Buon compleanno Dada!

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Tanti baci ed abbracci dalla tua mamma

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… and another year flew by….

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L’Arca di Noè giocattolo – Noah’s Arks toy – Arca de Noé de juguete

Tra i vari giocattoli in uso nell’Ottocento, l’Arca di Noè era sicuramente tra i più amati. Ce n’era una in ogni famiglia vittoriana benestante. Per questo ne ho realizzata una  anche per il bambino che vive nella mia casetta.

Noah’s Ark was certainly among the most loved toys in the nineteenth century. Every wealthy Victorian family had one. For this reason I made one for the child who lives in my dollhouse.

Entre los diversos juguetes utilizados en el siglo XIX, el Arca de Noé fue sin duda uno de los más queridos. Había uno en cada familia victoriana adinerada. Por eso también hice uno para el niño que vive en mi casa.

3 arche di Noè giocattolo tedesche / 3 German Noah’s Ark play toys – via liveauctioneers.com

Il gioco si componeva di una barca, che il più delle volte aveva l’aspetto di una casa galleggiante, ed una serie di coppie di animali di diverse specie, dalle più comuni alle più esotiche. Completavano il gruppo Noè e la sua famiglia. 

L’Arca è un gioco classico che aveva una componente ludica ed al tempo stesso educativa. Aiutava i bambini a famigliarizzare con il mondo animale ed a scoprirne la varietà. Al tempo stesso li avvicinava al racconto religioso, spiegando il legame dell’uomo con dio ed il significato di moralità. La religione era infatti una tappa fondamentale nella formazione degli individui del XIX secolo.

The toy consisted of a boat, which mostly looked like a floating house, and a series of pairs of animals of different species, from the most common to the most exotic. Noah and his family completed the group.

The Ark is a classic toy that had a playful and at the same time educational component. It familiarized children with the animal world and helped them to discover its variety. At the same time it brought them closer to the religious story, explaining the link between man and god and the meaning of morality. Religion was in fact a fundamental stage in the formation of individuals in the nineteenth century.

El juego consistía en una barca, que la mayor parte del tiempo tenía la apariencia de una casa flotante, y una serie de parejas de animales de diferentes especies, desde los más comunes hasta los más exóticos. Noé y su familia completaron el grupo.

El Arca es un juego clásico que tuvo un componente lúdico y al mismo tiempo educativo. Ayudó a los niños a familiarizarse con el mundo animal y a descubrir su variedad. Al mismo tiempo, los acercó a la historia religiosa, explicando el vínculo entre el hombre y Dios y el significado de la moral. La religión fue de hecho una etapa fundamental en la formación de los individuos en el siglo XIX.

Arca di Noè, litografia colorata a mano / Noah’s Ark 1874–78, hand-colored lithograph, published by Currier & Ives (New York) – via metmuseum.org

La storia di Noè e dell’Arca è raccontata nel libro della Genesi, il primo libro della Torah del Tanakh ebraico e nel Vecchio Testamento della Bibbia cristiana. Dio non era soddisfatto di come gli uomini si stessero comportando. Affida quindi al Patriarca biblico, che era un uomo retto e pio, l’incarico di costruire una grande Arca e di mettere in salvo la sua famiglia ed una coppia di esemplari di ogni specie di animali terrestri, perché avrebbe inviato sulla terra il Diluvio Universale per sterminare l’umanità corrotta e malvagia.

Noè con la moglie, i figli e le nuore costruì una grande imbarcazione e vi si rifugiò con i suoi cari, gli animali e sufficiente cibo per tutti.

Il diluvio durò 40 giorni e 40 notti, sommergendo le terre ed uccidendo tutti gli uomini. Quando le acque si ritirano, tutti scesero dall’Arca e ripopolarono il mondo.

The story of Noah and the Ark is told in the book of Genesis, the first book of the Torah of the Hebrew Tanakh and in the Christian Old Testament. God was not satisfied with the men’s behavior. He therefore entrusts the biblical Patriarch, who was a righteous and pious man, to build the Ark and to save his family and two of every kind of terrestrial animal, because he would send a Flood on earth to exterminate corrupt and evil humanity.

Noah with his wife, sons and daughters-in-law built a large boat where they took refuge together with the animals and enough food for everyone.

The Flood lasted 40 days and 40 nights, covering the earth with water and killing all men. When the waters recede, Noah, his loved ones and the animals got off the Ark and repopulated the world.

La historia de Noé y el Arca se cuenta en el libro del Génesis, el primer libro de la Torá del Tanaj hebreo y en el Antiguo Testamento de la Biblia cristiana. Dios no estaba satisfecho con cómo se comportaban los hombres. Luego confía al Patriarca bíblico, que era un hombre justo y piadoso, la tarea de construir una gran Arca y salvar a su familia y un par de especímenes de todas las especies de animales terrestres, porque enviaría el Gran Diluvio a la tierra para exterminar a la humanidad corrupta y malvada.

Noé con su esposa, hijos y nueras construyeron un gran bote y se refugiaron allí con sus seres queridos, animales y comida suficiente para todos.

La inundación duró 40 días y 40 noches, sumergiendo las tierras y matando a todos los hombres. Cuando las aguas retrocedieron, todos salieron del Arca y repoblaron el mundo.

L’Arca di Noè, di Aurelio Luini – affresco della chiesa di San Maurizio, Milano / Noah’s Ark, by Aurelio Luini – fresco in the church of San Maurizio, Milan, Italy ca. 1560- 1965 – foto Ersilia Fiorucci

Sebbene io sia nata a Milano, sono entrata per la prima volta nella Chiesa di San Maurizio solo due anni fa! L’interno è spettacolare e lascia senza fiato per la sua bellezza. Tutte le pareti ed i soffitti sono completamente e riccamente affrescati in stile rinascimentale. Gli affreschi, di scuola lombarda, ritraggono storie di santi, parabole ed episodi biblici.

La Chiesa benedettina appartiene all’ex Monastero maggiore, il più grande cenobio femminile della città. La costruzione iniziò nell 1503  e durò solo 6 anni. Gli affreschi furono affidati a Bernardino Luini e poi proseguiti dai figli. Ed è proprio il più giovane, Aurelio, che eseguì nel Coro delle Monache i tre episodi tratti dalla storia dell’Arca di Noè. Io sono rimasta incantata ad ammirare ogni dettaglio che rende queste scene vive e movimentate. 

Quando potremo tornare a viaggiare, vi invito a venire a visitare questo gioiello dell’arte lombarda che è stato definito la “Cappella Sistina di Milano”. Intanto potete fare un giro virtuale con questo video. Al minuto 11:28 si vede anche il ciclo pittorico dedicato all’Arca di Noè.

Although I was born in Milan, I went inside the Church of San Maurizio for the first time only two years ago! The interior is spectacular and leaves you breathless for its beauty. All the walls and ceilings are completely and richly frescoed in Renaissance style. The frescoes, from the Lombard school, portray stories of saints, parables and biblical episodes.

The Benedictine Church belongs to the former major monastery, the largest female religious center in the city. Construction began in 1503 and lasted only 6 years. The frescoes were entrusted to Bernardino Luini and then continued by his sons. And it is precisely the youngest, Aurelio, who painted the three episodes taken from the story of Noah’s Ark in the Nuns’ Choir. I was enchanted by every detail that makes these scenes come alive.

When we will be able to travel again, I invite you to come and visit this jewel of Lombard art which has been called the “Milan’s Sistine Chapel”. Meanwhile, you can take a virtual tour with this video. At 11:28 minutes you can see the pictorial cycle dedicated to Noah’s Ark.

Aunque nací en Milán, entré por primera vez en la Iglesia de San Maurizio hace solo dos años. El interior es espectacular y te deja sin aliento con su belleza. Todas las paredes y techos están completa y ricamente pintados al fresco en estilo renacentista. Los frescos, de la escuela lombarda, retratan historias de santos, parábolas y episodios bíblicos.

La Iglesia Benedictina pertenece al antiguo monasterio mayor, el monasterio femenino más grande de la ciudad. La construcción comenzó en 1503 y duró solo 6 años. Los frescos fueron confiados a Bernardino Luini y luego sus hijos continuaron. Y es precisamente el más joven, Aurelio, quien interpretó los tres episodios extraídos de la historia del Arca de Noé en el Coro de Monjas. Me encantó admirar cada detalle que hace que estas escenas cobren vida y sean animadas.

Cuando podamos volver a viajar, les invito a que vengan a visitar esta joya del arte lombardo que ha sido llamada la “Capilla Sixtina de Milán”. Mientras tanto, puede realizar un recorrido virtual con este video. A las 11:28 minutos también se puede ver el ciclo pictórico dedicado al Arca de Noé.

xilografia dell’Arca di Noè – Bibbia tedesca di Anton Koberger / woodcut of Noah’s Ark – German Bible by Anton Koberger – © The University of Edinburgh

La parola “arca” deriva dal latino “arcére“, che significa proteggere, contenere. Arca è anche sinonimo di cassa di legno. Forse è proprio per questo l’imbarcazione di Noè è stata chiamata così. Infatti al suo interno sono stati portati in salvo i migliori esemplari di animali ed uomini.

All’inizio l’Arca di Noè veniva rappresentata proprio come un’enorme cassa di legno galleggiante. È soltanto attorno al XII secolo che la forma si modifica e viene raffigurata come una casa con tetto inclinato, che ricorda una nave.

The word “Ark” derives from the Latin “arcére“, which means to protect, to contain. Furthermore arca in Latin signifies chest. Maybe that’s why Noah’s boat was named Ark and in fact, the boat preserved Noah and the animals from the Flood.

In the beginning, Noah’s Ark was represented as a huge floating wooden chest. It was only around the 12th century that the shape changed and it was depicted as a house with a sloping roof, that resembled a ship.

La palabra “arca” proviene del latín “arcére“, que significa proteger, contener. Arca también es sinónimo de caja de madera. Quizás por eso el barco de Noé recibió su nombre. De hecho, los mejores ejemplares de animales y hombres han sido puestos a salvo en el interior.

Al principio, el Arca de Noé se representaba simplemente como un enorme cofre de madera flotante. Es solo alrededor del siglo XII cuando la forma cambia y se representa como una casa con un techo inclinado, que recuerda a un barco.

Arca di Noé tedesca di legno dipinto – German painted wood Noah’s Ark – via iveauctioneers.com

Nel mondo dei giocattoli le Arche potevano avere forme diverse tra loro. Molto diffuse erano quelle con il fondo piatto.

Le versioni più antiche avevano il tetto amovibile, che permetteva di mettere gli animali all’interno della barca.

In the toys’ world, Arks could have different shapes. Very popular were those with a flat bottom.

The older versions had a removable roof, which allowed to place the animals inside the boat.

En el mundo de los juguetes, las Arcas pueden tener diferentes formas. Muy populares fueron los de fondo plano.

Las versiones anteriores tenían un techo removible, lo que permitía colocar animales dentro de la barca.

Arca di Noè tedesca da tirare – German Noah’s Ark Pull Toy – via liveauctioneers.com

Altre potevano avere il fondo a forma di scafo ed erano più costose. In particolare quella nella foto qui sopra era montata su delle ruote, così da poter essere trainata con una corda. Alcune avevano il fondo chiuso e forse potevano galleggiare veramente.

Others might have hull-shaped bottoms and were more expensive. The one in the photo above had wheels, so that it could be pulled along with a grip rope. Some had closed bottoms and perhaps could really float.

Otros podían tener un fondo en forma de casco y eran más caros. En particular, el de la foto de arriba estaba montado sobre ruedas, para poder remolcarlo con una cuerda. Algunos tenían fondos cerrados y quizás realmente pudieran flotar.

Noah`s Ark, 1860 – 1870, Erzgebirge, Germany – liveauctioneers.com

Le pareti dell’Arca erano spesso dipinte. Potevano avere l’aspetto delle tipiche case a graticcio tedesche, “Fachwerkhäuser“, come quella nella foto precedente, oppure avevano dei decori a fantasia. A partire dalla seconda metà dell’800, iniziarono ad essere decorate con l’aggiunta di litografie, riducendo così i costi di produzione.

The Ark’s walls were often painted. They could look like the typical German half-timbered houses, the “Fachwerkhäuser“, – see the previous picture above – or they had fancy decorations. Starting from the second half of the 19th century, they began to be decorated with the addition of lithographs, thus reducing production costs.

Las paredes del Arca se pintaron a menudo. Podrían haber parecido las típicas casas de entramado de madera alemanas, “Fachwerkhäuser“, como la de la foto anterior, o tenían decoraciones elegantes. A partir de la segunda mitad del siglo XIX, comenzaron a decorarse con la adición de litografías, reduciendo así los costos de producción.

Arca di Noè del Erzgebirge / Erzgebirge Noah’s Ark – via bertoiaauctions.hibid.com

Spesso sui tetti veniva disegnata una colomba con un ramo d’ulivo nel becco. Ciò faceva riferimento al racconto biblico nel quale si diceva che era stato quest’uccello a segnalare a Noè che il diluvio era finalmente terminato e che stava per iniziare un periodo di pace tra Dio e l’uomo.

Often a dove with an olive branch in its beak was painted on the roofs. This referred to the biblical narrative where this bird gave Noah the signal that the Flood had finally receded and that a period of peace between God and man was about to begin.

A menudo, en los techos se dibujaba una paloma con una rama de olivo en el pico. Esto se refería al relato bíblico en el que se decía que fue este pájaro el que le indicó a Noé que el diluvio finalmente había terminado y que un período de paz entre Dios y el hombre estaba por comenzar.

Arca di Noè in legno intarsiato – Noah’s Ark is inlaid wood, ca. 1900 – via liveauctioneers.com

Le Arche più ricercate e preziose erano quelle realizzate con intarsi di legno colorato. Potevano avere anche superfici di paglia intrecciata. Alcune erano realizzate dai prigionieri e si dice che usassero la paglia del loro materasso. Se visitate la pagina di Vallejo Gallery potete vedere un esemplare realizzato nel 1800 da un prigioniero di guerra napoleonico.

The Arks made with colored wood inlays where the most sought after and precious. They could also have surfaces of woven straw. Some were made by prisoners and it is said that they used bedding straw. If you visit the Vallejo Gallery page you can see an example made in 1800 by a Napoleonic prisoner of war.

Las Arcas más buscadas y preciosas fueron las realizadas con incrustaciones de madera de colores. También podrían tener superficies de paja tejida. Algunos fueron hechos por prisioneros y se dice que usaron paja de su colchón. Si visitas la página de la Galería Vallejo puedes ver un ejemplo realizado en 1800 por un prisionero de la guerra napoleónica.

Arca di Noè dei Monti Metalliferi – ERZGEBIRGE Noah`s ark Noah, “Schiffsarche”, ca 1900 – via liveauctioneers.com

Quest’Arca è stata prodotta in Germania all’inizio del ‘900 ed è un modello più elaborato. Una parete laterale può essere rimossa per dare accesso alle 6 stalle disposte su 2 piani.

This Ark was made in Germany in the early 1900s and is a more elaborate model. A side wall can be removed to give access to the 6 stables over 2 floors.

Esta Arca se produjo en Alemania a principios del siglo XX y es un modelo más elaborado. Se puede quitar una pared lateral para dar acceso a los 6 establos repartidos en 2 plantas.

Erzgebirge Noah’s Ark 5 figures and numerous pairs of animals * A total of 50 parts * from at 1840/1850 – via antiktoystore.de

Il set comprendeva, oltre all’Arca ed ad un numero variabile di coppie di animali, anche 8 figure umane: Noè, la moglie, i tre figli e le rispettive consorti.

The set included, in addition to the ark and a variable number of pairs of animals, also 8 human figures: Noah, his wife, his three children and their respective spouses.

El conjunto incluía, además del Arca y un número variable de parejas de animales,  también 8 figuras humanas: Noé, su esposa, sus tres hijos y sus respectivos cónyuges.

Arca di Noè giocattolo a fondo piatto fine del XIX secolo / Late 19th Century Flat Bottom Toy Noah’s Ark  – via clivedevenishantiques.com

La maggior parte delle Arche di Noè giocattolo erano prodotte in Germania e provenivano in particolare dalla regione dei Monti Metalliferi, Erzgebirge in tedesco. Nel XVII secolo, quando il boom minerario terminò, la popolazione della Sassonia si rivolse ad altre forme di reddito come la produzione di merletti, passamaneria ed intaglio del legno, trasformando così attività svolte nel tempo libero in vere e proprie imprese artigianali a conduzione famigliare. 

La zona diventò un famoso centro di produzione di giochi in legno, che esportava in tutto il mondo. Per avere un’idea della varietà di giocattoli prodotti, che ancora oggi sono rinomati, potete visitare il sito del museo del giocattolo a Seiffen, Spielzeugmuseum Seiffen.

Most of the Noah’s Ark toys were made in Germany and more precisely in the Erzgebirge, the Ore Mountains. In the seventeenth century, when the mining boom ended, the population of Saxony switched to other forms of income such as the production of lace, trimmings and wood carving. So free-time activities turned into cottage industries.

The area became a famous production center of wooden toys and they were exported all over the world. To get an idea of the variety of products, that are still popular today, you can visit the site of the toy museum in Seiffen, Spielzeugmuseum Seiffen.

La mayoría de los juguetes Noah Arks se fabricaron en Alemania y provienen, en particular, de la región de Erzgebirge, los Montes Metálicos. En el siglo XVII, cuando terminó el boom minero, la población de Sajonia se volcó hacia otras formas de ingresos como la producción de encajes, pasamanería y talla de madera, transformando así las actividades que desarrollaban en su tiempo libre en verdaderos negocios artesanales familiares.

La zona se convirtió en un famoso centro de producción de juegos de madera, que exportaba a todo el mundo. Para hacerse una idea de la variedad de juguetes producidos, que todavía son populares hoy en día, puede visitar el sitio web del museo del juguete en Seiffen, Spielzeugmuseum Seiffen.

famiglia del Erzgebirge che produce animali di legno / family from the Erzgebirge producing wooden animals – © Bildarchiv Preußischer Kulturbesitz – via ghdi.ghi-dc.org

Anche i bambini contribuivano con il loro lavoro. Ogni famiglia era specializzata in un tipo di lavorazione. La produzione poteva avvenire per tipologia di animale. C’era chi realizzava solo leoni, chi solo giraffe, etc…. Oppure le famiglie eseguivano solo una parte della lavorazione. Così c’era chi, partendo da una tavola di legno grezzo, preparava un abbozzo degli animali, un’altra poi li intagliava a mano e li rifiniva ed infine altri ancora li dipingevano.

Gli animali a volte avevano forme morfologicamente non precise o colori fantasiosi. Trattandosi perlopiù di animali di altri continenti, essi erano sconosciuti alla maggior parte degli artigiani e questi non sapevano che aspetto avessero in realtà.

Gli esemplari della stessa coppia erano pressoché identici. Mi è capitato di vedere un leone ed una leonessa, tutte e due con la criniera. Solo raramente avevano pose differenti l’uno dall’altro.

Also children were employed. Each family specialized in a certain type of processing. Some produced only one sort of animal. There were those who made just lions, others giraffes, etc …. Or families made only one step of processing. There were those who, starting from a wooden board, prepared rough shaped animals, then others carved them and finally others painted them.

Animals sometimes were morphologically inaccurate and had fanciful shapes and colors. Most of them where from other continents and artisans didn’t know what they looked like in reality.

Couples were just duplicates of the same shape. I happened to see a lion and a lioness, both with mane. Only rarely they were represented in different poses.

Los niños también contribuyeron con su trabajo. Cada familia se especializó en un tipo de procesamiento. La producción puede realizarse por tipo de animal. Había quienes hacían solo leones, otros solo jirafas, etc … O las familias solo realizaban parte del procesamiento. Entonces hubo quienes, partiendo de una tabla de madera tosca, prepararon un boceto de los animales, otros luego los tallaron a mano y los terminaron y finalmente otros los pintaron.

Los animales a veces tenían formas morfológicamente inexactas o colores extravagantes. Siendo en su mayoría animales de otros continentes, eran desconocidos para la mayoría de los artesanos y no sabían cómo eran en realidad.

Los ejemplares del mismo par eran casi idénticos. Por casualidad vi un león y una leona, ambos con melena. Rara vez fueron representados en diferentes poses.

Arca di Noè / Noah’s Ark prodotta da R. Bliss Mfg. Co., ca.1900 – The Strong National Museum of Play – via artsandculture.google.com

Per la realizzazione degli animali della mia Arca mi sono ispirata al modello nella foto qui sopra, prodotto da R. Bliss Manufacturing Company. Questa ditta americana (1832 – 1935) era diventata famosa per la produzione di giocattoli, in particolare case delle bambole e barche, realizzate in legno e rivestite poi con carta litografata. Se siete interessati alle casette, potete leggere un breve storia in inglese su Cause a Frockus.

I loro macchinari tecnologicamente avanzati permettevano un taglio del legno accurato e preciso. Le litografie dai colori brillanti ed i disegni molto dettagliati “vestivano” poi i giochi conferendo un aspetto ricco a prodotti accessibili anche alle famiglie meno abbienti.

For the animals of my Ark I was inspired by the model in the picture above. This toy was produced by R. Bliss Manufacturing Company. This American firm (1832 – 1935), had become famous for making toys, in particular dollhouses and boats, made of wood and then covered with lithographed paper. If you are interested in these houses, you can read a short story on Cause a Frockus.

Their technologically advanced cutting machines allowed accurate and precise woodworking. The brightly colored lithographs and very detailed drawings “dressed up” the toys, giving a rich look to products that were so accessible even to less well-off families.

Para la realización de los animales de mi Arca me inspiré en el modelo de la foto de arriba, producido por R. Bliss Manufacturing Company. Esta empresa estadounidense (1832-1935) se había hecho famosa por fabricar juguetes, en particular casas de muñecas y barcos, hechos de madera y luego cubiertos con papel litografiado. Si está interesado en las casas, puede leer una historia  breve en ingles aquí Cause a Frockus.

Su maquinaria tecnológicamente avanzada permitió un corte de madera exacto y preciso. Las litografías de colores brillantes y los dibujos muy detallados “vistieron” los juegos, dando un aspecto rico a los productos accesibles incluso para las familias menos acomodadas.

La mia Arca di Noè giocattolo è un modello semplice. Ha la base della barca piatta. La casetta ha un bordo geometrico litografato che decora le facciate lunghe. Mentre su ognuna di quelle corte c’è un medaglione con all’interno la lettera “N”, l’iniziale del Patriarca. Completano la casa le finestre ed una porta.

Il tetto spiovente ha le tegole ed una parte si può aprire per dare accesso all’interno della barca.

Completano l’Arca 8 coppie di animali, fissati su dei piedistalli, provenienti da diverse parti del mondo: 5 dall’Africa, 1 dall’Artide e 2 domestici.

My Noah’s Ark toy is a simple model. It has a flat boat bottom. The house has a lithographed geometric border that decorates the long facades. While on each of the short ones there is a medallion with the letter “N”, the initial of the Patriarch. Windows and a door complete the house.

The sloping roof has tiles and a part can be opened to give access to the inside of the boat.

With the Ark come 8 pairs of animals on pedestals. They are from different parts of the world: 5 from Africa, 1 from the Arctic and 2 domestic.

Mi juguete el Arca de Noé es un modelo simple. Tiene una base de barco plana. La casa tiene una cenefa geométrica litografiada que decora las largas fachadas. Mientras que en cada uno de esos patios hay un medallón con la letra “N” en su interior, la inicial del Patriarca. Ventanas y puerta completan la casa.

El techo inclinado tiene tejas y una parte se puede abrir para dar acceso al interior del barco.

El Arca se completa con 8 parejas de animales, fijados en pedestales, procedentes de diferentes partes del mundo: 5 de África, 1 del Ártico y 2 domésticos.

Dopo aver creato le immagini degli animali e dell’esterno dell’Arca con il programma grafico gratuito GIMP, ho stampato il foglio in alta qualità. Per ottenere immagini con le dimensioni corrette, ho personalizzato le impostazioni di stampa della stampante mettendo il ridimensionamento al 100% e togliendo la spunta alla voce “adatta e centra”.

Potete scaricare il pdf qui.

First I designed the images of the animals and the exterior of the Ark with GIMP the free graphics editor. then I printed the sheet in high quality. To get images in the correct size, I customized the print settings of the printer by putting the resizing to 100% and unchecking “fit to page”.

You can download the pdf here.

Después de crear las imágenes de los animales y el exterior del Arca con el programa de gráficos gratis GIMP, imprimí la hoja en alta calidad. Para obtener imágenes con el tamaño correcto, personalicé la configuración de impresión de la impresora colocando el cambio de tamaño al 100% y desmarcando el elemento “ajustar y centrar”.

Puede descargar el pdf aquí.

Ho iniziato a lavorare all’Arca. Con cutter e riga di metallo ho tagliato lungo il contorno delle facciate e delle due falde del tetto di carta. Ho preferito tenere la riga sopra il disegno stesso.  È più difficile vedere il punto esatto dove eseguire il taglio, ma questo accorgimento evita che la lama inavvertitamente tagli la stampa, perché questa rimane protetta sotto la riga. 

I started working on the Ark. With a cutter and a metal ruler I cut along the contour of the facades and the two parts of the roof. I preferred to keep the ruler on the drawing itself. It is more difficult to see exactly where to cut, but this prevents the blade from accidentally cutting the print, because it remains protected under the ruler.

Empecé a trabajar en el Arca. Con un cúter y una regla de metal corté los contornos de las fachadas y los dos lados del techo de papel. Preferí mantener la línea por encima del dibujo. Es más difícil ver exactamente dónde cortar, pero esto evita que la cuchilla corte inadvertidamente la impresión, ya que permanece protegida debajo de la regla.

Dopo aver praticato l’apertura della porta, ho piegato la carta della facciate in corrispondenza di ogni angolo della casetta.

After cutting out the door, I folded the paper of the facade in correspondence of each corner of the house.

Después de haber practicado la apertura de la puerta, doblé el papel de la fachada en correspondencia de cada rincón de la casa.

Per fare la struttura ho utilizzato il cartoncino riciclato delle scatole di cereali. Essendo lo spessore del cartoncino un po’ leggero l’ho usato doppio. Ho quindi tagliato 2 pezzi identici per ogni elemento e poi li ho accoppiati, incollandoli insieme.

Ho tagliato i seguenti rettangoli:

Per il tetto:

2 pezzi per la falda A: 1,9 cm x 4,7 cm

2 pezzi per la falda B: 1,9 cm x 4,7 cm

per la struttura:

2 pezzi per la facciata lunga C: 3,7 cm x 2,1 cm

2 pezzi per la facciata lunga D: 3,7 cm x 2,1 cm

2 pezzi per la facciata corta E: 1,7 cm x 3,1 cm 

2 pezzi per la facciata corta F: 1,7 cm x 3,1 cm

For the structure I used recycled cardboard from cereal boxes. Since the thickness of the cardboard is a bit light, I used a double layer. So I cut 2 identical pieces for each element and then I glued them together.

I cut the following rectangles:

For the roof:

2 pieces for part A: 1.9cm x 4.7cm

2 pieces for part B: 1.9cm x 4.7cm

for the structure:

2 pieces for the long facade C: 3.7 cm x 2.1 cm

2 pieces for long facade D: 3.7 cm x 2.1 cm

2 pieces for short facade E: 1.7cm x 3.1cm

2 pieces for short facade F: 1.7cm x 3.1cm

Para hacer la estructura utilicé cartón reciclado de cajas de cereales. Como el grosor del cartón es un poco liviano, lo usé dos veces, así que corté 2 piezas idénticas para cada elemento y luego las acoplé, pegándolas.

Corté los siguientes rectángulos:

Para el techo:

2 piezas para la parte A: 1,9 cm x 4,7 cm

2 piezas para la parte B: 1,9 cm x 4,7 cm

 

para la estructura:

2 piezas para la fachada larga C: 3,7 cm x 2,1 cm

2 piezas para la fachada larga D: 3,7 cm x 2,1 cm

2 piezas para el fachada corta E: 1,7 cm x 3,1 cm

2 piezas para la fachada corta F: 1,7cm x 3,1cm

Prima di procedere al taglio dei pezzi di cartone, verificate che le vostre misure della stampa corrispondano alle mie. Misurate la dimensione delle facciate C e D e di ogni falda del tetto.

La larghezza dei cartoncini delle facciate corte è più piccola di quella della carta. Infatti ad essa bisogna sottrarre 2 volte lo spessore del cartoncino stesso. I mei misurano 1,9 cm – 0,2 cm = 1,7 cm.

Nel caso la vostra stampa abbia misure diverse, dovrete modificare quelle del cartone di conseguenza. 

Before cutting the cardboard pieces, check that your measurements of the paper print correspond to mine. Measure the size of facades C and D and each part of the roof.

The width of the cards of the short facades is smaller than that of the paper. In fact you have to subtract twice the thickness of the card itself. Mine measure 1.9 cm – 0.2 cm = 1.7 cm.

In case your print has different sizes, you will have to modify those of the cardboard accordingly.

Antes de cortar las piezas de cartón, compruebe que las medidas de su impresión coincidan con las mías. Mida el tamaño de las fachadas C y D y de cada parte del techo.

El ancho de las tarjetas de las fachadas cortas es menor que el del papel. De hecho hay que restar el doble del grosor del cartón. La mía mide 1,9 cm – 0,2 cm = 1,7 cm.

En caso de que su impresión tenga diferentes tamaños, deberá modificar los del cartón en consecuencia.

Lo spessore del cartoncino va raddoppiato, unendo due parti identiche. Ho lasciato la parte con la stampa all’interno, così da avere superfici grigie su ambo i lati. Con un pennello ho steso la colla vinilica, distribuendola in modo omogeneo, soprattutto lungo i margini. Poi ho pressato i due pezzi insieme ed ho eliminato l’eventuale eccesso di colla fuoriuscito lungo i bordi.

The thickness of the cardboard must be doubled by glueing two identical pieces together. I left the printed surface inside, so the grey surfaces were on the outside. With a brush I spread the vinyl glue evenly, especially along the edges. Then I pressed the two pieces together and wiped any excess glue that leaked along the borders.

El grosor del cartón debe duplicarse uniendo dos partes idénticas. Dejé la pieza con la impresión dentro, para tener superficies grises en ambos lados. Con una brocha esparzo el pegamento vinílico, distribuyéndolo uniformemente, sobre todo por los bordes. Luego presioné las dos piezas juntas y eliminé el exceso de pegamento que se escapó por los bordes.

Poi ho preparato le due facciate corte E e F, eliminando gli angoli in altro ai 4 cartoncini per creare le parti spioventi del tetto.

Ho incollato 2 cartoncini creando la facciata F. La stampa è rimasta all’interno dei due pezzi.

Prima di unire anche la seconda coppia, ho praticato il foro della porta in uno dei due cartoncini. L’apertura misura 0,7 cm x 1.7 cm ed è centrata. Su ogni lato del foro ci sono 0,5 cm. Ho steso la colla su una delle facciate con la stampa ed ho unito i due pezzi. Ho atteso che fossero asciutti e con cautela ho tagliato l’apertura anche nel cartoncino sottostante. Se si taglia prima che la colla sia asciutta, i pezzi potrebbero scivolare e staccarsi.

Infine ho dipinto lo spessore ed il contorno esterno della porta con un pennarello nero. Il colore chiaro del cartone sarebbe infatti risaltato troppo, mentre  il nero si accostava meglio al profilo verde scuro dell’infisso. E così anche la facciata E era pronta.

Then I prepared the two short facades E and F, by eliminating the corners at the top of the 4 cards to create the sloping parts of the roof.

I glued 2 cards to create facade F. The print remained inside the two pieces.

Before glueing the second pair together, I cut out the opening for the door in one of the two cardboards. The opening measures 0.7cm x 1.7cm and is centered. There are 0,5 cm on each side of the aperture. I spread the glue on the printed side of one of the two cardboards and joined the two pieces together. I waited until they were dry and carefully cut the opening in the cardboard below. If you cut before the glue has set, the pieces may slide and come apart.

Finally I painted the inner and outer outline of the door with a black marker. Otherwise the light color of the cardboard would have stood out too much, while the black color matched better the dark green door frame. And so facade E was ready too.

Luego preparé las dos fachadas cortas E y F, eliminando las esquinas en la parte superior de los cuatro cartones para crear las partes inclinadas del techo.

Pegué 2 cartones para crear la fachada F. La impresión quedó dentro de las dos piezas.

Antes de unir también al segundo par, perforé el agujero de la puerta en uno de los dos cartones. La abertura mide 0,7 cm x 1,7 cm y está centrada. A cada lado del agujero hay 0,5 cm. Esparcí el pegamento en uno de los lados con el estampado y uní las dos piezas. Esperé hasta que se secaron y corté con cuidado la abertura en el cartón de abajo. Si corta antes de que se seque el pegamento, las piezas pueden resbalar y desprenderse.

Finalmente pinté el grosor y el contorno exterior de la puerta con un rotulador negro. De hecho, el color claro del cartón destacaría demasiado, mientras que el negro coincidía mejor con el perfil verde oscuro del marco. Y entonces la fachada E también estaba lista.

Con la colla vinilica ho assemblato le 4 facciate della casa. Quelle lunghe C e D vanno incollate a fianco delle corte E e F. Questo vuol dire che guardando le facciate corte si vede lo spessore dei lati lunghi, vedi foto. 

Using the vinyl glue, I assembled the 4 facades of the house. The long ones C and D must be glued to the short facades E and F. This means that looking at the short facades you can see the thickness of the long sides, see photo.

Con cola vinílica monté las 4 fachadas de la casa. Los largos C y D están pegados al lado de los cortos E y F. Esto significa que mirando las fachadas cortas se puede ver el grosor de los lados largos, ver foto.

Ho iniziato ad incollare la carta partendo dalla facciata corta E, quella con la porta. Ho steso la colla vinilica sul cartoncino, per evitare d’inumidire la carta, che altrimenti si sarebbe leggermente allungata e le misure del disegno non avrebbero più combaciato con quelle della struttura di cartone.

Con la pressione del dito ho fatto aderire bene la carte, facendo particolare attenzione ai profili della porta ed a tutti i bordi. Bisogna tenere le dita pulite e senza residui di colla. Infatti dita appiccicose possono rovinare la stampa o lasciare impronte lucide sulla carta. Per questo tengo sempre vicino una spugnetta leggermente bagnata, sulla quale detergo ogni volta le dita tra un passaggio e l’altro.

I started by glueing the paper to the short facade E, the one with the door. I spread the vinyl glue on the cardboard and not on the back of the paper. Moist paper slightly swells and so the design would no longer match the cardboard structure.

With the pressure of my finger I pressed the paper against the facade, paying particular attention to the profiles of the door and to all edges. Keep your fingers clean and without glue residues. Sticky fingers can ruin the print or leave shiny imprints on the paper. For this reason I always keep a slightly wet sponge nearby to clean my fingers between one step and another.

Empecé a pegar la tarjeta empezando por el lado corto E, el que tiene la puerta. Extiendo el pegamento vinílico sobre el cartón, para no mojar el papel, que de lo contrario se habría estirado un poco y las medidas del diseño ya no coincidirían con las de la estructura del cartón.

Con la presión de mi dedo hice que la tarjeta se adhiriera bien, prestando especial atención a los perfiles de la puerta y a todos los bordes. Mantenga sus dedos limpios y libres de residuos de pegamento. De hecho, los dedos pegajosos pueden arruinar la impresión o dejar huellas brillantes en el papel. Por eso siempre tengo cerca una esponja ligeramente húmeda, en la que me limpio los dedos cada vez entre una pasada y otra.

Ho incollato allo stesso modo il lato lungo C.

I glued the long facade C the same way.

Pegué la fachada larga C de la misma forma.

Quindi ho proseguito con il lato lungo D.

Then I continued with the long facade D.

Luego continue con la fachada larga D.

Ed infine ho concluso incollando l’ultimo lato corto F. La struttura con le pareti è così pronta.

And finally I glued the last short facade F. So the structure with the walls is ready.

Y finalmente pegué la última fachada corta F. La estructura con las paredes ya está lista.

Il tetto è composto dalle 2 falde A e B, una delle quali è apribile, per permettere al bambino di mettere gli animali dentro l’Arca. La cerniera è costituita da un pezzo di nastro adesivo di carta, alta 2 cm.

The roof is made of 2 parts: A and B. One of them can be lifted and opened, to allow the child to put the animals inside the Ark. The hinge is made with a 2 cm wide adhesive paper tape.

El tejado está hecho en 2 partes: A y B. Una de ellas puede abrir, para que el niño pueda meter los animales dentro del Arca. La bisagra está hecha de un trozo de cinta adhesiva de papel de 2 cm de altura.

Per prima cosa ho realizzato la falda A. Ho incollato insieme i 2 cartoncini che lo compongono. Poi vi ho applicato la carta con la stampa delle tegole. Anche in questo caso ho preferito stendere la colla sul cartone, anziché sulla carta.

First I made the part A. I glued the 2 cardboards together. Then I applied the paper with the tile print. Also in this case I preferred to spread the glue on the cardboard, rather than on the paper.

Primero hice la parte A. Pegué los dos cartones que la componen. Luego apliqué el papel con la impresión de mosaico. También en este caso preferí extender el pegamento sobre el cartón, en lugar del papel.

Inizialmente ho tenuto i 2 cartoncini della falda B separati. Ho incollato un terzo del nastro adesivo di carta sulla parte con la stampa del cartoncino B2. Il nastro è largo quasi quanto il tetto.

Initially I kept the 2 cards of part B separate. I glued a third of the masking tape to the printed side of part B2. The tape is almost as wide as the roof.

Inicialmente mantuve los dos cartones  de la parte B separados. Pegué un tercio de la cinta adhesiva a la parte impresa del cartón B2. La cinta es casi tan ancha como el techo.

Ho preso il cartoncino B2, quello con attaccato il nastro adesivo, e l’ho unito alla falda A. Tra i 2 cartoni ci deve essere uno spazio sufficiente che permetta alle 2 falde di ribaltarsi completamente l’una sopra l’altra – tegole contro tegole.

Attenzione la cerniera è posizionata al colmo del tetto. Pertanto è importante controllare che le tegole siano orientate nel modo giusto: la parte stondata delle tegole è rivolta verso la linea di gronda.

Il modo più facile per non incorrere in errori è quello di mettere il cartone B2 sul piano di lavoro con la parte appiccicosa del nastro rivolta verso l’alto ed appoggiarvi sopra il cartone A con il lato con le tegole rivolto verso l’alto. Così facendo, l’orientamento delle tegole è bene visibile e si può verificare subito che la falda sia stata posizionata nel verso giusto.

Ho girato il tetto ed ho fatto pressione per far aderire bene il nastro di carta ai 2 cartoni.

Poi ho steso la colla sulla parte grigia del pezzo B1 e vi ho incollato sopra la carta con le tegole. Quindi ho incollato questo pezzo sulla parte con la stampa del cartone B2  controllando che le tegole fossero con le parti stondate rivolte verso la linea di gronda.

I took cardboard B2, the one with the adhesive tape attached, and joined it to part A. Between the two pieces there must be enough space to allow them to completely tip one over the other – tiles against tiles.

Attention the hinge is positioned at the ridge of the roof. Therefore it is important to check that the tiles are oriented in the right way: the rounded part of the tiles faces the eave line.

The easiest way to avoid making mistakes is to place cardboard B2 on the table with the sticky part of the tape facing up and to place cardboard A on the tape with the side with the tiles facing up. By doing so, the orientation of the tiles is clearly visible and you can immediately check that the shingles have the correct orientation.

I turned the roof and pressed the masking tape to make it adhere well to the two cardboards.

Then I spread the glue on the grey side of piece B1 and glued the shingles on top of it. Afterwards I glued this piece onto the printed side of piece B2, making sure the shingles were with the rounded parts facing the eave line.

Tomé el cartón B2, el que tiene la cinta adhesiva adherida, y lo uní a la parte A. Entre las 2 piezas debe haber suficiente espacio para permitir que se vuelquen completamente una sobre la otra: tejas contra tejas.

Atención, la bisagra está colocada en la cresta del techo. Por lo tanto, es importante comprobar que las tejas estén orientadas de la forma correcta: la parte redondeada de las tejas se enfrenta a la línea del alero.

La forma más sencilla de evitar cometer errores es colocar cartón B2 en la superficie de trabajo con la parte adhesiva de la cinta hacia arriba y colocar el cartón A encima con el lado con las tejas hacia arriba. Al hacerlo, la orientación de los mosaicos es claramente visible y puede verificar de inmediato que el campo se ha colocado en la dirección correcta.

Giré el techo y presioné para que la cinta de papel se adhiriera bien a las 2 cajas.

Luego esparcí el pegamento sobre la parte gris de la pieza B1 y pegué las tejas sobre ella. Entonces pegué esta pieza en la parte con la impresión de cartón B2, verificando que las tejas estuvieran con las partes redondeadas hacia la línea del alero.

Le due falde del tetto si devono ribaltare completamente una sull’altra.

The two roof parts must fold completely one over the other.

Las dos partes del tejado deben estar completamente dobladas una sobre la otra.

Con un pennarello arancione ho colorato tutti i bordi dei cartoncini e la cerniera.

Using an orange marker, I colored all the edges of the cardboards and the hinge.

Con un rotulador naranja coloreé todos los bordes los cartones y la bisagra.

Mentre le parti interne del tetto, che hanno superfici più grandi, li ho dipinti con l’acquerello color arancione. Ho tenuto il colore piuttosto asciutto per evitare di bagnare eccessivamente il cartone, che altrimenti si sarebbe gonfiato o addirittura scollato.

Ho lasciato quindi il tetto ad asciugare, prima all’aria e poi sotto dei pesi.

While I painted the inner parts of the roof, which have larger surfaces, with orange watercolor. I kept the color fairly dry to avoid over-wetting the cardboard, which would otherwise swell or even unglue.

I then left the roof to dry, first in the air and then under weights.

Mientras que las partes internas del techo, que tienen superficies más grandes, las pinté con acuarela naranja. Mantuve el color bastante seco para evitar mojar demasiado el cartón, que de otro modo se hincharía o incluso se despegaría.

Así que dejé secar el techo, primero al aire y luego bajo pesos.

Nel frattempo ho creato lo scafo dell’Arca. Ho tagliato 3 cartoni identici:

3 pezzi: 3,8 cm x 6,2 cm 

Ho eliminato gli angoli alle 4 estremità e poi ho incollato i tre pezzi insieme, facendo in modo che le parti con la stampa fossero all’interno, non visibili.

In the meantime, I created the hull of the Ark. I cut 3 identical cardboard pieces:

3 pieces: 3.8 cm x 6.2 cm 

I removed the corners at the 4 ends and then glued the three pieces together, making sure that the parts with the print were on the inside, not visible.

Mientras tanto, he creado el casco del Arca. Corté 3 cartones idénticos:

3 piezas: 3,8 cm x 6,2 cm

Quité las esquinas de los 4 extremos y luego pegué las tres piezas juntas, asegurándome de que las partes con la impresión estuvieran adentro, no visibles.

Ho passato tutti i lati sulla carta vetrata fine per pareggiare eventuali imperfezioni e rendere omogenei i bordi.

Con gli acquerelli ho dipinto tutto di nero.

I ran all borders over fine sandpaper to even out any imperfections and smooth out the edges.

With watercolors, I painted everything black.

Pasé todos los lados sobre el papel de lija fino para nivelar las imperfecciones y suavizar los bordes.

Con las acuarelas pinté todo de negro.

Ho steso la colla vinilica lungo tutto il perimetro, sotto la spessore dei muri, della casetta e l’ho incollata sullo scafo, centrandola. È bene non riposizionare la casetta una volta appoggiata sullo scafo per evitare di sporcare di colla la pittura nera. Per questo ho calcolato ad occhio la posizione esatta di dove sarebbe dovuta andare. Ho avvicinato la casa lentamente e l’ho posata sullo scafo solo quando ero sicura di essere nel punto giusto.

Non essendo molto grande la superficie che deve tenere barca e scafo uniti, ho aggiunto un ulteriore strato di colla dentro la casa, facendo in modo che coprisse sia il pavimento che i muri. Una volta asciutta, la colla diventa trasparente. Il fatto che sia anche lucida non ha importanza, perché si trova all’interno, in una zona buia.

I spread vinyl glue all the way around the perimeter of the house, under the four walls and stuck it on the hull, centering it. It’s better not to reposition the house once it’s on the hull to avoid getting glue stains on the black paint. So I calculated by eye the exact position of where it should go. I moved the house slowly towards the hull and only laid it on it when I was sure I was in the right spot.

Since the area that holds house and boat bottom together is really small, I added an additional layer of glue inside the house, making sure it covered both the floor and the walls. Once dry, the glue becomes transparent. The fact that it’s also shiny doesn’t matter because it’s inside in a dark area.

Esparcí el pegamento vinílico en todo el espesor del perímetro en la base de la casa y lo pegué en el casco, centrándolo. Es mejor no reposicionar la casa una vez colocada en el casco para evitar que se manche de pegamento la pintura negra. Para ello calculé visualmente la posición exacta de donde debería ir. Metí la casa lentamente y solo la coloqué en el casco cuando estuve segura de que estaba en el lugar correcto.

Como la superficie que mantiene la casa y el fondo del barco juntos no es muy grande, agregué una capa adicional de pegamento dentro de la casa, asegurándome de que cubriera tanto el piso como las paredes. Una vez seco, el pegamento se vuelve transparente. El hecho de que también sea brillante no importa, porque está adentro, en una zona oscura.

A questo punto ho unito il tetto alla casetta. Bisogna incollare solo la falda A. Perciò ho steso la colla solo su un lato dei muri spioventi e sullo spessore della parete lunga che li congiunge. Anche in questo caso ho aggiunto poi un abbondante strato di colla che coprisse sia il muro interno che il tetto confinante per creare un punto di “saldatura” più estesa.

Per posizionare il tetto perfettamente centrato sulla casetta, ho appoggiato ambedue le falde ai muri sottostanti, controllando che la cerniera capitasse proprio sul colmo del tetto. Ho ribaltato la falda B sulla A ed ho tenuto i pezzi saldamente tra le dita fino a quando la colla ha fatto presa. Con uno stecchino ho pulito la colla eccessiva che era fuoriuscita. Infine ho richiuso il tetto ed ho messo degli elastici per tenere il tetto ben premuto contro la casa ed ho lasciato asciugare.

At this point I attached the roof to the house. Only part A needs to be glued. For this reason I spread glue only on one side of the sloping walls and on the thickness of the long wall that joins them. Again, I added a generous layer of glue covering both the interior wall and the adjoining roof to create a more extensive “welding” point.

To get the roof perfectly centered on the house, I leaned both flaps against the walls, making sure the hinge ended up on the roof’s ridge. I flipped part B over A and held the pieces firmly between my fingers until the glue set. With a toothpick, I wiped off any excess glue that leaked out. Finally, I closed the roof and used rubber bands to hold the roof tightly against the house and let it dry.

En este punto uní el techo a la casa. Solo es necesario pegar el paso A. Para esto apliqué el pegamento solo en un lado de las paredes inclinadas y en el grosor de la pared larga que las une. También en este caso agregué una abundante capa de pegamento que cubría tanto la pared interna como el techo vecino para crear un punto de “soldadura” más extenso.

Para colocar el techo perfectamente centrado en la casa, apoyé ambas pendientes contra las paredes subyacentes, verificando que la bisagra estuviera justo en la parte superior del techo. Pasé la parte B sobre la A y sostuve las piezas firmemente entre mis dedos hasta que el pegamento se fijó. Con un palillo limpié el exceso de pegamento que salía. Finalmente cerré el techo y puse unas gomas elásticas para mantener el techo bien pegado a la casa y lo dejé secar.

L’Arca è così pronta per accogliere gli animali.

The Ark is thus ready to welcome the animals.

El Arca ya está lista para recibir animales.

Sono passata poi alla preparazione degli animali. Nella mia Arca ci sono le seguenti 8 coppie:

2 giraffe – 2 elefanti – 2 zebre – 2 orsi polari – 2 dromedari – 1 leone ed 1 leonessa – 1 toro ed 1 mucca – 1 montone ed 1 pecora

Ogni esemplare è composto da due immagini, una per il lato destro ed una per quello sinistro. All’interno ci sono due strati di cartoncino che rendono il corpo tridimensionale. Ho usato un cartoncino leggero, così che fosse facile tagliarlo con le forbicine, e che non avesse stampe. Nella mia scorta di cartoni riciclati ho scelto quei divisori che si trovano negli scatoloncini di vino e che evitano che le bottiglie sbattano le une contro le altre.

Ho ritagliato grossolanamente tutti i disegni degli animali e li ho poi incollati sul cartoncino sul quale avevo steso della colla vinilica leggermente diluita con acqua. Ho aspettato che fossero ben asciutti e poi sono passata alla fase successiva.

I moved on preparing the animals. In my Ark there are the following 8 pairs:

2 giraffes – 2 elephants – 2 zebras – 2 polar bears – 2 dromedaries – 1 lion and 1 lioness – 1 bull and 1 cow – 1 ram and 1 sheep

Each animal is made of two images, one for the right side and one for the left side. Inside there are two layers of cardstock that make the body three dimensional. I used lightweight cardboard, so that it was easy to cut it with scissors. In my stash of recycled material, I chose those dividers found in wine boxes, that keep bottles from banging. They are plain and have no prints.

I roughly cut out all the drawings of the animals. Then I glued them on the cardstock on which I had spread some vinyl glue slightly diluted with water. I waited for them to dry and then I moved on to the next step.

Luego pasé a preparar a los animales. En mi Arca hay los siguientes 8 pares:

2 jirafas – 2 elefantes – 2 cebras – 2 osos polares – 2 dromedarios – 1 león y 1 leona – 1 toro y 1 vaca – 1 carnero y 1 oveja

Cada muestra consta de dos imágenes, una para el lado derecho y otra para el lado izquierdo. En el interior hay dos capas de cartón que hacen que el cuerpo sea tridimensional. Usé cartulina liviana, por lo que era fácil de cortar con tijeras y no tenía impresión. En mi stock de cartones reciclados he elegido aquellos divisores que se encuentran en las cajas de vino y evitar que las botellas se golpeen entre sí.

Recorté toscamente todos los dibujos de los animales y luego los pegué sobre el cartón sobre el que había extendido un poco de pegamento vinílico ligeramente diluido en agua. Esperé hasta que estuvieron completamente secos y luego pasé al siguiente paso.

Devo ammettere che questa parte m’incuteva un po’ di timore. Gli animali sono piccoli ed alcuni hanno minuscoli dettagli, come la coda, la proboscide, le gambe sottili, che sembrano particolarmente difficili da ritagliare con precisione.

Se non vi sentite tanto sicuri, Vi suggerisco d’iniziare con l’orso e la zebra, che sono quelli con le sagome più semplici.

L’attrezzatura che ho usato per i tagli è: una forbice normale per sgrossare le figure, forbicine per unghie di due misure, anche se quella più piccola è forse la più utile tra le due, ed un bisturi.

I must admit, I was a little worried about this part. The animals are small and some have tiny details, such as tails, trunks and thin legs, that seemed particularly difficult to cut out accurately.

If you don’t feel so confident, I suggest you start with the bear and the zebra, which have the simplest silhouettes.

The tools I used for the cuts are: a regular scissors to rough-cut the figures, nail scissors of two sizes, although the smaller one is perhaps the most useful of the two, and an x-Acto knife.

Debo admitir que esta parte me asustó un poco. Los animales son pequeños y algunos tienen pequeños detalles, como la cola, el tronco, las delgadas patas, que parecen particularmente difíciles de cortar con precisión.

Si no te sientes tan seguro, te sugiero que comiences por el oso y la cebra, que son los que tienen las siluetas más simples.

El equipo que utilicé para los cortes es: unas tijeras normales para desbastar las figuras, unas tijeras para uñas de dos tamaños, aunque quizás la más pequeña sea la más útil de las dos, y un bisturí.

Dopo aver eliminato con la forbice normale il cartone in eccesso, ho ritagliato con precisione i contorni delle figure usando la forbicina per le unghie. La lama curva facilita il seguire i contorni arrotondati. Un errore da evitare è quello di cercare di fare un taglio continuo, soprattutto in prossimità dei cambi di direzione, perché si rischia di sforzare la carta e di strapparla. Meglio fare tanti tagli separati, cambiando l’orientamento dei tagli e delle lame.

Ad esempio per tagliare la parte superiore della giraffa sono partita dall’attaccatura della coda, tenendo la parte curva delle lame all’esterno ed ho tagliato il contorno della coscia. Poi ho girato la forbice ed ho lasciato la parte curva delle lame verso il dorso della giraffa. Ho proseguito fino al garrese. Ho ripreso il taglio partendo dalle orecchie dell’animale. Tenendo la forbicina con le lame curve verso l’esterno, ho tagliato lungo il collo fino alla piega. Qui mi sono interrotta, ho girato nuovamente la forbicina ed ho proseguito fino al garrese dove i tagli si sono incontrati. 

Purtroppo con la forbicina non si arriva agevolmente nei punti più difficili, come tra le gambe o sotto la pancia. In questo caso torna utile il bisturi o un accoppiata forbicina e bisturi.

Nell’esempio della pecora si vede che non avrei potuto fare un taglio che parte dalle zampe anteriori alla pancia e lo spazio per partire dalla zampe posteriori è troppo stretto ed avrei sicuramente stortato le zampe posteriori. Così ho praticato con la forbicina tanti tagliati verso la pancia e poi con il bisturi ho seguito il profilo della pancia eliminando la carta all’interno di questa zona difficile da raggiungere.

Lo stesso ho fatto all’interno della zampe della giraffa e di tutti gli altri animali che avevano gambe sottili o ravvicinate.

After removing the excess cardboard with the regular scissors, I cut out with precision the contours of the figures using the nail scissors. The curved blade makes it easy to follow the rounded shapes. One mistake to avoid is trying to make a continuous cut, especially near changes of direction, because you risk straining the paper and tearing it. Better to make many separate cuts, changing the orientation of the cuts and blade.

For example, to cut the back of the giraffe I started at the tail junction, keeping the curved part of the blades on the outside and I cut the outline of the thigh. Then I turned the scissors around and left the curved part of the blades towards the back of the giraffe. I continued up to the withers. I resumed cutting starting at the animal’s ears. Holding the scissors with the blades curved outward I cut along the neck to the turn. Here I stopped, turned the scissors around again and continued to the withers where the cuts met. 

Unfortunately, with the scissors you can not easily reach the most difficult parts, such as between the legs or under the belly. In this case the x-Acto knife comes in handy or a combination of scissors and x-Acto knife.

In the example of the sheep you can see that it’s impossible to cut from the front legs to the belly and there is not enough space to start to cut from the hind legs. Doing so I would have certainly crooked the rear legs. So I made with the scissors many cuts towards the belly and then with the x-Acto knife I followed the contour of the belly eliminating the paper inside this difficult area.

I did the same between the giraffe’s legs and all the other animals that had thin or close legs.

Después de quitar el cartón sobrante con unas tijeras normales, recorté con cuidado los contornos de las figuras usando las tijeras de uñas. La hoja curva facilita seguir los contornos redondeados. Un error a evitar es intentar hacer un corte continuo, especialmente cerca de cambios de dirección, porque corre el riesgo de tensar el papel y rasgarlo. Es mejor hacer muchos cortes separados, cambiando la orientación de los cortes y las cuchillas.

Por ejemplo, para cortar la parte superior de la jirafa, partí de la unión de la cola, manteniendo la parte curva de las cuchillas afuera y corté el contorno del muslo. Luego giré la tijera y dejé la parte curva de las hojas hacia el lomo de la jirafa. Seguí hasta la cruz. Reanudé el corte partiendo de las orejas del animal. Sosteniendo las tijeras con las hojas curvas hacia afuera, corté a lo largo del cuello hasta el pliegue. Aquí me detuve, volví a girar la tijereta y seguí hasta la cruz donde se juntaban los cortes.

Desafortunadamente, con la tijereta no es fácil llegar a los puntos más difíciles, como entre las piernas o debajo del vientre. En este caso son útiles el cutter o la combinación de unas tijeras y un bisturí.

En el ejemplo de la oveja se puede ver que no podría haber hecho un corte que comience desde las patas delanteras hasta el vientre y el espacio que empieza desde las patas traseras es demasiado estrecho y ciertamente habría torcido las patas traseras. Entonces practiqué con las tijeras muchos cortes hacia el vientre y luego con el bisturí seguí el perfil del vientre, eliminando el papel dentro de esta zona de difícil acceso.

Hice lo mismo dentro de las patas de la jirafa y de todos los demás animales que tenían patas delgadas o estrechas.

Dopo aver tagliato tutte le sagome ho incollato le due metà che compongono ogni animale. Ho steso la colla su uno dei lati grigi e poi li ho uniti, tenendoli ben pressati per qualche istante. Bisogna avere le dita pulite, perché residui di colla appiccicosa rischierebbero di strappare la stampa e rovinare la figura dell’animale.

Ricapitolando, ogni animale è quindi composto da due lati esterni con l’immagine stampata ed all’interno uno strato doppio di cartoncino.

After cutting out all the shapes, I glued the two halves that make up each animal together. I spread glue on one of the gray sides and then joined them, holding them tightly together for a few seconds. You need to have clean fingers, because sticky glue residues can tear the print and ruin the animal.

To recap, each animal is made of two outer sides with the printed image and inside a double layer of cardstock.

Después de cortar todas las formas, pegué las dos mitades que componen cada animal. Esparcí el pegamento en uno de los lados crudos y luego los uní, manteniéndolos bien presionados por unos momentos. Debes tener los dedos limpios, porque los residuos de pegamento podrían rasgar el estampado y arruinar la figura del animal.

Por tanto, cada animal está compuesto por dos caras externas con la imagen impresa y una doble capa de cartón en el interior.

Per rendere gli animali più realistici, ho dipinto tutti gli spessori usando gli acquerelli del colore adattato. Ho usato il marrone scuro per l’elefante. L’ho applicato su tutto il bordo, tranne che intorno alle zanne. Sebbene avessi usato un pennellino molto sottile, qualche sbavatura di colore ha sporcato la stampa. Con un bastoncino per la pulizia delle orecchie leggermente inumidito ho eliminato il colore dalla superficie della stampa.

Ricordate che l’acquerello non deve essere troppo acquoso, soprattutto se applicato sullo spessore del cartoncino, che è molto assorbente. Un eccesso di acqua farebbe gonfiare il cartone e la colla si allenterebbe. Meglio quindi usare poca acqua e dare più mani per avere una buona copertura.

To make the animals look more realistic, I painted all the borders using watercolors in the matching color. I used dark brown for the elephant. I applied it all over the edge except around the tusks. Despite the very fine brush, a few smudges of color smeared the print. With a slightly dampened cotton swab, I wiped the color off the printed surface.

Remember that watercolor should not be too watery, especially when applied to the cardboard’s border, which is very absorbent. An excess of water would make the cardboard swell and the glue would loosen. It is therefore better to use very little water and give more coats to get a good coverage.

Para hacer los animales más realistas, pinté todos los espesores utilizando las acuarelas de colores adaptadas. Usé marrón oscuro para el elefante. Lo apliqué por todo el borde, excepto alrededor de los colmillos. Aunque utilicé un pincel muy fino, algunas manchas de color han manchado la impresión. Con un bastoncillo de oídos ligeramente humedecido, limpié el color de la superficie de la impresión.

Recuerda que la acuarela no debe quedar demasiado aguada, sobre todo si se aplica sobre el grosor del cartón, que es muy absorbente. Un exceso de agua haría que el cartón se hinchara y el pegamento se soltaría. Por tanto, es mejor utilizar un poco de agua y dar más manos para tener una buena cobertura.

Non ho colorato i bordi degli animali con il pelo bianco – pecora, montone ed orsi -, perché il loro colore è molto vicino a quello del cartoncino. Mentre ho dipinto quelli della mucca, del toro, dei dromedari, del leone e della leonessa di marrone più o meno chiaro, cercando di avvicinarmi al colore del loro mantello.

Per quanto riguardava invece le giraffe e le zebre, ho preferito “sporcare” con un marrone leggero il fondo del bordo e fare poi delle macchie o delle righe più scure per imitare i motivi caratteristici.

I didn’t paint the borders of the animals with white fur – sheep, mutton and bears -, because their color is very close to that of the cardboard. While I painted those of the cow, bull, dromedaries, lion and lioness in more or less light brown, trying to get close to the color of their coats.

As for the giraffes and zebras, I preferred to “dirty” the borders with a light brown and then make spots or darker lines to imitate the characteristic patterns.

No coloreé los bordes de los animales con pelaje blanco – oveja, cordero y osos – porque su color es muy parecido al del cartón. Mientras pintaba los de la vaca, el toro, los dromedarios, el león y la leona de un marrón más o menos claro, intentando acercarme al color de su pelaje.

En cuanto a las jirafas y cebras, preferí “ensuciar” la parte inferior del borde con un marrón claro y luego hacer manchas o líneas más oscuras para imitar los motivos característicos.

Ispirandomi agli animali di certe Arche di Noè giocattolo dell’Ottocento, che avevano un piedistallo, ho realizzato una base, che permettesse a loro di stare in piedi facilmente.

Inspired by the animals of certain Noah’s Arks toys from the 19th century, which had a pedestal, I made a base, that would allow them to stand easily.

Inspirándome en los animales de ciertas Arcas de Noé de juguete del siglo XIX, que tenían un pedestal, hice una base que les permitía quedarse en pie fácilmente.

Ho tagliato due strisce di cartoncino larghe 5 mm e lunghe quanto la scatola di cereali e le ho incollate una sopra l’altra, lasciando la stampa all’interno. Attenzione la colla rende il cartone “impermeabile” all’acquerello. Pertanto bisogna evitare di sporcare di colla le superfici da dipingere, che altrimenti non prenderebbero il colore.

Usando gli animali come riferimento, ho determinato la lunghezza di ogni piedistallo. Davanti e dietro alle zampe ho lasciato circa 2 mm di sporgenza. Ho quindi tagliato i vari segmenti.

Li ho voluti colorare di verde per dare l’idea dell’erba. Per tenere fermi i piedistalli e poterli dipingere più agevolmente, li ho appiccicati su un nastro adesivo di carta che avevo fissato al piano di lavoro, lasciando la parte adesiva rivolta verso l’alto. Così ho potuto applicare l’acquerello su tutte le facciate visibili, tranne quella incollata al nastro. Una volta asciutto il colore, li ho girati ed ho dipinto anche l’ultima facciata. Inizialmente avevo scelto un verde troppo chiaro. In seguito li ho ridipinti di una tonalità più scura.

Le basi non sono tutte lunghe uguali. Per non confondere quale andasse con quale animale, li ho prima appoggiati tutti in modo ordinato su un foglio. Poi ho sistemato i piedistalli uno via l’altro – seguendo l’ordine degli animali sul foglio – sulla parte appiccicosa del nastro. Nelle stessa sequenza li ho poi accoppiati ai rispettivi animali.

I cut two strips of cardboard 5mm wide and as long as the cereal box. I glued them one on top of the other, leaving the print inside. Attention: glue makes the cardboard “resistant” to watercolor. Therefore it is necessary to avoid glue smears on the surfaces to be painted, which otherwise would not take the color.

Using the animals as a reference, I determined the length of each pedestal. In front of and behind the legs I left about 2mm. Then I cut out the various segments.

I painted them green to imitate grass. To hold the pedestals in place, so that I could paint them more easily, I sticked them to a piece of masking tape that I had attached to the table, leaving the adhesive side facing up. This way I was able to apply watercolor to all visible sides except the one stuck to the tape. Once the color was dry, I turned them over and painted the last side as well. Initially I had chosen a light green. Later I repainted them with a darker shade.

The pedestals are not all the same length. In order not to confuse which one went with which animal, I first laid them all out neatly on a sheet of paper. Then I arranged the pedestals one by one on the sticky side of the tape, following the order of the animals on the sheet. Then I paired them again with their respective animals in the same sequence.

Corté dos tiras de cartón de 5 mm de ancho y tan largas como la caja de cereal y las pegué una encima de la otra, dejando la impresión dentro. Atención, el pegamento hace que el cartón sea “impermeable” a la acuarela. Por ello es necesario evitar manchar las superficies a pintar con cola, que de otra forma no tomaría el color.

Usando los animales como referencia, determiné la longitud de cada pedestal. Delante y detrás de las patas me quedan unos 2 mm de saliente. Luego corté los distintos segmentos.

Quería colorearlos de verde para dar la idea de hierba. Para mantener los pedestales en su lugar y poder pintarlos más fácilmente, los pegué en una cinta adhesiva de papel que había fijado a la superficie de trabajo, dejando la cara adhesiva hacia arriba. Entonces pude aplicar la acuarela en todos los lados visibles, excepto en el pegado a la cinta. Una vez que el color estuvo seco, les di la vuelta y también pinté el último lado. Originalmente había elegido un verde demasiado claro. Más tarde los volví a pintar de un tono más oscuro.

Las bases no tienen todas la misma longitud. Para no confundir qué animal iba con cuál, primero los coloqué cuidadosamente en una sábana. Luego coloqué los pedestales uno tras otro, siguiendo el orden de los animales en la hoja, en la parte adhesiva de la cinta. En la misma secuencia, los emparejé con sus respectivos animales.

Per incollare gli animali alla base ho usato la colla Tacky Glue, che è più densa del Vinavil. Così ha bloccato subito le zampe sulla base. Ne ho messo un po’ in un tappo basso e vi ho “pucciato” dentro le zampe, facendo in modo che rimanesse attaccata al cartoncino una goccia consistente, tanto una volta asciutta la colla diventa trasparente.

To glue the animals to the pedestal I used Tacky Glue, which is thicker than Vinavil. So it locked the legs onto the base right away. I put some in a low cap and “dipped” the paws/hooves in it, making sure that a consistent drop remained attached to the cardboard. Once dry the glue becomes transparent.

Para pegar los animales a la base utilicé pegamento Tacky Glue, que es más denso que Vinavil. Así que inmediatamente metió las piernas en la base. Pongo un poco de pegamento en la base y la “sumerjo” las patas dentro, asegurándome de que quede una gota consistente adherida al cartón, por lo que una vez seco el pegamento se vuelve transparente.

Tenendo l’animale con la pinzetta l’ho appoggiato sul piedistallo, centrandolo e l’ho tenuto fermo in posizione diritta per qualche secondo, esercitando una leggera pressione con un dito. Una volta asciutta la colla, la tenuta è salda.

Ho ripetuto questi passaggi per ogni animale. Con mia grande soddisfazione tutti stanno in piedi diritti e sono stabili.

Holding the animal with the tweezers I placed it on the pedestal, centering it. I kept it upright in place for a few seconds, applying a light pressure with a finger. Once the glue dries, the bond is firm.

I repeated these steps for each animal. To my great satisfaction all can stand upright and are stable.

Sosteniendo al animal con unas pinzas, lo coloqué sobre el pedestal, lo centre y lo mantuve en posición recta durante unos segundos, ejerciendo una ligera presión con un dedo. Una vez que el pegamento está seco, se mantiene bien.

Repetí estos pasos para cada animal. Para mi satisfacción, todos se mantienen erguidos y estables.

Ed ecco qui tutti gli animali, pronti a salire sull’arca.

And here are all the animals, ready to get on the ark.

Y aquí están todos los animales, listos para subir al arca.

L’arca di Noè in miniatura è un progetto realizzato per il Calendario de Adviento e spero che vi sia piaciuto e che vorrete costruirne una anche voi.

Desidero ringraziare di cuore Matxalen che mi ha invitata a partecipare anche quest’anno. Un grande grazie anche per le traduzioni dei miei testi in spagnolo, che sono alquanto lunghi!

Noah’s ark in miniature is a project I made for the Calendario de Adviento and I hope you enjoyed it and you will like to build one too.

I would like to sincerely thank Matxalen who invited me to participate this year again. A big thank you also for the translations of my texts in Spanish, which are quite long!

El Arca de Noé en miniatura es un proyecto realizado para el Calendario de Adviento y espero que les haya gustado y quieran construir uno también.

Me gustaría agradecer a Matxalen que me invitó a participar nuevamente este año. Muchas gracias también por las traducciones de mis textos en español, que son bastante largos!

È un piacere partecipare a queste divertenti iniziative. Chi ama realizzare miniature, aspetta con trepidazione di svelare giorno dopo giorno tutti i tutorial originali.

Per questo vi invito a visitare anche il Calendrier de l’Avent organizzato da Joc..

It is a pleasure to participate in these fun initiatives. Those who love to make miniatures are thrilled to unveil day by day all the original tutorials..

That’s why I invite you to visit also the Calendrier de l’Avent organized by Joc….

Es un placer participar en estas divertidas iniciativas. Aquellos que aman hacer miniaturas esperan poder desvelar todos los tutoriales originales día tras día.

Por eso os invito a visitar también el Calendrier de l’Avent organizado por Joc ..

Con questo video vi do appuntamento all’anno prossimo con la speranza di riuscire a lavorare alla mia casa delle bambole con continuità.

Auguro a tutti voi ed alle vostre Famiglie un sereno Natale!

I leave you with this video and I look forward to seeing you next year, hoping I’ll be able to work on my dollhouse with continuity.

I wish you and your families a Merry Christmas!

Los dejo con este vídeo. Espero que el próximo año puede trabajar en mi casa de muñecas de forma constante.

¡Les deseo a todos ustedes y sus familias una Feliz Navidad!

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Il mini calendario dell’Avvento – The mini Advent Calendar

Dicembre è un mese che mi mette allegria. Mi piacciono l’atmosfera gioiosa e le molte tradizioni legate al Natale come l’abete addobbato, il calendario dell’Avvento ed il presepe. È vero, in questo periodo le giornate sono corte ed il buio arriva presto, ma è bello stare a casa al caldo e preparare le decorazioni, cuocere i biscotti e pregustare la festa che si passerà in famiglia.

Forse è anche per questo motivo che partecipo sempre volentieri con dei miei progetti in miniatura al calendario dell’Avvento digitale che ogni anno Joc organizza. Questa volta ho preparato due versioni di un mini calendario per i bambini della mia casa delle bambole, che spero vi piacciano.

When December arrives I feel happy. I like the joyful atmosphere and the traditions related to Christmas such as the decorated tree, the Advent calendar and the nativity scene. It’s true, days are short and the darkness comes early, but it’s nice to stay at home preparing the ornaments, baking cookies and looking forward to the party with the family.

Perhaps it’s also for this reason that I’m always pleased to participate with my miniature projects in the digital Advent calendar that Joc organizes every year. This time I have prepared two versions of a mini calendar for the children living in my dollhouse and I hope you will them.

Natività di Sandro Botticelli, circa 1473–1475 – via wikipedia

Ma iniziamo con un po’ di storia… Dal punto di vista religioso il Natale è per i Cristiani una delle feste più importanti e corrisponde all’inizio del nuovo anno liturgico. Il 25 Dicembre si celebra infatti la nascita di Gesù Cristo, che incarna Dio venuto in terra.

Il periodo che precede questa ricorrenza è denominato “Avvento” e deriva dalla parola latina “adventus” che significa “venuta”, da qui “adventus Domini”, ovvero venuta del Signore.

La durata varia a secondo del rito. Per quello romano dura circa 4 settimane ed ha 4 Domeniche, come stabilito da Papa Gregorio Magno, nel 7 secolo. Per altri riti come quello ambrosiano l’Avvento inizia prima e dura circa 6 settimane.

But let’s start with the origins of this religious festivity… Christmas is for Christians one of the most important feast days and corresponds to the beginning of the new liturgical year. On December 25th the birth of Jesus Christ is celebrated. He embodies God who came to earth.

The period preceding this commemoration is called “Advent” and it comes from the Latin word “adventus” which means “coming“, hence “adventus Domini“, or coming of the Lord.

The length varies. In the Roman Rite it lasts about 4 weeks and has 4 Sundays, as established by Pope Gregory I, in the 7th century. In the Ambrosian Rite Advent begins earlier and lasts about 6 weeks.

bambino che scrive la lettera a Babbo Natale / child writing a letter to Santa – via thegraphicsfairy.com

A partire dal Medioevo il periodo antecedente il Natale era vissuto dagli adulti come un momento di raccoglimento, di preghiera e digiuno in attesa della venuta del Messia.

I bambini aspettavano con trepidazione questa festa che portava loro i doni. Per aiutarli a misurare il tempo ed attendere con pazienza la data fatidica, vennero introdotti diversi usi, soprattutto nei paesi nordici e di lingua tedesca. Inizialmente si trattava ad esempio della lettura di brani tratti da racconti natalizi. Oppure si disegnavano con un gesso 24 righe su un muro o su una porta ed i bambini ne cancellavano una alla volta. In alcune case si appendevano all’albero 24 biscotti ed ogni giorno se ne poteva mangiare uno. Altri appendevano un’immagine natalizia al giorno alla parete fino a Natale. Altri ancora appoggiavano ogni giorno un filo di paglia nella mangiatoia del presepe.

Starting from the Middle Ages, adults lived the season before Christmas as a moment of meditation, prayer and fasting awaiting the coming of the Messiah.

Children looked forward to this feast especially for the gifts. Various practices were introduced to help them measuring the passage of time and waiting patiently for Christmas, especially in the Nordic and German-speaking countries. Some red every day a bit of a Christmas story. Or 24 chalk marks were drawn on a wall or door and the children wiped away one at a time. In some houses 24 biscuits hung in the Christmas tree and the little ones could eat one every day. Others put a festive picture a day on the wall until Christmas. Some others put in the nativity crib one straw for each day.

corona dell’Avvento / Advent wreath – via wikipedia

Nel 1839, per contare i giorni che mancavano a Natale, il teologo evangelico Johann Hinrich Wichern introdusse l’uso di un candeliere in legno con 24 candele: 20 piccole rosse per i giorni lavorativi e quattro grosse bianche per le domeniche. Ogni giorno si accendeva una candela e si diceva una preghiera. Il candeliere venne poi sostituito da una corona fatta di rami di pino con l’aggiunta di decorazioni. Dopo la prima guerra mondiale, la tradizione della corona dell’Avvento fu poi adottata anche dalla Chiesa cattolica.

In 1839, the Evangelical theologian Johann Hinrich Wichern introduced the use of 24 candles on a wooden ring to count the days until Christmas. It had 20 red tapers for the workdays and four large white candles for the Sundays. Every day a candle was lit and a prayer was said. Later the ring was replaced by am evergreen wreath with decorations. After the First World War, the tradition of the Advent wreath was adopted also by the Catholic Church.

Weihnachtsuhr für Kinder” – edito da Evangelischer Verlag Friedrich Trümpler, c. 1902 – via wikipedia

Anche la tradizione del calendario dell’Avvento ha origine dalla Germania e risale probabilmente alla metà dell’ottocento. Inizialmente era fatto a mano, in casa. Solo all’inizio del XX secolo comparvero i primi esemplari di cartone stampato.

Nel 1902 la casa editrice della libreria evangelica Friedrich Trümpler di Amburgo pubblicò un calendario sotto forma di un orologio destinato ai bambini.

L’orologio di Natale, in tedesco Weihnachtsuhr, era stampato su un cartone ed aveva una lancetta d’ottone fissata al centro del quadrante che si poteva muovere.  Inizialmente aveva solo 12 caselle, poi divennero 24. In ognuna di esse vi erano stampate le strofe di canti natalizi o versetti della Bibbia. Ogni giorno la lancetta veniva spostata su una nuova casella ed i bambini leggevano o cantavano i componimenti riportati fino ad arrivare all’ultima, quella della Vigilia.

Also the tradition of the Advent calendar originates from Germany and probably dates back to the mid-nineteenth century. Initially it was homemade. The first printed samples appeared only at the beginning of the twentieth century .

In 1902 the publishing house of the Evangelical bookshop Friedrich Trümpler in Hamburg published an Advent calendar for children. It had the form of a clock .

The Christmas clock, in German Weihnachtsuhr, was printed on cardboard and had a movable brass hand fixed in the center of the dial. Initially it had only 12 slots, later they became 24. In each of them there were printed verses of Christmas carols or from the Bible. Day after day the hand was moved to a new box and the children read or sang those poems until the Eve.

Im Lande des Christkinds” edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Richard Ernst Kepler, c. 1903 – via wikipedia

L’inventore del calendario dell’Avvento è considerato però essere Gerhard Lang, figlio di un pastore di Maulbronn nel Baden-Württemberg. Egli volle crearne uno stampato da vendere e ritagliare, ispirandosi al calendario fatto in casa da sua mamma, la quale cuciva su un cartone 24 Wibele, i tipici biscottini svevi che ricordano delle piccole meringhe .

La stampa venne eseguita nella tipografia della quale Lang era socio, che realizzava stampe litografiche d’arte, la Reichhold & Lang di Monaco di Baviera. La qualità era pertanto molto accurata.

Il primo esemplare venne pubblicato nel 1903 ed era intitolato ‘Im Lande des Christkinds’, che tradotto significa: nel paese di Gesù Bambino. Inizialmente il calendario non aveva le finestrelle e veniva chiamato Calendario di Natale.

La realizzazione dei disegni fu affidata a Richard Ernst Kepler, un pittore ed illustratore molto famoso dell’epoca. La collaborazione tra Lang e Kepler durò parecchi anni ed il successo del Calendario fu tale che la tipografia si specializzò in questo tipo di  calendari.

However, Gerhard Lang, son of a pastor from Maulbronn in Baden-Württemberg, Germany, is considered to be the inventor of the Advent calendar. He wanted to create a printed calendar to sell and cut out, remembering the homemade calendar made by his mother, who sewed 24 Wibele, the typical Swabian biscuits similar to small meringues, on a cardboard.

The printing was made by Reichhold & Lang in Munich. Lang was a partner of this publishing house, which produced lithographic art prints. Therefore the quality of the prints was very accurate.

The first model was published in 1903 with the title ‘Im Lande des Christkinds‘, which means: In the land of the Christ Child. Initially, the calendar had no windows and was called the Christmas Calendar.

The drawings were made by Richard Ernst Kepler, a very famous painter and illustrator of the time. The collaboration between Lang and Kepler lasted a long time. The Calendar was such a success that the publishing house specialized in this type of calendars. 

dalla mostra Adventskalenderasustellung der Staatliche Museen zu Berlin – via http://www.sbm.museum
© Staatliche Museen zu Berlin, Museum Europäischer Kulturen / Ute Franz-Scarciglia

Questa prima versione era costituita da due parti separate, un foglio di cartone ed un foglio di carta con due differenti stampe litografiche. Su quello di cartone c’erano 24 caselle, dentro le quali erano riportate delle brevi poesie scritte da Gerhard Lang. Nell’altro erano raffigurate altrettante immagini natalizie da ritagliare e incollare sopra le poesie. L’ultimo disegno corrispondeva al 24 Dicembre ed era dedicato a Gesù Bambino vestito di bianco.

Il successo fu tale che l’anno seguente un quotidiano di Stoccarda lo ripropose come allegato del giornale.

This first version consisted of two separate parts: a sheet of cardboard and a sheet of paper with two different lithographic prints. On the cardboard there were 24 slots, with short poems written by Gerhard Lang. On the paper sheet there were 24 Christmas images by Kepler to cut out and paste on the poems. The last drawing corresponded to December the 24th and showed Christ Child in a white dress.

The calendar was os successful that the following year a newspaper of Stuttgart inserted it as a supplement.

Im Lande des Christkind” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Richard Ernst Kepler, c. 1927 – via spielzeugauktion.de

Negli anni successivi Lang creò circa 30 tipi di calendari diversi in oltre 40 varianti. Ne realizzo anche uno per bambini ciechi. Collaborò con tanti artisti ed illustratori, scelti per la loro bravura e creatività. Le sue stampe colpiscono ancora oggi per la loro alta qualità ed l’attenzione ai dettagli. Questi calendari ed i bozzetti sono molto ricercati dai collezionisti e se in buone condizioni  posso valere anche oltre i 1.000 €.

Qui qualche esemplare, come il calendario con il blocco di fogli staccabili.

Over the next few years Lang created about 30 different types of calendars in over 40 variations. He also made one for blind children. He collaborated with many artists and illustrators, chosen for their skill and creativity. The prints are still striking for the high quality and attention to detail. Calendars and preliminary sketches are highly sought after by collectors and if in good condition they can be worth over € 1,000.

Here are some examples, such as the calendar with a block with detachable sheets.

Peter und Liesel” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Josef Mauder, c. 1920 – via spielzeugauktion.de

Le storie di Peter e Liesel da incollare poi in un album.

The stories of Peter and Liesel to be glued into an album.

Die Weihnachtsuhr” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Richard Ernst Kepler, c. 1920 – via mein-adventskalender.de

L’orologio di Natale, un calendario con dischi e figure che ruotano.

The Christmas clock, a calendar with rotating discs and figures.

Christkindleins Haus” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Dora Baum, c. 1920 – via mein-adventskalender.de

Nel 1920 Lang ideò il primo calendario dell’Avvento con le finestrelle apribili, il „Christkindleins Haus“, la casa di Gesù Bambino. Aveva 19 finestrelle, perché veniva regalato il 6 Dicembre, il giorno di San Nicola. Al termine delle feste esse venivano richiuse ed il calendario conservato per l’anno successivo.

I disegni erano dell’artista Dora Baum. Dietro ad ogni coppia di scuri si celavano tanti angioletti con in mano giocattoli o strumenti musicali e Knecht Ruprecht, l’aiutante del Santo.

In 1920 Lang invented the first Advent calendar with windows that could be opened, the “Christkindleins Haus“, Christ Child house. It had 19 windows, because it started on December 6, the day of St. Nicholas. At the end of the holidays they were closed and the calendar kept for the following year.

The drawings were by the artist Dora Baum. Behind each pair of shutters there were many little angels holding toys or musical instruments and Knecht Ruprecht, the Saint’s assistant.

Die Himmelsuhr” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Charlotte Knackfuß, c. 1925 – via spielzeugauktion.de

L’orologio del cielo con lancetta e finestrelle.

The sky clock with hand and doors.

Adventshäuschen” – edito da Reichhold & Lang, illustrazioni di Dora Baum, c. 1925 – via spielzeugauktion.de

La casetta dell’Avvento tridimensionale da assemblare.

The little three-dimensional Advent house to assemble.

Die Christrose” – edito da Reichhold & Lang, c. 1926, illustrazioni di Else Wenz-Viëtor – spielzeugauktion.de

Intorno al 1926 Gerhard Lang ideò il primo calendario dell’Avvento con delle sorprese di cioccolato. Si trattava di un edizione speciale realizzata in collaborazione con Stollwerck, un’antica fabbrica di cioccolato di Colonia. Il calendario era intitolato „Die Christrose“. Sul davanti aveva un blocco con immagini da staccare ed incollare in un album. Sul retro del calendario erano alloggiati 20 pezzetti di cioccolato. Ogni giorno, a partire dal 6 Dicembre, i bambini staccavano un foglietto e mangiavano un cioccolatino. Il giorno 24 c’erano due pezzi di cioccolato. Al termine l’album completato diventava un libretto illustrato con la storia di Fritz e Gretel che vanno da Gesù Bambino.

Around 1926 Gerhard Lang introduced the first Advent calendar with chocolate surprises. It was a special edition made in collaboration with Stollwerck, an ancient chocolate manufacturer in Cologne. The title of the calendar was “Die Christrose”. On the front there was a block with images to detach and to glue into an album. On the back there were 20 small pieces of chocolate. Every day, starting on December 6, the children took off a picture and eat a chocolate. On the 24th there were two pieces of chocolate! By the end they completed an illustrated booklet with the story of Fritz and Gretel going to Christ child.

Rotkäpchen” – edito da Petzold & Aulhorn, c. 1980 – via abebooks.de

Nel 1938 la ditta dolciaria di Dresda, C. C.a  Petzhold & Aulhorn, conosciuta anche come PEA, propose per la prima volta un calendario dell’Avvento dietro le cui finestrelle c’erano nascoste delle figure natalizie di cioccolato con forme a rilievo. Esso divenne un classico che è molto amato anche ai giorni nostri.

La tradizione del calendario dell’Avvento si diffuse molto velocemente ed altre case editrici iniziarono produzioni simili. La Reichhold & Lang che non aveva mai badato ai costi e non aveva risparmiato sullo sviluppo di nuovi modelli, non riuscì a competere con le aziende che proponevano prodotti più commerciali ed economici e nel 1940 dovette chiudere.

In 1938 the confectionery company, C. C.a Petzhold & Aulhorn, also known as PEA, from Dresden introduced for the first time an Advent calendar, behind which windows were hidden chocolate Christmas figures with shapes in relief. It became a classic that is very popular even today.

The tradition of the Advent calendar spread very quickly and other publishing houses started similar productions. Reichhold & Lang had never paid attention to costs and  hadn’t skimped on developing new models, couldn’t compete with companies that offered more commercial and cheaper products and they closed in 1940.

Franz Eher Verlag – via mein-adventskalender.de

Con l’inizio del secondo conflitto mondiale, in Germania la carta ed il cartone vennero contingentati e la stampa di calendari con immagini fu ritenuta non rilevante per la guerra. Nel 1941 fu poi proibita la stampa religiosa. Infatti il nazionalsocialismo era considerato  inconciliabile con il cristianesimo.

Fu comunque introdotto un calendario alternativo sotto forma di libricino edito dal Franz Eher Verlag, la casa editrice del partito. Il nome “Avvento” venne cambiato in Vorweihnachten, tradotto Prima del Natale. Gli elementi religiosi vennero sostituiti da quelli della nuova ideologia. Gesù Bambino divenne il bambino della luce. Favole tedesche sostituirono i versi della Bibbia. Sebbene fosse destinato ai bambini il contenuto serviva alla propaganda politica. Si enfatizzavano le origini germaniche e l’eroismo dei soldati al fronte. Conteneva fogli da ritagliare o colorare, materiale per realizzare decorazioni per l’albero, ricette per cucinare biscotti con i prodotti contingentati, canzoni e parole di ringraziamento alle forze armate.

With the onset of the Second World War, in Germany paper and cardboard were limited. The printing of calendars with images was deemed not relevant to the war. In 1941 religious printing was banned. In fact, National Socialism was considered irreconcilable with Christianity.

However, an alternative calendar was introduced in the form of a small book published by Franz Eher Verlag, the party publishing house. The name “Advent” was changed to Vorweihnachten, translated Before Christmas. The religious elements were replaced by those of the new ideology. Christ child became the child of light. German fables replaced the verses of the Bible. Although it was intended for children, the content was used for political propaganda. Germanic origins and heroism of the soldiers at the front were emphasized. Inside the booklet there were coloring pages, images to cut out, materials for making ornaments for the tree, recipes for cooking biscuits with quota products, songs and words of thanks to the armed forces.

illustrazione di Lore Hummel – soloillustratori.blogspot.com

Subito dopo la guerra la produzione di calendari tradizionali riprese con grande slancio e si diffuse rapidamente anche in Gran Bretagna e Stati Uniti. I motivi decorativi erano gli stessi in voga negli anni trenta. Nella Germania dell’Est si preferirono soggetti non religiosi, come Babbo Natale e l’abete al posto di Gesù Bambino ed il presepe.

Immediately after the war, the production of traditional calendars resumed with enthusiasm and quickly spread over to Great Britain and the United States. The decorative motifs were the same in vogue in the thirties. In East Germany non-religious subjects were preferred, such as Santa Claus and the Christmas tree instead of the Christ child and the nativity.

Die kleine Stadt” – Edito da Richard Sellmer Verlag, 1946 – via sellmer-verlag.de

La casa editrice Richard Sellmer Verlag di Stoccarda, specializzata nella produzione di calendari dell’avvento, fu fondata nel 1946 ed è tutt’ora in attività. Lo stesso anno della sua fondazione,  pubblicò il primo calendario del dopoguerra intitolato “Die kleine Stadt“, la piccola città. Mostra una serie di facciate in fila con al centro una chiesetta. Poteva essere appeso o appoggiato ad un piano, piegando leggermente le due parti laterali e formando una sorta di piazza. Man mano che si aprono le finestrelle, le facciate sia animano mostrando quello che succede dietro ad ogni  anta o portone.  Anche i nipotini del presidente americano Eisehnhower ne avevano uno, decretando così il successo di questo calendario anche negli Stati Uniti.

Qui sopra è raffigurata una riproduzione che è ancora in vendita oggi. Il Richard Sellmer Verlag ha prodotto oltre circa 140 soggetti ed ogni anno 30 di questi vengono riproposti. Pertanto se aveste nostalgia dei vecchi calendari dell’Avvento, potete visitare il loro sito. 

The Richard Sellmer Verlag publishing house in Stuttgart, specialized in the production of Advent calendars, was founded in 1946 and is still in business today. The same year it was founded, it published the first postwar calendar entitled “Die kleine Stadt“, the small town. It shows a series of facades in a row with a small church in the center. It can be hung or placed on a surface, slightly bending the two sides and forming a sort of square. As the windows are opened day by day, the facades are animated and show what is happening inside the houses. Even the grandchildren of the American President Eisehnhower had one. Their picture with the calendar led to success of this calendar also in the United States.

Above is a reproduction which is still in sale. The Richard Sellmer Verlag has produced about 140 subjects and every year 30 of these are reproposed. So if you feel nostalgic and miss the old Advent calendars, you can visit their site.

Wichtels Poststation” – edito da Korsch Verlag, illustrazioni di Fritz Baumgarten – via korsch-verlag.de

Ma ci sono anche altri editori, come Ars Sacra Josef Müller, oggi arsEdition, che portano avanti con successo la tradizione dei calendari dell’Avvento. Tra questi anche Korsch Verlag, leader nel settore. I suoi calendari sono impreziositi da porporina e fustellature.

Qui sopra uno dei primi esemplari, un classico ancora oggi in produzione, disegnato da Fritz Baumgarten, uno dei più prolifici illustratori di libri per bambini.

But there are also other publishers that successfully carry on the tradition of Advent calendars such Ars Sacra Josef Müller, today arsEdition and Korsch Verlag, a leader in this field and whose calendars are embellished with glitter and die cuts.

Above is one of the first examples, a classic still on sale today, designed by Fritz Baumgarten, one of the most prolific children’s book illustrator.

Il calendario esclusivo di Tiffany & Co. – via marieclaire.co.uk

Dal 2010 la popolarità del calendario dell’Avvento ha subito una nuova impennata. Molto amati dai bambini sono quelli che contengono piccoli giocattoli, ad esempio quelli della Playmobil o della Lego, per citarne solo alcuni.

Ultimamente però il pubblico al quale sono destinati si è ampliato. Oggi si trovano sul mercato calendari per adulti e che contengono prodotti di qualsiasi categoria, cosmetici, liquori, marmellate, candele profumate ed addirittura gioielli, come quello venduto l’anno scorso da Tiffany Canada, Ne sono stati prodotti solo 4 esemplari ed ognuno costava 120.000 USD. Conteneva 24 oggetti preziosi, tra cui braccialetti, spille, orecchini, ciondoli in oro e con diamanti, un orologio e ninnoli d’argento. Cliccando qui potrete leggere l’elenco completo di tutte le sorprese contenute.

Since 2010, Advent calendars have become very popular again. Children love especially those with small toys from Playmobil or Lego, just to name a few.

Lately, however, the audience they are intended for has expanded. Today there are calendars for adults on the market in all kinds of categories. They contain beauty products, liqueurs, jams, scented candles and even jewelry, like the one sold last year by Tiffany Canada. They produced only 4 pieces and each cost 120,000 USD. It has 24 precious objects, including bracelets, brooches, earrings and pendants in gold with diamonds, a watch and silver trinkets. If you click here you will find the list of all the surprises.

Grande successo riscuotono anche i calendari digitali o virtuali. Nel mondo delle miniature  ce ne sono 3, che seguo sempre.

Quello di Buttercup Miniatures che quest’anno offre a chi ama sferruzzare in scala 1:12 e 1:6 lo schema per realizzare un maglione da uomo.

C’è poi il Calendario de Adviento organizzato da Matxalen. 

E le Calendier de l’Avent organizzato da Joc.

È un gran divertimento scoprire giorno dopo giorno le sorprese che si nascondono dietro alle finestrelle virtuali e lo è ancora di più se si tratta di tutorial per realizzare miniature per le nostre case delle bambole. Questo mio post con le spiegazioni per realizzare due mini calendari dell’Avvento di carta è abbinato proprio al calendario francese.

Also digital or virtual calendars are booming. In the miniaturists’ world there are 3, that I always follow.

Buttercup Miniatures offers this year a knitting pattern for a man’s Aran jumper in 1:12th and 1:6th scale.

The Calendario de Adviento organized by Matxalen.

And the Calendier de l’Advent organized by Joc.

It’s so exciting to discover day after day the surprises that are hidden behind the virtual windows. It’s even more fun when you uncover tutorials to make miniatures for the dollhouse. This post of mine, with the step by step explanation for making two mini paper Advent calendars, is linked to the French calendar. 

Personalmente amo molto i calendari realizzati a mano. Per i miei figli ho ricamato a punto croce 25 sacchettini che appendo al corrimano della scala e che riempio ogni anno con cioccolatini, caramelle, frutta secca e piccoli regalini. Ed anche se ormai sono grandi, lo aspettano sempre con grande gioia.

Per i bambini della mia casetta ho realizzato un classico calendario di carta da appendere alla parete della loro cameretta, che misura 3,4 cm x 4,14 cm.

Personally, I love hand-made calendars. For my children I have cross-stitched 25 bags that I hang on the handrail of the staircase. Every year I fill them with chocolates, candies, dried fruit and small gifts. And even if they are now grown up, they always await it with great joy.

For the children in my dollhouse I made a classic paper calendar to hang on the wall of their bedroom. It measures 3,4 cm x 4,14 cm

Per la mia versione in miniatura, ho scelto due differenti immagini natalizie vintage trovate in rete. Volevo delle scene invernali che avessero dei soffici cumuli di neve o delle nuvole, per poterli abbellire con la porporina color argento, così come quelli della mia infanzia. 

For my miniature version, I chose two vintage Christmas images found on the net. I wanted winter scenes showing soft snowdrifts or clouds, that I could embellish with silver glitter, like those of my childhood.

Per non appesantire l’immagine, ho rinunciato a numerare le finestrelle. Un numero scritto troppo piccolo sarebbe stato illeggibile ed inutile. Uno più grande avrebbe rovinato il disegno.

Potete scaricare il soggetto che preferite cliccando sulla lettera corrispondente qui sotto

modello A

modello B

To keep the image clear and neat, I gave up on numbering the windows. Small numbers would have been illegible and useless. Tall numbers would have ruined the drawing.

You can download the subject you prefer by clicking on the related letter here below

model A

model B

Ho assemblato i due modelli di calendario con due tecniche differenti. Potete scegliere quella che vi è più congeniale. Una prevede l’aggiunta di un cartoncino, che rende il calendario più spesso e che permette un’apertura più facile delle finestrelle, perché dietro ognuna di loro c’è un piccolo spazio vuoto dentro il quale si infila facilmente la punta del cutter. Utilizzando un cartone un po’ più spesso, vi si potrebbero nascondere all’interno dei mini cioccolatini o piccole caramelle.

Mentre l’altro calendario è composto solo da due fogli di carta e risulta quindi più sottile, ma serve un po’ più di accuratezza quando li si incolla insieme.

I assembled the two calendar models in two different ways. You can choose the one that suits you best. One involves the addition of a cardboard, which makes the calendar thicker and allows easier opening of the windows, because behind each of them there is a small empty space in which the tip of the cutter can be easily inserted. Using a slightly thicker cardboard you could hide mini chocolates or small candies inside.

While the other is made up of only two sheets of paper and is therefore thinner and needs a little more of accuracy when gluing them together.

Ho iniziato stampando il pdf in alta qualità su normale “carta per fotocopie”. Per evitare che la stampante modificasse le dimensioni originali delle immagini, ho impostato il parametro del ridimensionamento a 100% ed ho levato la spunta alla voce “adatta alla pagina”.

Ho ritagliato i 3 elementi che compongono il calendario: l’immagine natalizia, le sorprese e la sagoma con le finestrelle. Quest’ultimo serve solo se si realizza la versione con il cartoncino.

Come sempre ho usato riga di metallo e cutter con una lama nuova per ottenere dei tagli perfetti e puliti. 

I started by printing the pdf in high quality on normal “photocopy paper”. To prevent the printer from changing the original size of the images, I set the resizing parameter to 100% and I unchecked the “fit to page” option.

I cut out the 3 elements that make up the calendar: the Christmas image, the surprises and the template with the windows. The latter is only needed if you make the version with cardboard.

As always, I used a metal ruler and a break-off hobby knife with a sharp blade to get the perfect and cleanest cuts.

Sono passata quindi al taglio delle finestrelle. Ho usato sempre il cutter, ma questa volta con un righello trasparente, che ha permesso una migliore visibilità delle righe sottostanti. Ho dovuto procedere lentamente per non intaccare la plastica con la lama.

Attenzione…. le finestre sono segnate sul foglio come dei quadretti, ma naturalmente vanno tagliati solo 3 lati su 4. Uno deve rimanere integro, perché funge da cerniera. 

Then I moved on and cut the windows. I used the hobby knife as usual, but this time I chose a transparent ruler. I had to be careful not to damage the plastic with the blade, but the transparency allowed a better visibility of the lines underneath.

Attention …. the windows are marked on the sheet as squares, but of course only 3 sides out of 4 must be cut. One must remain intact, because it acts as a hinge.

Alcune finestrelle sono veramente vicine e si rischia con tagli troppo lunghi di fare danni. Meglio quindi fermarsi un po’ prima di arrivare all’angolo e semmai riprendere il taglio sul retro, dove li si vede meglio.

Some windows are really close to each other and too long cuts may damage them. Therefore it’s better to stop cutting before arriving at the corner and to continue the cut on the back, where they are more visible.

Per una questione estetica, ho suddiviso idealmente le finestrelle in due parti, così che si aprano allo stesso modo: tutte quelle sul lato sinistro (1) hanno la “cerniera” a sinistra e tutte quelle sul lato destro (2) hanno la “cerniera” a destra. Per una questione di simmetria, le due finestrelle centrali nella metà superiore si aprono una verso destra e l’altra verso sinistra.

La finestrella più grande ed importante (3) ha due ante, sebbene non sia indicato nel disegno. Non ho tracciato sul foglio la linea corrispondente alla metà del portone perché avrebbe rovinato l’immagine. La si può però dedurre facilmente ad occhio e va tagliata di conseguenza.

Ho trovato invece difficile tagliare le due parti stondate delle finestre ad arco, perché ho dovuto procedere a mano libera. Ho usato un bisturi, che permette movimenti più fluidi della mano quando si fanno tagli sagomati, ma dovrò esercitarmi…. Nell’ingrandimento della foto si vede che gli archi non sono perfetti, ma ad occhio nudo i difetti sono però accettabili. 

For aesthetic reasons, I have ideally divided the windows into two parts, so that they open the same way: all those on the left have the “hinge” on the left hand side (1) and all those on the right have the “hinge” the right hand side (2). As a matter of symmetry, the two central windows, in the upper half, open one to the right and the other to the left.

The largest and most important window (3) has two wings, although it’s not indicated on the picture. I didn’t draw the central line corresponding to the middle of the door because it would ruin the image. However, it can be easily deduced by eye and should be cut accordingly.

I found it difficult to cut the two rounded parts of the two arched windows, because I had to proceed freehand. I used an X-Acto knife, that permits to cut twisted lines with fluid movements of the hand. However I’ll have to practice more…. In the enlargement of the photo you can see that the arches are not perfect, but to the naked eye they are acceptable.

Prima di procedere, ho verificato che tutte le finestrelle si aprissero perfettamente e che non ci fossero angoli ancora uniti. Per fare ciò, ho infilato in ogni finestrella la lama del cutter tenendola piatta, così da non sollevare eccessivamente la carta.

Questa verifica è importante, perché una volta incollata l’immagine natalizia sul foglio con le sorpresa, sarebbe impossibile aprire le finestrelle non completamente separate dalla superficie circostante e si strapperebbe irrimediabilmente la carta.

Before I carried on, I checked that all the windows opened perfectly and that there were no corners still joined. To do so, I slipped the cutter blade under each window, keeping it flat and avoidng to raise the paper too much.

This test is important, because once the picture is pasted onto the sheet with the surprises, it’s impossible to open those windows that are not completely separated from the surrounding paper. Trying to open them would irretrievably tear the paper.

Per la versione più spessa del calendario serve un cartoncino sottile. Io ho usato quello di una scatola di cereali. Su un lato ho steso uno strato omogeneo di colla stick. Non ha importanza quale lato, perché il cartoncino verrà comunque nascosto. Poi vi ho appoggiato sopra il foglio bianco, lasciando visibile la parte con il disegno delle finestrelle. 

For the thicker calendar I used a thin piece of cardboard from a cereal box. With a glue stick I spread a homogeneous layer on one side. It doesn’t matter on which one, because the cardboard will be hidden anyway. Then I pressed the white paper sheet, leaving the printed side with the design of the windows visible.

Con il cutter e la riga di metallo ho rifilato i bordi esterni, affinché il cartoncino fosse della stessa misura della sagoma con le finestre. Poi ho tagliato lungo i 4 lati di ogni finestrella, eliminando le parti interne. Essendo i tagli da fare molto corti, ho proceduto con pazienza, affondando la lama nel cartone, piuttosto che tirandola.

With the cutter and the metal ruler I trimmed the outer edges, so that the cardboard had the same size as the template with the windows. Then I cut along the 4 sides of each window, eliminating the internal parts. Since the cuts are very short, I proceeded with patience, sinking the blade into the cardboard, rather than pulling it.

Anche in questo caso ho completato i tagli sul retro del cartoncino, dove era ben visibile, se la lama avesse trapassato lo spessore e gli angoli fossero stati “liberati”.

Also in this case I completed the cuts on the back of the cardboard, where I could clearly see, if the blade had pierced the thickness and the corners had been “freed”.

Per rifinire i bordi e renderli lisci, ho eliminato le imperfezioni con una limetta stretta.

To finish the edges and make them smooth, I eliminated the imperfections with a narrow file.

Ho steso uno strato di colla in stick su tutto il retro, facendo attenzione a distribuirla bene soprattutto vicino ai bordi esterni.

Nei vuoti delle finestrelle si sono formati tanti fili di colla, che ho rimosso usando uno stuzzicadenti.

Using the glue stick I spread a layer of adhesive all over the back, being careful to distribute it especially near the outer edges.

My glue left many filaments in the windows’ openings, that I removed with a toothpick.

Ho appoggiato il cartoncino forato sul foglietto con le sorprese, facendo attenzione che si sovrapponessero perfettamente e li ho pressati bene insieme.

I placed the perforated cardboard on the sheet with the surprises, making sure that they overlapped perfectly. Then I pressed them together.

Per incollare il foglio con l’immagine natalizia a quello con le sorprese ho preferito utilizzare della colla vinilica diluita con dell’acqua che essendo più fluida, la si stende più facilmente. Usando un pennello a punta fine sono riuscita a distribuire la colla in modo più controllato e preciso. 

L’ho applicata su tutto il retro dell’immagine natalizia escludendo le finestrelle. Con pazienza l’ho stesa lungo i profili di ogni apertura, ma senza sbavare sulle finestre, altrimenti avrei rischiato di non poterle aprire più.

I preferred to use diluted vinyl glue to paste the Christmas image to the cardboard with the surprises. Being more fluid, it’s more easy to spread. Using a fine-tipped brush I was able to distribute it in a more controlled and precise way.

I applied it all over the back of the paper with the Christmas image, except for the windows. Patiently I followed the contours of each openings, without smudging on the windows themselves. Otherwise I would have risked that they would not open anymore.

Ho appoggiato l’immagine di Natale sulla sagoma di cartone, partendo da un bordo per essere sicura di centrarli perfettamente. Tutte e due hanno le stesse dimensioni, pertanto è sufficiente che i margini su un bordo siano esattamente sovrapposti, affinché ciascuna finestrella sia posizionata in corrispondenza della relativa sorpresa sottostante.

Anche se la colla vinilica potrebbe in teoria permettere un riposizionamento della carta, in questo caso è sconsigliabile per due motivi: la carta bagnata e con molti “fori” è molto fragile e si strapperebbe molto facilmente; nello spostare la carta si spalmerebbe la colla oltre i margini delle aperture ed imbratterebbero le finestrelle, impedendone poi l’apertura.

I placed the paper with on Christmas image on the cardboard, starting from one edge to be sure to center them perfectly. The dimensions of the two sheets are identical, therefore it’s enough that two margins are precisely overlaid, to position each window  over the related surprise underneath.

Although vinyl glue could theoretically allow repositioning, in this case it’s not recommended for two reasons: wet paper with many “holes” is quite fragile and would tear very easily;  moving the paper would spread the glue beyond the edges of the openings, smearing the windows and preventing them from opening,

Il calendario è così assemblato e può essere messo sotto dei pesi ad asciugare. Questo accorgimento permette di evitare che la carta inumidita dalla colla s’imbarchi o s’increspi. Io uso due piastrelle di marmo, avendo l’accortezza di lasciare le facciate lisce contro l’oggetto d’asciugare e quelle ruvide all’esterno. 

The calendar is now assembled and can be placed under weights to dry. This prevents wet paper from wrinkling. I use two marble tiles, leaving the smooth surface against the object to dry and the rough ones on the outside.

L’ultimo tocco, è stato una spolverata di porporina color argento. In commercio ne esistono con granelli di diverse dimensioni. Io ho scelto questa molto fine – la dicitura dice infatti “polvere” – e che mi pare sia più “in scala” per un progetto in miniatura.

The final touch was a sprinkle of silver glitter. It’s available in a range of different sizes. I chose a very fine one – on the label it says “glitter powder”, as it looks more “in scale” for a miniature project.

Utilizzando il pennello fine ho steso della colla vinilica diluita in corrispondenza dei contorni dei cumuli di neve e sui rami degli abeti, come se stessi dipingendo. Ho evitato i tagli delle finestrelle, per non rischiare di bloccarle.

Poi, prima che la colla fosse asciutta, ho appoggiato il calendario su un foglio di carta pulito e vi ho cosparso sopra la polvere argentata. 

Using a fine brush I spread diluted vinyl glue on the edges of the snowdrifts, of the snowy roof and on the branches of the fir trees, as if I were painting. I avoided the windows cut, preventing them from blocking.

Then, before the glue was dry, I placed the calendar on a clean sheet of paper and sprinkled the silver glitter on it.

Dopo aver atteso qualche attimo, ho fatto cadere sul foglio la polvere eccedente. Sul calendario sono rimasti i brillantini che avevano fatto presa sulla colla.

Non ho buttato via la polvere in eccesso, ma l’ho recuperata. Ho piegato un po’ il foglio bianco e l’ho utilizzato come una specie d’imbuto per versarla dentro al suo barattolo.

After a while, I dropped the excess powder on the sheet, while the glitter trapped in the hardened glue stuck to the calendar.

I didn’t throw away the excess glitter. I slightly curved the white sheet of paper and used it as a sort of funnel to pour the powder back into its jar.

Questo è il risultato che ho ottenuto. Sono sicura che il calendario piacerà tantissimo ai bambini della mia casa delle bambole.

Here is how the calendar turned out. I’m sure the children living in my dollhouse will love it.

Il secondo calendario, quello più sottile, si realizza allo stesso modo del precedente, tralasciando però la parte con il cartoncino. 

Ho praticato sul foglio con l’immagine natalizia tutti i tagli necessari per ogni finestrella, verificando che si aprissero. Sul retro ho steso la colla diluita, con esclusione delle finestre. Bisogna fare attenzione a non applicare  troppa colla vicino alle aperture, perché una volta unito questo foglio a quello con le sorprese, la pressione esercitata per farli aderire uno all’altro potrebbe spingere l’eccesso di colla dietro alla finestrella, appiccicandola al foglio sottostante ed impedendone poi l’apertura. Poi ho messo il calendario ad asciugare sotto dei pesi. Infine ho decorato la superficie con la porporina.

The second calendar is thinner and is done the same way as the previous one, aside the step regarding the cardboard.

On the sheet with the Christmas image I made all the cuts necessary for each window, checking that they could be opened. I spread the diluted glue on the back, excluding the windows. Care must be taken not to apply too much glue near the openings. Once the two paper sheets are pasted together, the pressure may push the excess glue behind the window, gluing it to the underlying sheet and preventing it from opening. Then I put the calendar to dry under weights. Finally I decorated the surface with glitter.

Per aprire le finestrelle, dei due tipi di calendario, serve la punta di una lama. La si infila con cautela sotto l’anta e la si solleva. Nel modello con il cartoncino c’è un po’ di spazio dietro alla finestrelle, pertanto è meno facile che la lama graffi il disegno sottostante.

Con il calendario più sottile ci vuole maggiore attenzione per non scalfire o bucare il fondo con le sorprese. La lama va quindi tenuta piatta. L’apertura delle finestrelle del calendario sottile può essere facilitata incurvando leggermente la carta. La parte con l’immagine va lasciata sulla parte convessa. Quando la superficie si flette, le finestrelle, che sono state tagliate, si sollevano leggermente. Infilando poi la lama sotto la carta che si è distaccata, si può aprire la finestra.

To open the windows of both calendars, you need the tip of a blade. Insert it carefully under the door and then raise it. In model with the cardboard there is some space behind the window, so it is less likely for the blade to scratch the underlying image.

Opening the windows of the thinner calendar is slightly more difficult, because the blade must be kept flat, otherwise you may scratch the paper underneath. If the windows of this calendar stuck, you can slightly bend it, leaving the side with the image on the convex part. When the surface flexes, the windows, that have been cut, rise slightly. Insert the blade under the lifted paper and open the window.

Dada ha  realizzato questo breve video per mostrarvi i calendari finiti ed un veloce riassunto delle spiegazioni passo dopo passo.

Spero che questo post vi sia piaciuto e che le spiegazioni siano state chiare. Se doveste avere delle domande, potete lasciare un commento qui sotto o mandarmi una mail all’indirizzo che trovate nella pagina dei contatti.

Dada made this short video to show you the finished calendars and a quick summary of the step by steps.

I hope you enjoyed this post and the explanation is clear. If you have any questions, leave a comment below or send me an email to the address you find on the contact page contatti.

Come sempre mi piace aggiungere in conclusione qualche foto e link a progetti simili al mio. Online ho trovato solo questo tutorial di Crisy Miniatures che spiega come realizzare un calendario con all’interno delle sorprese di cioccolata vera.

As always, I like to add some photos and links to projects similar to mine. Online I only found this tutorial by Crisy Miniatures that explains how to make a calendar with real chocolate surprises inside.

Christmas Miniature Advent Calendar Set – 4 printable to download by EverAfterMiniatures – via etsy.com
5 DIY printable advent calendars to download byEverAfterMiniatures – via etsy.com

Su Etsy si possono acquistare kit da scaricare ed assemblare, come quelli qui sopra di EverAfterMiniatures con diversi soggetti in stile classico.

On Etsy you can buy kits to download and assemble, like those above by EverAfterMiniatures with different classic-style subjects.

Calendario dell’avvento in legno con cassetti by MiniFanaberia – via etsy.com

Mini Fanaberia aveva in vendita nel suo negozio Etsy questo calendario realizzato in legno con 24 mini cassettini.

Mini Fanaberia had this wooden calendar with 24 mini drawers for sale on her Etsy shop.

Calendario dell’Avvento in miniatura by LDelaney – via etsy.com
Calendario dell’Avvento Città – by LittleHouseAtPriory – via etsy-.com
calendario dell’Avvento by GeniesMiniHouseShop – via etsy.com
calendario dell’Avvento by GeniesMiniHouseShop – via etsy.com
Advent calendar by LittleHouseAtPriory – via etsy.com
Calendario dell’Avvento 6 soggetti by BijouDollsHouseShop – via etsy.com

Qui sopra una serie di calendari di diversi formati, tutti acquistabili su Etsy.

Above a series of calendars in different formats, all available on Etsy.

Desidero ringraziare di cuore Joc per avermi inclusa anche quest’anno nel calendario francese. È sempre un piacere. Quest’anno non ho quasi lavorato alla mia casa delle bambole, ma non volevo mancare all’appuntamento con il calendario dell’Avvento.

Sono curiosa di scoprire tutte le sorprese che si nascondo ancora dietro alle finestrelle del calendrier de l’Avent 2020….

I would like to sincerely thank Joc for having me on board this year again. It’s always a pleasure to be part of the French calendar. In the last months I haven’t worked on my dollhouse, but I didn’t want to miss the appointment with the Advent calendar.

I’m curious to discover all the surprises that are still hidden behind the windows of the calendrier de l’Avent 2020 ….

….. e non dimenticate il calendario de Adviento ! A presto 😉

….. and don’t forget the calendario de Adviento ! See you soon 😉

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Buon compleanno Dada!

Buon compleanno Dada!!!

Sono felice di festeggiare insieme a te 🥰

Tanti baci

♡ ♡ ♡

 

Happy birthday Dada!!!

I’m happy to celebrate with you 🥰

Many kisses

♡ ♡ ♡

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Il settimanale Impero – The Empire weekly dresser

In queste giornate così surreali durante le quali si deve restare a casa, ho voluto riprendere i lavori alla casetta Del Prado. Per iniziare e “riscaldarmi” un po’, ho scelto qualcosa di facile e poco impegnativo come l’elaborazione di un mobiletto esistente.

During these surreal days we have to stay at home. So I resumed work on the Del Prado dollhouse. To start and “warm up” a little bit, I chose something easy and undemanding such as enhancing an existing cabinet.


Tempo fa mia mamma mi aveva portato dalla Francia questa semplice cassettiera ed una consolle. I mobili sono di legno dolce, la qualità delle finiture è piuttosto scarsa ed i cassetti sono finti e non si aprono, ma ambedue i pezzi si prestano ad essere modificati. 

Some time ago my mom brought me this simple chest of drawers and a console from France. The furniture pieces are made of tender wood and the finish is poor. The drawers are fake and don’t open. Both are suitable for alterations.

Dollar Tree dollhouse wooden furniture

Simili mobiletti super economici sono disponibili anche con il marchio Dollar Tree

Similar super cheap cabinets are also available with the brand Dollar Tree

semainier – via thesprucecrafts.com

La forma stretta, poco profonda ed alta, mi ha fatto pensare ai settimanali. Si tratta di cassettiere non particolarmente grandi, dotate perlopiù di 7 cassetti, uno per ogni giorno della settimana, nei quali si riponeva la biancheria. Per via delle dimensioni ridotte, erano molto diffusi nelle abitazioni borghesi, meno spaziose rispetto alle residenze nobiliari.

The tall and narrow shape made me think about the weekly dressers, also known as chiffonier or semainier (the name derives from the French word semaine, that means week). These smaller chest of drawers, equipped with mostly 7 drawers, one for each day of the week, were used to store the daily lingerie and stockings. Due to their small size, they were often found in bourgeois houses, which were less spacious than the noble residences.

weekly dresser – via 1stdibs.com

Il settimanale compare nel diciottesimo secolo ed è molto usato all’inizio dell’800, quando è in voga lo stile Impero. Così ho scelto di realizzare la mia cassettiera proprio in questo stile. Agli angoli esterni del frontale del mobiletto vi sono poi delle rientranze che mi sono sembrate perfette per alloggiarvi le tipiche colonnine che abbelliscono molti mobili di quell’epoca.

The weekly dresser appears in the eighteenth century and around the beginning of the 19th century it’s very popular. In this period the Empire style is in vogue. For this reason I chose this style for my chest of drawers. At the external corners of the furniture’s front there are two recesses which seemed perfect to house the typical columns that embellish many pieces of this period.

Lit du Cit. V. exécuté par Alex Regnier, p. Pl. 14 – Recueil de décorations intérieures, Cahier III par C. Percier et P.F.L. Fontaine, Paris: Hessling, 1801 http://digital.library.wisc.edu/1711.dl/DLDecArts.PercierIII

Lo stile Impero nasce in Francia ai primi dell’Ottocento ed influenza per un ventennio l’architettura, l’arredamento e le arti decorative e visive. Celebra l’ascesa al potere di Napoleone I e ne promuove il regime. Si diffonde in gran parte d’Europa, anche grazie alle campagne militari del Generale, e è pure adottato negli Stati Uniti ed in Russia. Il successo di questo stile è tale da proseguire anche dopo l’abdicazione dell’imperatore, fino al 1821. In Italia esso rimane in auge per tutta la prima metà dell’ottocento ed oltre.

Bonaparte nomina Charles PercierPierre-François-Léonard Fontaine “Architectes des Palais du Premier et Deuxième Consuls” ed in qualità di suoi architetti ufficiali, essi contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dello stile Impero ed alla realizzazione di opere come il Museo del Louvre, il Palazzo delle Tuileries, la chiesa della Madeleine e l’Arco di Trionfo, per citarne alcune.

The Empire style begins in France in the early nineteenth century and influences architecture, furniture and decorative and visual arts for almost twenty years. It celebrates Napoleon’s rise to power and promotes his regime. It spreads throughout most of Europe, also thanks to the General‘s military campaigns and it’s also adopted in the United States and Russia. The success of this style is so big that it continues even after the Emperor’s abdication and lasts until 1821. In Italy it’s in fashion for the entire first half of the nineteenth century and beyond.

Bonaparte appoints Charles Percier and Pierre-François-Léonard Fontaine “Architectes des Palais du Premier et Deuxième Consuls“, his personal architects, and they contribute significantly to the development of the Empire style and to the realization of works such as the Louvre Museum, the Tuileries Palace, the Madeleine church and the Arc de Triomphe, to name a few.

trono dell’incoronazione di Napoleone del 2.12.1804 – via Louvre

Di Percier e Fontaine è anche l’invenzione della “N” maiuscola racchiusa in una corona d’alloro. Questo emblema napoleonico compare non solo sui troni, ma anche su monete, arredi e tappeti imperiali, etc…

I due architetti francesi pubblicano nel 1802 e nel 1812 il manuale “Recueil des décorations intérieures“. Esso diventa una fonte d’ispirazione inesauribile per molti artigiani e decoratori. Se volete sfogliarne le pagine, potete consultare une versione online su Gallica.

Percier and Fontaine also create the capital “N” enclosed in a laurel wreath. This Napoleonic emblem appears not only on thrones, but also on coins, imperial furnishings and carpets, etc…

In 1802 and 1812 the two French architects publish the manual “Recueil des décorations intérieures“. It becomes an inexhaustible source of inspiration for many craftsmen and decorators. If you want to browse the pages, you can consult an online version on Gallica.

Cassettone Impero in piuma di mogano, Francia XIX secolo – via cambiaste.com

Nell’arredamento stile Impero si distinguono due tendenze: una eroica, celebrativa, ricca di simboli imperiali destinata agli ambienti di rappresentanza ed una più sobria, discreta ed elegante per gli spazi privati.

I mobili Impero si contraddistinguono per le forme solide e maestose, ma mai opprimenti, e si differenziano da quelle del secolo precedente più leggere, leziose ed eleganti degli stili Luigi XVI (da 1774 a 1792) e Direttorio (da 1792 a 1803).

Gli arredi esprimono solennità e grandiosità. Hanno forme essenziali, lineari e massicce, ma al tempo stesso armoniose. Alla semplicità delle linee si compensa con la preziosità dei materiali e la perfezione delle lavorazioni. I mobili sono realizzati principalmente in mogano, un legno a grana fine dal colore marrone scuro con venature rossicce. Le superfici lignee sono ampie, lisce e lucide. Non sono presenti intarsi. Risaltano invece le venature del legno con effetto marezzato o fiammato. Il mogano è un legno esotico e quando ne viene bloccata l’importazione, è sostituito da legni autoctoni quali acero, olmo, noce, platano, pioppo o ciliegio.

Gli angoli delle parti frontali sono spesso ornati da colonne cilindriche piene che ricordano le architetture greco-romane. Esse sono dello stesso legno del resto del mobile oppure sono colorate di nero. Più raramente esse sono di un altro materiale, come il marmo. Le estremità sono rifinite da anelli in ottone o sormontate da semplici capitelli dorati.

I piedi dei mobili sono sfere o tozzi cilindri o parallelepipedi, oppure hanno la forma di zampe di leone o artigli di grifoni. I basamenti sono importanti ed sono spesso costituiti da zoccoli pieni.

The Empire furnishings have two distinguished trends: a heroic, celebratory one, full of imperial symbols intended for the representative rooms and one more sober, discreet and elegant for private spaces.

Both are characterized by their solid, majestic, but never heavy, forms, and differ from those of the previous century, Louis XVI (from 1774 to 1792) and Directoire (from 1792 to 1803), which are fancy, light and plain.

The furnishings express solemnity and grandeur with their essential, linear and massive shapes. The simplicity of the lines is compensated by the use of precious materials and the perfection of workmanship. They are mainly made of mahogany, a fine-grained wood whose color is dark brown with reddish veins. The wooden surfaces are large, smooth and shiny. There are no inlays, while the wood’s grain stands out with its mottled or flamed effect. Mahogany is an exotic wood and when its import is banned, it’s replaced by native timbers such as maple, elm, walnut, plane tree, poplar or cherry.

Full cylindrical columns often ornate the corners of the furniture and recall the Greco-Roman architecture. They can be of the same wood as the rest of the cabinet or painted black. More rarely they can be of another material, such as marble. Their ends are finished with brass rings or simple gilded capitals.

The furniture’s feet are spheres or short cylinders or parallelepipeds, or they have the shape of lion’s paws or griffins’s claws. The bases often consists of solid plinths.

dettaglio del bureau del sindaco, Parigi – via wikipedia

Le forme geometriche e severe dei mobili sono alleggerite da sobrie decorazioni in bronzo dorato. Queste si limitano spesso alle sole bocchette delle serrature, ai pomoli ed alle maniglie, che a volte possono essere incorniciate da semplici corone d’alloro o foglie d’acanto.

Gli ornamenti sono realizzati in ottone dorato, sia opaco che lucido, tramite fusione a cera persa. Una variante più economica, diffusa soprattutto in Italia, è l’ottonella rifinita a sbalzo. Il rilievo si ottiene pressando un leggero foglio di metallo tra due calchi di legno. Esso è poi lavorato a mano con l’aggiunta di zigrinature o lumeggiature in oro.

The geometric and severe shapes of the furniture are lightened by sober gilded bronze decorations. Sometimes these are only limited to escutcheons, knobs and handles, which can be framed by simple laurel wreaths or acanthus leaves.

The ornaments are made in golden brass, both opaque and polished, by means of lost-wax casting. A cheaper and more widespread variant, used especially in Italy, is the cantilevered brass. The relief is obtained by pressing a light sheet of metal between two wooden casts. Then it’s worked by hand with the addition of knurling or gold highlights.

Empire console, gilt bronze friezes, circa 1805 – via lapendulerie.com

Il repertorio degli elementi decorativi si rifà all’antichità, in particolare all’Egitto ed alla Roma e Grecia classica. Le figure più ricorrenti sono le api (simbolo di laboriosità), i cigni (sinonimo di purezza), ma non mancano leoni alati, aquile, cariatidi (figure femminili scolpite che fungono da colonna), erme (piccoli pilastri quadrangolari sormontati da una testa scolpita), lire, archi con frecce, cornucopie, corone di alloro, stelle e foglie di palma. Vi è anche un filone con “egizianerie” con scarabei, sfingi, urne funerarie, obelischi ed altri simboli egizi.

The repertoire of decorative elements goes back to antiquity, in particular to Egypt and to classical Rome and Greece. The most recurring figures are bees (a symbol of industriousness), swans (synonymous with purity), but there are also winged lions, eagles, caryatids (carved column with female figures), herms (small quadrangular pillars surmounted by a carved head ), lire, bows with arrows, cornucopias, laurel wreaths, stars and palm leaves. There is also a current with Egyptian motives, such as scarab, sphinxes, funeral urns, obelisks and other Egyptian symbols.

French Empire armchair with swans heads – via 1stdibs.com

Alcuni elementi ornamentali sono scolpiti nel legno e lasciati del colore del resto del mobile oppure sono dorati con la foglia d’oro o realizzati in bronzo d’orato. I braccioli delle poltrone, gambe di tavoli ed oggetti decorativi, come le appliques, prendono così le forme di cigno, grifone o delfino.

Some ornamental elements are carved in wood and left in the color of the rest of the cabinet or they are gilded with gold leaf. They can also be made in gilded bronze. Armchairs’ armrests, tables’ legs and decorative objects, such as appliques, take so the shape of a swans, griffins or dolphins.

gueridon Impero, 1805 – 1810 – via lapendulerie.com

La maggior parte dei piani su cassettoni, secretaire, tavolini e tavoli sono di marmo. I colori più usati sono il grigio ed il nero, più raramente il rosso ed il verde.

In questo periodo nascono nuovi tipi di mobili come il letto en bateau, le cui spalliere sono ricurve e ricordano una barca e che abitualmente veniva accostato alla parete; la psiche, uno specchio basculante incorniciato e spesso a tutta altezza; l’armadio con l’anta a specchio; la dormeuse, un divano adatto al riposo diurno che ha una sola spalliera sul lato corto oppure un bracciolo più alto dell’altro; i comodini a forma di colonna; lo sgabello curule e la sedia curule (dal latino sella curulis) che si ispirano alla sella curule, il sedile dei magistrati dell’antica Roma, con le gambe incrociate a forma di “X”.

In quell’epoca è molto apprezzato anche il guéridon, un tavolino tondo, alto e stretto, che veniva posizionato liberamente in mezzo alla stanza.

Most of the tops on chests of drawers, secretaries and tables are made of marble. The most used colors are gray and black and more rarely red or green.

During this period appear new types of furniture such as the sleigh bed, headboard and footboard are curved and resemble a boat and it was placed against the wall; the psyche or cheval glass, a framed tilting mirror, mainly full height; the armoire with mirror door; the daybed, a sofa for daytime lounging that may have one single armrest or one higher than the other; column-shaped night stands; the curule stool and the curule chair with cross frame legs,  which are inspired by the Roman curule seatfrom the Latin sella curulis – the magistrate’s seat.

At that time the guéridon is also very popular. It’s a small and round table that was freely positioned in the middle of the room.

macchine à tailler le queues d’aronde – Les merveilles de l’Exposition de 1878 – via gallica.bnf

Nel diciannovesimo secolo la borghesia si sta affermando e diventa sempre più benestante. Cresce di conseguenza la domanda di mobilio alla moda. La lavorazione da artigianale diventa sempre più industriale e di serie.

I mobili Impero con le loro forme lineari si prestano bene a questo tipo di produzione. Con l’ausilio di macchinari, come le sfogliatrici, le piallatrici, le frese e le seghe a nastro e circolari, la lavorazione diventa più veloce e curata. Lo scheletro del mobile è più leggero. Gli schienali sono costituiti da assi verticali affiancate una all’altra. La struttura è realizzata con legni più economici, mentre le parti visibili vengono rivestite con lastre di legno pregiato. Grazie alle macchine, l’impiallacciatura può essere tagliata in fogli spessi anche solo 1 mm. Infine le superfici vengono lucidate a gommalacca stesa a tampone.

Nell’immagine qui sopra è raffigurato un macchinario che esegue i tagli per gli incastri a coda di rondine. In falegnameria si utilizza per unire due tavole ad angolo retto senza utilizzare colla, chiodi o spine, come ad esempio nella realizzazione di cassetti.  Le due estremità delle assi da unire vengono tagliate formando dei denti trapezoidali. I tagli sono identici su ambedue i pezzi, ma sfalsati, così che una volta uniti formino un tutt’uno con un’ottima tenuta. Questa tecnica viene utilizzata anche per la realizzazione di sedie e tavoli.

In the nineteenth century the middle class is establishing itself and becomes wealthier. Consequently, the demand for fashionable furniture grows. Craftsmanship becomes increasingly industrial and standardized.

Empire furniture have linear forms and are therefore well suited to this type of production. With the help of machinery, such as veneer clipper, planer, milling machine, band and circular saw, manufacturing gets faster and more accurate. The furniture skeleton becomes lighter. The back panel consists of vertical axes put side by side. The structure is made of cheaper woods, while the visible parts are covered with precious wood slabs or veneer. Thanks to machines, the expensive wood layer can be cut in 1 mm thin sheets. At last the surfaces are polished with shellac spread with a pad.

The image above shows a dovetail machine. In woodworking dovetail joins are the strongest. They hold two boards at right angles without glue, nails or pins. Therefore they are commonly used to build drawers. The two ends of the axes to be joined are cut forming trapezoidal teeth. The cuts are identical on both pieces, but staggered, so that once joined together they interlock. This technique is also used for making chairs and tables.

antique Empire commode in mahogany 19th – via http://www.anticswiss.com

Ritorno ora al mio settimanale stile Impero e vi spiego come l’ho modificato. Per iniziare ho cercato delle immagini che mi ispirassero.

Now I return to my Empire weekly dresser and I’ll explain you how I modified it. To start I searched for images that inspire me.

La metamorfosi è iniziata togliendo tutti i pomelli dei cassetti, aiutandomi con una pinza. Essi vengono via abbastanza facilmente.

The metamorphosis started by removing all the drawers’ knobs using my pliers. They come off quite easily.

Staccare la parte superiore della cassettiera è stato più laborioso. Prima ho provato ad ammorbidire la colla, mettendo il mobile dentro al forno a microonde, ma non è servito a nulla.

Così ho infilato con cautela la lama del cutter tra il mobile ed il piano e con pazienza l’ho passtata lungo tutto il perimetro fino a quando il pezzo di legno si è staccato.

Detaching the upper part of the chest of drawers was more challenging. First I tried to soften the glue by putting the piece of furniture in the microwave oven, but it didn’t work.

So I carefully inserted the utility knife’s blade under the top and passed it patiently along the entire perimeter until the piece of wood came off.

Il legno del mobile è piuttosto dolce, pertanto ho dovuto fare attenzione a non sforzare mai  e non strappare via la parte superiore, che altrimenti avrebbe potuto non separarsi lungo la linea di giunzione, ma creare dei bordi irregolari o addirittura spaccare il top di legno.

The wood is rather soft, therefore I had to avoid applying too much energy and tearing off the top. Otherwise it may not separate along the intersection and could have created irregular edges or even split the wood top.

Come scrivevo più sopra, i mobili Impero hanno spesso un piano di marmo. Così ho cercato nella mia raccolta di ritagli di giornale l’immagine di un marmo scuro da poter usare per rivestire il top di legno.

Si può anche utilizzare la stampa di un’immagine presa da internet. La carta di giornale è generalmente piuttosto sottile. Una volta bagnata di colla tende a strapparsi facilmente. Bisogna quindi fare attenzione quando la si manipola.

As I mentioned above, Empire furniture often have a marble top. So I searched in my collection of newspaper clippings for an image of dark marble that I could use to cover the wooden piece.

You can also download an image from the internet. Magazine’s paper is generally quite thin. Once wet with glue it tends to tear easily. Therefore, care should be taken when working with it.

Innanzitutto ho passato su tutte le superfici del pezzo la carta vetrata fine. Poi ho preso la carta con la stampa del marmo ed ho tagliato un rettangolo più grande del top di legno. La carta deve sporge su tutti i lati circa due volte lo spessore del legno. Ho steso la colla vinilica leggermente allungata con acqua sul retro della carta e vi ho appoggiato il legno al centro. Ho eliminato i due angoli (foto 1), lasciando in punta così tanta carta quanto poco più lo spessore del legno. Ho risvoltato la carta sul retro ed ho piegato la carta in punta facendola aderire (foto 2). Ho eliminato la carta in punta ai restanti due angoli (foto 3) ed ho risvoltato la carta dei lati corti facendola aderire al retro (foto 4). Infine ho ripiegato la carta in punta ed ho risvoltato l’ultimo lembo facendolo aderire al legno (foto 5).

Spiegazioni più dettagliate su come applicare la carta e realizzare un piano di marmo le trovate alla pagina delle “Tecniche e materiali” qui sul blog.

Una volta rivestito il piano di marmo, l’ho lucidato stendendo un paio di mani di Mod Podge super gloss.

First, I sanded all surfaces of the wooden top. Then I took the paper with the marble print and I cut a rectangle larger than the wooden top. The paper must protrude on all sides at least twice the thickness of the wood. I spread the slightly watered vinyl glue on the back of the paper and placed the wood in the center. I trimmed the two corners (photo 1), leaving at the tip as much paper as little more than the thickness of the wood. I turned the flap over and glued it on the back. I folded the paper on the tip and made it stick to the wood (photo 2). I cut off the paper at the tip of the remaining two corners (photo 3) and turned the flaps on the short sides on the back making it stick to the wood (photo 4). Finally I folded the paper at the last two tips and glued the last edge (photo 5).

You can find detailed information on how to apply paper and how to make a marble top  on my blog’s page “Techniques and materials“.

Once I coated the marble top, I polished it by applying a couple of coats of Mod Podge super gloss.

Sono passata poi alla lavorazione del corpo del mobile. Innanzitutto ho scartavetrato bene tutte le superfici. Il mobile è grezzo ed in molti punti ci sono schegge sollevate, soprattutto in prossimità dei  cassetti. Un’attenzione particolare l’ho dedicata alle parti attorno ai fori dei pomelli dove erano rimasti residui di colla.

Per cambiare colorazione del legno, lasciando trasparire le venature naturali, i restauratori utilizzano il mordente oppure l’anilina. Ambedue vanno diluiti. Sarebbe stato uno spreco creare una sospensione per colorare un solo piccolo mobile, così sono ricorsa agli acquerelli. Ho iniziato dando una mano di marrone scuro, ottenendo la tinta del rovere, che però non è adatta ai mobili Impero.

Then I moved on and worked on the body of the chest of drawers. First of all, I sanded all the surfaces. The furniture is rough and there are all over raised splinters, especially near the drawers. I paid particular attention to the parts around the knobs’ holes where there were glue residues.

Restorers use mordant or aniline to change the wood color, leaving the natural veins to shine through. Both must be diluted. It would have been too wasteful to create a suspension to color just a single small piece of furniture. So I used watercolors instead. I started by applying a coat of dark brown, obtaining the oak color. However this isn’t suitable for Empire furniture.

Ho lasciato asciugare, ho scartavetrato nuovamente per eliminare le fibre di legno che si erano sollevate con l’umidità dell’acquerello. Ho eliminato la polvere ed ho aggiunto una mano di marrone rossiccio.

I let it dry and sanded it again to remove the raised wood grain lifted by the humidity of the watercolor. Next I removed the dust and then I added a coat of reddish brown.

legno mogano – via wikipedia

La colorazione che volevo raggiungere è quella del mogano.

The coloring I wanted to achieve is mahogany.

È stata necessaria una seconda mano di marrone rossiccio per ottenere un colore più pieno e carico. Una volta asciutto, ho verniciato tutti i lati della cassettiera con Mod Podge super gloss. Non sono pienamente soddisfatta del risultato. Purtroppo lo strato lucido risulta disomogeneo, forse il prodotto non è più freschissimo. Penso che per i prossimi lavori tornerò ad usare la vernice spray lucida trasparente.

A second coat of reddish brown was necessary to obtain a richer and fuller color. Once dry I applyed Mod Podge super gloss on all sides of the chest of drawers. I’m not fully satisfied with the result. Unfortunately, the glossy layer is uneven. Perhaps the product is no longer fresh. I think that next time I’ll go back to using the transparent glossy spray paint.

Le colonnine laterali sono state ricavate dagli spiedini di legno che si usano abitualmente per il barbecue. I miei hanno un diametro di 3 mm. Ho utilizzato la parte non a punta, ho sistemato lo stecco nel punto esatto nel quale lo volevo ed ho segnato la misura per il taglio. La colonna deve essere a filo del bordo superiore e non deve sporgere oltre l’altezza della cassettiera.

Poi con il cutter ho tagliato lo spiedino, facendolo rotolare sotto la lama fino a quando il legno si è separato da solo. Bisogna evitare di spezzarlo a mano, perché il legno molto facilmente si scheggia. Al termine ho comunque passato l’estremità sulla carta vetrata per pareggiare perfettamente il taglio.

The side columns are made with those wooden skewers usually used for BBQs. Mine have a diameter of 3 mm. I used the non-pointed part. I placed the stick exactely where I wanted it and I marked the length for the cut. The columns must be flush with the upper edge and must not protrude beyond the height of the drawer unit.

Then I cut the skewer, rolling it under the blade of the utility knife until the wood separated by itself. You must avoid breaking it by hand, because the wood splinters very easily. At the end I passed the edge on the sandpaper to perfectly smooth the cut.

Per il mio mobile ho scelto di realizzare delle colonne ebanizzate. Così con un pennarello indelebile le ho colorate di nero su tutti i lati.

Ad ogni estremità delle colonne ho aggiunto delle finiture dorate realizzate con la stagnola dei cioccolatini Ferrero Rocher. L’ho lisciata, senza però appiattire la texture, che ben si presta come motivo decorativo dei capitelli ed imita la zigrinatura di certi bronzi dell’epoca.

Usando cutter e riga di metallo ho ricavato un paio di striscioline altre 3 mm. Ho applicato un goccio di colla Vinavil all’estremità dello stecco per fissare la striscia ed ho fatto girare la stagnola attorno al legno. Ho fatto solo due giri per non creare uno spessore eccessivo. I margini della striscia devono sovrapporsi perfettamente. Quindi ho fermato la stagnola con un altro po’ di colla.

Ho applicato la striscia dorata ad ambedue le estremità, facendo coincidere la fine delle due striscioline sullo stesso lato della colonnina, così da poterle poi facilmente nascondere, facendole capitare sulla parte che va incollata contro il mobile.

For my furniture I chose to create ebonized columns. So I colored them black on all sides with a permanent marker.

At either end of each column I added gilded finishes made with the Ferrero Rocher wrappers. I smoothed the foil without flattening the texture. The embossed decorative motif imitates the knurled capitals of that period.

Using a utility knife and a metal ruler, I cut a couple of strips, 3 mm wide. I applied a drop of vinyl glue to the end of the wooden stick to paste the foil and turned it around the skewer. I only made two laps in order to avoid an excessive thickness. The edges of the foil must perfectly overlap. I cut the strip and fixed the tip with another bit of glue.

The two golden strips must end on the same side of the column. So the final parts can be easily hidden on the backside that is glued against the furniture.

Per ritoccare il colore senza sporcarmi le dita ho usato una molletta, come si vede nella foto.

To touch up the color without getting my fingers dirty I used a clothespin, as shown in the photo.

Le maniglie più usate nello stile Impero sono i pomelli di bronzo dorato. Si trovano però anche maniglie con anello pendente ed è questo il modello che ho scelto per la mia cassettiera.

Sono composte da due parti, una placca fissata al mobile alla quale è agganciato un anello da tirare. La placca può essere circolare con dei fregi o avere la forma della testa di un leone.

The most used Empire handles are gilt bronze knobs, more rarely ring pulls. I chose the second type for my chest of drawers.

They consist of two parts, a plate fixed to the piece of furniture and a pendant ring. The plaque can be circular with friezes or have the shape of a lion’s head.

Per realizzare ogni maniglia serve della minuteria per bigiotteria di metallo dorato e più precisamente: un copriperla, un anellino ed una perlina forata.

Ho appiattito il copriperla picchiettandolo con un piccolo martello. Poi ho infilato ogni anello in una perlina. Esso deve potersi muovere e non deve rimanere bloccato.

For each handle you need gilded metal jewelry findings and more precisely: a bead cup, a ring and a golden bead.

I flattened the bead cup by hammering it with a small hammer. Then I inserted each ring into a bead. It must be able to move and must not stuck.

Questo è il modello di copriperla che ho scelto. Ha la forma compatta, ma essendo di metallo leggero, si riesce a schiacciare facilmente. Non sono adatti quelli con forme troppo frastagliate e traforate, perché una volta appiattite ricorderanno più un fiore che una maniglia antica.

This is the type of bead cup I used. It has a compact shape, but at the same time it’s made of light metal, so it’s easy to flatten. Those with too jagged shapes aren’t suitable, because once flattened they will remind more of a flower than an ancient handle.

I fori dei vecchi pomoli si erano chiusi, perché otturati dal Mod Podge. Mi sono comunque serviti come riferimento per la posizione delle nuove maniglie ed è stato anche più facile far entrare il nuovo chiodino nel materiale semi-morbido. Per fissare il copriperla appiattito, ho messo una goccia di colla Vinavil sul retro del metallo ed l’ho fissato poi con un chiodino d’ottone al cassettone.

The holes of the old knobs were plugged because filled with Mod Podge. However, they served as a reference for the position of the new handles. It was also easier pierce into the semi-soft material with the nail. To fix the flattened bead cup part, I put a drop of vinyl glue on the back of the metal and I pinned it with a brass nail to the chest of drawers.

Purtroppo non tutti i fori dei pomoli erano allineati. Con l’aiuto del Geodreieck ho segnato con una biro la posizione corretta delle maniglie.

Unfortunately, not all the knob holes were aligned. With my Geodreieck and a pen I marked the correct position of the ring pulls.

Utilizzando la punta del trapano di un diametro leggermente inferiore a quello del chiodo  ho fatto il nuovo foro alla giusta altezza. Il vecchio foro sarebbe stato comunque coperto dal copriperla appiattito.

Using the drill bit of a diameter slightly smaller than that of the nail, I made a new hole at the right height. The old hole would have been covered anyway by the flattened bead cup.

Per fissare gli anellini con la perlina (foto 1) al copriperla ho utilizzato della colla vinilica, ma va bene anche della colla istantanea. Importante è che l’anellino non si incolli alla perla ed esso possa muoversi liberamente, così da poter esser sollevato e preso tra le dita per poter tirare il cassetto. Naturalmente i cassetti sono finti e non potranno aprirsi, ma mi sembra bello che l’anello della maniglia rimanga mobile.

Per incollare la perlina con l’anello al copriperla, si può procedere in due modi differenti. Nel primo si intinge la pallina nella colla, facendo attenzione a non sporcare l’anello (foto 2). Tenendo l’anello con una pinzetta, si appoggia la pallina sul copriperla, nella parte alta del copriperla (foto 3). Infatti una volta messa in piedi la cassettiera, l’anello deve penzolare. Inoltre esso deve risultare centrato al copriperla (foto 4).

Il secondo metodo che personalmente ho trovato più facile, è quello di mettere un goccio di colla direttamente sul copriperla, nel punto dove va fissata la perlina (foto 5).

Prima di poter sollevare l’anellino, bisogna aspettare che la colla abbia fatto presa, altrimenti esso si stacca (foto 6). Se si usa la colla vinilica, il goccio di colla deve essere abbastanza consistente da bloccare la perla, ma non essere eccessivo da bloccare anche l’anello. La colla vinilica una volta asciutta diventa trasparente ed è quindi quasi invisibile.

To paste the rings with the bead (photo 1) to the bead cup, I used vinyl glue, but instant glue is also fine. Important is that the ring doesn’t stick to the pearl and it can move freely, so that it can be lifted and taken between the fingers in order to pull the drawer. Of course the drawers are fake and cannot open, but it seems nice to me that the handle ring remains mobile.

There are two different ways to glue the bead with the ring to the bead cover. In the first, the ball is dipped in glue, taking care not to smear the ring (photo 2). Holding the ring with a pair of tweezers, place the ball on the bead cup, at the top (photo 3). In fact, once the chest of drawers is set up, the ring must dangle. Furthermore, the ring must be centered on the bead cup (photo 4).

The second method that I personally prefer is to put a drop of glue directly on the bead cup, where the bead must be fixed (photo 5).

Before you can lift the ring, you must allow the glue to cure, otherwise it will come off (photo 6). If you use vinyl glue, the drop of glue must be consistent enough to block the pearl, but not too much to block the ring. Once dry, the vinyl glue becomes transparent and is therefore quite invisible.

Per fissare le colonnine ho utilizzato la colla vinilica. L’ho stesa nella scanalatura, a fianco dei cassetti. Ho appoggiato le colonna, lasciando la fine delle strisce di stagnola sul retro, contro il mobile. Ho verificato che appoggiasse perfettamente sullo zoccolo ed ho tenuto premuto per qualche istante. Con la punta di uno stuzzicadenti ho eliminato l’eccesso di colla che era fuoriuscito dai lati.

To fix the columns I used vinyl glue. I spread it in the groove next to the drawers. I leaned the columns, leaving the end of the foil strips on the back against the cabinet. I checked that it rested perfectly on the base and held it down for a while. Then I removed the excess glue that had leaked from the sides with the tip of a toothpick.

Questo è l’aspetto della cassettiera con le nuove maniglie ad anello e le due colonne ebanizzate ai lati.

This is the aspect of the chest of drawers with the new ring pulls and the two ebonized columns on both sides.

Per ultimo ho incollato il piano di marmo. Esso deve sbordare sul davanti e sui due lati, mentre sul retro deve essere a filo del mobile.

Finally I glued the marble top. It must protrude on the front and on both sides, while on the back it must be flush with the furniture.

Il settimanale è pronto e sono molto soddisfatta del cambiamento. Lo zoccolo con gli archi tradisce l’origine rustica del mobile e non è tipicamente Impero, ma nell’insieme l’effetto è piacevole.

The weekly dresser is ready and I am very happy with the result. The plinth with arches  is not typical Empire and reveals the rustic origin of the furniture, but the overall effect is pleasant.

La casetta è ancora in fase di costruzione, ma ho voluto fare una prova sistemando il settimanale nel salotto giusto per vedere l’effetto del mobile ambientato in un locale. Più avanti dovrà essere spostato in camera da letto, la stanza dove questo tipo di cassettiera abitualmente stava.

Spero di finire presto la casa, così da poterla arredare, ma in qualche modo mi ritrovo a realizzare piccoli oggetti, anziché procedere con la struttura….

My dollhouse is still under construction, but I wanted to see the semainier  in a miniature set. So I I took a picture of the weekly dresser in the living room, even if it’s not its correct location, as it should be placed in the bedroom. I hope to finish soon the house and to be able to furnish it.

I hope to finish the house soon, so that I can furnish it, but somehow I find myself making small objects, rather than proceeding with the structure ….

Questa cassettiera economica è stata rivisitata da diversi miniaturisti. Qui il tutorial di Ara di Bentley House Minis.

This cheap chest of drawers has been revisited by several miniaturists. Here the tutorial by Ara from Bentley House Minis.

Se siete alla ricerca di altri modelli di maniglie, in questi video Ara spiega come realizzare 7 modelli diversi, dal tipo industriale a quello antico.

Qui di seguito invece ho raccolto varie versioni dello stesso mobiletto, personalizzate secondo il gusto di ogni miniaturista. Se anche voi avete modificato questo stesso mobiletto, potete mandarmi una foto e l’aggiungerò a questo post.

If you are looking for other types of handles, Ara explains in these video how to make 7 different models, from an industrial to an antique one.

Below, I have collected various versions of the same cabinet, customized according to the taste of each miniaturist. If you have modified the same cabinet, too, you can send me a photo and I will add it to this post.

dollar store dollhouse furniture by Old Days – Old Ways

Lori Elizabetg – Facebook Group: A Miniature Learning Curve

 

Anne Munday – Facebook Group: Michael Guidry Miniatures

dollar tree doll furniture by Note Songs

"Dollar Store" mini furniture makeover!

Faye’s Mini project-“Dollar Store by Faylyne – via Flickr

E questo è il video che Dada ha creato per questo progetto. ❤️

And this is the video made by Dada for this project. ❤️

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Le costruzioni con carretto – Pull along building block set

A breve distanza dal precedente post, vi propongo un nuovo progetto in scala 1:12 da realizzare per la stanza dei bambini. Si tratta di un giocattolo classico, adatto sia ai maschi che alle femmine: il carretto da trainare con i blocchetti di legno per realizzare costruzioni.

Short after my previous post, I offer you a new 1:12 scale project for the nursery room. It’s a classic toy, suitable for both males and females: the pull along wagon with wooden blocks.

Ora di pranzo per lo spazzacamino, Aurelio Zingoni, 1881 – via wikipedia

L’infanzia nell’epoca Vittoriana era veramente difficile se si apparteneva a famiglie povere. I bambini venivano mandati a lavorare molto presto. Non c’era un limite di ore, non ‘erano orari e le paghe erano molto basse. Le bambine andavano a servizio presso le famiglie borghesi o ricche, oppure venivano mandate nelle lavanderie o nelle filande. I maschi venivano impiegati in lavori dove si poteva sfruttare le loro dimensioni ridette, come spazzacamino o nei cunicoli più angusti nelle miniere, oppure eseguivano lavorazioni pericolose per la salute, come la produzione del vetro. Non c’era un’età minima per lavorare ed alla fine del ‘700 i bambini rappresentavano due terzi della forza lavoro. Nel 1788 venne introdotto in Gran Bretagna per gli spazzacamini il limite di 8 anni d’età. In Italia il divieto di lavoro minorile fu elevato a 12 anni solo nel 1902. Ma in generale questi regolamenti furono a lungo poco rispettati.

Childhood in Victorian times was really difficult if you were born in a poor family. The children were sent to work at a very young age. There was no time limit, no schedule and salary was very low. Girls went to bourgeois or wealthy families as maids, or worked in laundries or spinning mills. Boys were employed in jobs where their small body size could be of any use, for example as chimney sweeps or inside the narrowest tunnels in mines, or they did works dangerous to health, such as the production of glass. There was no minimum age for employment and at the end of the 18th century children represented two thirds of the workforce. In 1788 Great Britain introduced the age limit of 8 years for chimney sweeps. In Italy the legal working age was raised to 12 years only in 1902. But in general these regulations were ignored for a long time.

Pastorelle, Francesco Paolo Michetti, 1851-1929

Leggermente più fortunati erano i bambini che vivevano in campagna. Dopo i lavori nei campi ed aver accudito agli animali, i piccoli potevano giocare all’aperto. Ma le famiglie che non potevano sfamare i loro figli, li cedevano e per questi bambini spesso la vita finiva in strada dove erano costretti a vivere di espedienti e di piccoli furti. Il romanziere Charles Dickens descrive bene l’infanzia e le misere condizioni di vita nell’epoca vittoriana, raccontando di bambini venduti e maltrattati.

Nel 1870 il primo ministro del Regno Unito, William Ewart Gladstone, introdusse l’obbligo scolastico per tutti i bambini dai 5 ai 12 anni e questo portò ad una graduale riduzione dello sfruttamento minorile.

Children living in rural areas were slightly luckier. After working in the fields and looking after the animals, the little ones were free to play outdoors. However families that could not feed their children, gave them up. These children’s life often ended up on the street where they were forced into begging and to commit petty theft. The novelist Charles Dickens depicts childhood and their poor living conditions in the Victorian era, telling of children sold and abused.

In 1870 the United Kingdom’s Prime Minister, William Ewart Gladstone, introduced compulsory schooling for all children aged 5 to 12 years and this led to a gradual reduction of child exploitation.

Solo i bambini di famiglie nobili o borghesi possedevano giocattoli prodotti da artigiani. I balocchi erano venduti sulle bancarelle del mercato da venditori ambulanti o in negozi che però trattavano anche altre merci.

Only children of noble or bourgeois families owned toys produced by artisans. These were sold on market stalls by street vendors or in shops alongside other types of goods.

Kind mit Bauklötzen, 1853 – via wikipedia

Tra i giochi più diffusi c’erano sicuramente le costruzioni. Si trattava di blocchetti di legno di diverse forme, principalmente cubi, parallelepipedi e cilindri. Una volta impilati ed allineati riproducevano edifici di fantasia o ispirati al mondo che circondava il bambino.

Construction sets were certainly one of the most popular toys. It consists of wooden blocks in different shapes, mainly cubes, parallelepipeds and cylinders. Once stacked and lined up they reproduced fantasy buildings or inspired by the child’s surrounding world.

girl with Froebel’s gift 2, 1877 – via wikipedia

Questo gioco origina dai Doni di Friedrich Fröbel (1782-1852), l’inventore dei Kindergarten, i giardini d’infanzia, del quale vi avevo raccontato nel post dedicato al puzzle a cubi, pubblicato un anno fa. Questo pedagogista tedesco aveva osservato che i bambini imparano per mezzo della loro esperienza diretta ed aveva intuito, ben 150 anni prima che studi scientifici lo dimostrassero, che il cervello si forma nei primi 7 anni di vita. Il gioco è quindi uno stimolo allo sviluppo ed all’educazione.

Fröbel, nella prima metà dell’ottocento aveva inventato un sistema d’apprendimento innovativo basato su canzoni, attività ludiche ed occupazioni con al centro il bambino A supporto del suo metodo aveva ideato le Spielgaben, i Doni, scatole contenenti giochi per rafforzare i 5 sensi e stimolare la creatività e l’apprendimento. Si trattava principalmente di forme geometriche realizzate in materiali come legno, cartone e sfere fatte a maglia. Fröbel non apprezzava molto i giocattoli troppo realistici, perché riteneva che limitassero l’immaginazione dei bambini.

Dedicò tutta la sua vita al suo progetto educativo con la convinzione che il miglioramento della condizione umana si ottenga attraverso uno sviluppo armonioso nell’infanzia e che essa porti alla formazione di cittadini migliori.

This toy originates from the Gifts invented by Friedrich Fröbel (1782-1852). He also  conceived the kindergarten. I already wrote about him in the post dedicated to the wooden blocks puzzle, published a year ago. This German pedagogue observed that children learn through their direct experience. He realized, 150 years before scientific studies could prove it, that the brain is formed in the first 7 years of life. Games are therefore a stimulus to growth and education.

In the first half of the nineteenth century Fröbel invented an innovative learning system based on songs, games and occupations. The child was always in the center. In support of his method he created the Spielgaben, Gifts, boxes containing games to strengthen the 5 senses and stimulate creativity and learning. They consisted mainly of geometric shapes made of materials such as wood and cardboard and knitted spheres. He argued that too realistic toys ruined children’s imagination.

He dedicated his whole life to his educational project with the conviction that the improvement of the human condition may be achieved through a harmonious development in childhood, which leads to better citizens.

I giochi modulari di Friedrich Fröbel che favoriscono l’astrazione influenzarono le generazioni future. Artisti come Paul Klee, Piet Mondrian e Wassily Kandinsky ed architetti come Le Corbusier, Walther Gropius e Frank Lloyd Wright beneficiarono di questo sistema educativo che stimola la creatività.

Quest’anno la fondazione Juan March di Madrid ha dedicato a questo tema una mostra intitolata “El juego del arte. Pedagogías, arte y diseño” (Il gioco dell’arte. Pedagogie, arte e design), mettendo appunto in relazione le opere degli artisti dell’avanguardia del XX secolo con il modello pedagogico del secolo precedente.

The modular toys by Friedrich Fröbel, favoring abstraction, influenced future generations. Artists like Paul Klee, Piet Mondrian and Wassily Kandinsky and architects like Le Corbusier, Walther Gropius and Frank Lloyd Wright benefited from this educational system that stimulates creativity.

This year, the Juan March Foundation in Madrid dedicated to this theme an exhibition entitled “El juego del arte. Pedagogías, arte y diseño” (The art game. Pedagogies, art and design) putting in relation the works of the avant-garde artists of the twentieth century with the pedagogical model of the previous century.

Frank Lloyd Wright vs F. Fröbel – via parasolmodular.com

Frank Lloyd Wright ha raccontato di aver giocato a lungo nella sua infanzia con i Doni di Fröbel e che molti edifici da lui progettati si basano sull’astrazione delle forme geometriche.

Frank Lloyd Wright remembered that he played for a long time during his childhood with Fröbel’s Gifts and many of the buildings he designed are based on the abstraction of geometric shapes.

Lincoln Logs by John Lloyd Wright, 1918 – via iconeye.com

Nel 1918, il suo secondogenito John, anche lui educato con lo stesso metodo pedagogico e divenuto pure lui architetto, brevettò un gioco di costruzioni chiamato Lincoln Logs che ancora oggi è in produzione e che decretò il suo successo come inventore di giocattoli.

In 1918, his second son John, also educated with the same pedagogical method and who became an architect as well, patented a building toy set called Lincoln Logs that is still in production. He begun so a successful career as a toy inventor.

Baby at Play by Thomas Eakins, 1976, National Gallery of Art Washington – via wikipedia

I Doni di Fröbel hanno diversi livelli di complessità e sono quindi destinati a diverse fasce d’età. Il sesto Dono è il più complesso ed è indicato per bambini dai 4 ai 5 anni. Contiene blocchi di diverse forme con i quali si realizzano costruzioni.

Il gioco che ho realizzato per questo post è un carretto da trainare contenente dei blocchetti di legno.

Fröbel Gifts are divided by complexity and therefore intended for different age groups. The sixth Gift is the most complex and is recommended for children aged 4 to 5 years. It contains blocks of different shapes to create buildings.

The toy I made for this post is a pull-along wagon with wooden blocks.

Il mio gioco ha 14 blocchetti di differenti forme geometriche. Essi consentono di realizzazione edifici semplici, portali, torri, colonne con arco e così via.

My toy has 14 blocks. They have basic shapes for making simple buildings, portals, towers, columns with arches and so on.

Ho acquistato in un normale negozio di bricolage 4 stecche di pino piallato, finitura naturale, con le seguenti sezioni:

quadrata – 5 mm x 5 mm

rettangolare – 5 mm x 10 mm

rotonda – ⦰ 5 mm

mezzo tondo – ⦰ 10 mm

In a normal craft  store I bought 4 pine dowels, smooth sanded, natural finish, with the following sections:

square – 5 mm x 5 mm

rectangular – 5 mm x 10 mm

round – ⦰ 5 mm

half round – ⦰ 10 mm

Innanzitutto ho eliminato la parte iniziale di ogni stecca, così da avere all’estremità un taglio diritto e pulito.

First of all, I removed the initial part of each dowel. So the cut at the end was straight and clean.

Ho passato la superficie sulla carta vetrata fine per renderla perfettamente liscia. Questo passaggio va ripetuto per ogni taglio.

I run the surface on fine sandpaper to make it perfectly smooth. This step must be repeated for each cut.

Ho tagliato tutti i pezzi usando la taglierina per listelli, perché una volta impostata la lunghezza, si possono eseguite innumerevoli tagli, tutti della stessa lunghezza, senza spostare nulla o rimisurare.

I cut the dowels using the wood chopper, because once the length is set, you can make countless cuts of the same length, without moving anything or remeasuring.

Il legno ha opposto una certa resistenza. Non so il motivo, ma la lama non ha tagliato completamente il legno.

Se dovesse capitare anche a voi, bisogna comunque evitare di piegare e spezzare a mano la stecca, perché il legno si scheggerebbe.

Ho quindi tagliato nuovamente la stecca con la taglierina, ma posizionandola questa volta con la parte tagliata rivolta verso il basso.

The wood opposed a certain resistance. The blade didn’t completely cut through the wood and I don’t know why.

If this should happen to you too, I advise against bending and breaking the dowel by hand, because the wood would chip.

So I cut the stick a second time with the wood chopper. But this time I placed the side with the cut facing down.

Ho realizzato 4 cubetti. Ognuno misura 5 mm x 5 mm x 5 mm.

I made 4 cubes. Each measures 5 mm x 5 mm x 5 mm.

Sempre dalla stecca con la sezione quadrata ho tagliato con la stessa tecnica 2 parallelepipedi che misurano ognuno 10 mm x 5 mm x 5 mm.

From the same dowel with the square section and using the same technique I cut 2 square cuboids measuring 10 mm x 5 mm x 5 mm each.

Dalla stecca con la sezione rotonda ho tagliato 2 cilindri alti 10 mm.

From the dowel with the round section I cut 2 cylinders, 10 mm high.

Sempre dalla stecca a sezione rotonda ho ricavato 4 cilindri più piccoli, alti 5 mm.

Again from the dowel with the round section I obtained 4 smaller cylinders, 5 mm high.

Poi ho preso la stecca con la sezione a mezzo tondo ed ho tagliato un pezzo largo 5 mm.

Then I took the dowel with the half-round section and cut a 5 mm wide piece.

Per ultimo ho realizzato l’arco usando la stecca con la sezione rettangolare. 

Finally I made the arch using the dowel with the rectangular section.

Innanzitutto ho tagliato un parallelepipedo che misura 20 mm x 10 mm x 5 mm.

Poi ho tracciato in posizione centrale l’arco. Con la matita ho disegnato sul legno il contorno del pezzo a semicerchio.

First of all, I cut a parallelepiped measuring 20 mm x 10 mm x 5 mm from.

Then I traced the arch in a central position. I draw with a pencil the outline of the semicircular piece.

Con il Dremel ho lentamente eliminato il legno nella parte centrale.

Se non possedete un utensile rotante elettrico, potete usare una raspa ed una lima per legno. Devono avere la forma rotonda per poter creare la rotondità dell’arco. Si inizia con la raspa. Con la sua dentatura asporta abbastanza facilmente il materiale. Poi con la lima a grana dolce si rifinisce il lavoro rendendo la superficie liscia.

Sopratutto con questi attrezzi è bene procedere lentamente e con cautela per evitare di farsi male. L’ideale sarebbe bloccare il pezzo di legno con una morsa, così da salvaguardare le dita.

With the Dremel I slowly removed the wood in the central part.

If you do not have an electric rotary tool, you can use a rasp and a wood file. They must be round in order to create the roundness of the arch. You have to start with the rasp. With its teeth it removes the material quite easily. Then the work is finished with the file with a soft grain.

Especially with these hand tools it’s better to proceed slowly and with caution in order to avoid getting hurt. The ideal would be to clamp the piece of wood with a vise to safeguard the fingers.

Ho continuato a limare fino a quando il pezzo a semicerchio è entrato perfettamente nella parte cava dell’arco.

Tutti pezzi vanno passati sulla carta vetrata fine per rendere tutte le superfici perfettamente lisce. Per lisciare anche l’interno della parte concava dell’arco, ho avvolto la carta vetrata attorno ad una matita con la sezione rotonda ed l’ho passata in questo punto altrimenti difficile da raggiungere.

I went on filing until the semicircle piece perfectly fitted into the hollow part of the arch.

All pieces must be sanded to smoothen the surfaces. To be able to reach inside the concave part of the arch, I wrapped the sandpaper around a round pencil, so I was able to reach also this difficult part.

I blocchi di legno, una volta accostati creano un rettangolo perfetto. 

Se volete realizzare un carretto partendo da un numero diverso di blocchi, dovete prendere le misure del rettangolo che essi formano. Per ottenere la dimensione della base del carro bisogna aggiungere poi alle misure del rettangolo 1 mm al lato lungo ed 1 mm al lato cortoLo spazio aggiunto serve a lasciare dell’aria attorno ai blocchi, così che si possano estrarre più facilmente dal carretto.

Once joined, the wooden blocks create a perfect rectangle.

If you want to make a cart starting from a different number of blocks, you must measure the rectangle formed by the pieces and add 1 mm to the long side and 1 mm to the short side. So you obtain the dimension of the wagon’s base. The space added serves to leave air around the blocks, so that they can come out of the wagon more easily.

Ed ecco qui sopra un paio di composizioni che si possono comporre con 14 blocchi ed anche meno.

And here above are a couple of compositions that can be made with 14 blocks and even less.

La seconda parte di questo progetto consiste nel costruire il carretto. Volendo si potrebbe utilizzarlo anche come gioco a sé.

The second part of this project consists of building the cart. The wagon may be also used as a separate toy.

Io ho usato il legno recuperato da una scatola di formaggio, ma si può usare anche il cartone riciclato delle scatole dei cereali. Nel mio caso lo spessore del legno è di 1 mm.

I used recovered wood from a cheese box, but you could also use recycled cardboard from cereal boxes. In my case the wood thickness is 1 mm.

L’ho tagliato con cutter e riga di metallo. Il taglio nel senso della venatura è molto facile, mentre quello attraverso la vena è leggermente più difficile. L’importante, come sempre, è non cercare di dividere i pezzi prima di aver trapassato completamente il materiale con la lama.

I cut the wood with a utility knife and a metal ruler. It’s really easy to cut in the grain direction, while across the vein it’s slightly more difficult. As always, you should never try to take the pieces apart before having completely pierced through the material with the blade.

via wikipedia

Legno, cartone e carta hanno una vena, essendo tutti questi materiali composti da fibre. La direzione nella quale sono allineate la maggior parte delle fibre determina l’orientamento della vena. Tenere conto della direzione della vena è molto importante quando si creano oggetti di dimensioni reali. Il legno può deformarsi più o meno a seconda che sia tagliato o meno lungo la venatura. La carta e il cartone si allungano e si piegano in modo diverso lungo e contro la vena. Nella rilegatura dei libri, ad esempio, questo influisce sul funzionano del dorso e su come i libri si aprono.

L’orientamento della vena non hanno un grande impatto su oggetti piccoli. Tuttavia, può essere utile tenerlo presente, soprattutto se si utilizza il legno ed il cartone per la costruzione della struttura della casa delle bambole. La venatura del legno si riconosce ad occhio nudo. Per determinare l’orientamento della vena del cartone, basta prendere il foglio tra le mani e sentire in quale direzione si piega più facilmente. Questa è la direzione della vena.

Ho trovato degli articoli interessanti in italiano dedicati al legno ed alle venature, che potete leggere qui, qui e qui. Mentre in inglese potete leggere “Determining grain direction“.

Per quanto riguarda invece la carta, essa si dilata maggiormente nel senso della venatura e questo potrebbe creare dei problemi quando si applicano tappezzerie di carta con dei disegni che devono combaciare perfettamente. Per poter identificare la direzione della vena e calcolare i millimetri di dilatazione bisogna fare delle prove su dei campioni.

There is a grain direction in wood, cardboard and paper, as all these materials are made of fibers. The grain orientation is the direction in which a greater number of fibers are aligned. It’s very important to determine the grain direction when you create objects in real size. Wood may warp more or less depending on whether it’s cut along the grain or not. Paper and cardboard stretch and bend differently along and against the grain. For example, in book binding it affects how spines work and even if open books lay flat or not.

These effects don’t have a too big impact on tiny objects. Nevertheless it may be useful to recognize the grain orientation, especially it you use wood or cardboard for the construction of the dollhouse’s structure.  The orientation on wood can be recognized by naked eye. To determine the grain orientation in cardboard, just take the sheet in your hands and feel in which direction it bends more easily. This is the grain direction.

If you would like to read more about wood and wood grain, I found this interesting article in English “Determining grain direction“.

Paper expands more in the direction of the grain and this could create problems while applying wallpaper with designs that must perfectly match. To determine the grain direction, we need to do tests on samples. So we will be able to calcolate the millimeters of expansion, too.

Per il fondo ed i lati del carretto ho tagliato 5 pezzi nelle seguenti misure:

A = fondo -> 1 pezzo da 21 mm x 31 mm

B = lati corti -> 2 pezzi da 21 mm x 8 mm

C = lati lunghi -> 2 pezzi da 33 mm x 8 mm

For the bottom and the sides of the wagon I cut 5 pieces in the following sizes:

A = bottom -> 1 piece 21 mm x 31 mm

B = short sides -> 2 pieces 21 mm x 8 mm

C = long sides -> 2 pieces 33 mm x 8 mm

I giocattoli un tempo erano realizzati principalmente in faggio, un legno omogeneo, pesante, resistente, e privo di elasticità ma che non si scheggia facilmente. È facile lavorarlo ed è ottimo per lavori di tornitura. Il faggio è ampiamente diffuso in tutta Europa e nel Nordamerica. Inizialmente è di colore bianco, poi con il tempo diventa rossastro.

Il legno della mia scatola di formaggio mi pareva troppo chiaro e avrebbe conferito al gioco un aspetto troppo nuovo. Così l’ho reso più caldo ed ambrato passando su tutta la superficie del lucido da scarpe color cuoio. Ho intinto una pezzuola nel barattolo ed ho steso la cera omogeneamente su tutti i lati, compresi gli spessori. Ho strofinato a lungo fino a quando la cera non era più appiccicosa.

Once toys were mainly made of beechwood. It’s a homogeneous, heavy, resistant wood that lacks of elasticity but it doesn’t splinter easily. It’s easy to work and is great for turning. Beech trees are widespread throughout Europe and North America. The wood is initially white, then over time it turns reddish.

I didn’t like the wood color of my cheese box. It seemed too light colored to me and the toy would have looked too new. So I darkened it by applying over the entire surface a mid-tan shoe polish. I dipped a cloth in the jar and spread the wax evenly over all sides, including the thickness. I rubbed it for a long time util it was no longer sticky .

Per creare l’asse delle ruote ho preso un fiammifero lungo, di quelli usati per l’accensione del camino. Ha la sezione 3 mm x 3 mm. Ho tagliato 2 pezzi lunghi 23 mm.

Ho applicato anche a questi due pezzi una patina di cera colorata.

To create the axle of the wheels I took a long match, one of those used for lighting the fire in a fireplace. Its section measures 3 mm x 3 mm. I cut 2 pieces 23 mm long.

I applied also to these two pieces a reddish wax patina.Per realizzare le ruote ho usato dei normali spilli da sarta in acciaio e due tipi di cartoncino: uno leggero rosso ed uno un po’ più spesso bianco. Con la perforatrice da ufficio ho tagliato per ogni ruota 1 disco rosso e 2 bianchi. Ho quindi incollato i tre dischi insieme ottenendo un disco spesso 2 mm scarsi.

Ho dovuto usare due strati di cartoncino bianco, perché la mia perforatrice non avrebbe tagliato con precisione spessori troppo alti. Se voi avete fustellatrici più performanti, potreste realizzare la ruota con solo due strati di cartoncino, uno sottile rosso ed uno spesso bianco.

Con un tronchese ho tranciato gli spilli a 8 mm dalla capocchia. Il metallo è piuttosto robusto ed ho dovuto usare la forza di ambedue le mani. Non potendo tenere l’altra estremità dello spillo e per evitare che la punta schizzasse quindi via e mi potesse ferire, ho completamente coperto la mano con l’attrezzo con uno straccio. La punta non è potuta quindi volare via, ma è stata fermata dal tessuto.

Al centro di ogni ruota ho praticato un foro con il mini trapano a mano e poi vi ho infilato lo spillo. Tenendo fermo lo spillo tra due dita, ho fatto girare ogni ruota, rendendo il foro liscio e leggermente più largo, così che la ruota potesse ruotare agevolmente.

The wheels are made with stainless steel dressmaker pins and two types of cardboard: a light one in red and a slightly thicker one in white. For each wheel I cut 1 red and 2 white discs using a two hole puncher. Then I glued the three disks together to obtain one disk, scarcely 2 mm thick.

I had to use two layers of white cardboard, because my hole puncher can’t afford to neatly cut thicker pieces. If you have a more powerful cutting tool, you could make the wheel with only two layers: a thin red slice and a thick white slice.

Then I cut the pins, 8 mm from their head. The metal is quite sturdy and I had to use both hands to operate the wire cutter. Not being able to hold one end of the pin and in order to prevent the tip from shattering off and possibly hurting me, I completely covered my hand and the tool with a cloth. So the pin tip couldn’t fly away, but it was stopped by the fabric.

Using the mini drill I pierced a hole in the center of each wheel and then I put the pin in it. Holding the pin firmly between two fingers, I turned each wheel, making the hole smoother and slightly wider, so that every wheel could rotate easily.

Ho praticato un foro anche al centro di ogni estremità dell’asse delle ruote. La punta del trapano dev’essere leggermente più sottile degli spilli, così che essi rimangano poi bloccati nel legno.

I also drilled a hole in the center of each end of the wheel axle. The drill bit must be slightly thinner than the pins, so that they remains stuck in the wood.

Il carretto è trainato con un cordino Per poterlo fissare, ho dovuto creare un aggancio usando un pezzo di legno della scatole del formaggio largo 5 mm. Ho arrotondato un’estremità, ho applicato il lucido da scarpe colorato ed ho praticato un foro per far passare il cordino. Poi ho tagliato il pezzo a 10 mm.

The wagon is pulled by a cord, In order to secure it to the vehicle, I created a piece with a hole using the wood of the cheese box. I cut a 5 mm wide strip, I rounded one end, I applied the colored shoe polish and I drilled a hole for the string. Then I cut the piece to 10 mm.

Ho infilato gli spilli con le ruote nei due stecchi di legno precedentemente forati, lasciando sufficientemente spazio alle ruote, affinché potessero girare liberamente.

Poi ho incollato i due assi a 6 mm dal bordo del fondo del carretto. Infine ho applicato l’aggancio per il cordino, centrandolo, e verificando che il foro risultasse libero.

I inserted the pins with the wheels into the holes I previously drilled in the two wooden sticks, leaving enough space for the wheels to turn freely.

Then I glued the two axles to the bottom of the wagon, 6 mm from the edge. I also pasted the hook for the cord, centering it, and checking that the hole was free.

Iniziando dai lati corti, ho incollato il bordo conto lo spessore della base. Essi non deve sporgere sui lati lunghi e deve essere a filo del fondo.

Starting from the short sides, I glued the border against the thickness of the base. It must not protrude and should be flush with the bottom.

Dopo aver incollato i due bordi corti ho incollato quelli lunghi. Il carretto è così assemblato.

After applying the two short borders, I glued the long ones. The cart is so assembled.

Ora può essere riempito con i blocchetti di legno.

Now it can be filled with the wooden blocks.

I bottoni automatici di metallo, detti anche bottoni a pressione, sono un’alternativa alle ruote realizzate con il cartone. Bisogna scegliere il tipo da cucire e non quello da rivettare, perché i fori intorno alla parte centrale, che servono a far passare ago e filo, li fanno assomigliare ai raggi della ruota. Gli automatici sono composti da due parti, una metà più leggera, il maschio, ed una più grossa, la femmina. Per creare le ruote io uso solo i maschi.

Con un tronchese da bigiotteria elimino la protuberanza. Rimane un foro al centro del bottone nel quale è possibile far passare lo spillo, che come nelle ruote di cartone, funge da perno e fissa la ruota all’asse.

The metal snap fastener are an alternative to the wheels made with cardboard. You have to choose the sew on type and not those to be riveted, because the holes around the central part, in which needle and thread pass, make them look like the spokes of the wheel. The snap fastener are composed of two parts: male and female. I use only the first part to create wheels.

I remove the protuberance with a wire cutter. A hole remains in the center of the button in which it’s possible to insert the pin, that acts as a pivot and fixes the wheel to the axis.

Per poter trainare il carretto ho aggiunto un cordino. Ho scelto un filo rosso, che si abbinasse al colore delle ruote ed un po’ spesso, di quelli che si usano per attaccare i bottoni ai cappotti.

Se non avete un filo adatto a disposizione, potete realizzarne uno con il filo da ricamo opportunamente attorcigliato, come facemmo per la paperella da trainare.

Poi ho fatto un grosso nodo ad un’estremità e con l’aiuto di un ago l’ho infilato nel foro dell’aggancio, passando dal sotto verso l’altro così il nodo è rimasto nascosto sotto il legno.

To be able to pull the wagon, I added a cord. I chose a red thread in the same color of the wheels. I used a thicker thread, that is usually used to attach buttons to coats.

If you don’t have a suitable thread to hand, you can make one yourself, as we did for the pull along duck.

I made a big knot at one end. With a needle I pulled the thread through the hole in the hookup, passing upwards so the knot stays hidden under the wood.

Per dare al cordino un aspetto più rifinito e per permettere una facile presa, ho aggiunto un pomolo realizzato con una perlina rossa di legno.

Prima ho infilato la perlina, poi ho fatto un nodo sufficiente mente grosso da bloccare la perla. Ho applicato della colla sul nodo ed ho tagliato il filo subito dopo il nodo. Infine ho tirato il filo fino a che il nodo si è bloccato all’interno della perlina, nascondendolo ed ho lasciato asciugare la colla. 

To give the cord a more refined look and to allow an easy grip, I added a knob made with a red wooden bead.

First I threaded the bead, then I made a knot sufficiently thick to prevent the pearl from slipping off. I applied glue on the knot and cut the thread immediately after the knot. Finally I pulled the thread until the knot got stuck inside the bead and I let the glue dry.

Il carretto da trainare con le costruzioni di legno è così pronto per essere messo nella casa delle bambole. Ho cercato in internet altri progetti simili, ma non ho trovato molto.

The pull along wagon with the wooden building blocks is now ready to be placed in the dollhouse. I searched other similar projects on the internet, but I found only the following links.

wilminidesign.blogspot.nl

L’unico tutorial che ho trovato è l’immagine qui sopra. Purtroppo il link al blog pare non funzionare.

The only tutorial I found is the image above. Unfortunately the link to the blog doesn’t seem to work.

MiniaturebyLena – Etsy

Su Etsy ho trovato questo carretto in vendita in due versioni: colorata e grezza.

On Etsy I found the wagon above. It’s sold in a colored version and in natural finish.

321-miniature – eBay

Anche su eBay c’è un carretto con le costruzioni in vendita.

Also on eBay there is a pull along wagon with building blocks for sale.

via pinterest

Su Pinterest ho trovato la foto di questo carretto, ma non c’è nessun link collegato.

On Pinterest I found the picture of this cart, but there is no working link.

Calendrier de l’Avent 2019

Questo progetto fa parte dei tutorial nascosti dietro alle porticine del Calendrier de l’Avent 2019 organizzato da Joc, che ringrazio veramente di cuore per aver inserito anche quest’anno un mio tutorial.

Ormai è la sesta volta che partecipo a questo Calendario. Qui di seguito gli altri 5 tutorial, che ho pubblicato negli anni scorsi.

This project is part of the tutorials hidden behind the doors of Calendrier de l’Avent 2019 organized by Joc, whom I thank very warmly for adding again my tutorial.

It’s now the sixth time that I participate in this Calendar. Here below the other 5 projects I posted the past few years.

2014

2014 – Le calze di Natale – The Christmas stockings

2015

2015 – Braciere da camino – Fire basket

2016

2016 – Il baule dei ricordi – The trunk of memories

2017

2017 – Scatola con i soldatini – Wooden soldier in the box

2018

2018 – Le calze di Natale ricamate – Embroidered Christmas stockings

Ormai mancano pochi giorni a Natale. Non dimenticate di aprire anche le ultime porticine del Calendario.

Vi auguro buone feste!

There are only a few days left for Christmas. Don’t forget to open the last doors of the Calendar.

I wish you happy holidays!

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Libri di Natale – Christmas books – Libros de Navidad

Ben ritrovati!!! Dopo una lunga assenza eccomi di nuovo qui sul blog con un nuovo progetto. Da molto tempo desideravo fare un post dedicato ai libri. Non solo mi piace molto leggere nella vita reale, ma mi piace anche il libro come oggetto, l’odore della cellulosa e dell’inchiostro.

I libri non possono quindi mancare nella mia casa delle bambole. Nel web non ho trovato molti esemplari dedicati al Natale in scala 1:12. Allora quale occasione migliore del Calendario de Adviento per realizzare dei libri natalizi in miniatura?

Nice to be back!!! After a long absence, I am here on the blog again. For a long time I wished to write a post about books. I love reading and I also like their smell of cellulose and ink.

Therefore books must also be in my dollhouse. I couldn’t find many mini Christmas versions online. So what better occasion than the Calendario de Adviento to make Christmas books in 1:12 scale?

¡Bienvenido de nuevo! Después de una larga ausencia, aquí estoy nuevamente en el blog con un nuevo proyecto. Durante mucho tiempo quise hacer una publicación dedicada a los libros. No solo me gusta leer mucho en la vida real, sino que también me gusta el libro como un objeto, el olor a celulosa y tinta.

Por lo tanto, no pueden faltar libros en mi casa de muñecas. En la web no he encontrado muchos ejemplares dedicados a la Navidad en escala 1:12. Entonces, ¿qué mejor momento que el Calendario de Adviento para hacer libros de Navidad en miniatura?

 

atelier di rilegatura del XVI secolo – via wikipedia

La parola italiana libro e quella spagnola derivano dal latino “liber”. In origine significava “corteccia” ed era uno dei materiali sui quali si scriveva. Analogamente la parola inglese book, legata a quella tedesca Buch potrebbero derivare da “Buche”, in italiano faggio, un legno sul quale le antiche popolazioni germaniche incidevano le loro scritture.

Con il termine libro si intende un insieme di pagine rilegate e protette da una copertina. Nei secoli le innovazioni tecnologiche ne hanno migliorato le qualità e modificato l’aspetto. Inizialmente i fogli erano di pergamena. Essa fu poi sostituita dalla carta, un materiale più fragile, ma meno costoso da produrre. Fu inventata in Cina e migliorata dagli artigiani arabi ed arrivò in Italia nel XIII secolo. La cittadina marchigiana Fabriano diventa il più importante centro di produzione d’Europa. 

The Italian word libro, like the Spanish one, comes from the Latin “liber”. Originally it meant “bark”. This was one of the materials on which Romans wrote. Similarly, the English word book, linked to the German word Buch, may derive from “Buche”, (in English beech) a type of wood used by Germanic peoples for their inscriptions.

The term book means a set of pages bound and protected by a cover. Over the centuries, technological innovations have improved its quality and changed its appearance. Initially the sheets were made of parchment. Later it was replaced by paper, a more fragile but less expensive material. It was invented in China and improved by Arab artisans and arrived in Italy in the 13th century. The small town of Marche Fabriano became the most important production center in Europe.

La palabra italiana libro, como la española, deriva del latín “liber”. Originalmente significaba “corteza” y era uno de los materiales en los que estaba escrito. Del mismo modo, la palabra inglesa book que está conectada a la palabra alemana Buch, podría derivarse de “Buche” (en español haya) una madera en la que los antiguos pueblos germánicos grabaron sus escritos.

El término libro significa un conjunto de páginas encuadernadas y protegidas por una portada. A través de los siglos, las innovaciones tecnológicas han mejorado su calidad y cambiado su apariencia. Inicialmente las hojas eran de pergamino. Más tarde fue reemplazado por papel, un material más frágil, pero menos costoso de producir. Fue inventado en China y mejorado por artesanos árabes y llegó a España en el siglo XII.

libri antichi  della Biblioteca del Merton College, Oxford – via wikipedia

Anche le copertine subirono una evoluzione nei secoli. I primi libri simili ai nostri risalgono al 200 d.C. Si trattava di una raccolta di fogli protetti da una leggera copertina di pergamena. Nel Medioevo le copertine erano realizzate in legno rivestito di pelle. Con il tempo furono impreziosite da lavorazioni di lusso di alto livello artistico e perfino decorazioni in oro. Si iniziarono a vendere libri senza copertina per consentire all’acquirente di far realizzare da un legatore di sua scelta una nuova legatura secondo il suo gusto e disponibilità economica.

Nel quattrocento l’invenzione del torchio tipografico e dei caratteri mobili di Johannes Gutenberg permise di passare dai libri manoscritti alla stampa di numerose copie identiche. La produzione divenne nel tempo sempre meno costosa e portò ad una maggiore diffusione del libro, dovuta anche alla crescente alfabetizzazione.

A partire dalla seconda metà del settecento iniziarono a circolare le legature editoriali. Si trattava di libri di formato più piccolo con copertine di cartone o carta, spesso marmorizzata, realizzate in serie. Con la produzione industriale dei libri si diffusero anche copertine rigide più economiche, rivestite di tela di cotone.

Over the centuries the covers underwent an evolution, too. The first books similar to ours date back to 200 AD. It was a collection of sheets protected by a light parchment cover. In the Middle Ages the covers were made of leather-covered wood. Later binders embellished them with intricate workmanship and even gold decorations. Sometimes books were sold without a cover. So the buyer was able to commission a binding of his choice.

In the fifteenth century, Johannes Gutenberg’s invention of the movable type printing press allowed the transition from manuscripts, handwritten books, to multiple identical printed copies. Over time the production became less and less expensive and led to a greater diffusion of books, also due to the increasing literacy.

Starting from the second half of the eighteenth century publishers and printers begun to produce cheaper books, called Edition Binding. They had a smaller format. Bookbinding was made in series. The covers were made out of light cardboard covered with marbled paper or cotton cloth.

Incluso las portadas experimentaron una evolución a lo largo de los siglos. Los primeros libros similares a los nuestros datan de 200 DC. Era una colección de hojas protegidas por una ligera cubierta de pergamino. En la Edad Media, las cubiertas estaban hechas de madera cubierta de cuero. Con el tiempo, fueron decorados con mano de obra de lujo de alta gama e incluso decoraciones doradas. Los libros sin tapa comenzaron a venderse para permitir que el comprador tuviera una nueva encuadernación realizada por una carpeta de su elección de acuerdo con su gusto y disponibilidad económica.

En el siglo XV, la invención de la imprenta y los caracteres móviles por Johannes Gutenberg permitió el paso de los libros de manuscritos a la impresión de numerosas copias idénticas. Con el tiempo, la producción se hizo cada vez menos costosa y condujo a un mayor uso del libro, también debido a la creciente alfabetización.

A partir de la segunda mitad del siglo, las impresoras comenzaron a producir libros más baratos. Tenían un formato más pequeño. La encuadernación se realizó en serie. Sus cubiertas estaban hechas de cartón ligero cubierto con papel veteado o tela de algodón.

Nr. 1 „Reclams Universal-Bibliothek“ (1867) – via wikipedia

Nell’ottocento compare un nuovo tipo di rilegatura, la brossura, molto utilizzata anche ai giorni nostri. Viene impiegata principalmente per la produzione di libri economici, romanzi d’appendice, almanacchi, cataloghi ed opuscoli. La copertina è leggera e tagliata a filo del corpo del libro. Le pagine possono essere unite in un unico fascicolo e cucite alla copertina con uno o più punti metallici.

In the nineteenth century a new type of binding enables the mass-production of cheap paper-bound books, like novels, almanacs, catalogues and pamphlets. The paperbacks   had an enormous diffusion and they are widely used up to the present day. The cover is light and is cut flush with the text block. The pages form a section which is attached to the cover with one or more wire staples.

En el siglo XIX aparece un nuevo tipo de encuadernación, el libro en rústica, muy utilizado incluso hoy en día. Se utiliza principalmente para la producción de libros baratos, novelas de apéndices, almanaques, catálogos y folletos. La cubierta es ligera y está al ras del cuerpo del libro. Las páginas se pueden combinar en un solo cuadernillo y coser a la cubierta con una o más grapas.

 

piegatura per costituire un fascicolo – via treccani.it

Le pagine sono ottenute anche mediante la piegatura di un unico grande foglio stampato fronte-retro. Esse sono poi tenute insieme da cuciture ed incollate al dorso, realizzato in tela di cotone. A volte, i bordi esterni non venivano nemmeno rifilati dallo stampatore, ma dovevano essere tagliati dal lettore che con il tagliacarte separava le pagine lungo le pieghe. Forse vi saranno capitate anche a voi tra le mani vecchie edizioni economiche della prima metà del 900 ed avrete sicuramente notato alcuni bordi delle pagine molto irregolari dovuti proprio ad un taglio non preciso.

L’immagine qui sopra non solo mostra le pieghe per ottenere le segnature, o fascicoli, ma indica anche come il testo va disposto sul foglio di stampa. Seguendo i numeri si comprende come e dove  posizionare le singole pagine del libro, così che una volta piegato il foglio esse siano tutte diritte e nella giusta sequenza. Con questo tipo di piegatura ogni fascicolo ha sempre un numero di pagine multiplo di quattro: 4, 8, 16, 32, 64, etc … 

Lo schema che serve da traccia per la disposizione dei testi e delle immagini si chiama menabò e deriva dal dialetto milanese “mena i buoi” ovvero “guida i buoi”, nel senso di guida per la stampa. È sicuramente uno strumento indispensabile per l’impaginazione.

The gathering can also be obtained by folding a double-sided printed sheet. Then the pages are sewn together and glued to the back, which is made of cotton cloth. Sometimes, the outer edges were not even trimmed by the printer. They had to be cut by the reader who separated the pages along the folds with a letter opener. Perhaps you come across old economic editions from the first half of the 20th century and you have certainly noticed some very irregular page edges due to an inaccurate cut.

The image above shows not only the folds needed to obtain the signatures, or gathering. The illustration indicates also how the text should be placed on the sheet. Following the numbers we can see how and where to place the individual pages of the book, so that once the sheet is folded they are straight and in the right sequence. With this type of folding each signature always has a multiple page number of four: 4, 8, 16, 32, 64 …

This scheme is necessary for the arrangement of texts and images and it’s called paste-up. The Italian word is “menbò” and derives from the Milanese dialect and means literally “guide the oxen”, in the sense of guide for the press.

Las páginas también se obtienen doblando una sola hoja grande impresa a doble cara. Luego se mantienen juntas mediante costuras y se pegan a la parte posterior, hechas de tela de algodón. A veces, los bordes exteriores ni siquiera fueron recortados por el impresor, pero tuvieron que ser cortados por el lector que con el abrecartas separó las páginas a lo largo de los pliegues. Quizás haya encontrado antiguas ediciones económicas de la primera mitad del siglo XX y ciertamente ha notado algunos bordes de las páginas muy irregulares debido a un corte inexacto.

La imagen de arriba no solo muestra los pliegues para obtener los cuadernillos, sino que también indica cómo se debe colocar el texto en la hoja de prensa. Siguiendo los números entendemos cómo y dónde colocar las páginas individuales del libro, de modo que una vez que se pliega la hoja, están en la secuencia correcta y todas aparecen en línea recta. Con este tipo de pliegues, cada cuadernillo siempre tiene un número de páginas múltiplo de cuatro: 4, 8, 16, 32, 64, etc…

El esquema que sirve como rastro para la disposición de textos e imágenes en italiano se llama menabò y deriva del dialecto milanés “mena i buoi” o “guía a los bueyes”, en el sentido de una guía para la prensa. Sin duda es una herramienta indispensable para el diseño.

Come vedrete più avanti, nella mia versione in miniatura, il corpo del libro non si ottiene da un foglio stampato su ambo i lati come avviene nella realtà. Le pagine  del mini libro sono stampate una di fianco all’altra, formando una striscia il cui retro rimane bianco. La piegatura è solo in una direzione e ricorda una fisarmonica. Ogni pagina si compone quindi di due pagine, una con il fronte e l’altra con il retro, che una volta incollate insieme, formano un tutt’uno.

Naturalmente un libro così composto non deve avere un numero di pagine troppo altro, altrimenti risulterebbe di uno spessore esagerato e sproporzionato per le piccole dimensioni del volume.

Da un punto di vista tecnico, il libro che si ottiene partendo da una striscia non è quindi realistico. Questa soluzione è però un utile escamotage che rende il lavoro più veloce, semplice ed anche divertente.

As you’ll see later, the text block of my miniature books is not obtained from a paper sheet printed on both sides, as it happens in reality. The pages of my mini books are printed side by side, forming a strip with a blank back. It’s folded in only one direction like an accordion. Each page is therefore made of two leaves, one with the front and the other with the back. Once glued together they become one.

Of course a book made like this shouldn’t have too many pages, otherwise it would turn out too thick, looking out of proportion.

From a technical point of view, books made from strips aren’t realistic. However, this solution is a useful trick that makes the work fast, simple and even fun.

Como verá más adelante, en mi versión en miniatura, el cuerpo del libro no se obtiene de una hoja impresa en ambos lados como en la realidad. Las páginas del mini libro se imprimen una al lado de la otra, formando una tira cuya parte posterior permanece blanca. El plegado es solo en una dirección y se parece a un acordeón. Por lo tanto, cada página está compuesta por dos páginas, una con el frente y la otra con el reverso, que una vez pegadas, forman un todo.

Naturalmente, un libro así compuesto no debe tener demasiadas páginas, de lo contrario se produciría un grosor exagerado y desproporcionado debido al pequeño tamaño del volumen.

Desde un punto de vista técnico, el libro que se obtiene a partir de una tira no es realista. Sin embargo, esta solución es un truco útil que hace que la realización sea más rápida, simple e incluso divertida.

I tre libri che vi propongo in questo post sono stati realizzati con due tipi diversi di rilegature:  due hanno la copertina rigida ed uno è in brossura.

Online esistono già molti tutorial che spiegano come realizzare dei libri, vedi ad esempio 1 inch minis o tiny crafter per citarne due che mostrano due diversi tipi di libri in miniatura.

Anche il materiale da stampare è abbastanza facile da trovare. Pinterest è sicuramente una fonte inesauribile. Io ne ho raccolti parecchi nella mia cartella Miniatures – books & magazines dedicata all’editoria in miniatura. Qui sul blog potete cercare nella mia raccolta di materiale da stampare che trovate nella colonna di destra, visibile da computer fisso. Passando con il mouse sul nome del sito appare quale tipo di printies vengono offerti da ognuno di loro. Oppure potete cercare nei post che ho pubblicato negli anni, dedicati al materiale da stampare che viene offerto gratuitamente online. Li ho raccolti qui per vostra comodità: Printies 1, Printies 2, Printies 3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 e Printies 7 .

The three books that I propose to you in this post have been made with two different types of bindings: two have a hard cover and one is a paperback.

Online there are already many tutorials that explain how to make books, see for example 1 inch minis or tiny crafter to name two that show two different types of miniature books.

Also printies are quite easy to find. Pinterest is certainly an inexhaustible source. I have collected several in my board Miniatures – books & magazines. Here on the blog you can search in my collection links to printies that you can find in the right sidebar in the desktop view. Moving the mouse over the site’s name the type of printies offered will show up. Otherwise you can search through the blog and look for the posts I’ve published over the years, dedicated to the printies offered online for free. I gathered them here for your convenience: Printies 1, Printies 2, Printies3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 and Printies 7 .

Los tres libros que le propongo en esta publicación se han hecho con dos tipos diferentes de encuadernaciones: dos tienen una tapa dura y uno es de bolsillo.

Ya existen muchos tutoriales en línea que explican cómo implementarlos, vea por ejemplo 1 inch minis o tiny crafter para nombrar dos que muestran dos tipos diferentes de libros en miniatura.

Incluso el material a imprimir es bastante fácil de encontrar. Pinterest es sin duda una fuente inagotable. He reunido varios en mi tablero Miniatures – books & magazines dedicado a la publicación en miniatura. Aquí, en el blog, puede buscar en mi colección de material para imprimir que encontrará en la columna derecha, visible desde un ordenador de sobremesa. Moviéndose con el mouse sobre el nombre del sitio, aparece el tipo de impresiones que cada uno de ellos realiza. O puede buscar en las publicaciones que he publicado a lo largo de los años, dedicadas al material que se imprimirá y que es gratuito en línea. Los reuní aquí para su comodidad: Printies 1, Printies 2, Printies3, Printies 4, Printies 5, Printies 6 e Printies 7.

Cartonaggio – fabbrieditori.rizzolilibri.it

La tecnica che io utilizzo per creare i miei libri in miniatura, deriva da quella che si usa per i libri “veri”. La mia insegnante è stata Valeria Ferrari. Con lei scrissi poi il “Manuale di Cartonaggio” edito da Fabbri Editori, Rizzoli Editori. La prima stampa uscì nelle librerie nel 1995 e fu una vera novità per il mercato italiano, perché fino ad allora erano disponibili solo traduzioni di manuali scritti da autori stranieri.

All’interno spieghiamo le tecniche, i materiali e la realizzazione passo-passo di 15 progetti, tra scatole, cornici, cartellette, album ed agende. Per chi non conoscesse il termine cartonaggio, con esso si intende la lavorazione con la quale si producono contenitori di cartone rivestiti poi con carta o tela e la realizzazione ed applicazione di copertine nella rilegatura di libri.

The technique I use for my miniature books comes from the one used for “real” books. My teacher was Valeria Ferrari. Later I wrote with her the paper crafting handbook “Manuale di Cartonaggio” published by Fabbri Editori, Rizzoli Editori. The first print came out in 1995 and was a real novelty for the Italian market, because until then only translations of manuals written by foreign authors were available.

In the book we explain techniques, materials and we give the step-by-step explanations for making 15 projects, including boxes, frames, folders and book. We show how to make different containers using cardboard. How to cover them with paper or canvas and how to create covers and how to bind books.

La técnica que uso para crear mis libros en miniatura proviene de la que se usa para los libros “reales”. Mi maestra fue Valeria Ferrari. Con ella escribí el “Manual de Cartonage” publicado por Fabbri Editori, Rizzoli Editori. La primera impresión salió a la venta en las librerías en 1995 y fue una verdadera novedad para el mercado italiano, porque hasta entonces solo estaban disponibles traducciones de manuales escritos por autores extranjeros.

En el interior, explicamos las técnicas, los materiales y la realización paso a paso de 15 proyectos, incluidos cuadros, marcos, carpetas, álbumes y diarios. Para aquellos que no están familiarizados con el término cartonage, con él nos referimos al procesamiento con el que producimos recipientes de cartón que luego se cubren con papel o lienzo y la creación y aplicación de cubiertas en la encuadernación de libros.

via archive.org

Cartonaggio edizione inglese

Il nostro manuale è ricco di belle foto, ma la parte preponderante è dedicata alla tecnica, fornendo spiegazioni molto dettagliate. Forse proprio per questo ebbe un grande successo e vi furono numerose ristampe e diverse edizioni come il “Corso Rapido di Cartonaggio“, una versione ridotta rispetto a quella integrale di 160 pagine, ed anche un video corso. Fu tradotto in diverse lingue straniere. Il titolo di quella inglese è “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers & Frames“.

Ormai il libro è fuori catalogo, anche se online si trovano ancora delle copie in vendita. Se possedete la versione integrale in italiano o in inglese del nostro manuale, a pagina 72 potete seguire nel dettaglio come creare la copertina, preparare il corpo del libro e infine incassarlo nella copertina.

Our handbook has many beautiful photos, but the most important part is dedicated to the technique, providing very detailed explanations. Perhaps this is the reason why it was a big success. Numerous reprints were made and it came out in various editions like the “Speedy Paper Crafting Course”, a smaller version compared to the full 160 pages, and also a video course. It was translated into several foreign languages. The title of the English one is “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers & Frames”.

The book is now out of print, even if there are still copies on sale online. If you have the full version in Italian or English, you can follow in detail on page 72 how to create the cover, prepare the text block and finally attached it to the cover.

Nuestro manual está lleno de hermosas fotos, pero la parte preponderante está dedicada a la técnica y brinda explicaciones muy detalladas. Quizás por esta razón tuvo un gran éxito y hubo numerosas reimpresiones y varias ediciones como el “Curso Rápido de Crear con Papel y CartónCajas, Carpetas, Portarretratos, Agendas, Clasificadores“, una versión más pequeña en comparación con las 160 páginas completas, y también un curso de video. Fue traducido a varios idiomas extranjeros. El título del inglés es “Paper Crafting Beautiful Booxes, Book Covers Frames”.

El libro ahora está agotado, pero todavía hay copias a la venta en línea. Si tiene la versión completa en italiano o inglés de nuestro manual, en la página 72 puede seguir en detalle cómo crear la portada, preparar el cuerpo del libro y finalmente encajarlo en la portada.

 

Una aspetto per me importante nella costruzione della mia casa delle bambole è che l’architettura, l’arredamento e gli accessori siano il più realistici possibile e corrispondenti all’epoca. Per questo motivo cerco di documentarmi, di trovare fotografie antiche o materiale d’epoca da utilizzare direttamente o come fonte d’ispirazione.

I tre libri che ho preparato per il Calendario de Adviento 2019 sono ricavati da pubblicazioni originali della seconda metà dell’800 e dei primi del 900 trovate su web.archive.org e santaclaus.com.

Si tratta dei seguenti classici natalizi: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book e The Night Before Christmas. Mi sarebbe piaciuto recuperare dei libri antichi anche in altre lingue, ma mi sembra di capire che siano soprattutto i paesi anglosassoni a mettere a disposizione gratuitamente archivi di materiale storico. Comunque la mia ricerca prosegue ed in futuro potrei aggiungere altri titoli alla mia libreria in scala 1:12. Passate quindi ogni tanto qui sul blog….

In the construction of my dollhouse I try to stick to reality as much as possible. So architecture, furnishings and accessories are inspired by the existing objects of the chosen time period. For this reason I try to document myself, to find old photographs or vintage material to use directly or as a source of inspiration.

The three books I prepared for the Calendario de Adviento 2019 are obtained from original publications dating back to the second half of the nineteenth and early twentieth centuries. I found them on web.archive.org and santaclaus.com.

They are Christmas classics. The titles are: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book and The Night Before Christmas. I wish I could also find editions in other languages. But I have the impression that especially the archives in Anglo-Saxon countries collect and provide historical graphic material for free. I’ll continue my research and in the future I will possibly add other titles to my library in 1:12 scale. So stay tuned….

Un aspecto importante para mí en la construcción de mi casa de muñecas es que la arquitectura, el mobiliario y los accesorios sean lo más realistas posibles y correspondientes a la época. Por esta razón, trato de documentarme, para encontrar fotografías antiguas o material antiguo para usar directamente o como fuente de inspiración.

Los tres libros que preparé para el Calendario de Adviento 2019 están tomados de publicaciones originales de la segunda mitad del siglo XIX y principios del siglo XX que se encuentran en web.archive.org y santaclaus.com.

Estos son los siguientes clásicos navideños: A Visit From St Nicholas, Santa’s Book and The Night Before Christmas. También me hubiera gustado recuperar libros antiguos en otros idiomas, pero entiendo que son sobre todo los países anglosajones los que proporcionan archivos de material histórico de forma gratuita. Sin embargo, mi investigación continúa y en el futuro podría agregar otros títulos a mi biblioteca en escala 1:12. Así que vuelve aquí de vez en cuando en el blog….

Utilizzando il programma di fotoritocco Gimp ho creato una versione in miniatura del corpo del libro e della copertina.

Se volete divertirvi a creare le vostre printies personali e siete alla ricerca di un software per manipolare le immagini, Gimp è un’ottima soluzione. Lo potete scaricare gratuitamente dal sito ufficiale gimp.org. Su Gimp Italia trovate poi assistenza ed informazioni in lingua italiana sull’uso del programma.

Using Gimp the image manipulation program, I created a miniature version of the book’s pages and the cover.

If you want to have fun creating your personal printies and are looking for software to manipulate images, Gimp is a great solution. You can download it for free from the official website gimp.org.

Usando el programa de edición de fotos Gimp, creé una versión en miniatura del cuerpo del libro y la portada.

Si quiere divertirse creando sus impresiones personales y está buscando un software para manipular imágenes, Gimp es una gran solución. Puede descargarlo gratis desde el sitio web oficial gimp.org. En Gimp – ES encontrará asistencia e información en español sobre el uso del programa.

 

componenti del libro - via gliartigianidellibro.it

Prima d’iniziare con la realizzazione del primo libro in miniatura, vi segnalo i seguenti siti dove potete trovare la spiegazione dei termini specifici usati in legatoria e che troverete più avanti nelle descrizioni delle foto.

In Italiano

Gli artigiani del libro – componenti del libro

Il RilegaLibro – glossario

AbeBooks – glossario

via wikipedia

Before starting with the making of the first book in miniature, I give you some links to sites where you can find the explanation of the specific terms used in bookbinding and that you may find later under the descriptions of the photos.

In English

Philobiblon.com – glossary of binding terms

Wikisource.org – The Art of Bookbinding / Glossary

Il RilegaLibro – glossary

Etherington & Roberts. Dictionary – bookbinding dictionary

via blogs.fad.unam.mx/asignatura/alicia_portillo

Antes de comenzar con la realización del primer libro en miniatura, señalamos los siguientes sitios donde puede encontrar la explicación de los términos específicos utilizados en la encuadernación de libros y que encontrará más adelante en las descripciones de las fotos

En español

Glosariografico.com – encuadernacion

Glosario Términos Encuadernación by marina mendez – issuu

Ministerio de Educatión, Cultura y Deporte – Glosario, Encuadernación Artística

Ho creato un file separato per ogni libro. Cliccate sull’immagine qui sopra per scaricare il pdf di “Visit from St Nicholas“.

Per prima cosa ho stampato in alta qualità il pdf. Per evitare che la stampate modificasse le dimensioni originali delle immagini, ho impostato il parametro del ridimensionamento a 100% ed ho levato la spunta alla voce “adatta e centra”.

Non avendo una stampante inkjet, ho utilizzato quella laser. Purtroppo, in questo caso, quando si piega il foglio di carta il colore della stampa tende a creparsi. Devo dire però che questo “difetto” crea un aspetto logoro sui bordi delle pagine del libro che bene si presta per un libro usato.

La carta che avevo a disposizione è quella comunemente chiamata “carta per fotocopie”. I fogli hanno una grammatura intorno ai 80 gr/m2 e sono andati bene. Infatti ogni singola pagina del libro è composte da due fogli incollati insieme. Non bisogna quindi scegliere una carta troppo spessa, perché altrimenti le pagine risulterebbero troppo rigide.

I created a separate file for each book. Click on the image above to download the pdf of “Visit from St Nicholas”.

First of all I printed the pdf. To get a print true to size, I set the options in my printer as follows: “print at 100%” or “print actual size” checked and “fit and center” or “fit fo page”  unchecked.

I don’t have an inkjet printer, so I used the laser one. Unfortunately, when the sheet of paper is folded, the color of the print tends to crack. However, this “flaw” turns out to be a plus in this project, because the page edges look worn out like in used books.

Every single page of the mini book is made with two sheets glued together. Therefore we have to choose a thin paper, otherwise the pages would be too stiff. I used normal copier paper. My sheets weight around 80 gsm.

Creé un archivo separado para cada libro. Haga clic en la imagen de arriba para descargar el pdf “Visit from St Nicholas”.

En primer lugar, imprimí en alta calidad el pdf. Para evitar que la impresora cambie el tamaño original de las imágenes, configuré el parámetro de cambio de tamaño al 100% y he eliminado la marca en el elemento “adecuado y central”.

Al no tener una impresora de inyección de tinta disponible, usé una de láser. Desafortunadamente, en este caso, cuando la hoja de papel está doblada, el color de la impresión tiende a agrietarse. Sin embargo, debo decir que este “defecto” crea una apariencia desgastada en los bordes de las páginas del libro que se presta bien a un libro usado.

El papel que tenía disponible es el comúnmente llamado “papel de fotocopia”. Las hojas tienen un peso de alrededor de 80 gr y han ido bien. De hecho, cada página del  libro se compone de dos hojas pegadas. Así que no elijas demasiado unas hojas mas gruesas, porque de lo contrario las páginas serían demasiado rígidas.

Con il cutter e la riga di metallo ho ritagliato la copertina e la striscia con le pagine interne. La prima va tagliata a filo dell’immagine, mentre alla seconda ho lasciato un margine bianco lungo i lati lunghi, mantenendo per il momento le tacche nere su ambo i lati.

Per ottenere tagli perfetti è meglio utilizzare cutter e riga di metallo. Ciò permette di tagliare parti lunghe in una sola passata. La forbice non è indicata soprattutto per i tagli lunghi e dritti. Il movimento “apri e chiudi” della mano crea quasi inevitabilmente dei dentini e spesso la linea di taglio risulta leggermente ondulata.

La lama del cutter deve essere ben affilata, meglio se nuova. Così si evita che essa si inceppi, strappando la carta o che il bordo della carta risulti sfilacciato. La lama deve poi sporgere poco dal corpo, così risulta più stabile.

La riga serve da guida per il cutter. Pertanto è bene sceglierne una di metallo, che difficilmente possa essere intaccata dalla lama. Il suo bordo così non si rovina e ci permette di fare a lungo tagli precisi e diritti. Il righello va appoggiato sopra l’immagine, lasciando libera la parte di carta da scartare. In questo modo l’asta di metallo protegge il disegno sottostante da tagli involontari.

I cut the book cover flush with the printed image. While I left a white margin along the long sides of the strip with the pages, keeping the black marks on both sides for now.

For perfect straight cuts it’s better to use a snap-off utility knife together with a metal ruler. This allows long clean cuts in one go. The scissors aren’t recommended in this case. The hand movement to “open and close” the blades can easily create tatty edges. In the  best outcome the cutting line turns out slightly curved.

The utility knife’s blade must be really sharp, preferably new. This prevents it to get stuck in the paper, tearing it. With dull blades the cutting edges result imprecise and frayed. The retractable blade should not stick out too much from the handle, so it’s more stable.

The ruler is used as a guide for the utility knife. Therefore it’s better to choose a metal one, so that it can’t be damaged by the blade and it can guarantee precise and straight cuts for a long time. The ruler should be placed over the image, leaving the unwanted paper exposed. In this way the metal body protects the underlying design from involuntary cuts.

Con el cúter y una regla de metal, corté la cubierta y la tira con las páginas interiores. La primera debe cortarse al ras de la imagen, mientras que en la segunda dejé un margen blanco a lo largo de los lados largos, manteniendo las marcas negras en ambos lados.

Para obtener cortes perfectos, es mejor usar un cúter y una regla de metal. Esto le permite cortar partes largas en una sola pasada. Las tijeras no están indicadas especialmente para cortes largos y rectos. El movimiento de “abrir y cerrar” de la mano casi inevitablemente crea dientes y, a menudo, la línea de corte es ligeramente ondulada.

La lama del cúter debe estar muy afilada, mejor si es nueva. Esto evita que se atasque, que rasgue el papel o que el borde del papel quede deshilachado. La cuchilla debe sobresalir ligeramente del cuerpo del cúter, para que sea más estable.

La regla sirve como guía para el cortador. Por lo tanto, es bueno elegir una de metal, que es difícil puede verse afectado por la cuchilla. Su borde no se estropea y nos permite hacer mejor cortes precisos y rectos. La regla debe colocarse sobre la imagen, dejando a la vista la parte del papel a descartar. De esta manera, la regla metálica protege el diseño subyacente de cortes involuntarios.

 

Le piccole tacche nere lungo i bordi lunghi della striscia delle pagine del libro marcano il punto in cui piegare le pagine. Questa piega corrisponde al margine esterno delle pagine.

Con la punta del cutter ho inciso ogni tacca (foto 1). Questi taglietti devono essere precisi e bisogna praticarli esattamente nel punto indicato. Essi fungono da “invito” per la piega. Se i tagli risultassero non allineati, si otterrebbero pagine di forma e dimensione diversa, che formerebbero poi un libro scompaginato con il taglio di piede, di testa e davanti, tutti disallineati.

Ho piegato e schiacciato leggermente la carta in prossimità delle prime due tacche, lasciando la stampa all’esterno ed il retro bianco all’interno. Senza l’ausilio di altri strumenti, la carta ha formato naturalmente una piega piuttosto diritta. Procedendo con cautela ho accompagnato la piega, fino alla completa sovrapposizione della carta, premendo infine bene il margine esterno della pagina del libro appena formatosi

Ho ripetuto questa operazione per ogni coppia di tacche e poi ho eliminato il bordo bianco tagliandolo via con cutter e riga (foto 2).

The small black marks along the edges of the paper strip indicate where to fold the book pages. The crease corresponds to the outer edge of the page.

With the tip of the blade I incised each mark (photo 1). These cuts must be precise and made exactly at the marked point. They function as “pilot cut” for the fold. If the incisions aren’t aligned, we get pages of different shapes and sizes. At the end the text block will show misaligned edges.

I slightly bent the paper near the first two marks, leaving the print on the outside and the white surface inside. Without using any tool, the paper naturally formed a rather straight fold. Proceeding with caution, I pressed the fold so that one part of the paper   completely overlapped the other. This is the first outer edge of the first page of the book.

I repeated for each pair of marks. At the end I removed the two white borders by cutting them off using the utility knife and the metal ruler (photo 2).

Los pequeños signos negras a lo largo de los bordes largos de la tira de páginas del libro marcan dónde doblar las páginas. Este pliegue corresponde al borde exterior de las páginas y marca el punto donde doblar la tira.

Con la punta del cúter grabé cada signo (foto 1). Estos cortes deben ser precisos y debes practicarlos exactamente en el punto indicado. Sirven como una “invitación” para el pliegue. Si los cortes no estuvieran alineados, se obtendrían páginas de diferentes formas y tamaños, que formarían luego un libro desordenado con el corte del pie, la cabecera y el frente, todos desalineados.

Presioné el papel ligeramente cerca de las dos primeras marcas, dejando la impresión por fuera y blanco por dentro. Sin la ayuda de otros instrumentos, el papel ha formado naturalmente un pliegue bastante recto. Continuando con precaución, acompañé el pliegue hasta la superposición completa del papel, finalmente presioné bien el borde exterior de la página del libro recién formada.

Repetí esta operación para cada par de marcas y luego eliminé el borde blanco cortándolo con el cúter y la regla (foto 2).

La piegatura nell’altro senso richiedere una maggiore attenzione, perché a questo punto si forma il corpo del libro.

Prendendo le prime due pieghe tra le dita (foto 1) le ho avvicinate, lasciando questa volta la stampa all’interno (foto 2). Ho appoggiato i bordi uno contro l’altro (foto 3). I margini esterni delle pagine devono essere allineati con precisione e gli angoli devono sovrapporsi perfettamente (foto 4). Ho schiacciato bene le pieghe solo quando ero soddisfatta della disposizione dei bordi (foto 5). Ho ripetuto questi passaggi per ogni pagina, facendo attenzione che tutte risultassero diritte e perfettamente sovrapposte.

Se si procede con calma, senza schiacciare subito completamente la piega della carta, si ha la possibilità di modificarla e spostarla, facendola capitare esattamente dove essa deve stare.

Folding in the other direction requires more attention, because at this point the text block is formed.

Taking the first two folds between the fingers (photo 1) I brought them together. This time I left the printed surface inside (photo 2). I placed the folds one against the other (photo 3). The outer edges of the pages must be precisely aligned and the corners must perfectly overlap (photo 4). I pressed well the folds only when I was satisfied with the arrangement of the edges (photo 5). I repeated these steps for each page, making sure that all of them were straight and perfectly overlapping.

By proceeding calmly, without pressing completely the fold too early, I had the possibility to change and move it, until the pages were all exactly lined up as they should be.

Doblar en la otra dirección requiere más atención, porque en este punto se forma el cuerpo del libro.

Tomando los primeros dos pliegues entre los dedos (foto 1) me acerqué a ellos, dejando esta vez el imprimir dentro (foto 2). Puse los bordes uno contra el otro (foto 3). Los bordes exteriores de las páginas deben estar alineados con precisión y las esquinas deben superponerse perfectamente (foto 4). Aplasté bien los pliegues solo cuando estaba satisfecho con la disposición de los bordes (foto 5). Repetí estos pasos para cada página, asegurándome de que todos salieran bien y perfectamente superpuestos.

Si procedes con calma, sin apretar el doblez del papel por completo, tienes la posibilidad de modificarlo y moverlo, haciendo que suceda exactamente como debe ser.

Ho protetto il piano di lavoro con un foglio di giornale ed ho steso la colla stick sul retro della striscia, evitando di applicarla sul retro delle controguardie. Le controguardie sono quei fogli non stampati all’inizio ed alla fine del libro che vanno incollati al piatto della copertina, e che tengono unito il corpo del libro al rivestimento esterno.

La colla stick deve essere del tipo permanente e non riposizionabile. È possibile utilizzare anche la colla vinilica diluita con acqua. La spiegazione di come procedere la trovate nella pagina del mio blog dedicata alle Tecniche e Materiali nel capitolo Rivestire con la carta. In questo caso la carta si allargherà leggermente e bisognerà aspettare più tempo fino a che le pagine siano ben asciutte. Con la colla stick il lavoro risulta quindi più veloce.

Qualsiasi sia la colla scelta, essa va stesa omogeneamente su tutto il retro delle pagine, escluse le controguardie. Affinché i margini delle pagine del libro risultino ben compatti e le due parti di carta che compongo il fronte ed il retro della pagina del libro formino un tutt’uno, bisogna stendere bene la colla anche sui margini della striscia, oltrepassando con il pennello o con lo stick i bordi superiori ed inferiori. Così facendo è inevitabile che il piano di lavoro si sporchi di colla. Per questo motivo è utile lavorare sul foglio di giornale. Infatti una volta sporcato di colla, si può eliminarlo, sostituendolo con uno pulito.

Sebbene certe marche di colla stick pubblicizzino l’assenza di grumi, alcune potrebbero comunque lasciare dei residui più spessi. Essi vanno eliminati, perché altrimenti formerebbero degli antiestetici rigonfiamenti sulle pagine.

I protected the table surface with a newspaper sheet and applied the glue stick on the back of the paper strip, avoiding the endpapers. The endpapers are the blank sheets at the beginning and at the end of the book. They are pasted to the cover boards and hold the text block together to the cover.

The glue stick must be permanent and not repositionable. You can use vinyl glue instead. I dedicated a chapter to Covering with paper on the page Techniques and Materials. There I explain how to dilute the glue with water and how to apply it. If you choose to use vinyl glue, the paper will slightly expand and you will have to wait longer until the pages are completely dry. With the glue stick the work is therefore faster.

Whatever glue you choose, you have to spread it evenly over the entire back of the paper strip, excluding the endpapers. In order to perfectly unite the two parts of paper with the front and the back of the book page and make a whole single page, it’s necessary to spread the glue also on the edges of the strip. Doing so it’s inevitable to spread the glue also on the table underneath. Therefore it’s useful to work on newspaper sheets. As soon as they get dirty, they can be easily replaced with a clean one.

Each book page is made of two papers, one with the front and one with the back printed on it, sticked together. In order to have united edges that the margins of the pages of the book are very compact and the two parts of paper that make up the front and the back of the book page form a whole, it is necessary to spread the glue well also on the edges of the strip, passing with the brush or with the stick the upper and lower edges. In doing so it is inevitable that the worktop becomes dirty with glue. For this reason it is useful to work on the newspaper sheet. In fact once soiled with glue, it can be eliminated, replacing it with a clean one.

Although some brands of glue sticks advertise that their product doesn’t leave clumps, some may still form lumps. These thicker leftovers must be eliminated, otherwise they will form unsightly bumps under the pages.

Protegí la superficie de trabajo con un periódico y extendí la barra de pegamento en la parte posterior de la tira, evitando aplicarlo en la parte posterior de los guardas. Los guardas son aquellas hojas que no se imprimen al principio y al final del libro, que deben pegarse a la placa de cubierta y que mantienen el cuerpo del libro junto con la cubierta externa.

El pegamento de barra debe ser del tipo permanente y no reposicionable. También puede usar pegamento de vinilo diluido con agua. La explicación de cómo proceder se puede encontrar en la página de mi blog dedicada a técnicas y materiales Tecniche e Materiali en el capítulo en italiano Rivestire con la carta y en inglés Covering with paperEn este caso, el papel se ensanchará un poco y tendrá que esperar más tiempo hasta que las páginas estén completamente secas. Con el pegamento de barra, el trabajo es por lo tanto más rápido.

Cualquiera que sea el pegamento elegido, debe extenderse de manera uniforme en todo el reverso de las páginas, excluyendo los guardas. Para que los márgenes de las páginas del libro sean muy compactos y las dos partes de papel que conforman el frente y el reverso de la página del libro formen un todo, es necesario extender bien el pegamento también en los bordes de la tira, pasando con el pincel o con el palillo los bordes superior e inferior. Al hacerlo, es inevitable que la encimera se ensucie con pegamento. Por esta razón, es útil trabajar en la hoja del periódico. De hecho, una vez manchado con pegamento, puede eliminarse, reemplazándolo por uno limpio.

Aunque algunas marcas de pegamentos en barra anuncian la ausencia de grumos, algunas pueden sin embargo, dejar residuos más gruesos. Deben ser eliminados, porque de lo contrario se formarían protuberancias antiestéticas en las páginas.

Partendo dalla prima piega e procedendo una pagina alla volta, ho accoppiato fronte e retro, lasciando la parte bianca all’interno ed ho così creato una alla volta le singole pagine del libro.

I margini superiori ed inferiori devono combaciare perfettamente. All’inizio la colla fresca permette degli aggiustamenti, ma bisogna procedere con cautela per non rischiare di stracciare la carta.

Starting from the first fold and proceeding one page at a time, I paired front and back, leaving the white part inside and I created the individual pages of the book one at a time.

The upper and lower margins must fit together perfectly. At the beginning the fresh glue allows adjustments, but you have to proceed with caution in order not to tear the paper.

Comenzando desde el primer pliegue y siguiendo una página a la vez, acoplé adelante y atrás, dejando la parte blanca adentro y así creé las páginas individuales del libro una cada la vez.

Los márgenes superior e inferior deben encajar perfectamente. Al principio, el pegamento nuevo permite ajustes, pero debe proceder con precaución para no arriesgarse a rasgar el papel.

Una volta ottenuto il corpo del libro, ho pressato bene tutte le pieghe con l’unghia, per appiattire il più sottile possibile lo spessore delle pagine.

Once I created the text block, I pressed all the folds with my fingernail to flatten the thickness of the pages as thin as possible.

Una vez que obtuve el cuerpo del libro, presioné bien todos los pliegues con la uña para aplanar el grosor de las páginas lo más fino posible.

La colla stick può lasciare dei residui filamentosi sul margine della carta, ma anche la pressione esercitata sul corpo del libro può far uscire dai bordi la colla in eccesso. Questi resti devono essere eliminati accuratamente, altrimenti le pagine si incollano tra loro ed una volta asciutta,  il libro non può più essere sfogliato.

The glue stick can leave filamentous residues on the edge of the paper. Also the pressure on the text block can make excess glue come out and smear the edges. These glue rests must be carefully removed, otherwise the pages stick together and once dry, the book can no longer be leafed through.

La barra de pegamento puede dejar residuos filamentosos en el borde del papel. También la presión ejercida sobre el cuerpo del libro puede hacer que el exceso de pegamento salga de los bordes. Estos restos deben eliminarse con cuidado, de lo contrario las páginas se pegarán y una vez secas, el libro ya no se podrá despegar.

Il corpo del libro è pronto. Sebbene le pagine non necessitassero di asciugare, perché avevo usato la colla stick, ho messo comunque il libro sotto dei pesi per renderlo ancora più sottile, in attesa che la colla facesse presa.

The text block is ready. Although the pages didn’t need to dry, because I used the glue stick, I still put the book under weights to make it even thinner, waiting for the glue to set.

El cuerpo del libro está listo. Aunque las páginas no necesitaban secarse, porque usé la barra de pegamento, todavía pongo el libro bajo pesos para hacerlo aún más delgado, mientras espero que se fije el pegamento.

Nel frattempo ho iniziato a lavorare alla copertina. Per prima cosa ho piegato tutti e 4 i lati. Non avendo le tacche-guida, ho praticato dei taglietti sul bordo, a 2 mm dagli angoli, su ogni lato. (foto 1).

Con l’aiuto di un oggetto diritto e sottile (nel mio caso ho utilizzato una lama di ricambio del cutter) ho appoggiato la carta nel punto dove volevo imprimere la piega, aiutandomi con i taglietti per trovare il punto esatto. Con cautela, per non tagliare il mio dito o la carta, ho impresso leggermente la piegatura (foto 2). Poi ho tolto la lama, ho appoggiato la carta sul piano di lavoro ed ho pressato bene la piega.

In the meantime, I started working on the cover. First I folded all 4 sides. Not having the marks printed, I made some cuts on the edge, at 2 mm from the corners, on each side. (photo 1).

With the help of a straight and thin object (in my case I used a spare utility knife’s blade) I placed the paper where I wanted to impress the fold, using the slits to find the exact point. Carefully I lightly impressed the fold, being careful not to cut my finger or the paper (photo 2). Then I removed the blade, placed the paper on the cutting mat and pressed the fold well.

Mientras tanto comencé a trabajar en la portada. Primero doblé los 4 lados. Al no tener las muescas de guía, hice pequeños cortes en el borde, a 2 mm de la esquina, a cada lado. (Foto 1).

Con la ayuda de un objeto recto y delgado (en mi caso utilicé una cuchilla de repuesto del cortador), coloqué el papel donde quería colocar el doblez, usando las ranuras para encontrar el lugar exacto. Con cuidado, para evitar cortarme el dedo o el papel, presioné ligeramente el pliegue (foto 2). Luego quité la cuchilla, coloqué el papel sobre la superficie de trabajo y presioné bien el doblez.

Per realizzare i piatti delle copertina ho utilizzato un cartoncino riciclato piuttosto leggero. Il mio era spesso circa 0,5 mm. Se si utilizzasse un cartoncino troppo sostenuto, la copertina risulterebbe troppo grossa e sproporzionata per un oggetto così piccolo.

Ogni piatto misura 16 mm x 19 mm; ne servono 2 pezzi.

For the cover boards I used a rather light recycled cardboard. Mine was about 0.5 mm thick. If you use a cardboard that is too tick, the cover would be too big and out of proportion for such a small object.

Each panel measures 16 mm x 19 mm; 2 pieces are needed.

Para hacer las cubiertas utilicé un cartón reciclado bastante ligero. El mío tenía aproximadamente 0,5 mm de espesor. Si utilizara un cartón demasiado grueso, la cubierta sería demasiado grande y desproporcionada para un objeto tan pequeño.

Cada placa mide 16 mm x 19 mm; se necesitan 2 piezas.

Ho incollato i rettangoli sul retro della copertina, allineando i bordi di cartone alle pieghe della carta. Il rettangolo che corrisponde al dorso rimane libero.

Di fronte ad ogni angolo esterno dei piatti ho eliminato un triangolo di carta, senza arrivare troppo vicino al cartoncino. Questa distanza deve essere leggermente maggiore allo spessore del piatto. Io ho lasciato 1 mm.

I pasted the rectangles on the back of the cover print, aligning the cardboard edges with the folds of the paper. The rectangle that corresponds to the spine remains free.

In front of each external corner of the plates I cut off a triangle of paper, without getting too close to the cardboard. This distance must be slightly greater than the thickness of the plate. I left 1 mm.

Pegué los rectángulos en la parte posterior de la cubierta, alineando los bordes de cartón con los pliegues de la tapa. El rectángulo que corresponde al lomo permanece libre.

Delante de cada esquina exterior de las placas eliminé un triángulo de papel, sin acercarme demasiado al lado de la tarjeta. Esta distancia debe ser ligeramente mayor que el grosor de la placa. Yo dejé 1 mm.

Ho risvoltato uno dei lembi di carta. Ho steso se necessario altra colla sul retro del rimbocchi e l’ho incollata al cartoncino del piatto. Ho ripetuto anche per il lembo di carta sul lato opposto, come nella foto.

I turned one paper flap on the back of the board. If necessary, I spread more glue on the back of the paper and glued it to the cardboard. I repeated for the flap on the opposite side, as in the photo.

Giré una solapa de papel en la parte posterior de la tapa. Si es necesario, extiende más pegamento al papel y lo pega al cartón. Repetí para la aleta en el lado opuesto, como en la foto.

Con l’estremità piatta di un bastoncino di legno d’arancio, di quelli che si usano per la manicure,  ho fatto aderire il rivolto contro il retro del dorso. L’ho utilizzato come se fosse una pieghetta. (bone folder in inglese)

Ho scelto questo tipo di bastoncino perché il legno ha la superficie morbida e le punte arrotondata e non graffiano il colore della superficie stampata.

With the flat end of an orange wood stick, one of those used for manicure, I pressed  the paper in order to make it better stick to the back of the spine. I used it as a bone folder.

I chose this type of stick because the wood has a soft surface and rounded tips and does not scratch the color of the printed surface.

Con el extremo plano de un palo de madera de naranjo, del tipo utilizado para la manicura, hice que el borde se pegue contra la parte posterior de del dorso. Lo usé como si fuera una plegadera de hueso.

Elegí este tipo de palo porque la madera tiene una superficie suave y puntas redondeadas, sin rayar el color de la superficie impresa.

Poi ho girato la copertina e con lo stesso bastoncino ho fatto aderire la carta del dorso contro lo spessore dei piatti, creando il canaletto.

Bisogna spingere la carta contro lo spigolo del cartoncino senza insistere troppo, per non rovinare il colore della stampa. Se necessario ho aggiunto prima un po’ di colla sullo spessore dei piatti.

Then I turned the cover and using the same wooden stick, I created an indentation along the spine by pasting the paper of the spine against the boards’ sides, called gusset or joint.

I pushed the paper against the edges of the cardboards. I didn’t insist too much, to prevent the color from coming off. If necessary, I added first a little bit of glue on the cardboard edge.

Luego volví la tapa y con el mismo palo hice que el papel de atrás se pegara al grosor de las cubiertas, creando las cañuelas.

Debemos empujar el papel contra el borde del cartón sin insistir demasiado, para no arruinar el color de la impresión. Si es necesario, se puede agregar un poco de pegamento al grosor de las cubiertas.

Prima di risvoltare gli ultimi due lembi, ho dovuto far girare la carta sugli angoli. Questo serve ad ottenere un angolo ben ordinato e poco spesso.

In punta all’angolo ho quindi schiacciato con l’unghia la carta contro lo spessore del piatto, come nel dettaglio ingrandito della foto. Ho ripetuto per l’angolo opposto ed ho risvoltato ed incollato il lembo di carta sul lato interno dei piatti. In corrispondenza degli angoli ho schiacciato bene la carta, così da appiattire le sovrapposizioni.

Infine ho ripetuto anche per l’ultimo lembo.

Before turning the last two flaps on the back, I had to fold the paper at the angles nicely in order to obtain tidy and flat corners.

At the tip of the corner I pressed the paper against the board’s edge (see the enlarged detail of the photo above) using my nail. I repeated for the opposite corner. Then I turned the paper flap over and glued on the inner side of the board. At the corners I pressed well the paper, so as to flatten the overlaps.

Finally I repeated these steps for the last flap.

Antes de poner los dos últimos bordes al revés, tuve que girar el papel sobre las esquinas. Esto sirve para obtener un ángulo bien ordenado y poco grueso.

En la punta de la esquina, presioné el papel contra el grosor de la cubierta con la uña, como en el detalle ampliado de la foto. Repetí hasta la esquina opuesta y me di vuelta y pegué la tira de papel en el lado interno de las cubiertas. En las esquinas apreté bien el papel para aplanar las superposiciones.

Finalmente también lo repetí por el ultimo borde.

L’arrotondamento del dorso è un passaggio facoltativo. Non va fatto per i libri sottili, ma per quelli più spessi questo dettaglio dona loro un aspetto più realistico.

Per imprimere la forma arrotondata al dorso si utilizza un oggetto cilindrico di misura adeguata. Per il volume “Visit from St Nicholas” ho usato lo stesso bastoncino d’arancio. Ho appoggiato l’interno del dorso del libro contro il bastoncino. Tenendo con una mano i due piatti della copertina, ho impresso la forma rotonda nella carta schiacciandola con le dita dell’altra mano contro il bastoncino.

The round spine is an optional step. Thin books don’t have one. But I think that this detail adds a more realistic look to thicker books in miniature.

To give the rounded shape to the spine, it’s necessary to use a cylindrical object with an adequate dimension. For the volume “Visit from St Nicholas” I used the same orange wood stick. I leaned the back of the book against it. Holding the two boards of the cover with one hand, I impressed the round shape into the paper, pushing it with the fingers of the other hand against the stick.

El redondeo del lomo es un paso opcional. No debe hacerse para libros delgados, pero para los más gruesos este detalle les da un aspecto más realista.

Para dar la forma redondeada a la parte posterior, se utiliza un objeto cilíndrico de tamaño adecuado. Para el volumen “Visita de San Nicolás” utilicé el mismo palo de naranja. Yo apoyé el interior de la parte posterior del libro contra el palo. Sosteniendo las dos cubiertas con una mano, daba la forma redondeada en el papel aplastándola con los dedos de la otra mano contra el palo.

L’ultimo passaggio consiste nell’incassatura, ovvero l’operazione con la quale il corpo del libro viene unito alla copertina.

Ho steso la colla sulla controguardia ed ho appoggiato il corpo del libro sul piatto, lasciando un margine di 1 mm sui tre lati liberi, detto unghiatura. Ho pressato bene per farlo aderire alla copertina.

Poi ho steso la colla sull’altra controguardia ed ho chiuso la copertina controllando che l’unghiatura avesse le stesse misure di quella delll’altro piatto.

The last step consists in joining the text block with the cover.

I spread the glue on one endpaper and pasted the text block on the board, leaving a margin of 1 mm on each of the three free edges. I pressed well to make it stick to the cover. The board’s edges extending beyond the text block are called squares.

Then I spread the glue on the other endpaper and closed the cover, checking that the squares had the same dimensions of those on the other side.

El último paso es encajarlo, o la operación con la que el cuerpo del libro se combina con la cubierta.

Extendí el pegamento sobre la contraguarda y coloqué el cuerpo del libro en la cubierta, dejando un margen de 1 mm en los tres lados libres, llamado enclavado. Presioné bien para que se adhiriera a la portada.

Luego extendí el pegamento en la otra contraguarda y cerré la cubierta comprobando que el enclavado  tenía las mismas dimensiones que el de la otra cubierta.

Ho tenuto il libro tra le dita, premendo bene. Prima di metterlo sotto i pesi per un’ultima volta, l’ho riaperto ed ho controllando che non ci fossero residui di colla all’interno dei piatti e li ho eventualmente eliminati.

I held the book between my fingers, pressing well. Before putting it under the weights for one last time, I opened it again and checked that there were no glue residues on the boards and I eventually removed them.

Sostuve el libro entre mis dedos, presionando bien. Antes de colocarlo debajo de las pesas por última vez, lo abrí nuevamente y verifiqué que no había residuos de pegamento en las cubiertas y si lo hubiera, lo eliminaría.

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Con la stessa tecnica ho realizzato anche il libro “Santa’s Book”. Il formato è leggermente più piccolo. I piatti misurano 12 mm x 18 cm. Anche la larghezza del dorso è inferiore. In questo caso per arrotondare il dorso ho utilizzato uno spiedino d’acciaio, di quelli per  gli involtini, preso in prestito dalla cucina.

Tutti e due questi libri hanno la copertina leggermente più grande rispetto al corpo del libro, così i piatti proteggono i bordi delle pagine di carta. L’unghiatura non viene però realizzata per tutti i tipi di rilegatura. Nella brossura la copertina è leggera ed è tagliata a filo del corpo del libro. Il prossimo libro appartiene a questa categoria.

With the same technique I also made the book “Santa’s Book“. The format is slightly smaller. The boards measure 12 mm x 18 cm. Also the width of the spine is lower. This time, I used a steel meat roll skewer, borrowed from the kitchen, to round the back.

Both of these two books have a slightly larger cover than the text block, so the boards protect the edges of the paper pages. However, not all types of binding have squares. Paperbacks have a thinner cover, made of stiff paper, which is cut flush with the text block. The third book I made belongs to this category.

Con la misma técnica también hice el libro “Santa’s Book“. El formato es un poco más pequeño. Las cubiertas miden 12 mm x 18 mm. También el ancho del lomo es menor. En este caso, para redondear la parte posterior utilicé un pincho de acero, prestado de la cocina.

Ambos libros tienen una cubierta ligeramente más grande que el cuerpo del libro, por lo que las cubiertas protegen los bordes de las páginas de papel. Sin embargo, la uña no está hecha para todos los tipos de unión. En el libro en rústica, la portada es clara y está al ras del cuerpo del libro. El siguiente libro pertenece a esta categoría.

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La particolarità di questo libro è quella di avere la parte superiore delle pagine e della copertina sagomate.

All’inizio ho proceduto come per i libri precedenti. Ho tagliato la striscia con cutter e riga, lasciando sopra e sotto un margine con le tacche. Ho praticato i taglietti nei punti indicati ed ho piegato le pagine in corrispondenza dei segni, creando i margini esterni.

The peculiarity of this book is that the upper part of the pages and the cover have a rounded shape.

At the beginning I proceeded as for the previous books. I cut a straight strip using the utility knife and the ruler and leaving a margin with the marks on both sides. I made the cuts were indicated and I folded the pages in correspondence of the marks, creating the external edges of the pages.

La peculiaridad de este libro es tener la parte superior de las páginas y la cubierta en forma redondeada.

Al principio procedí como en los libros anteriores. Corté la tira con cúter y regla, dejando un margen con marcas arriba y abajo; Hice los cortes en los puntos indicados y doblé las páginas en correspondencia con los signos, creando los márgenes externos. 

I libri sagomati veri vengono realizzati con una fustellatrice che taglia i fogli secondo il preciso disegno della pagina, ottenendo tutte forme identiche. Nel caso di questo libretto in miniatura, bisogna tagliarle a mano e non è facile ottenere tante sagome uguali.

La parte inferiore del libro è diritta, l’ho quindi tagliata con cutter e righello, eliminando il bordo bianco. 

In the real world shaped books are made with a die-cutting machine, so all pages and the cover are cut according to a precise design and they all have the same identical shape. In the case of this miniature booklet, we have to cut them by hand and it isn’t easy to get many perfect duplicates.

The lower part of the book, has a straight edge. So I cut it with utility knife and ruler and got rid of the white border.

En el mundo real los libros con forma están hechos con un troquelador que corta las hojas de acuerdo con la precisión del diseño de página, obteniendo todas las formas idénticas. En el caso de este folleto en miniatura, tienes que cortarlos a mano y no es fácil obtener muchas formas idénticas.

La parte inferior, que es recta, la corté con un cúter y una regla, eliminando el borde blanco. 

 

Quella superiore ha tante forme rotonde. L’ho quindi ritagliata con una forbicina molto affilata. Io usato una forbicina con le lame curve, del tipo che si usa per le pellicine. Bisogna procedere con lentezza e mano ferma, cercando di essere più precisi possibile, altrimenti il bordo superiore le libro risulta non compatto e disordinato.

For the upper part with the round shapes I used a small sharp scissors. I used one with curved blades, the kind used for cuticles. I proceeded slowly and with a steady hand, trying to be as precise as possible, otherwise the upper edge of the book would look too messy.

El superior tiene muchas formas redondas. Luego lo corté con unas tijeras muy afiladas. Usé unas tijeras pequeñas con lamas curvas, del tipo utilizado para las cutículas. Debemos proceder lentamente y con mano firme, tratando de ser lo más preciso posible, de lo contrario, el borde superior del libro no es compacto y estará desordenado.

Ho girato la forbice sfruttando la curvatura della lama per seguire meglio la sagoma rotonda.

I turned the scissors taking advantage of the curvature of the blades to better follow the round shape.

Gire las tijeras usando la curvatura de la lama para conseguir mejor la forma redonda.

 In certi punti, visti i piccoli spazi, la forbicina faticava a girare, ho quindi preferito usare la punta del cutter.

Sia che il taglio sia fatto con la forbice che con il cutter, bisogna evitare di separare con forza i pezzi tagliati. Se la carta non si stacca da sola, meglio ripetere il taglio, facendolo leggermente più lungo. Un taglio pulito nella carta si nota molto meno che uno stappo nella carta, anche se piccolo.

Sometimes the spaces were so small that I struggled to move the scissors, so I preferred to use the blade’s tip of the utility knife.

Whether tool is used to cut, it’s necessary to avoid separating the cut pieces with force. If the paper doesn’t detach by itself, it is better to repeat the cut, making the cutting line slightly longer. A clean cut in the paper is less noticeable than a torn paper, even if the rip is really small.

En algunos lugares,  la tijera tuvo problemas para girar en espacios pequeños, así que preferí usar la punta del cúter.

Ya sea que el corte se haga con las tijeras o con el cúter, es necesario evitar la separación con fuerza al cortar piezas. Si el papel no se desprende solo, es mejor repetir el corte, haciéndolo un poco más largo. Un corte limpio en el papel se nota mucho menos que un papel rasgado, incluso si es pequeño.

Come per i precedenti libri, ho steso la colla stick sul retro della striscia. In questo caso ho dovuto fare particolarmente attenzione al lato con il bordo sagomato, che risulta più fragile e si potrebbe facilmente lacerare.

As I made for the previous books, I used the glue stick and spread the adhesive on the back of the paper strip. The side with the shaped edge is more fragile. So this time I had to pay particular attention not to torn it apart.

Al igual que con los libros anteriores, extendí la barra de pegamento en la parte posterior de la tira. En este caso, tuve que prestar especial atención al lado con el borde conformado, que es más frágil y podría romperse fácilmente.

Con la stessa tecnica ho ritagliato le due parti sagomate della copertina.

With the same technique I cut out the two shaped parts of the cover.

Con la misma técnica, corté las dos partes con forma de la cubierta.

Nella realtà questo leggero libretto è rilegato in brossura. Le pagine sono tenute insieme alla copertina di cartoncino leggero da dei semplici punti metallici. Il volume si compone di una segnatura e le pagine risultano inserite l’una dentro l’altra formando un fascicolo.

Avendo il corpo del libro in versione mini il doppio della carta necessaria, perché ogni pagina è composta  da due strati di carta, il volume risulta più corposo di come dovrebbe essere un librino  in brossura. Di conseguenza anche il dorso risulta piuttosto largo.

Per rendere l’assemblaggio con la copertina più facile, l’ho scomposta in tre parti separate, come si vede nella foto: prima di copertina, dorso e quarta di copertina.

In reality, this thin booklet has a soft cover and the pages are held together with staples. The volume consists of a signature and the pages are inserted one inside the other.

The text block of my mini version has twice as much paper than needed, because each page is made up of two layers of paper. So the paperback is much thicker than it should be. Consequently also the spine is rather wide.

In order to make the assembly with the cover easier, I split it into three separate parts, as shown in the photo: front cover, spine, back cover.

En realidad, este folleto ligero está encuadernado en rústica. Las páginas se mantienen junto con la cubierta de cartón ligero mediante grapas simples. El volumen consiste en un cuadernillo y las páginas se insertan una dentro de la otra.

El cuerpo del libro en versión mini tiene el doble del papel necesario, ya que cada página está compuesta de dos capas de papel. Entonces el interior es más grueso de lo que debería ser un libro en rústica. En consecuencia, también el lomo es bastante ancho.

Para facilitar el montaje con la cubierta, lo dividí en tres partes separadas, como se muestra en la foto: portada, lomo y contraportada.

Ho applicato la colla stick sul retro del rettangolo blu e l’ho fatto aderire sulla parte diritta del dorso del corpo del libro, incollando i lembi sul retro della pagina iniziale e finale.

I applied the glue stick to the back of the blue rectangle and stuck it to the straight part of the spine of the text block. Then I pasted the flaps to the back of the first and last page.

Apliqué el pegamento en la parte posterior del rectángulo azul y lo apliqué en el lado derecho del lomo. Luego pegué los bordes en la parte posterior de la primera y última página.

Trattandosi di una rilegatura in brossura, la copertina non è rigida, pertanto non ho utilizzato del cartoncino per rinforzarla. Ho applicato direttamente la copertina stampata al corpo del libro.

Since it is a paperback, the cover is not rigid, so I didn’t use cardboard to reinforce it. I applied the printed cover directly to the text block.

Como es una encuadernación en rústica, la cubierta no es rígida, por lo que no utilicé cartón para reforzarla. Apliqué la portada impresa directamente al cuerpo del libro.

Il libro sagomato è così pronto. Mi dispiace per le foto sfocate. Il libro nella realtà è molto piccolo, misura nemmeno 17 mm in altezza e per cercare di rendere bene i particolari ho dovuto ingrandire molto le foto.

So the booklet is ready. I’m sorry for the blurred photos. The book is really tiny, measuring not even 17 mm in height, and I had to enlarge a lot the picture to try to show the details.

El libro está tan listo. Lo siento por las fotos borrosas. El libro es muy pequeño en realidad, mide a penas 17 mm de altura, y para tratar de hacer bien los detalles tuve que agrandar mucho las fotos.

I tre libri sono coì pronti e possono essere sfogliati come quelli veri. Ora possono essere impacchettati e messi sotto l’albero di Natale nella casa delle bambole.

The three books are now ready and all the pages can be turned like the real ones. Now they can be wrapped and placed under the Christmas tree in the doll’s house.

Los tres libros ahora están listos y se pueden hojear como los verdaderos. Ahora pueden empacar y colocar debajo del árbol de Navidad de la casa de muñecas.

Spero vi divertirete anche voi a realizzarli e se aveste domande, potete lasciare un commento qui sotto o scrivermi. L’indirizzo mail lo trovate nei contatti.

I hope you will enjoy making them too and if you have questions, you can leave a comment below or write to me. You can find the email address in the contacts page contatti.

Espero que disfrutes haciéndolos también y si tienes preguntas, puedes dejar un comentario a continuación o escribirme. La dirección de correo electrónico se puede encontrar en la página contatti.

 

Calendario de Adviento

Desidero ringraziare di cuore Matxalen, per aver inserito anche quest’anno un mio progetto nel Calendario de Adviento e per aver tradotto il mio lungo post in spagnolo.

I would like to thank Matxalen very much for including my project this year again in the Calendario de Adviento and for translating my long post into Spanish.

Me gustaría agradecer de corazón a Matxalen por incluir este año mi proyecto en el Calendario de Adviento y por traducir mi larga publicación al español.

Calendario de adviento. Día 7

Questo è il primo progetto con il quale ho partecipato al Calendario de Adviento Il puzzle a cubi ed è stato pubblicato l’anno scorso, il giorno 7 Dicembre.

Vi auguro buon divertimento e non dimenticatevi di passare ogni giorno dalla pagina dedicata al Calendario per scoprire i nuovi tutorial!

This is the first project I made for the Calendario de Adviento The wooden blocks puzzle and which appeared last year on the 7th go December.

I wish you a lot of fun and don’t forget to check every day on the Calendar page to discover the new tutorials!

El rompecabezas de cubos fue el primer proyecto con el que participé en el Calendario de Adviento y se publicó el año pasado, el día 7 de diciembre.

¡Te deseo mucha diversión y no olvides pasar todos los días en el sitio Calendario para descubrir los nuevos tutoriales!

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Buon Compleanno Dada!

Settimana scorsa sono stata a trovare Dada ed a festeggiare il suo compleanno. Ormai sono due anni che il mio cucciolo studia all’estero. E’ andata a vivere da sola molto giovane. Passo dopo passo sta diventando grande ed io sono molto orgogliosa di lei.

Questa tutorial per realizzare una mini torta è dedicato a lei !

♡ ♡ ♡

Last week I visited Dada to celebrate her birthday. My dear daughter was very young when she left home two years ago. Day after day she is growing and I am very proud of her.

This tutorial for making a mini cake is dedicated to her!

♡ ♡ ♡

 

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Il camino della cucina 3, la base – The kitchen fireplace 3, the base

Il camino della cucina ha subito sostanziali modifiche rispetto a quello originale della Del Prado. Ho rivestito la cappa di rame ed ho decorato il bordo a sbalzo. Poi ho realizzato dei piedritti usando il cartoncino. Infine ho creato la base del camino in mattoni.

The kitchen fireplace has undergone substantial changes compared to the original Del Prado. I covered the hood with copper and embossed the border. Then I made the piers using cardboard. Finally I created the base of the fireplace with bricks.

via victoriaelizabethbarnes.com

Per secoli si è cucinato direttamente sul fuoco del camino della cucina. Nella prima metà dell’800 venne poi inventata la cucina economica, che permetteva di preparare i cibi in modo sicuro, con più pentole contemporaneamente e di scaldare l’acqua nel calderotto, consumando meno legna. Essa venne spesso sistemata nel camino per poter sfruttare la cappa esistente ed aspirare così i fumi della cucina.

For centuries meals were cooked directly over an open fire in the kitchen’s fireplace. In the first half of the nineteenth century, the wood-burning stove was invented. It allowed to prepare food safely, using several pots at the same time and to heat water, consuming less wood. It was often placed in the fireplace, under the existing hood. So the kitchen fumes were sucked up.

Il basamento del mio camino deve essere abbastanza grande da poterci mettere sopra la cucina economica ed essere proporzionato alla cappa soprastante.

Con un foglio di carta ho creato la dima, seguendo i contorni dei piedritti e stabilendo la profondità. 

My fireplace base has to be big enough for my wood-burning stove and it must be proportioned to the hood above.

With a sheet of paper I made a template. I followed the contours of the piers and established the depth.

Ho appoggiato la dima di carta su un cartone, spesso 2 mm, ed ho segnato le dimensioni. Usando la riga di metallo come guida, ho passato diverse volte il cutter sulla superficie del cartone, esercitando solo una leggera pressione. Ho continuato con questo movimento fino a quando la lama ha trapassato completamente lo spessore. Questo video mostra bene la tecnica.

I placed the paper template on a 2 mm thick cardboard and I marked the dimensions. Using a metal ruler as a cutting guide, I passed the cutter several times over the surface of the cardboard, applying only a light pressure. I continued with this movement until the blade completely pierced it. This video shows the technique.

Non uso mai la matita per segnare le misure su carta e cartone, perché la mina, sebbene ben appuntita, ha comunque uno spessore, che fa sì che la misura segnata risulti leggermente spostata rispetto al punto effettivo segnato dal righello.

Per questo motivo, uso la punta del cutter, che è notevolmente più sottile. La affondo nella carta o nel cartone, lasciando un segno ben definito, il più possibile vicino alla riga di metallo.

I never use the pencil to mark the measurements on paper and cardboard. Even if the pencil-lead is well-sharpened, it still has a certain thickness. Consequently the marked  line will be slightly shifted compared to the actual point marked by the ruler.

For this reason, I use the tip of the cutter blade, which is clearly thinner. I sink it into the paper or cardboard, leaving a well-defined mark, as close as possible to the metal ruler.

via wikipedia

Per rivestire il basamento ho scelto lo stesso mattone che avevo usato per il fondo del camino. Fortunatamente avevo ancora un avanzo del foglio stampato all’epoca. Invano ho cercato in internet la stessa immagine per poterla condividere qui, ma non sono riuscita a trovarla.

Vi segnalo quindi dei nuovi siti dove potete trovare textures di mattoni da scaricare gratuitamente. Se volete utilizzarle per i vostri progetti, seguite le istruzioni delle rispettive pagine che li offrono e che non sono collegate a Dada’s dollshouse. Per le condizioni d’uso e la privacy policy fate quindi riferimento ai singoli siti.

Seguendo questi link potrete trovare printies già in scala 1:12 :

Big indoor trainsdisponibili in diverse grandezze, scegliere la versione “dollhouse house version”

Jennifer’s Printables tantissimi tipi di muri di mattoni per la casa delle bambole

Morandi sisters microworld – 6 differenti muri di mattoni per la casa delle bambole

For the base I chose the same brick wallpaper I used for the bottom of the fireplace. Luckily, I still had a leftover, that I printed long time ago. I searched the net for the same image, in order to share it here, but I couldn’t find it.

So I looked for new links, where you can find textures to download for free. If you want to use them for your projects, follow the instructions given by the related site. These sites are not connected to Dada’s dollshouse. For their terms of service and privacy policy refer to their page.

Here you can find printies that are already in 1:12 scale:

Big indoor trainsavailable in different sizes, choose the “dollhouse house version”

Jennifer’s Printables –  lots of types of bricks for the dollhouse

Morandi sisters microworld 6 different brick walls for the dollhouse 

via webdesignertricks.com

Potete utilizzare anche foto di mattoni non in scala e creare il vostro sfondo personale. Qui di seguito qualche link a textures da scaricare gratuitamente:

Cadnav –  immagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

FreeStockTextures – immagini di mattoni da ridimensionare      

Graphics Learning – immagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

texturelib.com  diverse texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

textures.com texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

Web designer Tricks 20 texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

wild texturesimmagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

Sul mio blog potete inoltre consultare la pagina Materiale da stampare dal web dove ho raccolto tanti link a pagine che offrono materiale interessante da scaricare gratuitamente e stampare.

You can also use pictures of bricks that aren’t in scale and create you own background. Here below I listed some links to free brick textures:

Cadnavbrick texture to resize (seamless)

FreeStockTextures – brick texture to resize, several patterns and colors       

Graphics Learning – brick texture to resize (seamless)

texturelib.comseveral brick texture to resize (seamless and irregular)

textures.com – brick textures to resize (seamless and irregular)

Web designer Tricks20 brick textures (seamless and irregular)

wild texturesbrick texture to resize (seamless)

On my blog you can also go to the page Printies from the web. Here I have collected many links to sites that offer interesting printies to download for free.

seamless brick by AscendedArts via deviantart.com

Spesso le immagini prese da questa seconda lista sono troppo grandi e non sono quindi in scala per le nostre case delle bambole. Non serve avere un programma di manipolazione grafica per ridimensionarle o creare addirittura un foglio intero di mattoni. E’ sufficiente un semplice programma di scrittura come Word di Microsoft o Pages per Mac, che è quello che ho usato io.

Se una volta scaricate ed incollate in un nuovo documento di Pages o Word, le immagini risultano troppo grandi per essere usate in un progetto in miniatura, esse possono essere facilmente rimpicciolite.

Prima bisogna cliccare sulla foto per selezionarla. Piccoli quadratini appaiono tutt’attorno alla foto. Cliccando nuovamente su un quadratino all’angolo dell’immagine, lo si trascina verso l’angolo opposto, riducendone le dimensioni. Attenzione, un’immagine può essere ridotta, ma non ingrandita oltre alla sua dimensione originale, perché si otterrebbe una foto pixelata, ovvero scomposta in tanti quadrettini e non più a fuoco.

Per evitare distorsioni della foto e mantenere le proporzioni originali va selezionato “proporzioni vincolate” nella barra laterale. In caso contrario si rischia di ottenere mattoni troppo cicciotti o troppo sottili a secondo se si schiaccia o si allunga l’immagine.

Non mi ricordo il funzionamento esatto di Word, ma è molto simile. Per chi volesse, può consultare le spiegazioni sul sito ufficiale di Microsoft.

Often these images are too big and are not in the right scale for our dollhouse. There is no need to have a graphic manipulation program to resize them or even to create an entire brick wall. A simple writing program like Word by Microsoft or Pages for Mac is fine. I used the second one.

Once you download the image and you paste it into a new document, the picture may look too big. You can easily resize it.

Click first on the picture to select it. Small boxes will appear around it. Click and drag one box at the corner towards the opposite side. The size will reduce while you move it inwards. An image can be reduced, but it cannot be enlarged beyond its original size, otherwise the photo will look pixelated.

To avoid distortions of the picture and keep the original proportions, select “constrain proportions” in the sidebar. Otherwise you risk getting too chunky or too thin bricks depending on whether you squeeze or stretch the image.

I don’t remember the exact commands on Word, but it is very similar. For those who wish, they can read the related article  on Microsoft’s official website.

Con Pages e Word si possono realizzare anche superfici intere di mattoni. La schermata qui sopra mostra come partendo da un’immagine scaricata da Graphics Learning ed affiancando copie della stessa foto si componga un’immagine unica.

Per realizzarla ho aperto un documento nuovo in Pages ed ho incollato l’immagine prescelta nella pagina. Dopo averla ridimensionata, come spiegato sopra, ho fatto tante copie della stessa foto e le ho sistemate una vicino all’altra.

Come si può vedere, i mattoni sui bordi di ogni pezzo sono regolari e combaciano perfettamente con quelli adiacenti, completandosi in un tutt’uno. In inglese questo tipo di immagini si chiamano seamless, ovvero senza soluzione di continuità.

With Pages and Word you can also create entire brick surfaces. The screenshot above shows how starting from an image downloaded from Graphics Learning and placing side by side copies of the same photo you create one big image.

I opened a new document in Pages and pasted the chosen image to the blank page. After resizing it, as explained above, I made several copies of the same photo. Then I arranged them one next to the other.

As you will notice, the bricks on the edges of each piece are regular and they perfectly match the neighboring ones, integrating themselves into a whole. In English this type of images are called seamless.

Non tutte le immagini che si trovano in rete sono adatte per creare una grande superficie unica. Innanzitutto la foto non deve avere bordi bianchi tutt’attorno, ma deve essere tagliata a filo dei mattoni.

I mattoni sui margini devono poi creare una continuità omogenea e realistica con quelli che verranno posizionati a fianco, ovvero devono essere seamless. 

Come si vede bene nella foto qui sopra, i mattoni del lato sinistro sono completamente diversi per forma, dimensione e colore da quelli sul lato destro. Pertanto una volta messi uno a fianco dell’altro non creano continuità. Tra le due immagini c’è una interruzione visibile. Anche il lato superiore non armonizza con il lato inferiore perché i mattoni non risulterebbero sfalsati con lo stesso schema.

Not all images are suitable for creating a large single surface. First of all, the photo has to be without borders. The image covers the entire surface until outer edge.

The bricks on the margins must create a homogeneous and realistic continuity from one photo to the other, once they are alined side by side. The image must be seamless.

As you can see in the picture above, the bricks on the left side are completely different in shape, size and color from those on the right side. Therefore once they are put side by side they do not create a continuity. There is a visible interruption between the two photos. Even the upper side does not harmonize with the lower side, because the bricks’ patterns don’t match.

via wikipedia.org

Per creare un’immagine di mattoni in scala bisogna partire dalle dimensioni dei mattoni veri. Le misure sono legate ad antiche tradizioni locali e variano non solo da paese a paese, ma anche  da regione a regione.

In Italia i lati dei mattoni sono nel rapporto 1 : 2 : 4. Ciò permette una perfetta modularità, consentendo di poterli concatenare perfettamente e realizzare facilmente muri di diversi spessori. 

To resize an image and scale the bricks down to a dollhouse size, first we need to know the dimensions of real bricks. The measures originate from ancient local traditions and vary from country to country and sometimes even from region to region.

In Italy the sides of the bricks are in the ratio 1 : 2 : 4. This allows a perfect modularity. They can be concatenated. Walls of different thicknesses can be easily built.

Come scrivevo più sopra, alcune immagini devono essere ridimensionate. Per calcolare che misura debba avere la foto dei mattoni in scala 1:12, bisogna partire dalle dimensioni di un mattone vero. Una misura comune in Italia è 60 x 120 x 240 mm. In scala 1:12 diventa 5 x 10 x 20 mm.

L’immagine (A), scelta come esempio, misura al naturale 141,1 mm di larghezza. Le dimensioni sono indicate nella barra laterale della formattazione di Pages e sono visibili quando l’immagine è selezionata. 

La larghezza dell’immagine rimpiccolita (B) si ottiene moltiplicando la lunghezza del mattone in miniatura, 20 mm, per il numero dei mattoni che sono presenti in una fila, 5. Al risultato vanno aggiunte poi 5 fughe da 1 mm cadauna. 

(20 mm x 5) + (1 mm x 5) = 105 mm

Dunque 105 mm è la larghezza che devo raggiungere trascinando l’angolo dell’immagine.

Una volta ridimensionata l’immagine, faccio tante copie identiche e le posiziono perfettamente allineate una di fianco all’altra fino a coprire tutta la pagina. Nel mio caso il formato della mia pagina è un A4 e misura 210 × 297 mm, ma potete scegliere quello che preferite. L’orientamento della pagina (formato orizzontale o verticale) e conseguentemente quello dei mattoni dipende dal progetto per il quale stiamo preparando il fondo di mattoni.

Impostando i margini di stampa su tutti i lati a “0”, si ottiene un foglio dove la stampa occupa completamente il foglio. Ma non tutte le stampanti permettono la stampa senza margini. Nel caso otteniate stampe con bordi pagina bianchi, potrete eliminarli in un secondo tempo tagliandoli via.

As I wrote above, some images need to be resized. To calculate the size of the brick photo in 1:12 scale, we need first the size of a real brick. In Italy we have bricks that measure 60 x 120 x 240 mm. In 1:12 scale it becomes 5 x 10 x 20 mm.

The image (A), chosen as an example, is 141.1 mm wide. The dimensions are shown in the format sidebar of Pages and are visible when the image is selected.

To get the width of the resized image (B) one must multiply the brick’s length in miniature, 20 mm, by the number of bricks that are in one row, 5, plus 5 grout lines of 1 mm each.

(20 mm x 5) + (1 mm x 5) = 105 mm

So I have to drag the corner of the image until I reach a width of 105 mm.

Once the photo is resized, I make identical copies and paste them side by side. I arrange them so that they cover the entire document. My page is an A4 and it measures 210 x 297 mm, but you can choose any format you like. The orientation of the page (landscape or portrait printing) and consequently those of the bricks depend on the project.

By setting the margins on all sides to “0” on your printer, the printed image will take the entire sheet. But not all printers allow borderless printing. In case you get white margins around the sheet, you can trim them later.

Ma torniamo alla base del camino, che va rivestita con la carta con la stampa dei mattoni. Ne ho tagliato un rettangolo poco più grande del cartone da rivestire, calcolando un margine supplementare di 1 cm su tutti i lati.

Ho segnato con la matita sul retro della carta una linea parallela alle fughe, che mi indicasse l’orientamento dei mattoni ed il punto dove appoggiare la parte anteriore del basamento. Per ottenere un effetto realistico è importante che i mattoni risultino allineati alla base e corrano parallelamente al gradino frontale.

Ho steso la colla vinilica leggermente diluita con acqua sul retro della carta ed vi ho appoggiato sopra il cartone aiutandomi con la linea appena tracciata a matita e lasciando un margine tutto attorno per i i risvolti. Per vedere come rivestire il cartoncino di carta potere consultare la pagina Tecniche e materiali.

Tutti i margini vanno risvoltati e fatti aderire al retro del cartone, tranne quello rivolto verso il fondo del camino.

La carta dei due angoli anteriori deve essere svoltata ed incollata sui lati in modo da creare l’illusione che il mattone sia un pezzo unico.

But let’s go back to the base of the fireplace, that has to be covered with the brick paper. So I cut a rectangle of paper slightly larger than the cardboard and leaving a margin of 1 cm on all sides.

On the back of the paper I marked with a pencil a parallel line to the mortar joints. It helped me to place the base with the same orientation of the bricks. In order to obtain a realistic effect, it’s important that the bricks are aligned to the base and run parallel to the frontal step.

I diluted the vinyl glue with water and I applied it to the back of the paper. Then I placed the cardboard on it, using the pencil mark as guideline and leaving a margin all around for the flaps. To see how to cover cardboard with paper, you can read the page Techniques and materials.

I turned all flaps and glued them to the back of the cardboard, except the one that goes towards the bottom of the fireplace.

The paper of the two front corners must be turned on the sides so that it gives the illusion of a whole brick

In corrispondenza degli angoli ho praticato dei tagli per facilitare il risvolto della carta. Ho fatto aderire bene tutti i bordi sul retro, marcando con l’unghia lo spessore del basamento. Ho anche schiacciato bene tutte le sovrapposizioni di carta, per appiattirle e non avere spessori, che avrebbero impedito alla base di aderire perfettamente al pavimento.

At the corners I made cuts to better turn the flaps on the back of the cardboard. I pressed well the paper and marked the edges with my fingernail. I also flattened all the paper overlays, in order to reduce their thicknesses. They would otherwise prevent the base from adhering perfectly to the floor.

Ho steso uno strato omogeneo di colla vinilica sul retro del basamento e l’ho incollato al suo posto. Ho poi sistemato un peso ed ho lasciato asciugare la colla.

I spread an homogeneous coat of vinyl glue on the back of the base and glued it in place. Then I placed a weight on it and let the glue dry.

Il camino ora mi sembra più rifinito e realistico e posso continuare a lavorare sulla cucina. Se volete avere qualche informazione storica e vedere delle immagini di cucine ed accessori di case di bambole antiche, dal 1880 al 1920, vi invito a visitare il sito di Jennifer McKendry.

Una breve storia sull’evoluzione della cucina è spiegata su Porch. Mentre potete leggere una dettagliata descrizione di una cucina vittoriana su Victorian interiors and more.

Concludo con una carrellata di immagini di cucine di case di bambole con camini dentro i quali sono state sistemate delle stufe economiche. Cliccate sulle immagini per visitare i blog dai quali esse provengono.

Buona navigazione!

The fireplace now seems more realistic and I can continue to work on the kitchen. If you want to have some historical information and see images of kitchens and accessories of antique dollhouses, from 1880 to 1920, visit Jennifer McKendry.

A brief history on the evolution of the kitchen is explained on Porch. While you can read a detailed description of a Victorian kitchen on Victorian interiors and more.

I end this post with a series of images of dollhouses’ kitchens where wood-burning stoves are placed inside the fireplaces. Click on the images to visit the related blogs.

Good surfing!

via smallhousepress.me

via pinterest

via depoppenhuizenvandickenlia.nl

by Tom Roberts Miniatures – via pinterest

via liduina88.blogspot.com/

via fineminiaturesforum.com

by Goldie Hollander – via flickr.com

via eBay

via members.ziggo.nl/miniloes

via dailymail.co.uk

via poesenpoppenhuis.nl

via pinterest

by Kotomi – via flickr

via englishmanordollhouse.blogspot.com

via pinterest

via leminidiclaudia.blogspot.com

via leminidiclaudia.blogspot.com

via alavenderdilly.blogspot.com

via pinterest

via alavenderdilly.blogspot.com/

via minisantonia.blogspot.com

larriannessmallwonders.com – via pinterest

via depoppenhuizenvandickenlia.nl

via pinterest

via lonkie.tumblr.com

via countrytreasures.co.uk

via pinterest

via dollshouse.com

via cosediunaltromondo.com

via cosediunaltromondo.com

via galebantock.co.uk

via latchkeyandjonquil.blogspot.com

via elblogdepedrete.blogspot.com

via elblogdepedrete.blogspot.com

via galebantock.co.uk

via pinterest

via mon_monde_lilliputien.eklablog.com

A Dollhouse on Betelgeuze by Mari Maciu

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Il camino della cucina 2, i piedritti – The kitchen fireplace 2, the piers

 

Riprendo il racconto di come io abbia modificato il camino nella cucina della mia casetta con la costruzione dei piedritti. Sono gli elementi verticali che delimitano il focolare sui lati e che hanno una funzione portante. Su di esse poggiano infatti l’architrave e la cappa.

I resume the reconstruction of the kitchen’s fireplace in my dollhouse. The work proceed with the addition of the piers. These vertical elements stay on both sides of the hearth and have a supporting function. In fact, the architrave and the hood rest on them.

Come sempre, ho utilizzato materiale recuperato. Questa volta ho scelto un cartoncino riciclato diverso dal solito. Si tratta dei divisori che si trovano all’interno degli scatoloncini di vino o della birra. Non è del tipo alveolato. E’ spesso 1 mm ed è grezzo su tutti e due i lati.

As always, I used waste material. This time I chose a different recycled cardboard. I found it inside the wine or beer boxes and it’s used as divider. It’s not of the alveolar type. It’s 1 mm thick and has raw surfaces on both sides.

Avevo in mente quei vecchi camini con una grande cappa ed il focolare molto esposto. I mie piedritti avrebbero quindi dovuto essere poco profondi.

I had in mind those old fireplaces with the hearth almost completely open on three sides. Therefore my piers should have been not too deep.

Su un foglio di carta ho disegnato il profilo della parte alta del piedritto. La forma ricorda un capitello. L’ho ritagliata, l’ho posizionata sul cartoncino e l’ho ricopiata. Poi ho disegnato la parte inferiore, che nel mio progetto è larga 2 cm. Non volevo, infatti, un camino troppo profondo. Ho ritagliato il tutto con il cutter. Per ogni piedritto servono 3 di queste sagome. Ne ho quindi tagliate in totale 6.

On a sheet of paper I designed the profile of the upper part of the pier. The shape reminds me of a capital. I cut it out. I placed the template on the cardboard and traced the contour. Then I added the lower part. My base is 2 cm wide, as I didn’t want a too deep fireplace. I cut it out. For each pier I needed 3 pieces. I therefore cut a total of 6 cutouts.

Lo zoccolino della mia cucina era stato incollato molto tempo fa. Arrivava al camino, ma non terminava a filo del muro di mattoni che riveste il fondo del focolare. Non volendo rischiare di rovinare la carta sottostante, non ho cercato di tagliarlo. Ho scelto quindi di coprirlo con i piedritti.

Lo zoccolino ha però uno spessore che impedirebbe ai piedritti di essere addossati perfettamente al muro. Per questo ho praticato un’indentatura alla base del piedritto, sul lato esterno, ovvero sul lato che si sovrappone al battiscopa. Questa rientranza segue perfettamente il profilo del listello. I miei zoccolini sono stati ricavati dalle scatole dei cereali. Se volete vedere come li ho realizzati, potete leggere il post Lo zoccolino battiscopa. Essi non sono quindi perfettamente identici. Per distinguere a quale lato appartengano,  ho segnato a matita la lettera D = destra e la  S = sinistra.

Ho lasciato invece integri i lati dei piedritti rivolti verso l’interno del camino. Essi arrivano diritti al pavimento.

Per la parte frontale ho ritagliato un cartoncino rettangolare largo 1 cm ed alto come la parte diritta dell’elemento. Ho poi tagliato un piccolo rettangolo di cartone per chiudere la parte inferiore del primo sbalzo, e l’ho incollato come nella foto.

I glued the kitchen baseboard long time ago. It arrived at the fireplace, but it wasn’t flush with brick wall covering the back of the hearth. I didn’t wand to risk ruining the paper below. So I didn’t try to cut it. I therefore chose to hide the skirting’s ends behind the piers.

However, the baseboard has a thickness that would prevent the piers from perfectly leaning against the wall. For this reason I cut an indentation at the base’s outer side, the one overlapping the skirting board. This recess perfectly follows the profile of the baseboard. My baseboards are made from cereal boxes. If you would like to know how I made them, you can read the post The baseboard molding The skirting’s profiles aren’t therefore perfectly identical. To distinguish which side they belong to, I marked a letter in pencil: D = right and S = left.

I left the piers’ sides facing inward intact. They go straight to the floor.

For the front I cut a rectangular cardboard piece, 1 cm wide and as tall as the straight part of the pier. Then I cut a small rectangle of cardboard to close the lower part of the first overhang, and I glued it as in the photo.

I due pezzi, laterale e frontale, sono stati poi incollati insieme a filo. La parte anteriore si appoggia sopra quella laterale e ne nasconde lo spessore.

Then I glued the two pieces, side and front, flush together. The front side rests on the side and hides its thickness.

Ho aggiunto le altre due sagome di cartone, una sul lato esterno opposto, anch’esso a filo della parte anteriore, ed una al centro per rinforzare la struttura.

I added two other cardboard cutouts, one on the opposite side, flush with the front, and one in the middle of the two to reinforce the structure.

Ho aggiunto dei rettangoli in testa. Essi tengono i tre elementi distanziati ed evitano che essi convergano nella parte alta.

I added rectangles on the top. They keep the three elements apart and prevent them from converging in the upper part.

carta regalo Lankmoj – via http://www.ikea.com

Per coprire la parte frontale, che è ondulata, ho utilizzato un cartoncino molto leggero. Ho scelto quello che si usa in legatoria per i dorsi dei libri. E’ molto sottile e può essere facilmente curvato. A volte un cartoncino simile si trova all’interno dei rotoli delle carte da regalo, per evitare che si rovinino schiacciandosi.

To cover the front part of the piers, the undulated one, I chose a very light cardboard. It’s used in bookbinding for the book spine. It’s very thin and can be easily bent. Sometimes a similar cardboard is found inside the wrapping paper rolls. It prevents them from being crushed.

Ho tagliato una striscia larga 1 cm e più lunga del necessario. Per curvarla l’ho fatta scivolare più volte contro un oggetto rotondo. Io ho usato un pennarello piuttosto grosso. Attenzione, perché se si utilizza un oggetto cilindrico troppo sottile, si rischia di far crepare il cartoncino.

Ho appoggiato la striscia sul pennarello e l’ho bloccata con il pollice destro. Con la mano sinistra ho preso un’estremità del cartoncino ed l’ho tirato continuando a tenere premuta la striscia contro la rotondità. Ho ripetuto questo movimento più volte, facendola scivolare tra pollice e pennarello fino quando si è curvatura a sufficienza.

Un altro metodo per curvare il cartoncino è quello di appoggiare la striscia sulla parte superiore della gamba, quando si è seduti, e tenendo il pennarello con le due mani, lo si passa tante volte sopra la striscia, fino a quando è sufficientemente curva.

I cut a strip, 1 cm wide and longer than required. To curve it, I placed it against a rather large round pen. Holding it under my thumb, I slipped it several times, impressing the curvature. To prevent the cardboard from cracking, the cylindrical object shouldn’t be too thin.

Another method for bending the cardboard is to place it on the upper part of the leg, while sitting. Holding the pen with both hands, you pass it over the strip many times, until the cardboard is bent enough.

Ho  rivestito le parti concave e convessi a pezzi. Utilizzando un’unica striscia continua, con tutti i cambi di direzione le pieghe risulterebbero troppo imprecise. Ho quindi  ricavato le singole misure appoggiando il cartoncino sul punto da coprire e segnando le rispettive lunghezze.

Per il rettangolino diritto, che chiude il gradino verticale, ho usato il cartoncino più robusto, lo stesso della struttura dei piedritti.

I covered the concave and convex parts with single pieces of the curved cardboard. Using one single strip, the folds would be too inaccurate with all the direction changes. I took the measurements by placing the strip on the part to be covered and marking the each length.

For the straight rectangle, that closes the vertical step, I used the stronger cardboard I already used for the first overhang.

Ho verificato di aver assemblato correttamente i piedritti. Non solo l’indentatura deve risultare sul lato esterno, ma la scanalatura deve corrispondere al profilo dello zoccolino sul quale va incollato.

I checked to have correctly assembled the piers. The indentation must be on the outside and the shape of the groove must correspond to the profile of the baseboard on which it must be glued.

Mentre il lato opposto, quello rivolto verso l’interno del camino, deve essere diritto.

While the opposite side, the one facing the inside of the fireplace, must be straight.

Con il colore acrilico già usato per i mobili della cucina – un bianco latte, leggermente giallognolo – ho steso la prima mano. Ho usato il colore non diluito e dando poche passate alla volta. Bisogna infatti fare attenzione a non bagnare il cartone, che inumidito si imbarcherebbe e si scollerebbe.

In totale ho dato tre mani e tra una e l’altra ho fatto asciugare bene la pittura. Quando si dipinge sul cartone non bisogna avere fretta. Meglio aspettare un po’ di più ed evitare che si bagni, soprattutto se si tratta di manufatti elaborati, il cui rifacimento sarebbe alquanto noioso.

With the acrylic color already used for the kitchen furniture – a milky, slightly yellowish white – I gave a first coat of paint. I used the undiluted color and passed only a few brush strokes at a time. The cardboard mustn’t get wet, otherwise it would warp and unglue.

I gave three coats of paint in total. In between I waited for the paint to dry completely. When you paint on the cardboard, you don’t have to hurry. It’s better to wait a little longer and prevent it from getting wet, especially if it comes to elaborate artifacts, whose remaking would be quite boring.

Una volta pronti, ho steso la colla vinilica sul retro e sulla superiore dei piedritti e li ho spinti nella posizione desiderata. Non ho applicato la colla sotto la base dei piedritti, perché scivolando sul pavimento, l’avrebbero sporcato. La posizione corretta è sotto la cappa di rame, a filo del bordo esterno. La mensola sborda su tutti i tre lati del camino.

Tra due settimane vi mostrerò come ho completato il camino della cucina.

Once ready, I spread the vinyl glue on the back and on the top of the piers. I pushed them into the desired position. I didn’t apply the glue under the base, because it would leave a dirty strip while sliding on the floor. The piers should be placed under the hood, in correspondence of its outer edge. The shelf protrudes on all three sides of the fireplace.

In two weeks I will show you how I completed the kitchen fireplace.

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Il camino della cucina 1, la cappa – The kitchen fireplace 1, the hood

Dopo una lunga pausa ho ripreso a lavorare alla casetta Del Prado. Una parte della struttura ha iniziato ad imbarcarsi e ci sono diverse cose che, con l’esperienza acquisita nel tempo, ora avrei fatto diversamente. Ma ho deciso che voglio terminarla. Questa in fondo è la mia palestra.

After a long break I started to work at the Del Prado dollhouse again. A part of the structure has already begun to warp. Besides that, I don’t like some works I did at the beginning. Now I gained experience and I would build several things differently. But I decided to end this project. This is a good training after all.

via A LITTLE BIT OF EVERYTHING

Già da tempo avevo fatto alcune modifiche alla versione originale. Avevo diviso il bagno, creando la lavanderia.

Mentre in cucina avevo eliminato la parte sottostante del camino. Non ho una foto mia del camino originale, così ho scelto quella della cucina di A little Bit of Everything per mostrarvela. 

I already made some changes to the original version of the dollhouse. I divided the bathroom, adding a laundry room.

In the kitchen I removed the lower part of the fireplace. I don’t have a photo of this first version. So I chose picture from A little Bit of Everything‘s kitchen to show you the original shape of the fireplace.

cucinare nel medioevo – via wikipedia

La storia del camino inizia poco dopo la scoperta del fuoco da parte dell’uomo. Questo elemento così importante per la preparazione dei cibi, per riscaldare gli ambienti e per l’illuminazione, era al tempo stesso terribilmente pericoloso e distruttivo. Per questo motivo le fiamme dovevano essere custodite e confinate, affinché non incendiassero le abitazioni.

Per molti secoli il focolare era stato allestito al centro della stanza, lontano dalle pareti costruite principalmente di legno, ed il fumo lasciato salire liberamente e fatto uscire da un foro nel tetto. Sul fuoco si cucinava, mentre il calore riscaldava l’ambiente circostante. 

Nel Medioevo si iniziò, soprattutto nelle città, a costruire case in pietra. Il focolare fu così addossato al muro e venne aggiunta una cappa. Questa era piuttosto sporgente e spesso era sorretta da colonne. Raccoglieva i fumi e li convogliava verso l’esterno tramite la canna fumaria. Si trattava di manufatti ingombranti e pesanti. Per poter costruire camini anche ai piani superiori e poter così riscaldare anche le camere da letto, si dovette studiare un modello più piccolo e poco profondo, in parte incassato nel muro. Questo tipo di camino è arrivato ai tempi nostri.

The history of the fireplace begins shortly after the discovery of fire by humans. This element, which is so important for cooking, heating and lighting, was at the same time terribly dangerous and destructive. For this reason the flames had to be maintained and  confined, so that they did not burn the houses.

For many centuries the hearth was set up in the center of the room, away from the wooden wall. The smoke rose freely and came out from a hole in the roof. The fire was used for the food preparation, while it heated up the surrounding environment.

In the Middle Ages people began to build stone houses, especially in the cities. Thus the hearth was placed against the wall and a hood was added. This was quite protruding and was often supported by columns. It collected the fumes, which were conveyed to the outside through a chimney. Fireplaces were rather bulky and heavy. In order to build them also on the upper floors and heat the bedrooms, a smaller and shallower model, partly built into the wall, was invented. This type of fireplace is still used nowadays.

cucina del ‘600 – by Joseph Heintz il Giovane, via http://www.ibcmultimedia.it

Fu nel basso Medioevo che si cominciò ad utilizzare una stanza apposita e separata per la preparazione dei cibi, la cucina.

In the late Middle Ages people began to use a separate room  for food preparation and cooking, the kitchen.

girarrosto ad aria calda, su disegno di Leonardo da Vinci – via hevelius.it

Una curiosità: Leonardo da Vinci aveva inventato un girarrosto automatico. Lo spiedo era sistemato sopra le braci del camino ed era collegato ad un’elica inserita nella canna fumaria. Con il passaggio dell’aria calda, essa roteava e faceva girare il girarrosto. In questo modo lo spiedo si muoveva automaticamente, senza l’intervento dell’uomo.

A curiosity: Leonardo da Vinci invented an automatic rotisserie. The spit was placed over the embers of the fireplace and it was connected to a propeller inserted in the chimney. The hot air flow made it rotate and it spun the rotisserie. In this way the spit turned automatically, without human intervention.

Kitchen in Museum Van Loon in Amsterdam – via wikipedia

Pensando alle cucine d’altri tempi, mi erano tornate alla mente le mantovane che ingentiliscono la cappa del camino.

Thinking of vintage kitchens from the past, I remembered the embroidered pelmets decorating old chimney hoods.

In merceria ho quindi acquistato un nastrino di cotone con gli smerli blu, il colore della mia cucina. Di solito li si usa per rifinire i collettini delle camicie dei bambini. Io invece l’ho incollato ai bordi della mensola della cappa, lungo tutti e tre i lati liberi.

I bought a cotton scalloped ribbon at the haberdashery. Usually it’s used to finish the collars of children’s shirts. I chose one with a blue profile to match the color of my kitchen and I glued it to the border of the shelf that surrounds the hood.

In corrispondenza degli angoli ho praticato un taglietto nel margine da incollare, facendo attenzione a non tagliare troppo. Questo agevola la curvatura a 90 gradi del nastro.

Nonostante questo abbellimento, c’era comunque qualcosa che non mi soddisfaceva a pieno. Le piastrelle che rivestivano la cappa non si armonizzavano con il resto.

At the corners I cut a slit into the ribbon’s seam allowance, being careful not to trim too much. This allows the ribbon to turn easily at 90 degrees.

Despite this embellishment, there was still something that didn’t fully satisfy me. I didn’t like the tiles on the hood.

hammered copper surface texture with patina – via amazon.com

Quindi ho cercato ispirazione in internet ed ho trovato delle cappe in rame. Hanno un sapore antico. Mi ricordano le vecchie rosticcerie con le grandi cappe di rame sotto le quali girano i polli sui girarrosti.

So I looked for inspiration on the internet and found some copper hoods. They remind me of old delis where chickens turn on rotisseries under big copper hoods.

different copper hood styles via wishihadthat.com

Il rame è uno dei primi metalli usati dall’uomo. Allo stato puro è morbido. All’inizio fu quindi utilizzato per creare soprattutto oggetti decorativi. Intorno al 4.000 aC venne inventato il bronzo, una lega di rame e stagno. Il metallo ottenuto era più duro e poteva essere forgiato o fuso per creare vasi, contenitori e armi come frecce e arpioni.

Gli antichi Egizi avevano scoperto le proprietà battericide e funghicide del rame e lo usavano per sterilizzare ferite e rendere potabile l’acqua. Realizzavano anche specchi. Proprio per la brillantezza e bellezza di questo materiale, esso venne associato alla dea Venere. Gli antichi Romani lo usarono come moneta. Passarono poi all’ottone, una lega di rame e zinco, che impiegarono anche per la realizzazione di armature, strumenti musicali e manufatti artistici. Essi usarono il rame anche per le tubature dei loro ingegnosi sistemi idrici.

Nell’era moderna il rame fu impiegato per la copertura dei tetti. La richiesta di rame crebbe notevolmente con l’avvento dell’elettricità. I cavi elettrici sono infatti prodotti con questo metallo.

Copper is one of the first metals used by humans. As it’s very soft, it was used to make decorative items. Around 4.000 BC bronze was invented. It’s an alloy of copper and tin. This harder metal could be forged or casted for creating pots, containers and weapons like arrows and harpoons.

Egyptians discovered that copper had bactericidal and fungicidal properties. They used it to sterilize wounds and to make water drinkable. They made also mirrors with copper. Due to its brilliance and beauty this metal was associated to the goddess Venus. The Romans used it for their coins. Later thy made them out of brass, an alloy of copper and zinc. They used this metal for armors, musical instruments and artistic objects. They also made copper tubing for their ingenious plumbing systems.

In the modern era, copper was additionally used for roofing. The demand for copper grew considerably in the Age of Electricity, as electric wires are made with this metal.

In Svizzera avevo acquistato dei fogli d’alluminio in colori assortiti, tra i quali anche il rame. Si usano principalmente per realizzare decorazioni natalizie, ma sapevo che prima o poi mi sarebbero servite per la casa delle bambole.

In Switzerland I purchased aluminum foils in assorted colors, including copper. They are mainly used for Christmas decorations or embossing. But I knew that sooner or later I would have needed them for the dollhouse.

Per prendere le misure esatte ho creato una dima. Ho appoggiato un foglio di carta sulla cappa ed ho seguito perfettamente ogni piega ed ogni margine, calcandoli bene con l’unghia. Nei punti dove la carta non era sufficiente ho aggiunto dei pezzi tenendoli insieme con del nastro adesivo.

To take the exact measurements, I made a template. I placed a sheet of paper on the hood. Then I pressed each fold and each edge with my fingernail. Where the paper wasn’t enough, I added some pieces and held them with tape together.

Così ho ottenuto la sagoma della cappa. Una volta distesa, l’ho appoggiata su un nuovo foglio di carta ed ho ricopiato la forma.

So I got the shape of the hood. Once unfolded, I placed it on a new sheet of paper and copied the shape.

Poi ho sistemato la sagoma di carta sul foglio di rame. Con la riga di metallo ed il cutter ho tagliato lungo tutti i lati.

Then I placed the paper template on the copper sheet. With a metal ruler and the cutter I cut along all sides.

Per ottenere un angolo della lamiera perfettamente diritto su tutta la sua lunghezza, serve una guida, che abbia uno spigolo vivo e che sia più lunga della lamiera da piegare.

Io ho usato il mio Geodreieck grande. L’ho appoggiato nel punto dove volevo fare la piega della cappa e tenendolo pressato con la mano sinistra ho bloccato un lato del lamierino contro il tavolo. Con la mano destra ho sollevato con delicatezza il lembo libero, imprimendo l’angolo.

To make nice straight corners, I folded the metal sheet using a sharp edge as a guide.  It has to be longer than the sheet to be bent.

I used my big Geodreieck. I placed it where I wanted to fold the hood. Keeping one side of the foil pressed under the ruler, stuck against the table, I raised carefully the free end, marking the corner.

Geodreieck – via wikipedia

Il Geodreieck è uno strumento di misurazione, utilizzato principalmente in geometria, che combina il righello ed il goniometro. Si trova difficilmente in Italia, ma è uno strumento fantastico. Serve per misurare gli angoli, per tracciare linee e per disegnare agevolmente rette parallele e perpendicolari. Altra caratteristica, che trovo molto  utile, è il posizionamento dello zero al centro della riga. Lo uso spesso per segnare contemporaneamente le misure di due pezzi  paralleli o per stabilire  il centro di una retta o tracciare una linea centrale.

E’ realizzata in materiale plastico trasparente ed in commercio ne esistono di diverse dimensioni. La più comune è quella piccola nella foto qui sopra, il cui righello misura 14 cm, ma ne esistono anche di più grandi. Quella che attualmente sto usando io, misura 20 cm.

Io uso il Geodreieck dai tempi della scuola. E’ così comodo che mi serve anche per segnare gli orli ai pantaloni!

The Geodreieck is a measuring instrument, mainly used in geometry. It combines a ruler with a protractor. Even it’s a fantastic tool, it’s difficult to find in Italy. It’s used to measure angles, to draw lines and to easily trace parallel and perpendicular lines. Another feature, which I find very useful, is the zero positioned at the center of the ruler. I often use it to mark the measurements of two parallel pieces at the same time or to establish the center of a straight line or to draw a central line.

It’s made of transparent plastic and is available in different sizes. The most common is the small one shown in the picture above. The ruler measures 14 cm. But there are also larger ones. The one I am currently using is 20 cm long.

I have been using the Geodreieck since school. It’s such a useful tool that I use it also to mark the hems of pants, when I have to shorten them!

ribattino

Una particolarità delle cappe di rame sono i listelli di giunzione con i caratteristici ribattini.

The joining strips with the characteristic rivets are a peculiarity of the copper hoods.

Per realizzare il rigonfiamento dei ribattini ed imitare i rivetti, ho utilizzato lo strumento con la punta a sfera, che si usa per modellare la pasta polimerica o l’argilla.

Ho ottenuto buoni risultati e punti ben definiti quando ho lavorato sul tappetino da taglio, piuttosto che su una superficie cedevole.

I made bulges to imitate the rivets, using a ball stylus tool for clay sculpting.

I achieved good results and well definded dots when I worked on the cutting mat, rather than on a soft surface.

Per una cappa grande come la mia servono 2 listelli di giunzione da applicare sul davanti e 2 per gli angoli. Ho quindi tagliato delle strisce lunghe quanto l’altezza della cappa.  2 strisce sono larghe 3 mm e 2 sono larghe il doppio, ovvero 6 mm.

Le strisce più larghe devono essere piegate a circa 90 gradi con la stessa tecnica usata per piegare la cappa. La piegatura va effettuata prima d’imprimere le forme dei rivetti, così da non rovinarli. Ho tenuto una metà bloccata sotto la riga. L’altra metà è però troppo stretta per essere tenuta con le dita. Pertanto ho infilato sotto il lembo libero un secondo righello e l’ho fatto ruotare, sollevando la lamina ed imprimendo una piega netta. 

Poi ho  impresso sul retro di ogni striscia una fila di punti ad una distanza regolare, aiutandomi con il righello. I i ribattini di tutte i listelli di giunzione vanno posizionati alla stessa altezza, facendo attenzione che il primo e l’ultimo ribattino non siano troppo vicini al margine dell’inizio e dalla fine delle strisce di rame.

For a hood as large as mine, you need 2 joining strips for the front and 2 for the corners. I cut 4 strips a little bit longer than the height of the hood. 2 strips were 3 mm wide and 2 were twice the width, namely 6 mm.

I bent the wider strips at about 90 degrees with the same technique I used to fold the hood. This step should be done before the rivets are embossed, in order not to damage them. I kept one half of the strip pressed below the ruler. As the other half is too narrow and the fingers can’t hold it, I slipped a second ruler under the free flap and lifted the foil with a rotating movement and obtaining a sharp fold.

Then I embossed a row of dots on the back of each strip. Using the ruler I placed them in the center at a regular distance one from the other. The rivets should be at the same height on all junction strips and start and end not too close to the edge of the beginning and the end of the copper strips.

Ho iniziato ad applicare alla cappa le strisce di giunzione che vanno agli angoli. Per incollarle ho utilizzato la colla vinilica.  L’ho stesa omogeneamente su tutto il retro, avendo cura di coprire bene tutti i margini. Le strisce devono infatti aderire perfettamente alla cappa e non sollevarsi in nessun punto. Ho eliminato subito le eventuali sbavature di colla con un panno umido. Con delicatezza ho premuto le strisce contro la cappa, senza però passare sui rivetti, altrimenti li avrei schiacciati.

La cappa, sebbene arricchita dalle giunzioni ed i ribattini, aveva ancora un aspetto troppo semplice. Ho quindi cercato in rete quali tipi di decorazioni potessi aggiungere.

I started with the junction strips for the corners of the hood. I spread out the vinyl glue evenly over the entire back side, taking care to cover all the edges. The strips must adhere perfectly to the hood and not lift up at any point. I immediately removed any glue smudge with a damp cloth. I gently pressed the strips against the hood, without passing over the rivets, otherwise I would have flattened them.

Despite the addition of  joints and rivets, the hood still looked too simple. So I searched the web for supplementary decorations.

uva

 

uva

bordi a sbalzo

Mi sono così imbattuta in una serie di decori a sbalzo. Esistono con tantissimi motivi diversi: ghirigori floreali, animali, tralci di uva…

So I came across a series of embossed decorations. There are many different motifs: floral doodles, animals, grape vines …

Ho ritagliato una striscia di rame alta 17 mm e più larga della base della cappa. Appoggiandola contro la cappa, ho segnato l’andamento delle svasature ai lati ed ho tagliato i bordi di conseguenza.

Ho optato per i rami di vite con uva, che mi parevano molto decorativi ed al tempo stesso facili da realizzare. Con l’attrezzo a punta rotonda ho tracciato i segni sul retro del bordo di rame. Partendo dal centro, ho impresso in modo speculare e simmetrico il segno dei rami curvi con i riccioli. Ho aggiunto poi i grappoli ed infine ho riempito gli spazi rimanenti con le foglie.

I cut a strip of copper 17 mm high and wider than the base of the hood. I placed the strip against the base and marked the flared sides.  Then I cut them accordingly.

I opted for grapevine branches with grapes. It’s a highly decorative designs and seemed to be quite easy to make. Using the tool with the round tip I worked on the back side of the foil. I first traced the branches with curls, starting from the center and working in a specular and symmetrical way. Then I added the grapes and finally filled the rest of the space with the leaves.

Al termine ho applicato il bordo con la colla vinilica, usando le stesse accortezze avute per i giunti con i rivetti .

When the embossing was finished, I pasted the strip on the hood with vinyl glue, as I did with the joints with the rivets.

Ho poi incollato le strisce di giunzione sul davanti della cappa, accorciandole prima, di modo che i rivetti fossero tutti allineati. Infine ho incollato la cappa di rame sopra a quella di piastrelle. Ora l’aspetto è molto più realistico, ma il lavoro non è terminato, manca la parte sottostante.

Then I glued the junction strips to the front of the hood, shortening them first so that the rivets were all aligned. At the end I glued the copper hood over the tiled one. Now the hood looks much more realistic, but it’s not finished, the part below is missing.

L’altro giorno ho fatto un sondaggio su Instagram ed è risultato che i miei lettori preferiscono più post brevi, che uno solo lungo.

Vi do quindi appuntamento a tra due settimane con il proseguimento: i piedritti.

The other day I made a survey on my Instagram. It turned out that my readers prefer several short posts, rather than just a long one.

So see you in two weeks with the continuation: the piers.

 

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Le calze di Natale ricamate – Embroidered Christmas stockings

via lusile17.centerblog.net

La calza fa parte delle decorazioni natalizie tradizionali. La sua origine però non è certa. Si racconta che nel medioevo, in Germania, la gente povera mettesse la notte del 24 Dicembre i propri zoccoli o stivali fuori dalla porta. Durante le ore più buie, i più ricchi del paese lasciavano cibo e monete dentro le scarpe, come doni.

The sock is part of the traditional Christmas decorations. Its origin, however, is not certain. It is said that in the Middle Ages, in Germany,  on the night of December 24th, poor people left their clogs or boots on the doorstep. After dark, the wealthy people of the village left food and coins in their shoes as gifts.

via The Graphics Fairy

Un’altra leggenda racconta che molto tempo fa un vedovo viveva con le sue tre bellissime figlie. L’uomo era disperato perché non sapeva cosa sarebbe successo alle ragazze dopo la sua morte, perché egli era troppo povero per dare loro una dote e farle sposare. Saint Nicholas, che era un uomo molto buono, decise di aiutare in segreto questa famiglia. Durante la notte della Vigilia di Natale buttò nella casa tre sacchetti colmi di monete d’oro e questi caddero dentro le calze che erano state appese alla mensola del camino ad asciugare. Il giorno dopo il padre e le figlie trovarono i doni e vissero felici e contenti.

Another legend tells that long time ago there was a widower who lived with his three beautiful daughters. The man was too poor to provide a dowry and nobody would marry them. So he was worried about what would happen to the girls after his death. Saint Nicholas, who was a very good man, decided to secretly help this family. During the night of Christmas Eve, he threw three bags full of gold coins into the house and they fell into the socks which were hung on the mantel to dry. The next day the father and the daughters found the gifts and lived happily ever after.

Original Santa Claus by Thomas Nast – via sonofthesouth.net

La tradizione di appendere alla mensola del camino le calze la notte prima di Natale è raccontata per la prima volta nella poesia “La notte prima di Natale” pubblicata il 23 dicembre 1823 in forma anonima su un quotidiano newyorkese e poi ufficialmente attribuita a Clement Clarke Moore.

The tradition of hanging the stockings by the fireplace on Christmas eve is told for the first time in the poem “The night before Christmas“. This composition was published anonymously on December 23rd 1823 on a New York newspaper and then officially attributed to Clement Clarke Moore .

via http://www.flickr.com by goddess of chocolate

Il testo racconta la Vigilia di Natale in una casa americana. Descrive Santa Claus come viene rappresentato ancora oggi: un uomo grassottello, con barba bianca,  guance rosse, naso rosso ed un vestito con pelliccia. Egli arriva con la slitta trainata da 8 renne, vola sul tetto, mentre i bambini stanno dormendo e scende dal camino con un sacco pieno di giochi sulle spalle. Riempie le calze con doni e se ne va con la sua slitta, augurando buon Natale.

The rhymes describe the Christmas Eve in an American house. Santa Claus is represented as it’s still today: a chunky man with white beard, red cheeks and nose, wearing a fur. He arrives with his sleigh pulled by 8 reindeers. He flies on the roof, while the children are sleeping and goes down the chimney with a bag full of toys on his shoulder. He fills the socks with the gifts and leaves on his sleigh, wishing everybody Merry Christmas.

via The Graphics Fairy

I tipici regali messi nelle calze di Natale erano principalmente caramelle e frutti, come mele, mandarini e noci, insieme qualche piccolo giocattolo. In certi paesi i bambini che non si erano comportati bene, ricevevano il carbone.

The typical gifts put in Christmas stockings were mainly sweets and fruits, like apples, mandarins and walnuts, together with some small toys. In some countries children who did not behave well received coal.

hanging Christmas stockings – olddesignshop.com

Fino agli anni ’40 si appendevano normali calze al camino. Con il tempo le famiglie iniziarono a personalizzarle con i nomi o decorazioni fino a quando diventarono veri e propri decori natalizi.

Quando scomparvero i camini dalle case, le calze vennero appese alla corda dei panni, tesa sulla parete nella stanza o sistemate sull’albero di Natale. I modelli si sono modificati nel tempo, ci sono state calze larghe o lunghe e strette, fatte a maglia o cucite di stoffa. Ai giorni d’oggi si possono acquistare calze pronte all’uso, ma quelle fatte in casa sono sempre le più belle.

Until the 1940s, normal socks were hung by fireplace. With time, families began to personalize them with names or decorations until they became real Christmas decorations.

When fireplaces disappeared, Christmas stockings were hung on clotheslines at the wall or placed on the Christmas tree. The shapes have changed over time: wide, long and tight, knitted or sewn. Nowadays you can buy ready to use stockings, but homemade socks are much more appealing.

 

Le calze di Natale che vi propongo quest’anno per la casa delle bambole sono da ricamare a punto croce o mezzo punto. Ho realizzato 4 soggetti natalizi diversi, che potete scaricare qui di seguito cliccando sulle singole immagini.

This year’s Christmas socks for the dollhouse are embroidered in cross stitch or needlepoint. I created 4 different Christmas motives. You can download them by clicking on the images below.

Il retro della calza può essere realizzato con un tessuto leggero oppure può essere ricamato anch’esso a punto croce o mezzo punto. Quando le calze sono appese, si vede comunque solamente un lato. E’ quindi una scelta di gusto personale, come realizzare la parte dietro.

Qui di seguito potete scaricare gli schemi per il retro ricamato con il motivo natalizio specchiato.

For the back you can choose a light fabric or you can embroider it, too. When the Christmas Stocking is hanging by the fireplace, you can see anyway only one side. Therefore, it’s a matter of personal taste, how to make the back part.

Below you can download the mirrored patterns for the embroidered back.

Qui di seguito ci sono invece gli schemi per ricamare il retro in tinta unita, senza decori.  

Below you can download the patterns to embroider a plain back, without motif.

Ho chiesto a Franca Gamberoni di Framini di ricamare i quattro modelli e di realizzare le calze di Natale, documentando con foto i passaggi di come le ha assemblate. La ringrazio quindi molto per la preziosa collaborazione.

I asked Franca Gamberoni of Framini to embroider the four models and to make the Christmas stockings, taking pictures of the steps of how she put them together. Thank you so much Franca for your special collaboration!

Franca ha scelto  di ricamare su lino leggero a tessitura regolare. Ha usato due diversi tipi di tele: una con la trama più fitta, ottenendo delle calze piccoline ed una più rada, ottenendo delle calze un po’ più grandi,

Per la scala 1:12 vanno bene sia le calze grandi che piccole. Le calze più piccole, che  vedete sul palmo della mano qui sopra, potrebbero forse usate anche per la scala 1:24.

Franca chose to embroider on light linen with regular weaving. She used two different types of canvases: one with a thicker weft, obtaining tiny socks, and a thinner one, obtaining a slightly larger sock.

The two sizes are good for the 1:12 scale. The smaller one, that you can see in palm of the hand in the picture above, could maybe be used also for the 1:24 scale.

La tela usata per le calze più grandi ha 12 fili per 1 cm, corrispondente al 30 count. La dimensione del ricamo su questa tela è alto 3,3 cm e largo 1,78 cm (1, 3 x 0,7 pollici).

Per ottenere una buona copertura con i filati, lo schema è stato ricamato a punto croce con un solo capo di filo Moulinè, prendendo un solo filo della trama e dell’ordito della tela. Qui un’introduzione al ricamo ed una spiegazione del ricamo su un filo.

The canvas used for the larger socks has 12 threads per 1 cm, corresponding to 30 count. The size of the embroidery on this canvas is 3.3 cm high and 1.78 cm wide (1.3 x 0.7 inches).

For a good coverage with the threads, the pattern was embroidered in cross-stitch with only one strand of Moulinè thread, stitching one over one. Here a good tutorial. Beginners can read this introduction to cross stitch.