Buon Compleanno Dada!

Settimana scorsa sono stata a trovare Dada ed a festeggiare il suo compleanno. Ormai sono due anni che il mio cucciolo studia all’estero. E’ andata a vivere da sola molto giovane. Passo dopo passo sta diventando grande ed io sono molto orgogliosa di lei.

Questa tutorial per realizzare una mini torta è dedicato a lei !

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Last week I visited Dada to celebrate her birthday. My dear daughter was very young when she left home two years ago. Day after day she is growing and I am very proud of her.

This tutorial for making a mini cake is dedicated to her!

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Il camino della cucina 3, la base – The kitchen fireplace 3, the base

Il camino della cucina ha subito sostanziali modifiche rispetto a quello originale della Del Prado. Ho rivestito la cappa di rame ed ho decorato il bordo a sbalzo. Poi ho realizzato dei piedritti usando il cartoncino. Infine ho creato la base del camino in mattoni.

The kitchen fireplace has undergone substantial changes compared to the original Del Prado. I covered the hood with copper and embossed the border. Then I made the piers using cardboard. Finally I created the base of the fireplace with bricks.

via victoriaelizabethbarnes.com

Per secoli si è cucinato direttamente sul fuoco del camino della cucina. Nella prima metà dell’800 venne poi inventata la cucina economica, che permetteva di preparare i cibi in modo sicuro, con più pentole contemporaneamente e di scaldare l’acqua nel calderotto, consumando meno legna. Essa venne spesso sistemata nel camino per poter sfruttare la cappa esistente ed aspirare così i fumi della cucina.

For centuries meals were cooked directly over an open fire in the kitchen’s fireplace. In the first half of the nineteenth century, the wood-burning stove was invented. It allowed to prepare food safely, using several pots at the same time and to heat water, consuming less wood. It was often placed in the fireplace, under the existing hood. So the kitchen fumes were sucked up.

Il basamento del mio camino deve essere abbastanza grande da poterci mettere sopra la cucina economica ed essere proporzionato alla cappa soprastante.

Con un foglio di carta ho creato la dima, seguendo i contorni dei piedritti e stabilendo la profondità. 

My fireplace base has to be big enough for my wood-burning stove and it must be proportioned to the hood above.

With a sheet of paper I made a template. I followed the contours of the piers and established the depth.

Ho appoggiato la dima di carta su un cartone, spesso 2 mm, ed ho segnato le dimensioni. Usando la riga di metallo come guida, ho passato diverse volte il cutter sulla superficie del cartone, esercitando solo una leggera pressione. Ho continuato con questo movimento fino a quando la lama ha trapassato completamente lo spessore. Questo video mostra bene la tecnica.

I placed the paper template on a 2 mm thick cardboard and I marked the dimensions. Using a metal ruler as a cutting guide, I passed the cutter several times over the surface of the cardboard, applying only a light pressure. I continued with this movement until the blade completely pierced it. This video shows the technique.

Non uso mai la matita per segnare le misure su carta e cartone, perché la mina, sebbene ben appuntita, ha comunque uno spessore, che fa sì che la misura segnata risulti leggermente spostata rispetto al punto effettivo segnato dal righello.

Per questo motivo, uso la punta del cutter, che è notevolmente più sottile. La affondo nella carta o nel cartone, lasciando un segno ben definito, il più possibile vicino alla riga di metallo.

I never use the pencil to mark the measurements on paper and cardboard. Even if the pencil-lead is well-sharpened, it still has a certain thickness. Consequently the marked  line will be slightly shifted compared to the actual point marked by the ruler.

For this reason, I use the tip of the cutter blade, which is clearly thinner. I sink it into the paper or cardboard, leaving a well-defined mark, as close as possible to the metal ruler.

via wikipedia

Per rivestire il basamento ho scelto lo stesso mattone che avevo usato per il fondo del camino. Fortunatamente avevo ancora un avanzo del foglio stampato all’epoca. Invano ho cercato in internet la stessa immagine per poterla condividere qui, ma non sono riuscita a trovarla.

Vi segnalo quindi dei nuovi siti dove potete trovare textures di mattoni da scaricare gratuitamente. Se volete utilizzarle per i vostri progetti, seguite le istruzioni delle rispettive pagine che li offrono e che non sono collegate a Dada’s dollshouse. Per le condizioni d’uso e la privacy policy fate quindi riferimento ai singoli siti.

Seguendo questi link potrete trovare printies già in scala 1:12 :

Big indoor trainsdisponibili in diverse grandezze, scegliere la versione “dollhouse house version”

Jennifer’s Printables tantissimi tipi di muri di mattoni per la casa delle bambole

Morandi sisters microworld – 6 differenti muri di mattoni per la casa delle bambole

For the base I chose the same brick wallpaper I used for the bottom of the fireplace. Luckily, I still had a leftover, that I printed long time ago. I searched the net for the same image, in order to share it here, but I couldn’t find it.

So I looked for new links, where you can find textures to download for free. If you want to use them for your projects, follow the instructions given by the related site. These sites are not connected to Dada’s dollshouse. For their terms of service and privacy policy refer to their page.

Here you can find printies that are already in 1:12 scale:

Big indoor trainsavailable in different sizes, choose the “dollhouse house version”

Jennifer’s Printables –  lots of types of bricks for the dollhouse

Morandi sisters microworld 6 different brick walls for the dollhouse 

via webdesignertricks.com

Potete utilizzare anche foto di mattoni non in scala e creare il vostro sfondo personale. Qui di seguito qualche link a textures da scaricare gratuitamente:

Cadnav –  immagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

FreeStockTextures – immagini di mattoni da ridimensionare      

Graphics Learning – immagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

texturelib.com  diverse texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

textures.com texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

Web designer Tricks 20 texture di mattoni da ridimensionare (seamless e non)

wild texturesimmagini di mattoni da ridimensionare (seamless)

Sul mio blog potete inoltre consultare la pagina Materiale da stampare dal web dove ho raccolto tanti link a pagine che offrono materiale interessante da scaricare gratuitamente e stampare.

You can also use pictures of bricks that aren’t in scale and create you own background. Here below I listed some links to free brick textures:

Cadnavbrick texture to resize (seamless)

FreeStockTextures – brick texture to resize, several patterns and colors       

Graphics Learning – brick texture to resize (seamless)

texturelib.comseveral brick texture to resize (seamless and irregular)

textures.com – brick textures to resize (seamless and irregular)

Web designer Tricks20 brick textures (seamless and irregular)

wild texturesbrick texture to resize (seamless)

On my blog you can also go to the page Printies from the web. Here I have collected many links to sites that offer interesting printies to download for free.

seamless brick by AscendedArts via deviantart.com

Spesso le immagini prese da questa seconda lista sono troppo grandi e non sono quindi in scala per le nostre case delle bambole. Non serve avere un programma di manipolazione grafica per ridimensionarle o creare addirittura un foglio intero di mattoni. E’ sufficiente un semplice programma di scrittura come Word di Microsoft o Pages per Mac, che è quello che ho usato io.

Se una volta scaricate ed incollate in un nuovo documento di Pages o Word, le immagini risultano troppo grandi per essere usate in un progetto in miniatura, esse possono essere facilmente rimpicciolite.

Prima bisogna cliccare sulla foto per selezionarla. Piccoli quadratini appaiono tutt’attorno alla foto. Cliccando nuovamente su un quadratino all’angolo dell’immagine, lo si trascina verso l’angolo opposto, riducendone le dimensioni. Attenzione, un’immagine può essere ridotta, ma non ingrandita oltre alla sua dimensione originale, perché si otterrebbe una foto pixelata, ovvero scomposta in tanti quadrettini e non più a fuoco.

Per evitare distorsioni della foto e mantenere le proporzioni originali va selezionato “proporzioni vincolate” nella barra laterale. In caso contrario si rischia di ottenere mattoni troppo cicciotti o troppo sottili a secondo se si schiaccia o si allunga l’immagine.

Non mi ricordo il funzionamento esatto di Word, ma è molto simile. Per chi volesse, può consultare le spiegazioni sul sito ufficiale di Microsoft.

Often these images are too big and are not in the right scale for our dollhouse. There is no need to have a graphic manipulation program to resize them or even to create an entire brick wall. A simple writing program like Word by Microsoft or Pages for Mac is fine. I used the second one.

Once you download the image and you paste it into a new document, the picture may look too big. You can easily resize it.

Click first on the picture to select it. Small boxes will appear around it. Click and drag one box at the corner towards the opposite side. The size will reduce while you move it inwards. An image can be reduced, but it cannot be enlarged beyond its original size, otherwise the photo will look pixelated.

To avoid distortions of the picture and keep the original proportions, select “constrain proportions” in the sidebar. Otherwise you risk getting too chunky or too thin bricks depending on whether you squeeze or stretch the image.

I don’t remember the exact commands on Word, but it is very similar. For those who wish, they can read the related article  on Microsoft’s official website.

Con Pages e Word si possono realizzare anche superfici intere di mattoni. La schermata qui sopra mostra come partendo da un’immagine scaricata da Graphics Learning ed affiancando copie della stessa foto si componga un’immagine unica.

Per realizzarla ho aperto un documento nuovo in Pages ed ho incollato l’immagine prescelta nella pagina. Dopo averla ridimensionata, come spiegato sopra, ho fatto tante copie della stessa foto e le ho sistemate una vicino all’altra.

Come si può vedere, i mattoni sui bordi di ogni pezzo sono regolari e combaciano perfettamente con quelli adiacenti, completandosi in un tutt’uno. In inglese questo tipo di immagini si chiamano seamless, ovvero senza soluzione di continuità.

With Pages and Word you can also create entire brick surfaces. The screenshot above shows how starting from an image downloaded from Graphics Learning and placing side by side copies of the same photo you create one big image.

I opened a new document in Pages and pasted the chosen image to the blank page. After resizing it, as explained above, I made several copies of the same photo. Then I arranged them one next to the other.

As you will notice, the bricks on the edges of each piece are regular and they perfectly match the neighboring ones, integrating themselves into a whole. In English this type of images are called seamless.

Non tutte le immagini che si trovano in rete sono adatte per creare una grande superficie unica. Innanzitutto la foto non deve avere bordi bianchi tutt’attorno, ma deve essere tagliata a filo dei mattoni.

I mattoni sui margini devono poi creare una continuità omogenea e realistica con quelli che verranno posizionati a fianco, ovvero devono essere seamless. 

Come si vede bene nella foto qui sopra, i mattoni del lato sinistro sono completamente diversi per forma, dimensione e colore da quelli sul lato destro. Pertanto una volta messi uno a fianco dell’altro non creano continuità. Tra le due immagini c’è una interruzione visibile. Anche il lato superiore non armonizza con il lato inferiore perché i mattoni non risulterebbero sfalsati con lo stesso schema.

Not all images are suitable for creating a large single surface. First of all, the photo has to be without borders. The image covers the entire surface until outer edge.

The bricks on the margins must create a homogeneous and realistic continuity from one photo to the other, once they are alined side by side. The image must be seamless.

As you can see in the picture above, the bricks on the left side are completely different in shape, size and color from those on the right side. Therefore once they are put side by side they do not create a continuity. There is a visible interruption between the two photos. Even the upper side does not harmonize with the lower side, because the bricks’ patterns don’t match.

via wikipedia.org

Per creare un’immagine di mattoni in scala bisogna partire dalle dimensioni dei mattoni veri. Le misure sono legate ad antiche tradizioni locali e variano non solo da paese a paese, ma anche  da regione a regione.

In Italia i lati dei mattoni sono nel rapporto 1 : 2 : 4. Ciò permette una perfetta modularità, consentendo di poterli concatenare perfettamente e realizzare facilmente muri di diversi spessori. 

To resize an image and scale the bricks down to a dollhouse size, first we need to know the dimensions of real bricks. The measures originate from ancient local traditions and vary from country to country and sometimes even from region to region.

In Italy the sides of the bricks are in the ratio 1 : 2 : 4. This allows a perfect modularity. They can be concatenated. Walls of different thicknesses can be easily built.

Come scrivevo più sopra, alcune immagini devono essere ridimensionate. Per calcolare che misura debba avere la foto dei mattoni in scala 1:12, bisogna partire dalle dimensioni di un mattone vero. Una misura comune in Italia è 60 x 120 x 240 mm. In scala 1:12 diventa 5 x 10 x 20 mm.

L’immagine (A), scelta come esempio, misura al naturale 141,1 mm di larghezza. Le dimensioni sono indicate nella barra laterale della formattazione di Pages e sono visibili quando l’immagine è selezionata. 

La larghezza dell’immagine rimpiccolita (B) si ottiene moltiplicando la lunghezza del mattone in miniatura, 20 mm, per il numero dei mattoni che sono presenti in una fila, 5. Al risultato vanno aggiunte poi 5 fughe da 1 mm cadauna. 

(20 mm x 5) + (1 mm x 5) = 105 mm

Dunque 105 mm è la larghezza che devo raggiungere trascinando l’angolo dell’immagine.

Una volta ridimensionata l’immagine, faccio tante copie identiche e le posiziono perfettamente allineate una di fianco all’altra fino a coprire tutta la pagina. Nel mio caso il formato della mia pagina è un A4 e misura 210 × 297 mm, ma potete scegliere quello che preferite. L’orientamento della pagina (formato orizzontale o verticale) e conseguentemente quello dei mattoni dipende dal progetto per il quale stiamo preparando il fondo di mattoni.

Impostando i margini di stampa su tutti i lati a “0”, si ottiene un foglio dove la stampa occupa completamente il foglio. Ma non tutte le stampanti permettono la stampa senza margini. Nel caso otteniate stampe con bordi pagina bianchi, potrete eliminarli in un secondo tempo tagliandoli via.

As I wrote above, some images need to be resized. To calculate the size of the brick photo in 1:12 scale, we need first the size of a real brick. In Italy we have bricks that measure 60 x 120 x 240 mm. In 1:12 scale it becomes 5 x 10 x 20 mm.

The image (A), chosen as an example, is 141.1 mm wide. The dimensions are shown in the format sidebar of Pages and are visible when the image is selected.

To get the width of the resized image (B) one must multiply the brick’s length in miniature, 20 mm, by the number of bricks that are in one row, 5, plus 5 grout lines of 1 mm each.

(20 mm x 5) + (1 mm x 5) = 105 mm

So I have to drag the corner of the image until I reach a width of 105 mm.

Once the photo is resized, I make identical copies and paste them side by side. I arrange them so that they cover the entire document. My page is an A4 and it measures 210 x 297 mm, but you can choose any format you like. The orientation of the page (landscape or portrait printing) and consequently those of the bricks depend on the project.

By setting the margins on all sides to “0” on your printer, the printed image will take the entire sheet. But not all printers allow borderless printing. In case you get white margins around the sheet, you can trim them later.

Ma torniamo alla base del camino, che va rivestita con la carta con la stampa dei mattoni. Ne ho tagliato un rettangolo poco più grande del cartone da rivestire, calcolando un margine supplementare di 1 cm su tutti i lati.

Ho segnato con la matita sul retro della carta una linea parallela alle fughe, che mi indicasse l’orientamento dei mattoni ed il punto dove appoggiare la parte anteriore del basamento. Per ottenere un effetto realistico è importante che i mattoni risultino allineati alla base e corrano parallelamente al gradino frontale.

Ho steso la colla vinilica leggermente diluita con acqua sul retro della carta ed vi ho appoggiato sopra il cartone aiutandomi con la linea appena tracciata a matita e lasciando un margine tutto attorno per i i risvolti. Per vedere come rivestire il cartoncino di carta potere consultare la pagina Tecniche e materiali.

Tutti i margini vanno risvoltati e fatti aderire al retro del cartone, tranne quello rivolto verso il fondo del camino.

La carta dei due angoli anteriori deve essere svoltata ed incollata sui lati in modo da creare l’illusione che il mattone sia un pezzo unico.

But let’s go back to the base of the fireplace, that has to be covered with the brick paper. So I cut a rectangle of paper slightly larger than the cardboard and leaving a margin of 1 cm on all sides.

On the back of the paper I marked with a pencil a parallel line to the mortar joints. It helped me to place the base with the same orientation of the bricks. In order to obtain a realistic effect, it’s important that the bricks are aligned to the base and run parallel to the frontal step.

I diluted the vinyl glue with water and I applied it to the back of the paper. Then I placed the cardboard on it, using the pencil mark as guideline and leaving a margin all around for the flaps. To see how to cover cardboard with paper, you can read the page Techniques and materials.

I turned all flaps and glued them to the back of the cardboard, except the one that goes towards the bottom of the fireplace.

The paper of the two front corners must be turned on the sides so that it gives the illusion of a whole brick

In corrispondenza degli angoli ho praticato dei tagli per facilitare il risvolto della carta. Ho fatto aderire bene tutti i bordi sul retro, marcando con l’unghia lo spessore del basamento. Ho anche schiacciato bene tutte le sovrapposizioni di carta, per appiattirle e non avere spessori, che avrebbero impedito alla base di aderire perfettamente al pavimento.

At the corners I made cuts to better turn the flaps on the back of the cardboard. I pressed well the paper and marked the edges with my fingernail. I also flattened all the paper overlays, in order to reduce their thicknesses. They would otherwise prevent the base from adhering perfectly to the floor.

Ho steso uno strato omogeneo di colla vinilica sul retro del basamento e l’ho incollato al suo posto. Ho poi sistemato un peso ed ho lasciato asciugare la colla.

I spread an homogeneous coat of vinyl glue on the back of the base and glued it in place. Then I placed a weight on it and let the glue dry.

Il camino ora mi sembra più rifinito e realistico e posso continuare a lavorare sulla cucina. Se volete avere qualche informazione storica e vedere delle immagini di cucine ed accessori di case di bambole antiche, dal 1880 al 1920, vi invito a visitare il sito di Jennifer McKendry.

Una breve storia sull’evoluzione della cucina è spiegata su Porch. Mentre potete leggere una dettagliata descrizione di una cucina vittoriana su Victorian interiors and more.

Concludo con una carrellata di immagini di cucine di case di bambole con camini dentro i quali sono state sistemate delle stufe economiche. Cliccate sulle immagini per visitare i blog dai quali esse provengono.

Buona navigazione!

The fireplace now seems more realistic and I can continue to work on the kitchen. If you want to have some historical information and see images of kitchens and accessories of antique dollhouses, from 1880 to 1920, visit Jennifer McKendry.

A brief history on the evolution of the kitchen is explained on Porch. While you can read a detailed description of a Victorian kitchen on Victorian interiors and more.

I end this post with a series of images of dollhouses’ kitchens where wood-burning stoves are placed inside the fireplaces. Click on the images to visit the related blogs.

Good surfing!

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by Tom Roberts Miniatures – via pinterest

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A Dollhouse on Betelgeuze by Mari Maciu

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Il camino della cucina 2, i piedritti – The kitchen fireplace 2, the piers

 

Riprendo il racconto di come io abbia modificato il camino nella cucina della mia casetta con la costruzione dei piedritti. Sono gli elementi verticali che delimitano il focolare sui lati e che hanno una funzione portante. Su di esse poggiano infatti l’architrave e la cappa.

I resume the reconstruction of the kitchen’s fireplace in my dollhouse. The work proceed with the addition of the piers. These vertical elements stay on both sides of the hearth and have a supporting function. In fact, the architrave and the hood rest on them.

Come sempre, ho utilizzato materiale recuperato. Questa volta ho scelto un cartoncino riciclato diverso dal solito. Si tratta dei divisori che si trovano all’interno degli scatoloncini di vino o della birra. Non è del tipo alveolato. E’ spesso 1 mm ed è grezzo su tutti e due i lati.

As always, I used waste material. This time I chose a different recycled cardboard. I found it inside the wine or beer boxes and it’s used as divider. It’s not of the alveolar type. It’s 1 mm thick and has raw surfaces on both sides.

Avevo in mente quei vecchi camini con una grande cappa ed il focolare molto esposto. I mie piedritti avrebbero quindi dovuto essere poco profondi.

I had in mind those old fireplaces with the hearth almost completely open on three sides. Therefore my piers should have been not too deep.

Su un foglio di carta ho disegnato il profilo della parte alta del piedritto. La forma ricorda un capitello. L’ho ritagliata, l’ho posizionata sul cartoncino e l’ho ricopiata. Poi ho disegnato la parte inferiore, che nel mio progetto è larga 2 cm. Non volevo, infatti, un camino troppo profondo. Ho ritagliato il tutto con il cutter. Per ogni piedritto servono 3 di queste sagome. Ne ho quindi tagliate in totale 6.

On a sheet of paper I designed the profile of the upper part of the pier. The shape reminds me of a capital. I cut it out. I placed the template on the cardboard and traced the contour. Then I added the lower part. My base is 2 cm wide, as I didn’t want a too deep fireplace. I cut it out. For each pier I needed 3 pieces. I therefore cut a total of 6 cutouts.

Lo zoccolino della mia cucina era stato incollato molto tempo fa. Arrivava al camino, ma non terminava a filo del muro di mattoni che riveste il fondo del focolare. Non volendo rischiare di rovinare la carta sottostante, non ho cercato di tagliarlo. Ho scelto quindi di coprirlo con i piedritti.

Lo zoccolino ha però uno spessore che impedirebbe ai piedritti di essere addossati perfettamente al muro. Per questo ho praticato un’indentatura alla base del piedritto, sul lato esterno, ovvero sul lato che si sovrappone al battiscopa. Questa rientranza segue perfettamente il profilo del listello. I miei zoccolini sono stati ricavati dalle scatole dei cereali. Se volete vedere come li ho realizzati, potete leggere il post Lo zoccolino battiscopa. Essi non sono quindi perfettamente identici. Per distinguere a quale lato appartengano,  ho segnato a matita la lettera D = destra e la  S = sinistra.

Ho lasciato invece integri i lati dei piedritti rivolti verso l’interno del camino. Essi arrivano diritti al pavimento.

Per la parte frontale ho ritagliato un cartoncino rettangolare largo 1 cm ed alto come la parte diritta dell’elemento. Ho poi tagliato un piccolo rettangolo di cartone per chiudere la parte inferiore del primo sbalzo, e l’ho incollato come nella foto.

I glued the kitchen baseboard long time ago. It arrived at the fireplace, but it wasn’t flush with brick wall covering the back of the hearth. I didn’t wand to risk ruining the paper below. So I didn’t try to cut it. I therefore chose to hide the skirting’s ends behind the piers.

However, the baseboard has a thickness that would prevent the piers from perfectly leaning against the wall. For this reason I cut an indentation at the base’s outer side, the one overlapping the skirting board. This recess perfectly follows the profile of the baseboard. My baseboards are made from cereal boxes. If you would like to know how I made them, you can read the post The baseboard molding The skirting’s profiles aren’t therefore perfectly identical. To distinguish which side they belong to, I marked a letter in pencil: D = right and S = left.

I left the piers’ sides facing inward intact. They go straight to the floor.

For the front I cut a rectangular cardboard piece, 1 cm wide and as tall as the straight part of the pier. Then I cut a small rectangle of cardboard to close the lower part of the first overhang, and I glued it as in the photo.

I due pezzi, laterale e frontale, sono stati poi incollati insieme a filo. La parte anteriore si appoggia sopra quella laterale e ne nasconde lo spessore.

Then I glued the two pieces, side and front, flush together. The front side rests on the side and hides its thickness.

Ho aggiunto le altre due sagome di cartone, una sul lato esterno opposto, anch’esso a filo della parte anteriore, ed una al centro per rinforzare la struttura.

I added two other cardboard cutouts, one on the opposite side, flush with the front, and one in the middle of the two to reinforce the structure.

Ho aggiunto dei rettangoli in testa. Essi tengono i tre elementi distanziati ed evitano che essi convergano nella parte alta.

I added rectangles on the top. They keep the three elements apart and prevent them from converging in the upper part.

carta regalo Lankmoj – via http://www.ikea.com

Per coprire la parte frontale, che è ondulata, ho utilizzato un cartoncino molto leggero. Ho scelto quello che si usa in legatoria per i dorsi dei libri. E’ molto sottile e può essere facilmente curvato. A volte un cartoncino simile si trova all’interno dei rotoli delle carte da regalo, per evitare che si rovinino schiacciandosi.

To cover the front part of the piers, the undulated one, I chose a very light cardboard. It’s used in bookbinding for the book spine. It’s very thin and can be easily bent. Sometimes a similar cardboard is found inside the wrapping paper rolls. It prevents them from being crushed.

Ho tagliato una striscia larga 1 cm e più lunga del necessario. Per curvarla l’ho fatta scivolare più volte contro un oggetto rotondo. Io ho usato un pennarello piuttosto grosso. Attenzione, perché se si utilizza un oggetto cilindrico troppo sottile, si rischia di far crepare il cartoncino.

Ho appoggiato la striscia sul pennarello e l’ho bloccata con il pollice destro. Con la mano sinistra ho preso un’estremità del cartoncino ed l’ho tirato continuando a tenere premuta la striscia contro la rotondità. Ho ripetuto questo movimento più volte, facendola scivolare tra pollice e pennarello fino quando si è curvatura a sufficienza.

Un altro metodo per curvare il cartoncino è quello di appoggiare la striscia sulla parte superiore della gamba, quando si è seduti, e tenendo il pennarello con le due mani, lo si passa tante volte sopra la striscia, fino a quando è sufficientemente curva.

I cut a strip, 1 cm wide and longer than required. To curve it, I placed it against a rather large round pen. Holding it under my thumb, I slipped it several times, impressing the curvature. To prevent the cardboard from cracking, the cylindrical object shouldn’t be too thin.

Another method for bending the cardboard is to place it on the upper part of the leg, while sitting. Holding the pen with both hands, you pass it over the strip many times, until the cardboard is bent enough.

Ho  rivestito le parti concave e convessi a pezzi. Utilizzando un’unica striscia continua, con tutti i cambi di direzione le pieghe risulterebbero troppo imprecise. Ho quindi  ricavato le singole misure appoggiando il cartoncino sul punto da coprire e segnando le rispettive lunghezze.

Per il rettangolino diritto, che chiude il gradino verticale, ho usato il cartoncino più robusto, lo stesso della struttura dei piedritti.

I covered the concave and convex parts with single pieces of the curved cardboard. Using one single strip, the folds would be too inaccurate with all the direction changes. I took the measurements by placing the strip on the part to be covered and marking the each length.

For the straight rectangle, that closes the vertical step, I used the stronger cardboard I already used for the first overhang.

Ho verificato di aver assemblato correttamente i piedritti. Non solo l’indentatura deve risultare sul lato esterno, ma la scanalatura deve corrispondere al profilo dello zoccolino sul quale va incollato.

I checked to have correctly assembled the piers. The indentation must be on the outside and the shape of the groove must correspond to the profile of the baseboard on which it must be glued.

Mentre il lato opposto, quello rivolto verso l’interno del camino, deve essere diritto.

While the opposite side, the one facing the inside of the fireplace, must be straight.

Con il colore acrilico già usato per i mobili della cucina – un bianco latte, leggermente giallognolo – ho steso la prima mano. Ho usato il colore non diluito e dando poche passate alla volta. Bisogna infatti fare attenzione a non bagnare il cartone, che inumidito si imbarcherebbe e si scollerebbe.

In totale ho dato tre mani e tra una e l’altra ho fatto asciugare bene la pittura. Quando si dipinge sul cartone non bisogna avere fretta. Meglio aspettare un po’ di più ed evitare che si bagni, soprattutto se si tratta di manufatti elaborati, il cui rifacimento sarebbe alquanto noioso.

With the acrylic color already used for the kitchen furniture – a milky, slightly yellowish white – I gave a first coat of paint. I used the undiluted color and passed only a few brush strokes at a time. The cardboard mustn’t get wet, otherwise it would warp and unglue.

I gave three coats of paint in total. In between I waited for the paint to dry completely. When you paint on the cardboard, you don’t have to hurry. It’s better to wait a little longer and prevent it from getting wet, especially if it comes to elaborate artifacts, whose remaking would be quite boring.

Una volta pronti, ho steso la colla vinilica sul retro e sulla superiore dei piedritti e li ho spinti nella posizione desiderata. Non ho applicato la colla sotto la base dei piedritti, perché scivolando sul pavimento, l’avrebbero sporcato. La posizione corretta è sotto la cappa di rame, a filo del bordo esterno. La mensola sborda su tutti i tre lati del camino.

Tra due settimane vi mostrerò come ho completato il camino della cucina.

Once ready, I spread the vinyl glue on the back and on the top of the piers. I pushed them into the desired position. I didn’t apply the glue under the base, because it would leave a dirty strip while sliding on the floor. The piers should be placed under the hood, in correspondence of its outer edge. The shelf protrudes on all three sides of the fireplace.

In two weeks I will show you how I completed the kitchen fireplace.

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Il camino della cucina 1, la cappa – The kitchen fireplace 1, the hood

Dopo una lunga pausa ho ripreso a lavorare alla casetta Del Prado. Una parte della struttura ha iniziato ad imbarcarsi e ci sono diverse cose che, con l’esperienza acquisita nel tempo, ora avrei fatto diversamente. Ma ho deciso che voglio terminarla. Questa in fondo è la mia palestra.

After a long break I started to work at the Del Prado dollhouse again. A part of the structure has already begun to warp. Besides that, I don’t like some works I did at the beginning. Now I gained experience and I would build several things differently. But I decided to end this project. This is a good training after all.

via A LITTLE BIT OF EVERYTHING

Già da tempo avevo fatto alcune modifiche alla versione originale. Avevo diviso il bagno, creando la lavanderia.

Mentre in cucina avevo eliminato la parte sottostante del camino. Non ho una foto mia del camino originale, così ho scelto quella della cucina di A little Bit of Everything per mostrarvela. 

I already made some changes to the original version of the dollhouse. I divided the bathroom, adding a laundry room.

In the kitchen I removed the lower part of the fireplace. I don’t have a photo of this first version. So I chose picture from A little Bit of Everything‘s kitchen to show you the original shape of the fireplace.

cucinare nel medioevo – via wikipedia

La storia del camino inizia poco dopo la scoperta del fuoco da parte dell’uomo. Questo elemento così importante per la preparazione dei cibi, per riscaldare gli ambienti e per l’illuminazione, era al tempo stesso terribilmente pericoloso e distruttivo. Per questo motivo le fiamme dovevano essere custodite e confinate, affinché non incendiassero le abitazioni.

Per molti secoli il focolare era stato allestito al centro della stanza, lontano dalle pareti costruite principalmente di legno, ed il fumo lasciato salire liberamente e fatto uscire da un foro nel tetto. Sul fuoco si cucinava, mentre il calore riscaldava l’ambiente circostante. 

Nel Medioevo si iniziò, soprattutto nelle città, a costruire case in pietra. Il focolare fu così addossato al muro e venne aggiunta una cappa. Questa era piuttosto sporgente e spesso era sorretta da colonne. Raccoglieva i fumi e li convogliava verso l’esterno tramite la canna fumaria. Si trattava di manufatti ingombranti e pesanti. Per poter costruire camini anche ai piani superiori e poter così riscaldare anche le camere da letto, si dovette studiare un modello più piccolo e poco profondo, in parte incassato nel muro. Questo tipo di camino è arrivato ai tempi nostri.

The history of the fireplace begins shortly after the discovery of fire by humans. This element, which is so important for cooking, heating and lighting, was at the same time terribly dangerous and destructive. For this reason the flames had to be maintained and  confined, so that they did not burn the houses.

For many centuries the hearth was set up in the center of the room, away from the wooden wall. The smoke rose freely and came out from a hole in the roof. The fire was used for the food preparation, while it heated up the surrounding environment.

In the Middle Ages people began to build stone houses, especially in the cities. Thus the hearth was placed against the wall and a hood was added. This was quite protruding and was often supported by columns. It collected the fumes, which were conveyed to the outside through a chimney. Fireplaces were rather bulky and heavy. In order to build them also on the upper floors and heat the bedrooms, a smaller and shallower model, partly built into the wall, was invented. This type of fireplace is still used nowadays.

cucina del ‘600 – by Joseph Heintz il Giovane, via http://www.ibcmultimedia.it

Fu nel basso Medioevo che si cominciò ad utilizzare una stanza apposita e separata per la preparazione dei cibi, la cucina.

In the late Middle Ages people began to use a separate room  for food preparation and cooking, the kitchen.

girarrosto ad aria calda, su disegno di Leonardo da Vinci – via hevelius.it

Una curiosità: Leonardo da Vinci aveva inventato un girarrosto automatico. Lo spiedo era sistemato sopra le braci del camino ed era collegato ad un’elica inserita nella canna fumaria. Con il passaggio dell’aria calda, essa roteava e faceva girare il girarrosto. In questo modo lo spiedo si muoveva automaticamente, senza l’intervento dell’uomo.

A curiosity: Leonardo da Vinci invented an automatic rotisserie. The spit was placed over the embers of the fireplace and it was connected to a propeller inserted in the chimney. The hot air flow made it rotate and it spun the rotisserie. In this way the spit turned automatically, without human intervention.

Kitchen in Museum Van Loon in Amsterdam – via wikipedia

Pensando alle cucine d’altri tempi, mi erano tornate alla mente le mantovane che ingentiliscono la cappa del camino.

Thinking of vintage kitchens from the past, I remembered the embroidered pelmets decorating old chimney hoods.

In merceria ho quindi acquistato un nastrino di cotone con gli smerli blu, il colore della mia cucina. Di solito li si usa per rifinire i collettini delle camicie dei bambini. Io invece l’ho incollato ai bordi della mensola della cappa, lungo tutti e tre i lati liberi.

I bought a cotton scalloped ribbon at the haberdashery. Usually it’s used to finish the collars of children’s shirts. I chose one with a blue profile to match the color of my kitchen and I glued it to the border of the shelf that surrounds the hood.

In corrispondenza degli angoli ho praticato un taglietto nel margine da incollare, facendo attenzione a non tagliare troppo. Questo agevola la curvatura a 90 gradi del nastro.

Nonostante questo abbellimento, c’era comunque qualcosa che non mi soddisfaceva a pieno. Le piastrelle che rivestivano la cappa non si armonizzavano con il resto.

At the corners I cut a slit into the ribbon’s seam allowance, being careful not to trim too much. This allows the ribbon to turn easily at 90 degrees.

Despite this embellishment, there was still something that didn’t fully satisfy me. I didn’t like the tiles on the hood.

hammered copper surface texture with patina – via amazon.com

Quindi ho cercato ispirazione in internet ed ho trovato delle cappe in rame. Hanno un sapore antico. Mi ricordano le vecchie rosticcerie con le grandi cappe di rame sotto le quali girano i polli sui girarrosti.

So I looked for inspiration on the internet and found some copper hoods. They remind me of old delis where chickens turn on rotisseries under big copper hoods.

different copper hood styles via wishihadthat.com

Il rame è uno dei primi metalli usati dall’uomo. Allo stato puro è morbido. All’inizio fu quindi utilizzato per creare soprattutto oggetti decorativi. Intorno al 4.000 aC venne inventato il bronzo, una lega di rame e stagno. Il metallo ottenuto era più duro e poteva essere forgiato o fuso per creare vasi, contenitori e armi come frecce e arpioni.

Gli antichi Egizi avevano scoperto le proprietà battericide e funghicide del rame e lo usavano per sterilizzare ferite e rendere potabile l’acqua. Realizzavano anche specchi. Proprio per la brillantezza e bellezza di questo materiale, esso venne associato alla dea Venere. Gli antichi Romani lo usarono come moneta. Passarono poi all’ottone, una lega di rame e zinco, che impiegarono anche per la realizzazione di armature, strumenti musicali e manufatti artistici. Essi usarono il rame anche per le tubature dei loro ingegnosi sistemi idrici.

Nell’era moderna il rame fu impiegato per la copertura dei tetti. La richiesta di rame crebbe notevolmente con l’avvento dell’elettricità. I cavi elettrici sono infatti prodotti con questo metallo.

Copper is one of the first metals used by humans. As it’s very soft, it was used to make decorative items. Around 4.000 BC bronze was invented. It’s an alloy of copper and tin. This harder metal could be forged or casted for creating pots, containers and weapons like arrows and harpoons.

Egyptians discovered that copper had bactericidal and fungicidal properties. They used it to sterilize wounds and to make water drinkable. They made also mirrors with copper. Due to its brilliance and beauty this metal was associated to the goddess Venus. The Romans used it for their coins. Later thy made them out of brass, an alloy of copper and zinc. They used this metal for armors, musical instruments and artistic objects. They also made copper tubing for their ingenious plumbing systems.

In the modern era, copper was additionally used for roofing. The demand for copper grew considerably in the Age of Electricity, as electric wires are made with this metal.

In Svizzera avevo acquistato dei fogli d’alluminio in colori assortiti, tra i quali anche il rame. Si usano principalmente per realizzare decorazioni natalizie, ma sapevo che prima o poi mi sarebbero servite per la casa delle bambole.

In Switzerland I purchased aluminum foils in assorted colors, including copper. They are mainly used for Christmas decorations or embossing. But I knew that sooner or later I would have needed them for the dollhouse.

Per prendere le misure esatte ho creato una dima. Ho appoggiato un foglio di carta sulla cappa ed ho seguito perfettamente ogni piega ed ogni margine, calcandoli bene con l’unghia. Nei punti dove la carta non era sufficiente ho aggiunto dei pezzi tenendoli insieme con del nastro adesivo.

To take the exact measurements, I made a template. I placed a sheet of paper on the hood. Then I pressed each fold and each edge with my fingernail. Where the paper wasn’t enough, I added some pieces and held them with tape together.

Così ho ottenuto la sagoma della cappa. Una volta distesa, l’ho appoggiata su un nuovo foglio di carta ed ho ricopiato la forma.

So I got the shape of the hood. Once unfolded, I placed it on a new sheet of paper and copied the shape.

Poi ho sistemato la sagoma di carta sul foglio di rame. Con la riga di metallo ed il cutter ho tagliato lungo tutti i lati.

Then I placed the paper template on the copper sheet. With a metal ruler and the cutter I cut along all sides.

Per ottenere un angolo della lamiera perfettamente diritto su tutta la sua lunghezza, serve una guida, che abbia uno spigolo vivo e che sia più lunga della lamiera da piegare.

Io ho usato il mio Geodreieck grande. L’ho appoggiato nel punto dove volevo fare la piega della cappa e tenendolo pressato con la mano sinistra ho bloccato un lato del lamierino contro il tavolo. Con la mano destra ho sollevato con delicatezza il lembo libero, imprimendo l’angolo.

To make nice straight corners, I folded the metal sheet using a sharp edge as a guide.  It has to be longer than the sheet to be bent.

I used my big Geodreieck. I placed it where I wanted to fold the hood. Keeping one side of the foil pressed under the ruler, stuck against the table, I raised carefully the free end, marking the corner.

Geodreieck – via wikipedia

Il Geodreieck è uno strumento di misurazione, utilizzato principalmente in geometria, che combina il righello ed il goniometro. Si trova difficilmente in Italia, ma è uno strumento fantastico. Serve per misurare gli angoli, per tracciare linee e per disegnare agevolmente rette parallele e perpendicolari. Altra caratteristica, che trovo molto  utile, è il posizionamento dello zero al centro della riga. Lo uso spesso per segnare contemporaneamente le misure di due pezzi  paralleli o per stabilire  il centro di una retta o tracciare una linea centrale.

E’ realizzata in materiale plastico trasparente ed in commercio ne esistono di diverse dimensioni. La più comune è quella piccola nella foto qui sopra, il cui righello misura 14 cm, ma ne esistono anche di più grandi. Quella che attualmente sto usando io, misura 20 cm.

Io uso il Geodreieck dai tempi della scuola. E’ così comodo che mi serve anche per segnare gli orli ai pantaloni!

The Geodreieck is a measuring instrument, mainly used in geometry. It combines a ruler with a protractor. Even it’s a fantastic tool, it’s difficult to find in Italy. It’s used to measure angles, to draw lines and to easily trace parallel and perpendicular lines. Another feature, which I find very useful, is the zero positioned at the center of the ruler. I often use it to mark the measurements of two parallel pieces at the same time or to establish the center of a straight line or to draw a central line.

It’s made of transparent plastic and is available in different sizes. The most common is the small one shown in the picture above. The ruler measures 14 cm. But there are also larger ones. The one I am currently using is 20 cm long.

I have been using the Geodreieck since school. It’s such a useful tool that I use it also to mark the hems of pants, when I have to shorten them!

ribattino

Una particolarità delle cappe di rame sono i listelli di giunzione con i caratteristici ribattini.

The joining strips with the characteristic rivets are a peculiarity of the copper hoods.

Per realizzare il rigonfiamento dei ribattini ed imitare i rivetti, ho utilizzato lo strumento con la punta a sfera, che si usa per modellare la pasta polimerica o l’argilla.

Ho ottenuto buoni risultati e punti ben definiti quando ho lavorato sul tappetino da taglio, piuttosto che su una superficie cedevole.

I made bulges to imitate the rivets, using a ball stylus tool for clay sculpting.

I achieved good results and well definded dots when I worked on the cutting mat, rather than on a soft surface.

Per una cappa grande come la mia servono 2 listelli di giunzione da applicare sul davanti e 2 per gli angoli. Ho quindi tagliato delle strisce lunghe quanto l’altezza della cappa.  2 strisce sono larghe 3 mm e 2 sono larghe il doppio, ovvero 6 mm.

Le strisce più larghe devono essere piegate a circa 90 gradi con la stessa tecnica usata per piegare la cappa. La piegatura va effettuata prima d’imprimere le forme dei rivetti, così da non rovinarli. Ho tenuto una metà bloccata sotto la riga. L’altra metà è però troppo stretta per essere tenuta con le dita. Pertanto ho infilato sotto il lembo libero un secondo righello e l’ho fatto ruotare, sollevando la lamina ed imprimendo una piega netta. 

Poi ho  impresso sul retro di ogni striscia una fila di punti ad una distanza regolare, aiutandomi con il righello. I i ribattini di tutte i listelli di giunzione vanno posizionati alla stessa altezza, facendo attenzione che il primo e l’ultimo ribattino non siano troppo vicini al margine dell’inizio e dalla fine delle strisce di rame.

For a hood as large as mine, you need 2 joining strips for the front and 2 for the corners. I cut 4 strips a little bit longer than the height of the hood. 2 strips were 3 mm wide and 2 were twice the width, namely 6 mm.

I bent the wider strips at about 90 degrees with the same technique I used to fold the hood. This step should be done before the rivets are embossed, in order not to damage them. I kept one half of the strip pressed below the ruler. As the other half is too narrow and the fingers can’t hold it, I slipped a second ruler under the free flap and lifted the foil with a rotating movement and obtaining a sharp fold.

Then I embossed a row of dots on the back of each strip. Using the ruler I placed them in the center at a regular distance one from the other. The rivets should be at the same height on all junction strips and start and end not too close to the edge of the beginning and the end of the copper strips.

Ho iniziato ad applicare alla cappa le strisce di giunzione che vanno agli angoli. Per incollarle ho utilizzato la colla vinilica.  L’ho stesa omogeneamente su tutto il retro, avendo cura di coprire bene tutti i margini. Le strisce devono infatti aderire perfettamente alla cappa e non sollevarsi in nessun punto. Ho eliminato subito le eventuali sbavature di colla con un panno umido. Con delicatezza ho premuto le strisce contro la cappa, senza però passare sui rivetti, altrimenti li avrei schiacciati.

La cappa, sebbene arricchita dalle giunzioni ed i ribattini, aveva ancora un aspetto troppo semplice. Ho quindi cercato in rete quali tipi di decorazioni potessi aggiungere.

I started with the junction strips for the corners of the hood. I spread out the vinyl glue evenly over the entire back side, taking care to cover all the edges. The strips must adhere perfectly to the hood and not lift up at any point. I immediately removed any glue smudge with a damp cloth. I gently pressed the strips against the hood, without passing over the rivets, otherwise I would have flattened them.

Despite the addition of  joints and rivets, the hood still looked too simple. So I searched the web for supplementary decorations.

uva

 

uva

bordi a sbalzo

Mi sono così imbattuta in una serie di decori a sbalzo. Esistono con tantissimi motivi diversi: ghirigori floreali, animali, tralci di uva…

So I came across a series of embossed decorations. There are many different motifs: floral doodles, animals, grape vines …

Ho ritagliato una striscia di rame alta 17 mm e più larga della base della cappa. Appoggiandola contro la cappa, ho segnato l’andamento delle svasature ai lati ed ho tagliato i bordi di conseguenza.

Ho optato per i rami di vite con uva, che mi parevano molto decorativi ed al tempo stesso facili da realizzare. Con l’attrezzo a punta rotonda ho tracciato i segni sul retro del bordo di rame. Partendo dal centro, ho impresso in modo speculare e simmetrico il segno dei rami curvi con i riccioli. Ho aggiunto poi i grappoli ed infine ho riempito gli spazi rimanenti con le foglie.

I cut a strip of copper 17 mm high and wider than the base of the hood. I placed the strip against the base and marked the flared sides.  Then I cut them accordingly.

I opted for grapevine branches with grapes. It’s a highly decorative designs and seemed to be quite easy to make. Using the tool with the round tip I worked on the back side of the foil. I first traced the branches with curls, starting from the center and working in a specular and symmetrical way. Then I added the grapes and finally filled the rest of the space with the leaves.

Al termine ho applicato il bordo con la colla vinilica, usando le stesse accortezze avute per i giunti con i rivetti .

When the embossing was finished, I pasted the strip on the hood with vinyl glue, as I did with the joints with the rivets.

Ho poi incollato le strisce di giunzione sul davanti della cappa, accorciandole prima, di modo che i rivetti fossero tutti allineati. Infine ho incollato la cappa di rame sopra a quella di piastrelle. Ora l’aspetto è molto più realistico, ma il lavoro non è terminato, manca la parte sottostante.

Then I glued the junction strips to the front of the hood, shortening them first so that the rivets were all aligned. At the end I glued the copper hood over the tiled one. Now the hood looks much more realistic, but it’s not finished, the part below is missing.

L’altro giorno ho fatto un sondaggio su Instagram ed è risultato che i miei lettori preferiscono più post brevi, che uno solo lungo.

Vi do quindi appuntamento a tra due settimane con il proseguimento: i piedritti.

The other day I made a survey on my Instagram. It turned out that my readers prefer several short posts, rather than just a long one.

So see you in two weeks with the continuation: the piers.

 

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Le calze di Natale ricamate – Embroidered Christmas stockings

via lusile17.centerblog.net

La calza fa parte delle decorazioni natalizie tradizionali. La sua origine però non è certa. Si racconta che nel medioevo, in Germania, la gente povera mettesse la notte del 24 Dicembre i propri zoccoli o stivali fuori dalla porta. Durante le ore più buie, i più ricchi del paese lasciavano cibo e monete dentro le scarpe, come doni.

The sock is part of the traditional Christmas decorations. Its origin, however, is not certain. It is said that in the Middle Ages, in Germany,  on the night of December 24th, poor people left their clogs or boots on the doorstep. After dark, the wealthy people of the village left food and coins in their shoes as gifts.

via The Graphics Fairy

Un’altra leggenda racconta che molto tempo fa un vedovo viveva con le sue tre bellissime figlie. L’uomo era disperato perché non sapeva cosa sarebbe successo alle ragazze dopo la sua morte, perché egli era troppo povero per dare loro una dote e farle sposare. Saint Nicholas, che era un uomo molto buono, decise di aiutare in segreto questa famiglia. Durante la notte della Vigilia di Natale buttò nella casa tre sacchetti colmi di monete d’oro e questi caddero dentro le calze che erano state appese alla mensola del camino ad asciugare. Il giorno dopo il padre e le figlie trovarono i doni e vissero felici e contenti.

Another legend tells that long time ago there was a widower who lived with his three beautiful daughters. The man was too poor to provide a dowry and nobody would marry them. So he was worried about what would happen to the girls after his death. Saint Nicholas, who was a very good man, decided to secretly help this family. During the night of Christmas Eve, he threw three bags full of gold coins into the house and they fell into the socks which were hung on the mantel to dry. The next day the father and the daughters found the gifts and lived happily ever after.

Original Santa Claus by Thomas Nast – via sonofthesouth.net

La tradizione di appendere alla mensola del camino le calze la notte prima di Natale è raccontata per la prima volta nella poesia “La notte prima di Natale” pubblicata il 23 dicembre 1823 in forma anonima su un quotidiano newyorkese e poi ufficialmente attribuita a Clement Clarke Moore.

The tradition of hanging the stockings by the fireplace on Christmas eve is told for the first time in the poem “The night before Christmas“. This composition was published anonymously on December 23rd 1823 on a New York newspaper and then officially attributed to Clement Clarke Moore .

via http://www.flickr.com by goddess of chocolate

Il testo racconta la Vigilia di Natale in una casa americana. Descrive Santa Claus come viene rappresentato ancora oggi: un uomo grassottello, con barba bianca,  guance rosse, naso rosso ed un vestito con pelliccia. Egli arriva con la slitta trainata da 8 renne, vola sul tetto, mentre i bambini stanno dormendo e scende dal camino con un sacco pieno di giochi sulle spalle. Riempie le calze con doni e se ne va con la sua slitta, augurando buon Natale.

The rhymes describe the Christmas Eve in an American house. Santa Claus is represented as it’s still today: a chunky man with white beard, red cheeks and nose, wearing a fur. He arrives with his sleigh pulled by 8 reindeers. He flies on the roof, while the children are sleeping and goes down the chimney with a bag full of toys on his shoulder. He fills the socks with the gifts and leaves on his sleigh, wishing everybody Merry Christmas.

via The Graphics Fairy

I tipici regali messi nelle calze di Natale erano principalmente caramelle e frutti, come mele, mandarini e noci, insieme qualche piccolo giocattolo. In certi paesi i bambini che non si erano comportati bene, ricevevano il carbone.

The typical gifts put in Christmas stockings were mainly sweets and fruits, like apples, mandarins and walnuts, together with some small toys. In some countries children who did not behave well received coal.

hanging Christmas stockings – olddesignshop.com

Fino agli anni ’40 si appendevano normali calze al camino. Con il tempo le famiglie iniziarono a personalizzarle con i nomi o decorazioni fino a quando diventarono veri e propri decori natalizi.

Quando scomparvero i camini dalle case, le calze vennero appese alla corda dei panni, tesa sulla parete nella stanza o sistemate sull’albero di Natale. I modelli si sono modificati nel tempo, ci sono state calze larghe o lunghe e strette, fatte a maglia o cucite di stoffa. Ai giorni d’oggi si possono acquistare calze pronte all’uso, ma quelle fatte in casa sono sempre le più belle.

Until the 1940s, normal socks were hung by fireplace. With time, families began to personalize them with names or decorations until they became real Christmas decorations.

When fireplaces disappeared, Christmas stockings were hung on clotheslines at the wall or placed on the Christmas tree. The shapes have changed over time: wide, long and tight, knitted or sewn. Nowadays you can buy ready to use stockings, but homemade socks are much more appealing.

 

Le calze di Natale che vi propongo quest’anno per la casa delle bambole sono da ricamare a punto croce o mezzo punto. Ho realizzato 4 soggetti natalizi diversi, che potete scaricare qui di seguito cliccando sulle singole immagini.

This year’s Christmas socks for the dollhouse are embroidered in cross stitch or needlepoint. I created 4 different Christmas motives. You can download them by clicking on the images below.

Il retro della calza può essere realizzato con un tessuto leggero oppure può essere ricamato anch’esso a punto croce o mezzo punto. Quando le calze sono appese, si vede comunque solamente un lato. E’ quindi una scelta di gusto personale, come realizzare la parte dietro.

Qui di seguito potete scaricare gli schemi per il retro ricamato con il motivo natalizio specchiato.

For the back you can choose a light fabric or you can embroider it, too. When the Christmas Stocking is hanging by the fireplace, you can see anyway only one side. Therefore, it’s a matter of personal taste, how to make the back part.

Below you can download the mirrored patterns for the embroidered back.

Qui di seguito ci sono invece gli schemi per ricamare il retro in tinta unita, senza decori.  

Below you can download the patterns to embroider a plain back, without motif.

Ho chiesto a Franca Gamberoni di Framini di ricamare i quattro modelli e di realizzare le calze di Natale, documentando con foto i passaggi di come le ha assemblate. La ringrazio quindi molto per la preziosa collaborazione.

I asked Franca Gamberoni of Framini to embroider the four models and to make the Christmas stockings, taking pictures of the steps of how she put them together. Thank you so much Franca for your special collaboration!

Franca ha scelto  di ricamare su lino leggero a tessitura regolare. Ha usato due diversi tipi di tele: una con la trama più fitta, ottenendo delle calze piccoline ed una più rada, ottenendo delle calze un po’ più grandi,

Per la scala 1:12 vanno bene sia le calze grandi che piccole. Le calze più piccole, che  vedete sul palmo della mano qui sopra, potrebbero forse usate anche per la scala 1:24.

Franca chose to embroider on light linen with regular weaving. She used two different types of canvases: one with a thicker weft, obtaining tiny socks, and a thinner one, obtaining a slightly larger sock.

The two sizes are good for the 1:12 scale. The smaller one, that you can see in palm of the hand in the picture above, could maybe be used also for the 1:24 scale.

La tela usata per le calze più grandi ha 12 fili per 1 cm, corrispondente al 30 count. La dimensione del ricamo su questa tela è alto 3,3 cm e largo 1,78 cm (1, 3 x 0,7 pollici).

Per ottenere una buona copertura con i filati, lo schema è stato ricamato a punto croce con un solo capo di filo Moulinè, prendendo un solo filo della trama e dell’ordito della tela. Qui un’introduzione al ricamo ed una spiegazione del ricamo su un filo.

The canvas used for the larger socks has 12 threads per 1 cm, corresponding to 30 count. The size of the embroidery on this canvas is 3.3 cm high and 1.78 cm wide (1.3 x 0.7 inches).

For a good coverage with the threads, the pattern was embroidered in cross-stitch with only one strand of Moulinè thread, stitching one over one. Here a good tutorial. Beginners can read this introduction to cross stitch.

La tela usta per le calze più piccole ha 16 fili in 1 cm e corrisponde ad un 40 count. Le dimensioni di questo ricamo sono 2,48 cm di altezza e 1,33 cm di larghezza (0,98 x 0,53 pollici).

La versione più piccola è stata ricamata a mezzo punto con un solo capo di filo Moulinè, prendendo un solo filo della trama e dell’ordito della tela. Sul sito di Janet Granger potete trovare una spiegazione di come ricamare il mezzo punto e spiegazioni del ricamo in miniatura in genere. Janet ha scritto anche un post dedicato alle calze di Natale.

The canvas she used for the smaller socks has 16 threads in 1 cm and corresponds to a 40 count. The dimensions of this embroidery are 2.48 cm in height and 1.33 cm in width (0.98 x 0.53 inches).

The smaller version was embroidered in needlepoint with only one strand of Moulinè thread, stitching one over one. On Janet Granger’s site there is a tutorial for needlepoint  and embroidery in miniature in general. Janet also wrote a post dedicated to Christmas stockings.

Una volta ricamato lo schema, si ritaglia la calza, lasciando un margine di 3 mm (1/8 inches) tutto attorno. Per evitare che i bordi si sfilaccino, stendere lungo tutto il contorno un velo di colla vinilica o di colla per tessuto.

Una volta asciutta, nei punti dove ci sono delle curve praticare dei tagli, come nella foto, senza arrivare però troppo vicino al ricamo. Questo agevolerà la piegatura della stoffa contro il retro del ricamo.

Risvoltare sul rovescio del lavoro tutti i bordi, piegando lungo il limite del ricamo in modo preciso. Assicuratevi che la tela bianca non sia visibile sul davanti del lavoro. Marcate bene la piega, pressandola con l’unghia.

Once the pattern is embroidered, cut out the sock leaving a seam allowance of 3 mm (1/8 inches) all around. To prevent from fraying, apply a thin layer of vinyl glue or fabric glue along the entire contour.

When the glue is dry, make tiny cuts in correspondence of the curves, as shown in the picture above. Don’t get too close to the embroidery. These cuts will make it easier to fold the fabric against the back of the embroidery.

Turn over all the unworked canvas on the back, bending precisely along the edge of the embroidery. Make sure that the white canvas isn’t visible on the front of the embroidery. Mark the fold by pressing it with your fingernail.

Fissare tutti i bordi al retro con piccoli punti, senza passare sul davanti del ricamo.

Stitch the seam allowance to the rear of the embroidery with small stitches and without going through the cloth.

Franca ha realizzato il retro delle calze in due modi diversi. Per le calze più grandi ha scelto una stoffa leggera in tinta unita di un bel rosso natalizio, che riprende il colore del bordo ricamato.

Mentre per le calze più piccole ha realizzato il retro ricamato in tinta unita dello stesso colore del davanti.

Franca made the back of the socks in two different ways. For the bigger stockings, she chose a light solid colored fabric of the same red of the embroidered border.

While for the smaller socks, she embroidered the plain pattern in the same color of the front piece.

Per realizzare il retro in stoffa, ha tracciato sulla tela i contorni della calza ricamata. Ha ritagliato poi la sagoma lasciando un margine di 3 mm (1/8 inches) su ogni lato. In seguito ha praticato dei taglietti in corrispondenza delle curve ed ha passato su tutti i bordi la colla, per evitare che la stoffa si sfilacci.

Ha piegato bene lungo il segno tracciato ed ha marcato le pieghe con l’unghia. Il segno della sagoma va lasciatolo all’interno, dentro la piega, così che non sia visibile.

To make the back in fabric, she traced the contours of the embroidered sock on the canvas. Then she cut it out leaving a seam allowance of 3 mm (1/8 inches) all around. She made small cuts in correspondence of the curves and applied a thin amount of glue on all edges to prevent the fabric from fraying.

She folded along the marked lines and pressed the folds with her fingernail. The contour lines should be left inside the fold, so that they remain invisible.

Per assemblarle, ha appoggiato il rovescio della calza ricamata sul rovescio della stoffa con la sagoma della calza. Con piccoli punti ha cucito insieme i due tessuti, lasciando aperta la parte in alto, dove verranno inseriti i doni. Per rendere la cucitura meno visibile ha usato il filo Moulinè  dello stesso colore del ricamo.

To assemble the stocking, she laid the back of the embroidered sock on the back of the fabric with the shape of the sock. She sew the two fabrics together with small stitches and leaving the opening at the top open. So it will be possible to fill it with gifts. To make the stitching almost invisible, she used one strand of the Mouliné thread in the same color as the embroidery.

Le calze con il retro ricamato sono state assemblate allo stesso modo.

The socks with the embroidered back were put together in the same way.

In questa foto si vedono le due versioni nelle loro proporzioni reali. Le calze più grandi , quelle ricamate sulla tela 30 count, se usate nella case delle bambole in scala 1:12 misurerebbero nella realtà 40 cm. In una casa della Barbie in scala 1/6 sarebbero nella realtà lunghe 20 cm.

Le calze piccole, ricamate sulla tela 40 count, se usate in una casetta in scala 1:12  misurerebbero nella realtà 30 cm. Mentre in una casa in scala 1:24 sarebbero nella realtà lunghe 60 cm, forse un pochino grandi… 

In this photo you see the two versions in their real proportions. The larger socks, embroidered on the 30 count canvas, measure 40 cm in reality, if used in the dollhouse in 1:12 scale. In a Barbie house in 1/6 scale they would actually be 20 cm long.

The small socks, embroidered on the 40 count canvas, if used in a dollhouse house in 1:12 scale would measure 30 cm in reality. While in a 1:24 scale dollhouse they would actually be 60 cm long, maybe a little big …

Per rifinirle meglio si può attaccare un cordoncino tutt’attorno. Serve a nascondere le cuciture sui lati. Si può fissarlo con piccoli punti o con pochissima colla. All’estremità dell’apertura Franca ha creato con lo stesso cordoncino un occhiello, che servirà per appendere la calza.

Le calze di Natale sono quindi pronte per essere riempite di dolci e piccoli doni.

The socks are almost ready. Franca added a finishing cord to hide the seams on the sides. It can be stitched with small stitches or it can be attached with a very thin amount of glue. At one end of the opening Franca created an eyelet with the same cord. It will be used to hang the sock.

The Christmas stockings are now ready to be filled with sweets and small gifts.

Un’idea carina per appendere le calze in modo facile alla mensola del camino nella casa delle bambole è sul sito inspiration and realisation. Servono solo uno stecco del gelato, del pizzo e dei gancetti.

Qui di seguito ho raccolto i link ai siti che offrono spiegazioni  o schemi gratuiti per realizzare delle calze di Natale in miniatura. Cliccate sulle foto per raggiungere la pagina collegata. 

You can find on inspiration and realisation a nice idea to easily hang the socks at the mantelpiece in the dollhouse. You just need a popsicle stick, lace ribbon and hooks.

Below I’ve collected the links to sites that offer free tutorials or patterns for making miniature Christmas stockings. Click on the picture to be directed to the linked site.

via kreinik.com

via emmamyrtle.blogspot.com

via greenleafdollhouses.com

via scribd.com – AIM-January-2013-Issue-45 – pag 19

via naturessoulminiatures.blogspot.com

via xoxograndma.blogspot.com/

Senza dimenticare il mio post di 4 anni fa, dove spiegavo come avevo realizzato delle calze di Natale di tessuto.

Without forgetting my post published 4 years ago, where I explained how I made some fabric Christmas socks.

dadasdollhouse

Seguono i link ai siti che offrono le spiegazioni per realizzare delle mini calzine a maglia. Prima d’iniziare il lavoro controllate le dimensioni, perché alcune mi sembrano un po’ grandi.

The following links brings you to those sites that offer explanations for making mini knitted socks. Before you start to knit check the size, because some seem a bit ‘big to me.

via bitstobuy.blogspot.com

via knittinginterrupted.com

via themakeyourownzone.com

via knitting-and.com

Personalmente non l’ho mai provato, ma le calzine potrebbero essere stampate anche su stoffa e poi cucite. Qui due modelli da acquistare sul sito crafts ü print. Sono stati creati per farne dei biglietti d’auguri, ma la grafica si presta anche come stampa per delle calze in miniatura di stoffa.

Personally I have never tried it, but the socks could also be printed on fabric and then sewn together. Here two models that you can buy on the site crafts ü print. They were created to make greeting cards, but the graphics may also be printed to make miniature stockings out of cloth.

via craftsuprint.com

via craftsuprint.com

Su Etsy trovate da TheQuarterSource diversi kit per realizzare calze di Natale di stoffa come quello nella foto qui sotto.

On Etsy you can found by TheQuarterSource different kits to make cloth Christmas stockings like the one in the picture below.

via etsy – by TheQuarterSource

Esistono in vendita bellissimi kit per ricamare le calze di Natale. Li trovate nei seguenti siti.

There are beautiful kits for embroidered Christmas socks to buy. You can find them on the following sites.

via etsy – kit by nicolamascall

via janetgranger.co.uk – kit

via etsy.com – by DollhouseNeedlepoint / Janet Granger

via scarletsailsminiatures.blogspot.com – by Natalia Frank

kit by Natalia Frank – Dollhouse Needlepoint

kit by Natalia Frank – Dollhouse Needlepoint

Se preferite invece acquistare  le calze di Natale già pronte, potete visitare i seguenti negozi online.

If you prefer to buy ready-made mini Christmas stockings instead, you can visit the following online shops.

via etsy – TheLittleEmptyNest

via ebay.com – by Holly Allen

via etsy – by LugartPetit

via etsy – ANABELAMINIATURES

via etsy – by MINIRICAMI

via petiteprovisionsco.com

via dollhousejunction.com

via etsy – TeaPunkery

Infine qui di seguito altre calze da guardare ed ammirare.

Finally below other socks to watch and admire.

via tinyterminiatures.blogspot.com

by Debbie Dixon-Paver – via Flickr

by Debbie Dixon-Paver – via Flickr

via thesprucecrafts.com

by Crazy4minis – via Pinterest

via pinterest

via pinterest

by Corky Anderson – via fineminiaturesforum.com

via libertybiberty.blogspot.com

via prayingwithmyfeet.blog/

via fabulouslyflawedminiatures.blogspot.com

Questo progetto fa parte del Calendrier de l’Avent 2018 organizzato da Joc, che ringrazio di cuore per avermi fatto partecipare anche quest’anno.

Questa è ormai la quinta volta che un mio progetto appare in questo calendario. Nel 2014 erano apparse le mie calze di Natale di tessuto. L’anno successivo ci fu il braciere. Nel 2016 fu la volta del baule. L’anno scorso partecipai con i soldatini. Ed ora con le calze ricamate, che spero vi siano piaciute.

Continuate a scoprire giorno dopo giorno le sorprese nascoste nel Calendario 2018, aspettando il Natale.

Vi auguro di passare serene feste con le persone che più amate e d’iniziare il nuovo anno con tanti progetti e nuova energia!

This project is part of the Calendrier de l’Avent 2018 organized by Joc. I sincerely thank her for letting me be part of it this year again.

This is now the fifth time that my projects appear on this calendar. I started in 2014 with my fabric Christmas stockings. The following year there was the fire basket. In 2016 it was the turn of the trunk. Last year I participated with the toy soldiers. And now with the embroidered socks, which I hope you enjoyed.

Continue to discover the hidden surprises in the 2018 Calendar day by day, waiting for Christmas.

I wish you to spend peaceful days with the people you love most and to start the new year with many projects and new energy!

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Puzzle a cubi – Wooden blocks puzzle – Cubos del rompecabezas

Quest’anno, sotto l’albero di Natale nella mia casetta, per i bambini c’è un gioco educativo, un puzzle a cubi  Non è facile da risolvere, ci vuole pazienza e logica, ma le figure sono accattivanti e tratte dalle fiabe più amate.

This year, under the Christmas tree in my dollhouse, there is an educational game for the children, wooden picture blocks and puzzle together. It’s not easy to solve, it takes patience and logical thinking, but the images are charming and all come from the most beloved fairy tales.

Este año, bajo el árbol de Navidad en mi casa de muñecas, para los niños hay un juego educativo, unos cubos del rompecabezas no es fácil de resolver, hay que tener paciencia y la lógica, Pero los personajes son encantadores y todos provienen de los cuentos de hadas más queridos. 

puzzle a cubi con litografia /antique litho cube puzzle, Germany – via ruby lane.com

Si tratta di un rompicapo che ha uno scopo sia pedagogico che ludico. I primi esemplari documentati risalgono al 1820.

I bambini devono ricomporre sei immagini, accostando in modo corretto i cubi di legno sulle cui facce sono stati applicati i frammenti delle sei illustrazioni. Il gioco è molto più difficile di quanto sembri. Innanzitutto bisogna capire quale delle sei facce del cubo appartenga a quale dei sei disegni. Girando ed affiancando tutti i blocchi nella sequenza giusta, si ottiene una delle sei figure.

This brain-teaser has both a pedagogical and a recreational purpose. The earliest documented example dates back to 1820.

Children have to reassemble six illustrations, matching correctly the wooden cubes. On each cube face there has been applied a fragment of the six images. The game is harder than it looks. First you need to understand which of the six faces belongs to which of the six drawings. By turning and placing all the blocks in the correct sequence, you obtain one of the six illustrations at a time.

Es un rompecabezas que tiene un propósito pedagógico y recreativo. Los primeros especímenes documentados se remontan a 1820.

Los niños deben recomponer seis imágenes, emparejando correctamente los cubos de madera en cuyas caras se han aplicado los fragmentos de seis ilustraciones. El juego es mucho más difícil de lo que parece. En primer lugar, debemos entender cuál de las seis caras del cubo pertenece a cuál de los seis dibujos. Al girar y colocar todos los bloques en la secuencia correcta, se obtiene una de las seis figuras.

Doni di Friedrich Fröbel / Froebel gift – via museumofplay.org

In un’epoca dove i bambini poveri erano vittime del lavoro minorile e quelli ricchi venivano formati in modo rigido e tradizionale, Jean Jacque Rousseau (1712 – 1778) introduce il pensiero rivoluzionario che l’educazione debba seguire le inclinazioni naturali dell’uomo e che si debba rispettare l’età infantile. Il giocattolo acquisisce un’importanza pedagogica e serve a risvegliare le potenzialità del bambino anche tramite la manipolazione di oggetti.

Nel 1837 Friedrich Fröbel (1782 – 1852), cha aveva dedicato se stesso quasi esclusivamente all’educazione dei bambini in età prescolare, apre il primo Kindergarten. Tra le attività svolte c’è giardinaggio, canto, ballo e gioco. Egli inventa dei giocattoli educativi di legno, Spielgaben in tedesco – doni in italiano, pensati per favorire il loro apprendimento. Sono racchiusi in scatole ed hanno diversi gradi di difficoltà: per i più piccoli forme semplici da manipolare, come cilindro, sfera, cubo; per i più grandi blocchi di legno per le costruzioni e  tessere di varie forme per creare figure.

In an age when poor children were victims of child labor and the rich ones were raised with rigid and traditional methods, Jean Jacque Rousseau (1712 – 1778) introduces a revolutionary theory: adults should respect childhood and children should be educated according their natural inclinations. Toys become important and are used to awaken the child’s potentials through the manipulation of objects.

In 1837, Friedrich Fröbel (1782 – 1852), who dedicated himself almost exclusively to preschool child education, opens the first Kindergarten. Among the activities offered by this new institution there are gardening, singing, dancing and playing. He develops educational toys, Spielgaben in German – gifts in English. They are made of wood and are specifically designed to encourage learning according to children’s age. Each box has a different difficulty degree: for the little ones there are simple geometric shapes to manipulate, like cylinder, sphere, cube; for the older ones there are building blocks and pattern activity blocks.

En una época en que los niños pobres eran víctimas del trabajo infantil y los niños ricos recibían una formación rígida y tradicional, Jean Jacque Rousseau (1712 – 1778) introdujo el pensamiento revolucionario de que la educación debería seguir las inclinaciones naturales del hombre y que Debemos respetar la edad del niño. El juguete adquiere importancia pedagógica y sirve para despertar el potencial del niño a través de la manipulación de objetos.

En 1837, Friedrich Fröbel (1782 – 1852), quien se había dedicado casi exclusivamente a la educación de niños en edad preescolar, abrió el primer jardín de infancia. Entre las actividades llevadas a cabo hay jardinería, canto, baile y juego. Inventó juguetes educativos de madera, Spielgaben en alemán, dones en español, diseñados para fomentar su aprendizaje. Cada caja tiene diferentes grados de dificultad: para los más pequeños hay formas geométricas simples para manipular, como cilindro, esfera, cubo; para los mayores hay bloques de construcción y bloques para crear figuras. 

Arca di Noè tedesca / German Noah’s Ark,  ca 1840 – via cotswoldauction.co.uk

Il legno è il materiale con il quale sono costruiti la maggior parte dei giocattoli in circolazione fino all’inizio del ventesimo secolo. Bambole, birilli, trottole, animali, strumenti musicali, cubi, cavallini a dondolo, fucili, sonagli, costruzioni erano tutti realizzati in questo materiale. La Germania svolge un ruolo primario nella produzione di giocattoli. Non solo è il produttore principale di giocattoli in stagno, con Norinberga come centro d’eccellenza, ma è anche il maggior fabbricante ed esportatore di giocattoli di legno. Le foreste tedesche sono infatti una fonte inesauribile di materia prima.

Until the beginning of the twentieth century most of the toys were made of wood. Dolls, skittles, spins, animals, musical instruments, cubes, rocking horses, guns, rattles, building blocks were all made of this material. Germany plays a primary role in the production of toys. Not only is this country the main producer of tin toys, with Nuremberg as a center of excellence, but it’s also the largest manufacturer and exporter of wooden toys. In fact, German forests are an inexhaustible source of raw material.

La madera es el material con el que se construyen la mayoría de los juguetes en circulación hasta principios del siglo XX. Muñecas, bolos, giros, animales, instrumentos musicales, cubos, caballitos, pistolas, sonajas, edificios fueron hechos de este material. Alemania desempeña un papel primordial en la producción de juguetes. No solo es el principal productor de juguetes de hojalata, con Norinberga como centro de excelencia, sino que también es el mayor fabricante y exportador de juguetes de madera. De hecho, los bosques alemanes son una fuente inagotable de materia prima.

donne che dipingono bambole / women painting dolls in Sonneberg – via sonneberg.de

Uno dei maggiori centri dei giocattoli di legno era a Sonneberg, in Turingia. Nel settecento, il Duca Georg I di Sachsen-Meiningen concede il permesso ai sui sudditi di prelevare dai suoi boschi il legno necessario alla realizzazione dei giochi. Le ditte produttrici sono a conduzione famigliare. Gli artigiani lavorano in casa ed hanno un massimo di 4 aiutanti. Nel 1789 il Duca impone che i produttori di giocattoli non siano anche venditori e concede a 30 commercianti l’esclusiva della vendita. Questa è la chiave del successo.

Il principio si fonda sull’alta specializzazione di ogni figura lavorativa. Chi intaglia, chi dipinge, chi progetta i giocattoli deve essere altamente formato e essere pronto a produrre in grande scala. I venditori devono invece viaggiare, trovare nuovi mercati, capire quali siano i gusti dei clienti e fungere da tramite tra questi ed i produttori. Ogni professionista deve eccellere nel suo campo. Questo rende Sonneberg un fiorente centro che esportò i suoi prodotti non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti ed addirittura nella lontana Cina. Nel 1880 a Sonneberg ci sono 481 ditte d’esportazione e 321 ditte produttrici di giocattoli. All’inizio del ventesimo secolo quasi metà di tutti i giocattoli venduti al mondo proviene da qui.

Se doveste passare da queste parti, nel cuore della Germania, a Sonneberg c’è il museo Deutsches Spielzeugmuseum, che con oltre 5000 pezzi offre una panoramica sulla storia culturale del giocattolo tedesco.

One of the biggest centers for wooden toys was in Sonneberg, in Thuringia. In the eighteenth century, Duke Georg I of Sachsen-Meiningen grants permission to his subjects to use the wood necessary for toy making from his woods. The factories are cottage industries. The artisans work at home and have a maximum of 4 helpers. In 1789 the Duke establishes that the toy manufacturers can’t be also sellers. He grants 30 dealers the exclusivity of the sale. This is the key to success.

The principle is based on the high specialization of every worker. Woodcarvers, painters, toy designers have to be highly trained and be ready to produce on a large scale. Instead, the sellers have to travel, find new markets, understand the customers’ tastes and act as intermediaries between clients and producers. Every professional has to excel in his field. This made Sonneberg a thriving center that exported its products not only to Europe, but also to the United States and even to distant China. In 1880 there are 481 export companies and 321 toy manufacturers in Sonneberg. At the beginning of the twentieth century almost half of all the toys sold in the world come from here.

Should you ever happen to be in the heart of Germany, you can visit the museum Deutsches Spielzeugmuseum in Sonneberg. With over 5000 pieces it offers an overview on the cultural history of the German toy.

Uno de los principales centros de juguetes de madera estaba en Sonneberg, en Turingia. En el siglo dieciocho, el duque Georg I de Sachsen-Meiningen concedió permiso a sus súbditos para eliminar la madera necesaria para hacer juegos de su bosque. Las empresas manufactureras eran de gestión familiar. Los artesanos trabajaban en casa y tenían un máximo de 4 ayudantes. En 1789, el duque impuso que los fabricantes de juguetes ni siquiera fueran vendedores y otorgó a 30 concesionarios la exclusividad de la venta. Esta fue la clave del éxito.

El principio se basa en la alta especialización de cada figura de trabajo. Quién talla, quién pinta, quién diseña los juguetes debe ser altamente capacitado y estar listo para producir a gran escala. En su lugar, los vendedores tenían que viajar, encontrar nuevos mercados, entender lo que saben los clientes y actuar como intermediarios entre estos y los productores. Cada profesional tenía que sobresalir en su campo. Esto hizo de Sonneberg un próspero centro que exportaba sus productos no solo a Europa, sino también a Estados Unidos e incluso a la lejana China. En 1880 había 481 empresas exportadoras y 321 fabricantes de juguetes en Sonneberg. A principios del siglo XX, casi la mitad de todos los juguetes vendidos en el mundo procedían de aquí.

Si alguna vez se encuentra en el corazón de Alemania, puede visitar el museo Deutsches Spielzeugmuseum en Sonneberg. Con más de 5000 piezas, ofrece una visión general de la historia cultural del juguete alemán.

blocchi di legno con stampa litografica / wood & paper litho blocks, ca 1880 – via liveauctioneers.com

Con l’introduzione della stampa litografica, il mondo dei giocattoli si arricchisce di prodotti dai colori brillanti. Nuovi tipi di giochi diventano popolari, come quelli in scatola, i puzzles, le bambole ed i teatrini di carta.

With the introduction of lithography, toys are enriched with bright colored prints. New types of toys become popular, such as board games, puzzles, paper dolls and theaters.

Con la introducción de la litografía, los juguetes se enriquecen con estampados de colores brillantes. Los nuevos tipos de juguetes se vuelven populares, como juegos de mesa, rompecabezas, muñecas de papel y teatros.

pietra litografica /  – via wikipedia

La litografia  (la parola origina dal greco lithos = pietra e graphein = scrivere) è stata inventata nel 1796 dall’austriaco Alois Senefelder ed ha avuto subito una rapida diffusione. Permette la produzione di immagini in maniera veloce ed a basso costo.

Si utilizza una pietra calcarea che ha la capacità di trattenere l’acqua. Lo spessore deve essere intorno ai 10 cm perché non si sbricioli sotto il peso della pressa. Una volta perfettamente levigata, si disegna l’immagine da stampare sulla superficie, con una matita grassa, come ad esempio i pastelli a cera, avendo cura di riprodurla in modo speculare.

Lithography (the word originates from Ancient Greek lithos = stone and graphein = to write) was invented in 1796 by the Austrian Alois Senefelder and has rapid diffusion. It allows a fast and inexpensive reproduction of images .

The printing is made with a limestone slab. Its characteristic is to retain water. The stone must be approximately 10 cm thick, in order to resist under the weight of the press. Once perfectly smoothened, a mirror image of the original design is drawn on the surface with a fat pencil, like for example wax crayons.

La litografía (la palabra proviene del griego lithos = piedra y graphein = escribir) fue inventada en 1796 por el austriaco Alois Senefelder y se había sometido a una rápida difusión. Permite la producción de imágenes de forma rápida y de bajo coste.

La impresión se realiza con una losa de piedra caliza. Su característica es retener el agua. La piedra debe tener aproximadamente 10 cm de espesor para resistir bajo el peso de la prensa. Una vez perfectamente alisada, se dibuja en la superficie una imagen de espejo del diseño original con un lápiz grueso, como por ejemplo pinturas de cera.

pressa litografica / lithographic press, 1839 – via wikipedia

La pietra è poi trattata con una soluzione di gomma arabica ed acido nitrico. Dopo 24 ore è pronta per l’uso. Si inumidisce la pietra con acqua. In seguito, con un rullo si distribuisce su tutta la superficie un inchiostro a base grassa. Questo scivola via sulle parti bagnate, mentre è trattenuto dai segni grassi. La matrice è poi pressata sul foglio con la pressa. I segni che hanno trattenuto l’inchiostro si trasferiscono sulla carta.

Before the stone can be used, it’s treated with a solution of gum arabic and nitric acid. After 24 hours it is ready for use. First the stone is dampened with water. Then an oil-based ink is applied all over the surface with a roller. The color glides away from the wet parts, while it is held back by the fat signs. The stone is then pressed onto a paper sheet with the press. The marks that accepted the ink are so transferred to the paper.

Antes de poder usar la piedra, se trata con una solución de goma arábiga y ácido nítrico. Después de 24 horas está listo para su uso. Primero se humedece la piedra con agua. Luego se aplica una tinta grasa por toda la superficie con un rodillo. El color se desliza lejos de las partes húmedas, mientras que es retenido por los signos de grasa. La piedra se presiona sobre una hoja de papel con la prensa. Las marcas que contenían la tinta se transfieren al papel.

litografia gatto / cat lithograph, ca 1880 – via thepapercollector.blogspot.com

Le litografie a colori, dette cromolitografie, potevano avere fino a 12 colori, a volte anche molti di più. Per ogni colore viene realizzata una pietra separata. Le sfumature si realizzano con puntinature più o meno fitte. Una dopo l’altra le lastre vengono pressate sul foglio, applicando i vari inchiostri, partendo dai più chiari. La difficoltà è tenere a registro l’immagine nei passaggi tra una matrice e l’altra. Per questo motivo in molte stampe le figure riprodotte hanno dei contorni di colore pieno. 

Multi color printing, called chromolithography, could have up to 12 colors and even much more. A separate stone is used for each color. Color shades are obtained  with more or less spaced dots. Each stone is pressed on the sheet of paper, applying the different inks, starting form the lighter tones. The difficulty is to keep the image centered during all steps. For this reason, in many prints the figures have solid color contours.

Las litografías en color, llamadas cromolitografías, pueden tener hasta 12 colores, a veces incluso muchos más. Para cada color se hace una piedra separada. Los matices se consiguen con puntos más o menos espaciados. Una tras otra, las placas se presionan en la hoja, aplicando las diferentes tintas, comenzando desde los tonos más claros. La dificultad es mantener la imagen centrada durante todos los pasos. Por esta razón, en muchas impresiones las figuras tienen contornos de colores sólidos.

puzzle coi cubi / The Brownie Blocks – via eMuseum New York Historical Society

Le immagini ottenute con la stampa litografica hanno colori brillanti sono quindi  molto accattivanti ed al tempo stesso non sono costose. Vengono così stampati numerosi libri per bambini e giochi, sia didattici che divertenti.

The lithographic printing produces inexpensive and bright-colored images, which are very appealing. Many children’s books and games are printed, both educational and entertaining.

Las imágenes obtenidas con la impresión son colores brillantes, por lo que son muy atractivas y, al mismo tiempo, no son caras. Se imprimen muchos libros infantiles y juegos, tanto educativos como de entretenimiento. 

“Brownie” – via The Strong National Museum of Play

Alla fine dell’ottocento si assiste ai primi esempi di merchandising rivolto ai più giovani. I bambini diventano un nuovo target per la società dei consumi che sta nascendo con l’industrializzazione. I Brownies, riprodotti nelle due foto qui sopra, sono i personaggi di una serie di fumetti, disegnata dall’illustratore canadese Palmer Cox ed appaiono a partire dal 1883 su un giornale per bambini. Sono così popolari da essere poi stampati su giochi e figurine. Sono usati anche come gadget all’interno delle confezioni di prodotti come caffè  o biscotti. Nel 1900 i Brownies danno il nome ad una macchina fotografica di cartone, economica e facile da usare, prodotta da Kodak e destinata anche ai bambini, che ha un enorme successo e rende la fotografia a portata di tutti. 

At the end of the nineteenth century we witness the first samples of merchandising aimed at young people. Children become a new target for the consumer society that is emerging with industrialization. The Brownies, reproduced in the photos above, are cartoon characters designed by the Canadian illustrator Palmer Cox. Their stories are published in a children’s periodical since 1883. They become so popular that soon they appear on toys and figurines. They become also gadgets in packagings of products such as coffee or biscuits. In 1900, Kodak introduces an inexpensive simple camera made of cardboard named after the Brownies’ cartoons and  marketed also to children. It’s a huge success and makes photography affordable for everyone.

A finales del siglo XIX, asistimos a los primeros ejemplos de comercialización dirigida a los jóvenes. Los niños se convierten en un nuevo objetivo para la sociedad de consumo que está emergiendo con la industrialización. Los Brownies, reproducidos en las dos fotos de arriba, son los personajes de una serie de cómics, diseñados por el ilustrador canadiense Palmer Cox y que aparecen a partir de 1883 en un periódico infantil. Son tan populares que luego se imprimen en juegos y figuras. También se utilizan como artilugios en el embalaje de productos como café o galletas. En 1900, los Brownies dieron el nombre a una cámara de cartón, barata y fácil de usar, producida por Kodak y también destinada a los niños, que tiene un gran éxito y hace que la fotografía sea asequible para todos.

immagine disegnata da / picture drawn by Kate Greenaway – via wikipedia

Tra i nuovi giochi realizzati usando immagini litografiche, ci sono i puzzle con i cubi. I soggetti raffigurati nelle illustrazioni sono vari: figure di animali, scene ispirate alle filastrocche o alle fiabe oppure tratte dalla quotidianità, come paesaggi o bambini intenti nelle loro attività. Nell’ottocento, in Inghilterra, sono molto amati i disegni di Kate Greenaway e Beatrix Potter.

A volte i cubi hanno su una o più facce numeri o lettere, così che li si possa usare anche per esercizi matematici o per imparare l’alfabeto.

Among the new toys made using lithographic images, there are the picture puzzle blocks. There are various themes depicted in the illustrations: animals, scenes inspired by nursery rhymes, fairy tales or daily life, such as landscapes or children in their activities. In the 19th century, in England, the drawings by Kate Greenaway and Beatrix Potter are very popular.

Sometimes the cubes have numbers or letters on one or more faces, so that they can also be used for mathematical exercises or to learn the alphabet.

Entre los nuevos juegos hechos con imágenes litográficas, hay rompecabezas con cubos. Los temas que se muestran en las ilustraciones son diversos: figuras de animales, escenas inspiradas en rimas infantiles o cuentos de hadas o tomados de la vida cotidiana, como paisajes o niños dedicados a sus actividades. En el siglo XIX, en Inglaterra, los dibujos de Kate Greenaway y Beatrix Potter son muy populares.

A veces, los cubos tienen números o letras en una o más caras, de modo que también pueden usarse para ejercicios matemáticos o para aprender el alfabeto.

Lithographed-Blocks circa 1880s

Il gioco si presenta in una scatola di legno o di cartone. All’interno ci sono i cubi di legno e sei fogli con le illustrazione dei disegni completi, che fungono da guida nella ricostruzione del puzzle.

Il set di cubi può essere di numero variabile e questo ne determinava il grado di difficoltà. I più difficili possono essere composti anche da 30 blocchi.

The game is packed in a box made of wood or cardboard. Inside there are the wooden cubes and six sheets with the illustrations. Each shows the entire image and serves as guide for the reconstruction of the puzzle.

The number of cubes determines the difficulty degree of the game. The very challenging ones can have up to 30 blocks.

El juego se presenta en una caja de madera o cartón. En el interior hay cubos de madera y seis hojas con las ilustraciones de los dibujos completos, que actúan como guías en la reconstrucción del rompecabezas.

El número de cubos determina el grado de dificultad del juego. Los más difíciles pueden tener hasta 30 bloques.

La scatola di cubi che ho costruito è per dei bambini vittoriani. Ho quindi cercato in rete delle raffigurazioni di soggetti ottocenteschi adatti ai più piccoli. Da un libro antico di filastrocche ho scelto sei figure molto popolari: Il re che contava i soldi, La piccola Bo Peep, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Robin Hood e Re Artù.

Con queste illustrazioni ed il programma grafico open source Gimp ho realizzato le sagome per rivestire i cubi.

The wooden picture puzzle blocks I built is for Victorian children. So I searched the web for antique images suitable for the little ones. From an antique book of nursery rhymes dated nineteenth century I chose six very popular characters: The king counting out his money, Little Bo Peep, Little Red Riding Hood, Cinderella, Robin Hood and King Arthur.

With these images and the free image editor Gimp I created the lining of the cubes.

La caja de cubos que construí es para niños victorianos. Luego busqué en la web representaciones de temas del siglo XIX adecuados para niños. De un antiguo libro de canciones de cuna, elegí seis figuras muy populares: el rey que contó el dinero, el pequeño Bo Peep, la Caperucita Roja, Cenicienta, Robin Hood y el Rey Arturo.

Con estas imágenes y el editor de imágenes gratuito Gimp, creé las formas para cubrir los cubos.

I cubi possono essere realizzati di sola carta, ma essendo leggerissimi e delicati sono molto più difficili da maneggiare. Io ho quindi preferito rivestire dei blocchetti di legno con le sagome di carta.

Il mio puzzle è composto da 16 pezzi: 4 file da 4 cubi. Ho ricavato i blocchetti di legno da una bacchetta di balsa a sezione quadrata di 0,5 cm. La balsa è un legno tenero e quindi facile da tagliare.

Con il taglia listelli acquistato qualche anno fa da Bibian a Miniaturitalia ho ricavato 16 dadi perfettamente identici. Ognuno misura 0,5 cm x 0,5 cm x 0,5 cm. Questo attrezzo non è indispensabile. Si può usare benissimo il cutter, ma serve pazienza e precisione. La taglierina facilita il lavoro. Infatti, una volta fissata la guida a 0,5 cm di distanza dalla lama, non ho dovuto più prendere altre misure. Ho semplicemente appoggiato la bacchetta di legno alla guida ed abbassato la lama per tagliare ogni cubetto.

The cubes can be made just of paper, but they are very light, delicate and difficult to handle. I therefore preferred to coat wooden blocks with my paper shapes.

My puzzle is made of 16 pieces: 4 rows with 4 cubes each. I used a 0.5 cm thick balsa dowel with a square section. Balsa is a softwood and therefore it’s easy to cut.

With the guillotine cutter I purchased a few years ago from Bibian at Miniaturitalia I made 16 perfectly identical dices, each measuring 0.5 cm x 0.5 cm x 0.5 cm. This chopper is not essential. You can easily use a cutter instead, but you need patience and precision. This tool makes the work easier. In fact, once the adjustable stop piece is fixed at 0.5 cm from the blade, I didn’t need any further measuring. I simply leaned the wooden stick against the stop and lowered the blade to cut each cube.

Los cubos pueden estar hechos de papel, pero son muy ligeros, delicados y difíciles de manipular. Por eso preferí cubrir bloques de madera con mis formas de papel. Hice los bloques de madera de una varilla de balsa con una sección cuadrada de 0,5 cm. La balsa es una madera blanda y por lo tanto fácil de cortar.

Con el cortador de guillotina que compré hace unos años de Bibian en Miniaturitalia, hice 16 dados perfectamente idénticos. Cada uno mide 0,5 cm x 0,5 cm x 0,5 cm. Esta herramienta no es esencial. Puede utilizar otro cortador fácilmente, pero necesita paciencia y precisión. Esta herramienta facilita el trabajo. De hecho, una vez que fijé la guía a 0,5 cm de la cuchilla, no tuve que tomar ninguna otra medida. Simplemente apoyé la varita de madera en la guía y bajé la hoja para cortar cada cubo.

Malgrado la lama fosse affilata, il taglio non è stato sempre perfetto ed alcuni cubetti avevano il bordo inferiore scheggiato. Ho eliminato le imperfezioni passando i cubi sulla carta vetrata fine. Penso che si possa evitare questo problema, imprimendo prima un leggero taglio e poi capovolgendo di 180° la bacchetta e praticando un taglio profondo.

Although the blade was sharp, the cut was not always perfect and some cubes had a splintered edge. I removed the imperfections by passing the cubes on fine sandpaper. I think I could have avoided this problem by first pressing a light cut and then turning the dowel by 180 degrees and then making a deep cut.

Aunque la hoja estaba afilada, el corte no siempre era perfecto y algunos cubos tenían un borde inferior desconchado. Eliminé las imperfecciones pasando los cubos sobre el papel de lija fino. Creo que podemos evitar este problema presionando primero un corte ligero y luego girando la varita 180 grados y haciendo un corte profundo.

Ho stampato in alta qualità il foglio con i cubi che potete scaricare qui. Per ottenere una stampa che rispetti del dimensioni corrette, bisogna assicurarsi che nelle impostazioni di stampa della stampante il ridimensionamento sia al 100% e che non sia spuntata la voce “adatta e centra”.

Poi ho ritagliato tutte le sagome con cura usando delle forbicine ben affilate, ma potreste usare anche un bisturi.

I printed the sheet with the cubes in high quality. You can download it here. To get a print true to size, make sure that the options in your printer’s settings are as follows: “print at 100%” or “print actual size” is checked and “fit and center” or “fit to page”  is unchecked.

Then I cut out carefully all the open cubes shapes using sharp scissors, but you could also use a X-Acto knife.

Imprimí en alta calidad la hoja con los cubos que puedes descargar aquí. Para obtener una impresión de tamaño real, asegúrese de que las opciones en la configuración de su impresora sean las siguientes: “imprimir al 100%” o “imprimir tamaño real” esté marcado y “ajustar y centrar” o “ajustar página” no esté marcado.

Luego recorté todas las formas con cuidado usando tijeras afiladas, pero también podrías usar una navaja de precisión.

Negli angoli più difficili da raggiungere con la forbice, anziché tentare di girare la forbicina all’interno dell’angolo, ho praticato dei tagli come nella foto qui sopra, partendo dall’esterno verso il centro. 

Some corners can be difficult to reach with the scissor. Instead of trying to turn the scissors in a small space, I make two cust starting from the outside towards the center, see the picture above.

Algunas esquinas pueden ser difíciles de alcanzar con la tijera., en lugar de tratar de girar las tijeras dentro de la esquina, hice cortes como en la imagen de arriba, comenzando desde el exterior hacia el centro.

Le sagome dei cubi aperti presentano alcune linguette. Esse sono indispensabili se si vuole assemblare il cubo senza il legno all’interno, perché su di essere va applicata la colla.

Se invece li si vuole usare per rivestire i cubi di legno, si può tagliare diritto lungo tutti i lati della sagoma, eliminando le linguette. Io ho preferito tenerle, perché mi pare che rendano i bordi meno marcati.

The open cube shapes have tabs. They are necessary if you want to assemble the cube without the wood inside. In this case the glue should be applied on the flaps.

If you want to coat the wooden cubes, you can cut straight along all sides of the open cube pattern, removing the tabs. I preferred to keep them, because I think they make the edges look less marked.

Las formas de los cubos abiertos tienen unas pestañas. Son indispensables si desea ensamblar el cubo sin la madera en el interior, En este caso el pegamento debe ser aplicado en las solapas.

Si, en cambio, desea utilizarlos para cubrir los cubos de madera, puede cortar en línea recta a lo largo de todos los lados de la forma, eliminando las lengüetas. Preferí conservarlas, porque creo que hacen que los bordes se vean menos marcados.

Ho piegato lungo ogni linea del cubo, comprese quelle delle linguette.

I folded along each line of the cube, including those of the tabs.

Doblé cada línea del cubo, incluidas las de las pestañas.

Per imprimere con facilità una piega perfettamente diritta, ho appoggiato la carta alla lama di un coltello ed ho piegato la carta lungo la linea delle piega, che così risulta netta e senza screpolature.

To easily make a perfectly straight fold, I placed the paper on the blade of a knife and bended it along the fold line over the edge. The result is a crisp fold, without cracks.

Para hacer fácilmente un pliegue perfectamente recto, coloqué el papel en la hoja de un cuchillo y lo doblé a lo largo de la línea de pliegue sobre el borde. El resultado es un pliegue uniforme, sin arrugas.

Ho rivestito una faccia del cubo alla volta, procedendo nello stesso ordine indicato nella foto qui sopra. Così le linguette risultano sempre nascoste dalla carta.

Con lo stuzzicadenti ho applicato la colla vinilica sul retro della carta, stendendola omogeneamente sul retro e l’ho appoggiata sul cubo. La carta all’inizio può essere facilmente riposizionata. La si può anche tirare leggermente per stenderla bene e far risvoltare le linguette sulle facce vicine. Ho fatto aderire bene le linguette. Prima di passare alla faccia successiva, ho aspettato che la colla fosse ben asciutta, così da poter  tirare la carta sul successivo lato del cubo, senza rischiare di spostare quella appena incollata.

Per ottimizzare i tempi, ho lavorato tutti i cubi insieme. Mentre incollavo lo stesso lato su ogni cubo, la colla aveva il tempo di fare presa ed alla fine del giro potevo incollare il lato successivo.

Durante questo lavoro ho tenuto le dita pulite. Dopo ogni passaggio le ho passate prima su una spugnetta bagnata e poi le ho asciugate. Questa accortezza può sembrare tediosa ed eccessiva, ma le dita appiccicose non solo lasciano antiestetici residui, ma rischiano di eliminare il colore dalla superficie stampata, rovinando i cubi. 

I covered one side of the cube at a time, proceeding in the same order shown in the picture above. Thus the tabs are always hidden by the paper.

With a toothpick I applied the vinyl glue on the back of the paper, spreading it out evenly. Then I placed it on the wooden cube. At the beginning the paper can be easily repositioned. It can also be slightly pulled. So I stretched it out over the surface, turning the tabs on the neighboring faces. I pressed them well. Before moving on to the next face, I waited for the glue to dry. Thanks to this trick I could pull the paper on the next cube’s side, without moving the parts that I just pasted.

For a better timing, I worked on all cubes together. While I pasted the same side on each cube, the glue had time to dry and I could easily move on to the next side.

I kept my fingers clean. After each step, I passed them on a wet sponge and then dried them. It may seem a tedious thing to do, but it’s worth it. Sticky fingers leave ugly residues and might tear of the color from the printed surface, ruining the cubes.

Cubrí una cara del cubo a la vez, procediendo en el mismo orden que se muestra en la imagen de arriba. Así las pestañas siempre quedan ocultas por el papel.

Con el palillo, apliqué el pegamento de vinilo en la parte posterior del papel, lo extendí homogéneamente en la parte posterior y lo coloqué en el cubo. El papel al principio puede ser fácilmente reposicionado. También puedes tirar de él ligeramente para extenderlo bien y girar las pestañas en las caras vecinas. Hice que las pestañas se pegaran bien. Antes de pasar a la siguiente cara, esperé hasta que el pegamento estuviera seco, para poder tirar del papel en el siguiente lado del cubo, sin arriesgarme a mover el que estaba pegado.

Para optimizar los tiempos, trabajé todos los cubos juntos. Mientras pegaba el mismo lado en cada cubo, el pegamento tuvo tiempo de agarrarse y al final de la vuelta pude pegar el siguiente lado.

Durante este trabajo mantuve mis dedos limpios. Después de cada pasada, las pasé primero con una esponja húmeda y luego las sequé. Esta precaución puede parecer tediosa y excesiva, pero los dedos pegajosos no solo dejan un residuo desagradable, sino que también corren el riesgo de eliminar el color de la superficie impresa, arruinando los cubos.

Rivestiti i cubi, ho tagliato i 6 disegni che servono da guida per ricomporre il puzzle. Per fare dei tagli perfettamente diritti ho usato il cutter ed una riga di metallo come guida.

Once covered the cubes, I cut out the 6 illustrations that are used as a guide to reassemble the puzzle. To make perfectly straight cuts I used a craft knife and a metal ruler as a guide.

Una vez cubiertos los cubos, corté los 6 dibujos que sirven de guía para recomponer el rompecabezas. Para hacer cortes perfectamente rectos utilicé el cutter y una regla de metal como guía.

Ecco qui i sei puzzle ricomposti. Anche se questo gioco è destinato a bambini in scala 1:12, devo ammettere che mi sono divertita anch’io a ricreare le sei figure!

Here are the sei puzzles. Although this game is intended for children in 1:12 scale, I must admit, that it was fun to solve and recreate the six images!

Aquí están los seis rompecabezas recompuestos. Aunque este juego está dirigido a niños en escala 1:12, debo admitir que yo también disfruté recreando las seis figuras!

Per riporre i cubi, ho realizzato una scatola con il coperchio scorrevole, usando il cartone riciclato delle scatole di cereali.

L’ho assemblata usando la colla vinilica. I pezzi composti da due strati di cartone incollati insieme, come il fondo ed il coperchio, li ho fatti asciugare sotto dei pesi, rendendoli perfettamente piatti.

To store the cubes, I made a box with a sliding lid, using the recycled cardboard of the cereal boxes.

I assembled it using vinyl glue. Some pieces are made of two layers of cardboard glued together, like the bottom and the lid. I let them dry under some weights, making them perfectly flat.

Para almacenar los cubos, hice una caja con la tapa deslizante, utilizando el cartón reciclado de las cajas de cereales.

Lo armé utilizando cola de vinilo. Algunas piezas están hechas de dos capas de cartón, como el fondo y la tapa. Déjalas secar bajo algunos pesos para que queden perfectamente planas.

Ho tagliato i seguenti pezzi:

  • 2 pezzi: 2,5 cm x 2, 5 cm per il fondo
  • 2 pezzi: 2,5 cm x 0,7 cm  per i 2 bordi lunghi
  • 2 pezzi: 2,3 cm x 0,7 cm per i 2 bordi corti

Ho incollato insieme i due pezzi del fondo, lasciando la parte stampata all’interno.

Poi ho incollato i bordi lasciando la parte grezza rivolta verso l’interno e quella con la stampa rivolta verso l’esterno. Li ho sistemati a filo sul fondo, uno di fronte all’altro. Poi ho aggiunto quelli più corti.

I cut the following pieces:

  • 2 pieces: 2.5 cm x 2, 5 cm for the bottom
  • 2 pieces: 2.5 cm x 0.7 cm for the 2 long sides
  • 2 pieces: 2.3 cm x 0.7 cm for the 2 short sides

I glued the two pieces for the bottom together, leaving the print inside.

Then I glued the sides flush on the bottom, leaving the printed surface facing outwards and the unrefined surface inwards. I pasted the two long sides, one opposite the other and I did the same with the shorter ones.

Corté las siguientes piezas:

  •  2 piezas: 2,5 cm x 2, 5 cm para el fondo.
  •  2 piezas: 2,5 cm x 0,7 cm para los 2 bordes largos.
  •  2 piezas: 2,3 cm x 0,7 cm para los 2 bordes cortos.

Luego pegué los lados al ras, dejando las partes impresas hacia afuera y las partes brutas hacia adentro. Pegué los dos bordes largos contra el fondo, uno opuesto al otro e hice lo mismo con los más cortos.

Ho tagliato due strisce di cartoncino delle seguenti misure:

  • 7,7 cm x 1,1 cm
  • 7,7 cm x 0,2 cm

Le ho incollate allineandole e lasciando le parti grezze come nella foto qui sopra. Da questo pezzo ho ricavato 3 lati del rivestimento esterno della scatola, ovvero la parte che ha la scanalatura nella quale scorre il coperchio.

I cut two strips of cardboard of the following measures:

  • 7.7 cm x 1.1 cm
  • 7.7 cm x 0.2 cm

I glued them aligning the pieces like in the picture above and leaving the rough parts as shown. With this piece I made the three external sides of the box, more precisely parts with the groove in which the lid slides.

Corté dos tiras de cartón de las siguientes medidas::

  •  7,7 cm x 1,1 cm
  •  7,7 cm x 0,2 cm

Los pegué alineando las piezas como en la imagen de arriba y dejando las partes ásperas como se muestra. Con esta pieza hice los tres lados externos de la caja, que es la parte que tiene la ranura en la que se desliza la cubierta.

Dalla striscia appena fatta ho tagliato:

  • 2 pezzi: lunghi 2,6 cm per i lati lunghi
  • 1 pezzo: lungo 2,5 cm per il lato corto

Nei due lati del pezzo più corto ho eliminato 0,1 cm da ogni estremità della strisciolina di 0,2 cm per far incastrare perfettamente gli angoli. Poi ho incollato ogni pezzo su tre lati della scatola, tenendo la striscia di 2 mm in alto e lasciando la parte grezza all’esterno. I bordi devono coprire anche lo spessore del fondo, ottenendo una superficie unica ed omogenea, senza giunture visibili.

From the strip I just made I cut:

  • 2 pieces: 2.6 cm long for the long sides
  • 1 piece:  2.5 cm long for the short side

I removed 0.1 cm on each side of the 0.2 cm strip on the piece for the short side of the box, so the corners fit perfectly. Then I glued each piece on three sides of the box, keeping the thin stripe on top and leaving the raw part on the outside. The sides must cover the thickness of the bottom and form an even surface, without visible joints.

De la tira que acabo de hacer corté:

  •  2 piezas: 2,6 cm de largo para los lados largos
  •  1 pieza: 2,5 cm de largo para el lado corto

En las esquinas de la pieza más corta quité 0,1 cm de la tira de 0,2 cm, para que las esquinas encajen perfectamente. Luego pegué cada pieza en tres lados de la caja, manteniendo la raya delgada en la parte superior y dejando la parte en bruto en el exterior. Los bordes también deben cubrir el grosor de la base y ser una superficie única y homogénea, sin juntas visibles.

Ho rivestito l’ultimo lato esterno con un pezzo di cartoncino, che misura:

  • 0,8 cm x 2,6 cm

Anche questo è stato incollato lasciando la parte grezza sull’esterno e coprendo lo spessore del fondo della scatola.

I covered the last external side with a piece of cardboard, which measures:

  • 0.8 cm x 2.6 cm

I glued also this piece leaving the unprinted part outside and covering the thickness of the bottom of the box.

Cubrí el último lado externo con un pedazo de cartón, que mide:

  •  0,8 cm x 2,6 cm

Pegué también esta pieza dejando la parte no impresa afuera y cubriendo el grosor de la parte inferior de la caja.

Per il coperchio ho tagliato:

  • 2 pezzi: 2,75 cm x 2,5 cm

Li ho incollati insieme, lasciando la parte con la stampa all’interno.

Usando un cutter ben affilato, ho tagliato con cura una “fettina” di 0,2 cm, riducendo le dimensioni da 2,75 cm a 2,55 cm. La misura finale del coperchio è 2,55 cm x 2,5 cm.

La strisciolina non va buttata, ma serve da presa per il coperchio. L’ho accorciata di 0,2 cm e l’ho incollata a filo lungo il lato di 2,5 cm del coperchio, lasciando ad ogni estremità 0,1 cm di spazio. Una volta chiuso il coperchio, la presa si mimetizza con gli altri bordi della scatola.

For the lid I cut:

  • 2 pieces: 2.75 cm x 2.5 cm

I glued them together, leaving the print inside.

Using a well-sharped cutter, I carefully cut a “slice” of 0.2 cm, reducing the size of the lid from 2.75 cm  to 2.55 cm. The final measure of the lid is 2.55 cm x 2.5 cm.

Don’t throw the small slice, because it will become the grip of the lid. I shortened it of 0.2 cm and I glued it flash to the edge, along the 2.5 cm long side, leaving 0.1 cm space at each end. Once the lid is closed, the grip looks like the other upper edges of the box.

Para la tapa corté:

  •  2 piezas: 2,75 cm x 2,5 cm

Los pegué juntos, dejando la parte con la impresión en el interior.

Usando un cortador bien afilado, corté cuidadosamente una “rebanada” de 0,2 cm, reduciendo el tamaño de esta pieza de 2,75 cm a 2,55 cm. La medida final de la tapa es de 2,55 cm x 2,5 cm.

La tira no se debe tirar, sino que sirve como agarre para la tapa. Lo acorté en 0,2 cm y lo pegué a lo largo del lado de 2,5 cm de la tapa, dejando 0,1 cm de espacio en cada extremo. Una vez que se cierra la tapa, el zócalo se camufla con los bordes superiores de la caja.

Il motivo per il quale ho lasciato i lati grezzi del cartoncino visibili, è perché sono molto più facili da colorare, che si usino sia colori acrilici sia acquerelli. La superficie con la stampa, invece, non prende bene il colore ed i disegni e le scritte sono più difficili da coprire.

Con gli acquerelli ho colorato i pezzi, dando delle pennellate non omogenee di colore marrone chiaro, per imitare le venature del legno. Tra una mano e l’altra ho lasciato asciugare bene il colore per evitare che il cartone assorbisse troppa acqua e si deformasse o che i pezzi si  scollassero.

The reason why I left the unrefined sides of the cardboard visible, is because they are much easier to paint, both with acrylics or watercolors. While the printed surface can’t be easily covered by colors and the design or the lettering shows through.

I colored my pieces with watercolors. I gave non-homogeneous brushstrokes of light brown color imitating the wood veining. In order to avoid the cardboard from absorbing too much water and warping or falling apart, I let the color dry between one coat and the other.

La razón por la que dejé visibles los lados ásperos del cartón, es porque son mucho más fáciles de colorear, con acrílico y acuarelas. La superficie con la impresión, sin embargo, no toma bien el color y los dibujos y las letras son más difíciles de cubrir.

Coloré mis piezas con acuarelas, aplicando pinceladas no homogéneas de color marrón claro para imitar la veta de la madera. Entre una capa y la otra, dejé que el color se secara bien para evitar que el cartón absorba demasiada agua y se deforme o que las piezas se desprendieran.

Una volta terminato di dipingere e fatto asciugare il tutto, ho verificato che il coperchio non si fosse gonfiato e scivolasse bene nelle scanalature. Gli angoli del coperchio si erano leggermente ispessiti, ma è bastato appiattirli facendo pressione con la pieghetta per riportarli allo spessore giusto.

Once I finished painting, I waited for the paint to dry. Then I checked the fit of the lid. My corners had swollen a bit, so I pressed them with the bone folder and flattened them to get the lid slide in easily again.

Una vez que terminé de pintar y sequé todo, verifiqué que la tapa no se había inflado y que se deslizaba bien por las ranuras. Las esquinas de la tapa estaban ligeramente engrosadas, pero fue suficiente presionarlas con la plegadora para devolverlas al grosor correcto.

Infine ho dato una vernice lucida trasparente sugli esterni della scatola. Non ho verniciato l’interno, perché i cubi farebbero attrito con i bordi e sarebbe più difficile toglierli e emetterli nella scatola.

Ho applicato la vernice lucida sia all’interno che all’esterno del coperchio, cercando di lasciare uno strato sottilissimo lungo i bordi così che possano scivolare agevolmente nelle scanalature.

In passato usavo lo smalto trasparente per unghie per dare il lucido agli oggetti piccoli, ma spesso una volta asciutti rimanevo appiccicosi. Così ho acquistato “Mod Podge super lucido brillante” ed il risultato mi piace molto.

Finally to give a brilliant finish, I used a clear gloss varnish on the exterior of the box. I didn’t paint the inside, because the coating would have caused friction preventing the cubes from coming out easily from the box.

I applied the glossy paint both inside and outside the lid, trying to leave a very thin layer along the edges, otherwise the lid would stuck in the grooves.

In the past I used clear nail polish to varnish small objects, but often they remained sticky. So I purchased “Mod Podge super gloss-brillant” and I like the result.

Finalmente di un barniz claro brillante en el exterior de la caja. No pinté el interior, porque los cubos se rozarían con los bordes y habría sido difícil luego sacarlos de la caja.

Apliqué la pintura brillante tanto dentro como fuera de la tapa, tratando de dejar una capa muy delgada a lo largo de los bordes para que puedan deslizarse fácilmente por las ranuras.

En el pasado usé esmalte de uñas transparente para barnizar objetos pequeños, pero a menudo, cuando estaba seco, permanecía pegajoso. Así que compré ” Mod Podge super gloss-brillant ” y me gusta mucho el resultado.

Per rendere la scatola più realistica ho applicato l’etichetta che trovate nel foglio con le altre printies dei cubi. Avrei dovuto però centrarla meglio.

To make the box look more realistic, I applied the label, that you can find in the file with the other printies of the cubes. However, I should have centered it better.

Para hacer que la caja se vea más realista, apliqué la etiqueta, que puede encontrar en el archivo con las otras impresiones de los cubos. Pero debería haberlo centrado mejor.

La scatola con il puzzle da 16 cubi è pronta per essere impacchettata e messa sotto l’albero di Natale. Penso che il bambino che la riceverà in regalo passerà molte ore con questo rompicapo e si divertirà molto a ricomporre le 6 figure.

The box with the puzzle made of 16 cubes is ready to be packed and placed under the Christmas tree. I think that the child who will receive it as a gift, will spend many hours with this puzzle and will have a great time putting the 6 illustrations together.

La caja con el rompecabezas de 16 piezas está lista para ser empaquetada y colocada debajo del árbol de Navidad. Creo que el niño que lo recibirá como regalo pasará muchas horas con este rompecabezas y lo pasará muy bien recomponiendo las 6 figuras.

tutorial e printies by Victoria Miniatures

Il gioco con i cubi è stato realizzato anche da altri miniaturisti. La scatola qui sopra è di Victoria Miniatures. Trovate il suo tutorial e le printies nel Calendario dell’avvento del 2014, organizzato da Joc. Per il tutorial cliccare sulla foto.

The wooden picture puzzle blocks were also made by other miniaturists. The box above is by Victoria Miniatures. Find her tutorial and printies on the 2014 Advent Calendar, organized by Joc. For the tutorial click on the photo.

El juego con los cubos también fue realizado por otros miniaturistas. El cuadro de arriba es de Victoria Miniatures. Encuentra su tutorial e impresiones en el Calendario de Adviento 2014, organizado por Joc. Para el tutorial haga clic en la foto.

solo immagini – by Nono mini Nostalgie

Nel 2012 Noëlle di Nono mini Nostalgie aveva realizzato alcuni giochi con i cubi.

In 2012 Noëlle of Nono mini Nostalgie made some games with cubes.

En 2012, Noëlle de Nono mini Nostalgie hizo algunos juegos con cubos.

tutorial e printies by Nono mini Nostalgie

Qualche anno più tardi ha pubblicato sulla sua pagina il tutorial e le printies per realizzare una scatola con 30 cubi.

A few years later she published on her page the tutorial and the printies to make a box with 30 cubes.

Unos años más tarde publicó en su página el tutorial y las imágenes para hacer una caja con 30 cubos.

Via Pinterest

Un altro tutorial con printies era stato creato e pubblicato da Minidesign. Purtroppo non sono riuscita a trovare il post ed il link su Pinterest non funziona.

Another tutorial with printies was created and published by Minidesign. Unfortunately I couldn’t find the post and the link on Pinterest doesn’t work, either.

Otro tutorial con imágenes fue creado y publicado por Minidesign. Lamentablemente no pude encontrar la publicación y el enlace en Pinterest no funciona.

Peter Rabbit puzzel via Nostalgie in1:12

Questo puzzle dedicato ai coniglietti di Beatrix Potter è stato realizzato da Michaela di Nostalgie in 1:12.

This puzzle with Beatrix Potter‘s bunnies was made by Michaela of Nostalgie in 1:12 .

Este rompecabezas dedicado a los conejitos de Beatrix Potter fue hecho por Michaela de Nostalgie in 1:12 .

Holiday Puzzle Blocks and Box – Kit by Paper Minis

Cercando in rete ho trovato in vendita su Paper Minis questo kit di Ann Vanture per realizzare un puzzle con i cubi vittoriano.

Searching on the net I found for sale on Paper Minis this Cut ‘n Glue kit by Ann Vanture to make a box and cubes for a Victorian picture puzzle.

Buscando en la red encontré a la venta en Paper Minis este kit de Ann Vanture para hacer un rompecabezas con cubos victoriano .

Via Pinterest

Ho trovato poi su Pinterest una scatola in miniatura da stampare ed assemblare nella quale poter riporre dei cubi, ma purtroppo non so chi sia il miniaturista che l’ha creata e quale sia il sito dove si possa scaricare.

Then I found on Pinterest a miniature box for cubes to print and assemble. Unfortunately I don’t know neither the miniaturist’s name nor the site where you can download it.

Luego encontré en Pinterest una caja en miniatura para imprimir y ensamblar cubos. No sé ni el nombre del miniaturista ni el sitio donde se puede descargar.

gallibellimg (6)

Patricia m – pillipat (agence eureka) on flickr

Su flickr, nella bella pagina patricia m – pilllpat (agence eureka), ci sono questi 4 cubi da stampare. L’immagine non è in scala 1:12 e dev’essere ridimensionata, ma mi piace molto il gusto retrò.

On flickr  I found this printable cubes posted by patricia m – pilllpat (agence eureka). Her page has a lot of beautiful graphics. The image above is not in 1:12 scale and has to be resized, but I like the retro taste and these cubes will make a very nice puzzle.

En flickr encontré estos cubos imprimibles publicados por patricia m – pilllpat (agence eureka). La imagen no está en escala 1/12 y debe ser redimensionada. Su página tiene muchos gráficos hermosos. Me gusta el sabor retro y estos cubos harán un rompecabezas muy bonito.

by Open House Miniatures

Infine vi mostro questo bellissimo puzzle a cubi che Elizabeth di Open House Miniatures ha realizzato ispirandosi ad un originale che aveva trovato da un antiquario. La forma dei pezzi triangolari è insolita, ma molto adatta al tema del circo.

Finally I show you this beautiful cubic puzzle that Elizabeth of Open House Miniatures made, inspired by an original that she had found in an antique shop. The shape of the triangular pieces is unusual, but very suitable for the circus theme.

Finalmente, te muestro este hermoso rompecabezas cúbico que Elizabeth of Open House Miniatures hizo inspirado en un original que había encontrado en un anticuario. La forma de las piezas triangulares es inusual, pero muy adecuada para el tema del circo.

Il mio progetto della scatola dei cubi fa parte del Calendario de Adviento 2018 organizzato da Matxalen, che ringrazio molto per avermi inserita e per le traduzioni dei testi in spagnolo. Per me è la prima volta che collaboro a questo calendario dell’Avvento e mi fa molto piacere partecipare a questo evento così gioioso e divertente con tante brave miniaturiste che ogni anno offrono tutorial originali. Cliccate sull’immagine qui sopra per scoprire le altre sorprese, giorno dopo giorno.

Felice conto alla rovescia!

My wooden puzzle blocks project is part of the Calendario de Adviento 2018  organized by Matxalen. Thank for adding me! Thanks also for the translation in Spanish. For me it’s the first time and I am very pleased to participate at this joyful event together with many talented miniaturists who offer every year original tutorials. Click on the image above to discover the other surprises day by day.

Happy count down!

Mi proyecto de la caja con rompecabezas de cubos es parte del Calendario de Adviento 2018 organizado por Matxalen, que agradezco mucho por aceptarme. Gracias también por las traducciones en español. Para mí, es la primera vez que trabajo en este calendario de Adviento y me complace mucho participar en este evento, tan alegre con muchos buenos miniaturistas que cada año ofrecen tutoriales originales. Haga clic en la imagen de arriba para descubrir las otras sorpresas día tras día.

¡Feliz cuenta atrás!

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Pendola a portico – Portico clock

La pendola a portico, o pendola in stile Carlo X, è un orologio da tavolo molto decorativo. Veniva posizionato principalmente su console o camini negli ambienti di rappresentanza come ingressi e saloni.

Questo modello di pendola in stile impero è comparso all’inizio dell’ottocento ed era molto in voga soprattutto in Francia. Ebbe comunque una grande diffusione fino all’inizio del novecento sia in Europa che nel Nordamerica.

The portico clock, or Charles X clock, is devised to decorate console tables or mantelpieces in halls and reception rooms.

This timepiece model in Empire style appeared at the beginning of the nineteenth century. It was really in vogue especially in France. But it was widespread both in Europe and in North America until the beginning of the twentieth century.

via ClipArt ETC

Nel dizionario la parola “portico” è definita così

portico
pòr·ti·co/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Costruzione delimitata, su uno o più lati, da una serie di pilastri o di colonne, spesso con valore decorativo e a carattere monumentale

La struttura dell’orologio ricorda proprio un antico tempio greco-romano. E’ composta da un piedistallo sul quale poggiano 4 o più colonne che sorreggono la trabeazione. L’architettura e l’arte classica degli antichi greci e romani erano infatti una grande fonte d’ispirazione per questa corrente del Neoclassicismo.

Questa pendola è stata realizzata solo in una grandezza. L’altezza variava  dai 35 cm ai 50 cm circa.

In the dictionary the word “portico” is defined as

portico noun
plural porticoes or porticos

In fact the clock’s structure is reminiscent of an ancient Greek-Roman temple. It consists of a pedestal on which rest four or more columns supporting the entablature. The architecture and classical art of ancient Greece and Rome were actually a great source of inspiration for this Neoclassic wave.

This pendulum was made only in one size. The height varied from 35 cm to 50 cm.

via live auctioneers

Ogni pendola è un pezzo unico che si distingue per i dettagli. Le colonne possono essere semplici lisce, con scanalature verticali, ritorte, con intagli longitudinali in legni di essenze diverse. Lo stile si ispira principalmente a quelle classiche ioniche, doriche, corinzie, toscane e tortili. 

Each pendulum is a unique piece that stands out for its details. The columns can be simple and smooth, with vertical grooves, helical, with longitudinal wood inlays of different colors. The styles mainly refer to the classic Ionic, Doric, Corinthian, Tuscan and Solomonic columns.

via carters.com.au

L’orologio è appeso alla parte inferiore dell’architrave ed occupa gran parte dello spazio tra le colonne. Il quadrante può essere smaltato bianco o in bronzo dorato ed ha quasi sempre numeri romani dipinti in nero.

The clock hangs from the bottom of the architrave and occupies most of the space between the columns. The clock face can be white enamel or gilt brass and it usually has black painted Roman numerals.

marchio ditta Breguet

Le lancette sono nere, sottili ed affusolate con un cerchio vuoto alle estremità, dette “à pomme”. Questo modello, denominato anche lancette Breguet“, fu inventato nel 1783 dall’orologiaio Abraham Louis Breguet. Sono caratterizzate dalla forma semplice, che rende facile la lettura del quadrante, e sono realizzate in acciaio brunito. Furono usate dei principali orologiai e largamente imitate da altri.

The hands are black, thin and tapered with an empty circle at the ends, called “à pomme”. This model, also known as “Breguet Hands”, was invented in 1783 by the watchmaker Abraham Louis Breguet. They are characterized by the simple shape, which makes the dial easy to read, and are made of burnished steel. These hands were used by the principal watchmakers and are widely imitated by others.

via Case Antiques

Il meccanismo si trova dietro al quadrante e si attiva caricando la molla interna con una chiave. Il movimento dura 8 giorni dal momento della carica, ma in certi modelli può arrivare fino a 21 giorni prima di fermarsi.

The clockwork mechanism is located behind the dial and it’s activated by winding the internal spring with a key. Usually it has an 8 days movement, but in some rare cases it can last up to 21 days.

via Case Antiques

Il pendolo è agganciato al retro dell’orologio. In quasi tutti i modelli è di bronzo o ottone dorato. Ha una forma piuttosto tozza ed è caratterizzato da una grande lente. Spesso è riccamente decorata, come nel caso qui sopra dove si vede a rilievo una corona di fiori con al centro un cigno.

La lente è tenuta ferma da una vite. Per regolare l’orologio, nel caso tenda ad anticipare o a ritardare, bisogna svitarla e far scendere o salire la lente, modificando la lunghezza del pendolo. Un pendolo lungo oscilla più lentamente di uno corto.

Il moto del pendolo è influenzata da diversi fattori, come la gravità e la temperatura. A diverse latitudini esso oscilla in modo diverso: più lentamente vicino all’equatore o più accelerato vicino ai poli.

The pendulum hangs from the back of the clock. In almost all models it’s made of gilt bronze or gild brass. It’s is quite short and is characterized by a large bob, which is often richly decorated, as the example above, where a floral wreath with a swan in the middle ornate the piece.

The bob is held by a screw. If the clock tends to run too fast or too slow, you can adjust the period, by unscrewing it and sliding the bob up or down on the rod in order to modify the length of the pendulum. A short pendulum oscillates slower than a short one.

The motion of the pendulum is influenced by several factors, such as gravity and temperature. In fact at different latitudes it oscillates differently: more slowly near the equator, while more accelerated near the poles.

gridiron pendulum – via wikipedia

Con i cambi di temperatura il metallo si deforma, allungandosi con il caldo e ritraendosi con il freddo. Di conseguenza la lunghezza del pendolo si modifica accelerandone o ritardandone la marcia. Le pendole antiche in estate perdono fino ad un minuto alla settimana. Per questo motivo alcuni orologi a pendolo possono avere una asta in vetro o in legno, due materiali più resistenti ai cambiamenti climatici.

La maggior parte delle pendole a portico hanno invece un pendolo compensato. L’asta è composta da 9 bacchette di due metalli con coefficienti di dilatazione termica differenti. 5 sono d’acciaio, che si dilata poco e 4 sono d’ottone, che si dilata molto. Sono di due lunghezze diverse e sono fissate alternate in parallelo ad una griglia così che dilatandosi in modo diverso, si compensino tra loro, mantenendo la lente alla stessa altezza e le oscillazioni costanti, malgrado i cambi di temperatura.

Questo tipo di pendolo fu inventato nel 1726 dal falegname ed orologiaio inglese John Harrison e permise di ridurre l’imprecisione dell’orologio a pochi secondi alla settimana. Il pendolo compensato era sinonimo di precisione, tanto che poi furono prodotti pendoli falsi che ne imitavano l’estetica, ma non avevano nessuna capacità di compensare la temperatura.

The change of temperature deforms metals, expanding in the heat and contracting in the cold. Consequently the length of the pendulum is modified, accelerating or delaying its movement. In Summer, ancient clocks may lose up to one minute per week. For this reason some grandfather clocks have a rod made of glass or wood, these being more climate-resilient materials.

Most portico clocks have a gridiron pendulum. The rod is made of 9 parallel rods of two metals with different thermal expansion coefficients. 5 are made of iron and 4 are made of brass and have two different lengths. They are fixed in a grid, so that when they expand differently, they compensate each other keeping the bob at the same height and the oscillations constant, despite temperature changes.

This type of pendulum was invented in 1726 by the British carpenter and watchmaker John Harrison and it reduces the clock’s inaccuracy to a few seconds per week. Gridiron pendulums were synonymous with precision. So many false pendulums were produced. They look like the original, but have no temperature compensating qualities.

via liveauctioneers

Il materiale più usato per la realizzazione di questo modello di orologi  è il legno pregiato, come la radica di mogano (con le sue macchie o venature irregolari) o l’ebano (il cui colore si avvicina al nero) o il palissandro (detto anche legno di rosa, dalle tonalità marrone rossiccio chiaro con striature nerastre).

La parte frontale del piedistallo e della trabeazione  possono essere decorati con intarsi di legni diversi, come in questa pendola francese in noce della metà del’800, o con altri materiali come avorio o madreperla. I soggetti preferiti sono i motivi classici dello stile Impero come ghirlande, foglie d’acanto, corone d’alloro o scene mitologiche.

Most of the portico clocks are made of precious woods, such as mahogany root (with its irregular spots or veining) or ebony (whose color is almost black), or rosewood (with its light reddish brown hues and blackish streaks).

The front part of the pedestal and the entablature can be decorated with inlays of veneers, primarily woods, like this French walnut pendulum dating mid-nineteenth century. But it may include other materials like ivory or mother-of-perl. Favorite subjects were the classical Empire style motifs such as wreaths, acanthus leaves, laurel wreaths or mythological scenes.

via Antic France – Maison Lemarié Antiquités

La struttura delle pendole a portico poteva essere anche di altri materiali come marmo, cristallo o alabastro. Questa in particolare è in alabastro con capitelli corinzi, piedini a zampa di leone, i fregi a palmette, le ghirlande di frutta, tutti realizzati in bronzo dorato.

The structure of the portico clock could be also made of other materials such as marble, crystal or alabaster. This in particular is made of alabaster and has Corinthian capitals, lion-claw feet, palmette friezes, fruit wreaths, all made of gilded bronze.

via Skinner Inc.

La pendola qui sopra è stata realizzata a Parigi nel 1850. E’ di marmo bianco variegato grigio con capitelli, pendolo, piedini e ghiera in bronzo dorato. Il prezzo raggiunto in asta è stato di 2.214 $.

The pendulum above was made in Paris in 1850. It’s in gray variegated marble, with capitals, pendulum bob, feet and bezel in gilded bronze. The price reached in auctions was 2,214 $.

via Galerie Atena

Questa pendola, datata 1820, ha le colonne in cristallo tagliato a punta di diamante, mentre il piedistallo, la trabeazione, i capitelli corinzi, il quadrante, il pendolo, le ghirlande ed i cesti floreali, che decorano la parte anteriore, sono tutti in bronzo dorato.

This pendulum, dated 1820, has crystal columns with a diamond point cut, while the pedestal, the entablature, the Corinthian capitals, the dial, the pendulum, the garlands and the floral baskets, that decorate the front, are all in gilded bronze.

via liveauctoneers

Esistono anche versioni di pendole la cui struttura è realizzata interamente in bronzo dorato, come la pendola nella fotografia. Gli elementi decorativi sono a rilievo.

There are other versions of portico clocks whose structure is entirely made of gilded bronze, also called ormolu, like the model in the picture. The decorative elements are in relief.

ornamento in bronzo dorato

Il bronzo o l’ottone dorato erano ampiamente usati durante il periodo Barocco e Rococò, raggiungendo l’apice all’inizio del diciannovesimo secolo. Si realizzavano fregi, ornamenti di mobili e porcellane, maniglie, candelabri, lampadari, etc.. La ragione del grande successo era l’effetto prezioso, il basso costo rispetto all’oro, il punto basso di fusione, la duttilità e malleabilità di questi metalli e quindi la facilità di lavorazione.  

Gli artigiani realizzavano l’oggetto in bronzo (una lega di rame arricchita di stagno) o in ottone (una lega di rame e zinco). Poi si passava alla doratura a fuoco. Si applicava un’amalgama di oro e mercurio solo sulle parti dell’oggetto, che sarebbero state visibili. Poi si metteva il pezzo in un forno e si faceva evaporare il mercurio. Questo passaggio veniva ripetuto, per ottenere tonalità d’oro diverse, partendo da un minimo di tre strati. Il risultato era un oggetto con una superficie d’oro molto resistente.

Gilded ronze or gilded brass were widely favored during the Baroque and Rococo periods, reaching its peak at the beginning of the nineteenth century. They were used for making friezes, furniture ornaments, embellishments for porcelain, handles, chandeliers, etc.. The reason for the big success was the precious effect, the low cost compared to gold, the low melting point and the ease of manufacturing as these metals are ductile and malleabile.

The artisans made the object of bronze (a copper alloy enriched with tin) or of brass (an alloy of copper and zinc). Then it was gold-plated by means of fire-gilding. They applied an amalgam of gold and mercury only on the parts of the object, that would have been visible. Then they put the piece in an oven and let the mercury evaporate. These steps were repeated, to obtain different shades of gold, starting from a minimum of three coats. The result was an object with a very resistant golden surface.

via wikipedia

Durante il processo di doratura si sprigionavano fumi tossici. Gli artigiani morivano giovani a causa dell’intossicazione da mercurio. Si cercò di prendere precauzioni, come l’uso della maschera sopra riprodotta o il masticare del pane. 

Intorno al 1830 la Francia proibì questa lavorazione. In seguito fu sostituita dalla doratura galvanica. A quasi 200 anni di distanza, ovvero nel 2020, diventerà effettiva la Convenzione di Minamata firmata da 128 nazioni, che prevede il bando totale, in tutto il mondo, dell’uso industriale del mercurio e la chiusura delle miniere di mercurio.

During this fire-gilding process toxic fumes were released. The artisans died young because of mercury intoxication. They tried to take precautions, such as the use of the mask reproduced above or chewing bread.

Around 1830 France prohibited this process. Later it was replaced by galvanic gilding. Almost 200 years later, in 2020, the Minamata Convention, signed by 128 countries will become effective. It provides the complete ban of the industrial use of mercury and the mercury mines closure worldwide.

Via 1stdibc

Tornando alle nostra pendola a portico, una caratterista che accomuna quasi tutte le versioni è l’uso dei fregi d’ottone dorato per realizzare i capitelli, le basi delle colonne, il pendolo ed il quadrante o la ghiera.

Going back to our portico clock , a characteristic that almost all versions have in common is the use of gilt brass friezes to make capitals, the columns’ bases, the pendulum, the bob, the dial or the bezel.

via carters.com.au

A volte i fregi dorati decorano anche il piedistallo e la trabeazione con bordini, rosette, ghirlande, festoni o scene mitologiche.

Qui una pendola francese stile impero in ebano dei primi dell’800 con importanti fregi e piedini dorati con foglie d’acanto.

Here a French Empire portico clock dated early 19th century. It’s made of ebony with important friezes with gilded feet with acanthus leaves.

Sometimes the golden friezes also decorate the pedestal and the entablature with borders, rosettes, wreaths, festoons or mythological scenes.

via carters.com.au

Sopra un’altra pendola francese in stile Impero in ebano con quadrante argentato e fregi in ottone che rappresentano una scena dell’antichità classica.

Above another French Empire-style ebony portico clock with a silvered dial and brass friezes representing a scene from classical antiquity.

Partendo dalle misure dalla pendola a portico che ho in casa, ho ricavato le dimensioni in scala 1:12. Ovvero, ho misurato ogni elemento delle pendola e poi ho diviso ogni numero per 12.

Per la struttura ho usato del cartoncino spesso 1mm.  Come sempre, ho scelto quello riciclato delle scatole dei cereali. Per sapere quali cartoncini siano indicati e quali è meglio scartare, potete leggere qui.

Starting from the measures of a portico clock I have at home, I obtained the dimensions in 1:12 scale. That means, I measured every element of the pendulum clock and then I divided each number by 12.

For the structure I used a 1mm thick cardboard. As usual, I chose the recycled cardboard of cereal boxes. To find out which cardboards are the best to use and which are to discard, you can read here.

Il piedistallo è composto da tre pezzi. Per realizzare quello inferiore, ovvero il più grande, ho tagliato 6 pezzi di cartoncino spesso 1mm nelle misure indicate nella foto, che sono in cm.

The pedestal is made of three parts. To make the lower one, which is also the biggest, I cut 6 pieces of cardboard 1mm thick in the measures shown in the picture. They are in cm.

Con la colla vinilica ho incollato i 4 lati a filo sul pezzo di base. Poi l’ho chiuso con l’ultimo rettangolo.

I glued with the vinyl glue the 4 sides flush on the base piece. Then I closed it with the last rectangle.

Le facciate del corpo che avevo ottenuto presentavano delle leggere imperfezioni.

The faces of my base had slight imperfections.

Per questo ho passato sulla carta vetrata tutte le facce che presentavano giunture non perfettamente allineate e le ho pianeggiate.

For this reason I gently rubbed on sandpaper all sides that hadn’t perfectly aligned joints and I leveled them.

Per la parte superiore del piedistallo ho realizzato un secondo elemento, leggermente più piccolo. Nella foto ho indicato le misure di questo secondo pezzo, sempre in cm. Esso va assemblato come il precedente.

For the top of the pedestal I made a second element, slightly smaller. In the picture I indicated the measures of this second piece in cm. It must be assembled like the previous one.

Il raccordo tra  i due pezzi appena realizzati è un rettangolo molto svasato. Per realizzarlo ho incollato, uno sopra l’altro, tre rettangoli di cartoncino, grandi come la base più grande (2cm x 1,2cm).

Poi ho disegnato, centrandolo, un rettangolo grande come il secondo elemento, quello più piccolo (1,8cm x 1cm). Con la carta vetrata ho sagomato tutti i bordi, creando una superficie degradante partendo dalla riga interna verso l’esterno.

The connection between the two pieces just made is a very flared rectangle. To make it, I glued three rectangles of cardboard one on topo of the other. They are as large as the larger base piece (2cm x 1,2cm).

Then I traced on it, centering it, a rectangle, as big as the smaller base piece (1.8cm x 1cm). With the sandpaper I shaped all the edges, creating a degrading surface starting from the inner line to the outside.

Infine ho incollato i tre pezzi, uno sopra all’altro, come nella foro.

Finally I glued the three pieces, one above the other, as in the picture.

Anche la trabeazione, la parte alta dell’orologio, è formata da tre elementi. Il pezzo inferiore ha le misure indicate in questa foto.

Also the entablature, the top of the pendulum clock, is made of three elements. The lower piece has the measures shown in this photo.

Il pezzo superiore ha la stessa dimensione, ma è più sottile. Per questo è sufficiente incollare, uno sopra all’altro, 3 rettangoli da 0,7cm x 1,5cm cad.

The upper piece has the same size, but is thinner. Therefor I simply glued  3 rectangles together. Each measures 0.7cm x 1.5cm.

Anche questo elemento di mezzo è svasato ma è realizzato con 4 cartoncini da 1,9cm x 1,1cm. Prima ho incollato 3 insieme. Su una facciata ho segnato le dimensioni del pezzo sul quale va applicato (0,7cm x 1,5cm) ed ho creato un bordo svasato, scartavetrando dalla riga appena tracciata verso il bordo.

Poi ho applicato sul lato più grande il quarto cartoncino, creando così un bordo finale diritto.

Also this middle element has a sloped edge, but it’s made of 4 pieces of cardboard measuring 1.9cm x 1.1cm each. First I glued 3 pieces together. On one side I traced the dimensions of the element on which I will apply it (0.7cm x 1.5cm) and I sanded the edges from the drawn line to the border.

Then I applied the fourth cardboard piece on the bigger side, creating a final straight edge.

Infine ho incollato uno sopra all’altro questi tre elementi, avendo cura però di posizionare l’elemento svasato con la base più alta in alto, come nella foto.

Finally I glued these three elements one on top of the other, leaving the sloped element with the larger side at the top, like in the picture.

Ora è il turno delle colonne. Ho tagliato degli stuzzicadenti, ricavando 4 pezzi lunghi 1,8cm cadauno.

Per i capitelli, ho tagliato con la perforatrice 16 dischi di carta con un diametro di 5mm e li ho incollati accoppiandone due insieme.

Now it’s the turn of the columns. I cut some toothpicks, making 4 pieces 1.8cm long each.

For the capitals, I cut with the puncher 16 disks of paper with a diameter of 5mm and I glued them two by two.

Ho poi tagliato 16 quadrati di cartoncino. Ogni lato è lungo 6mm. Li ho incollati a due a due. Su un lato ho incollato al centro il disco di carta.

Then I cut 16 squares of cardboard. Each side is 6mm long. I glued them two by two.  On one side, in the middle, I applied the paper disc.

Con il colore acrilico color oro ho colorato tutte le parti visibili dei capitelli.

I painted all the visible parts of the capitals with gold acrylic color.

Con gli acquerelli color marrone chiaro ho dipinto tutte le parti che devono sembrare di legno, ovvero le colonne, il piedistallo e la trabeazione.

Ho distribuito il colore in modo non omogeneo, per imitare le venature del legno. Per dipingere con gli acquerelli sul cartoncino, il colore deve essere poco acquos, altrimenti i pezzi si potrebbero scollare o il cartoncino imbarcarsi.

I painted light brown all the parts that should look like wood: the columns, the pedestal and the entablature.

I used watercolors  and applied it unevenly, to imitate wood grain. Watercolors shouldn’t be too watery when they are used on cardboard. Otherwise the pieces could unstick or the cardboard embark.

via incartare

“Non si butta mai nulla” – questa è una regola che osservo diligentemente e che vale per tutti i tipi di materiale. Questo vassoio per pasticcini può sempre tornare utile. Si può usare il cartone, lasciando la parte dorata all’esterno, per realizzare oggetti d’oro, come ad esempio un portagioie o addirittura una pendola a portico in ottone. Oppure si può recuperare la carta dorata che ne riveste un lato. Per staccarla è sufficiente lasciare il vassoio in acqua. Il foglio così si separa dal  cartone sottostante. Un volta asciutto può essere usato in diversi progetti.

“Never throw anything away” is a rule I diligently observe and I apply to all sort of material. When you buy pastries in Italy, you get this patisserie tray.  Sooner or later it will come in handy. The cardboard can be used for making gilded objects, like a jewel case or even an ormolu portico clock. The golden paper, that covers one side, can be detached and used separately. Simply leave the tray in water. Shortly afterwards the sheet will come off. Once dry it can be used in different projects.

Qui l’ho usato per rifinire le colonne. Ho tagliato una strisciolina alta 2mm. L’ho avvolta attorno ad un’estremità della colonna, facendo un giro semplice e lasciando solo una piccola sovrapposizione. Troppi strati creerebbero, infatti, un grosso spessore antiestetico.

Here I used it to finish the columns. I cut a 2mm high strip. I wrapped it around one column’s end, making a simple turn and leaving only a small overlap. In fact, too many layers would create an horrible thickness.

 Ho applicato la strisciolina dorata a tutte le estremità delle colonne. 

I applied the gilded strip to all columns’s ends.

Sul piedistallo ho incollato le basi delle colonne a filo dei 4 angoli.

I glued the bases of the columns on the pedestal, flush with the 4 corners.

Al centro di ogni base ho fissato con la colla vinilica le 4 colonne.

At the center of each base I attached the 4 columns with vinyl glue.

Procedendo con la costruzione, mi sono accorta che avevo dimenticato i piedini sotto il piedistallo. Sebbene certe versioni non li abbiano, ho deciso di rimanere fedele alla mia pendola a portico vera.

Ho creato 4 rettangoli (2mm x 6mm) di cartoncino doppio. In seguito li ho colorati delle stesso colore della base. 

Going forward with the construction, I realized that I had forgotten the feet under the pedestal. Although certain versions don’t have them, I sticked to my real portico clock.

I created 4 rectangles (2mm x 6mm) of double cardboard. Then I colored them in the same color as the base.

Gli intarsi sul piedistallo e sulla trabeazione sono dei ritagli di giornale. Come vi avevo già raccontato nel post dedicato alle orchidee in vaso, molte decorazioni per le miei miniature provengono dalle riviste, con grande disappunto di mio marito che a volte non riesce a terminare di leggere gli articoli, mancando diverse pagine.

The marquetries on the pedestal and on the entablature are newspaper clippings. As I had already mentioned in the post dedicated to the potted orchids, many decorations for my miniatures are cut outs of magazines, with great disappointment of my husband. who sometimes can’t finish reading the articles, as several pages are missing.

Anche il quadrante dell’orologio fa parte del mio “bottino”. L’avevo trovato su un catalogo, penso di una casa d’aste. Avendo la misura perfetta per il mio orologio in miniatura, l’ho ritagliato ed usato.

Even the watch face is part of my “booty”. I found it on a catalog of an auction house, I think. Having the perfect size for my mini clock, I cut it out and used.

Antique Clock Snips

In internet ci sono parecchie immagini di quadranti. Ve ne sono di diverse misure e spesso si possono ridimensionare per ottenere quella adatta al nostro progetto. Ho trovato questi su Flikr. Anche sul sito di Christel Jensen ci sono dei bei quadranti, come su The mermaids tale, solo per citarne alcuni.

There are several images of clock faces on the Internet. They come in different sizes and they can often be resized to get the one suitable for our project. I found these on Flikr. Also on the site of Christel Jensen there are some beautiful quadrants, as on The mermaids tale, just to name a few.

Ho ritagliato un disco dal  cartoncino dorato, ricavato dal vassoio della pasticceria, grande come il quadrante dell’orologio e li ho incollati insieme, lasciando la parte dorata visibile sul retro.

I cut out a disk from the golden cardboard of my pastry tray. It has the exact size of the clock face. I glued them together, leaving the gilt surface visibile on the back.

Con un pennarellino color oro ho ripassato tutto  il contorno del quadrante, rendendolo più brillante. Infine ho passato un paio di mani di vernice trasparente super lucida, che ha creato l’effetto vetrificato.

With a golden metallic marker, I painted the whole contour of the dial, making it brighter. Finally I passed a couple of hands of super-clear transparent varnish, creating a vitrified effect.

Ho incollato i capitelli sulla parte alta delle 4 colonne. Questo passaggio è necessario, per poter determinare la lunghezza del pendolo.

Per calcolarla, ho appoggiato la trabeazione provvisoriamente sulle colonne ed ho misurato la distanza tra piedistallo e architrave. Nella mia pendola è di 2,2 cm. Ho tenuto poi conto che la lente non deve toccare la base e che in alto serve qualche millimetro in più per fissare parte del pendolo dentro l’architrave.

I glued the capitals on top of the 4 columns. This is necessary in order to determine the length of the pendulum.

To calculate it, I temporarily placed the trabeation on the columns and measured the distance between pedestal and architrave. In my pendulum clock it measures 2.2 cm. Then I kept in mind that the lens shouldn’t touch the base and that at the top I will need a few millimeters more to fix  part of the pendulum’s rod in the architrave.

Essendo lo spazio sotto l’architrave molto ridotto, non ho realizzato un pendolo compensato, perché sarebbe stato comunque nascosto dalla lente. Al suo posto ho usato un cordoncino da regalo d’ora piuttosto rigido. Ad un’estremità ho incollato la lente che ho realizzato appiattendo un copriperla. Sul retro, ho applicato abbondante colla vinilica, riempiendolo.

Poco sopra la lente ho incollato il disco d’oro con il quadrante, lasciando il cordoncino sul retro. Poil’ho nascosto con una grossa goccia di colla vinilica.

Since the space under the architrave is very small, I didn’t make a gridiron pendulum. In any case it would be hidden by the bob. In its place I used a rather stiff golden gift cord. At one end I glued the bob, made with a flattened bead cup. On the rear side of the bob I applied abundant vinyl glue, filling it up.

Just above the bob I glued the golden disk with the dial, leaving the cord on the back. Then I hid it with a big vinyl glue drop.

Come si può vedere, lo spazio tra lente e quadrante è veramente poco.

As you can see, lens and dial are very close.

Con un mini trapano ho praticato un foro al centro del fondo della trabeazione.  Servirà per appendere il quadrante con il pendolo.

Poi ho applicato la vernice trasparente lucida su tutte le parti in “legno” della struttura.

With a mini drill I pierced a hole in the middle of the entablature’s bottom. I will use it to hang the dial with the pendulum.

Then I applied a transparent glossy varnish on all parts of the “wooden” structure.

Per appendere il quadrante ed il pendolo, ho sporcato l’estremità del cordoncino di colla e con l’aiuto di un ago l’ho infilato nel foro nell’architrave. Ho riposizionando la trabeazione sui capitelli ed ho regolato definitivamente la lunghezza del cordoncino. Una volta soddisfatta, ho applicato un leggero giro di colla attorno all’imboccatura del foro per fissare definitivamente il tutto.

To hang the dial and the pendulum, I put some glue on the end of the cord and with the help of a needle I inserted it into the hole in the architrave. I positioned the entablature again on the capitals and I definitively adjusted the length of the cord. Once satisfied, I applied some glue around the mouth of the hole to fix the pendulum permanently.

Usando l’acrilico color oro ho dipinto la colla sul retro del quadrante e della lente.

I painted the glue on the back of the dial and the bob with golden acrylic color.

A questo punto ho incollato la trabeazione sui capitelli. L’architrave risulta più corto e non copre completamente i capitelli, proprio come nel modello vero.

At this point I just glue the trabeation on the capitals. The architrave is shorter and doesn’t completely cover the capitals, just like in the real model.

La pendola a portico è pronta e mi sembra di esser stata abbastanza fedele al modello originale.

Now the portico clock is ready and I think I sticked fairly to the original model.

Ho voluto fare un ultimo controllo avvicinando la mia pendola in miniatura all’immagini sullo schermo del mio computer, che avevo trovato con google, e con grande soddisfazione ho visto che la mia versione mini è molto simile a quelle vere!

I did one last check. I placed my miniatures portico clock in front of the screen, where the images found with google were displayed and with great satisfaction I saw that my mini version was  it’s very similar to the real ones!

Miniaturowe Domki

In internet non ho trovato altri tutorial per realizzare questo modello di orologio in miniatura, fatta eccezione per la pendola di Urszula. Sul suo sito, Miniaturowe Domki, trovate le spiegazioni.

I haven’t found other tutorials in the internet, explaining how to make this model in miniature. The only exception is Urszula’s pendulum clock. On hier website, Miniaturowe Domki, you can find the diy.

Printables by Sala Lùdica

Sul sito Sala Ludica ho trovato una versione da stampare molto carina della pendola a portico. Sono molto interessanti anche gli altri orologi sulla stessa pagina ed i fogli con immagini vintage con temi vari.

On the website Sala Ludica I found a very nice printable version of the portico clock. There are other interesting clocks on the same page and also the other sheets with vintage images are worth a visit.

via ebay.com

Al giorno d’oggi le pendole a portico in miniatura sono piuttosto rare e non è facile trovare esemplari in vendita. Qualche tempo fa ne ho vista una su Ebay. Era stata realizzata da David Iriarte in finto marmo verde in scala 1:12.

Today portico clocks in miniature are quite rare and it isn’t easy to find them for sale. Some time ago I saw this on EbayIt’s made by David Iriarte in fake green marble in 1:12 scale.

via antiquesnavigator.com

Nell’ottocento, invece, la pendola a portico era molto diffusa tanto che veniva realizzata anche per la casa delle bambole. Qui sopra un modello tedesco in bronzo dorato, realizzato da Erhard & Söhne e venduto all’asta nel 2011 per 93,5 $. Un’altro orologio simile, datato 1890, è stato venduto a 185 $.

Questa ditta, fondata nel 1843 nel Baden-Württemberg, era specializzata nella produzione di oggetti di metallo dorato ed incisioni, come medaglie, fibbie, mobili per le case delle bambole, serrature, bottoni, bigiotteria, lampade per altari ed ostensori.

In the nineteenth century, however, portico clocks were very common and they were even made for dollshouses. Above a German piece in gilt bronze, made by Erhard & Söhne and auctioned in 2011 for 93.5 $. Another similar watch, dated 1890, was sold for $ 185.

This company was founded in 1843 in Baden-Württemberg. It was specialized in the production of gilded metal objects and engravings, such as medals, buckles, dollhouse furniture, locks, buttons, jewelry, altar lamps and monstrances.

via theriaults.com

Concludo la carrellata di pendole a portico in miniatura con l’orologio da camino Biedermeier al centro della foto. E’ stata realizzata nel 1870. Particolari sono le colonne scolpite in osso. E’ stata venduta per 500$.

Mi sono molto divertita a scovare tutte le informazioni su questo tipo d’orologio così particolare e spero che le abbiate trovate anche voi interessanti. Se costruirete la mia pendola a portico, mi farebbe molto piacere ricevere la foto e citarvi nel blog. 

I end the miniature portico clocks roundup with the Biedermeier mantel clock in the center of the picture. It was built in 1870. The columns carved in bone are peculiar. It was sold for $ 500.

I had a lot of fun finding all the information on this special  type of watch and I hope you found them interesting too. If you will build my portico clock, I would be very pleased to receive the photo and quote you in the blog.

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Buon compleanno Dada!

Buon compleanno Dada!!!

Mi manca il tuo aiuto, ma sono molto orgogliosa di te.

Tanti baci dalla tua mamma

♡ ♡ ♡

 

Happy birthday Dada!!!

I miss your help, but I’m really proud of you.

Many kisses from your mom

♡ ♡ ♡

Pubblicato in Cibo, Food, Lebensmittel, Aliments, DIY - Tutorial, La storia, Link | Contrassegnato , , , , , , , , | 7 commenti

La facciata anteriore parte 5 – The front facade part 5

Con lentezza ho ripreso a lavorare alla struttura della casetta. Ormai mi è chiaro, che sarebbe meglio smontarla e riassemblarla per poter ottenere un risultato accettabile, ma il legno è troppo fragile e rischierei di rovinare tutto. Così continuo con la costruzione cercando di fare il meglio possibile.

Finiti di montare pareti, facciata parte 1, parte 2parte 3, parte 4  e tetto posteriore, il passaggio successivo sarebbe quello di fissare la parte anteriore del tetto. Purtroppo ho letto troppo tardi su altri blog, che sarebbe stato meglio realizzare il tetto in un pezzo unico, anziché usare i tre forniti con i fascicoli. Ma ho già applicato le tegole, montato gli abbaini ed applicato le carte da parati, preferisco quindi trovare una soluzione alternativa.

Per poter ragionare sul modo migliore di procedere, ho provato ad appoggiare i tre pezzi sopra la casa. Subito ho avuto l’impressione che mancasse qualcosa. Il tetto non è sporgente ed arriva a filo della facciata.

Slowly I started to work again on the dollhouse’s structure. At this point it’s clear to me, that it would be better to take it apart and reassemble it again, in order to obtain an acceptable result. But the wood is really fragile and I would risk to ruin everything. So I go on with the construction trying to do the best I can.

Once the walls, facade part 1, part 2, part 3, part 4 and rear roof were finished, the next step would be to attach the front roof. Unfortunately I read too late on other blogs, that it would be better to make the roof in one piece, rather than using the three pieces that came with the issues. But I have already mounted the dormers, applied the shingles and the wallpapers, so I prefer to find an alternative solution.

In order to think about the best way to proceed, I placed the three pieces on top of the house. Immediately I had the impression that something was missing. The roof was not protruding and it was flush with the façade.

Palazzo Spinola a Milano – storiadimilano.it

La maggior parte degli edifici storici, in Italia, hanno un cornicione che rifinisce la parte alta della facciata. Si tratta di un elemento architettonico che corre orizzontalmente lungo tutto il muro e che sporge rispetto alla parete sottostante.

In Italy, most of the historic buildings have a cornice or eaves that finish the upper part of the facade. This is an architectural element that runs horizontally along the entire wall and protrudes from the surface below.

via Restauro & Conservazione

via Restauro & Conservazione

via Restauro & Conservazione

Spesso il cornicione è sorretto da mensole, che possono essere di semplice legno, di mattoni o di pietra lavorata che riprende altri elementi decorativi della facciata.

Often the cornice is supported by corbels, which can be made of simple wood, bricks or carved stone matching with other decorative elements of the façade.

via restauro & Conservazione

Le prime cornici in pietra a coronamento della facciata risalgono all’epoca degli antichi Egizi. Più tardi nell’architettura greca questo elemento costruttivo venne codificato. In epoca romana assunse poi un’importanza estetica.

The first stone cornices crowning the façade date back to the ancient Egypt. Later in Greek architecture this constructive element was codified. Then in ancient Roman times it assumed an aesthetic importance.

Palazzo Medici, Firenze  1444 – 1460

Gli edifici medievali, ma soprattutto quelli costruiti nel periodo che va dal Rinascimento fino all’Ottocento, presentano cornicioni importanti che sottolineano lo stile monumentale molto apprezzato in queste epoche.

Possono avere dimensioni notevoli, come quello di Palazzo Medici a Firenze, progettato da Michelozzo, che è alto 3 m su un’altezza della facciata di 25 m.

Medieval buildings, but especially those built during the period from the Renaissance up to the nineteenth century, have important cornices that underline the much appreciated monumental style.

They can be of considerable size, like that of Palazzo Medici in Florence, designed by Michelozzo, which is 3 m high on a 25 m height facade.

Palazzo Strzzi, Firenze  1489 – 1538

Anche l’aggetto può essere portato agli estremi, come per Palazzo Strozzi a Firenze, realizzato dagli architetti Benedetto da Maiano, Simone del Pollaiolo e Baccio d’Agnolo. Questo cornicione sporge per ben 2,15 m!

Even the overhang can be taken to extremes, as for Palazzo Strozzi in Florence, built by the architects Benedetto da Maiano, Simone del Pollaiolo and Baccio d’Agnolo. This cornice protrudes about 2.15 m!

Palazzo Farnese, Roma  1541 – 1580

Oppure possono essere riccamente decorati, come lo splendido cornicione di Palazzo Farnese a Roma, opera di Michelangelo. 

Or they can be richly decorated, like the splendid cornice of Palazzo Farnese in Rome, by Michelangelo.

cornice details by Marc Levoy

Il cornicione non ha solo una funzione costruttiva o decorativa, ma anche una valenza funzionale. Infatti, questo elemento architettonico sporgendo fa cadere l’acqua piovana lontano dalla facciata, proteggendo il muro sottostante. Inoltre ripara dal sole l’ultimo piano, quello più esposto al calore.

Ho quindi deciso di costruire anch’io un cornicione, che oltre a rendere l’aspetto della facciata più realistico, mi aiuterà a tenere meglio insieme la facciata. Come forse ricorderete, le ante della casetta erano originariamente 6 pezzi separati e noi poi li avevamo uniti e creando due ante.

The cornice not only has a constructive or decorative function, but it has also a functional value. In fact, this projecting architectural element throws the rainwater away from the facade, protecting the wall below. It also shades the top floor from the sun, as this is the most exposed to heat.

So I decided to build a cornice, too. It will not only make the house look more realistic, but it will also help to keep the façade together. As you may remember the doors of the dollhouse were originally made of six separated pieces and we put them together and built two doors.

Ho iniziato con il realizzare le mensole che reggeranno il cornicione. Mi piaceva l’idea di farle di legno, così ho utilizzato la parte finale delle mollette dei panni, quella più spessa, tagliandone un’estremità lunga 15 mm.

I started making the corbels that will hold the cornice. I liked the idea of making them of wood. So I used the final part of the clothespins, the thick one, cutting off an end, 15 mm long.

Poi li ho fatti aderire ad un nastro adesivo di carta per poterli dipingere più facilmente.

Then I made them stick to a paper tape, so it was easier to paint them.

Ho preso dell’anilina all’acqua ed ho dipinto color noce tutte le parti visibili delle mensole .

I took a water soluble aniline and dyed all the visible parts of the corbels with a walnut stain.

Mentre i pezzi si asciugavano, ho tagliato una listello di legno rettangolare da 20 mm x 5 mm, ricavandone due pezzi ognuno lungo quanto l’anta della facciata sulla quale verrà incollata, ovvero una di 33,5 cm e l’altra di 45,5 cm.

While the pieces dried out, I cut a rectangular wooden strip, 20 mm x 5 mm, in two pieces. Each is as long as the door of the façade on which it will be glued. Mine measure 33,5 cm and 45,5 cm.

Ho preso poi un listello da 8 mm x 2 mm ed ho realizzato il cordolo di contenimento del cornicione, tagliandone due pezzi anch’essi lunghi uno di 33,5 cm e l’altro di 45,5 cm. Poi li ho incollati formando una “L”.

Infine ho dipinto questi pezzi dello stesso colore della facciata.

Then I took a wooden strip measuring 8 mm x 2 mm and I made the cornice’s  containment curb, cutting two long pieces the same size as the other strips, 33,5 cm and 45,5 cm long. Then I glued them to an “L”.

At last, I painted these pieces the same color as the facade.

Ho incollato le mensole sulla parte sottostante dell’elemento a “L”. Le ho sistemate a distanze regolari, distribuendole lungo tutta la lunghezza della facciata, così che con le ante chiuse l’effetto sia di un cornicione unico. Le mie distano 8 cm una dall’altra.

Le mensole devono essere applicate a filo della stecca, sul lato che va applicato al muro, così da non creare spessori che renderebbero molto difficile incollare il cornicione alla facciata.

Una volta asciutto il tutto, ho steso la colla vinilica sul retro del cornicione e delle mensole e l’ho fatto aderire sul muro, a filo delle due facciate.

I glued the corbels on the underside of the “L” element. I arranged them at regular distances, distributing them along the entire length of the façade, so that when the doors are closed the cornice appears be as a single piece. Mine are 8 cm apart from each other.

The corbels must be applied flush with the rear side of the cornice. So when the piece is glued to the wall, there is no protrusion that may prevent the cornice from properly adhere to the façade.

Once everything was dry, I spread the vinyl glue on the back of the cornice and of all the corbels and glued the cornice to the wall, flush with the upper sides of the dollhouse’s doors.

Con alcuni morsetti ho tenuto bloccato il cornicione contro la facciata ed ho lasciato asciugare una notte intera.

Ho usato del semplice Vinavil. E’ una colla vinilica che mi piace molto perché è perfetta per il legno sul quale ha forza d’incollaggio molto forte, tanto da essere usata abitualmente da falegnami e restauratori. Ha un costo basso e può essere usata con ottimi risultati anche su  carta, cartone, pelle, tessuti e polistirolo. Non è tossica ed è facile da usare. Necessita però di tempi lunghi di asciugatura, dalle 12 alle 24 ore a secondo delle condizioni ambientali. I pezzi incollati vanno lasciati asciugare  sotto dei pesi o stretti da morsetti.

 Using some clamps I held each cornice against its door and let everything dry overnight.

I used simple Vinavil. I like this vinyl glue very much, because it’s perfect for wood as it provides strong bonds. Therefore it’s regularly used by carpenters and restorers. It has a low cost and can also be used with good results on paper, cardboard, leather, fabrics and polystyrene. It isn’t toxic and is easy to use. However, it requires long drying times, from 12 up to 24 hours, depending on the weather conditions. The glued pieces should be let to dry under weights or tightened by clamps.

Anche se la colla vinilica, una volta asciutta, diventa trasparente, ho eliminato subito l’eccesso con un panno umido, così da evitare antiestetici rigonfiamenti.

Even if vinyl glue, once dry it turns clear, I immediately eliminated the excess with a wet cloth, in order to avoid unsightly hardened blobs.

I morsetti che ho usato lasciano segni. E’ quindi opportuno mettere tra il metallo ed il cornicione e l’interno dell’anta degli spessori, come del cartoncino o del legno, cosa che io purtroppo mi sono dimenticata di fare.

To prevent the clamps from leaving marks on the cornice, it is advisable to put a piece of wood or cardboard between the metal and the cornice and the inner part of the door. Unfortunately I forgot to do it.

L’effetto della prima parte di cornicione in posizione è già molto soddisfacente.

The effect of the first part of the cornice in position is already very satisfactory.

Applicati tutti e due i pezzi del cornicione, ho voluto sistemare nuovamente il tetto, anche se in modo posticcio, sulla casa per valutare l’impatto complessivo di quest’ultimo intervento. A me piace l’impatto visivo. Voi cose ne pensate?

After having applied both the cornice pieces, I placed the roof again on the house to evaluate the overall impact of this last intervention. I’m pleased with the visual impact. What do you think about it?

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Maison Auber by Andrea Arrigoni

camera da letto, secondo piano – bedroom, third floor

A Febbraio ho vistato Miniaturitalia, l’unica fiera di miniature che si svolga in Italia. Mi sono molto divertita a curiosare tra le magnifiche miniature in vendita ed ad incontrare tanti amici con i quali condivido questa passione.

Quest’anno al concorso, che si tiene in concomitanza della fiera, ha partecipato una magnifica casa intera che ha suscitato tanto entusiasmo e curiosità, maison Auber, realizzata da Andrea Arrigoni.

In February I visited Miniaturitalia, the only miniature fair that takes place in Italy. I really enjoyed browsing the magnificent miniatures for sale and met many friends with whom I share this passion.

During the fair a contest takes place. This year an amazing mansion, maison Auber created by Andrea Arrigoni, aroused enthusiasm and curiosity.

Andrea e la sua maison Auber – Andrea and his maison Auber – foto di Andrea Arrigoni

Come potete vedere si tratta di un edificio a tre piani, completamente arredato. Ha due aperture, una sul davanti ed una sul fianco a sinistra. La cosa che mi ha colpito è sicuramente la complessità del progetto e la cura nel ricreare così tanti ambienti, uno diverso dall’altro.

Ho pensato quindi di coinvolgere Andrea e di farci raccontare qualcosa dei suoi lavori ed in particolare di questa casa.

As you can see, it’s a three-storey building, fully furnished. It has two openings, one on the front and one on the left side. The thing that struck me is the complexity of the project and the care in recreating so many spaces, one different from the other.

So I thought to get in touch with Andrea and to let him tell us something about his work and in particular about this house.

sala da pranzo, pianterreno – dining room, first floor

Dadasdollhouse: Benvenuto Andrea! Innanzitutto complimenti ancora per questo magnifico Palazzo. E’ da tanto che crei miniature e come hai iniziato?

Andrea: Ti ringrazio. Mi fa davvero piacere che la mia maison Auber sia piaciuta così tanto durante Miniaturitalia.  Sono sempre stato affascinato dalle miniature, fin da ragazzino… mi sono diplomato in scenografia all’accademia di belle arti ma, nonostante la mia grande passione per l’opera, la mia vita lavorativa si è orientata da subito verso la grafica. Credo che il mio amore per le miniature, sia nato nei miei anni di scenografia ma è stato circa 6 anni fa che ho cominciato seriamente a dedicare tempo, energia e…. soldi a questa passione.

Dadasdollhouse: Welcome Andrea! First of all, congratulations again for this magnificent palace. How long have you been making miniatures and how did you start?

Andrea: Thank you. I am really pleased that my maison Auber has been so successful during Miniaturitalia. I’ve always been fascinated by miniatures, since I was a kid… I graduated in scenography at the Academy of Fine Arts but, despite my great passion for the opera, my working life was immediately directed towards graphics. I believe that my love for miniatures, dates back to my years as scenic designer, but is during the last 6 years, that I began seriously to devote time, energy and … money to this passion.

foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: Per realizzare maison Auber come hai proceduto? Immagino che prima tu ti sia documentato e che poi tu abbia realizzato un progetto.

Andrea: Maison Auber è la mia seconda casa. L’anno scorso ho partecipato a Miniaturitalia con una roombox  ispirata alla scena finale di Traviata, ma non si è classificata nei primi 3 posti. Per maison Auber mi sono ispirato allo stile francese, già sperimentato nella roombox, specialmente dopo aver scoperto il fantastico libro di Lea Frisoni (nda Le Grand Livre de la Maison Miniature, edizione francese, o The Big Book of a Miniature House, edizione inglese). La documentazione per me è fondamentale… parte sempre da lì, specialmente per creare ambienti il più realistico possibile.

Dadasdollhouse: How did you proceed to create maison Auber? I guess you first read up and then you did a project.

Andrea: Maison Auber is my second house. Last year I took part in Miniaturitalia’s contest with a roombox based on Traviata’s final scene, but it didn’t reach one of the first 3 places. For maison Auber I got inspired by the French style, I had already experimented in the roombox, especially after discovering the fantastic book by Lea Frisoni (A/N Le Grand Livre de la Maison Miniature, French edition or The Big Book of a Miniature House, English edition). The documentation is fundamental to me … it always starts from there, especially to create the most realistic environments possible.

disimpegno, primo piano – hallway, second floor

Dadasdollhouse: Quali sono i materiali che hai utilizzato per la struttura?

Andrea: La struttura è MDF (nda “pannello di fibra a media densità”), ma rispetto alla mia prima casa, di uno spessore minore e per le pareti interne ho utilizzato dei pannelli in Eulithe® che ho scoperto a Hobby & Model qualche anno fa. Volevo evitare un peso eccessivo rispetto a una casa interamente in MDF di  8 mm di spessore.

Dadasdollhouse: Which materials did you use for the structure?

Andrea: The structure is MDF (N/A Medium-density fibreboard), but compared to my first house, it has a smaller thickness and for the internal walls I used Eulithe® panels that I discovered at Hobby & Model a few years ago. I wanted to avoid excessive weight as if you would build a house entirely in a 8 mm thick MDF.

lastre di Eulithe®

Non conosco l’Eulithe®, ho quindi fatto una piccola ricerca. Si tratta di un materiale sintetico, un espanso costituito da un polimero poliuretanico rigido. Le caratteristiche principali sono l’elevata stabilità dimensionale, la leggerezza, l’impermeabilità all’acqua e la lunga durata. E’ resistente ai prodotti chimici ed ha buone proprietà d’isolamento termico ed acustico.

La superficie è omogenea e compatta. Si lavora facilmente con normali utensili per il legno, creando poca polvere. Non è tossico ed è inodore. Può essere fresato, inciso, scolpito, dipinto, laccato e impiallacciato. Data la sua duttilità, può simulare qualsiasi tipo di materiale con costi contenuti, riducendo il peso del manufatto finito.

Viene impiegato nell’arredamento per rendere più leggeri mobili, componenti d’arredo e strutture architettoniche. Si utilizza come supporto per pietre e laminati per la costruzione di pannelli in marmo alleggerito e per la realizzare di piani di cucine e bagni. Nel campo navale si usa per costruire scafi di barche da diporto. Mentre nella cartellonistica si usa per realizzare insegne pubblicitarie sia per esterno che interno.

Essendo un materiale leggero, rigido, residente ed al tempo stesso facilmente lavorabile manualmente, viene impiegato anche nel modellismo per la creazione di diorami.

Si taglia facilmente con il cutter. Si può facilmente tracciare ed incidere la superficie con una matita od una biro e riprodurre l’aspetto di pietre o mattoni, creando muri di edifici molto realistici. Le colle indicate sono Uhu Por per una presa veloce o Vinavil per un’ascigatura più lenta. Quest’ultima viene utilizzata anche come base per la pittura.

I pannelli di Eulithe® sono disponibili con densità variabili da 80 a 150 kg/m3, ma nel caso di miniature è indicato l’Eulithe® 100. Nei negozi di modellismo è venduto in lastre di 400 x 400 mm in diversi spessori, da 3mm fino a 25 mm.

I don’t know Eulithe®, so I did a quick research. It’s a synthetic rigid polyurethane polymer foam, whose main features are: high dimensional stability, lightness, water resistance and durability. It’s also resistant to chemicals and it has good thermal and acoustic insulation properties.

The surface is homogeneous and compact. It’s easy to work with basic woodworking hand tools and during processing it doesn’t produce dust and is odorless. It can be milled, engraved, sculpted, painted, lacquered and veneered. Thanks to its technical properties, it can simulate any type of material with low costs, reducing the weight of the finished product.

It is used in furniture, furnishing components and architectural structures in order to make them lighter. It can be a support for stones and laminates for the construction of lightened marble panels and as core material in kitchens and bathrooms tops. In shipbuilding it’s used to make leisure boat hulls. While in poster designing it’s used for indoor and outdoor signs.

As it is light, rigid, resistant and at the same time easy to work by hand, it is also used in modeling for making of dioramas.

It can be easily cut with a cutter. You can trace, engrave and sculpt the surface with a pencil or a ballpoint, reproducing stones or bricks for realistic walls. The best glue is Uhu Por for a quick grip or Vinavil for a slow drying. The latter is also used as a basis for painting.

The Eulithe® panels are available in various densities from 80 to 150 kg/m3, but for miniatures Eulithe® 100 is better. In model shops it’s sold in sheets of 400 x 400 mm in different thicknesses, from 3mm up to 25 mm.

studiolo, secondo piano – study, third floor

Dadasdollhouse: Hai realizzato una stanza per volta, partendo dal pianterreno e man mano salendo?

Andrea: Esatto. Sono partito dal piano terra, costruendo in seguito gli altri due piani… completando le stanze, man mano. Forse un metodo non ortodosso, ma è nata così!

Dadasdollhouse: Did you build a room at a time, starting from the first floor and gradually going up?

Andrea: Exactly. I started from the first floor, then building the other two floors … completing the rooms, gradually. Perhaps an unorthodox method, but it was born like that!

ingresso, pianterreno – entrance, first floor

Dadasdollhouse: Entriamo dunque nella tua casa. L’ingresso mi è famigliare…

Andrea: E’ stato il primo ambiente che ho creato. Tutta la casa è partita da lì ed è ovviamente ispirato a quello del libro della Frisoni. Il pavimento è in cartoncino vegetale.

Dadasdollhouse: So let’s go inside your mansion. The entrance looks familiar to me …

Andrea: It was the first space I created. The whole house started from there and is obviously inspired by Frisoni’s book. The floor is in vegetale cardboard.

apertura frontale e laterale sulla sinistra – opening on the front and on the left side

Dadasdollhouse: Mi ha colpito la disposizione delle stanze, che non sono disposte, come nella maggior parte delle case delle bambole, con le scale ed i corridoi al centro ed una stanza su ogni lato. La tua casa ha passaggi sul fondo della casa, alcune stanze sono una dietro all’altra, come la cucina e la dispensa o il bagno e lo studio, e le rampe di scale non sono disposte una sopra l’altra, ma occupano anche spazi laterali. Tutto questo rende la casa molto realistica.

Andrea: Mi fa piacere tu abbia notato questa sostanziale differenza con la maggior parte delle dollhouses. Non amo particolarmente i kit delle marche più famose. Ambienti troppo piccoli, troppo semplificati e di solito troppo bassi, almeno per i miei gusti. Mi piace creare ambienti mossi, in qualche modo il più realistico possibile. Per maison Auber ho avuto l’idea di progettare una casa con più aperture, in modo da avere ambienti laterali, visibili sia da porte frontali che da aperture laterali come bagno e cucina. Inizialmente avevo pensato anche a una apertura sulla destra ma, con la scala tra il primo e secondo piano ho preferito evitare. Mi piace creare profondità negli ambienti e la balconata centrale del primo piano, credo sia la parte più originale di maison Auber.

Dadasdollhouse: I was struck by the arrangement of the rooms, which are not positioned, as in most dollhouses, with stairs and corridors in the middle and a room on each side. Your house has corridors on the back of the house, some rooms are one behind the other, like the kitchen and the pantry or the bathroom and the study, and the flights of stairs are not arranged one above the other, but occupy also lateral spaces. All this makes the house very realistic.

Andrea: I’m glad you noticed this substantial difference with most of the dollhouses. I do not particularly like the kits of the most famous brands. Rooms are too small, too simplified and usually they have too low ceilings, at least for my taste. I like to create spaces,  than aren’t aligned one to the other, to make them look as realistic as possible. For maison Auber I had the idea of designing a house with multiple openings, in order to have rooms also on the sides, visible both from front doors and from side openings like the bathroom and the kitchen. Initially I also thought of an opening on the right side but, with the staircase between the second and third floor, I preferred to leave it. I like to create depth in the rooms and the central balcony of the second floor, I think it’s the most original part of maison Auber.

cucina, pianterreno – kitchen, first floor

Dadasdollhouse: Mi piace molto il pavimento in cotto della cucina.

Andrea: E’ di Sue Cook. Adoro i suoi lavori. Quando progetterò la facciata utilizzerò sicuramente dei suoi  dettagli architettonici.

Dadasdollhouse: I really like the terracotta floor in the kitchen.

Andrea: It’s by Sue Cook. I love her work. When I will design the facade, I will certainly use her architectural details.

bagno, secondo piano – bathroom, third floor

Dadasdollhouse: Ho riconosciuto qualche mobile in kit di Chrysnbon Miniatures. Vedo la ghiacciaia e la sedia in cucina o l’organo in salotto. Sembrano di legno…

Andrea: È un vero peccato che i mobili e gli accessori della Chrysnbon siano relativamente pochi. So che essendo in plastica possono far storcere il naso a qualcuno, ma con un trattamento appropriato possono davvero venire molto bene e sopratutto sono molto economici. Lì consiglio davvero. Il kit del bagno e’ assolutamente il migliore in assoluto. Non mi piacciono per niente quelli in porcellana che trovo sproporzionati e un po’ grossolani.

Dadasdollhouse: I recognized some Chrysnbon Miniatures furniture pieces. I see the icebox and the chair in the kitchen or the organ in the living room. They look like wood …

Andrea: It’s a pity that there are relatively few Chrysnbon furniture and accessories. I know since they are in plastic, they can make someone turn up their noses, but with a proper finishing they can really come out very well and above all, they are very cheap. I really recommend them. The bathroom kit is absolutely the best ever. I don’t like the porcelain ones at all. I find them disproportionate and a little rough.

salotto, piano piano – sitting room, second floor

Dadasdollhouse: Parlando di pareti, vedo che hai utilizzato materiali diversi, modanature, carte da parati, piastrelle… Quanto hai comperato e quanto hai realizzato tu?

AndreaHo comprato quasi tutto… ho creato io la libreria (cartoncino vegetale, modanature, minuteria della Bindels Ornaments e modanature molto sottili) e le scale. Le carte da parati sono quasi tutte acquistate da Les chinoiseries, un negozio in Spagna con prodotti meravigliosi.

Dadasdollhouse: Speaking of walls, I see that you used different materials, moldings, wallpapers, tiles … How much do you buy and how much do you do yourself?

Andrea: I bought almost everything… I made the bookcase (vegetale cardboard, moldings, Bindels Ornaments findings and very thin moldings) and the stairs. The wallpapers are almost all from Les chinoiseries, a shop in Spain with wonderful products.

cucina, pianterreno – kitchen, first floor

Dadasdollhouse: Per creare una casa in miniatura ed i suoi arredi si utilizzano diverse tecniche e si lavorano materiali diversi. Quali sono i lavori che preferisci fare? Ce ne sono altri che detesti?

AndreaLa parte che  preferisco è quella dei dettagli, la progettazione generale, la scelta delle carte da parati… non ho un ambiente che prediligo … ogni stanza ha il suo fascino e le sue piccole problematiche. Cerco sempre di non riempire troppo di mobili e ninnoli. Qualche volta vedo progetti dove sarebbe impossibile muoversi.

Dadasdollhouse: To build a dollhouse and miniature furnishings you usually use different techniques and different materials. What kind of work do you prefer and which one do you dislike?

Andrea: The part that I prefer is the details, the general design, the choice of wallpapers … I do not have a room that I prefer … every room has its charm and its small problems. I always try not to fill them too much with furniture and knick-knack. Sometimes I see projects that are too cluttered and where it would be impossible to move around.

sala da pranzo, pianterreno – dining room, first floor

Dadasdollhouse: Quanto hai impiegato per realizzare maison Auber?

Andrea: La creazione di maison Auber si è, svolta in due tempi diversi. Struttura e piano terra sono state fatte due estati fa. Poi c’è stata una lunga pausa (principalmente per impegni di lavoro). L’80% della casa è stato fatto (lavorandoci davvero intensamente) in 4 mesi.

Dadasdollhouse: How long did it take to build maison Auber?

Andrea: The making of maison Auber took place at two different times. Structure and first floor were made two summers ago. Then there was a long break (mainly due to work commitments). 80% of the house was made (working really intensely) in 4 months.

dispensa, pianterreno – pantry, first floor

Dadasdollhouse: Hai un laboratorio o lavori in casa?

Andrea: Lavoro in casa. 

Dadasdollhouse: Do you have a studio or do you work at home?

Andrea: I work at home.

disimpegno e balconata sul fondo, primo piano – hallway and balcony on the bottom, second floor

Dadasdollhouse: Hai acquistato attrezzature particolari? Qual’è a parer tuo la dotazione essenziale per un miniaturista?

Andrea: Sono tantissimi. Il Dremel direi che è essenziale. 

Dadasdollhouse: Have you purchased any particular tool? What is in your opinion the most essential equipment for a miniaturist?

Andrea: There are so many. I would say that the Dremel is essential.

abbaini – dormer – foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: Se ricordo bene, ora vorresti realizzare la facciata frontale. Ti stai ispirando a qualche edificio in particolare?

Andrea: Non ho ancora iniziato la facciata. Conto di farla in aprile, lavoro permettendo. Una dollhouse che amo molto è quella di Maison française 1/12. La facciata sarà ispirata a quella di questa casa.

Dadasdollhouse: If I remember correctly, now you would like to make the front side. Are you inspired by some particular building?

Andrea: I have not started the facade yet. I’m counting to do it in April, work permitting. A dollhouse that I love a lot is that of Maison française 1/12. The facade will be inspired by that house.

console, primo piano – console, scond floor

Dadasdollhouse: Mi hai raccontato che hai costruito un’altra casa molto grande. Hai qualche foto da farci vedere? E’ stata la tua prima casa?

Andrea: La mia prima casa è in stile vittoriano … un po’ gotica…  non ho ancora pubblicato nulla in quanto forse la esporrò l’anno prossimo a Miniaturitalia. Devo ringraziare Mariangela Gagliardi di Cose di un altro mondo che mi ha aiutato enormemente nella progettazione e nella costruzione di quella casa. Mi ha davvero illuminato con insegnamenti e tecniche preziosissimi.

Dadasdollhouse: You told me that you already made another big house. Do you have any pictures to show us? Was this your first dollhouse?

Andrea: My first house is in Victorian style … a bit gothic … I haven’t yet published anything as maybe I will exhibit it next year at Miniaturitalia. I have to thank Mariangela Gagliardi of Cose di un altro mondo. She helped me enormously in the design and construction of that house. She really enlightened me with very precious teachings and techniques.

foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: Realizzi anche altri tipi di miniature, come roomboxes o oggetti singoli?

AndreaCome dicevo prima ho progettato una roombox l’anno scorso. Mi piacerebbe farne altre ma al momento non ne ho nessuna in cantiere. Vorrei progettare altre librerie con la tecnica che ho utilizzato per quella di maison Auber . 

Dadasdollhouse: Do you also make other types of miniatures, such as roomboxes or single objects?

Andrea: As I said before I designed a roombox last year. I’d like to do other things but at the moment I do not have any in the pipeline. I would like to design other bookcases with the  same technique I used for that in maison Auber.

studiolo, secondo piano – study, third floor

Dadasdollhouse: Hai dei miniaturisti che segui ed ai quali ti ispiri?

Andrea: Ultimamente mi piacciono molto i lavori di Pipi Turner. 

Dadasdollhouse: Are you inspired by other miniaturists?

Andrea: Lately, I’ve been liking Pipi Turner‘s work very much.

lato destro – right side – foto di Andrea Arrigoni

lato sinistro con pannello apribile – left side with panel that can be opened – foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: In Italia la costruzione di case in miniatura non è molto diffusa, anche se ultimamente si stanno appassionando sempre più persone. Uno dei più grossi problemi è reperire il materiale. Tu dove fai acquisti?

AndreaIn Italia ho comprato parecchio materiale da Piccole Tentazioni; in Francia La Maison de Caroline (soprattutto articoli della Créal); in Spagna Les chinoiseries (carte da parati e tessuti): in Inghilterra da Bromley Craft Products ho acquistato le nuove listelle per tegole tetto, (quelle che usato per maison Auber); da Jennifer’s of Walsall (kit Chrysnbon e parquet). A Hong Kong consiglio uol.hk… mobili davvero pazzeschi ma purtroppo non esattamente economici. Una delle cose che mi diverte di più è proprio scoprire negozi che vendono materiali e articoli inusuali.

Dadasdollhouse: In Italy, making miniatures and dollhouses is not as popular as in other counties, although lately the number of enthusiasts is growing. One of the biggest problems for us is finding the materials. Where do you buy miniatures and materials to build the dollhouse?

Andrea: In Italy I bought a lot of the material from Piccole Tentazioni. In France La Maison de Caroline (especially articles of Créal); in Spain Les chinoiseries (wallpaper and fabrics); in England, from Bromley Craft Products, I bought the new roof tile strips, (those used for maison Auber); from Jennifer’s of Walsall (Chrysnbon kit and parquet). In Hong Kong I recommend uol.hk … they have really insane furniture, but unfortunately not exactly cheap. One of the things that amuses me most is just discovering shops that sell unusual materials and products.

zona di passaggio tra primo e secondo piano –  access area to third floor

Dadasdollhouse: So che per ora non hai un sito. Quindi grazie Andrea per averci aperto le porte del tuo mondo in scala 1:12 e per aver dedicato un po’ di tempo alle mie domande.

Andrea: Credo che un mio sito prima o poi arriverà… sarete tra i primi a saperlo. Nel frattempo grazie a voi per L’ interesse che avete mostrato per la mia maison Auber.

Dadasdollhouse: I know that you don’t have a site yet. So thank you Andrea for opening the doors of your world in 1:12 scale and for taking your time to answer my questions.

Andrea: I believe that my sites will come sooner or later… you will be among the first to know. In the meantime, thank you for the interest you have shown for my maison Auber.

parte frontale della casa – front side of the house

ingresso, pianterreno – entrance hall, first floor

Iniziamo quindi un giro virtuale nella maison Auber partendo dall’ingresso. Attraverso la porta sulla destra si accede alla sala da pranzo.

Let’s start a virtual tour in maison Auber maison beginning from the entrance hall. Through the door on the right you enter the dining room.

sala da pranzo, pianterreno – dining room, first floor

sala da pranzo, pianterreno – dining room, first floor – foto di Andrea Arrigoni

Sullo sfondo si vede il corridoio che, passando sul reto della casa, collega la sala da pranzo alla cucina.

In the background you can see the corridor that, passing on the bottom of the house, it connects the dining room to the kitchen.

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

sedia cucina – kitchen chair – foto di Andrea Arrigoni

ghiacciaia – icebox – foto di Andrea Arrigoni

ghiacciaia – icebox – foto di Andrea Arrigoni

La ghiacciaia e la sedia della Chrysnbon opportunamente dipinte sembrano di legno.

The icebox and chair of the Chrysnbon look like wood if properly painted.

dispensa, pianterreno – pantry, first floor – foto di Andrea Arrigoni

apertura sul lato sinistro – opening on the left side – foto di Andrea Arrigoni

Il lato sinistro della casa è apribile e mostra i locali che sono posizionati sul fondo della casa. A pianterreno c’è la cucina ed è collegata alla dispensa, che invece è visibile sul davanti della casa.

The left side of the house can be opened and shows the rooms that are located on the bottom of the house. On the first floor there is the kitchen and it is connected to the pantry, which is visible on the front of the house.

salotto, primo piano – sitting room, second floor

Al primo piano il locale più importante è il delizioso salotto con camino.

On the second floor the most important place is the lovely living room with fireplace.

salotto, primo piano – sitting room, second floor

salotto, primo piano – sitting room, second floor – foto di Andrea Arrigoni

camino del salotto, primo piano – fireplace in the sitting room, second floor – foto di Andrea Arrigoni

passaggio sul fondo dal salotto – passage from the sitting room,  on the bottom of the house

apertura sul lato sinistro – opening on the left side – foto di Andrea Arrigoni

Anche sul fondo della casa, al primo piano, c’è un passaggio che collega direttamente alla stanza dove c’è la libreria ed una console e da dove parte la scala che porta al secondo piano.

Also on the second floor, on the bottom of the house, there is a passage that connects directly to the room where there is a bookcase and a console and from where the staircase leads to the third floor.

console e scala, primo piano – console and staircase, second floor – foto di Andrea Arrigoni

libreria, primo piano – bookcase, second floor

scala tra il primo ed il secondo piano – staircase between second and third floor

Sebbene questo sia un ambiente di passaggio, è arredato e decorato con pezzi dall’aspetto prezioso.

Although this is a passage area, it is furnished and decorated with precious-looking pieces.

lato sinistro con salotto e bagno – left side with sitting room and bathroom foto di Andrea Arrigoni

bagno, secondo piano – bathroom, third floor

Al secondo piano, sul fondo della casa si trova l’ampia sala da bagno. Anche questo locale è visibile solo se si apre il pannello sul lato sinistro.

On the third floor, on the bottom of the house, there is the large bathroom. Also this space is only visible if you open the panel on the left side.

studiolo, secondo piano – study, third floor – foto di Andrea Arrigoni

All’ultimo piano c’è la zona più privata della casa. Qui si trova lo studiolo con secretaire e chaise longue che si apre sulla camera da letto. L’accesso a queste stanze avviene tramite un corridoio che passa sul fondo della costruzione.

On the top floor there is the most private area of the house. Here is a study with a secretaire and a chaise longue that leads directly into the bedroom. The access to these rooms is through a corridor which passes on the bottom of the building.

camera da letto, secondo piano – bedroom, third floor

camera da letto secondo piano – bedroom third floor – foto di Andrea Arrigoni

comodino camera da letto, secondo piano – night stand bedroom, third floor – foto di Andrea Arrigoni

camino camera da letto, secondo piano – fireplace bedroom, third floor – foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: Prima di salutarti, Andrea, un’ultima domanda. Che origine ha il nome Auber, che hai dato alla tua casa?

Andrea: Sono un grande appassionato d’opera e Auber e’ un compositore francese che amo molto.

Dadasdollhouse: Before saying goodbye, Andrea one last question. What is the origin of  your house name, Auber?

Andrea: I’m a big opera fan and Auber is a French composer that I love very much.

foto di Andrea Arrigoni

Ringrazio Andrea Arrigoni per aver risposto con pazienza alle mie tante domande e per avermi gentilmente concesso l’uso di alcune delle sue immagini per arricchire questo post.

E’ la prima “intervista” che faccio e spero che questo post diverso dal solito vi sia piaciuto.  

I thank Andrea Arrigoni for having patiently answered my many questions and for kindly granting me the use of some of his images to enrich this post.

It’s the first “interview” I do and I hope you enjoyed this post that is different from usual.

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Lo scolapiatti – The dish drainer rack

Se penso allo scolapiatti, mi torna in mente la mia bisnonna. Ho ancora vivo il ricordo di lei che lavava a mano piatti, pentole e bicchieri. Non voleva farlo fare a nessuno altro, perché aveva la sua tecnica. Dopo averli passati nella bacinella piena d’acqua e sapone ed averli strofinati ben bene, li sciacquava ad uno ad uno sotto l’acqua corrente. Poi li sistemava con cura sullo scolapiatti d’acciaio fissato sopra al lavello. Metteva i piatti allineati nelle rastrelliera superiore. Sul ripiano traforato inferiore sistemava i bicchieri capovolti, con l’apertura rivolta verso il basso. Al temine prendeva una pentola pulita, piena d’acqua bollente e la versava con cautela sulle stoviglie nello scolapiatti. Diceva che così si sarebbero asciugate prima e sarebbero state perfettamente pulite.

The dish drainer make me always think of my great-grandmother. I still vividly remember her washing dishes, pots and glasses by hand. She didn’t want to have anyone else do it, because she had her own technique. After having washed them in the basin full of soapy water and rubbing them well, she rinsed them one by one under running water. Then she placed them carefully on the steel dish drainer fixed above the sink. She put the plates aligned in the upper rack. On the lower perforated shelf, she placed the glasses upside down. At the end she took a clean pot full of boiling water and poured it carefully onto the dishes in the dish rack. She said that they would dry out earlier and would be perfectly clean.

Mark Lewis interior design

Ai giorni nostri lo scolapiatti si trova spesso nascosto dietro alle ante dei pensili o è del tutto scomparso, sostituito dalla lavastoviglie. Un tempo però faceva parte degli utensili da cucina ed era indispensabile quando si lavavano le stoviglie, perché permetteva di far sgocciolare ed asciugare piatti, bicchieri e tazze. Era quasi sempre fissato alla parete sopra il lavello, così l’acqua, sgocciolando, vi cadeva dentro, evitando di bagnare il pavimento. Era realizzato in legno ed era costituito da diversi ripiani con usi diversi: le rastrelliere per accogliere i piatti, tenendoli distanziati; i ripiani per i bicchieri e le ciotole realizzati con listelli leggermente distanziati, così da permettere all’acqua di non depositarsi. Infine completavano lo scolapiatti una serie di pomelli o ganci per appendere tazze, pentolini e bricchi e le spazzole per pulire i piatti.

Nowadays, the dish drainer is often hidden behind the doors of the wall units or disappeared completely, replaced by the dishwasher. Once, however, it was part of kitchen utensils and was essential when washing dishes, because it allowed to dry dishes, glasses and cups. It was mostly fixed to the wall above the sink, so the water, dripping, fell into it, avoiding to wet the floor. It was made of wood and consisted of different shelves with different uses: the racks to accommodate the dishes, keeping them spaced; shelves for glasses and bowls made with slightly spaced dowels, so as to allow the water not to settle. The drainer may also have a series of knobs or hooks to hang cups, pots, jugs and dish brushes.

stecchi ghiacciolo

Il mio scolapiatti è stato realizzato completamente in legno. Ho usato i bastoncini del gelato, le stecche abbassalingua, gli stuzzicadenti ed i fiammiferi lunghi.

In parte si tratta di materiale di recupero, come gli stecchi del gelato. Io ho raccolto quelli dei ghiaccioli o del gelato tipo Mottarello dell’Esselunga, perché il legno è di ottima qualità e non hanno impresse scritte.

My dish drainer is made of wood. I used popsicle sticks, tongue depressors, toothpicks and long matches.

Some if this materia is recycled, such as the ice-cream sticks. I collected those of popsicles and ice-cream Mottarello by Esselunga, because the wood is excellent and there is no brand logo marked on it.

Per costruire lo scolapiatti ho iniziato dallo schienale. Ho tagliato 4 bastoncini del gelato ad una lunghezza totale è di 5,3 cm, lasciando la parte tonda ad un’estremità.

Il legno di questi stecchi è piuttosto duro. Io ho usato una sega da traforo elettrica. Si può usare la sega a mano con la scatola di mitra. Se invece si usa il cutter e la riga di metallo, bisogna passare molte volte la lama con pazienza.

I 4 stecchi vanno poi incollati assieme. La superficie dove sono uniti corrisponde allo spessore, che oltretutto è stondato. Per questo l’ho scartavetrato, aumentando la superficie da incollare.

Infine ho steso la colla vinilica sui lati ed ho posizionato i 4 bastoncini uno a fianco all’altro sul piano di lavoro, con la parte alta, quella con il taglio diritto, tutta alla stessa altezza. Ho tenuto per un po’ gli stecchi ben pressati insieme. Prima che la colla si seccasse, ho eliminato con uno stuzzicadenti l’eccesso di colla vicino alle scanalature.

I started to build the back of the dish drainer. I cut 4 popsicle sticks keeping the round part at one end. The total length is 5.3 cm.

The wood of these sticks is rather hard. I used an electric fret saw. You can use the hand saw with the miter box. If you use cutter and metal ruler, you must be patient and pass the blade many times.

Then I glued 4 sticks together. The surface where they will be joined corresponds to the thickness, which moreover is rounded. So I increased this surface by sanding it.

I spread the vinyl glue on the sides and I placed the 4 sticks side by side on the work surface, with the upper part, the one with the straight cut, all at the same height. I kept them well-pressed together for a while. Before the glue was completely dry, I removed the excess from the grooves with a toothpick.

Ho preso i fiammiferi lunghi, quelli che vendono per l’accensione del camino o del barbecue. I miei hanno una sezione di 3mm x 3mm.

Ho ricavato 6 pezzi lunghi 4,7 cm cadauno. Devono essere larghi quanto lo schienale dello scolapiatti. Non so se gli stecchi del gelato abbiano tutti la stessa larghezza. Per questo vi suggerisco di verificare le dimensioni dei vostri bastoncini ed eventualmente adeguare le dimensioni dei pezzi di fiammiferi.

Ho incollato un pezzo in testa allo schienale, non sopra gli stecchi. Un altro pezzo l’ho incollato sul fondo ad 1 cm dalle estremità tonde. Un terzo pezzo l’ho incollato a 1,3 cm da quest’ultimo pezzo.

Then I took the long matches. They are sold for lighting fireplaces or BBQs. Mine have a section of 3mm x 3mm.

I cut 6 pieces. Each is 4.7 cm long. They must be as long as the width of the dish drainer’s back. I do not know if all the ice-cream sticks measure the same. For this reason I suggest you to check the dimensions of yours and eventually adjust accordingly the size of the match pieces.

I glued a piece to the top of the back, not on the sticks. I put another piece on the back, near the bottom at 1 cm from the round ends. I glued a third piece at 1.3 cm from this last piece.

Per realizzare i fianchi e la parte superiore dello scolapiatti ho utilizzato le stecche abbassalingua.

Per i fianchi servono 2 pezzi larghi 1,7 cm e lunghi 5,8 cm cadauno, tenendo su un lato la parte tonda. Li ho poi incollati ai lati dello schienale, allineando le parti superiori.

Queste stecche ora si trovano anche in  Italia in quasi tutti i negozi di bricolage e nelle profumerie, dove vengono vendute come spatole per stendere la ceretta. A suo tempo io le avevo acquistate durante una vacanza negli Stati Uniti da Jo-Ann, un negozio di cucito e materiali per hobbistica molto fornito. Quando viaggio amo molto visitare i supermercati, le cartolerie, i negozi di belle arti, le ferramenta ed i mercatini locali. Questo l’ho sicuramente ereditato da papà che era un instancabile viaggiatore curioso. Mi diverto a capire come le persone vivano e poi è una vera gioia scovare prodotti, materiali ed attrezzi inusuali ed “esotici”.

I used the tongue depressors to make the sides and the top of the dish drainer.

For the sides I cut 2 pieces 1.7 cm wide and 5.8 cm long, keeping the round part on one side. I then glued them to the sides of the back, aligning the upper parts.

These larger sticks are now easily found also in Italy, both in DIY stores and in perfumeries, as waxing spatula. I bought mine some time ago during a trip to the States from Jo-Ann, a shop with a  large assortment of sewing and craft materials. I never miss to visit supermarkets, hardware and craft stores, stationeries and local markets during my journeys. I learned this from my father who was a tireless curious traveler. I like to understand how people live and then it’s a real joy to find unusual, “exotic” products, materials and tools.

Ho preso altri 2 pezzi dei fiammiferi che avevo tagliato precedentemente e li ho incollati a filo sul davanti dei fianchi, alla stessa altezza di quelli incollati sullo schienale.

I took 2 more pieces of the matches I had previously cut. I glued them flush to the frontal edge of both sides, at the same height of those sticked on the back.

Infine per la parte superiore ho tagliato 1 pezzo della stecca abbassalingua. Essa misura 1,9 cm x 5,5 cm.

L’ho incollata mettendola a filo dello schienale e facendolo sporgere 2 mm su ambedue i fianchi e sul davanti.

Finally, I cut 1 piece of the tongue depressor for the top. It measures 1.9 cm x 5.5 cm.

I glued it onto the dish drainer, putting it flush to the back and making it sticking out 2 mm on both sides and on the front.

Con gli stuzzicadenti ho realizzato la griglia per i piatti. Ho tagliato 4 pezzi lunghi 2,2 cm, tenendo la parte appuntita.

Li ho poi incollati in corrispondenza delle fughe dello schienale, incastrando la punta sotto la stecca in alto sul fondo e fissando l’altra estremità sulla stecca sul davanti.

With the toothpicks I made the rack for the dishes. I cut 4 pieces 2.2 cm long, keeping the pointed tip.

I glued them in correspondence of the grooves on the back, inserting the tip under the stick at the top of the back and pasting the other end on the stick on the front.

Con l’ultima stecca che avevo ricavato dai fiammiferi ho completato il ripiano più basso dello scolapiatti. Qui le 3 stecche sono incollate alla stessa altezza e distanziate tra loro per permettere all’acqua di sgocciolare via.

With the last piece of matches I completed the lower shelf of the dish drainer. Here the 3 dowels are glued at the same height and spaced out to allow the water to drain away.

Infine ho aggiunto una serie di pomelli alla parte bassa dello scolapiatti, così da poter appendere le spazzole per i piatti e qualche utensile da cucina.

Finally, I added a series of knobs in the lower part of the dish drainer to hang kitchen brushes and some kitchen utensils .

I pomelli sono stati realizzati con gli stuzzicadenti e misurano 3 mm di lunghezza. Li ho fissati con la colla al centro della parte tonda di ogni stecco del gelato.

The knobs were made with toothpicks and are 3 mm long. I glued them in the center of the rounded part of each ice-cream stick.

Avrei potuto lasciare lo scolapiatti color legno, ma ho voluto abbinarlo al resto della cucina. Così l’ho dipinto con lo stesso colore acrilico bianco latte che avevo usato per la credenza, le sedie ed il tavolo.

I could have left the dish drainer unpainted, but I wanted to match it to the rest of the kitchen. So I panted it with the same milky white acrylic colorI had used for the cupboard, the chairs and the table.

Se vi piacciono i miei piatti che vedete nello scolapiatti, potete scaricarli cliccando qui. Una volta stampati, io ho seguito il tutorial di Christine di Hollyhock Cottage.

In un prossimo post Vi mostrerò come ho realizzato delle spazzole per i piatti.

Buon divertimento!

If you like my plates, that you see in the dish drain rack, you can download them here. Once printed, I followed Christine’s tutorial on Hollyhock Cottage.

In a coming post I will show you how I made a couple of kitchen brushes.

Have fun!

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