Buon compleanno Dada!

Buon compleanno Dada!!!

Tanti baci dalla tua mamma

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Happy birthday Dada!!!

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Miniature del Polimi 2017 – Miniatures by Polimi 2017

Ad Aprile si sono svolti a Milano il Salone del Mobile, la più grande fiera del settore al mondo, ed il Fuorisalone, una serie di eventi dedicati all’arredamento, ai complementi d’arredo, all’illuminazione ed al design che animano diversi quartieri cittadini, diffondendo un’energia particolare in città.

Tutti gli anni visito varie esposizioni. Mi interessano soprattutto i giovani e le scuole di architettura e di design, perché le loro istallazioni sono sperimentali, creative e meno istituzionali.

In April, the world’s largest furniture  fair, Salone del Mobile, takes place in Milan. At the same time the Fuorisalone animates several districts with a series of events dedicated to furnishings and lighting, spreading a particular energy across the city.

Every year I visit various exhibitions. I’m particularly interested the installations made by young people and schools of architecture and design because they are experimental, creative and less institutional.

Gli eventi del Fuorisalone sono spesso ospitati in spazi particolari e visitabili solo in occasioni eccezionali, come Palazzo Litta. La sua facciata è uno degli esempi più significativi del barocco lombardo. Un imponente scalone di marmo porta al piano nobile. Qui sono ancora ben conservati saloni con tappezzerie settecentesche, camini in marmo, stucchi dorati, specchi, lampadari, i pavimenti in seminato e le maniglie d’ottone con lo stemma del casato.

The Fuorisalone events are often hosted in special places that can only be visited on exceptional occasions. This is the case of Palazzo Litta. Its facade is one of the most significant examples of Lombard baroque. An impressive marble staircase leads to the noble floor. Here the halls are well-preserved with eighteenth-century tapestries, marble fireplaces, gilded stuccoes, mirrors, chandeliers, Venetian mosaic floors and brass handles with the family crest.

Completa questo elegante e storico edificio nel centro di Milano un piccolo teatro. Recentemente è stato restaurato ed ora è il più antico in attività a Milano.

Quest’anno, in occasione del Salone, sul podio erano esposti degli ambienti in miniatura realizzati dagli studenti del primo anno della Laurea Magistrale della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

Part of this elegant and historic building is also a small theater. It has recently been restored and now it’s the oldest in Milan that is still working.

This year, during the Salone, the podium hosted an exhibition gathering miniature models made by the master students of the School of Design of the Politecnico di Milano.

via moscapartner.it

La piccola mostra, intitolata L’estetica del dramma, è il risultato di un workshop curato dai docenti Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Francesca Balena Arista .

I ragazzi in questo laboratorio concettuale si sono confrontati con un tema ideologico ed astratto, cosa inusitata per chi si occupa di design, ed hanno trasformato in progetto le loro considerazioni sulla realtà degli uomini e della società.

Guardare il mondo ed il presente, descriverlo con atteggiamento professionale e ricercare una nuova drammaturgia sono non solo un esercizio creativo, ma anche un modo nuovo di fare un progetto.  

Gli studenti hanno lavorato in gruppi ed hanno realizzato 13 modelli in scala 1:10, rappresentando con grandi  capacità scenografiche e narrative le contraddizioni profonde della nostra esistenza.

The small exhibition, entitled The Aesthetics of the drama, is the result of a workshop curated by the teachers Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Francesca Balena Arista.

During this conceptual workshop the students faced an ideological and abstract theme and turned their considerations on the reality of men and society into a project. This is unusual for the design sector.

Observing the world, describing it with a professional attitude and searching for a new dramaturgy is not just a creative exercise, but also a new way of making a project.

The students worked in groups and made 13 models in 1:10 scale, representing with great scenographic and narrative capabilities the deep contradictions of our existence.

Monumento ai caduti

di

Michela Funari, Viola Incerti, Giovanni Mastrangelo e Gabriele Milanese

“Sentirsi più vivi mettendo a rischio la propria vita, per vincere la noia quotidiana, la monotonia e l’indifferenza che ci circonda. Gli Icaro moderni di questa generazione attraverso pratiche estreme sfidano il fato e sprezzanti della propria superiorità saltano nel vuoto.

Monumento ai caduti è il progetto che celebra  ricorda questa volontà di sentirsi vivi, di lasciare il segno e a volte anche la vita stessa.”

Monument to the fallen

by

Michela Funari, Viola Incerti, Giovanni Mastrangelo e Gabriele Milanese

“Feeling more alive by putting your own life at risk, overcoming daily boredom, the monotony and the apathy that surround us. The modern Icaros of this generation challenge the fate through extreme practices and disliking their superiority, they leap in  the dark.

Monument to the fallen is the  project that celebrates reminds of this will to feel alive, to leave a mark and sometimes even the life itself.”

Mi passi Mario?

di

 Seda Ayvazyan, Alexia Gomez, Francesca Lo Coco, Aleksandra Stosic

“Il nostro caro defunto diventerà terra, che diventerà albero, che diventerà utensile di legno: avrà una seconda vita da oggetto.

Sarà semplice o complesso, scarno o decorato, dalle fattezze legate alla sua storia da vivo.

Il suo spirito animerà l’oggetto e rimarrà per sempre al nostro fianco.”

May I please speak to Mario?

by

 Seda Ayvazyan, Alexia Gomez, Francesca Lo Coco, Aleksandra Stosic

“Our dear deceased will become earth, which will become tree, which will become a wooden tool: it will have a second life as an object.

It will be simple or complex, bare or decorated, with features related to its history, when it was alive.

His spirit will animate the object and will stay forever at our side.”

Sovrumani silenzi

di

di Alberto Argento, Eleonora Teruzzi, Valentina Trentarossi, Jessica Vetere

“Un luogo sterminato e desolato, drammatico testimone del trionfo delle tenebre sulla vita. Tutto ciò che era è passato e l’uomo sembra non farne più parte. Un sentiero impercettibile, nell’oscurità della morte, risveglia l’individuo dal torpore quotidiano.

L’uomo è così costretto ad affrontare quei sentimenti e pensieri sulla fine ultima che è solito rifuggire. Ed è qui, nel territorio dei sovrumani silenzi, che comprende appieno l’essenza del vivere.”

Superhuman silences

by

di Alberto Argento, Eleonora Teruzzi, Valentina Trentarossi, Jessica Vetere

“An endless and desolate place, a dramatic witness to the triumph of darkness over life. Everything that was, now is past and the man seems to be no longer part of it. An imperceptible path, in the darkness of death, awakens the individual from the daily torpor.

The man is so compelled to deal with those feelings and thoughts on the ultimate end that he usually spurns. And it is here, in the territory of the superhuman silences, that he fully understands the essence of living.”

Memoria zero

di

Silvia Chiarolanza, Giulia Gavettini, Camilla Maffi, Erica Tugnoli

“Memoria zero. Memoria di un mai esistito, mai creato. Istante stesso in cui una possibilità si traduce in negazione, in cui il procinto della vita coincide con la fine stessa.

Potenziale e assenza si fondono, antipodi si incontrano.

Un luogo per commemorare ciò che c’era.”

Zero memory

by

Silvia Chiarolanza, Giulia Gavettini, Camilla Maffi, Erica Tugnoli

“Zero memory. The memory of a never existed, never created. The very same instant in which a possibility leads into negation, in which the beginning of life coincides with its end.

Potential and absence melt together, antipodes meet.

A place to commemorate what was there. “


L’ultimo tocco

di

Sara Consonni, Elisabetta Menghetti, Maria Josè Rivadeneira, Davide Rizzetto

“Il tempo scorre inesorabile e lascia la sua traccia su tutto ciò che tocca: lento, pelle, carta, senza alcuna differenza. Tutto si evolve, invecchia e muore, ma a volte è difficile confrontarsi con i cambiamenti.

Se è facile accettare che il tempo segni gli oggetti e li artefatti esaltandone la bellezza, non lo è altrettanto con il proprio aspetto. Così una fine drammatica diventa l’unico strumento per sfuggire alla bellezza che svanisce al corpo che decade. Scegliere il momento della propria fine è una manifestazione di libertà e di consapevolezza.”

The last touch

by

Sara Consonni, Elisabetta Menghetti, Maria Josè Rivadeneira, Davide Rizzetto

“Time runs inexorable and leaves its mark on everything it touches: slow, skin, paper, without any difference. Everything evolves, ages and dies, but sometimes it is difficult to face the changes.

If it’s easy to accept that time marks objects and artifact by exalting their beauty, it’s not the same as our own appearance. So a dramatic end becomes the only instrument to escape the vanishing beauty of the body that decays. Choosing the moment of our end is an expression of freedom and awareness. “

Aleph

di

Francesca Frea, Sophia Massarini, Margherita Sblano, Anna Sedino

“Aleph è la trasposizione verticale del labirinto di Borges, simbolo di un lungo e intricato percorso che porta al centro. L’uomo arriva al centro e realizza che principio e fine coincidono e coesistono.

Aleph racchiude coincidenze e contrasti, tra caos e ordine, tra pieno e vuoto, tra il dramma e la sua sospensione.”

Aleph

by

Francesca Frea, Sophia Massarini, Margherita Sblano, Anna Sedino

“Aleph is the vertical transposition of the Borges labyrinth, a symbol of a long and intricate path leading to the center. The man arrives at the center and realizes that beginning and end coincide and coexist.

Aleph encloses coincidences and contrasts, between chaos and order, between full and void, between drama and its suspension. “

 

Ultimo atto

di

Greta Gobbo, Claudia Lauretta, Ilaria Mazzetti, Valentina Zangari

“L’individuo nasce dotato di emozioni vere e sentite ma l’esperienza della vita porta a tramutarle in qualcosa di falso e distaccato.

E’ tutto dettato esclusivamente dal gesto della formalità che affonda le sue radici nella società in cui viviamo specchio di banchetto drammatico e opulento. L’evento diviene una vera e propria messinscena dove gli invitati al convivio sono gli attori principali dello spettacolo mentre il defunto passa in secondo piano confinato nel retroscena.”

Last act

by

Greta Gobbo, Claudia Lauretta, Ilaria Mazzetti, Valentina Zangari

“The individual is born with real and felt emotions, but the experience of life leads to transmuting them into something fake and detached.

It’s all dictated exclusively by the gesture of formality that is rooted in the society in which we live, mirror of a dramatic and opulent banquet . The event becomes a veritable mis-en-scene where the invited to the convivium are the main actors of the show while the deceased is overshadowed in the backstage. “

Effimero eterno

di

Léo Taiariol, Melania Vicentini, Emiliano Zito

“L’effimero eterno permane indefinitamente nel tempo.
È riconducibile al concetto di eternità o di continuità.
Rappresenta sia lo spazio costruito sia il rapporto che viene a crearsi tra questo e gli individui.
È uno spazio ambivalente che ingloba il centro commerciale e il cimitero.
Risulta un luogo di smarrimento in cui i prodotti sugli scaffali si confondono con le lapidi.
Oggi, una mondanità senza fine vive, l’effimero eterno.”

Eternal ephemeral

by

Léo Taiariol, Melania Vicentini, Emiliano Zito

“The eternal ephemeral remains indefinitely over time.
It can be traced back to the concept of eternity or continuity.
It represents both the built space and the relationship created between this and the individuals.
It’s an ambivalent space that combines the mall and the cemetery.
It’s a place of bewilderment where the products on the shelves are blended with the tombstones.
Today, an endless worldliness lives, the eternal ephemeral. “

Requiem

di

Elisa Bianca Bonomi, Giulia Calabretta, Vittoria Canapini, Elisa Fallani

” Requiem è un elogio alla bellezza di ciò che è stato distrutto.

E’ un progetto in cui si racconta di una quotidianità congelata nel suo ultimo respiro, fatta portavoce di memorie e morte. Una vetrina di vittime lascia intravederne il contenuto; lastre incise diventano un elemento di proseguimento di ciò che è rimasto del palazzo.

Spazio bianco, impronta di una catastrofica meraviglia, in grado di arrestare il tempo suscitando la più forte emozione che l’animo sia capace di provare:

il sublime.”

Requiem

by

Elisa Bianca Bonomi, Giulia Calabretta, Vittoria Canapini, Elisa Fallani

“Requiem is a praise to the beauty of what has been destroyed.

It’s a project that tells of a frozen daily life in his last breath, made up of memories and death. A showcase of victims lets you see the content; Engraved plates become an element of continuation of what remained of the palace.

White space, a catastrophic wonder, capable of stopping the time, generating the strongest emotion the soul can test:

The sublime. “

Thanatophobia

di

Caterina Betti, Ambra Borin, Linda Giusti

“Le giornate sembrano essere sempre terse quando non sorgono preoccupazioni; la mente è tranquilla e capace di ragionare. Poi qualcosa  cambia. Una notizia alla radio, una catastrofe. Un articolo sul giornale, un attentato. Il senno comincia a mancare e le ansie invadono la testa. Angosce che diventano paure. Paure che diventano fobie. Tutto cambia; muta la percezione delle cose che ci circondano. Tutto cambia in un attimo. E dal sentirsi liberi, ci si ritrova intrappolati nelle proprie paure.”

Thanatophobia

“The days seem to be always clear when no worries arise; the mind is quiet and capable of thinking. Then something changes. A radio news, a catastrophe. An article in the newspaper, an attack. The mind begins to fail and the anxieties invade the head. Distress becomes fear. Fears that become phobias. Everything changes; it changes the perception of things around us. Everything changes in a moment. And when you feel free, you find yourself  trapped in your own fears again. “

Implodo

di

Marco Zuccheri, Sivia Pannone

“Il declino di un individuo non rimane solo un fenomeno puramente fisico, ma spesso può essere anche un aspetto del proprio sentire.

L’implosione è la rappresentazione più vicina al malessere che si genera in un individuo, che lo logora dall’interno e lo porta a chiudersi sempre più in se stesso. Un vuoto, una voragine incolmabile che impedisce la vita e si spegne nel silenzio verso il cento della terra.”

Implode

“The downfall of an individual is not just a purely physical phenomenon, but it can often also be an aspect of one’s own feelings.

Implosion is the closest representation to the malaise that is generated in an individual, which wounds him from the inside and brings him closer to himself. A void, an unbridgeable abyss that prevents life and extinguishes in the silence towards the earth’s center. “

Anestètica

di

Geovanny Fernando Carignani, Davide Ceriani, Luca Cotini, Govanni Rossetti

“Il concetto di morte si è trasformato col tempo, e con esso il rapporto emozionale nei confronti della morte stessa: uno stato di ambivalenza fra una temporanea empatia ed una sorprendente indifferenza.

La tragedia viene esposta e spettacolarizzata dalla telecamera divenendo così un’esperienza mediatica, artificiale, distaccala ma allo stesso tempo quotidiana.

Sono nati nuovi luoghi di pellegrinaggio, nuovi santuari, e altrettanti contenuti mediatici accessibili a chiunque.”

Anesthetic

“The concept of death has changed over time, and with it the emotional relation to death itself: a state of ambivalence between a temporary empathy and a surprising indifference.

The tragedy is exposed and sensationalized by the video camera, and so it becomes a media experience, artificial, distant, but at the same time a routine.

New pilgrimage sites, new sanctuaries, are borne and as much media contents which are accessible to anyone. “

 

VIXI

di Michela Iacovelli , Fanny Mariette, Giulia Pozzi

“Al momento del decesso di una persona è come se tutto intorno a noi si bloccasse in quell’attimo eterno. Una traccia pesante e materica rimane e solca le nostre vite.

I calchi di gesso riproducono gli ambienti interni di una casa in cui l’uomo, ormai cumulo di ossa, giace per sempre avvolto da teli impolverati.

Qui fu un uomo.

Scrisse. Lesse. Disegnò. Parlò.

Si arrabbiò. Progettò.

Il suo ricordo resterà

impresso nelle pietra.

Qui visse. Qui giace.”

VIXI

“When a person dies, it’s as if everything around us is blocked in that eternal moment. A heavy and material trace remains and cuts through our lives.

Plaster casts reproduce the interior of a house in which the man, now a pile of bones, lies forever wrapped in dusty cloths.

Here was a man.

He wrote. He red. he draw. He spoke.

He got angry. He made projects.

His memory will remain

engraved in the stone.

Here he lived. Here he lies. “

Spero che questa mostra sia piaciuta anche a voi. Con le miniature si possono ricreare atmosfere diverse, ma anche esprimere pensieri e magari guardare dentro noi stessi.

Tradurre i testi che accompagnavano le opere non è stato facile. Vi chiedo quindi scusa per gli errori.

I hope you liked this show, too. With miniatures you can recreate different atmospheres, but also express thoughts and maybe look into yourself.

It wasn’t easy to translate the texts explaining the works. So I apologize for the mistakes.

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Damigiane – Carboys and demijohns

In una cucina ottocentesca non possono mancare le damigiane per conservare vino, distillati, olio d’oliva o per la fermentazione e la preparazione casalinga di birra, sidro ed aceto.

In a kitchen from the nineteenth century you will always find carboys or demijohns to store wine, spirits, olive oil or for homemade fermentation and the making of beer, cider and vinegar.

dadasdollhouse_damigiane

La particolarità di questi recipienti di vetro è la forma panciuta, il collo stretto e corto e l’intreccio di vimini che li rivestite completamente. 

La damigiana senza vimini protettivo è detta “nuda”. Un tempo era realizzata in vetro verde soffiato a bocca. Per questo i boccioni presentano irregolarità ed imperfezioni come bolle d’aria imprigionate nel vetro e forme leggermente asimmetriche .

These glass containers have a round shape, a narrow, short neck and are completely wrapped in weaved  wicker.

Once, the bottle was made of hand blown green glass. It therefore shows irregularities and imperfections, such as air bubbles and slightly asymmetrical shapes.

L’impagliatura è realizzata in vimini, il materiale che si usa per realizzare i cesti. Si ottiene dai giovani getti dal salice (salix viminalis) che sono molto lunghi, diritti, resistenti e flessibili allo stesso tempo. Esistono diverse tipologie di vimini che vengono usate per l’intreccio: quello grezzo e quello semilavorato. Nel primo caso ai rami di salice viene lasciata la pelle. Sono leggermente più difficili da usare, ma hanno un bel aspetto rustico e profumano. Quelli semilavorati sono invece rami decorticati. I rami possono essere usati interi o spaccati e possono avere diverse colorazioni naturali.

Quelli bianchi si ottengono scortecciando i rami pieni di linfa, che poi vengono essiccati al sole. Questa lavorazione può esser fatta solo una volta all’anno, a Maggio quando la pianta è in piena germogliazione.

La lavorazione per ottenere rami rossi può essere eseguita tutto l’anno. Li si lascia seccare con la corteccia e li si spella solo dopo averli fatti bollire diverse ore.  Il tannino conferisce un bellissimo colore ramato.

The wicker covering the demijohn is the same used for baskets. It’s made from the young willow shoots (Salix viminalis), which are very long, straight, strong and flexible at the same time. There are different types of wicker that can be woven: the raw and the semi-finished rods. In the first case the willow branches have their skin. They are slightly more difficult to weave, but they have a nice rustic look and smell good. Semi-finished twigs are stripped branches. They come as whole or split rods and may have different natural colors.

The white ones are obtained from decorticated branches full of sap, which are let to dry in the sun. This process can be done only once a year, in May when the plant is in full germination.

Red branches can be produced throughout the year. The rods are dried with their bark and peeled only after they have been boiled for several hours. The tannin lends them a beautiful reddish color.

via bootlebooks.com

Nella produzione delle damigiane il vimini viene intrecciato direttamente attorno alla bottiglia, rivestendola completamente. I bottiglioni più grandi sono invece messi dentro a delle ceste con il fondo rinforzato da una tavola di legno. L’intreccio viene poi ripreso dal bordo e fatto proseguire fino al collo. A volte il rivestimento può essere fatto con  assicelle di legno di castagno.

A seconda della dimensione della damigiana i manici possono essere realizzati in vimini o legno o con una semplice corda e rendono facile lo spostamento ed il versare il liquido. 

La produzione di damigiane continua anche ai giorni nostri. Oggi il vetro è principalmente trasparente, la forma della bottiglia viene data meccanicamente per mezzo di stampi ed i cesti sono molto spesso di plastica.

In the production of carboys, wicker is woven directly around the bottle, wrapping it completely in. Larger flagons are put in baskets with a reinforced bottom made with a wooden board. The weaving continues then by hand up to the neck. Sometimes the demijohn can be completely covered with chestnut laths.

Depending on the carboy’s dimension, handles can be made of wicker or wood or rope. They make it easy to move, transport or pour the liquid.

The production of demijohns production continues also our days. Today the glass is mostly transparent, the shape is casted and the baskets are often made of plastic.

Caravaggio – particolare de’ Il riposo durante la fuga in Egitto (1595-1596), Galleria Doria Pamphilj, Roma – via wikipedia

Al termine damigiana vengono attribuite diverse origini, alcune curiose. L’etimologia tradizionale fa derivare la parola dal francese “dame-jeanne”. Tradotto letteralmente significa “signora Giovanna”, probabilmente alludendo scherzosamente alla forma tondeggiante della donna. Anche in altre lingue questo recipiente è chiamato in modo simile. Damajuana, in spagnolo, mentre in inglese la parola si è trasformata in “demijohn”, ovvero “mezzo Giovanni”.

Altri fanno risalire questo termine ad un aneddoto. Si racconta che nel ‘300 Giovanna I d’Angiò, regina di Napoli, mentre si trovava ad Avignone, in Provenza, fu sorpresa da un temporale e cercò riparo nel laboratorio di un vetraio. Lui per lo stupore soffiò con così tanta forza dentro alla bottiglia che stava preparando da creare un boccione enorme e panciuto. In onore della visita della sovrana l’artigiano volle dare al bottiglione il nome “Reine Jeanne“, Regina Giovanna appunto, ma la regina suggerì di chiamarla più modestamente “Dame Jeanne”.

 Ma il nome potrebbe derivare dall’arabo “damagan” o fare riferimento alla città persiana Damaghan, famosa per le sue vetrerie.

The Italian name for carboy is “damigiana“. This word may have different origins and some of them are peculiar. The traditional etymology traces it back to the French “dame-jeanne“. Literally translated it means “lady Jane“, probably referring to the rounded shape of the woman. In other languages like Spanish, the noun for this container has a similar sound and is called “damajuana”. In English the word has become “demijohn“.

Others trace the term back to an anecdote. In the 14th century  Giovanna I d’Angiò, Queen of Naples, was  staying  in Avignon, in Provence. One day the queen was surprised by a storm and she sought shelter in the workshop of a glassblower. He was caught by surprise and  blew with such a force in a bottle to create a huge round flask. In honor of the queen’s visit, the craftsman called the big bottle “Reine Jeanne“, namely Queen Joanne, but the sovereign modestly suggested the name “Dame Jeanne“.

However the name could derive from the Arabic word “damagan” or refer to the Persian city Damaghan, which was famous for its glassworks.

Ghirlandaio – particolare della Nascita di Giovanni Battista – Ciclo di affreschi (1485-1490), Cappella Tornabuoni Santa Maria Novella – Firenze – via wikipedia

Sebbene ci siano testimonianze di contenitori di vetro rivestiti di papiro usati dagli antichi egizi, le prime damigiane risalgono al ‘300. Durante il Medioevo si diffuse infatti l’uso di contenitori in vetro per conservare i liquidi. Malgrado il costo ancora abbastanza elevato, esse sostituirono in parte i recipienti di terracotta. Venivano prodotte in diverse dimensioni. Le più grandi erano utilizzate per spostare ed immagazzinare vini ed olii, mentre le più piccole erano destinate all’uso finale nelle case. Una damigiana di vino copriva il fabbisogno mensile di una famiglia. La capacità varia dai 5 a 54 litri.

Nell’Ottocento, con lo sviluppo dei trasporti via mare e via terra, la damigiana trovò un ampio impiego. La sua diffusione era dovuta al costo ragionevole del vetro. Questo materiale la rendeva poi un contenitore igienico, perché facilmente lavabile. L’impagliatura aveva una doppia funzione. Da un lato riparava dalla luce il vino e l’olio, che essendo liquidi sensibili avrebbero potuto deteriorarsi o irrancidire. Dall’altro proteggeva il bottiglione dagli urti.

Although there is evidence of glass containers covered with papyrus used by the ancient Egyptians, the first carboys date back to the 14th century. During the Middle Ages the usage of glass containers for storing liquids became more frequent. Despite the high costs, demijohns replaced in part the terracotta containers. They were produced in different sizes. The largest were intended for shipping and storage of wines and oils. While the smaller ones were destined to end user. A carboy of wine covered the monthly requirements of a family.  The capacity varies from 5 to 54 liters (1 to 16 gallons).

In the nineteenth century, with the development of ground and sea transportation, the carboy found a wide use. At that time glass had reached a reasonable cost. The container is hygienic and easy to clean. The wicker has a double function. On one side it protects the fragile bottle from impacts. On the other the weaved twigs insulate from light. Wine and olive oil are extremely sensitive liquids and can quickly deteriorate or turn rancid. For this reason the demijohn are complitely covered up to the collar.

via marie claire maison, francese

Negli anni ’60 in Italia, l’uso delle damigiane vede nuovamente una forte diffusione con la l’acquisto del vino sfuso direttamente dal contadino. E’ il periodo del boom economico e molte famiglie possiedono un’auto. In autunno ci si reca quindi in campagna per acquistare il vino dal produttore che lo vende appunto in damigiana. 

Ancora oggi le damigiane vengono utilizzate per la vendita del vino sfuso, soprattutto di quello biologico. Il boccione di vetro è invece molto ricercato come elemento decorativo e complemento d’arredo.

Ma ora passiamo alle nostre damigiane in miniatura.

In Italy during the 60s, the purchase of bulk wine directly from the farmer is very popular. The diffusion of carboys increases gain. It’s the economic boom period and many families own a car. In autumn they drive to the countryside to buy directly from the wine producer  who sells his wine in demijohns.

Today carboys are still used to sell bulk wine, especially organic. The glass flagons are used as decoration.

But now we go on with our carboys in miniature.

 

 

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Per realizzare il bottiglione delle nostre damigiane abbiamo usato gli stantuffi dei dispenser di sapone liquido ed in particolare la parte che contiene la molla e che si trova subito sotto il tappo.

To make the bottle of our carboys we took the plunger of the liquid soap dispenser. In fact we made the flagon with the part containing the spring, located just below the cap.

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Le forme di queste “bottiglie” possono leggermente variare da stantuffo a stantuffo.

The shapes of these “bottles” may slightly vary from plunger to plunger.

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Chi come noi crea miniature riutilizzando pezzetti e pezzettini è abituato a smontare e riciclare. Lo stantuffo ha diverse parti che si possono recuperare a partire dal tubicino di plastica. Questo lo si stacca molto facilmente, semplicemente sfilandolo.

Il passo successivo è tagliare il cilindro di plastica. Per questo abbiamo usato il coltello grosso del pane che ha un bel seghetto. (foto 1)

E’ importante segare stando molto vicino al tappo, così da non accorciare troppo la parte che fungerà da bottiglia. Bisogna anche fare attenzione a non rovinare la lama del coltello con la molla di metallo che si trova al centro del cilindro di plastica. Il taglio va quindi fatto incidendo con pazienza tutto attorno, facendo girare il pezzo (foto 2)

Si ottengono così diversi pezzi. Partendo da sinistra: la parte a forma di bottiglia, la pallina, la molla ed un pezzo che non sappiamo ancora come riutilizzare (foto 3).

Il pezzo che a noi interessa per questo progetto è quello nella foto 4.

Those of us who create miniatures with bits and pieces, are used to take objects apart and to recycle. The plunger has several parts that can be reused starting from the plastic tube. It very easy to detach it. Just pull it.

The next step is to cut the plastic cylinder. We used a large bread knife because it has a strong serrated blade. (Photo 1)

It’s important to cut very close to the cap, otherwise the bottle will be too short. Inside the pump there is a metal spring that could damage the blade.  So we carefully incised all around the plastic cylinder avoiding to go directly through it. (Photo 2)

We got several pieces. Starting from the left: the bottle-shaped part, the ball, the metal spring, and a piece that we don’t know jet how to use it. (Photo 3)

For our actual project we need the piece shown in picture 4.

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Per prima cosa abbiamo pareggiato il taglio passando il fondo della “bottiglia” diverse volte sulla carta vetrata.

Per chiudere il fondo della bottiglione abbiamo usato un foglio di acetato trasparente, ricavato da qualche imballaggio. Abbiamo steso la colla vinilica sul bordo inferiore della bottiglia e l’abbiamo poi appoggiato sull’acetato. Non ha importanza se ci sono sbavature di colla, perché una volta asciutta diventa trasparente.

Dopo che la colla ha fatto presa, abbiamo rifilato il bordo con una forbice eliminando  l’acetato eccedente.  

First we made the bottom of the “bottle” even. For this reason we passed it several times on a piece of sandpaper.

To close the flagon we used a sheet of clear acetate from a packaging. We applied the glue on the edge of the bottom and we placed the bottle on the acetate. It doesn’t matter if the glue smudges, because once dry it becomes transparent.

When the glue had set, we eliminated the excess sheet with a scissors by cutting flush with the bottom.

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Alcune “bottiglie” presentano delle protuberanze alla base del collo, che si possono facilmente eliminare con una lima.

Some “bottles” have bumps at the base of the neck. They can be easily removed with a file.

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Quando la colla ed il fondo erano ben asciutti, abbiamo iniziato ad impagliare. Abbiamo usato del filo di lino acquistato l’anno scorso a Miniaturitalia. Può andare bene anche dello spago sottile.

When the glue and the bottom were dry, we started to cover the bottle with wicker. We used linen thread. We bought it last year at Miniaturitalia. A thin twine works as well.

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Abbiamo iniziato ad avvolgere il filo formando un disco. Per tenerlo insieme abbiamo usato la Tacky glue, perché è un po’ più densa del Vinavil. L’abbiamo spalmata solo su un lato per lasciare pulito quello che rimane visibile. Bisogna procedere con pazienza, perché la colla non fa subito presa e se si lascia il disco troppo preso, si disfa.

We started to wind the thread forming a disk. To hold it together we used Tacky glue, because it is a bit more dense than Vinavil. We spread it only on one side. The other side  should stay clean, as it will be on the outside and will be visible. We had to procede with patience, because the glue doesn’t immediately set and the disk can easily go apart.

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Ottenuto un disco quasi grande come il fondo della bottiglia, abbiamo applicato abbondante colla direttamente sul fondo di plastica.

When the disk was almost as big as the bottom of the bottle, we applied a generous amount of glue directly on the plastic bottom.

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Abbiamo appoggiato il disco di filo sul fondo, centrandolo, ed abbiamo tenuto il tutto insieme fino a quando si sono incollati.

We pressed the disk made with the thread on the bottom, centering it. We held them until they stuck together.

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Abbiamo continuato ad avvolgere il filo attorno al disco, facendolo ben aderire contro la plastica del contenitore.

We continued to wind the thread around the disk, making it stick to the plastic container.

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Una volta riempito il fondo, abbiamo fatto svoltare il filo sulla parte verticale della bottiglia ed abbiamo proseguito giro dopo giro, tenendo il filo ben teso. Abbiamo proceduto con calma, applicando la colla sulla plastica e facendo attenzione a non lasciare fessure tra i vari giri di filo. Appena possibile eliminavamo la colla eccessiva che fuoriusciva tra i fili.

Once filled the bottom, we turned the thread on the vertical part of the bottle. We applied glue to the plastic and we proceeded slowly layering the thread up. We continued twisting it tightly around the bottle and taking care not to leave gaps between the various turns of the threads. As soon as possible we removed the excessive glue that passed through the cord.

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Seguendo le forme della bottiglia, abbiamo proseguito e rivestito anche una parte del collo.

Per i manici abbiamo attorcigliato lo stesso filo ed ho ottenuto una cordicella. La tecnica per fare un cordoncino potete trovarla nel nostro post dedicato alla paperella da trainare.

We continued following the shape of the bottle until we covered also a portion of the neck.

For the handles we made a cord by twisting the same thread. You can find how to make it in our post dedicated to the pull along duck .

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A questa damigiana abbiamo applicato un manico ad ansa, semplicemente incollando un giro di corda intorno alla base del collo e fissando l’altra estremità vicino alla base della bottiglia.

To this carboy we applied a single handle by simply pasting the rope around the base of the neck and gluing the other end near to the base of the bottle.

Ad un’altra damigiana abbiamo semplicemente incollato un giro di corda intorno alla base del collo, creando un occhiello come maniglia.

To another carboy we simply glued the rope around the base of the  neck and made a loop for the handle.

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Per poter applicare due manici bisogna invece procedere in modo diverso con il rivestimento. Una volta arrivate a 3 mm sotto il collo della bottiglia ci siamo fermate. Per ogni manico abbiamo formato con la cordicella una “U” ed abbiamo incollato le due estremità dei manici alla plastica. Appena la colla ha fatto presa abbiamo  proseguito con i giri di corda attorno alla bottiglia passando sopra la base dei manici.

Arrivate  all’inizio del collo della bottiglia abbiamo passato il filo dall’altro lato dei manici ed abbiamo proseguito con i giri di corda attorno al collo della bottiglia, lasciando libera la parte superiore dei manici.

In order to apply two handles, we had to proceed in a different way. We covered the bottle with the thread. Once we reached 3 mm below the neck of the bottle, we stopped. We formed for each handle a “U” with the cord and we glued the two ends of the handles to the plastic. As soon as the glue had set, we continued with the rope wraps around the bottle passing over the base of the handles.

When we reached the beginning of the neck of the bottle, we passed the wire on the other side of the handles and we continued to wrap the rope around the neck of the bottle, leaving the upper part of the handles free.

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Un’altro modo per rivestire le bottiglie è quello d’iniziare ad incollare il filo di lino partendo dal collo.

Another way to cover the bottle is to begin to glue the linen thread starting at the neck.

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Dopo aver ricoperto il collo con il filo, abbiamo incollato i due manici alla plastica nella parte alta della bottiglia e li abbiamo poi bloccati con i seguenti giri di filo.

First we wrapped the thread around the neck with. Then we glued the two handles to the plastic at the upper sides of the bottle. We halted them with the following cord wraps.

Abbiamo proseguito con rivestimento fino a ricoprire completamente il fondo della bottiglia.

We continued to wrap the bottle until we coved completely the bottom of the bottle.

I manici di questa damigiana li abbiamo fatti con un filo semplice, mentre nel modello precedente avevamo usato il cordoncino.

The two handles of this second carboy ware made with a simple thread and not with a twisted cord, as we did for the first demijohn.

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Naturalmente per poter conservare al meglio il prezioso contenuto, la damigiana deve essere provvista di un tappo. Noi abbiamo usato un vero tappo di sughero.  Ne abbiamo tagliato una fetta alta 3 mm.

In order to preserve the precious content, the carboy must have a cap. We used a real cork. We cut a 3 mm thick slice.

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Con l’aiuto del cutter abbiamo sgrossato la forma e poi l’abbiamo arrotondata usando la carta vetrata.

With a cutter we rough-cut the form and then we rounded it with the sandpaper.

Per ora abbiamo realizzato 4 damigiane, ma sicuramente ne serviranno altre. Per identificare il contenuto o la data nella quale è stato preparato, abbiamo preparato delle etichette in bianco da scaricare, stampare ed appendere con un cordino al collo della damigiana. Le trovate qui.

Currently we have created four carboys, but definitely we will need more. To identify the contents or the date on which it has been prepared, we made some blank tags to download, print and tie to the neck of the carboys. You can find them here.

Qui di seguito abbiamo raccolto i link ai tutorials di altri miniaturisti che hanno realizzato damigiane. Cliccate sulle foto per accedere ai vari siti.

Below we have collected links to tutorials of other miniaturists who made carboys for the dollhouse. Click on the photos to access the various sites.

Soile Minit

Pequeñas cosas

via nacekomie.ru

Jicolin – Miniatures & doll’s houses

Jicolin – Miniatures & doll’s houses

pieni talo, suuri maailma

Le damigiane in miniatura che seguono non sono provviste di spiegazioni, ma sono molto particolari e possono magari servire come spunto.

The following carboys in miniature have no tutorials, but are really particular and perhaps can be taken as inspiration.

CDHM Artisan Cristina Minischetti, IGMA Fellow

Studio E Miniatures

via 1717mk miniatures and creatures

Se volete acquistare delle damigiane già pronte, qui sotto potete trovare alcuni pezzi in vendita.

In Italia l’arte del Presepe è molto diffusa ed è particolare quella napoletana. Le damigiane sono un oggetto tipico di queste ambientazioni. Per questo motivo molti dei pezzi sotto elencati sono venduti proprio dai negozi specializzati nella vendita di accessori per presepi.

If you would like to buy readymade carboys, below can you find some pieces for sale.

In Italy the making of Nativity scenes is really popular and it is a form of art, particularly in the Region of Naples. The carboys are a typical item that can be found in these displays. For this reason many of the pieces listed below are sold in shops specialized in accessories for Nativity scenes.

Cose di un altro mondo su Etsy

Cose di un a loro mondo su Etsy

TemptingMiniatures su Etsy

miniatureVictoriya su Etsy

Karon Cunningham Miniatures

Carlotta Rossi su Ebay

Campanile Presepi su Ebay

Campanile Presepi su Ebay

Campanlie Presepi su Ebay

holyart.it

holyart.it

Rose Wholesale

mondopresepi.com

misshobby.com

mondopresepi.com

Presepi Donato Forgetta su artesanum .com

10.4.2017 – aggiornamento del post con l’aggiunta delle foto di due damigiane realizzate da Cinzia Milella e Fabiola.

10.4.2017 – post update with the addition of the photos of two carboys made by Cinzia Milella and Fabiola.

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Il pianoforte di Lea – Lea’s piano

Il piano realizzato da Lea

Il pianoforte realizzato da Lea – the piano made by Lea

Sicuramente tra tutti i tutorial che abbiamo condiviso, quello del pianoforte non è tra i più semplici. Per questo è un grande piacere vederlo realizzato da altri miniaturisti.

Ecco la versione di Lea, molto ben riuscita. Lei l’ha adattato alla sua casa moderna. Non ha quindi realizzato i candelieri. Il nostro tutorial è stato anche migliorato con l’aggiunta della rifinitura in “ottone” del foro della pedaliera.

Ora il suo pianoforte occupa una posizione centrale nel suo salotto. Ottimo lavoro!

Surely among all the tutorials that we shared, the piano is not the simplest. So it is a great pleasure to see it made by other miniaturists.

This is Lea’s version. It is well done. She adapted it to her modern house. So she didn’t add the candle sconces. She also improved our tutorial by adding a finishing touch to the opening for the pedals by adding a gilded frame.

Now her piano is in a central position in her living room. Good job!

willahelmiina.blogspot.it

willahelmiina.blogspot.it

Lea è molto creativa e nel suo blog condivide non solo le immagini della sua casa della bambole, dell’arredamento e degli accessori, ma anche tanti tutorial interessanti, ideati da lei.

Lea is very creative and on her blog she shares not only the pictures of her dollhouse, furniture and accessories, but also many interesting tutorials, designed by her.

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Ecco qui invece i link alle quattro parti del nostro tutorial, pubblicate nel 2013, che spiegano la realizzazione del pianoforte. Si inizia con la prima parte introduttiva.

Here you can find the links to all four parts of our tutorial for the piano that we published in 2013. We start with the first part, an introduction.

dadasdollhouse_3234La seconda parte con la realizzazione della cassa.

The second part with the making of the case.

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 La terza parte con la realizzazione della tastiera.

The third part with the making of the keyboard.

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La quarta ed ultima parte con la realizzazione dei candelabri, della pedaliera e della finitura.

The fourth and last part with the making of the candle sconces, the pedals and the finishing.

il pianoforte di Eemaiva - Eemaiva's piano

il pianoforte di Eemaiva – Eemaiva’s piano

Nel 2014 anche Eemaiva di Dollhouse Casablanca aveva realizzato una bellissima versione in bianco del nostro pianoforte per la sua casa delle bombole. Potete leggere il post qui

Se anche voi avete creato qualche oggetto seguendo i nostri tutorial e vi fa piacere mostrarcelo, potete inviarci una foto e noi la pubblicheremo sul nostro blog. 

Un caro saluto a Lea ed a tutti voi, cari amici!

In 2014 also Eemaiva showed on her blog Dollhouse Casablanca a beautiful white version of our piano that she made for her dollhouse. You can read the post here.

If you too have created some object by following our tutorials and would like to show them, please send us a picture and we will publish it on our blog.

Greetings to Lea and to all of you, dear friends!

OakBranchOrnaments-GraphicsFairy1

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Auguri! – Best wishes!

Dada ed io Vi auguriamo Buon Natale ed un Sereno 2017!

Dada and I wish you a Merry Christmas and a Happy 2017!

OakBranchOrnaments-GraphicsFairy1

 

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Il baule dei ricordi – The trunk of memories

dadasdollhouse_6904Ben ritrovati a questo speciale conto alla rovescia verso il Natale. Anche quest’anno partecipiamo con un nostro progetto al Calendario dell’Avvento organizzato da Joc, che è diventato un’allegra ricorrenza!

L’oggetto che abbiamo preparato, è il baule. Lo si può trovare nelle soffitte. Magari contiene vecchi ricordi di famiglia. Nella camera dei bambini può servire per tenere in ordine i giochi. Un tempo veniva usato anche come bagaglio. I viaggi erano lunghi ed avvenivano in carrozza o nave. Ci si trasferiva per lunghi periodi e si portava il proprio guardaroba con sé, che prevedeva diversi cambi d’abito e vestiti voluminosi.

Welcome back to this special countdown to Christmas. Also this year we are participating with a project in Joc’s Advent Calendar, which has become a cheerful recurring event!

We have prepared a trunk. It can be found in attics, storing old family memories. It  can be used to keep toys organized in the nursery. Formerly it was used as luggage. Trips were made by carriage or boat and people used to move for long periods. So they brought their wardrobe with them that provided many changes of clothes and bulky dresses.

Girl Inspecting Her Hope Chest - by Poul Friis Nybo, c. 1900 - via wikipedia

Girl Inspecting Her Hope Chest – by Poul Friis Nybo, c. 1900 – via wikipedia

La storia del baule risale all’antichità, quando fungeva da contenitore per la biancheria, i vestiti ed i documenti. Le future spose vi conservavano il corredo. Era una semplice cassa di legno con il coperchio piatto, o leggermente curvo, così da poter essere facilmente impilato durante i viaggi sul carro o in barca. Poteva essere decorato da pitture o intagli. Durante il medioevo venne usato anche come forziere per contenere denaro e preziosi.

The history of the trunk dates back to antiquity, when it served as a container for linen, clothes and documents or as hope chest with the bride’s quilts, embroidered table and bed linen and towels. At first it was a simple wooden box with a flat or slightly curved lid, so it could be easily stacked on cart or boat. It could be decorated with paintings, inlays or carvings. During Middle Ages it was also used as a treasure chest for money and valuables.

Legacy Trunks

Legacy Trunks

A partire dal Seicento venne principalmente usato come bagaglio. Un nobile a quell’epoca viaggiava con 30 fino a 40 bauli. L’esterno poteva essere rivestito di pelle, velluto o lamine metalliche ed essere ornato da ferri e borchie. Con lo sviluppo dei mezzi di trasporto, il baule divenne più semplice. La bombatura del coperchio si accentuò verso la fine dell’Ottocento. Si pensa che fosse richiesta da chi voleva far sistemare il proprio bagaglio sopra tutti gli altri, evitando così che si rovinasse.

Starting from the 17th century trunks were used primarily as baggage. An aristocrat at that time traveled with 30 up to 40 trunks. The exteriorwas covered with leather, velvet or metallic foils and adorned with irons and studs. With the development of transportation, the trunk became more simple. Towards the end of the 19th century the lid got more rounded. It’s believed that dome top trunks were more requested, as they had to be put on top of the luggage stacks, preventing them to get ruined.

Baule anni '20 - Fratelli Prada

Baule anni ’20 – Fratelli Prada

L’interno del baule da semplice contenitore, rivestito di carta, si trasformò con il tempo. Vennero inseriti, secondo necessità, divisori, cassetti, vassoi, scomparti e appenderie. Il baule divenne un vero guardaroba da viaggio. Quello fotografato qui sopra è datato anni ’20 e misura 137 cm x 55 cm x 55 cm. E’ stato realizzato in legno rivestito di tessuto impermeabile con rinforzi in ferro verniciato e chiusure d’ottone. La targhetta metallica riporta la scritta che identifica il produttore: “Fratelli Prada Milano via Manzoni 19 Valigerie – Oggetti di lusso”.

The interior of the trunk changed over time. From a simple paper coated container, it became an organized space with drawers, trays, compartments, hangers and racks; a veritable travel closet. The trunk in the picture above is dated 1920 and measures 137 cm x 55 cm x 55 cm. It’s made of wood, coated with waterproof fabric with painted iron reinforcements and brass fasteners. A metal plate identifies the producer: “Fratelli Prada Milano Via Manzoni 19 Leather factory – luxury items.”

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Il nostro baule è stato realizzato completamente in cartone. Per la cassa abbiamo usato quello delle scatole dei cereali. Lo spessore del nostro cartoncino è di 1,5 mm. Essendo troppo leggero, abbiamo quindi tagliato il doppio dei pezzi e li abbiamo poi accoppiati. Le misure dei 5 rettangoli, uno per il fondo e 4 per i lati, sono indicate nella foto. Qui trovate le spiegazioni di come lavorare il cartoncino riciclato.

Our trunk is entirely made of cardboard.  We used cereal boxes for the case. The thickness of our cardboard is 1.5 mm. As it is too light, we cut twice as many pieces and then we glued them paired together. The 5 rectangles are: one for the bottom and 4 for the sides. The sizes are indicated in the picture. Here you can find how to use recycled cardboard.

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Come i bauli veri, anche il nostro ha l’interno foderato di carta. Abbiamo scelto quella di Varese, con un disegno piccolo. Questa è la carta che si usa tipicamente per rivestire gli interni dei mobili o dei bauli veri.

Per rivestire più facilmente l’interno del baule, abbiamo applicato la carta al fondo, prima d’iniziare ad assemblare i pezzi.  Per incollare la carta abbiamo usato la colla vinilica. Qui spieghiamo come rivestire con la carta.

In seguito abbiamo incollato i primi due lati sopra la base, a filo del bordo.

The inside of our trunk is lined with paper as the real ones. We chose an original Varese paper with a small pattern. In fact, this kind of paper is typically used to coat the interior of furniture or chests.

The inside of the trunk is small, so we applied the paper to the bottom, before beginning to assemble the pieces. So we were able to work more easily. We pasted the paper with vinyl glue. Here we explained how to apply paper.

We glued the first two sides on the bottom, flush with the edges.

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Poi abbiamo incollato i restanti due lati.

L’interno di questi lati non è da rivestire, perché è nascosto da delle pareti interne supplementari.

Then we glued the remaining two sides.

The interior of these sides is not covered by the paper, because they will be hidden by additional sides.

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Con delle strisce, sempre di cartone riciclato, alte 5 mm abbiamo realizzato i rinforzi che corrono lungo i bordi del baule, come si vede nella foto.

With 5 mm high strips of recycled cardboard, we made the reinforcements that run along the edges of the trunk, as shown in the photo.

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Sul davanti abbiamo ritagliato un pezzo diverso. Nella parte più larga abbiamo incollato la toppa per la chiave a forma di scudetto.

The piece that goes on the front has a different shape. On the widest part, we glued a shield-shaped keyhole for the lock.

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Per facilitare la chiusura del baule, abbiamo costruito delle pareti interne leggermente più alte di quelle esterne, sulle quali va ad incastrarsi il coperchio una volta chiuso. In legatoria questo tipo di chiusura si chiama a gola.

Servono 4 pezzi di cartoncino di spessore semplice. Le misure sono scritte in nero.

Le misure scritte in blu si riferiscono, invece, alle carte per il rivestimento. Sono più lunghe dei cartoni, perché devono rivestire anche un pezzo della parte retrostante.

To make the closing of the trunk easier, we added 4 additional sides, that form an inner rim. They are slightly higher than the outer ones. When the lid is closed, it gets stuck and stays closed.

So we cut 4 cardboard pieces. The measures are written in black. We don’t need a double thickness.

The measures written in blue refer to the paper for the coating. The paper pieces are longer than the cardboard pieces, because they must cover also part of the back.

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Una volta tagliate le carte, le abbiamo incollate ai rettangoli di cartoncino, partendo a filo su un lato e ripiegando la carta eccedente sul retro del cartoncino.

Once cut the papers, we glued it to the cardboard rectangles, starting flush with one side and tucking the excess paper on the back of the cardboard.

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Il coperchio bombato è stato ricavato dal rotolo di cartone che si trova all’interno della carta igienica. Ne esistono di diversi spessori, che variano a secondo della marca. Il nostro era abbastanza robusto: era spesso 2 mm. Nella scelta del rotolo bisogna fare attenzione anche alla superficie, che deve essere omogenea e non presentare evidenti sovrapposizioni o giunture. Prima di tagliare il coperchio abbiamo scelto il lato che presentava meno irregolarità. Il lato lungo misura 7,3 cm.

Per i lati del coperchio, abbiamo usato il cartoncino doppio. Abbiamo incollato i due spessori insieme solo dopo aver tagliato la curvatura. Così, infatti, abbiamo potuto usare la forbice ed essere più precise nel taglio.

Ma prima di tagliare ed accoppiare i lati, abbiamo tracciato sul cartoncino dei lati la curvatura del rotolo. Abbiamo appoggiato la parte curva sul cartoncino ed abbiamo tracciato la sagoma esterna della curvatura. I pezzi dei lati , una volta applicati, devono nascondere e coprire lo spessore del rotolo. Così il lavoro risulta più preciso e pulito.

The domed lid is made with a toilet paper roll. It comes in different thicknesses, depending on the brand. Ours was quite robust: 2 mm thick. Also the surface of the roll is important. It must be smooth as much as possible, without enormous overlapping or joints. Before cutting the roll, we chose the side that had fewer irregularities. The long side measures 7.3 cm.

For the lid sides, we used a double cardstock. We glued the two pieces together only after having cut the curvature. It is easier to trim a simple cardboard piece, rather than a thick one and we could use the scissors for a preciser result.

But before cutting the sides, we had to trace on the cardboard the shape of the roll. We placed the curved part on the cardboard and we traced the outer shape. The lid sides, once glued together, cover and hide the thickness of the roll. This gives a precise and smooth aspect to the trunk.

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Anche per il coperchio abbiamo preferito rivestire i pezzi prima di assemblarli, così da poter lavorare più agevolmente.

Also for the coating of the inside of the lid, we preferred to apply the papers to each piece before assembling them.

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La carta che riveste i lati va a filo del cartoncino, così come quella che riveste la parte convessa.

Una volta rivestiti tutti i pezzi, abbiamo incollato i due lati al coperchio.

The papers covering the sides and the convex part of the lid are flush with the outer edges of the cardboard pieces.

Once all the pieces are coated, we glued all the pieces of the lid together.

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Così si presenta il coperchio una volta assemblato.

Once assembled, the lid looks like this.

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Anche all’esterno del coperchio abbiamo applicato le fasce dei rinforzi, come nella foto, tranne che sul lato delle cerniere.

We applied the same reinforcements also to the lid, as in the picture, excepted the horizontal strip that goes on the back.

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Sul retro del coperchio, ad una distanza regolare, abbiamo incollato tre nastrini direttamente sul bordo esterno del rotolo. Essi fungeranno da carniere. Noi abbiamo riciclato un nastrino segnalibro recuperato da una vecchia agenda. Il nostro era sintetico, così per evitare che si sfilacci, abbiamo fermato i fili passando le estremità velocemente sopra una fiamma. I fili si sono così leggermente sciolti e si sono compattati. Il passaggio  sopra la fiamma deve essere veloce, altrimenti si rischia che prenda fuoco o che si formi un grumo troppo spesso. In alternativa si può passare sul fili dello smalto trasparente per unghie.

Infine abbiamo applicato l’ultima barra di rinforzo al coperchio, nascondendo il punto dove sono incollati i nastrini.

On the back of the lid we glued at a regular distance three ribbon pieces directly on the roll. They will serve as hinges. We recycled a ribbon bookmark that was inside an old agenda. Ours was made of a synthetic fiber. To keep our ribbon pieces from fraying, we burned the edges over a flame. The movement over the fire must be very fast in order to prevent the fabric from catching fire. Alternatively, it’s possible to apply a thin layer of transparent nail polish to the edges of the ribbon.

Finally, we glued the last reinforcement strip to the lid. It will hide the spot where the ribbons are pasted.

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Con degli elastici abbiamo tenuto le fasce di rinforzo in posizione fino a quando la colla si è asciugata.

We kept the reinforcement bands in position with some rubber bands and let them dry.

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Gli elastici sono un ottimo strumento per tenere insieme i pezzi durante l’asciugatura. Si adattano alle forme tondeggianti. Sono forti, senza lasciare però i segni. Nella realizzazione delle miniature possono sostituire i morsetti.

Rubber bands come in handy to hold pieces together during drying. They adapt to the rounded shapes, are strong, but don’t leave marks. They can replace clamps when making  miniatures.

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Abbiamo dipinto il baule di marrone chiaro, un colore che ricorda il legno o il cuoio. Le fasce le abbiamo colorate di nero. Questa combinazione di colori è particolarmente comune. Un altro abbinamento molto usato è il verde e nero. Ma le varianti possono essere molte, anche con carta da parati o stoffa. Come colori abbiamo scelto gli acquerelli, avendo l’accortezza di non bagnare troppo il pennello, che altrimenti farebbe gonfiare ed imbarcare il cartoncino.

Con il senno di poi, sarebbe stato meglio dipingere le fasce di nero, prima d’incollarle. Avremmo lavorato più velocemente e senza correre il rischio di fare sbavature.

We painted the trunk light brown. It’s a color that resembles wood or leather. The reinforcement strips are black. This particular color combination is quite common. Another classical combination is green and black. But there are many possibilities, even with wallpaper or fabric. We used watercolors. The brush must not be too wet, otherwise the cardboard swells and warps.

With hindsight, we should have painted the black strips before glueing them on the trunk. We would have worked faster and without the risk of making smears.

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Per rendere l’aspetto del baule più veritiero, abbiamo incollato sull’esterno delle etichette che testimoniassero i viaggi fatti e gli conferissero un aspetto più vissuto. Se volete utilizzare le stesse nostre, potete scaricarle qui o cliccate sulla foto sottostante.

To make the trunk look more realistic, we pasted luggage labels on the outside. They prove that the owner has traveled and the trunk looks worn out. If you want to use our labels, you can download them here or click on the picture below.

 

dadasdollhouse-etichette-baule

Tra la fine dell’Ottocento e metà del Novecento, gli alberghi di lusso e le compagnie di viaggio usavano incollare un’etichetta sui bagagli dei clienti. Vi annotavano il nome dell’ospite, così da poter facilmente organizzare lo spostamento dei bagagli all’arrivo ed alla partenza .

Con il tempo, da semplici etichette divennero piccole opere grafiche con scritte e disegni sempre più elaborati. Erano un segno distintivo delle società e fungevano da pubblicità. Per il cliente erano uno status symbol, la testimonianza di aver visitato località esotiche e di aver soggiornato in hotel di lusso in un periodo quando viaggiare era difficile e costoso. Le etichette poi scomparvero quando si iniziò ad usare bagagli morbidi.

Between the end of the 19th century and the first half of the 20th century, luxury hotels and transportation companies affixed labels on their customers’ luggage. They jotted the guest’s name, so they could easily organize the transfer of the baggage upon arrival and departure.

Over time, labels became more elaborated with graphic art and ornamental writings. For the companies labels were a hallmark and advertising at the same time. For the traveller they were a status symbol. The proof that they had visited exotic countries and stayed at luxury hotels at a time when traveling was difficult and expensive. Labels disappeared when people started to use soft sided luggage.

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Abbiamo verniciato tutta la superficie esterna del baule con della lacca lucida (noi abbiamo usato il Mod Podge Gloss) ed l’abbiamo lasciato asciugare.

Poi abbiamo infilato le quattro pareti interne all’interno della cassa.

We varnished the entire exterior surface of the trunk (we used Mod Podge Gloss) and let it dry.

Then we put the four interior walls inside the case.

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L’interno risulta perfettamente foderato dalla carta. Abbiamo iniziato ad incollare la partete interna che sta sul davanti della cassa.

The interior is fully lined from the paper. We started to glue the inner wall that is at the front of the case.
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Abbiamo poi incollato le cerniere del coperchio contro la parete interna del retro della cassa.

Su ambo i due lati abbiamo incollato un nastrino più sottile che funge da fermo al coperchio ed evita che questo si apra troppo, rischiando di sforzare le cerniere.

Then we glued the hinges to the inner wall, on the back of the case.

We glued a thinner ribbon on both sides of the case. It prevents the lid from tilting over and tearing off the hinges.

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Abbiamo infine incollato le due pareti interne della scatola al loro posto. L’altra estremità dei nastrini laterali è stato poi incollato sui lati interni del coperchio.

Then we glued the two inner parts of the rim to the sides of the  trunk. We pasted the ends of the ribbons on the inner side of the lid.

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Il baule è così pronto per essere usato. La gola permette una chiusura perfetta.

The trunk is now ready for use. The higher rim allows a perfect closure.

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Qui di seguito abbiamo aggiunto alcuni tutorials per realizzare bauli con materiali e tecniche diversi. Cliccate sulla foto per essere indirizzati alla pagina con le spiegazioni. Vi è anche un baule da stampare e realizzare in carta.

Below we added a few tutorials for making trunks with different materials and techniques. Click on the pictures to be linked to the page with the explanations. There is also a trunk to print and make with paper.

lolyaliminis - wood trunk tutorial

lolyaliminis – wood trunk tutorial

Léa Frisoni - toy chest tutorial

Léa Frisoni – cardboard toy chest tutorial

 

Debbie Dixon-Paver, member CDHM - trunk tutorial

Debbie Dixon-Paver, member CDHM – trunk tutorial

Les miniatures de Frammy - wood chest tutorial

Les miniatures de Frammy – wood chest tutorial

DM Forge - Il baule del tesoro

DM Forge – Il baule del tesoro

printmini - trunks to print in different scales

Small Stuff’s Print Mini – trunks to print in different scales

I bauli che seguono sono delle piccole opere artistiche da ammirare ed eventualmente acquistare.

The following trunks are small artistic works to admire and to purchase.

Kari Bloom - Victorian Humpback Trunk Mahogany burl veneer and hundreds of little nails

Kari Bloom – Victorian Humpback Trunk Mahogany burl veneer and hundreds of little nails

Pat Tyler - Trunk flat top

Pat Tyler – Trunk flat top

Gilles Roche

Gilles Roche – Le coffre d’Emilie

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Reutter Porzellan mod. 1863/0

My little miniature world is big amusement - Louis Vuitton trunk

My little miniature world is big amusement – Louis Vuitton trunk

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Antonio Malacario

Questa è la terza volta che partecipiamo al Calendario dell’Avvento di Joc. Nel 2014 avevamo realizzato le calze di Natale. Nel 2015 avevamo costruito un baciere da mettere nel camino. Dopo una lunga pausa siamo lentamente ritornate con questo progetto a fare miniature. Il baule è stato realizzato per Cristina MR in occasione dello swap per festeggiare il raggiungimento dei 1001 membri del gruppo di miniaturisti italiani su Facebook, Casa di bambola – Miniature e divertimento.

Un abbraccio a tutti ed un grazie speciale a Joc!

This is the third time that we participate in Joc’s  Advent Calendar. In 2014 we made the Christmas stockings. In 2015 we built a fire basket for the fireplace. After a long break we slowly come back to make miniatures with this project. The trunk was made for Cristina MR during the swap to celebrate the 1001 members of the Italian miniaturists Facebook group, Casa di bambola – Miniature e divertimento.

Hugs to all and special thanks to Joc!

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Abbiamo vinto una torta! – We won a cake!

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Nei mesi scorsi non abbiamo lavorato alla nostra casa delle bambole e non abbiamo quindi nuovi progetti da farvi vedere. Abbiamo però partecipato al giveaway organizzato da mmm by Selma Mahmutovic. Selma è un’artista di Sarajevo che crea miniature e bijoux con le paste polimeriche. Se ancora non la conoscete, potete leggere quest’intervista su Daily Mini e visitare la sua pagina Facebook ed il suo negozio Etsy, ma la trovate anche su  Instagram e Flickr.

In the past months we didn’t work on our dollhouse and so we haven’t new projects to show you. But we entered a giveaway organized by mmm by Selma Mahmutovic. Selma is an artist of Sarajevo and she makes miniatures and jewelry with polymer clay. If you don’t know her, you can read an interview on Daily Mini and you can visit her Facebook page and her Etsy shop. But you can find her also on Instagram and Flickr.

 

Il giveaway si svolgeva in contemporanea su Facebook ed Instagram ed in palio c’era una di queste bellissime torte colore pastello.

The giveaway run both on Facebook and Instagram and there was one of these beautiful  pastel cakes to win.

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… e noi abbiamo vinto!

… and we won!

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Dada ha scelto il verde e questa è la torta che Selma ha fatto per noi. Non è bellissima? Mi ricorda le porcellane di Capodimonte.

Dada chose the green color and this is the cake that Selma has made for us. Isn’t it beautiful? It reminds me of Capodimonte porcelain.

Porcellana Capodimonte Majello, composizione floreale - Sabrina Majello - Opera propria - via wikipedia

Porcellana Capodimonte Majello – composizione floreale di Sabrina Majello – via wikipedia

Capodimonte è una località a nord di Napoli. Qui nel 1743 re Carlo III di Borbone e sua moglie Amalia di Sassonia vollero fondare nella loro reggia una manifattura di porcellane per competere con quelle di Meissen e Sèvres e le grandi case regnanti di Germania e Francia.

Essi diedero così inizio alla Real Fabbrica di Capodimonte, la cui produzione fu considerata in seguito addirittura superiore a quella tedesca e francese. Oggi la Reggia è diventata museo e conserva i pezzi più celebri. Ma la tradizione non si è mai arrestata e prosegue oggi con fabbriche artigianali a carattere familiare, che rappresentano un primato d’eccellenza in tutto il mondo.

Il Museo Nazionale di Capodimonte ospita tra l’altro interessanti collezioni d’arte antica ed un appartamento storico. Il sito è ben fatto bene e può essere un’ottima fonte d’ispirazione anche per noi miniaturisti.

Capodimonte is a place in the northern part of Naples. Here in 1743, King Charles III of Bourbon and his wife Amalia of Saxony founded in their palace a porcelain factory. They wanted to compete with the great royal houses of Germany and France and the manufactures of Meissen and Sèvres.

So they established the Royal Factory of Capodimonte. Later the production was considered even of higher quality than the German and French ones. Today the palace is a museum and preserves the most famous porcelain pieces. But the tradition did never come to an end and continues today with family-maneged handicraft factories, representing a record of excellence worldwide.

The National Museum of Capodimonte (Museo Nazionale di Capodimonte) hosts also rich ancient art collections and a historic apartment. The website is well done and it can also be an excellent source of inspiration for miniaturists.

porcellana Capodimonte

porcellana Capodimonte

Oggetti tipici della manifattura di Capodimonte sono, oltre ai servizi da tavola ed il vasellame, la produzione plastica rappresentante animali, fiori, uccelli e figurine. Questi piccoli capolavori vennero utilizzati come soprammobili o come elementi decorativi per arredamenti, in pannelli murali, cornici, colonne e lampadari.

The typical objects of the Capodimonte manufactory are in addition to the tableware and vases, the plastic production of molded animals, flowers, birds and figurines. These small masterpieces were used as ornaments or as decorative elements for furniture, in wall panels, cornices, columns and chandeliers.

Lavorazione di una composizione floreale - Sabrina Majello - Opera propria - via Wikipedia

Lavorazione di una composizione floreale – Sabrina Majello – via Wikipedia

La composizione della porcellana di Capodimonte si differenzia da quelle di Meissen e Sèvres perché non contiene caolino, ma una miscela di varie argille, provenienti principalmente dalla Calabria. Queste, legandosi al feldspato, creano un impasto di grana finissima, facilmente modellabile e dal colore latteo, che permette di ottenere manufatti particolarmente pregiati, dalla consistenza compatta e quasi trasparente, con un’alta resa dei dettagli in miniatura, vedi i pizzi dell’abito della damina nella foto soprastante o i petali dei fiori.

La realizzazione dell’oggetto parte dal disegno, in base al quale viene poi creato un modello in gesso ed un calco. La porcellana liquida viene poi versata nello stampo, eliminando quella in eccesso. Si ottiene così l’oggetto crudo. Prima di procedere alla cottura, il prodotto viene rifinito e levigate le imperfezioni. Se si tratta di composizioni floreali, la porcellana, che a questo stadio è particolarmente tenera, viene plasmata a mano. La prima cottura si effettua ad una temperatura di 1250° C. Si ottiene così il biscuit di porcellana. L’oggetto viene quindi decorato e dipinto a mano. Infine lo si cuoce nuovamente a 750° C gradi per fissare il colore. La superficie si vetrifica e diventa perfettamente liscia.

Capodimonte porcelain differs from Meissen and Sèvres because it contains instead of kaolin a mixture of various clays, mainly from Calabria. These bind to feldspar and create a fine-grained mixture, easily to mold and with a milky color. The result ia a particularly valuable artifact with a compact and almost translucent texture and highly accurate miniature details. See in the photo above the laces embellishing the lady’s dress or the petals of flowers.

The creation of an object starts from a drawing. Then the modeler shapes a prototype and makes a cast. The liquid porcelain is poured into the mold, removing the excess. Before baking the raw object, the product is finished and all imperfections are removed. The floral porcelain compositions are shaped by hand, as the mixture is particularly tender. The first firing is at a temperature of 1250° C degrees. Completed this step the object is called bisque porcelain. Now the artist decorates and paints it by hand. Finally, it is baked a second time at 750° C degrees to fix the colors. The surface vitrifies and becomes glossy and non-porous. The porcelain is now ready.

Salottino di porcellana della regina Amalia – Appartamento Reale 1757-59 ca – photo by Museo di Capodimonte

Salottino di porcellana della regina Amalia – Appartamento Reale 1757-59 ca – photo via Museo di Capodimonte

Un’esempio della maestria degli artisti di Capodimonte è rappresentato dal salottino privato di Amalia di Sassonia nella Reggia di Portici.

E’ in stile rococò, di gusto “chinoiserie” molto in voga nel ‘700. La particolarità di questa stanza sta nell’uso assolutamente inedito della porcellana per creare stucchi ed intagli, in sostituzione del legno utilizzato fino a quel momento. Le pareti dell’ambiente sono infatti interamente rivestite da preziose lastre di porcellana bianca decorate a rilievo con festoni floreali e scenette di vita cinese policromi.

Le lastre di porcellana, spesse 1 cm e fissate ad un telaio di legno, sono interrotte solo dalle porte, dalle finestre e dalle specchiere. Queste ultime hanno cornici di porcellana che riprendono i festoni floreali delle pareti.

Al soffitto è appeso un lampadario a dodici bracci riccamente decorato con figure di animali ed una palma anch’essi in porcellana.

Il boudoir  fu realizzato tra il 1757 ed il 1759 su progetto di un pittore piacentino e vide l’impiego di tutte le maestranze della fabbrica. Mentre per la realizzazione del soffitto in stucco e delle porte in legno vennero ingaggiati artigiani esterni.

Nel 1866 il salottino fu trasferito e riassemblato nel Museo a Capodimonte e nel 1957 fu completato dal soffitto originale in stucco. Purtroppo le porte nel frattempo erano andate perdute. La vista al museo è quindi un’occasione unica per ammirare l’abilità plastica e pittorica degli artisti di Capodimonte.

An example of the mastery of Capodimonte artists is represented by the private sitting room of Amalia of Saxony in the Royal Palace of Portici.

It is in rococo style, with “chinoiserie” decorations that were so popular in the 18th century. The peculiarity of this room is the absolutely innovative use of porcelain to create embellishments, instead of wood. The walls of the chamber are entirely covered with precious white porcelain plates, decorated in relief with polychrome floral festoons and scenes of Chinese life.

The porcelain plaques are 1 cm thick and are attached to a wooden frame. They are interrupted only by the doors, windows and mirrors. They have porcelain frames connected to the floral garlands on the walls.

From the ceiling hangs a twelve arms chandelier, richly decorated with china figures of animals and a palm tree.

The boudoir was built between 1757 and 1759. It was made according to a design  by a painter from Piacenza. All factory workers were employed in this project. While the stucco ceiling and the wooden doors were made by external craftsmen.

In 1866 the parlor was transferred and reassembled in the museum at Capodimonte and in 1957 it was completed by the original ceiling stucco. Unfortunately the doors were lost. The visit at the museum is therefore a unique opportunity to admire the exceptional skills as molder and painter of the Capodimonte artists.

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Qui ancora qualche foto della nostra bellissima torta.

Here a few more pictures of our beautiful cake.

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Qui di seguito invece alcune foto di Selma con qualche dettaglio della lavorazione delle rose.

Here below are some photos made by Selma with details of the making of the roses.

 

Se volete leggere qualcosa di più sulle Ceramiche di Capodimonte e vedere altre foto, vi segnaliamo questo articolo, purtroppo è scritto solo in italiano. 

In questi giorni stiamo preparando una sorpresa per il Calendario dell’Avvento di Joc… e speriamo vi piacerà. Nel frattempo ci trovate sulla nostra pagina Facebook dove condividimo informazioni, link ed articoli interessanti che riguardano il mondo delle miniature.

Un grazie speciale a Selma per la magnifica torta!

If you would like to read something more about Capodimonte porcelains and see more photos, we suggest you this article, unfortunately it’s written in Italian.

These days we are preparing a surprise for the Advent Calendar organized by Joc. We hope you will like it. In the meanwhile we continue to share on our Facebook page information, links and interesting articles regarding the world of miniatures.

Special thanks to Selma for the wonderful cake!

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Buone vacanze – Enjoy your holiday

Recentemente ho partecipato allo swap organizzato dal gruppo FB di miniaturisti italiani, Casa di Bambola – Miniature e Divertimento, per festeggiare il raggiungimento dei 1000 iscritti.

Il tema era: Io vado in vacanza, vuoi venire con me?? Io sono stata invitata da Caterina Milella ad andare in montagna con lei e mi ha inviato questo meraviglioso regalo dalla Puglia.

Con il prezioso aiuto di Dada abbiamo preparato un breve video per mostrarvelo in ogni particolare.

I recently participated in the swap organized by the FB group of Italian miniaturists, Casa di Bambola – Miniature e Divertimento, for the 1000 members celebration.

The theme was: I’m going on vacation, do you want to come with me?? I was invited by Caterina Milella to go to the mountains. So she sent me this wonderful gift from Apulia.

With the invaluable assistance of Dada we prepared this short video to show you every detail.

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Questo è il suo biglietto d’accompagnamento con il pacchettino.

This is her card with the little packet.

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Caterina ama le montagne e mi ha invitata a fare una camminata con lei tra le vette alpine. Per questo ha preparato uno zaino che contiene tutto l’occorrente.

Lo zaino è interamente cucito a mano. E’ stato realizzato in panno, un materiale tipico e robusto con il quale vengono realizzati anche cappelli e calde pantofole. Ha una tasca sul davanti per tenere in ordine tutto quello che deve contenere.

Gli spallacci sono di pelle alla quale è stato applicato del feltro. Questa imbottitura attenua la pressione sulle spalle, perché lo zaino quando è pieno può essere molto pesante.

Anche la maniglia è di pelle, così come il cinghietto per fermare la patella che chiude lo zaino.

Tutte le fibbie sono sono funzionanti e servono a regolare gli spallacci ed il cinghietto.

Catterina loves the mountains and she invited me for a hike in the Alps. Therefor she prepared a backpack with everything we need.

The backpack is completely hand-stitched. It’s made of felt, a traditional and robust material that is also used to make hats and warm slippers. It has a useful front pocket.

The shoulder straps are made of leather combined with felt. This padding reduces the pressure on the shoulders, as the backpack can be very heavy when it is full packed.

The handle is made of leather, as well as the strap of the top lid that closes the backpack.

All buckles are functioning so that the shoulder straps can be adjusted and the top lid closed.

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Nella tasca  anteriore ho trovato la cartina con le strade ferrate. Ha una copertina rigida ed è piegata come quelle vere. Un mazzolino di stelle alpine – nel mondo in scala 1:12 si possono raccogliere a differenza di quello reale – ingentilisce il tutto.

In the front pocket I found the map with the fixed rope routes. It has a hard cover and is bent like the real ones. There was also a bouquet of edelweiss, but beware you can pick them only if they are in 1:12 scale.

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Nella capiente tasca interna c’erano un’utile guida delle Dolomiti e un libro sulle leggende di queste zone. Dentro un sacchetto di carta color avana ho trovato un ricco panino da mangiare a merenda con uova sode, foglie insalata, fagiolini e la tipica Mortandela affumicata della Val di Non.

In the large interior pocket there were a useful guidebook of the Dolomites and a book on the legends of these areas. Inside a brown bag I found a rich sandwich with boiled eggs, salad leaves, green beans and smoked Mortandela, typical could cuts from the Val di Non.

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Siamo quindi pronte a partire per godere le belle montagne, che Caterina ama da quando  ci andava in vacanza da bambina, le Dolomiti.

We are ready to go and enjoy the beautiful mountains. Catherine loves the Dolomites since she was a child and spent her holidays there.

Cima Canali – Dolimiti – foto di Nordavind1709 via wikipedia

Ecco come Caterina descrive la nostra camminata:

“immagina di fare una passeggiata nel bosco con me, ammireremo le stelle alpine, che è vero che non si raccolgono ma si possono fotografare, e di tanto in tanto troveremo un pò di fragoline e di lamponi che sono deliziosi se presi nel sottobosco.. profumo di muschio, di terra umida, di funghi, di abeti bagnati di rugiada… aria frizzantina e tanto silenzio rotto appena dallo scrosciare del ruscello e dal canto degli uccelli! sotto i nostri passi lo scricchiolare dei rami secchi, attutiti dagli aghi di pino caduti e dall’erba fresca… uno spiraglio di luce tra i rami degli alberi fa vedere il cielo azzurro intenso e un raggio di sole che si posa sui tuoi capelli… e io ti faccio una bella fotografia 🙂
poi al termine del sentiero, arrivate in cima alla montagna, ecco la potenza del creato! il panorama a 360° rivela cime di monti ricoperti di folto bosco e roccia rude, che ti insegna ad apprezzare la fatica e a rispettare la natura! la valle si staglia pacifica sotto di noi e ti senti impotente ma meravigliosamente parte integrante di questo universo… e tutti i problemi ti appaiono di colpo insignificanti e la pace entra lentamente nel tuo cuore e ti senti felice!!
…sì, davvero una bella vacanza! e sono felice di condividerla con te 

Un racconto veramente delicato e sensibile. Grazie Caterina!

Here’s how Caterina describes our mountain hike:

“Imagine you would walk into the woods with me, we would talk and admire the edelweiss, it’s true you are not allowed to pick them, but you can take pictures. Occasionally we would find some wild strawberries and raspberries. They are delicious when you pick them in the undergrowth .. the sent of moss, damp earth, mushrooms, dewy wet spruces … The crisp air and lots of silence broken only by the flowing of the stream and the birdsong! Under our feet the crackling of dry branches, muffled by the fallen pine needles and fresh grass … a glimmer of light through the tree branches shows the deep blue sky and a sun beam falls on your hair … and I take a nice picture of you 🙂
Then at the end of the trail, we reach the top of the mountain, here you feel the power of creation! The 360 ° view reveals the peaks of the mountains covered with thick forest and rough rocks, it teaches you to appreciate the effort and to respect nature! The valley stands peacefully below us and you feel powerless and at the same time part of this universe … and all the problems will appear suddenly insignificant and peace slowly enters into your heart and you feel happy !!
… Yes, a really nice vacation! and I am happy to share it with you ❤ “

A really sensitive and delicate story. Thank you Caterina!

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Le foto di Caterina

Cliccate sull’immagine qui sopra per vedere le foto che Caterina ha fatto dei bellissimi oggetti che lei ha realizzato per me.

Per vedere le creazioni delle altre partecipanti allo swap visitate la pagina di FB di Dada’s Dollhouse o cliccate qui per accedere direttamente all’album dedicato a questo swap.

Dada ed io vi auguriamo una buona estate!

Click on the picture above to see the pictures Caterina took of the beautiful miniatures she made for me.

If you would like to see the gifts made by the other participants, you can visit the Dada’s Dollhouse FB page or click here to go directly to the album dedicated to this swap.

Dada and I wish you a nice summer!

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Buon compleanno Dada!

Cara Dada tanti tanti auguri di Buon Compleanno!

Un bacio speciale dalla tua mamma

♡ ♡ ♡

Dear Dada Happy Birthday!

A special kiss from your mom

♡ ♡ ♡

 

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Buon 2016! – Happy 2016!

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Auguri a voi, cari amici! Che l’anno nuovo sia sereno e pieno di mini  🙂

Best wishes to you, dear friends! We wish you a peaceful new year, full of minis  🙂

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Braciere da camino – Fire basket

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E’ con grande piacere che anche quest’anno partecipo con un mio progetto al Calendario dell’Avvento organizzato da Joc. Spero che questo divertente conto alla rovescia, rivolto agli amanti delle miniature fai da te, vi intrighi e che possiate trovare preziosi ed inediti tutorials per arricchire le vostre dollhouses.

Also this year it’s a pleasure for me to participate with one of my projects at the Advent Calendar organized by Joc. This fun countdown is dedicated to those who love DIY miniatures. I hope it will intrigue you and you may find valuable and unpublished tutorials to enrich your dollhouses.

Dietro alla casella numero 8 c’è il nostro braciere da camino. Il focolare acceso, il calore e l’atmosfera di raccoglimento sono tipici di queste giornate invernali. Vediamo quindi come realizzarne uno in miniatura.

Behind number 8 there is our fire basket. The roaring fire, the heat and the intimate atmosphere are typical of these winter days. So let’s see how to make one in miniature.

via tumblr

Il braciere era un oggetto molto in voga nell’era vittoriana ed era posizionato nel camino per contenere i ceppi di legno o il carbone. Molto spesso era in ghisa e per questo riscaldava e manteneva a lungo la temperatura nella stanza.

Traditionally, fire baskets were used in Victorian fireplaces to contain burning wood or coal. They were mainly made of cast iron, that quickly heated and maintained a comfortable temperature in the room.

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Il braciere va sistemato all’interno del camino. Le spiegazioni che seguono si riferiscono a l nostro caminetto e dovranno essere eventualmente modificate ed adattate alle vostre esigenze.

Il nostro caminetto dello studio fa parte dei mobili pre-fustellati, venduti in kit, detti anche puzzle 3D. Il nostro non è molto profondo. E’ quindi assolutamente necessario avere un braciere che contenga la legna e la brace, che altrimenti rischierebbe di rotolare fuori ed incendiare la casa. Sul fondo del camino c’è un rialzo. Noi abbiamo utilizzato questo gradino come sostengo della parte posteriore.

The fire basket has to be placed inside the fireplace. The following explanations refer to our measurement and you might have to modify and adapt them to your needs.

Our fireplace in the study is a pre-die-cut piece, sold as a kit, also known as 3D puzzle. It’s not very deep. So it’s absolutely necessary to have a brazier to contain wood and embers, otherwise they would roll out and set the house on fire. On the bottom of the fireplace there is a step. We used this to support the back side of the fire basket .

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Il materiale che abbiamo usato è il cartoncino riciclato delle scatole dei cereali. Abitualmente lo utilizziamo doppio, così da ottenere uno spessore di 2 mm. Essendo il retro appoggiato al muro non è necessario che sia particolarmente robusto. Per questo pezzo è quindi sufficiente il cartoncino semplice .

Così abbiamo tagliato un solo rettangolo di 26 mm  x 27 mm.

A 7 mm dall’alto abbiamo tracciato una stondatura, aiutandoci con un bicchierino, ed abbiamo lasciato su ogni lato un bordo di 3 mm.

We used recycled cardboard of cereal boxes. Usually we use it double, in order to obtain a thickness of 2 mm. The side on the rear leans against the wall, so it must not be particularly strong. For this piece we used just one layer of cardboard.

So we cut only 1 rectangle of 26 mm x 27 mm.

At 7 mm from the top, we drew a rounded shape, using a shot glass, and we left on each side an edge of 3 mm.

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Ogni lato misura 22 mm x 27 mm. Ne servono 4 pezzi, perché, come detto, per i fianchi abbiamo bisogno di uno spessore più consistente e dobbiamo usare due strati di cartoncino per parte. Una volta tagliati, i pezzi vanno accoppiati ed incollati perfettamente allineati.

Each side measures 22 mm x 27 mm. We needed four pieces, because, as we said, the sides have to be more solid and we had to use two layers of cardboard. Once cut, the pieces were coupled and glued perfectly aligned.

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Con la colla vinilica abbiamo incollato i fianchi al retro, mettendoli a filo della base del fondo.

Poi abbiamo chiuso la base posteriore con 2 rettangoli di 26 mm x 10 mm cadauno, creando il gradino. Abbiamo incollato prima il pezzo verticale e poi quello orizzontale, il cui bordo termina a filo sotto il fondo. Nella foto successiva, sulla destra si vede bene come i rettangoli si incastrino tra loro.

We glued the sides to the back with PVA glue, putting them flush with the bottom of the rear part.

Then we closed the posterior bottom creating the step. We cut  2 rectangles, 26 mm x 10 mm each. First we glued the vertical piece and then the piece that stays horizontally. The edge of this piece terminates flush the lower part of the rear. In the next photo, on the right, you can see how the rectangles fit together.

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Poi abbiamo incollato il fondo anteriore che misura 26 mm x 13 mm.

Then we glued the bottom in the front part that measues 26 mm x 13 mm.

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Siamo passate quindi alla realizzazione del cassettino per la raccolta della cenere. In un primo tempo volevamo creare una griglia, che sarebbe stata più realistica, ma poi abbiamo optato per un rettangolo chiuso, tanto non si sarebbe visto. Abbiamo usato il cartoncino semplice e non doppio. Quindi abbiamo tagliato 1 rettangolo 22 mm x 12 mm per il top del cassettino ed 1 rettangolo 22 mm x 9 mm per il frontale del cassetto.

Come pomello abbiamo usato un dente di una spazzola di legno, opportunamente accorciato, come avevamo già fatto per il cassettoni nella base dello specchio del comò.

Per determinare il centro dove praticare il foro per inserire il pomello, abbiamo tracciato due diagonali, da angolo ad angolo. Nel punto d’intersezione abbiamo fatto un foro leggermente più piccolo del dente di legno e poi vi abbiamo infilato il pomello.

Then we made the drawer to collect the ashes. At first we thought to create a grid. It would have been more realistic. But then we opted for a closed rectangle, no one would see. We used one layer of cardboard for each piece. So we cut 1  rectangle 22 mm x 12 mm for the top of the drawer and 1 rectangle 22 mm x 9 mm for the front of the drawer .

We made the knob from a wooden tooth taken from a brush, as we did for for the drawer in the base of the shaving mirror.   We properly shortened it.

To determine the center of the drawer, we traced two diagonals, from corner to corner. At the intersection point we drilled a hole, slightly smaller than the wooden tooth, and then we inserted the knob.

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Le gambe anteriori sono state realizzate con la parte finale di due spiedini di bambù. Le nostre sono lunghe 35 mm. Gli stecchini che abbiamo usato hanno la sezione rettangolare ed è stato quindi facile incollarli sul davanti del braciere.

Se il vostro camino non ha il gradino sul quale appoggiare la parte posteriore del braciere, dovrete tagliare altre due gambe per il retro. Il legno ha un certo spessore, pertanto dovrete incollarle ai fianchi del braciere, altrimenti il fondo risulterà troppo distanziato dalla parete del camino. Oppure dovrete incollarli sotto il fondo posteriore.

The front legs are made with two bamboo skewers. Our legs are 35 mm long. The sticks have a rectangular section, so it was easy to paste them on the front of the fire basket.

If your fireplace doesn’t have the step to support the back of the fire basket, you will have to cut two more legs for the rear. The wood has a certain thickness, so you’ll have to glue them to the sides of the fire basket or under the rear bottom.

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Per evitare che la legna rotoli fuori dal braciere e permettere al tempo stesso al calore della brace di diffondersi nella stanza, abbiamo realizzato una grata anteriore. Abbiamo tagliato 2 strisce di cartoncino doppio, alte 2 mm e lunghe 22 mm. Poi le abbiamo incollate dall’interno, distanziandole tra loro.

We added a grill to the front, in order to prevent the wood from falling out of the fire basket and at the same time allow the embers to spread their heat into the room. We cut 2 strips of cardboard, 2 mm thick and 22 mm long. Then we pasted them from the inside, leaving some space between each stipe.

 

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I bracieri sono spesso realizzati in ghisa, una lega ferrosa, ottenuta dal trattamento a caldo dei minerali di ferro. I primi tentativi di produzione di questo metallo furono fatti nel bacino del Mediterraneo e risalgono ad oltre 1000 a.C. . In europa questo materiale si sviluppò molto più tardi perché a quel tempo i forni raramente riuscivano a superare i 750° C, una temperatura non sufficiente alla fusione.

Le sue caratteristiche principali sono la grande fluidità alla temperatura di fusione. Per questo è possibile realizzare forme complesse mediante colatura in stampi, a differenza dell’acciaio, che può essere modellato solo con la forgiatura. E’ economica da produrre, resiste all’usura e si dilata poco con il calore. Per questo nel ‘300 si iniziò ad utilizzarla per la produzione di cannoni e palle da cannone. La ghisa tra l’altro trattiene il calore e lo rilascia lentamente, così s’impiegò anche per realizzare stufe, padelle, piastre per i caminetti e più tardi anche per i radiatori. La sua resistenza alla ruggine, la rese interessante per la creare panchine, fontanelle e strutture di ponti.

Il termine italiano “ghisa” deriva probabilmente dal tedesco “Gusseisen” che significa appunto ferro colato.

The fire baskets are usually made of cast iron, a ferrous alloy, obtained by heating iron ore. Early attempts to produce this metal were made in the Mediterranean area and date back to 1000 BC. In Europe this material was developed much later, because at that time the furnace could rarely exceed 750°C and this temperature was below the melting point.

Its main features are the fluidity at the melting point. This makes it possible to pour it into molds and create complex shapes. Steel on the contrary can be molded only by forging it. It’s cheap to produce, has a good wear resistance and expands only a little when heated. For this reason in the fourteenth century cast iron began to be used for the production of cannons and cannonballs. This material also retains the heat and releases it slowly, so it was used for making stoves, pans, back plates for fireplaces and later radiators. Due to its resistance to rust it was also used to produce outdoor benches, fountains and structures of bridges.

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Torniamo ora al nostro braciere. Con due perline abbiamo realizzato i pomoli decorativi in testa alle gambe anteriori.

Infine abbiamo dipinto tutto il braciere usando il colore acrilico metallizzato. Non l’abbiamo diluito con acqua, per evitare che il cartoncino si bagnasse ed imbarcasse. Sono state necessarie 3 o 4 mani, ma il risultato è molto realistico.

Now back to our fire basket.  We added two beads to the top of the front legs, as decorative knobs.

Finally we painted the fire basket using a metallic acrylic color. We didn’t dilute it with water, to prevent the cardboard from warping. It took 3 or 4 hands, but the result is really realistic.

 

Per la serie “non si butta via nulla“, raccolgo qualsiasi pezzetto e scarto che potrebbe tornare utile per fare miniature. Tra questi ci sono le capsule di piombo o stagnola che sigillano le bottiglie di vino. Esse fungono da sigillo, proteggono il tappo da agenti esterni che potrebbero attaccare il sughero, danneggiando il vino ed evitano che l’alcol evapori troppo velocemente.

Tempo fa avevo conservato un pezzo che aveva uno stemma in rilievo che mi era piaciuto. Sapevo che prima o poi avrei trovato il modo di utilizzarlo.

For the series “never throw anything away“, I collect any scrap that might come in handy for making miniatures. Among them there are the tin or aluminium capsules that seal wine bottles. They protect the stopper from external agents that could attack the cork and damage the wine and they prevent alcohol from evaporating too quickly.

Some time ago I kept one piece that had a decorative finish, an emblem printed on relief. I liked it and I knew that sooner or later I would find a way to use it.

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I manufatti in ghisa dell’ottocento erano caratterizzati da decori e l’aquila bicipite trovata sulla capsula mi è sembrata perfetta per la piastra sul fondo del braciere. Così l’abbiamo ritagliata con cura.

In the nineteenth century, the artifacts made of cast iron made had many decorations. The double-headed eagle found on the capsule seemed perfect for the rear of the fire basket. So we cut it carefully out.

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E l’abbiamo incollata al retro, facendo attenzione a non schiacciare i rilievi.

And we glued it to that back, taking care not to flatten the reliefs.

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Questo è dunque il nostro braciere sistemato nel caminetto dello studio. Il passo successivo è stato quello di creare la brace che avrebbe riscaldato con il suo calore l’ambiente.

Per realizzarla ci siamo ispirati alle spiegazioni del Maestro Antonio Malacario. Lui crea elementi decorativi per il Presepe, che dalle sue parti, la provincia di Napoli, ha una grande tradizione. A Settembre aveva organizzato un evento su Facebook, al quale avevo partecipato. Era dedicato alla realizzazione di un braciere. In quell’occasione aveva svelato la sua tecnica per fare la brace.

This is our fire basket placed in the fireplace of the study. The next step was to make the embers to heat up the room.

We took inspiration from the tutorial of Maestro Antonio Malacario. He creates decorative elements for Nativity scenes. This is a great tradition in Naples area, where he come from. In September, he organized an event on Facebook, that I attended. He asked  the participants to build a brazier. In that occasion he revealed his technique to make embers.

Braciere di Antonio Malacario

Il braciere che vedete in questa foto è stato realizzato da Antonio e queste sono le sue istruzioni per fare la brace, che riportiamo letteralmente:

  • Prendi della carbonella e con un martelletto tritala in pezzettini proporzionati alla scena che si vuole realizzare.
  • La miscela ottenuta si mischia con del vinavil poco diluito con l’acqua. La pastura ottenuta si mette nella zona dove si vuole fare la brace, si lascia asciugare. Per fare prima si può usare il fono per capelli.
  • Poi devi comprare della vernice rossa e gialla fosforescente (quella che si usa per i tessuti). Prendi la coda di un pennellino (legno o di plastica ), bagnala nella vernice rosso vermiglione e lambisci la mistura ormai secca. La devi solo sfiorare, l’effetto è quello delle carbonelle con la punta accesa.

The brazier in the picture above was made by Antonio and this is his tutorial for making the embers that we quote literally:

  • Take the charcoal and crumble it with a hammer into small pieces well-proportionated to the scene you are building.
  • Mix the crushed charcoal with PVA glue previously slightly diluted with water. Put the mixture in the place where you want to have the ember and let it dry. To save time you can use a hairdryer.
  • Buy red and yellow phosphorescent paint (the one used for fabrics). Dip the tip of a small brush handle (it doesn’t matter if wood or plastic) into the red vermilion paint and touch lightly the dry charcoal mixture. You have to just skim the bulges. The effect must be that of charcoal with burning tips.

La nostra versione della brace si ispira in parte a quella di Antonio. Prima d’iniziare però abbiamo cercato una foto di un vero fuoco con tizzoni ardenti per poter meglio studiare la distribuzione del colore.

Our version of the embers is partly inspired by Antonio. Before we started, however, we looked for a picture of a real fire to better study the distribution of color.

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Anziché usare il carbone, come suggerito da Antonio, noi abbiamo utilizzato della legna vera. Abbiamo preso dei rami legnosi di lavanda, che avessero il diametro compatibile con quello della legna dar ardere in scala 1:12. Li abbiamo tagliati con le cesoie per dare loro l’aspetto di ciocchi segati e ne abbiamo fatto dei pezzi della misura del nostro braciere. Poi li abbiamo bruciacchiati sulla fiamma dei fornelli di cucina.

Dopodiché li abbiamo impilati ed incollati nella posizione che ci sembrava più realistica.

We used real wood, instead of charcoal as suggested by Antonio. We took woody branches of lavender, which had a diameter compatible with that of firewood in 1:12 scale. We cut them with a pair of pruning shears to make them fit into our fire basket and look like chopped wood. Then we singed them on the flame of the burner in our kitchen.

Then we stacked the pieces of wood and glued them together to make them look realistic.

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Abbiamo spennellato i punti tra i tronchi, dove il calore è maggiore, di acrilico bianco e poi abbiamo aggiunto qualche tocco di rosso vivace.

Una volta asciutto, abbiamo cosparso della vera cenere sul colore e sul legno vicino.

We used acrylic color and painted white the spots between the logs, where the heat is higher. Then we added a few touches of vibrant red.

Once dry, we sprinkled the color spots  and the wood nearby with real ashes.

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Infine abbiamo incollato la pila di legna nel braciere ed abbiamo ricoperto il fondo con altra cenere.

Finally we glued the stack of firewood in the fire basket and we covered the bottom with the other ashes.

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Questo è dunque la nostra versione della brace. Se volete vedere come hanno interpretato questo tema gli altri partecipanti all’evento su Facebook, cliccate qui.

This is our version of the embers. If you want to see how the other participants at the Facebook event have interpreted this theme, click here.

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Con l’applicazione delle carte con la stampa del marmo e dei mattoni, come spiegato nel post Caminetto dello studio, ed ora con l’aggiunta di un braciere, questo semplice camino ha completamente cambiato aspetto ed è diventato un elemento decorativo unico ed originale.

After having covered the fireplace with marble and bricks papers, as explained in the post Fireplace of the study, and now with the addition of a fire basket, this simple fireplace has completely changed it’s look and has become a unique and original decorative element.

CALENDRIER de l'AVENT 2015 Jicolin

Calendrier de l’Avent 2015 – Jicolin

Se anche voi amate costruire le vostre miniature, non perdete le sorprese che si celano dietro le caselle del Calendario dell’Avvento organizzato da Joc.

Vi auguriamo un sereno Avvento!

E per concludere qualche esempio di braciere…

If you love to build your own miniatures, don’t miss the surprises that are hidden behind the doors of Joc’s Advent Calendar.

We wish you a peaceful Advent!

And finally some examples of fire baskets for your inspiration…

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braciere da camino

braciere da camino

 

braciere da camino

braciere da camino

Rococo fireplace – Westland London

victorian fireplace – Westland London

Victorian fireplace – Westland London

 

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Calendari dell’Avvento – Advent Calendars 2015

Anche quest’anno è iniziato il conto alla rovescia verso il Natale. Online ritornano i Calendari dell’Avvento con le loro sorprese. Possiamo ritornare un po’ bambini e con trepidazione attendere giorno dopo giorno di scoprire i piccoli tesori che si nascondono dietro alle 25 porticine.

Il Calendario dell’Avvento organizzato da Joc è diventato ormai una tradizione che ci accompagna da diversi anni. Vi è poi quello spagnolo curato da Matxalen. Tutti offrono tutorial inediti per creare miniature.

Vi è poi il Calendario di Adventskalender Bärenstübli che è dedicato alle printies. Per poter accedere al file bisogna cliccare due volte sul numero.

Dunque ecco qui di seguito i link ai Calendari appena citati. Cliccando sulle immagini sottostanti verrete indirizzati direttamente alle relative pagine con il Calendario.

The countdown to Christmas has started again. The Advent Calendars with their surprises are now online. Like little children, we eagerly wait every day to discover a new small treasure that is hidden behind one of the 25 little doors.

The Advent Calendar organized by Joc has now a long tradition and it’s here again. But there are also and the Spanish Calendar edited by Matxalen. All offer unpublished tutorials for making miniatures.

Then there is the Calendar Adventskalender Bärenstübli which is dedicated to printies. To access the files you need to click twice on the number.

Here are the links to the Calendars mentioned above. Just click on the pictures below and you will be redirected to the related page.

CALENDRIER de l'AVENT 2015 Jicolin

CALENDRIER de l’AVENT 2015 Jicolin

 

 

Calendario de Adviento 2015

 

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Adventskalender Bärenstübli

Vi è poi un progetto natalizio a tappe organizzato da Monika. Nei prossimi giorni posterà sul suo blog, PuNo’ Minis, le spiegazioni in 12 parti per realizzare questo classico albero di Natale dal gusto un po’ nostalgico.

There is also a Christmas project organized by Monika. In the coming days she will post on her blog, PuNo’s Minis, the tutorial into 12 parts for this classic, nostalgic Christmas tree.

PuNo’s Adventskalnder 2015

Purtroppo ci sono due assenti eccellenti, che spero ci sorprenderanno nei prossimi giorni. Mancano infatti il Calendario organizzato da Artisans in miniature e quello dedicato ai libri in miniatura di Tineke. Il sito di quest’ultimo sembra non funzionare del tutto. Peccato….

Sadly there are two excellent absentees. I hope they will surprise us in the coming days. The Calendar organized by Artisans in miniature and Tineke ‘s miniature books. This site doesn’t work at all. It’s such a pity….

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La pizza di Claudia – Claudia’s pizza

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Lavorare con le paste modellabili mi ha sempre incuriosita e quando la bravissima Claudia de’ Le mini di Claudia ha organizzato un corso a Milano, mi sono iscritta.  Il workshop prevedeva la realizzazione di pizza e mozzarelle fresche in FIMO ed ha riscosso un grandissimo successo, tanto che si è dovuto creare due incontri in giornate differenti. Viviana, una amica del gruppo di Facebook Casa di bambola – Miniature e divertimento“, ci ha ospitate, mettendo a disposizione casa sua e viziandoci con una golosa merenda.

Working with polymer clay has always intrigued me. So when the talented Claudia of Le mini di Claudia organized a workshop in Milan, I enrolled. The polymer clay class provided the basics for making pizza and fresh mozzarella in its preserving liquid. The success was huge and the participants had to be divided into two different groups. Viviana, a friend met in the Facebook group “Casa di bambola – Miniature e divertimento“, hosted both classes and she spoiled us with delicious snacks.

Le mini di Claudia – gli ingredienti per il ragù / the ingredients for the classic ragout sauce

Le mini di Claudia – affettati, mozzarelle e fichi / cold cuts with mozzarella cheese and figs

Le due composizioni che vedete in queste foto sono state realizzate da Claudia per il suo negozio Etsy. Le sue specialità sono i cibi in miniatura, principalmente quelli tipici della sua regione, la Puglia. Le pagnotte croccanti e ben lievitate, i frutti succosi, i dolci profumati sono così perfetti da sembrare veri.

Claudia made the two compositions above for her Etsy shop. She is specialized in miniature food, in particular the specialties of her region, Apulia. Her crispy and well-leavened loaves, the juicy fruits, the fragrant sweets are so perfect that they seem real.

Le mini di Claudia – Cucina della Casa nel Cassetto / the kitchen of the unrealized house

Ma Claudia ha molto talento anche nel riprodurre ambienti in scala 1:12 e predilige  piccoli progetti come le room-boxes. La sua attenzione quasi maniacale per i dettagli, la ricchezza di elementi e particolari lasciano a bocca aperta. Da poco più di un anno ha aperto un suo blog dove è possibile ammirare le sue creazioni e scoprire qualche suo segreto. Potete seguirla anche su Facebook.

A Giugno, Blanche ha pubblicato sul suo blog, Diario Vittoriano, un’interessante intervista a Claudia nella quale ci svela qualcosa di lei, delle sue passioni, e del suo modo di creare miniature.

But Claudia is very talented also in reproducing scenes in 1:12 scale. She prefers small projects like room-boxes. Her almost maniacal attention to details and the richness of elements is amazing. Just one year ago she started her own blog where you can admire many of her creations and discover some of her secrets.  You can also follow her on Facebook.

In June, Blanche published an interesting interview with Claudia on her blog, Diario Vittoriano. In this post she tells us something about her, about her passions and her way to make miniatures.

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Le partecipanti al workshop del mio gruppo, Viviana, Pia, Gisella e Marcella di Minicaretti  erano già esperte. Io ero l’unica che non avesse mai usato il FIMO.

Avevo preparato per tutti un piccolo regalo fatto da me, la bilancia da cucina. E’ lo stesso modello che avevo realizzato qualche tempo fa e per il quale avevo postato il tutorial qui sul blog. Questa volta mi sono divertita a fare un piano di marmo differente, per rendere ogni pezzo unico.

The participants in the workshop of my group were Viviana, Pia, Gisella and Marcella of Minicaretti. They are already FIMO experts. I was the only novice.

I prepared a small gift for everyone, a kitchen scale made by me.  It’s the same model I shared with a tutorial here on the blog, two years ago. This time I chose a different marble top for each scale, so every piece was unique.

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Per preparare una pizza in miniatura bisogna procedere come con quella vera. Si inizia dalla base impastandola e stendendola. Il disco non deve superare i 2,5cm di diametro, che corrispondono ai 30cm di quella vera. Con i gessetti le ho conferito un aspetto ben cotto e croccante.

To prepare a miniature pizza you have to proceed as if you would make a real one. First I prepared the base. I kneaded the dough and rolled it out. The disc should not exceed 2.5 cm in diameter. It corresponds to 30 cm of the real pizza. With the chalks I added color, so that it looked well cooked and crispy.
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Poi ho aggiunto al centro la salsa di pomodoro, che in questo caso è composta da pezzetti di FIMO mescolati al FIMO liquido.

Then I added the tomato sauce made with red FIMO pieces mixed with liquid FIMO.

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Qui la piastrella con tutte le nostre pizze.

Here is the tile with all our pizzas.

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Il passaggio successivo è stato quello di aggiungere la mozzarella, il basilico o l’origano ed eventualmente qualche oliva. Ognuno si è ispirato ad un tipo di pizza differente. C’è chi ha usato il formaggio a tocchetti, mente io ho voluto usarlo a fette, come faccio con la pizza vera. Nei punti dove il formaggio era più spesso, ho dato qualche tocco di colore, come se il calore li avesse dorati.

The next step was to add the mozzarella cheese and toppings like basil or oregano and eventually olives. Each participant was inspired by a different type of pizza. Some used diced cheese. I sliced the mozzarella, as I usually do with my real pizza. Where the cheese was thicker, I added a touch of color, as if the heat had burnished some parts.

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La cosa che mi ha stupita del FIMO è la sua consistenza. Si tratta infatti di una pasta molto liscia, che si lascia stendere molto sottile, rimanendo compatta. Questa caratteristica la rende perfetta per creare miniature, perché si possono raggiungere spessori ben proporzionati alle ridotte dimensioni dell’oggetto.

What surprised me about FIMO is its consistency. It’s actually a very smooth dough, that can be rolled out very thin, without crumbling. This characteristic makes it perfect for miniatures, because the thickness of the object is well proportioned to its small size.

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Siamo passati poi alla realizzazione della mozzarella fresca. Questo latticino è un formaggio fresco tipico dell’Italia meridionale. Ne esistono principalmente due tipi, quella di latte di bufala, più saporita, che io preferisco, ed il fior di latte prodotta con latte vaccino.

Then we moved on to the creation of fresh mozzarella. This dairy product is a fresh cheese from southern Italy. There are mainly two types: made from buffalo milk, or from cow’s milk. I personally prefer the first one, because its more tasty.

Il suo nome deriva da “mozzatura”, l’operazione che si compie durante la lavorazione artigianale per separare dall’impasto i singoli pezzi.

La mozzarella può avere diverse forme e dimensioni. Quella classica è tonda. Le pezzature più piccole sono dette bocconcino ed ovolina. Le ciliegine sono ancora più piccole, ma vengono prodotte solo industrialmente. Esistono poi la treccia, il nodino ed il rotolo.

Trattandosi di un formaggio a pasta filata, viene lavorato ad alte temperature. Con 10 litri di latte si ottiene un chilo di mozzarella. La mozzarella da tavola, da consumare fresca, è delicata ed ha una consistenza morbida, leggermente elastica. Quella per pizza è più compatta e contiene meno grassi ed acqua. 

Its name derives from “mozzatura”, the method that the artisans use to separate the individual pieces from the paste. “Mozzare” means “to cut off“.

Mozzarella can have different shapes and sizes. The classic one is the ball. The smaller sizes are called “bocconcino” (morsel) and ovolina (egg-shaped). While the cherry is tinier and is only produced industrially. Other mozzarella shapes are the plait, the knot and the roll.

Since this is a “pasta filata” (stretched-curd) cheese, it is processed at high temperatures. With 10 liters of milk you get a kilo of mozzarella. The fresh mozzarella has a delicate milky flavor and a soft, slightly elastic consistency. The mozzarella used for the pizza is more compact and contains less fat and water.

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Purtroppo non mi ero ricordata di portare un contenitore per sistemare le mie tre mozzarelline con il loro liquido di governo. Così Marcella mi ha gentilmente regalato una delle ciotole fatte da lei. Starà benissimo nella cucina della nostra dollhouse.

Il liquido nel quale si conservano le mozzarelle è chiamato erroneamente latticello, ma in realtà si tratta di una salamoia, una soluzione di acqua e sale. Essa è importante per mantenere la mozzarella fresca. Per assaporarla in tutta la sua fragranza è consigliabile conservarla a temperatura ambiente nel suo liquido. Oltre i 4-5 giorni essa va tenuta in frigorifero fino ad un massimo di 15 giorni.

Unfortunately I hadn’t brought a container for my mozzarella and the brine. So Marcella made me a gift and she gave me one of the bowls she creates. It will look great in our dollhouse’s kitchen.

To preserve the mozzarella it has to be dunk in its liquid. Sometimes its erroneously called latticello (buttermilk), but in reality it is a brine, a solution of water and salt. To savor all the fragrance of this cheese, it is advisable to keep it in its liquid at room temperature. After 4-5 days it must be kept in the refrigerator up to a maximum of 15 days.

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Una volta terminate le pizze e mozzarelle, abbiamo messo tutto a cuocere nel forno. Questa parte rimane per me ancora oscura e credo che non farò subito delle prove a casa. Da un lato non posseggo un piccolo forno dedicato a questi lavori. Dall’altro non so molto sui tempi giusti di cottura ed il mio timore è di bruciare il FIMO e creare fumi tossici. Necessiterà sicuramente un corso di perfezionamento!

After finishing the pizzas and mozzarella, we put everything in the oven. This part is still obscure to me and for the moment I will not try it at home. On the one hand I don’t have an extra oven to use for to this kind of projects. On the other I don’t know much about baking times and I’m afraid to burn the FIMO and create toxic fumes. I definitely need an advanced course!

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Questo è il risultato dopo la cottura. Per essere le miei prime creazioni in FIMO, sono molto soddisfatta.

This is the result after baking. I am very satisfied, considering that this is my first attempt with FIMO.

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Arrivata a casa, mio figlio mi ha fatto trovare pronta per cena una pizza vera, cucinata da lui.  Non trovate anche voi che le mie due mini pizze reggano bene al confronto?

In conclusione desidero ringraziare tutte le nuove amiche per la loro compagnia. Ho passato un pomeriggio veramente piacevole. Non capita spesso a Milano di trovarsi tra miniaturisti e lavorare insieme. Un grazie speciale a Viviana, padrona di casa perfetta. E naturalmente un ringraziamento particolare a Claudia che mi ha fatto ritrovare la voglia di lavorare alla miniature.

That evening, my son surprised me with a real pizza for dinner. Don’t you think that my two mini pizzas hold up well in comparison?

In conclusion I wish to thank all the new friends. I spent a very pleasant afternoon with them. It’s rather uncommon to be meet miniaturists and work together in Milan. A big thank you to Viviana, who was a perfect hostess. And of course special thanks to Claudia who made me rediscover the pleasure of working on miniatures.

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Modella: Mobiletti – Furnishings

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E’ da molto tempo che non pubblico qualcosa sul blog. Purtroppo quest’estate la mia vita e quella della mia famiglia è stata scossa da un grave lutto. E’ improvvisamente scomparso mio papà, una delle persone che sentivo più vicine alla mia anima. Ora sono serena, ma fatico ancora a pensare che non ci sia più.

La vita sta lentamente tornando ai suoi soliti ritmi, ma non riesco ancora a dedicarmi alle miniature. Leggo qua e là in internet, ma lavorare ad un progetto richiede ancora troppa energia per me.

Recentemente mi sono capitati tra le mani questi vecchi mobiletti dall’aspetto “vissuto” e vintage con i quali  io e mia sorella Augusta giocavamo da piccole. Ho cercato quindi informazioni sulla loro origine.

I have been absent for a long time and I didn’t post on the blog for weeks. Unfortunately this summer my life and that of my family has been suddenly shaken. We suffered a grievous bereavement in the loss of my beloved father. He was one of the persons I felt closer to my soul. Now I’m tranquil, but it’s hard for me to believe that he is no longer here.

Life is slowly returning to its usual pace, but I still can’t devote myself to miniatures. I read here and there on the internet. Working on a project still requires too much energy for me.

Recently I found these old and rundown dollhouse furnishings. My sister Augusta and I used to play with them. Their vintage look arouse my curiosity and I decided to look for informations and their origin.

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Ho quindi navigato in internet alla ricerca di qualche notizia su questi mobiletti di plastica in puro stile anni ‘ 60/ ’70. Non è stato facile trovare di che marca fossero, non avendo più le confezioni originali. Con un po’ di pazienza sono riuscita a scoprire che si tratta di giocattoli prodotti dalla ditta tedesca Modella e che sono in scala 1/16.

Io e mia sorella abbiamo frequentato la scuola tedesca a Milano e siamo cresciute bilingue, anche se i nostri genitori erano Italiani. Molti dei nostri libri e giocattoli erano tedeschi. Non so quindi se questi mobili fossero stati acquistati in Germania o se fossero in vendita anche in Italia.

I surfed the internet searching  for plastic dollhouse furniture in pure ’60s / ’70s style. It was not easy to find the brand, because the original packaging was missing. With a little patience I was able to discover that these toys were produced by the German company Modella and that they are in 1:16 scale.

My sister and I attended the German school in Milan and we grew up bilingual even if our parents were Italians. So we had many German books and toys. I don’t know if this furniture had been purchased in Germany or if they were for sale in Italy.

Modella –  via  www.diepuppenstubensammlerin.blogspost.com

Fondamentale nella mia ricerca è stato il sito Die Puppenstubensammlerin, che in tedesco significa la collezionista di case delle bambole. La sua collezione si limita alle case, i mobili e le bambole prodotti in Germania dal 1950 al 1970, anche se tra i suoi oggetti c’è anche un esemplare degli anni venti. Le foto sono raccolte anche in una bella pagina su Flickr, dove immagini tratte da cataloghi e libri completano la retrospettiva.

Un altro sito interessante è Sylvias Puppenhaus, tradotto, la casa delle bambole di Sylvia. Lei colleziona non solo case delle bambole e mobili in miniatura, ma anche bambole, giocattoli e libri per bambini. Nella sua pagina si può trovare qualche cenno storico su alcune case produttrici. Molte di essere erano in Germania dell’Est ed esportavano i loro prodotti in occidente. E’ curioso che dei giocattoli potessero oltrepassare l’impenetrabile Cortina di Ferro.

Fundamental in my research was the site Die Puppenstubensammlerin, translated it means the dollhouse collector. Her collection is limited to houses, furniture and dolls produced in Germany from 1950 to 1970, although she owns also a piece from the twenties. The photos can be found also on her beautiful page on Flickr where she added  images from catalogs and books.

Another interesting site is Sylvias Puppenhaus, Sylvia’s dollhouse. Her collection includes not only German dollhouses and furniture, but also dolls, children’s books and real toys. On her page there is a brief history of different manufacturers. Many of them were in East Germany and exported their products to Western countries. It’s curious that toys could penetrate the impassable Iron Curtain.

Modella – via  www.dollshousespastandpresent.com

Questa pagina in bianco e nero è tratta dal catalogo del 1964 di Hobbies of Dereham , un negozio in Gran Bretagna che dal 1895 vende materiale e kit per costruire modellini e case delle bambole. Si riconoscono perfettamente il nostro tavolo, una delle due seggioline ed il letto.

Sono arrivata a questa immagine tramite il sito Dolls’ Houses Past & Present, dove ho trovato qualche informazione su Modella. La ditta produceva giocattoli di plastica. Aveva sede a Düsseldorf, RFT, ed era stata fondata nel 1955 da Paul Kerkmann.

This black and white catalog’s page is dated 1964 and is from Hobbies of Dereham, a shop in the UK. Since 1895 they sell materials and kits to build scale models and doll houses. Our table, one type of chair and the bed are clearly recognizable.

I discovered this site via the Dolls’ Houses Past & Present, where I found some information on Modella. The company produced plastic toys. It was based in Düsseldorf, FRG, and was founded in 1955 by Paul Kerkmann.

Die Puppenstubensammlerin – via http://www.flickrhivemind.net

I mobiletti per case delle bambole Modella erano disponibili in tre differenti scale ed in diversi colori. Venivano venduti in set – camera da letto, camera dei bambini, soggiorno, cucina, aula scolastica, studio medico, parrucchiere, negozio – o potevano essere acquistati singolarmente. La ditta ebbe grande successo, anche all’estero. Kerkmann morì nel 1969 e la società chiuse nel 1976.

The Modella dollhouse furniture were available in three different scales and colors. They were sold as set – bedroom, children’s room, living room, kitchen, classroom, medical practice, hair salon, shop – or could be bought separately. The company had great success, even abroad. Kerkmann died in 1969 and the company closed in 1976.

Questa foto, che mostra le poltroncine gialle, è stata presa dalla pagina dedicata a Modella sul sito Puppenhausmusem. Si tratta di un museo virtuale che nasce dalla passione per lo stile, le forme ed  il design tipici degli anni ’50 / ’70 e si prefigge di preservare i ricordi d’infanzia e di una cultura tipicamente tedesca.

Se questo stile vi interessa e volete vedere altre immagini che documentino la vita di tutti i giorni nella Germania del miracolo economico e della DDR, sul sito Wirtschaftswundermuseum, il museo del miracolo economico appunto, sono raccolte grafiche tratte da pubblicità, giornali, libri, oggetti e fotografie dal dopoguerra agli anni ’60. Il materiale è suddiviso anno per anno: anni ’30anni ’40;  anni ’50anni ’60. Vi è poi una sezione sullo stile Flowerpower e Pop dell’arredamento degli anni ’70 e sulla DDR in generale con un capitolo interamente dedicato all’arredamento nella Germania dell’Est negli anni ’50.

This photo shows the yellow armchairs and comes from Puppenhausmusem, a virtual museum started from the passion for the style, forms and design of the 50s to 70s and which aims to preserve the memories of childhood and of a typical German culture.

If you like this period and want to see more pictures documenting everyday’s life in Germany during the economic miracle and in the GDR, you should visit the site Wirtschaftswundermuseum. Here you can find graphics from advertisements, newspapers, and books and photos covering the postwar period to the 60s. The material is generally organized year by year: 30s 40s 50s and 60s. Then there are sections dedicated to the Flowerpower, the pop culture and the interior design of the ’70 in FRG and the GDR in general with a page entirely dedicated to the furniture in Est Germany of the 50s.

Modella living room – photo by Naralna on Flickr

Questo salotto con i divanetti gialli è stato fotografato da Naralna. Mi sono divertita a scorrete tra i suoi album su Flickr, perché ci sono diverse ambientazioni con i mobili vintage e le bambole  e sono fotografati come se fossero situazioni vere.

This living room with yellow sofas has been photographed by Naralna. I enjoyed browsing through her albums on Flickr. She takes pictures of vintage furniture and dolls as they where part of real life situations.

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Se desiderate leggere qualcosa di più su Modella vi segnalo questo post su My vintage dollhouses e l’articolo sul sito ed enzine Dolls’ houses past & present. Notizie ed immagini su altri mobili vintage di plastica e le case delle bambole tedesche di quest’epoca, come per esempio quelli della ditta Vero, potete trovarli anche nei blog Call of the Small e Anjas Puppenstubenwelt.

If you would like to know more about Modella, you can read this post on My vintage dollhouses and this article on the website and ezine Dolls’ houses past & present. Additional information and pictures regarding other German vintage plastic dollhouse furnitures, like Vero, can be found also in these two blogs:  Call of the Small and Anjas Puppenstubenwelt.

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Una precisazione doverosa sulla proprietà delle foto usate in questo post. Le foto con il watermark “dadasdollhouse” sono di mia proprietà, mentre le altre foto provengono da diversi siti e sono utilizzate a titolo documentativo. Nella didascalia ho sempre indicato chiaramente l’origine della fotografia e dato credito all’autore. Cliccando sulle foto si accede direttamente al sito dal quale esse provengono. Se i proprietari delle immagini non desiderassero far apparire le loro foto sul mio blog, sono pronta a rimuoverle su loro richiesta.

A necessary clarification regarding the ownership of the photos used in this post. The photos watermarked “dadasdollhouse” are owned by me, while the other photos were taken from different sites and are used only for purpose of documentation. In the caption I always mentioned the origin and gave credit to the owners of the pictures. By clicking on the image you are directed to the source. If the owners of the images do not wish to show their photos on my blog, please contact me and I’ll remove them at their request.

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La lanterna – The lantern

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Innanzi tutto desidero ringraziare a nome di Dada per gli auguri di buon compleanno che le avete fatto pervenire tramite il blog e Facebook. Le hanno fatto molto piacere! 

Il nuovo progetto che vi presentiamo in questo post è una lanterna. Non fa parte dell’arredamento della nostra dollshouse vittoriana ed è forse più adatta ad una casa moderna, ma avevamo bisogno di una piccola divagazione.

First of all I would like to thank on behalf of Dada for the birthday wishes you sent her through the blog and Facebook.  She was very pleased!

The new project in this post is a lantern. It is not part of our Victorian dollshouse furnishings and it is perhaps better suited to a modern home, but we needed a little digression.

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Per realizzare il corpo della lanterna abbiamo utilizzato 4 quadrati di cartoncino, 2cm x 2cm ricavati dalle scatole di cereali e 4 stecchi di legno a sezione quadrata, lunghi 2,5cm. Noi abbiamo usato il legno dei fiammiferi lunghi, quelli che si usano per accendere il camino e che hanno un lato di 2mm.

The body of the lantern is made with 4 squares of cardboard from cereal boxes, measuring 2cm x 2cm each, and 4 wooden sticks with a square section, 2.5cm long. We used the long fireplace matches, that are 2mm wide.

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A due dei quadrati abbiamo eliminato i quadratini agli angoli. La loro misura corrisponde a quella degli stecchi di legno. Questi scarti li abbiamo tenuti perché li abbiamo poi utilizzati come  piedini.

We removed the little squares on the corners of two of the cardboard squares. Their size corresponds to that of the wooden sticks. We put these scraps aside because we used them later as foots.

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Abbiamo accoppiato ed incollato con il Bostik un quadrato senza angoli ad uno intero, ottenendo due elementi che formano la base e la sommità del corpo.

We paired and glued a square without corners to one whole. These form the base and the top of the body.

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In ogni angolo abbiamo incollato uno stecco.

We pasted a stick in each angle.

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All’altra estremità abbiamo incollato l’altro quadrato.

At the other end we glued the other square.

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Il coperchio è costituito da 4 falde a forma triangolare. Alla base misurano 2cm e sono alti 2,3cm.

The lid is made of 4 triangular panels. The base measures 2cm and the height 2,3cm.
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Ad ogni triangolo abbiamo eliminato la punta per creare lo sfiato dal quale, nelle lanterne vere, dovrebbe uscire il calore delle candele.

We trimmed the tip of each triangle to create a hole. In real lanterns it functions as chimney for the heat of the candles.

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Con la carta vetrata abbiamo leggermente assottigliato tutti i lati, così che combaciassero meglio. Poi li abbiamo incollati creando un “tetto”.

We slightly sanded all three sides of each triangle, so that they could fit better. Then we glued them together creating a “roof”.

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L’anello per appendere la lanterna è stato fatto con una striscia sottile di cartoncino. Per arrotondarla, l’abbiamo piegata attorno ad una matita.

The ring for hanging the lantern is made with a thin cardboard strip. To give a round shape, we bent it round a pencil.

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Abbiamo tagliato l’eccedenza della striscia di cartoncino lasciando due lembi alle estremità, che poi abbiamo fissato all’interno del foro, ottenendo un anello.

Sul fondo della lanterna abbiamo incollato i piedini fatti con i quadratini avanzati, posizionandoli ad ogni angolo in corrispondenza degli stecchi.

La lanterna è stata poi completamente dipinta con acrilico bianco.

We cut the excess of the cardboard strip, leaving two flaps at each end. Then we glued them inside the hole and leaving the ring outside.

On the bottom of the lantern we glued the feet made with scraps, placing them at every corner under the wooden sticks.

The lantern was then painted white.

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Il vetro della lanterna è stato ricavato dalle confezioni di plastica trasparente. Non ha importanza se il materiale non è perfettamente liscio e crei delle immagini distorte, perché così assomiglia di più ad un vetro soffiato, anziché ad una lastra industriale.

The glass for the lantern was made from a clear plastic packaging. It doesn’t matter if the material is not perfectly transparent and creates a distorted image, because it looks more like blown glass, rather than an industrial plate.

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Abbiamo ricavato 4 vetri rettangolari, grandi 2,5cm x 1,4cm. Su ogni lato, a 2,5mm dal bordo, abbiamo piegato i lembi che vanno poi incollati agli stecchi di legno. Per creare una piega netta sulla plastica, bisogna incidere leggermente la superficie con cutter e righello, senza trapassarla.

We cut 4 rectangular glass pieces, measuring 2.5cm x 1.4cm each. On both sides of the glass, 2.5 mm from the edge, we folded the flaps. These must then be glued to the wooden sticks. To create a sharp crease on plastic, you have to cut the surface lightly with a cutter and a ruler, without piercing it.

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Abbiamo steso la colla Tacky Glue su ogni lato interno degli stecchi e poi abbiamo infilato i vetri facendo aderire i lembi piegati al legno.

Prima d’incollare l’ultimo vetro e chiudere la lanterna, abbiamo realizzato le candele.

We spread the Tacky Glue on each inner side of the sticks. Then we put the glasses in by joining the folded flaps to the wood.

Before assembling the last glass and closing the lantern, we made the candles.

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Un tempo le candele venivano realizzate con la cera d’api o il grasso animale. A partire dalla seconda metà dell’ottocento si iniziò ad utilizzare il bianco di balena, una sostanza cerosa presente nel capo dei capodogli e in quantità minori nei tessuti grassi delle balene (qui torna alla memoria Moby Dick!), la paraffina che si ottiene dal petrolio, e la stearina ricavata da grassi animali o vegetali.

Noi avremmo potuto utilizzare delle vere candeline, come per esempio quelle che si usano sulla torta di compleanno, ma ce ne sarebbe stata solo una e comunque lo stoppino ci pare fuori misura.  Così abbiamo deciso di realizzare delle candele finte. In passato avevamo fatto delle candele per il pianoforte.

Ora ci servivano più grosse ed abbiamo quindi usato all’interno il legno di uno spiedino. Abbiamo tagliato tre pezzi di diverse altezze. Vi abbiamo poi arrotolato attorno delle striscioline di carta della stessa altezza, fissando la partenza e l’arrivo con della colla vinilica.

Al centro abbiamo praticato un foro con il mini trapano per potervi poi fissare lo stoppino fatto con del filo da imbastitura imbevuto di colla.

Prima però di fissare lo stoppino, abbiamo incollato su un foglio di carta le tre candele una vicina all’atra, nella posizione che più ci piaceva. Le abbiamo poi cosparse di colla vinilica, cercando di creare in certi punti delle gocce, che una volta asciutte avrebbero avuto l’aspetto della cera colata.

In the past, candles were made from beeswax or tallow. Starting from the second half of the nineteenth century they have been made from spermaceti, a waxy substance found in the head cavities of the sperm whale (here Moby-Dick comes back!), paraffin wax which is obtained from petroleum and stearin derived from animal or vegetable fats.

We could have used real candles, such as birthday candles, but the wick seems oversized to me. So we made fake candles. In the past we made candles for the piano.

This time we needed bigger ones. So we used a wooden skewer. We cut three pieces of different sizes. Then we rolled a strip of paper of the same height around them, gluing the beginning and the end of the paper strip.

We drilled a small hole in the center for the wick, that we made with a piece of basting thread soaked in glue.

Before fixing the wick, we pasted the three candles on a sheet of paper, in the desired position. Then we sprinkled them with vinyl glue, trying to create some drops. Once dry they appear as wax dripping.

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Una volta ben asciugata la colla, abbiamo ritagliato ed eliminato la carta eccedente ed abbiamo incollato le tre candele sulla base della lanterna.

Infine abbiamo chiuso la lanterna applicando l’ultimo vetro.

Once the glue had dried well, we cut out and removed the excess paper and we glued the three candles inside the lantern.

Then we closed the lantern by applying the last glass.

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Buon Compleanno Dada!

Oggi Dada compie 16 anni!

Tanti baci ed abbracci dalla tua mamma

♡ ♡ 

Today is Dada’s 16th birthday!

Hugs ‘n’ kisses from your mom

♡ ♡ 

 

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L’abbaino – The dormer

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Dopo molto tempo abbiamo ripreso a lavorare alla struttura della nostra casa Del Prado. Avevamo già realizzato la parte posteriore del tetto. Ora abbiamo proseguito con quella anteriore ed abbiamo terminato i due abbaini che si affacciano sul davanti della casa.

After a long time we went back to work on the structure of our Del Prado dollhouse. We had already made the back of the roof. Now we continued with the front and we finished the two dormers facing the front of the house.

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Gli abbaini sono un pezzo unico, stilizzato e la finestra è un tutt’uno con la parete. Avendoli assemblati un paio di anni fa, sono stati realizzati in modo semplice senza perfezionarli, secondo le nostre capacità di allora. Oggi li avremmo costruiti con più dettagli, ma come abbiamo detto più volte, questa casa è la nostra palestra che raccoglie i primi passi nel mondo delle miniature ed i nostri progressi.

The front part of the dormers are one simple, single piece. The windows have no separate frames and are all in one with the wall. We assembled them a couple of years ago and these pieces reflect our ability at that time. Today we would have built them with more details, but as we have said many times, this dollhouse is our “gym” and it collects our first steps in the miniatures’ world and progresses.

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Sulle falde abbiamo tracciato le righe che servono ad incollare le tegole.

On the roof slopes we traced the lines that helped us to glue the shingles in a straight position.

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Differentemente da come indicato nelle istruzioni del kit, abbiamo praticato il foro sotto l’abbaino, così da poter vedere all’interno della stanza.

Abbiamo rivestito la parte interna del tetto con la carta da parati. Quella della stanza dei bambini l’abbiamo scaricata gratuitamente dal sito di Jennifer. Anziché eliminare la carta nel foro, l’abbiamo lasciata sui lati, così da poterla far rivoltare ed incollare sulle pareti laterali dell’abbaino.

Abbiamo poi dipinto di bianco la parte in alto del tetto, che sarà coperta dal tettuccio dell’abbaino.

Differently as suggested by the instructions of the kit, we made a hole under the dormer, so we can always peek in.

We coated the inside of the roof with the wallpaper. We used for the nursery one that we downloaded for free from Jennifer‘s site. We didn’t eliminate the paper from the hole. We bent and pasted it to the inner sides of the domers’ walls.

We painted white the upper part of the roof, that will be covered by the dormer’s roof.

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Abbiamo incollato l’abbaino al tetto ed abbiamo rivestito completamente il tetto e le falde dell’abbaino.

We glued the dormer to the roof. Then we covered completely the house’s and dormers’  roofs with shingles.

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Abbiamo recuperato gli scarti dei fogli delle tegole ed abbiamo ricavato delle striscione che abbiamo usato per rifinire il tetto dell’abbaino.

We recycled the scrap sheets of the shingles and we obtained strips that we used to finish the dormers’ roof.

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Una striscia l’abbiamo leggermente incisa a metà per il lungo, senza tagliarla completamente, e l’abbiamo piegata. Poi l’abbiamo incollata al colmo del tetto degli abbaini.

We cut a strip in half,  lengthwise, without piercing trough the cardboard, and we folded it. Then we glued it to the dormers’ roof ridges.

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Con altre due striscioline abbiamo rivestito lo spessore del tetto dell’abbaino.

With two other strips we covered the front part of the dormer roof.

lattoneria – flashing

Per rendere l’abbaino più realistico, abbiamo pensato di aggiungere le scossaline. Si tratta di lastre di lamiera, principalmente di rame o di piombo, che impediscono all’acqua piovana d’infiltrare all’interno dei muri. Esse vengono poste in tutti quei punti critici come il raccordo tra parete dell’abbaino e tetto, tra camino e tetto, tra due falde del tetto ed in genere per rifinire il tetto stesso.

To make the dormers look more realistic, we decided to add the flashings. These thin metal sheets are comonly made of copper or lead and prevent rain to penetrate inside the walls. Therefore they are placed in those critical points such as the connection between dormer’s wall and roof, between chimney and roof, between two roof slopes and in general to finish off the roof itself.

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Per realizzarle abbiamo usato il cartoncino delle scatole, tagliando le strisce in modo da avere su un lato il bordo in rilievo, quello che si trova in corrispondenza della piega della scatola, una volta aperta.

Questo bordo ottenuto dalle scatole riciclate, l’abbiamo già utilizzato in tanti altri progetti come: il pannello con i campanelli per chiamare il personale, lo zoccolino battiscopa, il  coperchio del pianoforte, la cornice della caminiera, la cornice dello specchio da barbiere  ed il profilo della scatola che lo sorregge, il vaso delle orchidee.

To make the flashing we used cardboard from boxes. We cut strips, keeping the relief border on one side. The relief border is made by the fold on the edge of the box, once opened.

We have already used this relief boarder from recycled packages in many other projects such as: the servants bells’ board, the baseboard molding, the piano, the frame of the ovremantel mirror, the frame of the shaving mirror and the border of its base, the orchids’ pots.

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Per poter piegare la striscia in modo perfetto, abbiamo praticato sul retro del cartoncino una leggera incisione con la lama del cutter.

In order to bend the strip neatly, we made on the back of the cardboard a slight incision with the blade of the cutter.

Per colorare il cartoncino ci siamo ispirati al rame ossidato.

To color the cardboard we took inspiration from real oxidized copper.

tabella ossidazioni – http://www.copperture.eu

Così abbiamo scelto un marrone chiaro aranciato, un verde brillante ed un azzurro.

So we chose a light brown-orange, a bright green and a baby blue.

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Il marrone di fondo è un acquarello ed è stato steso con il pennello. Poi con una spugnetta abbiamo aggiunto tamponando dell’acquerello verde. Infine con la spugnetta abbiamo tamponato con l’acrilico azzurro. Per quest’ultimo passaggio non abbiamo aspettato che il verde fosse completamente asciutto, così in certi punti l’azzurro si è mescolato con l’altro colore creando delle nuove sfumature. 

Di solito usiamo il cartone delle scatole dei cereali. Questa volta abbia scelto le confezioni di prodotti di bellezza che hanno un bell’aspetto bianco, la cui superficie interna è però  troppo liscia. Infatti abbiamo fatto molta fatica a stendere il colore di base. Malgrado lasciassimo asciugare tra una mano e l’altra il colore, ad ogni passata di pennello levava una parte dello strato sottostante. Per fortuna l’effetto che volavamo ottenere non era di una copertura omogenea. E’ bastato quindi avere un po’ di pazienza e coprire poi le macchie troppo chiare con le tamponature degli altri colori.

We applied the watercolor brown to the background with a brush. Then we added the  watercolor green by dabbing with a sponge. Finally we dabbed with the sponge the acrylic blue. For this last step we didn’t wait for the green to completely dry. So in certain areas the baby blue blended with the green, creating new shades.

Usually we recycle cardboard from cereal boxes. This time we used beauty products packages. They look nice and white, but the inner surface is too smooth. We really struggled to apply the base color. Although we let each coat completely dry, the new brush strokes washed away part of the underlying layers. Luckily we didn’t want to get an homogenous effect. So we proceeded with a little patience and then we covered the lighter coloring  with the other two colors.

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Abbiamo quindi tagliato a misura tutte le strisce e le abbiamo incollate nella giusta posizione.

Then we cut to measure all of the strips and we glued them in the right position.

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Questa era la prima volta che “giocavamo” con i colori per dare un aspetto vissuto ai materiali e siamo abbastanza soddisfatte del risultato, anche se non è perfetto. Con l’esercizio speriamo di migliorare…

Gli abbaini sono quindi pronti. Il prossimo passaggio sarà quello di montare la parte anteriore del tetto e fissarlo alla casa. Prima però dovremo realizzare le grondaie e stiamo cercando il materiale delle giusta dimensione per poterle costruire.

This was the first time we “played” with colors in order to give a worn look to the materials and we are quite satisfied with the result, although it is not perfect. With the exercise we hope to improve …

The dormers are now ready. The next step will be to assemble the front roof and secure it to the house. But first we will have to make the gutters. At the moment we are looking for the right material.

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Il cuscino con roselline – The roses cushion

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Recentemente ho realizzato questo piccolo cuscino per Cristina, un’amica del gruppo Facebook, Casa di bambola – Miniature e divertimento. L’ho ricamato a punto croce su mio disegno. 

Ho quindi pensato di condividere qui sul blog lo schema, essendo passato molto tempo dall’ultima volta che abbiamo pubblicato ricami per la dollshouse. 

Recently I made this little cushion for Cristina, a friend I met in the Facebook group, Casa di bambola – Miniature e divertimento and this is one of my cross stitch designs. 

I thought to share this design here on the blog, having been a long time since we last published needlepoint patterns for the dollhouse.

cuscino tre roselline 01 foto grande

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cuscino tre roselline 03 NUOVO

Ho disegnato poi altre due varianti dello stesso cuscino. Potete scaricare i singoli schemi in formato PDF cliccando sulla relativa immagine qui sopra.

Questi schemi sono per un uso strettamente personale. Li condivido con grande piacere con voi, ma vi chiedo gentilmente di rispettare il mio lavoro e di non distribuirli sotto nessuna forma. 

I drew two more variants of the same cushion. You can download each pattern in PDF format by clicking on the related image above.

These patterns are for personal use only. I share them with great pleasure with you, but I kindly ask you to respect my work and not to distribute them in any form.

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Ho creato anche delle varianti con le lettere, che pubblicherò dopo Pasqua nel mio nuovo blog dedicato al ricamo a fili contati, Alfabeti & Ricami. Se anche voi amate ricamare, spero che vorrete seguirmi anche nella mia nuova avventura.

I made also variants with letters, that I will post after Easter in my new blog dedicated to  counted stitch embroidery, Alfabeti & Ricami. If you love stitching, I hope you will follow me then also in this new adventure.

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Il cuscino di Cristina è stato ricamato sulla tela Aida per tovaglie, quella che ha quadretti alternati a trama grande e piccola. Ho utilizzato il tessuto più fitto, così il ricamo è risultato più piccolo e non ho dovuto riempire anche lo sfondo con il ricamo.

Terminato il ricamo, l’ho ritagliato lasciando un margine di 0,5 cm tutto attorno per le cuciture. Con la stessa stoffa ho tagliato un secondo quadrato identico per il retro. Poi ho messo i due pezzi, lasciando il diritto del ricamo all’interno, e li ho uniti sui tre lati con una cucitura a mano. Ho rivoltato la fodera del cuscino e con l’aiuto della punta delle forbici ho fatto uscire bene gli angoli.

Ho inserito l’imbottitura, senza esagerare. Io ho usato i resti dei fili delle cuciture, che conservo per questi lavoretti. In alternativa si può usare del kapok o del cotone idrofilo. Ho letto che alcuni riempiono il cuscino con le perline e che l’effetto è molto realistico, perché l’imbottitura risulta meno rigida, più floscia, ma io non l’ho ancora provato. Infine ho chiuso il quarto lato con dei punti nascosti. Qui potete trovare un tutorial di Janet Granger, purtroppo solo in inglese, che spiega anche con foto come assemblare un mini cuscino.

I used for Cristina’s cushion a piece of Aida fabric for tablecloths, that has squares alternating big and small weaves. I stitched on the thicker part, so the embroidery turned out smaller and I didn’t have to fill the background with stitches.

After finishing the embroidery, I left a margin of 0.5 cm all around for the seams and cut it out. Then I cut from the same fabric a second identical square for the back. I put the two pieces together, leaving the right side of the embroidery inside. I sewed by hand three sides of the square. I turned the cushion cover and with the tip of the scissors I pushed out the angles.

For the padding I used left-over threads that I keep for this sort of work. Alternatively you can use kapok or cotton wool. I read that some people fill the pillow with beads and that the effect is very realistic, because the padding is less rigid, more limp. But I haven’t tried it yet. Finally I sewed the fourth side with little hidden stitches. Here you can find a tutorial by Janet Granger for making a mini cushion.

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Questo è dunque il cuscino finito. Utilizzando una tela con trama più larga si ottiene un cuscino di dimensioni più grandi.

This is the finished cushion. By using a canvas with larger weft, you obtain a larger pillow.

Se siete alla ricerca di altri soggetti da ricamare, potete guardare nella mia cartella su Pinterest, Miniature – needlework, dove raccolgo schemi per il punto croce adatti alla dollhouse.  

Con l’occasione desidero ringraziare chi mi segue su Pinterest. Da poco ho infatti superato i 5.500 follower! 

If you are looking for other charts, check my Pinterest board, Miniature – needlework, where I collect cross stitch patterns for the dollhouse.

On this occasion I would like to thank those who follow me on Pinterest. I just exceeded 5,500 followers!

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Miniaturitalia 2015

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Anche quest’anno sono riuscita a visitare Miniaturitalia, la fiera dedicata alle dollhouses ed alle miniature che si svolge ogni anno a Milano all’inizio di Febbraio. Questa era l’undicesima edizione.

La poltroncina con il poggiapiedi fotografati nello studio della nostra dollhouse sono il frutto del corso al quale ho partecipato il giorno antecedente alla fiera, quando si tengono i workshops. 

Domenica poi, ho visitato con calma la fiera. Mi ha fatto molto piacere rivedere o conoscere di persona miniaturiste che abitualmente sento tramite internet ed è stata anche l’occasione per fare qualche acquisto.

Also this year I managed to visit Miniaturitalia, the dollhouses and miniatures fair that takes place every year in Milan at the beginning of February. This was the eleventh edition.

The armchair with footstool photographed in the studio of our dollhouse are the result of the course which I attended the day before the exhibition, when several artisans organize different workshops.

Then the following Sunday I visited the fair. I was very pleased to see in person miniaturists I usually meet online. It was also an opportunity to do some shopping.

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Come molti di voi sanno, per me “giocare” con le case delle bambole non significa collezionare costosi pezzi, ma realizzarli con le mie mani. Per questo i miei acquisti riguardano principalmente materiale da usare nei progetti. Raramente compero qualche miniatura già fatta e di solito sono cose che io non sono in grado di produrre, come gli oggetti in vetro e ceramica.

Da Chic Dollhouse, Portogallo, ho acquistato una brocca di vetro per la cucina ed una di ceramica da usare con un porta catino in ferro battuto che costruirò prossimamente. I cucchiai di legno torneranno invece utili in cucina.

As many of you know, I don’t “play” with dollhouses in order to collect expensive pieces, but I love to build things with my hands. For this reason my purchases mainly concern material for my projects. Rarely I buy finished miniatures and they are usually things that I am not able to make by myself, like glass and ceramics objects.

At Chic Dollhouse, Portugal, I bought a glass jug for the kitchen and a ceramic pitcher. I want to use it with a wash stand I’m going to build soon. The wooden spoons will come in handy in the kitchen.

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Il barattolo di metallo ed il catino di ceramica da usare con la brocca sono di Miniatur Puppenwelt Wengen, Germania.

The metal can and ceramic basin, that I want to use with the washing jug, are of Miniatur Puppenwelt Wengen, Germany.

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Da Cinderella Mode in Miniatur, Germania, ho preso delle stoffe e qualche passamaneria per il salotto. Ho acquistato anche delle rose per creare un centrotavola ed un nastro di raffa per realizzare un cestino.

From Cinderella Mode in Miniatur, Gemany, I bought some fabric and trimmings for the sofa in the living room. I also bought roses to create a table centerpiece and a rafia border to make a basket.

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La spoletta di filo di lino è di Piccole Idee. Ci servirà per realizzare dei cestini. Purtroppo il link al loro sito non funziona. I bellissimi bordini di Dresdner Pappe sono di  Mika Matsuda, Giappone, mentre le cornici dorate sono di Beatricce’s Miniaturas, Spagna. Il centrino a chiacchierino è invece di Giusy di Le mini di Pepa.

The spool of linen thread is from Piccole Tentazioni. We’ll use it to make baskets. Unfortunately I don’t have a working link to their site. The beautiful Dresdner Pappe borders are from Mika Matsuda, Japan, while the gilded frames are from Beatricce’s Miniaturas, Spain. The tatted doily is made by Giusy, Le mini di Pepa.

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Da Cristina Monreali R ho acquistato degli scampoli di pelle ed un bordo di pizzo vintage, che useremo per realizzare delle tende. Cristina è stata gentilissima e mi ha regalato una stoffa patchwork. I quadretti hanno le dimensioni giuste per farne dei cuscini in miniatura.

I purchased from Cristina Monreali R some leather offcuts and a vintage lace border that we will use to make curtains. Cristina was very kind and she gave me a piece of fabric with a patchwork print. The squares have the right size to make mini pillows out of them.

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Di Roberta Alessandri sono le due cornici portafoto d’argento. Peccato che le foto vintage disponibili fossero poche… ne avrei prese delle altre. Alessandra è stata gentilissima e mi ha regalato un sacchettino di confetti. E’ impressionante quanto siano minuscoli e perfetti!

The two silver photo frames are made by Roberta Alessandri. It’s a pity that she had only a few vintage pictures. I would have taken more. Alessandra was very kind and she gave me a tulle bag filled with Jordan Almonds. It’s amazing how tiny and perfect they are!

In Italy we use it as wedding favor or as a gifts on special occasions. We call the dragées “confetti”. They are bitter almonds coated with sugar. The color varies depending on the occasion: white is for a wedding, first communion or confirmation, pink or light-blue for baptism and silver or gold for 25th or 50th wedding anniversaries.

Miniaturitalia – workshop by Teresa Martínez Polo di Tiny Ter Miniatures

Come vi avevo già anticipato all’inizio del post, quest’anno mi sono iscritta ad un workshop. L’offerta era ampia ed ero molto tentata dal corso tenuto dalla bravissima Teresa Martinez di Tiny Ter Miniatures. Mi sarebbe piaciuto provare ad utilizzare le paste polimeriche sotto la sua guida. La fruttiera con l’uva sarebbe stata poi utile per la nostra dollhouse.

As I mentioned at the beginning of the post, this year I enrolled in a workshop. The offer was wide and I was very tempted by the course held by the talented Teresa Martinez of Tiny Ter Miniatures. I would have loved to try using polymer clay under her guidance and the fruit bowl with grapes would have been perfect for our dollhouse.

Miniaturitalia 2015 – Workshop French Chic

Alla fine ho scelto il corso “French Chic” di Roberta Verrecchia, che prevedeva la stampa su stoffa e la realizzazione di una poltroncina e del poggiapiedi coordinato, di un cuscino e di qualche libro.

I finally chose the course “French Chic” by Roberta Verrecchia, which included printing on fabric and the construction of an armchair, a matching footstool, a pillow and some books.

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La parte che m’interessava di più era la stampa su stoffa. Mi piace infatti l’idea di poter produrre le mie stampe personali e poter creare oggetti unici. Il corso prevedeva l’utilizzo di timbri e di tamponi con inchiostro da tessuto.

Avevo portato un paio di timbri da casa, perché volevo creare una fantasia adatta alla nursery. Avevo quindi scelto una figura dell’abbecedario e delle rondelle con le quali è possibile realizzare delle file di puntini, di ovali, di rombi, etc. Quest’ultimi non hanno dato risultati buoni. La giostrina invece è venuta molto bene. Ho dovuto solo fare attenzione a non stendere l’inchiostro sulle lettere e sul bordo.

Poi per riempire gli spazi vuoti, ho stampato dei cerchi piccoli e grandi usando le due estremità del cappuccio di un pennarello. Peccato che mi sia caduto il timbro appena inchiostrato sulla stoffa macchiandola… Nei prossimi giorni dovrò procurarmi l’inchiostro per tessuto e riprovare con un nuovo scampolo.

Printing on fabric was the part that interested me the most. I like the idea of creating unique items with my own patterns. During the course we learned how to use stamps and fabric ink pads.

I brought a couple of stamps from home, as I had in mind to make something for the nursery. I chose a carousel that turned out very well. I just had to be careful not to spread the ink over letters and edges. The wheel stamp, that I had chosen, to create rows of dots, ovals, lozenges, etc. didn’t give good results and I discarded it.

I printed pink carousels on the cotton cloth. I added green large and small circles in the blanks using the ends of a pen’s cap. Unfortunately I dropped the inked stamp and it stained the fabric… In the coming days I will have to buy the fabric ink pads and try again.

dadasdollhouse_5047Il cuscino è stato assemblato senza cuciture, ma semplicemente incollando i bordi, dopo aver steso la colla Tacky Glue con precisione, con l’aiuto di uno stuzzicadenti. Incollare anziché cucire è una tecnica che non avevo preso in considerazione prima…

The pillow was assembled without sewing, but simply by gluing the edges. We applied the Tacky Glue accurately, using a toothpick. Gluing instead of sewing is a technique that I had not taken into consideration before…

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Il risultato non mi dispiace e vale sicuramente la pena continuare a fare delle prove.

I don’t mind the result and it is worth continuing to experiment.

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Realizzare la poltroncina ed il poggiapiedi non ha presentato particolari difficoltà. Roberta ci ha fornito i materiali ed i cartamodelli della struttura, dell’imbottitura e della stoffa. Noi abbiamo tagliato i vari pezzi ed assemblato il tutto con la colla Tacky Glue.

La struttura è stata realizzata con un materiale che non avevo mai usato prima, il poli-plat, detto anche carton plume o cartone sandwich. E’ un pannello leggerissimo e perfettamente piano, composto da uno strato centrale di schiuma poliuretanica, racchiuso tra due strati di cartoncino bianco. 

Si taglia facilmente con un taglierino ben affilato. Per ottenere un taglio perfettamente perpendicolare è necessario usare un righello di metallo che faccia da guida alla lama. Cliccate qui se volete saperne di più. S’incolla con colle viniliche. Bisogna invece evitare colle che contengano solventi, perché intaccherebbero la schiuma espansa. 

Le strutture realizzate con il poli-plat hanno la caratteristica di essere estremamente leggere ed al tempo stesso molto resistenti. 

Making the armchair and footstool wasn’t difficult at all. Roberta gave us all the material and the patterns for the structure, the padding and the fabric. We had just to cut the pieces and put them together with Tacky Glue.

The structure is made with Foamcore. It ‘a very light and perfectly flat panel, consisting of a central layer of polyurethane foam, clad with a white paper sheet on each side.

It can be easily cut with a sharp craft knife. In order to make a perfectly perpendicular cut is necessary to use a metal ruler as a guide to the blade. Foamcore adheres well with Vinyl glue. Glues that contain solvents should be avoided, as they melt the inner foam.

Structures made with Foamcore are extremely light and at the same time very resistant.

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I piedini che abbiamo usato sono delle semplici colonnine delle balaustre dei velieri in miniatura, ai quali è stato inserito un filo di metallo per renderle più stabili una volta incollate.

The armchair’s feet are simple little columns, balusters sold for miniature sailing ships.  A metal wire has been added to make them more stable once glued.

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Questo è il poggiapiedi finito. Anche qui la stoffa è stata fissata con Tacky Glue.

This is the finished footstool. We used Tacky Glue also to fix this fabric.

dadasdollhouse_5329La gommapiuma dell’imbottitura non è stata messa nei punti dove si incontrano i vari elementi, così che i pezzi si possono avvicinare perfettamente uno all’altro.

I didn’t put the foam rubber padding where the elements go together, so the pieces can stay closer.

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Non avrei pensato di riuscire a fare una poltroncina in così poco tempo. Purtroppo la forma e la stoffa non sono dell’epoca vittoriana, pertanto dovrò metterli da parte per un progetto più moderno.

I would have never thought to make an armhair and a footstool in such a short time. Unfortunately, the shape and the fabric are not of the Victorian era, so I’ll put them aside for a more modern project.

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Il ricco programma del corso prevedeva anche la realizzazione di tre libri. L’interno è fatto con un rettangolino di balsa, al quale è stata arrotondato il lato che corrisponde al dorso del libro. Un dettaglio che rende i libri realistici è l’unghiatura della copertina, ovvero la parte dei piatti che sporge oltre il margine dei fogli.

The full program of the course also included the making of three books. The inside is a rectangle of balsa wood. We rounded the side that corresponds to the spine of the book. A detail that makes these books look real is the edge of the cover sticking out of the textblock.

Se volete vedere le foto che ho scattato durante la fiera e che ho pubblicato sulla pagina Facebook di Dada’s dollshouse potete cliccate qui. Non credo che sia necessario essere iscritti a Facebook per poterle vedere, perché la nostra pagina è pubblica.

Le date della prossima edizione di Miniaturitalia sono già state fissate. Non ci resta quindi che aspettare e magari organizzare nel frattempo una visita a Giugno a Parigi al SIMP o a Maggio o Novembre a Londra per il Kensington Dollshouse Festival e creare intanto nuove miniature!

If you would like see the pictures I took during the fair and I posted on the Facebook page of Dada’s dollshouse you can click here. I don’t think you need a Facebook account to see them, because our page is public.

The dates of the next edition of Miniaturitalia have already been set. We can therefor only wait and in the meantime we can maybe visit Paris in June for the SIMP or in May or November London for the Kensington Dollshouse Festival and make in the meanwhile miniatures!

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Le orchidee in vaso – Potted orchids

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Ho sempre guardato con ammirazione chi realizza piante in miniatura. Per questo nel tempo ho acquistato qualche fustellatrice per la carta ed ho raccolto diversi tutorial nella mia bacheca su Pinterest: Miniature – plants & flowers.

Recentemente, guardando le forme dei nostri paper punches, mi è venuto in mente che avremmo potuto provare a creare delle orchidee, uguali a quelle che abbiamo a casa.

I always looked with admiration at those people who create plants in miniature. Over time I bought paper punches and I collected several tutorials on my Pinterest board: Miniature – plants & flowers.

Recently, looking at the holes shapes of our paper punches, we had the idea to try to do some orchids, similar to those we have at home.

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Prima di tutto abbiamo costruito i vasi che le avrebbero contenute. Ne abbiamo realizzati due tipi diversi. Il primo è una ciotola esagonale con il bordo a rilievo. Come sempre abbiamo utilizzato il cartone riciclato delle scatole di cereali.

Abbiamo ritagliato la base esagonale e 6 elementi trapezoidali per il bordo. Abbiamo tagliato i pezzi di modo che il rigonfiamento creato dalla piega della scatola dei cereali capitasse verso l’alto del vaso, così da formare una bombatura decorativa all’imboccatura della ciotola.

Se non avete ancora letto i nostri post precedenti e volete vedere come abbiamo utilizzato la piega del cartone, qui sono i link al nostro zoccolino battiscopa, al pannello con i campanelli per chiamare la servitù, al pianoforte verticale, allo  specchio del comò – parte 1 parte-2.

But first of all we built the pots. We made two different types. The first is a hexagonal bowl with a border in relief. As always we used cardboard from cereal boxes.

We cut out the hexagonal base and 6 trapezoidal elements for the border. We wanted to have a round border. So we used the cardboard near to the corner of the cereal box and we made sure to leave the bulge near the mouth of the bowl. The swelling is formed by the crease that we find in correspondence of the edge when we unfold the box.

If you have not yet read our previous posts and you want to see other possible applications of this moulded surface, here are the links to our baseboards, the servants’ bells the upright piano, the shaving mirror – part 1. and  part 2.

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Con la colla Bostik abbiamo incollato tutti i pezzi insieme. I margini sono solo accostati e non sovrapposti.

With  Bostrik, a contact glue, we glued the pieces together. Margins are just put together and not overlapping.

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Abbiamo dipinto l’interno e l’esterno della ciotola color blu cina ed abbiamo applicato un bordino di carta. Questo l’abbiamo ricavato da una foto di giornale che ritraeva una cornice dorata.

Sul tutto è stata poi applicata della vernice lucida.

We painted the inside and the outside of the bowl blue china and we applied a paper border. Ours is taken from a newspaper photo depicting a golden frame.

Then we applied glossy finish inside and outside.

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Come molti di voi, che amano costruire le miniature, sono sempre alla ricerca di avanzi di stoffe, pezzetti di legno, carta e plastica che si possano riutilizzare. Al mio vaglio non si salvano nemmeno le riviste. Le foto pubblicate sono infatti una buona fonte di materiale grafico. E poiché per le miniature bastano pochi centimetri, ecco che sfondi di pubblicità, servizi fotografici su mostre, musei e palazzi antichi, immagini di quadri, ritratti, marmi, pietre, tappezzerie, etc.. diventano utilissime stampe da riutilizzare nella miniature.

Like many of you, who like to build miniatures, I’m always looking for paper scraps, pieces of fabric, wood and plastic that may be reused. Even magazines aren’t safe. Published photos can be a good source of graphic material. We don’t need big pieces, just a few inches are enough for miniatures. So backgrounds of advertisements, architectural details in fashion shoots, photographic reportages on exhibitions, museums and ancient buildings, images of paintings, portraits, images of surfaces like marble, stone, wallpapers, etc .. all these cut outs become useful prints for our miniatures.

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Per tenere ferme le piante, ci serviva qualcosa che riempisse il vaso e nel quale poter impiantare saldamente i gambi. Abbiamo quindi creato un elemento da inserire nella ciotola. Una volta finito avrà l’aspetto della superficie del terriccio.

To hold the plants, we needed something to put into the vase and that could keep firmly the stems. So we created an element to place inside the pot. Once finished it will look like the soil surface.

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L’esagono che abbiamo utilizzato è più grande di quello sul fondo della ciotola, perché deve posizionarsi quasi a filo del bordo.

Abbiamo lasciato su ogni lato delle linguette, che dovranno essere poi incollate all’ interno del vaso per tenerlo in posizione. Per facilitare la piegatura, abbiamo inciso leggermente lungo il perimetro dell’esagono ed abbiamo ripiegato i lembi.

The hexagon that we have used for this propose is larger than that on the bottom of the bowl, because it must be positioned high enough to make the pot look like full of soil.

We left on each side flaps to be glued to the interior in order to keep it in place. To facilitate folding, we slightly engraved along the perimeter of the hexagon.

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Sono state necessarie un paio di prove, prima di trovare la misura giusta dell’esagono. Esso infatti deve entrare perfettamente e non deve essere troppo affossato nella ciotola.

It took a couple of tries before we found the right size of the hexagon. In fact it should fit perfectly and not sink into the pot.

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Per creare l’effetto terriccio abbiamo usato del caffè in polvere. Prima abbiamo steso sul lato superiore dell’esagono un abbondante strato di Vinavil, poi l’abbiamo appoggiato su del caffè macinato che avevamo versato su un piattino, per evitare di contaminare il resto della polvere che viene utilizzata per preparare il caffè da bere. La polvere si è appiccicata alla colla. Infine, una volta asciutto, abbiamo fatto cadere la polvere in eccesso. La base nella quale piantare le orchidee è così pronta e può essere incollata nel vaso.

To make the topsoil, we used coffee powder, as they look alike. First we spread a generous layer of vinyl glue on the upper side of hexagon. Then we lightly placed it on the ground coffee. In order to avoid contaminating the rest of the powder that is used to prepare beverages, we had previously put on a plate the small quantative we needed. The powder stuck to the glue. Once dry, we shook off the excess powder. The base for the orchids was ready and we could glue it into the pot.

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Il secondo vaso che abbiamo realizzato è a base quadrata ed ha una forma leggermente svasata. Ricorda i tipici vasi orientali.

Anche per questo contenitore abbiamo creato un elemento da ricoperire di polvere di caffè e nel quale infilare saldamente i fiori. Esso ha dei lembi laterali, che servono a fissarlo all’interno del vaso. 

The second pot that we made has a square base and has a slightly flared shape. It reminds of some typical oriental vases.

We made also for this container an element in which flowers can be firmly skewered. Then we covered it with coffee powder. It has four flaps on the sides, so it can be glued inside the pot.

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Una volta dipinto, laccato lucido e con il terriccio, il secondo vaso è pronto ad accogliere la pianta.

Once painted, lacquered and “filled” with soil, the second pot is ready to receive the plant.

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Per ogni fiore d’orchidea servono due fiori di carta. Li abbiamo ricavati con la fustellatrice che ha la forma a 5 petali, tipo margherita. Metà dei fiori li abbiamo tenuti interi. All’altra metà abbiamo eliminato 2 petali, ottenendo un fiore con 3 petali disposti a forma di “Y”.

Noi abbiamo usato la carta velina, perché volevamo una certa leggerezza. Sebbene la fustellatrice fosse nuova, non ha tagliato perfettamente i contorni che risultano sfilacciati. Purtroppo me ne sono accorta solo una volta ingranditi in fotografia.

For each orchid flower we needed two paper flowers. So we made the flowers with our paper punch, that has a 5 petal shape like a daisy. We kept half of them entire and we eliminated two petals from the other half of the flowers, in order to leave 3 petals only, aligned like a “Y”.

We used tissue-paper, because we wanted a light material. Although the paper punch was new, it didn’t cut perfectly and the contours aren’t neat. Unfortunately I realized it only when I saw the enlarged photo.

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Ai fiori a tre petali abbiamo dipinto di rosa scuro il petalo che sta da solo. Una volta asciutto, per imprimergli la forma arrotolata, lo abbiamo arrotolato attorno a qualcosa di piccolo e rotondo. Noi abbiamo preso una piccola punta del trapano, ma uno stuzzicadenti può andare bene.

We took the flowers with three petals and we painted pink the petal that stands alone. Once dry we rolled it around a small drill bit, to impress a rolled shape. A toothpick is also fine.

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Al centro di ogni fiore a 5 petali abbiamo messo un goccio di colla. Per  dosarla meglio e metterla con precisione nel punto desiderato, ci siamo servite di uno stuzzicadenti. Poi ci abbiamo appoggiato sopra il fiore a 3 petali, sfalsando la posizione dei petali rispetto a quelli del fiore sottostante.

On the center of each flower with 5 petals we put a drop of glue. For better measuring the right amount of glue and putting it exactly where we wanted, we used a toothpick. Then we placed  the flower with 3 petals on top of it, staggering the petals.

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Lo stelo è stato realizzato con del filo di ferro verde da fiorista. L’abbiamo arcuato e vi abbiamo appiccicato i fiori con la colla Tacky Glue. Questa colla è più indicata quando si realizzano fiori perché cola meno della colla vinilica e fa presa prima.

In punta abbiamo incollato un bocciolo chiuso che abbiamo creato con i petali singoli che ci erano avanzati.

Per far asciugare i rami con i fiori ed evitare che alla colla fresca si attaccasse altro, li abbiamo infilzati in una patata.

The stem is made with the green florist wire. We bent it and we stack the flowers with Tacky Glue. This glue is better for doing flowers, because it does’t run as vinyl glue and has a faster grip.

On the tip of the stem we glued a bud that we had made with the single petals that we had previously eliminated from the flowers and were left over.

To let the flower branches dry and avoid the fresh glue from sticking to whatever, we skewered them on a potato.

Le monde en miniatures – astuces, fleur, feuille

Le foglie sono state realizzate seguendo i tutorial che si trovano in internet. Ce ne sono diversi. Si può utilizzare il filo di ferro e della carta normale, come spiegato ne Le monde en miniatures.

We made the leaves following the several tutorials  that can be found in the internet. You can use wire and plain paper, as explained in Le monde en miniatures.

nacekomie.ru – tutorial di Zanoza

Oppure si può utilizzare il filo di rame ricavato dai cavi elettrici per fare lo stelo e lo scotch di carta per la foglia, come mostra il tutorial di Zanoza nel Forum nacekomie.ru. Bisogna scorrere in basso fino: 05 май 2012.

Or you can make the stem with the copper wire obtained from the electric wire and the masking tape for the leaves, as shown in the Zanoza‘s tutorial in the Forum nacekomie.ru. You have to scroll down to 05 май 2012.

Le monde créatif de Catherine – Plante verte

In quest’altro tutorial le foglie sono sempre fatte con lo scotch di carta, mente il gambo è di fil di ferro rivestito di carta. Le spiegazioni le trovate nel blog Le monde cratif de Catherine.

Also in this tutorial the leaves are made with the masking tape. But the stem is a wire covered with paper. The explanations can be found in the blog Le monde de cratif Catherine.

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Con i metodi appena visti si possono realizzare diversi forme di foglia. Quella dell’orchidea è oblunga con la punta arrotondata.

Ne servono due o tre per lato. Devono essere di misure diverse ed essere in scala. Le abbiamo dipinte di verde scuro con gli acquerelli.

Poi le abbiamo unite a mazzi di tre, tenendo insieme i gambi con dello scotch di carta, ben stretto, e dipinto poi anche lui dello stesso colore. Sul fondo abbiamo lasciato sporgere i fili di ferro che dovranno essere infilzati nel cartone.

In posizione abbastanza centrale abbiamo praticato due fori nel cartoncino con la “terra” usando la punta del trapano di una misura leggermente più piccola del gambo. In ogni foro abbiamo sistemato poi un mazzo di foglie.

Al centro abbiamo infilzato il ramo con le orchidee. Non è necessario praticare un invito con il trapano, in quanto il filo di ferro è sottile e forte al tempo stesso e può forare il cartoncino.

Following the tutorials just mentioned, it is possible to make any type of leaf. The orchid’s leaves are oblong with a rounded tip.

We needed two or three leaves per side. They must be of different sizes. We painted them dark green with watercolors.

Then we put them together in bunches of three and a thin stripe of masking tape held them  tight. We painted it with the same color. On the bottom we left the wires stick out, so that they could be easily skewered into the cardboard.

Near to the center of the soil surface, we made two holes. We used a drill bit slightly smaller than the stem. In each hole we implanted a bunch of leaves.

At the center, between the leaves, we have skewered the orchid branch. There is no need to drill a hole, as the wire is thin but stiff enough to pierce the cardboard.

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E’ possibile creare delle piante con due rami di fiori. Si possono aggiungere anche le radici aeree. Noi le abbiamo realizzate con due pezzi di spago sottile, dipinti di verde.

Qui di seguito abbiamo raccolto diversi tutorial dedicati alle orchidee. I materiali utilizzati sono diversi, dalla carta alla pasta modellabile. Cliccate sulla foto per accedere ai relativi siti.

You can make plants with two orchid branches or you can add aerial roots. We made ours with two pieces of thin cord, painted green.

Below we have collected several tutorials dedicated to orchids. The materials are different, from paper to modeling clay. Click on the image to go to the related sites.

miniatures.about.com – Phalaenopsis Orchids tutorial

 

Mi pequeña evasión – tutorial

 

gerard0254.kazeo.com / minifleurs.kazeo.com – tutorial

 

La casita pequeña – tutorial

 

Risha su nacekomie.ru – tutorial

 

Las minis de Esperanza – tutorial

 

102 Wicked Things to do – Scorpion Orchid tutorial

 

howtomakepaperflowers101.com

Qui sotto vi segnaliamo invece due siti che offrono foglie e fiori di orchidee in scala 1.12 da scaricare e stampare.

Mentre da The Elli Blog ci sono due belle orchidee da stampare, ma devono essere rimpicciolite perché sono in dimensione reale.

Below we give you two sites that offer orchids leaves and flowers in 1:12 scale to download and print.

While The Elli Blog offers two beautiful orchids. They are in real size, so it is necessary to resize them.

Nalladris – printies

 

Mis Pequeños Sueños de Carmen Rabazo – printies

 

Se volete invece acquistare un kit o una pianta pronta da essere messa nella casetta delle bambole, vi segnaliamo questi siti.

If you prefer to buy a kit or a plant that it is ready to be placed in the dollhouse, you can give a look at these sites.

The Miniature Garden – Flower kits

 

Carol Wagner – IGMA Artisan

 

clayorchids.com

 

Le seguenti foto sono invece per prendere ispirazione… Purtroppo un paio di blog non esistono più.

The following photos are for inspiration … Unfortunately a couple of blogs do no longer exist.

MiniMumLoon – flying-orchids

 

Every little thing blog

 

schifka.vuodatus.net

 

Se anche voi amate i fiori, vi suggeriamo di visitare Minifleurs dove potrete trovare altri tutorial interessanti.

Su Miniatureland Minivale ha raccolto i link verso tantissimi tutorial che si trovano in internet. Sono divisi per argomento, in ordine alfabetico. I fiori si trovano nella sezione:  Tutoriels plantes et fleurs

Un’altra raccolta di link dedicati ai fiori si trova su Minipitou .

If you love flowers as we do, we suggest you to visit Minifleurs where you can find other interesting tutorials.

On Miniatureland Minivale has collected many links to different tutorials that are on the internet. They are divided by topic, in alphabetical order. The flowers are in the section: Tutoriels plantes et fleurs .

Another collection of links dedicated to flowers is on Minipitou .

Questo invece è il mio board su Pinterest nel quale raccolgo i tutorial relativi a piante e fiori in miniatura.

Ant this is my board on Pinterest where I collect the tutorials related to plants and flowers in miniature.

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La caminera – The overmantel mirror

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Ben ritrovati! Noi speriamo che abbiate passato un sereno Natale e che abbiate iniziato bene il nuovo anno. Vi sono piaciuti i due progetti che avevamo preparato per il Calendario dell’Avvento francese e quello tedesco? Noi ci siamo molto divertite ed in questa occasione desideriamo ringraziare nuovamente Jocelyn e Cornelia per averci permesso di partecipare.

Come vi avevamo anticipato a Novembre, dopo aver costruito lo specchio da comò abbiamo voluto continuare a sperimentare con la pellicola argentata. Abbiamo così realizzato una caminiera per il salotto. Questa volta abbiamo provato ad imitare la produzione dei veri specchi che un tempo prevedevano l’accoppiamento di una lastra di metallo ad una lastra di vetro.

Welcome back! We hope you all had a peaceful Christmas and had a good start into the new year. Did you like the two projects that we prepared for the French and German Advent Calendar? For us it was a lot of fun. On this occasion we would like to thank again Jocelyn and Cornelia for allowing us to participate.

As we had anticipated in November, after the shaving mirror we made some more experiments with the silver foil. Therefore, we created an overmantel mirror for the living room. This time we tried to imitate the production of mirrors which in real life are made by appling a metal coating to a glass plate.

collage storia specchi

Il rapporto dell’uomo con lo specchio è stato sempre controverso. Simbolo di vanità, ma anche legato alla superstizione, esso ha molteplici impieghi: accessorio per la cura personale, elemento d’arredamento, arma militare per trasmettere segnali luminosi, elemento di apparecchi scientifici.

I primi specchi realizzati nell’antichità erano dei pezzi di pietre levigate, come l’ossidiana (1). In seguito si utilizzarono piccole lastre di metallo lucidato (2). Durante l’impero romano si iniziò ad accoppiare il vetro a leghe metalliche durante la fase di soffiatura. Nel medioevo si passò ad unire al vetro fogli di stagno per mezzo del mercurio (3). Con il tempo però lo specchio si opacizzava ed in certi punti l’amalgama si distaccava, malgrado il retro venisse protetto con uno strato di lacca. Gli specchi erano comunque di dimensioni ridotte ed erano prodotti principalmente in Germania.

Man’s relationship with the mirror has always been controversial. Sometimes symbol of vanity, more rarely connected to superstition, it has many uses: personal grooming, interior decoration, military weapon to transmit light signals, part of scientific apparatus.

The first manufactured mirrors were pieces of polished stones, such as obsidian (1). Later men used small burnished metal plates (2). During the Roman Empire they began to coat the blown glass with metal alloys. In the Middle Ages glass sheets were coated with of thin tin plate using mercury to bind them (3). Over time the mirror tarnished and parts of the amalgam chipped off, despite the protective lacquer on the back. At that time mirrors were small and Germany was the main producer.

“Encyclopédie” di Diderot & D’Alembert – via http://www.verre-histoire.org

Nel 500 Venezia divenne il centro principale per la produzione degli specchi e la lavorazione del vetro. La qualità era altissima, come il loro costo. I mastri vetrai erano in grado di produrre specchi di grandi dimensioni e custodivano gelosamente i segreti legati a questa lavorazione.

La Francia, che era il più grande committente di specchi, volle rendersi indipendente. Luigi XIV invitò a Parigi tre vetrai veneziani e li fece lavorare nella Manifattura Reale degli Specchi. Venezia ordinò ai suoi artigiani di rimpatriare, facendone uccidere due, ma ormai i francesi erano venuti a conoscenza delle tecniche. La Serenissima perse così il monopolio.

Le lastre di vetro francesi, potevano raggiungere un’altezza di 2,27 m e superarono quelle veneziane che al massimo misuravano 1,70 m.  La galleria degli specchi nella Reggia di Versailles, inaugurata nel 1684, è un’opera maestosa per la dimensione ed il numero degli specchi, ben 367, che ne rivestono le pareti.

Nella stampa che vi mostriamo qui sopra, tratta dall'”Encyclopédie” di Diderot & D’Alembert, si vede la creazione delle lastre per mezzo della colatura. Questa tecnica fu adottata alla fine del diciassettesimo secolo.

In the 16th century Venice became the main center for the production of glass and mirrors. The quality was very high and their price, too. The glassmakers were able to produce large mirrors and they jealously guarded the secret of the production process.

At that time, France was the main importer of mirrors and wished to become independent. On behalf of Louis XIV, three Venetian glass-workers were invited to work in the Royal Manufacture of Mirrors in Paris. Venice ordered his craftsmen to repatriate and two of them were even murdered. But it was too late. The French had learned about the techniques and the Serenissima lost the monopoly.

The French glass plates could reach a height of 2.27 m and exceeded the Venetian ones which measured 1.70 m. The Hall of Mirrors in Palace of Versailles, inaugurated in 1684, is impressive for the size and the number of mirrors, in total 367, which cover the walls.

In the print above, from ” Encyclopédie “by Diderot & D’Alembert, we see how plate glass casting was made. This technique was adopted in the late seventeenth century.

Le Déjeuner, (1739, Louvre) – François Boucher (1703 – 1770) via wikipedia

Le grandi specchiere erano, fino alla metà dell’ottocento, oggetti  molto costosi e comparivano solo nelle dimore di reali e ricchi nobili. Venivano posizionate su consoles o montate nelle boiseries che rivestivano le pareti. Il Gabinetto alla China nella Villa della Regina a Torino ne è un esempio. Qui potete trovare qualche altre foto di ambienti italiani arredati con diversi specchi.

Until the Mid-19th century, large mirrors were very expensive items and appeared only in royals’ and wealthy nobles’ mansions. They were placed on consoles or mounted in wood paneling that covered the walls. The China Cabinet of the Villa della Regina in Turin it is an example. Here you can find some pictures of several other rooms furnished with mirrors.

The sitting room – Carl Herpfer (1836 – 1897)

La caminiera appare intorno alla metà del settecento. Essa veniva appesa e fatta appoggiare con la parte inferiore sulla mensola del camino. All’inizio gli specchi non erano particolarmente grandi. Erano montati su grosse cornici sormontate da dipinti o incassati tra pannelli decorati con figure di gesso dorate.

La forma di caminiera più diffusa nel settecento ed usata anche all’inizio dell’ottocento è quella divisa in tre parti. Potevano essere composte da due pannelli decorati con lo specchio al centro o da tre specchiere affiancate.

The mantelpiece mirror appears around the middle 18th century. It hung over the fireplace with the bottom on the chimneypiece. Earlier these mirrors were not particularly large. They were mounted on large frames, surmounted by paintings or embedded in panels decorated with gilded plaster friezes.

In the 18th century and early 19th century, the most common mantelpiece mirror was divided into three parts. They could be made of two decorated panels with a mirror in the center or three mirrors placed side by side.

The letter – Carl Schweninger jr. (1854 – 1903)

Le specchiere da camino potevano essere rettangolari o avere forme mosse. Erano incorniciate da vere e proprie cornici di diversi materiali: di legno intagliato e decorato a rocaille, rivestite in avorio, tartaruga, lamine d’oro o d’argento, pietre preziose, con intarsi in tessuto o inserti di specchio.

Mantelpiece mirrors could be rectangular or shaped. They were framed by different materials: wood carved with pierced rocaille, scrolls and foliage, covered by ivory, tortoiseshell, gold leaf, silver or precious stones, fabric inlays or mirror inserts.

Who wins? – Vittorio Reggianini (1858 – 1938) collection: Atkinson Art Gallery via BBC

Lo specchio non è solo un elemento decorativo dell’arredamento. Il suo utilizzo crea nuove prospettive nei locali. Le immagini che vi si riflettono e si moltiplicano danno l’illusione che gli spazi siano molto più ampi. Anche la luce viene riflessa ed amplificata, migliorando l’illuminazione. Per questo motivo spesso si sistemavano candele e candelabri davanti agli specchi.

Mirrors are not only purely decorative furniture elements. They create new perspectives. The images are reflected and multiplied and give the illusion that the room is much wider. Also the lighting can be improved by mirrors. Reflected lights increase their effect. For this reason candles and candelabra were often placed in front of mirrors.

Parlor on Brooklyn Heights of Mr and Mrs John Ballard – Edward Lamson Henry (1841 – 1919)

Nella seconda metà dell’ottocento il costo degli specchi calò considerevolmente grazie ad un nuovo processo di produzione industriale, l’argentatura delle lastre di vetro tramite elettrolisi. Il sistema di argentatura al mercurio, venne abbandonato, perché tossico sia per i lavoratori che per chi avesse un tale specchio in casa.

In the second half of the 19th century, the cost of the mirrors dropped considerably. A new industrial production process had been invented: the glass plating by electrolysis. The use of mercury was abandoned, because it was toxic both for workers and users.

Can They Go Too – Edward Lamson Henry (1841 – 1919)

Lo spessore della lastra varia nel tempo. Con l’iniziale metodo della soffiatura, la lastra di vetro è sottile. In seguito nell’Ottocento si passa alla stiratura. Le laste diventano più spesse, più piane e regolari. Dal Novecento in poi le lastre sono meno pesanti e molto più sottili.

The thickness of the plate varies in time. With the initial method of blowing the glass, the plates are thin. Later, in the 19th century, cast and rolled glass becomes thicker, flatter and smoother. From the 20th century onwards, the plates are lighter and thinner.

specchiera dadasdollhouse specchiera camino - overmantel mirrorPer realizzare la nostra caminiera servono tre rettangoli grandi uguali. Come sempre, noi abbiamo utilizzato il cartone delle scatole dei cereali.

Due dei rettangoli sono per la cornice della specchiera. Per questo abbiamo eliminato il rettangolo centrale. La terza serve per il retro.

To make our mantelpiece mirror, we cut three identical rectangles. We used as usual the cardboard from cereal boxes.

Two rectangles are for the frame of the mirror. So we eliminated the central rectangle. The third is for the back.

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Ad uno dei rettangoli della cornice abbiamo eliminato 1mm tutto attorno all’apertura. La cornicina, che siamo riuscite a tagliare tutta d’un pezzo, è stata messa da parte perché potrà servirci un eventuale progetto futuro.

We eliminated 1 mm all around the opening of one of the two rectangles of the frame. We were able to cut the interior border in one piece. So we put it aside for a possible future project.

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A questo rettangolo abbiamo incollato due piccoli rettangoli agli angoli della base.

We glued two small rectangles on the corners at the base of this rectangle .

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Con gli acquerelli abbiamo dipinto la cornice. Abbiamo scelto un marrone scuro e lo abbiamo steso in modo non omogeneo per imitare le venature del legno. Come già spiegato per lo specchio da comò, bisogna evitare di bagnare eccessivamente il cartoncino. Una volta colorato, esso va poi posto sotto dei pesi ad asciugare per evitare che non si imbarchi.

We painted the frame with watercolors. We chose a dark brown and we spread it unevenly to imitate the wood grain. As already explained for the shaving mirror, the paper must not absorb to too much water. Once colored, we placed it under weights to dry, in order to prevent it from warping.

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Con l’acrilico color oro abbiamo dipinto tutto attorno all’apertura, facendo attenzione ad applicare il colore anche sullo spessore interno del cartoncino.

With acrylic gold we painted all around the opening, making sure to apply the color also on the thickness of the inner cardboard.

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Poi abbiamo incollato insieme i due rettangoli della cornice. Abbiamo steso la colla vinilica omogeneamente, facendo particolarmente attenzione lungo i bordi interni ed esterni, per evitare che i bordi abbiano delle fessure. In seguito il pezzo è stato messo ad asciugare sotto un peso.

Then we glued the two rectangles for the frame together. We spread the PVA glue evenly, paying particular attention along the inner and outer edges. This will avoid visible slots on the edges. Afterwards the piece was put to dry under weight.

dadasdollhouse_4839Con lo smalto per unghie abbiamo steso su tutta la superficie un abbondante strato di lacca lucida.

We gave a thick coat of nail polish over the entire surface to get a glossy finish.

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Mentre lo smalto asciugava abbiamo ritagliato 4 angolini di cartoncino e li abbiamo incollati agli angoli del rettangolo che funge da retro. Poi abbiamo ritagliato un foglio di acetato grande quanto il rettangolo di cartone per fare il vetro. Ad esso abbiamo eliminato gli angoli di modo che entrasse perfettamente tra gli angolini di cartone.

Con questo accorgimento possiamo evitare d’incollare la pellicola, perché essa viene schiacciata e tenuta in posizione tra il vetro ed il cartone. Siamo giunte a questa idea, perché non eravamo soddisfatte di come la pellicola argentata si arricciasse una volta incollata. 

While the frame dried, we worked on the rectangle for the back side. We cut four corners from a piece of cardboard and we glued them flush to the corners of the rectangle. Then we made the glass out of an acetate sheet. We cut it as large as the back and eliminated the corners, so that it perfectly fitted on the rectangle.

We came to the idea of using a transparent foil on top of the silver foil, because we didn’t like how the silver sheet of the shaving mirror was wrinkled once glued. This time we didn’t apply the glue to the foil, but only on the cardboard corners. The mirror is pressed and held in position by the glass plate.

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Utilizzando il foglio di acetato come sagoma, abbiamo tagliato la pellicola argentata della stessa misura.

Using the acetate sheet as a template, we cut the silver foil the same size.

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Infine abbiamo appoggiato il foglio argentato sul cartoncino del retro. Sopra abbiamo messo il vetro e poi abbiamo steso la colla sui triangolini di cartoncino agli angoli ed abbiamo incollato sopra la cornice, creando un “sandwich”.

Finally we laid the silver foil on the back of the cardboard and we put the glass above. Then we spread the glue on the triangles at the corners and we pasted the frame on them, creating a “sandwich”.

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In questa foto si vedono gli angoli incollati al rettangolo del retro ed alla cornice, mentre i lati sono rimasti liberi.

In this photo we see the corners of the rectangle glued to the back and to the frame, while the sides remain free.

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Per nascondere i vari strati che compongono la specchiera, abbiamo usato una strisciolina di cartoncino, precedentemente colorata dello stesso colore. La larghezza della strisciolina corrisponde allo spessore della specchiera.

We hid the layers on the sides of the the mirror with a strip of cardboard, previously colored with the same color. The width of the strip corresponds to the total thickness of the mirror.

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L’abbiamo incollata lungo tutto il perimetro della specchiera con la colla a contatto.

We glued it along the entire perimeter of the mirror using contact glue.

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Per rifinire lo specchio, abbiamo bisogno di tre cornicine da applicare su tre lati della cornice. Il lato in basso, quello sul quale poggia la cornice, non ha bordure.

Abbiamo ricavato le cornicine sagomate che  profilano la caminiera con il cartone che si trova nella piega della scatola dei cereali  Se volete vedere in dettaglio come fare, potete  leggere le spiegazioni che trovate nel post dedicato allo  specchio del comò – parte 1.

To finish the mirror, we needed three moldings for the external borders of the frame. The side on the bottom, where  the frame rests, has no border.

We made the moldings that decorate the contour of the mantelpiece mirror out of cardboard. We used the fold of the cereal box. If you want to see in detail how to do it, you can find the tutorial in the post The shaving mirror – part 1.

dadasdollhouse_4860Prima d’incollarle ai tre lati della cornice, le abbiamo dipinte con l’acrilico color oro. Sono state necessarie 3 mani perché la doratura avesse la brillantezza giusta.

Con il taglio a 45 gradi abbiamo creato la giunzione nell’angolo della caminiera.

Before we could glue them to the the frame, we painted them with acrylic gold. It took three coats to get the right gold plating.

We created the junction at the corners with a 45 degrees cut.

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L’ultimo passaggio è stato l’applicazione di alcuni fregi d’oro. Noi abbiamo utilizzato della minuteria per bigiotteria. Al mercato abbiamo acquistato dei copri-perle che ricordano la filigrana. Sono composti da cerchietti e foglioline ed essendo molto leggeri, si possono tagliare facilmente. Abbiamo quindi appiattito i copri-perla ed abbiamo ritagliato i vari elementi necessari per creare una corona d’alloro e delle rosette.

Si possono realizzare delle decorazioni dorate, utilizzando un paper punch ed un foglio metallizzato. Qui trovate il post nel quale spieghiamo come fare dei fregi in bronzo dorato.

Esistono anche decorazioni dorate di carta, dette Dresdnerpappe. Purtroppo non è facile trovarli a Milano. Durante la scorsa edizione di Miniaturitalia avevo acquistato qualche bordo, ma non avevo trovato  fregi come corone d’alloro, rosette o lire.

The last step was to apply some golden friezes, such as a laurel wreath and rosettes. We used jewelry findings. At the market we bought brass filigree bead cups. The metal is very light and can be easily cut. We flattened it and we cut out the various elements, such as circles and leaves.

It is possible to make gilded decorations, using a paper punch and a metal foil. We made a tutorial that you can find in our post gilded bronze friezes.

There are also golden decorations made of paper, called Dresdner Pappe. Unfortunately it is not easy to find them in Milan. During the last edition of Miniaturitalia, I purchased some borders, but I could not find friezes like wreaths, rosettes or lyres.

A proposito di Miniatruritalia. Tra poco meno di tre settimane si terrà l’11° edizione. Si tratta della prima e unica fiera italiana esclusivamente dedicata alle miniature. E’ un’occasione da non perdere per fare acquisti in miniatura in Italia e quest’anno mi sono iscritta anche ad un workshop!

With regard to Miniatruritalia. In less than three weeks the 11th edition will open. This is the first and only Italian trade show exclusively dedicated to the miniatures. It is an unmissable opportunity to buy objects for our dollhouse, and this year I enrolled in a workshop!

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Al centro del pannello superiore, sopra lo specchio, abbiamo applicato una corona d’alloro. L’abbiamo realizzata partendo dalle foglie esterne. Abbiamo incollato 4 rametti, creando una forma tondeggiante. 

At the center of the top panel, above the mirror, we applied a laurel wreath. We started from the outer leaves. We glued 4 sprigs, creating a rounded shape.

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Il tutto è stato poi completato da un elemento con foglie ed un cerchio. Come colla abbiamo usato una colla a presa rapida. Una volta asciutta è risultata invisibile.

We completed the shape with an element that had leaves and a circle. We used a quick-setting glue. Once dry it was invisible.

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Al centro dei rettangolini posti alla base abbiamo incollato due cerchi.

At the center of the small rectangles at the base, we glued two circles.

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Al centro della base abbiamo poi aggiunto qualche foglia dorata, che riprendono il decoro nella parte alta della caminiera.

At the center of the base we added some gold leaves, which recall the ornament at the top of the mantelpiece mirror.

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Sebbene la casa sia in stile vittoriano, ci piace inserire qualche pezzo d’arredamento meno recente. Lo stile impero di questa specchiera bene si abbina alle pareti gialle del salotto. Il legno scuro contrasta con i colori chiari presenti ed i fregi dorati alleggeriscono la forma austera e squadrata.

Ora vi lasciamo con diverse immagini di caminiere, che porremo servire da ispirazione.

A presto!

Although the house is Victorian, we like to add a few older pieces of furniture. The Empire overmantel mirror fits perfectly in the yellow living room. The dark wood contrasts with the light colors and the gilded friezes lighten up the austere and squared mirror.

Here below you will find different pictures of overmantel mirrors as inspiration.

See you soon!

collage caminiere 1

collage caminiere 2

collage caminiere 4

collage caminiere 3

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Le calze di Natale – The Christmas stockings

dadasdollhouse_sock_3567Ormai manca meno di un mese a Natale ed è tempo di preparare le decorazioni natalizie anche per la nostra dollshouse. Abbiamo pensato di realizzare delle calze da appendere al camino e di riempirle di doni e dolci.

Now it is less than a month till Christmas and it’s time to prepare the Christmas decorations also for our dollshouse. We thought of making stockings to hang on the fireplace and fill them with gifts and treats.

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Abbiamo scelto delle stoffe con dei disegni in tema natalizio piuttosto piccoli. Esse hanno foglie d’agrifoglio, bacche, fiocchi, cuori, pois e sono nei classici colori oro, rosso e verde. Una buona scelta si trova tra i tessuti inglesi che si usano per il patchwork.

Per la forma della calza, abbiamo usato il cartamodello che abbiamo trovato qui e che abbiamo poi ridimensionato in scala 1:12. Qui c’è il nostro pdf che potete scaricare e stampare. Per ogni calza servono due sagome.

Abbiamo quindi iniziato a preparare la prima metà della calza. Il modello di carta è stato appoggiato sulla stoffa scelta per la gamba della calza ed abbiamo ritagliato tutto attorno, lasciando poco più di 0,5 cm di margine per le cuciture.

Poi abbiamo ritagliato una stoffa in contrasto per il bordo. Il rettangolo è alto 2 cm e largo come la stoffa della calza.

We used fabrics that have small Christmas patterns, such as holly, berries, bows, hearts, polka dots in classic colors like gold, red and green. A good choice can be found among the English fabrics’ assortment usually used for patchwork.

For the shape of the stocking, we used a pattern that we found here. We resized it and here is our pdf in 1:12 scale that you can download and print. For each stocking we need two shapes.

We started by preparing one half of the sock. We placed the paper template on the fabric that we chose for the sock’s leg and we cut all around, leaving approximately 0.5 cm for the seams on all sides.

Then we cut the fabric for the cuff, a rectangle 2 cm high and as wide as that of the sock’s cloth.

dadasdollhouse_sock2_collageAbbiamo cucito insieme le due stoffe appoggiandole dritto contro dritto e tenendole nella parte alta una a filo dell’altra. La cucitura è stata fatta a mano a 0,5 cm dal margine. Se non sapete fare il punto macchina a mano potete guardare questo post (alla voce “Back Stitch” – terzo blocco di foto).  Il testo è in inglese, ma le foto sono molto chiare.

Una volta assemblati i due pezzi, abbiamo piegato la stoffa del bordo verso l’altro e con l’unghia abbiamo marcato bene la piega che si è formata nel punto della cucitura.

L’altra estremità del bordo è stata semplicemente ripiegata a 0, 5 cm e fissata sul rovescio con due gocce di Tacky Glue.

We sewed the two fabrics together. We placed the two pieces right sides together, flush with the top. We stitched by hand, 0.5 cm from the edge. If you are not familiar with back stitch, here is a very clear and simple tutorial.

Once assembled the two pieces, we bended the fabric of the cuff upward and we marked well with the nail the fold formed by the seam.

The other end of the edge has been simply folded at 0.5 cm and secured to the wrong side with two drops of Tacky Glue.

dadasdollhouse_5307Il modello è stato poi fissato con un’imbastitura sul retro della stoffa. Bisogna far coincidere la cucitura del bordo con la parte alta del cartamodello.

We basted the pattern to the back side of the fabric. The upper edge of the paper pattern must match the seam on the cloth.

dadasdollhouse_5313Nel punto del collo del piede abbiamo praticato nella stoffa un taglio con la forbice, arrivando ad un paio di millimetri dalla carta. Questo accorgimento serve a facilitare la ripiegatura della stoffa in questo punto.

In correspondence of the instep we made a cut with the scissors up to a couple of millimeters from the paper. This is to facilitate the folding of the fabric in this point.

dadasdollhouse_5316Abbiamo quindi rivoltato tutta la stoffa sul retro, fissandola con dei punti d’imbastitura. Il nodo del filo va lasciato sul dritto del lavoro, così da poter essere eliminato facilmente quando si disferà la cucitura.

Il tessuto va leggermente tirato, per farlo adattare bene alla forma del modello. In punta alla calza e sul calcagno bisogna arricciare la stoffa e fissarla con qualche punto in più.

Then we turned the cloth on the back, securing it with basting stitches. The knot of the thread should be left on the right side of the work, so it can be easily removed when we unthread the seam.

We slightly pulled the fabric to make it adapt to the shape of the pattern. The cloth in front of the toe and the heel must be ruched and secured with a few more stitches.

dadasdollhouse_5317Anche al collo del piede è meglio dare un punto in più per evirate che la stoffa si sposti, lasciando eventualmente un buco.

Per ogni calza bisogna preparare due pezzi. Attenzione essi devono essere specchiati!

Also near the instep it is better to secure the cloth with a couple of additional stitches in order to avoid it from moving and possibly leaving a hole.

For each sock we need to prepare two pieces. But attention, they must be mirrored!

dadasdollhouse_5319Una volta modellate le due parti attorno alla forma di carta si procedere con l’assemblaggio.

Once modeled the two parts around the paper shape, we can proceed to the assembly.

dadasdollhouse_collage-calzine1Con il filo del colore en pendant abbiamo cucito insieme le due metà. I punti devono essere piccoli e ravvicinati e bisogna prendere con l’ago pochissima stoffa per cercare di tenere la cucitura il più invisibile possibile.

With the thread in the matching color we sew the two halves together. The stitches must be small and very close to each other. Insert the needle in very little fabric of both pieces to keep the seam as invisible as possible.

dadasdollhouse_5300Una volta cucite insieme le due metà, abbiamo disfatto l’imbastitura. Poi con l’aiuto di una pinzetta abbiamo sfilato ed eliminato i due cartamodelli.

Once sewn together the two halves, we undid the basting. Then with a pair of tweezers we pulled out and removed the two paper patterns.

dadasdollhouse_sock_collageCon questo procedimento abbiamo realizzato altre calze combinando tessuti con diverse fantasie. Devo dire che il lavoro è stato più veloce di quanto avessimo potuto immaginare.

With this procedure we made other stockings combining fabrics with different prints. I must say that the work was faster than we could have imagined.

dadasdollhouse_5325Per dare forma alle calze, le abbiamo imbottite con i resti dei fili da ricamo che conservo per questi piccoli lavori. Naturalmente dell’ovatta va altrettanto bene. L’imbottitura va inserita con delicatezza, spingendola fino alla punta ed aiutandosi con qualcosa di lungo. La calza deve essere riempita, ma non fino al bordo. Infatti, in alto bisogna lasciare lo spazio per inserire i regali e le decorazioni.

To give shape to the stockings, we stuffed them with leftovers of embroidery threads. I always keep them for this kind of reuse. Cotton wool goes just as well. With the help of something long, we inserted the filling, pushing it gently up to the toe. The sock should be filled, but not up to the cuff, as we want to put gifts and decorations inside.

dadasdollhouse_3524Come decorazioni abbiamo acquistato dei rami di pino ed agrifoglio sintetici in  miniatura. Vengono venduti a matassa e di solito li si usa per creare ghirlande e festoni. In alternativa potreste provare con il lycopodium una pianta officinale, detta anche pianta della strega. Se volete vede che aspetto ha, potete visitate il sito di Nursine, Noursichou. Lei l’ha utilizzarla per realizzare un albero di Natale in scala 1:12.

Se volete realizzare voi stessi un ramo di agrifoglio con carta, filo di ferro e colori acrilici, potete seguire le spiegazioni di Marianne Cook per AIM imag.

I pacchettini regalo li abbiamo ricavati dagli scarti di legno o cartone rettangolari che abbiamo poi impacchettato nella carta da regalo con disegni piccoli. Sul sito Jean Day Miniatures potete trovare delle carte regalo da scaricare. Qui una prima ed una seconda parte. Un bel assortimento di carte natalizie vintage si trova sulla pagina di Jennifer’s Printables.

For the decoration we bought craft pine and holly garlands. They are synthetic, in 1:12 scale and are sold in bundles. Usually they are used to make garlands and wreaths. Alternatively you may try the lycopodium, a medicinal plant, also known as ground pines or creeping cedar. If you want to see how it looks like, you can visit Nursine’s blog, Noursichou. She used it to make a Christmas tree in miniature.

If you would like to make a holly branch, made with paper, wire and acrylic colors, you can follow the tutorial that Marianne Cook did for AIM imag.

We made the gift packets from rectangular wood or cardboard scraps that we wrapped in gift wrapping paper with small patterns. On the site Jean Day Miniatures you can find wrapping paper to download. Here a first and a second part. A nice assortment of vintage Christmas designs ca be found on Jennifer’s Printables site.

dadasdollhouse_candy_cane_collageLe nostre canne di caramella sono state realizzate con le graffette da ufficio che hanno un rivestimento di plastica stampato a righe. Noi abbiamo scelto solo quelle bianche e rosse, perché sono più realistiche.

Con un tronchese le abbiamo tagliate in diversi segmenti. Poi con una pinza tonda abbiamo curvato un’estremità, piegando il filo di metallo con le dita attorno alla punta dell’attrezzo. Per ottenere una curvatura grande uguale per ogni pezzo, bisogna bloccare e piegare il filo di ferro sempre nello stesso punto della punta della pinza. Essa ha infatti una forma conica e a secondo del punto attorno al quale si arrotola il filo, si imprime una forma circolare più o meno piccola.

Questa idea geniale l’ho trovata sul blog di Teresa Martinez, Tiny Ter Miniatures.

Our candy canes are made from vinyl coated, striped paper clips. We chose only those with red and white stripes, because they look more realistic.

With a wire cutter we cut the clip into several straight segments. Using round nose pliers we curled one end by wrapping the wire with the fingers around the nose of the pliers. To make the arching equal for each piece, we blocked and bended the wire at the same point of the tip of the pliers. The nose has a conical shape, so depending on where on the nose we roll up the wire, we will form narrower or larger loops.

I found this brilliant idea on Teresa Martinez’s blog, Tiny Ter Miniatures.

Jenni Mullinix

Un’alternativa carina e facile, se non aveste a disposizione le graffette a righe, potrebbe essere quella di creare una canna con delle perline bianche e rosse. Per avere un’idea su come fare, vi suggerisco il blog Jenni Mullinix. Qui vengono utilizzate perle grandi, ma naturalmente l’idea può essere realizzata anche in miniatura.

If you don’t have striped paper clips, a nice and easy alternative could be to make a candy cane with red and white beads. To find out how to do it, you can visit the blog Jenni Mullinix. Here they use large beads, but the idea should work also in miniature.

Sculpey – easy modeling clay candy canes

Noi non abbiamo ancora provato ad usare le paste modellabili sintetiche che richiedono la cottura. Il risultato che si otterrebbe è sicuramente perfetto, come si può vedere dalla foto. Qui trovate le spiegazioni per realizzare sia la canna di caramella che il lecca-lecca. Sembrano veri! Anche qui le misure non sono in scala, ma possono essere riprodotti in miniatura. 

Una volta scelte le decorazioni, le abbiamo inserite nelle calze. In alcuni casi abbiamo aggiunto anche qualche perlina dorata o argentata per illuminare la composizione.

We have not yet tried to use polymer clay for modeling. The result is definitely perfect, as you can see from the picture. Here is a tutorial for the candy cane and the lollipop. They look so real! Again, these objects are not in scale, but they can be done in miniature.

Once chosen the decorations, we have put them in the socks. In some cases we added a couple of gold or silver beads to light up the gifts arrangement.

dadasdollhouse_sock_3554 dadasdollhouse_sock_3555dadasdollhouse_sock_3562dadasdollhouse_sock_3561 dadasdollhouse_sock_3564

dadasdollhouse_4910Le calze sono ora pronte per essere appese al camino della dollhouse. Sono così carine che si potrebbero utilizzare anche come decorazione per l’albero di Natale vero, quello in scala 1:1. Naturalmente in questo caso ne serviranno parecchie!

The stockings are now ready to hang from the fireplace mantle of the dollhouse. They are so cute that they could also be used as Christmas ornaments for a real tree in 1: 1 scale. Of course in this case we will need quite a lot of them!

Kleinigkeiten in 1zu12

In questa foto di Kleinigkeiten in 1zu12 potete vedere le tre calze che l’anno scorso ho regalato a Britta e che lei ha sistemato in un coloratissimo ed allegro “Weihnachtsmarktstand”, uno dei tipici stand dei mercatini di Natale.  

Le calze natalizie possono essere personalizzare con diversi tessuti o scegliendo regali diversi da inserire all’interno. Se volete qualche idea alternativa, qui di seguito vi segnaliamo alcuni link che potrebbero interessarvi.

In this photo of Kleinigkeiten in 1zu12 you can see the three stockings I gave last year to Britta. She has arranged them in this colorful and cheerful “Weihnachtsmarktstand”, the typical stand of the Christmas market.

Christmas stockings can be customized with different fabrics and by choosing different gifts to put inside. If you want some alternatives, below we added a few links that may be interesting.

Emma Myrtle – Felt Christmas Stocking

Queste calze sono delle spille, ma possono benissimo essere usate in una dollshouse. Sono state realizzate con il feltro. Le istruzioni ed il modello li trovate cliccando sulla foto o qui.

These stockings are pins. They can be used in a dollshouse as well. They are made with felt. The tutorial and the pattern can be found by clicking the image or here.

miniatures.about by Lesly Shepherd – Easy to stich Christmas stocking

Se amate ricamare potete seguire le spiegazioni di Lesly Shepherd e creare una calza di Natale a mezzo punto. Cliccate sulla foto o qui per la spiegazione e per scaricare gratuitamente due schemi diversi.

If you like to embroider you can follow Lesly Shepherd’s explanations and create a needlepoint Christmas stocking. Click on the picture or here for the tutorial and to download two different patterns.

Janet Granger – Christmas stocking kit

Se invece preferite uno schema più complesso, potete acquistare un kit di Janet Granger. Ci sono 11 diversi soggetti, tutti bellissimi ed in scala 1:12. Per vederli ed ordinarli cliccate qui. Sul suo sito trovate anche le spiegazioni gratuite su come ricamare e confezionare una calza.

If you prefer a more complex pattern, you can buy a kit by Janet Granger. There are 11 different designs, all beautiful and 1:12 scale. To see and order them click here<