volete realizzare un carretto partendo da un numero diverso di blocchi, dovete prendere le misure del rettangolo che essi formano. Per ottenere la dimensione della base del carro bisogna aggiungere poi alle misure del rettangolo 1 mm al lato lungo ed 1 mm al lato cortoLo spazio aggiunto serve a lasciare dell’aria attorno ai blocchi, così che si possano estrarre più facilmente dal carretto.

Once joined, the wooden blocks create a perfect rectangle.

If you want to make a cart starting from a different number of blocks, you must measure the rectangle formed by the pieces and add 1 mm to the long side and 1 mm to the short side. So you obtain the dimension of the wagon’s base. The space added serves to leave air around the blocks, so that they can come out of the wagon more easily.

Ed ecco qui sopra un paio di composizioni che si possono comporre con 14 blocchi ed anche meno.

And here above are a couple of compositions that can be made with 14 blocks and even less.

La seconda parte di questo progetto consiste nel costruire il carretto. Volendo si potrebbe utilizzarlo anche come gioco a sé.

The second part of this project consists of building the cart. The wagon may be also used as a separate toy.

Io ho usato il legno recuperato da una scatola di formaggio, ma si può usare anche il cartone riciclato delle scatole dei cereali. Nel mio caso lo spessore del legno è di 1 mm.

I used recovered wood from a cheese box, but you could also use recycled cardboard from cereal boxes. In my case the wood thickness is 1 mm.

L’ho tagliato con cutter e riga di metallo. Il taglio nel senso della venatura è molto facile, mentre quello attraverso la vena è leggermente più difficile. L’importante, come sempre, è non cercare di dividere i pezzi prima di aver trapassato completamente il materiale con la lama.

I cut the wood with a utility knife and a metal ruler. It’s really easy to cut in the grain direction, while across the vein it’s slightly more difficult. As always, you should never try to take the pieces apart before having completely pierced through the material with the blade.

via wikipedia

Legno, cartone e carta hanno una vena, essendo tutti questi materiali composti da fibre. La direzione nella quale sono allineate la maggior parte delle fibre determina l’orientamento della vena. Tenere conto della direzione della vena è molto importante quando si creano oggetti di dimensioni reali. Il legno può deformarsi più o meno a seconda che sia tagliato o meno lungo la venatura. La carta e il cartone si allungano e si piegano in modo diverso lungo e contro la vena. Nella rilegatura dei libri, ad esempio, questo influisce sul funzionano del dorso e su come i libri si aprono.

L’orientamento della vena non hanno un grande impatto su oggetti piccoli. Tuttavia, può essere utile tenerlo presente, soprattutto se si utilizza il legno ed il cartone per la costruzione della struttura della casa delle bambole. La venatura del legno si riconosce ad occhio nudo. Per determinare l’orientamento della vena del cartone, basta prendere il foglio tra le mani e sentire in quale direzione si piega più facilmente. Questa è la direzione della vena.

Ho trovato degli articoli interessanti in italiano dedicati al legno ed alle venature, che potete leggere qui, qui e qui. Mentre in inglese potete leggere “Determining grain direction“.

Per quanto riguarda invece la carta, essa si dilata maggiormente nel senso della venatura e questo potrebbe creare dei problemi quando si applicano tappezzerie di carta con dei disegni che devono combaciare perfettamente. Per poter identificare la direzione della vena e calcolare i millimetri di dilatazione bisogna fare delle prove su dei campioni.

There is a grain direction in wood, cardboard and paper, as all these materials are made of fibers. The grain orientation is the direction in which a greater number of fibers are aligned. It’s very important to determine the grain direction when you create objects in real size. Wood may warp more or less depending on whether it’s cut along the grain or not. Paper and cardboard stretch and bend differently along and against the grain. For example, in book binding it affects how spines work and even if open books lay flat or not.

These effects don’t have a too big impact on tiny objects. Nevertheless it may be useful to recognize the grain orientation, especially it you use wood or cardboard for the construction of the dollhouse’s structure.  The orientation on wood can be recognized by naked eye. To determine the grain orientation in cardboard, just take the sheet in your hands and feel in which direction it bends more easily. This is the grain direction.

If you would like to read more about wood and wood grain, I found this interesting article in English “Determining grain direction“.

Paper expands more in the direction of the grain and this could create problems while applying wallpaper with designs that must perfectly match. To determine the grain direction, we need to do tests on samples. So we will be able to calcolate the millimeters of expansion, too.

Per il fondo ed i lati del carretto ho tagliato 5 pezzi nelle seguenti misure:

A = fondo -> 1 pezzo da 21 mm x 31 mm

B = lati corti -> 2 pezzi da 21 mm x 8 mm

C = lati lunghi -> 2 pezzi da 33 mm x 8 mm

For the bottom and the sides of the wagon I cut 5 pieces in the following sizes:

A = bottom -> 1 piece 21 mm x 31 mm

B = short sides -> 2 pieces 21 mm x 8 mm

C = long sides -> 2 pieces 33 mm x 8 mm

I giocattoli un tempo erano realizzati principalmente in faggio, un legno omogeneo, pesante, resistente, e privo di elasticità ma che non si scheggia facilmente. È facile lavorarlo ed è ottimo per lavori di tornitura. Il faggio è ampiamente diffuso in tutta Europa e nel Nordamerica. Inizialmente è di colore bianco, poi con il tempo diventa rossastro.

Il legno della mia scatola di formaggio mi pareva troppo chiaro e avrebbe conferito al gioco un aspetto troppo nuovo. Così l’ho reso più caldo ed ambrato passando su tutta la superficie del lucido da scarpe color cuoio. Ho intinto una pezzuola nel barattolo ed ho steso la cera omogeneamente su tutti i lati, compresi gli spessori. Ho strofinato a lungo fino a quando la cera non era più appiccicosa.

Once toys were mainly made of beechwood. It’s a homogeneous, heavy, resistant wood that lacks of elasticity but it doesn’t splinter easily. It’s easy to work and is great for turning. Beech trees are widespread throughout Europe and North America. The wood is initially white, then over time it turns reddish.

I didn’t like the wood color of my cheese box. It seemed too light colored to me and the toy would have looked too new. So I darkened it by applying over the entire surface a mid-tan shoe polish. I dipped a cloth in the jar and spread the wax evenly over all sides, including the thickness. I rubbed it for a long time util it was no longer sticky .

Per creare l’asse delle ruote ho preso un fiammifero lungo, di quelli usati per l’accensione del camino. Ha la sezione 3 mm x 3 mm. Ho tagliato 2 pezzi lunghi 23 mm.

Ho applicato anche a questi due pezzi una patina di cera colorata.

To create the axle of the wheels I took a long match, one of those used for lighting the fire in a fireplace. Its section measures 3 mm x 3 mm. I cut 2 pieces 23 mm long.

I applied also to these two pieces a reddish wax patina.Per realizzare le ruote ho usato dei normali spilli da sarta in acciaio e due tipi di cartoncino: uno leggero rosso ed uno un po’ più spesso bianco. Con la perforatrice da ufficio ho tagliato per ogni ruota 1 disco rosso e 2 bianchi. Ho quindi incollato i tre dischi insieme ottenendo un disco spesso 2 mm scarsi.

Ho dovuto usare due strati di cartoncino bianco, perché la mia perforatrice non avrebbe tagliato con precisione spessori troppo alti. Se voi avete fustellatrici più performanti, potreste realizzare la ruota con solo due strati di cartoncino, uno sottile rosso ed uno spesso bianco.

Con un tronchese ho tranciato gli spilli a 8 mm dalla capocchia. Il metallo è piuttosto robusto ed ho dovuto usare la forza di ambedue le mani. Non potendo tenere l’altra estremità dello spillo e per evitare che la punta schizzasse quindi via e mi potesse ferire, ho completamente coperto la mano con l’attrezzo con uno straccio. La punta non è potuta quindi volare via, ma è stata fermata dal tessuto.

Al centro di ogni ruota ho praticato un foro con il mini trapano a mano e poi vi ho infilato lo spillo. Tenendo fermo lo spillo tra due dita, ho fatto girare ogni ruota, rendendo il foro liscio e leggermente più largo, così che la ruota potesse ruotare agevolmente.

The wheels are made with stainless steel dressmaker pins and two types of cardboard: a light one in red and a slightly thicker one in white. For each wheel I cut 1 red and 2 white discs using a two hole puncher. Then I glued the three disks together to obtain one disk, scarcely 2 mm thick.

I had to use two layers of white cardboard, because my hole puncher can’t afford to neatly cut thicker pieces. If you have a more powerful cutting tool, you could make the wheel with only two layers: a thin red slice and a thick white slice.

Then I cut the pins, 8 mm from their head. The metal is quite sturdy and I had to use both hands to operate the wire cutter. Not being able to hold one end of the pin and in order to prevent the tip from shattering off and possibly hurting me, I completely covered my hand and the tool with a cloth. So the pin tip couldn’t fly away, but it was stopped by the fabric.

Using the mini drill I pierced a hole in the center of each wheel and then I put the pin in it. Holding the pin firmly between two fingers, I turned each wheel, making the hole smoother and slightly wider, so that every wheel could rotate easily.

Ho praticato un foro anche al centro di ogni estremità dell’asse delle ruote. La punta del trapano dev’essere leggermente più sottile degli spilli, così che essi rimangano poi bloccati nel legno.

I also drilled a hole in the center of each end of the wheel axle. The drill bit must be slightly thinner than the pins, so that they remains stuck in the wood.

Il carretto è trainato con un cordino Per poterlo fissare, ho dovuto creare un aggancio usando un pezzo di legno della scatole del formaggio largo 5 mm. Ho arrotondato un’estremità, ho applicato il lucido da scarpe colorato ed ho praticato un foro per far passare il cordino. Poi ho tagliato il pezzo a 10 mm.

The wagon is pulled by a cord, In order to secure it to the vehicle, I created a piece with a hole using the wood of the cheese box. I cut a 5 mm wide strip, I rounded one end, I applied the colored shoe polish and I drilled a hole for the string. Then I cut the piece to 10 mm.

Ho infilato gli spilli con le ruote nei due stecchi di legno precedentemente forati, lasciando sufficientemente spazio alle ruote, affinché potessero girare liberamente.

Poi ho incollato i due assi a 6 mm dal bordo del fondo del carretto. Infine ho applicato l’aggancio per il cordino, centrandolo, e verificando che il foro risultasse libero.

I inserted the pins with the wheels into the holes I previously drilled in the two wooden sticks, leaving enough space for the wheels to turn freely.

Then I glued the two axles to the bottom of the wagon, 6 mm from the edge. I also pasted the hook for the cord, centering it, and checking that the hole was free.

Iniziando dai lati corti, ho incollato il bordo conto lo spessore della base. Essi non deve sporgere sui lati lunghi e deve essere a filo del fondo.

Starting from the short sides, I glued the border against the thickness of the base. It must not protrude and should be flush with the bottom.

Dopo aver incollato i due bordi corti ho incollato quelli lunghi. Il carretto è così assemblato.

After applying the two short borders, I glued the long ones. The cart is so assembled.

Ora può essere riempito con i blocchetti di legno.

Now it can be filled with the wooden blocks.

I bottoni automatici di metallo, detti anche bottoni a pressione, sono un’alternativa alle ruote realizzate con il cartone. Bisogna scegliere il tipo da cucire e non quello da rivettare, perché i fori intorno alla parte centrale, che servono a far passare ago e filo, li fanno assomigliare ai raggi della ruota. Gli automatici sono composti da due parti, una metà più leggera, il maschio, ed una più grossa, la femmina. Per creare le ruote io uso solo i maschi.

Con un tronchese da bigiotteria elimino la protuberanza. Rimane un foro al centro del bottone nel quale è possibile far passare lo spillo, che come nelle ruote di cartone, funge da perno e fissa la ruota all’asse.

The metal snap fastener are an alternative to the wheels made with cardboard. You have to choose the sew on type and not those to be riveted, because the holes around the central part, in which needle and thread pass, make them look like the spokes of the wheel. The snap fastener are composed of two parts: male and female. I use only the first part to create wheels.

I remove the protuberance with a wire cutter. A hole remains in the center of the button in which it’s possible to insert the pin, that acts as a pivot and fixes the wheel to the axis.

Per poter trainare il carretto ho aggiunto un cordino. Ho scelto un filo rosso, che si abbinasse al colore delle ruote ed un po’ spesso, di quelli che si usano per attaccare i bottoni ai cappotti.

Se non avete un filo adatto a disposizione, potete realizzarne uno con il filo da ricamo opportunamente attorcigliato, come facemmo per la paperella da trainare.

Poi ho fatto un grosso nodo ad un’estremità e con l’aiuto di un ago l’ho infilato nel foro dell’aggancio, passando dal sotto verso l’altro così il nodo è rimasto nascosto sotto il legno.

To be able to pull the wagon, I added a cord. I chose a red thread in the same color of the wheels. I used a thicker thread, that is usually used to attach buttons to coats.

If you don’t have a suitable thread to hand, you can make one yourself, as we did for the pull along duck.

I made a big knot at one end. With a needle I pulled the thread through the hole in the hookup, passing upwards so the knot stays hidden under the wood.

Per dare al cordino un aspetto più rifinito e per permettere una facile presa, ho aggiunto un pomolo realizzato con una perlina rossa di legno.

Prima ho infilato la perlina, poi ho fatto un nodo sufficiente mente grosso da bloccare la perla. Ho applicato della colla sul nodo ed ho tagliato il filo subito dopo il nodo. Infine ho tirato il filo fino a che il nodo si è bloccato all’interno della perlina, nascondendolo ed ho lasciato asciugare la colla. 

To give the cord a more refined look and to allow an easy grip, I added a knob made with a red wooden bead.

First I threaded the bead, then I made a knot sufficiently thick to prevent the pearl from slipping off. I applied glue on the knot and cut the thread immediately after the knot. Finally I pulled the thread until the knot got stuck inside the bead and I let the glue dry.

Il carretto da trainare con le costruzioni di legno è così pronto per essere messo nella casa delle bambole. Ho cercato in internet altri progetti simili, ma non ho trovato molto.

The pull along wagon with the wooden building blocks is now ready to be placed in the dollhouse. I searched other similar projects on the internet, but I found only the following links.

wilminidesign.blogspot.nl

L’unico tutorial che ho trovato è l’immagine qui sopra. Purtroppo il link al blog pare non funzionare.

The only tutorial I found is the image above. Unfortunately the link to the blog doesn’t seem to work.

MiniaturebyLena – Etsy

Su Etsy ho trovato questo carretto in vendita in due versioni: colorata e grezza.

On Etsy I found the wagon above. It’s sold in a colored version and in natural finish.

321-miniature – eBay

Anche su eBay c’è un carretto con le costruzioni in vendita.

Also on eBay there is a pull along wagon with building blocks for sale.

via pinterest

Su Pinterest ho trovato la foto di questo carretto, ma non c’è nessun link collegato.

On Pinterest I found the picture of this cart, but there is no working link.

Calendrier de l’Avent 2019

Questo progetto fa parte dei tutorial nascosti dietro alle porticine del Calendrier de l’Avent 2019 organizzato da Joc, che ringrazio veramente di cuore per aver inserito anche quest’anno un mio tutorial.

Ormai è la sesta volta che partecipo a questo Calendario. Qui di seguito gli altri 5 tutorial, che ho pubblicato negli anni scorsi.

This project is part of the tutorials hidden behind the doors of Calendrier de l’Avent 2019 organized by Joc, whom I thank very warmly for adding again my tutorial.

It’s now the sixth time that I participate in this Calendar. Here below the other 5 projects I posted the past few years.

2014

2014 – Le calze di Natale – The Christmas stockings

2015

2015 – Braciere da camino – Fire basket

2016

2016 – Il baule dei ricordi – The trunk of memories

2017

2017 – Scatola con i soldatini – Wooden soldier in the box

2018

2018 – Le calze di Natale ricamate – Embroidered Christmas stockings

Ormai mancano pochi giorni a Natale. Non dimenticate di aprire anche le ultime porticine del Calendario.

Vi auguro buone feste!

There are only a few days left for Christmas. Don’t forget to open the last doors of the Calendar.

I wish you happy holidays!

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Libri di Natale – Christmas books – Libros de Navidad

Ben ritrovati!!! Dopo una lunga assenza eccomi di nuovo qui sul blog con un nuovo progetto. Da molto tempo desideravo fare un post dedicato ai libri. Non solo mi piace molto leggere nella vita reale, ma mi piace anche il libro come oggetto, l’odore della cellulosa e dell’inchiostro.

I libri non possono quindi mancare nella mia casa delle bambole. Nel web non ho trovato molti esemplari dedicati al Natale in scala 1:12. Allora quale occasione migliore del Calendario de Adviento per realizzare dei libri natalizi in miniatura?

Nice to be back!!! After a long absence, I am here on the blog again. For a long time I wished to write a post about books. I love reading and I also like their smell of cellulose and ink.

Therefore books must also be in my dollhouse. I couldn’t find many mini Christmas versions online. So what better occasion than the Calendario de Adviento to make Christmas books in 1:12 scale?

¡Bienvenido de nuevo! Después de una larga ausencia, aquí estoy nuevamente en el blog con un nuevo proyecto. Durante mucho tiempo quise hacer una publicación dedicada a los libros. No solo me gusta leer mucho en la vida real, sino que también me gusta el libro como un objeto, el olor a celulosa y tinta.

Por lo tanto, no pueden faltar libros en mi casa de muñecas. En la web no he encontrado muchos ejemplares dedicados a la Navidad en escala 1:12. Entonces, ¿qué mejor momento que el Calendario de Adviento para hacer libros de Navidad en miniatura?

 

atelier di rilegatura del XVI secolo – via wikipedia

La parola italiana libro e quella spagnola derivano dal latino “liber”. In origine significava “corteccia” ed era uno dei materiali sui quali si scriveva. Analogamente la parola inglese book, legata a quella tedesca Buch potrebbero derivare da “Buche”, in italiano faggio, un legno sul quale le antiche popolazioni germaniche incidevano le loro scritture.

Con il termine libro si intende un insieme di pagine rilegate e protette da una copertina. Nei secoli le innovazioni tecnologiche ne hanno migliorato le qualità e modificato l’aspetto. Inizialmente i fogli erano di pergamena. Essa fu poi sostituita dalla carta, un materiale più fragile, ma meno costoso da produrre. Fu inventata in Cina e migliorata dagli artigiani arabi ed arrivò in Italia nel XIII secolo. La cittadina marchigiana Fabriano diventa il più importante centro di produzione d’Europa. 

The Italian word libro, like the Spanish one, comes from the Latin “liber”. Originally it meant “bark”. This was one of the materials on which Romans wrote. Similarly, the English word book, linked to the German word Buch, may derive from “Buche”, (in English beech) a type of wood used by Germanic peoples for their inscriptions.

The term book means a set of pages bound and protected by a cover. Over the centuries, technological innovations have improved its quality and changed its appearance. Initially the sheets were made of parchment. Later it was replaced by paper, a more fragile but less expensive material. It was invented in China and improved by Arab artisans and arrived in Italy in the 13th century. The small town of Marche Fabriano became the most important production center in Europe.

La palabra italiana libro, como la española, deriva del latín “liber”. Originalmente significaba “corteza” y era uno de los materiales en los que estaba escrito. Del mismo modo, la palabra inglesa book que está conectada a la palabra alemana Buch, podría derivarse de “Buche” (en español haya) una madera en la que los antiguos pueblos germánicos grabaron sus escritos.

El término libro significa un conjunto de páginas encuadernadas y protegidas por una portada. A través de los siglos, las innovaciones tecnológicas han mejorado su calidad y cambiado su apariencia. Inicialmente las hojas eran de pergamino. Más tarde fue reemplazado por papel, un material más frágil, pero menos costoso de producir. Fue inventado en China y mejorado por artesanos árabes y llegó a España en el siglo XII.

libri antichi  della Biblioteca del Merton College, Oxford – via wikipedia

Anche le copertine subirono una evoluzione nei secoli. I primi libri simili ai nostri risalgono al 200 d.C. Si trattava di una raccolta di fogli protetti da una leggera copertina di pergamena. Nel Medioevo le copertine erano realizzate in legno rivestito di pelle. Con il tempo furono impreziosite da lavorazioni di lusso di alto livello artistico e perfino decorazioni in oro. Si iniziarono a vendere libri senza copertina per consentire all’acquirente di far realizzare da un legatore di sua scelta una nuova legatura secondo il suo gusto e disponibilità economica.

Nel quattrocento l’invenzione del torchio tipografico e dei caratteri mobili di Johannes Gutenberg permise di passare dai libri manoscritti alla stampa di numerose copie identiche. La produzione divenne nel tempo sempre meno costosa e portò ad una maggiore diffusione del libro, dovuta anche alla crescente alfabetizzazione.

A partire dalla seconda metà del settecento iniziarono a circolare le legature editoriali. Si trattava di libri di formato più piccolo con copertine di cartone o carta, spesso marmorizzata, realizzate in serie. Con la produzione industriale dei libri si diffusero anche copertine rigide più economiche, rivestite di tela di cotone.

Over the centuries the covers underwent an evolution, too. The first books similar to ours date back to 200 AD. It was a collection of sheets protected by a light parchment cover. In the Middle Ages the covers were made of leather-covered wood. Later binders embellished them with intricate workmanship and even gold decorations. Sometimes books were sold without a cover. So the buyer was able to commission a binding of his choice.

In the fifteenth century, Johannes Gutenberg’s invention of the movable type printing press allowed the transition from manuscripts, handwritten books, to multiple identical printed copies. Over time the production became less and less expensive and led to a greater diffusion of books, also due to the increasing literacy.

Starting from the second half of the eighteenth century publishers and printers begun to produce cheaper books, called Edition Binding. They had a smaller format. Bookbinding was made in series. The covers were made out of light cardboard covered with marbled paper or cotton cloth.

Incluso las portadas experimentaron una evolución a lo largo de los siglos. Los primeros libros similares a los nuestros datan de 200 DC. Era una colección de hojas protegidas por una ligera cubierta de pergamino. En la Edad Media, las cubiertas estaban hechas de madera cubierta de cuero. Con el tiempo, fueron decorados con mano de obra de lujo de alta gama e incluso decoraciones doradas. Los libros sin tapa comenzaron a venderse para permitir que el comprador tuviera una nueva encuadernación realizada por una carpeta de su elección de acuerdo con su gusto y disponibilidad económica.

En el siglo XV, la invención de la imprenta y los caracteres móviles por Johannes Gutenberg permitió el paso de los libros de manuscritos a la impresión de numerosas copias idénticas. Con el tiempo, la producción se hizo cada vez menos costosa y condujo a un mayor uso del libro, también debido a la creciente alfabetización.

A partir de la segunda mitad del siglo, las impresoras comenzaron a producir libros más baratos. Tenían un formato más pequeño. La encuadernación se realizó en serie. Sus cubiertas estaban hechas de cartón ligero cubierto con papel veteado o tela de algodón.

Nr. 1 „Reclams Universal-Bibliothek“ (1867) – via wikipedia

Nell’ottocento compare un nuovo tipo di rilegatura, la brossura, molto utilizzata anche ai giorni nostri. Viene impiegata principalmente per la produzione di libri economici, romanzi d’appendice, almanacchi, cataloghi ed opuscoli. La copertina è leggera e tagliata a filo del corpo del libro. Le pagine possono essere unite in un unico fascicolo e cucite alla copertina con uno o più punti metallici.

In the nineteenth century a new type of binding enables the mass-production of cheap paper-bound books, like novels, almanacs, catalogues and pamphlets. The paperbacks   had an enormous diffusion and they are widely used up to the present day. The cover is light and is cut flush with the text block. The pages form a section which is attached to the cover with one or more wire staples.

En el siglo XIX aparece un nuevo tipo de encuadernación, el libro en rústica, muy utilizado incluso hoy en día. Se utiliza principalmente para la producción de libros baratos, novelas de apéndices, almanaques, catálogos y folletos. La cubierta es ligera y está al ras del cuerpo del libro. Las páginas se pueden combinar en un solo cuadernillo y coser a la cubierta con una o más grapas.

 

piegatura per costituire un fascicolo – via treccani.it

Le pagine sono ottenute anche mediante la piegatura di un unico grande foglio stampato fronte-retro. Esse sono poi tenute insieme da cuciture ed incollate al dorso, realizzato in tela di cotone. A volte, i bordi esterni non venivano nemmeno rifilati dallo stampatore, ma dovevano essere tagliati dal lettore che con il tagliacarte separava le pagine lungo le pieghe. Forse vi saranno capitate anche a voi tra le mani vecchie edizioni economiche della prima metà del 900 ed avrete sicuramente notato alcuni bordi delle pagine molto irregolari dovuti proprio ad un taglio non preciso.

L’immagine qui sopra non solo mostra le pieghe per ottenere le segnature, o fascicoli, ma indica anche come il testo va disposto sul foglio di stampa. Seguendo i numeri si comprende come e dove  posizionare le singole pagine del libro, così che una volta piegato il foglio esse siano tutte diritte e nella giusta sequenza. Con questo tipo di piegatura ogni fascicolo ha sempre un numero di pagine multiplo di quattro: 4, 8, 16, 32, 64, etc … 

Lo schema che serve da traccia per la disposizione dei testi e delle immagini si chiama menabò e deriva dal dialetto milanese “mena i buoi” ovvero “guida i buoi”, nel senso di guida per la stampa. È sicuramente uno strumento indispensabile per l’impaginazione.

The gathering can also be obtained by folding a double-sided printed sheet. Then the pages are sewn together and glued to the back, which is made of cotton cloth. Sometimes, the outer edges were not even trimmed by the printer. They had to be cut by the reader who separated the pages along the folds with a letter opener. Perhaps you come across old economic editions from the first half of the 20th century and you have certainly noticed some very irregular page edges due to an inaccurate cut.

The image above shows not only the folds needed to obtain the signatures, or gathering. The illustration indicates also how the text should be placed on the sheet. Following the numbers we can see how and where to place the individual pages of the book, so that once the sheet is folded they are straight and in the right sequence. With this type of folding each signature always has a multiple page number of four: 4, 8, 16, 32, 64 …

This scheme is necessary for the arrangement of texts and images and it’s called paste-up. The Italian word is “menbò” and derives from the Milanese dialect and means literally “guide the oxen”, in the sense of guide for the press.

Las páginas también se obtienen doblando una sola hoja grande impresa a doble cara. Luego se mantienen juntas mediante costuras y se pegan a la parte posterior, hechas de tela de algodón. A veces, los bordes exteriores ni siquiera fueron recortados por el impresor, pero tuvieron que ser cortados por el lector que con el abrecartas separó las páginas a lo largo de los pliegues. Quizás haya encontrado antiguas ediciones económicas de la primera mitad del siglo XX y ciertamente ha notado algunos bordes de las páginas muy irregulares debido a un corte inexacto.

La imagen de arriba no solo muestra los pliegues para obtener los cuadernillos, sino que también indica cómo se debe colocar el texto en la hoja de prensa. Siguiendo los números entendemos cómo y dónde colocar las páginas individuales del libro, de modo que una vez que se pliega la hoja, están en la secuencia correcta y todas aparecen en línea recta. Con este tipo de pliegues, cada cuadernillo siempre tiene un número de páginas múltiplo de cuatro: 4, 8, 16, 32, 64, etc…

El esquema que sirve como rastro para la disposición de textos e imágenes en italiano se llama menabò y deriva del dialecto milanés “mena i buoi” o “guía a los bueyes”, en el sentido de una guía para la prensa. Sin duda es una herramienta indispensable para el diseño.

Come vedrete più avanti, nella mia versione in miniatura, il corpo del libro non si ottiene da un foglio stampato su ambo i lati come avviene nella realtà. Le pagine  del mini libro sono stampate una di fianco all’altra, formando una striscia il cui retro rimane bianco. La piegatura è solo in una direzione e ricorda una fisarmonica. Ogni pagina si compone quindi di due pagine, una con il fronte e l’altra con il retro, che una volta incollate insieme, formano un tutt’uno.

Naturalmente un libro così composto non deve avere un numero di pagine troppo altro, altrimenti risulterebbe di uno spessore esagerato e sproporzionato per le piccole dimensioni del volume.

Da un punto di vista tecnico, il libro che si ottiene partendo da una striscia non è quindi realistico. Questa soluzione è però un utile escamotage che rende il lavoro più veloce, semplice ed anche divertente.

As you’ll see later, the text block of my miniature books is not obtained from a paper sheet printed on both sides, as it happens in reality. The pages of my mini books are printed side by side, forming a strip with a blank back. It’s folded in only one direction like an accordion. Each page is therefore made of two leaves, one with the front and the other with the back. Once glued together they become one.

Of course a book made like this shouldn’t have too many pages, otherwise it would turn out too thick, looking out of proportion.

From a technical point of view, books made from strips aren’t realistic. However, this solution is a useful trick that makes the work fast, simple and even fun.

Como verá más adelante, en mi versión en miniatura, el cuerpo del libro no se obtiene de una hoja impresa en ambos lados como en la realidad. Las páginas del mini libro se imprimen una al lado de la otra, formando una tira cuya parte posterior permanece blanca. El plegado es solo en una dirección y se parece a un acordeón. Por lo tanto, cada página está compuesta por dos páginas, una con el frente y la otra con el reverso, que una vez pegadas, forman un todo.

Naturalmente, un libro así compuesto no debe tener demasiadas páginas, de lo contrario se produciría un grosor exagerado y desproporcionado debido al pequeño tamaño del volumen.

Desde un punto de vista técnico, el libro que se obtiene a partir de una tira no es realista. Sin embargo, esta solución es un truco útil que hace que la realización sea más rápida, simple e incluso divertida.

I tre libri che vi propongo in questo post sono stati realizzati con due tipi diversi di rilegature:  due hanno la copertina rigida ed uno è in brossura.

Online esistono già molti tutorial che spiegano come realizzare dei libri, vedi ad esempio 1 inch minis o tiny crafter per citarne due che mostrano due diversi tipi di libri in miniatura.

Anche il materiale da stampare è abbastanza facile da trovare. Pinterest è sicuramente una fonte inesauribile. Io ne ho raccolti parecchi nella mia cartella Miniatures – books & magazines dedicata all’editoria in miniatura. Qui sul blog potete cercare nella mia raccolta di materiale da stampare che trovate nella colonna di destra, visibile da computer fisso. Passando con il mouse sul nome del sito appare quale tipo di printies vengono offerti da ognuno di loro. Oppure potete cercare nei post che ho pubblicato negli anni, dedicati al materiale da stampare che viene offerto gratuitamente online. Li ho raccolti qui per vostra comodità: Printies 1, Printies 2, Printies 3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 e Printies 7 .

The three books that I propose to you in this post have been made with two different types of bindings: two have a hard cover and one is a paperback.

Online there are already many tutorials that explain how to make books, see for example 1 inch minis or tiny crafter to name two that show two different types of miniature books.

Also printies are quite easy to find. Pinterest is certainly an inexhaustible source. I have collected several in my board Miniatures – books & magazines. Here on the blog you can search in my collection links to printies that you can find in the right sidebar in the desktop view. Moving the mouse over the site’s name the type of printies offered will show up. Otherwise you can search through the blog and look for the posts I’ve published over the years, dedicated to the printies offered online for free. I gathered them here for your convenience: Printies 1, Printies 2, Printies3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 and Printies 7 .

Los tres libros que le propongo en esta publicación se han hecho con dos tipos diferentes de encuadernaciones: dos tienen una tapa dura y uno es de bolsillo.

Ya existen muchos tutoriales en línea que explican cómo implementarlos, vea por ejemplo 1 inch minis o tiny crafter para nombrar dos que muestran dos tipos diferentes de libros en miniatura.

Incluso el material a imprimir es bastante fácil de encontrar. Pinterest es sin duda una fuente inagotable. He reunido varios en mi tablero Miniatures – books & magazines dedicado a la publicación en miniatura. Aquí, en el blog, puede buscar en mi colección de material para imprimir que encontrará en la columna derecha, visible desde un ordenador de sobremesa. Moviéndose con el mouse sobre el nombre del sitio, aparece el tipo de impresiones que cada uno de ellos realiza. O puede buscar en las publicaciones que he publicado a lo largo de los años, dedicadas al material que se imprimirá y que es gratuito en línea. Los reuní aquí para su comodidad: Printies 1, Printies 2, Printies3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 e Printies 7.

Cartonaggio – fabbrieditori.rizzolilibri.it

La tecnica che io utilizzo per creare i miei libri in miniatura, deriva da quella che si usa per i libri “veri”. La mia insegnante è stata Valeria Ferrari. Con lei scrissi poi il “Manuale di Cartonaggio” edito da Fabbri Editori, Rizzoli Editori. La prima stampa uscì nelle librerie nel 1995 e fu una vera novità per il mercato italiano, perché fino ad allora erano disponibili solo traduzioni di manuali scritti da autori stranieri.

All’interno spieghiamo le tecniche, i materiali e la realizzazione passo-passo di 15 progetti, tra scatole, cornici, cartellette, album ed agende. Per chi non conoscesse il termine cartonaggio, con esso si intende la lavorazione con la quale si producono contenitori di cartone rivestiti poi con carta o tela e la realizzazione ed applicazione di copertine nella rilegatura di libri.

The technique I use for my miniature books comes from the one used for “real” books. My teacher was Valeria Ferrari. Later I wrote with her the paper crafting handbook “Manuale di Cartonaggio” published by Fabbri Editori, Rizzoli Editori. The first print came out in 1995 and was a real novelty for the Italian market, because until then only translations of manuals written by foreign authors were available.

In the book we explain techniques, materials and we give the step-by-step explanations for making 15 projects, including boxes, frames, folders and book. We show how to make different containers using cardboard. How to cover them with paper or canvas and how to create covers and how to bind books.

La técnica que uso para crear mis libros en miniatura proviene de la que se usa para los libros “reales”. Mi maestra fue Valeria Ferrari. Con ella escribí el “Manual de Cartonage” publicado por Fabbri Editori, Rizzoli Editori. La primera impresión salió a la venta en las librerías en 1995 y fue una verdadera novedad para el mercado italiano, porque hasta entonces solo estaban disponibles traducciones de manuales escritos por autores extranjeros.

En el interior, explicamos las técnicas, los materiales y la realización paso a paso de 15 proyectos, incluidos cuadros, marcos, carpetas, álbumes y diarios. Para aquellos que no están familiarizados con el término cartonage, con él nos referimos al procesamiento con el que producimos recipientes de cartón que luego se cubren con papel o lienzo y la creación y aplicación de cubiertas en la encuadernación de libros.

via archive.org

Cartonaggio edizione inglese

Il nostro manuale è ricco di belle foto, ma la parte preponderante è dedicata alla tecnica, fornendo spiegazioni molto dettagliate. Forse proprio per questo ebbe un grande successo e vi furono numerose ristampe e diverse edizioni come il “Corso Rapido di Cartonaggio“, una versione ridotta rispetto a quella integrale di 160 pagine, ed anche un video corso. Fu tradotto in diverse lingue straniere. Il titolo di quella inglese è “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers & Frames“.

Ormai il libro è fuori catalogo, anche se online si trovano ancora delle copie in vendita. Se possedete la versione integrale in italiano o in inglese del nostro manuale, a pagina 72 potete seguire nel dettaglio come creare la copertina, preparare il corpo del libro e infine incassarlo nella copertina.

Our handbook has many beautiful photos, but the most important part is dedicated to the technique, providing very detailed explanations. Perhaps this is the reason why it was a big success. Numerous reprints were made and it came out in various editions like the “Speedy Paper Crafting Course”, a smaller version compared to the full 160 pages, and also a video course. It was translated into several foreign languages. The title of the English one is “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers & Frames”.

The book is now out of print, even if there are still copies on sale online. If you have the full version in Italian or English, you can follow in detail on page 72 how to create the cover, prepare the text block and finally attached it to the cover.

Nuestro manual está lleno de hermosas fotos, pero la parte preponderante está dedicada a la técnica y brinda explicaciones muy detalladas. Quizás por esta razón tuvo un gran éxito y hubo numerosas reimpresiones y varias ediciones como el “Curso Rápido de Crear con Papel y CartónCajas, Carpetas, Portarretratos, Agendas, Clasificadores“, una versión más pequeña en comparación con las 160 páginas completas, y también un curso de video. Fue traducido a varios idiomas extranjeros. El título del inglés es “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers Frames”.

El libro ahora está agotado, pero todavía hay copias a la venta en línea. Si tiene la versión completa en italiano o inglés de nuestro manual, en la página 72 puede seguir en detalle cómo crear la portada, preparar el cuerpo del libro y finalmente encajarlo en la portada.

 

Una aspetto per me importante nella costruzione della mia casa delle bambole è che l’architettura, l’arredamento e gli accessori siano il più realistici possibile e corrispondenti all’epoca. Per questo motivo cerco di documentarmi, di trovare fotografie antiche o materiale d’epoca da utilizzare direttamente o come fonte d’ispirazione.

I tre libri che ho preparato per il Calendario de Adviento 2019 sono ricavati da pubblicazioni originali della seconda metà dell’800 e dei primi del 900 trovate su web.archive.org e santaclaus.com.

Si tratta dei seguenti classici natalizi: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book e The Night Before Christmas. Mi sarebbe piaciuto recuperare dei libri antichi anche in altre lingue, ma mi sembra di capire che siano soprattutto i paesi anglosassoni a mettere a disposizione gratuitamente archivi di materiale storico. Comunque la mia ricerca prosegue ed in futuro potrei aggiungere altri titoli alla mia libreria in scala 1:12. Passate quindi ogni tanto qui sul blog….

In the construction of my dollhouse I try to stick to reality as much as possible. So architecture, furnishings and accessories are inspired by the existing objects of the chosen time period. For this reason I try to document myself, to find old photographs or vintage material to use directly or as a source of inspiration.

The three books I prepared for the Calendario de Adviento 2019 are obtained from original publications dating back to the second half of the nineteenth and early twentieth centuries. I found them on web.archive.org and santaclaus.com.

They are Christmas classics. The titles are: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book and The Night Before Christmas. I wish I could also find editions in other languages. But I have the impression that especially the archives in Anglo-Saxon countries collect and provide historical graphic material for free. I’ll continue my research and in the future I will possibly add other titles to my library in 1:12 scale. So stay tuned….

Un aspecto importante para mí en la construcción de mi casa de muñecas es que la arquitectura, el mobiliario y los accesorios sean lo más realistas posibles y correspondientes a la época. Por esta razón, trato de documentarme, para encontrar fotografías antiguas o material antiguo para usar directamente o como fuente de inspiración.

Los tres libros que preparé para el Calendario de Adviento 2019 están tomados de publicaciones originales de la segunda mitad del siglo XIX y principios del siglo XX que se encuentran en web.archive.org y santaclaus.com.

Estos son los siguientes clásicos navideños: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book and The Night Before Christmas. También me hubiera gustado recuperar libros antiguos en otros idiomas, pero entiendo que son sobre todo los países anglosajones los que proporcionan archivos de material histórico de forma gratuita. Sin embargo, mi investigación continúa y en el futuro podría agregar otros títulos a mi biblioteca en escala 1:12. Así que vuelve aquí de vez en cuando en el blog….

Utilizzando il programma di fotoritocco Gimp ho creato una versione in miniatura del corpo del libro e della copertina.

Se volete divertirvi a creare le vostre printies personali e siete alla ricerca di un software per manipolare le immagini, Gimp è un’ottima soluzione. Lo potete scaricare gratuitamente dal sito ufficiale gimp.org. Su Gimp Italia trovate poi assistenza ed informazioni in lingua italiana sull’uso del programma.

Using Gimp the image manipulation program, I created a miniature version of the book’s pages and the cover.

If you want to have fun creating your personal printies and are looking for software to manipulate images, Gimp is a great solution. You can download it for free from the official website gimp.org.

Usando el programa de edición de fotos Gimp, creé una versión en miniatura del cuerpo del libro y la portada.

Si quiere divertirse creando sus impresiones personales y está buscando un software para manipular imágenes, Gimp es una gran solución. Puede descargarlo gratis desde el sitio web oficial gimp.org. En Gimp – ES encontrará asistencia e información en español sobre el uso del programa.

 

componenti del libro - via gliartigianidellibro.it

Prima d’iniziare con la realizzazione del primo libro in miniatura, vi segnalo i seguenti siti dove potete trovare la spiegazione dei termini specifici usati in legatoria e che troverete più avanti nelle descrizioni delle foto.

In Italiano

Gli artigiani del libro – componenti del libro

Il RilegaLibro – glossario

AbeBooks – glossario

via wikipedia

Before starting with the making of the first book in miniature, I give you some links to sites where you can find the explanation of the specific terms used in bookbinding and that you may find later under the descriptions of the photos.

In English

Philobiblon.com – glossary of binding terms

Wikisource.org – The Art of Bookbinding / Glossary

Il RilegaLibro – glossary

Etherington & Roberts. Dictionary – bookbinding dictionary

via blogs.fad.unam.mx/asignatura/alicia_portillo

Antes de comenzar con la realización del primer libro en miniatura, señalamos los siguientes sitios donde puede encontrar la explicación de los términos específicos utilizados en la encuadernación de libros y que encontrará más adelante en las descripciones de las fotos

En español

Glosariografico.com – encuadernacion

Glosario Términos Encuadernación by marina mendez – issuu

Ministerio de Educatión, Cultura y Deporte – Glosario, Encuadernación Artística

Ho creato un file separato per ogni libro. Cliccate sull’immagine qui sopra per scaricare il pdf di “Visit from St Nicholas“.

Per prima cosa ho stampato in alta qualità il pdf. Per evitare che la stampate modificasse le dimensioni originali delle immagini, ho impostato il parametro del ridimensionamento a 100% ed ho levato la spunta alla voce “adatta e centra”.

Non avendo una stampante inkjet, ho utilizzato quella laser. Purtroppo, in questo caso, quando si piega il foglio di carta il colore della stampa tende a creparsi. Devo dire però che questo “difetto” crea un aspetto logoro sui bordi delle pagine del libro che bene si presta per un libro usato.

La carta che avevo a disposizione è quella comunemente chiamata “carta per fotocopie”. I fogli hanno una grammatura intorno ai 80 gr/m2 e sono andati bene. Infatti ogni singola pagina del libro è composte da due fogli incollati insieme. Non bisogna quindi scegliere una carta troppo spessa, perché altrimenti le pagine risulterebbero troppo rigide.

I created a separate file for each book. Click on the image above to download the pdf of “Visit from St Nicholas”.

First of all I printed the pdf. To get a print true to size, I set the options in my printer as follows: “print at 100%” or “print actual size” checked and “fit and center” or “fit fo page”  unchecked.

I don’t have an inkjet printer, so I used the laser one. Unfortunately, when the sheet of paper is folded, the color of the print tends to crack. However, this “flaw” turns out to be a plus in this project, because the page edges look worn out like in used books.

Every single page of the mini book is made with two sheets glued together. Therefore we have to choose a thin paper, otherwise the pages would be too stiff. I used normal copier paper. My sheets weight around 80 gsm.

Creé un archivo separado para cada libro. Haga clic en la imagen de arriba para descargar el pdf “Visit from St Nicholas”.

En primer lugar, imprimí en alta calidad el pdf. Para evitar que la impresora cambie el tamaño original de las imágenes, configuré el parámetro de cambio de tamaño al 100% y he eliminado la marca en el elemento “adecuado y central”.

Al no tener una impresora de inyección de tinta disponible, usé una de láser. Desafortunadamente, en este caso, cuando la hoja de papel está doblada, el color de la impresión tiende a agrietarse. Sin embargo, debo decir que este “defecto” crea una apariencia desgastada en los bordes de las páginas del libro que se presta bien a un libro usado.

El papel que tenía disponible es el comúnmente llamado “papel de fotocopia”. Las hojas tienen un peso de alrededor de 80 gr y han ido bien. De hecho, cada página del  libro se compone de dos hojas pegadas. Así que no elijas demasiado unas hojas mas gruesas, porque de lo contrario las páginas serían demasiado rígidas.

Con il cutter e la riga di metallo ho ritagliato la copertina e la striscia con le pagine interne. La prima va tagliata a filo dell’immagine, mentre alla seconda ho lasciato un margine bianco lungo i lati lunghi, mantenendo per il momento le tacche nere su ambo i lati.

Per ottenere tagli perfetti è meglio utilizzare cutter e riga di metallo. Ciò permette di tagliare parti lunghe in una sola passata. La forbice non è indicata soprattutto per i tagli lunghi e dritti. Il movimento “apri e chiudi” della mano crea quasi inevitabilmente dei dentini e spesso la linea di taglio risulta leggermente ondulata.

La lama del cutter deve essere ben affilata, meglio se nuova. Così si evita che essa si inceppi, strappando la carta o che il bordo della carta risulti sfilacciato. La lama deve poi sporgere poco dal corpo, così risulta più stabile.

La riga serve da guida per il cutter. Pertanto è bene sceglierne una di metallo, che difficilmente possa essere intaccata dalla lama. Il suo bordo così non si rovina e ci permette di fare a lungo tagli precisi e diritti. Il righello va appoggiato sopra l’immagine, lasciando libera la parte di carta da scartare. In questo modo l’asta di metallo protegge il disegno sottostante da tagli involontari.

I cut the book cover flush with the printed image. While I left a white margin along the long sides of the strip with the pages, keeping the black marks on both sides for now.

For perfect straight cuts it’s better to use a snap-off utility knife together with a metal ruler. This allows long clean cuts in one go. The scissors aren’t recommended in this case. The hand movement to “open and close” the blades can easily create tatty edges. In the  best outcome the cutting line turns out slightly curved.

The utility knife’s blade must be really sharp, preferably new. This prevents it to get stuck in the paper, tearing it. With dull blades the cutting edges result imprecise and frayed. The retractable blade should not stick out too much from the handle, so it’s more stable.

The ruler is used as a guide for the utility knife. Therefore it’s better to choose a metal one, so that it can’t be damaged by the blade and it can guarantee precise and straight cuts for a long time. The ruler should be placed over the image, leaving the unwanted paper exposed. In this way the metal body protects the underlying design from involuntary cuts.

Con el cúter y una regla de metal, corté la cubierta y la tira con las páginas interiores. La primera debe cortarse al ras de la imagen, mientras que en la segunda dejé un margen blanco a lo largo de los lados largos, manteniendo las marcas negras en ambos lados.

Para obtener cortes perfectos, es mejor usar un cúter y una regla de metal. Esto le permite cortar partes largas en una sola pasada. Las tijeras no están indicadas especialmente para cortes largos y rectos. El movimiento de “abrir y cerrar” de la mano casi inevitablemente crea dientes y, a menudo, la línea de corte es ligeramente ondulada.

La lama del cúter debe estar muy afilada, mejor si es nueva. Esto evita que se atasque, que rasgue el papel o que el borde del papel quede deshilachado. La cuchilla debe sobresalir ligeramente del cuerpo del cúter, para que sea más estable.

La regla sirve como guía para el cortador. Por lo tanto, es bueno elegir una de metal, que es difícil puede verse afectado por la cuchilla. Su borde no se estropea y nos permite hacer mejor cortes precisos y rectos. La regla debe colocarse sobre la imagen, dejando a la vista la parte del papel a descartar. De esta manera, la regla metálica protege el diseño subyacente de cortes involuntarios.

 

Le piccole tacche nere lungo i bordi lunghi della striscia delle pagine del libro marcano il punto in cui piegare le pagine. Questa piega corrisponde al margine esterno delle pagine.

Con la punta del cutter ho inciso ogni tacca (foto 1). Questi taglietti devono essere precisi e bisogna praticarli esattamente nel punto indicato. Essi fungono da “invito” per la piega. Se i tagli risultassero non allineati, si otterrebbero pagine di forma e dimensione diversa, che formerebbero poi un libro scompaginato con il taglio di piede, di testa e davanti, tutti disallineati.

Ho piegato e schiacciato leggermente la carta in prossimità delle prime due tacche, lasciando la stampa all’esterno ed il retro bianco all’interno. Senza l’ausilio di altri strumenti, la carta ha formato naturalmente una piega piuttosto diritta. Procedendo con cautela ho accompagnato la piega, fino alla completa sovrapposizione della carta, premendo infine bene il margine esterno della pagina del libro appena formatosi

Ho ripetuto questa operazione per ogni coppia di tacche e poi ho eliminato il bordo bianco tagliandolo via con cutter e riga (foto 2).

The small black marks along the edges of the paper strip indicate where to fold the book pages. The crease corresponds to the outer edge of the page.

With the tip of the blade I incised each mark (photo 1). These cuts must be precise and made exactly at the marked point. They function as “pilot cut” for the fold. If the incisions aren’t aligned, we get pages of different shapes and sizes. At the end the text block will show misaligned edges.

I slightly bent the paper near the first two marks, leaving the print on the outside and the white surface inside. Without using any tool, the paper naturally formed a rather straight fold. Proceeding with caution, I pressed the fold so that one part of the paper   completely overlapped the other. This is the first outer edge of the first page of the book.

I repeated for each pair of marks. At the end I removed the two white borders by cutting them off using the utility knife and the metal ruler (photo 2).

Los pequeños signos negras a lo largo de los bordes largos de la tira de páginas del libro marcan dónde doblar las páginas. Este pliegue corresponde al borde exterior de las páginas y marca el punto donde doblar la tira.

Con la punta del cúter grabé cada signo (foto 1). Estos cortes deben ser precisos y debes practicarlos exactamente en el punto indicado. Sirven como una “invitación” para el pliegue. Si los cortes no estuvieran alineados, se obtendrían páginas de diferentes formas y tamaños, que formarían luego un libro desordenado con el corte del pie, la cabecera y el frente, todos desalineados.

Presioné el papel ligeramente cerca de las dos primeras marcas, dejando la impresión por fuera y blanco por dentro. Sin la ayuda de otros instrumentos, el papel ha formado naturalmente un pliegue bastante recto. Continuando con precaución, acompañé el pliegue hasta la superposición completa del papel, finalmente presioné bien el borde exterior de la página del libro recién formada.

Repetí esta operación para cada par de marcas y luego eliminé el borde blanco cortándolo con el cúter y la regla (foto 2).

La piegatura nell’altro senso richiedere una maggiore attenzione, perché a questo punto si forma il corpo del libro.

Prendendo le prime due pieghe tra le dita (foto 1) le ho avvicinate, lasciando questa volta la stampa all’interno (foto 2). Ho appoggiato i bordi uno contro l’altro (foto 3). I margini esterni delle pagine devono essere allineati con precisione e gli angoli devono sovrapporsi perfettamente (foto 4). Ho schiacciato bene le pieghe solo quando ero soddisfatta della disposizione dei bordi (foto 5). Ho ripetuto questi passaggi per ogni pagina, facendo attenzione che tutte risultassero diritte e perfettamente sovrapposte.

Se si procede con calma, senza schiacciare subito completamente la piega della carta, si ha la possibilità di modificarla e spostarla, facendola capitare esattamente dove essa deve stare.

Folding in the other direction requires more attention, because at this point the text block is formed.

Taking the first two folds between the fingers (photo 1) I brought them together. This time I left the printed surface inside (photo 2). I placed the folds one against the other (photo 3). The outer edges of the pages must be precisely aligned and the corners must perfectly overlap (photo 4). I pressed well the folds only when I was satisfied with the arrangement of the edges (photo 5). I repeated these steps for each page, making sure that all of them were straight and perfectly overlapping.

By proceeding calmly, without pressing completely the fold too early, I had the possibility to change and move it, until the pages were all exactly lined up as they should be.

Doblar en la otra dirección requiere más atención, porque en este punto se forma el cuerpo del libro.

Tomando los primeros dos pliegues entre los dedos (foto 1) me acerqué a ellos, dejando esta vez el imprimir dentro (foto 2). Puse los bordes uno contra el otro (foto 3). Los bordes exteriores de las páginas deben estar alineados con precisión y las esquinas deben superponerse perfectamente (foto 4). Aplasté bien los pliegues solo cuando estaba satisfecho con la disposición de los bordes (foto 5). Repetí estos pasos para cada página, asegurándome de que todos salieran bien y perfectamente superpuestos.

Si procedes con calma, sin apretar el doblez del papel por completo, tienes la posibilidad de modificarlo y moverlo, haciendo que suceda exactamente como debe ser.

Ho protetto il piano di lavoro con un foglio di giornale ed ho steso la colla stick sul retro della striscia, evitando di applicarla sul retro delle controguardie. Le controguardie sono quei fogli non stampati all’inizio ed alla fine del libro che vanno incollati al piatto della copertina, e che tengono unito il corpo del libro al rivestimento esterno.

La colla stick deve essere del tipo permanente e non riposizionabile. È possibile utilizzare anche la colla vinilica diluita con acqua. La spiegazione di come procedere la trovate nella pagina del mio blog dedicata alle Tecniche e Materiali nel capitolo Rivestire con la carta. In questo caso la carta si allargherà leggermente e bisognerà aspettare più tempo fino a che le pagine siano ben asciutte. Con la colla stick il lavoro risulta quindi più veloce.

Qualsiasi sia la colla scelta, essa va stesa omogeneamente su tutto il retro delle pagine, escluse le controguardie. Affinché i margini delle pagine del libro risultino ben compatti e le due parti di carta che compongo il fronte ed il retro della pagina del libro formino un tutt’uno, bisogna stendere bene la colla anche sui margini della striscia, oltrepassando con il pennello o con lo stick i bordi superiori ed inferiori. Così facendo è inevitabile che il piano di lavoro si sporchi di colla. Per questo motivo è utile lavorare sul foglio di giornale. Infatti una volta sporcato di colla, si può eliminarlo, sostituendolo con uno pulito.

Sebbene certe marche di colla stick pubblicizzino l’assenza di grumi, alcune potrebbero comunque lasciare dei residui più spessi. Essi vanno eliminati, perché altrimenti formerebbero degli antiestetici rigonfiamenti sulle pagine.

I protected the table surface with a newspaper sheet and applied the glue stick on the back of the paper strip, avoiding the endpapers. The endpapers are the blank sheets at the beginning and at the end of the book. They are pasted to the cover boards and hold the text block together to the cover.

The glue stick must be permanent and not repositionable. You can use vinyl glue instead. I dedicated a chapter to Covering with paper on the page Techniques and Materials. There I explain how to dilute the glue with water and how to apply it. If you choose to use vinyl glue, the paper will slightly expand and you will have to wait longer until the pages are completely dry. With the glue stick the work is therefore faster.

Whatever glue you choose, you have to spread it evenly over the entire back of the paper strip, excluding the endpapers. In order to perfectly unite the two parts of paper with the front and the back of the book page and make a whole single page, it’s necessary to spread the glue also on the edges of the strip. Doing so it’s inevitable to spread the glue also on the table underneath. Therefore it’s useful to work on newspaper sheets. As soon as they get dirty, they can be easily replaced with a clean one.

Each book page is made of two papers, one with the front and one with the back printed on it, sticked together. In order to have united edges that the margins of the pages of the book are very compact and the two parts of paper that make up the front and the back of the book page form a whole, it is necessary to spread the glue well also on the edges of the strip, passing with the brush or with the stick the upper and lower edges. In doing so it is inevitable that the worktop becomes dirty with glue. For this reason it is useful to work on the newspaper sheet. In fact once soiled with glue, it can be eliminated, replacing it with a clean one.

Although some brands of glue sticks advertise that their product doesn’t leave clumps, some may still form lumps. These thicker leftovers must be eliminated, otherwise they will form unsightly bumps under the pages.

Protegí la superficie de trabajo con un periódico y extendí la barra de pegamento en la parte posterior de la tira, evitando aplicarlo en la parte posterior de los guardas. Los guardas son aquellas hojas que no se imprimen al principio y al final del libro, que deben pegarse a la placa de cubierta y que mantienen el cuerpo del libro junto con la cubierta externa.

El pegamento de barra debe ser del tipo permanente y no reposicionable. También puede usar pegamento de vinilo diluido con agua. La explicación de cómo proceder se puede encontrar en la página de mi blog dedicada a técnicas y materiales Tecniche e Materiali en el capítulo en italiano Rivestire con la carta y en inglés Covering with paperEn este caso, el papel se ensanchará un poco y tendrá que esperar más tiempo hasta que las páginas estén completamente secas. Con el pegamento de barra, el trabajo es por lo tanto más rápido.

Cualquiera que sea el pegamento elegido, debe extenderse de manera uniforme en todo el reverso de las páginas, excluyendo los guardas. Para que los márgenes de las páginas del libro sean muy compactos y las dos partes de papel que conforman el frente y el reverso de la página del libro formen un todo, es necesario extender bien el pegamento también en los bordes de la tira, pasando con el pincel o con el palillo los bordes superior e inferior. Al hacerlo, es inevitable que la encimera se ensucie con pegamento. Por esta razón, es útil trabajar en la hoja del periódico. De hecho, una vez manchado con pegamento, puede eliminarse, reemplazándolo por uno limpio.

Aunque algunas marcas de pegamentos en barra anuncian la ausencia de grumos, algunas pueden sin embargo, dejar residuos más gruesos. Deben ser eliminados, porque de lo contrario se formarían protuberancias antiestéticas en las páginas.

Partendo dalla prima piega e procedendo una pagina alla volta, ho accoppiato fronte e retro, lasciando la parte bianca all’interno ed ho così creato una alla volta le singole pagine del libro.

I margini superiori ed inferiori devono combaciare perfettamente. All’inizio la colla fresca permette degli aggiustamenti, ma bisogna procedere con cautela per non rischiare di stracciare la carta.

Starting from the first fold and proceeding one page at a time, I paired front and back, leaving the white part inside and I created the individual pages of the book one at a time.

The upper and lower margins must fit together perfectly. At the beginning the fresh glue allows adjustments, but you have to proceed with caution in order not to tear the paper.

Comenzando desde el primer pliegue y siguiendo una página a la vez, acoplé adelante y atrás, dejando la parte blanca adentro y así creé las páginas individuales del libro una cada la vez.

Los márgenes superior e inferior deben encajar perfectamente. Al principio, el pegamento nuevo permite ajustes, pero debe proceder con precaución para no arriesgarse a rasgar el papel.

Una volta ottenuto il corpo del libro, ho pressato bene tutte le pieghe con l’unghia, per appiattire il più sottile possibile lo spessore delle pagine.

Once I created the text block, I pressed all the folds with my fingernail to flatten the thickness of the pages as thin as possible.

Una vez que obtuve el cuerpo del libro, presioné bien todos los pliegues con la uña para aplanar el grosor de las páginas lo más fino posible.

La colla stick può lasciare dei residui filamentosi sul margine della carta, ma anche la pressione esercitata sul corpo del libro può far uscire dai bordi la colla in eccesso. Questi resti devono essere eliminati accuratamente, altrimenti le pagine si incollano tra loro ed una volta asciutta,  il libro non può più essere sfogliato.

The glue stick can leave filamentous residues on the edge of the paper. Also the pressure on the text block can make excess glue come out and smear the edges. These glue rests must be carefully removed, otherwise the pages stick together and once dry, the book can no longer be leafed through.

La barra de pegamento puede dejar residuos filamentosos en el borde del papel. También la presión ejercida sobre el cuerpo del libro puede hacer que el exceso de pegamento salga de los bordes. Estos restos deben eliminarse con cuidado, de lo contrario las páginas se pegarán y una vez secas, el libro ya no se podrá despegar.

Il corpo del libro è pronto. Sebbene le pagine non necessitassero di asciugare, perché avevo usato la colla stick, ho messo comunque il libro sotto dei pesi per renderlo ancora più sottile, in attesa che la colla facesse presa.

The text block is ready. Although the pages didn’t need to dry, because I used the glue stick, I still put the book under weights to make it even thinner, waiting for the glue to set.

El cuerpo del libro está listo. Aunque las páginas no necesitaban secarse, porque usé la barra de pegamento, todavía pongo el libro bajo pesos para hacerlo aún más delgado, mientras espero que se fije el pegamento.

Nel frattempo ho iniziato a lavorare alla copertina. Per prima cosa ho piegato tutti e 4 i lati. Non avendo le tacche-guida, ho praticato dei taglietti sul bordo, a 2 mm dagli angoli, su ogni lato. (foto 1).

Con l’aiuto di un oggetto diritto e sottile (nel mio caso ho utilizzato una lama di ricambio del cutter) ho appoggiato la carta nel punto dove volevo imprimere la piega, aiutandomi con i taglietti per trovare il punto esatto. Con cautela, per non tagliare il mio dito o la carta, ho impresso leggermente la piegatura (foto 2). Poi ho tolto la lama, ho appoggiato la carta sul piano di lavoro ed ho pressato bene la piega.

In the meantime, I started working on the cover. First I folded all 4 sides. Not having the marks printed, I made some cuts on the edge, at 2 mm from the corners, on each side. (photo 1).

With the help of a straight and thin object (in my case I used a spare utility knife’s blade) I placed the paper where I wanted to impress the fold, using the slits to find the exact point. Carefully I lightly impressed the fold, being careful not to cut my finger or the paper (photo 2). Then I removed the blade, placed the paper on the cutting mat and pressed the fold well.

Mientras tanto comencé a trabajar en la portada. Primero doblé los 4 lados. Al no tener las muescas de guía, hice pequeños cortes en el borde, a 2 mm de la esquina, a cada lado. (Foto 1).

Con la ayuda de un objeto recto y delgado (en mi caso utilicé una cuchilla de repuesto del cortador), coloqué el papel donde quería colocar el doblez, usando las ranuras para encontrar el lugar exacto. Con cuidado, para evitar cortarme el dedo o el papel, presioné ligeramente el pliegue (foto 2). Luego quité la cuchilla, coloqué el papel sobre la superficie de trabajo y presioné bien el doblez.

Per realizzare i piatti delle copertina ho utilizzato un cartoncino riciclato piuttosto leggero. Il mio era spesso circa 0,5 mm. Se si utilizzasse un cartoncino troppo sostenuto, la copertina risulterebbe troppo grossa e sproporzionata per un oggetto così piccolo.

Ogni piatto misura 16 mm x 19 mm; ne servono 2 pezzi.

For the cover boards I used a rather light recycled cardboard. Mine was about 0.5 mm thick. If you use a cardboard that is too tick, the cover would be too big and out of proportion for such a small object.

Each panel measures 16 mm x 19 mm; 2 pieces are needed.

Para hacer las cubiertas utilicé un cartón reciclado bastante ligero. El mío tenía aproximadamente 0,5 mm de espesor. Si utilizara un cartón demasiado grueso, la cubierta sería demasiado grande y desproporcionada para un objeto tan pequeño.

Cada placa mide 16 mm x 19 mm; se necesitan 2 piezas.

Ho incollato i rettangoli sul retro della copertina, allineando i bordi di cartone alle pieghe della carta. Il rettangolo che corrisponde al dorso rimane libero.

Di fronte ad ogni angolo esterno dei piatti ho eliminato un triangolo di carta, senza arrivare troppo vicino al cartoncino. Questa distanza deve essere leggermente maggiore allo spessore del piatto. Io ho lasciato 1 mm.

I pasted the rectangles on the back of the cover print, aligning the cardboard edges with the folds of the paper. The rectangle that corresponds to the spine remains free.

In front of each external corner of the plates I cut off a triangle of paper, without getting too close to the cardboard. This distance must be slightly greater than the thickness of the plate. I left 1 mm.

Pegué los rectángulos en la parte posterior de la cubierta, alineando los bordes de cartón con los pliegues de la tapa. El rectángulo que corresponde al lomo permanece libre.

Delante de cada esquina exterior de las placas eliminé un triángulo de papel, sin acercarme demasiado al lado de la tarjeta. Esta distancia debe ser ligeramente mayor que el grosor de la placa. Yo dejé 1 mm.

Ho risvoltato uno dei lembi di carta. Ho steso se necessario altra colla sul retro del rimbocchi e l’ho incollata al cartoncino del piatto. Ho ripetuto anche per il lembo di carta sul lato opposto, come nella foto.

I turned one paper flap on the back of the board. If necessary, I spread more glue on the back of the paper and glued it to the cardboard. I repeated for the flap on the opposite side, as in the photo.

Giré una solapa de papel en la parte posterior de la tapa. Si es necesario, extiende más pegamento al papel y lo pega al cartón. Repetí para la aleta en el lado opuesto, como en la foto.

Con l’estremità piatta di un bastoncino di legno d’arancio, di quelli che si usano per la manicure,  ho fatto aderire il rivolto contro il retro del dorso. L’ho utilizzato come se fosse una pieghetta. (bone folder in inglese)

Ho scelto questo tipo di bastoncino perché il legno ha la superficie morbida e le punte arrotondata e non graffiano il colore della superficie stampata.

With the flat end of an orange wood stick, one of those used for manicure, I pressed  the paper in order to make it better stick to the back of the spine. I used it as a bone folder.

I chose this type of stick because the wood has a soft surface and rounded tips and does not scratch the color of the printed surface.

Con el extremo plano de un palo de madera de naranjo, del tipo utilizado para la manicura, hice que el borde se pegue contra la parte posterior de del dorso. Lo usé como si fuera una plegadera de hueso.

Elegí este tipo de palo porque la madera tiene una superficie suave y puntas redondeadas, sin rayar el color de la superficie impresa.

Poi ho girato la copertina e con lo stesso bastoncino ho fatto aderire la carta del dorso contro lo spessore dei piatti, creando il canaletto.

Bisogna spingere la carta contro lo spigolo del cartoncino senza insistere troppo, per non rovinare il colore della stampa. Se necessario ho aggiunto prima un po’ di colla sullo spessore dei piatti.

Then I turned the cover and using the same wooden stick, I created an indentation along the spine by pasting the paper of the spine against the boards’ sides, called gusset or joint.

I pushed the paper against the edges of the cardboards. I didn’t insist too much, to prevent the color from coming off. If necessary, I added first a little bit of glue on the cardboard edge.

Luego volví la tapa y con el mismo palo hice que el papel de atrás se pegara al grosor de las cubiertas, creando las cañuelas.

Debemos empujar el papel contra el borde del cartón sin insistir demasiado, para no arruinar el color de la impresión. Si es necesario, se puede agregar un poco de pegamento al grosor de las cubiertas.

Prima di risvoltare gli ultimi due lembi, ho dovuto far girare la carta sugli angoli. Questo serve ad ottenere un angolo ben ordinato e poco spesso.

In punta all’angolo ho quindi schiacciato con l’unghia la carta contro lo spessore del piatto, come nel dettaglio ingrandito della foto. Ho ripetuto per l’angolo opposto ed ho risvoltato ed incollato il lembo di carta sul lato interno dei piatti. In corrispondenza degli angoli ho schiacciato bene la carta, così da appiattire le sovrapposizioni.

Infine ho ripetuto anche per l’ultimo lembo.

Before turning the last two flaps on the back, I had to fold the paper at the angles nicely in order to obtain tidy and flat corners.

At the tip of the corner I pressed the paper against the board’s edge (see the enlarged detail of the photo above) using my nail. I repeated for the opposite corner. Then I turned the paper flap over and glued on the inner side of the board. At the corners I pressed well the paper, so as to flatten the overlaps.

Finally I repeated these steps for the last flap.

Antes de poner los dos últimos bordes al revés, tuve que girar el papel sobre las esquinas. Esto sirve para obtener un ángulo bien ordenado y poco grueso.

En la punta de la esquina, presioné el papel contra el grosor de la cubierta con la uña, como en el detalle ampliado de la foto. Repetí hasta la esquina opuesta y me di vuelta y pegué la tira de papel en el lado interno de las cubiertas. En las esquinas apreté bien el papel para aplanar las superposiciones.

Finalmente también lo repetí por el ultimo borde.

L’arrotondamento del dorso è un passaggio facoltativo. Non va fatto per i libri sottili, ma per quelli più spessi questo dettaglio dona loro un aspetto più realistico.

Per imprimere la forma arrotondata al dorso si utilizza un oggetto cilindrico di misura adeguata. Per il volume “Visit from St Nicholas” ho usato lo stesso bastoncino d’arancio. Ho appoggiato l’interno del dorso del libro contro il bastoncino. Tenendo con una mano i due piatti della copertina, ho impresso la forma rotonda nella carta schiacciandola con le dita dell’altra mano contro il bastoncino.

The round spine is an optional step. Thin books don’t have one. But I think that this detail adds a more realistic look to thicker books in miniature.

To give the rounded shape to the spine, it’s necessary to use a cylindrical object with an adequate dimension. For the volume “Visit from St Nicholas” I used the same orange wood stick. I leaned the back of the book against it. Holding the two boards of the cover with one hand, I impressed the round shape into the paper, pushing it with the fingers of the other hand against the stick.

El redondeo del lomo es un paso opcional. No debe hacerse para libros delgados, pero para los más gruesos este detalle les da un aspecto más realista.

Para dar la forma redondeada a la parte posterior, se utiliza un objeto cilíndrico de tamaño adecuado. Para el volumen “Visita de San Nicolás” utilicé el mismo palo de naranja. Yo apoyé el interior de la parte posterior del libro contra el palo. Sosteniendo las dos cubiertas con una mano, daba la forma redondeada en el papel aplastándola con los dedos de la otra mano contra el palo.

L’ultimo passaggio consiste nell’incassatura, ovvero l’operazione con la quale il corpo del libro viene unito alla copertina.

Ho steso la colla sulla controguardia ed ho appoggiato il corpo del libro sul piatto, lasciando un margine di 1 mm sui tre lati liberi, detto unghiatura. Ho pressato bene per farlo aderire alla copertina.

Poi ho steso la colla sull’altra controguardia ed ho chiuso la copertina controllando che l’unghiatura avesse le stesse misure di quella delll’altro piatto.

The last step consists in joining the text block with the cover.

I spread the glue on one endpaper and pasted the text block on the board, leaving a margin of 1 mm on each of the three free edges. I pressed well to make it stick to the cover. The board’s edges extending beyond the text block are called squares.

Then I spread the glue on the other endpaper and closed the cover, checking that the squares had the same dimensions of those on the other side.

El último paso es encajarlo, o la operación con la que el cuerpo del libro se combina con la cubierta.

Extendí el pegamento sobre la contraguarda y coloqué el cuerpo del libro en la cubierta, dejando un margen de 1 mm en los tres lados libres, llamado enclavado. Presioné bien para que se adhiriera a la portada.

Luego extendí el pegamento en la otra contraguarda y cerré la cubierta comprobando que el enclavado  tenía las mismas dimensiones que el de la otra cubierta.

Ho tenuto il libro tra le dita, premendo bene. Prima di metterlo sotto i pesi per un’ultima volta, l’ho riaperto ed ho controllando che non ci fossero residui di colla all’interno dei piatti e li ho eventualmente eliminati.

I held the book between my fingers, pressing well. Before putting it under the weights for one last time, I opened it again and checked that there were no glue residues on the boards and I eventually removed them.

Sostuve el libro entre mis dedos, presionando bien. Antes de colocarlo debajo de las pesas por última vez, lo abrí nuevamente y verifiqué que no había residuos de pegamento en las cubiertas y si lo hubiera, lo eliminaría.

Cliccate sull’immagine qui sopra per scaricare il pdf di “Santa’s Book”

Click on the image above to download the pdf of “Santa’s Book”

Haga clic en la imagen de arriba para descargar el pdf “Santa’s Book”

Con la stessa tecnica ho realizzato anche il libro “Santa’s Book”. Il formato è leggermente più piccolo. I piatti misurano 12 mm x 18 cm. Anche la larghezza del dorso è inferiore. In questo caso per arrotondare il dorso ho utilizzato uno spiedino d’acciaio, di quelli per  gli involtini, preso in prestito dalla cucina.

Tutti e due questi libri hanno la copertina leggermente più grande rispetto al corpo del libro, così i piatti proteggono i bordi delle pagine di carta. L’unghiatura non viene però realizzata per tutti i tipi di rilegatura. Nella brossura la copertina è leggera ed è tagliata a filo del corpo del libro. Il prossimo libro appartiene a questa categoria.

With the same technique I also made the book “Santa’s Book“. The format is slightly smaller. The boards measure 12 mm x 18 cm. Also the width of the spine is lower. This time, I used a steel meat roll skewer, borrowed from the kitchen, to round the back.

Both of these two books have a slightly larger cover than the text block, so the boards protect the edges of the paper pages. However, not all types of binding have squares. Paperbacks have a thinner cover, made of stiff paper, which is cut flush with the text block. The third book I made belongs to this category.

Con la misma técnica también hice el libro “Santa’s Book“. El formato es un poco más pequeño. Las cubiertas miden 12 mm x 18 mm. También el ancho del lomo es menor. En este caso, para redondear la parte posterior utilicé un pincho de acero, prestado de la cocina.

Ambos libros tienen una cubierta ligeramente más grande que el cuerpo del libro, por lo que las cubiertas protegen los bordes de las páginas de papel. Sin embargo, la uña no está hecha para todos los tipos de unión. En el libro en rústica, la portada es clara y está al ras del cuerpo del libro. El siguiente libro pertenece a esta categoría.

Cliccate sull’immagine qui sopra per scaricare il pdf di “The Night Before Christmas

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Haga clic en la imagen de arriba para descargar el pdf “The Night Before Christmas

La particolarità di questo libro è quella di avere la parte superiore delle pagine e della copertina sagomate.

All’inizio ho proceduto come per i libri precedenti. Ho tagliato la striscia con cutter e riga, lasciando sopra e sotto un margine con le tacche. Ho praticato i taglietti nei punti indicati ed ho piegato le pagine in corrispondenza dei segni, creando i margini esterni.

The peculiarity of this book is that the upper part of the pages and the cover have a rounded shape.

At the beginning I proceeded as for the previous books. I cut a straight strip using the utility knife and the ruler and leaving a margin with the marks on both sides. I made the cuts were indicated and I folded the pages in correspondence of the marks, creating the external edges of the pages.

La peculiaridad de este libro es tener la parte superior de las páginas y la cubierta en forma redondeada.

Al principio procedí como en los libros anteriores. Corté la tira con cúter y regla, dejando un margen con marcas arriba y abajo; Hice los cortes en los puntos indicados y doblé las páginas en correspondencia con los signos, creando los márgenes externos. 

I libri sagomati veri vengono realizzati con una fustellatrice che taglia i fogli secondo il preciso disegno della pagina, ottenendo tutte forme identiche. Nel caso di questo libretto in miniatura, bisogna tagliarle a mano e non è facile ottenere tante sagome uguali.

La parte inferiore del libro è diritta, l’ho quindi tagliata con cutter e righello, eliminando il bordo bianco. 

In the real world shaped books are made with a die-cutting machine, so all pages and the cover are cut according to a precise design and they all have the same identical shape. In the case of this miniature booklet, we have to cut them by hand and it isn’t easy to get many perfect duplicates.

The lower part of the book, has a straight edge. So I cut it with utility knife and ruler and got rid of the white border.

En el mundo real los libros con forma están hechos con un troquelador que corta las hojas de acuerdo con la precisión del diseño de página, obteniendo todas las formas idénticas. En el caso de este folleto en miniatura, tienes que cortarlos a mano y no es fácil obtener muchas formas idénticas.

La parte inferior, que es recta, la corté con un cúter y una regla, eliminando el borde blanco. 

 

Quella superiore ha tante forme rotonde. L’ho quindi ritagliata con una forbicina molto affilata. Io usato una forbicina con le lame curve, del tipo che si usa per le pellicine. Bisogna procedere con lentezza e mano ferma, cercando di essere più precisi possibile, altrimenti il bordo superiore le libro risulta non compatto e disordinato.

For the upper part with the round shapes I used a small sharp scissors. I used one with curved blades, the kind used for cuticles. I proceeded slowly and with a steady hand, trying to be as precise as possible, otherwise the upper edge of the book would look too messy.

El superior tiene muchas formas redondas. Luego lo corté con unas tijeras muy afiladas. Usé unas tijeras pequeñas con lamas curvas, del tipo utilizado para las cutículas. Debemos proceder lentamente y con mano firme, tratando de ser lo más preciso posible, de lo contrario, el borde superior del libro no es compacto y estará desordenado.

Ho girato la forbice sfruttando la curvatura della lama per seguire meglio la sagoma rotonda.

I turned the scissors taking advantage of the curvature of the blades to better follow the round shape.

Gire las tijeras usando la curvatura de la lama para conseguir mejor la forma redonda.

 In certi punti, visti i piccoli spazi, la forbicina faticava a girare, ho quindi preferito usare la punta del cutter.

Sia che il taglio sia fatto con la forbice che con il cutter, bisogna evitare di separare con forza i pezzi tagliati. Se la carta non si stacca da sola, meglio ripetere il taglio, facendolo leggermente più lungo. Un taglio pulito nella carta si nota molto meno che uno stappo nella carta, anche se piccolo.

Sometimes the spaces were so small that I struggled to move the scissors, so I preferred to use the blade’s tip of the utility knife.

Whether tool is used to cut, it’s necessary to avoid separating the cut pieces with force. If the paper doesn’t detach by itself, it is better to repeat the cut, making the cutting line slightly longer. A clean cut in the paper is less noticeable than a torn paper, even if the rip is really small.

En algunos lugares,  la tijera tuvo problemas para girar en espacios pequeños, así que preferí usar la punta del cúter.

Ya sea que el corte se haga con las tijeras o con el cúter, es necesario evitar la separación con fuerza al cortar piezas. Si el papel no se desprende solo, es mejor repetir el corte, haciéndolo un poco más largo. Un corte limpio en el papel se nota mucho menos que un papel rasgado, incluso si es pequeño.

Come per i precedenti libri, ho steso la colla stick sul retro della striscia. In questo caso ho dovuto fare particolarmente attenzione al lato con il bordo sagomato, che risulta più fragile e si potrebbe facilmente lacerare.

As I made for the previous books, I used the glue stick and spread the adhesive on the back of the paper strip. The side with the shaped edge is more fragile. So this time I had to pay particular attention not to torn it apart.

Al igual que con los libros anteriores, extendí la barra de pegamento en la parte posterior de la tira. En este caso, tuve que prestar especial atención al lado con el borde conformado, que es más frágil y podría romperse fácilmente.

Con la stessa tecnica ho ritagliato le due parti sagomate della copertina.

With the same technique I cut out the two shaped parts of the cover.

Con la misma técnica, corté las dos partes con forma de la cubierta.

Nella realtà questo leggero libretto è rilegato in brossura. Le pagine sono tenute insieme alla copertina di cartoncino leggero da dei semplici punti metallici. Il volume si compone di una segnatura e le pagine risultano inserite l’una dentro l’altra formando un fascicolo.

Avendo il corpo del libro in versione mini il doppio della carta necessaria, perché ogni pagina è composta  da due strati di carta, il volume risulta più corposo di come dovrebbe essere un librino  in brossura. Di conseguenza anche il dorso risulta piuttosto largo.

Per rendere l’assemblaggio con la copertina più facile, l’ho scomposta in tre parti separate, come si vede nella foto: prima di copertina, dorso e quarta di copertina.

In reality, this thin booklet has a soft cover and the pages are held together with staples. The volume consists of a signature and the pages are inserted one inside the other.

The text block of my mini version has twice as much paper than needed, because each page is made up of two layers of paper. So the paperback is much thicker than it should be. Consequently also the spine is rather wide.

In order to make the assembly with the cover easier, I split it into three separate parts, as shown in the photo: front cover, spine, back cover.

En realidad, este folleto ligero está encuadernado en rústica. Las páginas se mantienen junto con la cubierta de cartón ligero mediante grapas simples. El volumen consiste en un cuadernillo y las páginas se insertan una dentro de la otra.

El cuerpo del libro en versión mini tiene el doble del papel necesario, ya que cada página está compuesta de dos capas de papel. Entonces el interior es más grueso de lo que debería ser un libro en rústica. En consecuencia, también el lomo es bastante ancho.

Para facilitar el montaje con la cubierta, lo dividí en tres partes separadas, como se muestra en la foto: portada, lomo y contraportada.

Ho applicato la colla stick sul retro del rettangolo blu e l’ho fatto aderire sulla parte diritta del dorso del corpo del libro, incollando i lembi sul retro della pagina iniziale e finale.

I applied the glue stick to the back of the blue rectangle and stuck it to the straight part of the spine of the text block. Then I pasted the flaps to the back of the first and last page.

Apliqué el pegamento en la parte posterior del rectángulo azul y lo apliqué en el lado derecho del lomo. Luego pegué los bordes en la parte posterior de la primera y última página.

Trattandosi di una rilegatura in brossura, la copertina non è rigida, pertanto non ho utilizzato del cartoncino per rinforzarla. Ho applicato direttamente la copertina stampata al corpo del libro.

Since it is a paperback, the cover is not rigid, so I didn’t use cardboard to reinforce it. I applied the printed cover directly to the text block.

Como es una encuadernación en rústica, la cubierta no es rígida, por lo que no utilicé cartón para reforzarla. Apliqué la portada impresa directamente al cuerpo del libro.

Il libro sagomato è così pronto. Mi dispiace per le foto sfocate. Il libro nella realtà è molto piccolo, misura nemmeno 17 mm in altezza e per cercare di rendere bene i particolari ho dovuto ingrandire molto le foto.

So the booklet is ready. I’m sorry for the blurred photos. The book is really tiny, measuring not even 17 mm in height, and I had to enlarge a lot the picture to try to show the details.

El libro está tan listo. Lo siento por las fotos borrosas. El libro es muy pequeño en realidad, mide a penas 17 mm de altura, y para tratar de hacer bien los detalles tuve que agrandar mucho las fotos.

I tre libri sono coì pronti e possono essere sfogliati come quelli veri. Ora possono essere impacchettati e messi sotto l’albero di Natale nella casa delle bambole.

The three books are now ready and all the pages can be turned like the real ones. Now they can be wrapped and placed under the Christmas tree in the doll’s house.

Los tres libros ahora están listos y se pueden hojear como los verdaderos. Ahora pueden empacar y colocar debajo del árbol de Navidad de la casa de muñecas.

Spero vi divertirete anche voi a realizzarli e se aveste domande, potete lasciare un commento qui sotto o scrivermi. L’indirizzo mail lo trovate nei contatti.

I hope you will enjoy making them too and if you have questions, you can leave a comment below or write to me. You can find the email address in the contacts page contatti.

Espero que disfrutes haciéndolos también y si tienes preguntas, puedes dejar un comentario a continuación o escribirme. La dirección de correo electrónico se puede encontrar en la página contatti.

 

Calendario de Adviento

Desidero ringraziare di cuore Matxalen, per aver inserito anche quest’anno un mio progetto nel Calendario de Adviento e per aver tradotto il mio lungo post in spagnolo.

I would like to thank Matxalen very much for including my project this year again in the Calendario de Adviento and for translating my long post into Spanish.

Me gustaría agradecer de corazón a Matxalen por incluir este año mi proyecto en el Calendario de Adviento y por traducir mi larga publicación al español.

Calendario de adviento. Día 7

Questo è il primo progetto con il quale ho partecipato al Calendario de Adviento Il puzzle a cubi ed è stato pubblicato l’anno scorso, il giorno 7 Dicembre.

Vi auguro buon divertimento e non dimenticatevi di passare ogni giorno dalla pagina dedicata al Calendario per scoprire i nuovi tutorial!

This is the first project I made for the Calendario de Adviento The wooden blocks puzzle and which appeared last year on the 7th go December.

I wish you a lot of fun and don’t forget to check every day on the Calendar page to discover the new tutorials!

El rompecabezas de cubos fue el primer proyecto con el que participé en el Calendario de Adviento y se publicó el año pasado, el día 7 de diciembre.

¡Te deseo mucha diversión y no olvides pasar todos los días en el sitio Calendario para descubrir los nuevos tutoriales!

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Buon Compleanno Dada!

Settimana scorsa sono stata a trovare Dada ed a festeggiare il suo compleanno. Ormai sono due anni che il mio cucciolo studia all’estero. E’ andata a vivere da sola molto giovane. Passo dopo passo sta diventando grande ed io sono molto orgogliosa di lei.

Questa tutorial per realizzare una mini torta è dedicato a lei !

♡ ♡ ♡

Last week I visited Dada to celebrate her birthday. My dear daughter was very young when she left home two years ago. Day after day she is growing and I am very proud of her.

This tutorial for making a mini cake is dedicated to her!

♡ ♡ ♡

 

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Il camino della cucina 3, la base – The kitchen fireplace 3, the base

Il camino della cucina ha subito sostanziali modifiche rispetto a quello originale della Del Prado. Ho rivestito la cappa di rame ed ho decorato il bordo a sbalzo. Poi ho realizzato dei piedritti usando il cartoncino. Infine ho creato la base del camino in mattoni.

The kitchen fireplace has undergone substantial changes compared to the original Del Prado. I covered the hood with copper and embossed the border. Then I made the piers using cardboard. Finally I created the base of the fireplace with bricks.

via victoriaelizabethbarnes.com

Per secoli si è cucinato direttamente sul fuoco del camino della cucina. Nella prima metà dell’800 venne poi inventata la cucina economica, che permetteva di preparare i cibi in modo sicuro, con più pentole contemporaneamente e di scaldare l’acqua nel calderotto, consumando meno legna. Essa venne spesso sistemata nel camino per poter sfruttare la cappa esistente ed aspirare così i fumi della cucina.

For centuries meals were cooked directly over an open fire in the kitchen’s fireplace. In the first half of the nineteenth century, the wood-burning stove was invented. It allowed to prepare food safely, using several pots at the same time and to heat water, consuming less wood. It was often placed in the fireplace, under the existing hood. So the kitchen fumes were sucked up.

Il basamento del mio camino deve essere abbastanza grande da poterci mettere sopra la cucina economica ed essere proporzionato alla cappa soprastante.

Con un foglio di carta ho creato la dima, seguendo i contorni dei piedritti e stabilendo la profondità. 

My fireplace base has to be big enough for my wood-burning stove and it must be proportioned to the hood above.

With a sheet of paper I made a template. I followed the contours of the piers and established the depth.

Ho appoggiato la dima di carta su un cartone, spesso 2 mm, ed ho segnato le dimensioni. Usando la riga di metallo come guida, ho passato diverse volte il cutter sulla superficie del cartone, esercitando solo una leggera pressione. Ho continuato con questo movimento fino a quando la lama ha trapassato completamente lo spessore. Questo video mostra bene la tecnica.

I placed the paper template on a 2 mm thick cardboard and I marked the dimensions. Using a metal ruler as a cutting guide, I passed the cutter several times over the surface of the cardboard, applying only a light pressure. I continued with this movement until the blade completely pierced it. This video shows the technique.

Non uso mai la matita per segnare le misure su carta e cartone, perché la mina, sebbene ben appuntita, ha comunque uno spessore, che fa sì che la misura segnata risulti leggermente spostata rispetto al punto effettivo segnato dal righello.

Per questo motivo, uso la punta del cutter, che è notevolmente più sottile. La affondo nella carta o nel cartone, lasciando un segno ben definito, il più possibile vicino alla riga di metallo.

I never use the pencil to mark the measurements on paper and cardboard. Even if the pencil-lead is well-sharpened, it still has a certain thickness. Consequently the marked  line will be slightly shifted compared to the actual point marked by the ruler.

For this reason, I use the tip of the cutter blade, which is clearly thinner. I sink it into the paper or cardboard, leaving a well-defined mark, as close as possible to the metal ruler.

via wikipedia

Per rivestire il basamento ho scelto lo stesso mattone che avevo usato per il fondo del camino. Fortunatamente avevo ancora un avanzo del foglio stampato all’epoca. Invano ho cercato in internet la stessa immagine per poterla condividere qui, ma non sono riuscita a trovarla.

Vi segnalo quindi dei nuovi siti dove potete trovare textures di mattoni da scaricare gratuitamente. Se volete utilizzarle per i vostri progetti, seguite le istruzioni delle rispettive pagine che li offrono e che non sono collegate a Dada’s dollshouse. Per le condizioni d’uso e la privacy policy fate quindi riferimento ai singoli siti.

Seguendo questi link potrete trovare printies già in scala 1:12 :

Big indoor trainsdisponibili in diverse grandezze, scegliere la versione “dollhouse house version”

Jennifer’s Printables tantissimi tipi di muri di mattoni per la casa delle bambole

Morandi sisters microworld – 6 differenti muri di mattoni per la casa delle bambole

For the base I chose the same brick wallpaper I used for the bottom of the fireplace. Luckily, I still had a leftover, that I printed long time ago. I searched the net for the same image, in order to share it here, but I couldn’t find it.

So I looked for new links, where you can find textures to download for free. If you want to use them for your projects, follow the instructions given by the related site. These sites are not connected to Dada’s dollshouse. For their terms of service and privacy policy refer to their page.

Here you can find printies that are already in 1:12 scale:

Big indoor trainsavailable in different sizes, choose the “dollhouse house version”

Jennifer’s Printables –  lots of types of bricks for the dollhouse

Morandi sisters microworld 6 different brick walls for the dollhouse 

via webdesignertricks.com

Potete utilizzare anche foto di mattoni non in scala e creare il vostro sfondo personale. Qui di seguito qualche link a textures da scaricare gratuitamente:

Cadnav –  immagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

FreeStockTextures – immagini di mattoni da ridimensionare      

Graphics Learning – immagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

texturelib.com  diverse texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

textures.com texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

Web designer Tricks 20 texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

wild texturesimmagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

Sul mio blog potete inoltre consultare la pagina Materiale da stampare dal web dove ho raccolto tanti link a pagine che offrono materiale interessante da scaricare gratuitamente e stampare.

You can also use pictures of bricks that aren’t in scale and create you own background. Here below I listed some links to free brick textures:

Cadnavbrick texture to resize (seamless)

FreeStockTextures – brick texture to resize, several patterns and colors       

Graphics Learning – brick texture to resize (seamless)

texturelib.comseveral brick texture to resize (seamless and irregular)

textures.com – brick textures to resize (seamless and irregular)

Web designer Tricks20 brick textures (seamless and irregular)

wild texturesbrick texture to resize (seamless)

On my blog you can also go to the page Printies from the web. Here I have collected many links to sites that offer interesting printies to download for free.

seamless brick by AscendedArts via deviantart.com

Spesso le immagini prese da questa seconda lista sono troppo grandi e non sono quindi in scala per le nostre case delle bambole. Non serve avere un programma di manipolazione grafica per ridimensionarle o creare addirittura un foglio intero di mattoni. E’ sufficiente un semplice programma di scrittura come Word di Microsoft o Pages per Mac, che è quello che ho usato io.

Se una volta scaricate ed incollate in un nuovo documento di Pages o Word, le immagini risultano troppo grandi per essere usate in un progetto in miniatura, esse possono essere facilmente rimpicciolite.

Prima bisogna cliccare sulla foto per selezionarla. Piccoli quadratini appaiono tutt’attorno alla foto. Cliccando nuovamente su un quadratino all’angolo dell’immagine, lo si trascina verso l’angolo opposto, riducendone le dimensioni. Attenzione, un’immagine può essere ridotta, ma non ingrandita oltre alla sua dimensione originale, perché si otterrebbe una foto pixelata, ovvero scomposta in tanti quadrettini e non più a fuoco.

Per evitare distorsioni della foto e mantenere le proporzioni originali va selezionato “proporzioni vincolate” nella barra laterale. In caso contrario si rischia di ottenere mattoni troppo cicciotti o troppo sottili a secondo se si schiaccia o si allunga l’immagine.

Non mi ricordo il funzionamento esatto di Word, ma è molto simile. Per chi volesse, può consultare le spiegazioni sul sito ufficiale di Microsoft.

Often these images are too big and are not in the right scale for our dollhouse. There is no need to have a graphic manipulation program to resize them or even to create an entire brick wall. A simple writing program like Word by Microsoft or Pages for Mac is fine. I used the second one.

Once you download the image and you paste it into a new document, the picture may look too big. You can easily resize it.

Click first on the picture to select it. Small boxes will appear around it. Click and drag one box at the corner towards the opposite side. The size will reduce while you move it inwards. An image can be reduced, but it cannot be enlarged beyond its original size, otherwise the photo will look pixelated.

To avoid distortions of the picture and keep the original proportions, select “constrain proportions” in the sidebar. Otherwise you risk getting too chunky or too thin bricks depending on whether you squeeze or stretch the image.

I don’t remember the exact commands on Word, but it is very similar. For those who wish, they can read the related article  on Microsoft’s official website.

Con Pages e Word si possono realizzare anche superfici intere di mattoni. La schermata qui sopra mostra come partendo da un’immagine scaricata da Graphics Learning ed affiancando copie della stessa foto si componga un’immagine unica.

Per realizzarla ho aperto un documento nuovo in Pages ed ho incollato l’immagine prescelta nella pagina. Dopo averla ridimensionata, come spiegato sopra, ho fatto tante copie della stessa foto e le ho sistemate una vicino all’altra.

Come si può vedere, i mattoni sui bordi di ogni pezzo sono regolari e combaciano perfettamente con quelli adiacenti, completandosi in un tutt’uno. In inglese questo tipo di immagini si chiamano seamless, ovvero senza soluzione di continuità.

With Pages and Word you can also create entire brick surfaces. The screenshot above shows how starting from an image downloaded from Graphics Learning and placing side by side copies of the same photo you create one big image.

I opened a new document in Pages and pasted the chosen image to the blank page. After resizing it, as explained above, I made several copies of the same photo. Then I arranged them one next to the other.

As you will notice, the bricks on the edges of each piece are regular and they perfectly match the neighboring ones, integrating themselves into a whole. In English this type of images are called seamless.

Non tutte le immagini che si trovano in rete sono adatte per creare una grande superficie unica. Innanzitutto la foto non deve avere bordi bianchi tutt’attorno, ma deve essere tagliata a filo dei mattoni.

I mattoni sui margini devono poi creare una continuità omogenea e realistica con quelli che verranno posizionati a fianco, ovvero devono essere seamless. 

Come si vede bene nella foto qui sopra, i mattoni del lato sinistro sono completamente diversi per forma, dimensione e colore da quelli sul lato destro. Pertanto una volta messi uno a fianco dell’altro non creano continuità. Tra le due immagini c’è una interruzione visibile. Anche il lato superiore non armonizza con il lato inferiore perché i mattoni non risulterebbero sfalsati con lo stesso schema.

Not all images are suitable for creating a large single surface. First of all, the photo has to be without borders. The image covers the entire surface until outer edge.

The bricks on the margins must create a homogeneous and realistic continuity from one photo to the other, once they are alined side by side. The image must be seamless.

As you can see in the picture above, the bricks on the left side are completely different in shape, size and color from those on the right side. Therefore once they are put side by side they do not create a continuity. There is a visible interruption between the two photos. Even the upper side does not harmonize with the lower side, because the bricks’ patterns don’t match.

via wikipedia.org

Per creare un’immagine di mattoni in scala bisogna partire dalle dimensioni dei mattoni veri. Le misure sono legate ad antiche tradizioni locali e variano non solo da paese a paese, ma anche  da regione a regione.

In Italia i lati dei mattoni sono nel rapporto 1 : 2 : 4. Ciò permette una perfetta modularità, consentendo di poterli concatenare perfettamente e realizzare facilmente muri di diversi spessori. 

To resize an image and scale the bricks down to a dollhouse size, first we need to know the dimensions of real bricks. The measures originate from ancient local traditions and vary from country to country and sometimes even from region to region.

In Italy the sides of the bricks are in the ratio 1 : 2 : 4. This allows a perfect modularity. They can be concatenated. Walls of different thicknesses can be easily built.

Come scrivevo più sopra, alcune immagini devono essere ridimensionate. Per calcolare che misura debba avere la foto dei mattoni in scala 1:12, bisogna partire dalle dimensioni di un mattone vero. Una misura comune in Italia è 60 x 120 x 240 mm. In scala 1:12 diventa 5 x 10 x 20 mm.

L’immagine (A), scelta come esempio, misura al naturale 141,1 mm di larghezza. Le dimensioni sono indicate nella barra laterale della formattazione di Pages e sono visibili quando l’immagine è selezionata. 

La larghezza dell’immagine rimpiccolita (B) si ottiene moltiplicando la lunghezza del mattone in miniatura, 20 mm, per il numero dei mattoni che sono presenti in una fila, 5. Al risultato vanno aggiunte poi 5 fughe da 1 mm cadauna. 

(20 mm x 5) + (1 mm x 5) = 105 mm

Dunque 105 mm è la larghezza che devo raggiungere trascinando l’angolo dell’immagine.

Una volta ridimensionata l’immagine, faccio tante copie identiche e le posiziono perfettamente allineate una di fianco all’altra fino a coprire tutta la pagina. Nel mio caso il formato della mia pagina è un A4 e misura 210 × 297 mm, ma potete scegliere quello che preferite. L’orientamento della pagina (formato orizzontale o verticale) e conseguentemente quello dei mattoni dipende dal progetto per il quale stiamo preparando il fondo di mattoni.

Impostando i margini di stampa su tutti i lati a “0”, si ottiene un foglio dove la stampa occupa completamente il foglio. Ma non tutte le stampanti permettono la stampa senza margini. Nel caso otteniate stampe con bordi pagina bianchi, potrete eliminarli in un secondo tempo tagliandoli via.

As I wrote above, some images need to be resized. To calculate the size of the brick photo in 1:12 scale, we need first the size of a real brick. In Italy we have bricks that measure 60 x 120 x 240 mm. In 1:12 scale it becomes 5 x 10 x 20 mm.

The image (A), chosen as an example, is 141.1 mm wide. The dimensions are shown in the format sidebar of Pages and are visible when the image is selected.

To get the width of the resized image (B) one must multiply the brick’s length in miniature, 20 mm, by the number of bricks that are in one row, 5, plus 5 grout lines of 1 mm each.

(20 mm x 5) + (1 mm x 5) = 105 mm

So I have to drag the corner of the image until I reach a width of 105 mm.

Once the photo is resized, I make identical copies and paste them side by side. I arrange them so that they cover the entire document. My page is an A4 and it measures 210 x 297 mm, but you can choose any format you like. The orientation of the page (landscape or portrait printing) and consequently those of the bricks depend on the project.

By setting the margins on all sides to “0” on your printer, the printed image will take the entire sheet. But not all printers allow borderless printing. In case you get white margins around the sheet, you can trim them later.

Ma torniamo alla base del camino, che va rivestita con la carta con la stampa dei mattoni. Ne ho tagliato un rettangolo poco più grande del cartone da rivestire, calcolando un margine supplementare di 1 cm su tutti i lati.

Ho segnato con la matita sul retro della carta una linea parallela alle fughe, che mi indicasse l’orientamento dei mattoni ed il punto dove appoggiare la parte anteriore del basamento. Per ottenere un effetto realistico è importante che i mattoni risultino allineati alla base e corrano parallelamente al gradino frontale.

Ho steso la colla vinilica leggermente diluita con acqua sul retro della carta ed vi ho appoggiato sopra il cartone aiutandomi con la linea appena tracciata a matita e lasciando un margine tutto attorno per i i risvolti. Per vedere come rivestire il cartoncino di carta potere consultare la pagina Tecniche e materiali.

Tutti i margini vanno risvoltati e fatti aderire al retro del cartone, tranne quello rivolto verso il fondo del camino.

La carta dei due angoli anteriori deve essere svoltata ed incollata sui lati in modo da creare l’illusione che il mattone sia un pezzo unico.

But let’s go back to the base of the fireplace, that has to be covered with the brick paper. So I cut a rectangle of paper slightly larger than the cardboard and leaving a margin of 1 cm on all sides.

On the back of the paper I marked with a pencil a parallel line to the mortar joints. It helped me to place the base with the same orientation of the bricks. In order to obtain a realistic effect, it’s important that the bricks are aligned to the base and run parallel to the frontal step.

I diluted the vinyl glue with water and I applied it to the back of the paper. Then I placed the cardboard on it, using the pencil mark as guideline and leaving a margin all around for the flaps. To see how to cover cardboard with paper, you can read the page Techniques and materials.

I turned all flaps and glued them to the back of the cardboard, except the one that goes towards the bottom of the fireplace.

The paper of the two front corners must be turned on the sides so that it gives the illusion of a whole brick

In corrispondenza degli angoli ho praticato dei tagli per facilitare il risvolto della carta. Ho fatto aderire bene tutti i bordi sul retro, marcando con l’unghia lo spessore del basamento. Ho anche schiacciato bene tutte le sovrapposizioni di carta, per appiattirle e non avere spessori, che avrebbero impedito alla base di aderire perfettamente al pavimento.

At the corners I made cuts to better turn the flaps on the back of the cardboard. I pressed well the paper and marked the edges with my fingernail. I also flattened all the paper overlays, in order to reduce their thicknesses. They would otherwise prevent the base from adhering perfectly to the floor.

Ho steso uno strato omogeneo di colla vinilica sul retro del basamento e l’ho incollato al suo posto. Ho poi sistemato un peso ed ho lasciato asciugare la colla.

I spread an homogeneous coat of vinyl glue on the back of the base and glued it in place. Then I placed a weight on it and let the glue dry.

Il camino ora mi sembra più rifinito e realistico e posso continuare a lavorare sulla cucina. Se volete avere qualche informazione storica e vedere delle immagini di cucine ed accessori di case di bambole antiche, dal 1880 al 1920, vi invito a visitare il sito di Jennifer McKendry.

Una breve storia sull’evoluzione della cucina è spiegata su Porch. Mentre potete leggere una dettagliata descrizione di una cucina vittoriana su Victorian interiors and more.

Concludo con una carrellata di immagini di cucine di case di bambole con camini dentro i quali sono state sistemate delle stufe economiche. Cliccate sulle immagini per visitare i blog dai quali esse provengono.

Buona navigazione!

The fireplace now seems more realistic and I can continue to work on the kitchen. If you want to have some historical information and see images of kitchens and accessories of antique dollhouses, from 1880 to 1920, visit Jennifer McKendry.

A brief history on the evolution of the kitchen is explained on Porch. While you can read a detailed description of a Victorian kitchen on Victorian interiors and more.

I end this post with a series of images of dollhouses’ kitchens where wood-burning stoves are placed inside the fireplaces. Click on the images to visit the related blogs.

Good surfing!

via smallhousepress.me

via pinterest

via depoppenhuizenvandickenlia.nl

by Tom Roberts Miniatures – via pinterest

via liduina88.blogspot.com/

via fineminiaturesforum.com

by Goldie Hollander – via flickr.com

via eBay

via members.ziggo.nl/miniloes

via dailymail.co.uk

via poesenpoppenhuis.nl

via pinterest

by Kotomi – via flickr

via englishmanordollhouse.blogspot.com

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A Dollhouse on Betelgeuze by Mari Maciu

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Il camino della cucina 2, i piedritti – The kitchen fireplace 2, the piers

 

Riprendo il racconto di come io abbia modificato il camino nella cucina della mia casetta con la costruzione dei piedritti. Sono gli elementi verticali che delimitano il focolare sui lati e che hanno una funzione portante. Su di esse poggiano infatti l’architrave e la cappa.

I resume the reconstruction of the kitchen’s fireplace in my dollhouse. The work proceed with the addition of the piers. These vertical elements stay on both sides of the hearth and have a supporting function. In fact, the architrave and the hood rest on them.

Come sempre, ho utilizzato materiale recuperato. Questa volta ho scelto un cartoncino riciclato diverso dal solito. Si tratta dei divisori che si trovano all’interno degli scatoloncini di vino o della birra. Non è del tipo alveolato. E’ spesso 1 mm ed è grezzo su tutti e due i lati.

As always, I used waste material. This time I chose a different recycled cardboard. I found it inside the wine or beer boxes and it’s used as divider. It’s not of the alveolar type. It’s 1 mm thick and has raw surfaces on both sides.

Avevo in mente quei vecchi camini con una grande cappa ed il focolare molto esposto. I mie piedritti avrebbero quindi dovuto essere poco profondi.

I had in mind those old fireplaces with the hearth almost completely open on three sides. Therefore my piers should have been not too deep.

Su un foglio di carta ho disegnato il profilo della parte alta del piedritto. La forma ricorda un capitello. L’ho ritagliata, l’ho posizionata sul cartoncino e l’ho ricopiata. Poi ho disegnato la parte inferiore, che nel mio progetto è larga 2 cm. Non volevo, infatti, un camino troppo profondo. Ho ritagliato il tutto con il cutter. Per ogni piedritto servono 3 di queste sagome. Ne ho quindi tagliate in totale 6.

On a sheet of paper I designed the profile of the upper part of the pier. The shape reminds me of a capital. I cut it out. I placed the template on the cardboard and traced the contour. Then I added the lower part. My base is 2 cm wide, as I didn’t want a too deep fireplace. I cut it out. For each pier I needed 3 pieces. I therefore cut a total of 6 cutouts.

Lo zoccolino della mia cucina era stato incollato molto tempo fa. Arrivava al camino, ma non terminava a filo del muro di mattoni che riveste il fondo del focolare. Non volendo rischiare di rovinare la carta sottostante, non ho cercato di tagliarlo. Ho scelto quindi di coprirlo con i piedritti.

Lo zoccolino ha però uno spessore che impedirebbe ai piedritti di essere addossati perfettamente al muro. Per questo ho praticato un’indentatura alla base del piedritto, sul lato esterno, ovvero sul lato che si sovrappone al battiscopa. Questa rientranza segue perfettamente il profilo del listello. I miei zoccolini sono stati ricavati dalle scatole dei cereali. Se volete vedere come li ho realizzati, potete leggere il post Lo zoccolino battiscopa. Essi non sono quindi perfettamente identici. Per distinguere a quale lato appartengano,  ho segnato a matita la lettera D = destra e la  S = sinistra.

Ho lasciato invece integri i lati dei piedritti rivolti verso l’interno del camino. Essi arrivano diritti al pavimento.

Per la parte frontale ho ritagliato un cartoncino rettangolare largo 1 cm ed alto come la parte diritta dell’elemento. Ho poi tagliato un piccolo rettangolo di cartone per chiudere la parte inferiore del primo sbalzo, e l’ho incollato come nella foto.

I glued the kitchen baseboard long time ago. It arrived at the fireplace, but it wasn’t flush with brick wall covering the back of the hearth. I didn’t wand to risk ruining the paper below. So I didn’t try to cut it. I therefore chose to hide the skirting’s ends behind the piers.

However, the baseboard has a thickness that would prevent the piers from perfectly leaning against the wall. For this reason I cut an indentation at the base’s outer side, the one overlapping the skirting board. This recess perfectly follows the profile of the baseboard. My baseboards are made from cereal boxes. If you would like to know how I made them, you can read the post The baseboard molding The skirting’s profiles aren’t therefore perfectly identical. To distinguish which side they belong to, I marked a letter in pencil: D = right and S = left.

I left the piers’ sides facing inward intact. They go straight to the floor.

For the front I cut a rectangular cardboard piece, 1 cm wide and as tall as the straight part of the pier. Then I cut a small rectangle of cardboard to close the lower part of the first overhang, and I glued it as in the photo.

I due pezzi, laterale e frontale, sono stati poi incollati insieme a filo. La parte anteriore si appoggia sopra quella laterale e ne nasconde lo spessore.

Then I glued the two pieces, side and front, flush together. The front side rests on the side and hides its thickness.

Ho aggiunto le altre due sagome di cartone, una sul lato esterno opposto, anch’esso a filo della parte anteriore, ed una al centro per rinforzare la struttura.

I added two other cardboard cutouts, one on the opposite side, flush with the front, and one in the middle of the two to reinforce the structure.

Ho aggiunto dei rettangoli in testa. Essi tengono i tre elementi distanziati ed evitano che essi convergano nella parte alta.

I added rectangles on the top. They keep the three elements apart and prevent them from converging in the upper part.

carta regalo Lankmoj – via http://www.ikea.com

Per coprire la parte frontale, che è ondulata, ho utilizzato un cartoncino molto leggero. Ho scelto quello che si usa in legatoria per i dorsi dei libri. E’ molto sottile e può essere facilmente curvato. A volte un cartoncino simile si trova all’interno dei rotoli delle carte da regalo, per evitare che si rovinino schiacciandosi.

To cover the front part of the piers, the undulated one, I chose a very light cardboard. It’s used in bookbinding for the book spine. It’s very thin and can be easily bent. Sometimes a similar cardboard is found inside the wrapping paper rolls. It prevents them from being crushed.

Ho tagliato una striscia larga 1 cm e più lunga del necessario. Per curvarla l’ho fatta scivolare più volte contro un oggetto rotondo. Io ho usato un pennarello piuttosto grosso. Attenzione, perché se si utilizza un oggetto cilindrico troppo sottile, si rischia di far crepare il cartoncino.

Ho appoggiato la striscia sul pennarello e l’ho bloccata con il pollice destro. Con la mano sinistra ho preso un’estremità del cartoncino ed l’ho tirato continuando a tenere premuta la striscia contro la rotondità. Ho ripetuto questo movimento più volte, facendola scivolare tra pollice e pennarello fino quando si è curvatura a sufficienza.

Un altro metodo per curvare il cartoncino è quello di appoggiare la striscia sulla parte superiore della gamba, quando si è seduti, e tenendo il pennarello con le due mani, lo si passa tante volte sopra la striscia, fino a quando è sufficientemente curva.

I cut a strip, 1 cm wide and longer than required. To curve it, I placed it against a rather large round pen. Holding it under my thumb, I slipped it several times, impressing the curvature. To prevent the cardboard from cracking, the cylindrical object shouldn’t be too thin.

Another method for bending the cardboard is to place it on the upper part of the leg, while sitting. Holding the pen with both hands, you pass it over the strip many times, until the cardboard is bent enough.

Ho  rivestito le parti concave e convessi a pezzi. Utilizzando un’unica striscia continua, con tutti i cambi di direzione le pieghe risulterebbero troppo imprecise. Ho quindi  ricavato le singole misure appoggiando il cartoncino sul punto da coprire e segnando le rispettive lunghezze.

Per il rettangolino diritto, che chiude il gradino verticale, ho usato il cartoncino più robusto, lo stesso della struttura dei piedritti.

I covered the concave and convex parts with single pieces of the curved cardboard. Using one single strip, the folds would be too inaccurate with all the direction changes. I took the measurements by placing the strip on the part to be covered and marking the each length.

For the straight rectangle, that closes the vertical step, I used the stronger cardboard I already used for the first overhang.

Ho verificato di aver assemblato correttamente i piedritti. Non solo l’indentatura deve risultare sul lato esterno, ma la scanalatura deve corrispondere al profilo dello zoccolino sul quale va incollato.

I checked to have correctly assembled the piers. The indentation must be on the outside and the shape of the groove must correspond to the profile of the baseboard on which it must be glued.

Mentre il lato opposto, quello rivolto verso l’interno del camino, deve essere diritto.

While the opposite side, the one facing the inside of the fireplace, must be straight.

Con il colore acrilico già usato per i mobili della cucina – un bianco latte, leggermente giallognolo – ho steso la prima mano. Ho usato il colore non diluito e dando poche passate alla volta. Bisogna infatti fare attenzione a non bagnare il cartone, che inumidito si imbarcherebbe e si scollerebbe.

In totale ho dato tre mani e tra una e l’altra ho fatto asciugare bene la pittura. Quando si dipinge sul cartone non bisogna avere fretta. Meglio aspettare un po’ di più ed evitare che si bagni, soprattutto se si tratta di manufatti elaborati, il cui rifacimento sarebbe alquanto noioso.

With the acrylic color already used for the kitchen furniture – a milky, slightly yellowish white – I gave a first coat of paint. I used the undiluted color and passed only a few brush strokes at a time. The cardboard mustn’t get wet, otherwise it would warp and unglue.

I gave three coats of paint in total. In between I waited for the paint to dry completely. When you paint on the cardboard, you don’t have to hurry. It’s better to wait a little longer and prevent it from getting wet, especially if it comes to elaborate artifacts, whose remaking would be quite boring.

Una volta pronti, ho steso la colla vinilica sul retro e sulla superiore dei piedritti e li ho spinti nella posizione desiderata. Non ho applicato la colla sotto la base dei piedritti, perché scivolando sul pavimento, l’avrebbero sporcato. La posizione corretta è sotto la cappa di rame, a filo del bordo esterno. La mensola sborda su tutti i tre lati del camino.

Tra due settimane vi mostrerò come ho completato il camino della cucina.

Once ready, I spread the vinyl glue on the back and on the top of the piers. I pushed them into the desired position. I didn’t apply the glue under the base, because it would leave a dirty strip while sliding on the floor. The piers should be placed under the hood, in correspondence of its outer edge. The shelf protrudes on all three sides of the fireplace.

In two weeks I will show you how I completed the kitchen fireplace.

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Il camino della cucina 1, la cappa – The kitchen fireplace 1, the hood

Dopo una lunga pausa ho ripreso a lavorare alla casetta Del Prado. Una parte della struttura ha iniziato ad imbarcarsi e ci sono diverse cose che, con l’esperienza acquisita nel tempo, ora avrei fatto diversamente. Ma ho deciso che voglio terminarla. Questa in fondo è la mia palestra.

After a long break I started to work at the Del Prado dollhouse again. A part of the structure has already begun to warp. Besides that, I don’t like some works I did at the beginning. Now I gained experience and I would build several things differently. But I decided to end this project. This is a good training after all.

via A LITTLE BIT OF EVERYTHING

Già da tempo avevo fatto alcune modifiche alla versione originale. Avevo diviso il bagno, creando la lavanderia.

Mentre in cucina avevo eliminato la parte sottostante del camino. Non ho una foto mia del camino originale, così ho scelto quella della cucina di A little Bit of Everything per mostrarvela. 

I already made some changes to the original version of the dollhouse. I divided the bathroom, adding a laundry room.

In the kitchen I removed the lower part of the fireplace. I don’t have a photo of this first version. So I chose picture from A little Bit of Everything‘s kitchen to show you the original shape of the fireplace.

cucinare nel medioevo – via wikipedia

La storia del camino inizia poco dopo la scoperta del fuoco da parte dell’uomo. Questo elemento così importante per la preparazione dei cibi, per riscaldare gli ambienti e per l’illuminazione, era al tempo stesso terribilmente pericoloso e distruttivo. Per questo motivo le fiamme dovevano essere custodite e confinate, affinché non incendiassero le abitazioni.

Per molti secoli il focolare era stato allestito al centro della stanza, lontano dalle pareti costruite principalmente di legno, ed il fumo lasciato salire liberamente e fatto uscire da un foro nel tetto. Sul fuoco si cucinava, mentre il calore riscaldava l’ambiente circostante. 

Nel Medioevo si iniziò, soprattutto nelle città, a costruire case in pietra. Il focolare fu così addossato al muro e venne aggiunta una cappa. Questa era piuttosto sporgente e spesso era sorretta da colonne. Raccoglieva i fumi e li convogliava verso l’esterno tramite la canna fumaria. Si trattava di manufatti ingombranti e pesanti. Per poter costruire camini anche ai piani superiori e poter così riscaldare anche le camere da letto, si dovette studiare un modello più piccolo e poco profondo, in parte incassato nel muro. Questo tipo di camino è arrivato ai tempi nostri.

The history of the fireplace begins shortly after the discovery of fire by humans. This element, which is so important for cooking, heating and lighting, was at the same time terribly dangerous and destructive. For this reason the flames had to be maintained and  confined, so that they did not burn the houses.

For many centuries the hearth was set up in the center of the room, away from the wooden wall. The smoke rose freely and came out from a hole in the roof. The fire was used for the food preparation, while it heated up the surrounding environment.

In the Middle Ages people began to build stone houses, especially in the cities. Thus the hearth was placed against the wall and a hood was added. This was quite protruding and was often supported by columns. It collected the fumes, which were conveyed to the outside through a chimney. Fireplaces were rather bulky and heavy. In order to build them also on the upper floors and heat the bedrooms, a smaller and shallower model, partly built into the wall, was invented. This type of fireplace is still used nowadays.

cucina del ‘600 – by Joseph Heintz il Giovane, via http://www.ibcmultimedia.it

Fu nel basso Medioevo che si cominciò ad utilizzare una stanza apposita e separata per la preparazione dei cibi, la cucina.

In the late Middle Ages people began to use a separate room  for food preparation and cooking, the kitchen.

girarrosto ad aria calda, su disegno di Leonardo da Vinci – via hevelius.it

Una curiosità: Leonardo da Vinci aveva inventato un girarrosto automatico. Lo spiedo era sistemato sopra le braci del camino ed era collegato ad un’elica inserita nella canna fumaria. Con il passaggio dell’aria calda, essa roteava e faceva girare il girarrosto. In questo modo lo spiedo si muoveva automaticamente, senza l’intervento dell’uomo.

A curiosity: Leonardo da Vinci invented an automatic rotisserie. The spit was placed over the embers of the fireplace and it was connected to a propeller inserted in the chimney. The hot air flow made it rotate and it spun the rotisserie. In this way the spit turned automatically, without human intervention.

Kitchen in Museum Van Loon in Amsterdam – via wikipedia

Pensando alle cucine d’altri tempi, mi erano tornate alla mente le mantovane che ingentiliscono la cappa del camino.

Thinking of vintage kitchens from the past, I remembered the embroidered pelmets decorating old chimney hoods.

In merceria ho quindi acquistato un nastrino di cotone con gli smerli blu, il colore della mia cucina. Di solito li si usa per rifinire i collettini delle camicie dei bambini. Io invece l’ho incollato ai bordi della mensola della cappa, lungo tutti e tre i lati liberi.

I bought a cotton scalloped ribbon at the haberdashery. Usually it’s used to finish the collars of children’s shirts. I chose one with a blue profile to match the color of my kitchen and I glued it to the border of the shelf that surrounds the hood.

In corrispondenza degli angoli ho praticato un taglietto nel margine da incollare, facendo attenzione a non tagliare troppo. Questo agevola la curvatura a 90 gradi del nastro.

Nonostante questo abbellimento, c’era comunque qualcosa che non mi soddisfaceva a pieno. Le piastrelle che rivestivano la cappa non si armonizzavano con il resto.

At the corners I cut a slit into the ribbon’s seam allowance, being careful not to trim too much. This allows the ribbon to turn easily at 90 degrees.

Despite this embellishment, there was still something that didn’t fully satisfy me. I didn’t like the tiles on the hood.

hammered copper surface texture with patina – via amazon.com

Quindi ho cercato ispirazione in internet ed ho trovato delle cappe in rame. Hanno un sapore antico. Mi ricordano le vecchie rosticcerie con le grandi cappe di rame sotto le quali girano i polli sui girarrosti.

So I looked for inspiration on the internet and found some copper hoods. They remind me of old delis where chickens turn on rotisseries under big copper hoods.

different copper hood styles via wishihadthat.com

Il rame è uno dei primi metalli usati dall’uomo. Allo stato puro è morbido. All’inizio fu quindi utilizzato per creare soprattutto oggetti decorativi. Intorno al 4.000 aC venne inventato il bronzo, una lega di rame e stagno. Il metallo ottenuto era più duro e poteva essere forgiato o fuso per creare vasi, contenitori e armi come frecce e arpioni.

Gli antichi Egizi avevano scoperto le proprietà battericide e funghicide del rame e lo usavano per sterilizzare ferite e rendere potabile l’acqua. Realizzavano anche specchi. Proprio per la brillantezza e bellezza di questo materiale, esso venne associato alla dea Venere. Gli antichi Romani lo usarono come moneta. Passarono poi all’ottone, una lega di rame e zinco, che impiegarono anche per la realizzazione di armature, strumenti musicali e manufatti artistici. Essi usarono il rame anche per le tubature dei loro ingegnosi sistemi idrici.

Nell’era moderna il rame fu impiegato per la copertura dei tetti. La richiesta di rame crebbe notevolmente con l’avvento dell’elettricità. I cavi elettrici sono infatti prodotti con questo metallo.

Copper is one of the first metals used by humans. As it’s very soft, it was used to make decorative items. Around 4.000 BC bronze was invented. It’s an alloy of copper and tin. This harder metal could be forged or casted for creating pots, containers and weapons like arrows and harpoons.

Egyptians discovered that copper had bactericidal and fungicidal properties. They used it to sterilize wounds and to make water drinkable. They made also mirrors with copper. Due to its brilliance and beauty this metal was associated to the goddess Venus. The Romans used it for their coins. Later thy made them out of brass, an alloy of copper and zinc. They used this metal for armors, musical instruments and artistic objects. They also made copper tubing for their ingenious plumbing systems.

In the modern era, copper was additionally used for roofing. The demand for copper grew considerably in the Age of Electricity, as electric wires are made with this metal.

In Svizzera avevo acquistato dei fogli d’alluminio in colori assortiti, tra i quali anche il rame. Si usano principalmente per realizzare decorazioni natalizie, ma sapevo che prima o poi mi sarebbero servite per la casa delle bambole.

In Switzerland I purchased aluminum foils in assorted colors, including copper. They are mainly used for Christmas decorations or embossing. But I knew that sooner or later I would have needed them for the dollhouse.

Per prendere le misure esatte ho creato una dima. Ho appoggiato un foglio di carta sulla cappa ed ho seguito perfettamente ogni piega ed ogni margine, calcandoli bene con l’unghia. Nei punti dove la carta non era sufficiente ho aggiunto dei pezzi tenendoli insieme con del nastro adesivo.

To take the exact measurements, I made a template. I placed a sheet of paper on the hood. Then I pressed each fold and each edge with my fingernail. Where the paper wasn’t enough, I added some pieces and held them with tape together.

Così ho ottenuto la sagoma della cappa. Una volta distesa, l’ho appoggiata su un nuovo foglio di carta ed ho ricopiato la forma.

So I got the shape of the hood. Once unfolded, I placed it on a new sheet of paper and copied the shape.

Poi ho sistemato la sagoma di carta sul foglio di rame. Con la riga di metallo ed il cutter ho tagliato lungo tutti i lati.

Then I placed the paper template on the copper sheet. With a metal ruler and the cutter I cut along all sides.

Per ottenere un angolo della lamiera perfettamente diritto su tutta la sua lunghezza, serve una guida, che abbia uno spigolo vivo e che sia più lunga della lamiera da piegare.

Io ho usato il mio Geodreieck grande. L’ho appoggiato nel punto dove volevo fare la piega della cappa e tenendolo pressato con la mano sinistra ho bloccato un lato del lamierino contro il tavolo. Con la mano destra ho sollevato con delicatezza il lembo libero, imprimendo l’angolo.

To make nice straight corners, I folded the metal sheet using a sharp edge as a guide.  It has to be longer than the sheet to be bent.

I used my big Geodreieck. I placed it where I wanted to fold the hood. Keeping one side of the foil pressed under the ruler, stuck against the table, I raised carefully the free end, marking the corner.

Geodreieck – via wikipedia

Il Geodreieck è uno strumento di misurazione, utilizzato principalmente in geometria, che combina il righello ed il goniometro. Si trova difficilmente in Italia, ma è uno strumento fantastico. Serve per misurare gli angoli, per tracciare linee e per disegnare agevolmente rette parallele e perpendicolari. Altra caratteristica, che trovo molto  utile, è il posizionamento dello zero al centro della riga. Lo uso spesso per segnare contemporaneamente le misure di due pezzi  paralleli o per stabilire  il centro di una retta o tracciare una linea centrale.

E’ realizzata in materiale plastico trasparente ed in commercio ne esistono di diverse dimensioni. La più comune è quella piccola nella foto qui sopra, il cui righello misura 14 cm, ma ne esistono anche di più grandi. Quella che attualmente sto usando io, misura 20 cm.

Io uso il Geodreieck dai tempi della scuola. E’ così comodo che mi serve anche per segnare gli orli ai pantaloni!

The Geodreieck is a measuring instrument, mainly used in geometry. It combines a ruler with a protractor. Even it’s a fantastic tool, it’s difficult to find in Italy. It’s used to measure angles, to draw lines and to easily trace parallel and perpendicular lines. Another feature, which I find very useful, is the zero positioned at the center of the ruler. I often use it to mark the measurements of two parallel pieces at the same time or to establish the center of a straight line or to draw a central line.

It’s made of transparent plastic and is available in different sizes. The most common is the small one shown in the picture above. The ruler measures 14 cm. But there are also larger ones. The one I am currently using is 20 cm long.

I have been using the Geodreieck since school. It’s such a useful tool that I use it also to mark the hems of pants, when I have to shorten them!

ribattino

Una particolarità delle cappe di rame sono i listelli di giunzione con i caratteristici ribattini.

The joining strips with the characteristic rivets are a peculiarity of the copper hoods.

Per realizzare il rigonfiamento dei ribattini ed imitare i rivetti, ho utilizzato lo strumento con la punta a sfera, che si usa per modellare la pasta polimerica o l’argilla.

Ho ottenuto buoni risultati e punti ben definiti quando ho lavorato sul tappetino da taglio, piuttosto che su una superficie cedevole.

I made bulges to imitate the rivets, using a ball stylus tool for clay sculpting.

I achieved good results and well definded dots when I worked on the cutting mat, rather than on a soft surface.

Per una cappa grande come la mia servono 2 listelli di giunzione da applicare sul davanti e 2 per gli angoli. Ho quindi tagliato delle strisce lunghe quanto l’altezza della cappa.  2 strisce sono larghe 3 mm e 2 sono larghe il doppio, ovvero 6 mm.

Le strisce più larghe devono essere piegate a circa 90 gradi con la stessa tecnica usata per piegare la cappa. La piegatura va effettuata prima d’imprimere le forme dei rivetti, così da non rovinarli. Ho tenuto una metà bloccata sotto la riga. L’altra metà è però troppo stretta per essere tenuta con le dita. Pertanto ho infilato sotto il lembo libero un secondo righello e l’ho fatto ruotare, sollevando la lamina ed imprimendo una piega netta. 

Poi ho  impresso sul retro di ogni striscia una fila di punti ad una distanza regolare, aiutandomi con il righello. I i ribattini di tutte i listelli di giunzione vanno posizionati alla stessa altezza, facendo attenzione che il primo e l’ultimo ribattino non siano troppo vicini al margine dell’inizio e dalla fine delle strisce di rame.

For a hood as large as mine, you need 2 joining strips for the front and 2 for the corners. I cut 4 strips a little bit longer than the height of the hood. 2 strips were 3 mm wide and 2 were twice the width, namely 6 mm.

I bent the wider strips at about 90 degrees with the same technique I used to fold the hood. This step should be done before the rivets are embossed, in order not to damage them. I kept one half of the strip pressed below the ruler. As the other half is too narrow and the fingers can’t hold it, I slipped a second ruler under the free flap and lifted the foil with a rotating movement and obtaining a sharp fold.

Then I embossed a row of dots on the back of each strip. Using the ruler I placed them in the center at a regular distance one from the other. The rivets should be at the same height on all junction strips and start and end not too close to the edge of the beginning and the end of the copper strips.

Ho iniziato ad applicare alla cappa le strisce di giunzione che vanno agli angoli. Per incollarle ho utilizzato la colla vinilica.  L’ho stesa omogeneamente su tutto il retro, avendo cura di coprire bene tutti i margini. Le strisce devono infatti aderire perfettamente alla cappa e non sollevarsi in nessun punto. Ho eliminato subito le eventuali sbavature di colla con un panno umido. Con delicatezza ho premuto le strisce contro la cappa, senza però passare sui rivetti, altrimenti li avrei schiacciati.

La cappa, sebbene arricchita dalle giunzioni ed i ribattini, aveva ancora un aspetto troppo semplice. Ho quindi cercato in rete quali tipi di decorazioni potessi aggiungere.

I started with the junction strips for the corners of the hood. I spread out the vinyl glue evenly over the entire back side, taking care to cover all the edges. The strips must adhere perfectly to the hood and not lift up at any point. I immediately removed any glue smudge with a damp cloth. I gently pressed the strips against the hood, without passing over the rivets, otherwise I would have flattened them.

Despite the addition of  joints and rivets, the hood still looked too simple. So I searched the web for supplementary decorations.

uva

 

uva

bordi a sbalzo

Mi sono così imbattuta in una serie di decori a sbalzo. Esistono con tantissimi motivi diversi: ghirigori floreali, animali, tralci di uva…

So I came across a series of embossed decorations. There are many different motifs: floral doodles, animals, grape vines …

Ho ritagliato una striscia di rame alta 17 mm e più larga della base della cappa. Appoggiandola contro la cappa, ho segnato l’andamento delle svasature ai lati ed ho tagliato i bordi di conseguenza.

Ho optato per i rami di vite con uva, che mi parevano molto decorativi ed al tempo stesso facili da realizzare. Con l’attrezzo a punta rotonda ho tracciato i segni sul retro del bordo di rame. Partendo dal centro, ho impresso in modo speculare e simmetrico il segno dei rami curvi con i riccioli. Ho aggiunto poi i grappoli ed infine ho riempito gli spazi rimanenti con le foglie.

I cut a strip of copper 17 mm high and wider than the base of the hood. I placed the strip against the base and marked the flared sides.  Then I cut them accordingly.

I opted for grapevine branches with grapes. It’s a highly decorative designs and seemed to be quite easy to make. Using the tool with the round tip I worked on the back side of the foil. I first traced the branches with curls, starting from the center and working in a specular and symmetrical way. Then I added the grapes and finally filled the rest of the space with the leaves.

Al termine ho applicato il bordo con la colla vinilica, usando le stesse accortezze avute per i giunti con i rivetti .

When the embossing was finished, I pasted the strip on the hood with vinyl glue, as I did with the joints with the rivets.

Ho poi incollato le strisce di giunzione sul davanti della cappa, accorciandole prima, di modo che i rivetti fossero tutti allineati. Infine ho incollato la cappa di rame sopra a quella di piastrelle. Ora l’aspetto è molto più realistico, ma il lavoro non è terminato, manca la parte sottostante.

Then I glued the junction strips to the front of the hood, shortening them first so that the rivets were all aligned. At the end I glued the copper hood over the tiled one. Now the hood looks much more realistic, but it’s not finished, the part below is missing.

L’altro giorno ho fatto un sondaggio su Instagram ed è risultato che i miei lettori preferiscono più post brevi, che uno solo lungo.

Vi do quindi appuntamento a tra due settimane con il proseguimento: i piedritti.

The other day I made a survey on my Instagram. It turned out that my readers prefer several short posts, rather than just a long one.

So see you in two weeks with the continuation: the piers.

 

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Le calze di Natale ricamate – Embroidered Christmas stockings

via lusile17.centerblog.net

La calza fa parte delle decorazioni natalizie tradizionali. La sua origine però non è certa. Si racconta che nel medioevo, in Germania, la gente povera mettesse la notte del 24 Dicembre i propri zoccoli o stivali fuori dalla porta. Durante le ore più buie, i più ricchi del paese lasciavano cibo e monete dentro le scarpe, come doni.

The sock is part of the traditional Christmas decorations. Its origin, however, is not certain. It is said that in the Middle Ages, in Germany,  on the night of December 24th, poor people left their clogs or boots on the doorstep. After dark, the wealthy people of the village left food and coins in their shoes as gifts.

via The Graphics Fairy

Un’altra leggenda racconta che molto tempo fa un vedovo viveva con le sue tre bellissime figlie. L’uomo era disperato perché non sapeva cosa sarebbe successo alle ragazze dopo la sua morte, perché egli era troppo povero per dare loro una dote e farle sposare. Saint Nicholas, che era un uomo molto buono, decise di aiutare in segreto questa famiglia. Durante la notte della Vigilia di Natale buttò nella casa tre sacchetti colmi di monete d’oro e questi caddero dentro le calze che erano state appese alla mensola del camino ad asciugare. Il giorno dopo il padre e le figlie trovarono i doni e vissero felici e contenti.

Another legend tells that long time ago there was a widower who lived with his three beautiful daughters. The man was too poor to provide a dowry and nobody would marry them. So he was worried about what would happen to the girls after his death. Saint Nicholas, who was a very good man, decided to secretly help this family. During the night of Christmas Eve, he threw three bags full of gold coins into the house and they fell into the socks which were hung on the mantel to dry. The next day the father and the daughters found the gifts and lived happily ever after.

Original Santa Claus by Thomas Nast – via sonofthesouth.net

La tradizione di appendere alla mensola del camino le calze la notte prima di Natale è raccontata per la prima volta nella poesia “La notte prima di Natale” pubblicata il 23 dicembre 1823 in forma anonima su un quotidiano newyorkese e poi ufficialmente attribuita a Clement Clarke Moore.

The tradition of hanging the stockings by the fireplace on Christmas eve is told for the first time in the poem “The night before Christmas“. This composition was published anonymously on December 23rd 1823 on a New York newspaper and then officially attributed to Clement Clarke Moore .

via http://www.flickr.com by goddess of chocolate

Il testo racconta la Vigilia di Natale in una casa americana. Descrive Santa Claus come viene rappresentato ancora oggi: un uomo grassottello, con barba bianca,  guance rosse, naso rosso ed un vestito con pelliccia. Egli arriva con la slitta trainata da 8 renne, vola sul tetto, mentre i bambini stanno dormendo e scende dal camino con un sacco pieno di giochi sulle spalle. Riempie le calze con doni e se ne va con la sua slitta, augurando buon Natale.

The rhymes describe the Christmas Eve in an American house. Santa Claus is represented as it’s still today: a chunky man with white beard, red cheeks and nose, wearing a fur. He arrives with his sleigh pulled by 8 reindeers. He flies on the roof, while the children are sleeping and goes down the chimney with a bag full of toys on his shoulder. He fills the socks with the gifts and leaves on his sleigh, wishing everybody Merry Christmas.

via The Graphics Fairy

I tipici regali messi nelle calze di Natale erano principalmente caramelle e frutti, come mele, mandarini e noci, insieme qualche piccolo giocattolo. In certi paesi i bambini che non si erano comportati bene, ricevevano il carbone.

The typical gifts put in Christmas stockings were mainly sweets and fruits, like apples, mandarins and walnuts, together with some small toys. In some countries children who did not behave well received coal.

hanging Christmas stockings – olddesignshop.com

Fino agli anni ’40 si appendevano normali calze al camino. Con il tempo le famiglie iniziarono a personalizzarle con i nomi o decorazioni fino a quando diventarono veri e propri decori natalizi.

Quando scomparvero i camini dalle case, le calze vennero appese alla corda dei panni, tesa sulla parete nella stanza o sistemate sull’albero di Natale. I modelli si sono modificati nel tempo, ci sono state calze larghe o lunghe e strette, fatte a maglia o cucite di stoffa. Ai giorni d’oggi si possono acquistare calze pronte all’uso, ma quelle fatte in casa sono sempre le più belle.

Until the 1940s, normal socks were hung by fireplace. With time, families began to personalize them with names or decorations until they became real Christmas decorations.

When fireplaces disappeared, Christmas stockings were hung on clotheslines at the wall or placed on the Christmas tree. The shapes have changed over time: wide, long and tight, knitted or sewn. Nowadays you can buy ready to use stockings, but homemade socks are much more appealing.

 

Le calze di Natale che vi propongo quest’anno per la casa delle bambole sono da ricamare a punto croce o mezzo punto. Ho realizzato 4 soggetti natalizi diversi, che potete scaricare qui di seguito cliccando sulle singole immagini.

This year’s Christmas socks for the dollhouse are embroidered in cross stitch or needlepoint. I created 4 different Christmas motives. You can download them by clicking on the images below.

Il retro della calza può essere realizzato con un tessuto leggero oppure può essere ricamato anch’esso a punto croce o mezzo punto. Quando le calze sono appese, si vede comunque solamente un lato. E’ quindi una scelta di gusto personale, come realizzare la parte dietro.

Qui di seguito potete scaricare gli schemi per il retro ricamato con il motivo natalizio specchiato.

For the back you can choose a light fabric or you can embroider it, too. When the Christmas Stocking is hanging by the fireplace, you can see anyway only one side. Therefore, it’s a matter of personal taste, how to make the back part.

Below you can download the mirrored patterns for the embroidered back.

Qui di seguito ci sono invece gli schemi per ricamare il retro in tinta unita, senza decori.  

Below you can download the patterns to embroider a plain back, without motif.

Ho chiesto a Franca Gamberoni di Framini di ricamare i quattro modelli e di realizzare le calze di Natale, documentando con foto i passaggi di come le ha assemblate. La ringrazio quindi molto per la preziosa collaborazione.

I asked Franca Gamberoni of Framini to embroider the four models and to make the Christmas stockings, taking pictures of the steps of how she put them together. Thank you so much Franca for your special collaboration!

Franca ha scelto  di ricamare su lino leggero a tessitura regolare. Ha usato due diversi tipi di tele: una con la trama più fitta, ottenendo delle calze piccoline ed una più rada, ottenendo delle calze un po’ più grandi,

Per la scala 1:12 vanno bene sia le calze grandi che piccole. Le calze più piccole, che  vedete sul palmo della mano qui sopra, potrebbero forse usate anche per la scala 1:24.

Franca chose to embroider on light linen with regular weaving. She used two different types of canvases: one with a thicker weft, obtaining tiny socks, and a thinner one, obtaining a slightly larger sock.

The two sizes are good for the 1:12 scale. The smaller one, that you can see in palm of the hand in the picture above, could maybe be used also for the 1:24 scale.

La tela usata per le calze più grandi ha 12 fili per 1 cm, corrispondente al 30 count. La dimensione del ricamo su questa tela è alto 3,3 cm e largo 1,78 cm (1, 3 x 0,7 pollici).

Per ottenere una buona copertura con i filati, lo schema è stato ricamato a punto croce con un solo capo di filo Moulinè, prendendo un solo filo della trama e dell’ordito della tela. Qui un’introduzione al ricamo ed una spiegazione del ricamo su un filo.

The canvas used for the larger socks has 12 threads per 1 cm, corresponding to 30 count. The size of the embroidery on this canvas is 3.3 cm high and 1.78 cm wide (1.3 x 0.7 inches).

For a good coverage with the threads, the pattern was embroidered in cross-stitch with only one strand of Moulinè thread, stitching one over one. Here a good tutorial. Beginners can read this introduction to cross stitch.

La tela usta per le calze più piccole ha 16 fili in 1 cm e corrisponde ad un 40 count. Le dimensioni di questo ricamo sono 2,48 cm di altezza e 1,33 cm di larghezza (0,98 x 0,53 pollici).

La versione più piccola è stata ricamata a mezzo punto con un solo capo di filo Moulinè, prendendo un solo filo della trama e dell’ordito della tela. Sul sito di Janet Granger potete trovare una spiegazione di come ricamare il mezzo punto e spiegazioni del ricamo in miniatura in genere. Janet ha scritto anche un post dedicato alle calze di Natale.

The canvas she used for the smaller socks has 16 threads in 1 cm and corresponds to a 40 count. The dimensions of this embroidery are 2.48 cm in height and 1.33 cm in width (0.98 x 0.53 inches).

The smaller version was embroidered in needlepoint with only one strand of Moulinè thread, stitching one over one. On Janet Granger’s site there is a tutorial for needlepoint  and embroidery in miniature in general. Janet also wrote a post dedicated to Christmas stockings.

Una volta ricamato lo schema, si ritaglia la calza, lasciando un margine di 3 mm (1/8 inches) tutto attorno. Per evitare che i bordi si sfilaccino, stendere lungo tutto il contorno un velo di colla vinilica o di colla per tessuto.

Una volta asciutta, nei punti dove ci sono delle curve praticare dei tagli, come nella foto, senza arrivare però troppo vicino al ricamo. Questo agevolerà la piegatura della stoffa contro il retro del ricamo.

Risvoltare sul rovescio del lavoro tutti i bordi, piegando lungo il limite del ricamo in modo preciso. Assicuratevi che la tela bianca non sia visibile sul davanti del lavoro. Marcate bene la piega, pressandola con l’unghia.

Once the pattern is embroidered, cut out the sock leaving a seam allowance of 3 mm (1/8 inches) all around. To prevent from fraying, apply a thin layer of vinyl glue or fabric glue along the entire contour.

When the glue is dry, make tiny cuts in correspondence of the curves, as shown in the picture above. Don’t get too close to the embroidery. These cuts will make it easier to fold the fabric against the back of the embroidery.

Turn over all the unworked canvas on the back, bending precisely along the edge of the embroidery. Make sure that the white canvas isn’t visible on the front of the embroidery. Mark the fold by pressing it with your fingernail.

Fissare tutti i bordi al retro con piccoli punti, senza passare sul davanti del ricamo.

Stitch the seam allowance to the rear of the embroidery with small stitches and without going through the cloth.

Franca ha realizzato il retro delle calze in due modi diversi. Per le calze più grandi ha scelto una stoffa leggera in tinta unita di un bel rosso natalizio, che riprende il colore del bordo ricamato.

Mentre per le calze più piccole ha realizzato il retro ricamato in tinta unita dello stesso colore del davanti.

Franca made the back of the socks in two different ways. For the bigger stockings, she chose a light solid colored fabric of the same red of the embroidered border.

While for the smaller socks, she embroidered the plain pattern in the same color of the front piece.

Per realizzare il retro in stoffa, ha tracciato sulla tela i contorni della calza ricamata. Ha ritagliato poi la sagoma lasciando un margine di 3 mm (1/8 inches) su ogni lato. In seguito ha praticato dei taglietti in corrispondenza delle curve ed ha passato su tutti i bordi la colla, per evitare che la stoffa si sfilacci.

Ha piegato bene lungo il segno tracciato ed ha marcato le pieghe con l’unghia. Il segno della sagoma va lasciatolo all’interno, dentro la piega, così che non sia visibile.

To make the back in fabric, she traced the contours of the embroidered sock on the canvas. Then she cut it out leaving a seam allowance of 3 mm (1/8 inches) all around. She made small cuts in correspondence of the curves and applied a thin amount of glue on all edges to prevent the fabric from fraying.

She folded along the marked lines and pressed the folds with her fingernail. The contour lines should be left inside the fold, so that they remain invisible.

Per assemblarle, ha appoggiato il rovescio della calza ricamata sul rovescio della stoffa con la sagoma della calza. Con piccoli punti ha cucito insieme i due tessuti, lasciando aperta la parte in alto, dove verranno inseriti i doni. Per rendere la cucitura meno visibile ha usato il filo Moulinè  dello stesso colore del ricamo.

To assemble the stocking, she laid the back of the embroidered sock on the back of the fabric with the shape of the sock. She sew the two fabrics together with small stitches and leaving the opening at the top open. So it will be possible to fill it with gifts. To make the stitching almost invisible, she used one strand of the Mouliné thread in the same color as the embroidery.

Le calze con il retro ricamato sono state assemblate allo stesso modo.

The socks with the embroidered back were put together in the same way.

In questa foto si vedono le due versioni nelle loro proporzioni reali. Le calze più grandi , quelle ricamate sulla tela 30 count, se usate nella case delle bambole in scala 1:12 misurerebbero nella realtà 40 cm. In una casa della Barbie in scala 1/6 sarebbero nella realtà lunghe 20 cm.

Le calze piccole, ricamate sulla tela 40 count, se usate in una casetta in scala 1:12  misurerebbero nella realtà 30 cm. Mentre in una casa in scala 1:24 sarebbero nella realtà lunghe 60 cm, forse un pochino grandi… 

In this photo you see the two versions in their real proportions. The larger socks, embroidered on the 30 count canvas, measure 40 cm in reality, if used in the dollhouse in 1:12 scale. In a Barbie house in 1/6 scale they would actually be 20 cm long.

The small socks, embroidered on the 40 count canvas, if used in a dollhouse house in 1:12 scale would measure 30 cm in reality. While in a 1:24 scale dollhouse they would actually be 60 cm long, maybe a little big …

Per rifinirle meglio si può attaccare un cordoncino tutt’attorno. Serve a nascondere le cuciture sui lati. Si può fissarlo con piccoli punti o con pochissima colla. All’estremità dell’apertura Franca ha creato con lo stesso cordoncino un occhiello, che servirà per appendere la calza.

Le calze di Natale sono quindi pronte per essere riempite di dolci e piccoli doni.

The socks are almost ready. Franca added a finishing cord to hide the seams on the sides. It can be stitched with small stitches or it can be attached with a very thin amount of glue. At one end of the opening Franca created an eyelet with the same cord. It will be used to hang the sock.

The Christmas stockings are now ready to be filled with sweets and small gifts.

Un’idea carina per appendere le calze in modo facile alla mensola del camino nella casa delle bambole è sul sito inspiration and realisation. Servono solo uno stecco del gelato, del pizzo e dei gancetti.

Qui di seguito ho raccolto i link ai siti che offrono spiegazioni  o schemi gratuiti per realizzare delle calze di Natale in miniatura. Cliccate sulle foto per raggiungere la pagina collegata. 

You can find on inspiration and realisation a nice idea to easily hang the socks at the mantelpiece in the dollhouse. You just need a popsicle stick, lace ribbon and hooks.

Below I’ve collected the links to sites that offer free tutorials or patterns for making miniature Christmas stockings. Click on the picture to be directed to the linked site.

via kreinik.com

via emmamyrtle.blogspot.com

via greenleafdollhouses.com

via scribd.com – AIM-January-2013-Issue-45 – pag 19

via naturessoulminiatures.blogspot.com

via xoxograndma.blogspot.com/

Senza dimenticare il mio post di 4 anni fa, dove spiegavo come avevo realizzato delle calze di Natale di tessuto.

Without forgetting my post published 4 years ago, where I explained how I made some fabric Christmas socks.

dadasdollhouse

Seguono i link ai siti che offrono le spiegazioni per realizzare delle mini calzine a maglia. Prima d’iniziare il lavoro controllate le dimensioni, perché alcune mi sembrano un po’ grandi.

The following links brings you to those sites that offer explanations for making mini knitted socks. Before you start to knit check the size, because some seem a bit ‘big to me.

via bitstobuy.blogspot.com

via knittinginterrupted.com

via themakeyourownzone.com

via knitting-and.com

Personalmente non l’ho mai provato, ma le calzine potrebbero essere stampate anche su stoffa e poi cucite. Qui due modelli da acquistare sul sito crafts ü print. Sono stati creati per farne dei biglietti d’auguri, ma la grafica si presta anche come stampa per delle calze in miniatura di stoffa.

Personally I have never tried it, but the socks could also be printed on fabric and then sewn together. Here two models that you can buy on the site crafts ü print. They were created to make greeting cards, but the graphics may also be printed to make miniature stockings out of cloth.

via craftsuprint.com

via craftsuprint.com

Su Etsy trovate da TheQuarterSource diversi kit per realizzare calze di Natale di stoffa come quello nella foto qui sotto.

On Etsy you can found by TheQuarterSource different kits to make cloth Christmas stockings like the one in the picture below.

via etsy – by TheQuarterSource

Esistono in vendita bellissimi kit per ricamare le calze di Natale. Li trovate nei seguenti siti.

There are beautiful kits for embroidered Christmas socks to buy. You can find them on the following sites.

via etsy – kit by nicolamascall

via janetgranger.co.uk – kit

via etsy.com – by DollhouseNeedlepoint / Janet Granger

via scarletsailsminiatures.blogspot.com – by Natalia Frank

kit by Natalia Frank – Dollhouse Needlepoint

kit by Natalia Frank – Dollhouse Needlepoint

Se preferite invece acquistare  le calze di Natale già pronte, potete visitare i seguenti negozi online.

If you prefer to buy ready-made mini Christmas stockings instead, you can visit the following online shops.

via etsy – TheLittleEmptyNest

via ebay.com – by Holly Allen

via etsy – by LugartPetit

via etsy – ANABELAMINIATURES

via etsy – by MINIRICAMI

via petiteprovisionsco.com

via dollhousejunction.com

via etsy – TeaPunkery

Infine qui di seguito altre calze da guardare ed ammirare.

Finally below other socks to watch and admire.

via tinyterminiatures.blogspot.com

by Debbie Dixon-Paver – via Flickr

by Debbie Dixon-Paver – via Flickr

via thesprucecrafts.com

by Crazy4minis – via Pinterest

via pinterest

via pinterest

by Corky Anderson – via fineminiaturesforum.com

via libertybiberty.blogspot.com

via prayingwithmyfeet.blog/

via fabulouslyflawedminiatures.blogspot.com

Questo progetto fa parte del Calendrier de l’Avent 2018 organizzato da Joc, che ringrazio di cuore per avermi fatto partecipare anche quest’anno.

Questa è ormai la quinta volta che un mio progetto appare in questo calendario. Nel 2014 erano apparse le mie calze di Natale di tessuto. L’anno successivo ci fu il braciere. Nel 2016 fu la volta del baule. L’anno scorso partecipai con i soldatini. Ed ora con le calze ricamate, che spero vi siano piaciute.

Continuate a scoprire giorno dopo giorno le sorprese nascoste nel Calendario 2018, aspettando il Natale.

Vi auguro di passare serene feste con le persone che più amate e d’iniziare il nuovo anno con tanti progetti e nuova energia!

This project is part of the Calendrier de l’Avent 2018 organized by Joc. I sincerely thank her for letting me be part of it this year again.

This is now the fifth time that my projects appear on this calendar. I started in 2014 with my fabric Christmas stockings. The following year there was the fire basket. In 2016 it was the turn of the trunk. Last year I participated with the toy soldiers. And now with the embroidered socks, which I hope you enjoyed.

Continue to discover the hidden surprises in the 2018 Calendar day by day, waiting for Christmas.

I wish you to spend peaceful days with the people you love most and to start the new year with many projects and new energy!

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Puzzle a cubi – Wooden blocks puzzle – Cubos del rompecabezas

Quest’anno, sotto l’albero di Natale nella mia casetta, per i bambini c’è un gioco educativo, un puzzle a cubi  Non è facile da risolvere, ci vuole pazienza e logica, ma le figure sono accattivanti e tratte dalle fiabe più amate.

This year, under the Christmas tree in my dollhouse, there is an educational game for the children, wooden picture blocks and puzzle together. It’s not easy to solve, it takes patience and logical thinking, but the images are charming and all come from the most beloved fairy tales.

Este año, bajo el árbol de Navidad en mi casa de muñecas, para los niños hay un juego educativo, unos cubos del rompecabezas no es fácil de resolver, hay que tener paciencia y la lógica, Pero los personajes son encantadores y todos provienen de los cuentos de hadas más queridos. 

puzzle a cubi con litografia /antique litho cube puzzle, Germany – via ruby lane.com

Si tratta di un rompicapo che ha uno scopo sia pedagogico che ludico. I primi esemplari documentati risalgono al 1820.

I bambini devono ricomporre sei immagini, accostando in modo corretto i cubi di legno sulle cui facce sono stati applicati i frammenti delle sei illustrazioni. Il gioco è molto più difficile di quanto sembri. Innanzitutto bisogna capire quale delle sei facce del cubo appartenga a quale dei sei disegni. Girando ed affiancando tutti i blocchi nella sequenza giusta, si ottiene una delle sei figure.

This brain-teaser has both a pedagogical and a recreational purpose. The earliest documented example dates back to 1820.

Children have to reassemble six illustrations, matching correctly the wooden cubes. On each cube face there has been applied a fragment of the six images. The game is harder than it looks. First you need to understand which of the six faces belongs to which of the six drawings. By turning and placing all the blocks in the correct sequence, you obtain one of the six illustrations at a time.

Es un rompecabezas que tiene un propósito pedagógico y recreativo. Los primeros especímenes documentados se remontan a 1820.

Los niños deben recomponer seis imágenes, emparejando correctamente los cubos de madera en cuyas caras se han aplicado los fragmentos de seis ilustraciones. El juego es mucho más difícil de lo que parece. En primer lugar, debemos entender cuál de las seis caras del cubo pertenece a cuál de los seis dibujos. Al girar y colocar todos los bloques en la secuencia correcta, se obtiene una de las seis figuras.

Doni di Friedrich Fröbel / Froebel gift – via museumofplay.org

In un’epoca dove i bambini poveri erano vittime del lavoro minorile e quelli ricchi venivano formati in modo rigido e tradizionale, Jean Jacque Rousseau (1712 – 1778) introduce il pensiero rivoluzionario che l’educazione debba seguire le inclinazioni naturali dell’uomo e che si debba rispettare l’età infantile. Il giocattolo acquisisce un’importanza pedagogica e serve a risvegliare le potenzialità del bambino anche tramite la manipolazione di oggetti.

Nel 1837 Friedrich Fröbel (1782 – 1852), cha aveva dedicato se stesso quasi esclusivamente all’educazione dei bambini in età prescolare, apre il primo Kindergarten. Tra le attività svolte c’è giardinaggio, canto, ballo e gioco. Egli inventa dei giocattoli educativi di legno, Spielgaben in tedesco – doni in italiano, pensati per favorire il loro apprendimento. Sono racchiusi in scatole ed hanno diversi gradi di difficoltà: per i più piccoli forme semplici da manipolare, come cilindro, sfera, cubo; per i più grandi blocchi di legno per le costruzioni e  tessere di varie forme per creare figure.

In an age when poor children were victims of child labor and the rich ones were raised with rigid and traditional methods, Jean Jacque Rousseau (1712 – 1778) introduces a revolutionary theory: adults should respect childhood and children should be educated according their natural inclinations. Toys become important and are used to awaken the child’s potentials through the manipulation of objects.

In 1837, Friedrich Fröbel (1782 – 1852), who dedicated himself almost exclusively to preschool child education, opens the first Kindergarten. Among the activities offered by this new institution there are gardening, singing, dancing and playing. He develops educational toys, Spielgaben in German – gifts in English. They are made of wood and are specifically designed to encourage learning according to children’s age. Each box has a different difficulty degree: for the little ones there are simple geometric shapes to manipulate, like cylinder, sphere, cube; for the older ones there are building blocks and pattern activity blocks.

En una época en que los niños pobres eran víctimas del trabajo infantil y los niños ricos recibían una formación rígida y tradicional, Jean Jacque Rousseau (1712 – 1778) introdujo el pensamiento revolucionario de que la educación debería seguir las inclinaciones naturales del hombre y que Debemos respetar la edad del niño. El juguete adquiere importancia pedagógica y sirve para despertar el potencial del niño a través de la manipulación de objetos.

En 1837, Friedrich Fröbel (1782 – 1852), quien se había dedicado casi exclusivamente a la educación de niños en edad preescolar, abrió el primer jardín de infancia. Entre las actividades llevadas a cabo hay jardinería, canto, baile y juego. Inventó juguetes educativos de madera, Spielgaben en alemán, dones en español, diseñados para fomentar su aprendizaje. Cada caja tiene diferentes grados de dificultad: para los más pequeños hay formas geométricas simples para manipular, como cilindro, esfera, cubo; para los mayores hay bloques de construcción y bloques para crear figuras. 

Arca di Noè tedesca / German Noah’s Ark,  ca 1840 – via cotswoldauction.co.uk

Il legno è il materiale con il quale sono costruiti la maggior parte dei giocattoli in circolazione fino all’inizio del ventesimo secolo. Bambole, birilli, trottole, animali, strumenti musicali, cubi, cavallini a dondolo, fucili, sonagli, costruzioni erano tutti realizzati in questo materiale. La Germania svolge un ruolo primario nella produzione di giocattoli. Non solo è il produttore principale di giocattoli in stagno, con Norinberga come centro d’eccellenza, ma è anche il maggior fabbricante ed esportatore di giocattoli di legno. Le foreste tedesche sono infatti una fonte inesauribile di materia prima.

Until the beginning of the twentieth century most of the toys were made of wood. Dolls, skittles, spins, animals, musical instruments, cubes, rocking horses, guns, rattles, building blocks were all made of this material. Germany plays a primary role in the production of toys. Not only is this country the main producer of tin toys, with Nuremberg as a center of excellence, but it’s also the largest manufacturer and exporter of wooden toys. In fact, German forests are an inexhaustible source of raw material.

La madera es el material con el que se construyen la mayoría de los juguetes en circulación hasta principios del siglo XX. Muñecas, bolos, giros, animales, instrumentos musicales, cubos, caballitos, pistolas, sonajas, edificios fueron hechos de este material. Alemania desempeña un papel primordial en la producción de juguetes. No solo es el principal productor de juguetes de hojalata, con Norinberga como centro de excelencia, sino que también es el mayor fabricante y exportador de juguetes de madera. De hecho, los bosques alemanes son una fuente inagotable de materia prima.

donne che dipingono bambole / women painting dolls in Sonneberg – via sonneberg.de

Uno dei maggiori centri dei giocattoli di legno era a Sonneberg, in Turingia. Nel settecento, il Duca Georg I di Sachsen-Meiningen concede il permesso ai sui sudditi di prelevare dai suoi boschi il legno necessario alla realizzazione dei giochi. Le ditte produttrici sono a conduzione famigliare. Gli artigiani lavorano in casa ed hanno un massimo di 4 aiutanti. Nel 1789 il Duca impone che i produttori di giocattoli non siano anche venditori e concede a 30 commercianti l’esclusiva della vendita. Questa è la chiave del successo.

Il principio si fonda sull’alta specializzazione di ogni figura lavorativa. Chi intaglia, chi dipinge, chi progetta i giocattoli deve essere altamente formato e essere pronto a produrre in grande scala. I venditori devono invece viaggiare, trovare nuovi mercati, capire quali siano i gusti dei clienti e fungere da tramite tra questi ed i produttori. Ogni professionista deve eccellere nel suo campo. Questo rende Sonneberg un fiorente centro che esportò i suoi prodotti non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti ed addirittura nella lontana Cina. Nel 1880 a Sonneberg ci sono 481 ditte d’esportazione e 321 ditte produttrici di giocattoli. All’inizio del ventesimo secolo quasi metà di tutti i giocattoli venduti al mondo proviene da qui.

Se doveste passare da queste parti, nel cuore della Germania, a Sonneberg c’è il museo Deutsches Spielzeugmuseum, che con oltre 5000 pezzi offre una panoramica sulla storia culturale del giocattolo tedesco.

One of the biggest centers for wooden toys was in Sonneberg, in Thuringia. In the eighteenth century, Duke Georg I of Sachsen-Meiningen grants permission to his subjects to use the wood necessary for toy making from his woods. The factories are cottage industries. The artisans work at home and have a maximum of 4 helpers. In 1789 the Duke establishes that the toy manufacturers can’t be also sellers. He grants 30 dealers the exclusivity of the sale. This is the key to success.

The principle is based on the high specialization of every worker. Woodcarvers, painters, toy designers have to be highly trained and be ready to produce on a large scale. Instead, the sellers have to travel, find new markets, understand the customers’ tastes and act as intermediaries between clients and producers. Every professional has to excel in his field. This made Sonneberg a thriving center that exported its products not only to Europe, but also to the United States and even to distant China. In 1880 there are 481 export companies and 321 toy manufacturers in Sonneberg. At the beginning of the twentieth century almost half of all the toys sold in the world come from here.

Should you ever happen to be in the heart of Germany, you can visit the museum Deutsches Spielzeugmuseum in Sonneberg. With over 5000 pieces it offers an overview on the cultural history of the German toy.

Uno de los principales centros de juguetes de madera estaba en Sonneberg, en Turingia. En el siglo dieciocho, el duque Georg I de Sachsen-Meiningen concedió permiso a sus súbditos para eliminar la madera necesaria para hacer juegos de su bosque. Las empresas manufactureras eran de gestión familiar. Los artesanos trabajaban en casa y tenían un máximo de 4 ayudantes. En 1789, el duque impuso que los fabricantes de juguetes ni siquiera fueran vendedores y otorgó a 30 concesionarios la exclusividad de la venta. Esta fue la clave del éxito.

El principio se basa en la alta especialización de cada figura de trabajo. Quién talla, quién pinta, quién diseña los juguetes debe ser altamente capacitado y estar listo para producir a gran escala. En su lugar, los vendedores tenían que viajar, encontrar nuevos mercados, entender lo que saben los clientes y actuar como intermediarios entre estos y los productores. Cada profesional tenía que sobresalir en su campo. Esto hizo de Sonneberg un próspero centro que exportaba sus productos no solo a Europa, sino también a Estados Unidos e incluso a la lejana China. En 1880 había 481 empresas exportadoras y 321 fabricantes de juguetes en Sonneberg. A principios del siglo XX, casi la mitad de todos los juguetes vendidos en el mundo procedían de aquí.

Si alguna vez se encuentra en el corazón de Alemania, puede visitar el museo Deutsches Spielzeugmuseum en Sonneberg. Con más de 5000 piezas, ofrece una visión general de la historia cultural del juguete alemán.

blocchi di legno con stampa litografica / wood & paper litho blocks, ca 1880 – via liveauctioneers.com

Con l’introduzione della stampa litografica, il mondo dei giocattoli si arricchisce di prodotti dai colori brillanti. Nuovi tipi di giochi diventano popolari, come quelli in scatola, i puzzles, le bambole ed i teatrini di carta.

With the introduction of lithography, toys are enriched with bright colored prints. New types of toys become popular, such as board games, puzzles, paper dolls and theaters.

Con la introducción de la litografía, los juguetes se enriquecen con estampados de colores brillantes. Los nuevos tipos de juguetes se vuelven populares, como juegos de mesa, rompecabezas, muñecas de papel y teatros.

pietra litografica /  – via wikipedia

La litografia  (la parola origina dal greco lithos = pietra e graphein = scrivere) è stata inventata nel 1796 dall’austriaco Alois Senefelder ed ha avuto subito una rapida diffusione. Permette la produzione di immagini in maniera veloce ed a basso costo.

Si utilizza una pietra calcarea che ha la capacità di trattenere l’acqua. Lo spessore deve essere intorno ai 10 cm perché non si sbricioli sotto il peso della pressa. Una volta perfettamente levigata, si disegna l’immagine da stampare sulla superficie, con una matita grassa, come ad esempio i pastelli a cera, avendo cura di riprodurla in modo speculare.

Lithography (the word originates from Ancient Greek lithos = stone and graphein = to write) was invented in 1796 by the Austrian Alois Senefelder and has rapid diffusion. It allows a fast and inexpensive reproduction of images .

The printing is made with a limestone slab. Its characteristic is to retain water. The stone must be approximately 10 cm thick, in order to resist under the weight of the press. Once perfectly smoothened, a mirror image of the original design is drawn on the surface with a fat pencil, like for example wax crayons.

La litografía (la palabra proviene del griego lithos = piedra y graphein = escribir) fue inventada en 1796 por el austriaco Alois Senefelder y se había sometido a una rápida difusión. Permite la producción de imágenes de forma rápida y de bajo coste.

La impresión se realiza con una losa de piedra caliza. Su característica es retener el agua. La piedra debe tener aproximadamente 10 cm de espesor para resistir bajo el peso de la prensa. Una vez perfectamente alisada, se dibuja en la superficie una imagen de espejo del diseño original con un lápiz grueso, como por ejemplo pinturas de cera.

pressa litografica / lithographic press, 1839 – via wikipedia

La pietra è poi trattata con una soluzione di gomma arabica ed acido nitrico. Dopo 24 ore è pronta per l’uso. Si inumidisce la pietra con acqua. In seguito, con un rullo si distribuisce su tutta la superficie un inchiostro a base grassa. Questo scivola via sulle parti bagnate, mentre è trattenuto dai segni grassi. La matrice è poi pressata sul foglio con la pressa. I segni che hanno trattenuto l’inchiostro si trasferiscono sulla carta.

Before the stone can be used, it’s treated with a solution of gum arabic and nitric acid. After 24 hours it is ready for use. First the stone is dampened with water. Then an oil-based ink is applied all over the surface with a roller. The color glides away from the wet parts, while it is held back by the fat signs. The stone is then pressed onto a paper sheet with the press. The marks that accepted the ink are so transferred to the paper.

Antes de poder usar la piedra, se trata con una solución de goma arábiga y ácido nítrico. Después de 24 horas está listo para su uso. Primero se humedece la piedra con agua. Luego se aplica una tinta grasa por toda la superficie con un rodillo. El color se desliza lejos de las partes húmedas, mientras que es retenido por los signos de grasa. La piedra se presiona sobre una hoja de papel con la prensa. Las marcas que contenían la tinta se transfieren al papel.

litografia gatto / cat lithograph, ca 1880 – via thepapercollector.blogspot.com

Le litografie a colori, dette cromolitografie, potevano avere fino a 12 colori, a volte anche molti di più. Per ogni colore viene realizzata una pietra separata. Le sfumature si realizzano con puntinature più o meno fitte. Una dopo l’altra le lastre vengono pressate sul foglio, applicando i vari inchiostri, partendo dai più chiari. La difficoltà è tenere a registro l’immagine nei passaggi tra una matrice e l’altra. Per questo motivo in molte stampe le figure riprodotte hanno dei contorni di colore pieno. 

Multi color printing, called chromolithography, could have up to 12 colors and even much more. A separate stone is used for each color. Color shades are obtained  with more or less spaced dots. Each stone is pressed on the sheet of paper, applying the different inks, starting form the lighter tones. The difficulty is to keep the image centered during all steps. For this reason, in many prints the figures have solid color contours.

Las litografías en color, llamadas cromolitografías, pueden tener hasta 12 colores, a veces incluso muchos más. Para cada color se hace una piedra separada. Los matices se consiguen con puntos más o menos espaciados. Una tras otra, las placas se presionan en la hoja, aplicando las diferentes tintas, comenzando desde los tonos más claros. La dificultad es mantener la imagen centrada durante todos los pasos. Por esta razón, en muchas impresiones las figuras tienen contornos de colores sólidos.

puzzle coi cubi / The Brownie Blocks – via eMuseum New York Historical Society

Le immagini ottenute con la stampa litografica hanno colori brillanti sono quindi  molto accattivanti ed al tempo stesso non sono costose. Vengono così stampati numerosi libri per bambini e giochi, sia didattici che divertenti.

The lithographic printing produces inexpensive and bright-colored images, which are very appealing. Many children’s books and games are printed, both educational and entertaining.

Las imágenes obtenidas con la impresión son colores brillantes, por lo que son muy atractivas y, al mismo tiempo, no son caras. Se imprimen muchos libros infantiles y juegos, tanto educativos como de entretenimiento. 

“Brownie” – via The Strong National Museum of Play

Alla fine dell’ottocento si assiste ai primi esempi di merchandising rivolto ai più giovani. I bambini diventano un nuovo target per la società dei consumi che sta nascendo con l’industrializzazione. I Brownies, riprodotti nelle due foto qui sopra, sono i personaggi di una serie di fumetti, disegnata dall’illustratore canadese Palmer Cox ed appaiono a partire dal 1883 su un giornale per bambini. Sono così popolari da essere poi stampati su giochi e figurine. Sono usati anche come gadget all’interno delle confezioni di prodotti come caffè  o biscotti. Nel 1900 i Brownies danno il nome ad una macchina fotografica di cartone, economica e facile da usare, prodotta da Kodak e destinata anche ai bambini, che ha un enorme successo e rende la fotografia a portata di tutti. 

At the end of the nineteenth century we witness the first samples of merchandising aimed at young people. Children become a new target for the consumer society that is emerging with industrialization. The Brownies, reproduced in the photos above, are cartoon characters designed by the Canadian illustrator Palmer Cox. Their stories are published in a children’s periodical since 1883. They become so popular that soon they appear on toys and figurines. They become also gadgets in packagings of products such as coffee or biscuits. In 1900, Kodak introduces an inexpensive simple camera made of cardboard named after the Brownies’ cartoons and  marketed also to children. It’s a huge success and makes photography affordable for everyone.

A finales del siglo XIX, asistimos a los primeros ejemplos de comercialización dirigida a los jóvenes. Los niños se convierten en un nuevo objetivo para la sociedad de consumo que está emergiendo con la industrialización. Los Brownies, reproducidos en las dos fotos de arriba, son los personajes de una serie de cómics, diseñados por el ilustrador canadiense Palmer Cox y que aparecen a partir de 1883 en un periódico infantil. Son tan populares que luego se imprimen en juegos y figuras. También se utilizan como artilugios en el embalaje de productos como café o galletas. En 1900, los Brownies dieron el nombre a una cámara de cartón, barata y fácil de usar, producida por Kodak y también destinada a los niños, que tiene un gran éxito y hace que la fotografía sea asequible para todos.

immagine disegnata da / picture drawn by Kate Greenaway – via wikipedia

Tra i nuovi giochi realizzati usando immagini litografiche, ci sono i puzzle con i cubi. I soggetti raffigurati nelle illustrazioni sono vari: figure di animali, scene ispirate alle filastrocche o alle fiabe oppure tratte dalla quotidianità, come paesaggi o bambini intenti nelle loro attività. Nell’ottocento, in Inghilterra, sono molto amati i disegni di Kate Greenaway e Beatrix Potter.

A volte i cubi hanno su una o più facce numeri o lettere, così che li si possa usare anche per esercizi matematici o per imparare l’alfabeto.

Among the new toys made using lithographic images, there are the picture puzzle blocks. There are various themes depicted in the illustrations: animals, scenes inspired by nursery rhymes, fairy tales or daily life, such as landscapes or children in their activities. In the 19th century, in England, the drawings by Kate Greenaway and Beatrix Potter are very popular.

Sometimes the cubes have numbers or letters on one or more faces, so that they can also be used for mathematical exercises or to learn the alphabet.

Entre los nuevos juegos hechos con imágenes litográficas, hay rompecabezas con cubos. Los temas que se muestran en las ilustraciones son diversos: figuras de animales, escenas inspiradas en rimas infantiles o cuentos de hadas o tomados de la vida cotidiana, como paisajes o niños dedicados a sus actividades. En el siglo XIX, en Inglaterra, los dibujos de Kate Greenaway y Beatrix Potter son muy populares.

A veces, los cubos tienen números o letras en una o más caras, de modo que también pueden usarse para ejercicios matemáticos o para aprender el alfabeto.

Lithographed-Blocks circa 1880s

Il gioco si presenta in una scatola di legno o di cartone. All’interno ci sono i cubi di legno e sei fogli con le illustrazione dei disegni completi, che fungono da guida nella ricostruzione del puzzle.

Il set di cubi può essere di numero variabile e questo ne determinava il grado di difficoltà. I più difficili possono essere composti anche da 30 blocchi.

The game is packed in a box made of wood or cardboard. Inside there are the wooden cubes and six sheets with the illustrations. Each shows the entire image and serves as guide for the reconstruction of the puzzle.

The number of cubes determines the difficulty degree of the game. The very challenging ones can have up to 30 blocks.

El juego se presenta en una caja de madera o cartón. En el interior hay cubos de madera y seis hojas con las ilustraciones de los dibujos completos, que actúan como guías en la reconstrucción del rompecabezas.

El número de cubos determina el grado de dificultad del juego. Los más difíciles pueden tener hasta 30 bloques.

La scatola di cubi che ho costruito è per dei bambini vittoriani. Ho quindi cercato in rete delle raffigurazioni di soggetti ottocenteschi adatti ai più piccoli. Da un libro antico di filastrocche ho scelto sei figure molto popolari: Il re che contava i soldi, La piccola Bo Peep, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Robin Hood e Re Artù.

Con queste illustrazioni ed il programma grafico open source Gimp ho realizzato le sagome per rivestire i cubi.

The wooden picture puzzle blocks I built is for Victorian children. So I searched the web for antique images suitable for the little ones. From an antique book of nursery rhymes dated nineteenth century I chose six very popular characters: The king counting out his money, Little Bo Peep, Little Red Riding Hood, Cinderella, Robin Hood and King Arthur.

With these images and the free image editor Gimp I created the lining of the cubes.

La caja de cubos que construí es para niños victorianos. Luego busqué en la web representaciones de temas del siglo XIX adecuados para niños. De un antiguo libro de canciones de cuna, elegí seis figuras muy populares: el rey que contó el dinero, el pequeño Bo Peep, la Caperucita Roja, Cenicienta, Robin Hood y el Rey Arturo.

Con estas imágenes y el editor de imágenes gratuito Gimp, creé las formas para cubrir los cubos.

I cubi possono essere realizzati di sola carta, ma essendo leggerissimi e delicati sono molto più difficili da maneggiare. Io ho quindi preferito rivestire dei blocchetti di legno con le sagome di carta.

Il mio puzzle è composto da 16 pezzi: 4 file da 4 cubi. Ho ricavato i blocchetti di legno da una bacchetta di balsa a sezione quadrata di 0,5 cm. La balsa è un legno tenero e quindi facile da tagliare.

Con il taglia listelli acquistato qualche anno fa da Bibian a Miniaturitalia ho ricavato 16 dadi perfettamente identici. Ognuno misura 0,5 cm x 0,5 cm x 0,5 cm. Questo attrezzo non è indispensabile. Si può usare benissimo il cutter, ma serve pazienza e precisione. La taglierina facilita il lavoro. Infatti, una volta fissata la guida a 0,5 cm di distanza dalla lama, non ho dovuto più prendere altre misure. Ho semplicemente appoggiato la bacchetta di legno alla guida ed abbassato la lama per tagliare ogni cubetto.

The cubes can be made just of paper, but they are very light, delicate and difficult to handle. I therefore preferred to coat wooden blocks with my paper shapes.

My puzzle is made of 16 pieces: 4 rows with 4 cubes each. I used a 0.5 cm thick balsa dowel with a square section. Balsa is a softwood and therefore it’s easy to cut.

With the guillotine cutter I purchased a few years ago from Bibian at Miniaturitalia I made 16 perfectly identical dices, each measuring 0.5 cm x 0.5 cm x 0.5 cm. This chopper is not essential. You can easily use a cutter instead, but you need patience and precision. This tool makes the work easier. In fact, once the adjustable stop piece is fixed at 0.5 cm from the blade, I didn’t need any further measuring. I simply leaned the wooden stick against the stop and lowered the blade to cut each cube.

Los cubos pueden estar hechos de papel, pero son muy ligeros, delicados y difíciles de manipular. Por eso preferí cubrir bloques de madera con mis formas de papel. Hice los bloques de madera de una varilla de balsa con una sección cuadrada de 0,5 cm. La balsa es una madera blanda y por lo tanto fácil de cortar.

Con el cortador de guillotina que compré hace unos años de Bibian en Miniaturitalia, hice 16 dados perfectamente idénticos. Cada uno mide 0,5 cm x 0,5 cm x 0,5 cm. Esta herramienta no es esencial. Puede utilizar otro cortador fácilmente, pero necesita paciencia y precisión. Esta herramienta facilita el trabajo. De hecho, una vez que fijé la guía a 0,5 cm de la cuchilla, no tuve que tomar ninguna otra medida. Simplemente apoyé la varita de madera en la guía y bajé la hoja para cortar cada cubo.

Malgrado la lama fosse affilata, il taglio non è stato sempre perfetto ed alcuni cubetti avevano il bordo inferiore scheggiato. Ho eliminato le imperfezioni passando i cubi sulla carta vetrata fine. Penso che si possa evitare questo problema, imprimendo prima un leggero taglio e poi capovolgendo di 180° la bacchetta e praticando un taglio profondo.

Although the blade was sharp, the cut was not always perfect and some cubes had a splintered edge. I removed the imperfections by passing the cubes on fine sandpaper. I think I could have avoided this problem by first pressing a light cut and then turning the dowel by 180 degrees and then making a deep cut.

Aunque la hoja estaba afilada, el corte no siempre era perfecto y algunos cubos tenían un borde inferior desconchado. Eliminé las imperfecciones pasando los cubos sobre el papel de lija fino. Creo que podemos evitar este problema presionando primero un corte ligero y luego girando la varita 180 grados y haciendo un corte profundo.

Ho stampato in alta qualità il foglio con i cubi che potete scaricare qui. Per ottenere una stampa che rispetti del dimensioni corrette, bisogna assicurarsi che nelle impostazioni di stampa della stampante il ridimensionamento sia al 100% e che non sia spuntata la voce “adatta e centra”.

Poi ho ritagliato tutte le sagome con cura usando delle forbicine ben affilate, ma potreste usare anche un bisturi.

I printed the sheet with the cubes in high quality. You can download it here. To get a print true to size, make sure that the options in your printer’s settings are as follows: “print at 100%” or “print actual size” is checked and “fit and center” or “fit to page”  is unchecked.

Then I cut out carefully all the open cubes shapes using sharp scissors, but you could also use a X-Acto knife.

Imprimí en alta calidad la hoja con los cubos que puedes descargar aquí. Para obtener una impresión de tamaño real, asegúrese de que las opciones en la configuración de su impresora sean las siguientes: “imprimir al 100%” o “imprimir tamaño real” esté marcado y “ajustar y centrar” o “ajustar página” no esté marcado.

Luego recorté todas las formas con cuidado usando tijeras afiladas, pero también podrías usar una navaja de precisión.

Negli angoli più difficili da raggiungere con la forbice, anziché tentare di girare la forbicina all’interno dell’angolo, ho praticato dei tagli come nella foto qui sopra, partendo dall’esterno verso il centro. 

Some corners can be difficult to reach with the scissor. Instead of trying to turn the scissors in a small space, I make two cust starting from the outside towards the center, see the picture above.

Algunas esquinas pueden ser difíciles de alcanzar con la tijera., en lugar de tratar de girar las tijeras dentro de la esquina, hice cortes como en la imagen de arriba, comenzando desde el exterior hacia el centro.

Le sagome dei cubi aperti presentano alcune linguette. Esse sono indispensabili se si vuole assemblare il cubo senza il legno all’interno, perché su di essere va applicata la colla.

Se invece li si vuole usare per rivestire i cubi di legno, si può tagliare diritto lungo tutti i lati della sagoma, eliminando le linguette. Io ho preferito tenerle, perché mi pare che rendano i bordi meno marcati.

The open cube shapes have tabs. They are necessary if you want to assemble the cube without the wood inside. In this case the glue should be applied on the flaps.

If you want to coat the wooden cubes, you can cut straight along all sides of the open cube pattern, removing the tabs. I preferred to keep them, because I think they make the edges look less marked.

Las formas de los cubos abiertos tienen unas pestañas. Son indispensables si desea ensamblar el cubo sin la madera en el interior, En este caso el pegamento debe ser aplicado en las solapas.

Si, en cambio, desea utilizarlos para cubrir los cubos de madera, puede cortar en línea recta a lo largo de todos los lados de la forma, eliminando las lengüetas. Preferí conservarlas, porque creo que hacen que los bordes se vean menos marcados.

Ho piegato lungo ogni linea del cubo, comprese quelle delle linguette.

I folded along each line of the cube, including those of the tabs.

Doblé cada línea del cubo, incluidas las de las pestañas.

Per imprimere con facilità una piega perfettamente diritta, ho appoggiato la carta alla lama di un coltello ed ho piegato la carta lungo la linea delle piega, che così risulta netta e senza screpolature.

To easily make a perfectly straight fold, I placed the paper on the blade of a knife and bended it along the fold line over the edge. The result is a crisp fold, without cracks.

Para hacer fácilmente un pliegue perfectamente recto, coloqué el papel en la hoja de un cuchillo y lo doblé a lo largo de la línea de pliegue sobre el borde. El resultado es un pliegue uniforme, sin arrugas.

Ho rivestito una faccia del cubo alla volta, procedendo nello stesso ordine indicato nella foto qui sopra. Così le linguette risultano sempre nascoste dalla carta.

Con lo stuzzicadenti ho applicato la colla vinilica sul retro della carta, stendendola omogeneamente sul retro e l’ho appoggiata sul cubo. La carta all’inizio può essere facilmente riposizionata. La si può anche tirare leggermente per stenderla bene e far risvoltare le linguette sulle facce vicine. Ho fatto aderire bene le linguette. Prima di passare alla faccia successiva, ho aspettato che la colla fosse ben asciutta, così da poter  tirare la carta sul successivo lato del cubo, senza rischiare di spostare quella appena incollata.

Per ottimizzare i tempi, ho lavorato tutti i cubi insieme. Mentre incollavo lo stesso lato su ogni cubo, la colla aveva il tempo di fare presa ed alla fine del giro potevo incollare il lato successivo.

Durante questo lavoro ho tenuto le dita pulite. Dopo ogni passaggio le ho passate prima su una spugnetta bagnata e poi le ho asciugate. Questa accortezza può sembrare tediosa ed eccessiva, ma le dita appiccicose non solo lasciano antiestetici residui, ma rischiano di eliminare il colore dalla superficie stampata, rovinando i cubi. 

I covered one side of the cube at a time, proceeding in the same order shown in the picture above. Thus the tabs are always hidden by the paper.

With a toothpick I applied the vinyl glue on the back of the paper, spreading it out evenly. Then I placed it on the wooden cube. At the beginning the paper can be easily repositioned. It can also be slightly pulled. So I stretched it out over the surface, turning the tabs on the neighboring faces. I pressed them well. Before moving on to the next face, I waited for the glue to dry. Thanks to this trick I could pull the paper on the next cube’s side, without moving the parts that I just pasted.

For a better timing, I worked on all cubes together. While I pasted the same side on each cube, the glue had time to dry and I could easily move on to the next side.

I kept my fingers clean. After each step, I passed them on a wet sponge and then dried them. It may seem a tedious thing to do, but it’s worth it. Sticky fingers leave ugly residues and might tear of the color from the printed surface, ruining the cubes.

Cubrí una cara del cubo a la vez, procediendo en el mismo orden que se muestra en la imagen de arriba. Así las pestañas siempre quedan ocultas por el papel.

Con el palillo, apliqué el pegamento de vinilo en la parte posterior del papel, lo extendí homogéneamente en la parte posterior y lo coloqué en el cubo. El papel al principio puede ser fácilmente reposicionado. También puedes tirar de él ligeramente para extenderlo bien y girar las pestañas en las caras vecinas. Hice que las pestañas se pegaran bien. Antes de pasar a la siguiente cara, esperé hasta que el pegamento estuviera seco, para poder tirar del papel en el siguiente lado del cubo, sin arriesgarme a mover el que estaba pegado.

Para optimizar los tiempos, trabajé todos los cubos juntos. Mientras pegaba el mismo lado en cada cubo, el pegamento tuvo tiempo de agarrarse y al final de la vuelta pude pegar el siguiente lado.

Durante este trabajo mantuve mis dedos limpios. Después de cada pasada, las pasé primero con una esponja húmeda y luego las sequé. Esta precaución puede parecer tediosa y excesiva, pero los dedos pegajosos no solo dejan un residuo desagradable, sino que también corren el riesgo de eliminar el color de la superficie impresa, arruinando los cubos.

Rivestiti i cubi, ho tagliato i 6 disegni che servono da guida per ricomporre il puzzle. Per fare dei tagli perfettamente diritti ho usato il cutter ed una riga di metallo come guida.

Once covered the cubes, I cut out the 6 illustrations that are used as a guide to reassemble the puzzle. To make perfectly straight cuts I used a craft knife and a metal ruler as a guide.

Una vez cubiertos los cubos, corté los 6 dibujos que sirven de guía para recomponer el rompecabezas. Para hacer cortes perfectamente rectos utilicé el cutter y una regla de metal como guía.

Ecco qui i sei puzzle ricomposti. Anche se questo gioco è destinato a bambini in scala 1:12, devo ammettere che mi sono divertita anch’io a ricreare le sei figure!

Here are the sei puzzles. Although this game is intended for children in 1:12 scale, I must admit, that it was fun to solve and recreate the six images!

Aquí están los seis rompecabezas recompuestos. Aunque este juego está dirigido a niños en escala 1:12, debo admitir que yo también disfruté recreando las seis figuras!

Per riporre i cubi, ho realizzato una scatola con il coperchio scorrevole, usando il cartone riciclato delle scatole di cereali.

L’ho assemblata usando la colla vinilica. I pezzi composti da due strati di cartone incollati insieme, come il fondo ed il coperchio, li ho fatti asciugare sotto dei pesi, rendendoli perfettamente piatti.

To store the cubes, I made a box with a sliding lid, using the recycled cardboard of the cereal boxes.

I assembled it using vinyl glue. Some pieces are made of two layers of cardboard glued together, like the bottom and the lid. I let them dry under some weights, making them perfectly flat.

Para almacenar los cubos, hice una caja con la tapa deslizante, utilizando el cartón reciclado de las cajas de cereales.

Lo armé utilizando cola de vinilo. Algunas piezas están hechas de dos capas de cartón, como el fondo y la tapa. Déjalas secar bajo algunos pesos para que queden perfectamente planas.

Ho tagliato i seguenti pezzi:

  • 2 pezzi: 2,5 cm x 2, 5 cm per il fondo
  • 2 pezzi: 2,5 cm x 0,7 cm  per i 2 bordi lunghi
  • 2 pezzi: 2,3 cm x 0,7 cm per i 2 bordi corti

Ho incollato insieme i due pezzi del fondo, lasciando la parte stampata all’interno.

Poi ho incollato i bordi lasciando la parte grezza rivolta verso l’interno e quella con la stampa rivolta verso l’esterno. Li ho sistemati a filo sul fondo, uno di fronte all’altro. Poi ho aggiunto quelli più corti.

I cut the following pieces:

  • 2 pieces: 2.5 cm x 2, 5 cm for the bottom
  • 2 pieces: 2.5 cm x 0.7 cm for the 2 long sides
  • 2 pieces: 2.3 cm x 0.7 cm for the 2 short sides

I glued the two pieces for the bottom together, leaving the print inside.

Then I glued the sides flush on the bottom, leaving the printed surface facing outwards and the unrefined surface inwards. I pasted the two long sides, one opposite the other and I did the same with the shorter ones.

Corté las siguientes piezas:

  •  2 piezas: 2,5 cm x 2, 5 cm para el fondo.
  •  2 piezas: 2,5 cm x 0,7 cm para los 2 bordes largos.
  •  2 piezas: 2,3 cm x 0,7 cm para los 2 bordes cortos.

Luego pegué los lados al ras, dejando las partes impresas hacia afuera y las partes brutas hacia adentro. Pegué los dos bordes largos contra el fondo, uno opuesto al otro e hice lo mismo con los más cortos.

Ho tagliato due strisce di cartoncino delle seguenti misure:

  • 7,7 cm x 1,1 cm
  • 7,7 cm x 0,2 cm

Le ho incollate allineandole e lasciando le parti grezze come nella foto qui sopra. Da questo pezzo ho ricavato 3 lati del rivestimento esterno della scatola, ovvero la parte che ha la scanalatura nella quale scorre il coperchio.

I cut two strips of cardboard of the following measures:

  • 7.7 cm x 1.1 cm
  • 7.7 cm x 0.2 cm

I glued them aligning the pieces like in the picture above and leaving the rough parts as shown. With this piece I made the three external sides of the box, more precisely parts with the groove in which the lid slides.

Corté dos tiras de cartón de las siguientes medidas::

  •  7,7 cm x 1,1 cm
  •  7,7 cm x 0,2 cm

Los pegué alineando las piezas como en la imagen de arriba y dejando las partes ásperas como se muestra. Con esta pieza hice los tres lados externos de la caja, que es la parte que tiene la ranura en la que se desliza la cubierta.

Dalla striscia appena fatta ho tagliato:

  • 2 pezzi: lunghi 2,6 cm per i lati lunghi
  • 1 pezzo: lungo 2,5 cm per il lato corto

Nei due lati del pezzo più corto ho eliminato 0,1 cm da ogni estremità della strisciolina di 0,2 cm per far incastrare perfettamente gli angoli. Poi ho incollato ogni pezzo su tre lati della scatola, tenendo la striscia di 2 mm in alto e lasciando la parte grezza all’esterno. I bordi devono coprire anche lo spessore del fondo, ottenendo una superficie unica ed omogenea, senza giunture visibili.

From the strip I just made I cut:

  • 2 pieces: 2.6 cm long for the long sides
  • 1 piece:  2.5 cm long for the short side

I removed 0.1 cm on each side of the 0.2 cm strip on the piece for the short side of the box, so the corners fit perfectly. Then I glued each piece on three sides of the box, keeping the thin stripe on top and leaving the raw part on the outside. The sides must cover the thickness of the bottom and form an even surface, without visible joints.

De la tira que acabo de hacer corté:

  •  2 piezas: 2,6 cm de largo para los lados largos
  •  1 pieza: 2,5 cm de largo para el lado corto

En las esquinas de la pieza más corta quité 0,1 cm de la tira de 0,2 cm, para que las esquinas encajen perfectamente. Luego pegué cada pieza en tres lados de la caja, manteniendo la raya delgada en la parte superior y dejando la parte en bruto en el exterior. Los bordes también deben cubrir el grosor de la base y ser una superficie única y homogénea, sin juntas visibles.

Ho rivestito l’ultimo lato esterno con un pezzo di cartoncino, che misura:

  • 0,8 cm x 2,6 cm

Anche questo è stato incollato lasciando la parte grezza sull’esterno e coprendo lo spessore del fondo della scatola.

I covered the last external side with a piece of cardboard, which measures:

  • 0.8 cm x 2.6 cm

I glued also this piece leaving the unprinted part outside and covering the thickness of the bottom of the box.

Cubrí el último lado externo con un pedazo de cartón, que mide:

  •  0,8 cm x 2,6 cm

Pegué también esta pieza dejando la parte no impresa afuera y cubriendo el grosor de la parte inferior de la caja.

Per il coperchio ho tagliato:

  • 2 pezzi: 2,75 cm x 2,5 cm

Li ho incollati insieme, lasciando la parte con la stampa all’interno.

Usando un cutter ben affilato, ho tagliato con cura una “fettina” di 0,2 cm, riducendo le dimensioni da 2,75 cm a 2,55 cm. La misura finale del coperchio è 2,55 cm x 2,5 cm.

La strisciolina non va buttata, ma serve da presa per il coperchio. L’ho accorciata di 0,2 cm e l’ho incollata a filo lungo il lato di 2,5 cm del coperchio, lasciando ad ogni estremità 0,1 cm di spazio. Una volta chiuso il coperchio, la presa si mimetizza con gli altri bordi della scatola.

For the lid I cut:

  • 2 pieces: 2.75 cm x 2.5 cm

I glued them together, leaving the print inside.

Using a well-sharped cutter, I carefully cut a “slice” of 0.2 cm, reducing the size of the lid from 2.75 cm  to 2.55 cm. The final measure of the lid is 2.55 cm x 2.5 cm.

Don’t throw the small slice, because it will become the grip of the lid. I shortened it of 0.2 cm and I glued it flash to the edge, along the 2.5 cm long side, leaving 0.1 cm space at each end. Once the lid is closed, the grip looks like the other upper edges of the box.

Para la tapa corté:

  •  2 piezas: 2,75 cm x 2,5 cm

Los pegué juntos, dejando la parte con la impresión en el interior.

Usando un cortador bien afilado, corté cuidadosamente una “rebanada” de 0,2 cm, reduciendo el tamaño de esta pieza de 2,75 cm a 2,55 cm. La medida final de la tapa es de 2,55 cm x 2,5 cm.

La tira no se debe tirar, sino que sirve como agarre para la tapa. Lo acorté en 0,2 cm y lo pegué a lo largo del lado de 2,5 cm de la tapa, dejando 0,1 cm de espacio en cada extremo. Una vez que se cierra la tapa, el zócalo se camufla con los bordes superiores de la caja.

Il motivo per il quale ho lasciato i lati grezzi del cartoncino visibili, è perché sono molto più facili da colorare, che si usino sia colori acrilici sia acquerelli. La superficie con la stampa, invece, non prende bene il colore ed i disegni e le scritte sono più difficili da coprire.

Con gli acquerelli ho colorato i pezzi, dando delle pennellate non omogenee di colore marrone chiaro, per imitare le venature del legno. Tra una mano e l’altra ho lasciato asciugare bene il colore per evitare che il cartone assorbisse troppa acqua e si deformasse o che i pezzi si  scollassero.

The reason why I left the unrefined sides of the cardboard visible, is because they are much easier to paint, both with acrylics or watercolors. While the printed surface can’t be easily covered by colors and the design or the lettering shows through.

I colored my pieces with watercolors. I gave non-homogeneous brushstrokes of light brown color imitating the wood veining. In order to avoid the cardboard from absorbing too much water and warping or falling apart, I let the color dry between one coat and the other.

La razón por la que dejé visibles los lados ásperos del cartón, es porque son mucho más fáciles de colorear, con acrílico y acuarelas. La superficie con la impresión, sin embargo, no toma bien el color y los dibujos y las letras son más difíciles de cubrir.

Coloré mis piezas con acuarelas, aplicando pinceladas no homogéneas de color marrón claro para imitar la veta de la madera. Entre una capa y la otra, dejé que el color se secara bien para evitar que el cartón absorba demasiada agua y se deforme o que las piezas se desprendieran.

Una volta terminato di dipingere e fatto asciugare il tutto, ho verificato che il coperchio non si fosse gonfiato e scivolasse bene nelle scanalature. Gli angoli del coperchio si erano leggermente ispessiti, ma è bastato appiattirli facendo pressione con la pieghetta per riportarli allo spessore giusto.

Once I finished painting, I waited for the paint to dry. Then I checked the fit of the lid. My corners had swollen a bit, so I pressed them with the bone folder and flattened them to get the lid slide in easily again.

Una vez que terminé de pintar y sequé todo, verifiqué que la tapa no se había inflado y que se deslizaba bien por las ranuras. Las esquinas de la tapa estaban ligeramente engrosadas, pero fue suficiente presionarlas con la plegadora para devolverlas al grosor correcto.

Infine ho dato una vernice lucida trasparente sugli esterni della scatola. Non ho verniciato l’interno, perché i cubi farebbero attrito con i bordi e sarebbe più difficile toglierli e emetterli nella scatola.

Ho applicato la vernice lucida sia all’interno che all’esterno del coperchio, cercando di lasciare uno strato sottilissimo lungo i bordi così che possano scivolare agevolmente nelle scanalature.

In passato usavo lo smalto trasparente per unghie per dare il lucido agli oggetti piccoli, ma spesso una volta asciutti rimanevo appiccicosi. Così ho acquistato “Mod Podge super lucido brillante” ed il risultato mi piace molto.

Finally to give a brilliant finish, I used a clear gloss varnish on the exterior of the box. I didn’t paint the inside, because the coating would have caused friction preventing the cubes from coming out easily from the box.

I applied the glossy paint both inside and outside the lid, trying to leave a very thin layer along the edges, otherwise the lid would stuck in the grooves.

In the past I used clear nail polish to varnish small objects, but often they remained sticky. So I purchased “Mod Podge super gloss-brillant” and I like the result.

Finalmente di un barniz claro brillante en el exterior de la caja. No pinté el interior, porque los cubos se rozarían con los bordes y habría sido difícil luego sacarlos de la caja.

Apliqué la pintura brillante tanto dentro como fuera de la tapa, tratando de dejar una capa muy delgada a lo largo de los bordes para que puedan deslizarse fácilmente por las ranuras.

En el pasado usé esmalte de uñas transparente para barnizar objetos pequeños, pero a menudo, cuando estaba seco, permanecía pegajoso. Así que compré ” Mod Podge super gloss-brillant ” y me gusta mucho el resultado.

Per rendere la scatola più realistica ho applicato l’etichetta che trovate nel foglio con le altre printies dei cubi. Avrei dovuto però centrarla meglio.

To make the box look more realistic, I applied the label, that you can find in the file with the other printies of the cubes. However, I should have centered it better.

Para hacer que la caja se vea más realista, apliqué la etiqueta, que puede encontrar en el archivo con las otras impresiones de los cubos. Pero debería haberlo centrado mejor.

La scatola con il puzzle da 16 cubi è pronta per essere impacchettata e messa sotto l’albero di Natale. Penso che il bambino che la riceverà in regalo passerà molte ore con questo rompicapo e si divertirà molto a ricomporre le 6 figure.

The box with the puzzle made of 16 cubes is ready to be packed and placed under the Christmas tree. I think that the child who will receive it as a gift, will spend many hours with this puzzle and will have a great time putting the 6 illustrations together.

La caja con el rompecabezas de 16 piezas está lista para ser empaquetada y colocada debajo del árbol de Navidad. Creo que el niño que lo recibirá como regalo pasará muchas horas con este rompecabezas y lo pasará muy bien recomponiendo las 6 figuras.

tutorial e printies by Victoria Miniatures

Il gioco con i cubi è stato realizzato anche da altri miniaturisti. La scatola qui sopra è di Victoria Miniatures. Trovate il suo tutorial e le printies nel Calendario dell’avvento del 2014, organizzato da Joc. Per il tutorial cliccare sulla foto.

The wooden picture puzzle blocks were also made by other miniaturists. The box above is by Victoria Miniatures. Find her tutorial and printies on the 2014 Advent Calendar, organized by Joc. For the tutorial click on the photo.

El juego con los cubos también fue realizado por otros miniaturistas. El cuadro de arriba es de Victoria Miniatures. Encuentra su tutorial e impresiones en el Calendario de Adviento 2014, organizado por Joc. Para el tutorial haga clic en la foto.

solo immagini – by Nono mini Nostalgie

Nel 2012 Noëlle di Nono mini Nostalgie aveva realizzato alcuni giochi con i cubi.

In 2012 Noëlle of Nono mini Nostalgie made some games with cubes.

En 2012, Noëlle de Nono mini Nostalgie hizo algunos juegos con cubos.

tutorial e printies by Nono mini Nostalgie

Qualche anno più tardi ha pubblicato sulla sua pagina il tutorial e le printies per realizzare una scatola con 30 cubi.

A few years later she published on her page the tutorial and the printies to make a box with 30 cubes.

Unos años más tarde publicó en su página el tutorial y las imágenes para hacer una caja con 30 cubos.

Via Pinterest

Un altro tutorial con printies era stato creato e pubblicato da Minidesign. Purtroppo non sono riuscita a trovare il post ed il link su Pinterest non funziona.

Another tutorial with printies was created and published by Minidesign. Unfortunately I couldn’t find the post and the link on Pinterest doesn’t work, either.

Otro tutorial con imágenes fue creado y publicado por Minidesign. Lamentablemente no pude encontrar la publicación y el enlace en Pinterest no funciona.

Peter Rabbit puzzel via Nostalgie in1:12

Questo puzzle dedicato ai coniglietti di Beatrix Potter è stato realizzato da Michaela di Nostalgie in 1:12.

This puzzle with Beatrix Potter‘s bunnies was made by Michaela of Nostalgie in 1:12 .

Este rompecabezas dedicado a los conejitos de Beatrix Potter fue hecho por Michaela de Nostalgie in 1:12 .

Holiday Puzzle Blocks and Box – Kit by Paper Minis

Cercando in rete ho trovato in vendita su Paper Minis questo kit di Ann Vanture per realizzare un puzzle con i cubi vittoriano.

Searching on the net I found for sale on Paper Minis this Cut ‘n Glue kit by Ann Vanture to make a box and cubes for a Victorian picture puzzle.

Buscando en la red encontré a la venta en Paper Minis este kit de Ann Vanture para hacer un rompecabezas con cubos victoriano .

Via Pinterest

Ho trovato poi su Pinterest una scatola in miniatura da stampare ed assemblare nella quale poter riporre dei cubi, ma purtroppo non so chi sia il miniaturista che l’ha creata e quale sia il sito dove si possa scaricare.

Then I found on Pinterest a miniature box for cubes to print and assemble. Unfortunately I don’t know neither the miniaturist’s name nor the site where you can download it.

Luego encontré en Pinterest una caja en miniatura para imprimir y ensamblar cubos. No sé ni el nombre del miniaturista ni el sitio donde se puede descargar.

gallibellimg (6)

Patricia m – pillipat (agence eureka) on flickr

Su flickr, nella bella pagina patricia m – pilllpat (agence eureka), ci sono questi 4 cubi da stampare. L’immagine non è in scala 1:12 e dev’essere ridimensionata, ma mi piace molto il gusto retrò.

On flickr  I found this printable cubes posted by patricia m – pilllpat (agence eureka). Her page has a lot of beautiful graphics. The image above is not in 1:12 scale and has to be resized, but I like the retro taste and these cubes will make a very nice puzzle.

En flickr encontré estos cubos imprimibles publicados por patricia m – pilllpat (agence eureka). La imagen no está en escala 1/12 y debe ser redimensionada. Su página tiene muchos gráficos hermosos. Me gusta el sabor retro y estos cubos harán un rompecabezas muy bonito.

by Open House Miniatures

Infine vi mostro questo bellissimo puzzle a cubi che Elizabeth di Open House Miniatures ha realizzato ispirandosi ad un originale che aveva trovato da un antiquario. La forma dei pezzi triangolari è insolita, ma molto adatta al tema del circo.

Finally I show you this beautiful cubic puzzle that Elizabeth of Open House Miniatures made, inspired by an original that she had found in an antique shop. The shape of the triangular pieces is unusual, but very suitable for the circus theme.

Finalmente, te muestro este hermoso rompecabezas cúbico que Elizabeth of Open House Miniatures hizo inspirado en un original que había encontrado en un anticuario. La forma de las piezas triangulares es inusual, pero muy adecuada para el tema del circo.

Il mio progetto della scatola dei cubi fa parte del Calendario de Adviento 2018 organizzato da Matxalen, che ringrazio molto per avermi inserita e per le traduzioni dei testi in spagnolo. Per me è la prima volta che collaboro a questo calendario dell’Avvento e mi fa molto piacere partecipare a questo evento così gioioso e divertente con tante brave miniaturiste che ogni anno offrono tutorial originali. Cliccate sull’immagine qui sopra per scoprire le altre sorprese, giorno dopo giorno.

Felice conto alla rovescia!

My wooden puzzle blocks project is part of the Calendario de Adviento 2018  organized by Matxalen. Thank for adding me! Thanks also for the translation in Spanish. For me it’s the first time and I am very pleased to participate at this joyful event together with many talented miniaturists who offer every year original tutorials. Click on the image above to discover the other surprises day by day.

Happy count down!

Mi proyecto de la caja con rompecabezas de cubos es parte del Calendario de Adviento 2018 organizado por Matxalen, que agradezco mucho por aceptarme. Gracias también por las traducciones en español. Para mí, es la primera vez que trabajo en este calendario de Adviento y me complace mucho participar en este evento, tan alegre con muchos buenos miniaturistas que cada año ofrecen tutoriales originales. Haga clic en la imagen de arriba para descubrir las otras sorpresas día tras día.

¡Feliz cuenta atrás!

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Pendola a portico – Portico clock

La pendola a portico, o pendola in stile Carlo X, è un orologio da tavolo molto decorativo. Veniva posizionato principalmente su console o camini negli ambienti di rappresentanza come ingressi e saloni.

Questo modello di pendola in stile impero è comparso all’inizio dell’ottocento ed era molto in voga soprattutto in Francia. Ebbe comunque una grande diffusione fino all’inizio del novecento sia in Europa che nel Nordamerica.

The portico clock, or Charles X clock, is devised to decorate console tables or mantelpieces in halls and reception rooms.

This timepiece model in Empire style appeared at the beginning of the nineteenth century. It was really in vogue especially in France. But it was widespread both in Europe and in North America until the beginning of the twentieth century.

via ClipArt ETC

Nel dizionario la parola “portico” è definita così

portico
pòr·ti·co/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Costruzione delimitata, su uno o più lati, da una serie di pilastri o di colonne, spesso con valore decorativo e a carattere monumentale

La struttura dell’orologio ricorda proprio un antico tempio greco-romano. E’ composta da un piedistallo sul quale poggiano 4 o più colonne che sorreggono la trabeazione. L’architettura e l’arte classica degli antichi greci e romani erano infatti una grande fonte d’ispirazione per questa corrente del Neoclassicismo.

Questa pendola è stata realizzata solo in una grandezza. L’altezza variava  dai 35 cm ai 50 cm circa.

In the dictionary the word “portico” is defined as

portico noun
plural porticoes or porticos

In fact the clock’s structure is reminiscent of an ancient Greek-Roman temple. It consists of a pedestal on which rest four or more columns supporting the entablature. The architecture and classical art of ancient Greece and Rome were actually a great source of inspiration for this Neoclassic wave.

This pendulum was made only in one size. The height varied from 35 cm to 50 cm.

via live auctioneers

Ogni pendola è un pezzo unico che si distingue per i dettagli. Le colonne possono essere semplici lisce, con scanalature verticali, ritorte, con intagli longitudinali in legni di essenze diverse. Lo stile si ispira principalmente a quelle classiche ioniche, doriche, corinzie, toscane e tortili. 

Each pendulum is a unique piece that stands out for its details. The columns can be simple and smooth, with vertical grooves, helical, with longitudinal wood inlays of different colors. The styles mainly refer to the classic Ionic, Doric, Corinthian, Tuscan and Solomonic columns.

via carters.com.au

L’orologio è appeso alla parte inferiore dell’architrave ed occupa gran parte dello spazio tra le colonne. Il quadrante può essere smaltato bianco o in bronzo dorato ed ha quasi sempre numeri romani dipinti in nero.

The clock hangs from the bottom of the architrave and occupies most of the space between the columns. The clock face can be white enamel or gilt brass and it usually has black painted Roman numerals.

marchio ditta Breguet

Le lancette sono nere, sottili ed affusolate con un cerchio vuoto alle estremità, dette “à pomme”. Questo modello, denominato anche lancette Breguet“, fu inventato nel 1783 dall’orologiaio Abraham Louis Breguet. Sono caratterizzate dalla forma semplice, che rende facile la lettura del quadrante, e sono realizzate in acciaio brunito. Furono usate dei principali orologiai e largamente imitate da altri.

The hands are black, thin and tapered with an empty circle at the ends, called “à pomme”. This model, also known as “Breguet Hands”, was invented in 1783 by the watchmaker Abraham Louis Breguet. They are characterized by the simple shape, which makes the dial easy to read, and are made of burnished steel. These hands were used by the principal watchmakers and are widely imitated by others.

via Case Antiques

Il meccanismo si trova dietro al quadrante e si attiva caricando la molla interna con una chiave. Il movimento dura 8 giorni dal momento della carica, ma in certi modelli può arrivare fino a 21 giorni prima di fermarsi.

The clockwork mechanism is located behind the dial and it’s activated by winding the internal spring with a key. Usually it has an 8 days movement, but in some rare cases it can last up to 21 days.

via Case Antiques

Il pendolo è agganciato al retro dell’orologio. In quasi tutti i modelli è di bronzo o ottone dorato. Ha una forma piuttosto tozza ed è caratterizzato da una grande lente. Spesso è riccamente decorata, come nel caso qui sopra dove si vede a rilievo una corona di fiori con al centro un cigno.

La lente è tenuta ferma da una vite. Per regolare l’orologio, nel caso tenda ad anticipare o a ritardare, bisogna svitarla e far scendere o salire la lente, modificando la lunghezza del pendolo. Un pendolo lungo oscilla più lentamente di uno corto.

Il moto del pendolo è influenzata da diversi fattori, come la gravità e la temperatura. A diverse latitudini esso oscilla in modo diverso: più lentamente vicino all’equatore o più accelerato vicino ai poli.

The pendulum hangs from the back of the clock. In almost all models it’s made of gilt bronze or gild brass. It’s is quite short and is characterized by a large bob, which is often richly decorated, as the example above, where a floral wreath with a swan in the middle ornate the piece.

The bob is held by a screw. If the clock tends to run too fast or too slow, you can adjust the period, by unscrewing it and sliding the bob up or down on the rod in order to modify the length of the pendulum. A short pendulum oscillates slower than a short one.

The motion of the pendulum is influenced by several factors, such as gravity and temperature. In fact at different latitudes it oscillates differently: more slowly near the equator, while more accelerated near the poles.

gridiron pendulum – via wikipedia

Con i cambi di temperatura il metallo si deforma, allungandosi con il caldo e ritraendosi con il freddo. Di conseguenza la lunghezza del pendolo si modifica accelerandone o ritardandone la marcia. Le pendole antiche in estate perdono fino ad un minuto alla settimana. Per questo motivo alcuni orologi a pendolo possono avere una asta in vetro o in legno, due materiali più resistenti ai cambiamenti climatici.

La maggior parte delle pendole a portico hanno invece un pendolo compensato. L’asta è composta da 9 bacchette di due metalli con coefficienti di dilatazione termica differenti. 5 sono d’acciaio, che si dilata poco e 4 sono d’ottone, che si dilata molto. Sono di due lunghezze diverse e sono fissate alternate in parallelo ad una griglia così che dilatandosi in modo diverso, si compensino tra loro, mantenendo la lente alla stessa altezza e le oscillazioni costanti, malgrado i cambi di temperatura.

Questo tipo di pendolo fu inventato nel 1726 dal falegname ed orologiaio inglese John Harrison e permise di ridurre l’imprecisione dell’orologio a pochi secondi alla settimana. Il pendolo compensato era sinonimo di precisione, tanto che poi furono prodotti pendoli falsi che ne imitavano l’estetica, ma non avevano nessuna capacità di compensare la temperatura.

The change of temperature deforms metals, expanding in the heat and contracting in the cold. Consequently the length of the pendulum is modified, accelerating or delaying its movement. In Summer, ancient clocks may lose up to one minute per week. For this reason some grandfather clocks have a rod made of glass or wood, these being more climate-resilient materials.

Most portico clocks have a gridiron pendulum. The rod is made of 9 parallel rods of two metals with different thermal expansion coefficients. 5 are made of iron and 4 are made of brass and have two different lengths. They are fixed in a grid, so that when they expand differently, they compensate each other keeping the bob at the same height and the oscillations constant, despite temperature changes.

This type of pendulum was invented in 1726 by the British carpenter and watchmaker John Harrison and it reduces the clock’s inaccuracy to a few seconds per week. Gridiron pendulums were synonymous with precision. So many false pendulums were produced. They look like the original, but have no temperature compensating qualities.

via liveauctioneers

Il materiale più usato per la realizzazione di questo modello di orologi  è il legno pregiato, come la radica di mogano (con le sue macchie o venature irregolari) o l’ebano (il cui colore si avvicina al nero) o il palissandro (detto anche legno di rosa, dalle tonalità marrone rossiccio chiaro con striature nerastre).

La parte frontale del piedistallo e della trabeazione  possono essere decorati con intarsi di legni diversi, come in questa pendola francese in noce della metà del’800, o con altri materiali come avorio o madreperla. I soggetti preferiti sono i motivi classici dello stile Impero come ghirlande, foglie d’acanto, corone d’alloro o scene mitologiche.

Most of the portico clocks are made of precious woods, such as mahogany root (with its irregular spots or veining) or ebony (whose color is almost black), or rosewood (with its light reddish brown hues and blackish streaks).

The front part of the pedestal and the entablature can be decorated with inlays of veneers, primarily woods, like this French walnut pendulum dating mid-nineteenth century. But it may include other materials like ivory or mother-of-perl. Favorite subjects were the classical Empire style motifs such as wreaths, acanthus leaves, laurel wreaths or mythological scenes.

via Antic France – Maison Lemarié Antiquités

La struttura delle pendole a portico poteva essere anche di altri materiali come marmo, cristallo o alabastro. Questa in particolare è in alabastro con capitelli corinzi, piedini a zampa di leone, i fregi a palmette, le ghirlande di frutta, tutti realizzati in bronzo dorato.

The structure of the portico clock could be also made of other materials such as marble, crystal or alabaster. This in particular is made of alabaster and has Corinthian capitals, lion-claw feet, palmette friezes, fruit wreaths, all made of gilded bronze.

via Skinner Inc.

La pendola qui sopra è stata realizzata a Parigi nel 1850. E’ di marmo bianco variegato grigio con capitelli, pendolo, piedini e ghiera in bronzo dorato. Il prezzo raggiunto in asta è stato di 2.214 $.

The pendulum above was made in Paris in 1850. It’s in gray variegated marble, with capitals, pendulum bob, feet and bezel in gilded bronze. The price reached in auctions was 2,214 $.

via Galerie Atena

Questa pendola, datata 1820, ha le colonne in cristallo tagliato a punta di diamante, mentre il piedistallo, la trabeazione, i capitelli corinzi, il quadrante, il pendolo, le ghirlande ed i cesti floreali, che decorano la parte anteriore, sono tutti in bronzo dorato.

This pendulum, dated 1820, has crystal columns with a diamond point cut, while the pedestal, the entablature, the Corinthian capitals, the dial, the pendulum, the garlands and the floral baskets, that decorate the front, are all in gilded bronze.

via liveauctoneers

Esistono anche versioni di pendole la cui struttura è realizzata interamente in bronzo dorato, come la pendola nella fotografia. Gli elementi decorativi sono a rilievo.

There are other versions of portico clocks whose structure is entirely made of gilded bronze, also called ormolu, like the model in the picture. The decorative elements are in relief.

ornamento in bronzo dorato

Il bronzo o l’ottone dorato erano ampiamente usati durante il periodo Barocco e Rococò, raggiungendo l’apice all’inizio del diciannovesimo secolo. Si realizzavano fregi, ornamenti di mobili e porcellane, maniglie, candelabri, lampadari, etc.. La ragione del grande successo era l’effetto prezioso, il basso costo rispetto all’oro, il punto basso di fusione, la duttilità e malleabilità di questi metalli e quindi la facilità di lavorazione.  

Gli artigiani realizzavano l’oggetto in bronzo (una lega di rame arricchita di stagno) o in ottone (una lega di rame e zinco). Poi si passava alla doratura a fuoco. Si applicava un’amalgama di oro e mercurio solo sulle parti dell’oggetto, che sarebbero state visibili. Poi si metteva il pezzo in un forno e si faceva evaporare il mercurio. Questo passaggio veniva ripetuto, per ottenere tonalità d’oro diverse, partendo da un minimo di tre strati. Il risultato era un oggetto con una superficie d’oro molto resistente.

Gilded ronze or gilded brass were widely favored during the Baroque and Rococo periods, reaching its peak at the beginning of the nineteenth century. They were used for making friezes, furniture ornaments, embellishments for porcelain, handles, chandeliers, etc.. The reason for the big success was the precious effect, the low cost compared to gold, the low melting point and the ease of manufacturing as these metals are ductile and malleabile.

The artisans made the object of bronze (a copper alloy enriched with tin) or of brass (an alloy of copper and zinc). Then it was gold-plated by means of fire-gilding. They applied an amalgam of gold and mercury only on the parts of the object, that would have been visible. Then they put the piece in an oven and let the mercury evaporate. These steps were repeated, to obtain different shades of gold, starting from a minimum of three coats. The result was an object with a very resistant golden surface.

via wikipedia

Durante il processo di doratura si sprigionavano fumi tossici. Gli artigiani morivano giovani a causa dell’intossicazione da mercurio. Si cercò di prendere precauzioni, come l’uso della maschera sopra riprodotta o il masticare del pane. 

Intorno al 1830 la Francia proibì questa lavorazione. In seguito fu sostituita dalla doratura galvanica. A quasi 200 anni di distanza, ovvero nel 2020, diventerà effettiva la Convenzione di Minamata firmata da 128 nazioni, che prevede il bando totale, in tutto il mondo, dell’uso industriale del mercurio e la chiusura delle miniere di mercurio.

During this fire-gilding process toxic fumes were released. The artisans died young because of mercury intoxication. They tried to take precautions, such as the use of the mask reproduced above or chewing bread.

Around 1830 France prohibited this process. Later it was replaced by galvanic gilding. Almost 200 years later, in 2020, the Minamata Convention, signed by 128 countries will become effective. It provides the complete ban of the industrial use of mercury and the mercury mines closure worldwide.

Via 1stdibc

Tornando alle nostra pendola a portico, una caratterista che accomuna quasi tutte le versioni è l’uso dei fregi d’ottone dorato per realizzare i capitelli, le basi delle colonne, il pendolo ed il quadrante o la ghiera.

Going back to our portico clock , a characteristic that almost all versions have in common is the use of gilt brass friezes to make capitals, the columns’ bases, the pendulum, the bob, the dial or the bezel.

via carters.com.au

A volte i fregi dorati decorano anche il piedistallo e la trabeazione con bordini, rosette, ghirlande, festoni o scene mitologiche.

Qui una pendola francese stile impero in ebano dei primi dell’800 con importanti fregi e piedini dorati con foglie d’acanto.

Here a French Empire portico clock dated early 19th century. It’s made of ebony with important friezes with gilded feet with acanthus leaves.

Sometimes the golden friezes also decorate the pedestal and the entablature with borders, rosettes, wreaths, festoons or mythological scenes.

via carters.com.au

Sopra un’altra pendola francese in stile Impero in ebano con quadrante argentato e fregi in ottone che rappresentano una scena dell’antichità classica.

Above another French Empire-style ebony portico clock with a silvered dial and brass friezes representing a scene from classical antiquity.

Partendo dalle misure dalla pendola a portico che ho in casa, ho ricavato le dimensioni in scala 1:12. Ovvero, ho misurato ogni elemento delle pendola e poi ho diviso ogni numero per 12.

Per la struttura ho usato del cartoncino spesso 1mm.  Come sempre, ho scelto quello riciclato delle scatole dei cereali. Per sapere quali cartoncini siano indicati e quali è meglio scartare, potete leggere qui.

Starting from the measures of a portico clock I have at home, I obtained the dimensions in 1:12 scale. That means, I measured every element of the pendulum clock and then I divided each number by 12.

For the structure I used a 1mm thick cardboard. As usual, I chose the recycled cardboard of cereal boxes. To find out which cardboards are the best to use and which are to discard, you can read here.

Il piedistallo è composto da tre pezzi. Per realizzare quello inferiore, ovvero il più grande, ho tagliato 6 pezzi di cartoncino spesso 1mm nelle misure indicate nella foto, che sono in cm.

The pedestal is made of three parts. To make the lower one, which is also the biggest, I cut 6 pieces of cardboard 1mm thick in the measures shown in the picture. They are in cm.

Con la colla vinilica ho incollato i 4 lati a filo sul pezzo di base. Poi l’ho chiuso con l’ultimo rettangolo.

I glued with the vinyl glue the 4 sides flush on the base piece. Then I closed it with the last rectangle.

Le facciate del corpo che avevo ottenuto presentavano delle leggere imperfezioni.

The faces of my base had slight imperfections.

Per questo ho passato sulla carta vetrata tutte le facce che presentavano giunture non perfettamente allineate e le ho pianeggiate.

For this reason I gently rubbed on sandpaper all sides that hadn’t perfectly aligned joints and I leveled them.

Per la parte superiore del piedistallo ho realizzato un secondo elemento, leggermente più piccolo. Nella foto ho indicato le misure di questo secondo pezzo, sempre in cm. Esso va assemblato come il precedente.

For the top of the pedestal I made a second element, slightly smaller. In the picture I indicated the measures of this second piece in cm. It must be assembled like the previous one.

Il raccordo tra  i due pezzi appena realizzati è un rettangolo molto svasato. Per realizzarlo ho incollato, uno sopra l’altro, tre rettangoli di cartoncino, grandi come la base più grande (2cm x 1,2cm).

Poi ho disegnato, centrandolo, un rettangolo grande come il secondo elemento, quello più piccolo (1,8cm x 1cm). Con la carta vetrata ho sagomato tutti i bordi, creando una superficie degradante partendo dalla riga interna verso l’esterno.

The connection between the two pieces just made is a very flared rectangle. To make it, I glued three rectangles of cardboard one on topo of the other. They are as large as the larger base piece (2cm x 1,2cm).

Then I traced on it, centering it, a rectangle, as big as the smaller base piece (1.8cm x 1cm). With the sandpaper I shaped all the edges, creating a degrading surface starting from the inner line to the outside.

Infine ho incollato i tre pezzi, uno sopra all’altro, come nella foro.

Finally I glued the three pieces, one above the other, as in the picture.

Anche la trabeazione, la parte alta dell’orologio, è formata da tre elementi. Il pezzo inferiore ha le misure indicate in questa foto.

Also the entablature, the top of the pendulum clock, is made of three elements. The lower piece has the measures shown in this photo.

Il pezzo superiore ha la stessa dimensione, ma è più sottile. Per questo è sufficiente incollare, uno sopra all’altro, 3 rettangoli da 0,7cm x 1,5cm cad.

The upper piece has the same size, but is thinner. Therefor I simply glued  3 rectangles together. Each measures 0.7cm x 1.5cm.

Anche questo elemento di mezzo è svasato ma è realizzato con 4 cartoncini da 1,9cm x 1,1cm. Prima ho incollato 3 insieme. Su una facciata ho segnato le dimensioni del pezzo sul quale va applicato (0,7cm x 1,5cm) ed ho creato un bordo svasato, scartavetrando dalla riga appena tracciata verso il bordo.

Poi ho applicato sul lato più grande il quarto cartoncino, creando così un bordo finale diritto.

Also this middle element has a sloped edge, but it’s made of 4 pieces of cardboard measuring 1.9cm x 1.1cm each. First I glued 3 pieces together. On one side I traced the dimensions of the element on which I will apply it (0.7cm x 1.5cm) and I sanded the edges from the drawn line to the border.

Then I applied the fourth cardboard piece on the bigger side, creating a final straight edge.

Infine ho incollato uno sopra all’altro questi tre elementi, avendo cura però di posizionare l’elemento svasato con la base più alta in alto, come nella foto.

Finally I glued these three elements one on top of the other, leaving the sloped element with the larger side at the top, like in the picture.

Ora è il turno delle colonne. Ho tagliato degli stuzzicadenti, ricavando 4 pezzi lunghi 1,8cm cadauno.

Per i capitelli, ho tagliato con la perforatrice 16 dischi di carta con un diametro di 5mm e li ho incollati accoppiandone due insieme.

Now it’s the turn of the columns. I cut some toothpicks, making 4 pieces 1.8cm long each.

For the capitals, I cut with the puncher 16 disks of paper with a diameter of 5mm and I glued them two by two.

Ho poi tagliato 16 quadrati di cartoncino. Ogni lato è lungo 6mm. Li ho incollati a due a due. Su un lato ho incollato al centro il disco di carta.

Then I cut 16 squares of cardboard. Each side is 6mm long. I glued them two by two.  On one side, in the middle, I applied the paper disc.

Con il colore acrilico color oro ho colorato tutte le parti visibili dei capitelli.

I painted all the visible parts of the capitals with gold acrylic color.

Con gli acquerelli color marrone chiaro ho dipinto tutte le parti che devono sembrare di legno, ovvero le colonne, il piedistallo e la trabeazione.

Ho distribuito il colore in modo non omogeneo, per imitare le venature del legno. Per dipingere con gli acquerelli sul cartoncino, il colore deve essere poco acquos, altrimenti i pezzi si potrebbero scollare o il cartoncino imbarcarsi.

I painted light brown all the parts that should look like wood: the columns, the pedestal and the entablature.

I used watercolors  and applied it unevenly, to imitate wood grain. Watercolors shouldn’t be too watery when they are used on cardboard. Otherwise the pieces could unstick or the cardboard embark.

via incartare

“Non si butta mai nulla” – questa è una regola che osservo diligentemente e che vale per tutti i tipi di materiale. Questo vassoio per pasticcini può sempre tornare utile. Si può usare il cartone, lasciando la parte dorata all’esterno, per realizzare oggetti d’oro, come ad esempio un portagioie o addirittura una pendola a portico in ottone. Oppure si può recuperare la carta dorata che ne riveste un lato. Per staccarla è sufficiente lasciare il vassoio in acqua. Il foglio così si separa dal  cartone sottostante. Un volta asciutto può essere usato in diversi progetti.

“Never throw anything away” is a rule I diligently observe and I apply to all sort of material. When you buy pastries in Italy, you get this patisserie tray.  Sooner or later it will come in handy. The cardboard can be used for making gilded objects, like a jewel case or even an ormolu portico clock. The golden paper, that covers one side, can be detached and used separately. Simply leave the tray in water. Shortly afterwards the sheet will come off. Once dry it can be used in different projects.

Qui l’ho usato per rifinire le colonne. Ho tagliato una strisciolina alta 2mm. L’ho avvolta attorno ad un’estremità della colonna, facendo un giro semplice e lasciando solo una piccola sovrapposizione. Troppi strati creerebbero, infatti, un grosso spessore antiestetico.

Here I used it to finish the columns. I cut a 2mm high strip. I wrapped it around one column’s end, making a simple turn and leaving only a small overlap. In fact, too many layers would create an horrible thickness.

 Ho applicato la strisciolina dorata a tutte le estremità delle colonne. 

I applied the gilded strip to all columns’s ends.

Sul piedistallo ho incollato le basi delle colonne a filo dei 4 angoli.

I glued the bases of the columns on the pedestal, flush with the 4 corners.

Al centro di ogni base ho fissato con la colla vinilica le 4 colonne.

At the center of each base I attached the 4 columns with vinyl glue.

Procedendo con la costruzione, mi sono accorta che avevo dimenticato i piedini sotto il piedistallo. Sebbene certe versioni non li abbiano, ho deciso di rimanere fedele alla mia pendola a portico vera.

Ho creato 4 rettangoli (2mm x 6mm) di cartoncino doppio. In seguito li ho colorati delle stesso colore della base. 

Going forward with the construction, I realized that I had forgotten the feet under the pedestal. Although certain versions don’t have them, I sticked to my real portico clock.

I created 4 rectangles (2mm x 6mm) of double cardboard. Then I colored them in the same color as the base.

Gli intarsi sul piedistallo e sulla trabeazione sono dei ritagli di giornale. Come vi avevo già raccontato nel post dedicato alle orchidee in vaso, molte decorazioni per le miei miniature provengono dalle riviste, con grande disappunto di mio marito che a volte non riesce a terminare di leggere gli articoli, mancando diverse pagine.

The marquetries on the pedestal and on the entablature are newspaper clippings. As I had already mentioned in the post dedicated to the potted orchids, many decorations for my miniatures are cut outs of magazines, with great disappointment of my husband. who sometimes can’t finish reading the articles, as several pages are missing.

Anche il quadrante dell’orologio fa parte del mio “bottino”. L’avevo trovato su un catalogo, penso di una casa d’aste. Avendo la misura perfetta per il mio orologio in miniatura, l’ho ritagliato ed usato.

Even the watch face is part of my “booty”. I found it on a catalog of an auction house, I think. Having the perfect size for my mini clock, I cut it out and used.

Antique Clock Snips

In internet ci sono parecchie immagini di quadranti. Ve ne sono di diverse misure e spesso si possono ridimensionare per ottenere quella adatta al nostro progetto. Ho trovato questi su Flikr. Anche sul sito di Christel Jensen ci sono dei bei quadranti, come su The mermaids tale, solo per citarne alcuni.

There are several images of clock faces on the Internet. They come in different sizes and they can often be resized to get the one suitable for our project. I found these on Flikr. Also on the site of Christel Jensen there are some beautiful quadrants, as on The mermaids tale, just to name a few.

Ho ritagliato un disco dal  cartoncino dorato, ricavato dal vassoio della pasticceria, grande come il quadrante dell’orologio e li ho incollati insieme, lasciando la parte dorata visibile sul retro.

I cut out a disk from the golden cardboard of my pastry tray. It has the exact size of the clock face. I glued them together, leaving the gilt surface visibile on the back.

Con un pennarellino color oro ho ripassato tutto  il contorno del quadrante, rendendolo più brillante. Infine ho passato un paio di mani di vernice trasparente super lucida, che ha creato l’effetto vetrificato.

With a golden metallic marker, I painted the whole contour of the dial, making it brighter. Finally I passed a couple of hands of super-clear transparent varnish, creating a vitrified effect.

Ho incollato i capitelli sulla parte alta delle 4 colonne. Questo passaggio è necessario, per poter determinare la lunghezza del pendolo.

Per calcolarla, ho appoggiato la trabeazione provvisoriamente sulle colonne ed ho misurato la distanza tra piedistallo e architrave. Nella mia pendola è di 2,2 cm. Ho tenuto poi conto che la lente non deve toccare la base e che in alto serve qualche millimetro in più per fissare parte del pendolo dentro l’architrave.

I glued the capitals on top of the 4 columns. This is necessary in order to determine the length of the pendulum.

To calculate it, I temporarily placed the trabeation on the columns and measured the distance between pedestal and architrave. In my pendulum clock it measures 2.2 cm. Then I kept in mind that the lens shouldn’t touch the base and that at the top I will need a few millimeters more to fix  part of the pendulum’s rod in the architrave.

Essendo lo spazio sotto l’architrave molto ridotto, non ho realizzato un pendolo compensato, perché sarebbe stato comunque nascosto dalla lente. Al suo posto ho usato un cordoncino da regalo d’ora piuttosto rigido. Ad un’estremità ho incollato la lente che ho realizzato appiattendo un copriperla. Sul retro, ho applicato abbondante colla vinilica, riempiendolo.

Poco sopra la lente ho incollato il disco d’oro con il quadrante, lasciando il cordoncino sul retro. Poil’ho nascosto con una grossa goccia di colla vinilica.

Since the space under the architrave is very small, I didn’t make a gridiron pendulum. In any case it would be hidden by the bob. In its place I used a rather stiff golden gift cord. At one end I glued the bob, made with a flattened bead cup. On the rear side of the bob I applied abundant vinyl glue, filling it up.

Just above the bob I glued the golden disk with the dial, leaving the cord on the back. Then I hid it with a big vinyl glue drop.

Come si può vedere, lo spazio tra lente e quadrante è veramente poco.

As you can see, lens and dial are very close.

Con un mini trapano ho praticato un foro al centro del fondo della trabeazione.  Servirà per appendere il quadrante con il pendolo.

Poi ho applicato la vernice trasparente lucida su tutte le parti in “legno” della struttura.

With a mini drill I pierced a hole in the middle of the entablature’s bottom. I will use it to hang the dial with the pendulum.

Then I applied a transparent glossy varnish on all parts of the “wooden” structure.

Per appendere il quadrante ed il pendolo, ho sporcato l’estremità del cordoncino di colla e con l’aiuto di un ago l’ho infilato nel foro nell’architrave. Ho riposizionando la trabeazione sui capitelli ed ho regolato definitivamente la lunghezza del cordoncino. Una volta soddisfatta, ho applicato un leggero giro di colla attorno all’imboccatura del foro per fissare definitivamente il tutto.

To hang the dial and the pendulum, I put some glue on the end of the cord and with the help of a needle I inserted it into the hole in the architrave. I positioned the entablature again on the capitals and I definitively adjusted the length of the cord. Once satisfied, I applied some glue around the mouth of the hole to fix the pendulum permanently.

Usando l’acrilico color oro ho dipinto la colla sul retro del quadrante e della lente.

I painted the glue on the back of the dial and the bob with golden acrylic color.