Pendola a portico – Portico clock

La pendola a portico, o pendola in stile Carlo X, è un orologio da tavolo molto decorativo. Veniva posizionato principalmente su console o camini negli ambienti di rappresentanza come ingressi e saloni.

Questo modello di pendola in stile impero è comparso all’inizio dell’ottocento ed era molto in voga soprattutto in Francia. Ebbe comunque una grande diffusione fino all’inizio del novecento sia in Europa che nel Nordamerica.

The portico clock, or Charles X clock, is devised to decorate console tables or mantelpieces in halls and reception rooms.

This timepiece model in Empire style appeared at the beginning of the nineteenth century. It was really in vogue especially in France. But it was widespread both in Europe and in North America until the beginning of the twentieth century.

via ClipArt ETC

Nel dizionario la parola “portico” è definita così

portico
pòr·ti·co/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Costruzione delimitata, su uno o più lati, da una serie di pilastri o di colonne, spesso con valore decorativo e a carattere monumentale

La struttura dell’orologio ricorda proprio un antico tempio greco-romano. E’ composta da un piedistallo sul quale poggiano 4 o più colonne che sorreggono la trabeazione. L’architettura e l’arte classica degli antichi greci e romani erano infatti una grande fonte d’ispirazione per questa corrente del Neoclassicismo.

Questa pendola è stata realizzata solo in una grandezza. L’altezza variava  dai 35 cm ai 50 cm circa.

In the dictionary the word “portico” is defined as

portico noun
plural porticoes or porticos

In fact the clock’s structure is reminiscent of an ancient Greek-Roman temple. It consists of a pedestal on which rest four or more columns supporting the entablature. The architecture and classical art of ancient Greece and Rome were actually a great source of inspiration for this Neoclassic wave.

This pendulum was made only in one size. The height varied from 35 cm to 50 cm.

via live auctioneers

Ogni pendola è un pezzo unico che si distingue per i dettagli. Le colonne possono essere semplici lisce, con scanalature verticali, ritorte, con intagli longitudinali in legni di essenze diverse. Lo stile si ispira principalmente a quelle classiche ioniche, doriche, corinzie, toscane e tortili. 

Each pendulum is a unique piece that stands out for its details. The columns can be simple and smooth, with vertical grooves, helical, with longitudinal wood inlays of different colors. The styles mainly refer to the classic Ionic, Doric, Corinthian, Tuscan and Solomonic columns.

via carters.com.au

L’orologio è appeso alla parte inferiore dell’architrave ed occupa gran parte dello spazio tra le colonne. Il quadrante può essere smaltato bianco o in bronzo dorato ed ha quasi sempre numeri romani dipinti in nero.

The clock hangs from the bottom of the architrave and occupies most of the space between the columns. The clock face can be white enamel or gilt brass and it usually has black painted Roman numerals.

marchio ditta Breguet

Le lancette sono nere, sottili ed affusolate con un cerchio vuoto alle estremità, dette “à pomme”. Questo modello, denominato anche lancette Breguet“, fu inventato nel 1783 dall’orologiaio Abraham Louis Breguet. Sono caratterizzate dalla forma semplice, che rende facile la lettura del quadrante, e sono realizzate in acciaio brunito. Furono usate dei principali orologiai e largamente imitate da altri.

The hands are black, thin and tapered with an empty circle at the ends, called “à pomme”. This model, also known as “Breguet Hands”, was invented in 1783 by the watchmaker Abraham Louis Breguet. They are characterized by the simple shape, which makes the dial easy to read, and are made of burnished steel. These hands were used by the principal watchmakers and are widely imitated by others.

via Case Antiques

Il meccanismo si trova dietro al quadrante e si attiva caricando la molla interna con una chiave. Il movimento dura 8 giorni dal momento della carica, ma in certi modelli può arrivare fino a 21 giorni prima di fermarsi.

The clockwork mechanism is located behind the dial and it’s activated by winding the internal spring with a key. Usually it has an 8 days movement, but in some rare cases it can last up to 21 days.

via Case Antiques

Il pendolo è agganciato al retro dell’orologio. In quasi tutti i modelli è di bronzo o ottone dorato. Ha una forma piuttosto tozza ed è caratterizzato da una grande lente. Spesso è riccamente decorata, come nel caso qui sopra dove si vede a rilievo una corona di fiori con al centro un cigno.

La lente è tenuta ferma da una vite. Per regolare l’orologio, nel caso tenda ad anticipare o a ritardare, bisogna svitarla e far scendere o salire la lente, modificando la lunghezza del pendolo. Un pendolo lungo oscilla più lentamente di uno corto.

Il moto del pendolo è influenzata da diversi fattori, come la gravità e la temperatura. A diverse latitudini esso oscilla in modo diverso: più lentamente vicino all’equatore o più accelerato vicino ai poli.

The pendulum hangs from the back of the clock. In almost all models it’s made of gilt bronze or gild brass. It’s is quite short and is characterized by a large bob, which is often richly decorated, as the example above, where a floral wreath with a swan in the middle ornate the piece.

The bob is held by a screw. If the clock tends to run too fast or too slow, you can adjust the period, by unscrewing it and sliding the bob up or down on the rod in order to modify the length of the pendulum. A short pendulum oscillates slower than a short one.

The motion of the pendulum is influenced by several factors, such as gravity and temperature. In fact at different latitudes it oscillates differently: more slowly near the equator, while more accelerated near the poles.

gridiron pendulum – via wikipedia

Con i cambi di temperatura il metallo si deforma, allungandosi con il caldo e ritraendosi con il freddo. Di conseguenza la lunghezza del pendolo si modifica accelerandone o ritardandone la marcia. Le pendole antiche in estate perdono fino ad un minuto alla settimana. Per questo motivo alcuni orologi a pendolo possono avere una asta in vetro o in legno, due materiali più resistenti ai cambiamenti climatici.

La maggior parte delle pendole a portico hanno invece un pendolo compensato. L’asta è composta da 9 bacchette di due metalli con coefficienti di dilatazione termica differenti. 5 sono d’acciaio, che si dilata poco e 4 sono d’ottone, che si dilata molto. Sono di due lunghezze diverse e sono fissate alternate in parallelo ad una griglia così che dilatandosi in modo diverso, si compensino tra loro, mantenendo la lente alla stessa altezza e le oscillazioni costanti, malgrado i cambi di temperatura.

Questo tipo di pendolo fu inventato nel 1726 dal falegname ed orologiaio inglese John Harrison e permise di ridurre l’imprecisione dell’orologio a pochi secondi alla settimana. Il pendolo compensato era sinonimo di precisione, tanto che poi furono prodotti pendoli falsi che ne imitavano l’estetica, ma non avevano nessuna capacità di compensare la temperatura.

The change of temperature deforms metals, expanding in the heat and contracting in the cold. Consequently the length of the pendulum is modified, accelerating or delaying its movement. In Summer, ancient clocks may lose up to one minute per week. For this reason some grandfather clocks have a rod made of glass or wood, these being more climate-resilient materials.

Most portico clocks have a gridiron pendulum. The rod is made of 9 parallel rods of two metals with different thermal expansion coefficients. 5 are made of iron and 4 are made of brass and have two different lengths. They are fixed in a grid, so that when they expand differently, they compensate each other keeping the bob at the same height and the oscillations constant, despite temperature changes.

This type of pendulum was invented in 1726 by the British carpenter and watchmaker John Harrison and it reduces the clock’s inaccuracy to a few seconds per week. Gridiron pendulums were synonymous with precision. So many false pendulums were produced. They look like the original, but have no temperature compensating qualities.

via liveauctioneers

Il materiale più usato per la realizzazione di questo modello di orologi  è il legno pregiato, come la radica di mogano (con le sue macchie o venature irregolari) o l’ebano (il cui colore si avvicina al nero) o il palissandro (detto anche legno di rosa, dalle tonalità marrone rossiccio chiaro con striature nerastre).

La parte frontale del piedistallo e della trabeazione  possono essere decorati con intarsi di legni diversi, come in questa pendola francese in noce della metà del’800, o con altri materiali come avorio o madreperla. I soggetti preferiti sono i motivi classici dello stile Impero come ghirlande, foglie d’acanto, corone d’alloro o scene mitologiche.

Most of the portico clocks are made of precious woods, such as mahogany root (with its irregular spots or veining) or ebony (whose color is almost black), or rosewood (with its light reddish brown hues and blackish streaks).

The front part of the pedestal and the entablature can be decorated with inlays of veneers, primarily woods, like this French walnut pendulum dating mid-nineteenth century. But it may include other materials like ivory or mother-of-perl. Favorite subjects were the classical Empire style motifs such as wreaths, acanthus leaves, laurel wreaths or mythological scenes.

via Antic France – Maison Lemarié Antiquités

La struttura delle pendole a portico poteva essere anche di altri materiali come marmo, cristallo o alabastro. Questa in particolare è in alabastro con capitelli corinzi, piedini a zampa di leone, i fregi a palmette, le ghirlande di frutta, tutti realizzati in bronzo dorato.

The structure of the portico clock could be also made of other materials such as marble, crystal or alabaster. This in particular is made of alabaster and has Corinthian capitals, lion-claw feet, palmette friezes, fruit wreaths, all made of gilded bronze.

via Skinner Inc.

La pendola qui sopra è stata realizzata a Parigi nel 1850. E’ di marmo bianco variegato grigio con capitelli, pendolo, piedini e ghiera in bronzo dorato. Il prezzo raggiunto in asta è stato di 2.214 $.

The pendulum above was made in Paris in 1850. It’s in gray variegated marble, with capitals, pendulum bob, feet and bezel in gilded bronze. The price reached in auctions was 2,214 $.

via Galerie Atena

Questa pendola, datata 1820, ha le colonne in cristallo tagliato a punta di diamante, mentre il piedistallo, la trabeazione, i capitelli corinzi, il quadrante, il pendolo, le ghirlande ed i cesti floreali, che decorano la parte anteriore, sono tutti in bronzo dorato.

This pendulum, dated 1820, has crystal columns with a diamond point cut, while the pedestal, the entablature, the Corinthian capitals, the dial, the pendulum, the garlands and the floral baskets, that decorate the front, are all in gilded bronze.

via liveauctoneers

Esistono anche versioni di pendole la cui struttura è realizzata interamente in bronzo dorato, come la pendola nella fotografia. Gli elementi decorativi sono a rilievo.

There are other versions of portico clocks whose structure is entirely made of gilded bronze, also called ormolu, like the model in the picture. The decorative elements are in relief.

ornamento in bronzo dorato

Il bronzo o l’ottone dorato erano ampiamente usati durante il periodo Barocco e Rococò, raggiungendo l’apice all’inizio del diciannovesimo secolo. Si realizzavano fregi, ornamenti di mobili e porcellane, maniglie, candelabri, lampadari, etc.. La ragione del grande successo era l’effetto prezioso, il basso costo rispetto all’oro, il punto basso di fusione, la duttilità e malleabilità di questi metalli e quindi la facilità di lavorazione.  

Gli artigiani realizzavano l’oggetto in bronzo (una lega di rame arricchita di stagno) o in ottone (una lega di rame e zinco). Poi si passava alla doratura a fuoco. Si applicava un’amalgama di oro e mercurio solo sulle parti dell’oggetto, che sarebbero state visibili. Poi si metteva il pezzo in un forno e si faceva evaporare il mercurio. Questo passaggio veniva ripetuto, per ottenere tonalità d’oro diverse, partendo da un minimo di tre strati. Il risultato era un oggetto con una superficie d’oro molto resistente.

Gilded ronze or gilded brass were widely favored during the Baroque and Rococo periods, reaching its peak at the beginning of the nineteenth century. They were used for making friezes, furniture ornaments, embellishments for porcelain, handles, chandeliers, etc.. The reason for the big success was the precious effect, the low cost compared to gold, the low melting point and the ease of manufacturing as these metals are ductile and malleabile.

The artisans made the object of bronze (a copper alloy enriched with tin) or of brass (an alloy of copper and zinc). Then it was gold-plated by means of fire-gilding. They applied an amalgam of gold and mercury only on the parts of the object, that would have been visible. Then they put the piece in an oven and let the mercury evaporate. These steps were repeated, to obtain different shades of gold, starting from a minimum of three coats. The result was an object with a very resistant golden surface.

via wikipedia

Durante il processo di doratura si sprigionavano fumi tossici. Gli artigiani morivano giovani a causa dell’intossicazione da mercurio. Si cercò di prendere precauzioni, come l’uso della maschera sopra riprodotta o il masticare del pane. 

Intorno al 1830 la Francia proibì questa lavorazione. In seguito fu sostituita dalla doratura galvanica. A quasi 200 anni di distanza, ovvero nel 2020, diventerà effettiva la Convenzione di Minamata firmata da 128 nazioni, che prevede il bando totale, in tutto il mondo, dell’uso industriale del mercurio e la chiusura delle miniere di mercurio.

During this fire-gilding process toxic fumes were released. The artisans died young because of mercury intoxication. They tried to take precautions, such as the use of the mask reproduced above or chewing bread.

Around 1830 France prohibited this process. Later it was replaced by galvanic gilding. Almost 200 years later, in 2020, the Minamata Convention, signed by 128 countries will become effective. It provides the complete ban of the industrial use of mercury and the mercury mines closure worldwide.

Via 1stdibc

Tornando alle nostra pendola a portico, una caratterista che accomuna quasi tutte le versioni è l’uso dei fregi d’ottone dorato per realizzare i capitelli, le basi delle colonne, il pendolo ed il quadrante o la ghiera.

Going back to our portico clock , a characteristic that almost all versions have in common is the use of gilt brass friezes to make capitals, the columns’ bases, the pendulum, the bob, the dial or the bezel.

via carters.com.au

A volte i fregi dorati decorano anche il piedistallo e la trabeazione con bordini, rosette, ghirlande, festoni o scene mitologiche.

Qui una pendola francese stile impero in ebano dei primi dell’800 con importanti fregi e piedini dorati con foglie d’acanto.

Here a French Empire portico clock dated early 19th century. It’s made of ebony with important friezes with gilded feet with acanthus leaves.

Sometimes the golden friezes also decorate the pedestal and the entablature with borders, rosettes, wreaths, festoons or mythological scenes.

via carters.com.au

Sopra un’altra pendola francese in stile Impero in ebano con quadrante argentato e fregi in ottone che rappresentano una scena dell’antichità classica.

Above another French Empire-style ebony portico clock with a silvered dial and brass friezes representing a scene from classical antiquity.

Partendo dalle misure dalla pendola a portico che ho in casa, ho ricavato le dimensioni in scala 1:12. Ovvero, ho misurato ogni elemento delle pendola e poi ho diviso ogni numero per 12.

Per la struttura ho usato del cartoncino spesso 1mm.  Come sempre, ho scelto quello riciclato delle scatole dei cereali. Per sapere quali cartoncini siano indicati e quali è meglio scartare, potete leggere qui.

Starting from the measures of a portico clock I have at home, I obtained the dimensions in 1:12 scale. That means, I measured every element of the pendulum clock and then I divided each number by 12.

For the structure I used a 1mm thick cardboard. As usual, I chose the recycled cardboard of cereal boxes. To find out which cardboards are the best to use and which are to discard, you can read here.

Il piedistallo è composto da tre pezzi. Per realizzare quello inferiore, ovvero il più grande, ho tagliato 6 pezzi di cartoncino spesso 1mm nelle misure indicate nella foto, che sono in cm.

The pedestal is made of three parts. To make the lower one, which is also the biggest, I cut 6 pieces of cardboard 1mm thick in the measures shown in the picture. They are in cm.

Con la colla vinilica ho incollato i 4 lati a filo sul pezzo di base. Poi l’ho chiuso con l’ultimo rettangolo.

I glued with the vinyl glue the 4 sides flush on the base piece. Then I closed it with the last rectangle.

Le facciate del corpo che avevo ottenuto presentavano delle leggere imperfezioni.

The faces of my base had slight imperfections.

Per questo ho passato sulla carta vetrata tutte le facce che presentavano giunture non perfettamente allineate e le ho pianeggiate.

For this reason I gently rubbed on sandpaper all sides that hadn’t perfectly aligned joints and I leveled them.

Per la parte superiore del piedistallo ho realizzato un secondo elemento, leggermente più piccolo. Nella foto ho indicato le misure di questo secondo pezzo, sempre in cm. Esso va assemblato come il precedente.

For the top of the pedestal I made a second element, slightly smaller. In the picture I indicated the measures of this second piece in cm. It must be assembled like the previous one.

Il raccordo tra  i due pezzi appena realizzati è un rettangolo molto svasato. Per realizzarlo ho incollato, uno sopra l’altro, tre rettangoli di cartoncino, grandi come la base più grande (2cm x 1,2cm).

Poi ho disegnato, centrandolo, un rettangolo grande come il secondo elemento, quello più piccolo (1,8cm x 1cm). Con la carta vetrata ho sagomato tutti i bordi, creando una superficie degradante partendo dalla riga interna verso l’esterno.

The connection between the two pieces just made is a very flared rectangle. To make it, I glued three rectangles of cardboard one on topo of the other. They are as large as the larger base piece (2cm x 1,2cm).

Then I traced on it, centering it, a rectangle, as big as the smaller base piece (1.8cm x 1cm). With the sandpaper I shaped all the edges, creating a degrading surface starting from the inner line to the outside.

Infine ho incollato i tre pezzi, uno sopra all’altro, come nella foro.

Finally I glued the three pieces, one above the other, as in the picture.

Anche la trabeazione, la parte alta dell’orologio, è formata da tre elementi. Il pezzo inferiore ha le misure indicate in questa foto.

Also the entablature, the top of the pendulum clock, is made of three elements. The lower piece has the measures shown in this photo.

Il pezzo superiore ha la stessa dimensione, ma è più sottile. Per questo è sufficiente incollare, uno sopra all’altro, 3 rettangoli da 0,7cm x 1,5cm cad.

The upper piece has the same size, but is thinner. Therefor I simply glued  3 rectangles together. Each measures 0.7cm x 1.5cm.

Anche questo elemento di mezzo è svasato ma è realizzato con 4 cartoncini da 1,9cm x 1,1cm. Prima ho incollato 3 insieme. Su una facciata ho segnato le dimensioni del pezzo sul quale va applicato (0,7cm x 1,5cm) ed ho creato un bordo svasato, scartavetrando dalla riga appena tracciata verso il bordo.

Poi ho applicato sul lato più grande il quarto cartoncino, creando così un bordo finale diritto.

Also this middle element has a sloped edge, but it’s made of 4 pieces of cardboard measuring 1.9cm x 1.1cm each. First I glued 3 pieces together. On one side I traced the dimensions of the element on which I will apply it (0.7cm x 1.5cm) and I sanded the edges from the drawn line to the border.

Then I applied the fourth cardboard piece on the bigger side, creating a final straight edge.

Infine ho incollato uno sopra all’altro questi tre elementi, avendo cura però di posizionare l’elemento svasato con la base più alta in alto, come nella foto.

Finally I glued these three elements one on top of the other, leaving the sloped element with the larger side at the top, like in the picture.

Ora è il turno delle colonne. Ho tagliato degli stuzzicadenti, ricavando 4 pezzi lunghi 1,8cm cadauno.

Per i capitelli, ho tagliato con la perforatrice 16 dischi di carta con un diametro di 5mm e li ho incollati accoppiandone due insieme.

Now it’s the turn of the columns. I cut some toothpicks, making 4 pieces 1.8cm long each.

For the capitals, I cut with the puncher 16 disks of paper with a diameter of 5mm and I glued them two by two.

Ho poi tagliato 16 quadrati di cartoncino. Ogni lato è lungo 6mm. Li ho incollati a due a due. Su un lato ho incollato al centro il disco di carta.

Then I cut 16 squares of cardboard. Each side is 6mm long. I glued them two by two.  On one side, in the middle, I applied the paper disc.

Con il colore acrilico color oro ho colorato tutte le parti visibili dei capitelli.

I painted all the visible parts of the capitals with gold acrylic color.

Con gli acquerelli color marrone chiaro ho dipinto tutte le parti che devono sembrare di legno, ovvero le colonne, il piedistallo e la trabeazione.

Ho distribuito il colore in modo non omogeneo, per imitare le venature del legno. Per dipingere con gli acquerelli sul cartoncino, il colore deve essere poco acquos, altrimenti i pezzi si potrebbero scollare o il cartoncino imbarcarsi.

I painted light brown all the parts that should look like wood: the columns, the pedestal and the entablature.

I used watercolors  and applied it unevenly, to imitate wood grain. Watercolors shouldn’t be too watery when they are used on cardboard. Otherwise the pieces could unstick or the cardboard embark.

via incartare

“Non si butta mai nulla” – questa è una regola che osservo diligentemente e che vale per tutti i tipi di materiale. Questo vassoio per pasticcini può sempre tornare utile. Si può usare il cartone, lasciando la parte dorata all’esterno, per realizzare oggetti d’oro, come ad esempio un portagioie o addirittura una pendola a portico in ottone. Oppure si può recuperare la carta dorata che ne riveste un lato. Per staccarla è sufficiente lasciare il vassoio in acqua. Il foglio così si separa dal  cartone sottostante. Un volta asciutto può essere usato in diversi progetti.

“Never throw anything away” is a rule I diligently observe and I apply to all sort of material. When you buy pastries in Italy, you get this patisserie tray.  Sooner or later it will come in handy. The cardboard can be used for making gilded objects, like a jewel case or even an ormolu portico clock. The golden paper, that covers one side, can be detached and used separately. Simply leave the tray in water. Shortly afterwards the sheet will come off. Once dry it can be used in different projects.

Qui l’ho usato per rifinire le colonne. Ho tagliato una strisciolina alta 2mm. L’ho avvolta attorno ad un’estremità della colonna, facendo un giro semplice e lasciando solo una piccola sovrapposizione. Troppi strati creerebbero, infatti, un grosso spessore antiestetico.

Here I used it to finish the columns. I cut a 2mm high strip. I wrapped it around one column’s end, making a simple turn and leaving only a small overlap. In fact, too many layers would create an horrible thickness.

 Ho applicato la strisciolina dorata a tutte le estremità delle colonne. 

I applied the gilded strip to all columns’s ends.

Sul piedistallo ho incollato le basi delle colonne a filo dei 4 angoli.

I glued the bases of the columns on the pedestal, flush with the 4 corners.

Al centro di ogni base ho fissato con la colla vinilica le 4 colonne.

At the center of each base I attached the 4 columns with vinyl glue.

Procedendo con la costruzione, mi sono accorta che avevo dimenticato i piedini sotto il piedistallo. Sebbene certe versioni non li abbiano, ho deciso di rimanere fedele alla mia pendola a portico vera.

Ho creato 4 rettangoli (2mm x 6mm) di cartoncino doppio. In seguito li ho colorati delle stesso colore della base. 

Going forward with the construction, I realized that I had forgotten the feet under the pedestal. Although certain versions don’t have them, I sticked to my real portico clock.

I created 4 rectangles (2mm x 6mm) of double cardboard. Then I colored them in the same color as the base.

Gli intarsi sul piedistallo e sulla trabeazione sono dei ritagli di giornale. Come vi avevo già raccontato nel post dedicato alle orchidee in vaso, molte decorazioni per le miei miniature provengono dalle riviste, con grande disappunto di mio marito che a volte non riesce a terminare di leggere gli articoli, mancando diverse pagine.

The marquetries on the pedestal and on the entablature are newspaper clippings. As I had already mentioned in the post dedicated to the potted orchids, many decorations for my miniatures are cut outs of magazines, with great disappointment of my husband. who sometimes can’t finish reading the articles, as several pages are missing.

Anche il quadrante dell’orologio fa parte del mio “bottino”. L’avevo trovato su un catalogo, penso di una casa d’aste. Avendo la misura perfetta per il mio orologio in miniatura, l’ho ritagliato ed usato.

Even the watch face is part of my “booty”. I found it on a catalog of an auction house, I think. Having the perfect size for my mini clock, I cut it out and used.

Antique Clock Snips

In internet ci sono parecchie immagini di quadranti. Ve ne sono di diverse misure e spesso si possono ridimensionare per ottenere quella adatta al nostro progetto. Ho trovato questi su Flikr. Anche sul sito di Christel Jensen ci sono dei bei quadranti, come su The mermaids tale, solo per citarne alcuni.

There are several images of clock faces on the Internet. They come in different sizes and they can often be resized to get the one suitable for our project. I found these on Flikr. Also on the site of Christel Jensen there are some beautiful quadrants, as on The mermaids tale, just to name a few.

Ho ritagliato un disco dal  cartoncino dorato, ricavato dal vassoio della pasticceria, grande come il quadrante dell’orologio e li ho incollati insieme, lasciando la parte dorata visibile sul retro.

I cut out a disk from the golden cardboard of my pastry tray. It has the exact size of the clock face. I glued them together, leaving the gilt surface visibile on the back.

Con un pennarellino color oro ho ripassato tutto  il contorno del quadrante, rendendolo più brillante. Infine ho passato un paio di mani di vernice trasparente super lucida, che ha creato l’effetto vetrificato.

With a golden metallic marker, I painted the whole contour of the dial, making it brighter. Finally I passed a couple of hands of super-clear transparent varnish, creating a vitrified effect.

Ho incollato i capitelli sulla parte alta delle 4 colonne. Questo passaggio è necessario, per poter determinare la lunghezza del pendolo.

Per calcolarla, ho appoggiato la trabeazione provvisoriamente sulle colonne ed ho misurato la distanza tra piedistallo e architrave. Nella mia pendola è di 2,2 cm. Ho tenuto poi conto che la lente non deve toccare la base e che in alto serve qualche millimetro in più per fissare parte del pendolo dentro l’architrave.

I glued the capitals on top of the 4 columns. This is necessary in order to determine the length of the pendulum.

To calculate it, I temporarily placed the trabeation on the columns and measured the distance between pedestal and architrave. In my pendulum clock it measures 2.2 cm. Then I kept in mind that the lens shouldn’t touch the base and that at the top I will need a few millimeters more to fix  part of the pendulum’s rod in the architrave.

Essendo lo spazio sotto l’architrave molto ridotto, non ho realizzato un pendolo compensato, perché sarebbe stato comunque nascosto dalla lente. Al suo posto ho usato un cordoncino da regalo d’ora piuttosto rigido. Ad un’estremità ho incollato la lente che ho realizzato appiattendo un copriperla. Sul retro, ho applicato abbondante colla vinilica, riempiendolo.

Poco sopra la lente ho incollato il disco d’oro con il quadrante, lasciando il cordoncino sul retro. Poil’ho nascosto con una grossa goccia di colla vinilica.

Since the space under the architrave is very small, I didn’t make a gridiron pendulum. In any case it would be hidden by the bob. In its place I used a rather stiff golden gift cord. At one end I glued the bob, made with a flattened bead cup. On the rear side of the bob I applied abundant vinyl glue, filling it up.

Just above the bob I glued the golden disk with the dial, leaving the cord on the back. Then I hid it with a big vinyl glue drop.

Come si può vedere, lo spazio tra lente e quadrante è veramente poco.

As you can see, lens and dial are very close.

Con un mini trapano ho praticato un foro al centro del fondo della trabeazione.  Servirà per appendere il quadrante con il pendolo.

Poi ho applicato la vernice trasparente lucida su tutte le parti in “legno” della struttura.

With a mini drill I pierced a hole in the middle of the entablature’s bottom. I will use it to hang the dial with the pendulum.

Then I applied a transparent glossy varnish on all parts of the “wooden” structure.

Per appendere il quadrante ed il pendolo, ho sporcato l’estremità del cordoncino di colla e con l’aiuto di un ago l’ho infilato nel foro nell’architrave. Ho riposizionando la trabeazione sui capitelli ed ho regolato definitivamente la lunghezza del cordoncino. Una volta soddisfatta, ho applicato un leggero giro di colla attorno all’imboccatura del foro per fissare definitivamente il tutto.

To hang the dial and the pendulum, I put some glue on the end of the cord and with the help of a needle I inserted it into the hole in the architrave. I positioned the entablature again on the capitals and I definitively adjusted the length of the cord. Once satisfied, I applied some glue around the mouth of the hole to fix the pendulum permanently.

Usando l’acrilico color oro ho dipinto la colla sul retro del quadrante e della lente.

I painted the glue on the back of the dial and the bob with golden acrylic color.

A questo punto ho incollato la trabeazione sui capitelli. L’architrave risulta più corto e non copre completamente i capitelli, proprio come nel modello vero.

At this point I just glue the trabeation on the capitals. The architrave is shorter and doesn’t completely cover the capitals, just like in the real model.

La pendola a portico è pronta e mi sembra di esser stata abbastanza fedele al modello originale.

Now the portico clock is ready and I think I sticked fairly to the original model.

Ho voluto fare un ultimo controllo avvicinando la mia pendola in miniatura all’immagini sullo schermo del mio computer, che avevo trovato con google, e con grande soddisfazione ho visto che la mia versione mini è molto simile a quelle vere!

I did one last check. I placed my miniatures portico clock in front of the screen, where the images found with google were displayed and with great satisfaction I saw that my mini version was  it’s very similar to the real ones!

Miniaturowe Domki

In internet non ho trovato altri tutorial per realizzare questo modello di orologio in miniatura, fatta eccezione per la pendola di Urszula. Sul suo sito, Miniaturowe Domki, trovate le spiegazioni.

I haven’t found other tutorials in the internet, explaining how to make this model in miniature. The only exception is Urszula’s pendulum clock. On hier website, Miniaturowe Domki, you can find the diy.

Printables by Sala Lùdica

Sul sito Sala Ludica ho trovato una versione da stampare molto carina della pendola a portico. Sono molto interessanti anche gli altri orologi sulla stessa pagina ed i fogli con immagini vintage con temi vari.

On the website Sala Ludica I found a very nice printable version of the portico clock. There are other interesting clocks on the same page and also the other sheets with vintage images are worth a visit.

via ebay.com

Al giorno d’oggi le pendole a portico in miniatura sono piuttosto rare e non è facile trovare esemplari in vendita. Qualche tempo fa ne ho vista una su Ebay. Era stata realizzata da David Iriarte in finto marmo verde in scala 1:12.

Today portico clocks in miniature are quite rare and it isn’t easy to find them for sale. Some time ago I saw this on EbayIt’s made by David Iriarte in fake green marble in 1:12 scale.

via antiquesnavigator.com

Nell’ottocento, invece, la pendola a portico era molto diffusa tanto che veniva realizzata anche per la casa delle bambole. Qui sopra un modello tedesco in bronzo dorato, realizzato da Erhard & Söhne e venduto all’asta nel 2011 per 93,5 $. Un’altro orologio simile, datato 1890, è stato venduto a 185 $.

Questa ditta, fondata nel 1843 nel Baden-Württemberg, era specializzata nella produzione di oggetti di metallo dorato ed incisioni, come medaglie, fibbie, mobili per le case delle bambole, serrature, bottoni, bigiotteria, lampade per altari ed ostensori.

In the nineteenth century, however, portico clocks were very common and they were even made for dollshouses. Above a German piece in gilt bronze, made by Erhard & Söhne and auctioned in 2011 for 93.5 $. Another similar watch, dated 1890, was sold for $ 185.

This company was founded in 1843 in Baden-Württemberg. It was specialized in the production of gilded metal objects and engravings, such as medals, buckles, dollhouse furniture, locks, buttons, jewelry, altar lamps and monstrances.

via theriaults.com

Concludo la carrellata di pendole a portico in miniatura con l’orologio da camino Biedermeier al centro della foto. E’ stata realizzata nel 1870. Particolari sono le colonne scolpite in osso. E’ stata venduta per 500$.

Mi sono molto divertita a scovare tutte le informazioni su questo tipo d’orologio così particolare e spero che le abbiate trovate anche voi interessanti. Se costruirete la mia pendola a portico, mi farebbe molto piacere ricevere la foto e citarvi nel blog. 

I end the miniature portico clocks roundup with the Biedermeier mantel clock in the center of the picture. It was built in 1870. The columns carved in bone are peculiar. It was sold for $ 500.

I had a lot of fun finding all the information on this special  type of watch and I hope you found them interesting too. If you will build my portico clock, I would be very pleased to receive the photo and quote you in the blog.

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Buon compleanno Dada!

Buon compleanno Dada!!!

Mi manca il tuo aiuto, ma sono molto orgogliosa di te.

Tanti baci dalla tua mamma

♡ ♡ ♡

 

Happy birthday Dada!!!

I miss your help, but I’m really proud of you.

Many kisses from your mom

♡ ♡ ♡

Pubblicato in Cibo, Food, Lebensmittel, Aliments, DIY - Tutorial, La storia, Link | Contrassegnato , , , , , , , , | 7 commenti

La facciata anteriore parte 5 – The front facade part 5

Con lentezza ho ripreso a lavorare alla struttura della casetta. Ormai mi è chiaro, che sarebbe meglio smontarla e riassemblarla per poter ottenere un risultato accettabile, ma il legno è troppo fragile e rischierei di rovinare tutto. Così continuo con la costruzione cercando di fare il meglio possibile.

Finiti di montare pareti, facciata parte 1, parte 2parte 3, parte 4  e tetto posteriore, il passaggio successivo sarebbe quello di fissare la parte anteriore del tetto. Purtroppo ho letto troppo tardi su altri blog, che sarebbe stato meglio realizzare il tetto in un pezzo unico, anziché usare i tre forniti con i fascicoli. Ma ho già applicato le tegole, montato gli abbaini ed applicato le carte da parati, preferisco quindi trovare una soluzione alternativa.

Per poter ragionare sul modo migliore di procedere, ho provato ad appoggiare i tre pezzi sopra la casa. Subito ho avuto l’impressione che mancasse qualcosa. Il tetto non è sporgente ed arriva a filo della facciata.

Slowly I started to work again on the dollhouse’s structure. At this point it’s clear to me, that it would be better to take it apart and reassemble it again, in order to obtain an acceptable result. But the wood is really fragile and I would risk to ruin everything. So I go on with the construction trying to do the best I can.

Once the walls, facade part 1, part 2, part 3, part 4 and rear roof were finished, the next step would be to attach the front roof. Unfortunately I read too late on other blogs, that it would be better to make the roof in one piece, rather than using the three pieces that came with the issues. But I have already mounted the dormers, applied the shingles and the wallpapers, so I prefer to find an alternative solution.

In order to think about the best way to proceed, I placed the three pieces on top of the house. Immediately I had the impression that something was missing. The roof was not protruding and it was flush with the façade.

Palazzo Spinola a Milano – storiadimilano.it

La maggior parte degli edifici storici, in Italia, hanno un cornicione che rifinisce la parte alta della facciata. Si tratta di un elemento architettonico che corre orizzontalmente lungo tutto il muro e che sporge rispetto alla parete sottostante.

In Italy, most of the historic buildings have a cornice or eaves that finish the upper part of the facade. This is an architectural element that runs horizontally along the entire wall and protrudes from the surface below.

via Restauro & Conservazione

via Restauro & Conservazione

via Restauro & Conservazione

Spesso il cornicione è sorretto da mensole, che possono essere di semplice legno, di mattoni o di pietra lavorata che riprende altri elementi decorativi della facciata.

Often the cornice is supported by corbels, which can be made of simple wood, bricks or carved stone matching with other decorative elements of the façade.

via restauro & Conservazione

Le prime cornici in pietra a coronamento della facciata risalgono all’epoca degli antichi Egizi. Più tardi nell’architettura greca questo elemento costruttivo venne codificato. In epoca romana assunse poi un’importanza estetica.

The first stone cornices crowning the façade date back to the ancient Egypt. Later in Greek architecture this constructive element was codified. Then in ancient Roman times it assumed an aesthetic importance.

Palazzo Medici, Firenze  1444 – 1460

Gli edifici medievali, ma soprattutto quelli costruiti nel periodo che va dal Rinascimento fino all’Ottocento, presentano cornicioni importanti che sottolineano lo stile monumentale molto apprezzato in queste epoche.

Possono avere dimensioni notevoli, come quello di Palazzo Medici a Firenze, progettato da Michelozzo, che è alto 3 m su un’altezza della facciata di 25 m.

Medieval buildings, but especially those built during the period from the Renaissance up to the nineteenth century, have important cornices that underline the much appreciated monumental style.

They can be of considerable size, like that of Palazzo Medici in Florence, designed by Michelozzo, which is 3 m high on a 25 m height facade.

Palazzo Strzzi, Firenze  1489 – 1538

Anche l’aggetto può essere portato agli estremi, come per Palazzo Strozzi a Firenze, realizzato dagli architetti Benedetto da Maiano, Simone del Pollaiolo e Baccio d’Agnolo. Questo cornicione sporge per ben 2,15 m!

Even the overhang can be taken to extremes, as for Palazzo Strozzi in Florence, built by the architects Benedetto da Maiano, Simone del Pollaiolo and Baccio d’Agnolo. This cornice protrudes about 2.15 m!

Palazzo Farnese, Roma  1541 – 1580

Oppure possono essere riccamente decorati, come lo splendido cornicione di Palazzo Farnese a Roma, opera di Michelangelo. 

Or they can be richly decorated, like the splendid cornice of Palazzo Farnese in Rome, by Michelangelo.

cornice details by Marc Levoy

Il cornicione non ha solo una funzione costruttiva o decorativa, ma anche una valenza funzionale. Infatti, questo elemento architettonico sporgendo fa cadere l’acqua piovana lontano dalla facciata, proteggendo il muro sottostante. Inoltre ripara dal sole l’ultimo piano, quello più esposto al calore.

Ho quindi deciso di costruire anch’io un cornicione, che oltre a rendere l’aspetto della facciata più realistico, mi aiuterà a tenere meglio insieme la facciata. Come forse ricorderete, le ante della casetta erano originariamente 6 pezzi separati e noi poi li avevamo uniti e creando due ante.

The cornice not only has a constructive or decorative function, but it has also a functional value. In fact, this projecting architectural element throws the rainwater away from the facade, protecting the wall below. It also shades the top floor from the sun, as this is the most exposed to heat.

So I decided to build a cornice, too. It will not only make the house look more realistic, but it will also help to keep the façade together. As you may remember the doors of the dollhouse were originally made of six separated pieces and we put them together and built two doors.

Ho iniziato con il realizzare le mensole che reggeranno il cornicione. Mi piaceva l’idea di farle di legno, così ho utilizzato la parte finale delle mollette dei panni, quella più spessa, tagliandone un’estremità lunga 15 mm.

I started making the corbels that will hold the cornice. I liked the idea of making them of wood. So I used the final part of the clothespins, the thick one, cutting off an end, 15 mm long.

Poi li ho fatti aderire ad un nastro adesivo di carta per poterli dipingere più facilmente.

Then I made them stick to a paper tape, so it was easier to paint them.

Ho preso dell’anilina all’acqua ed ho dipinto color noce tutte le parti visibili delle mensole .

I took a water soluble aniline and dyed all the visible parts of the corbels with a walnut stain.

Mentre i pezzi si asciugavano, ho tagliato una listello di legno rettangolare da 20 mm x 5 mm, ricavandone due pezzi ognuno lungo quanto l’anta della facciata sulla quale verrà incollata, ovvero una di 33,5 cm e l’altra di 45,5 cm.

While the pieces dried out, I cut a rectangular wooden strip, 20 mm x 5 mm, in two pieces. Each is as long as the door of the façade on which it will be glued. Mine measure 33,5 cm and 45,5 cm.

Ho preso poi un listello da 8 mm x 2 mm ed ho realizzato il cordolo di contenimento del cornicione, tagliandone due pezzi anch’essi lunghi uno di 33,5 cm e l’altro di 45,5 cm. Poi li ho incollati formando una “L”.

Infine ho dipinto questi pezzi dello stesso colore della facciata.

Then I took a wooden strip measuring 8 mm x 2 mm and I made the cornice’s  containment curb, cutting two long pieces the same size as the other strips, 33,5 cm and 45,5 cm long. Then I glued them to an “L”.

At last, I painted these pieces the same color as the facade.

Ho incollato le mensole sulla parte sottostante dell’elemento a “L”. Le ho sistemate a distanze regolari, distribuendole lungo tutta la lunghezza della facciata, così che con le ante chiuse l’effetto sia di un cornicione unico. Le mie distano 8 cm una dall’altra.

Le mensole devono essere applicate a filo della stecca, sul lato che va applicato al muro, così da non creare spessori che renderebbero molto difficile incollare il cornicione alla facciata.

Una volta asciutto il tutto, ho steso la colla vinilica sul retro del cornicione e delle mensole e l’ho fatto aderire sul muro, a filo delle due facciate.

I glued the corbels on the underside of the “L” element. I arranged them at regular distances, distributing them along the entire length of the façade, so that when the doors are closed the cornice appears be as a single piece. Mine are 8 cm apart from each other.

The corbels must be applied flush with the rear side of the cornice. So when the piece is glued to the wall, there is no protrusion that may prevent the cornice from properly adhere to the façade.

Once everything was dry, I spread the vinyl glue on the back of the cornice and of all the corbels and glued the cornice to the wall, flush with the upper sides of the dollhouse’s doors.

Con alcuni morsetti ho tenuto bloccato il cornicione contro la facciata ed ho lasciato asciugare una notte intera.

Ho usato del semplice Vinavil. E’ una colla vinilica che mi piace molto perché è perfetta per il legno sul quale ha forza d’incollaggio molto forte, tanto da essere usata abitualmente da falegnami e restauratori. Ha un costo basso e può essere usata con ottimi risultati anche su  carta, cartone, pelle, tessuti e polistirolo. Non è tossica ed è facile da usare. Necessita però di tempi lunghi di asciugatura, dalle 12 alle 24 ore a secondo delle condizioni ambientali. I pezzi incollati vanno lasciati asciugare  sotto dei pesi o stretti da morsetti.

 Using some clamps I held each cornice against its door and let everything dry overnight.

I used simple Vinavil. I like this vinyl glue very much, because it’s perfect for wood as it provides strong bonds. Therefore it’s regularly used by carpenters and restorers. It has a low cost and can also be used with good results on paper, cardboard, leather, fabrics and polystyrene. It isn’t toxic and is easy to use. However, it requires long drying times, from 12 up to 24 hours, depending on the weather conditions. The glued pieces should be let to dry under weights or tightened by clamps.

Anche se la colla vinilica, una volta asciutta, diventa trasparente, ho eliminato subito l’eccesso con un panno umido, così da evitare antiestetici rigonfiamenti.

Even if vinyl glue, once dry it turns clear, I immediately eliminated the excess with a wet cloth, in order to avoid unsightly hardened blobs.

I morsetti che ho usato lasciano segni. E’ quindi opportuno mettere tra il metallo ed il cornicione e l’interno dell’anta degli spessori, come del cartoncino o del legno, cosa che io purtroppo mi sono dimenticata di fare.

To prevent the clamps from leaving marks on the cornice, it is advisable to put a piece of wood or cardboard between the metal and the cornice and the inner part of the door. Unfortunately I forgot to do it.

L’effetto della prima parte di cornicione in posizione è già molto soddisfacente.

The effect of the first part of the cornice in position is already very satisfactory.

Applicati tutti e due i pezzi del cornicione, ho voluto sistemare nuovamente il tetto, anche se in modo posticcio, sulla casa per valutare l’impatto complessivo di quest’ultimo intervento. A me piace l’impatto visivo. Voi cose ne pensate?

After having applied both the cornice pieces, I placed the roof again on the house to evaluate the overall impact of this last intervention. I’m pleased with the visual impact. What do you think about it?

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Maison Auber by Andrea Arrigoni

camera da letto, secondo piano – bedroom, third floor

A Febbraio ho vistato Miniaturitalia, l’unica fiera di miniature che si svolga in Italia. Mi sono molto divertita a curiosare tra le magnifiche miniature in vendita ed ad incontrare tanti amici con i quali condivido questa passione.

Quest’anno al concorso, che si tiene in concomitanza della fiera, ha partecipato una magnifica casa intera che ha suscitato tanto entusiasmo e curiosità, maison Auber, realizzata da Andrea Arrigoni.

In February I visited Miniaturitalia, the only miniature fair that takes place in Italy. I really enjoyed browsing the magnificent miniatures for sale and met many friends with whom I share this passion.

During the fair a contest takes place. This year an amazing mansion, maison Auber created by Andrea Arrigoni, aroused enthusiasm and curiosity.

Andrea e la sua maison Auber – Andrea and his maison Auber – foto di Andrea Arrigoni

Come potete vedere si tratta di un edificio a tre piani, completamente arredato. Ha due aperture, una sul davanti ed una sul fianco a sinistra. La cosa che mi ha colpito è sicuramente la complessità del progetto e la cura nel ricreare così tanti ambienti, uno diverso dall’altro.

Ho pensato quindi di coinvolgere Andrea e di farci raccontare qualcosa dei suoi lavori ed in particolare di questa casa.

As you can see, it’s a three-storey building, fully furnished. It has two openings, one on the front and one on the left side. The thing that struck me is the complexity of the project and the care in recreating so many spaces, one different from the other.

So I thought to get in touch with Andrea and to let him tell us something about his work and in particular about this house.

sala da pranzo, pianterreno – dining room, first floor

Dadasdollhouse: Benvenuto Andrea! Innanzitutto complimenti ancora per questo magnifico Palazzo. E’ da tanto che crei miniature e come hai iniziato?

Andrea: Ti ringrazio. Mi fa davvero piacere che la mia maison Auber sia piaciuta così tanto durante Miniaturitalia.  Sono sempre stato affascinato dalle miniature, fin da ragazzino… mi sono diplomato in scenografia all’accademia di belle arti ma, nonostante la mia grande passione per l’opera, la mia vita lavorativa si è orientata da subito verso la grafica. Credo che il mio amore per le miniature, sia nato nei miei anni di scenografia ma è stato circa 6 anni fa che ho cominciato seriamente a dedicare tempo, energia e…. soldi a questa passione.

Dadasdollhouse: Welcome Andrea! First of all, congratulations again for this magnificent palace. How long have you been making miniatures and how did you start?

Andrea: Thank you. I am really pleased that my maison Auber has been so successful during Miniaturitalia. I’ve always been fascinated by miniatures, since I was a kid… I graduated in scenography at the Academy of Fine Arts but, despite my great passion for the opera, my working life was immediately directed towards graphics. I believe that my love for miniatures, dates back to my years as scenic designer, but is during the last 6 years, that I began seriously to devote time, energy and … money to this passion.

foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: Per realizzare maison Auber come hai proceduto? Immagino che prima tu ti sia documentato e che poi tu abbia realizzato un progetto.

Andrea: Maison Auber è la mia seconda casa. L’anno scorso ho partecipato a Miniaturitalia con una roombox  ispirata alla scena finale di Traviata, ma non si è classificata nei primi 3 posti. Per maison Auber mi sono ispirato allo stile francese, già sperimentato nella roombox, specialmente dopo aver scoperto il fantastico libro di Lea Frisoni (nda Le Grand Livre de la Maison Miniature, edizione francese, o The Big Book of a Miniature House, edizione inglese). La documentazione per me è fondamentale… parte sempre da lì, specialmente per creare ambienti il più realistico possibile.

Dadasdollhouse: How did you proceed to create maison Auber? I guess you first read up and then you did a project.

Andrea: Maison Auber is my second house. Last year I took part in Miniaturitalia’s contest with a roombox based on Traviata’s final scene, but it didn’t reach one of the first 3 places. For maison Auber I got inspired by the French style, I had already experimented in the roombox, especially after discovering the fantastic book by Lea Frisoni (A/N Le Grand Livre de la Maison Miniature, French edition or The Big Book of a Miniature House, English edition). The documentation is fundamental to me … it always starts from there, especially to create the most realistic environments possible.

disimpegno, primo piano – hallway, second floor

Dadasdollhouse: Quali sono i materiali che hai utilizzato per la struttura?

Andrea: La struttura è MDF (nda “pannello di fibra a media densità”), ma rispetto alla mia prima casa, di uno spessore minore e per le pareti interne ho utilizzato dei pannelli in Eulithe® che ho scoperto a Hobby & Model qualche anno fa. Volevo evitare un peso eccessivo rispetto a una casa interamente in MDF di  8 mm di spessore.

Dadasdollhouse: Which materials did you use for the structure?

Andrea: The structure is MDF (N/A Medium-density fibreboard), but compared to my first house, it has a smaller thickness and for the internal walls I used Eulithe® panels that I discovered at Hobby & Model a few years ago. I wanted to avoid excessive weight as if you would build a house entirely in a 8 mm thick MDF.

lastre di Eulithe®

Non conosco l’Eulithe®, ho quindi fatto una piccola ricerca. Si tratta di un materiale sintetico, un espanso costituito da un polimero poliuretanico rigido. Le caratteristiche principali sono l’elevata stabilità dimensionale, la leggerezza, l’impermeabilità all’acqua e la lunga durata. E’ resistente ai prodotti chimici ed ha buone proprietà d’isolamento termico ed acustico.

La superficie è omogenea e compatta. Si lavora facilmente con normali utensili per il legno, creando poca polvere. Non è tossico ed è inodore. Può essere fresato, inciso, scolpito, dipinto, laccato e impiallacciato. Data la sua duttilità, può simulare qualsiasi tipo di materiale con costi contenuti, riducendo il peso del manufatto finito.

Viene impiegato nell’arredamento per rendere più leggeri mobili, componenti d’arredo e strutture architettoniche. Si utilizza come supporto per pietre e laminati per la costruzione di pannelli in marmo alleggerito e per la realizzare di piani di cucine e bagni. Nel campo navale si usa per costruire scafi di barche da diporto. Mentre nella cartellonistica si usa per realizzare insegne pubblicitarie sia per esterno che interno.

Essendo un materiale leggero, rigido, residente ed al tempo stesso facilmente lavorabile manualmente, viene impiegato anche nel modellismo per la creazione di diorami.

Si taglia facilmente con il cutter. Si può facilmente tracciare ed incidere la superficie con una matita od una biro e riprodurre l’aspetto di pietre o mattoni, creando muri di edifici molto realistici. Le colle indicate sono Uhu Por per una presa veloce o Vinavil per un’ascigatura più lenta. Quest’ultima viene utilizzata anche come base per la pittura.

I pannelli di Eulithe® sono disponibili con densità variabili da 80 a 150 kg/m3, ma nel caso di miniature è indicato l’Eulithe® 100. Nei negozi di modellismo è venduto in lastre di 400 x 400 mm in diversi spessori, da 3mm fino a 25 mm.

I don’t know Eulithe®, so I did a quick research. It’s a synthetic rigid polyurethane polymer foam, whose main features are: high dimensional stability, lightness, water resistance and durability. It’s also resistant to chemicals and it has good thermal and acoustic insulation properties.

The surface is homogeneous and compact. It’s easy to work with basic woodworking hand tools and during processing it doesn’t produce dust and is odorless. It can be milled, engraved, sculpted, painted, lacquered and veneered. Thanks to its technical properties, it can simulate any type of material with low costs, reducing the weight of the finished product.

It is used in furniture, furnishing components and architectural structures in order to make them lighter. It can be a support for stones and laminates for the construction of lightened marble panels and as core material in kitchens and bathrooms tops. In shipbuilding it’s used to make leisure boat hulls. While in poster designing it’s used for indoor and outdoor signs.

As it is light, rigid, resistant and at the same time easy to work by hand, it is also used in modeling for making of dioramas.

It can be easily cut with a cutter. You can trace, engrave and sculpt the surface with a pencil or a ballpoint, reproducing stones or bricks for realistic walls. The best glue is Uhu Por for a quick grip or Vinavil for a slow drying. The latter is also used as a basis for painting.

The Eulithe® panels are available in various densities from 80 to 150 kg/m3, but for miniatures Eulithe® 100 is better. In model shops it’s sold in sheets of 400 x 400 mm in different thicknesses, from 3mm up to 25 mm.

studiolo, secondo piano – study, third floor

Dadasdollhouse: Hai realizzato una stanza per volta, partendo dal pianterreno e man mano salendo?

Andrea: Esatto. Sono partito dal piano terra, costruendo in seguito gli altri due piani… completando le stanze, man mano. Forse un metodo non ortodosso, ma è nata così!

Dadasdollhouse: Did you build a room at a time, starting from the first floor and gradually going up?

Andrea: Exactly. I started from the first floor, then building the other two floors … completing the rooms, gradually. Perhaps an unorthodox method, but it was born like that!

ingresso, pianterreno – entrance, first floor

Dadasdollhouse: Entriamo dunque nella tua casa. L’ingresso mi è famigliare…

Andrea: E’ stato il primo ambiente che ho creato. Tutta la casa è partita da lì ed è ovviamente ispirato a quello del libro della Frisoni. Il pavimento è in cartoncino vegetale.

Dadasdollhouse: So let’s go inside your mansion. The entrance looks familiar to me …

Andrea: It was the first space I created. The whole house started from there and is obviously inspired by Frisoni’s book. The floor is in vegetale cardboard.

apertura frontale e laterale sulla sinistra – opening on the front and on the left side

Dadasdollhouse: Mi ha colpito la disposizione delle stanze, che non sono disposte, come nella maggior parte delle case delle bambole, con le scale ed i corridoi al centro ed una stanza su ogni lato. La tua casa ha passaggi sul fondo della casa, alcune stanze sono una dietro all’altra, come la cucina e la dispensa o il bagno e lo studio, e le rampe di scale non sono disposte una sopra l’altra, ma occupano anche spazi laterali. Tutto questo rende la casa molto realistica.

Andrea: Mi fa piacere tu abbia notato questa sostanziale differenza con la maggior parte delle dollhouses. Non amo particolarmente i kit delle marche più famose. Ambienti troppo piccoli, troppo semplificati e di solito troppo bassi, almeno per i miei gusti. Mi piace creare ambienti mossi, in qualche modo il più realistico possibile. Per maison Auber ho avuto l’idea di progettare una casa con più aperture, in modo da avere ambienti laterali, visibili sia da porte frontali che da aperture laterali come bagno e cucina. Inizialmente avevo pensato anche a una apertura sulla destra ma, con la scala tra il primo e secondo piano ho preferito evitare. Mi piace creare profondità negli ambienti e la balconata centrale del primo piano, credo sia la parte più originale di maison Auber.

Dadasdollhouse: I was struck by the arrangement of the rooms, which are not positioned, as in most dollhouses, with stairs and corridors in the middle and a room on each side. Your house has corridors on the back of the house, some rooms are one behind the other, like the kitchen and the pantry or the bathroom and the study, and the flights of stairs are not arranged one above the other, but occupy also lateral spaces. All this makes the house very realistic.

Andrea: I’m glad you noticed this substantial difference with most of the dollhouses. I do not particularly like the kits of the most famous brands. Rooms are too small, too simplified and usually they have too low ceilings, at least for my taste. I like to create spaces,  than aren’t aligned one to the other, to make them look as realistic as possible. For maison Auber I had the idea of designing a house with multiple openings, in order to have rooms also on the sides, visible both from front doors and from side openings like the bathroom and the kitchen. Initially I also thought of an opening on the right side but, with the staircase between the second and third floor, I preferred to leave it. I like to create depth in the rooms and the central balcony of the second floor, I think it’s the most original part of maison Auber.

cucina, pianterreno – kitchen, first floor

Dadasdollhouse: Mi piace molto il pavimento in cotto della cucina.

Andrea: E’ di Sue Cook. Adoro i suoi lavori. Quando progetterò la facciata utilizzerò sicuramente dei suoi  dettagli architettonici.

Dadasdollhouse: I really like the terracotta floor in the kitchen.

Andrea: It’s by Sue Cook. I love her work. When I will design the facade, I will certainly use her architectural details.

bagno, secondo piano – bathroom, third floor

Dadasdollhouse: Ho riconosciuto qualche mobile in kit di Chrysnbon Miniatures. Vedo la ghiacciaia e la sedia in cucina o l’organo in salotto. Sembrano di legno…

Andrea: È un vero peccato che i mobili e gli accessori della Chrysnbon siano relativamente pochi. So che essendo in plastica possono far storcere il naso a qualcuno, ma con un trattamento appropriato possono davvero venire molto bene e sopratutto sono molto economici. Lì consiglio davvero. Il kit del bagno e’ assolutamente il migliore in assoluto. Non mi piacciono per niente quelli in porcellana che trovo sproporzionati e un po’ grossolani.

Dadasdollhouse: I recognized some Chrysnbon Miniatures furniture pieces. I see the icebox and the chair in the kitchen or the organ in the living room. They look like wood …

Andrea: It’s a pity that there are relatively few Chrysnbon furniture and accessories. I know since they are in plastic, they can make someone turn up their noses, but with a proper finishing they can really come out very well and above all, they are very cheap. I really recommend them. The bathroom kit is absolutely the best ever. I don’t like the porcelain ones at all. I find them disproportionate and a little rough.

salotto, piano piano – sitting room, second floor

Dadasdollhouse: Parlando di pareti, vedo che hai utilizzato materiali diversi, modanature, carte da parati, piastrelle… Quanto hai comperato e quanto hai realizzato tu?

AndreaHo comprato quasi tutto… ho creato io la libreria (cartoncino vegetale, modanature, minuteria della Bindels Ornaments e modanature molto sottili) e le scale. Le carte da parati sono quasi tutte acquistate da Les chinoiseries, un negozio in Spagna con prodotti meravigliosi.

Dadasdollhouse: Speaking of walls, I see that you used different materials, moldings, wallpapers, tiles … How much do you buy and how much do you do yourself?

Andrea: I bought almost everything… I made the bookcase (vegetale cardboard, moldings, Bindels Ornaments findings and very thin moldings) and the stairs. The wallpapers are almost all from Les chinoiseries, a shop in Spain with wonderful products.

cucina, pianterreno – kitchen, first floor

Dadasdollhouse: Per creare una casa in miniatura ed i suoi arredi si utilizzano diverse tecniche e si lavorano materiali diversi. Quali sono i lavori che preferisci fare? Ce ne sono altri che detesti?

AndreaLa parte che  preferisco è quella dei dettagli, la progettazione generale, la scelta delle carte da parati… non ho un ambiente che prediligo … ogni stanza ha il suo fascino e le sue piccole problematiche. Cerco sempre di non riempire troppo di mobili e ninnoli. Qualche volta vedo progetti dove sarebbe impossibile muoversi.

Dadasdollhouse: To build a dollhouse and miniature furnishings you usually use different techniques and different materials. What kind of work do you prefer and which one do you dislike?

Andrea: The part that I prefer is the details, the general design, the choice of wallpapers … I do not have a room that I prefer … every room has its charm and its small problems. I always try not to fill them too much with furniture and knick-knack. Sometimes I see projects that are too cluttered and where it would be impossible to move around.

sala da pranzo, pianterreno – dining room, first floor

Dadasdollhouse: Quanto hai impiegato per realizzare maison Auber?

Andrea: La creazione di maison Auber si è, svolta in due tempi diversi. Struttura e piano terra sono state fatte due estati fa. Poi c’è stata una lunga pausa (principalmente per impegni di lavoro). L’80% della casa è stato fatto (lavorandoci davvero intensamente) in 4 mesi.

Dadasdollhouse: How long did it take to build maison Auber?

Andrea: The making of maison Auber took place at two different times. Structure and first floor were made two summers ago. Then there was a long break (mainly due to work commitments). 80% of the house was made (working really intensely) in 4 months.

dispensa, pianterreno – pantry, first floor

Dadasdollhouse: Hai un laboratorio o lavori in casa?

Andrea: Lavoro in casa. 

Dadasdollhouse: Do you have a studio or do you work at home?

Andrea: I work at home.

disimpegno e balconata sul fondo, primo piano – hallway and balcony on the bottom, second floor

Dadasdollhouse: Hai acquistato attrezzature particolari? Qual’è a parer tuo la dotazione essenziale per un miniaturista?

Andrea: Sono tantissimi. Il Dremel direi che è essenziale. 

Dadasdollhouse: Have you purchased any particular tool? What is in your opinion the most essential equipment for a miniaturist?

Andrea: There are so many. I would say that the Dremel is essential.

abbaini – dormer – foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: Se ricordo bene, ora vorresti realizzare la facciata frontale. Ti stai ispirando a qualche edificio in particolare?

Andrea: Non ho ancora iniziato la facciata. Conto di farla in aprile, lavoro permettendo. Una dollhouse che amo molto è quella di Maison française 1/12. La facciata sarà ispirata a quella di questa casa.

Dadasdollhouse: If I remember correctly, now you would like to make the front side. Are you inspired by some particular building?

Andrea: I have not started the facade yet. I’m counting to do it in April, work permitting. A dollhouse that I love a lot is that of Maison française 1/12. The facade will be inspired by that house.

console, primo piano – console, scond floor

Dadasdollhouse: Mi hai raccontato che hai costruito un’altra casa molto grande. Hai qualche foto da farci vedere? E’ stata la tua prima casa?

Andrea: La mia prima casa è in stile vittoriano … un po’ gotica…  non ho ancora pubblicato nulla in quanto forse la esporrò l’anno prossimo a Miniaturitalia. Devo ringraziare Mariangela Gagliardi di Cose di un altro mondo che mi ha aiutato enormemente nella progettazione e nella costruzione di quella casa. Mi ha davvero illuminato con insegnamenti e tecniche preziosissimi.

Dadasdollhouse: You told me that you already made another big house. Do you have any pictures to show us? Was this your first dollhouse?

Andrea: My first house is in Victorian style … a bit gothic … I haven’t yet published anything as maybe I will exhibit it next year at Miniaturitalia. I have to thank Mariangela Gagliardi of Cose di un altro mondo. She helped me enormously in the design and construction of that house. She really enlightened me with very precious teachings and techniques.

foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: Realizzi anche altri tipi di miniature, come roomboxes o oggetti singoli?

AndreaCome dicevo prima ho progettato una roombox l’anno scorso. Mi piacerebbe farne altre ma al momento non ne ho nessuna in cantiere. Vorrei progettare altre librerie con la tecnica che ho utilizzato per quella di maison Auber . 

Dadasdollhouse: Do you also make other types of miniatures, such as roomboxes or single objects?

Andrea: As I said before I designed a roombox last year. I’d like to do other things but at the moment I do not have any in the pipeline. I would like to design other bookcases with the  same technique I used for that in maison Auber.

studiolo, secondo piano – study, third floor

Dadasdollhouse: Hai dei miniaturisti che segui ed ai quali ti ispiri?

Andrea: Ultimamente mi piacciono molto i lavori di Pipi Turner. 

Dadasdollhouse: Are you inspired by other miniaturists?

Andrea: Lately, I’ve been liking Pipi Turner‘s work very much.

lato destro – right side – foto di Andrea Arrigoni

lato sinistro con pannello apribile – left side with panel that can be opened – foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: In Italia la costruzione di case in miniatura non è molto diffusa, anche se ultimamente si stanno appassionando sempre più persone. Uno dei più grossi problemi è reperire il materiale. Tu dove fai acquisti?

AndreaIn Italia ho comprato parecchio materiale da Piccole Tentazioni; in Francia La Maison de Caroline (soprattutto articoli della Créal); in Spagna Les chinoiseries (carte da parati e tessuti): in Inghilterra da Bromley Craft Products ho acquistato le nuove listelle per tegole tetto, (quelle che usato per maison Auber); da Jennifer’s of Walsall (kit Chrysnbon e parquet). A Hong Kong consiglio uol.hk… mobili davvero pazzeschi ma purtroppo non esattamente economici. Una delle cose che mi diverte di più è proprio scoprire negozi che vendono materiali e articoli inusuali.

Dadasdollhouse: In Italy, making miniatures and dollhouses is not as popular as in other counties, although lately the number of enthusiasts is growing. One of the biggest problems for us is finding the materials. Where do you buy miniatures and materials to build the dollhouse?

Andrea: In Italy I bought a lot of the material from Piccole Tentazioni. In France La Maison de Caroline (especially articles of Créal); in Spain Les chinoiseries (wallpaper and fabrics); in England, from Bromley Craft Products, I bought the new roof tile strips, (those used for maison Auber); from Jennifer’s of Walsall (Chrysnbon kit and parquet). In Hong Kong I recommend uol.hk … they have really insane furniture, but unfortunately not exactly cheap. One of the things that amuses me most is just discovering shops that sell unusual materials and products.

zona di passaggio tra primo e secondo piano –  access area to third floor

Dadasdollhouse: So che per ora non hai un sito. Quindi grazie Andrea per averci aperto le porte del tuo mondo in scala 1:12 e per aver dedicato un po’ di tempo alle mie domande.

Andrea: Credo che un mio sito prima o poi arriverà… sarete tra i primi a saperlo. Nel frattempo grazie a voi per L’ interesse che avete mostrato per la mia maison Auber.

Dadasdollhouse: I know that you don’t have a site yet. So thank you Andrea for opening the doors of your world in 1:12 scale and for taking your time to answer my questions.

Andrea: I believe that my sites will come sooner or later… you will be among the first to know. In the meantime, thank you for the interest you have shown for my maison Auber.

parte frontale della casa – front side of the house

ingresso, pianterreno – entrance hall, first floor

Iniziamo quindi un giro virtuale nella maison Auber partendo dall’ingresso. Attraverso la porta sulla destra si accede alla sala da pranzo.

Let’s start a virtual tour in maison Auber maison beginning from the entrance hall. Through the door on the right you enter the dining room.

sala da pranzo, pianterreno – dining room, first floor

sala da pranzo, pianterreno – dining room, first floor – foto di Andrea Arrigoni

Sullo sfondo si vede il corridoio che, passando sul reto della casa, collega la sala da pranzo alla cucina.

In the background you can see the corridor that, passing on the bottom of the house, it connects the dining room to the kitchen.

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

cucina, pianterreno – kitchen, first floor – foto di Andrea Arrigoni

sedia cucina – kitchen chair – foto di Andrea Arrigoni

ghiacciaia – icebox – foto di Andrea Arrigoni

ghiacciaia – icebox – foto di Andrea Arrigoni

La ghiacciaia e la sedia della Chrysnbon opportunamente dipinte sembrano di legno.

The icebox and chair of the Chrysnbon look like wood if properly painted.

dispensa, pianterreno – pantry, first floor – foto di Andrea Arrigoni

apertura sul lato sinistro – opening on the left side – foto di Andrea Arrigoni

Il lato sinistro della casa è apribile e mostra i locali che sono posizionati sul fondo della casa. A pianterreno c’è la cucina ed è collegata alla dispensa, che invece è visibile sul davanti della casa.

The left side of the house can be opened and shows the rooms that are located on the bottom of the house. On the first floor there is the kitchen and it is connected to the pantry, which is visible on the front of the house.

salotto, primo piano – sitting room, second floor

Al primo piano il locale più importante è il delizioso salotto con camino.

On the second floor the most important place is the lovely living room with fireplace.

salotto, primo piano – sitting room, second floor

salotto, primo piano – sitting room, second floor – foto di Andrea Arrigoni

camino del salotto, primo piano – fireplace in the sitting room, second floor – foto di Andrea Arrigoni

passaggio sul fondo dal salotto – passage from the sitting room,  on the bottom of the house

apertura sul lato sinistro – opening on the left side – foto di Andrea Arrigoni

Anche sul fondo della casa, al primo piano, c’è un passaggio che collega direttamente alla stanza dove c’è la libreria ed una console e da dove parte la scala che porta al secondo piano.

Also on the second floor, on the bottom of the house, there is a passage that connects directly to the room where there is a bookcase and a console and from where the staircase leads to the third floor.

console e scala, primo piano – console and staircase, second floor – foto di Andrea Arrigoni

libreria, primo piano – bookcase, second floor

scala tra il primo ed il secondo piano – staircase between second and third floor

Sebbene questo sia un ambiente di passaggio, è arredato e decorato con pezzi dall’aspetto prezioso.

Although this is a passage area, it is furnished and decorated with precious-looking pieces.

lato sinistro con salotto e bagno – left side with sitting room and bathroom foto di Andrea Arrigoni

bagno, secondo piano – bathroom, third floor

Al secondo piano, sul fondo della casa si trova l’ampia sala da bagno. Anche questo locale è visibile solo se si apre il pannello sul lato sinistro.

On the third floor, on the bottom of the house, there is the large bathroom. Also this space is only visible if you open the panel on the left side.

studiolo, secondo piano – study, third floor – foto di Andrea Arrigoni

All’ultimo piano c’è la zona più privata della casa. Qui si trova lo studiolo con secretaire e chaise longue che si apre sulla camera da letto. L’accesso a queste stanze avviene tramite un corridoio che passa sul fondo della costruzione.

On the top floor there is the most private area of the house. Here is a study with a secretaire and a chaise longue that leads directly into the bedroom. The access to these rooms is through a corridor which passes on the bottom of the building.

camera da letto, secondo piano – bedroom, third floor

camera da letto secondo piano – bedroom third floor – foto di Andrea Arrigoni

comodino camera da letto, secondo piano – night stand bedroom, third floor – foto di Andrea Arrigoni

camino camera da letto, secondo piano – fireplace bedroom, third floor – foto di Andrea Arrigoni

Dadasdollhouse: Prima di salutarti, Andrea, un’ultima domanda. Che origine ha il nome Auber, che hai dato alla tua casa?

Andrea: Sono un grande appassionato d’opera e Auber e’ un compositore francese che amo molto.

Dadasdollhouse: Before saying goodbye, Andrea one last question. What is the origin of  your house name, Auber?

Andrea: I’m a big opera fan and Auber is a French composer that I love very much.

foto di Andrea Arrigoni

Ringrazio Andrea Arrigoni per aver risposto con pazienza alle mie tante domande e per avermi gentilmente concesso l’uso di alcune delle sue immagini per arricchire questo post.

E’ la prima “intervista” che faccio e spero che questo post diverso dal solito vi sia piaciuto.  

I thank Andrea Arrigoni for having patiently answered my many questions and for kindly granting me the use of some of his images to enrich this post.

It’s the first “interview” I do and I hope you enjoyed this post that is different from usual.

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Lo scolapiatti – The dish drainer rack

Se penso allo scolapiatti, mi torna in mente la mia bisnonna. Ho ancora vivo il ricordo di lei che lavava a mano piatti, pentole e bicchieri. Non voleva farlo fare a nessuno altro, perché aveva la sua tecnica. Dopo averli passati nella bacinella piena d’acqua e sapone ed averli strofinati ben bene, li sciacquava ad uno ad uno sotto l’acqua corrente. Poi li sistemava con cura sullo scolapiatti d’acciaio fissato sopra al lavello. Metteva i piatti allineati nelle rastrelliera superiore. Sul ripiano traforato inferiore sistemava i bicchieri capovolti, con l’apertura rivolta verso il basso. Al temine prendeva una pentola pulita, piena d’acqua bollente e la versava con cautela sulle stoviglie nello scolapiatti. Diceva che così si sarebbero asciugate prima e sarebbero state perfettamente pulite.

The dish drainer make me always think of my great-grandmother. I still vividly remember her washing dishes, pots and glasses by hand. She didn’t want to have anyone else do it, because she had her own technique. After having washed them in the basin full of soapy water and rubbing them well, she rinsed them one by one under running water. Then she placed them carefully on the steel dish drainer fixed above the sink. She put the plates aligned in the upper rack. On the lower perforated shelf, she placed the glasses upside down. At the end she took a clean pot full of boiling water and poured it carefully onto the dishes in the dish rack. She said that they would dry out earlier and would be perfectly clean.

Mark Lewis interior design

Ai giorni nostri lo scolapiatti si trova spesso nascosto dietro alle ante dei pensili o è del tutto scomparso, sostituito dalla lavastoviglie. Un tempo però faceva parte degli utensili da cucina ed era indispensabile quando si lavavano le stoviglie, perché permetteva di far sgocciolare ed asciugare piatti, bicchieri e tazze. Era quasi sempre fissato alla parete sopra il lavello, così l’acqua, sgocciolando, vi cadeva dentro, evitando di bagnare il pavimento. Era realizzato in legno ed era costituito da diversi ripiani con usi diversi: le rastrelliere per accogliere i piatti, tenendoli distanziati; i ripiani per i bicchieri e le ciotole realizzati con listelli leggermente distanziati, così da permettere all’acqua di non depositarsi. Infine completavano lo scolapiatti una serie di pomelli o ganci per appendere tazze, pentolini e bricchi e le spazzole per pulire i piatti.

Nowadays, the dish drainer is often hidden behind the doors of the wall units or disappeared completely, replaced by the dishwasher. Once, however, it was part of kitchen utensils and was essential when washing dishes, because it allowed to dry dishes, glasses and cups. It was mostly fixed to the wall above the sink, so the water, dripping, fell into it, avoiding to wet the floor. It was made of wood and consisted of different shelves with different uses: the racks to accommodate the dishes, keeping them spaced; shelves for glasses and bowls made with slightly spaced dowels, so as to allow the water not to settle. The drainer may also have a series of knobs or hooks to hang cups, pots, jugs and dish brushes.

stecchi ghiacciolo

Il mio scolapiatti è stato realizzato completamente in legno. Ho usato i bastoncini del gelato, le stecche abbassalingua, gli stuzzicadenti ed i fiammiferi lunghi.

In parte si tratta di materiale di recupero, come gli stecchi del gelato. Io ho raccolto quelli dei ghiaccioli o del gelato tipo Mottarello dell’Esselunga, perché il legno è di ottima qualità e non hanno impresse scritte.

My dish drainer is made of wood. I used popsicle sticks, tongue depressors, toothpicks and long matches.

Some if this materia is recycled, such as the ice-cream sticks. I collected those of popsicles and ice-cream Mottarello by Esselunga, because the wood is excellent and there is no brand logo marked on it.

Per costruire lo scolapiatti ho iniziato dallo schienale. Ho tagliato 4 bastoncini del gelato ad una lunghezza totale è di 5,3 cm, lasciando la parte tonda ad un’estremità.

Il legno di questi stecchi è piuttosto duro. Io ho usato una sega da traforo elettrica. Si può usare la sega a mano con la scatola di mitra. Se invece si usa il cutter e la riga di metallo, bisogna passare molte volte la lama con pazienza.

I 4 stecchi vanno poi incollati assieme. La superficie dove sono uniti corrisponde allo spessore, che oltretutto è stondato. Per questo l’ho scartavetrato, aumentando la superficie da incollare.

Infine ho steso la colla vinilica sui lati ed ho posizionato i 4 bastoncini uno a fianco all’altro sul piano di lavoro, con la parte alta, quella con il taglio diritto, tutta alla stessa altezza. Ho tenuto per un po’ gli stecchi ben pressati insieme. Prima che la colla si seccasse, ho eliminato con uno stuzzicadenti l’eccesso di colla vicino alle scanalature.

I started to build the back of the dish drainer. I cut 4 popsicle sticks keeping the round part at one end. The total length is 5.3 cm.

The wood of these sticks is rather hard. I used an electric fret saw. You can use the hand saw with the miter box. If you use cutter and metal ruler, you must be patient and pass the blade many times.

Then I glued 4 sticks together. The surface where they will be joined corresponds to the thickness, which moreover is rounded. So I increased this surface by sanding it.

I spread the vinyl glue on the sides and I placed the 4 sticks side by side on the work surface, with the upper part, the one with the straight cut, all at the same height. I kept them well-pressed together for a while. Before the glue was completely dry, I removed the excess from the grooves with a toothpick.

Ho preso i fiammiferi lunghi, quelli che vendono per l’accensione del camino o del barbecue. I miei hanno una sezione di 3mm x 3mm.

Ho ricavato 6 pezzi lunghi 4,7 cm cadauno. Devono essere larghi quanto lo schienale dello scolapiatti. Non so se gli stecchi del gelato abbiano tutti la stessa larghezza. Per questo vi suggerisco di verificare le dimensioni dei vostri bastoncini ed eventualmente adeguare le dimensioni dei pezzi di fiammiferi.

Ho incollato un pezzo in testa allo schienale, non sopra gli stecchi. Un altro pezzo l’ho incollato sul fondo ad 1 cm dalle estremità tonde. Un terzo pezzo l’ho incollato a 1,3 cm da quest’ultimo pezzo.

Then I took the long matches. They are sold for lighting fireplaces or BBQs. Mine have a section of 3mm x 3mm.

I cut 6 pieces. Each is 4.7 cm long. They must be as long as the width of the dish drainer’s back. I do not know if all the ice-cream sticks measure the same. For this reason I suggest you to check the dimensions of yours and eventually adjust accordingly the size of the match pieces.

I glued a piece to the top of the back, not on the sticks. I put another piece on the back, near the bottom at 1 cm from the round ends. I glued a third piece at 1.3 cm from this last piece.

Per realizzare i fianchi e la parte superiore dello scolapiatti ho utilizzato le stecche abbassalingua.

Per i fianchi servono 2 pezzi larghi 1,7 cm e lunghi 5,8 cm cadauno, tenendo su un lato la parte tonda. Li ho poi incollati ai lati dello schienale, allineando le parti superiori.

Queste stecche ora si trovano anche in  Italia in quasi tutti i negozi di bricolage e nelle profumerie, dove vengono vendute come spatole per stendere la ceretta. A suo tempo io le avevo acquistate durante una vacanza negli Stati Uniti da Jo-Ann, un negozio di cucito e materiali per hobbistica molto fornito. Quando viaggio amo molto visitare i supermercati, le cartolerie, i negozi di belle arti, le ferramenta ed i mercatini locali. Questo l’ho sicuramente ereditato da papà che era un instancabile viaggiatore curioso. Mi diverto a capire come le persone vivano e poi è una vera gioia scovare prodotti, materiali ed attrezzi inusuali ed “esotici”.

I used the tongue depressors to make the sides and the top of the dish drainer.

For the sides I cut 2 pieces 1.7 cm wide and 5.8 cm long, keeping the round part on one side. I then glued them to the sides of the back, aligning the upper parts.

These larger sticks are now easily found also in Italy, both in DIY stores and in perfumeries, as waxing spatula. I bought mine some time ago during a trip to the States from Jo-Ann, a shop with a  large assortment of sewing and craft materials. I never miss to visit supermarkets, hardware and craft stores, stationeries and local markets during my journeys. I learned this from my father who was a tireless curious traveler. I like to understand how people live and then it’s a real joy to find unusual, “exotic” products, materials and tools.

Ho preso altri 2 pezzi dei fiammiferi che avevo tagliato precedentemente e li ho incollati a filo sul davanti dei fianchi, alla stessa altezza di quelli incollati sullo schienale.

I took 2 more pieces of the matches I had previously cut. I glued them flush to the frontal edge of both sides, at the same height of those sticked on the back.

Infine per la parte superiore ho tagliato 1 pezzo della stecca abbassalingua. Essa misura 1,9 cm x 5,5 cm.

L’ho incollata mettendola a filo dello schienale e facendolo sporgere 2 mm su ambedue i fianchi e sul davanti.

Finally, I cut 1 piece of the tongue depressor for the top. It measures 1.9 cm x 5.5 cm.

I glued it onto the dish drainer, putting it flush to the back and making it sticking out 2 mm on both sides and on the front.

Con gli stuzzicadenti ho realizzato la griglia per i piatti. Ho tagliato 4 pezzi lunghi 2,2 cm, tenendo la parte appuntita.

Li ho poi incollati in corrispondenza delle fughe dello schienale, incastrando la punta sotto la stecca in alto sul fondo e fissando l’altra estremità sulla stecca sul davanti.

With the toothpicks I made the rack for the dishes. I cut 4 pieces 2.2 cm long, keeping the pointed tip.

I glued them in correspondence of the grooves on the back, inserting the tip under the stick at the top of the back and pasting the other end on the stick on the front.

Con l’ultima stecca che avevo ricavato dai fiammiferi ho completato il ripiano più basso dello scolapiatti. Qui le 3 stecche sono incollate alla stessa altezza e distanziate tra loro per permettere all’acqua di sgocciolare via.

With the last piece of matches I completed the lower shelf of the dish drainer. Here the 3 dowels are glued at the same height and spaced out to allow the water to drain away.

Infine ho aggiunto una serie di pomelli alla parte bassa dello scolapiatti, così da poter appendere le spazzole per i piatti e qualche utensile da cucina.

Finally, I added a series of knobs in the lower part of the dish drainer to hang kitchen brushes and some kitchen utensils .

I pomelli sono stati realizzati con gli stuzzicadenti e misurano 3 mm di lunghezza. Li ho fissati con la colla al centro della parte tonda di ogni stecco del gelato.

The knobs were made with toothpicks and are 3 mm long. I glued them in the center of the rounded part of each ice-cream stick.

Avrei potuto lasciare lo scolapiatti color legno, ma ho voluto abbinarlo al resto della cucina. Così l’ho dipinto con lo stesso colore acrilico bianco latte che avevo usato per la credenza, le sedie ed il tavolo.

I could have left the dish drainer unpainted, but I wanted to match it to the rest of the kitchen. So I panted it with the same milky white acrylic colorI had used for the cupboard, the chairs and the table.

Se vi piacciono i miei piatti che vedete nello scolapiatti, potete scaricarli cliccando qui. Una volta stampati, io ho seguito il tutorial di Christine di Hollyhock Cottage.

In un prossimo post Vi mostrerò come ho realizzato delle spazzole per i piatti.

Buon divertimento!

If you like my plates, that you see in the dish drain rack, you can download them here. Once printed, I followed Christine’s tutorial on Hollyhock Cottage.

In a coming post I will show you how I made a couple of kitchen brushes.

Have fun!

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Materiale da stampare – Printies – 7

free wallpaper by Debra – Greenleaf Miniature Community

Sono ormai oltre tre anni che non pubblico nuovi link per materiale da stampare. Era quindi tempo che aggiornassi l’elenco.

Ho suddiviso gli indirizzi in due elenchi separati. La prima lista è dedicata alle printies già in scala e quindi pronte da usare per le case delle bambole. 

It is almost over three years that I don’t publish new links related to printies. So this update is long overdue.

I divided the addresses into two separate lists. The first is dedicated to printies that are already in scale and ready to be used for the dollhouse.

A Lavender Dillylibri, buste, biglietti e lettere / books, envelopes, cards and letters

Bricolage & Compagnie – scatole, giocattoli, circo, giostra, menagierie, scuderia, annaffiatoi, scatole a cuore / boxes. toys, circus, carousel, menagerie, stable, watering can, heart shaped boxes

CDHMpiastrelle, scatole, libri, etichette, mobili, giocattoli, stoffe per divanetti, etc. / tiles, boxes, books, labels, furniture, toys, fabric for sofas, etc.

Creative Miniaturistcopertina libri, scatole, etc. / book covers, boxes, etc.

Debra on Greenleafdollhouses – carte da parati / wallpapers

Dollhousepaperelettrodomestici retrò, mobili, accessori, etc. / vintage appliances, furniture, accessories, etc.

Eusimakilibri, cibo, stampe, etichette, cartelli / books, food, prints, labels, signs

Jetpack Jasonscatole natalizie / Christmas boxes

Jetpack Jason

Jorgelina su google – libri, scatole, cibo, piatti, piastrelle, carte / books, boxes, food, plates, tiles, papers

Hanna Lewis – libri / books

La maison de Lauren – piastrelle, quadri, piatti, etc. / tiles, pictures, plates, etc.

Mi mundo de miniatura – brocche / pitchers

Michelle Blohm  – tappezzerie in diverse scale / wallpapers in different scales

Microjivvytappezzerie, tappeti, piastrelle in scala 1/144 / rugs, wallpapers, tiles in 1/144 scale

Minna’s Miniatures  – scatole, piatti, quadri, sacchetti / boxes, plates, paintings, shoppingbags

Mooghiscath – libri vintage/ vintage books

Nukkekoti Väinölä – Maria Malmstrom – vedi nella colonna sinistra “Printattavaa”: scatole, barattoli, libri, radio / see in the left column “Printattavaa”: boxes, cans, books, radio

Paperbrick – genera diversi tipi di muri di mattoni in differenti scale / generates custom brick walls in diffrent scales

R W’s (rwetzell) – tappezzerie, accessori, giardinaggio, mobili, pavimenti, vetro colorato, tappeti, foto, cancelleria, etichette, libri, etc. / wallpaper, accessories, yard & garden, furniture, flooring, tiles, stained glass, rugs, pub stuff, pictures, office, labels, books, etc.

Rick Kephart – copertine libri / book covers

The Spruce materiale vario da stampare / various printables

Tree Feathers – carta regalo, scatole, biglietti, musica, poster, foto attori, etc. / wrapping paper, boxes, cards, music, posters, movie stars’ photos, etc.

Un tout p’tit mondeetichette, buste / labels, envelopes

Non sono riuscita a controllare se tutti i vecchi link siano ancora validi, perché sono tanti. Ho però trovato un cambiamento d’indirizzo di Miniaturama e l’ho aggiornato:

I couldn’t check if all the old links are still working, because the list is really long. But I found a change of address for Miniaturama and I update it:

Miniaturama – tapezzerie, pavimenti, scatole vintage, libri, etc. / wallpapers, florine, vintage boxes, books, etc

 

The sum of all crafts

La lista che segue è dedicata ai siti che offrono immagini non in scala. Prima di poterle utilizzare per le case delle bambole, esse devono essere ridimensionate. Una volta scaricata, la si può facilmente rimpicciolire Si incolla il file jpg in un normale foglio di scrittura (come Word o Pages) e si trascinano gli angoli fino ad aver raggiunto la dimensione desiderata. Attenzione si può solo ridurre la grandezza dell’immagine, ma non la si può ingrandire.

In the following list the images are not in a dollhouse scale. They must therefore be resized before they can be used. Once you have downloaded the image, you can easily shrink it. Paste the jpg file in a normal page (for example in Word or Pages) and drag the corners until you have reached the desired size. Warning: you can only reduce the size of the image and not enlarge it.

Antique print clubstampe antiche porcellana, ma non solo / antique porcelain prints and more

Biodiversity Heritage Library – stampe antiche naturalistiche / nature related antique prints

Chantal stained glass – cappelli lampade e vetri colorati / stained glass lampshades and panels

Creative digi vintagecartoline, etichette, immagini vintage / vintage postcards, labels, images

Droledebx – etichette acqua minerale / mineral water labels

Emma Paperclip – etichette, un libretto da bambini, cartoline, immagini vintage / lables, a childrens book, postcards, vintage images 

Droledebx – etichette acqua minerale / mineral water labels

Images d’autrefois – varie immagini vintage / various vintage images

Kirin – utensili cucina, giocattoli, cibo / kitchen utensils, toys, food

Lost and taken – foto materiali: carta, metallo, legno, tappezzerie, libri / texture photos: paper, metal, wood, wallpapers, books

Panteekstampe antiche: botanica, arti decorative, architettura, araldica, astronomia, paesaggi, etc / antique prints, botany, decorative arts, architecture, heraldry, astronomy, landscapes, etc.

PaperStuff – etichette ed ephemera vintage / vintage labels and ephemera

Patricia M –  etichette bibite / beverages labels

Pillipat – materiale vintage di ogni genere / vintage images of all sorts

RavensBlightedifici, bare, veicoli / buidings, coffins, vehicles

Take a break with meimmagini vintage, copertine libri, mappe, soldi, etc. / vintage images, book covers, maps, money, etc.

The sum of all crafts  – etichette, foto, immagini vintage / vintage lebels, photos, images

Web Museum of Fine Art  – quadri d’arte in alta risoluzione / art masterpieces in high resolution

Wellcome collection – etichette e pubblicità medicinali / pharmaceutical labels and ads

Tutte od almeno una parte di immagini di questi siti sono offerte gratuitamente, se per un uso personale. Verificate comunque sempre le condizioni per il loro utilizzo ed attenetevi alle indicazioni fornite dai singoli blog o siti.

All or at least a part of the images of these sites are offered free of charge, if for personal use. Always check the conditions for their use and follow the instructions provided by each blog or site.

Infine un’annotazione relativa alla grandezza del file. Se l’immagine che volete scaricare è troppo piccola o non è di buona qualità, potete cercare nel web se ne esistono versioni migliori e di misure differenti. Si può cercare se vi siano immagini simili ed eventualmente trovare informazioni sulla proprietà, la fonte, ed in quali siti esse appaiano. Per fare ciò, è necessario fare una ricerca partendo dall’immagine.

Lo strumento che potete usare è il motore di ricerca Google Images. Recatevi sulla pagina e cliccate sull’icona della macchina fotografica. Ora potete fare la ricerca inserendo l’url (l’indirizzo/link) dell’immagine. Oppure, se avere già l’immagine sul vostro computer, potete fare la ricerca selezionandola dalla cartella dove si trova o trascinandola dal vostro computer direttamente sulla pagina web.

Si può fare una ricerca per immagine anche su TinEye, il cui funzionamento è simile.

Finally an annotation concerning the file size. If the image you want to download is too small or has poor quality, you can search the web for better versions and for different sizes. You can also search for similar images and you can possibly find also information on the owner, the source, and where the image appears. To do this, it is necessary to search by image.

The tool you can use is the search engine Google Images. Go to the page and click the camera icon. Now you can search by inserting the url (the address / link) of the image. If you have already the image on your computer, you can search by uploading it. You can select it from the folder, where it is located, or drag it from your computer directly to the web page.

You can search where images appear online also on TinEye. It works almost the same.

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Tutti i link che trovare in questo post e nei precedenti – Materiale da stampare – Printies, Materiale da stampare – Printies – 2,  Materiale da stampare – Printies – 3, Materiale da stampare – Printies – 4Materiale da stampare – Printies – 5 e Materiale da stampare – Printies – 6 – sono visibili in ordine alfabetico anche nella barra laterale del blog. Posizionando il cursore sul nome del sito, appaiono le parole chiave relative alle printies. Cliccando sul nome si viene indirizzati direttamente alla pagina che fornisce le immagini.

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Enjoy surfing!

 

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Buon 2018 – Happy 2018

Auguro a tutti un anno ricco di miniature!

I wish you all a year full of miniatures!

 

Pubblicato in La storia | 6 commenti

Scatola con i soldatini – Wooden soldier in the box

Tempo di Natale, tempo di regali. Una scatola di soldatini sarebbe stata sicuramente un regalo molto apprezzato dai bambini vittoriani di ogni classe sociale.

In passato giocare alla guerra era un classico per i bambini. Gli adulti combattevano conflitti quasi permanenti (la guerra dei 7 anni, la rivoluzione, le guerre napoleoniche, i moti di riunificazione…). I più piccoli inscenavano con i loro soldatini le battaglie, le azioni eroiche oppure facevano rivivere le conquiste delle colonie. Questi giochi di guerra – jeux de guerre per i francesi e Kriegspiel per i tedeschi – formavano i ragazzi e coltivavano il loro patriottismo.

Christmas time is also time for presents. Victorian children of any social class would have loved to receive a box of toy soldiers as a present.

In the past, playing war was a classic for boys. Adults fought in almost continuous conflicts (the 7-year war, the revolution, the Napoleonic wars, the unification…). Children reenacted with their toy soldiers the battles, the heroic actions or the colonial conquests. These war games – “jeux de guerre” for the French, “Kriegspiel” for the Germans – educated  the boys and cultivated their patriotism.

soldatini di legno egiziani dell’Antico Regno – Egyptian wooden soldiers from the Old Kingdom – via theancientweb.com

Le prime riproduzioni in miniatura della figura umana risalgano all’antichità. Esse non hanno però uno scopo ludico, ma solo votivo o decorativo. Nell’antico Egitto le statuine di soldati vengono usate dai generali per simulare manovre militari.

I soldatini come giocattolo compaiono solo nel Medioevo. Sono pezzi unici realizzati dagli artigiani. Gli orafi creano figurine in argento o oro per i figli di reali e dell’alta nobiltà. Gli stagnini producono modelli in stagno che sono destinati ai meno abbienti.

Ma è solo nel ‘700 che i soldatini riscuotono grande successo come giocattolo.

The first miniatures of a human figure date back to antiquity. However, the small statues have only votive or decorative purpose and aren’t toys. In ancient Egypt small soldiers are used by generals to simulate military maneuvers.

Toy soldiers appear only in the Middle Ages. These are single pieces made by craftsmen. Goldsmiths create silver or gold figurines for the children of monarchs and aristocracy. Tinker produce tin models for the less wealthy.

But it’s only in the eighteenth century that tin soldiers toys become popular.

Friedrich II. von Preußen, Friedrich der Große, Zinnfigur – 1770 Deutsches Spielzeugmuseum Sonneberg

Nel XVIII secolo, Norimberga diventa la capitale dei soldatini di stagno, detti in tedesco Zinnfiguren (Zinn = stagno). All’inizio sono figure piatte, appena abbozzate, di varie dimensioni.

Nel 1760 i fratelli Hilpert e figlio aprono la loro attività in questa città. Per circa 100 anni producono figurine di stagno molto elaborate e raffinate. Oggi sono considerate vere opere d’arte e vengono ricercate dai collezionisti.

Lo stagno è un materiale molto utilizzato per la realizzazione dei giocattoli in quest’epoca. Si producono oltre ai pentolini, anche animali da fattoria ed esotici. Ma sono i soggetti militari che riscuotono il maggior successo. Vengono riprodotti non solo personaggi importanti, come re e condottieri, ma anche i loro eserciti e le milizie straniere.

La statuina di Federico il Grande, nella foto qui sopra, è alta 15 cm ed è firmata “J.H.,1777”. Oggi è conservata al Museo Nazionale Bavarese.

In the 18th century, Nuremberg becomes the production center of tin soldiers. In German they are called Zinnfiguren (Zinn = tin). At the beginning the figures are flat, with just  some details sketched. They come in different sizes.

In 1760, Hilpert brothers and son start their activity in this city. For about 100 years they produce very elaborate and sophisticated tin figurines. Today, they are considered real masterpieces and are sought after by collectors.

At that time, tin is wildly used for making toys. Beside pots, there are exotic and farm animals. But the military figurines are the most successful. All characters are produced: kings, warlords, their soldiers and the enemies’ troops.

The figurine of Frederick the Great, in the picture above, is 15 cm tall and is signed “J.H., 1777”. Today it is preserved at the Bavarian National Museum.

Kind mit Spielzeugsoldaten, 18. J, autore ignoto – via wikipedia

Iniziano a moltiplicarsi gli artigiani che producono soldatini. Nascono nuove figure professionali come i disegnatori, gli incisori specializzati ed i fonditori. I modelli creati da famosi artisti vengono realizzati con stampi e venduti a prezzi più alti. In Sassonia, ricca di miniere di stagno, inizia la produzione di massa.

The number of craftsmen who produce tin soldiers grows. New professional figures such as designers, specialized engraver and smelter arise. The models created by famous artists are reproduced with molds and sold at higher prices. In Saxony, where there are many tin mines, mass production begins.

Bambino con soldatini – XIX secolo – via wikipedia

Verso la fine del ‘700 le idee di libertà influenzano anche l’educazione dei bambini. Le nuove teorie pedagogiche di Jean Jacques Rousseau in Francia, di Johann Heinrich Pestalozzi in Svizzera, di Gottfried von Herder e Christian Gotthilf Salzmann in Germania,  s’ispirano a questi ideali. L’apprendimento deve avvenire anche tramite il gioco e le figure di stagno hanno un ruolo importante.

Towards the end of the 18th century, the ideal of freedom influences also children’s education. The new pedagogical theories of Jean Jacques Rousseau in France, Johann Heinrich Pestalozzi in Switzerland, Gottfried von Herder and Christian Gotthilf Salzmann in Germany are inspired by this ideal. Learning takes place through the game and tin figures have an important role.

Soldatini di stagno nella Battaglia di Waterloo – 1815 ca. – ditta Kieler

Il gioco non deve però solo educare, ma anche informare. In un’epoca dove le notizie circolano molto lentamente o per niente, l’interesse per l’attualità è grande. Così i produttori di soldatini cercano di battere la concorrenza offrendo giochi che facciano riferimento ad accadimenti del momento. I temi d’attualità che riscuotono grande interesse, oltre alle battaglie, sono le spedizioni, le  scoperte scientifiche e la conquista delle colonie.

The game should not only educate, but also inform. At that time news circulate very slowly or not at all. So the interest in current events is great. The tin soldiers’ producers try to beat the competition by offering sets that refer to the latests events. In addition to recent battles, actual topics, such as expeditions, scientific discoveries and the conquest of colonies, meet the interest of customers.

Figurines de bois polychromes par Jean-Baptiste Clémence (Paris; 1743-1801):dragons – Musée de la figurine historique à Compiègne

A fianco delle figure piatte, rappresentate di profilo, iniziano a circolare quelle più scultoree e rapidamente le statuine piene a tutto tondo le sostituiscono. Le dimensioni variano da 3 cm ai 20 cm, anche se quest’ultima è rara.

Queste nuove forme sono prodotte da ditte come Spenkuch, Haffner o Heinrich.  Oltre allo stagno compare anche il piombo, che intorno al 1871 diventa il materiale più utilizzato, soprattutto in Francia ed Austria.

Next to the flat figures, that show only the profile, fully rounded three-dimensional soldiers appear and quickly replace the flat-ones. The size varies from 3 cm to 20 cm, although the latter is rare.

This new type is produced by companies like Spenkuch, Haffner or Heinrich. In addition to the tin, lead appears. Around 1871 it becomes the most used material, especially in France and Austria.

Maison Lucotte

I soldatini si diffondo in tutta Europa. In Italia compaiono nel 1770. Nel 1830, l’artigiano Carlo Ortelli Dotti emigra a Barcellona e  inizia a realizzare con grande successo soldatini di piombo. La Spagna diventa un altro importante centro di produzione.

Toy soldiers spread throughout Europe. In Italy they appear in 1770. In 1830, the Italian craftsman, Carlo Ortelli Dotti, emigrates to Barcelona. Here he starts a successful production of lead soldiers. Spain becomes another important manufacturing site.

Napoléon avec des jeunes princes et princesses de sa famille – Louis Ducis – 1810 © Photo RMN-Grand Palais – G. Blot

In Europa altre ditte conosciute che producono soldatini sono Pfeiffer in Austria e CBG Mignot (prima Cuperly, Blondel e Gerbeau) e Lucotte.  in Francia.

In Europe other well known companies that manufacture toy soldiers are Pfeiffer in Austria and CBG Mignot (before Cuperly, Blondel and Gerbeau) and Lucotte in France.

Berthier (1753-1815) 1st Marshall 1804 – Lucotte

A partire dal 1840 le dimensioni vengono standardizzate a 3 cm, così da poter sistemare molte divisioni militari e ricostruire intere scene di battaglia.

Since 1840 dimensions are standardized to 3 cm. So it’s possible to arrange many military divisions and recreate entire battle scenes.

soldatino – W Britain Limited

Nel 1893 la ditta britannica William Britain Ltd rivoluziona la produzione dei soldatini introducendo la figura a tutto tondo, ma cava.  Il processo prevede che dopo aver versato il piombo fuso nello stampo, prima che il metallo si rapprenda completamente, si faccia fuoriuscire una parte del piombo. Si ottiene così una figura perfettamente formata all’esterno, ma vuota all’interno. Questo procedimento permette di risparmiare materiale di produzione ed abbassare i prezzi. I soldatini W. Britain sono quindi più leggeri e più economici di quelli delle concorrenza tedesca.

Il soldatino cavo diventa il più venduto nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America .

In 1893, the British toy company William Britain Ltd changes the way to produce toy soldiers by introducing hollow figures. After pouring the cast lead into the mold, before the metal becomes fully solid, a part of the lead is poured out. So the outside of the figure is perfectly formed, but inside is empty. This process saves production material and lowers the prices. Thanks to the method of hollow casting, the soldiers are lighter and cheaper than the German counterparts.

The hollow lead soldier becomes a best seller in the UK and the US.

Ragazzo con soldatini, by Antonio Mancini, 1876 circa philamuseum.org

A partire dalla metà del 19 secolo vengono prodotti eserciti di soldati di ogni paese con divise ed accessori ricchi di dettagli. Le figure sono in posizioni diverse: in ginocchio, in piedi, sdraiati a terra o a cavallo.

Nel 1871 la guerra tra Germania e Francia fa registrare un boom nella produzione dei soldatini. La vittoria contro i francesi e le tensioni  alla viglia della prima guerra mondiale portano al rialzo del mercato dei soldatini. Solo nella zona di Norimberga, sono centinaia le donne impiegate a dipingere i soldatini.

Since the middle of the 19th century, the toy soldiers are produced with uniforms of all nations and the clothes and accessories really detailed. The figures are in different positions: kneeling, standing,  on horseback or lying on the ground.

In 1871 the war between Germany and France marks a boom in the production of toy soldiers. The victory against the French army and the tensions before the outbreak of the First World War lead to growth of the soldiers’ market. At that tome, only in the Nuremberg area, there are hundreds of women employed to paint soldiers.

1906, by Georg Spenkuch

Questa scatola di soldatini contiene le figure che rievocano la guerra del 1904/1905 tra Giappone e Russia, la prima vinta da una potenza asiatica contro una europea. E’ stata prodotta in Germania nel 1906 da Georg Spenkuch. La sua ditta, la Nürnberger Zinn-Compositions-Figuren-Fabrik, fondata nel 1864,  ha vinto parecchie medaglie, come si vede dall’etichetta sul coperchio.

This box of tin soldiers contains figures recalling the 1904/1905 war between Japan and Russia. This was the first time that an Asian military force won over an European. It was produced in Germany in 1906 by Georg Spenkuch. His company, the Nürnberger Zinn-Compositions-Figuren-Fabrik, founded in 1864, won several medals, as you can seen from the label on the cover of the box.

mold casting – wikipedia

 

I soldatini di stagno vengono realizzati usando uno stampo di ghisa composto da due parti. Le due metà vengono serrate insieme e riscaldate. Si fa fondere lo stagno a 300 ° C  e poi lo si cola dentro l’apertura superiore dello stampo.

Una volta che il metallo si è raffreddato e solidificato, si apre lo stampo e si stacca la figurina. Si elimina l’eccedenza della colata, in corrispondenza dell’apertura e si ripuliscono i bordi delle figurina. Infatti in corrispondenza della giunzione delle due parti dello stampo si formano delle sbavature, che si eliminano con una lima.

I soldatini di piombo sono realizzati con una lega di piombo e antimonio. Oggi i giocattoli di piombo non possono essere dati ai bambini, per via della tossicità di questo metallo.

Tin soldiers are made using a cast iron mold made up of two parts. The two halves are clamped together and heated. The tin is melted at 300 ° C and then poured into the upper opening of the mold.

Once the metal has cooled down and solidified, the mold is opened and the figurine is removed. The excess of casting is eliminated at the opening. The edges of the figurine are cleansed with a file. This is necessary in order to eliminate the sprues left over in correspondence of the junction of the two mold halves.

Lead soldiers are made with an alloy of lead and antimony. Today, children are not allowed to play with lead toys because of the toxicity of this metal.

vecchio prospetto stampi – ditta “Gebrüder Schneider” – 1910

Alla fine dell’Ottocento fiorisce anche il mercato degli stampi per realizzare da se i propri soldatini di piombo o stagno. Famosa è la ditta Gebrüder Schneider di Lipsia che dal 1904 al 1940 riscuote grande successo.

Regolarmente pubblicano cataloghi con le illustrazioni dei soggetti disponibili. Qui sono raccolti in un elenco con le illustrazioni di alcuni dei prodotti finiti. La dimensione delle figure raffigurate corrisponde approssimativamente a quella dell’originale.

At the end of the nineteenth century, children start to make their own tin soldiers at home and the molds market flourishes, too. Gebrüder Schneider, is a famous mold company in Leipzig and  it is very successful from 1904 to 1940.

They regularly publish catalogs with illustrations of their products. Here are listed some illustrations of their finished items. The size of the figures on the catalogue corresponds roughly to that of the original.

serie soldati austriaci russi francesi – Remondini, prima metà XIX sec.

I materiali con i quali sono stati costruiti i soldatini sono i più vari e sono legati all’epoca alla quale appartengono: legno, carta, stagno, piombo, latta, carta, gesso, cartapesta, plastica e gomma.

Certamente la versione dei soldatini più semplice è quella di carta. In Italia il primo foglio di soldatini di carta è stato stampato da Remondini, nel 1772. Questa famiglia di stampatori di Bassano del Grappa era famosa in tutto il mondo per le stampe di Santi ed eroi, per i giochi, come ad esempio quello dell’oca, per le stampe con le vedute e bellissime carte speciali, come quelle marmorate, e le carte da parati. Essi stampano anche libri e pubblicano i primi romanzi popolari a puntate.

A partire dalla fine del XVIII secolo I Remondini producono un vasto assortimento di soldatini. I fogli rappresentano soldati prussiani, austriaci, inglesi, russi e francesi, a piedi o a cavallo.

Le figure sono impresse, con matrici di rame, su fogli di carta o cartoncino. Il colore è poi applicato dipingendo a mano, oppure con la stampa.

Data la delicatezza del materiale, non si sono purtroppo conservati gli esemplari più antichi, che così sono andati persi.

Toy soldiers could be made of various materials depending from the period they belong: wood, paper, tin, lead, paper, plaster, plastic and rubber.

The simpler version of toy soldiers is made of paper. In Italy, the first sheet of paper soldiers is printed by Remondini in 1772. This family of printers, based in Bassano del Grappa (Veneto), was famous all over the world for their prints of saints and heroes, for paper toys, like the game of the goose, for prints of vedute (landscape images), for their wallpapers and beautiful special papers, like the marbled ones. They also printed books and published serialized novels.

From the end of the 18th century Remondi produce a wide assortment of soldiers: Prussian, Austrian, English, Russian and French, on foot or on horseback.

The figures are printed on sheets of paper or cardboard with copper matrices. Color is then applied by hand or by print.

Unfortunately, the oldest samples have not been preserved until our days, as the material is extremely delicate.

soldatini di carta

I bambini, prima di ritagliare le figure con precisione, incollavano i fogli su carta o cartoncino per rinforzarle.

Con i soldatini più pesanti si giocava a lanciarli contro il muro. Chi colpiva di rimbalzo un’altra figurina, la poteva “catturare” e farla sua.

Mentre quelli più leggeri venivano lasciati cadere a terra. Vinceva chi possedeva il soldatino che era atterrato con l’immagine rivolta verso l’alto. Come premio poteva prendere i soldatini caduti capovolti.

The children glued the soldiers on paper or cardboard to reinforce them. Then they cut them out with precision.

They played different games with them. They threw the heavier soldiers against a wall. Those who struck another figurine with a bounce, could “capture” it.

While the lighter ones were dropped to the ground. The winner was the one who owned the soldier that had landed with the image facing up. As a prize he could take the other soldiers fallen face down.

“Piccoli patrioti” by Gioacchino Toma, 1862 – via wikipedia

Dopo la prima guerra mondiale, le battaglie perdono il loro fascino. Nessuno vuole più evocare combattimenti e sconfitte ed il mercato dei soldatini crolla drasticamente.

Nemmeno il boom dei giocattoli di latta degli anni ’50 e ’60 riporterà in auge i soldatini come gioco.

Oggi sono gli adulti e gli adolescenti a costruire modelli di soldati. Li ambientano in diorami oppure fanno giochi di simulazione. I soldatini di stagno non fanno più parte del mondo infantile, ma sono diventati pezzi da collezionismo. 

After the First World War, battles loose their charm. No one wants to evoke battles and defeats. The soldiers’ market collapses drastically.

Not even the boom of tin toys in the 1950s and 1960 brings the toy soldiers back to its previous popularity.

Today, adults and adolescents build soldiers’ models. They place them in dioramas or do simulation games. Tin soldiers are no longer part of the infant world and have become collectibles.

Quando ho visto per la prima volta gli stuzzicadenti con una parte intagliata, ho subito pensato a quanto questa assomigli a dei soldatini.

Questo modello di stuzzicadenti è chiamato Giapponese. Ho scoperto che la parte finale ha una funzione e non è prettamente decorativa. Le scanalature aiutano a spezzare il legno. Una volta staccata l’estremità, la si usa come supporto per lo stuzzicadenti, così che la punta non tocchi il tavolo. Trovo quest’idea orribile, così come l’uso in pubblico dello stuzzicadenti per l’igiene orale. Rimane però un versatile materiale per miniaturisti. 

When I saw for the first time toothpicks with one end carved, I immediately thought how much this part  looks like a toy soldier.

This toothpick model is called Japanese. I discovered that the final part has a function and it’s not just a decoration. The grooves enable to snap off the end. Once detached, it supports the toothpick so that the tip doesn’t touch the table. This is a horrible idea for me, as well as the use of toothpicks for oral care at the table. But toothpicks remain a versatile material for miniaturists.

Così ho pensato di farne un gioco per i bambini della casetta delle bambole. Li ho dipinti con il pennarello indelebile: rosso per la giubba e nero per i pantaloni ed il colbacco. Si possono realizzare diverse truppe con colori differenti.

So I thought I could use them to make a toy for the dollhouse. I painted them with the permanent marker: red for the jacket and black for the pants and the busby. But you could make different troops with different colors.

Staccare il soldatino dallo stuzzicadenti è abbastanza facile. Ho appoggiato la lama del cutter nella scannellatura sotto il piede della figurina ed ho fatto rotolare il legno sottostante fino a quando si è staccato. Ho poi scartavetrato la base per renderla perfettamente piana.

It’s quite easy to cut off the soldier from the toothpick. I put the blade of a cutter in the clipping under the foot of the figurine and rolled the wood underneath until it detached. Then I sanded the base to make it perfectly flat.

Ho preparato diversi soldatini.

I made several soldiers.

Per aggiungere qualche dettaglio, ho deciso di fare una bandoliera bianca. Non essendo molto brava con i pennelli, ho tagliato delle striscioline di carta abbastanza sottili. Ne ho incollato una parte dalla spalla al fianco opposto. Volendo si potrebbe darla girare anche sul retro.

To add some detail, I decided to make a white bandolier. I’m not very good at painting, so I cut thin strips of paper. I’ve glued a part starting from one shoulder to the opposite hip. If you wish, you can turn it also on the back.

Poi ho incollato una striscia di carta tutta attorno alla vita per fare la cintura.

Then I glued a strip of paper around the waist to make the belt.

I soldatini nella loro uniforme sono pronti. Allineati nella loro scatola fanno proprio una bella figura.

 The toy soldiers in their uniform are ready. Aligned in their box they look really good.

Per la realizzazione della scatola ho usato il legno di una confezione di un formaggio francese. Il legno è abbastanza sottile da essere in scala per i soldatini.

To make the box I used a wooden packaging of a French cheese. The wood is thin enough to be on scale for the soldiers.

Con cautela ho staccato il bordo usando un leva graffette.

Carefully I detached the border using a stapler remover.

Ne ho tagliato un pezzo ed ho appoggiato i soldatini sul legno per stabilire la misura della base della scatola. Poi l’ho tagliato usando il cutter ed un righello di metallo come guida.

La mia base misura 19 mm x 14 mm.

I cut a piece of wood and I put the soldiers on it to determine the size of the bottom of the box. Then I cut the piece using a cutter and a metal ruler as cutting guide.

The bottom of my box measures 19 mm x 14 mm.

Ho poi tagliato una striscia di legno alta 5 mm per il bordo della scatola. Ho ricavato i due lati corti, larghi come la base. I miei bordi corti misurano 14 mm x 5 mm.

Ho incollato i bordi al fianco della base e non sulla base, così i bordi della scatola sono puliti, senza giunture visibili.

Then I cut a 5mm high strip of wood for the border of the box. I made two for the short sides. They are as wide as the base. Mine measure 14 mm x 5 mm.

I glued the edges to the side of the base and not on the base. So the borders of the box are clean and there are no visible joints.

Il bordo più lungo è sulla parte frontale della scatola e copre lo spessore dei bordi laterali. Ogni mio bordo lungo misura 21 mm x 5 mm.

The long borders are on the front of the box and cover the thickness of the side borders. Each of my long side measures 21 mm x 5 mm.

Qui si vede bene che i bordi sono stati incollati a fianco della base e a filo del fondo.

Here you can see that the borders are glued to the sides of the base, flush to the bottom.

Per applicare la colla vinilica ho usato uno stuzzicadenti, che mi ha permesso di prenderne la giusta quantità e metterla esattamente dove volevo per coprire bene tutti i bordini, senza sbavare.

To apply the vinyl glue I used a toothpick. This allowed me to take the right amount of glue and to spread it only where I wanted, to cover all the sides of the border without smudging.

La scatola è quindi pronta.

So the box is ready.

Per il coperchio ho ritagliato un rettangolo dello stesso legno, grande come la scatola compresi i bordi.

For the lid I used the same wood. I cut a rectangle as big as the box, including the borders.

Il coperchio deve coprire completamente la scatola ed arrivare a filo del bordo.

The lid must completely cover the box and be flush to the border.

Per far sì che il coperchio si incastri nella scatola, ho ritagliato due piccole stecche, grandi come il coperchio meno due volte lo spessore del bordo. Ogni stecca misura 19 mm x 1 mm x 1 mm.

To make the lid stuck to the box, I cut two small sticks. They must be as large as the lid less two times the thickness of the boarder. Each stick measures 19 mm x 1 mm x 1 m.

Le ho incollate sull’interno del coperchio a 1 mm di distanza dei bordi.

I glued them to the inner side of the lid, leaving a gap from the borders of 1 mm.

Una volta calzato il coperchio sulla scatola, questo si incastra e non si muove, rimanendo serrato.

Once the lid is put on the box, it fits perfectly. It doesn’t move and stays closed.

Infine ho stampato l’etichetta, che troverete più avanti. L’ho ritagliata ed incollata sul coperchio. Ora la scatola è pronta per accogliere i soldatini. Poi potrà essere incartata in una bella carta e sistemata sotto l’albero di Natale.

Finally I printed the label. You will find it later. I glued the label on the lid. Now the box is ready for the toy soldiers. Then it can be wrapped in a nice paper and put under the Christmas tree.

Nel passato i giochi erano confezionati sia in scatole di legno che in cartone. Per questo ho creato anche una scatola per i soldatini di carta.

In the past, toys were packed in both wooden and cardboard boxes. So I also designed a paper box for the toy soldiers.

Potete scaricate il pdf qui insieme all’etichetta per la scatola di legno. Ho stampato e ritagliato la scatola ed il suo coperchio.

You can download the pdf here, together with the label for the wooden box. I printed and cut  out the box and its lid.

Ho piegato i bordi aiutandomi con una lama dritta (qui vi mostro come). Questo metodo permette di imprimere una piega diritta e pulita.

I bent the edges. To get a perfect and neat crease, I used a straight blade (here I show you how I do it). 

Poi ho steso la colla sulle linguette. Li ho pressati bene insieme, aiutandomi con la punta di uno stuzzicadenti pulito, così d’arrivare bene dentro agli angoli.

Then I applied the glue to the flaps and pressed them together. With the tip of a clean toothpick I reached inside the corners.

La scatola di carta è così pronta.

The paper box is now ready.

 

Augurandovi Buone feste a Voi ed alle Vostre famiglie, Vi lascio con Il soldatino di stagno, la fiaba che Hans Christian Andersen scrisse nel 1838 e che racconta le disavventure di un coraggioso soldatino con una gamba sola, innamorato di una ballerina di carta.

C’erano una volta venticinque soldati di stagno, tutti fratelli tra loro perché erano nati da un vecchio cucchiaio di stagno. Tenevano il fucile in mano, e lo sguardo fisso in avanti, nella bella uniforme rossa e blu. La prima cosa che sentirono in questo mondo, quando il coperchio della scatola in cui erano venne sollevata, fu l’esclamazione: «Soldatini di stagno!» gridata da un bambino che batteva le mani; li aveva ricevuti perché era il suo compleanno, e li allineò sul tavolo.
I soldatini si assomigliavano in ogni particolare, solo l’ultimo era un po’ diverso: aveva una gamba sola perché era stato fuso per ultimo e non c’era stato stagno a sufficienza! Comunque stava ben dritto sulla sua unica gamba come gli altri sulle loro due gambe e proprio lui ebbe una strana sorte.

Il resto della fiaba potete continuare a leggerlo qui

Wishing you Merry Christmas to you and your families, I leave you with The steadfast tin soldier, the fairy tale written by Hans Christian Andersen in 1838. It tells the misadventures of a brave soldier with only one leg, in love with a paper ballerina.

There were once twenty-five tin soldiers, who were all brothers, for they were cast out of one old tin spoon. They held their muskets, and their faces were turned to the enemy; red and blue, ever so fine, were the uniforms. The first thing they heard in this world, when the cover was taken from the box where they lay, were the words, “Tin soldiers!” A little boy shouted it, and clapped his hands. He had got them because it was his birthday, and now he set them up on the table. Each soldier was just like the other, only one was a little different. He had but one leg, for he had been cast last, and there was not enough tin. But he stood on his one leg just as firm as the others on two, so he was just the one to be famous.

You can read the rest of the story here

Calendrier de l’Avent 2017

Questo progetto fa parte del Calendrier de l’Avent 2017 organizzato da Joc, che ringrazio di cuore per aver inserito anche quest’anno un mio tutorial nel suo bellissimo calendario.

Se non l’avete ancora fatto, andate alla pagina del Calendario dell’Avvento e scoprite, giorno dopo giorno, tutte le sorprese che sono celate dietro alle finestrelle numerate.

This project is part of the Calendrier de l’Avent 2017 organized by Joc. Many thanks for including also this year my tutorial in her beautiful calendar.

If you haven’t done it yet, go to the Advent Calendar page and discover day after day all the surprises that are hidden behind the numbered doors.

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